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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘educare’

Educare alla prevenzione per prevenire la tossicodipendenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 aprile 2019

Orvieto. Se è vero che fuori dalle scuole è ormai diffuso lo spaccio di droga a cielo aperto è altrettanto vero che la migliore arma dentro le scuole è la prevenzione.
Come recentemente a Terni ed a Narni, anche gli studenti della sede di Orvieto del Centro di Formazione Professionale hanno ricevuto una lezione di prevenzione alle droghe e alcol da parte dell’associazione Narconon.
Mentre l’attività di repressione e sequestro delle sostanze illegali viene svolto giornalmente dalla Polizia, come in questi giorni hanno dato notizia i mass media di Orvieto, è imprescindibile lo svolgimento di costanti attività educative rivolte ai possibili fruitori di questo “libero” mercato dello spaccio.
È nelle scuole e nei centri di formazione professionali che andrebbero programmate di routine lezioni di prevenzione, anzi dovrebbero essere inserite nei programmi scolastici affinché diventino una vera e propria materia di vita. Insegnare la prevenzione non dovrebbe avere meno importanza dell’insegnamento dell’italiano, di storia, matematica e ginnastica. In fondo la scuola dovrebbe preparare i nostri giovani ad affrontare la vita affinché siano persone responsabili, capaci e felici. Uno studente che domani sarà un tossicodipendente è una contraddizione in termini!
Per sopperire a questa “lacuna” l’associazione Narconon da anni svolge conferenze educative, con ampia soddisfazione da parte degli studenti e docenti che vi assistono, con la finalità di insegnare agli studenti l’ABC della prevenzione alle droghe e all’alcol.
Le conferenze come quella svolta presso il Centro di Formazione Professionale di Orvieto, sono indirizzate a singole classi o a gruppi di studio di analoga età, durano circa due ore e rispondono esaurientemente alle domande: cosa sono le droghe? Perché una persona inizia a usarle? Cosa sono assuefazione e dipendenza? Qual è l’interazione delle droghe con la mente? Cosa causano le droghe e l’alcol a livello fisico e mentale? Esistono veramente le droghe leggere? Al termine della conferenza viene dedicato del tempo alla discussione con gli studenti per approfondire ulteriori argomenti e capire se la lezione ha lasciato nei giovani interlocutori un segnale positivo per una futura vita di sobrietà e moderazione.

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Educare non significa indottrinare

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

In un paese che forse non è più paese ma un territorio di scorribande pseudo-intellettuali, di nostalgiche intenzioni, ecco spuntare dalle sterpaglie grammaticali la nuova ricreazione. Ce n’era davvero bisogno. In Rai il Saviano nazionale tiene una lezione agli studenti, una lezione, badate bene, non una testimonianza, una lezione, il che farebbe pensare a un incontro a tutto tondo, dove la tesi, sta seduta educatamente a fianco della eventuale antitesi, per approdare a una sintesi vestita di reciprocità e comunione di intenti, non certamente al solito sermone a senso unico, restando poi in silenzio per copione e non per propria volontà. Indipendentemente dalla tesi che l’interlocutore vuole portare avanti, sarebbe bene, di fronte agli adolescenti soprattutto, tenere un registro di equità ed equilibrio, non solamente con sfoggio di aggettivi ricercati, congiuntivi corretti e superlativi assoluti tutti da verificare, nell’intento di sostenere uno slogan a favore delle canne statuali. Di quanto detto e sostenuto dallo scrittore non sono d’accordo su niente, il mio consiglio è di andare a leggersi qualche studio scientifico e ricerca autorevole per capire che non esistono le droghe, esiste la droga ed è tutta merda, fa tutta male, soprattutto ai più giovani, di ricreativo c’è soltanto il pur parlè da bar sport. Che le mafie vengano sconfitte nel loro commercio di sostanze liberalizzando-legalizzando l’erba è pura presa per i fondelli, infatti i capitolati più pesanti provengono da altre fonti e sostanze stupefacenti. Che la roba di stato favorirebbe legalità è un’altra fandonia, perché i minori che resteranno esclusi dallo spaccio legalizzato, andranno a impattare con le regalie mafiose che pur di non perdere consensi e ricavandi, offriranno ai meno protetti tutto e di più a pochi danari. L’erba di stato più conveniente? Altra balla grande come una casa, oltre al fatto che il principio attivo sarebbe assai diverso da quello che i consumatori abitualmente fanno uso. C’è sempre qualcuno che della banalità fa ragione, come quella di affermare che siamo un paese abituato alle concessioni, alle spericolate arrampicate sui mali minori, in fin dei conti perché scandalizzarsi per uno spinello fumato in ufficio, in strada, a scuola, quando abbiamo uno staterello che fa l’oste e il biscazziere senza tanti complimenti, e tanto altro ancora. La risposta è semplice, proprio perché abbiamo questo status quo, non mi pare il caso di aggiungere altre inutili porcherie. Sull’imparzialità del servizio pubblico cui il Saviano ha prestato il fianco non mi pronuncio, mi permetto di dire che il rispetto per le persone, per le più giovani soprattutto, per quelle che ancora non sanno cos’è il dirupo e l’inferno in terra, non si insegna da una cattedra improvvisata, per quanto bravo il docente di cui sopra a raccontare, ma soltanto attraverso il passo fermo e mai claudicante dell’esempio, di chi autorevole è per la fatica e il sacrificio profusi per aiutare e sostenere chi per rialzarsi ha impiegato tre vite. Raccontare il male non per copia-incolla ma per il dramma del dolore eretto a domicilio. A me Saviano ha dato l’impressione di indurre i più giovani a trovare modi “creativi” per differenziare la ricreazione, sull’intuizione necessaria a evitare la caduta rovinosa e ri-prendere in mano la propria vita ne parliamo come sempre un’altra volta. (By Vincenzo Andraous)

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“Educare alla cittadinanza mondiale e alla cooperazione internazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

lateranenseRoma Giovedi 23 giugno dalle ore 14.30 alle ore 18.30, presso l’Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense, in Piazza San Giovanni In Laterano 4, si terrà il Seminario Nazionale “Educare alla cittadinanza mondiale e alla cooperazione internazionale: il miglior investimento per il Futuro” organizzato da FOCSIV – Volontari nel mondo, la Federazione che riunisce 80 ONG di ispirazione cristiana. Questo appuntamento è un momento di dialogo e confronto tra le 22 ONG italiane che partecipano al progetto “Un solo mondo, un solo futuro. Educare alla cittadinanza mondiale a scuola”, cofinanziato dalla Cooperazione italiana e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, insieme alla DGCS – Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le Università, le Fondazioni e le Scuole. Punto di partenza le lezioni apprese, per condividere l’esperienza progettuale e le buone pratiche emerse e per tracciare prospettive e strategie future per avviare un percorso concreto e positivo nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza globale.
“Educare alla Cittadinanza Globale nella scuola” in tutto il mondo è l’obiettivo per i prossimi 15 anni indicato dall’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile 2030, che punto 4 indica l’obbligo di Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti. Anche la scuola e la società italiana sono chiamate ad impegnarsi entro il 2030 ad “assicurarsi che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso, tra l’altro, l’educazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di non violenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile” (Obiettivo 4.7.)
Al Seminario parteciperanno: Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV; Piera Gioda, CISV, coordinatrice nazionale del progetto, Cristiano Maggipinto, DGCS Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Emanuela Benini, Agenzia Italiana per la Cooperazione internazionale, MAECI; Italo Fiorin, Università LUMSA; Enrico Giovannini, Università Tor Vergata, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS); Rosa De Pasquale, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, MIUR.

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Educare al futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

Educare i giovani alla cittadinanza mondiale è legato in maniera imprescindibile all’educare i giovani al futuro, perché – al di là delle differenze locali e nazionali – siamo uniti dallo stesso destino e le nostre scelte hanno ripercussioni gli uni sugli altri. È sufficiente parlare di migrazioni, sviluppo e diritti umani a scuola per educare al futuro? Basta adottare un’unità didattica sull’intercultura per risolvere la questione? “Parlez-vous global?”, sin dalla fase di disegno progettuale, sa che la risposta a questa domanda è “no”; per questo ha inserito nel piano progettuale una fase dedicata alla maturazione delle competenze rispettivamente degli insegnanti e degli studenti ed una fase dedicata alla valutazione delle competenze di cittadinanza mondiale.Questi argomenti sono stati affrontati durante il Seminario nazionale di “Parlez-vous global?”, che si è tenuto a Milano il 10 ottobre e che ha visto riuniti 70 professori di scuola secondaria provenienti dalle regioni maggiormente coinvolte (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana). Durante la prima parte del Seminario, il prof. Roberto Trinchero, docente di Pedagogia sperimentale all’Università di Torino, ha tenuto una sessione intitolata “Formare per competenze” (slide disponibili su http://www.edurete.org).C’è un motivo per cui gli studenti italiani (inclusi i migliori) si qualificano ripetutamente sotto la media mondiale delle prove Invalsi (indagine Ocse-Pisa 2009). Il problema è che si trovano ad affrontare problemi nuovi, a cui i professori non li preparano.Gli studenti non superano le prove Invalsi perché non sono abituati ad usare la loro testa, quanto ad applicare nozioni impartite su problemi astratti e tipizzati.Le prove Invalsi invece sono costruite sul nuovo paradigma basato sull’educare al futuro, un futuro caratterizzato dalla cifra del cambiamento.Per preparare gli studenti a lavori che non sono stati creati, a tecnologie che non sono state inventate, a problemi che non possiamo anticipare oggi, dobbiamo suscitare competenze.
Ma cosa significa “competenza”? Secondo il quadro di riferimento europeo, adottato anche dalla scuola italiana, la competenza è la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro, studio e sviluppo professionale e/o personale.In passato, i docenti hanno creduto che gli studenti potessero passare automaticamente dall’abilità alla competenza, dal sapere al saper fare e saper essere. Questo passaggio invece non è scontato ed è il motivo di insuccesso della didattica.Trinchero ha infine illustrato il modello di costruzione e di valutazione delle competenze contenuto nel Manuale didattico “Migrazioni e cittadinanza mondiale a scuola”, prodotto dal progetto “Parlez-vous global?” e disponibile gratuitamente sul sito http://www.parlezvousglobal.org
Questo metodo – valido per ogni tematica e disciplina – ha dimostrato di suscitare interesse e apprendimento negli allievi, ma soprattutto autonomia, competenza e responsabilità, elementi indispensabili per preparare alle sfide mondiali.

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Educare nell’era digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2013

Brescia. La cinquantaduesima edizione di “Scholé” , tradizionale appuntamento culturale che ogni anno chiama a Brescia oltre un centinaio di pedagogisti, apre i battenti domani 5 settembre presso il Centro “Mater Divinae Gratiae” e avrà come titolo Ad aprire la “due giorni” promossa dall’Editrice La Scuola e quest’anno dedicata al tema “Educare nell’era digitale”, sarà il Segretario generale della Cei monsignor Mariano Crociata che interverrà sul piano decennale della Conferenza episcopale italiana in relazione all’ emergenza educativa. Prima di lui la presentazione del segretario generale di “Scholé”, Luciano Pazzaglia e, a seguire gli interventi di Luciano Caimi, Don Felice Nuvoli, Loredana Perla, Pierpaolo Triani. Nel pomeriggio, con la presidenza di Carla Xodo le due relazioni di Giovanni Santambrogio (“Le trasformazioni sociali e culturali del web”) e Ruggero Eugeni (“La sfida educativa nella condizione postmediale”), alle quali seguirà il dibattito. Venerdì 6 settembre, la ripresa dei lavori, con la presidenza di Cosimo Laneve, altre due relazioni affidate a Pier Cesare Rivoltella (“La rivoluzione del libro digitale”) e Alessandro Antonietti “Psicologia della lettura del testo multimediale”), il dibattito e le conclusioni. “Scholé” può vantare al suo attivo, dal 1954 ad oggi (con qualche periodo di sospensione attorno al Sessantotto) cinquantuno convegni e una quarantina di pubblicazioni di atti che hanno consentito un monitoraggio continuo del mondo dell’educazione e della scuola, con una straordinaria attenzione al tema della “persona”, e un interesse ben oltre la comunità accademica. Nelle ultime edizioni la riflessione scientifica si è fatta sempre più aderente alle emergenze educative in uno stretto legame con l’attualità e le profonde trasformazioni succedutesi in contesti nei quali il mondo virtuale ha finito quasi per sovrapporsi a quello reale.

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Per educare alla vita buona del Vangelo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Roma 26 maggio 2011 – ore 16.00 P.zza Sant’Apollinare, 49 Pontificia Università della Santa Croce Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare – Aula “Alvaro del Portillo” In questi tempi di degrado culturale, politico e sociale, sembra più facile alzare la voce per una denuncia, che non cercare strade per una ripresa di vita e di coraggio. Abbiamo celebrato 150 anni di unità nazionale, ma si avverte la fatica e la precarietà di una unità tutta ancora da raggiungere. In queste pagine, il teologo Antonio Staglianò, da più di due anni vescovo della diocesi di Noto (SR), ripercorre i molti interventi della Chiesa italiana e delle Chiese locali evidenziando quegli aspetti relativi al Sud, al suo patrimonio di cultura, di fede e di tradizioni religiose che contribuiscono ad alimentare quella speranza di cui si avverte tutta l’urgenza. Di questo libro si parlerà in un incontro organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università della Santa Croce e dalle Paoline e che si svolgerà Giovedì 26 maggio alle ore 16, presso la sede dell’Università in piazza Sant’Apollinare Intervengono
• S.E. MONS. DIEGO COLETTI, Vescovo di Como
• S.E. MONS. DOMENICO GRAZIANI, Arcivescovo di Crotone – S. Severina
• PROF. GIOVANNI MARIA VIAN, Direttore de L’Osservatore Romano
• Modera PROF. DON MARCO PORTA, Direttore ISSR all’Apollinare
Sarà presente l’Autore

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Emergenza educativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Roma 15/3/2011 ore 9,15 Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso di emergenza educativa e dei problemi che sembrano coinvolgere una parte dei giovani d’oggi: bullismo, violenza, droga, vita disordinata. Da dove bisogna partire per offrire un futuro migliore alle nuove generazioni? Un utile punto di riferimento può essere sicuramente il Vangelo, con i suoi valori universali, condivisibili, che possiamo ritrovare scritti nel cuore di ogni essere umano. Di questo, ed altro, si parlerà nel convegno “Emergenza educativa: educare alla vita buona del Vangelo” organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum a Roma, martedì 15 marzo 2011, alle 9.15, in via degli Aldobrandeschi 190. Interverranno: la Prof.ssa Maricilla Cappai, ricercatrice dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e docente di religione presso il liceo classico Dettori (“Il ruolo culturale dell’IRC di fronte alle emergenze educative della scuola”), il Prof. Michele Manzo, Docente di Pedagogia Generale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (“Educare con la religione”), il Prof. German Sanchez, Direttore operativo dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (“La sfida educativa: una questione d’amore”), Don Filippo Morlacchi, Direttore dell’Ufficio Pastorale Scolastica e IRC – Diocesi di Roma (“La sfida educativa a Roma”) e il Prof. Diego Mecenero, teologo, (“Cercatori d’infinito: la direzione educativa nel nuovo contesto scolastico IRC”).

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“Educare alla multiculturalità e alla solidarietà”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

San Giovanni Rotondo (FG) Dopo la prima fase realizzata dai bambini delle classi prime, terze, quarte e quinte a favore dell’Africa e delle Filippine, è in atto la seconda fase del progetto “Educare alla multiculturalità e alla solidarietà” della Scuola Primaria Dante Alighieri di San Giovanni Rotondo (FG) ed ha come destinatari i piccoli di Santo Anastáçio, ospiti presso l’Educandario São José del Brasile. In seguito ad un  approfondimento culturale generale, gli allievi, con l’aiuto dei docenti e della preziosa collaborazione dei genitori e del personale ATA, hanno predisposto la realizzazione di un piccolo spettacolo teatrale, ponendo l’attenzione sul rispetto della natura e sulla figura del “Curupira”, personaggio mitologico brasiliano,  protettore della foresta. Gli alunni delle classi seconde A – B – C – D sono entusiasti di esporre il frutto del loro impegno e di salutare i loro nuovi amici con il canto “Vamos Construir” di Sergio Piovesan, in lingua portoghese, come auspicio per tutti della costruzione di un ponte di amicizia e di solidarietà nel cuore di ognuno. Nei giorni 2 – 3 – 4 marzo 2011, presso la Scuola Dante, sarà allestito anche il mercatino solidale, con prodotti realizzati dagli stessi bambini brasiliani e loro educatori nelle ore di laboratorio espressivo-educativo, a cui tutti sono invitati. Info: Segreteria Scuola Dante Alighieri http://www.scuoladantesangiovannirotondo.it/

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Educare con i social network

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

San Donnino (FI), 26 febbraio ore 15,30–17,30, sempre allo Spazio Reale l’esperta di nuovi media e social network Elena Farinelli approfondirà il tema: “Aiuto, questi ragazzi stanno sempre al computer! Capire il mondo digitale per capire i giovani”. A seguire sabato 12 marzo  “La barca di Pietro nel mare di Internet” e sabato 26 marzo “Va ora in onda… Processo ai media!”. Il web che è un rullo compressore nelle nostre vite e che il Papa paragona alla rivoluzione industriale è di fatto un gioco per i nostri figli, ma noi adulti come lo viviamo? Luca Paolini, blogger e insegnante di religione nella scuola media, ha dispensato utili consigli a genitori, insegnanti e mondo cattolico in occasione del corso “Te lo do io il computer!”, organizzato a San Donnino (FI) dai Centri diocesani di pastorale familiare e giovanile dell’Arcidiocesi di Firenze insieme all’Associazione genitori A.Ge. Toscana. La riflessione si è fatta anche filosofica, perché ad esempio il perdono cristiano equivale a una cancellazione, mentre invece in rete ciò che è stato pubblicato rimane per sempre. Il problema invece diventa sociale quando alcuni genitori riportano notizia di giovani che restano connessi fino alle 4 di notte, senza riuscire a staccarsi. Lo web comunque è uno spazio di dialogo fatto di condivisione, collaborazione, comunicazione e non manca mai di chiedere a ciascuno il proprio parere, proprio ciò su cui di fonda il successo di portali come Ebay.  Ecco allora preziosi consigli per insegnanti, parrocchie e soprattutto genitori: a scuola un social network può essere utilizzato per creare un gruppo ristretto ai soli alunni e veicolare contenuti e lezioni. Attenzione però a come ci si mette in relazione: è bene usare l’opzione da uno a molti, evitando di mettersi in contatto con il singolo alunno, e avvisare dirigente scolastico e genitori o genitori e parroco. Da evitare poi il rischio ‘alone digitale’, ossia di sopravvalutare un alunno solo perché è connesso. In classe il blog potrà essere usato per approfondire una lezione o coinvolgere i genitori; il podcast per fare audiolibri o lezioni registrate o commentare un fatto di cronaca; con la modalità collaborativi wiki si costruiscono storie e racconti, mentre con il codice bidimensionale QrCode si possono inserire approfondimenti testuali oppure link a video, musiche e siti web; infine il document sharing dà l’abitudine di condividere lezioni, documenti, video, foto, relazioni, conferenze. In parrocchia invece ampio spazio ai social network per far conoscere eventi o creare sondaggi e sottoscrizioni. Il blog sarà un valido sostituto del giornalino parrocchiale e offrirà servizi come mappe, orari e calendari; il podcast invece sarà il vero e proprio radiogiornale della parrocchia offrendo omelie e riflessioni e commenti sul Vangelo. Con Wiki si costruirà la fase preparatoria di un’assemblea parrocchiale o di un sinodo e con QrCode si lasceranno messaggi in bacheca per i più giovani e si organizzeranno attività ludiche come la caccia al tesoro o più impegnate come la Via crucis interattiva.Infine non poteva mancare una riflessione sul difficile compito dei genitori che oggi soffrono il divario mediatico oltre a quello consueto generazionale: spesso infatti il genitore non sa usare il computer ed è completamente all’oscuro di ciò che fa il figlio. La prevenzione migliore è una relazione salda fra genitori e figli, poi si può navigare insieme per le ricerche e per reperire materiali, insegnare un atteggiamento critico e solidale, conoscere gli amici virtuali così come lo si fa con quelli reali. Ai più piccoli occorrerà insegnare a non dare mai informazioni personali e a tutelare la propria privacy. E’ utile che il genitore conosca il mezzo e che dia l’esempio di come ci si comporta.

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Educare in Sicilia: risorse e problemi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

A Trabia (Pa), presso l’Hotel Torre Artale, si è tenuto il Convegno, organizzato dall’Ufficio regionale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l‘Università, sul tema “Educare in Sicilia: risorse e problemi”.  All’incontro regionale erano presenti: il vescovo delegato Cesi per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università, mons. Michele Pennisi, e il direttore dell’Ufficio, prof. Alfio Briguglia.
Nella due giorni sono intervenuti: il prof. Giuseppe Verde, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Palermo; Suor Mariella Lo Turco, Presidente regionale dell’Associazione Ciofs-Sicilia; il prof. Giuseppe Rossi, ordinario presso la Facoltà di Ingegneria di Catania; il prof. Giuseppe Savagnore, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Cultura; il presidente della FIDAE – Sicilia, Padre Francesco Beneduce.  La Tavola Rotonda di sabato su “Le buone pratiche come Risorsa” è stata coordinata dal filosofo e sociologo Luciano Nicastro.
Centinaia i docenti, dirigenti, educatori e studenti hanno partecipato  all’ incontro che ha come “scopo – così dice mons. Michele Pennisi – quello di analizzare alla luce  degli ultimi documenti del Magistero la situazione dell’istruzione e della formazione professionale in Sicilia in vista  dei problemi  connessi con la realizzazione del federalismo fiscale in una regione  a statuto speciale come la nostra”. Un’occasione, inoltre, “per dare ascolto – dice il prof. Alfio Briguglia –  alle preoccupazioni giovanili, cercando di convertire i comportamenti di chi ha responsabilità”.

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Educare prima per educare in tempo

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

Un Preside mi ha detto che nella sua scuola non ci sono problemi di bullismo, non c’è alcun eccesso di aggressività dirompente, neppure uso di sostanze stupefacenti, insomma un istituto che non ha falle né disattenzioni da consegnare alle solite giustificazioni. Un scuola vera in un paese vero, dove l’intera comunità partecipa al bene di ogni adolescente. E’ confortante apprendere che non tutto è perduto, e che addirittura un’accentuazione del problema non produce buona prevenzione, ma distribuisce ulteriore paura di rimanerci incagliati dentro. La scuola, la famiglia, la società, una triade che forma le coscienze e consegna libertà, spingendo a formulare scelte e stili di vita responsabili negli anni che dobbiamo riempire di contenuti. Quel Preside non ritiene di doversi preoccupare per la sua scuola, per i suoi studenti, è convinto di esser al sicuro, il suo territorio scolastico  è uno spazio pulito che promuove efficacia-efficienza educativa: ma proprio per questo perchè non prendere in considerazione l’opportunità di  appropriarsi di strumenti idonei a contrastare eventuali dinamiche che coinvolgono i più giovani?  La scuola dovrebbe essere quella disegnata da questo Preside, una parte importante del territorio che non cede metri all’usura e allo sconquasso delle dimenticanze. Una scuola che non scivola nell’indifferenza, ma combatte i rischi dell’incuria adolescenziale, fa si che si parli, si ragioni senza veline o resistenze su cosa significa essere violenti, cosa comporta avere nelle tasche una dose di droga, cosa potrebbe avvenire a vivere nella illegalità, e infatti il carcere non è quello rappresentato filmograficamente, ma ben peggio, è quello dove se qualcuno ci muore nel silenzio, nessuno si sorprende. In quella scuola ognuno svolge il proprio ruolo con intelligenza, la collettività è aperta allo scambio relazionale, perché allora non munirsi di una formazione e di una conoscenza, allorquando dovesse presentarsi sull’uscio l’ospite sgradito. Occorre parlarne, è necessario farlo con un’analisi che non tralascia niente, con la fermezza dei piedi ben piantati per terra, affinché i più giovani, quelli sempre più spesso ammaliati  dal colpo sferrato dietro il mucchio, dallo spinello provato e usato per rimanere dentro il quadrato, non abbiano a issare bandiera bianca prima ancora di iniziare a vivere. Potrebbe essere salutare prendere atto del dazio da pagare sbattendoci il grugno sulla storia, sulla testimonianza,  sulla sequela degli errori, ai ragazzi bisogna fare arrivare forte e chiaro cosa significa denudare dei diritti un coetaneo, quali droghe-bugie assumiamo, quale sarà la batosta che ci attende al varco, il dolore disperato perché dentro una galera invivibile.
Non è necessario affidare alle minacce la speranza del futuro, ma dobbiamo  rifiutare di licenziare questa tragedia definendola una risultanza prettamente sociale, quindi  costringendo le responsabilità a non trovare cittadinanza nella scuola e nelle sue tre componenti cardinali: genitori, insegnanti, studenti. Sono felice di constatare che la scuola è  anche e soprattutto quella del Signor Preside, ma proprio per questo occorre partecipare ed essere pronti a intervenire, infatti qualsiasi scelta di prevenzione si realizza con l’educazione, e solamente con essa scaturisce la possibilità di educare prima, di educare  in tempo.( vincenzo.andraous)

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Educare in Sicilia: risorse e problemi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

Trabia (Pa) dal 28 al 29 gennaio 2011 presso l’Hotel Torre Artale, si svolgerà il Convegno, organizzato dall’Ufficio regionale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l‘Università, sul tema “Educare in Sicilia: risorse e problemi”.  All’incontro regionale saranno presenti: il vescovo delegato Cesi per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università, mons. Michele Pennisi, e il direttore dell’Ufficio, prof. Alfio Briguglia.  Nella due giorni interverranno: il prof. Giuseppe Verde, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Palermo; Suor Mariella Lo Turco, Presidente regionale dell’Associazione Ciofs-Sicilia; il prof. Giuseppe Rossi, ordinario presso la Facoltà di Ingegneria di Catania; il prof. Giuseppe Savagnore, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Cultura; il presidente della FIDAE – Sicilia, Padre Francesco Beneduce.  La Tavola Rotonda di sabato su “Le buone pratiche come Risorsa” sarà coordinata dal filosofo e sociologo Luciano Nicastro.   Centinaia i  docenti, dirigenti, educatori e studenti che parteciperanno  all’ incontro che ha come “scopo – così dice mons. Michele Pennisi – quello di analizzare alla luce  degli ultimi documenti del Magistero la situazione dell’istruzione e della formazione professionale in Sicilia in vista  dei problemi  connessi con la realizzazione del federalismo fiscale in una regione  a statuto speciale come la nostra”. Un’occasione, inoltre, “per dare ascolto – dice il prof. Alfio Briguglia –  alle preoccupazioni giovanili, cercando di convertire i comportamenti di chi ha responsabilità”.

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Educare alla vita Buona del Vangelo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2011

Trabia (Pa), 3 e Martedì 4 gennaio, presso l’Hotel Torre Artale si terrà il Convegno organizzato dall’Ufficio Regionale per la Dottrina della fede e la  Catechesi sul tema “Educare alla vita Buona del Vangelo. Compiti e finalità per una catechesi che inizi alla vita cristiana”.  Obiettivo dell’incontro, destinato ai direttori e alle Equipe degli uffici catechistici diocesani, è “dare un apporto, alla luce degli orientamenti pastorali della CEI per il decennio 2010-2020 “Educare alla vita buona del Vangelo”, alla formazione degli educatori-catechisti nelle Chiese di Sicilia: prendere consapevolezza che la relazione educativa implica la gratuità del dono, mettere se stessi – il tempo, le capacità, le competenze, tutta intera la propria vita- a servizio della crescita dell’altro; abilitare i catechisti ad accompagnare l’uomo, con una relazione empatica, a diventare sempre più se stesso”. Saranno presenti  mons. Salvatore Muratore, vescovo  delegato dalla CESi per la Dottrina della fede e la  Catechesi,il direttore dell’Ufficio don Giuseppe Alcamo, il vicedirettore regionale  don Pasquale La Milia, il giornalista G. Savagnone e il prof. G. Costa dell’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina.

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Rete Natura 2000 spiegata agli insegnanti

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

Parco del Taro e WWF Parma   Parte a breve, il prossimo febbraio, il corso di formazione per insegnanti “Educare all’ambiente nei Siti Natura 2000”. Organizzato dal Parco Fluviale del Taro, con la collaborazione del WWF Parma, il corso intende far conoscere il significato della presenza sul territorio parmense di Rete Natura 2000, il sistema di aree di particolare pregio naturalistico (Siti) tutelate dall’Unione Europea. Vuole offrire ai docenti strumenti e metodi per trasmettere agli studenti il valore e le opportunità di sviluppo legati a questi Siti (SIC e ZPS) oltre che il senso di orgoglio nell’appartenere ad una Rete di valore europeo. Allo stesso tempo, il corso offre ai docenti strumenti didattici e metodologici per affrontare studi e analisi quantitative, sia nell’ambiente naturale dei Siti, che  nel contesto urbano.  Spiega Michele Zanelli, direttore del Parco: “Il corso si inserisce in un progetto di più ampio respiro, GenerAzioni biodiverse, teso a promuovere Rete Natura 2000. Ha già riscosso molto successo, e ripongo molte aspettative anche in questo corso, augurandomi che i temi della biodiversità, della vita sulla terra possano essere fatti propri anche dagli insegnati del territorio”.
Esperti naturalisti e comunicatori ambientali saranno i relatori che si avvicenderanno nelle lezioni: a partire da una panoramica sui Sic e ZPS nel Parmense, focalizzeranno poi l’attenzione su caratteristiche geografiche, habitat e specie dei Siti in particolare Medio Taro e Basso Taro. Saranno quindi affrontati la complessità di relazioni e i delicati equilibri dell’ecosistema fiume, le conseguenze sulla biodiversità delle barriere ecologiche e della frammentazione ambientale, l’importanza del suolo e le sue componenti fisiche e biologiche.Uscite sul campo permetteranno di mettere a frutto gli insegnamenti acquisiti. Il programma completo può essere scaricato dal sito http://www.parcotaro.it

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Educare alla vita buona

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

27 ottobre alle ore 21 Davide Guarneri presidente nazionale dell’AGE (Associazione Italiana Genitori), è ospite in un incontro online sul tema: “Educare alla vita buona. Famiglia e scuola ci provano insieme”.  Rifletterà sull’argomento proposto a partire dall’ambito della comunicazione, con  particolare attenzione alla sfida che i media lanciano ogni giorno all’educazione. L’incontro si terrà alla vigilia della presentazione degli orientamenti pastorali della CEI per il decennio 2010-2020.
All’inizio del collegamento, prima del dibattito con l’ospite in studio aperto agli interventi dei partecipanti, verranno proposte immagini e parole riprese dalla catechesi che il Papa tiene ogni mercoledì. Il materiale audiovisivo è trasmesso in collaborazione con Tv2000.  Seguirà una rassegna stampa e un breve commento. L’iniziativa si rivolge ad animatori della cultura e della comunicazione e a quanti – laici, sacerdoti, religiosi e religiose – abbiano il desiderio di promuovere e sperimentare sul territorio, o negli ambienti, incontri con la gente per approfondire aspetti significativi e problematici della comunicazione mediatica.  Chiunque lo desideri può collegarsi al sito http://www.copercom.it e seguire la puntata in  diretta; gli utenti che hanno effettuato una registrazione previa (tramite e-mail a copercom@glauco.it) potranno inoltre accedere all’area riservata e dialogare con il relatore attraverso una chat.

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“Educare tra scuola e formazioni sociali”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

Brescia 9 e 10 settembre annuale appuntamento promosso dall’Editrice La Scuola. Ad aprire i lavori, alle 9.15 di giovedì 9 settembre, presso il  Centro di spiritualità “Mater Divinae Gratiae” , in via Sant’ Emiliano 30,  saranno il vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari, l’ordinario di  storia della scuola e delle istituzioni educative presso l’Università Cattolica  Luciano Pazzaglia, l’amministratore delegato dell’Editrice La Scuola Enrico Maria Greco. A seguire l’intervento di padre Gian Paolo Salvini  direttore della “Civiltà Cattolica” sul tema “ Prospettive educative nella Caritas in Veritate”(chairman: Concetta Sirna, ordinario presso  l’Università di Messina; discussant: Paola Bignardi, membro del comitato di redazione dell’Editrice La Scuola, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica). Nella sessione pomeridiana (chairman: Carla Xodo Cegolon, ordinario presso l’Università degli Studi di Padova) gli interventi di Vera Negri Zamagni, ordinario di storia economica all’Università di Bologna, sul tema “Formazioni sociali, educazione e scuola” (discussant: Ivo Lizzola, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Bergamo) e di  Giuditta Alessandrini, ordinario di pedagogia sociale presso l’Università degli Studi di Roma TRE, con il contributo “Scenari della contemporaneità: transizione verso il lavoro e formazione professionale” (discussant: Michele Colasanto, ordinario di sociologia delle relazioni di lavoro presso l’Università Cattolica di Milano), cui seguirà un confronto fra i partecipanti al convegno. Il giorno seguente, a partire dalle 9,15, tavola rotonda coordinata da Giuseppe Acone (ordinario di pedagogia generale presso l’Università degli studi di Salerno) e introdotta da Cristina Coggi ( ordinario di pedagogia sperimentale presso l’università di TorinoUniversità di Torino), Sr. Rachele Lanfranchi (Pontificia Facoltà di Scienze delle comunicazioni Auxilium)  Pier Cesare Rivoltella (ordinario di Tecnologie dell’apprendimento presso l’Università Cattolica di Milano), Bruno Rossi (titolare dell’insegnamento di pedagogia generale presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo).

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Convegno del CIF Emilia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Bologna 12 giugno 2010, con inizio alle ore 9.30, nella sede di via del Monte 5 a (3° piano) convegno sul tema “Educare con speranza: un progetto educativo tra famiglia, istituzioni e società”. L’incontro vuole offrire un  contributo per una riflessione sul tema dell’educazione nel contesto di una società in crisi di valori. L’appuntamento vedrà la partecipazione di diversi esperti del mondo della scuola, dell’associazionismo e di rappresentanti di genitori fra i quali la Dr.ssa Chiara Barlini, psicologa e psicoterapeuta, Teresa Mazzoni, Presidente Associazione “Educare & Crescere”, Don Andrea Marinzi, docente presso il “Liceo  Malpighi” di Bologna, Maria Coccolini e Cristina Bassoli, in rappresentanza dei genitori e Silvia Brunini, Capo Scout “Gruppo  Agesci Bo 5”. Il convegno sarà coordinato da Nadia Lodi Gherardi, sociologa e componente del Consiglio Nazionale CIF. “Il dinamismo dell’educare è l’amore totale e incondizionato che sa essere tenero e forte dentro le alterne vicende della vita. Educare è cosa del cuore (come asseriva don Bosco) e mira al cuore, cioè alla coscienza quale luogo delle scelte che contano.” da “Educare nella postmodernità” Card. Carlo Maria Martini

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VIII Giornata europea dei Genitori e della Scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

Roma 13 ottobre si celebra la VIII Giornata europea dei Genitori e della Scuola. La cerimonia promossa presso il Ministero di Viale Trastevere vedrà la presenza di Ministri e dirigenti della pubblica amministrazione insieme alle associazioni dei genitori: un’altra occasione per affermare l’ineludibile ruolo dei genitori nella scuola. “Insieme per educare: la scuola che fa bene”, tema della Giornata, chiama tutti ad una presenza corresponsabile, e proprio in questi giorni, del resto, osserva Davide Guarneri, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Genitori Onlus “i genitori potranno partecipare concretamente, nelle scuole italiane, attraverso il voto per gli organismi di rappresentanza quali consigli di classe/interclasse; di circolo/istituto”. Gli organismi della scuola sono frutto di un lungo cammino di consapevolezza e di cittadinanza dei genitori nella scuola, e neppure il bisogno di un’ampia riforma può essere alibi per il disinteresse e la delega.  Da parte dell’Associazione l’invito alla partecipazione è caloroso, fondato sulla consapevolezza che i genitori sono una componente insostituibile in ogni comunità scolastica che voglia essere a servizio dei ragazzi e dell’educazione. A legislazione vigente le competenze dei consigli di classe, interclasse, circolo ed istituto possono essere valorizzate, soprattutto in riferimento all’adozione dei Piani dell’Offerta Formativa (POF), dei regolamenti d’istituto, dei criteri per la formazione delle classi, della condivisione di criteri per la valutazione del comportamento. Inoltre il dialogo e il confronto sull’educazione fra genitori e docenti non può essere sostituito da qualunque altro strumento.  L’introduzione, nella scuola secondaria, dei Patti di corresponsabilità fra scuola e genitori è una ulteriore occasione di rilancio della partecipazione. “Nell’evidenziare che, dove esistenti, le associazioni dei genitori contribuiscono ad offrire contenuti e sostanza ad una partecipazione che potrebbe ridursi a sola formalità – conclude Guarneri – l’A.Ge. conferma, ad ogni suo livello, l’impegno per una presenza qualificata e cooperativa nella scuola, sollecitando, altresì, il Parlamento alla ripresa del confronto per decidere, finalmente, circa il riassetto degli organi di partecipazione d’istituto e territoriali

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L’educazione è avviare alla scoperta di sé

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

Rovereto, 25-27 settembre 2009 Secondo incontro internazionale sull’educazione vedrà gli interventi di Ivo Lizzola (Preside Facoltà Scienze Educazione – Università Bergamo), Monsignor Michele Pennisi (segretario commissione episcopale CEI per l’Educazione, la Scuola e l’Università) e che sarà coordinato da Davide Guarneri (Presidente nazionale A.Ge.).  L’obiettivo dell’educare è partecipare alla costruzione di una coscienza autonoma, critica, libera e capace di pensiero. L’uomo per la sua crescita e per raggiungere l’autenticità, deve innanzitutto ritornare a se stesso, per incontrare gli altri e il mondo. Quale rapporto esiste tra libertà e coscienza? Qual è il ruolo dell’educazione? Il dialogo tra un pensatore ecclesiastico e uno laico è al centro de “Il disegno di una vita”. “Difficile definire in poche parole l’educazione. Di certo, quando questa non c’è, se ne percepisce il bisogno. E proprio dai momenti più difficili della storia – dice Guarneri – l’uomo ha trovato nell’educazione la leva per il riscatto. Dallo studio, dall’educazione di un pensiero critico magari nella clandestinità, sono nate istituzioni di pace, la dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Oggi, a partire dalle parole di Benedetto XVI, si parla di “emergenza educativa”, forse da intendere come un grande bisogno di educazione, e di adulti educatori. Il problema, in educazione, non sono i ragazzi, ma sono gli adulti stessi e il contesto talora deteriorato nel quale si svolgono le relazioni educative”. L’educazione è  avviare alla scoperta di sé, grazie all’incontro con l’altro, con il mondo, con esperienze che orientano alla ricerca del meglio e del massimo per ogni essere umano. Nell’educazione c’è, dunque, una dimensione maieutica (il “tirar fuori”), ma anche il dovere dell’educatore di indicare, proporre, suggerire, dischiudere orizzonti. La libertà è possibile se vi sono scelte da compiere, e se la persona è in grado di compierle, per le conoscenze, il pensiero, la coscienza che ha sviluppato. Ancora una volta è assolutamente fondamentale il ruolo degli adulti, siano essi genitori, insegnanti, educatori in genere nella consapevolezza che il rapporto fra educatore ed educando si svolge in un contesto, che non è indifferente alla relazione. Da ciò il ruolo che può svolgere la comunità, che svolgono i media, la cultura e le culture, le mille suggestioni del nostro tempo  Nell’educazione è da affermare l’insostituibile ruolo dei genitori, che sono una sorta di “filo continuo” fra le molte esperienze che si offrono ai ragazzi. Alla famiglia scuola, società, media chiedono elevate prestazioni, chiedono di formare giovani “quasi perfetti”, salvo poi riservarsi la critica, talvolta la demolizione della famiglia stessa. Troppe famiglie si sentono sole e inadeguate. E’ giunto il tempo di comprendere che sostenere la famiglia è prendersi cura del futuro, della crescita dei ragazzi.

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