Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘educativa’

“La disuguaglianza educativa tra i bambini dei paesi ricchi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Secondo la nuova Report Card 15 del Centro di Ricerca Innocenti dell’UNICEF, vivere in un paese ricco non garantisce un accesso equo ad un’istruzione di qualità: mentre Lituania, Islanda e Francia hanno i tassi di iscrizione prescolare più alti tra i paesi inclusi nello studio, Turchia, Stati Uniti e Romania hanno i tassi più bassi. Paesi Bassi, Lituania e Finlandia sono i più equi per quanto riguarda i risultati di lettura nella scuola primaria, mentre Malta, Israele e Nuova Zelanda presentano in questo ambito le maggiori disuguaglianze. Lituania, Irlanda e Spagna sono i più equi per quanto riguarda la capacità di lettura dei 15enni, mentre Malta, Bulgaria e Israele presentano le maggiori disuguaglianze. Secondo quanto emerge dal rapporto, infatti, i bambini dei paesi meno ricchi spesso hanno rendimenti scolastici migliori nonostante minori risorse nazionali. “Partire svantaggiati: La disuguaglianza educativa tra i bambini dei paesi ricchi” classifica 41 paesi membri dell’Unione Europea e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in base alla portata delle disuguaglianze a scuola a livello prescolare, primario e secondario.“Su 38 paesi ricchi l’Italia è 13esima per più alto livello di uguaglianza nella scuola secondaria, È 15esima su 41 per tasso di accesso all’istruzione prescolastica e al sesto posto su 29 per migliori capacità di lettura nella scuola primaria”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia – “In questo settore vorrei sottolineare l’impegno sottoscritto, pochi giorni fa, dall’UNICEF Italia attraverso un Protocollo d’intesa insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per promuovere azioni sinergiche e per diffondere la cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle scuole”.
Il rapporto si focalizza su due indicatori di disuguaglianza incentrati sui bambini e i ragazzi: l’indicatore a livello prescolare è la percentuale di studenti iscritti a forme di apprendimento organizzato un anno prima dell’età ufficiale di inizio della scuola primaria; l’indicatore per la scuola primaria (4° elementare, circa 10 anni) e secondaria (15 anni) è il divario nei punteggi relativi alla capacità di lettura tra gli studenti con il punteggio più basso e quelli con il punteggio più alto. Il posizionamento nella classifica dei quindicenni è l’indicatore principale del rapporto perché rappresenta il livello di disuguaglianza arrivati alla fine dell’istruzione obbligatoria.

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Incontri a Roma Tre dedicato allo studio della dimensione letteraria, interculturale, educativa e storica dell’opera poetica di Franco Fortini

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

Fino al 2 Maggio 2017 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aule 11, 6, 10 Via Principe Amedeo 184. La cattedra di Didattica interculturale del Dipartimento di Scienze della Formazione propone sette incontri con intellettuali di diversa formazione e professione su temi e testi utili a comprendere il presente del mondo.
Gli incontri nascono dal corso del prof. Donatello Santarone dedicato allo studio della dimensione letteraria, interculturale, educativa e storica dell’opera poetica di Franco Fortini, del quale quest’anno si celebra il centenario della nascita (1917-2017).

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Cooperazione educativa, educazione e libertà

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Palermo 20 aprile 2011 presso l’Aula magna dell’ITCG “Duca degli Abruzzi”,Via Emerico Fazio n.°1, dalle ore 8.00 alle 14.00 convegno dal titolo: difesa e valore del lavoro e della funzione docente nella scuola pubblica”

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Emergenza educativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Roma 15/3/2011 ore 9,15 Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso di emergenza educativa e dei problemi che sembrano coinvolgere una parte dei giovani d’oggi: bullismo, violenza, droga, vita disordinata. Da dove bisogna partire per offrire un futuro migliore alle nuove generazioni? Un utile punto di riferimento può essere sicuramente il Vangelo, con i suoi valori universali, condivisibili, che possiamo ritrovare scritti nel cuore di ogni essere umano. Di questo, ed altro, si parlerà nel convegno “Emergenza educativa: educare alla vita buona del Vangelo” organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum a Roma, martedì 15 marzo 2011, alle 9.15, in via degli Aldobrandeschi 190. Interverranno: la Prof.ssa Maricilla Cappai, ricercatrice dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e docente di religione presso il liceo classico Dettori (“Il ruolo culturale dell’IRC di fronte alle emergenze educative della scuola”), il Prof. Michele Manzo, Docente di Pedagogia Generale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (“Educare con la religione”), il Prof. German Sanchez, Direttore operativo dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (“La sfida educativa: una questione d’amore”), Don Filippo Morlacchi, Direttore dell’Ufficio Pastorale Scolastica e IRC – Diocesi di Roma (“La sfida educativa a Roma”) e il Prof. Diego Mecenero, teologo, (“Cercatori d’infinito: la direzione educativa nel nuovo contesto scolastico IRC”).

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La fede e la sfida educativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Roma 25 novembre alle ore 16 nell’auditorium di via del Serafico, Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura – Seraphicum” ha organizzato un’occasione di confronto e di approfondimento con relatori qualificati per parlare de “L’educazione alla fede cristiana nell’epoca di internet – La pedagogia di Gesù e il percorso francescano”, con l’obiettivo di offrire un prezioso contributo al dibattito in corso.  Dopo l’introduzione del preside Domenico Paoletti, interverrà il professor Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici oltre che docente di psicopatologia presso la Pontificia Università Gregoriana e di psichiatria all’Ateneo pontificio “Regina Apostolorum” che parlerà dell’ “Educazione ai tempi di Internet: nodi e snodi dell’emergenza educativa”. Seguirà la relazione del professor Orlando Todisco, docente di filosofia francescana al Seraphicum e di storia della filosofia medievale all’Università di Cassino su “L’educazione alla fede in una facoltà teologica francescana”. Sarà quindi la volta del priore della Comunità monastica di Bose, conferenziere e scrittore di fama internazionale Enzo Bianchi su “La pedagogia di Gesù nell’educazione alla fede”. Il convegno verrà moderato dal professor Giovanni Iammarrone, docente di teologia dogmatica e cristologia francescana al Seraphicum.

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Conduzione educativa assistenziale

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Sono in questa comunità di servizio e terapeutica “Casa del Giovane“ da tempo ormai, e mi accorgo che c’è sempre qualcosa da imparare, da rielaborare e tenere ben a mente.  Anche quando i percorsi, i metodi, le dinamiche sono tutte al loro posto, c’è un lampo che attraversa il nostro passo, e ci obbliga a fermarci per riflettere.  Molti sono i giovani accolti in queste strutture, e molti sono coloro che accompagnano i loro passi, con attenzione e capacità  intuitive, che a volte “servono“ più delle competenze acquisite con lo studio delle tecniche educative. Certo è  difficile comprendere il disagio che li avvolge, ancor più  esplicare metodi educativi risolutivi, perché  ogni persona è un mondo a sé, allora intervenire diventa “scienza della mente e del cuore, scienza del non ancora, ma che avverrà”, e non sempre è facile riuscire dove la vita non è stata ancora vissuta, ma è stata incredibilmente lacerata fin dal suo sorgere. Le storie che incontro sono pezzi di vita che sbarrano la strada, bussano alla porta della ragione per tentare di sfiorare finalmente un senso, quel senso che i giovanissimi prendono a calci, per reazione all’indifferenza o all’incapacità dell’altro di farsi carico delle sofferenze che sono state loro imposte da un mercato che disconosce il povero e annichilisce il ricco. La nostra è una società che etichetta, che ingabbia, che modella a proprio uso e consumo, per poi gettare via l’involucro usato o avariato. E’ una società che allunga il passo, che ha memoria corta, una società che recita, sì, il Padre Nostro, ma lo fa meccanicamente, per non sentire l’importanza di quelle parole, né gli impegni assunti con quella preghiera. Qualcuno ha detto che, finchè i bambini non saranno intesi come figli di tutti, essi saranno destinati a scontrarsi, e soccombere, con gli interrogativi di questa esistenza.  Forse non sarebbe male osservare a quanto siamo tutti bravi a fare i dottorandi di filosofie comportamentali astratte, a tal punto da ingabbiarci in una serie di mancanze, che hanno prodotto  l’otturazione delle intercapedini ove stanno in embrione i mondi futuri.  Riflettendo con onestà intellettuale, si potrebbe sostenere che le negatività  messe in atto dai ragazzi,  non sono altro che l’esplicitazione di una superficialità verso la propria persona e i propri sentimenti: frutto di un modello genitoriale per lo meno inadeguato. Ecco allora la paura, la sfiducia in se stessi e negli altri, la convinzione di non valere qualcosa, né di poter fare cose significative per il proprio futuro, e questa percezione genera diffidenza, disimpegno, alimentando solo l’attenzione al “tutto e subito, qui e ora “.Penso che si diventi responsabili se e quando si esercitano responsabilità  reali, seppure appropriate all’età, non certamente attraverso una conduzione educativa assistenziale, fatta di cose date gratis, e di un po’ di regole infagottate con l’elastico, perché in questa ottica verrebbe a mancare la vera responsabilizzazione, quella basata sulla fiducia, sulla tecnica dialettica che non consente agli interlocutori di barare.Questo è il solo modo per andare incontro alle solitudini che devastano il mondo giovanile, alle incapacità  di trasformare relazioni interpersonali conflittuali, in relazioni vere, che servano ad elevare anima e cervello, quindi a costruire nuove convivenze e comunità. (Vincenzo Andraous)

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“Cento piazze per la sfida educativa”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Napoli 3 ottobre, in Piazza San Domenico Maggiore alle ore 10.30.  La manifestazione s’inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dall’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici) nazionale in occasione del LXV anno di fondazione ed è organizzata in collaborazione con l’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Conferenza Episcopale Italiana con il patrocinio dell’Associazione nazionale Comuni d’Italia (ANCI).   Una data scelta non a caso perché vuole anche essere un modo per “vivere”, in anticipo, la giornata mondiale dell’insegnante (5 ottobre), istituita dall’Unesco nel 1993 per ricordare la Raccomandazione sulla condizione degli insegnanti adottata nel lontano 5 ottobre 1966.  L’evento che si svolge in contemporanea su tutto il territorio nazionale, assume il significato di un vero e proprio “invito all’agorà”, nel luogo simbolo del ritrovo e delle relazioni – la piazza – per richiamare l’attenzione di tutti sulla necessità di considerare l’educazione priorità irrinunciabile su cui investire in corresponsabilità tutti e ciascuno. L’educazione, come ricordano i documenti della CEI, non è questione riservata al contesto familiare e scolastico, ma coinvolge tutte le dimensioni e contesti in cui si vive e cresce (lavoro, sport, media, parrocchia, spettacolo). Il programma della manifestazione in piazza prevede:
ore 10 – 18 esposizione di moto d’epoca a cura del motoclub “Aquile napoletane” presieduto da Giovanni Ripaldi
ore 10 – 18  mostra di pittura e scultura: Anna Calmayer, Andrea Caputo, Orazio Manzo, Valentina Mattiacci, Andrea Mennillo, Annamaria Natale
ore 10.30 – 13.00 animazione a cura dell’Associazione “Metamorfosi Art”
ore 10.30 incontro-dibattito, saranno presenti: Giacomo ZAMPELLA, presidente provinciale AIMC; Enrico FLAUTO, consigliere Provincia di Napoli, Alberto PATRUNO, presidente II Municipalità; Giuseppe FRAGNA, critico letterario; Bianca DESIDERI, giornalista; Maria Rosaria RINALDI, dirigente scolastica del 10° Circolo Didattico di Napoli “Ilaria Alpi”; fratel Raffaele IAVARONE, educatore di strada a Scampia.
ore 12.00 esibizione Coro dei bambini di scuola primaria del 10° Circolo Didattico di Napoli “Ilaria Alpi” .
Ore 17.30 –  reading letterario con gli Amici del Cenacolo di “Napoli è” L’iniziativa è patrocinata da Provincia di Napoli e dal Comune di Napoli II Municipalità Avvocata-Montecalvario-Mercato-Pendino- San Giuseppe- Porto. L’Aimc provinciale di Napoli invita tutti gli organi di stampa, i componenti di Associazioni, Federazioni, Movimenti, Comunità ecclesiali e tutte le persone che hanno a cuore l’educazione delle giovani generazioni, a intervenire per far conoscere, promuovere e sostenere l’iniziativa in tutte le modalità possibili.

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Roma: asili nido ai privati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Saranno 6 gli asili nido dati in concessione ai privati a partire da dicembre 2010: via di Valcanuta nel XVIII Municipio, via Selva Nera nel  XIX, via Flora al V, Torrino 1 e Torrino 2 al XII e via Newton  nel XVI, per un totale di 469 posti. Questi sei nidi sono già costati ai cittadini romani oltre 10 milioni di Euro, mentre altri 5 milioni saranno destinati alla futura gestione che per scelta della Giunta Alemanno verrà affidata ai privati. “Oltre a sprecare soldi pubblici Alemanno decide di affidare la responsabilità educativa ai privati – dichiara Caterina Fida, rappresentante RdB-USB del Comune di Roma – così  la qualità dei servizi all’infanzia del Comune di Roma andrà a farsi benedire definitivamente, saranno più difficili i controlli e ci saranno meno tutele per quei 469 bambini e per le lavoratrici che dovranno accudirli. Queste ultime – prosegue Fida – oltre ad avere stipendi da fame, dovranno seguire un numero imprecisato di bambini grazie ad una delibera di Giunta  (la 209 del luglio 2010), che aumenta il rapporto educatrici/bambino”. Sottolinea la rappresentante RdB-USB : “Nidi e scuole dell’infanzia sono il frutto del lavoro di tante lavoratrici e dell’investimento che i cittadini romani hanno fatto in questi decenni, rappresentando così un bene prezioso per la nostra città che non può essere demolito a favore di una miope e distruttiva logica di mercato. Siamo inoltre convinti che ampliare l’offerta dei nidi comunali a Roma non può trasformarsi in una riduzione delle regole e dei diritti. Per questo, da settembre, RdB-USB ripartirà con una campagna di informazione per le famiglie, che saranno messe a conoscenza dei rischi che corrono i loro bambini con la privatizzazione del servizio, e con una mobilitazione generale del personale dei nidi che coinvolgerà il settore pubblico e quello privato”, conclude Fida.

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La sfida educativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

Roma 24 giugno 2010 Ore 10.00 – 13.30 Camera dei Deputati, Sala Conferenze di Palazzo Marini,  Via del Pozzetto 158, In occasione della Giornata mondiale contro la droga, la Federazione Italiana Comunità Terapeutiche – FICT organizza, il Convegno dal titolo: La Sfida Educativa Sarà un momento di riflessione e di confronto con le diverse figure  Istituzionali presenti: il Sottosegretario Carlo Giovanardi, il Ministro Giorgia Meloni e il Ministro Mariastella Gelmini. In questo contesto, vogliamo porre l’accento sull’aspetto educativo, consapevoli e convinti come siamo che il problema dei comportamenti devianti e del conseguente malessere diffuso nella società odierna possa essere affrontato grazie ad una prevenzione giocata su una formazione a più livelli. Si tratta di mettere in campo azioni significative nei confronti degli adolescenti e dei minori a partire dall’infanzia. Per realizzare ciò è necessario, anzi prioritario, sensibilizzare e preparare le figure adulte (insegnanti, educatori, famiglia) che hanno un ruolo fondamentale  nel processo di crescita  delle giovani generazioni Pertanto, ci proponiamo di riflettere su quanto sia possibile fare insieme: da un lato noi che operiamo quotidianamente per riparare le sofferenze dell’anima e  dall’altro chi fa parte del mondo delle istituzioni, nella speranza, partendo ciascuno dal proprio osservatorio professionale, di realizzare politiche “con e per i giovani”, per favorire il protagonismo positivo dei nostri ragazzi.

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La sfida educativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

Roma, 24 giugno 2010 Sala Conferenze di Palazzo Marini, Via del Pozzetto 158. Convegno dal titolo “La sfida educativa”, organizzato dalla Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche L’idea di un convegno centrato sulla sfida educativa nasce dall’intenzione di raccogliere la proposta lanciata dai vescovi italiani per il prossimo decennio pastorale e dall’esigenza di una lettura, che sia assieme critica e profetica, del tempo che la nostra società italiana sta vivendo. Sfida educativa, più che  emergenza, è cogliere le istanze sociali senza cadere nella trappola dell’allarmismo.  Non potremmo affrontare in modo efficace il problema delle dipendenze e, più in larga scala del disagio, non solo giovanile, senza chiarire con fermezza e consapevolezza il ruolo fondante che l’educazione ha rispetto alle sorti della società. L’agire educativo è il presupposto necessario ed indispensabile di ogni ipotesi di prevenzione. Le neuroscienze e le scienze sociali ci dimostrano chiaramente che un approccio preventivo funzionale si basa sull’educazione integrale della persona e non solo su aspetti informativi che, seppur necessari, influiscono solo sull’area cognitiva, tralasciando aspetti fondamentali dello sviluppo umano quali le motivazioni, l’ambito valoriale, i ruoli sociali, la sfera emotiva.  La FICT sceglie di parlare di “sfida” piuttosto che di “emergenza”, perché vogliamo invitare a ritrovare questa passione per l’uomo, la passione dell’educare. Intervengono: il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sen. Carlo Giovanardi; il Ministro della Gioventù, On.le Giorgia Meloni; il Ministro dell’Istruzione, On.le Maria Stella Gelmini; il Rettore Magnifico Pontificia Università Lateranense e Presidente Pontificia Accademia Pro Vita, Mons. Rino Fisichella. (Sac. Mimmo Battaglia – Presidente FICT)

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La sfida educativa

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2010

Roma 24 giugno 2010 ore 9.30 Palazzo Marini, Camera dei Deputati  Via del Pozzetto, n. 158, angolo Piazza San Silvestro, convegno sulla Percezione del danno, comportamenti protettivi, significati: fenomenologia del consumo di sostanze psicoattive tra i soggetti con età inferiore a 18 anni. I temi saranno trattati dal  Dott. Raimondo Pavarin – Direttore Osservatorio Epidemiologico  Metropolitano Dipartimento Patologiche – AUSL Bologna e illustrate alcune esperienze di centri FICT che operano con i minori dal  Dott. Pierluigi Ricci –  Coordinatore Rete Minori FICT E Don Egidio Smacchia – Presidente Centro di Solidarietà “Il Ponte” di Civitavecchia. Seguono il Prof. Nicolò Pisanu – Preside Istituto Superiore Universitario di Scienze Psicopedagogiche e Sociali “Progetto Uomo”, affiliato all’Università Pontificia Salesiana di Roma con gli Interventi di:  Don Mimmo Battaglia, Presidente FICT, Sen. Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile, On.le Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù e On.le Mariastella Gelmini, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Le conclusioni saranno tratte da Mons. Rino Fisichella, Rettore Magnifico Pontificia Università Lateranense e Presidente Pontificia Accademia Pro Vita. Moderatore: Dr.ssa Mariafederica Massobrio –Vice Presidente FICT

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Il rispetto prima forma educativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

La politica è un punto dolente per sua esplicita ammissione, infatti non fa più proseliti né sforna nuovi eroi, rimane lì, a barcamenarsi tra spot elettorali e slogan scopiazzati qua e là. Gli uomini al vertice, quelli a metà, gli altri alla base della piramide, sono a disagio nell’agire comune per programmare minimi obiettivi, per cui diventa miraggio la pratica condivisa nell’impegno di una buona vita, molto meglio stare in ordine sparso, in attesa, pronti al balzo.  Un microcosmo di gestualità portate di taglio per fare più male, di parole lanciate come fossero cluster bomb per esser certi di conseguire il danno importante. Atteggiamenti che diventano comportamenti quotidiani violenti, per esser primi, per rimanere con i primi, poco conta a quale prezzo stare a galla: persino il conflitto che diviene notte tempo violenza, la stessa droga una sostanza non del tutto malaccio, il valore della persona non più bene primario. I giovanissimi, gli adolescenti, non parlano e così  non danno possibilità di parlare, sono lì a osservare, sono carta assorbente per non tralasciare niente di questa dinamica sgangherata del vociare, prendere a botte, gridare aiuto inascoltati. Il tradimento culturale sta nel ribaltare lo stato delle cose, nel cambiare i connotati alla realtà, così i più giovani già per metà professionisti di domani, diventano armi contundenti di un pezzo di futuro che non è mai possibile ipotecare. Una sorta di democratico rinculare nei simboli tribali, soprassedendo alle sacralità ridotte a comparsate maleodoranti, nel belare vittimistico  l’equilibrio delle rendicontazioni, tra il giusto avuto e il maltolto, la dignità di un rifiuto e la vergogna di un accordo comprato. In questo botto a perdere del consumo della notizia, dello smercio informatico, della comunicazione istantanea sguaiata, c’è il rischio di interpretare il rumore di sottofondo come un ritmo incalzante, il movimento ondivago di una crociera della mente, dentro il paradosso di un benessere  apparentemente diffuso, perché portatore di sprechi incredibili: benessere non certo nei valori raggiunti e condivisi, piuttosto per traguardo economico da aggredire e acquisire. Tutto ciò  incide sulle personalità in costruzione? Su quelle più  fragili? Sulle altre  cosiddette formate?  Forse è sufficiente osservare dove gli sguardi non sono di persone realizzate, ma di una umanità ripetutamente vinta. Per essere portatori di una libertà che educa occorre arrischiare un passo indietro rispetto a ciò che ferocemente attualizziamo, perdendo di vista la sostanza delle cose, l’analisi, gli interventi da azionare senza ulteriori rimandi.  Un passo indietro dall’assuefazione a giudicare chi sta al passo e chi no, chi vince e chi perde, chi starà ai piani alti e chi invece nei sottoscala. Forse c’è ancora tempo per procedere sul terreno delle nuove relazioni, nella coerenza generosa della libertà, scegliendo di non rimanere prigionieri delle stive colme di dobloni d’oro, del piccolo schermo eroe in tuta mimetica, chissà se c’è ancora spazio sufficiente per credere in qualcosa di autentico, non mercificabile, un valore che dia ancora senso alle persone, alle cose, persino alle Istituzioni: il rispetto come prima forma educativa dell’umanità. (Vincenzo Andraous)

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Emergenza educativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2010

La segreteria provinciale dell’IDV esprime profonda solidarietà al Vescovo nel suo appello accorato ai giovani protagonisti degli atti vandalici di Piazza Brin affinché non smarriscano il senso dell’umano. L’emergenza educativa oggi proviene dall’incapacità sociale, culturale e politica di cogliere la realtà nei suoi contenuti etici, prima ancora che nella sua valenza tecnica ed economica. Ed è ovvio – al di là di ogni sterile polemica sulla laicità dello Stato -che la Chiesa, nella fedeltà ai suoi principi primi, sia al momento l’unica generatrice di interrogativi morali in grado di oltrepassare l’orizzonte liquido della modernità. La società occidentale, che da sempre ha avuto bisogno di affidarsi all’idealità per cogliere nella caducità delle cose il senso dell’essere, è oggi ad un bivio, ampiamente attestato dall’emergenza educativa in atto. Quanto ci rimanda la quotidianità è infatti espressione di un crescente disagio senza nome, sorvolato negligentemente dal mondo politico e manipolato consapevolmente dai media. Il bullismo è semplicemente la declinazione giornalistica del fenomeno. Si tratta di un fenomeno molto più complesso. Le nuove generazioni sembrano a questo proposito estremamente paradigmatiche. Indiscutibilmente godono di agi impensabili, ma rischiano di perdere quello che ha contraddistinto gli adolescenti di ogni altra epoca. La possibilità di sognare, di poter cambiare le cose e di dare un senso morale alla propria socialità, poiché l’unica percezione verosimile della realtà tende pericolosamente a coinvolgere gli aspetti materialistici del vissuto. L’elemento più delicato che si delinea all’interno di questo discorso, a meno che non venga fermato dalla recessione incalzante, è la sotterranea possibilità che la realtà colta nella sua dimensione eminentemente tecnica ed economica possa generare un’etica neutra, impotente dinnanzi ai grandi interrogativi esistenziali. Il nichilismo, inconsapevole, dunque passivo, come risposta alla frammentazione dell’essere e all’indecifrabilità delle proprie emozioni, consegnate a rituali di appartenenza sterili e conformistici, lontani da ogni chiara percezione identitaria. Immaginiamo sia a partire da questa constatazione, che si muove il profondo appello di Monsignor Moraglia, affinché i ragazzi comprendano la reale portata dello smarrimento interiore. Ed immaginiamo che sia Suo desiderio che la politica non continui a soprassedere di fronte al preoccupante svuotamento morale che essa stessa ha in parte concorso a determinare, accettando semplicisticamente ogni forma di relativismo. L’Italia dei Valori non è un partito relativistico. E questa analisi rappresenta un attestato politico. Per quanto concerne l’antipolitica, crediamo sia degna di menti più raffinate delle nostre.

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“Essere genitori oggi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

Brescia, 25 settembre presso l’Istituto S. Maria di Nazareth, alle ore 20.30). L’incontro  si avvarrà dei contributi di Daniela Quaresmini, psicologa e socia di Ariele psicoterapia; Paola Scalari, psicologa e autrice del libro “ConTatto, La consulenza educativa ai genitori” (2008) e di Davide Guarneri, presidente nazionale A.Ge.  Scuola, sportelli, esperti psicologi e pedagogisti non sono mai “sostitutivi” del ruolo genitoriale, ma sempre complementari, di supporto e stimolo. Vi sono fra i genitori nuove fragilità, ma è fondamentale fare leva sul loro essere risorsa. E la risorsa è ancor più valorizzata quando fra i genitori possono svilupparsi legami, solidarietà, collegamenti: da qui la necessaria valorizzazione ed estensione di tutte le esperienze di associazionismo genitoriale, nella scuola e nel territorio.  “Vorrei sottolineare – afferma Guarneri – che, proprio all’inizio dell’anno scolastico, l’A.Ge. rilancia l’impegno nella formazione dei genitori, realizzato da molti anni nelle “scuole genitori” diffuse in tutto il Paese, e partecipando a significativi appuntamenti nazionali, porta un contributo di valore al dibattito pubblico, nel quale la voce dei genitori deve sempre più affermarsi. Grazie all’associazionismo è possibile sviluppare non politiche “per” le famiglie, quindi di stampo assistenzialistico, ma politiche “con” le famiglie, cioè volte allo sviluppo del capitale sociale già presente in ogni famiglia”.

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Carceri: il Lazio rappresenta un caso endemico

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

“Non potevamo non affiancare gli agenti della polizia penitenziaria nella protesta. La crisi del sistema penitenziario si avverte fortemente nel Lazio e questo non ci stancheremo mai di rappresentarlo, in tutte le manifestazioni, a prescindere dal colore politico di chi le promuove. – Lo afferma Vladimiro Rinaldi, Capogruppo della Lista Storace alla Pisana che quest’oggi ha inviato il proprio collaboratore dottor Daniele Belli al sit-in organizzato dalla UIL Pa Penitenziari, per testimoniare l’interesse e l’impegno della Lista Storace -. Le cifre, che danno solo l’idea delle dimensioni del problema che le fiamme azzurre si trovano ad affrontare da anni, ormai le conoscono tutti, così come il malessere degli stessi detenuti che vanifica qualunque tentativo di rendere la pena educativa. Credo ovviamente – continua Rinaldi – che la soluzione del problema vada cercata tenendo conto delle peculiarità delle diverse strutture locali e della loro gestione e, come si legge nella nota degli promotori, il Lazio rappresenta un caso endemico. Mi preme, quindi, ricordare – conclude Rinaldi – che la conoscenza da noi acquisita attraverso il monitoraggio effettuato in questi mesi sullo stato degli istituti penitenziari del Lazio è a disposizione di chi voglia affrontare concretamente il problema”.

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Aborto. Obiezione di coscienza

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

La vicenda romana della denuncia ad un farmacista che si è rifiutato di vendere la pillola del giorno dopo sembra fatta apposta per tentare di scardinare a colpi di sentenza il diritto all’obiezione all’aborto. Un diritto stabilito dalla legge 194, confermato anche dalla Corte Costituzionale e che riguarda tutti gli operatori sanitari, e quindi anche i farmacisti. Come famiglie e come società civile crediamo che l’istituto dell’obiezione, oltre a salvaguardare le convinzioni individuali, abbia una valenza educativa e sociale di primaria importanza. Rappresenta infatti un segnale che la società non si arrende all’ineluttabilità ed alla banalizzazione dell’aborto. E’ quindi un patrimonio che tutti, indipendentemente dal giudizio sull’interruzione volontaria di gravidanza, dovrebbero impegnarsi a difendere.

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