Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘educatore’

Il nipote può e deve diventare un educatore di salute del nonno e …viceversa

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

In particolare i giovani possono spiegare ai parenti più anziani l’importanza di assumere regolarmente i farmaci. Dall’alto della loro esperienza invece i nonni devono far comprendere quanto sia fondamentale crescere seguendo stili di vita sani, primo fra tutti l’attività fisica. Su questo principio innovativo di reciprocità saranno realizzate delle Linee di Indirizzo per favorire l’educazione degli italiani di diverse generazioni. E’ quanto è concordato tra la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Senior Italia FederAnziani in un Work Shop che si è svolto in occasione del settimo congresso di Senior Italia FederAnziani. L’evento si è concluso ieri a Rimini e rappresenta il più grande appuntamento nazionale dedicato ai cittadini over 65 residenti nel nostro Paese. La FIMP è l’unica organizzazione della pediatria italiana che partecipa a questa iniziativa che rientra nelle attività del Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia (CIAT) che riunisce oltre 20 società scientifiche, federazioni di medici, sindacati, associazioni di pazienti e rappresentanti delle istituzioni. “L’aderenza terapeutica è un aspetto della salute dell’intera collettività a cui teniamo particolarmente – afferma il dott. Antonio D’Avino, ‎Vice Presidente FIMP -. Come pediatri di famiglia vediamo e curiamo ogni giorno migliaia di bambini e adolescenti. Abbiamo quindi un osservatorio privilegiato dal quale poter analizzare alcuni comportamenti e tendenze. Siamo profondamente convinti che nel nostro Paese tra nonni e nipoti ci sia un legame davvero unico e sempre più forte. Vogliamo sfruttarlo creando un percorso educativo che fornisca ai giovani la consapevolezza di quanto possano essere importanti per la salute dell’intera famiglia”. Tra gli aspetti che verranno meglio approfonditi nelle Linee di indirizzo future c’è anche l’uso degli strumenti digitali. “Come è noto sono spesso i nipoti a insegnare ai nonni l’utilizzo delle nuove tecnologie – prosegue D’Avino -. I dispositivi elettronici sono infatti una risorsa utile per favorire l’aderenza alle cure da parte dei più anziani. App, timer, suonerie sono strumenti che vanno utilizzati per ricordare l’ora e le dosi esatte dei vari farmaci. Si tratta quindi di un’ulteriore convergenza che dobbiamo saper sfruttare in modo adeguato”.

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Don Giussani educatore

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Mentre il movimento di Comunione e Liberazione si appresta a celebrare in tutto il mondo il quinto anniversario della morte di don Luigi Giussani (il 22 febbraio 2005, per i funerali Giovanni Paolo II inviò l’allora cardinale Joseph Ratzinger, che poche settimane dopo venne scelto come suo successore), con il titolo “Vivere intensamente il reale” e una densa introduzione di Julián Carrón, arriva in libreria con i tipi dell’Editrice La Scuola una raccolta degli scritti sull’educazione del fondatore di CL, quel sacerdote che fin dalla sua prima ora di scuola disse ai suoi allievi del Liceo classico Berchet di Milano (dove prese le mosse Gioventù Studentesca, che divenne poi Comunione e Liberazione): “Non sono qui perché voi riteniate come vostre le idee che vi do io, ma per insegnarvi un metodo vero per giudicare le cose che io vi dirò. E le cose che io vi dirò sono un’esperienza che è l’esito di un lungo passato: duemila anni”. Questa la preoccupazione che ha caratterizzato sempre il suo impegno educativo, indicandone con chiarezza lo scopo: mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita. Medesimo il leit motiv che attraversa la nuova antologia, sia quando al centro della riflessione c’è il rischio educativo oppure l’itinerario del senso religioso, sia quando don Giussani interviene sul tempio e il tempo, Dio e l’uomo, sulla realtà oltre il muro dei sogni, sulle domande ultime. Don Giussani – scrive don Julián Carrón – affermò che nel lungo arco della sua vita aveva scommesso tutto sulla “libertà pura” di chiunque avesse incontrato (e si possono contare a decine di migliaia le persone che conobbe). “Proviamo a immaginare quale stima un uomo debba nutrire per l’umanità di chi incontra sul suo cammino per rischiare tutto su di essa. Come è raro trovare uomini così, oggi! -, continua il successore di don Giussani -. Proprio a causa di questa mancanza siamo arrivati a parlare di  emergenza educativa, tanto che la Chiesa italiana ha appena lanciato un programma decennale dedicato al tema dell’educazione”.   L’opera palesa con semplicità il metodo educativo di don Giussani: non quello di ripetere idee giuste, ma di provocare la libertà dei ragazzi richiamati al naturale confronto con le esigenze di verità, bellezza, giustizia, felicità – attraverso “tutto ciò che il genio dell’umanità  ha prodotto, dalla musica alla poesia”. Conclude il volume l’inedita trascrizione di un incontro su Leopardi tenuto il 22 maggio 1996 con gli universitari del Politecnico di Milano, dove il genio del poeta è accostato al genio religioso di San Giovanni.

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Grande fratello: l’educatore

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

Lettera al direttore. Questa settimana milioni di italiani apprenderanno che il «Grande fratello» aiuta a capire e a educare. Lo scrive su Tv Sorrisi e Canzoni (n. 47) il direttore Alfonso Signorini: “Io credo che tutti i programmi che arrivano nelle case di milioni di italiani meritino rispetto e portino sulle spalle il peso di una grande responsabilità. Quella non solo di divertire, ma anche di informare, di educare. Sì, avete capito bene. Nel «Grande fratello» ogni anno si affrontano temi di grande rilievo sociale: dalla cassa integrazione, all’integrazione dei portatori di handicap. Dai problemi legati al mondo omosessuale…Per questo non mi vergogno e non mi vergognerò mai di dire che anche da un programma come il «Grande fratello» si può imparare. Certo bisogna saper leggere tra le righe, prestando attenzione a tutti i passaggi, anche a quelli più delicati. Accanirsi sulle sue dinamiche o sui suoi protagonisti è solo una scorciatoia. La scorciatoia di chi è vittima della pigrizia mentale e non vuole o non sa guardare al di là”. Evito commenti. Spero solo che l’articolo cada sotto gli occhi di Mariastella Gelmini, certamente priva di pigrizia mentale, la quale faccia pervenire agli insegnanti di tutte le scuole, una circolare con la disposizione di raccomandare vivamente agli studenti la visione del programma, e di insegnare loro a leggere tra le righe, e a  prestare la massima attenzione a tutti i passaggi. Soprattutto a quelli più delicati. (Miriam Della Croce)

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Di squola, si muore?!

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Mazzi Antonio Edizioni San Paolo 112 pagine – formato 13,5×21 ISBN 9788821562914 Euro 11,00 La scuola di ieri e di oggi nello sguardo appassionato di un grande educatore.  Il libro di don Antonio Mazzi affronta di petto una realtà – quella della scuola italiana – che come tutti mettono in luce (televisione, giornali, politica, insegnanti, genitori…) sta vivendo uno dei suoi periodi peggiori: dalle riforme mancate o mai concluse, dalla mancanza di fondi, dalle strutture ridotte in stato pietoso ai problemi interni più delicati: disamoramento degli alunni e degli insegnanti, scelte pedagogiche inadeguate ecc.  Don Mazzi, abituato a sguazzare in ambiti ancor più problematici, non solo non si spaventa, ma con la sua sapienza antica, sa indicare i mali e suggerire soluzioni. Soprattutto, si batte perché la scuola non sia solo “informazione”, ma “educazione”.  Il testo, vivace e dinamico, è arricchito di vignette dei collaboratori di don Mazzi che corroborano e approfondiscono il suo discorso.
Don Antonio Mazzi è veronese di nascita ma cittadino del mondo d’adozione. Sacerdote dell’Opera don Calabria ha, sin dall’inizio, svolto il suo magistero a favore dei più poveri ed emarginati. Alla fine degli anni ‘80 diviene Direttore dell’Opera don Calabria di Milano in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro, e dà origine alla Fondazione Exodus. Da sempre collabora con quotidiani locali e nazionali, periodici e importanti testate giornalistiche. Da alcuni anni risponde su SAT2000 alle lettere inviate dai giovani e dalle famiglie. Tiene un programma annuale fisso su ODEON TV con il titolo “Schiamazzi” e sul circuito radiofonico di RTL 102,5. Per le edizioni San Paolo cura la collana Avamposti e ha pubblicato: Come rovinare un figlio in dieci mosse (20098), La TV in mano (2008), Preghiere di un prete di strada (2004), Il filo degli aquiloni (2000).

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Mantenere intitolazione scuola Pisacane

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2009

Roma. “In merito al cambio di nome della scuola elementare Carlo Pisacane che il consiglio di circolo e la dirigente scolastica vorrebbero intitolare all’educatore giapponese Makiguchu Tsunesaburo, ho scritto  – anche in risposta all’accorato appello che mi è stato inoltrato oggi dal Comitato delle mamme della scuola Pisacane –  al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Maddalena Novelli, affinché  non venga accolta questa richiesta di modifica.  È importante assegnare alla scuola quella continuità tra presente e passato la cui rilevanza storica affonda le proprie radici nella storia risorgimentale. Si tratta, infatti, di ribadire anche attraverso le intitolazioni di scuole il valore imprenscindibile di un’identità comune.  Per quanto riguarda il pedagogo giapponese credo che la sua conoscenza possa essere comunque promossa attraverso altre iniziative e attività. Con l’occasione ho anche sottoposto al nuovo direttore del USR la problematica riguardante il mancato rispetto dell’accordo di rete, volto a favorire l’equa distribuzione di alunni stranieri nelle classi, da parte della stessa dirigente scolastica e che ha causato la riconferma per la prima elementare dell’80 per cento di alunni non italiani”. Lo dichiara in una nota l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, Laura Marsilio.

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