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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘educatori’

Scuola organici: Docenti di Religione cattolica ed educatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Come per gli insegnamenti comuni, anche quelli di religione cattolica e tra gli educatori vengono confermati i numeri dell’attuale organico, con qualche unità di personale in più. A comunicarlo alle organizzazioni sindacati è stata la dirigente ministeriale Valentina Ummarino, supportata dal dottor Giovanni Campanella, dell’Ufficio della Direzione generale per il personale scolastico.Nell’occasione, Alessandro Manfridi, referente nazionale Anief Irc, presente per il giovane sindacato assieme a Giuseppe Faraci della segreteria nazionale, ha sottolineato l’urgenza di applicare, come avvenuto con il Decreto Ministeriale 8 agosto 2020, n.93, le indicazioni dell’art. 1bis, comma 3, della Legge 20 dicembre 2019, n.159 che converte con modificazioni il decreto-legge 29 ottobre 2019, n.126, aggiungendo che sarebbe auspicabile, come già da tempo richiesto da Anief e dalle altre organizzazioni sindacali, l’immissione in ruolo non solo dei colleghi in numero pari ai colleghi che hanno avuto accesso al pensionamento, ma dell’intero contingente dei candidati docenti di religione vincitori del concorso 2004 e mai assunti pure essendo inseriti negli elenchi da cui attingere per il ruolo. Quasi vent’anni per entrare in ruolo dopo avere superato un concorso è un dato che parla da solo. Il sindacato Anief ricorda che la loro immissione in ruolo, come pure quella degli educatori, equiparati ai docenti della scuola primaria, non comporterebbe dunque alcun aggravio sostanziale per le casse dello Stato. Procedere con l’assunzione di coloro che hanno svolto almeno 24 mesi di servizio su 100 per cento dei posti vacanti e disponibili, tra l’altro, andrebbe a cancellare quella piaga della supplentite che imperversa da troppo tempo anche su queste categorie.

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Scuola: Docenti, educatori e Ata, tanti rischi e incarichi in condizioni difficili

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

Ai dipendenti della scuola si chiede di stare in prima linea, di esporsi ai contagi non solo da Covid19, di operare in condizioni ambientali difficili, di rischiare di incorrere in patologie da burnout, di svolgere contemporaneamente didattica a distanza e in presenza, di lavorare a centinaia di chilometri da casa per anni: tutto questo, però, non viene riconosciuto. Né contrattualmente, né nello stipendio. A ricordarlo è Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, nell’annunciare l’alta partecipazione degli insegnanti alle assemblee che il giovane sindacato sta realizzando in vista del rinnovo del contratto da discutere con l’amministrazione pubblica: durante una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che è giunta l’ora di “ridare al chi lavora nella scuola la dignità professionale che gli spetta, in particolar modo prevedendo delle indennità di rischio biologico e di burnout per quello che sta avvenendo con la didattica in presenza in tempo di Covid”, ma anche “un’indennità di sede per chi è costretto a lavorare sempre lontano da casa”, come pure “per l’incarico a tempo determinato, perché molto spesso i precari per ottenere parità di trattamento devono ricorrere in tribunale”. Il sindacato vuole garantire quello che “spetta ai lavoratori e quello che anche l’Europa dice che meritano”.

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Educatori, tanto importanti quanto bistrattati

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

Tra i lavoratori della scuola che continuano ad essere poco valorizzati, per certi versi ignorati, figurano senz’altro gli educatori: stiamo parlando di alcune migliaia di dipendenti che da contratto risultano a tutti gli effetti dei maestri della scuola primaria. La loro presenza nei convitti scolastici e nelle scuole è determinante ai fini della formazione degli alunni frequentanti, ma negli ultimi anni, con il dimensionamento, il loro numero si è progressivamente ridotto andando di conseguenza ad aumentare la quantità di studenti assegnata ad ogni educatore, con decremento inevitabile della qualità della formazione.Per ovviare a questo, il sindacato Anief chiede ora di considerare sul territorio nazionale non meno di “8 mila unità per il personale educativo”, anche perché “la L. 107/2015 ha disposto l’introduzione dell’organico di potenziamento, integrato all’interno dell’organico dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, escludendo immotivatamente” alcune tipologie di docenti, tra cui appunto il personale educativo. Inoltre, Anief chiede di rivedere “i criteri di formulazione degli organici del personale educativo in deroga a quanto previsto dal comma 7 dell’articolo 19 del decreto legge 6 luglio 2011, convertito Legge 15 luglio 2011, n. 111 sulla base dell’incremento della popolazione scolastica dei convitti e comunque in modo da prevedere la presenza di almeno un educatore per ogni istituzione scolastica”.

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«La pandemia impone ai genitori di tornare a essere educatori»

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

Osteggiata e ritenuta come ultimo baluardo della lotta contro il Covid la famigerata “Didattica a distanza” (DAD) ha significato per molti adulti ripensare totalmente il proprio ruolo di educatore e guardare alla realtà dei propri figli, senza alibi. Abbiamo chiesto un parere al teologo Armando Matteo, autore per Rubbettino del pamphlet «Il nuovo bambino immaginario. Perché si è rotto il patto educativo tra genitori e figli» Scrive Armando Matteo: Il libro che ho appena dedicato all’universo dei bambini – «Il nuovo bambino immaginario. Perché si è rotto il patto educativo tra genitori e figli» – è il frutto di letture, riflessioni e confronti durati diversi anni. La scelta di pubblicarlo quest’anno è stata presa in ragione dell’appello di papa Francesco ad un nuovo patto educativo globale, che è ovviamente passato poi in secondo piano rispetto alla terribile crisi sanitaria che ci ha investito con la pandemia da Covid-19. Ma paradossalmente questo rende in certa misura il libro ancora più attuale (ed in verità lo stesso appello di papa Francesco). Sì, perché il libro parla di educazione che non funziona più, di genitori che non “vogliono” crescere e di figli che di conseguenza non “possono” crescere, di adulti sempre più persi nei loro riti e miti e di adolescenti sempre più in difficoltà con la vita. Ebbene, mai come in questo momento storico, è dato alle famiglie e dunque ai genitori la possibilità di confrontarsi con il loro indispensabile compito educativo. Già nel lockdown della scorsa primavera, la permanenza forzata a casa aveva avvicinato molto i genitori e i figli. E probabilmente, in un grande spirito di squadra, sono riusciti a trovare risorse e gesti per andare oltre, senza dover affrontare i grandi nodi educativi prima richiamati.La didattica a distanza è – non trovo espressione migliore – una vera sciagura, una sorta di male minore da accogliere come tale. Insegnando all’università, non ho mai fatto così tanta fatica a svolgere il mio bellissimo mestiere come ora, da quando abbiamo avviato questa pratica. E posso solo immaginare la fatica degli studenti! Puoi essere il migliore professore del mondo, ma se ti mettono “a distanza” dai tuoi allievi, è come se ti tagliassero la lingua… Da tempo, infatti, immaginano che il pargoletto che hanno dato alla luce goda di miracolose profondità ontologiche, gnoseologiche e spirituali tali da renderlo, sin da subito, sin dall’uscita dal grembo materno, uno già grande, uno già pronto alla vita, uno che, seppure in formato small, è all’altezza dell’umano. Pensano ed agiscono come se il loro piccolo fosse in realtà “un semplice adulto di bassa taglia”, chiamato a vivere l’infanzia come periodo destinato unicamente al suo accrescimento verticale. Non serve educarlo, basta contemplarlo. È tempo di affrontare di petto questa situazione. È questa forma di lockdown leggero può forse sortire l’effetto del riavviare l’educazione nella nostra società. O almeno di pensarci su da parte dei genitori.

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Scuola: Gli educatori hanno diritto alla Carta del docente per aggiornarsi, lo dice anche il Tribunale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Anche le aule di giustizia dicono che non ci sono lavoratori di serie A e di serie B: tutti hanno diritto ad aggiornarsi e a fruire dei fondi annuali prevista dalla legge per questo obbligo. A confermarlo è stato il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che con la sentenza 1682/2020 del 15 giugno scorso ha condannato il ministero dell’Istruzione a riconoscere anche agli educatori il diritto ad avere la “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”. Il giudice ha deciso che è sacrosanto “il diritto della ricorrente alla assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, prevista dall’art. 1, co. 12 della L. 13 luglio 2015 n. 107, a decorrere dall’a.s. 2015/2016”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si comprende perché negli ultimi anni verso gli educatori l’amministrazione è stata capace di produrre un ingiustificato blocco delle assunzioni, l’assurda esclusione dalle GaE della primaria e da diverse tornate di immissioni in ruolo. E ha anche escluso la categoria come dal bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale, producendo una distinzione che non ha alcun motivo di esistere”.Il giovane sindacato conferma pertanto l’opportunità di ricorrere al Giudice del Lavoro contro l’esclusione dalla carta docente, in modo da fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, precari compresi, l’accesso al bonus per l’aggiornamento annuale di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti di ruolo.
Il personale educativo deve accedere all’aggiornamento professionale alla pari dei colleghi docenti: ora lo dice anche il Tribunale.I giudici del palazzo di giustizia di Santa Maria di Capua Vetere , scrive Orizzonte Scuola, hanno accolto il ricorso di un’educatrice che reclamava di non aver ottenuto l’assegnazione dall’a.s. 2015/2016 del bonus annuale da 500 euro introdotto con la Legge 107/15. Il Tribunale ha precisato che, secondo quanto si legge “il personale educativo partecipa anche alla funzione di formazione e di istruzione degli allievi, convittori e semiconvittori, ed è collocato espressamente all’interno dell’area professionale del personale docente” e dunque “appare indiscutibile allora la piena equiparazione del profilo professionale di educatore con quello di docente ad ogni effetto di legge, anche con riferimento alla cd. Formazione professionale e agli strumenti attraverso cui l’amministrazione provvede alla sua concreta erogazione in favore del personale scolastico”. L’Anief non si meraviglia per l’esito della sentenza.

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La Card docente per l’aggiornamento anche a precari, educatori e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

In questi giorni di emergenza da Covid-19, diventa ancora più grave l’errore del legislatore che nel comma 121 dell’art. 1 della Legge 107 del 2015 ha “dimenticato” di fare accedere al bonus da 500 euro anche i supplenti, il personale educativo e Ata: con un emendamento al Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, Anief chiede di allargare la fruizione della Card anche a queste categorie di lavoratori, così da permettere loro di attuare il lavoro “agile” da casa, a beneficio della scuola e dei suoi alunni.

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Scuola: A settembre 250 mila posti di docenti, educatori e Ata

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Trasformare da tempo determinato in indeterminato, a partire dal prossimo 1° settembre, i rapporti di lavoro del personale docente, educativo ed Ata della scuola impiegato su posti vacanti, qualora abbia svolto oltre 36 mesi di servizio, “comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione”: a chiederlo è l’Anief, con una proposta emendativa al DL n. 18 del 17 marzo 2020, presentata alla V commissione del Senato. L’assunzione dei precari, spiega il sindacato, favorirebbe “la funzionalità del sistema per il prossimo anno scolastico”, peraltro senza ravvisare “maggiori oneri per la finanza pubblica”, poiché la sua attuazione farebbe venire meno “le richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”.

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Scuola: Educatori, docenti a tutti gli effetti ma il Miur fa finta di non saperlo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Gli educatori che operano nei convitti nazionali statali italiani sono giuridicamente insegnanti: sono inquadrati come tali, hanno una loro classe di concorso, costituiscono anche un’importante figura di referenza educativa, di supporto e sostegno nello studio, unica nell’intero panorama scolastico italiano. Tuttavia continuano a essere considerati una categoria a parte: spesso vengono anche dimenticati dell’amministrazione, che negli ultimi anni verso gli educatori è stata capace di produrre un ingiustificato blocco delle assunzioni, l’assurda esclusione dalle GaE della primaria, come dal bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale, e anche da diverse tornate di immissioni in ruolo. Anief non ci sta e presenta pubblicamente delle proposte costruttive che nel corso dell’anno porterà ai tavoli di contrattazione, al fine di cancellare questo trattamento discriminante e introdurre importanti novità per la categoria all’interno del nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro. Nella scuola italiana operano delle figure professionali preziosissime, ma inspiegabilmente poco considerate. Come gli educatori dei convitti nazionali statali.Anief, che da anni denuncia la discriminazione nei loro confronti, non si stancherà mai di ricordare alla parte pubblica che l’inquadramento degli educatori è equiparato, in tutto e per tutto, ai docenti della primaria. Questo, è stato stabilito dal Dpr 417/74 (art. 121), ma anche attraverso diverse espressioni della Corte del Conti e del Tar del Lazio. Non è un caso che esista la classe di concorso di appartenenza del personale educativo: la L030 “Pedagogia e didattiche speciali dell’insegnamento, ordine scuola PPPP”, collocata dall’art. 3 del Dpr 23 agosto 1988 n. 399 nell’area funzione docente” e finalizzata alla formazione ed educazione degli alunni convittori e semiconvittori.
La mancata considerazione verso gli educatori dei convitti si riscontra pure nel testo della Legge 107/15, dove dopo che la figura è stata emarginata per 115 commi, si legge che “il personale docente ed educativo è sottoposto al periodo di formazione e di prova, il cui positivo superamento determina l’effettiva immissione in ruolo”. E, ancora, nel comma 117, dove si spiega che “il personale docente ed educativo personale educativo, in periodo di formazione e di prova è sottoposto a valutazione da parte del dirigente scolastico”. Infine, il personale educativo riemerge anche quando nella Buona Scuola si parla di vincolo triennale per i trasferimenti.

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Scuola: Il bonus 500 euro per aggiornamento professionale spetta anche agli educatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Questa volta lo ha detto la Corte di Appello di Firenze che ha respinto l’appello del MIUR e confermato il diritto rivendicato dal ricorrente. Il personale educativo, infatti, è inquadrato nel contratto come personale docente. “Ora – chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – il Parlamento trovi nuove risorse nella legge di Bilancio per estendere tale facoltà a tutto il personale educativo ma anche al personale Ata e soprattutto a tutto il personale precario, perché la formazione è un diritto-dovere di tutti i lavoratori della scuola, indipendentemente dalla durata del contratto per garantire un’istruzione migliore”. Anief sostiene da tempo e crede tantissimo nella battaglia legale di certe professionalità. Gli educatori, del resto, sono a tutti gli effetti dei maestri della scuola primaria e non si comprende il motivo per il quale, anche se già di ruolo, debbano essere esclusi dal bonus di aggiornamento professionale. Considerato che dal Parlamento e dal Miur continuano a giungere segnali di chiusura, il giovane sindacato ha deciso da tempo di avviare il contenzioso al giudice del lavoro per il personale educativo che non ha beneficiato della decisione del Tar.
La scorsa estate, infatti, il Tar del Lazio, con la sentenza n. 9474/2019, ha dato il via libera alla partecipazione degli educatori interessati di prendere parte alle sessioni suppletive del concorso per la scuola dell’infanzia e primaria, sia su posto comune che su sostegno. Ed il concetto adottato dai giudici è sempre lo stesso: risiede nell’art 38, comma 2, del CCNL scuola, ad iniziare dal contratto del 1994/97, il quale stabilisce chiaramente che “il personale educativo dei Convitti e degli Educandati rientrano nell’area contrattuale e nella funzione docente”. Inoltre, il personale educativo partecipa alla funzione di formazione e di istruzione degli allievi, convittori e semiconvittori, ed è collocato espressamente all’interno dell’area professionale del personale docente. Pertanto, è ormai acclarata la piena equiparazione, a ogni effetto di legge, del profilo professionale di educatore con quello di docente. “Siamo sempre stati convinti – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che gli educatori operano in prevalenza nei convitti nazionali pubblici in qualità di docenti a tutti gli effetti. Tra l’altro, si tratta di un numero non altissimo di dipendenti: quindi, i risparmi per le casse dello Stato che deriverebbero dalla loro esclusione sarebbero davvero poco consistenti. La platea di beneficiari del bonus annuale, comunque secondo l’Anief, è destinata ad allargarsi: riteniamo, infatti, che anche il personale Ata e i precari debbano accedere alla somma introdotta dal Governo Pd con l’articolo 1 comma 12 della Legge 107/2015”.

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“Educatori e pedagogisti: tra cambiamenti normativi e cultura dei servizi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Parma lunedì 4 giugno, alle ore 14.30, nell’Aula Magna del Polo Didattico Universitario di via Del Prato, si terrà il seminario di studio “Educatori e pedagogisti: tra cambiamenti normativi e cultura dei servizi”.I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Sara Rainieri, Prorettrice alla Didattica e Servizi agli Studenti dell’Università di Parma, e di Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC.
Prenderanno parte al seminario la senatrice Vanna Iori, promotrice della legge 205/2017 sulla qualificazione professionale dell’educatore socio-pedagogico e del pedagogista, Nice Terzi del Gruppo Nazionale Nidi-Infanzia, Caterina Segata di Alleanza Cooperative Emilia-Romagna, e i docenti del DUSIC Ada Cigala e Paolo Calidoni.
Per iniziativa della Senatrice Vanna Iori, la legge 205/2017 definisce le qualifiche e la formazione universitaria dell’educatore e del pedagogista, colmando così la lacuna che vedeva l’Italia tra i pochi paesi a livello europeo a non avere riconosciute queste professioni. Ora i servizi educativi e gli atenei sono impegnati nell’implementazione della nuova normativa. Il seminario intende contribuire allo sviluppo di questo processo.Il seminario è aperto a tutti.

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Seminario “La formazione universitaria dell’educatore dei servizi per l’infanzia”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Parma Mercoledì 18 aprile, alle 10.30, nell’Aula Magna del Polo didattico di via del Prato dell’Università di Parma, si terrà il seminario “La formazione universitaria dell’educatore dei servizi per l’infanzia”. L’appuntamento, organizzato nell’ambito dei corsi di laurea di area pedagogica dell’Università di Parma è centrato sulla formazione dell’educatore dei servizi per l’infanzia, con il coordinamento di Elena Luciano, del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali (DUSIC).Dopo l’intervento di Sara Rainieri, Pro Rettrice per la Didattica, parlerà Diego Saglia, Direttore del Dipartimento DUSIC e quindi Paolo Calidoni, Coordinatore dell’Unità Educazione-Dipartimento DUSIC.Lorenzo Campioni, pedagogista, del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, interverrà su “Stato dell’arte dell’attuazione delle nuove normative nel sistema educativo per l’infanzia 0/6“.
Il seminario è aperto a tutti.Agli interessati sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

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Immigrazione, a Palermo educatori sequestrati durante una protesta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

Franco-Maccari-Coisp-300x213“Chi amministra il Paese deve trovare il coraggio e la forza di ammettere la propria assoluta incompetenza ed incapacità nella gestione del fenomeno dell’immigrazione di massa. Senza nulla togliere all’assoluto, fondamentale valore della solidarietà, è necessario ribadire che essa deve valere nei confronti di chiunque, anche dei nostri connazionali costretti a subire le conseguenze più pesanti di questo fenomeno epocale. Violenze e soprusi che si concretizzano in reati gravissimi, e che impongono alle Forze dell’Ordine di accorrere di qua e di là per arginarli, nonché di fare un lavoro assolutamente titanico nel disperato tentativo di tenere sotto controllo una bomba pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Il dovere di solidarietà impone di fare quanto necessario perché chi opera nel settore dell’immigrazione, come anche tutti gli altri cittadini, non debba pagare il prezzo dell’approssimazione e del menefreghismo di chi governa un sistema fallimentare in cui la disperazione di molti è la moneta che alimenta il business di pochi, mentre intanto tutti gli altri ci perdono diritti, dignità e salute”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito della notizia che a Palermo, ieri, 54 migranti (tutti minorenni) ospitati nella struttura di accoglienza “Araba Fenice” hanno dato il via ad una vera e propria rivolta lamentandosi per il mancato pagamento della diaria e per i servizi a loro dire non idonei. I rivoltosi, come raccontato dai media, si sono barricati all’interno della struttura, impendendo agli educatori di uscirne. Per risolvere la situazione è stato necessario l’intervento degli uomini della Polizia e dei Carabinieri in tenuta antisommossa. Pesantissime le dichiarazioni di uno dei volontari del Centro che ha detto alla stampa: “Si comportano così solo perché sanno di poterselo permettere. Arrivano qui fomentati dalle loro stesse famiglie, che gli fanno credere di potere avere di tutto, denaro e diritti. Per questo gli dicono di spaccare e bruciare tutto. E se oggi gli diamo un dito, per quello che possiamo, domani pretenderanno la mano. Mi sono sentito dire anche ‘sei un nostro schiavo’, e questa la considero una sconfitta del sistema”.
“Come dargli torto – gli fa eco adesso Maccari -? Un sistema ipocrita e bugiardo che vuol vantarsi di un’accoglienza che non sa, non può e quindi non dovrebbe fare. Non a queste condizioni. Un sistema che finge di non vedere i soprusi ed i reati perpetrati con sistematicità da molti immigrati, ma che osa continuare a mentire ai cittadini con un candore sconcertante, come quello del nostro Ministro che a proposito dell’emergenza sbarchi dice che ‘i numeri sono analoghi a quelli dello scorso anno ma la fatica dell’accoglienza sta nel fatto che sono arrivati così tanti in pochissimi giorni. Ce la faremo anche perché sono certo che finita la campagna elettorale troveremo nei sindaci una disponibilità ancora maggiore’. Che dovrebbe significare esattamente? Che gli arrivi aumenteranno sempre di più e con essi i problemi, i pericoli, i reati, il superlavoro di molti di noi che però continua a non risolvere le cose?”.

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Emi: Due nuovi libri per ragazzi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2012

Escono ad aprile, per i tipi della EMI, due nuovi libri per ragazzi ispirati alla tutela dell’ambiente: I bambini dell’acqua e La mia isola ferita, entrambi tradotti dalla fortunata serie Toune-Pierre delle canadesi Éditions de l’Isatis.I bambini dell’acqua è un giro del mondo per scoprire con essenziali, poetiche parole e belle illustrazioni, che cosa rappresenti l’acqua per dodici bambini di ambienti e culture diverse: il ghiaccio per gli Inuit, l’oceano per i pescatori russi, la pioggia per i Tamil, la risaia per i cinesi. Un libro interamente illustrato, in cui ciascuno racconta la propria acqua: per il bambino eschimese l’acqua è l’inverno, la solitudine e il silenzio della lunga notte polare; per il bambino peruviano l’acqua è una «cesta di verdura» perché irriga gli orti del suo piccolo villaggio immerso nelle grandi montagne andine; in Cina l’acqua è una «tazza di riso», e in Amazzonia «il fiume che respira». E per i bambini del Vecchio e del Nuovo continente? «L’acqua è l’evidenza, la vasca da bagno che si riempie di bollicine, il rubinetto che apro senza pensarci» (… e sarebbe invece meglio pensarci!). L’autrice, Angèle Delaunois, francese di origine e canadese d’adozione (Québec), ha scritto numerosi libri di narrativa per l’infanzia. Le illustrazioni sono di Gérard Frischeteau.
Il secondo libro è La mia isola ferita, il racconto di Imarvaluk, una bimba inuit (eschimese), che vede la sua piccola isola scomparire a poco a poco… Che sia colpa di una gigantesca medusa che se la sta divorando giorno dopo giorno? La bimba non sa ancora che quello è l’effetto del riscaldamento globale, che provoca l’innalzamento delle acque e l’accelerata erosione della sua isoletta. La storia di Imarvaluk è la storia di molte comunità inuit stanziate a breve distanza dal Circolo Polare Artico, che vedono ridursi progressivamente, e a un ritmo innaturale, il loro spazio vitale. Per i genitori di Imarvaluk è tempo di lasciare l’isola di Sarichef per cercare un altro ambiente, ma Imarvaluk non si rassegna e cerca di capire il motivo per cui perfino gli spiriti del mare non riescono più a dare protezione. Un libro intenso, interamente illustrato da Marion Arbona e scritto da Jacques Pasquet, autore francese di origine francese e canadese d’adozione.
I bambini dell’acqua e La mia isola ferita si rivolgono a quei genitori ed educatori che intendono trasmettere ai propri figli il rispetto per l’ambiente e il valore della condivisione dei beni comuni. Una scheda attiva in formato digitale, accessibile dal sito http://www.emi.it, correda i volumi cartacei, con giochi ed esercizi di approfondimento sui temi trattati.

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Mamma, sono stressato

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

Sono le parole di un bambino di 9 anni! Possibile? Ebbene sì. Gli specialisti ci avvertono che in questi ultimi anni il numero di bambini e ragazzi che si definiscono, e realmente sono, stressati è in continuo aumento. Le cause dell’insorgere di questo malessere sono molteplici e individuarle non è semplice. Laurence Roux-Fouillet circoscrive le cause del problema che spesso si somatizza anche a livello fisico e propone un insieme di tecniche e soluzioni semplici, pratiche e illuminanti per genitori e educatori. di Laurence Roux-Fouillet Edizioni San Paolo 280 pagine € 16,00

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Lo sport per la vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Come risultare vincenti senza arrivare primi Dall’importanza del sudore e della fatica per raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati, alla sconfitta come momento di crescita; dal “fare spogliatoio” alla falsa vittoria che si ottiene barando. Rivolto anche a genitori ed educatori, un libro da leggere, ma soprattutto da vivere come uno sport. Prefazione di Cesare Prandelli, CT della Nazionale Italiana di calcio di Luigi Guglielmoni e Fausto Negri Edizioni San Paolo 250 pagine € 14,50

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Convegno su autismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

San Miniato 2 e il 3 dicembre prossimi, al centro studi “I Cappuccini”, in via Calenzano n. 38  Nel corso delle due giornate verrà dato ampio spazio ai temi dei disturbi sensoriali e dei comportamenti ossessivi nell’autismo, alla gestione dei comportamenti problematici a scuola, alle strategie educative efficaci. Verranno, inoltre, affrontati argomenti quali la sessualità nell’autismo, i programmi di preparazione per i genitori e l’autismo ad alto funzionamento. Al convegno potranno partecipare 110 iscritti fra medici, pediatri, neuropsichiatri infantili, psichiatri, psicologi, terapisti, educatori, assistenti sociali, infermieri e genitori. Per i genitori di persone autistiche iscritte all’Associazione Autismo Toscana e affiliate non è previsto il pagamento della quota di iscrizione.
“Ancora uno sforzo da parte della nostra associazione –  ha commentato Marino Lupi, presidente dell’Associazione Autismo Toscana – Grazie al sostegno di molte persone che hanno deciso di devolvere il cinque per mille della propria dichiarazione dei redditi alla nostra associazione abbiamo avuto la possibilità di promuovere e finanziare in parte questo convegno sull’autismo, sul futuro dei nostri ragazzi. Nel nostro territorio siamo riusciti a portare professionisti di chiaro valore come Michael D. Powers, Mark Palmieri e Marco De Caris che ha già lavorato con noi. Questo convegno fa parte di un progetto più ampio che cerca di portare il nostro territorio all’avanguardia nella presa in carico di questa grave disabilità e di inserirlo in una rete di importanti rapporti internazionali necessari ad uno sviluppo scientifico ad alti livelli. L’Associazione Autismo Toscana è sicuramente la promotrice di questo convegno che però si è potuto realizzare grazie alla sensibilità e all’immediato interessamento del direttore generale dell’Ausl 11 Eugenio Porfido, al presidente della Società della salute di Empoli Andrea Campinoti e al presidente della Società della salute Valdarno Inferiore Vittorio Gabbanini.

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Pace e cultura diritti umani

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2010

I volontari del Dipartimento dei Diritti Umani della Chiesa di Scientology di Roma ribadiscono il loro appello per l’insegnametno della Dichirazione Universale dei Diritti Umani nelle scuole. Uno stand, nel centro commerciale PIM di Via Boccea, sensibilizzerà  i cittadini a possibili attività per diffondere la conoscenza di questo documento internazionale e concederanno la possibilità ad insegnanti ed educatori di familiarizzarsi con la “Guida per l’Insegnante”, un efficace strumento didattico elaborato e realizzato da Gioventù per i Diritti Umani Internazionale (www.youthforhumanrights.org), che ha reso il testo della Dichiarazione accessibile ai giovanissimi attraverso l’uso di video e fotografie. Uno degli strumenti didattici della Guida è infatti un piano di lezioni predeterminato, rispondente ai più alti standard dell’insegnamento, che prevede l’uso di presentazioni audiovisive: dal DVD “30 Diritti. 30 Articoli”, ovvero 30 annunci di pubblica utilità, uno per ciascuno dei 30 diritti, al documentario di 9 minuti e mezzo “La Storia dei Diritti Umani”, ovvero la travagliata battaglia dell’uomo per giungere alla  Dichiarazione Universale che le Nazioni Unite hanno sancito nel 1948 per “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana” e per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”. Ma l’elemento fondamentale di questa didattica è il video UNITED, pluripremiata produzione multietnica che, con una storia di vita di quartiere, mostra il potere dei diritti umani nel vincere violenza e intolleranza.  Perno del progetto Gioventù per i Diritti Umani Internazionale è quindi la Dichirazione Universale e in particolare, perché la ruota dei diritti umani cominci a mettersi in moto, l’articolo 29, quello della responsabilità di ogni individuo nel diventare un paladino e difensore dei diritti umani. I volontari del Dipartimento dei Diritti Umani della Chiesa di Scientology di Roma chiederanno ai cittadini di attivarsi quindi nel promuovere la cultura dei diritti inviolabili dell’uomo affinché “i diritti umani diventino una realtà, non un sogno idealistico”, come osservò.

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Dario Franceschini: In 10 parole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

Roma 19 novembre ore 15 palazzo refettorio palazzo S. Macuto Via del Seminario 76 presentazione del libro di Dario Franceschini (Bompiani editore) Sfidare la destra sui valori Le donne, i volontari, gli educatori, i nuovi italiani, i talenti, i lavoratori, i nonni, gli imprenditori, i ragazzi del sud, i liberi. Dario Franceschini abbraccia gli aspetti della nostra vita sociale, politica, economica in dieci discorsi agli italiani su dieci temi chiave per il futuro del nostro paese.  Ne esce l’idea di un riformismo che ha il coraggio di sfidare la destra non rincorrendola, non limitandosi a proporre soltanto correttivi ai modelli sociali che ha imposto, ma mettendo in campo una gerarchia di valori alternativa e proiettata sul futuro. Ricostruire un’identità. Questo deve essere il primo impegno del Partito Democratico per passare dall’essere forza di sola opposizione a forza progressista di governo ma soprattutto per traghettare l’Italia oltre l’era berlusconiana dell’attacco alle istituzioni, del conflitto d’interessi, delle leggi ad personam, affrontando le sfide del cambiamento senza paura.
Dario Franceschini è nato a Ferrara il 19 ottobre 1958. Per Bompiani ha pubblicato due romanzi, nel 2006 Nelle vene quell’acqua d’argento e, nel 2007, La follia improvvisa di Ignazio Rando. E’ sposato e ha due figlie. Avvocato e parlamentare, dal febbraio all’ottobre del 2009 è stato Segretario nazionale del Partito Democratico. Pag. 208,  € 15,00

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Una scuola guida per genitori

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Scandicci (Firenze), 16 ottobre-28 novembre 2009 Teatro della Parrocchia S. Maria Madre della Chiesa a Torregalli, Via Torregalli 13 corso di formazione “Media e nuovi media: presenti a fianco dei nostri figli” si propone l’obbiettivo di fornire a chi è investito della responsabilità educativa gli strumenti interpretativi necessari a orientarsi all’interno della sterminata offerta mediatica, per essere poi a loro volta capaci di guidare i più giovani a una fruizione priva di insidie. Il primo ciclo d’incontri è destinato a genitori ed educatori, per apprendere strategie utili ad affiancare i giovani nell’avventura mediatica. Ecco gli appuntamenti: venerdì 16 Ottobre ore 21,15, I media: come orientarsi all’interno dell’offerta di informazione, Andrea Fagioli – Direttore ToscanaOggi; venerdì 30 Ottobre ore 21,15, La notizia: valutare e interpretare le notizie, (Riccardo Bigi – ToscanaOggi; venerdì 13 Novembre ore 21,15, I nuovi media: conoscerli, usarli, difendersi, (Elena Farinelli – Esperta Internet e Web2); sabato 28 Novembre ore 9,30, Media e nuovi media, presenti a fianco dei nostri figli, Marianna Pacucci – Esperta di problematiche familiari. Nel periodo 5 febbraio/19 marzo 2010 è previsto un secondo ciclo di incontri rivolto a parrocchie e associazioni, nel corso del quale gli esperti tracceranno percorsi efficaci per muoversi all’interno del mondo dei media. La frequenza del primo corso è da considerarsi propedeutica ad un migliore approfondimento del secondo ciclo di incontri. A coloro che parteciperanno ad entrambi i corsi sarà offerta la possibilità di vivere in prima persona l’atmosfera di una redazione: dall’arrivo delle agenzie, alla riunione di redazione fino alla concreta impaginazione on line. L’iniziativa è realizzata dall’Associazione Genitori A.Ge. Toscana con la collaborazione di: Associazione AIART Firenze, Azione Cattolica Diocesana di Firenze, Consulta delle Associazioni Laicali di Firenze, Forum Toscano Associazioni Familiari, Parrocchia di S. Maria Madre della Chiesa a Torregalli, Radio Toscana Network, ToscanaOggi, Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Firenze.

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Carceri: Una nuova amnistia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Sintesi dell’intervento tenuto da Rita Bernardini, deputata Radicale-PD membro della Commissione Giustizia, in occasione della presentazione del libro di Laura Baccaro e Francesco Morelli “In carcere: del suicidio ed altre fughe”, che si è svolta oggi alla Camera “Uno Stato che per decenni viola la Costituzione si comporta da delinquente abituale. Le carceri italiane sono del tutto fuori legge, soprattutto rispetto all’art.27 della Costituzione: circa 23 mila detenuti in più rispetto alla capienza massima, almeno 5 mila (ma noi Radicali ne abbiamo contati 8 mila) agenti penitenziari in meno rispetto al numero previsto, assenti gli educatori, quasi scomparsi gli psicologi. Davanti ai dati di un’illegalità patente, che viene meno al rispetto dei più elementari diritti umani, tutti siamo chiamati ad assumerci la nostra responsabilità. Il carcere è un’istituzione opaca, per questo noi radicali abbiamo presentato una proposta di legge per istituire un’anagrafe pubblica delle carceri, che renda più trasparente una realtà di cui all’esterno si sa poco o nulla. Oggi il carcere è inteso come parte estranea alla società: un universo lontano e dimenticato. Se i cittadini sapessero come sono le prigioni italiane e cosa avviene al loro interno, ci sarebbe una maggiore sensibilità, comprensione e intelligenza nel considerare la funzione del carcere che dovrebbe essere quella di extrema ratio e non di discarica sociale da dove a fine pena non si ha alcuna possibilità di reinserimento se non nel settore sempre più florido della criminalità organizzata. C’è bisogno di risposte adeguate, di una riforma della Giustizia e di misure urgenti come l’amnistia proposta da Marco Pannella. Un’amnistia ben diversa da tutte quelle varate fino al 1990 che hanno permesso, in totale, la scarcerazione di 50mila detenuti. Con l’amnistia proposta da Pannella si intende contrastare e sconfiggere l’amnistia strisciante alla quale assistiamo giorno dopo giorno, quell’amnistia di classe, fatta di prescrizioni, che in dieci anni ha impedito di celebrare un milione e 800mila processi. Le carceri sono il terminale di una Giustizia che ad oggi conta 5 milioni e 200mila processi penali arretrati e 200mila prescrizioni all’anno. Una giustizia per ricchi, furbi e ammanicati con il potere, che niente ha a che vedere con il concetto stesso di giustizia. Il sistema giudiziario necessita di riforme urgenti e, per far questo, l’amnistia proposta da Pannella è uno strumento fondamentale. Ragionare seriamente su questo è la strada migliore per superare il dato di illegalità delle carceri italiane”.

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