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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘educazione civica’

Istruzione: Informativa decreto collaborazioni scuola-territorio per l’attuazione di esperienze extrascolastiche di educazione civica

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Si è svolto l’incontro al MI avente a oggetto la realizzazione di Collaborazioni scuola-territorio per l’attuazione di esperienze extrascolastiche di educazione civica. Presente in delegazione per ANIEF il segretario generale Daniela Rosano; per il MI presenti la dott.ssa Palermo, Direttore Generale, e la dott.ssa Maria Rosa Silvestro, Ispettore MIUR. L’amministrazione ha illustrato brevemente il contenuto della bozza di decreto che disciplina le modalità attuative con le quali si realizzano le collaborazioni e individuano i criteri e i requisiti per la scelta dei soggetti con cui le Istituzioni scolastiche possono collaborare.Gli accordi per la realizzazione delle esperienze extrascolastiche saranno di durata annuale o pluriennale e potranno realizzarsi: con soggetti istituzionali, di livello locale e nazionale; con i comuni, con particolare riguardo a progetti inerenti alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e fruizione stabile di spazi verdi e beni culturali; con i soggetti del mondo del volontariato e del Terzo settore. L’individuazione da parte delle Istituzioni scolastiche degli enti del Terzo settore con cui attivare il partenariato avviene mediante forme di accreditamento: le Istituzioni scolastiche sottoscrivono accordi con le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte da almeno sei mesi nel Registro Unico nazionale del Terzo settore. “Per i PCTO (ex Alternanza Scuola lavoro) Anief aveva proposto l’istituzione di albi nazionali delle Aziende che garantissero requisiti oggettivi e verificabili, così da assicurare che la scelta dei soggetti del mondo del volontariato e del Terzo settore con cui le scuole intraprendono una collaborazione sia effettivamente imparziale e avvenga secondo criteri oggettivi e verificabili, affinché i percorsi intrapresi dagli studenti siano di valore – ha spiegato Daniela Rosano, presente all’incontro – Importante è anche che sia possibile per gli studenti esprimere il gradimento dei percorsi, previsto nella bozza del decreto ma solo per gli studenti di scuola secondaria superiore. E l’attivazione di un monitoraggio accurato di tutti i passaggi”.

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Scuola: Educazione civica, il paradosso di una riforma senza coraggio e a costo zero

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Roma. Oggi 10 luglio alle 14,30 Anief è convocata in delegazione al MI per comunicazioni riguardanti la formazione dei docenti Educazione Civica di cui alla legge n.92/2019. La delegazione è composta da Giovanni Portuesi, componente della segreteria generale nazionale, e da Rodrigo Verticelli, presidente regionale Anief Abruzzo. Nel merito non possiamo non rilevare le forti perplessità sollevate da ANIEF già durante l’iter legislativo della contestata L. 92/2019. La proposta, già avanzata da Anief in audizione presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera durante l’esame del disegno di legge, prevedeva l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria. Per quest’ultimo grado di istruzione, in particolare, si era rilevato come fosse necessaria una preparazione specifica dei docenti; per tale motivo, erano stati indicati gli appartenenti alla classe di concorso A046 con utilizzo prioritario dei docenti che si trovano su potenziamento per valorizzarne le specifiche professionalità.Inoltre Anief aveva chiesto di estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee: a livello europeo, si ricordava, anzitutto, che la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, ha delineato 8 competenze chiave, tra cui le Competenze sociali e civiche. In particolare, la competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitici e all’impegno a una partecipazione attiva e democratica. Più nello specifico, la competenza civica si basa sulla conoscenza dei concetti di democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili, anche nella forma in cui essi sono formulati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e nelle dichiarazioni internazionali e nella forma in cui sono applicati da diverse istituzioni a livello locale, regionale, nazionale, europeo e internazionale.

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«Aldo Moro e l’Educazione Civica»

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

L’originale proposta del pedagogista Mario Caligiuri, autore per Rubbettino del libro «Aldo Moro e l’Educazione Civica». Finalmente l’educazione civica diventa materia obbligatoria. Era stato Aldo Moro a volere per primo l’educazione civica nelle scuole, come racconta Mario Caligiuri, docente di pedagogia della comunicazione presso l’Università della Calabria, nel suo libro «Aldo Moro e l’educazione civica», edito da Rubbettino. Abbiamo chiesto al prof. Caligiuri di commentare la notizia data dai giornali in queste ore: «Nella assoluta incertezza di quanto capiterà nei prossimi mesi, è stato sistemato un sassolino, che però potrebbe servire per correggere la rotta. Si tratta dell’educazione civica, materia intuita da Aldo Moro da ministro della pubblica istruzione nel 1958. Dopo alterne vicende e solo con un anno di ritardo, questa disciplina è diventata obbligatoria ed è soggetta anche a un voto di valutazione, come l’italiano o la matematica. Alle fluviali indicazioni della legge, sembra che le aree di intervento siano ridotte a tre: studio della Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale. Sono ancora troppe. Come ho avuto modo di sostenere nel volume «Aldo Moro e l’educazione civica. L’attualità di un’intuizione» (Rubbettino, 2019) questa materia andrebbe concentrata sugli effetti della disinformazione, che rappresenta, a mio modo di vedere, l’emergenza educativa e democratica di questo tempo, come le vicende del coronavirus hanno poi clamorosamente confermato.Piuttosto che attardarsi su concetti vuoti, come il pensiero critico che vuoto non è ma che è semplicemente il risultato di altro, a cominciare dalla conoscenza semantica delle parole e della lucidità dei concetti, due iniziative mi permetto di suggerire. La prima è assicurare, presto e non annunciando soltanto, adeguate misure a supporto per dirigenti e docenti, con linee guida nazionali per evitare che la sciagurata autonomia scolastica produca effetti creativi che determinano in larga misura la nullità delle intenzioni. Pertanto una massiccia azione di orientamento e formazione specifica potrebbe produrre qualche utilità.In secondo luogo, così come aveva intuito Aldo Moro, l’educazione civica potrebbe rappresentare un grimaldello per innovare i processi educativi nella scuola italiana che, insieme all’università, continuano a riproporre professioni superate e che sono già travolte dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale (che assicura competenze in gran parte migliori e più efficienti di quelle umane) e dai social digitali (che adesso rappresentano l’ambiente educativo più potente per le giovani generazioni). L’educazione civica, insomma, per riportare la persona al centro del processo educativo. Dovrebbe essere questa una intenzione ovvia, ma intanto si continua a parlare di sistemazione dei precari, dei centimetri delle distanze dei banchi e di varie amenità, evitando con estrema cura da quasi mezzo secolo di intervenire sui nodi strutturali che sono certamente difficili ma gli unici che potrebbero consentire di andare oltre la manutenzione del dolore dell’istruzione».

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Scuola: Educazione civica, il ministro vuole inserire nel programma anche le intelligenze artificiali

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

Si torna a parlare d’insegnamento dell’educazione civica in tutti i cicli scolastici: lo fa il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti, annunciando una disciplina anche interattiva e che affronterà il rapporto con le intelligenze artificiali. Il ministro ha affermato: “L’Educazione civica, che entrerà tra le materie di studio dal prossimo anno scolastico, sarà strutturata in modo da far acquisire ai ragazzi competenze tecniche per l’utilizzo delle nuove tecnologie”. “Ci sarà – ha continuato – una riflessione critica da sottoporre ai ragazzi di oggi, gli adulti di domani, in maniera che possano acquisire la giusta consapevolezza degli strumenti a disposizione. Non si dovrà parlare di intelligenza artificiale tout court, – ha concluso – ma si punterà a mettere in grado il futuro cittadino di essere consapevole delle strutture a sua disposizione. Sarà una materia, la nuova Educazione Civica, con un capitolo dedicato a questa tematica, una Educazione civica interattiva”.
Anief ritiene che si continui a trattare l’educazione civica come un crogiolo di programmi di vario genere senza che ci si soffermi sull’aspetto più importante: la piena autonomia della disciplina, la quale invece viene inglobata all’interno di altre, esattamente come aveva, in maniera frettolosa, programmato l’ex ministro dell’istruzione Marco Bussetti. Già qualche mese fa, nel corso di un’audizione presso la Commissione Cultura della Camera, il sindacato aveva chiesto l’istituzione della disciplina come materia indipendente, quindi aggiuntiva alle attuali, con un minimo annuale di almeno 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria, affermando, inoltre, che “non si possono formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria”.

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Scuola: Ritorno dell’educazione civica ancora al risparmio: si farà senza assumere alcun docente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Lo prevede il decreto “salva precari bis”, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, nel quale si sancisce che l’insegnamento dovrà avvenire affidandosi all’organico già presente, senza alcuna aggiunta. Per il sindacato non è un buon viatico verso l’introduzione della disciplina, perché potrebbe rivelarsi una conferma del modello leghista di inglobarla all’interno di altre materie. È bene, quindi, che il decreto, ora all’esame del Parlamento, venga modificato anche in questa parte. “Speriamo solo che per l’insegnamento dell’educazione civica in ogni grado scolastico – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non si voglia prevedere un organico aggiuntivo solo perché si ha l’intenzione di formare, a breve, dei docenti potenziatori o soprannumerari. Qualsiasi altra soluzione, come quella di utilizzare docenti che già insegnano discipline affini, ricalcherebbe quella approntata in malo modo dal precedente esecutivo e contro la quale si è mosso non solo il sindacato, ma tutta l’opinione pubblica oltre che organismi di rilievo come il Consiglio superiore della pubblica istruzione. Ancora una volta, se le cose stanno così, ci ritroviamo con il Miur che vuole fare delle nozze con i fichi secchi”.Sul ritorno dell’educazione civica a scuola si continua a perdere solo tempo: dopo il rinvio del goffo tentativo della Lega di imporla già dall’anno scolastico in corso, con tanto di parere negativo del Cspi al decreto approvato con ritardo, il nuovo ministro dell’Istruzione ha saggiamente deciso di fermare tutto e prendersi un anno di tempo per migliorare il testo della legge già pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Con una Circolare, di metà settembre, il Miur ha comunicato che “l’On. le Ministro ha ritenuto di accogliere il parere del CSPI e, pertanto, di non dare seguito alla sperimentazione per l’anno scolastico in corso”.Nella stessa comunicazione del Miur è stato spiegato che “per il solo anno scolastico 2019/2020, nelle scuole di ogni ordine e grado continuerà ad essere impartito l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, di cui alla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e continueranno ad essere applicati l’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, relativo alla valutazione di tale insegnamento, e il successivo articolo 17, comma 10, concernente il colloquio nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione”.Per l’Anief, che aveva promesso di adire le vie legali, recandosi in tribunale, qualora l’educazione civica fosse imposta da subito nei termini raffazzonati così come si voleva fare nel precedente governo, quella Circolare del ministero ha rappresentato un importante obiettivo: il sindacato autonomo, aveva indicato da subito la possibilità proficua di utilizzare i dodici mesi di tempo per arrivare alla naturale adozione della legge sul ritorno dell’educazione civica, al fine di migliorare l’impianto normativo e trovare i finanziamenti necessari per valorizzarla e conferirle l’autonomia che invece, all’interno di altre materie, così come era stata predisposta, non poteva di certo avere. Inoltre, si sarebbe provveduto a formare i docenti a cui affidare la disciplina, in modo che avessero una preparazione specifica sulle lezioni da intraprendere.Da come si stanno mettendo le cose, però, il quadro che si delinea è ben diverso: il Decreto scuola, ribattezzato “salva precari-bis”, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, “ha sancito che il suo insegnamento dovrà avvenire con l’organico già presente, senza aggiunte”, fa oggi notare la rivista Orizzonte Scuola. Infatti, leggiamo all’articolo 7: 1. All’articolo 2 della legge 20 agosto 2019, n. 92, dopo il comma 9, è aggiunto il seguente: «9 -bis. L’intervento previsto non determina un incremento della dotazione organica complessiva e non determina l’adeguamento dell’organico dell’autonomia alle situazioni di fatto oltre i limiti del contingente previsto dall’articolo 1, comma 69, della legge 13 luglio 2015, n. 107». “Speriamo di sbagliarci – commenta Marcello Pacifico, leader del sindacato nazionale Anief – ma se si vuole continuare con la linea delle riforme della scuola e dei miglioramenti del sistema d’istruzione all’insegna del costo zero, se non dei tagli, non ci siamo proprio.

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Scuola: Educazione civica, il ministro Fioramonti accoglie il parere del Cspi

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

Rinviata la sperimentazione a causa dell’inizio dell’anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief): Giusto così, ora si intervenga per modificare la legge, trasformandola in materia autonoma con un orario aggiuntivo e personale qualificato.
Cosa accadrà ora? Come dovranno comportarsi gli insegnanti? La risposta è semplice: dovranno continuare a fare quello che hanno fatto sino al mese di giugno scorso: il Miur spiega che “per il solo anno scolastico 2019/2020, nelle scuole di ogni ordine e grado continuerà ad essere impartito l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, di cui alla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e continueranno ad essere applicati l’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, relativo alla valutazione di tale insegnamento, e il successivo articolo 17, comma 10, concernente il colloquio nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione”. A Viale Trastevere, si vuole anche migliorare il testo della legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 agosto, proprio come aveva chiesto l’Anief: “Al fine di preparare in modo adeguato ed efficace l’introduzione dell’educazione civica nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado a partire da settembre 2020 – si legge ancora nella circolare – questo Ministero costituirà a breve un Comitato tecnico scientifico per la redazione delle Linee guida previste dall’articolo 3 della legge 92/2019, svolgendo un’attività di consultazione degli stakeholders, e avvierà le opportune attività di accompagnamento per le scuole”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si compiace con il nuovo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, per avere accolto le richieste del giovane sindacato: “Avevamo indicato da subito la possibilità proficua di utilizzare i dodici mesi di tempo per arrivare alla naturale adozione della legge sul ritorno dell’educazione civica, per modificare la norma approvata nell’estate del 2019 e trovare i finanziamenti adeguati per valorizzarla e conferirle l’autonomia necessaria che solo una disciplina aggiuntiva può avere. Quella della Lega era invece una soluzione non solo affrettata, ma anche di difficile realizzazione, perché andava a sottrarre ore ad altre materie. Peraltro, obbligando i docenti coinvolti ad insegnare uno o più moduli afferenti a contenuti specifici che necessitano però di una preparazione specifica e non certo improvvisata”.

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Scuola: Educazione civica

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Malgrado l’evidenza, la chiara condizione contra legem, per il ritorno dell’educazione civica a scuola “si lavora per permetterne l’introduzione già dall’a.s. 2019/20”: a darne notizia è la stampa specializzata, dopo che ieri la legge n. 92 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.195 del 21-08-2019). Sul Il Sole 24 Ore di oggi è riportato che “secondo quanto fanno sapere dal ministero dell’Istruzione, ora con la legge pubblicata, sarebbe sufficiente un provvedimento ministeriale per avviare subito le nuove disposizioni, e non farle rinviare quindi al 2020/2021”.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “invece di spingere per attuare da subito una legge incompleta, confusionaria e priva di finanziamenti, con tanto di danno alle discipline alle quali sottrarrà ore, si sta perdendo tempo per convincere il Miur a utilizzare uno stratagemma, un decreto di salvataggio, e partire tra dieci giorni. Sarebbe molto meglio non violare la legge, dando un segnale di rispetto delle regole – e impegnarsi, nell’anno che manca, a modificare il testo del provvedimento, inserendovi quelle norme che Anief ritiene necessarie e che potrebbero essere apportate dal nuovo governo”.Le leggi sono fatte per essere rispettate. Lo Stato lo dice ai cittadini in tutti quei casi in cui si ribellano. Anche quando sono palesemente sbagliate. Se però fa comodo, il governo di turno fa di tutto per trovare escamotage e scappatoie. Ed è quello che sta accadendo in questi giorni con il ritorno dell’educazione civica in classe: anche se il testo di legge appena approdato in Gazzetta Ufficiale dispone che l’applicazione della legge va “a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge”, qualcuno starebbe facendo di tutto per anticiparne l’adozione nei prossimi giorni, con l’inizio delle lezioni dell’a.s, 2019/20.

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Scuola: L’educazione civica è legge, il testo in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 agosto 2019

Ma potrà essere introdotta fra un anno, salvo modifiche che Anief ritiene necessarie, e che potrebbero essere apportate da un nuovo esecutivo. Pacifico: “Così com’è non serve a molto. Troppo confusione su chi si deve occupare dell’argomento e rimane l’ambiguità sul monte orario e sul fatto che non possa essere considerata come materia. Tanto rumore per nulla. Il tema della cittadinanza è già trasversale”.Con un ritardo di quasi una settimana rispetto alla data limite, la legge sull’introduzione dell’educazione civica è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.195 del 21-08-2019): a questo punto, essendo indispensabili 15 giorni di tempo, la Legge n. 92/2019 entrerà però in vigore solo il 5 settembre prossimo, ad anno scolastico già iniziato. Tutto rinviato, pertanto, all’anno scolastico successivo. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “bisogna modificare, subito, la norma con disposizioni chiare e adeguatamente finanziate. A iniziare da quelle sulla formazione e selezione del personale coinvolto nell’insegnamento di una disciplina che deve essere autonoma e non deve togliere ore ad altre materie”.
Anief aveva espresso i suoi dubbi sull’allora disegno di legge, durante l’audizione tenuta presso la Commissione Cultura di Montecitorio lo scorso 12 marzo: il sindacato chiese l’istituzione della disciplina come materia autonoma, quindi aggiuntiva alle attuali, con un minimo annuale di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria. Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, la disciplina si sarebbe dovuta impartire dai docenti dell’area storico-geografica, che per la scuola secondaria di secondo grado avrebbero dovuto avere una preparazione specifica dei docenti; bisognava poi estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee, come indicato in una Raccomandazione del Parlamento e dal Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, che delinea otto competenze chiave, tra cui quelle sociali e civiche.

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Scuola Il ritorno dell’educazione civica passa al 2020?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

A leggere il primo comma dell’art. 2 della legge che istituisce l’educazione civica dalla scuola primaria in poi non vi sarebbero dubbi: il testo prevede che “a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è istituito l’insegnamento trasversale dell’educazione civica”.
A questo punto, quindi, la nuova educazione civica, obbligatoria e con tanto di voto in decimi, entrerebbe in vigore non subito, ma nell’anno scolastico 2020/21. “Considerato che alcune norme di legge, per effetto dell’art. 2 comma 9, decadranno automaticamente soltanto nell’anno di avvio della nuova educazione civica, per il prossimo anno scolastico 2019-20 continueranno ad essere valutate le attività di “cittadinanza e costituzione” per gli alunni del primo e del secondo ciclo, compreso il colloquio dell’esame di maturità”, sottolinea Tuttoscuola, ricordando anche che “il posticipo di un anno per la nascita della nuova disciplina di studio consentirà al Ministro di varare con apposito decreto le linee guida di attuazione e permettere agli insegnati di organizzare l’insegnamento che, oltre ad essere ricco di contenuti, prevede la trasversalità degli interventi da parte dei docenti”.
Anief ribadisce che sono molti i punti su cui occorrerebbe fare chiarezza. Ad iniziare dalla formazione dei docenti incaricati dell’insegnamento dell’educazione civica: come ha sottolineato Il Sole 24 Ore, infatti, “per la loro formazione non vengono stanziati nuovi fondi ma saranno utilizzati 4 milioni di euro del fondo previsto dal Piano nazionale di formazione e per la realizzazione delle attività formative introdotto nel 2015 con la legge n. 107”. A parte il fatto che la somma stanziata appare insufficiente, non si ha ancora uno straccio di indicazione su come si attuerà tale formazione. Allo stesso modo, risultano troppo generiche le informazioni fornite alle scuole su chi effettivamente dovrà insegnare le 33 ore annue di educazione civica in tutte le classi a partire dalla primaria: non trattandosi di una disciplina aggiuntiva, le ore verranno inglobate all’interno di altre. Di fatto, per insegnare l’educazione civica si utilizzeranno uno o più docenti del consiglio di classe oppure del potenziamento, sperando che nella secondaria, dove i temi da affrontare resultano più tecnici e complessi, siano competenti nell’area giuridica.
Anief, ricevuta in audizione presso la Commissione Cultura della Camera lo scorso 12 marzo, aveva detto a chiare lettere quali erano i punti deboli e quelli da valorizzare, ma non è stata ascoltata: il sindacato chiese l’istituzione della disciplina come materia autonoma, quindi aggiuntiva alle attuali, con un minimo annuale di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria. Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, la disciplina doveva essere impartita dai docenti dell’area storico-geografica; per la scuola secondaria di secondo grado i docenti dovevano avere una preparazione specifica. Anief ha voluto estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee: a livello europeo, ha ricordato il sindacato, esiste una Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, che delinea 8 competenze chiave, tra cui le Competenze sociali e civiche.

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Scuola: Ritorna l’educazione civica per 33 ore ma non si sa chi la insegnerà e quando

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Il paradosso di una riforma senza coraggio e a costo zero. Anief aveva chiesto al Parlamento maggior coraggio, di trasformarla in disciplina con un orario aggiuntivo e non a spese di altre materie, con docenti specializzati e programmi specifici. Marcello Pacifico (Anief): Da sempre, ogni educatore ha affrontato l’argomento in materia trasversale. Non servono coordinatori ma docenti preparati e serve anche dare dignità a una disciplina che deve essere considerata una materia. È stata approvata in via definitiva dal Senato la proposta di legge che reintroduce l’insegnamento dell’educazione civica, con 33 ore della disciplina a settimana in tutte le classi a partire dalla primaria e voto in pagella. Il fatto che la legge non stanzi nuove risorse per la formazione dei docenti è un dato che pesa molto nel giudizio della norma approvata. Inoltre, rimane il problema dell’inglobamento della disciplina all’interno di altre, quindi non si svolgeranno di fatto delle ore in più. Anief, ricevuta in audizione a marzo alla Camera, aveva segnalato quali erano i punti deboli e quelli da valorizzare, ma non è stata ascoltata. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “ancora una volta si vuole fare una riforma a costo zero, con la sottrazione di altre ore d’insegnamento per fare spazio all’educazione civica senza darle la dignità di materia con un coordinatore non definito che la dice lunga su quanto si tenga alla qualità dell’insegnamento. Per non parlare dell’improvvisazione con la quale i colleghi dei docenti si ritroveranno ad inizio settembre a dovere decidere a chi affidare le 33 ore di lezione annue, magari a personale presente nell’organico dell’autonomia che non ha alcuna cognizione di quello che dovrà insegnare. Ma chi deciderà chi insegna è il vero dilemma”.
Tutti gli alunni da sei anni in poi dovranno studiare la Costituzione: andando avanti nel tempo, si ritroveranno a trattare le istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; la storia della bandiera e dell’inno nazionale; l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; l’educazione alla cittadinanza digitale; gli elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro; l’educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie; l’educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni; la protezione civile. A dire il vero, quella approvata è una reintroduzione. Perché l’educazione civica era stata introdotta nelle scuole nel 1958 per volere di Aldo Moro, e venne soppressa a partire dall’anno scolastico 1990/1991.

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Scuola: Educazione civica, c’è l’ok della Camera

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Primo via libera in Parlamento, ma la soluzione a cui si lavora serve a poco o niente. Si poteva fare molto di più, come proposto dal giovane sindacato alla Commissione Cultura della Camera. Pacifico (Anief): Non si possano formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. Non basta ricavare un’ora, sottraendo tempo ad altre materie. Torna l’Educazione civica come materia obbligatoria, con voto in pagella e valutazione finale, nella scuola primaria e secondaria. Con 451 voti favorevoli, tre astenuti e nessun voto contrario la Camera ha approvato la legge che ne istituisce l’insegnamento. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.Peccato che questo via libera – se si legge nel dettaglio il provvedimento come riportato da Il Sole 24 Ore –prescriva 33 ore di studio all’anno della nuova materia per insegnare i «principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona», ma prendendo ore un po’ da tutte le altre materie, come il consiglio di istituto riterrà più utile. L’insegnamento potrà essere anche affidato a più insegnanti in contitolarità, ma ci sarà un coordinatore («al quale non sono dovuti compensi o indennità» per questo incarico) per ogni classe che dovrà dare un «voto in decimi» ad ogni alunno.È solo una piccolissima apertura di credito alle proposte avanzate da Anief. Nel corso di un’audizione tenuta dal giovane sindacato presso la VII Commissione Cultura della Camera lo scorso 12 marzo era stata chiesta l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non può essere soddisfatto e sottolinea come “non si possano formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. Questo provvedimento non è sufficiente, non basta ricavare un’ora, sottraendo tempo ad altre materie”.
Concetti, fra l’altro, ribaditi da Daniela Rosano, capo delegazione nazionale Anief, in un intervento radiofonico a «Tutta la città ne parla», programma di Rai Radio Tre: “Esisteva una legge del 2008 che aveva introdotto la disciplina Cittadinanza e Costituzione, il rilievo mediatico dato a questa notizia è stato esagerato. Non viene introdotta un’ora in più, ma dovrà essere ricavata da altri insegnamenti, che saranno depauperati. Con i nostri emendamenti abbiamo presentato proposte alternative, chiedendo la possibilità di utilizzare i docenti di diritto assunti su posti di potenziamento, il modo più efficace di far lavorare questi insegnanti. L’introduzione della figura del coordinatore? Aumenterebbe il lavoro sommerso e gli adempimenti burocratici dei docenti. Attendiamo il decreto ministeriale, che traccerà il reale campo d’azione della materia. Ci auguriamo trovino riscontro altre nostre proposte, quello di affrontare anche la costituzione e il diritto europei e la cittadinanza digitale, per consentire agli studenti di imparare a distinguere fake news e realtà”.

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Scuola: – Accordo in Parlamento su Educazione civica in tutte le classi

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

La soluzione trovata in VII Commissione di Montecitorio, quella di introdurre il voto in pagella senza trasformarla in materia, è confusionaria e non serve. Anief lo aveva detto in Parlamento: bisogna ripristinare almeno due ore in più obbligatorie e ridare dignità a una materia fondamentale per costruire un cittadino italiano in Europa. Il compromesso raggiunto in Commissione cultura alla Camera sul testo “verrà votato in Aula a partire dal 29 aprile e potrebbe essere approvato prima delle elezioni europee”. Marcello Pacifico (Anief): La norma non è utile nonostante il dibattito sia stato ampio e le intenzioni di tutte le forze politiche erano unanimi; l’accordo raggiunto è come una montagna che ha partorito il topolino. I buoni propositi del Governo e del Parlamento si infrangono, uno dopo l’altro, sulle rigidità del Ministero dell’Economia: anche il ritorno dell’Educazione civica sui banchi di tutte le classi italiane rientra in questa regola. La Commissione Cultura della Camera ha previsto che dal prossimo 1° settembre la disciplina verrà introdotta nelle classi che vanno dalla prima della primaria alla quinta superiore: solo che, sottolinea il Corriere della Sera, “la legge è molto meno ambiziosa delle promesse fatte in questi mesi: un’ora in più nel curriculum sarebbe stata troppo costosa, l’ipotesi di ricavare un’ora settimanale a scapito di altre materie sarebbe stato politicamente improponibile senza scatenare proteste di esperti e insegnanti. Dunque la «conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni comunitarie» sarà un «insegnamento trasversale». Cioè ogni scuola ricaverà 33 ore annuali per insegnare i «principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona», prendendo ore un po’ da tutte le altre materie, come il consiglio di istituto riterrà più utile”. “Il testo in discussione – scrive ancora il quotidiano nazionale – ripete più volte che non «devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Cioè si farà usando i docenti della classe e l’organico dell’autonomia, cioè quegli insegnanti senza cattedra che sono a disposizione nelle scuole dopo la riforma Renzi: molti di loro sono tra l’altro abilitati (alle superiori) per l’area giuridica e dunque avrebbero le competenze adatte. Comunque la legge prevede dal 2020 un fondo di quattro milioni per la formazione dei docenti. L’insegnamento potrà essere anche affidato a più insegnanti in contitolarità, ma ci sarà un coordinatore («al quale non sono dovuti compensi o indennità» per questo incarico) per ogni classe che dovrà dare un «voto in decimi» ad ogni alunno”.
“Riteniamo inaccettabile questo modo di procedere – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché non si può pensare di introdurre una disciplina solo inglobandola all’interno di altre. E, oltretutto, affidando l’insegnamento ai docenti che, più o meno casualmente, possono essere presenti nell’istituto in qualità di docenti di potenziamento oppure soprannumerari. E se questi docenti non dovessero essere presenti? Chi insegnerà l’Educazione civica? Ci sono palese violazioni dello stato giuridico dei docenti, della libertà d’insegnamento e dello stesso contratto collettivo nazionale. Chi ha deciso questa soluzione non conosce la scuola perché sa che da sempre alcune competenze relative all’educazione civica sono patrimonio trasversale di tutte le materie. In questo modo si fa soltanto confusione e tanta propaganda. Per Anief il provvedimento introdotto rappresenta solo un minimo segno di apertura del Governo verso il problema. Ma dove essere fatto molto di più. I contenuti da introdurre sono stati segnalati nel corso di un’audizione tenuta dal giovane sindacato presso la VII Commissione Cultura della Camera lo scorso 12 marzo: il sindacato, nell’occasione, ha chiesto l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria.Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, la disciplina si sarebbe dovuta impartire dai docenti dell’area storico-geografica, che per la scuola secondaria di secondo grado avrebbero dovuto avere una preparazione specifica dei docenti; Anief ha voluto estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee: a livello europeo, ha ricordato il sindacato, esiste una Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, delinea 8 competenze chiave, tra cui le Competenze sociali e civiche.Sempre il 12 marzo, il presidente nazionale Anief ha ricordato che “non si possono formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; infatti è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. La promozione di equità, coesione sociale e cittadinanza attiva grazie all’educazione scolastica è anche uno dei principali obiettivi individuati dalle Conclusioni del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione del 12 maggio 2009. L’importanza strategica dell’educazione civica nelle scuole è stata ulteriormente sottolineata nella dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l’istruzione adottata durante la riunione ministeriale informale tenutasi a Parigi il 17 marzo 2015”. Di tutto questo, nella soluzione trovata in Parlamento non c’è traccia.

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Proposta per la reintroduzione nelle scuole dell’insegnamento dell’educazione civica

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

“Tra le priorità del Parlamento, quanto prima, va sicuramente posto il dibattito sulla formulazione di una proposta di legge unitaria o largamente condivisa da tutte le forze parlamentari per la reintroduzione nelle scuole dell’insegnamento dell’educazione civica e all’uso degli strumenti informatici.Rendere i nostri ragazzi dei cittadini consapevoli, mettendoli nelle condizioni di avere un approccio più cosciente con il mondo che ci circonda, non deve essere un obiettivo di parte, ma il naturale approdo di tutte le forze politiche.Forza Italia, con il ministro Gelmini, nel 2009 ha introdotto lo studio obbligatorio della Costituzione con il provvedimento ‘Cittadinanza e Costituzione’, e già nei primi mesi di questa legislatura proprio la capogruppo azzurra alla Camera ha presentato una proposta di legge per rafforzare nuovamente l’attenzione nei piani di studio all’educazione civica.A questa proposta se ne sono aggiunte altre, l’ultima in ordine temporale del deputato della Lega Massimiliano Capitanio. Senza poi dimenticare l’iniziativa dell’Anci, lanciata dal sindaco Dario Nardella, per la raccolta di 50mila firme necessarie per depositare una legge di iniziativa popolare.Il tema è molto rilevante ed è bene che si faccia una sintesi in grado di offrire una proposta legislativa condivisa e coerente con l’obiettivo che tutti ci siamo prefissati. L’educazione alla cittadinanza non sia una battaglia di parte, ma un momento di unità”.Lo affermano, in una nota congiunta, Valentina Aprea (capogruppo), Luigi Casciello, Marco Marin, Patrizia Marrocco, Antonio Palmeri e Gloria Saccani Jotti, deputati di Forza Italia in Commissione Cultura a Montecitorio.

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Legge su educazione civica

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

“L’educazione civica è un tassello fondamentale nella formazione dei più piccoli prima e degli adolescenti poi. Anche in questa direzione è andato il mio impegno da ministro dell’Istruzione, con la legge 169 del 2008, e da parlamentare, con una proposta di legge specifica – presentata alla Camera lo scorso 14 giugno – per una reale introduzione dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza attiva e anche all’uso degli strumenti informatici che la tecnologia mette sempre più precocemente a disposizione dei nostri ragazzi. Una vera educazione civica, nel 2018, non può prescindere da una parallela educazione digitale.In questo inizio di legislatura sono state depositate in Parlamento anche altre proposte di legge, da diversi gruppi politici. C’è poi anche la lodevole iniziativa dell’Anci, lanciata dal sindaco Dario Nardella, per la raccolta di 50mila firme necessarie per depositare una legge di iniziativa popolare per introdurre l’educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria nelle scuole.Oggi la Lega – in una conferenza stampa con Salvini e con i ministri Bussetti e Fontana – illustra una sua proposta, su iniziativa del deputato Capitanio.Bene, dico io. Più siamo, meglio è.Il governo, in questo caso i ministri leghisti si aprano al Parlamento, condividiamo le diverse proposte, facciamo sintesi, portiamo avanti un’unica grande e dirompente iniziativa per gettare le basi per una ‘rivoluzione del buon senso’, che parta dai banchi di scuola, con l’educazione civica e alla digitalizzazione.Abbiamo davanti una grande opportunità, non mettiamo bandierine su un tema così importante e delicato. Facciamo in modo che Camere ed esecutivo lavorino insieme per un vero e tangibile cambio di passo”.Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Scuola: Nei professionali solo un’ora di storia, l’educazione civica rimane ai margini

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Nel Paese che ha fatto la storia e dato i natali al diritto, con il più alto numero di siti di patrimonio Unesco, l’ultima riforma degli istituti superiori prevede il dimezzamento delle ore settimanali della storia: ad una disciplina che dovrebbe essere considerata come ‘maestra di vita’, viene infatti ora conferito uno spazio ridottissimo. Inoltre, nonostante le dichiarazioni favorevoli espresse da chi governa l’istruzione e dalle più alte cariche pubbliche alla trasmissione delle conoscenze su Cittadinanza e della Costituzione, nei fatti la materia basilare continua ad essere dimenticata. Anief chiede una modifica immediata al piano di revisione della Storia prevista dal nuovo piano orario settimanale degli istituti professionali e l’immediato inserimento dell’educazione civica in tutti gli ordini scolastici.

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Alla Stranieri corsi gratuiti di lingua italiana ed educazione civica per cittadini non comunitari

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia. Scade il 4 settembre prossimo il termine dell’iscrizione ai corsi gratuiti di Lingua Italiana ed Educazione Civica per cittadini non comunitari di livello A1 e A2 che si terranno all’Università per Stranieri di Perugia. I corsi sono utili per il conseguimento della certificazione linguistica anche ai fini dell’accordo di integrazione e per l’ottenimento del permesso di soggiorno UE di lungo periodo e si inseriscono nell’ambito del progetto FAMI coordinato dalla Regione Umbria dal titolo “CIC to CIC, corsi integrati di cittadinanza, conoscere l’italiano per comunicare”.
“Cic to Cic” è il progetto di formazione civico linguistica per cittadini non comunitari grazie al quale la Regione Umbria, insieme ad un ampio partenariato di cui fa parte anche la Stranieri di Perugia, garantisce l’acquisizione da parte dei cittadini dei Paesi Terzi, della lingua, della storia e delle istituzioni della società italiana, nella prospettiva di una piena integrazione sociale e la costruzione di una cittadinanza interculturale e coesa.Tutti gli iscritti che avranno seguìto regolarmente il corso, almeno il 75% delle ore di lezione per ciascun livello A1 o A2, potranno acquisire l’attestato di frequenza e iscriversi all’esame per il conseguimento della certificazione di conoscenza della Lingua italiana (CELI immigrati livello A1 o A2), rilasciata dall’Università per Stranieri di Perugia. Il corso è rivolto a tutti i cittadini stranieri risultanti nell’anno 2016 non comunitari (extra Unione Europea), e residenti nel territorio umbro. Per ulteriori informazioni si può telefonare al numero 075 5746 351 – 075 5746 236 o collegarsi al sito dell’ateneo http://www.unistrapg.it

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L’educazione civica nelle scuole non ritorna

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

«Il nuovo anno scolastico inizia con un’amara sorpresa: la reintroduzione dell’educazione civica, a lungo sbandierata dalla Gelmini, è rimasta nel cassetto. Mentre in tutto il Paese si preparano le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, il ministro dell’Istruzione dimentica l’impegno preso per favorire le conoscenze degli alunni su diritti e doveri. Non solo: a fronte di tagli di ogni tipo – che incideranno pesantemente sulla preparazione degli alunni – si consente alla scuola di Adro di adottare  il simbolo leghista (il Sole delle Alpi) su finestre, ingressi e persino sugli zerbini. Sono questi i cittadini consapevoli che il ministro punta a formare?». Così Alessia Mosca, deputato del Pd, segretario della Commissione Lavoro e vicepresidente di Trecentosessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Carabinieri in aula, Soldà favorevole

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2009

“È positivo che membri delle forze dell’ordine vadano a istruire i nostri ragazzi sul tema della sicurezza e dell’educazione civica”, questa la favorevole posizione di Roberto Soldà, segretario romano dell’Italia dei Valori, alla presenza di Carabinieri nelle aule che illustrino ai giovani le leggi sul possesso e il porto di armi da taglio dopo gli incresciosi episodi avvenuti di recente a Roma: “Lasciati a se stessi senza validi esempi da seguire i giovani potrebbero commettere imprudenze, l’importante è quindi far si che queste lezioni non si limitino a una singola sporadica ora nel corso degli anni scolastici ma a ripetuti incontri che lascino una cultura della legalità che rimanga con loro per sempre”. L’esponente del partito guidato da Antonio di Pietro allarga poi il discorso: “Informandomi ho visto corsi di dubbia utilità fatti nelle nostre scuole come lezioni di danze tribali e di ricamo, sarebbe più che opportuno che venissero privilegiate iniziative serie, come questa dell’Arma dei Carabinieri e soprattutto – conclude – assicurarsi che continuino nel tempo e non si fermino a un singolo incontro isolato”.

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