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Posts Tagged ‘educazione civica’

Scuola: Educazione civica, c’è l’ok della Camera

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Primo via libera in Parlamento, ma la soluzione a cui si lavora serve a poco o niente. Si poteva fare molto di più, come proposto dal giovane sindacato alla Commissione Cultura della Camera. Pacifico (Anief): Non si possano formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. Non basta ricavare un’ora, sottraendo tempo ad altre materie. Torna l’Educazione civica come materia obbligatoria, con voto in pagella e valutazione finale, nella scuola primaria e secondaria. Con 451 voti favorevoli, tre astenuti e nessun voto contrario la Camera ha approvato la legge che ne istituisce l’insegnamento. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.Peccato che questo via libera – se si legge nel dettaglio il provvedimento come riportato da Il Sole 24 Ore –prescriva 33 ore di studio all’anno della nuova materia per insegnare i «principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona», ma prendendo ore un po’ da tutte le altre materie, come il consiglio di istituto riterrà più utile. L’insegnamento potrà essere anche affidato a più insegnanti in contitolarità, ma ci sarà un coordinatore («al quale non sono dovuti compensi o indennità» per questo incarico) per ogni classe che dovrà dare un «voto in decimi» ad ogni alunno.È solo una piccolissima apertura di credito alle proposte avanzate da Anief. Nel corso di un’audizione tenuta dal giovane sindacato presso la VII Commissione Cultura della Camera lo scorso 12 marzo era stata chiesta l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non può essere soddisfatto e sottolinea come “non si possano formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. Questo provvedimento non è sufficiente, non basta ricavare un’ora, sottraendo tempo ad altre materie”.
Concetti, fra l’altro, ribaditi da Daniela Rosano, capo delegazione nazionale Anief, in un intervento radiofonico a «Tutta la città ne parla», programma di Rai Radio Tre: “Esisteva una legge del 2008 che aveva introdotto la disciplina Cittadinanza e Costituzione, il rilievo mediatico dato a questa notizia è stato esagerato. Non viene introdotta un’ora in più, ma dovrà essere ricavata da altri insegnamenti, che saranno depauperati. Con i nostri emendamenti abbiamo presentato proposte alternative, chiedendo la possibilità di utilizzare i docenti di diritto assunti su posti di potenziamento, il modo più efficace di far lavorare questi insegnanti. L’introduzione della figura del coordinatore? Aumenterebbe il lavoro sommerso e gli adempimenti burocratici dei docenti. Attendiamo il decreto ministeriale, che traccerà il reale campo d’azione della materia. Ci auguriamo trovino riscontro altre nostre proposte, quello di affrontare anche la costituzione e il diritto europei e la cittadinanza digitale, per consentire agli studenti di imparare a distinguere fake news e realtà”.

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Scuola: – Accordo in Parlamento su Educazione civica in tutte le classi

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

La soluzione trovata in VII Commissione di Montecitorio, quella di introdurre il voto in pagella senza trasformarla in materia, è confusionaria e non serve. Anief lo aveva detto in Parlamento: bisogna ripristinare almeno due ore in più obbligatorie e ridare dignità a una materia fondamentale per costruire un cittadino italiano in Europa. Il compromesso raggiunto in Commissione cultura alla Camera sul testo “verrà votato in Aula a partire dal 29 aprile e potrebbe essere approvato prima delle elezioni europee”. Marcello Pacifico (Anief): La norma non è utile nonostante il dibattito sia stato ampio e le intenzioni di tutte le forze politiche erano unanimi; l’accordo raggiunto è come una montagna che ha partorito il topolino. I buoni propositi del Governo e del Parlamento si infrangono, uno dopo l’altro, sulle rigidità del Ministero dell’Economia: anche il ritorno dell’Educazione civica sui banchi di tutte le classi italiane rientra in questa regola. La Commissione Cultura della Camera ha previsto che dal prossimo 1° settembre la disciplina verrà introdotta nelle classi che vanno dalla prima della primaria alla quinta superiore: solo che, sottolinea il Corriere della Sera, “la legge è molto meno ambiziosa delle promesse fatte in questi mesi: un’ora in più nel curriculum sarebbe stata troppo costosa, l’ipotesi di ricavare un’ora settimanale a scapito di altre materie sarebbe stato politicamente improponibile senza scatenare proteste di esperti e insegnanti. Dunque la «conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni comunitarie» sarà un «insegnamento trasversale». Cioè ogni scuola ricaverà 33 ore annuali per insegnare i «principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona», prendendo ore un po’ da tutte le altre materie, come il consiglio di istituto riterrà più utile”. “Il testo in discussione – scrive ancora il quotidiano nazionale – ripete più volte che non «devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Cioè si farà usando i docenti della classe e l’organico dell’autonomia, cioè quegli insegnanti senza cattedra che sono a disposizione nelle scuole dopo la riforma Renzi: molti di loro sono tra l’altro abilitati (alle superiori) per l’area giuridica e dunque avrebbero le competenze adatte. Comunque la legge prevede dal 2020 un fondo di quattro milioni per la formazione dei docenti. L’insegnamento potrà essere anche affidato a più insegnanti in contitolarità, ma ci sarà un coordinatore («al quale non sono dovuti compensi o indennità» per questo incarico) per ogni classe che dovrà dare un «voto in decimi» ad ogni alunno”.
“Riteniamo inaccettabile questo modo di procedere – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché non si può pensare di introdurre una disciplina solo inglobandola all’interno di altre. E, oltretutto, affidando l’insegnamento ai docenti che, più o meno casualmente, possono essere presenti nell’istituto in qualità di docenti di potenziamento oppure soprannumerari. E se questi docenti non dovessero essere presenti? Chi insegnerà l’Educazione civica? Ci sono palese violazioni dello stato giuridico dei docenti, della libertà d’insegnamento e dello stesso contratto collettivo nazionale. Chi ha deciso questa soluzione non conosce la scuola perché sa che da sempre alcune competenze relative all’educazione civica sono patrimonio trasversale di tutte le materie. In questo modo si fa soltanto confusione e tanta propaganda. Per Anief il provvedimento introdotto rappresenta solo un minimo segno di apertura del Governo verso il problema. Ma dove essere fatto molto di più. I contenuti da introdurre sono stati segnalati nel corso di un’audizione tenuta dal giovane sindacato presso la VII Commissione Cultura della Camera lo scorso 12 marzo: il sindacato, nell’occasione, ha chiesto l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria.Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, la disciplina si sarebbe dovuta impartire dai docenti dell’area storico-geografica, che per la scuola secondaria di secondo grado avrebbero dovuto avere una preparazione specifica dei docenti; Anief ha voluto estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee: a livello europeo, ha ricordato il sindacato, esiste una Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, delinea 8 competenze chiave, tra cui le Competenze sociali e civiche.Sempre il 12 marzo, il presidente nazionale Anief ha ricordato che “non si possono formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; infatti è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. La promozione di equità, coesione sociale e cittadinanza attiva grazie all’educazione scolastica è anche uno dei principali obiettivi individuati dalle Conclusioni del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione del 12 maggio 2009. L’importanza strategica dell’educazione civica nelle scuole è stata ulteriormente sottolineata nella dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l’istruzione adottata durante la riunione ministeriale informale tenutasi a Parigi il 17 marzo 2015”. Di tutto questo, nella soluzione trovata in Parlamento non c’è traccia.

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Proposta per la reintroduzione nelle scuole dell’insegnamento dell’educazione civica

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

“Tra le priorità del Parlamento, quanto prima, va sicuramente posto il dibattito sulla formulazione di una proposta di legge unitaria o largamente condivisa da tutte le forze parlamentari per la reintroduzione nelle scuole dell’insegnamento dell’educazione civica e all’uso degli strumenti informatici.Rendere i nostri ragazzi dei cittadini consapevoli, mettendoli nelle condizioni di avere un approccio più cosciente con il mondo che ci circonda, non deve essere un obiettivo di parte, ma il naturale approdo di tutte le forze politiche.Forza Italia, con il ministro Gelmini, nel 2009 ha introdotto lo studio obbligatorio della Costituzione con il provvedimento ‘Cittadinanza e Costituzione’, e già nei primi mesi di questa legislatura proprio la capogruppo azzurra alla Camera ha presentato una proposta di legge per rafforzare nuovamente l’attenzione nei piani di studio all’educazione civica.A questa proposta se ne sono aggiunte altre, l’ultima in ordine temporale del deputato della Lega Massimiliano Capitanio. Senza poi dimenticare l’iniziativa dell’Anci, lanciata dal sindaco Dario Nardella, per la raccolta di 50mila firme necessarie per depositare una legge di iniziativa popolare.Il tema è molto rilevante ed è bene che si faccia una sintesi in grado di offrire una proposta legislativa condivisa e coerente con l’obiettivo che tutti ci siamo prefissati. L’educazione alla cittadinanza non sia una battaglia di parte, ma un momento di unità”.Lo affermano, in una nota congiunta, Valentina Aprea (capogruppo), Luigi Casciello, Marco Marin, Patrizia Marrocco, Antonio Palmeri e Gloria Saccani Jotti, deputati di Forza Italia in Commissione Cultura a Montecitorio.

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Legge su educazione civica

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

“L’educazione civica è un tassello fondamentale nella formazione dei più piccoli prima e degli adolescenti poi. Anche in questa direzione è andato il mio impegno da ministro dell’Istruzione, con la legge 169 del 2008, e da parlamentare, con una proposta di legge specifica – presentata alla Camera lo scorso 14 giugno – per una reale introduzione dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza attiva e anche all’uso degli strumenti informatici che la tecnologia mette sempre più precocemente a disposizione dei nostri ragazzi. Una vera educazione civica, nel 2018, non può prescindere da una parallela educazione digitale.In questo inizio di legislatura sono state depositate in Parlamento anche altre proposte di legge, da diversi gruppi politici. C’è poi anche la lodevole iniziativa dell’Anci, lanciata dal sindaco Dario Nardella, per la raccolta di 50mila firme necessarie per depositare una legge di iniziativa popolare per introdurre l’educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria nelle scuole.Oggi la Lega – in una conferenza stampa con Salvini e con i ministri Bussetti e Fontana – illustra una sua proposta, su iniziativa del deputato Capitanio.Bene, dico io. Più siamo, meglio è.Il governo, in questo caso i ministri leghisti si aprano al Parlamento, condividiamo le diverse proposte, facciamo sintesi, portiamo avanti un’unica grande e dirompente iniziativa per gettare le basi per una ‘rivoluzione del buon senso’, che parta dai banchi di scuola, con l’educazione civica e alla digitalizzazione.Abbiamo davanti una grande opportunità, non mettiamo bandierine su un tema così importante e delicato. Facciamo in modo che Camere ed esecutivo lavorino insieme per un vero e tangibile cambio di passo”.Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Scuola: Nei professionali solo un’ora di storia, l’educazione civica rimane ai margini

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Nel Paese che ha fatto la storia e dato i natali al diritto, con il più alto numero di siti di patrimonio Unesco, l’ultima riforma degli istituti superiori prevede il dimezzamento delle ore settimanali della storia: ad una disciplina che dovrebbe essere considerata come ‘maestra di vita’, viene infatti ora conferito uno spazio ridottissimo. Inoltre, nonostante le dichiarazioni favorevoli espresse da chi governa l’istruzione e dalle più alte cariche pubbliche alla trasmissione delle conoscenze su Cittadinanza e della Costituzione, nei fatti la materia basilare continua ad essere dimenticata. Anief chiede una modifica immediata al piano di revisione della Storia prevista dal nuovo piano orario settimanale degli istituti professionali e l’immediato inserimento dell’educazione civica in tutti gli ordini scolastici.

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Alla Stranieri corsi gratuiti di lingua italiana ed educazione civica per cittadini non comunitari

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia. Scade il 4 settembre prossimo il termine dell’iscrizione ai corsi gratuiti di Lingua Italiana ed Educazione Civica per cittadini non comunitari di livello A1 e A2 che si terranno all’Università per Stranieri di Perugia. I corsi sono utili per il conseguimento della certificazione linguistica anche ai fini dell’accordo di integrazione e per l’ottenimento del permesso di soggiorno UE di lungo periodo e si inseriscono nell’ambito del progetto FAMI coordinato dalla Regione Umbria dal titolo “CIC to CIC, corsi integrati di cittadinanza, conoscere l’italiano per comunicare”.
“Cic to Cic” è il progetto di formazione civico linguistica per cittadini non comunitari grazie al quale la Regione Umbria, insieme ad un ampio partenariato di cui fa parte anche la Stranieri di Perugia, garantisce l’acquisizione da parte dei cittadini dei Paesi Terzi, della lingua, della storia e delle istituzioni della società italiana, nella prospettiva di una piena integrazione sociale e la costruzione di una cittadinanza interculturale e coesa.Tutti gli iscritti che avranno seguìto regolarmente il corso, almeno il 75% delle ore di lezione per ciascun livello A1 o A2, potranno acquisire l’attestato di frequenza e iscriversi all’esame per il conseguimento della certificazione di conoscenza della Lingua italiana (CELI immigrati livello A1 o A2), rilasciata dall’Università per Stranieri di Perugia. Il corso è rivolto a tutti i cittadini stranieri risultanti nell’anno 2016 non comunitari (extra Unione Europea), e residenti nel territorio umbro. Per ulteriori informazioni si può telefonare al numero 075 5746 351 – 075 5746 236 o collegarsi al sito dell’ateneo http://www.unistrapg.it

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L’educazione civica nelle scuole non ritorna

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

«Il nuovo anno scolastico inizia con un’amara sorpresa: la reintroduzione dell’educazione civica, a lungo sbandierata dalla Gelmini, è rimasta nel cassetto. Mentre in tutto il Paese si preparano le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, il ministro dell’Istruzione dimentica l’impegno preso per favorire le conoscenze degli alunni su diritti e doveri. Non solo: a fronte di tagli di ogni tipo – che incideranno pesantemente sulla preparazione degli alunni – si consente alla scuola di Adro di adottare  il simbolo leghista (il Sole delle Alpi) su finestre, ingressi e persino sugli zerbini. Sono questi i cittadini consapevoli che il ministro punta a formare?». Così Alessia Mosca, deputato del Pd, segretario della Commissione Lavoro e vicepresidente di Trecentosessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Carabinieri in aula, Soldà favorevole

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2009

“È positivo che membri delle forze dell’ordine vadano a istruire i nostri ragazzi sul tema della sicurezza e dell’educazione civica”, questa la favorevole posizione di Roberto Soldà, segretario romano dell’Italia dei Valori, alla presenza di Carabinieri nelle aule che illustrino ai giovani le leggi sul possesso e il porto di armi da taglio dopo gli incresciosi episodi avvenuti di recente a Roma: “Lasciati a se stessi senza validi esempi da seguire i giovani potrebbero commettere imprudenze, l’importante è quindi far si che queste lezioni non si limitino a una singola sporadica ora nel corso degli anni scolastici ma a ripetuti incontri che lascino una cultura della legalità che rimanga con loro per sempre”. L’esponente del partito guidato da Antonio di Pietro allarga poi il discorso: “Informandomi ho visto corsi di dubbia utilità fatti nelle nostre scuole come lezioni di danze tribali e di ricamo, sarebbe più che opportuno che venissero privilegiate iniziative serie, come questa dell’Arma dei Carabinieri e soprattutto – conclude – assicurarsi che continuino nel tempo e non si fermino a un singolo incontro isolato”.

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