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Scuola: Maestri di educazione motoria alle primarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

L’avvio della figura del maestro di educazione motoria nell’organizzazione didattica della scuola primaria non sarà immediata e completa: “La riforma della scuola primaria passa dall’introduzione del maestro di educazione fisica”. L’ha detto il Ministro Marco Bussetti in un’intervista al quotidiano Il Giorno, a proposito dei circa 11 mila docenti necessari nella scuola primaria. “L’introduzione sarà però graduale e riguarderà i prossimi tre anni scolastici”, ha sottolineato il Ministro. Nella scuola primaria saranno introdotti i maestri di educazione motoria: gli verrà destinata una classe di concorso ad hoc, dove saranno collocati dopo avere svolto una selezione riservata a loro. Il progetto sembrerebbe ad ampio raggio, perché, secondo le anticipazioni fornite anche nelle scorse settimane dal Ministro Marco Bussetti, grazie all’introduzione del docente specializzato avremo finalmente “centri sportivi scolastici” e potremo affidare loro “attività extracurricolari”. L’iter in Parlamento sta andando avanti. La presenza di docenti specializzati di motoria, in un’Italia dove troppi giovanissimi sono sovrappeso o addirittura obesi, diventa centrale. Naturalmente non basta. Servirebbero anche infrastrutture adeguate e locali destinati alle ore di educazione motoria. Nei mesi scorsi, Il Messaggero aveva fatto riferimento al XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, realizzato da Cittadinanzattiva, sottolineando che non tutte le scuole sono dotate di palestre: quasi una su tre, il 28%, non ce l’ha.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief “c’è bisogno di salvaguardare la salute dei nostri studenti fin dai primi anni di formazione scolastica. Pensare che per decenni questo non si è potuto realizzare solo per mere ragioni di risparmio, la dice lunga sulla lungimiranza dei nostri governanti. La volontà di introdurre la disciplina di educazione motoria anche nel primo ciclo di studi va accolta con soddisfazione, ma bisognerebbe estenderla a tutte e cinque le classi, non solo alla quarta e alla quinta come annunciato dal Ministro Bussetti”.
“Il nostro auspicio – osserva Pacifico – è che le ore dedicate all’attività fisica e allo sport non intacchino l’attuale orario curriculare della primaria, ma siano aggiuntive. E che le lezioni di educazione motoria si possano svolgere in istituti dotati di spazi adeguati. Come si fa a svolgere attività fisica se tre scuole su dieci non sono dotate di palestre? E siamo sicuri che negli altri sette istituti le palestre siano a norma? Noi abbiamo qualche dubbio. Se poi si parla di attività fisica di qualità, allora bisogna anche dotarsi di attrezzature e arredi adeguati. Non basta annunciare l’introduzione degli insegnanti di motoria se non si mettono questi nelle condizioni di lavorare bene. Servono investimenti perchè tutti possano operare in sicurezza. Il governo non può eludere queste criticità, altrimenti l’innovazione sarebbe soltanto parziale”, conclude il sindacalista autonomo.

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Scuola: Due ore di educazione motoria alla primaria dal prossimo settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Il disegno di legge sull’introduzione del docente di educazione motoria nella scuola primaria approda in Parlamento: a presentarlo, alla VII Commissione della Camera, sono stati diversi deputati di Forza Italia ma il progetto è già caldeggiato dal Movimento 5 Stelle e rifacendosi al comma 20 della riforma Renzi-Giannini, la Legge 107 del 2015, ha buone possibilità di ottenere anche il consenso del Partito Democratico. Il disegno di legge, il cui esame in Commissione è iniziato in questi giorni, prevede l’introduzione del ruolo del docente di educazione motoria alla primaria già a partire dall’anno scolastico 2019/20, quindi dal prossimo mese di settembre. Nel progetto, si legge in una sintesi realizzata da Orizzonte Scuola, si prevede che l’insegnante di educazione motoria assuma lo stesso stato giuridico ed economico di quello degli altri docenti della primaria, per cui il medesimo stipendio ed orario settimanale (22 ore), a cui aggiungere due ore di programmazione.Per accedere all’immissione in ruolo sarà necessario superare un concorso, i cui requisiti d’accesso sono: laurea in scienze delle attività motorie e sportive o diploma conseguito presso gli ex Istituti superiori di educazione fisica. Il disegno di legge prevede che all’insegnamento dell’educazione motoria siano destinate 2 ore settimanali e che in presenza di alunni disabili l’insegnante di educazione motoria sia supportato dal docente di sostegno.
Nel corso dell’esame, il relatore del disegno di legge, l’on. Felice Mariani (M5S) olimpionico di Judo, ha evidenziato ai colleghi parlamentari presenti che vi sono delle questioni tecnico-giuridiche e di coordinamento normativo che vanno affrontate e risolte nel corso della discussione. Bisogna, ad esempio, chiarire i requisiti d’accesso al concorso: è necessaria, oltre ai succitati titoli, l’abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria?Un’altra questione riguarda il fatto se l’insegnamento dell’educazione motoria possa essere impartito soltanto dai docenti appartenenti al ruolo che verrà istituito oppure anche da altri insegnanti, secondo quanto previsto dalla legge 107/2015. Quest’ultima, infatti, prevede che possano essere utilizzati, oltre ai docenti abilitati all’insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate, anche docenti abilitati all’insegnamento per altri gradi di istruzione in qualità di specialisti (dunque, non necessariamente in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento nella primaria), fermo restando che a tali docenti debba essere assicurata una specifica formazione. Altra questione da chiarire – conclude la rivista specializzata – riguarda l’orario settimanale, in quanto il disegno di legge ne prevede 22, mentre l’orario degli altri docenti della primaria è di 22 ore più 2 di programmazione. “L’attività motoria garantisce una maggiore interazione sociale che risulta importante per i bambini tra i 6 e gli 11 anni, così come nella scuola media. Invitiamo, pertanto, il presidente della VII Commissione Luigi Gallo e i deputati ad accelerare l’iter di approvazione di questo provvedimento, per il quale abbiamo richiesto specifica audizione”, sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief-Cisal.

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