Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘educazione’

Mese dell’Educazione Finanziaria

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2021

Corsi gratuiti per accrescere le proprie conoscenze in tema economico e finanziario, puntando su formazione continua, digitalizzazione e acquisizione di competenze. Per tutto ottobre, in occasione del mese dell’Educazione Finanziaria, Cerved Digital Academy apre a tutti e propone un percorso di sensibilizzazione, informazione ed educazione in tema di bilancio, analisi finanziaria, credito e recupero della liquidità. Il percorso sarà accessibile gratuitamente fino al 31 ottobre sulla piattaforma di Cerved Digital Academy previa registrazione (qui: https://bit.ly/39JCDoD), ed ha una durata complessiva di cinque ore. I quattro video proposti toccano alcune tematiche cardine: Basi di bilancio (90’), Analisi finanziaria (90’), Gestione del credito (40’) e Recuperare la liquidità (35’). Il percorso è rivolto a chi vuole acquisire delle conoscenze specifiche in materia e alle organizzazioni che vogliono fare della formazione professionale continua il driver chiave per incrementare la produttività delle proprie risorse e aumentare la competitività sul mercato. Anche dai dati emerge che la formazione aiuta le imprese a crescere. Secondo un’indagine Cerved il 16,1% di chi investe in e-learning ha un Growth Index (propensione alla crescita) alto; la percentuale scende al 7,5% per chi usa canali tradizionali. Le imprese con propensione alla crescita investono in e-learning soprattutto nella formazione di neo-assunti (il 59% contro il 37% del resto delle imprese), di middle manager (43% contro 33%), mentre l’impegno è più ridotto per gli impiegati (47% contro 50%). Numeri confermati anche da un recente studio di IBM secondo cui l’e-learning è cinque volte più efficace nell’apprendimento delle nozioni, aumenta il coinvolgimento dei dipendenti del 20% e crea enormi ritorni sulla produttività (ogni euro investito genera 25 euro di produttività). Cerved Digital Academy è una business school che grazie a un’innovativa piattaforma digitale è in grado di adattarsi alle esigenze e alle caratteristiche di ciascuna risorsa, in un ambiente multidisciplinare e personalizzato e dedicato ai professionisti di tutte le organizzazioni. Tramite la piattaforma e-learning permette lo sviluppo delle conoscenze e attraverso i 10 percorsi formativi che spaziano dal credito alle normative di sicurezza sul lavoro, dal digital marketing all’innovazione tecnologica e molto altro ancora. Un mese di sensibilizzazione, informazione ed educazione per costruire conoscenze indispensabili per la serenità del presente e del futuro. Iniziative ed eventi, gratuiti e di qualità, senza fini commerciali, per accrescere le conoscenze di base sui temi assicurativi, previdenziali e di gestione e programmazione delle risorse finanziarie personali e familiari.

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Roma: Scuola ed educazione stradale

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Firmato il protocollo di intesa tra Roma Capitale e Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili per la formazione di tutte le insegnanti delle scuole dell’infanzia capitoline sul tema dell’educazione stradale. L’obiettivo finale è realizzare progetti su questo tema per i piccoli alunni.L’accordo triennale prevede la formazione sull’educazione stradale per tutte le insegnanti, che a loro volta svilupperanno per i bambini, nelle rispettive classi, il progetto “La Buona Strada della Sicurezza”, elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili per gli alunni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia.Il progetto nelle scuole dell’infanzia capitoline partirà già dall’anno scolastico 2021/2022 e prevederà per l’intera durata del protocollo una formazione estesa a tutto il personale insegnante delle scuole dell’infanzia capitoline nell’ambito della formazione obbligatoria. “Il lavoro con i piccoli è determinante per il loro futuro di adulti consapevoli e responsabili, educati al rispetto dell’altro e delle regole. Possiamo iniziare da subito ad insegnare loro le basi dell’educazione stradale, con il linguaggio e i metodi educativi più adatti”, afferma la sindaca Virginia Raggi.

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Promuovere l’educazione alimentare nelle scuole è essenziale

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Affinché i giovani consumatori possano effettuare scelte consapevoli a tutela della propria salute, ma anche dell’ambiente in cui viviamo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’invito del presidente Mattarella e del ministro Patuanelli a rafforzare la conoscenza degli studenti su questioni vitali come quella del cibo, dimostra che i tempi sono maturi per introdurre nei programmi scolastici discipline che rispondano ai nuovi scenari di una realtà in rapida evoluzione. La crisi sanitaria e ambientale richiedono capacità di cambiare e ambizione anche al mondo scolastico. La nostra confederazione ha proposto da tempo di inserire nelle scuole secondarie l’insegnamento dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile, materie strettamente legate all’educazione alimentare – continua Tiso. Quest’ultima, infatti, deve essere inserita in un quadro più ampio che includa anche nozioni di agricoltura, per fornire una reale conoscenza delle conseguenze delle nostre scelte. Altrettanto importante è che i programmi scolastici tengano conto della pluralità di voci esistenti nel campo della scienza dell’alimentazione, non sempre in accordo tra loro, arrivando a una sintesi equilibrata delle varie posizioni. È inoltre fondamentale che l’insegnamento di questa materia non finisca per essere indebitamente influenzato dalle pressioni delle grandi aziende e dei gruppi di produttori, ma resti indipendente evitando quindi sponsorizzazioni e partnership che potrebbero inficiarne la neutralità.

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“Economia e fantasia – Insegnare ai figli l’educazione finanziaria”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

L’anno appena trascorso ha rivoluzionato non solo il nostro modo di vivere e lavorare, ma anche le scelte di consumo, la gestione del risparmio e le abitudini di pagamento. Mai come oggi, quindi, possedere competenze finanziarie adeguate diventa fondamentale per affrontare le sfide del quotidiano e pianificare il proprio futuro. In questo frangente, la fotografia del Paese scattata dal Rapporto Iacofi della Banca d’Italia mostra un quadro poco incoraggiante: un italiano su 4 ha infatti un livello di alfabetizzazione finanziaria non ancora sufficiente, con grandi disparità per genere, età e distribuzione territoriale. Sono circa 8 milioni le persone che gestiscono l’economia familiare pur non avendo un livello di competenze adeguato al compito.Con lo scopo di contribuire a colmare questo gap, investendo per fornire nozioni di educazione finanziaria soprattutto alle famiglie affinché vengano poi trasferite con consapevolezza alle nuove generazioni, Banca Widiba e FEduF – fondazione creata da ABI per contribuire alla diffusione dell’educazione finanziaria sul territorio – presentano oggi “Economia e fantasia – Insegnare ai figli l’educazione finanziaria”. Banca Widiba rinnova così l’impegno sul tema dell’educazione finanziaria e decide di concentrarsi su un aspetto determinante ma tradizionalmente trascurato, con l’obiettivo di accompagnare gli adulti nell’acquisizione di competenze economiche e finanziarie utili ad una maggiore inclusione sociale e lavorativa e contribuire così anche alla reale crescita della cultura economica dei più giovani. L’iniziativa “Economia e fantasia – Insegnare ai figli l’educazione finanziaria” rientra in un progetto formativo articolato a cura della Banca e della Fondazione che coinvolgerà – in una prima fase, a partire dal 22 giugno e fino alla fine dell’anno – soprattutto i genitori, con 8 webinar formativi inediti e aperti al pubblico, per spiegare e approfondire le tematiche connesse alla cultura economica e finanziaria. In una seconda fase, nel corso dell’anno scolastico 2021-2022, il progetto si rivolgerà invece direttamente ai più giovani, attraverso una serie di appuntamenti in presenza programmati presso scuole e università sparse su tutto il territorio nazionale. Il ciclo di incontri “Economia e fantasia – Insegnare ai figli l’educazione finanziaria” sarà condotto e moderato da FEduF e arricchito dalle testimonianze di professionisti di Banca Widiba, con il contributo e la partecipazione di esperti e docenti esterni. Gli appuntamenti si svolgeranno con cadenza quindicinale su piattaforma digitale e in modalità interattiva, con la possibilità, per chi si collegherà, di intervenire e di porre delle domande durante un apposito momento dedicato, l’Angolo dei Consigli. Temi spesso considerati ostici, proposti con un approccio inclusivo, alla portata di tutti, per fornire ai genitori modalità funzionali a compiere le scelte più adeguate per il futuro dei propri figli e a quest’ultimi, strumenti e competenze per affrontare un mondo in continuo mutamento. Gli incontri verranno inoltre trasmessi in streaming su YouTube per poter essere fruiti anche successivamente alla diretta.

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Progetto “Corsi di educazione sessuale e relazionale nelle scuole”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2021

Studenti per Draghi, movimento giovanile apartitico propone l’introduzione di corsi di educazione sessuale, che includano nozioni inerenti alla parità di genere, in tutte le scuole pubbliche e paritarie del territorio nazionale. Nonostante l’Agenzia di salute sessuale e riproduttiva delle Nazioni Unite ha spesso rimarcato l’importanza di questo tema, oggi il nostro Paese è uno tra i pochi Stati dell’Unione Europea nel quale l’educazione sessuale non è tra le materie obbligatorie del programma d’istruzione. L’educazione sessuale accompagna i giovani adolescenti nello sviluppo della sicurezza e consapevolezza del proprio essere ed aiuta a prevenire il fenomeno delle gravidanze precoci. E’ necessario introdurre Corsi di educazione sessuale e relazionale nelle scuole mediante un programma didattico che affronti temi e contenuti adatti ad ogni fascia di età. Relazione tra i sessi ed uguaglianza, responsabilità dei comportamenti sessuali, contraccezione, violenze, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili dovranno essere i temi chiave di tali percorsi. Inoltre una parte della didattica dovrà integrarsi nei programmi di scienze e biologia affrontando aspetti più biologici ed anatomici della sessualità. Il futuro è adesso!

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Educazione finanziaria al via

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Si terrà a partire dal prossimo 22 marzo la European Money Week, una settimana interamente dedicata alla sensibilizzazione su tematiche legate all’educazione finanziaria, alla gestione consapevole del denaro e al risparmio, tramite l’organizzazione online di eventi, conferenze e incontri da parte delle più importanti banche europee, coordinate dalla European Banking Federation (EBF).
In Italia la EMW è interamente organizzata dalla FEduF (ABI) con la collaborazione di Banca Generali, BancoBPM, BPER, Fondazione Credito Valtellinese e Santander Consumer Bank e prevede ventidue eventi online che coinvolgeranno oltre 1.200 persone per diffondere l’educazione finanziaria e favorire una maggiore competenza nella gestione delle risorse economiche individuali.La European Money Week è un’iniziativa annuale che – contestualmente alla Global Money Week dell’OCSE – coinvolge i giovani di oltre 35 paesi europei, grazie a percorsi didattici con l’obiettivo di avvicinare le giovani generazioni alla cultura della consapevolezza economica, attraverso una migliore educazione finanziaria.Momento centrale dell’iniziativa è lo European Money Quiz, promosso e coordinato in Italia da FEduF: lanciato nel 2017 per promuovere l’educazione finanziaria da parte delle associazioni bancarie nazionali in Europa, EMQ è il più grande concorso di alfabetizzazione finanziaria d’Europa che ha consentito a migliaia di studentesse e studenti in tutta Europa, dal 2017 a oggi, di mettersi alla prova in oltre mezzo milione di quiz online, grazie alla piattaforma Kahoot.

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Giornata mondiale dell’Educazione

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2021

E’ dedicata all’educazione della “Covid-19 generation”, sia come istruzione in senso formale sia intesa come apprendimento continuo. Il tema è strettamente legato a quello dell’emergenza educativa che la pandemia da Covid-19 ha ulteriormente aggravato, ampliando le diseguaglianze legate allo status socio-economico, all’area geografica di residenza e al digital divide. SOS Villaggi dei Bambini è da sempre impegnata a contrastare tali diseguaglianze, attraverso progetti sul campo e azioni di sensibilizzazione e Advocacy, con uno sguardo specifico sull’infanzia fragile. Il 2020 è stato segnato dalla pandemia e dalla Didattica a Distanza, poi sostituita dalla DDI (Didattica Digitale Integrata); abbiamo assistito, come ricorda l’OMS, alla “più grande interruzione dei sistemi educativi nella storia”, che ha colpito quasi 1,6 miliardi di studenti in più di 190 Paesi. SOS Villaggi dei Bambini ha lavorato incessantemente per garantire agli oltre 300 minorenni accolti nei programmi SOS che ognuno avesse un dispositivo con cui accedere alle lezioni da casa e il supporto di educatori dedicati. Gli stessi hanno garantito turni straordinari per potere affiancare i bambini e spesso non sono tornati a casa, dedicandosi al completamente ai ragazzi. Nel contempo, l’Organizzazione si è impegnata da subito per sensibilizzare le istituzioni sui rischi della povertà educativa, accentuati dalla crisi pandemica. Oltre a sedere ai tavoli istituzionali sul tema, alla riapertura delle scuole dopo la pausa estiva, SOS Villaggi dei Bambini ha lanciato un’indagine, condotta da Ipsos, dal titolo “Nutrire l’Infanzia. Povertà educativa, divario digitale”. Da questa emerge, secondo la dichiarazione di 9 genitori su 10, che i ragazzi fossero molto (53%) o abbastanza (37%) contenti di rientrare a scuola, indipendentemente dal ciclo di studi o classe frequentata. 1 genitore su 2 parla di “entusiasmo” come stato d’animo prevalente nei figli che hanno affrontato il rientro a scuola. Peraltro, più di 7 genitori su 10 ritengono che il proprio figlio si senta molto (14%) o abbastanza (62%) sicuro a scuola. Fondamentale il ruolo della refezione scolastica per più di una famiglia su 10 (12%), per cui la disattivazione del servizio di refezione comporta l’incapacità di garantire ai ragazzi un pasto giornaliero ben bilanciato in termini nutrizionali (7%) o addirittura la mancanza del principale pasto giornaliero (5%) a causa delle difficoltà economiche in cui versa la famiglia. SOS Villaggi dei Bambini accompagna i ragazzi accolti nei Programmi e Villaggi SOS in tutto il loro percorso di crescita, e lavora per facilitarne l’accesso anche alla formazione e al mondo del lavoro, attraverso il Programma Autonomia Giovani (PAG), dedicato a ragazzi tra i 15 e i 25 anni. Nel 2020, nonostante le accresciute difficoltà, SOS Villaggi dei Bambini ha continuato a garantire l’accesso alla formazione, a stage e tirocini che sono divenuti nuovamente accessibili a partire dal mese di giugno. Sono stati 99 i ragazzi coinvolti nel PAG nel 2020: per loro sono stati messi in campo, come negli anni precedenti, il supporto dei referenti dedicati all’interno del Villaggio SOS, che li hanno accompagnati nella scoperta dei propri talenti, attraverso il bilancio di competenze e la ricerca di attività di volontariato e professionali nei territori di residenza.Sempre in tema di autonomia, SOS Villaggi dei Bambini, porta avanti il Fondo Sostegno e Formazione, grazie al quale nel 2020 circa 40 ragazzi sono stati aiutati a realizzare i propri sogni. Al Fondo possono accedere ragazzi che abbiano beneficiato di uno dei vari Programmi di SOS Villaggi dei Bambini in Italia, come Giulia[1], 20 anni, che vive nel Nord Italia e sogna di studiare Psicologia a Roma. Nella sua lettera motivazionale scrive: “Nel mio passato ho avuto modo di conoscere il Villaggio SOS essendo stata seguita con generosità insieme ai miei fratelli al Centro diurno SOS per tre anni, in un periodo di difficoltà della mia famiglia. Quella esperienza ci è servita per poter risolvere almeno temporaneamente dei problemi e per evitare che se ne creassero altri, oltre che per darmi un po’ di sollievo e di speranza per il mio futuro. In tutta sincerità, credo di dovere alla seconda famiglia che ho trovato al Centro diurno SOS la mia passione per la psicologia umana e la voglia e il coraggio di migliorare me stessa aiutando gli altri in difficoltà”. Sono 3000 in Italia i cosiddetti care leavers, ovvero i giovani che escono dal sistema di accoglienza, e avendo raggiunto la maggiore età non possono più beneficiare della cura, della protezione e della tutela garantite ai minorenni. “Diventare grandi è difficile per tutti. Lo è ancora di più per i bambini che accogliamo e proteggiamo, perché hanno alle spalle esperienze familiari difficili, spesso traumatiche. – spiega Samantha Tedesco – Per questo, mentre ci prendiamo cura di loro, li prepariamo a quando, compiuti i 18 anni, diventano adulti e perdono le tutele legate ai minorenni, spesso mentre stanno frequentando la quarta superiore e non sono sicuramente già in grado di essere autonomi lavorativamente e abitativamente, li sosteniamo affinché proseguano gli studi, li aiutiamo ad orientarsi e inserirsi nel mondo del lavoro, li sosteniamo nella ricerca di un’abitazione autonoma. Il nostro obiettivo, in fin dei conti, è che i ragazzi alla fine del percorso abbiano spalle larghe e siano in grado di camminare da soli”.

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Legge di bilancio scelga l’educazione fra le priorità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

La situazione pandemica si presenta con tutta la sua virulenza e mette in discussione quelle sicurezze che avevamo acquisito qualche mese fa. Le responsabilità, a qualunque livello istituzionale, diventano sempre più rilevanti ed esigono chiarezza e lungimiranza perché non si generi uno stato sociale inquieto, un diritto alla salute che rischia di dover scegliere chi garantire, un diritto all’istruzione che penalizza gli ultimi e i più disagiati. La realtà del nostro Paese è ancora una volta poco chiara ma, come cittadini di uno Stato di diritto, esigiamo risposte certe, almeno su lavoro, istruzione e salute. Quest’anno, rispetto al precedente c’è –secondo il seppur parziale Rapporto annuale del Centro Studi Scuola Cattolica- una perdita di ben 143 scuole pubbliche paritarie, che hanno finora pagato il prezzo più elevato per il Paese, con la sottrazione di più di 2.000 posti di lavoro e di iscritti (-27.896). I portoni di tutte scuole italiane che hanno riaperto, lo scorso settembre 2020 sono stati spalancati in sicurezza e con efficienza, sono state attuate scrupolosamente strategie di ridistribuzione degli spazi, protocolli, investimenti, piani di ripartenza, scaglionamenti ma, purtroppo, in alcune Regioni, dinanzi ad una inadeguatezza sanitaria che richiama responsabilità soggettive, si sceglie di chiudere nuovamente le scuole e di mettere gli allievi al riparo con la didattica a distanza. L’impatto del COVID19 sull’istruzione ha confermato che lo scenario del sistema scolastico europeo è differente rispetto a quello italiano; la differenza si gioca soprattutto sull’integrazione e la collaborazione tra Scuole Pubbliche Statali e Scuole Pubbliche Paritarie, sulla mobilitazione dell’intera società nell’assicurare il servizio scolastico ai minori, sulla visione globale della “casa comune” come bene di tutti, come bene da tutelare.Chiediamo: 1. l’intervento congiunto del Governo e del Parlamento perché approvino, con voto trasversale agli schieramenti politici, una mozione che abbia questi orientamenti: 2 a) la priorità assoluta al dovere costituzionale di assicurare sempre e in ogni luogo i diritti alla salute, al lavoro e all’istruzione, mobilitando tutte le “componenti della Repubblica” atte allo scopo; b) la stipula di convenzioni tra enti pubblici e privati per far viaggiare ragazzi e cittadini in sicurezza; c) l’opzione di patti educativi di Comunità che coinvolgano Ministero, Regioni e Comuni generando un’alleanza tra fra le 40 mila scuole statali e le 12 mila paritarie, al fine di reperire locali e trasporti che permettano a tutti gli allievi di frequentare in pari condizioni una scuola statale o una scuola paritaria prescelta, con particolare attenzione alle famiglie che vivono una difficoltà a causa della pandemia Covid19 o che condividono l’esperienza della disabilità. 2. La legge di BILANCIO sta per approdare alle Camere: il Parlamento intervenga: a) sulla qualità e continuità del servizio scolastico ed educativo offerto dalle scuole paritarie, di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, incrementando le risorse per il pluralismo scolastico e prevedendo, a partire dell’esercizio fiscale 2021, la deducibilità della retta versata per alunno o per studente alle scuole pubbliche paritarie dei cicli primario e secondario, per un importo non superiore a 5.500,00 euro ad alunno; b) eliminando, comunque, ogni inaccettabile discriminazione fra la scuola pubblica statale e le scuole pubbliche paritarie che non vogliono incrementare le rette, pena un grave peggioramento di una già impari accessibilità, in tema di erogazione di fondi, dotazioni e risorse specie se legate alle criticità e agli oneri determinati dalla pandemia, per garantire la migliore funzionalità dell’apprendimento e la sicurezza sanitaria negli edifici; c) incrementando il fondo, di cui all’art. 1 comma 616 della legge 232/2016, destinato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità allo scopo di riconoscere a ciascuno allievo disabile la copertura del docente di sostegno. E’ una grave discriminazione, infatti, negare il docente di sostegno ad allievi svantaggiati imponendo il costo alla famiglia o alle scuole paritarie che, chiaramente, non possono sostenerlo. Le scuole pubbliche paritarie, inoltre, ricordano la più assoluta disponibilità alla rendicontazione dei contributi; d) accogliendo gli annunciati finanziamenti europei (attraverso Sure, Bei, Mes, e Recovery Fund), che possono diventare la risorsa preziosa per realizzare e qualificare anche il sistema scolastico integrato: “Autonomia, Parità scolastica e Libertà di scelta educativa”; e) rivedendo le linee di finanziamento del sistema scolastico italiano attraverso l’introduzione dei costi standard di sostenibilità da declinare in convenzioni, voucher, buono scuola, deduzione. La fase 2 del Covid19 ha reso evidente che la scuola statale, che costa 8.500,00 euro, non è riuscita a ripartire per tutti, mentre le scuole paritarie sopravvissute alla pandemia, con rette da 3.800 per l’infanzia ai 5.000 per il liceo, sono ripartite. Tutto questo a conferma che una sana collaborazione fra scuole pubbliche statali e paritaria innalza il livello di qualità, rende il sistema scolastico più equo e, a fronte di un servizio migliore, si risparmiano tanti danari pubblici. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla seconda carica dello Stato, la Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché si rendano registi della più ampia trasversalità politica e porti a compimento questa riforma ventennale della scuola. La Nazione può uscire da questa tragedia se non vanifichiamo il lavoro eroico dei medici e degli infermieri, se non deprezziamo il lavoro degli insegnanti, di tutti quei docenti che sono disponibili a fare gli straordinari per recuperare una situazione culturale che rischia di divenire la prima fonte della povertà del nostro Paese.

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Riconnessioni – Educazione al futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

E’ un’iniziativa di Fondazione Compagnia di San Paolo realizzata da Fondazione per la Scuola, è un programma d’innovazione nelle scuole e per le scuole primarie e secondarie di primo grado che nei mesi scorsi ha dato il suo contributo per la continuità formativa in molte scuole di Torino e prima cintura. L’obiettivo è quello di coniugare intervento infrastrutturale e formazione per promuovere una scuola innovativa, inclusiva e creativa. L’attività coinvolge un numero selezionato di docenti in ogni scuola, e prevede una serie di percorsi di formazione laboratoriali ed esperienziali, con l’obiettivo di divulgare quanto appreso sia con i colleghi docenti sia all’interno delle classi. “Riconnessioni” ha già raggiunto 300 scuole e quasi 100mila studenti.La Case Study raccoglie le testimonianze dirette di alcuni docenti che sono stati coinvolti attivamente nel progetto, i quali raccontano il loro percorso di formazione e spiegano che impatto questo abbia avuto sulla loro attività didattica. Grazie a Riconnessioni, molte scuole hanno avuto l’opportunità di realizzare tecniche innovative di insegnamento che rientrano nel quadro della didattica innovativa richiesta dalla stessa DaD. Ci sono state scuole che hanno voluto portare avanti l’esperienza “Riconnessioni” andando oltre il programma di formazione previsto, attraverso un progetto ad hoc sulla base delle richieste avanzate dagli insegnanti. Ilaria De Santis, docente di italiano, storia e musica dell’Istituto Comprensivo “Corso Racconigi” di Torino racconta come la formazione a cascata, effettuata a distanza attraverso webinar promossi da Riconnessioni, sia stata fondamentale per portare avanti una DaD efficace e stimolante. “Questa esperienza ci ha permesso di ripensare e rimodulare i percorsi didattici – afferma la docente. “Abbiamo avuto modo di sperimentare applicazioni e strumenti che, in una situazione di “normalità”, non avremmo mai avuto modo di esplorare. E questo ci è servito per entrare davvero in contatto con i nostri alunni, riuscendo a coinvolgerli meglio durante le lezioni da remoto”. Forti di questa esperienza passata, è stato deciso di ampliare il programma coinvolgendo un numero superiore di docenti. Nel prossimo futuro l’idea è quella di implementare un progetto di tutoraggio che spinga i docenti a utilizzare in classe le buone pratiche apprese durante la formazione di Riconnessioni con il supporto di un docente esperto.Un’altra esperienza di docenti che hanno acquisito competenze nuove per supportare i propri alunni nel percorso di apprendimento, vede protagonista Lucia Dimotta, insegnante di inglese e di sostegno, in forza all’Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Torino.La docente si è confrontata con la sfida di dover acquisire le competenze base per poter utilizzare PubCoder, un software desktop che consente di creare contenuti digitali interattivi. Grazie a questo programma è possibile progettare e distribuire applicazioni e pubblicazioni web per piattaforme mobili, sia iOS sia Android.

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“Dialoghi sull’educazione linguistica: prospettive sulla formazione insegnanti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Questo il titolo del ciclo di sette webinar, organizzato dalla Società DILLE (Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa) e dal Laboratorio di Glottodidattica dell’Università di Parma che prenderà il via il 5 novembre, per poi tenersi tutti i giovedì, fino al 17 dicembre. L’obiettivo è confrontare i punti di vista dei diversi settori scientifico-disciplinari impegnati nella formazione degli insegnanti.Durante gli incontri, rappresentanti di due o più associazioni e istituzioni dialogheranno sui temi proposti nel programma con al centro l’educazione linguistica nella formazione degli insegnanti.Nel dettaglio, il 5 novembre si parlerà delle prospettive sulla formazione degli insegnanti insieme a membri del CUN di Area 10, il 12 novembre il dialogo riguarderà l’educazione linguistica, il 19 novembre l’educazione plurilingue, il 26 novembre l’educazione linguistica in presenza di BES, il 3 dicembre la didattica dell’inglese come lingua franca, il 10 dicembre la valutazione degli apprendimenti linguistici e il 17 dicembre la formazione dei docenti in CLIL. Tutti i seminari si terranno dalle 17.30 alle 19.Dopo gli interventi degli esperti, si aprirà il dialogo con il pubblico.I webinar saranno moderati dal prof. Marco Mezzadri, delegato del Rettore per la formazione iniziale e in servizio degli insegnanti e coordinatore del Laboratorio di Glottodidattica.Alla conclusione del ciclo di webinar, i partecipanti che avranno seguito almeno 5 incontri riceveranno un attestato di partecipazione.

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Università Cattolica: nasce il nuovo Osservatorio per l’Educazione e la Cooperazione internazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

“Educare è scommettere e dare al presente la speranza”. È soltanto uno dei passaggi cruciali del videomessaggio, diffuso giovedì 15 ottobre alla Pontificia Università Lateranense, in cui Papa Francesco invita su scala planetaria rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale a sottoscrivere il «Global Compact on Education», un patto educativo globale che ciascuno si impegnerà ad attuare nel proprio ambito e diffondere il più possibile per imprimere una «svolta al modello di sviluppo attuale». L’Università Cattolica del Sacro Cuore è uno dei quattro atenei a livello mondiale incaricati di dare seguito a questo impegno. «Sono state scelte quattro piste di lavoro», ha detto monsignor Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica della Santa Sede. «La prima relativa alla dignità umana e ai diritti, la seconda area alla pace e alla cittadinanza, la terza all’ecologia integrale, e la quarta alla fraternità e allo sviluppo. E per ognuna di queste quattro aree sono state scelte quattro università che facciano da capofila di una rete di università non solo cattoliche, non solo ecclesiastiche, ma anche di altri espressioni culturali e religiose – come buddiste e musulmane che approfondiranno prossimamente questo lavoro di ricerca, di proposta di progetti e di condivisione».«Si tratta di centri peculiari in cui confluiscono competenze di docenti afferenti a diverse facoltà e dipartimenti che cercano di strutturare attività di ricerca o di terza missione che abbiano una connotazione pluridimensionale e una capacità di intercettare la complessità del reale che, come sappiamo bene, fatica a ordinarsi secondo i criteri dei settori scientifici», ha osservato il rettore Anelli. Tutto ciò nell’ottica di «un approccio secondo “universitas”, per una cultura diffusa che significa approccio consapevole alla cittadinanza e recupero della dimensione di carattere generale culturale e globale che appartiene alla origine delle università stesse».Secondo recenti stime UNESCO, ancora prima della pandemia Covid-19, circa il 17% dei bambini, adolescenti e giovani di tutto il mondo era completamente escluso dall’istruzione. Tuttavia le opportunità educative continuano a essere distribuite in modo diseguale nel mondo. L’Osservatorio per l’educazione e la cooperazione internazionale si propone di favorire la collaborazione tra università, centri di ricerca e organismi internazionali per promuovere studi, ricerche, attività formative e pubblicazioni sull’educazione e la cooperazione internazionale, sviluppando nuovi strumenti di analisi e di indagine che consentano la fondazione di una pedagogia della cooperazione internazionale basata sull’etica della responsabilità e sul principio di solidarietà, alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

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L’educazione finanziaria degli under 18 passa dall’utilizzo del conto online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Gli studenti italiani hanno scarse competenze finanziarie: uno su cinque non conosce neppure i concetti base per poter assumere decisioni consapevoli. Ci sono diversi fattori che influiscono su questa situazione: dall’ambiente in cui crescono, al tipo di scuola che frequentano, al confronto con i genitori. Tuttavia, a parità di tutte le altre condizioni, i ragazzi che maneggiano un conto corrente e quelli abituati a fare acquisti online ottengono tra i 20 e i 28 punti in più rispetto alla media nei test che misurano le loro conoscenze nel settore. Lo rileva l’ultimo aggiornamento dell’Ocse-Pisa sulla Financial Literacy https://www.oecd-ilibrary.org/education/pisa-2018-assessment-and-analytical-framework_b25efab8-en, attestando che consentire ai giovanissimi di accedere a strumenti pratici di gestione del denaro, soprattutto se digitali, aiuti a migliorare la loro consapevolezza sui temi collegati e, in sostanza, contribuisca alla loro educazione finanziaria.
L’apertura di un conto HYPE per minori avviene completamente online, previo consenso di un genitore o tutore legale. Il genitore ha la facoltà di eseguire il login in qualsiasi momento, accedendo agli estratti conto del minore e visionando quindi i dettagli dei movimenti e qualunque altra informazione utile a un costante monitoraggio.Ad ulteriore garanzia di sicurezza, sono stati inibiti gli acquisti da parte di HYPE per minori presso alcune tipologie di negozi, ad esempio, quelli che appartengono al settore dei tabacchi o a quello delle scommesse. La app prevede, inoltre, la funzionalità di “messa in pausa istantanea” degli acquisti, ed è coperta dal programma “protetti sempre e ovunque” di MasterCard, che rimborsa in caso di eventuali acquisti non autorizzati. Ogni mese, quindi, i genitori ricevono tramite posta elettronica un riepilogo delle operazioni effettuate dal proprio figlio con HYPE, con l’indicazione delle entrate, delle uscite e dei relativi importi, e delle spese effettuate sia nei negozi fisici sia online; i genitori possono inoltre chiedere approfondimenti sull’operatività contattando il servizio di assistenza.

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Progetto di educazione ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 Maggio 2020

Nell’emergenza sanitaria dà così il suo contributo anche “Nuvole a motore”, l’iniziativa di educazione ambientale realizzata dalla Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo, in collaborazione con ADM – Associazione Didattica Museale e con il contributo di IGS – Ital Gas Storage, primo operatore indipendente nel settore dello stoccaggio del gas in Italia.
Le attività didattiche in aula sono state infatti sostituite da videolezioni, disponibili gratuitamente sul sito nuvoleamotore.it non solo per i 1500 alunni delle 73 classi (appartenenti a 27 scuole primarie e secondarie di 16 comuni del lodigiano) che hanno aderito all’edizione 2019-2020 del progetto, ma anche per tutti gli insegnanti e gli studenti d’Italia.Un prezioso supporto alla didattica a distanza che, in questo momento di grande difficoltà per tutta la scuola, risponde appieno al principio di inclusività che ha sempre caratterizzato “Nuvole a motore”. I video, nei quali gli educatori qualificati della Fondazione OMD e di ADM illustrano i concetti fondamentali dell’energia, del clima e della meteorologia e gli esperimenti che permettono di dare concretezza a queste nozioni, si aggiungono infatti agli altri strumenti già presenti sul sito del progetto e liberamente scaricabili: il booklet, i quiz, l’app e l’audiolibro.Gli studenti delle classi aderenti all’iniziativa, inoltre, saranno coinvolti in un’importante iniziativa solidale, che consentirà a ciascuno di loro di dare un piccolo ma significativo contributo per aiutare il territorio in cui vivono a far fronte alle conseguenze dell’emergenza sanitaria.
Come prova di merito finale, infatti, ogni alunno potrà inviare un elaborato individuale, di natura multimediale, letteraria, grafico-artistica o creativa, riguardante un argomento a scelta tra quelli trattati dal progetto. Grazie al supporto di Ital Gas Storage, per ogni lavoro ricevuto entro il 31 maggio 2020 “Nuvole a motore” destinerà la cifra simbolica di 10 € a un’iniziativa benefica a favore del lodigiano, che potrà essere di carattere sanitario, economico, sociale o scolastico e che verrà scelta anche sulla base dei suggerimenti ricevuti dagli stessi studenti. Allo stesso intervento sarà donato anche il budget inizialmente preventivato per i premi finali.“Nuvole a motore” si realizza in uno dei territori che sono stati più colpiti dall’emergenza sanitaria in corso – dichiara Leonardo Rosato Rossi, responsabile progetti della Fondazione OMD – Quando ci siamo trovati a ripensare il progetto di fronte alla chiusura delle scuole abbiamo quindi voluto farlo in maniera da poter dare il nostro contributo, coinvolgendo anche gli studenti. Responsabilizzare gli adulti del domani riguardo alla realtà in cui vivono è d’altronde uno degli obiettivi che ci ha spinti due anni fa ad avviare “Nuvole a motore”.

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Educazione finanziaria a Roma, ben cinque studenti udinesi su 20 da tutta Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Su 20 posti per studenti da tutta Italia, ben cinque se li sono aggiudicati quelli del Friuli Venezia Giulia, vincendo una tre-giorni intensiva alla Winter School di Roma nell’ambito del progetto #iopensopositivo, dove approfondire i temi dell’educazione finanziaria. Cecilia Nadalini del Liceo classico Stellini, Carlo Novello del liceo scientifico Marinelli, Luca Morandini, Paola Mulligh e Valentina Fabbro, dell’Istituto Tecnico Deganutti, sono risultati tra i migliori a livello nazionale al test in educazione finanziaria dello speciale percorso informativo e formativo, promosso in regione dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, voluto dal Ministero dello sviluppo economico e Unioncamere, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Il progetto si propone appunto di diffondere in modo innovativo le conoscenze finanziarie tra i giovani studenti che frequentano i tre anni conclusivi della scuola secondaria di secondo grado e lo scorso ottobre c’era stata la tappa udinese in Sala Valduga, dove gli studenti hanno partecipato a una lezione e a un test interattivo e avviato il percorso formativo. Da lì sono stati poi selezionati i migliori risultati a livello italiano, per far parte della Winter School all’Universitas Mercatorum.I ragazzi sono stati informati sulla necessità di possedere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e di rinforzare la consapevolezza delle difficoltà e dei rischi quando si intraprendono investimenti e si avviano iniziative di micro imprenditorialità. L’adesione al progetto e alla piattaforma di gioco-test http://www.ipensopositivo.eu è stata capillare su tutto il territorio italiano. Sono stati incontrati oltre 1.500 studenti del triennio finale delle scuole superiori, da Udine a Catania, passando per Brescia, Firenze e Bari. Gli eventi del progetto, catalizzati dalle Camere di commercio del territorio, dagli uffici di Alternanza Scuola-Lavoro e dal Salone dello Studente hanno permesso un’ampia promozione che ha coinvolto giovani studenti e professori interessati. Il percorso didattico in piattaforma, fruibile da desktop o mobile, composto da 6 moduli, ha approfondito in modo innovativo le conoscenze finanziarie attraverso contenuti sviluppati seguendo un percorso narrativo in graphic animation.L’iniziativa finale di 3 giorni ha visto coinvolti gli studenti in lezioni con docenti dell’Universitas Mercatorum sui temi di finanza e gestione d’impresa, sono stati inoltre invitati giovani startupper che hanno testimoniato la propria esperienza di imprenditorialità.La tre giorni si è conclusa con un’attività che ha visto gli studenti impregnati in prima persona nella creazione di un business plan traducendo infine l’idea imprenditoriale in un elevator pitch.

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Libertà di Educazione: “Qualcosa si muove, sosteniamolo!”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 febbraio 2020

Roma 13 febbraio p.v. dalle 9.30 alle 13.30 presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. da Tempi, Scuola: “Serve un popolo, non bastano gli specialisti. A chi importa davvero, oggi, la libertà di educazione? Quanti giovani, anche nel mondo cattolico, sanno di cosa si tratta e perché è fondamentale? Quanti sarebbero realmente disposti a scendere in piazza per difenderla? Si indebolisce, ogni giorno di più, la domanda (prima ancora della coscienza) su ciò che vale, ciò che è vero, ciò che è giusto, sotto la terribile pressione della cultura edonista e nichilista che ci pervade tutti.”
E’ anche vero che questo modo cosi superficiale e approssimativo di approcciare le questioni suscita nelle persone dal serio percorso culturale una legittima resistenza a chiarire i termini dei problemi (in assenza di contraddittorio preparato ci si scoraggia…). Avverto così il dovere (morale e civico) di ringraziare gli amici (siete in tanti) che in modo eroico restano in campo.
A vent’anni dalla Legge sulla parità (L.62/00) la politica, e ciascuno di noi, è di fronte ad un aut-aut. Delle due l’una: a) o si danno le gambe alla Legge 62/2000 attraverso i costi standard di sostenibilità per allievo, b) oppure ciascuno di noi si assumerà la responsabilità di aver realizzato in Italia la scuola unica di Stato e la scuola paritaria dei ricchi per i ricchi. Allora sarà chiaro che non importa a nessuno il rischio del monopolio educativo.
Afferma Sr. Anna Monia Alfieri: ” Credo che nessuno che ricopra un ruolo pubblico, soprattutto dagli scranni del Parlamento, e in particolare del Governo, possa sottrarsi al confronto senza suscitare legittimi dubbi”.

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Proteine sì, ma quante?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Nell’ambito del progetto di educazione nutrizionale Nutripiatto arrivano le raccomandazioni di SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) per un corretto consumo di proteine.Le proteine, infatti, pur essendo un elemento essenziale nella crescita dei bambini, possono rappresentare anche un pericolo per l’organismo, soprattutto nei più piccoli, con complicanze a livello renale, modifiche dell’appetito e obesità che sono, infatti, i rischi principali di un eccessivo consumo di proteine. I bambini di età inferiore ai 3 anni non devono superare il 12% di apporto proteico giornaliero. A raccomandarlo è la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) che fornisce alcune precise indicazioni alimentari per non cadere in errori che possano compromettere la salute del bambino di oggi e dell’adulto di domani.Fondamentali a tutte le età, ma soprattutto in età pediatrica, le proteine rappresentano “i mattoni” necessari a costruire nuovi tessuti e riparare quelli danneggiati. Sono 5 le categorie alimentari considerate fonte primaria di proteine (carne, uova, pesce, legumi, latte e derivati). A mettere in evidenza la giusta ripartizione nell’arco di una settimana è la SIPPS che raccomanda 4 porzioni di legumi, 4 di pesce, 1 uovo a settimana, 1 porzione di carne rossa, 2 porzioni di carne bianca e 2 porzioni di formaggio.
Le proteine sono in realtà contenute, sebbene in quantità inferiori, anche in altri alimenti: pasta, cereali, orzo, farro, avena, frutta secca, castagne, persino alcuni frutti e ortaggi. Basti pensare che una porzione di crusca di frumento apporta lo stesso quantitativo proteico di un vasetto di yogurt. L’indicazione prudenziale proposta dai LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana, 2014) per i bambini al di sotto dei 3 anni è prevedere un apporto proteico quotidiano che si trovi all’interno del range 8-12% dell’energia totale e comunque perentoriamente al di sotto del 15% dell’energia totale giornaliera.“Dai 3 anni in poi, sulla base delle indicazioni del Larn – aggiunge la Dott.ssa Lisa Mariotti, Nutrizionista Pediatrica Dipartimento Medicina dell’Infanzia e dell’età Evolutiva ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, consulente nutrizionista SIPPS – per l’apporto proteico, è bene rimanere nell’intervallo di riferimento 12-18% sulle calorie giornaliere. Il pericolo di un consumo eccessivo può portare a complicanze a livello renale, sovrappeso/obesità e modifiche dell’appetito”.Le proteine, dopo l’acqua, costituiscono la parte maggiore dei tessuti per questo sono uno dei principali alimenti indispensabili nella dieta dell’uomo. Hanno una funzione prevalentemente plastica (servono per lo sviluppo, la conservazione e il ripristino delle cellule) e, in misura minore, energetica. In particolare, i fabbisogni proteici di bambini e adolescenti (1-17 anni) sono calcolati per soddisfare le richieste necessarie per la crescita e per il mantenimento di una massa proteica in progressivo aumento.
Nutripiatto è uno strumento di educazione nutrizionale sviluppato da Nestlé e rivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni, studiato con il fine di promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata. Il progetto prevede un kit composto da un piatto “intelligente” e da una guida didattica che spiega come utilizzare il Nutripiatto e offre idee e consigli per soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei bambini, tenendo anche conto delle differenti fasce di età. La guida prevede inoltre capitoli specifici relativi alla corretta idratazione e all’attività fisica da svolgere con gli amici e con i propri animali da compagnia. Per maggiori informazioni visitare il sito: http://www.nutripiatto.nestle.it. Nutripiatto rientra nel progetto internazionale Nestlé for Healthier Kids, che si pone l’ambizioso obiettivo di aiutare, entro il 2030, 50 milioni di bambini a vivere in modo più sano.

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Le raccomandazioni SIPPS per una festività che educhi il bambino

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Il Natale: un’occasione da non perdere! La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in occasione delle festività Natalizie, fornisce utili consigli per trascorrere questi giorni in serenità con i propri piccoli.La ricerca degli addobbi migliori e di pranzi e cene dai ricchi e ricercati menu, spesso, infatti, fanno perdere di vista il reale significato del Natale e generare stress, sia nei grandi che nei bambini, e i bimbi si sa, sono come spugne e assorbono il clima emotivo intorno a loro.“Il segreto del Natale sta proprio nell’immergere il bambino nella dimensione della favola, nel farlo sognare – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS -, contribuendo a sviluppare la loro immaginazione. Durante questi giorni di vacanza, gli adulti dovrebbero rallentare i propri ritmi per godere del tempo prezioso passato con i propri bimbi, unendosi a loro nei giochi, nella decorazione della casa, nei preparativi delle cene e dei pranzi e nelle tradizioni locali. Il benessere psico-fisico dei nostri bimbi deve essere al centro di queste feste”Queste alcune raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:
Il Natale – spiegare ai bambini il significato del Natale raccontandogli storie a tema aiutandosi con belle illustrazioni, ascoltando le musiche natalizie più classiche.
I Regali – Non esagerare nel numero di costosi regali, evitando che diventino una competizione tra adulti: ai bambini il lusso non interessa, sono attratti dalle cose semplici.
Tv – passare del tempo con i propri piccoli coinvolgendoli in tutti i preparativi. Addobbare l’albero, cantare, cucinare insieme, eviterà ai nostri piccoli di annoiarsi e stare troppo tempo davanti tablet e tv.
Cibo – tenere d’occhio l’alimentazione evitando le lunghe abbuffate natalizie, preservando le abitudini e gli orari dei più piccoli: eccessi e sregolatezze possono rovinare il resto delle vacanze a tutta la famiglia.
Occhio all’influenza – temperature basse e passaggi repentini dal caldo al freddo, oltre che gli abbracci e i baci per i tradizionali scambi di auguri, creano le condizioni migliori perché i virus influenzali e parainfluenzali si diffondano costringendoci a letto proprio durante le feste. Coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o tossisce e lavarsi spesso le mani sono abitudini di buon senso per limitare il contagio di sé e degli altri. Molto importante poi è non coprire troppo i bambini.
Le luci del Natale – a volte gli addobbi natalizi possono rappresentare un pericolo, se a portata di bimbo. Occorre prestare la massima attenzione a candele, fili elettrici, lucine, pesanti decorazioni quando i bimbi girano per casa. Importante inoltre spegnere sempre tutto durante la notte.

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No alla criminalizzazione dell’educazione sessuale in Polonia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Il PE chiede al Parlamento polacco di respingere la controversa proposta di legge. Nel testo, approvato con 471 voti favorevoli, 128 contrari e 57 astensioni, i deputati hanno condannato il progetto di legge polacco che intende criminalizzare l’educazione sessuale ai minori. In Polonia, l’iniziativa di emendare una legge contro la pedofilia minaccia gli insegnanti con una pena detentiva fino a tre anni e sono state avanzate proposte per aumentarla fino a cinque anni.Il Parlamento europeo ha condannato tali sviluppi in Polonia, volti a disinformare nonché stigmatizzare e vietare l’educazione sessuale. Ha poi invitato il Parlamento polacco ad astenersi dall’adottare il progetto di legge proposto, che può essere visto come un altro tentativo in Polonia di limitare i diritti sessuali e riproduttivi, come il diritto all’aborto. Proteggere i giovani dagli abusi attraverso una migliore educazione. Nella risoluzione si incoraggiano gli Stati membri a introdurre nelle scuole un’educazione sessuale e affettiva completa e adeguata all’età dei giovani. Inoltre, il Parlamento ha sottolineato come la mancanza di informazioni e di educazione in materia di sessualità metta a rischio la sicurezza e il benessere dei giovani, rendendoli più vulnerabili e meno preparati dinanzi allo sfruttamento sessuale, agli abusi e alla violenza, comprese la violenza domestica e forme di abuso online.Insegnare ai giovani relazioni basate sull’uguaglianza di genere, sul consenso e sul rispetto reciproco può essere il mezzo per prevenire e combattere gli stereotipi e la violenza di genere, l’omofobia e la transfobia. Riconoscendo l’importante ruolo svolto dalla società civile nella trasmissione dell’educazione sessuale, il Parlamento ha anche chiesto che siano messi a disposizione delle organizzazioni interessate dei finanziamenti adeguati a livello europeo, sia attraverso il programma Diritti e valori per il 2021-2027, sia attraverso altri progetti pilota.Infine, si invita il Consiglio ad affrontare le presunte violazioni dei diritti fondamentali in Polonia, nel contesto delle sue attuali audizioni sulla situazione nel Paese, conformemente all’articolo 7 del Trattato sull’Unione Europea.

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Spreco di cibo ed educazione alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

Ridurre gli sprechi di cibo è possibile attraverso l’educazione alimentare e un differente approccio all’agricoltura che privilegi i metodi di coltivazione ecosostenibili e le filiere corte – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha sollevato un problema diffuso che non riguarda solo l’Italia: le Nazioni Unite ricordano che nel mondo c’è cibo a sufficienza per sfamare tutti, ma più di 820 milioni di persone soffrono ancora la fame. Al tempo stesso, un terzo del cibo prodotto ogni anno viene buttato nella spazzatura senza nemmeno arrivare sulla tavola. Lo spreco di alimenti in Italia ammonta a 12 milioni di euro l’anno. Per ridurlo è indispensabile un’azione mirata di educazione rivolta ai consumatori finali, che parta dai bambini per arrivare fino ai genitori, principali responsabili delle scelte alimentari all’interno della famiglia – spiega Tiso. Esiste tuttavia un’altra faccia dello spreco alimentare, legato alle inefficienze nelle fasi di produzione, trasformazione e trasporto. Per ridurlo al minimo la risposta migliore sono l’agricoltura sostenibile, le filiere corte e le nuove tecnologie di gestione in grado di ottimizzare i processi produttivi. Oltre a garantire cibo sano, l’agroecologia permette infatti di abbattere sprechi e inefficienze lungo l’intero percorso che il cibo compie prima di arrivare sulla tavola.

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I benefici di un’educazione bilingue in età infantile secondo gli esperti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2019

Migliora l’attività cerebrale: diversi studi dimostrano come il bilinguismo abbia effetti positivi sul cervello dei bambini, che riesco ad adattarsi meglio all’ambiente circostante. Sviluppa le capacità di problem solving: l’abitudine a rapportarsi in due lingue permette alla mente dei più piccoli di affrontare senza timore i cambiamenti e cercare nuove soluzioni. Permette di apprendere in maniera più facile altre lingue: il bambino bilingue sviluppa naturalmente una conoscenza più approfondita della struttura linguistica. Favorisce l’attenzione e la concentrazione: l’educazione bilingue impone di esercitare continuamente un’attenzione selettiva, sviluppando ulteriormente la capacità di concentrazione.
Aumenta l’empatia: diversi studi hanno dimostrato come i bambini che parlano più lingue hanno una maggiore empatia e un rispetto verso le differenze altrui. Dà un boost alla carriera: arricchire il proprio curriculum con la lingua inglese è fondamentale per avere nuove opportunità lavorative.
Stimola la creatività: l’educazione bilingue stimola il pensiero creativo e la manualità del bambino.
Ma un’educazione bilingue viene vista ancora oggi in Italia con diffidenza a causa dei falsi miti creatisi nel corso degli anni. Uno dei più popolari riguarda la possibile confusione dei bambini nell’apprendimento di due lingue, smentito da numerosi studi che hanno dimostrato come il cervello sia per natura multilingue. E ancora, secondo alcuni apprendere due lingue richiede uno sforzo eccessivo, con una ricaduta sul piano dello sviluppo cognitivo. Mito sfatato da una ricerca della American Academy of Pediatrics, secondo cui i bambini sono dotati di una predisposizione innata per l’acquisizione del linguaggio. Ma non è tutto, perché è stato accertato da una ricerca pubblicata sul Washington Post che l’apprendimento simultaneo di due lingue non abbia alcuna controindicazione sulle condizioni psicologiche dei bambini e non produce effetti indesiderati.

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