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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘educazione’

No alla criminalizzazione dell’educazione sessuale in Polonia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Il PE chiede al Parlamento polacco di respingere la controversa proposta di legge. Nel testo, approvato con 471 voti favorevoli, 128 contrari e 57 astensioni, i deputati hanno condannato il progetto di legge polacco che intende criminalizzare l’educazione sessuale ai minori. In Polonia, l’iniziativa di emendare una legge contro la pedofilia minaccia gli insegnanti con una pena detentiva fino a tre anni e sono state avanzate proposte per aumentarla fino a cinque anni.Il Parlamento europeo ha condannato tali sviluppi in Polonia, volti a disinformare nonché stigmatizzare e vietare l’educazione sessuale. Ha poi invitato il Parlamento polacco ad astenersi dall’adottare il progetto di legge proposto, che può essere visto come un altro tentativo in Polonia di limitare i diritti sessuali e riproduttivi, come il diritto all’aborto. Proteggere i giovani dagli abusi attraverso una migliore educazione. Nella risoluzione si incoraggiano gli Stati membri a introdurre nelle scuole un’educazione sessuale e affettiva completa e adeguata all’età dei giovani. Inoltre, il Parlamento ha sottolineato come la mancanza di informazioni e di educazione in materia di sessualità metta a rischio la sicurezza e il benessere dei giovani, rendendoli più vulnerabili e meno preparati dinanzi allo sfruttamento sessuale, agli abusi e alla violenza, comprese la violenza domestica e forme di abuso online.Insegnare ai giovani relazioni basate sull’uguaglianza di genere, sul consenso e sul rispetto reciproco può essere il mezzo per prevenire e combattere gli stereotipi e la violenza di genere, l’omofobia e la transfobia. Riconoscendo l’importante ruolo svolto dalla società civile nella trasmissione dell’educazione sessuale, il Parlamento ha anche chiesto che siano messi a disposizione delle organizzazioni interessate dei finanziamenti adeguati a livello europeo, sia attraverso il programma Diritti e valori per il 2021-2027, sia attraverso altri progetti pilota.Infine, si invita il Consiglio ad affrontare le presunte violazioni dei diritti fondamentali in Polonia, nel contesto delle sue attuali audizioni sulla situazione nel Paese, conformemente all’articolo 7 del Trattato sull’Unione Europea.

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Spreco di cibo ed educazione alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

Ridurre gli sprechi di cibo è possibile attraverso l’educazione alimentare e un differente approccio all’agricoltura che privilegi i metodi di coltivazione ecosostenibili e le filiere corte – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha sollevato un problema diffuso che non riguarda solo l’Italia: le Nazioni Unite ricordano che nel mondo c’è cibo a sufficienza per sfamare tutti, ma più di 820 milioni di persone soffrono ancora la fame. Al tempo stesso, un terzo del cibo prodotto ogni anno viene buttato nella spazzatura senza nemmeno arrivare sulla tavola. Lo spreco di alimenti in Italia ammonta a 12 milioni di euro l’anno. Per ridurlo è indispensabile un’azione mirata di educazione rivolta ai consumatori finali, che parta dai bambini per arrivare fino ai genitori, principali responsabili delle scelte alimentari all’interno della famiglia – spiega Tiso. Esiste tuttavia un’altra faccia dello spreco alimentare, legato alle inefficienze nelle fasi di produzione, trasformazione e trasporto. Per ridurlo al minimo la risposta migliore sono l’agricoltura sostenibile, le filiere corte e le nuove tecnologie di gestione in grado di ottimizzare i processi produttivi. Oltre a garantire cibo sano, l’agroecologia permette infatti di abbattere sprechi e inefficienze lungo l’intero percorso che il cibo compie prima di arrivare sulla tavola.

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I benefici di un’educazione bilingue in età infantile secondo gli esperti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2019

Migliora l’attività cerebrale: diversi studi dimostrano come il bilinguismo abbia effetti positivi sul cervello dei bambini, che riesco ad adattarsi meglio all’ambiente circostante. Sviluppa le capacità di problem solving: l’abitudine a rapportarsi in due lingue permette alla mente dei più piccoli di affrontare senza timore i cambiamenti e cercare nuove soluzioni. Permette di apprendere in maniera più facile altre lingue: il bambino bilingue sviluppa naturalmente una conoscenza più approfondita della struttura linguistica. Favorisce l’attenzione e la concentrazione: l’educazione bilingue impone di esercitare continuamente un’attenzione selettiva, sviluppando ulteriormente la capacità di concentrazione.
Aumenta l’empatia: diversi studi hanno dimostrato come i bambini che parlano più lingue hanno una maggiore empatia e un rispetto verso le differenze altrui. Dà un boost alla carriera: arricchire il proprio curriculum con la lingua inglese è fondamentale per avere nuove opportunità lavorative.
Stimola la creatività: l’educazione bilingue stimola il pensiero creativo e la manualità del bambino.
Ma un’educazione bilingue viene vista ancora oggi in Italia con diffidenza a causa dei falsi miti creatisi nel corso degli anni. Uno dei più popolari riguarda la possibile confusione dei bambini nell’apprendimento di due lingue, smentito da numerosi studi che hanno dimostrato come il cervello sia per natura multilingue. E ancora, secondo alcuni apprendere due lingue richiede uno sforzo eccessivo, con una ricaduta sul piano dello sviluppo cognitivo. Mito sfatato da una ricerca della American Academy of Pediatrics, secondo cui i bambini sono dotati di una predisposizione innata per l’acquisizione del linguaggio. Ma non è tutto, perché è stato accertato da una ricerca pubblicata sul Washington Post che l’apprendimento simultaneo di due lingue non abbia alcuna controindicazione sulle condizioni psicologiche dei bambini e non produce effetti indesiderati.

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Investire nell’educazione dei giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

La CELI sostiene due progetti sociali per l’infanzia nel comune di Ercolano. Alimentazione sana, momenti di svago in compagnia, imparare le regole dello starbene insieme, di rispetto dell’altro e la possibilità di passare dei momenti spensierati in un ambiente sano e bello sono importanti per lo sviluppo di un bambino. Garantire queste esperienze però non è sempre facile, soprattutto in un territorio a rischio che presenta spiccate criticità sociali. La Chiesa Evangelica-Luterana in Italia, CELI, il 31 maggio ha sottoscritto una convenzione per il sostegno di due progetti sociali per l’infanzia nel comune di Ercolano da realizzare nell’anno scolastico 2019/20.A fine agosto partiranno 50 bambini di Ercolano, ancora da individuare tramite un bando, per un summercamp della durata di un minimo di sette giorni. Questo il primo progetto sociale con un budget di 24.400 euro. Il secondo progetto invece, di un valore di 28.800 euro, prevede di garantire durante tutto l’anno scolastico una prima colazione sana ed ecologica agli ottanta bambini iscritti alla scuola d’infanzia del Comune di Ercolano.
La convenzione è stata sottoscritta dalla vicepresidente del concistoro della CELI, Cordelia Vitiello e dal sindaco di Ercolano, l’avv. Ciro Bonajuto. “Questa iniziativa sostituisce il nostro pluridecennale impegno per la scuola Gesù di Nazareth a Torre del Greco, sostiene Cordelia Vitiello, e sono molto felice che abbiamo potuto individuare un progetto valido rimanendo nello stesso territorio e rimanendo sempre in ambito scolastico-educativo. Con la merenda ecologica, continua Vitiello, corrispondiamo inoltre all’impegno finale del nostro sinodo di aprile 2019, a favore della sostenibilità e dell’ecologia.” Questo progetto poi è solo uno di tre che verranno attualizzati sempre nella stessa area geografica.Il sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, ringrazia la CELI per queste due opportunità: “La prima di consentire ai ragazzi più disagiati di poter vivere un momento di svago.” Ercolano è un comune con un altissimo tasso di disoccupazione (giovanile) e con tante famiglie che vivono una situazione di grande disagio. “Lo snack ecologico nelle scuole d’infanzia poi ha un valore particolare in un ambiente sociale come Ercolano, l’educazione ad un‘alimentazione sana è un valore aggiunto. Passare una settimana di ferie in un ambiente sano è inoltre un fatto importante per la crescita di questi ragazzi, un investimento nel loro futuro.” Il sindaco ha tenuto molto a ringraziare Cordelia Vitiello e la CELI per aver scelto il comune di Ercolano e per la serietà con la quale hanno portato avanti questa iniziativa.La Chiesa Evangelica-Luterana in Italia, CELI, dal 1993, l’anno in cui ha sottoscritto l’Intesa con lo Stato Italiano, è riconosciuta come chiesa italiana e di conseguenza ha diritto ai fondi 8xmille. Tanti italiani anche senza essere membri esprimono anno per anno la loro fiducia alla chiesa luterana. L’impegno diaconale della CELI copre vasti ambiti, con un particolare riguardo all’infanzia e soprattutto anche là dove per vari motivi si presentano situazioni di disagio.

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EWORLD INDEX 2019. Bambine, bambini, adolescenti e donne: educazione e conflitti

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Roma il 9 aprile 2019 dalle ore 11.00 alle ore 13.30 presso la Sala A. Moro, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Piazzale della Farnesina 1, ingresso centrale.Il WeWorld Index 2019 mette a fuoco il forte nesso tra i diritti dei bambini, delle bambine e le parità di genere. Il progresso di un Paese è misurato nella serie dei WeWorld Index attraverso indicatori economici e sociali che analizzano le condizioni di vita dei soggetti più a rischio di esclusione: l’approfondimento è dedicato ai conflitti, la principale barriera in molti Paesi interessati da crisi per l’accesso all’educazione di qualità.

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Lazio: educazione e formazione alla sostenibilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

WWF Italia e Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio (USR Lazio) hanno siglato oggi un protocollo d’intesa per l’educazione e la formazione alla sostenibilità nelle scuole della regione. Al primo punto della collaborazione (che prevede tra l’altro la formazione dei docenti, la promozione di progetti innovativi) vi è la promozione di attività volte alla diffusione della conoscenza della biodiversità urbana da parte delle scuole del Lazio. I servizi forniti dalla natura nelle città sono cruciali per il benessere di coloro che vi vivono, per la sostenibilità stessa delle comunità urbane e per il futuro dell’intero Pianeta. Il verde scolastico è una parte importante del sistema del verde urbano: solo per fare un esempio, sommando le superfici dei giardini scolastici delle scuole di Roma si arriva a un totale di 80,8 ettari, l’equivalente di Villa Borghese.
WWF Italia e l’Ufficio Scolastico Regionale propongono alle oltre 4.000 scuole di ogni ordine e grado del Lazio, di individuare un’azione per aumentare la biodiversità urbana e favorire la presenza di natura in città. Partecipando con i loro progetti al contest Urban Nature “L’impegno delle Scuole per la Natura delle nostre Città”, che vedrà anche la collaborazione del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, gli istituti scolastici potranno essere aiutati a realizzare il loro sogno e a vederlo valorizzato.
“Gli istituti di ogni ordine e grado della regione Lazio sono già esempio di eccellenza per le buone pratiche nel campo dell’educazione per l’ambiente e per la sostenibilità. Sono infatti molti gli esempi che dimostrano la capacità di progettare, di fare rete con le istituzioni, con il mondo della ricerca, con le associazioni del privato sociale per prendersi cura in modo concreto del bene comune e della propria collettività”, sostiene il Direttore Generale dell’USR Lazio Gildo De Angelis, alla firma del Protocollo triennale siglato nella sede Nazionale del WWF Italia a Roma.La formazione dei docenti è parte integrante dell’iniziativa e prevede, a partire da mercoledì 13 febbraio nella sede WWF di Roma, il primo seminario di formazione per insegnanti al quale seguiranno gli altri incontri in tutta Italia.

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Arriva Education to Export

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

SACE SIMEST, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, lancia Education to Export (E2E), il nuovo programma sviluppato con l’obiettivo di avvicinare le PMI ai mercati esteri e rafforzare la preparazione di quante già vi operano attraverso percorsi formativi digitali e in aula.Cuore di questo programma formativo, unico nel suo genere, è il portale e2e.sacesimest.it, piattaforma digitale dove le imprese possono accedere gratuitamente ad analisi, articoli, tutorial e testimonianze utili per muoversi nel mondo dell’export, attingendo a ben quattro percorsi online, pensati in funzione delle diverse esigenze e dei diversi gradi di proiezione internazionale delle aziende utenti – da chi deve muovere i primi passi a chi, già internazionalizzato, è pronto ad espandersi.“L’export è il grande motore di crescita dell’economia italiana e possiamo crescere ancora anche nell’export se riusciamo ad aiutare un numero sempre più importante soprattutto di PMI ad esportare in modo continuativo in un numero diversificato di mercati – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE –. Education to Export è dedicato soprattutto a loro, con l’obiettivo di mettere a disposizione in modo semplice e accessibile l’esperienza maturata da SACE SIMEST in quarant’anni di attività per orientarsi tra rischi, opportunità e soluzioni e fare dell’export una strategia aziendale vincente e di lungo periodo”.Education to Export non è solo digitale. Il programma offre anche diverse iniziative di formazione in aula, organizzate in partnership con altre importanti realtà del Sistema Paese. Ne sono un esempio i recenti incontri “Generation to Generation”, realizzati con Ortygia Business School e ICE-Agenzia dedicati alle aziende familiari del Mezzogiorno, e gli incontri “Export 360°”, realizzati a Salerno e Bologna in partnership con ICE-Agenzia e le sedi territoriali di Confindustria. Gli incontri in aula hanno già visto la partecipazione di oltre 150 imprese.

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“Ora di Futuro”:un progetto di educazione per i bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Lombardia, ha presentato a Milano presso la Fondazione Feltrinelli, “Ora di Futuro”, il progetto di educazione per i bambini da 0 a 11 anni che coinvolge insegnanti, famiglie, scuole primarie e reti non profit in tutta Italia.“Ora di Futuro” sostiene iniziative per le famiglie in difficoltà con bambini da 0 a 6 anni incentrate sull’educazione alla genitorialità, grazie alla collaborazione con le tre Onlus L’Albero della Vita, Mission Bambini e il Centro per la Salute del Bambino, scelte dai dipendenti di Generali Country Italia.Per il primo anno il progetto punta a coinvolgere oltre 30.000 bambini con l’adesione di almeno 1.500 classi e l’attivazione di 11 centri per “Ora di Futuro” su tutto il territorio nazionale.“Ora di Futuro” avrà anche il contributo di tutti i dipendenti di Generali Country Italia – Generali Italia, Alleanza, Genertel, Generali Welion, Generali Jeniot, Genagricola, DAS – con 10.000 ore di volontariato di impresa e 10.000 viaggi solidali.Con “Ora di Futuro” Generali si unisce in Italia a The Human Safety Net, l’iniziativa globale del Gruppo Generali a favore delle comunità, già attiva in 18 paesi in cui opera il Gruppo.Nella scuola primaria: una didattica innovativa per imparare a fare scelte responsabili e sviluppare nuove competenze “Ora di Futuro” nelle scuole primarie prevede un percorso didattico innovativo e digitale pensato per coinvolgere i bambini attraverso gioco, esperienza e cooperazione, insieme agli insegnanti e con i genitori.Il programma parte con l’anno scolastico 2018-2019 e si articola su tre anni (3°, 4°, 5° elementare) prevedendo un’ “Ora di Futuro” a settimana per ciascuna classe.
Gli alunni vivranno un’avventura virtuale sull’isola tropicale di Mauaga. Un sito dinamico e interattivo supporterà le lezioni e guiderà l’esperienza rendendola coinvolgente attraverso “sfide” alle quali i bambini dovranno trovare soluzioni, imparando anche a lavorare in gruppo. Attraverso un Avatar i bambini prenderanno consapevolezza del proprio ruolo, essenziale per il raggiungimento di un risultato di squadra.“Ora di Futuro” sostiene iniziative per le famiglie in difficoltà con bambini da 0 a 6 anni incentrate sull’educazione alla genitorialità.Quella da 0 a 6 anni è una fase molto delicata della vita: a questa età, si pongono, infatti, le basi per lo sviluppo ed il benessere nel futuro della persona. Da 0 a 3 anni si forma l’80% del cervello e le connessioni neuronali possono aumentare ad una velocità non più raggiungibile nel corso della vita.
Mission Bambini nei 5 centri per “Ora di Futuro” a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli, offre laboratori interattivi, corsi di formazione per i genitori e consulenze individuali di accompagnamento per migliorare le relazioni tra genitori e bambini, e per rafforzare le competenze genitoriali.Centro per la Salute del Bambino in Un Villaggio per crescere per “Ora di futuro” a Trieste propone laboratori interattivi genitori/figli per promuovere la relazione famigliare e favorire lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei bambini tra 0 e 6 anni, in un’ottica di integrazione con i servizi sanitariGià da Novembre sono operativi 11 centri per “Ora di Futuro” in tutta Italia nelle città di Bologna, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Trieste, Torino.

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Due incontri sul tema In difesa del futuro: L’educazione come sfida

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Parma Martedì 27 e mercoledì 28 marzo il Palazzo del Governatore (Piazza Garibaldi) ospiterà due incontri sul tema In difesa del futuro. L’educazione come sfida. L’evento è organizzato con il patrocinio del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma in collaborazione con il Servizio Biblioteche del Comune di Parma.
Martedì 27 marzo, ore 21: Riprendiamoci i nostri figli Enrico Franco dialogherà con Antonio Polito (vicedirettore del Corriere della Sera), autore dell’omonimo volume edito da Marsilio.Nel mondo di oggi, che mette in discussione ogni forma di autorità, la sfida educativa dei genitori diventa sempre più complicata. Se il conflitto tra generazioni non è certamente una novità, quello che sta accadendo è però qualcosa di diverso, di molto più serio: una vera e propria interruzione del tradizionale passaggio di valori dai padri ai figli. Diventato padre in due momenti diversi e distanti della sua vita, Antonio Polito entra nel vivo di una battaglia culturale volta a smascherare i nemici dei genitori.
Mercoledì 28 marzo, ore 17: La scuola nuova: il liceo classico Incontro con Michele Napolitano (Università di Bologna), autore de Il liceo classico: qualche idea per il futuro (Salerno Editrice), e Federico Condello (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), autore de La scuola giusta. In difesa del Liceo Classico (Mondadori Editore). Modera Massimo Magnani (Università di Parma).Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una ripresa del plurisecolare dibattito sul Liceo Classico. Federico Condello e Michele Napolitano sono tra le voci più autorevoli e intelligenti che si siano espresse su di una questione che non riguarda solo gli ‘addetti ai lavori’ (insegnanti, studenti e relative famiglie), ma che è molto più ampia e che coinvolge le sorti, non sempre ‘magnifiche e progressive’, dell’istruzione in Italia.Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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Il diritto fondamentale all’educazione e all’insegnamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Roma 12 e 13 marzo 2018 (ore 8:45, Aula Magna “Giovanni Paolo II”) sul tema Il Diritto all’educazione e all’insegnamento Convegno di studi promosso dalla Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università della Santa Croce.
L’educazione come diritto fondamentale della persona umana, l’autonomia dei centri di insegnamento così come tutelata dalla giurisprudenza europea, i sistemi di finanziamento delle scuole nei principali Stati europei, l’educazione alla cittadinanza come possibile risposta al multiculturalismo, il ruolo educativo dei genitori, l’homeschooling e le sfide poste dalla teoria del gender.
L’iniziativa si rifà al diritto della Chiesa di trasmettere la dottrina cattolica e i valori umani fondati sulla legge naturale attraverso la fondazione e la direzione di scuole di qualsiasi disciplina, genere e grado – spiegano gli organizzatori. Per questo, sarà dato spazio anche ai principi del Magistero ecclesiastico sull’educazione e al legame esistente tra diritto canonico ed ecclesiastico, con uno sguardo al diritto fondamentale allo studio e alla ricerca che spetta ai fedeli nell’ambito delle scienze ecclesiastiche.
Ad aprire i lavori sarà il Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, mons. Angelo Vincenzo Zani. Tra i relatori, Jorge Otaduy (Universidad de Navarra), Alfred Fernández (Direttore di Oidel, Ginevra), Vincenzo Turchi (Università del Salento), Paolo Cavana (Lumsa), Emmanuel Tawil (Università di Paris II Panthéon-Assas), Alessandro Ferrari (Università degli Studi dell’Insubria), Paolo Asolan (Università Lateranense) e i docenti della Santa Croce Stefan Mückl, Jean-Pierre Schouppe e José Tomás Martín de Agar.Le sessioni pomeridiane saranno moderate dal Prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gäenswein e dal prof. Carlo Cardia, dell’Università Roma Tre. Previste anche tre tavole rotonde.Il Convegno è accreditato dal Ministero dell’Istruzione come attività di formazione per docenti e personale scolastico.

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Educazione finanziaria: parole vuote o strumento concreto?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

firenzeFirenze. Si è svolto giorni fa un convegno presso la sede della Banca d’Italia a Firenze sull’Educazione Finanziaria. Sono state presentate le iniziative che ha preso e prenderà la Banca d’Italia per favorire l’educazione finanziaria dei cittadini. In particolare è stato presentato il libro “Risparmio alla pari” frutto della collaborazione fra “il Corriere della Sera” e la Banca d’Italia ed i video fatti in collaborazione con il giornalista e storico Paolo Mieli per la serie “Economia e Finanza: non è mai troppo tardi” dedicati all’educazione finanziaria per gli adulti.
Il libro è fatto molto bene, partendo dalle decisioni dell’Arbitro Bancario e Finanziario fornisce in modo molto accessibile alcuni concetti fondamentali per fare scelte consapevoli in materia prevalentemente bancaria (c’è anche qualche accenno agli aspetti legati agli investimenti finanziari, ma sono marginali). Sarebbe molto utile che questi contenuti fossero messi a disposizione in un sito accessibile a tutti, visto che tra poco il libro sarà difficile da trovare.
I video, francamente, sono molto poco utili, noiosi, ingessati, con contenuti decisamente scontati, ma sopratutto poco attraenti. Molto più interessante, invece, il progetto di Orizzonti TV che è una Web TV interamente dedicata all’educazione finanziaria.
Come in tutti i convegni dedicati a questo tema, per l’ennesima volta, è stata presentata la slide che dimostra come più della metà degli italiani non sia in grado di rispondere ad una banalissima domanda sull’interesse semplice, e molti meno non sono in grado di rispondere alla domanda sull’interesse composto. A livello internazionale le competenze in tema finanziario sono indagate con un piccolissimo gruppo di domande estremamente banali. Le competenze necessarie per rispondere correttamente a queste domande (e quindi passare il test) sono largamente insufficienti a fare scelte d’investimento consapevoli. Eppure la maggioranza delle persone non supera neppure questi test.
Ancora una volta, per l’ennesima volta, ho toccato con mano che non è stato sottolineato con la necessaria forza un aspetto centrale dal quale è indispensabile partire se vogliamo seriamente parlare di educazione finanziaria: nel mondo, ed in particolare in Italia, esiste un analfabetismo funzionale che è impressionante. Circa la metà degli italiani non è in grado di leggere un testo di media complessità e comprenderlo! Questo è un dato di fatto che non si può ignorare.
E’ assolutamente velleitario pensare di fare educazione finanziaria a queste persone. Prima sarebbe necessario fare una educazione culturale di base e poi si potrebbe sperare di poter fare educazione finanziaria a questi soggetti. Queste persone sono irrecuperabili dal punto di vista della formazione finanziaria, dobbiamo pensare a strumenti di tutela anche per loro – compresi alcuni aspetti di formazione – che non abbiano lo scopo d’insegnargli l’interesse composto (che non saranno mai in grado di capire, se prima non hanno gli strumenti culturali di base ed anche quando mai lo comprendessero non gli servirebbe a nulla), ma di evitare concretamente che le banche usino la loro ignoranza per ingrassare i loro bilanci! E qui veniamo al cuore del discorso. Se non vogliamo nasconderci dietro un muro di belle parole su come sia importante che le persone abbiano alcune nozioni di base sull’economia e la finanza, dovremmo affrontare il vero nodo che sta alla base della mancata, sostanziale, tutela degli interessi dei risparmiatori. Il risparmio non è tutelato per uno specifico, facilmente identificabile, errore di fondo delle norme che dovrebbero farlo.
Queste norme, infatti, pongono il principale presidio operativo di tutela degli interessi dei risparmiatori nelle mani dei soggetti che hanno un preciso, legittimo, interesse economico a fare esattamente il contrario. Ad oggi – infatti – la tutela del risparmio è legislativamente affidata alle norme di diligenza, correttezza e trasparenza degli intermediari finanziari (banche, società di gestione del risparmio, ecc.). Le banche avrebbero l’obbligo di operare “nell’interesse del cliente”. Il punto è che nella maggioranza dei casi, l’interesse del cliente corrisponde alla diminuzione dei guadagni della banca. La banca non è un’opera pia. Lo scopo (legittimo) della banca è quello di fare utili per remunerare gli azionisti e tutta la struttura. Non c’è norma che possa fare in modo che qualcuno vada contro il suo principale obiettivo per il quale esiste. La norma può (e deve!) chiedere ad un soggetto economico di essere corretto, diligente e trasparente, ma non di indurre il proprio cliente a comprare il prodotto più conveniente per lui e meno conveniente per la banca. Questo è utopico, non accadrà mai.
Abbiamo già visto (con la normativa in essere) che semplicemente non funziona. La finanza è un tema enormemente complesso. E’ sicuramente auspicabile che sempre più persone acquisiscano più competenze in materia, ma non possiamo pensare che questo sia uno strumento concreto di tutela degli investitori. La tutela degli investitori deve essere affidata a figure professionali specifiche e indipendenti dagli intermediari finanziari, esattamente come accade nel mondo della medicina. A nessun cittadino è chiesto di fare formazione medica e neppure è chiesto alla case farmaceutiche di consigliare ai cittadini quando prendere i loro farmaci e quando, invece, è più opportuno semplicemente riposare, mangiare meglio, ecc. La salute dei cittadini è affidata a tutto un sistema (più o meno efficace, ci sarebbe tanto da discutere) che è indipendente dai produttori di farmaci. Senza alcun dubbio l’educazione alla salute sarebbe ancora più utile dell’educazione finanziaria, ma a nessuno viene in mente di mettere in piedi tutto quello che si sta mettendo in piedi sull’educazione finanziaria. Questo semplicemente perché – fortunatamente! – esistono i medici: liberi professionisti che mediano la complessità del mondo della medica e la traducono per i clienti che non ne sanno nulla. Il problema di fondo della finanza è che si chiede ai cittadini di comprendere cose che sono strutturalmente al di fuori delle loro possibilità. Anche qualora tutti i programmi di educazione finanziaria raggiungessero il massimo dei loro obiettivi ragionevolmente perseguibili, non si avrebbe nessun apprezzabile risultato di tutela contro le pratiche commerciali scorrette. Le competenze richieste per fare scelte realmente razionali nel mondo degli investimenti finanziari sono molto più elevate delle semplici nozioni sull’interesse composto e la diversificazione. Ben venga che i cittadini comprendano questi concetti, ma anche quando li abbiano compresi, non sarebbero comunque in grado di aggirare le trappole che le banche quotidianamente gli sottopongono con i prodotti di risparmio gestito. Ciò che dobbiamo, finalmente, comprendere è che il mondo finanziario è talmente complesso che il singolo cittadino non può più essere lasciato solo alla mercé degli intermediari finanziari. E’ come se oggi lasciassimo che la salute dei cittadini dipendesse dalla “correttezza, trasparenza e diligenza” delle grandi case farmaceutiche e si chiedesse che i cittadini vadano dagli agenti di commercio delle case farmaceutiche a farsi dire come far passare il dolore… Formalmente si può fare, sostanzialmente si ha la certezza che i cittadini ingollerebbero almeno una decina di piccole al giorno, di media… Questo è quello che accade oggi nel mondo della finanza. Ciò che serve – concretamente – è la netta separazione della funzione di consulenza rispetto a quella di vendita. Non si deve affidare alle banche il compito di fare gli interessi dei clienti. Le banche, ovviamente, devono essere corrette e trasparenti, ma non deve essere loro il compito di tutelare gli interessi dei clienti. Deve essere chiaro ai clienti che le banche non fanno VERA consulenza. La “consulenza” che fanno è un’attività di vendita (più o meno corretta, dipende dalle persone, ma non è mai VERA consulenza). Le norme dovrebbero prevedere e favorire la formazione di una figura professionale separata a tutti gli effetti dall’intermediario finanziario (figura che già oggi esiste, ma è accessibile solo ad una irrilevante quota d’investitori, in genere molto facoltosi) al quale ogni investitore dovrebbe rivolgersi per tutte le sue questioni di economia e finanza. Così come esiste il medico di famiglia, dovrebbe esistere una sorta di “economista di famiglia”
che ha il compito di mantenere in salute il bilancio familiare.
Il giorno in cui la consulenza in materia finanziaria non sarà affidata alle stesse banche che hanno interessi opposti a quelli di coloro che dovrebbero consigliare, allora si potrà parlare seriamente di educazione finanziaria.Ad oggi, la sensazione che siano solo belle parale, francamente, è troppo forte!
(Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Mostra di libri ‘Famiglie, educazione e benessere’

Posted by fidest press agency su martedì, 23 Mag 2017

libriRoma Fino al 23 Giugno 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione
Via Milazzo 11. Esposizione di libri con bibliografia in occasione della Giornata Internazionale delle famiglie La pluralità dei tipi di famiglia è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite che hanno istituito nel 1993 la Giornata mondiale dedicata, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza a livello globale dei processi sociali, economici e demografici che coinvolgono le famiglie nel mondo. Quest’anno il tema della Giornata si concentra sul ruolo e le politiche di sostegno alla famiglia per promuovere l’educazione dalla prima infanzia, le opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, e il benessere complessivo dei membri, a prescindere dall’età, dal numero, dal genere, dal grado di parentela e dalla specie dei suoi componenti.
Si mette in evidenza anche l’importanza del contributo della cultura e delle competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, attraverso l’istruzione e lo stile di vita, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura della pace e della non violenza, la cittadinanza e l’apprezzamento della diversità culturale. http://www.sba.uniroma3.it

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Mostra di libri ‘Famiglie, educazione e benessere’

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 Mag 2017

Onu palaceRoma Lunedì 15 Maggio 2017, ore 9:00 / 23 Giugno 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 b. Esposizione di libri con bibliografia in occasione della Giornata Internazionale delle famiglie – 15 maggio 2017, della Biblioteca di Scienze della Formazione dal 15 maggio al 23 giugno 2017. La pluralità dei tipi di famiglia è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite che hanno istituito nel 1993 la Giornata mondiale dedicata, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza a livello globale dei processi sociali, economici e demografici che coinvolgono le famiglie nel mondo. Quest’anno il tema della Giornata si concentra sul ruolo e le politiche di sostegno alla famiglia per promuovere l’educazione dalla prima infanzia, le opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, e il benessere complessivo dei membri, a prescindere dall’età, dal numero, dal genere, dal grado di parentela e dalla specie dei suoi componenti. Si mette in evidenza anche l’importanza del contributo della cultura e delle competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, attraverso l’istruzione e lo stile di vita, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura della pace e della non violenza, la cittadinanza e l’apprezzamento della diversità culturale.

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Educazione degli adulti oggi: dall’Agenda 2030 alle ricerche Ocse-Piaac

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 aprile 2017

Roma Lunedì 10 Aprile 2017, ore 11:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Polo Principe d’Amedeo, Aula 2 Via Principe d’Amedeo, 186. In occasione della venuta di Marcella Milana dell’Università degli Studi di Verona in qualità di Visiting Professor, lunedì 10 aprile 2017 – dalle ore 11 alle ore 14 – si terrà il seminario di studi dal titolo Educazione degli adulti oggi: dall’Agenda 2030 alle ricerche Ocse-Piaac presso l’Aula 2 del Polo Didattico del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, via Principe d’Amedeo 186. http://www.ceforc.eu

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Esperti discutono sulle sfide nel mondo dell’educazione alla Teaching and Learning Conference 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

BlackboardMilano. La conferenza, che si terrà presso l’Università Bocconi, sarà preceduta, il 21 marzo, dal Corporate Education Forum, una giornata-evento, sempre organizzata da Blackboard e dedicata ai dirigenti aziendali e ai professionisti delle Risorse Umane e della formazione professionale.
La Teaching and Learning Conference è il principale evento di Blackboard in Europa. Educatori ed esperti provenienti da oltre 20 paesi discuteranno, insieme ai responsabili della società, di come offrire le migliori opportunità di apprendimento agli studenti. I delegati avranno inoltre la possibilità di partecipare a più di 60 presentazioni, workshop e momenti di formazione, condividere le proprie esperienze e best practice e creare relazioni con esponenti di altri paesi.
Quest’anno i saluti di benvenuto e i principali interventi saranno tenuti da:
Bruno Pavesi, Consigliere Delegato dell’Università Bocconi
Roberta Cocco Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici del Comune di Milano
Eric Stoller, Consulente di strategie e comunicazione per l’educazione universitaria e blogger di InsideHigherEd.com
Dr. William (Bill) Ballhaus, Presidente e Amministratore Delegato di Blackboard
Lee Blakemore, Presidente di Blackboard International
Venerdì 24 marzo, il Prof. Leonardo Caporarello, Direttore di BETA (Bocconi Education and Teaching Alliance) presso l’Università Bocconi, sarà moderatore di una discussione dedicata alle tecnologie per l’apprendimento nell’ambito dell’educazione permanente.
Il Corporate Education Forum, sponsorizzato in esclusiva da IBM, è focalizzato sul training aziendale e sul ruolo chiave che la tecnologia gioca nell’aiutare le aziende e i dipendenti a raggiungere i propri obiettivi di formazione. Più di 100 rappresentanti provenienti da diversi settori industriali si confronteranno sulle ultime novità riguardanti la creazione e la realizzazione di programmi di apprendimento efficaci e misurabili, con esempi pratici di aziende di fama Computer Labmondiale.I principali interventi saranno tenuti da:
Nigel Jeremy, Chief Learning Officer di British Airways
Federico Botti, Head of Mobility, Europe di IBM
James Cook, Global Partner, Workforce Development di IBM
James Hoyle, Director, Go English SL, English Language Training Professional
Sabrina Castellan, Direttore Training Recruiting and Development presso Gruppo Bosch Italia
Lee Blakemore, Presidente di Blackboard International,
Tom Holz, Senior Director di Blackboard for Business International
La mission di Blackboard è quella di collaborare con la comunità globale della didattica e della formazione per consentire agli studenti, ai docenti, agli istituti scolastici, alle università e alle aziende di raggiungere i propri obiettivi educativi, sfruttando le tecnologie e i servizi di eLearning più innovativi e avanzati. Forte di una conoscenza ineguagliata del mondo dello studente e grazie alle le soluzioni più complete del mercato e a una grande capacità di innovazione, Blackboard è il partner ideale per supportare scuole, università e aziende nei processi di cambiamento in atto nel settore dell’educazione.(foto: Blackboard)

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Siria: tre milioni di bambini non hanno accesso alle scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2015

siriani sfollatiSono tre milioni i bambini che in Siria non hanno la possibilità di andare a scuola. Negli ultimi quattro anni di conflitto, il tasso di iscrizioni all’educazione di base è crollato da quasi il 100% al circa il 50%. In alcune aree come quella di Aleppo solo il 6% di bambini hanno accesso all’istruzione. Nel solo 2014 la metà dei bambini rifugiati non ha ricevuto alcuna forma di educazione. Questa la denuncia di Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini e tutelarne i diritti, nel giorno in cui a Kuwait City si apre la Terza Conferenza dei Donatori per la Siria.
“È fondamentale incrementare il sostegno ai programmi educativi in Siria e renderli più flessibili, in un contesto in continuo cambiamento, investendo non soltanto su progetti che abbiano come focus le strutture e i materiali scolastici, ma anche sulla formazione e il sostegno per gli insegnanti. Ad oggi manca il 50% delle risorse economiche necessarie per finanziare i programmi di educazione”, spiega Roger Hearn, Direttore della regione Medio Oriente di Save the Children, presente alla Conferenza Kuwait III.
La Siria ha perso infatti almeno il 22% degli insegnanti che aveva prima dell’inizio del conflitto, centinaia sono morti e migliaia sono scappati dal Paese. Almeno un quarto delle scuole sono state danneggiate o distrutte e circa tre milioni di bambini siriani non possono frequentare le lezioni. L’ultimo rapporto di Save the Children dal titolo The cost of war, stima siano necessari 3,2 miliardi di dollari per recuperare le strutture scolastiche danneggiate, distrutte o occupate e provvedere alla formazione di nuovi insegnanti.
Per molti bambini rifugiati siriani l’educazione a tempo pieno è un lusso: la maggior parte dei bambini in età scolare non ricevono alcuna forma di educazione e solo 340mila sono coinvolti in programmi di educazione informale. In alcune aree, come il Libano, la situazione è ancora peggiore, dove il 78% dei bambini siriani rifugiati sono fuori dalla scuola. “Anche coloro che hanno accesso a qualche forma di educazione, lo fanno in forma limitata e insufficiente, a causa delle barriere linguistiche, del sovraffollamento e della discriminazione ai danni dei bambini siriani rifugiati”, spiega Roger Hearn. “A questo si aggiunge che le famiglie rifugiate che hanno perso ogni cosa, sono spesso costrette a dover mandare i propri figli a lavorare o a far contrarre dei matrimoni precoci, con la conseguenza di tenerli lontani dalla scuola, senza alcuna possibilità che vi facciano ritorno”.
L’ultimo rapporto dell’Organizzazione sottolinea inoltre l’importanza di guardare all’impatto sul medio e lungo termine che l’impossibilità di riportare a scuola i bambini potrebbe avere sull’economia del paese. La “generazione perduta” dei bambini siriani che non potranno andare a scuola potrebbe potenzialmente costare all’economia del paese una perdita che potrebbe aggirarsi intorno al 5,4% del Pil, circa 2,18 miliardi di dollari all’anno. “È fondamentale che in occasione della Conferenza dei donatori venga data priorità all’educazione, come una componente chiave della risposta alla crisi in Siria”, continua Roger Hearn.
“L’educazione può trasformare il futuro dei bambini in Siria, oltre a contribuire alla crescita economica e alla stabilità sia nel Paese che nella regione. Consentire loro di avere le competenze scolastiche è fondamentale per proteggerli, rendendoli meno vulnerabili al reclutamento nei gruppi armati, ai matrimoni precoci e allo sfruttamento”, conclude Roger Hearn. “Senza ingenti investimenti da parte della comunità internazionale e un supporto all’istruzione, le prospettive di una generazione di bambini siriani e la possibilità dell’intera Siria di guardare ad un futuro prospero e pacifico, sono sconfortanti”.

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“Qualità in nutrizione, valore in salute”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

martinaL’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Istituto Danone Italia in occasione dei suoi 23 anni, il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina – impossibilitato ad intervenire personalmente per impegni istituzionali – esprime il suo apprezzamento nei confronti dell’iniziativa: “Diffondere la cultura dell’alimentazione, incoraggiare e stimolare il consumo di prodotti sicuri e di qualità, è fondamentale per la tutela della salute, anche e soprattutto dei nostri giovani. In vista dell’Expo 2015, che pone al centro della discussione globale il tema della sicurezza alimentare, abbiamo deciso di lavorare concretamente con il Ministero dell’Istruzione per un’eredità culturale dell’evento di Milano. Con il Ministro Giannini, infatti, abbiamo avviato un progetto per introdurre in tutte le scuole un’ora di educazione proprio sull’alimentazione. Dobbiamo fare in modo che si apprenda fin da piccoli il valore e il significato di quanto è sulle nostre tavole ogni giorno perché questo vuol dire anche prevenire fenomeni purtroppo sempre più problematici come i disturbi alimentari e gli sprechi di cibo”. Conclude il Ministro Martina: “Sensibilizzare i cittadini, coinvolgere l’opinione pubblica e confrontarsi sul tema della corretta alimentazione, su quello della qualità e della tracciabilità dei prodotti, è strategico. Per questo motivo ritengo che iniziative come quella promossa dalla Fondazione Istituto Danone Italia siano di grande aiuto. Il contributo che la Fondazione può offrire, infatti, è rilevante non solo per la comunicazione, ma anche per le iniziative concrete che possono uscire da questo dibattito.”

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Farmaci per bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 luglio 2014

giuseppe di 0mauro“La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale è dalla parte dei bambini e delle loro famiglie e per questo si schiera con quanti vogliono curare in modo consapevole, serio ed appropriato attraverso l’uso di medicine adatte e specifiche. I pediatri, anche quelli ambulatoriali, sono pronti, con la dovuta preparazione, a partecipare a studi e ricerche mirate sull’uso dei farmaci nei bambini”. E’ quanto dichiara in una nota il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS. “La recente iniziativa dell’AIFA – aggiunge Di Mauro – ci trova assolutamente d’accordo: non possiamo che essere favorevoli a curare con più accuratezza i bambini. È vero: spesso, nel 50% dei casi, ai piccoli vengono somministrati farmaci non testati esplicitamente nell’infanzia e alcune volte al di fuori dalle indicazioni ufficiali. Ma questo avviene non perché i pediatri sbaglino, ma semplicemente perché non esistono studi specifici di efficacia o di tolleranza eseguiti in età pediatrica: diventa allora più semplice usare dosi inferiori rispetto agli adulti, senza considerare che un bambino non è un adulto in miniatura ma una persona che ha un metabolismo diverso dall’adulto e con un assorbimento del farmaco differenziato. Allora ben vengano studi seri, accreditati ed eseguiti in modo corretto sui bambini”. “La parola sperimentazione – sottolinea il Dott. Leo Venturelli, pediatra di famiglia di Bergamo e Responsabile dell’educazione alla salute e dell’informazione della SIPPS – indubbiamente crea apprensione nei genitori, ma bisogna considerare che non verrebbe eseguita su nuovi farmaci, ma su quelli impropriamente usati in età pediatrica: in pratica, si cercherebbe di trovare un “profilo” pediatrico alle medicine, evitando anche un altro serio problema, le reazioni avverse che spesso intervengono durante la cura”.

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Educazione finanziaria, la Bcc apre ai giovanissimi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Il Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate allarga la base sociale per costruire una generazione consapevole e responsabile capace di crescere con il territorio Occorre ritornare ai valori tradizionali. Occorre ripartire dai giovani. «Vogliamo coinvolgere i giovanissimi allargando la nostra base sociale per creare una generazione più consapevole che però non rinunci ai valori tradizionali». Questa la risposta della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate davanti all’esigenza di educazione finanziaria emersa oggi nella tavola rotonda “Conosci il tuo nemico (?). Perché è importante acquisire elementi di conoscenza della finanza” organizzata a Varese dalla Fondazione Giovanni Valcavi per l’Università dell’Insubria, in collaborazione con la Facoltà e il Dipartimento di Economia dell’ateneo varesino. Facendo proprio lo spirito dell’incontro, il direttore generale della Bcc, Luca Barni, ha ribadito la necessità di guardare alle nuove generazioni per costruire il futuro. «Le ultime indagini fatte dalla Fondazione Rosselli con il contributo del consorzio Patti Chiari hanno rilevato un disinteresse diffuso e una mancanza di conoscenza quando si parla di finanza. Per esempio, solo un giovane su due, tra i 18 e i 20 anni, sa cos’è un’obbligazione», ha ricordato Barni. «L’educazione finanziaria è oggi una scelta necessaria della quale tutti potrebbero beneficiare, istituzioni, banche e soprattutto consumatori». Tre i punti: «Esiste infatti una forte asimmetria informativa tra chi propone prodotti finanziari e chi li sottoscrive. La conoscenza porterebbe non solo ad una maggior consapevolezza, ma anche ad un calo dei contenziosi, quindi una diminuzione delle spese legali». In secondo luogo, il tema pensione. «Le riforme dei sistemi pensionistici hanno spostato i rischi dal pubblico al privato: serve quindi capire e conoscere per pianificare già oggi il proprio futuro, soprattutto per i giovani», ha continuato Barni. Terzo, la capacità di valutazione delle spese. «Tendenzialmente i giovani hanno una scarsa capacità nel comprendere che una scelta non programmata, determinata in cinque minuti nel momento in cui si solleva il bisogno, può condizionarli per molto tempo. E, in una società dove la finanza è totalmente pervasiva, occorre avere cognizione delle scelte».Operare sempre tenendo ben presente il futuro è tornare ai valori tradizionali. «Grazie alla sua propensione al risparmio, la famiglia media italiana è oggi il principale ammortizzatore sociale; un ruolo importante soprattutto in questo momento di crisi. Purtroppo rileviamo che il comportamento si sta spostando verso il modello anglosassone tendente più al consumo», ha proseguito il direttore generale. Dal Credito Cooperativo il richiamo allora al territorio. «Facciamo leva su quello che è la nostra base: facciamo leva sul territorio e sui giovani e giovanissimi che vivono nel territorio per coinvolgerli nel nostro progetto. Vogliamo aprire la base sociale alle nuove generazioni, quelle che si affacciano al mondo del lavoro, cercando di creare un circuito virtuoso che parta dalla consapevolezza di essere socio di una banca», ha precisato Barni. Plauso quindi all’iniziativa varesina, la tavola rotonda infatti ha aperto il corso gratuito di “Educazione Finanziaria: consumatori informati per scelte consapevoli” dedicato agli studenti delle scuole superiori e universitari in materie non economiche. «Come banca locale ci rivolgiamo al territorio», ha concluso Barni. «E quella “finanza responsabile” che viene citata nell’articolo 1 della nostra “Carta della Finanza” parte da qui, da scelte precise e condivise con il nostro territorio».

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L’educazione della vita affettiva

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2012

Educare i sentimenti significa innanzitutto essere posti nelle condizioni di saper ascoltare, riconoscere, esprimere la vita emotiva. E soprattutto implica la possibilità di assumere la responsabilità delle scelte che si compiono in conseguenza di ciò che si prova. Il vero nodo non è quello di provare un sentimento, ma quello di riuscire ad ascoltarlo, di riconoscerlo, di viverlo, di cercare di scoprirne il senso e di scegliere il comportamento conseguente.
L’educazione sentimentale è indispensabile per diventare più consapevoli di sé, per riservare un ruolo significativo ai sentimenti nella propria esistenza. Non si tratta quindi di “abolire” le pulsioni, ma di assumere la responsabilità della scelta conseguente.
L’educazione dei sentimenti nasce primariamente dalla capacità di coltivare la propria interiorità, di prendersi cura della propria anima, di coltivare l’educazione morale. Oggi si tende a trascurare questa componente decisiva dell’esistenza umana: la vita emotiva. La società attuale attribuisce a determinate situazioni il ruolo di “luoghi deputati” per emozioni collettive e condivise. Si pensi alle suggestioni che si consumano negli stadi, nei concerti rock, nelle discoteche, nei videogiochi, nel gioco d’azzardo, nelle Chat, nei luoghi dove si contagiano pubblicamente emozioni, più o meno artificialmente procurate, anche con l’uso di sostanze euforizzanti, dell’alcool, dello “sballo”, dell’adrenalina a tutti i costi.
Né si può ignorare il ruolo artificioso di “palestra delle emozioni” costituito dai cosiddetti reality show; dalla fiction, dalla spettacolarizzazione dei sentimenti che risponde alla domanda di misurarsi con la vita emotiva in modo “protetto”, a casa propria, attraverso un coinvolgimento fatuo che può essere interrotto spegnendo il telecomando.
I giovani si trovano quindi fortemente disorientati tra messaggi contrastanti da parte della società che, da un lato, sembra incentivare la ragione, il distacco, il controllo, e persino l’indifferenza o la durezza di cuore davanti alle sofferenze altrui, dall’altro propone un vero e proprio “culto delle emozioni”, nonostante la radicata contrapposizione tra “cuore” e “mente” abbia mostrato da tempo la sua insostenibilità ed esprima l’esigenza di una nuova antropologia non razionalista.
Il preoccupante analfabetismo sentimentale diffuso si accompagna al forte credito assegnato alla ragion tecnica, alla produttività, all’efficienza. La scuola assegna un indiscusso primato alle competenze scientifiche, ignorando le competenze emotive. Ciò che “non serve” è ritenuto inutile ed estromesso dai progetti formativi. Le emozioni sono addirittura ritenute un’interferenza negativa nei processi di apprendimento che, secondo Piaget, vedono il loro apice nel pensiero astratto-formale e logico-deduttivo.
Ma anche nella famiglia la vita emotiva è considerata meno importante della vita razionale.
Nell’antinomia cuore-cervello si tende a conferire un indiscusso primato alle attività della mente con un conseguente screditamento del versante emotivo della formazione. I genitori stessi sono molto più attenti e preoccupati dei successi scolastici dei figli e della loro intelligenza che della loro crescita emotiva. La sopravvalutazione della dimensione intellettiva induce a trascurare di insegnare ai figli l’importanza dell’ascolto, del dialogo con se stessi, di capire cosa stanno provando.(Vanna Iori Ordinario di Pedagogia Università Cattolica Milano – Piacenza)

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