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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Un nuovo regolamento interno per un PE più trasparente ed efficiente

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Bruxelles Le principali modifiche al regolamento del Parlamento adottate giovedì riguardano le norme di comportamento dei deputati (comprese le regole sulla trasparenza e le misure per prevenire le molestie psicologiche e sessuali), le interrogazioni parlamentari al Consiglio dei ministri dell’UE e alla Commissione europea e le condizioni da rispettare per costituire un gruppo politico.Il regolamento modificato è stato approvato con 496 voti favorevoli, 114 contrari e 33 astensioni. Era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati.
Gli attori chiave del processo legislativo, ovvero i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione, dovranno pubblicare online, per ogni relazione legislativa, tutte le riunioni programmate con i lobbisti che rientrano nell’ambito di applicazione del registro per la trasparenza. Gli altri deputati sono comunque incoraggiati a fare lo stesso.
Inoltre, il sito web del Parlamento dovrà essere aggiornato dal punto di vista tecnico per consentire ai deputati di pubblicare le informazioni sull’utilizzo dell’indennità per le spese generali.Le nuove norme prevedono che i deputati debbano astenersi da:
· “comportamenti scorretti” (ad esempio, esporre striscioni nelle sedute plenarie)
· “linguaggio offensivo” (ad esempio, un linguaggio diffamatorio, l’incitamento all’odio e l’incitamento alla discriminazione) e
· molestie psicologiche o sessuali.
Il codice di condotta del Parlamento sarà ora integrato al regolamento e i deputati dovranno impegnarsi a rispettarlo con una dichiarazione scritta. Qualora un deputato si rifiutasse di firmare tale dichiarazione, non potrà essere eletto a una carica in seno al Parlamento o ai suoi organi, né essere nominato relatore, far parte di una delegazione ufficiale o partecipare ai negoziati interistituzionali (triloghi). Una violazione di tali norme da parte di un deputato potrà portare a sanzioni.
Secondo i trattati, “i partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione”. Un’organizzazione deve soddisfare condizioni specifiche per potersi qualificare come partito politico europeo o fondazione europea. Secondo le nuove regole, un gruppo di almeno cinquanta cittadini può presentare una richiesta motivata al Parlamento europeo per chiedere all’autorità per i partiti politici e le fondazioni europee di verificare se un determinato partito o fondazione politica europea soddisfi tali requisiti.La riforma comprende anche delle misure sulle interrogazioni parlamentari, in particolare al Consiglio UE e alla Commissione europea, le consultazioni delle commissioni parlamentari sulle informazioni riservate, le regole sulle commissioni permanenti, la votazione degli emendamenti e gli intergruppi parlamentari.

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Per una sanità più efficiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Lanciano. «Se non avessi avuto fiducia negli abruzzesi e nelle capacità degli operatori della sanità non sarei venuto fin qui a lavorare insieme a loro per i cittadini di questa regione. Per questo ritengo che si sia scatenato un inutile putiferio su una metafora chiaramente paradossale, citata perché questa Direzione ha in testa un progetto ambizioso: rendere l’assistenza in questa territorio pari a quella prestata negli ospedali delle regioni virtuose, ai quali si rivolgono molti dei nostri utenti, e che rappresentano pertanto un modello di efficienza a cui ispirarsi». Il manager della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, non ci sta a passare per colui che ha offeso le strutture sanitarie e il lavoro degli operatori del proprio territorio, ritenuto invece ancor più apprezzabile perché svolto in condizioni sicuramente difficili: «La frase sotto accusa era inserita in un contesto di analisi – aggiunge –, nel quale si poneva l’accento sull’esistenza di una rete uniforme e indistinta, dove tutti fanno un po’ di tutto, che non tutela realmente nessuno; di qui la necessità di specializzare concentrando le attività, così da garantire numeri e pratica che fanno la forza di una struttura offrendo una risposta di qualità all’utenza. In questo senso la nostra idea è quella di costruire un’organizzazione che faccia compiere un salto di qualità ai nostri assistiti, e che crei condizioni di uguaglianza non tra questo e quell’ospedale, ma tra il nostro sistema sanitario e quello di altre regioni che continuano ad attrarre i nostri pazienti».

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Lotta all’evasione

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Il recente intervento dell’Agenzia delle Entrate che annuncia controlli capillari e misure severe nei confronti degli evasori fiscali ha un preciso valore etico e politico con ovvi riverberi economico-sociali. Il direttore generale dell’Agenzia, Attilio Befera, ha dichiarato che “i capitali portati all’estero e non dichiarati vengono considerati reddito nel momento in cui sono scovati e di conseguenza tassati come reddito”.  E’ una riaffermazione positiva dell’autorità dello stato. Le regole e le leggi in un Paese moderno, democratico, efficiente e “sano” devono sempre e comunque essere rispettate. Pena la decadenza economica e morale.  Un’economia senza regole e privatizzazioni selvagge generano corruzione e poche scandalose ricchezze. Impoveriscono la nazione e ne minano la coesione sociale.  Perciò, di là di ogni eventuale strumentalizzazione di parte, dovrebbe essere forte e condiviso il sostegno all’azione di contrasto ad ogni forma di evasione, elusione, riciclaggio e lavoro sommerso svolta dall’Agenzia delle Entrate, dalla Guardia di Finanza e dalle Dogane.  E’ incomprensibile, però un certo affievolimento, da parte dell’attuale maggioranza, di alcune norme approvate nella precedente legislatura, come quella della tracciabilità. Ciò è un segnale negativo, contrastante con le declamazioni sulla lotta all’evasione.   Nella fase particolare di crisi che continua a colpire pesantemente i lavoratori le famiglie e gli operatori economici onesti e corretti è quanto mai necessario dare sostegno a coloro che sono in difficoltà, siano essi singoli o imprese, e contemporaneamente dare un forte messaggio di legalità, di volontà di perseguire quanti violano le leggi, comprese quelle tributarie.   Un’evasione fiscale che supera i 250 miliardi di euro e la esistenza nei paradisi fiscali off shore di ben 500 miliardi di capitali appartenenti a cittadini e a imprese italiani sono dati sconvolgenti e non più tollerabili.  Dal controllo dei dati forniti dagli intermediari finanziari, i cui resoconti sono stati vagliati con strumenti più moderni, l’Agenzia ha individuato ben 170.000 persone che hanno operato in transazioni finanziarie estere.  Ciò comunque non significa che siano tutte operazioni illegittime. La crisi finanziaria globale ha fatto emergere il ruolo nefasto dei centri off shore usati per l’evasione fiscale, per la fuga di capitali, per il riciclaggio di danaro riveniente da attività illecite e per la stessa creazione e circolazione di titoli tossici. Un punto fondamentale della riforma del sistema finanziario internazionale dovrà essere appunto lo smantellamento dei paradisi fiscali pena il continuo ripetersi di bolle finanziarie e di crolli economici.   La task force annunciata dall’Agenzia delle Entrate, una maggiore sinergia con la Guardia di Finanza ed una più efficace collaborazione con i competenti organismi degli altri Paesi possono sicuramente contribuire al successo delle indagini sugli investimenti immobiliari all’estero e sull’illecito trasferimento di risorse finanziare nei paradisi fiscali.   Altre due aree di indagine e di intervento, secondo noi, dovrebbero essere quelle relative ai corporate bond e ai derivati stipulati con banche e hedge fund internazionali.   La crescita delle emissioni,  da parte di banche e grandi corporation a livello mondiale, di corporate bond che si registra da alcuni mesi potrebbe essere un segnale preoccupante, rivelatore   della necessità di liquidità occorrente forse per “cancellare“ il peso dei titoli tossici dai propri bilanci o per far fronte a prevedibili insolvenze. Nel 2008 i bond in questione ammontavano a circa 900 miliardi. Ad agosto 2009 siamo già a 1105 miliardi! Nel frattempo i normali crediti bancari sono stati di 1065 miliardi, un terzo di quelli concessi nel 2008. Perciò, anche in relazione alle vicende Parmalat, Cirio Banca 121 etc. il controllo sui corporate bond diventa urgente ed indispensabile.  Così come pregnante dovrebbe essere il controllo sui bilanci, nei quali i derivati finanziari potrebbero essere utilizzati, generando ai fini fiscali temporanee situazioni di perdite da eliminare successivamente con prodotti derivati di segno contrario.  La speculazione, l’evasione fiscale e il riciclaggio hanno negli anni passati dimostrato una vitalità e una capacità “innovativa” straordinaria. L’uscita dalla crisi e la trasparenza e regolarità nell’economia richiedono una rinnovata e sempre più “sofisticata” capacità dello stato nel prevenire e reprimere ogni violazione dei doveri fiscali e contributivi.   Su questi temi, come sta avvenendo a livello internazionale, sarebbe opportuno che anche a livello nazionale vi fosse il massimo condivisione. (Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi Paolo Raimondi, economista)

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Le venture capital in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

Un loro adeguato sviluppo potrebbe fornire alle imprese italiane uno strumento che aiuti a superare le difficoltà di crescita dimensionale, la ridotta specializzazione in settori innovativi, l’esigua quotazione. Nonostante gli sviluppi degli ultimi anni, questa forma di finanziamento stenta ad affermarsi; L’Italia, all’interno dell’U.E. risulta essere il paese con minori investimenti di venture capital sul Pil. Uno studio condotto dalla B.I. illustra i quattro principali strumenti suggeriti dall’analisi economica per regolare in modo efficiente il rapporto endosocietario tra venture capitalist e l’imprenditore. Essi sono: lo stage financing, ovvero una forma di finanziamento che non avviene in un’unica soluzione ma in più stadi. Questo aspetto permette ad entrambe le parti di vantaggi e, nello specifico consente all’imprenditore di minimizzare gli effetti del ricorso al capitale esterno attraverso la negoziazione delle condizioni di finanziamento ad ogni successivo stadio. La struttura quali-quantitativo dell’apporto è il secondo punto. Ciò offre al venture capitalist di detenere la partecipazione di maggioranza dell’impresa e di sottoscrivere particolari strumenti noti all’esperienza anglosassone come “convertible preferred shares”. La terza posizione è la board representation e i restrective covenants. Ciò assicura al venture capitalist, socio di minoranza, il potere di concorre con l’imprenditore alla definizione delle linee strategiche del business e la possibilità di monitorare l’impresa dall’interno. L’ultimo aspetto è la disciplina dell’exit. Al fine di proteggere il venture capitalist, i contratti solitamente prevedono clausole che lo garantiscano da un exit e che, nel contempo, escludono del tutto la facoltà di uscita del socio imprenditore. A monte va considerato il fatto che gli ordinamenti stranieri a questo riguardo mostrano una maggiore duttilità rispetto a quello italiano. Non ci riferiamo tanto ai più noti negli U.S.A. e nella Gran Bretagna ma anche a quelli francesi e tedeschi che possiamo definire più vicini a quelli italiani. In buona sostanza le difficoltà che notiamo in Italia sono riconducibili all’assenza di una disciplina flessibile per le società capitalistiche a ristretta compagine sociale.

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Roma: Certificati anagrafici on line

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

«Dal prossimo ottobre i cittadini romani potranno richiedere e stampare i certificati anagrafici direttamente da casa». Lo dichiara in una nota l’assessore ai Servizi tecnologici e Reti informatiche, Enrico Cavallari, a margine della firma del Protocollo d’intesa tra il Comune di Roma e il Ministero dell’Interno sul “timbro digitale” per l’autenticazione delle certificazioni anagrafiche e di stato civile.  “Attraverso il timbro digitale siamo finalmente in grado di poter dare un servizio assolutamente innovativo ai nostri cittadini che permetterà loro di venire in possesso di documentazione autentica accedendo semplicemente al portale del Campidoglio senza doversi recare allo sportello anagrafico», commenta Cavallari, che aggiunge: «Quello di oggi segna il primo passo verso una rivoluzione tecnologica che ci condurrà a portare sempre più servizi a domicilio dei romani in linea con il piano di e-government 2012: lo scopo è quello di far in modo che siano i documenti a spostarsi, non le persone. Oltre ad eliminare le code agli sportelli, la novità avrà infatti un impatto notevole sulla quotidianità permettendo ai cittadini di recuperare tempo ed evitare i disagi dovuti allo spostamento. L’implementazione dei servizi erogati on-line – conclude Cavallari – servirà inoltre a impiegare le risorse umane degli anagrafici in altre mansioni con l’obiettivo di rendere la macchina capitolina sempre più efficiente».

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