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Posts Tagged ‘efficienza’

Ddl Concretezza per rilancio e maggiore efficienza pubbliche amministrazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

Roma “Il ddl ‘Concretezza’ approvato dal Consiglio dei Ministri va nella direzione da tempo auspicata per garantire un rilancio e una maggiore efficienza delle pubbliche amministrazioni. La possibilità di effettuare nuove assunzioni è fondamentale per rigenerare la macchina amministrativa a tutti i livelli”.Lo dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.“Questa è la strada giusta anche per dare soluzioni alle specifiche esigenze degli enti locali, in particolare alla necessità di potenziare gli organici in quei settori dove è più importante dare risposte ai cittadini. Penso soprattutto all’assunzione di tecnici come ingegneri, architetti e geometri, di assistenti sociali e di agenti di polizia locale”, aggiunge la Sindaca. “Voglio ringraziare il ministro Giulia Bongiorno, con la quale poco più di un mese fa ho avuto un incontro in cui abbiamo condiviso le esigenze di rinnovamento della pubblica amministrazione. Mi fa molto piacere, inoltre, che il ddl ‘Concretezza’ percorra una strada che la nostra Amministrazione ha intrapreso fin dal suo insediamento, dall’approvazione del nuovo contratto dei dipendenti capitolini all’assunzione di tutti i vincitori del ‘concorsone’ che abbiamo sbloccato dopo anni. L’obiettivo è quello di valorizzare il merito dei dipendenti pubblici per offrire ai cittadini servizi sempre migliori”, conclude Raggi.

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Software Defined Networking: all’avanguardia per efficienza, agilità e gestione dei costi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

antonio-cristiniDi Antonio Cristini, Managing Client Partner Italy di Verizon. Tre CIO su cinque oggi dicono che i provider tecnologici sembrano puntare sempre di più sulla tecnologia Software Defined Networking (SDN), solo con l’obiettivo di vendere più hardware – anche se in realtà non ce n’è bisogno. Ѐ bene essere chiari fin da subito: il Software Defined Networking non è un semplice contenitore. La sua funzione è di ottenere una migliore resa in termini di performance ed efficienza nel software layer. Quello che i CIO di oggi hanno realmente bisogno di capire è come poter trarre vantaggio dall’adozione di soluzioni SDN, per migliorare le performance e reinventare i propri processi di business. L’obiettivo è di poter competere sul mercato in modo più efficace.
In genere, è la prospettiva di una riduzione dei costi che spinge ad adottare una nuova tecnologia. Per quanto riguarda l’utilizzo di soluzioni SDN, invece, il vantaggio più allettante è costituito dal fatto che la tecnologia ha l’opportunità di guidare il cambiamento nel mondo delle imprese. Sempre più spesso, i prototipi passano alla fase di produzione in tempi più rapidi rispetto a quanto avveniva in passato. Una maggiore agilità della rete e una riduzione dei costi consentono ai CIO di offrire servizi in modo diverso, il che permette da un lato di ridurre il time to market e dall’altro di arginare il fattore costo-opportunità. Questo dà al CIO maggiore agilità di business, che offre a sua volta maggiore libertà di innovare, catalizzando la spirale dell’innovazione verso l’alto.
SDN per ottimizzare Cloud e virtualizzazione Per semplificare, senza rete non ci sarebbero applicazioni e cloud. Eppure l’adozione del cloud è aumentata nonostante non ci fossero ancora i benefici della tecnologia SDN. Come è stato possibile? Se si guarda ai modelli di rete usati dalla maggior parte delle organizzazioni, c’è da dire che questi non si sono evoluti molto dagli anni ‘90. Quanto è cambiata la tecnologia nel frattempo? Abbiamo applicato la legge di Moore al networking passando da 10 Mbps a 10 Gbps e oltre, ma abbiamo appena iniziato a vedere dei cambiamenti nelle architetture di rete. Ora che il perimetro di rete si dissolve, con applicazioni ospitate nel cloud e ambienti di hosting applicativo esterni al network tradizionale, diventa necessario adottare un modello diverso.
Ora, immaginiamo un’applicazione in grado di rilevare la domanda e di spostare istanze di calcolo e carichi di rete su server farm diverse a seconda di dove si trova l’utente. Il Software Defined Networking consente di realizzare questo disaccoppiando il controllo dal livello hardware. Piuttosto che richiedere ulteriore hardware, apparati o un significativo intervento umano per prevedere l’espansione o la contrazione in base alle esigenze di utilizzo, il Software Defined Networking consente al CIO di scalare le risorse a seconda delle necessità tramite comandi software. Di conseguenza, SDN è una tecnologia abilitante che consente a un’organizzazione di ottenere un’efficienza e un’agilità di gran lunga maggiori dai loro ambienti di rete e di virtualizzazione. Questa tecnologia permette inoltre una gestione più efficace, una migliore visibilità e un livello di automazione maggiore, evitando così il rischio di over-provisioning.
La stessa applicazione potrebbe variare l’instradamento di rete basandosi su proiezioni di revenue o sulla presenza di dati sensibili all’interno dell’applicazione. Ad esempio, l’utilizzo a livello internazionale di un’applicazione di e-Commerce che serve utenti del mercato statunitense, potrebbe richiedere l’archiviazione dei dai personali a livello locale per rispettare i requisiti delle leggi sulla privacy. Invece di apportare modifiche sull’infrastruttura di rete, l’applicazione potrebbe essere implementata tramite un cloud provider locale e utilizzare una connessione VPN con l’Headquarters per crittografare i dati personali così da soddisfare le regole sulla privacy. Con l’automazione offerta dalla tecnologia SDN questo può essere fatto in pochi minuti – o addirittura secondi. (foto: antonio cristini)

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Roma va gestita con efficienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2015

alessandro gassman“Ricordo Alessandro Gassmann in un talk show inveire contro Giorgia Meloni, ricordandole che erano i cittadini a pagarle lo stipendio. Aveva ragione e sono sicuro che i cittadini siano soddisfatti del suo lavoro e della sua onestà. Mi viene da ricordare a Gassmann che anche Marino è pagato dai romani, per tenere in ordine Roma e gestirla con efficienza. Al riguardo vanta un vero e proprio esercito di dipendenti, vigili urbani, operatori ecologici, ingegneri e operai dell’Acea, autisti, meccanici, manager, consulenti, personale amministrativo… Ci sono tutti gli ingredienti per pretendere il minimo sindacale di pulizia, decoro, organizzazione. È giusto che i cittadini si organizzino (per essere credibili sarebbe preferibile, caro Gassmann, che lo facciano anche quando i sindaci non sono di sinistra…) per rendere più bello il proprio isolato”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli commentando la proposta lanciata da Alessandro Gassmann.
“Ma – ha aggiunto – deve finire questa storia tutta italiana che vede famiglie pagare migliaia di euro di tasse per i servizi e poi altre centinaia di euro di contributi volontari per acquistare ciò che manca nella scuola, per ripulire i muri delle città dai grafomani, i marciapiedi dalle carte, i parchi dai materassi vecchi, per arricchire di tecnologie i laboratori delle facoltà universitarie, eccetera”. “Se l’impegno civico va oltre il suo compito di arricchimento dell’offerta di servizi e si sostituisce al pubblico, – ha concluso Rampelli – allora occorre correggere il sistema fiscale e consentire la detrazione delle spese sostenute. Non si può pagare un servizio due volte”. (n.r. uomini e mezzi ci sono, manca il direttore d’orchestra)

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Malattia di Parkinson

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2015

Parkinson04Martedì 9 giugno, alle ore 14.30, nell’Aula della Biblioteca della Clinica Geriatrica (Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Ateneo), il prof. Emanuele Cereda, medico ricercatore nel Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica della Fondazione IRCCS del Policlinico San Matteo di Pavia, terrà la lettura magistrale Aspetti Nutrizionali nella Malattia di Parkinson. La lettura magistrale sarà introdotta dal prof. Gian Paolo Ceda, Direttore della Scuola di Specializzazione di Geriatria e Presidente della Facoltà di Medicina dell’Ateneo.La terapia continua e sostitutiva con levodopa è tuttora quella più efficace nei pazienti con Malattia di Parkinson anche nel soggetto anziano, laddove si verifica la maggiore prevalenza ed incidenza della patologia. Il paziente geriatrico affetto da Malattia di Parkinson costituisce una tipologia molto specifica, in quanto frequentemente affetto da malnutrizione calorico-proteica e con un costo del cammino energeticamente più dispendioso rispetto ai soggetti di pari età. Sfortunatamente componenti delle proteine della dieta possono competere con l’assorbimento intestinale e il trasporto della levodopa attraverso la barriera emato-encefalica, limitando l’efficacia del farmaco e concorrendo all’insorgenza di fluttuazioni motorie.La relazione del prof. Cereda cercherà di far luce sul non facile punto di incontro tra le linee guida che raccomandano regimi a basso contenuto proteico e la ridistribuzione proteica da un lato e la necessità di regimi ad alto contenuto proteico per trattare la perdita di efficienza muscolare legata sia all’età che alla malattia.L’evento, promosso dai proff. Marcello Maggio e Fulvio Lauretani, dalla Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma di concerto con l’Unità Operativa Complessa Clinica Geriatrica del Dipartimento Geriatrico-Riabilitativo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, è rivolto agli studenti del IV-V-VI anno del corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia nell’ambito dell’Attività didattica elettiva Sindrome della fragilità nel soggetto anziano, agli specializzandi dell’area medica e a tutto il personale medico e infermieristico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

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Nasce Trust-EPC-South, il progetto europeo dedicato allo sviluppo dei contratti EPC

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2015

europa-261011-cMigliorare la sostenibilità e l’attrattiva degli investimenti in efficienza energetica e supportare le società di servizi energetici (ESCO) per liberare il potenziale di questo mercato nel settore terziario dei paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo.E’ questo l’ambizioso obiettivo di Trust-EPC-South, il progetto finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Horizon 2020, volto a sostenere le aziende operanti nel settore dei servizi energetici in corso di sviluppo in Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Croazia e Grecia che coinvolge 10 partner rappresentanti dei vari Paesi coinvolti.Oggi ci troviamo di fronte ad un mercato scarsamente sviluppato dove le ESCO fanno fatica ad operare soprattutto perché i progetti di efficienza energetica ed energia rinnovabile che potrebbero implementare non soddisfano i criteri di affidamento creditizio attualmente adottati dagli istituti finanziari.Trust-EPC-South si pone l’obiettivo di supportare concretamente lo sviluppo delle ESCO in quei Paesi dell’Europa Meridionale che si trovano oggi nella necessità di migliorare strutturalmente il livello di efficientamento energetico proprio del settore terziario (ad esempio, per i sistemi di raffreddamento/riscaldamento). Un gap da colmare al più presto secondo la Commissione Europea che, nelle sue valutazioni strategiche di lungo periodo, mira a portare queste aziende a svolgere un ruolo decisivo nello stimolo dell’economia, soprattutto in un contesto difficile come quello attuale grazie alla capacità di adattarsi tempestivamente al mercato e alla capillarità locale intrinseca nella loro attività.Tra le azioni cardine del progetto:
· La creazione di una piattaforma di confronto a livello nazionale che andrà a coinvolgere istituzioni finanziarie, tecnici/specialisti, responsabili politici, autorità di regolamentazione nazionale e aziende del settore terziario;
· Un’analisi del settore terziario e l’identificazione dei meccanismi finanziari e delle soluzioni volte a far fronte agli ostacoli che nei singoli Paesi si incontrano oggi nell’implementazione degli EPC (Energy Performance Contracting);
· L’elaborazione di una metodologia di standardizzazione e valutazione finanziaria dei progetti all’interno di un quadro di riferimento condiviso per creare fiducia negli istituti finanziari;
· La realizzazione di attività che mirino a sviluppare le competenze a livello nazionale;
· La scalabilità e diffusione internazionale dei risultati del progetto.

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Efficienza energetica in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

energiaLa cultura aziendale dell’efficienza energetica in Italia è diffusa in modo relativamente uniforme in tutte le regioni, ma trova nel Nord del Paese il suo punto di maggiore affermazione. Nel Nord Italia, infatti, si trovano la metà (180 mila aziende) delle 360 mila imprese che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale, di cui 100 mila collocate nel Nord-Ovest e 80 mila nel Nord-Est. A dirlo sono i dati elaborati da Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della “white economy”, il ramo dell’economia relativo all’efficienza e alla riqualificazione energetica.Un’altra parte importante delle imprese “bianche” sono dislocate nel Sud Italia, dove ve ne sono circa 100 mila, mentre nel Centro Italia ve ne sono 80 mila.Analizzando i dati a livello delle singole regioni, Avvenia ha fotografato una realtà dell’efficienza energetica che vede Lombardia, Veneto e Lazio sul podio. A collocarsi al primo posto è proprio la Lombardia con oltre 66 mila aziende che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale. Al secondo posto nella classifica regionale di Avvenia per numero delle imprese “bianche” si colloca il Veneto con 39 mila imprese. Poi, al terzo posto, si colloca il Lazio che registra 34 mila imprese che puntano sull’efficienza energetica.
Nella classifica di Avvenia seguono poi l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la Toscana, la Campania e la Puglia, rispettivamente con 30, 27, 26, 22 e 21 mila imprese attente alle loro performance energetiche. Ottimo anche il posizionamento della Sicilia, con 20 mila, e delle Marche, con 11 mila imprese.Passando poi da un livello regionale ad un’analisi a livello provinciale, Avvenia ha poi messo in evidenza che il maggior numero di imprese che hanno puntato sull’efficienza energetica come nuovo modello di sviluppo sono distribuite in uguali proporzioni sia nella Capitale che nel Capoluogo lombardo.
Roma e Milano, con oltre 20 mila imprese “bianche” ciascuna, si collocano infatti al primo posto ex-aequo e guidano la classifica, seguite da Napoli con circa 14 mila imprese e Torino con poco più di 12 mila.A dare un ulteriore contributo all’affermazione di una cultura aziendale dell’efficienza energetica, secondo Avvenia (www.avvenia.com), è stata la nuova norma sulle Diagnosi Energetiche Obbligatorie (DEO) che impone alle grandi imprese specifici obblighi in materia di efficienza energetica. A doversi sottoporre entro il 5 dicembre 2015 ad un primo audit, da ripetersi poi ogni 4 anni, sono le realtà produttive più energivore, ma anche tutte le altre aziende stanno divendando più sensibili a questa tematica.«Sull’efficienza energetica l’Italia si dimostra così ancora una volta all’avanguardia. Anche i finanziamenti al settore stanno diventando una realtà importante del mercato finanziario, dove i classici squilibri Nord-Sud vengono superati e dove la “white economy” è ormai diventata patrimonio di tutti» commenta l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia che, creata nel 2001 con l’intento di fornire alle aziende e agli enti pubblici una risposta significativa per affrontare e risolvere in modo consapevole e sostenibile le problematiche legate all’efficienza energetica, ha sempre dimostrato una particolare attenzione ai meccanismi di innovazione tecnologica più adeguati per aumentare l’efficienza e la produttività di ogni specifico settore.

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Il 31 marzo chiudono gli Opg

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2015

opg-castiglione-stiviere_640-2La chiusura degli Opg è imminente e, come ha dichiarato il ministro della giustizia Orlando, non si farà nulla per ritardarla. Questo è un bene, secondo i Fatebenefratelli. Se non che il termine è il 31 Marzo 2015 e la situazione è ancora confusa e variegata da Regione a Regione. Le “REMS” previste in Lombardia, ad esempio, sono per la massima parte rappresentate dalla riconversione delle Comunità presenti presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere. In altri territori ci si sta ancora attrezzando. La decisione di non ritardare la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari riporta alla mente la frase di San Giovanni di Dio, quando spiegava agli spagnoli del XVI secolo perché si dovessero assistere i “pazzi”. Diceva: “Fate del bene, fratelli, a voi stessi”. Nella società dell’efficienza e della competizione non c’è nessuno di più “lontano” di un malato di mente che ha compiuto un crimine e che ha violato le regole della società. Ma soprattutto, non vi è nulla di più sensato, oltre che cristiano, dell’offrirgli una reale opportunità di riabilitazione, nell’ambito del percorso che la giustizia ha deciso per il suo caso. Originariamente, gli Opg dovevano assolvere anche a questa funzione: sappiamo che non è stato così. Con la realizzazione delle REMS si vuole cogliere l’occasione per recuperare nei fatti una funzione terapeutico-risocializzatrice diversa dalla classica pena manicomiale, ma per farlo bisogna allargare gli strumenti di collegamento con la società, abbattere le barriere che persistono. La scelta del governo di superare il modello esistente rappresenta certamente un’assunzione di responsabilità verso i più “impresentabili” tra tutti i sofferenti, anche se non risolve il problema, che è ad un tempo giudiziario e sanitario, di sicurezza e di umanità.
In virtù dell’esperienza maturata, siamo consapevoli che le REMS forniscono una risposta solo ai bisogni di alto contenimento dei pazienti affetti da disturbo psichiatrico e socialmente pericolosi. I numeri dimostrano che, a fronte dell’incremento delle dimissioni, continuano comunque, anche se a ranghi ridotti i nuovi ricoveri in opg e ciò indica la mancanza di una vera alternativa a tali strutture. Non ci illudiamo che il 31 marzo cambi tutto, ma invitiamo a riflettere sul percorso dei pazienti che già oggi vengono dimessi dagli Opg ed entrano in un limbo sociale, perché solo 1 su 10 torna a casa, nella propria famiglia, mentre il 90% prosegue il proprio percorso clinico entro strutture residenziali ove la supervisione e la vigilanza sono garantite dalla presenza costante degli operatori.
I Fatebenefratelli da tempo sono coinvolti nel percorso di cura e monitoraggio dei pazienti con misura di sicurezza e pericolosità sociale attenuata. All’interno dei nostri Centri sono attive comunità a diversa intensità riabilitativa per il trattamento dei pazienti per i quali sono previste delle misure di sicurezza. Recentemente, abbiamo aperto delle Comunità (CRA ad alta intensità riabilitativa e assistenziale e CPA a media intensità riabilitativa e ad alta intensità assistenziale). Le strutture e il personale che vi opera è analogo a quello delle altre Comunità, ma i protocolli di vigilanza, concordati con gli ospiti, la formazione degli operatori ed i programmi riabilitativi sono specifici per questo tipo di utenza. Presso tali strutture il progetto terapeutico è rivolto non solo alla cura del disturbo psichiatrico ma anche e soprattutto al recupero delle competenze, al lavoro psicoeducazionale e cognitivo comportamentale volto al raggiungimento di una maggiore consapevolezza del disturbo mentale e della correlazione tra il disturbo stesso e le anomalie comportamentali che sono alla base degli agiti delittuosi e disfunzionali. Alla base della nostra attività, anche in questo settore, vi è la concezione personalistica cristiana: il programma di trattamento prevede fasi differenziate il cui obiettivo finale è il reinserimento nella comunità di appartenenza. Sono pazienti in cui spesso il lavoro di rete e la ricostruzione di rapporti familiari e sociali rappresenta l’elemento fondante il recupero clinico e sociale. Presso i Fatebenefratelli sono presenti oltre agli ospiti delle Comunità citate anche pazienti che hanno terminato la prima fase del loro percorso e proseguono la residenzialità entro le altre comunità, nell’ambito di progetti riabilitativi psichiatrici a minor livello di vigilanza. Lo stretto contatto con i Dipartimenti di Salute Mentale del territorio e l’UEPE favoriscono l’integrazione tra interventi clinici e riabilitativi, reinserimento sociale e vigilanza. E’ proprio la complessità del problema che ci ha indotto a chiedere un abbandono di un modello datato come gli Opg e a rallegrarci per la scelta compiuta dal governo, per quanto non dimentichiamo che solo una struttura su tanti Opg è riuscita a fornire una risposta soddisfacente e che quindi occorre valutare preventivamente la portata della riforma che ci si accinge ad attuare.

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Italia: efficienza energetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

energiaQuello dell’efficienza energetica è un settore dove l’Italia ha una indiscussa leadership tecnologica a livello europeo e mondiale. Lo conferma il bilancio dell’efficienza energetica tracciato da Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della White Economy, che osserva come nel 2014 l’Italia ha collocato sulle aste di quote europee di emissione oltre 61 milioni di quote EUA (European Union Allowances), ricavando oltre 361 milioni di euro.Queste aste sono un meccanismo di assegnazione delle quote di emissione valide per adempiere agli obblighi EU ETS (European Union Emissions Trading Scheme), un sistema per lo scambio di quote di emissione di gas serra finalizzato alla riduzione delle emissioni di CO2 nei settori energivori che è parte integrante del Pacchetto Clima-Energia, strategia comune europea che pone in stretta connessione l’efficienza energetica e le emissioni di gas ad effetto serra.La collocazione dell’Italia in questo contesto corrisponde a oltre 61 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, che costituiscono il 13,11% delle risorse generate dalle aste di quote EUA nel 2014. Insomma un’ottima performance dell’Italia che però, secondo gli analisti di Avvenia (www.avvenia.com), dovrà ancora continuare a investire sull’efficienza energetica per raggiungere gli obiettivi al 2020.
«Il nostro Paese ha conosciuto uno sviluppo considerevole e costante nel tempo dell’efficientamento energetico, il che non implica solo ridurre i costi e quindi una maggiore competitività delle imprese, ma anche rilanciare l’intera economia nazionale» puntualizza l’ingegnere Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia. Senza dimenticare che l’efficienza energetica è anche fondamentale sul piano ambientale per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e la lotta ai cambiamenti climatici. Analizzando poi i risparmi energetici conseguiti nel 2014, Avvenia osserva che il settore industriale ha raggiunto ottimi risultati. La maggior parte delle imprese ha infatti scommesso su innovazione, ricerca e qualità per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.Un orientamento che si rivela strategico tanto che, secondo le previsioni di Avvenia, la White Economy sarà in grado di generare quest’anno 100 miliardi di euro di valore aggiunto. E, oltre alla ricchezza, l’«economia bianca» produce anche lavoro: già oggi in Italia ci sono circa 2 milioni di «white jobs», un numero considerevole che secondo gli analisti di Avvenia è destinato ad aumentare di 200 mila lavoratori entro la fine del 2015. Dal bilancio tracciato da Avvenia emerge anche una elevata propensione all’efficientamento energetico in tutti i settori della nostra economia, da quelli tradizionali a quelli high tech, dall’agroalimentare alla chimica. Ma anche nel settore residenziale, dove nel 2014 sono stati raggiunti ottimi risultati, con molti progetti che hanno dato luogo a interventi di recupero e di riqualificazione degli edifici.
Secondo Avvenia, player chiave in questo settore, l’edilizia ha infatti sperimentato una radicale trasformazione grazie alle nuove tecnologie per l’efficienza energetica e potrebbe così diventare per l’Italia un volano per l’economia e per l’occupazione, a partire dai grandi gruppi bancari e dalle poste, fino ai musei e agli edifici pubblici, perché in questo settore anche la Pubblica Amministrazione può ottenere notevoli risparmi energetici ed economici.E Avvenia, proprio su questo fronte, si è impegnata a collaborare con la Pubblica Amministrazione rendendosi anche disponibile a finanziare progetti per migliorare l’efficienza energetica che consentano di implementare le esclusive metodologie di analisi firmate Avvenia, che rappresentano il fiore all’occhiello dell’industria italiana.

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Efficienza energetica e mercato immobiliare

Posted by fidest press agency su martedì, 24 febbraio 2015

mercato-immobiliareDisponibili i dati 2014 dell’indagine promossa da ENEA, I-Com e FIAIP sull’andamento del mercato immobiliare visto nella prospettiva dell’efficienza energetica e frutto delle elaborazioni delle risposte di oltre 1000 agenti immobiliari.
I risultati dell’indagine mostrano un quadro complessivo della situazione composita e, in parte, contrastante. Il mercato rimane evidentemente dominato da immobili di qualità energetica molto scadente (anche per l’evidente peso degli edifici vecchi nello lo stock immobiliare), sebbene nelle dinamiche di mercato di alcuni segmenti sembra aumentare il peso della qualità energetica, come nel caso degli immobili di pregio: il dato delle compravendite in questo segmento per gli immobili di classe A+ e A è passato al 10%, rispetto al 6% del 2013. Questa tendenza può essere letta come un incoraggiante segnale della crescente considerazione dell’efficienza energetica come elemento essenziale e imprescindibile di un edificio. Sarà dunque necessario trasferire questa consapevolezza anche alle categorie edilizie di minor pregio per capitalizzare il potenziale di efficientamento del settore immobiliare oggi ampiamente inespresso.Incoraggianti anche i dati relativi alle nuove costruzioni, crescendo sensibilmente nel 2014 il peso delle compravendite di immobili efficienti rispetto all’anno precedente. In calo però lo stesso dato per gli immobili ristrutturati, segno che l’efficienza energetica non è un elemento sufficientemente valorizzato nelle ristrutturazioni edilizie. Infatti, le compravendite 2014 di immobili nuovi si sono realizzate per edifici di classe A+, A e B nel 49% dei casi (erano il 40% nel 2013); lo stesso dato per gli immobili ristrutturati crolla al 6%, dimezzandosi rispetto al 2013.Anche il sentiment rispetto al tema dell’efficienza energetica degli attori del mercato immobiliare presenta luci ed ombre. Se da una parte aumenta la consapevolezza dell’importanza della variabile energetica di un edificio sia da parte di chi compra che di chi vende un immobile, lo strumento della certificazione energetica continua a non essere percepito come utile nell’orientare il mercato verso immobili efficienti. Peggiora infatti il dato della percezione dell’utilità dello strumento nella lettura comparata dei dati 2014 e 2013: questa criticità potrebbe essere in parte dovuta alle frequenti modifiche normative a livello nazionale e alla frammentazione della materia a livello regionale.Rimane comunque evidente la necessità di porre in essere azioni di sistema per rendere lo strumento della certificazione energetica maggiormente incisivo rispetto alle scelte di tutti gli attori della filiera del mercato immobiliare.

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Turbine a gas per Israele

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2012

Ashkelon, Israele e Houston, USA (NYSE: GE) ha annunciato la spedizione di dodici turbine a gas di derivazione aeronautica, modello LM-6000PC Sprint™, alla centrale elettrica Dorad Energy di Ashkelon, in Israele, per soddisfare parte del contratto da 200 milioni di dollari con Wood Group GTS. L’impianto svolgerà un ruolo determinante nell’innalzare i livelli di affidabilità del sistema elettrico nazionale israeliano, rappresentando uno dei primi e il più grande impianto energetico indipendente presente sul territorio da quando, alcuni anni fa, il mercato elettrico è stato deregolamentato.GE prevede l’avvio delle operazioni commerciali per la seconda metà del 2013. I generatori delle turbine a gas sono prodotti presso l’impianto di Veresegyház, vicino a Budapest, in Ungheria, attivo dal 2000 e base della produzione di componenti di turbine GE nella regione dell’Europa centrale.
Il sistema elettrico di Israele è caratterizzato da minimi margini di riserva o di capacità aggiuntiva per fare fronte ai periodi di picco; questo significa che in presenza di un forte aumento della richiesta vi è il rischio di interruzioni nella fornitura. Le turbine a gas aeroderivate LM6000-PC Sprint di GE sono delle unità a elevata potenza altamente efficienti la cui configurazione permetterà di attivarne e disattivarne intere sezioni in maniera molto rapida senza introdurre perdite in termini di efficienza energetica. Questo garantirà i massimi livelli di flessibilità ed efficienza dell’impianto in qualsiasi modalità operativa. La centrale utilizza un design a ciclo combinato: il calore generato dalle turbine a gas viene riutilizzato per produrre vapore e alimentare due generatori basati su turbina a vapore, a vantaggio di un ulteriore incremento dei livelli complessivi di output con percentuali di efficienza più elevate.
GE ha firmato l’accordo con Wood Group GTS, l’impresa EPC (engineering, procurement and construction) che si occupa della costruzione della centrale per conto di Dorad Energy. Divisione di John Wood Group PLC, Wood Group GTS fornirà inoltre i generatori con turbine a vapore e le relative attrezzature di supporto.Gli utenti finali di vari settori e la Israel Electric Corporation (IEC) acquisteranno l’energia prodotta dall’impianto, mentre la rete IEC si occuperà della trasmissione e distribuzione della stessa. Data la sua importanza, l’impianto potrà utilizzare due combustibili diversi, principalmente gas naturale ma anche distillati petroliferi se necessario.Molti clienti hanno scelto GE per supportare l’infrastruttura energetica di Israele. Negli ultimi sei mesi GE ha ricevuto, ad esempio, commesse per la fornitura di altre quattro unità LM6000 da destinare a diversi progetti di centrali elettriche situate a Ramle, Ashdod e Ramat Negev: con queste installazioni la base complessiva di potenza installata di turbine LM6000 in Israele arriverà alle 17 unità.In un mondo in continuo cambiamento e con esigenze energetiche diverse, il portafoglio di innovative soluzioni per l’energia distribuita di GE, che vanno da 100 chilowatt a 100 megawatt, offre alle aziende e alle comunità di tutto il mondo la capacità di generare energia affidabile ed efficiente utilizzando un’ampia varietà di combustibili ovunque, sia on-the-grid sia off-the grid. Le soluzioni per l’energia distribuita di GE offrono a clienti di tutti i tipi – dalle industrie alle comunità in via di sviluppo, fino ai funzionari governativi che gestiscono catastrofi e altre situazioni di emergenza – la capacità di generare energia affidabile e sostenibile quando e dove serve. L’offerta per l’energia distribuita di GE comprende turbine a gas di derivazione aeronautica, motori a gas Jenbacher e Waukesha e soluzioni per il recupero del calore di scarto.

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Farmindustria: tassa su Aic serva per dare efficienza al sistema

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2012

L’introduzione di una quota annuale di 1.000 euro, a carico del titolare dell’Autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) da corrispondere all’Agenzia del farmaco, prevista dal nuovo regolamento Aifa, ha sollevato dissensi nel mondo della farmaceutica. «Si tratta di una nuova, ulteriore tassa che viene imposta sul nostro settore. Spero almeno che serva a recuperare efficienza» ha commentato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, a margine di un convegno sui medicinali generici tenutosi a Roma, e ha aggiunto: «Se questa tassa servirà a dare impulso allo sviluppo del farmaco, come previsto anche nello statuto dell’Aifa, e anche a dare efficienza al sistema, con tempi di autorizzazione e ispezioni più rapide, almeno avrà avuto un risultato utile». Ma di tutt’altro parere è Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, la tassa, ha detto, «peserà soprattutto su di noi, che siamo le industrie con il maggior numero di Aic. Quella che guido io, la Teva, ne ha circa 700. Questo significa dunque 700 mila euro l’anno di tasse». Ad alimentare le preoccupazioni di Farmindustria anche l’applicazione del pay back del 35% sull’eventuale sforamento della spesa per farmaci degli ospedali, prevista in una norma contenuta nella manovra di Luglio 2011, da ratificare entro giugno 2012. Scaccabarozzi auspica una deroga a tale norma sulla scia del rinvio a settembre del Patto per la salute: «Per noi diventa fondamentale che questo problema sia risolto prima di giugno a meno che ci sia una deroga anche per noi». D’altronde, conclude Scac cabarozzi, «se c’è stata una deroga del Patto per la salute, che ci sia una deroga anche della norma sul pay back, altrimenti le due cose non vanno in parallelo. In fondo credo che sia una cosa fattibile».(fonte farmacista33)

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Nuove farmacie, le Regioni tendono a contenere e i comuni a spingere

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

È una scelta discrezionale dei comuni mettere o no in apertura le farmacie che scattano dall’eccedenza di abitanti prevista dal decreto liberalizzazioni. Questa almeno è l’interpretazione che con il passare delle settimane prende piede in un numero crescente di Regioni: la prima era stata la Lombardia, poi un paio di settimane fa si è aggiunto il Veneto (con una circolare che dà anche per «facoltativa» l’istituzione della prima farmacia nei paesi con meno di 3.300 abitanti), quindi il Lazio, l’Umbria e ora anche Piemonte.
Non sempre però i comuni rispettano le indicazioni. Anzi, i casi di sindaci che mettono in apertura pure le farmacie risultanti dai resti sono cons istenti anche dove le Regioni hanno fatto di tutto per “pilotare” le operazioni: nel Lazio, per esempio, gli uffici regionali hanno fatto i conti per i comuni e poi hanno trasmesso i totali (senza resti) per un riscontro; in diversi casi tuttavia le amministrazioni municipali hanno rifatto le somme e messo in apertura anche le farmacie risultanti dalle eccedenze. Anche in Umbria molti centri hanno fatto di testa propria, aiutati peraltro dalla Regione che ha comunicato solo nei giorni scorsi i criteri per il calcolo dei nuovi presidi.A giudicare da quanto raccontano i presidenti di ordine che a livello locale seguono lo svolgimento delle operazioni, questa “dissintonia” tra regioni e comuni non è frutto di capricci ma di preoccupazioni politiche divergenti: negli uffici di parecchi assessorati regionali si cerca in ogni modo di contenere il numero delle nuove aperture per gli oneri burocratici che ne deriveranno e i potenziali effetti sulla spesa farmaceutica regionale; tr a i sindaci, invece, l’apertura di nuove sedi è spesso un fiore all’occhiello da esibire alle prossime amministrative o comunque un segnale di attenzione nei confronti della comunità, quindi più ce ne sono e meglio è. Ed ecco allora spiegato perché altrove si preferisca temporeggiare: in Basilicata la Regione se ne rimarrà alla finestra fino alla scadenza del 26 aprile, quindi commissarierà per poi procedere ai conteggi secondo le proprie preferenze. Intanto procede anche l’applicazione del comma 17: lettere ai titolari over 65 in cui si chiede di indicare il nome del nuovo direttore (ma senza porre termini perentori) sono in distribuzione anche in Campania, con l’Asl di Avellino tra le più veloci a spedire. E qualche titolare a lamentarsi sui giornali per l’efficienza. «È l’unica azienda sanitaria della regione dove i ritardi si contano in giorni» commenta il presidente dell’Ordine provinciale, Ettore Novellino «l’effici enza non può essere a senso unico».(fonte farmacista33)

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Marino: destinare a prevenzione 10% del Fondo nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

Dobbiamo lavorare per aumentare le risorse destinate alla prevenzione e passare dal 2%-5% del fondo sanitario nazionale al 10%. A lanciare l’appello, Ignazio Marino, presidente della Commissione per l’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, intervenuto alla presentazione in Senato dell’Italian Wellness Alliance, un’alleanza tra soggetti politici e universitari che segue la strategia globale dell’Oms, realizzando interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, con il coinvolgimento di istituzioni, federazioni sportive, Regioni e Comuni, che sostengano la diffusione di corretti stili di vita e alimentari e combattano la sedentarietà. «In molte città europee» è la riflessione di Marino «in materia di prevenzione, si è investito in iniziative che agevolano la mobilità dei cittadini per favorire l’attività fisica. In Italia stiamo lavorando, per esempio al Ddl sul fumo, quanto mai urgente, se si considera che, secondo dati di CittadinanzAttiva, l’8% degli studenti che fuma a scuola lo fa in classe. Ci sono degli stili di vita che devono essere cambiati, non con l’intento del proibizionismo ma con un cambiamento della cultura».(fonte farmacista33)

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Efficienza energetica

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

Deutsch: Toronto: Direct Energy Centre

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Bruxelles sta varando una nuova direttiva sull’efficienza energetica il cui contenuto è stato oggetto di un dibattito nel forum promosso dalla FCS presso l’Auditorium del GSE . Il rappresentante della Direzione energia della Commissione Europea, la Dott.ssa Gergana Miladinova, ha sottolineato che la nuova direttiva prevede norme più vincolanti nei confronti degli stati e delle imprese, per realizzare entro il 2020 significativi miglioramenti di efficienza energetica nella produzione, trasmissione e consumo. L’ENEA è intervenuta presentando i risultati dell’utilizzo dello strumento delle detrazioni fiscali del55%. Tale strumento, a costo zero per lo Stato, ha permesso a migliaia di famiglie di fare investimenti per migliorare l’efficienza della propria abitazione (nuove caldaie, doppi vetri, coibentazione, etc), positivi i risultati sull’occupazione ed a far emergere il lavoro nero. La Fondazione Consumo Sostenibile ha evidenziato i “buchi neri” del 55% che hanno riguardato sia gli edifici pubblici, per mancanza di risorse, che i condomini, per le difficoltà a prendere decisioni unanimi. E’ stato, quindi, posto in evidenza che il ricorso ai cosiddetti “contratti servizio energia”, stipulati con le ESCO, possono rappresentare “l’uovo di colombo” per recuperare efficienza energetica anche negli edifici pubblici e nei condomini. Questa formula consente infatti alle ESCO di realizzare gli investimenti di riqualificazione degli edifici, il cui costo è ripagato dal risparmio conseguito in bolletta. Vari interventi hanno sottolineato di chiedere al Governo di valorizzare questo strumento, che consente di sbloccare consistenti investimenti per migliorare l’efficienza energetica negli edifici pubblici e nei condomini. Anche la rete di trasmissione deve essere ottimizzata con nuovi investimenti per produrre maggiore efficienza, perché sulla bolletta del consumatore ricadono sia i costi delle inefficienze che i costi dell’ energia elettrica prodotta, che non può essere distribuita per strozzature o inefficienze sulla rete. Di particolare rilievo è stato l’intervento del Sottosegretario Tullio Fanelli il quale ha sottolineato che il provvedimento del 55% rientra nelle priorità del Governo e che erano in corso gli approfondimenti per la messa a punto del provvedimento. Nel dibattito è intervenuto anche l’ex Presidente dell’Autorità dell’Energia Alessandro Ortis, che ha delineato il quadro delle problematiche del settore energetico ed i relativi provvedimenti che sarà opportuno prendere, nonché il ruolo che le associazioni consumatori devono svolgere in tema di proposte e di informazione ai consumatori. A conclusione del Forum, Paolo Landi, ha ricordato che la FCS intende svolgere attività di ricerca e di approfondimento sui grandi temi del consumerismo e della responsabilità sociale dell’impresa, con particolare attenzione al livello dell’Unione Europea. Ha sottolineato inoltre che qualora il costo delle detrazioni fiscali fosse scaricato dal Governo sulle bollette del gas, sarebbe una ulteriore tassa indiretta a carico delle famiglie, dopo che gli esorbitanti costi degli incentivi al fotovoltaico e delle altre fonti rinnovabili sono stati scaricati sulla bolletta dell’energia elettrica).

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Efficienza energetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2011

La Fondazione Consumo Sostenibile, promuove un incontro per approfondire come l’Italia intende applicare la nuova direttiva sull’efficienza energetica. Al confronto sono presenti la Commissione Europea, Direzione energia, con la Dott.ssa Gergana Miladinova, il Sottosegretario all’Ambiente Tullio Fanelli, rappresentanti dei partiti On. Stefano Saglia e On. Federico Testa, rappresentanti dell’imprese, delle Associazioni dei Consumatori, dell’Autorità e del Ministero. L’incontro si terrà lunedì 5 Dicembre 2011 ore 14.30 presso il GSE viale maresciallo Pilsudsky, 91 ore 14.30.
Sull’efficienza energetica, sottolinea il Presidente della Fondazione Consumo Sostenibile Paolo Landi, siamo tutti coinvolti, lo sono le famiglie per contenere la spesa della bolletta energetica, lo sono le imprese e soprattutto lo sono gli edifici pubblici e condomini ove si registrano le maggiori inefficienze e sprechi sull’energia.
Sarà importante capire cosa intende fare il nuovo Governo, con quali incentivi e strumenti intende rispettare gli obiettivi della direttiva. Nell’incontro la FCS presenterà anche una proposta per conciliare la necessità di investimento sull’efficienza energetica e i vincoli e le difficoltà di bilancio, resi sempre più acuti dalla crisi economica. La Fondazione Consumo Sostenibile nasce, con la collaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori e Lega Consumatori, nel settembre 2011 da un idea di Paolo Landi con l’obiettivo di promuovere una cultura del consumo sostenibile, la responsabilità sociale d’impresa e la cooperazione internazionale. Prendendo ispirazione dal messaggio della lettera Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate” (n.66) si vuole sviluppare la creazione di un “centro”, di una “rete” (reale e virtuale allo stesso tempo) dove poter fare maturare i concetti di sostenibilità e responsabilità legati da una parte ai consumatori (un consumo responsabile) e dall’altra alle imprese (responsabilità sociale d’impresa) il tutto dentro la cornice dell’Unione Europea.

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Mediazione obbligatoria

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

Palazzo di Giustizia in Rome seen from Castel ...

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Il Governo accelera sulla mediazione obbligatoria in quanto non si dovrà aspettare marzo 2012 per passare necessariamente da un Organismo di mediazione per le controversie relative ai sinistri stradali e alle liti condominiali, prima di poter iniziare un giudizio presso il Giudice ordinario. Infatti, è quanto previsto dal maxiemendamento presentato dal Governo al ddl sulla stabilità tra le misure finalizzate all’efficienza e allo snellimento della giustizia.
Il maxiemendamento dispone che le controversie relative ai sinistri stradali e alle liti condominiali siano sottoposte a conciliazione obbligatoria (e cioè mediazione quale condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria ) da subito senza attendere la scadenza di marzo 2012, inizialmente stabilita dalla legge. E’ un’anticipazione importante che comporterà sicuramente una deflazione dell’attività dei Tribunali ed un aumento considerevole delle richieste di mediazione.
Il Governo completa l’opera iniziata con il D.Lgs. 28/2010 e con i provvedimenti successivi in tema di <favor mediationis>, completando le materie per cui è prevista la condizione di procedibilità. (a cura di Prof. D. Lenoci)

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Che succede nei labirinti della moneta?

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Moneta 100zł z Przemysławem II

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Ancona 3 novembre alle 17 nella Sala del Consiglio della Facoltà di Economia. Il funzionamento dei sistemi monetari moderni è assai complesso: si basa su decisioni in condizioni di incertezza e su delicati rapporti fiduciari, deve tener conto delle aspettative di molteplici attori, viene condizionato da un’ampia gamma di rischi da valutare e gestire, pone alle autorità monetarie il difficile problema di equilibrare efficienza e stabilità, liberalizzazione e regolamentazione di mercati interdipendenti e innovativi. Per fare il punto su così complesso meccanismo, il professore Pietro Alessandrini ha scritto un libro che è una mappa per orientarsi nei meandri dell’economia e della politica monetaria, di cui fornisce il quadro teorico di riferimento, i concetti chiave, gli strumenti interpretativi, i fattori di crisi, le politiche di intervento con un costante riferimento alla realtà senza tralasciare i problemi più discussi e attuali.Il libro, dal titolo “Economia e politica della moneta” (Il Mulino), sarà presentato nel corso di un incontro, presieduto da Alberto Zazzaro, che prevede gli interventi di Angelo Baglioni dell’Università Cattolica, di Riccardo De Bonis della Banca d’Italia, di Marcello De Cecco della Normale Superiore di Pisa, di Marcello Messori dell’Università Tor Vergata.
Tirerà le conclusioni Tirerà le conclusioni l’autore stesso, Pietro Alessandrini, docente di Politica Economica, di Economia Monetaria e di Politica monetaria europea all’Università Politecnica delle Marche, che chiarisce: “Avrei voluto intitolare il libro “Nel labirinto della moneta”, proprio per indicare la necessità di procedere con cautela, per non sperdersi nella rete intricata di rapporti entro la quale va collocato lo studio dell’economia monetaria: una rete che si estende a tutto il sistema finanziario, all’interno del quale è sempre più difficile isolare i confini dell’analisi monetaria. Non è soltanto un problema di aggregati monetari, che tendono ad ampliarsi. Riguarda soprattutto la rapida diffusione delle informazioni e la complessa trasmissione degli effetti su mercati più efficienti e più integrati”.

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Tagli agli sprechi dello Stato

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2011

in riserva

Ma se non si vuole incidere sugli aspetti fondamentali dell’apparato burocratico tra i quali spicca l’organizzazione della sicurezza in senso lato dei cittadini, non si comprende come mai nessuna manovra o decreto anticrisi abbia pensato a razionalizzare le decine di forze di polizia presenti sul Territorio nazionale che purtroppo si traducono in un inutile ed evidente duplicazione di servizi che potrebbero essere gestiti da un minore numero di questi apparati, garantendo comunque analoga o maggiore efficienza. Questi aspetti possono essere evidenziati da una serie di questioni pratiche che accadono quotidianamente ai cittadini. Per esempio in caso di qualsiasi emergenza, molto spesso ci troviamo nell’imbarazzo o meglio nell’incertezza su quale numero chiamare. Il 113 o 112, 115, 118, 1717 o 1515. E se si deve contattare una qualsiasi polizia locale a quale numero ci si deve rivolgere se non lo si conosce perché magari non si è del luogo.
Le polizie “ statali “ in Italia sono apparentemente sette: Polizia Di Stato, Arma Dei Carabinieri, Guardia Di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Penitenziaria, Capitaneria Di Porto, Corpo Nazionale Dei Vigili Del Fuoco. Già facendo la somma tra carabinieri, polizia e fiamme gialle, superiamo ogni record europeo.
Sommate le altre quattro, abbiamo mezzo milione di uomini. Un agente di polizia ogni 175 italiani, rispettivamente 50% e 20% in più rispetto a Gran Bretagna e Germania. Alle inevitabili duplicazioni di funzione dei ruoli delle varie polizie dell’ordinamento statale fanno da contraltare i doppioni di quelle locali.nSulle strade e non solo, infatti, accanto agli apparati dello Stato, troviamo anche la Polizia Municipale o locale, Provinciale, fino ad arrivare ai famigerati Ausiliari del Traffico. Così come sulla sicurezza alimentare, solo per fare qualche esempio, vigilano carabinieri, forestali dello Stato e delle Regioni, così come l’autorità di controllo sanitario di derivazione Asl. Quali sono i costi dipendenti da queste duplicazioni? Sarebbe forse opportuno che in un momento di crisi economica dello stato, forse qualcuno si decidesse a parlarne e prendesse gli opportuni provvedimenti per tentare una razionalizzazione delle risorse presenti.
E chi parla, – Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – è un ufficiale in congedo dell’Arma Dei carabinieri, figlio di poliziotto, che è consapevole dell’autorevole ruolo e della tradizione delle varie forze di polizia a cui va il merito di garantire la sicurezza dei cittadini nonostante l’esiguità di mezzi e risorse. Si cominci, allora immediatamente ad unificare in un unico numero telefonico quello delle emergenze, dato che pare per tale ragione l’Italia paghi sanzioni pari a 30mila euro al giorno da parte dell’Unione Europea che raggiungeranno la quota di 90mila a breve, per poi passare ad una revisione generale dei ruoli e delle competenze delle forze di polizia. Si dimostri coraggio, nel rispetto dei contribuenti, ma garantendo gli stessi o superiori livelli di sicurezza per i cittadini.

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Commissione errori sanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

“Uno straordinario lavoro che costituisce punto di riferimento per individuare nell’arco del decennio 2000-2010 sprechi, anomalie, disfunzioni e gravi lesioni del principi di legalità, trasparenza ed efficienza della spesa pubblica, con gravissimo nocumento per la salute dei cittadini e per la stessa professionalità degli operatori del settore”. E’ quanto dichiarato dal Presidente Orlando dopo la Presentazione della Relazione conclusiva sulla Sanità calabrese approvata oggi all’unanimità dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e le cause dei disavanzi sanitari regionali. La mancanza di un processo di razionalizzazione della rete ospedaliera calabrese con conseguenti inappropriatezze nell’utilizzo delle risorse ed evidenti riflessi sui livelli di assistenza garantiti alla popolazione; un tasso di ospedalizzazione molto alto per sopperire, spesso, alla mancanza di risposte assistenziali alternative in strutture di lungodegenza; un elevato numero di dirigenti medici rispetto agli operatori del comparto. E’ il quadro della sanità calabrese, dal punto di vista della qualità del Servizio, evidenziato dalla Commissione nella relazione conclusiva. Ancor più grave quanto emerge dal punto di vista della situazione finanziaria della Sanità in Calabria, ovvero: dati contabili inaffidabili, carenza di un efficiente sistema di controllo, eccessivo ricorso alle anticipazioni di cassa, disarmonia tra programmazione annuale e budget. A questo si aggiungono illegittimità nell’acquisto dei farmaci; inosservanza delle norme in materia di appalti pubblici; mancata utilizzazione di strutture e apparecchi medico-sanitari; pagamento di fatture riferibili ad operazioni inesistenti; ritardato pagamento ai fornitori; illegittimo conferimento di incarichi professionali e consulenze. “La Commissione – ha proseguito Orlando – ha indicato con precisione quanto si può e si deve fare per una svolta, anche culturale, che recuperi la salute come un diritto e non come un favore e che rispetti le professionalità secondo i meriti e non secondo le appartenenze”. “La Commissione, che pure ha studiato e condannato il passato, che pure ha chiesto e chiede che vengano fatte valere tutte le responsabilità, senza sconti o inaccettabili difese corporative, intende dare il proprio contributo affinché in futuro tutti coloro che hanno responsabilità nel settore facciano ciò che dicono di voler fare e non dicano più con proclami e annunci ciò che sanno che non faranno o non potranno fare. Questo rigore, che ha ispirato la Commissione dovrà ispirare il comportamento di tutti e di ciascuno perché finalmente i calabresi smettano di esser discriminati con riferimento ad un diritto fondamentale come il diritto alla tutela della salute” ha concluso Orlando. Dati e considerazioni alla base della relazione della Commissione d’inchiesta, sono il frutto di un percorso di indagine iniziato nell’autunno 2009, a seguito del ripetersi, con frequenza, di casi di presunto errore sanitario tali da creare allarme sociale nella popolazione. Nel corso di questi mesi sono state effettuate missioni e sopralluoghi (presso l’Ospedale di Locri e gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria) e sono stati ascoltati gli amministratori locali (l’allora presidente della regione Agazio Loiero, il dirigente generale per la tutela della salute della regione,Andrea Guerzoni e l’attuale presidente, Giuseppe Scopelliti). Contributo fondamentale all’indagine è stato tratto dalla Relazione fornita dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e dall’acquisizione di atti e documenti dei due tavoli nazionali di controllo (Palumbo e Massicci, relativi, rispettivamente all’aspetto qualitativo ed economico del Servizio sanitario nazionale). Importanti elementi sono, infine, emersi dall’incontro con il Presidente e del Procuratore della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Regione Calabria. (Livia Parisi)

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Disomogeneità del federalismo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Da quando è entrato in vigore, il decentramento regionale delle competenze sulla sanità ha comportato un ampliamento significativo delle differenze fra Regioni, con un federalismo che rischia di travolgere i territori più deboli, perché è portato avanti senza fare sì che gli standard di costo e servizio delle eccellenze diventino un dato comune. La denuncia è di Paolo Tagliavini, presidente di Federfarma Servizi, intervenuto al convegno di giovedì scorso “Federalismo e distribuzione farmaceutica. I criteri di misurazione dell’efficienza”. «Come distribuzione farmaceutica» spiega Tagliavini, «ci auguriamo il superamento della frammentarietà dell’assistenza e degli squilibri territoriali, non solo tra regione a regione, ma anche tra le Asl». Frammentarietà di cui non mancano esempi: «Basti pensare che i farmaci a base del principio attivo bicalutamide, utilizzati per la cura del carcinoma alla prostata, vengono distribuiti per la quasi totalità in farmacia nel Lazio, in Puglia, in Lombardia e in Basilicata, mentre passano quasi totalmente per le Asl in Abruzzo e Molise. Per quanto riguarda poi i pazienti affetti da sindrome coronarica, una patologia in forte diffusione, possono curarsi quasi completamente nei presidi sul territorio in Piemonte, Val d’Aosta e Basilicata, mentre in Abruzzo e Molise devono recarsi presso le Asl, dove vengono distribuiti l’80% dei medicinali per questa malattia». E ancora: i farmaci a base di aripiprazolo, per il trattamento della schizofrenia, sono disponibili in farmacia per la quasi totalità in Liguria, Lazio, Abruzzo e Molise, mentre in Campania per oltre il 50% sono erogati dalle Asl. «È alla luce di questa situazione che riteniamo si debba fare ancora molto per garantire un accesso uniforme all’assistenza sanitaria su tutto il territorio nazionale, superando l’attuale frammentazione del sistema distributivo».

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