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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘egitto’

Attentato in Egitto: “Il fondamentalismo è ancora vivo in molti cuori”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

cairoCairo. L’attacco terroristico alla chiesa copta di Helwan, a sud del Cairo, fa scorrere ancora una volta sangue cristiano. Siamo vicini ai feriti, alle famiglie delle vittime e a tutta la minoranza copta. La vicinanza di Aiuto alla Chiesa che Soffre non si ferma tuttavia alle parole. Occorre rappresentare concretamente l’idea di una grande comunità solidale con chi soffre l’aggressione del terrorismo fondamentalista solo perché cristiano. Ecco perché a fine gennaio 2018 ci recheremo in Egitto insieme al vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, e insieme visiteremo i luoghi teatro dei recenti attacchi terroristici. Ecco perché dal 2011 ACS ha finanziato in questa nazione progetti per un totale di 4.618.798 euro. Continueremo a farlo ancora con maggiore slancio. In particolare vogliamo continuare a sostenere, come abbiamo già fatto in passato, la messa in sicurezza dei luoghi di culto. Lo faremo consapevoli di un fatto: a prescindere dalla sigla terroristica che rivendicherà l’attacco di oggi, la sconfitta militare dell’ISIS non equivale all’eliminazione dell’ideologia politico-religiosa islamista. Il fondamentalismo è ancora vivo in molti cuori, e ne fanno le spese gli innocenti.

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Cristiani egiziani: vittime ma anche strumento della missione cristiana

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

alessandriaAlessandria (Egitto) «Gli attentati a Tanta, Alessandria e Minya e l’uccisione dei 21 copti in Libia hanno spinto in molti a convertirsi all’idea del Cristianesimo», così il patriarca copto cattolico Ibrahim Isaac Sidrak nel corso di una conferenza organizzata questa mattina a Roma presso l’Associazione Stampa estera. «Ciò dimostra che in Egitto i copti non sono soltanto vittime di attacchi, ma anche strumento della missione cristiana».Il leader della Chiesa copto-cattolica egiziana ha riferito di come i copti abbiano mostrato, anche dopo gli ultimi drammatici avvenimenti, una fede incrollabile. Tuttavia la paura spinge alcuni a lasciare il Paese.Il patriarca ha poi descritto l’attuale situazione nel Paese, per il quale non esistono statistiche ufficiali relative alle minoranze cristiane. «È per evitare problemi con i fondamentalisti», ha affermato notando come in Egitto i cristiani soffrano discriminazione anche a livello lavorativo. La Chiesa è fortemente impegnata in ambito sociale ed educativo. «Gestiamo scuole, ospedali e programmi di promozione delle dignità della donna. Sfortunatamente negli ultimi anni ci hanno permesso di aprire soltanto sei delle nostre scuole, che invece potrebbero contribuire in modo determinante a quel cambiamento profondo del sistema educativo di cui oggi abbiamo davvero bisogno».
A proposito dei rapporti con la Chiesa copta ortodossa, il prelato ha parlato dell’ottima relazione con il Papa Tawadros II, sottolineando tuttavia che «una parte del clero continua a coltivare un senso di rifiuto dell’altro» e che non si è ancora risolto – come invece auspicato durante la recente visita di Papa Francesco in Egitto – il problema dei “ribattesimi”. In molti casi, infatti, la Chiesa ortodossa continua ad imporre il proprio battesimo ai cattolici che intendono sposare un fedele ortodosso oppure essere padrino o madrina ad un battesimo ortodosso.In Egitto i cristiani combattono ancora oggi contro il fondamentalismo, che ha permeato istituzioni come l’Università di al-Azhar, principale centro d’insegnamento religioso dell’Islam sunnita. «Un tempo vi uscivano molti pensatori liberi, liberi di pensare e criticare anche la stessa Istituzione religiosa – ha detto il patriarca Sidrak – ma oggi vi sono degli elementi estremisti al suo interno. Al Azhar è un ateneo con studenti che provengono da tutto il mondo ed è necessario che si apra anche ad altre fedi. C’è bisogno di un cambiamento del pensiero religioso».

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Copti in Egitto: una comunità sotto attacco

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

attentato egittoRoma. La conferenza stampa avrà luogo alle ore 11 presso l’Associazione Stampa estera, in via dell’Umiltà 83/C La conferenza ospiterà la testimonianza di Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, Patriarca della Chiesa copto-cattolica in Egitto, per alcuni giorni in Italia ospite di ACS. Nel corso della visita sono stati organizzati incontri a Roma e Milano.Il Patriarca descriverà le condizioni di una comunità recentemente ferita da gravi accadimenti quali le stragi avvenute nella Domenica delle Palme a Tanta e ad Alessandria e l’attentato del maggio scorso a Minya. «La Passione di Cristo continua oggi nel suo popolo», ha dichiarato il prelato copto cattolico in un messaggio di cordoglio.«I cristiani in Egitto sono sotto attacco – ha affermato il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – Per ACS è prioritario sostenerli, attraverso progetti concreti, ma soprattutto dando voce alla loro sofferenza e ospitando eminenti rappresentanti della comunità locale come Sua Beatitudine il Patriarca Sidrak».
All’intervento del direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro, seguirà la testimonianza di Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak ed il dibattito moderato dalla portavoce di ACS-Italia, Marta Petrosillo. Concluderà l’incontro il presidente di ACS-Italia, Alfredo Mantovano.

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The First Edition of El Gouna Film Festival

Posted by fidest press agency su domenica, 1 ottobre 2017

film festival1The first edition of El Gouna Film Festival (“GFF”) inaugurated last week with a star-studded red carpet event that took place in the coastal city of El Gouna. International celebrities, including Forest Whitaker, Dylan McDermott, Michael Madsen, Emmanuelle Béart and Vanessa Williams attended the festival along with Egyptian and Arabic stars and filmmakers. Also in attendance in the festival was inspirational filmmaker Oliver Stone. The festival’s slogan “Cinema For Humanity” reflected on its overall activities. GFF was established to underscore the role film plays in promoting cultural interaction. This was also supported by GFF’s filmmaking business development and industry creative arm, CineGouna.The CineGouna Platform, a creative business hub designed to support aspiring filmmakers in the MENA region, aims to nurture and support promising cinematic talents. The CineGouna Springboard is the project development and co-production lab offered by GFF. On the other hand, the CineGouna Bridge offers specialized panel discussions, round-tables, workshops and masterclasses presented by filmmaking professionals from around the world. Among the main speakers in the CineGouna Masterclasses were Forest Whitaker and Oliver Stone.GFF presented a selection of recent films from around the globe with over 70 entries, including two World Premiers for the documentary “Soufra” by Thomas Morgan and Egyptian feature film “Photocopy” by Tamer El Ashry. The programme includes three main competitive sections as follows; the Feature Narrative Competition, the Feature Documentary Competition and the Short Films Competition. The festival offered competition winners monetary prizes exceeding US$ 200,000 in total.The festival also paid tribute to three Egyptian, Arab and international leading film industry figures who have enriched the art of cinema in their own way, including international star and humanitarian Forest Whitaker, Egyptian movie star Adel Imam and Lebanese film critic Ibrahim Al Aris.GFF Founder Naguib Sawiris said: “I’ve always dreamt about turning El Gouna into a hub for arts and culture. Now that we’ve launched GFF, the city is more complete and has almost achieved our full vision of creating a fully integrated society. I’ve always been a film lover, and GFF is a perfect representation of how I wanted to see the film industry in Egypt and the region. I look forward to hosting the next edition already.” (photo: film festival)

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È in corso il lancio della prima edizione dell’El Gouna Film Festival

Posted by fidest press agency su domenica, 1 ottobre 2017

Attending Stars (PRNewsfoto/El Gouna Film Festival)EL GOUNA, Egitto. La prima edizione dell’El Gouna Film Festival (“GFF”) è stata inaugurata la settimana scorsa con un evento da red carpet che ha visto la partecipazione di numerose star nella città costiera di El Gouna. Celebrità internazionali, tra cui Forest Whitaker, Dylan McDermott, Michael Madsen, Emmanuelle Béart e Vanessa Williams, hanno partecipato al festival insieme a star e registi egiziani e arabi. Al festival ha partecipato anche il visionario regista Oliver Stone. Lo slogan del festival “Cinema For Humanity” riflette lo spirito delle sue attività generali. Il GFF è stato istituito per sottolineare il ruolo del cinema nella promozione dell’interazione culturale. Questo obiettivo è stato promosso anche dal partner creativo nel campo dello sviluppo delle attività di produzione cinematografica e di settore di GFF, CineGouna. La piattaforma CineGouna, un centro di business creativo progettato per sostenere gli aspiranti registi della regione del MENA, mira a coltivare e fornire supporto alle promesse dell’industria cinematografica. Il CineGouna Springboard è il laboratorio di sviluppo dei progetti e co-produzione offerto dal GFF. Allo stesso tempo, il CineGouna Bridge offre gruppi di discussione specializzati, tavole rotonde, workshop e masterclass presentati da professionisti del settore cinematografico di tutto il mondo. Tra i relatori principali delle masterclass del CineGouna c’erano Forest Whitaker e Oliver Stone.Il GFF ha presentato una selezione di film recenti provenienti da tutto il mondo con l’inclusione di oltre 70 opere, tra cui due prime mondiali per il documentario “Soufra” di Thomas Morgan e il lungometraggio egiziano “Photocopy” di Tamer El Ashry. Il programma del concorso prevede tre sezioni principali: il concorso narrativo, il concorso per documentari e il concorso per cortometraggi. Il festival ha offerto ai vincitori del concorso premi in denaro per un totale di oltre 200.000 USD.Il festival ha anche reso omaggio a tre personalità del cinema egiziano, arabo e internazionale che hanno arricchito a modo loro l’arte del cinema, tra cui la star internazionale e umanitaria Forest Whitaker, la star egiziana Adel Imam e il critico cinematografico libanese Ibrahim Al Aris.Naguib Sawiris, fondatore del GFF, ha dichiarato: “Ho sempre sognato di trasformare El Gouna in un centro di arte e cultura. Ora che abbiamo lanciato il GFF, la città è più completa e sarà presto in grado di conseguire la nostra visione totale di creazione di una società pienamente integrata. Sono da sempre un amante del cinema e il GFF è una rappresentazione perfetta della mia visione auspicata per l’industria cinematografica in Egitto e nella regione. Non vedo l’ora di ospitare la prossima edizione”. (foto: film festival)

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Luxor: Acs ricostruirà la cattedrale distrutta da un incendio

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

cattedrale egitto«Una ferita aperta nel cuore della diocesi». Così Monsignor Emmanuel Bishay, vescovo copto cattolico di Luxor in Egitto, descrive ad Aiuto alla Chiesa che Soffre le condizioni in cui versa ancora oggi la Cattedrale di San Giorgio, distrutta da un incendio il 21 aprile 2016. In questi giorni ACS ha lanciato una campagna di raccolta fondi per la ricostruzione della chiesa.Il rogo, le cui cause sono tuttora sconosciute, rappresenta l’ennesimo dolore per i fedeli di questa diocesi dell’Alto Egitto. Nell’agosto del 2013 quando i sostenitori del deposto presidente Mohammed Morsi hanno sfogato la loro ira sui cristiani, Luxor è stata tra le diocesi più colpite e i manifestanti sono giunti fino alle porte del vescovado urlando «morte ai cristiani!».Poi il 27 dicembre 2015, la morte improvvisa di monsignor Johannes Zakaria, vescovo di Luxor sin dal 1994. Infine il 10 giugno 2016, i circa 20mila fedeli della diocesi non hanno potuto neanche assistere all’ordinazione di monsignor Bishay nella Cattedrale di San Giorgio, perché questa era già stata arsa dalle fiamme.I periti hanno giudicato totalmente inagibile l’edificio, che andrà dunque ricostruito. «Ogni giorno i miei fedeli mi chiedono quando potranno avere nuovamente la loro cattedrale», afferma monsignor Bishay spiegando come la chiesa rappresenti il fulcro della diocesi. È qui infatti che avvenivano le riunioni diocesane, gli incontri con le famiglie, la pastorale giovanile, la formazione dei catechisti e ovviamente le celebrazioni liturgiche. «È l’unica chiesa in grado di accogliere 4500 fedeli – spiega il vescovo – Ora cattedrale egitto1siamo costretti a celebrare le funzioni in una sala vicina che tuttavia ha soltanto un terzo della capienza di San Giorgio. Alle messe di Natale e di Pasqua, in tanti non sono venuti perché sapevano che non avrebbero trovato posto».Una priorità assoluta dunque ricostruire la cattedrale così come ha scritto, appoggiando la richiesta del vescovo, il Patriarca copto cattolico Ibrahim Sidrak, che ha invitato i benefattori di ACS ad essere generosi.La restituzione dell’edificio di culto donerà forza ad una comunità provata dai recenti attentati e dalle conseguenze economiche da essi provocate. «Luxor – afferma monsignor Bishay – vive principalmente di turismo ed ogni volta che si verificano attacchi come quello dei giorni scorsi a Hurgada o i due attentati della Domenica delle Palme, moltissime prenotazioni vengono cancellate. È dalle rivolte del 2011 che non c’è più stabilità, e le famiglie cristiane che vivono di turismo sono ormai disperate».«I cristiani in Egitto sono sotto attacco – afferma il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – vittime di attentati a ripetizione anche durante le Sante Messe. Per ACS è prioritario sostenerli, anche restituendo ai cristiani di Luxor e ai 27 sacerdoti e le 67 religiose che animano la comunità, un luogo degno in cui pregare». (foto: cattedrale egitto)

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Egitto – Monteduro (ACS): Agli attentati rispondiamo formando 400 ragazzi

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

cairoCairo. La minoranza cristiana egiziana, scossa da due attentati a Tanta e ad Alessandria, piange almeno 47 morti, senza contare centinaia di feriti. È da accogliere positivamente il fatto che il presidente Al-Sisi abbia dichiarato lo stato di emergenza. L’auspicio è che ciò possa garantire una maggiore sicurezza per la popolazione, sia cristiana sia musulmana, a meno di venti giorni dalla visita di Papa Francesco.
Non sappiamo ancora quale possa essere la chiave di lettura più appropriata. La prima possibile causa è la persecuzione religiosa. Gli attentati infatti si verificano prevalentemente in coincidenza dei tempi liturgicamente forti: la strage verificatasi nella cattedrale di Abbasseya, al Cairo, pochi giorni prima dello scorso Natale, e ora quella della Domenica delle Palme, a ridosso della Pasqua. Se questa fosse la principale causa, allora si dovrebbe parlare di vero e proprio odio alla fede. La seconda chiave di lettura è quella prevalentemente politica: dal 2013 i gruppi estremisti musulmani accusano la comunità cristiana di aver contribuito in maniera decisiva alla caduta di Morsi; dunque gli attentati di ieri come un’ulteriore forma di vendetta. La terza chiave di lettura, qualora sia accertata la responsabilità dell’ISIS, potrebbe essere ricondotta alla necessità del cosiddetto Stato Islamico di dimostrare la propria vitalità mentre viene ridimensionato in altre aree mediorientali come l’Iraq e la Siria.
Ciò che è certo, l’orrore irrompe ancora una volta nella vita quotidiana della minoranza cristiana. Alla distruzione del futuro dei cristiani in Egitto Aiuto alla Chiesa che Soffre stamane ha deciso di contrapporre la speranza nel futuro, nella forma concreta di un progetto. Si tratta del “Programma di formazione spirituale della gioventù 2017” del Patriarcato copto cattolico di Alessandria d’Egitto. In particolare, il Diakonia Development Center del Patriarcato ha programmato per l’anno in corso una serie di incontri, seminari, conferenze e workshops indirizzati a 400 giovani laici. La formazione prevista dal Programma, diretta a prepararli alle loro future attività nel contesto sociale e in ambito ecclesiale, consentirà loro di diventare cittadini responsabili e cristiani consapevoli. È un esempio di come si possa rispondere cristianamente a chi è impegnato a trasmettere un’ideologia di morte alle nuove leve del terrorismo jihadista.

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ACS-Italia: In Egitto da alcuni mesi barbarie irrefrenabile

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 aprile 2017

egittoÈ la Domenica delle Palme, e la memoria della Passione di Nostro Signore fa da sfondo a quella, attuale, della comunità cristiana in Egitto. A 20 giorni dalla visita di Papa Francesco in quella nazione, cellule dell’estremismo islamico colpiscono la minoranza cristiana, quasi 4,2 milioni di persone. Da alcuni mesi la barbarie è irrefrenabile. Ricordiamo il precedente dello scorso dicembre: 26 morti nella cattedrale copta de Il Cairo. Ricordiamo i sette omicidi, tutti ispirati all’odio religioso, nei primi mesi del 2017 nel nord del Sinai.
Da al-Sisi giungono segnali diplomaticamente confortanti: dalla partecipazione alla Messa di Natale alle personali condoglianze ai familiari dell’attentato del dicembre scorso, fino alla progettazione di una grande chiesa alla periferia de Il Cairo. Segnali apprezzabili, ma ora la priorità è la sicurezza. I Cristiani ne hanno pieno diritto. Ci aspettiamo che il governo egiziano dia prova di fermezza e decisione in tal senso.
Mai come in questo momento la visita del Santo Padre è fondamentale. Il suo Viaggio servirà a sostenere una comunità cristiana oggi provata da altri due gravi atti terroristici, e a proseguire nella strada del dialogo aperto e franco con i musulmani egiziani. E’ auspicabile che, ad un più convinto impegno delle Istituzioni sul fronte della pubblica sicurezza, si accompagni anche un pari sforzo delle componenti più illuminate dell’Islam nazionale, le quali dispongono degli strumenti culturali per prosciugare il brodo di coltura del jihadismo.
La comunità di ACS è vicina alle vittime e alle loro famiglie. Ora più che mai è opportuno pregare per loro, sensibilizzare circa la minaccia che incombe sulle minoranze, e agire attraverso i progetti a sostegno dei nostri fratelli perseguitati.

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“La Campania e il commercio orientale dell’Impero romano attraverso l’Egitto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

mediterraneoPompei lunedì 20 giugno alle ore 17.00 nell’Auditorium degli Scavi di Pompei, ad inaugurare il ciclo di conversazioni intitolato “Mediterraneo” che, promosso dalla Soprintendenza Pompei con Electa, animerà l’area archeologica nel mese di settembre. L’incontro avrà come oggetto le straordinarie ricchezze d’Egitto, terra strategica nelle rotte commerciali dell’Impero romano con l’Oriente, particolarmente importante e ricca di fascino per la cultura e lo sviluppo dell’area campana.Questa prima conversazione costituisce una sorta di ponte ideale – oltre che un’occasione di approfondimento – tra la mostra “Egitto Pompei”, fino al 2 novembre alla Palestra Grande degli Scavi, e l’apertura, il 29 giugno prossimo, di una nuova sala al MANN di Napoli per “Egitto Napoli. Dall’Oriente”. Frutto della collaborazione tra la Soprintendenza Pompei, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museo Egizio, uniti nel progetto scientifico “Egitto Pompei”, le due esposizioni nascono infatti dal desiderio di raccontare influssi e innesti spirituali, sociali, artistici e politici che, nati o transitati per la terra del Nilo, hanno poi trovato diffusione in Campania. Nel crocevia degli scambi, a partire dalla fine del II sec. a.C., Pompei ha senz’altro avuto un ruolo di rilievo.
Come rappresenta la mostra allestita negli Scavi, a cura di Massimo Osanna e Marco Fabbri con Simon Connor, dove l’Egitto dei grandi faraoni e delle terribili divinità Sekhmet si unisce agli Aegyptiaca, accompagnati da una video installazione di Studio Azzurro. Mentre al MANN di Napoli si raccoglieranno le testimonianze del culto isiaco e delle altre religioni orientali con cui il mondo romano venne in contatto. A legare i due racconti, Pompei e il Mediterraneo, osservatori privilegiati per conoscere il passato e riflettere, anche, sul presente con i suoi recenti, drammatici accadimenti. Di questo e di molto altro, si parlerà con il professore Jean-Pierre Brun, in un viaggio a ritroso nel tempo dall’antico Egitto a una delle aree archeologiche più ammirate e visitate, parte integrante di un patrimonio mondiale che proprio dalla meditazione sull’antico ha tratto le basi del pensiero moderno.

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Regeni: Lorusso (Fnsi), “a Sarajevo per Giulio”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2016

regeni1“Verità e giustizia per Giulio Regeni. Costituzione di un coordinamento dei sindacati dei giornalisti europei per la tutela della libertà di stampa e per mettere in campo azioni di sostegno dei cronisti minacciati. Sono due delle principali proposte che la FNSI sottoporrà all?assemblea dell?Efj, la federazione europea dei giornalisti, in programma il 25 e il 26 aprile a Sarajevo, dedicata alla libertà di stampa e alla tutela dei diritti e alla lotta al precariato”. Lo scrive il segretario Fnsi Raffaele Lorusso in un editoriale su http://www.articolo21.info. “Con la mozione sul caso Regeni, il sindacato dei giornalisti italiani intende portare all?attenzione dei colleghi e dei Paesi europei la necessità di fare chiarezza sulle circostanze che hanno portato alla barbara uccisione in Egitto del giovane ricercatore italiano. La mobilitazione intorno al suo caso serve anche a sottoporre alle istituzioni europee la situazione di tutti i Giulio Regeni del mondo, molti dei quali sono giornalisti che scontano in carcere o con pesanti minacce il loro essere al servizio della verità. Per questa ragione, la FNSI chiederà all’Efj e ai colleghi degli altri sindacati europei di costituire proprio a Sarajevo un coordinamento che abbia il compito di promuovere incontri con i vertici del Parlamento e della Commissione europea sui temi della libertà di stampa e sulla necessità di assicurare efficaci forme di tutela a tutti cronisti minacciati. Allo stesso tempo, la FNSI, insieme con l’Efj, si farà promotrice dellìistituzione di uno sportello europeo di assistenza e tutela dei cronisti minacciati”.

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Regeni: amareggiati per esito vertice

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2016

farnesina“Il fallimento del vertice tra le procure italiana ed egiziana sul caso Regeni ci lascia amareggiati ed è una notizia molto negativa, anzitutto perché non porta elementi di chiarezza e di conforto alla famiglia, alla quale va tutta la mia vicinanza. Inoltre essa si inserisce in un momento in cui un clima positivo nelle relazioni tra la comunità internazionale e l’Egitto dovrebbe costituire un elemento fondamentale per il processo di stabilizzazione della Libia e dell’intera regione medio orientale. Personalmente sono piuttosto sorpreso, avendo udito pochi giorni fa direttamente dalla voce del presidente Al Sisi e del ministro degli esteri egiziano, nel corso dell’incontro con l’ufficio di presidenza della Assemblea Parlamentare della NATO, parole di rassicurazione sulla volontà egiziana di fornire alle autorità italiane tutte le informazioni richieste per giungere rapidamente alla individuazione della verità”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato.“Evidentemente – aggiunge – in casa egiziana i rapporti non sono affatto chiari e si va consolidando l’impressione che i giochi di potere interni stiano prevalendo perfino sugli interessi internazionali del Paese. La situazione creatasi è grave non solo per quanto riguarda i rapporti bilaterali tra Italia ed Egitto, ma anche per il fatto che l’immagine internazionale egiziana rischia di restare fortemente compromessa in termini di credibilità. Questo getta ombre preoccupanti sull’intero sforzo di stabilizzazione del quadrante nordafricano, a partire dalla Libia, dove la crisi innescata dalla drammatica vicenda di Giulio Regeni, nonostante il continuo tentativo egiziano di considerarlo un caso isolato e minore, potrebbe divenire elemento di ulteriore destabilizzazione”.E conclude: “Ora resta solo da augurarsi che l’inevitabile richiamo del nostro ottimo Ambasciatore Massari, prontamente attivato dalla Farnesina, possa rappresentare la mossa che costringa il governo egiziano a rompere gli indugi e a porre fine ai maldestri tatticismi visti finora per stabilire finalmente e senza infingimenti una verità che sta a cuore alla famiglia di Giulio, a tutti gli italiani ma anche alla gran parte dei cittadini del mondo occidentale, inorriditi dalla tragica sorte del nostro giovane ricercatore. I prossimi giorni saranno cruciali e il nostro governo dovrà continuare la propria azione diplomatica con la fermezza e la determinazione finora dimostrate, cogliendo al tempo stesso ogni segnale positivo che ci auguriamo possa provenire da parte egiziana”.

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Caso Regeni: Ritiro ambasciatore italiano in Egitto

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2016

regeni1“Con il ritiro dell’ambasciatore italiano dall’Egitto dal Governo arriva un primo segnale forte e importante visto il fallimento dell’incontro tra gli inquirenti italiani ed egiziani. È una vicenda complessa e delicata che necessita di un incrocio sia di indagini accurate che di lavoro diplomatico. Abbiamo dimostrato che sappiamo alzare la voce quando è necessario farlo. In questo caso oltre che necessario era soprattutto opportuno. Dobbiamo ottenere un risultato, e continueremo senza sosta a lavorare per questo. Deve emergere la verità per onorare il ricordo di Giulio e il dolore dei suoi familiari”. A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa.

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Caso Regeni: vertice fallito

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2016

regeni“Il fallimento del vertice tra le procure italiana ed egiziana sul caso Regeni ci lascia amareggiati ed è una notizia molto negativa, anzitutto perché non porta elementi di chiarezza e di conforto alla famiglia, alla quale va tutta la mia vicinanza. Inoltre essa si inserisce in un momento in cui un clima positivo nelle relazioni tra la comunità internazionale e l’Egitto dovrebbe costituire un elemento fondamentale per il processo di stabilizzazione della Libia e dell’intera regione medio orientale. Personalmente sono piuttosto sorpreso, avendo udito pochi giorni fa direttamente dalla voce del presidente Al Sisi e del ministro degli esteri egiziano, nel corso dell’incontro con l’ufficio di presidenza della Assemblea Parlamentare della NATO, parole di rassicurazione sulla volontà egiziana di fornire alle autorità italiane tutte le informazioni richieste per giungere rapidamente alla individuazione della verità”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato.“Evidentemente – aggiunge – in casa egiziana i rapporti non sono affatto chiari e si va consolidando l’impressione che i giochi di potere interni stiano prevalendo perfino sugli interessi internazionali del Paese. La situazione creatasi è grave non solo per quanto riguarda i rapporti bilaterali tra Italia ed Egitto, ma anche per il fatto che l’immagine internazionale egiziana rischia di restare fortemente compromessa in termini di credibilità. Questo getta ombre preoccupanti sull’intero sforzo di stabilizzazione del quadrante nordafricano, a partire dalla Libia, dove la crisi innescata dalla drammatica vicenda di Giulio Regeni, nonostante il continuo tentativo egiziano di considerarlo un caso isolato e minore, potrebbe divenire elemento di ulteriore destabilizzazione”.E conclude: “Ora resta solo da augurarsi che l’inevitabile richiamo del nostro ottimo Ambasciatore Massari, prontamente attivato dalla Farnesina, possa rappresentare la mossa che costringa il governo egiziano a rompere gli indugi e a porre fine ai maldestri tatticismi visti finora per stabilire finalmente e senza infingimenti una verità che sta a cuore alla famiglia di Giulio, a tutti gli italiani ma anche alla gran parte dei cittadini del mondo occidentale, inorriditi dalla tragica sorte del nostro giovane ricercatore. I prossimi giorni saranno cruciali e il nostro governo dovrà continuare la propria azione diplomatica con la fermezza e la determinazione finora dimostrate, cogliendo al tempo stesso ogni segnale positivo che ci auguriamo possa provenire da parte egiziana”.

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Caso Regeni gestito male dal governo?

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2016

giulio regeni“Sul caso Regeni il governo, come sempre, si è mosso tardi, e male”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Due anni che non fa nulla, il governo Renzi, per il caso dei Marò, e nel caso Regeni silente, protestante, arrabbiato, acquiescente. Non è così che si fa politica internazionale, non è così che si chiede la verità. In ogni caso noi andremo avanti, andremo avanti a chiedere la verità qualunque cosa possa succedere. Non è possibile che la dignità del nostro Paese venga messa sotto i piedi, soprattutto se di mezzo c’è una vita, una giovane vita, che non meritava di essere stroncata per nessuna ragione”. “Il governo doveva fare di più sin dall’inizio e non lo ha fatto. Adesso, devo dire, ho apprezzato Gentiloni, anche se, ripeto, tardivo”, ha sottolineato Brunetta.

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Egitto: parlamentare espulso perchè “colpevole” di essere stato in Israele

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2016

Tawfik OkashaCairo 403 parlamentari egiziani, pari a più di due terzi della Camera, hanno votano l’espulsione del parlamentare Tawfiq Okasha (che è anche un popolare conduttore televisivo) “colpevole” d’essersi incontrato la scorsa settimana con l’ambasciatore d’Israele al Cairo, Haim Korem. L’Egitto ha piene relazioni diplomatiche con Israele dal 1979, ma nella società egiziana i rapporti diretti con lo stato ebraico rimangono un pesante tabù.
L’espulsione del deputato Tawfik Okasha dal parlamento egiziano “rappresenta un segnale inviato a Israele” per dimostrare che Il Cairo non accetterà mai una normalizzazione dei rapporti con quel paese. E’ quanto ha affermato il presidente del partito di sinistra egiziano Tagammu, Ali Abdel Al, intervistato dall’emittente televisiva “al Ghad”. “Con questa decisione – ha aggiunto – il parlamento del Cairo ha voluto far capire che non ha accettato il fatto che Akkash si sia incontrato con l’ambasciatore israeliano e abbia discusso con lui della situazione della sicurezza in Egitto. Per quanto ci riguarda Akkash ha violato i nostri principi per il suo incontro con l’ambasciatore israeliano e chiediamo provvedimenti per i 12 deputati che lo hanno difeso in quanto in parlamento nessuno deve consentire la normalizzazione dei rapporti con Israele“. (Fonte: Israele.net, 3 Marzo 2016)
Nella foto in alto: il parlamentare egiziano Tawfik Okasha (a destra) durante il suo incontro con l’ambasciatore d’Israele al Cairo Haim Koren

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SACE all’incontro bilaterale Italia – Egitto – annunciati 5 miliardi di nuovi progetti allo studio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2015

egittoSACE annuncia nuove operazioni allo studio a sostegno di export e investimenti di imprese italiane per 5 miliardi di euro e conferma il proprio impegno nel Paese, uno dei mercati più strategici per l’Italia nell’area del Mediterraneo.L’annuncio avviene in occasione dell’incontro bilaterale tra il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il Ministro egiziano per gli Investimenti Ashraf Salman, al quale ha partecipato anche Alessandro Castellano, amministratore delegato di SACE.In Egitto, SACE conta già su un portafoglio d’impegni assicurati pari a circa 1,6 miliardi di euro, concentrati prevalentemente nei settori dell’energia, del petrolchimico e delle infrastrutture e costruzioni che coinvolgono sia grandi società italiane che tante PMI.Un dinamismo che trova pieno riscontro anche nelle relazioni economiche tra i due Paesi. L’Italia è uno dei principali partner commerciali dell’Egitto, con un export pari a 2,8 miliardi di euro nel 2014, e conta sulla presenza stabile di oltre 100 imprese italiane nel Paese. Secondo le stime di SACE, l’export italiano verso l’Egitto potrebbe raggiungere i 3,4 miliardi di euro entro il 2018, registrando un +21% in 4 anni.SACE ha recentemente rinnovato il proprio impegno con il Paese, firmando un Memorandum of Understanding con il Ministero dell’Industria egiziano e ponendo le basi per una più stretta collaborazione con il paese nordafricano. Il governo egiziano, in particolare, ha varato il programma di investimenti Egypt the Future, che prevede 49 progetti in 8 settori strategici, in cui il Made in Italy può posizionarsi bene e cogliere le opportunità ad essi connesse. Per sostenere le imprese italiane che continuano a trovare nella sponda sud del Mediterraneo una destinazione privilegiata per le proprie esportazioni e investimenti, SACE ha inoltre costituito un Desk dedicato al Medio Oriente e Nord Africa.

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Da ottobre Bologna diventa la capitale dell’Egitto antico

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

egittoegitto1Dal 16 ottobre 2015 al 17 luglio 2016 il Museo Civico Archeologico ospita Egitto. Splendore Millenario. La mostra, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è prodotta da Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Archeologico e da Arthemisia Group e curata da Paola Giovetti, responsabile del Museo e Daniela Picchi, curatore della sezione egiziana.
Sotto le due torri rivive lo splendore di una civiltà millenaria e unica che da sempre affascina tutto il mondo: l’Egitto delle Piramidi, dei Faraoni, degli dei potenti e multiformi, ma anche l’Egitto delle scoperte sensazionali, dell’archeologia avvincente, del collezionismo più appassionato, dello studio più rigoroso. Il racconto di oltre quattro millenni di storia dell’Antico Egitto attraverso più di 500 opere d’inestimabile bellezza.La mostra Egitto, che apre al Museo Civico Archeologico di Bologna, non è solo un’esposizione di fortissimo impatto visivo e scientifico, ma è anche un’operazione che non ha precedenti nel panorama internazionale: la collezione egiziana del Museo Nazionale di Antichità di Leiden in Olanda – una delle prime dieci al mondo – e quella di Bologna – tra le prime in Italia per numero, qualità e stato conservativo dei suoi oggetti, si uniranno integrandosi in un percorso espositivo di circa 1.700 metri quadrati di arte e storia.Saranno 500 i reperti, databili dal Periodo Predinastico all’Epoca Romana, che dall’Olanda giungeranno al museo bolognese.
E assieme ai capolavori di Leiden e Bologna, la mostra ospiterà importanti prestiti del Museo Egizio di Torino e del Museo Egizio di Firenze, all’insegna di un network che vede coinvolte le principali realtà museali italiane.
egitto2Per la prima volta saranno esposti l’uno accanto all’altro i capolavori delle due collezioni, opere quali: la Stele di Aku (XII-XIII Dinastia, 1976-1648 a.C.), il “maggiordomo della divina offerta” la cui preghiera racconta l’esistenza ultraterrena del defunto in un mondo tripartito tra cielo, terra e oltretomba; gli ori attribuiti al generale Djehuty, che condusse vittoriose le truppe egiziane nel Vicino Oriente per il faraone Thutmose III (1479-1425 a.C.), il grande conquistatore; le statue di Maya, Sovrintendente al tesoro reale di Tutankhamon, e Meryt, cantrice di Amon, (XVIII dinastia, regni di Tutankhamon-Horemheb, 1333-1292 a.C.), massimi capolavori del Museo Nazionale di Antichità di Leiden, che lasceranno per la prima volta l’Olanda; e infine, tra i numerosi oggetti che testimoniano il raffinatissimo stile di vita degli Egiziani più facoltosi, un Manico di specchio (1292 a.C.) dalle sembianze di una eternamente giovane fanciulla che tiene un uccellino in mano.Infine, per la prima volta dopo 200 anni dalla riscoperta a Saqqara della sua tomba, la mostra offre l’occasione unica e irripetibile di vedere ricongiunti i più importanti rilievi di Horemheb, comandante in capo dell’esercito egiziano al tempo di Tutankhamon e poi ultimo sovrano della XVIII dinastia, dal 1319 al 1292 a.C., che Leiden, Bologna e Firenze posseggono.Una storia plurimillenaria – quella di una civiltà unica – svelata in una grande mostra che riunisce capolavori dal mondo e che racconta di Piramidi e di Faraoni, di grandi condottieri e sacerdoti, di dei e divinità, di personaggi che fecero il passato dell’Egitto e che grazie a scoperte, archeologia e collezionismo non smette mai di incantare, rivelarsi, incuriosire, affascinare e ammaliare generazione dopo generazione. (foto egitto)

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Il lancio del nuovo canale di Suez

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2015

canale suezHa risuonato in tutto il mondo, raggiungendo milioni di persone appartenenti ad ogni ceto sociale. Il suo impatto economico è stato riconosciuto, la sua realizzazione è stata apprezzata e la sua leadership onorata. Ma chi sono i veri eroi del progetto?
“Io non sono qui per i soldi. Sono molto orgoglioso di far parte del futuro del mio Paese “, spiega Mostafa Abd Almaugoud, residente a Ismailia e di nazionalità egiziana. Ha lavorato al progetto del Nuovo Canale di Suez negli ultimi sei mesi come assistente ingegnere. É una giornata molto calda nel bel mezzo del canale, il sole batte forte sul cantiere e il lancio della nuova corsia di navigazione è a poche settimane di distanza. Mostafa è di ottimo umore. Fa parte di un team di tre persone, che lavorano instancabilmente per mettere in sicurezza gli argini del canale utilizzando pietra locale. Questo è un aspetto fondamentale del progetto, che deve essere portato a compimento lungo tutti i 35 Km chilometri di via d’acqua supplementari, prima che le prime navi possano transitare nel canale.
Mostafa e le migliaia di persone che come lui viaggiano ogni giorno per raggiungere il canale per garantire il completamento del progetto è un cittadino orgoglioso. Parla dell’importanza culturale del nuovo canale, un sentimento largamente condiviso tra i residenti di Ismailia City. “L’Egitto merita questo. Il completamento di questo progetto significherà un nuovo inizio.”
Di questo nuovo inizio si è parlato da quando il presidente Abdel-Fattah Al-Sisi ha annunciato il progetto nel mese di agosto 2014, ma poco è stato detto circa gli sforzi di chi ha operato sul campo negli ultimi 11 mesi e sono ora sul punto di portare a compimento un lavoro considerato alla stregua del più grande della storia. Tali sforzi non sono nuovi in ​​questa parte del mondo. Quando Cheope regnò durante la prima metà del Antico Regno intorno al 2589-2566 AC, ebbe inizio la costruzione della prima e della più grande piramide, ai tempi in cui l’Egitto era al picco della sua prosperità. Un progetto durato più di 20 anni, che ha portato alla realizzazione di un monumento del peso di oltre 6,5 milioni di tonnellate, riconosciuto come punto di riferimento e come un simbolo dell’Egitto non solo a livello locale, ma in tutto il mondo. Questo dimostra la persistenza e la determinazione nel costruire qualcosa che agisce come un faro per una nazione, un simbolo di grandezza e maestosità riconosciuto come punto di riferimento studiato, visitato e amato da persone di tutto il mondo che parlano del popolo egiziano.
43.000 i lavoratori, tra cui un numero significativo di ingegneri, sono stati radunati in poco tempo dopo che il mega-progetto è stato annunciato: una quantità impressionante di professionisti, per lo più basati nelle città circostanti di Port Said, Suez e Ismailia. A differenza di molti grandi progetti di costruzione, l’Egitto ha scatenato l’interesse e la passione della propria gente e, di conseguenza, può vantare di avere autonomamente preso il controllo del progetto del Nuovo Canale di Suez.
“Diremo al mondo di venire a vedere quello che gli egiziani hanno fatto”, dice Mostafa, quando gli è stato chiesto perché il progetto fosse così importante per lui.
“Viva l’Egitto! Lunga vita all’Egitto!”, esulta Sayed Abd Al Hamid, un 51enne di Daqahlia Al Mansoura. Ha lavorato per la costruzione del nuovo canale fin dall’inizio, sopportando condizioni difficili durante i mesi più caldi. Ma questo non lo ha turbato. Non sembra avere turbato nessuno.
Qualche settimana dopo il nuovo canale ha finalmente aperto le sue vie d’acqua. Il duro lavoro estenuante è stato completato e le 43.000 persone coinvolte possono finalmente godere dei frutti del proprio lavoro.

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SACE Egitto: Eur 4,9 mld di nuove operazioni allo studio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

expo 2015In occasione del National Day dell’Egitto in Expo e della visita del premier egiziano Ibrahim Mahlab, SACE conferma il proprio impegno nel paese nordafricano e si appresta ad annunciare nuove importanti operazioni a sostegno di export e investimenti d’imprese italiane in uno dei mercati più strategici per l’Italia nell’area del Mediterraneo. In Egitto, SACE conta già su un portafoglio d’impegni assicurati pari a circa 415 milioni di euro, concentrati prevalentemente nei settori dell’energia, petrolchimico e tecnologie industriali, e sta lavorando a nuovi progetti per un valore complessivo di circa 4,9 miliardi di euro che coinvolgono sia grandi società italiane che tante PMI. Un impegno rafforzato dal Memorandum of Understanding firmato lo scorso febbraio da SACE con il Ministero dell’Industria egiziano che ha posto le basi per una più stretta collaborazione in settori strategici per l’Egitto in cui il Made in Italy può offrire un valore aggiunto importante: infrastrutture, energia elettrica e da fonti rinnovabili, agroindustria, sistemi di irrigazione e trattamento dell’acqua. Per sostenere le imprese italiane che continuano a trovare nella sponda sud del Mediterraneo una destinazione privilegiata per le proprie esportazioni e investimenti, SACE ha inoltre costituito un Desk dedicato al Medio Oriente e Nord Africa, la seconda area in termini di esposizione nel portafoglio SACE con oltre 4 miliardi di euro, pari all’8% dell’esposizione totale.

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Cerimonia ufficiale del National Day dell’Egitto

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

Expo-2015“L’Esposizione Universale mi regala l’opportunità di lanciare un appello alla comunità internazionale affinché si possa essere uniti per arrivare a una stabilità nei Paesi islamici, promuovendo continuamente il rispetto e la tolleranza”. E’ questo il messaggio di pace e di unità lanciato dal Primo Ministro dell’Egitto, Ibrahim Mahlab, alla cerimonia ufficiale del National Day dell’Egitto oggi a Expo Milano 2015. L’arrivo della nutrita delegazione egiziana a Expo Milano 2015 è stato salutato in maniera calorosa da una folla di connazionali, che ha anche cantato con gioia l’inno nazionale egiziano durante la cerimonia dell’alzabandiera. “Vorrei davvero ringraziare il popolo italiano per il supporto che abbiamo ricevuto, nostro grande amico, durante questi periodi così difficili che abbiamo dovuto fronteggiare negli ultimi anni – ha sottolineato il Premier egiziano -. La nostra storia millenaria ci aiuterà anche nel futuro”. E’ proprio la lunga e ricca storia del Paese, l’idea centrale del Padiglione Egitto, dal titolo evocativo “La storia infinita”, a simboleggiare un viaggio senza fine.
“Il grande calore con cui siete qui a Expo Milano 2015 è un tratto distintivo delle relazioni tra i due Paesi – ha sottolineato il Commissario Generale di Expo Milano 2015, Bruno Pasquino -. L’Italia e l’Egitto sono un ponte, fisico e culturale, fra le due diverse sponde del Mediterraneo”. “Il vostro Paese è un esempio per la comunità internazionale, grazie alle vostre politiche che promuovono il dialogo religioso e la valorizzazione di un Islam moderato. Sono anche certo – ha concluso Pasquino – che l’esperienza dei nostri due Paesi sarà fondamentale per ridurre la malnutrizione nel mondo e promuovere uno sviluppo sostenibile”.
Dopo la cerimonia, la delegazione dell’Egitto ha visitato Palazzo Italia, dove si è fermata per il pranzo ufficiale. Al Cluster Bio-Mediterraneo, dove si trova il Padiglione della nazione africana, il Paese ha proposto ai visitatori spettacoli e performances culturali.

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