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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘eletti’

Il XXIII Sinodo elegge tre membri laici del Concistoro

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020


Cordelia Vitiello, Christine Fettig e Jens Ferstl sono i tre nuovi membri del concistoro della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Dopo il rinnovo della presidenza avvenuto venerdì e che ora vede Wolfgang Prader nel ruolo di presidente e Ingrid Pfrommer in quello di vice, il Sinodo ha eletto il 10 ottobre anche la componente laica del Concistoro. Quattro i candidati che si sono presentati. Cordelia Vitiello, membro della comunità di Napoli, è stata rieletta come rappresentante legale della CELI, mentre entrano nel concistoro Christine Fettig, membro della comunità di Trieste, e Jens Ferstl, membro della comunità di Merano, che assume anche l’incarico di tesoriere.Il Concistoro ha il compito di attuare le decisioni del Sinodo, di amministrazione e di rappresentanza. Il decano invece è la guida pastorale della CELI.. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, raccoglie 15 comunità distribuite su tutto il territorio della penisola.

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“Taglio degli eletti all’estero: a questo punto meglio abolirli e potenziare Comites e CGIE

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

di Fucsia Nissoli Fitzgerald. Sono ormai quasi sette anni che, grazie al mio mandato parlamentare, ho l’opportunità di incontrare le tantissime Comunità locali di italiani del Nord e Centro America. Ogni volta è una differente “sfumatura di italianità”, sempre avvolgente e calda, vissuta nella loro quotidianità e con un unico comune denominatore: l’attaccamento all’Italia. Un sentimento vero, profondo, che mi porta a considerare che ho trovato più Italia all’estero che a Roma. Per questo il mio dovere di rappresentare, in Parlamento, le istanze di queste Comunità, di questi concittadini che chiedono semplicemente più attenzione e servizi adeguati, non è un obbligo ma una missione. Una necessità, per tutti gli italiani all’estero, ovvero che l’Italia si ricordi, costantemente, che ci siamo, chi siamo e cosa possiamo apportare se giustamente integrati e considerati. È quindi naturale la mia esigenza di rendermi utile verso questi concittadini e, quindi, verso queste comunità che, grazie all’aggregazione, portano l’Italia nei cinque continenti e là, la mantengono viva. Sono stata tra gli italiani residenti negli Stati Uniti: quelli della costa orientale e quelli della costa occidentale; quelli degli Stati del Sud ma anche tra quelli degli Stati interni, che sono Comunità meno numerose ma molto attive. In tutte queste realtà mi sono sentita a casa e fiera di essere italiana. Ho goduto delle radici che, nel mantenere vive le diverse tradizioni, connotano quel meraviglioso arcobaleno di dialetti, sapori e colori che solo la nostra cultura può rappresentare nel mondo.Ho visitato le Comunità del Canada, sia quelle anglofone che francofone, ed anche qui sono rimasta colpita da quanto gli italiani si siano fatti apprezzare all’estero: un onore ed un vanto per il nostro Paese. Comunità belle che tengono alto il Tricolore. 🇮🇹
Sono stata in Centro America. Sono cambiati i panorami, le dimensioni dei Paesi che ospitano le nostre comunità, ma anche qui sempre orgogliosa di quanto siamo in grado di distinguerci, positivamente, anche grazie al nostro essere italiani.Poi torno a Roma, nella “Casa di tutti gli italiani” e devo prendere atto di quanto tutto questo sia, anche politicamente, sconosciuto ai più.Io ce l’ho messa tutta e mi sto impegnando ancora con tutte le mie forze per far comprendere, in Parlamento, quale sia l’enorme risorsa che i nostri connazionali, residenti all’estero, rappresentano per il Paese, per la sua cultura e per la crescita di una economia ormai stagnante. Vanno solo riconosciuti anche attraverso adeguate politiche dell’emigrazione.Confesso la complessità di essere, al medesimo tempo, in mezzo a tutte queste realtà, lavorando costantemente in Parlamento per cercare di inserire, nei singoli provvedimenti legislativi, quanto sia utile ed indispensabile per garantire, a quel 10% di cittadini che vivono fuori dai confini nazionali, la pienezza dei diritti di cittadinanza.Come dicevo, però, una missione che affronto con piacere, orgoglio e spirito di servizio – questo deve essere il ruolo di ogni rappresentante del popolo – in favore di coloro che, per le più svariate ragioni, sono spesso stati costretti a vivere lontani dal proprio Paese di origine.Questo configura una necessaria e costante interlocuzione con il maggior numero di residenti in un territorio molto vasto che se è già non così facile da realizzare oggi, figuriamoci quando entrerà in vigore la riforma costituzionale che prevede il taglio degli eletti all’estero con un rapporto eletto elettore inconciliabile con i criteri della democrazia rappresentativa.Infatti, a meno che un referendum non blocchi questa riforma, i deputati eletti all’estero passeranno dagli attuali 12 a 8 e, in Nord e Centro America, da 2 a 1, rappresentando ciascun eletto 700 mila iscritti AIRE. I senatori passeranno dagli attuali 6 a 4 e ciascun senatore rappresenterà oltre 1 milione e 400 mila iscritti AIRE. Poi, se come sento dire, nella nostra Ripartizione entrerà a far parte anche l’Oceania e l’Africa, rischiamo di scadere del ridicolo, cancellando, di fatto, il significato della parola democrazia.Tutto questo ad oggi, senza considerare, quindi, che la base elettorale è in continua crescita, dato il costante aumento dei flussi di emigrazione dall’Italia verso l’estero. Immaginate un domani dove l’oggi è complesso ed il futuro impossibile. Quale rappresentanza ? Quale capacità di ascolto ? E come potrà, un rappresentante, conciliare gli incontri nel territorio con i lavori parlamentari ?Quando potrà lavorare – io, spesso, la faccio in aereo, durante gli spostamenti – ai disegni di legge, le modifiche, le proposte … . Anche se volesse, come faccio io, usare le sue vacanze e pause di lavoro per visitare la maggior parte delle meravigliose comunità come sarà possibile con un territorio così ampio?Da qui la necessaria ed improcrastinabile riflessione, seria e condivisa, sulla rappresentanza estera come, del resto, avevo chiesto, proponendo di stralciare la Circoscrizione estera dalla riforma. Ma nulla, il Governo Conte, sia quello a maggioranza giallo-verde che il secondo a maggioranza rosso-gialla, è stato completamente sordo, mostrando scarsa considerazione per le questioni degli italiani all’estero oltre che una manifesta ignoranza su questo tema che tocca milioni di persone, la loro vita ed il loro futuro (oltre quello del nostro Paese).Avevo, addirittura presentato un disegno di legge per istituire la Commissione bicamerale per gli italiani all’estero, proprio con l’obiettivo di riflettere su come riformare la Circoscrizione estera, ma anche qui, nessun segnale da parte del governo. Infatti nessuna delle due proposte, la mia e quella del sen. Fantetti sono state mai discusse in Parlamento !Ed allora, siamo seri: se, di fatto, la rappresentanza parlamentare dall’estero non interessa, che siano almeno intellettualmente onesti e calino la maschera ! Il Governo abbia, dunque, il coraggio di abolire gli eletti all’estero e di far votare gli iscritti AIRE per i candidati presenti nelle liste elettorali dei luoghi di origine. Potenzi le rappresentanze del Comites e del CGIE che, alla fine, sono coloro che conoscono bene il territorio e, con le risorse risparmiate dall’abolizione degli eletti all’estero, organizzi un sistema realmente democratico per includere questo 10% di cittadini che nonostante “la colpa” (per alcuni), di vivere all’estero, apportano, in differenti modi, alla madre Patria. Non ci possiamo definire un Paese democratico se continuiamo ad avere cittadini di “serie B”.

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L’avventura in politica

Posted by fidest press agency su domenica, 11 febbraio 2018

camera deputatiSento spesso ripetere in certi ambienti politici che votare cinque stelle è “un’avventura che non ci possiamo permettere”. Se chiedo loro il perché mi rispondono, non senza un’aria di compiacenza, come se si trattasse di un interlocutore un po’ vanesio, che sono privi d’esperienza, che sono troppo giovani, che spesso si contraddicono, che non hanno un titolo di studio adeguato e via di questo passo. E mentre sciorinano le loro “dotte” argomentazioni mi viene spontaneo chiedermi: ma chi sono gli illuminati che si contrappongono a questa “banda di dilettanti allo sbaraglio?” Mi viene in mente la risposta che qualche anno fa mi ha dato una ragazza alla mia domanda del perché aveva scelto la facoltà di “scienze politiche”: l’ho fatto perché intendo intraprendere la carriera “politica”. E’ così che funziona? Le rispondo. E anche lei mi guarda strano come se la domanda fosse di un’ingenuità disarmante e nemmeno degna d’essere presa in considerazione. Ma allora, mi chiedo, chi può rappresentarmi in Parlamento? Solo chi ha preso una laurea triennale in scienze politiche, che non proviene dalla società civile e meglio ancora se è figlio d’arte? Alla fine devo arguire che gli eleggibili e gli eletti sono davvero un’esigua minoranza e che solo a costoro è concesso sedersi sugli scranni delle aule parlamentari. Ma siamo davvero sicuri d’essere nel giusto? Se lo siamo come facciamo a spiegarci e a spiegare le decine d’indagati dalla giustizia “esperti della politica” che eleggiamo, e ancora quanti se ne avvalgono per trarne lauti profitti o proporre leggi ad personam, voti di scambio ecc. Ma non sono questi e non gli altri gli “avventurosi” che non vorremmo? (R.A.)

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Una donna al Quirinale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2013

Si approssima la data in cui il Parlamento e i rappresentanti delle regioni saranno chiamati per eleggere il nuovo capo dello Stato. S’intensificano, in pari tempo, i contatti tra le forze politiche sia alla luce del sole sia nell’angolo più scuro del “Palazzo”. E’ un ciarlare che ha come comune denominatore la spartizione dei poteri, la preoccupazione di assicurarsi un certo controllo nei confronti del nuovo inquilino del colle più alto. Non si pensa ad altro e si prescinde dalla figura più rappresentativa, da quella che potrebbe imprimere una svolta al sistema Italia e ad avviarlo verso una reale modernizzazione a partire proprio dalle rappresentanze istituzionali. Un primo passo falso, purtroppo, è venuto con le candidature dei due rami del Parlamento. Persone, intendiamoci, di tutto rispetto, ma troppo inclini alla sudditanza partitocratica. Ora vi è l’opportunità di uscire dagli schemi tradizionali per puntare a un cambiamento che abbia un doppio significato proponendo una donna che per la sua levatura morale e per il suo impegno sociale possa interfacciarsi con più autorevolezza con gli interessi generali del paese. I tempi, del resto, sono maturi per una siffatta svolta se pensiamo che già abbiamo ottenuto un risultato significativo eleggendo più donne in parlamento e facendo abbassare l’età media degli eletti. Una donna, quindi, per spezzare questi pour parler di basso profilo e per restituire dignità alle istituzioni. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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De Romanis (PDL) eletto Vice-Presidente Unione Internazionale Giovani Centro-Destra

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Si è concluso oggi a Sydney il Congresso dell’I.Y.D.U. (International Young Democrat Union), l’organizzazione mondiale che raccoglie i movimenti giovanili di centro-destra (conservatori, popolari, liberali e repubblicani). 140 Delegati provenienti da 56 Paesi del Mondo hanno eletto stamattina, presso la sede del Parlamento del New South Wales (uno dei 6 Stati australiani), la nuova Presidenza dell’IYDU.L’elezione è stata caratterizzata da uno scontro tra i Paesi del Commonwealth e quelli dell’Europa continentale, fra cui l’Italia, che in alleanza con l’America Latina hanno per la prima volta tolto l’egemonia anglosassone da questa organizzazione. Infatti l’IYDU ha come madrina d’eccezione la “Lady di Ferro” Margareth Thatcher, oltre al patrocinio della Fondazione Ronald Reagan. Eletto quindi come Presidente un giovane cileno e come Vice-Presidente un italiano, Carlo De Romanis, 31enne Consigliere Regionale del Lazio, già Segretario Generale dell’organizzazione giovanile del Partito Popolare Europeo. Gli argomenti discussi durante il Congresso sono stati principalmente la lotta per le libertà in alcuni Paesi del mondo quali Cuba e Bielorussia, la crisi economico-finanziaria, i cambiamenti climatici, la situazione in Medioriente, ma anche la persecuzione dei Cristiani nel Mondo, tema assegnato proprio dalla delegazione italiana presente a Sydney.

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Il popolo tra eletti ed elettori

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Nel corso del convegno “Elettori ed Eletti- Come votare oggi” organizzato dal Forum Nazionale dei Giovani- commissione riforme e attività legislative in svolgimento alla sala delle bandiere presso la sede italiana del Parlamento Europeo, l’onorevole Bruno Tabacci ha dichiarato “Sta passando il concetto folle che il popolo elegge il governo e che il Parlamento sia solo un passaggio formale”. Il deputato e portavoce dell’API rimarca che  “la legge elettorale è utile per il rapporto tra gli organi costituzionali e non per la confusione che abbiamo generato. I termini di paragone del sistema politico italiano non sono le grandi democrazie europee ma gli ordinamenti russi o sudamericani”. (Ufficio Stampa – Forum Nazionale dei Giovani)

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Editoriale: Elettori ed eletti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

Editoriale Fidest. Un popolo di elettori che le democrazie occidentali hanno sempre considerato “sovrano” nella sua volontà d’esprimere un consenso o un dissenso o anche di astenersi per una forma di governo o un’altra. Ma questa è una premessa viziata alla fonte poiché sussistono dei mediatori istituzionali che tendono ad alterare il libero arbitrio. Vi sono, in pratica, strumenti capaci di snaturare in maniera subdola l’opinione degli elettori incominciando a gettare discredito sugli avversari, a calunniarli, a controllare i media per divulgare notizie ad usum delphini e a fare un utilizzo spregiudicato delle stesse fonti ufficiali. Tutto questo implica, necessariamente, che l’opinione pubblica presti maggiore attenzione agli eventi che sono sottoposti alla propria conoscenza per scremarli dalla propaganda fuorviante e per riportarli alla loro corretta dimensione. Questo significa avere persone preparate, informate, dotate di buona memoria e consapevoli che la politica non è un affare personale ma rappresenta interessi che, esulano dal ristretto ambito della propria famiglia o dalla cerchia degli amici e potrebbero influenzare l’avvenire di un popolo e gli stessi delicati equilibri mondiali. E’ qui si colloca il punto debole delle democrazie cosiddette compiute. In nome del garantismo si alza un polverone su tutto e si creano dei luoghi comuni: governo ladro, politici bugiardi e falsi, stampa al servizio delle lobby e dei comitati d’affari e dei poteri occulti, giustizia mercenaria e via di questo passo. Alla fine chi ascolta la radio, segue una trasmissione televisiva, va sul web, legge i giornali come fa a rendersi conto che costoro sostengono la verità o il falso? E’ garantita l’informazione da qualunque parte provenga e senza censure preventive anche a costo d’intaccare un altro diritto, quello della privacy e su questo simulacro si compie il rituale della mistificazione del baro di turno. Proprio per questo motivo è necessario che la politica e l’informazione diventi scienza e come tale materia di studio e di approfondimento. Ma vi è anche un altro aspetto da non sottovalutare. Gli elettori oggi non sono nelle condizioni di fare delle scelte ad ampio spettro poiché i candidati per farsi conoscere devono avere considerevoli risorse economiche e questo tende ad escludere gran parte della popolazione. Ecco perché agli inizi del XX secolo si cercò, sia pure timidamente, d’introdurre il criterio di una giusta compensazione economica, a spese dello Stato, per chi assumesse cariche elettive. Il tutto incontrò un consenso collettivo sino al punto di istituzionalizzare il procedimento dalla seconda metà del novecento. Ora sembra che la tendenza si stia invertendo ed è un errore sebbene alcuni correttivi siano necessari. La contrarietà deriva dal fatto che la politica non è un affare privato, non è una questione di casta, né dei ceti elevati e dell’alta borghesia, ma è deve restare con il suo spirito di servizio nell’interesse generale del Paese, e per tutti e con tutti. E tutti devono avere identica opportunità di rappresentare gli elettori purché capaci di essere portatori di un messaggio ed avere le idee chiare come realizzarlo. A questo punto dovremmo far pagare qualcosa a chi già ha di suo per darlo ai meno avvantaggiati per compensare il divario economico tra le parti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Roma: Anagrafe degli eletti

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

Dichiarazione di Riccardo Magi Segretario Radicali Roma: “Chiedere il rispetto delle regole è demagogia? Il presidente Pomarici dandoci dei demagoghi non si accorge che stiamo chiedendo proprio il rispetto anche del suo ruolo istituzionale.  Nel merito, per quanto riguarda i tempi tecnici per il reperimento dei dati di ogni amministratore ed eletto, che a dire di Pomarici ritarderebbero l’attuazione della delibera che istituisce l’Anagrafe pubblica degli amministratori, sfugge al presidente che i dati relativi alla situazione patrimoniale, ai redditi e alle spese elettorali, in base all’art. 17 dello statuto del comune di Roma e all’art. 14 del Regolamento, “sono depositati presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale e sono liberamente consultabili da chiunque”, come del resto disposto dal Testo Unico sugli Enti Locali. C’è poi la necessità di “ripristinare con effetto immediato” il servizio di ripresa video e trasmissione online delle sedute del consiglio, come previsto dall’emendamento approvato in materia.   Non vogliamo quindi “insinuare reticenze dell’amministrazione ad attuare la delibera” ma poichè tutto l’iter di discussione sull’Anagrafe pubblica degli eletti è stato connotato da molte deroghe e proroghe alla normativa, ci preme aiutare le istituzioni a realizzare questo strumento di trasparenza e di conoscenza per i cittadini magari prima delle imminenti elezioni regionali”.

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Italiani nelle commissioni parlamentari

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2009

Bruxelles. Oltre alle due vicepresidenze del Parlamento, attribuite a Roberta Angelilli e Gianni Pittella, la delegazione italiana ha ottenuto la presidenza di cinque delle venti commissioni parlamentari permanenti: Albertini agli affari esteri, De Magistris al controllo bilancio, De Castro all’agricoltura, Casini agli affari costituzionali e Mazzoni alle petizioni. Sono inoltre stati eletti vicepresidenti Baldassarre, Berlinguer, Comi, Iacolino, Matera, Milana, Muscardini, Provera, Toia e Zanicchi.

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Deputati al parlamento europeo eletti in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

Per gruppo politico al parlamento europeo e partito nazionale.  PPE – Gruppo del Partito popolare europeo (Democratico cristiano)  Il Popolo della Libertà ALBERTINI Gabriele ANGELILLI Roberta ANTONIOZZI Alfredo BALDASSARRE Raffaele BARTOLOZZI Paolo BERLATO Sergio BONSIGNORE Vito CANCIAN Antonio COLLINO Giovanni COMI Lara FIDANZA Carlo GARDINI Elisabetta IACOLINO Salvatore LA VIA Giovanni MASTELLA Clemente MATERA Barbara MAURO Mario MAZZONI Erminia MUSCARDINI Cristiana PALLONE Alfredo PATRICIELLO Aldo RIVELLINI Crescenzio RONZULLI Licia SALATTO Potito SARTORI Amalia SCURRIA Marco SILVESTRIS Sergio Paolo Francesco TATARELLA Salvatore ZANICCHI Iva Unione dei Democratici cristiani e dei Democratici di Centro ALLAM Magdi Cristiano ANTINORO Antonello CASINI CarloDE MITA Luigi Ciriaco MOTTI Tiziano Südtiroler Volkspartei (Partito popolare sudtirolese) DORFMANN Herbert S&D – Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo  Partito Democratico BALZANI Francesca BERLINGUER Luigi BORSELLINO Rita CARONNA Salvatore COFFERATI Sergio Gaetano COSTA Silvia COZZOLINO Andrea CROCETTA Rosario DE ANGELIS Francesco DE CASTRO Paolo DOMENICI Leonardo GUALTIERI Roberto MILANA Guido PANZERI Pier Antonio PIRILLO Mario PITTELLA Gianni PRODI Vittorio SASSOLI David-Maria SERRACCHIANI Debora SUSTA Gianluca TOIA Patrizia ALDE – Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa   Italia dei Valori – Lista Di Pietro ALFANO Sonia ARLACCHI Pino de MAGISTRIS Luigi IOVINE Vincenzo RINALDI Niccolò UGGIAS Giommaria VATTIMO Gianni EFD – Europa della libertà e della democrazia Lega Nord  BIZZOTTO Mara BORGHEZIO Mario FONTANA Lorenzo MORGANTI Claudio PROVERA Fiorello ROSSI Oreste SALVINI Matteo SCOTTA’ Giancarlo SPERONI Francesco Enrico

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Chiusura di 20 sedi diplomatiche all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

“Riguardo alla prospettata chiusura di circa 20 sedi estere siamo ben consapevoli di non trovarci dinanzi ad una scelta puntuale del Governo piuttosto dinanzi ad una maldestra e certamente poco razionale, riorganizzazione amministrativa di un Ministero, che aveva bisogno di tagliare e di contenersi nelle sue spese, e l’ha fatto nel peggiore dei modi”. Con queste parole è intervenuto Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del PdL in occasione dell’audizione del sottosegretario Mantica in Commissione esteri alla Camera. “Abbiamo evidenziato – ha precisato Di Biagio – allo stesso ministro Frattini, l’amarezza per non essere stati coinvolti e di non essere stati interpellati sulle scelte del ministero e sui progetti di ridefinizione della sua rete all’estero. Ma a tal riguardo, condividendo il pensiero dei colleghi eletti all’estero del PdL, siamo fiduciosi ed auspichiamo la predisposizione di un progetto condiviso e soprattutto ragionato che ci permetta di arrivare, carte alla mano, a soluzioni che non compromettano la tranquillità delle nostre comunità all’estero”. “Il nostro obbiettivo prioritario – ha concluso – sarà quello di portare la Farnesina ad una responsabilizzazione delle sue scelte e della tremenda ricaduta che queste avranno sulle nostre comunità all’estero. Qualora dovessimo assistere ad un ulteriore diniego da parte di questo ministero sarà dura la nostra opposizione e la nostra protesta con tutti i mezzi che saranno nelle nostre disponibilità. E’ inaccettabile che si proceda in questa direzione, è inaccettabile che i nostri connazionali debbano fare chilometri per ottenere un documento, ed è inaccettabile che sopravvivano sacche di spreco così evidenti, lasciate praticamente inalterate”.

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Anagrafe pubblica degli eletti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Maggio 2009

Roma 18 maggio alle ore 11.30 si terrà una manifestazione davanti alla sede dei gruppi consiliari del comune di Roma in via delle vergini 18 (zona fontana di trevi)  Dirigenti e militanti di Radicali Italiani e dell’Associazione Radicali Roma manifesteranno davanti al palazzo dei gruppi consiliari per tentare di scongiurare lo sciagurato accordo con cui, la partitocrazia romana, si appresta a bocciare la delibera di iniziativa popolare sull’anagrafe pubblica degli eletti E’ l’ennesimo capitolo della peste italiana! Della peste romana! Il Pdl e il Pd si sono messi d’accordo per negare ai cittadini la trasparenza amministrativa e politica del Campidoglio. Ma noi non molliamo e lunedì 18 maggio saremo presenti davanti ai loro uffici  per rivendicare il sacrosanto diritto dei cittadini al “conoscere per deliberare”

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