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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘elettorali’

Finanziaria: mance e mancette elettorali?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

monete“Un tentativo disperato di vincere le elezioni ma anche la quasi certezza di perderle visto che chi arriverà dopo troverà una pesantissima eredità di debiti e tasse. La manovra che il Governo trasmette al Parlamento è un minestrone di mance e mancette elettorali che non servono certo a sostenere la crescita del Paese, anche perché per finanziarle si fa aumentare il deficit con una irresponsabilità politica gravissima. L’aumento dell’Iva è solo rinviato, il bonus giovani vale solo per il 2018, si investe più in ammortizzatori sociali che in misure che possono creare nuovi posti di lavoro. Le censure dell’Europa e il fatto che la manovra originariamente composta da 70 articoli é ora lievitata a 120, dimostrano che c’è stato un vero e proprio assalto alla diligenza da parte dei ministri per ‘incartare’ mancette elettorali che non serviranno a far crescere il Paese ma, siccome gli italiani non hanno l’anello al naso, non serviranno neanche alla sinistra per vincere le elezioni”. È quanto afferma il Deputato di Forza Italia, Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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Italiani stanchi di spot elettorali

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

sandra savino“Dal codice antimafia al ddl sul reato di tortura allo ius soli continua la politica elettorale del PD”. Lo dichiara l’On. di Forza Italia Sandra Savino. “Un tempo – continua l’esponente di Forza Italia – eravamo abituati a una sinistra ideologica che, nel suo delirio, seguiva almeno una sua coerenza e una sua aberrante logica. Oggi siamo al puro e semplice marketing. Si sonda il terreno dell’elettorato-acquirente del prodotto politico, si tenta un approccio narrativo, si procede per prove ed errori e alla fine si cambia tutto. Ultimo esempio: il numero chiuso sugli arrivi”.“Ma la tendenza – precisa Sandra Savino – è diffusa e coinvolge molte forze politiche. L’unico partito che ha sempre mantenuto fede alla propria cultura, ai propri valori e alla propria idea di Paese è Forza Italia. E sempre più, oggi, si avvicina la realizzazione di quella rivoluzione liberale che, dal 1994 in poi, hanno fatto di tutto per impedirci di realizzare, con i risultati che oggi vediamo”. “Gli italiani – conclude – hanno capito bene la differenza tra cultura di partito, serietà dei programmi e autorevolezza internazionale rispetto agli spot elettorali, alla debolezza nella politica estera e alle sparate del giorno”, conclude la parlamentare azzurra.

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Le campagne elettorali viste da Hollywood

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

the-best-manRoma Martedì 18 ottobre alle ore 11.00 la libreria Notebook all’Auditorium (Roma, Viale Pietro De Coubertin 30), ospiterà la presentazione del libro di Luca Mencacci, “The Best Man. Le campagne elettorali viste da Hollywood”. A discuterne con l’autore, Andrea Monda, docente e saggista. È prevista la partecipazione straordinaria di Antonio Monda, direttore della Festa del Cinema di Roma. L’evento si colloca infatti sulla scia della retrospettiva sulla politica americana inserita nel programma ufficiale della Festa del Cinema di Roma.
Chi conquista la presidenza degli USA è sempre il migliore dei candidati? Questa domanda ha sempre angosciato studiosi, commentatori e semplici cittadini, e neppure i dibattiti o le primarie hanno contribuito a far chiarezza. La più grande democrazia del mondo sembra soffrire il diluvio di immagini, parole e dollari che si riversa sulla campagna elettorale. Ma la corsa per la Casa Bianca è pur sempre il più importante spettacolo prodotto dalla politica americana. Non a caso, accanto alle classiche analisi di Tocqueville & Co., è oggi il cinema una delle chiavi privilegiate per interpretare cosa succede sul palcoscenico delle elezioni americane. Percorrendo l’intera produzione cinematografica di Hollywood che abbia a tema la competizione elettorale, questo libro ci racconta in maniera brillante e puntuale come lo show business abbia descritto, spiegato e finanche influenzato il meccanismo che dovrebbe portare al potere “The Best Man”. (foto: the best man)

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Pensioni: le solite mance elettorali

Posted by fidest press agency su martedì, 11 ottobre 2016

pensionatiDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Il 26 settembre 2016 il presidente del consiglio Matteo Renzi ha illustrato, durante la trasmissione ‘Quinta Colonna’, il ‘patto della lavagna’, che ‘alle pensioni minime, a quelli che arrivano fino a 750 euro, viene data oggi una quattordicesima, circa 40 euro al mese. A questi raddoppiamo la quattordicesima, in un’unica soluzione’. Lo scorso 27 settembre, poi, Governo e sindacati si sono seduti attorno ad un tavolo per firmare un verbale di intesa sugli interventi da fare in materia pensionistica.Semmai il pacchetto previdenza dovesse davvero essere approvato nella Legge di stabilità, si limiterebbe comunque a concedere poche decine di euro ai pensionati, a fronte degli elevati costi per la finanza pubblica. Puntualmente, a ogni appuntamento elettorale che si rispetti, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, elargisce mance elettorali nei provvedimenti di prossima approvazione: è successo nel 2015, per le elezioni europee, con il bonus degli 80 euro, contabilizzati in una furbesca partita di giro; sta avvenendo di nuovo in questi giorni in vista della consultazione referendaria sulla riforma” costituzionale.L’accordo con i sindacati sull’APE, l’anticipo previdenziale che permetterà ad alcuni lavoratori di andare in pensione prima, è soltanto una ‘collateralizzazione’ delle pensioni degli italiani in favore di banche e assicurazioni, le lobby che hanno sostenuto l’ascesa di Matteo Renzi al potere. Il pacchetto previdenza inizialmente proposto dal Governo avrebbe dovuto stanziare 6 miliardi di euro in 3 anni, secondo quanto annunciato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.In realtà, l’ipotesi più realistica è di un costo complessivo pari a soli 1,5 miliardi per il 2017, per due terzi distribuiti ai pensionati (700 milioni alle 14esime e 260 all’estensione della ‘no tax area’ ai redditi da pensione fino a 8.125 euro) e un terzo al finanziamento dell’APE agevolata e gli altri casi di flessibilità prevista. La volontà del Governo si scontra con la spesa per pensioni inserita nei documenti di finanza pubblica. Solite promesse, soliti imbrogli di Renzi e compagni”.

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Exit strategy?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

Non partecipo alla gara nazionale di quanti si stanno sperticando in allarmi senza motivo circa la salute di Berlusconi. Non si tratta di un mio accanimento politico, ma semplicemente una riflessione che avrà presto una sua verifica. L’attuale malessere dell’ex premier sembra più una occasione colta al volo che non un reale stato di sofferenza fisica. Siamo all’indomani di una votazione che ha chiarito molti punti oscuri e sventando pretese massimaliste alla luce di risultati elettorali che ci impongono una riflessione circa il rifiuto di consultare il popolo elettore, costituzionalmente identificato come il solo detentore del potere, perché il timore di venir cancellati è superiore alla logica democratica. Berlusconi non fa eccezione.
Ha toppato con l’identificazione di Bertolaso come il solo in grado di risolvere i problemi di Roma, salvo poi fare una veloce retromarcia alla luce dei sondaggi che davano l’accoppiata Berlusconi-Bertolaso, al di sotto del 5% di consensi. Ecco la virata a 180° verso Marchini, con accordi sottobanco anche nei confronti del futuro politico dell’imprenditore romano. L’apporto di FI e di Berlusconi in prima persona a favore di Marchini è stato mortificante, non riuscendo a superare il 4% dei consensi. E’ stato il campanello di allarme che ha suonato la fine della ricreazione berlusconiana, e di ciò l’ex cavaliere si è reso conto.
Giocando sull’imminente anniversario degli ottanta anni, Berlusconi non poteva più affermate “Ho tanta …voglia di tornare al potere !”, essendo la cronaca spicciola totalmente negatrice di ogni residua aspirazione, rimanendo in piedi solamente la ricorrenza degli ottanta anni. Uscire dalla politica nel momento di minor gradimento elettorale ? Sarebbe stata una penosa sortita, per cui necessitava una diversa “exit strategy” in grado di restituire un’ultima chance di credibilità, magari ammantata da quel vittimismo del quale l’ex cavaliere si è sempre servito. Basta guardare la diagnosi del ricovero: “Insufficienza cardiaca da stess”; quindi è stato lo stress delle elezioni e la sua appassionata partecipazione, mortificata dal risultato, che ha provocato l’urgenza di ricovero, proprio in quel San Raffaele dove Berlusconi è di casa. Uscirà presto con una prognosi che consiglierà all’impaziente paziente di esercitare il riposo, specialmente dalle diatribe politiche. Quindi Berlusconi non abbandonerà la politica da sconfitto, ma doverosamente se ne allontanerà su prescrizione medica e insistenza dei familiari: una exit strategy su “ordine del medico”. (Rosario Amico Roxas)

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I sondaggi elettorali di La7

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Enrico Mentana

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Ogni lunedì sera il direttore di La7 Enrico Mentana ci delizia, tra l’altro, nel ragguagliarci sui sondaggi d’opinione sui i partiti e il loro saliscendi nei gradimenti popolari. E’ una nota, senza dubbio interessante. Lo è in quanto mostra quanto gli italiani siano duri d’orecchi ed anche di qualcosa d’altro nell’essere reattivi ad un andazzo, dei partiti, alquanto discutibile. Ma forse sono io troppo “ideologicamente impegnato” per non comprendere tale comportamento. Forse. Eppure se mi limito ai fatti ritengo che i più tartassati da questa manovra “montiana” sono tutti i lavoratori che percepiscono redditi medio bassi. E mi chiedo: quanti sono in Italia? Penso non meno di 40 milioni, con le loro famiglie e figli e nonni, ovvero tre quarti della popolazione. Tutti costoro, o la loro gran parte, sembrano essere contenti della cura che è stata prescritta dal cattedratico Monti e a pensarci bene mi sembra che in tutto ciò si stia facendo del masochismo. Ma sia ben chiaro. La crisi è grave e ognuno di noi è chiamato a fare il suo dovere, indubbiamente. Ma per noi italiani il discorso è diverso. Vi è a chi, all’idea di dare un contributo, gli si rivolta lo stomaco. Lo sono indubbiamente Berlusconi e compagni che, si dice, nella trattativa segreta tra pd e pdl e terzo polo, si sono fatti assicurare che non sarebbero state trattate, ad esempio, le frequenze Tv e altre cosucce del genere. E qui parliamo di benefici dell’ordine di svariati miliardi di euro. E gli addetti ai lavori ci dicono che non finisce qui. Nel mazzo ci sono anche centinaia di collaboratori ministeriali superpagati presi in carica dal precedente governo, ma a spese dello Stato, ovviamente. C’è chi da certosino ha tentato di fare qualche conto sull’allegra amministrazione del passato governo ed è venuto fuori una cifra alquanto ragguardevole, diciamo intorno ai 10 miliardi di euro. Tutto questo, e molto altro, il governo Monti si è guardato bene di recuperarlo, pena la caduta del suo esecutivo, se ci avesse provato. Un discorso che avrebbe dovuto spingere gli elettori a lanciare, attraverso tali sondaggi, un segnale inequivocabile sfiduciando quei partiti che continuano a farsi beffa dei “poveri italiani” facendoli passare per dei gaudenti che affollano i ristoranti e tengono la barca da 20 metri ancorata nei porti turistici italiani e stranieri. Avremmo dovuto dire a Monti: la nostra fiducia è al 10%, ovvero l’equivalente di tutta la cerchia degli amici e dei finti “nemici” del berlusconismo e al Pd, al Pdl e al terzo polo: non vi meritate più del 5% ciascuno. Per contro dare credito all’Italia dei Valori portandolo al 30% dei consensi e un altro 20% a tutti coloro che, come Grillo, mostrano una maggiore sensibilità verso una politica meno ingessata sui valori del capitalismo e delle sue logiche perverse. Se così fosse sono certo che i signori che oggi ci tartassano sarebbero capaci d’inventarsi un modo per non andare più a votare. Ma come si vede, non ne hanno bisogno. In Italia ci sono gli “gnoccoloni” a salvarli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I soliti “partitelli” elettorali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

Siamo tutti inquilini

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Incominciano a spuntare di nuovi, a risvegliare i lunghi letarghi di quelli che chiuse le urne delle precedenti politiche hanno tirato i remi in barca. Si sente l’odore di elezioni e tutti si mettono in moto per strappare agli elettori quel consenso che non servirà ad eleggere nemmeno un parlamentare ma semplicemente a testare una presenza e una manciata di voti utili per barattare una posizione in ambito locale. Di pari passo marciano i partiti maggiori nel voler doppiare nomi e movimenti che potrebbero attirare un certo numero di consensi: pensiamo ai pensionati, al partito degli imprenditori, dei precari, del Sud, alias meridione e con tutte le sue varianti: grande, unità, ecc. e per non finire a quello che fu un grande partito: la Democrazia cristiana. Tutti pronti a giurare il loro grande ideale politico, i loro programmi salva crisi, rigeneratori del disagio locale e fortemente critici nei confronti dei grandi partiti salvo poi strisciare ai loro piedi a chiusura delle urne. Sappiamo molto bene che nessun appello alla compattezza, al voto ragionato e mirato potrà affrancarci da questa voglia di sentirci al tempo stesso “piccoli e grandi”. Piccoli di numero e con grandi idee, spesso utopiche e per nulla praticabili perchè la politica se si fa con i numeri essi non possono non prescindere dai grandi numeri. Occorre quindi capire che si può agire solo all’interno dei partiti che vanno per la maggiore attraverso l’arte della persuasione, della forza delle idee e suffragandola con un vasto movimento d’opinione. Lo strumento oggi esiste per raccogliere tante forze sparse. E’ quello che ci offre internet dove possiamo esprimere le nostre idee, confrontarle, dibatterle, affinarle e ricercare un punto di sintesi. Se non riusciamo a trovare tra di noi le ragioni stesse del nostro vivere è ben difficile pensare che possiamo affidarle a scatola chiusa al primo imbonitore di passaggio. Ho più volte sostenuto che i punti fermi si possono fissare in poche parole: il diritto alla vita e al vivere. Vivere affrancati dal bisogno che può chiamarsi assistenza sanitaria, diritto all’istruzione, ad un lavoro, alla previdenza, ad avere un tetto sotto cui ripararsi ad alimentarsi. Il resto poco conta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Rimborsi elettorali ai partiti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

Col grande successo dei referendum, il popolo italiano ha dimostrato tutta la propria determinazione nel punire chi vuole prevaricare le prerogative di sovranità che, in base al primo articolo della Costituzione, spetta solo al popolo.Tale volontà è stata sicuramente evidente proprio sul nucleare che, come si ricorderà, fu già ampiamente bocciato dal referendum dell’87. La lezione popolare scaturita dalle urne il 12 e 13 giugno delinea inconfutabilmente che in materia di sovranità i cittadini pretendono di partecipare a pieno titolo alle sorti della nazione, non hanno intenzione di consegnare deleghe in bianco a nessuno, e puniscono pesantemente chi vuole calpestare detta sovranità! Analogamente alla questione sul nucleare, nel 1993 l’istituto del referendum italiano abolì anche il finanziamento pubblico ai partiti, che però fu immediatamente reintrodotto da una serie di éscamotages degni delle migliori truffe, sotto il nome di “rimborso elettorale ai partiti politici”. La nuova legislazione, ulteriormente perfezionata dai “prestigiatori” delle successive legislature, ha di fatto applicato nella politica italiana il concetto di “palio” o “posta in gioco”, direttamente collegata al numero degli elettori sovrani aventi diritto, ma che prescinde e scavalca clamorosamente la stessa sovranità ad essi appartenuta. In pratica, l’attuale quadro normativo così furbescamente impiantato prevede che a determinare quel coefficiente da moltiplicare per 1 euro per ogni anno di legislatura, da rimborsare ai partiti politici, sia il numero degli aventi diritto al voto (corpo elettorale) … (es. 50 milioni di italiani aventi diritto al voto = 50 milioni di euro per 5 anni di legislatura, addirittura cumulabili in caso di scioglimento anticipato della stessa). E’ questa l’ennesima “cuccagna” che si spartiscono alla faccia del popolo sovrano; che prescinde anche, trattandosi di rimborso, dagli ammontari ben inferiori effettivamente spesi nel corso delle campagne elettorali. La CVDP, primo movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare ha iniziato, a partire dal 2007, una strenua lotta contro questo abuso truffaldino operato dai partiti politici italiani nei confronti della volontà popolare, che in questa materia hanno non solo annientato il principio stesso della sovranità, ma che pur in presenza di un “aggiramento” dello scoglio elettorale si sarebbero al massimo dovuti appropriare delle sole “quote delegabili”, cioè di quei rimborsi direttamente collegati alla volontà dei cittadini esprimenti il voto. E non, come invece sta accadendo per le elezioni di Camera, Senato, Europee e Regionali dove c’è una vera e propria corsa all’accaparramento anche di quelle quote prive di ogni indicazione (astensionistiche per la non-affluenza alle urne, schede bianche, nulle o non attribuibili). Numerosi studi hanno in realtà sancito che l’ammontare indebitamente percepito dai partiti politici in materia di rimborso elettorale dal referendum ‘93 ad oggi superi abbondantemente il miliardo di euro, che non solo non si sa cosa abbia in realtà finanziato, ma a fronte dei pessimi risultati sotto gli occhi di tutti vien da chiedersi se è giusto che gli italiani oltre al danno continuino a subire anche questa beffa. L’astensionismo politico, che per un principio di pluralismo democratico “di fondo” i mass media e le istituzioni dovrebbero anch’esso rappresentare ed evidenziare, sta sempre più divenendo uno stimolo cruciale per la nostra democrazia, in quanto, laddove la sovranità venisse rispettata, potrebbe addirittura servire a punire proprio quelle classi politiche che non si pròdigano abbastanza per il benessere e l’evoluzione della società, in una sorta di premiazione automatica anche economica della stessa meritocrazia politica. I partiti politici e i mass media che invece nel loro oscuro connubio autoreferenziale e di mancata apertura partecipativa fanno finta di ignorare le giuste rivendicazioni di sovranità degli astensionisti politici, stanno fatalmente facendo i conti, ogni giorno che passa, con la dura realtà di una loro incombente estinzione. Col rischio sempre più concreto che, oltre alla “consegna” delle chiavi del potere, venga loro chiesta anche la restituzione del maltolto!

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Sondaggi elettorali: Pd supera Pdl

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

Ieri mattina durante la trasmissione Agora’ condotta da Andrea Vianello sono stati presentati gli ultimi dati dell’osservatorio di Crespi Ricerche. Il centrodestra di Silvio Berlusconi, presentato conl’ampia articolazione dei possibili partiti che potrebbero appoggiare la sua lista, si attesta al 40,9%, con il Pdl al 27%, la Lega al 10%,La Destra al 2%, Forza del Sud, nonostante sia un partito che ancora non si è presentato nello scenario nazionale, ottiene l’1%, ovvero il doppio della somma ottenuta dal Pid di Romano piu’ l’Adc di Pionati, che rappresentano il gruppo dei Responsabili e che insieme raggiungono lo 0,5%. L’Udeur del redivivo Mastella si attesta poi allo 0,4%. nelcentrosinistra il Pd è al 24,4%, l’Italia dei Valori al 5,2%, Rc+Pdci al 2%, il Sel all’8%, i Socialisti allo 0,8% e la Lista Pannella-Bonino all’1,2%, per un totale del 41,6%. Una sostanzialeparita’ che vede in vantaggio il centrosinistra di una lunghezza. Arbitro è l’area del Polo della Nazione, definito Terzo Polo, in cui l’Udc è al 6,8%, Fli al 6,5%, l’Api di Rutelli all’1,2%, l’Mpa all’1%, LibDem allo 0,2%, attestandosi sopra al 15%, ovvero al 15,7%. Il Movimento Cinque Stelle di Grillo si ferma all’1,8% e il numero degli indecisi è ancora altissimo: 42%. Se non esiste una marcata crisi in termini di intenzioni di voto di berlusconi, benche’ in calo la sua crisi la vediamo nella fiducia : -29,1% in un anno, passando dal dato del Febbraio 2010, 60,1%), al 31% di Febbraio 2011, con una differenza, appunto, di 29,1 punti. Meglio fa il suo Governo, che aFebbraio 2011 si attesta al 35%. Domani pubblicheremo i dati riguardanti la fiducia nei ministri.

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Editoriale: le promesse elettorali

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Editoriale fidest. Una recente nota dell’Aduc (associazione diritti utenti e consumatori) richiama la nostra attenzione su due punti che hanno fatto parte, con grande clamore mediatico, del programma elettorale del Pdl e soprattutto del suo capo Silvio Berlusconi. Ci riferiamo alla diminuzione delle tasse e all’abolizione delle province. I due aspetti potrebbero diventare compensativi se al maggior risparmio offerto dall’eliminazione delle province, che nella migliore delle possibilità consentirebbero una maggiore entrata dell’erario tra i 5 e i sette miliardi di euro, utilizzassimo l’equivalente per coprire il minore introito dovuto alla riduzione delle tasse. Anche questa volta, per quanto è dato di sapere, le province non si aboliranno per volere della Lega che avendo conquistato nelle ultime elezioni molti seggi in quell’area non vi trova più la convenienza. Come dire prevale la logica di partito e di potere a quella dell’interesse della gente. E il ministro Tremonti tanto vicino ai leghisti si adegua paventando un introito, con l’abolizione delle Province, così modesto da apparire agli addetti ai lavori alquanto ridicolo. Parla infatti di 100-200 milioni di euro contro i 7 miliardi dei tecnici “indipendenti”. Ma il problema, purtroppo, non riguarda solo la maggioranza. L’incapacità di tutte le forze politiche di voler seriamente mettere ordine ai bilanci pubblici locali e nazionali per ragioni clientelari, corporative et similia è tale che si continua negli sperperi nei modi più disparati: dalle consulenze milionarie alle dilapidazioni “pilotate” come quelle dei medicinali, per non alienarsi le simpatie di alcune grandi società farmaceutiche, dalle mancate riforme per l’uso più accorto di talune gestioni per la tutela del territorio ai mancati controlli sulla gestione del denaro pubblico. Questa percezione alla fine diventa sempre più marcata nell’opinione pubblica tanto che non pochi sono quelli che ne traggono un giudizio negativo che si traduce nel rinunciare ad andare a votare o nel considerare i partiti non affidabili e a votare senza convinzione. Questo andazzo tende sempre di più a rendere la nostra società ingovernabile, ad esporla a giudizi impietosi, a screditarla sino al punto che gli stessi rappresentanti delle istituzioni ne pagano lo scotto con reiterate denigrazioni. Questo spiega il perché già oggi figure come il presidente della Repubblica, quelli dei due rami del Parlamento e altri ancora ai vertici dello stato siano essi grand commis o organismi elettivi non si considerano, vox popoli, al di sopra delle parti ma dentro le stesse parti ad eseguire un gioco che è estraneo agli elettori e agli interessi generali del Paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Piemonte: ricorsi elettorali

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

La Segreteria regionale del Partito Democratico del Piemonte giudica gravi, inaccettabili e potenzialmente eversive le dichiarazioni di Umberto Bossi, ministro in carica, in cui si minacciano manifestazioni di piazza leghiste in caso di un giudizio amministrativo sfavorevole a Cota.
Il PD piemontese ribadisce la sua fiducia nella giustizia amministrativa, sollecitando che sia data pronta attuazione alla sentenza sul riconteggio, poiché i cittadini piemontesi hanno il diritto di conoscere la verità sulle elezioni regionali 2010”.

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Regione Piemonte: Ricorsi elettorali

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

Dichiarazione di Gianfranco Morgando  (Segretario regionale PD Piemonte) Le motivazioni depositate dal Tar confermano in modo circostanziato il giudizio che il PD aveva formulato relativamente al dispositivo con cui è stato stabilito di procedere al riconteggio.  Non ci sono più dubbi sul fatto che il voto di fine marzo è stato viziato da gravi irregolarità, da una vera e propria truffa a spese degli elettori. Non solo le firme false di accettazione delle candidature e le autenticazioni fasulle della lista ‘Pensionati per Cota’, rispetto alle quali attendiamo di conoscere le decisioni dei giudici in sede amministrativa e penale, ma la stessa lista presentata da Scanderebech viene definita come un’operazione “fraudolenta”.  Si profila, però, un lungo iter giudiziario, e questo non può non preoccuparci visti i gravi problemi del Piemonte che richiederebbero un governo regionale forte, autorevole, pienamente legittimato, capace di affrontare le emergenze sociali ed economiche e non costretto a preoccuparsi di faccende legali e dei loro possibili esiti.  Rinnoviamo la nostra disponibilità ad un confronto per trovare elementi di convergenza sulle questioni più importanti, nonostante le chiusure che abbiamo registrato in Consiglio regionale in questi giorni. Il PD sa che tutti gli scenari sono aperti, ed è pronto ad affrontare ogni evenienza con l’unico intento di fare rapidamente chiarezza e di mettere al più presto la Regione in condizione di lavorare per i piemontesi.

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Piemonte: ricorsi elettorali

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2010

Dichiarazione di Gianfranco Morgando  (Segretario regionale PD Piemonte) La decisione assunta dal Tar del Piemonte conferma la fondatezza dei ricorsi presentati da alcune liste della coalizione di centrosinistra e la sussistenza di gravi irregolarità che hanno viziato le elezioni regionali.  In attesa della decisione sulla lista ‘Pensionati per Cota’ – che consideriamo l’episodio più grave per la falsificazione delle firme degli stessi candidati della lista – bene ha fatto il Tar a disporre il riconteggio dei voti. In questo modo verrà ricostruita l’effettiva volontà dell’elettore e si ripristineranno i principi della legalità, della correttezza e della trasparenza che sono stati calpestati da chi ha posto in essere comportamenti illeciti e truffaldini.  Chi ha sempre invocato il primato della volontà popolare non può contestare l’operato dei giudici, che ha come scopo quello di accertare l’effettiva espressione di questa volontà. La destra non può far finta di non sapere che alle ultime elezioni regionali la coalizione di centro sinistra ha ottenuto più voti, e che lo scarto tra i due candidati Presidenti  è stato di poche migliaia di voti. Nessuna vittoria lampante di Roberto Cota, dunque, ma un “testa a testa” che oggi appare viziato da gravi irregolarità.  Il PD vuole semplicemente chiarezza, e apprezza le decisioni del Tribunale amministrativo che vanno in questa direzione. Siamo, come sempre, rispettosi e fiduciosi verso gli adempimenti disposti dai giudici, auspichiamo tempi rapidi per la decisione definitiva, e siamo pronti a dare il nostro contributo perché l’attività regionale non si interrompa e possano essere adottate le decisioni urgenti per affrontare la difficile situazione economica e sociale del Piemonte.

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Regione Piemonte: ricorsi elettorali

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Dichiarazione del segretario del Pd Piemonte Gianfranco Morgando in vista dell’udienza del Tar del 15 luglio sui ricorsi elettorali presentati da alcune liste della coalizione che sosteneva Mercedes Bresso. Per Morgando “ Il PD considera legittimi e fondati i ricorsi presentati, che null’altro richiedono se non il rispetto rigoroso delle normative vigenti in materia elettorale e, quindi, la verifica di comportamenti irregolari posti in essere dai nostri avversari. Abbiamo manifestato la nostra piena solidarietà ai partiti che li hanno sottoscritti e ci attendiamo un esito positivo. Il PD non ha ritenuto di dover procedere con un ricorso ad adiuvandum (peraltro processualmente di scarsa rilevanza) per rispetto nei confronti dell’autonomia della magistratura che deve poter valutare e decidere serenamente e senza condizionamenti politici. Anche per questo non abbiamo voluto organizzare contro-fiaccolate, presidi o altre iniziative in polemica con quelle promosse dalla destra. Tuttavia vogliamo che sia chiara la nostra opinione: ci sono numerosi e circostanziati elementi che ci portano a ritenere che il risultato delle elezioni regionali sia stato il frutto di una truffa. Non si possono definire diversamente le firme false di accettazione delle candidature e le autenticazioni fasulle della lista ‘Pensionati per Cota’. In queste condizioni, vista l’esigua differenza di voti, il risultato è chiaramente illegittimo”. E Morgando soggiunge:  Le obiezioni giuridiche sostenute dai legali di Roberto Cota, che insistono principalmente sulla ‘tardività’ dei ricorsi (ovvero che non fossero  stati impugnati immediatamente i provvedimenti di ammissione delle liste), sono da ritenersi deboli e infondate. I ricorsi, infatti, sono tempestivi in quanto, come già precisato dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato nell’anno 2005, il solo atto che definisce il procedimento elettorale risulta essere quello di proclamazione degli eletti: questo è l’unico atto avente valenza esterna e, perciò, impugnabile. Probabilmente proprio per coprire l’inconsistenza delle motivazioni giuridiche Cota e gli esponenti di Lega e PdL hanno scelto una strategia tesa ad alimentare una polemica continua, arrivando a parlare di  “golpe giudiziari” e ad ipotizzare “manovre politiche” dietro ai ricorsi, il tutto con l’evidente obiettivo di far crescere la tensione intorno al Tar e condizionarne l’operato attraverso un clima di intimidazione.
Roberto Cota pare non ricordarsi affatto di quanto avvenuto nel 2001 in Molise quando il Tar annullò le elezioni regionali: gli esponenti locali del centrodestra urlavano “giù le mani dai giudici!” e accusavano il centrosinistra di voler “delegittimare la giustizia o peggio di intimidire i giudici”.

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Rimborsi elettorali Idv e discriminazione femminile

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

Roma, 26 giugno, alle ore 11 presso la sala Simonetta Tosi della Casa Internazionale delle Donne (via della Lungara, 19) conferenza stampa alla vigilia della causa per discriminazione femminile e rimborsi elettorali Idv (udienza del Tribunale di Milano 30 giugno 2010, ruolo generale n. 13773/2008), promossa dalla vice presidente dell’osservatorio Onerpo, dott.ssa  Wanda Montanelli, responsabile nazionale donne Idv. Il procedimento, com’è noto è stato avviato due anni fa presso il Tribunale di Milano contro il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Chi può davvero accertare che i fondi assegnati dalla legge ai partiti per la promozione della partecipazione delle donne alla politica siano realmente impiegati per questo fine? Esiste una via legale per appurare che le donne all’interno dei partiti non siano discriminate, oppure l’operato dei leader politici è totalmente sottratto da ogni forma di controllo che non sia il generico (auto)accertamento di revisione contabile del Parlamento? Leggi specifiche come la 157/99 sui fondi elettorali – al cui adempimento i partiti paiono inderogabilmente tenuti – hanno una cogenza effettiva o solo virtuale?  “La nostra è una causa pilota – spiega la Montanelli che prima dell’avvio della azione legale ha fatto anche un lunghissimo sciopero della fame di 42 giorni, interrotto su richiesta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – intrapresa soltanto dopo aver seguito tutti gli adempimenti formali previsti dalle normative parlamentari e partitiche, come il ricorso al Collegio dei Revisori della Camera dei Deputati che tuttavia ha poteri limitati, potendo operare un mero controllo contabile sulla regolarità dei bilanci e non anche esprimersi nel merito dell’effettivo utilizzo dei fondi per le finalità previste dalla legge. Alla conferenza, prenderanno parte l’avv. Maddalena Claudia del Re, l’avv. Gianmarco Cesari, presidente dell’Osservatorio Vittime L.I.D.U, la dott.ssa Aura Nobolo, presidente dell’osservatorio Onerpo per il rispetto delle pari opportunità, la giornalista Daniela Brancati, già direttrice del Tg3 e prima donna a dirigere un telegiornale, Milena Carone dell’UDI, Unione Donne in Italia, la prof. Anna Rossi, docente universitaria già componente Consulta Donne Idv, e la presidente di Eudonna, Giovanna Sorbelli.

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Si pensa solo alle leggi per le liste elettorali

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

“La recessione non si arresta e si fanno i decreti per le liste elettorali. Mentre la crisi avanza e la fine, secondo recenti dichiarazioni sindacali, proseguirà fino al prossimo anno ci si arroventa la mente a risolvere altre emergenze di tipo elettoralistico”. Questo il primo amaro commento del responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo alla scioccante notizia dell’impennata di ricorsi alla cassa integrazione e ai licenziamenti a Milano e nel resto della Lombardia che nei primi due mesi del 2010 la relegano ad una delle regioni più disastrate del resto del Paese. Spiega con parole dense di preoccupazione l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “L’aumento della cassa integrazione nella nostra regione rispetto al 2009 è arrivato a un dato tremendo: più 241 solo per l’industria. Dalla cassa ordinaria si passa a quella straordinaria e poi alla mobilità, questa è la vera emergenza del Paese. Non basta  però pensare solo alla parte economica che tra l’altro è insufficiente  e non copre tutti i cittadini in difficoltà: occorre provvedere a riconvertire interi settori lavorativi investendo ad esempio sulle energie rinnovabili ma anche sul riciclo dei rifiuti che possono diventare una buona occasione di guadagno. Ci uniamo anche noi – conclude Criseo – all’appello del presidente delle piccole e medie imprese di Confapi Paolo Galassi perché se continuano a retrocedere le aziende di minori dimensioni che costituiscono l’ossatura del Paese, non ci saranno più vie d’uscita”.

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