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Morte improvvisa negli atleti, un elettrocardiogramma può essere salvavita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 Maggio 2017

elettrocardiogrammaL’innovazione medica degli ultimi anni ha allungato l’aspettativa di vita grazie a scoperte diagnostiche e terapeutiche soprattutto contro i tumori e le malattie cardiovascolari. Il simposio internazionale “Innovation in medical sciences and public health”, svoltosi recentemente a Cagliari, ha riunito esperti internazionali e italiani che si sono confrontati sulle più recenti acquisizioni nella ricerca e nella pratica clinica. Il simposio è stato organizzato dal Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica dell’Università di Cagliari e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
Da segnalare una sessione dedicata all’innovazione in cardiologia, e in particolare sulla prevenzione della morte improvvisa negli atleti. «Ogni anno in Italia muoiono improvvisamente circa 50 mila persone. Tra le cause di questi decessi le forme ereditarie di cardiomiopatia hanno un ruolo preminente, anche se ancora oggi è difficile individuare le persone che sono a rischio di morte cardiaca improvvisa. Circa la metà delle persone colpite da morte cardiaca improvvisa, infatti, non aveva ricevuto una precedente diagnosi per malattia cardiaca» spiega Giuseppe Mercuro, Professore di Malattie dell’apparato Cardiovascolare all’Università di Cagliari e Presidente del simposio. «Per fortuna si stanno raggiungendo rapidi progressi nelle conoscenze genetiche che sono alla base di questi eventi».
«La morte improvvisa è ancora una delle principali cause di morte tra gli atleti, giovani professionisti o dilettanti più in là con l’età» aggiunge Antonio Pelliccia, Responsabile del Reparto di Cardiologia all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport – Comitato Olimpico Nazionale Italiano. «In un quarto dei casi il cuore è assolutamente sano e privo di alterazioni strutturali, per cui la prevenzione era estremamente difficile. In questi casi la morte è causata da patologie elettriche che sfuggono ai controlli medici, probabilmente canalopatie (sindrome del QT lungo, di Brugada, tachicardia ventricolare catecolaminergica). Negli atleti più giovani la causa di morte è l’aritmia, mentre dopo i 40 anni negli uomini e 50 anni nelle donne la morte è provocata generalmente da una cardiopatia ischemica. In questi casi lo stress meccanico agisce sulla placca trombocita presente in un vaso sanguigno che si rompe e determina un’occlusione trombotica.
La morte improvvisa da sport mostra una predilezione per il sesso maschile, fino ad un rapporto 10:1. «Tale differenza è stata collegata con il più alto tasso di partecipazione dell’atleta maschio agli sport competitivi, così come al carico di allenamento maggiore. «L’attività sportiva però non è per sé una causa della mortalità aumentata, piuttosto, agisce come agente scatenante per l’induzione di aritmie letali su un substrato miocardico preesistente» prosegue Pelliccia. Attualmente, nei paesi occidentali esiste una grande disomogeneità sul controllo medico degli atleti competitivi, con soltanto alcune nazioni, e tra queste l’Italia è all’avanguardia, che hanno programmato una visita di screening prima della partecipazione agli eventi atletici ufficiali. Negli USA ed in molti paesi europei, lo screening medico per l’attività sportiva è stato tradizionalmente realizzato solo con l’anamnesi familiare e personale e con l’esame fisico, senza il ricorso all’ECG. Questo metodo di screening è stato suggerito partendo dal presupposto che l’ECG non era redditizio in termini di costi/benefici su grandi popolazioni per la sua relativa bassa specificità. Una tale strategia, tuttavia, ha dimostrato una limitata capacità a rilevare le anomalie cardiovascolari potenzialmente mortali. Infatti, un’analisi retrospettiva statunitense, su atleti dei College deceduti improvvisamente, ha indicato che il sospetto per la presenza di una cardiopatia, utilizzando la storia clinica e l’esame fisico, è stato documentato soltanto nel 3% degli atleti esaminati e meno dell’1% ha ricevuto una diagnosi esatta. L’aggiunta dell’ECG ha il potenziale di aumentare enormemente la sensibilità dello screening, arrivando a rilevare, per esempio, fino al 95% di anomalie ECG nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica. «Da oltre 25 anni, l’Italia attua una selezione sistematica dei soggetti praticanti attività sportiva competitiva basata principalmente sull’ECG a riposo e dopo step-test, oltre che sulla storia clinica e l’esame fisico, in base alla legge sulla tutela sanitaria delle attività sportive del 1982. Tale screening viene applicato su una popolazione di circa 6 milioni di persone che rappresenta il 10% della popolazione italiana» conclude Pelliccia.

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Lazio 10 mesi attesa per un elettrocardiogramma

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

“I tempi biblici sono in perfetta sintonia con lo sforzo evangelico della pubblica amministrazione tutta protesa a inviare i miscredenti romani e laziali nelle braccia capienti della madre apostolica santa Chiesa Romana. Mentre infatti il laico ed ateo servizio pubblico va sempre più a scatafascio le ricche case di cura private e tutta la galassia di laboratori e  studi privati conducibili per la maggior parte al vecchio ente clericale va a gonfie vele”. Duro e sarcastico il commento di Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio delll’Italia dei Diritti ai dati del Recup, servizio unico di prenotazione di esami strumentali e visite mediche, che rivelano quanto i pazienti laziali siano costretti ad aspettare prima di poter accedere a controlli medici, sovente di vitale importanza, nella gran parte delle strutture pubbliche. Fino a cinque i mesi di attesa necessari per una visita all’addome, sei per un ecodoppler, sette per un’ecografia mammaria bilaterale, in un contesto, quello della sanità regionale, disorganizzato e  carente al limite della sostenibilità. “Assistiamo dunque – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – alla stessa strategia che si sta attuando nella scuola pubblica. Classi di 45 persone inducono i genitori con la grana ad affidarsi alle famigerate piccole suore nere. Allo stesso modo le liste chilometriche agli uffici postali rendono il telefono con il numero del pony express un po’come  l’avvistamento di un’oasi e di un laghetto da parte di un disperso nel deserto.”  Pochissime le eccezioni riscontrate come quelle della Asl Roma A e Rm-E del San Giovanni e al Nuovo Regina Margherita dove i tempi si riducono ai soli, si fa per dire, 60 giorni. “? insomma in atto – conclude Marinelli –   il pagamento di cambiali elettorali che sono arrivate alla scadenza e quindi lo smantellamento del pubblico a favore del privato è semplicemente il pagamento di un debito della politica che ha abdicato definitivamente il concetto di ‘res publica’con l’assistenza dei vari Sant’Andrea, Sant’ Eugenio  e San Camillo”.

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Telemedicina e Sanità elettronica

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

Firenze A Villa La Quiete alle Montale dall’8 al 10 aprile si parlerà di bracciali che trasmettono l’elettrocardiogramma via Internet, bilance per il controllo del peso a distanza, ma anche strumenti per l’esame della glicemia online ed elettrocardiografi simili a Pc palmari. È la sanità del futuro che si presenta a Firenze nelle giornate nazionali di studio della Società italiana di telemedicina e sanità elettronica (Sit). L’assessorato al diritto alla Salute della Regione Toscana e il Laboratorio regionale per la formazione sanitaria (Formas), propone le ultime tecnologie per il controllo diagnostico a domicilio dei pazienti con malattie croniche. «Il medico, attraverso un centro servizi dedicato, potrà valutare in tempo reale le condizioni dei suoi pazienti che, grazie a questi strumenti, saranno costantemente sottoposti ad attività diagnostiche nelle loro case – spiega in una nota Giancarmine Russo, segretario generale della Sit – I vantaggi in termini di prevenzione e pronto intervento in caso di aggravamento di patologie croniche sono evidenti e oggi grazie alle nuove tecnologie cominciano ad essere applicabili su vasta scala».   Nel corso dell’evento sarà presentato il ‘Manifesto italiano della medicina telematica’, elaborato dalla Società italiana di telemedicina e sanità elettronica. Parteciperanno all’incontro ministero della Salute, Dipartimento tecnologie e salute dell’Iss, Unita di sanità elettronica del Consiglio nazionale delle ricerche, Autorità garante per la protezione dei dati personali, Facoltà di Medicina e chirurgia dell’università degli Studi di Firenze, Facoltà di Medicina e chirurgia dell’università ‘Federico II’ di Napoli, Dipartimento Info-com dell’università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, Dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’università di Siena, Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico, Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, settori Servizi medicali, IT e Telemedicina di Assobiomedica, le maggiori aziende hi-tech del settore. (fonte doctor news)

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Terremoto: “in arrivo i nostri medici di famiglia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

“Stiamo inviando medici di medicina generale a supporto dei colleghi delle zone terremotate dell’Abruzzo. I medici di famiglia saranno totalmente autonomi, autofinanziati, equipaggiati ed affiancheranno i colleghi abruzzesi nello svolgimento dell’attività quotidiana resa difficile dalla complicata situazione verificatasi a causa del sisma”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), annuncia l’arrivo di aiuti concreti nei territori colpiti dal terremoto, che ha sconvolto l’organizzazione degli ambulatori di medicina generale. “I nostri medici, che sono parte del Servizio Sanitario Nazionale – continua Cricelli -, saranno in grado di curare tutte le patologie proprie della medicina generale, effettuare esami diagnostici di base, inclusi l’elettrocardiogramma e la glicemia, e prescrivere farmaci necessari. Abbiamo inoltre chiesto al Ministero della Salute il coordinamento in loco perché possano svolgere le normali funzioni di sostituti in affiancamento dei titolari”.

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