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Posts Tagged ‘elettrodomestici’

Elettrodomestici: nuove etichette in arrivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

elettrodomestici-variE’ in arrivo per gli elettrodomestici una nuova etichetta energetica uniforme con classi dalla A alla G. La classificazione dell’efficienza energetica verrà rielaborata e le classi attuali, comprese le varie A+,A++ e A+++, verranno convertite nella semplice scala A-G dove la classe A sarà la migliore in termini di risparmio energetico.
Ciò è stato voluto per ottenere maggiore chiarezza e per facilitare i confronti tra un prodotto e l’altro, nonché per eliminare la confusione che la presenza dei vari “+” abbinati alla classe A può generare nel consumatore.
Il passaggio, disciplinato da un Regolamento europeo entrato in vigore lo scorso 1 Agosto (1), è progressivo. Tutta la procedura, che prevede l’emanazione di regolamenti specifici per ogni tipo di elettrodomestico, dovrebbe concludersi entro il 2023.
Nel frattempo le attuali etichette rimarranno in vigore e comunque quelle vecchie e le nuove continueranno a coesistere per un certo tempo anche dopo l’emanazione di ciascun regolamento. Dal 2019 sarà anche disponibile per il consumatore una banca dati online dei prodotti dove trovare le etichette e le informazioni tecniche, che potrebbe essere accessibile anche tramite un codice dinamico di risposta rapida (codice QR) presente sul prodotto. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Semplificare le etichette energetiche per gli elettrodomestici, da A a G

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

europa-comunitariaBruxelles. I deputati hanno approvato martedì nuove etichette energetiche che consentiranno ai consumatori di scegliere prodotti che riducono il consumo energetico e le relative fatture. La nuova scala che va da “A” a “G” è stata approvata martedì dai deputati con 535 voti favorevoli, 46 contrari e 79 astensioni. Tale scala, al passo con il progresso tecnologico, mostrerà l’efficienza energetica degli elettrodomestici.I clienti saranno in grado di scegliere i prodotti più efficienti al fine di ridurre i consumi energetici e le fatture, mentre i produttori saranno incoraggiati a innovare e investire in prodotti più efficienti dal punto di vista energetico.I clienti dovrebbero trovare nei negozi le nuove etichette di rating, senza le indicazioni “+” (“A + / A ++ / etc.”), non prima della fine del 2019. Per tenere il passo con i miglioramenti tecnologici sull’efficienza energetica, ogni volta che il 30% dei prodotti venduti sul mercato dell’UE rientrerà nella classe A o quando il 50% dei prodotti rientrerà nelle prime due classi di efficienza energetica, A e B, la scala sarà aggiornata.
Le etichette saranno affisse sui prodotti in formato stampato e consultabili online. Nel caso di aggiornamenti che incidano sull’efficienza energetica di un prodotto già acquistato, il fornitore dovrà informare il cliente.Qualsiasi annuncio visivo o materiale promozionale tecnico dovrà far riferimento alla classe di efficienza energetica e alla scala disponibile sull’etichetta. Saranno inoltre lanciate ​​campagne di informazione per i consumatori, al fine di evidenziare le versioni appena introdotte delle etichette. Infine, la Commissione dovrà creare un database di prodotti, con informazioni tecniche per aiutare le autorità nazionali a monitorare la loro conformità, e un portale online per il pubblico. Dovrà inoltre aiutare le autorità di vigilanza del mercato e fornire ai consumatori informazioni aggiuntive sui prodotti, oltre a elaborare le linee guida per l’applicazione del regolamento e le migliori pratiche da attuare per il test dei prodotti.

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Comandare in casa con la voce per attivare elettrodomestici sarà presto una realtà

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

listen1Nella città greca di Candia (Grecia) è stata testata con successo “Listen”, l’interfaccia tecnologica che permette di attivare e gestire impianti domestici, elettrodomestici e servizi internet con il semplice utilizzo della voce (hands-free control system). Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, è sviluppato da un consorzio al quale partecipa per l’Italia Cedat 85 (http://www.cedat85.com), che da 30 anni si occupa di sviluppare servizi e tecnologie per il trattamento del parlato (resocontazione, sottotitolazione, trascrizione automatica). Del gruppo di lavoro fanno parte anche per la Grecia la Foundation for Research and Technology – Hellas (FORTH) e per la Germania RWTH Aachen e EML European Media Laboratory.La dimostrazione è stata fatta utilizzando un mini microfono contenente al suo interno 8 microfoni e un software in grado di riconoscere 4 lingue europee (Tedesco, Inglese, Italiano e Greco). Alina Suhetzki, funzionaria dell’UE preposta al progetto, ha testato “Listen” impartendo comandi vocali in Inglese per spegnere e accendere le luci: “È stata una dimostrazione sorprendente – ha detto. Un sistema piccolo e intelligente che funziona contemporaneamente in quattro lingue, e che può essere impostato per funzionare anche con altri idiomi”.I partner del progetto sono ora impegnati a colmare tutti i gap esistenti nel funzionamento dei sensori acustici e del sistema listendi riconoscimento automatico del parlato. La maggiore integrazione di hardware e software renderà più veloce la risposta del sistema ai comandi vocali dell’utente.Cedat sta sviluppando l’intera infrastruttura tecnologica per il sistema di riconoscimento vocale di “Listen” e curando l’implementazione del vocabolario per la versione italiana.“Il test che abbiamo effettuato – spiega Enrico Giannotti, condirettore generale di Cedat 85 – ha dato riscontri positivi. Da qui al 2019, con i nostri partner europei, lavoreremo per migliorare l’accuratezza del software e per garantire la massima capacità di interazione vocale di “Listen”. Anche se la domotica non è il nostro core business, siamo convinti che la trasversalità e flessibilità dei nostri servizi per il riconoscimento vocale saranno molto utili allo sviluppo di “Listen”. La nostra tecnologia – prosegue il direttore generale di Cedat 85 – è utilizzata alla Camera dei Deputati, in oltre 200 consigli comunali e in numerose altre istituzioni pubbliche e private, contribuendo a realizzare una vera e propria “democrazia digitale”. Continueremo a investire in ricerca e sviluppo – conclude Giannotti – convinti, come siamo convinti, che le tecnologie per il riconoscimento del parlato potranno evolversi nel futuro trovando ambiti di applicazione che, come nel caso di “Listen”, miglioreranno sensibilmente la qualità della vita delle persone”.La tecnologia adottata da “Listen” è basata su un sistema a viva voce che, tramite una rete di microfoni distribuiti in casa e un apposito software, riconosce la voce del padrone e mette in funzione gli strumenti di volta in volta nominati dall’utente, senza che questo debba utilizzare tastiere, mouse o comunque utilizzare le mani. “Listen” sarà, quindi, di grande aiuto per anziani e persone affette da gravi disabilità e, in casi di emergenza, potrà salvare vite umane. Queste funzionalità saranno utilizzate anche per garantire un pieno accesso ai servizi internet, dalla navigazione sui siti alla dettatura e invio delle mail.“Listen” rientra nell’ambito del programma RISE (Research and Innovation Staff Exchange – Marie Skłodowska) di HORIZON 2020, piano di finanziamento della Commissione Europea per la ricerca e l’innovazione. Il progetto, avviato nel giugno 2015, sarà chiuso nel 2019. (foto: listen)

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Rifiuti elettronici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 ottobre 2014

rifiuti-elettroniciArrivano segnali positivi dopo tre anni di stallo nella raccolta dei rifiuti elettronici: sono aumentati i piccoli elettrodomestici riciclati. «In un quadro che è stanzialmente fermo, ci conforta il dato che ci arriva sulla raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e pc non più funzionanti: più 10%», afferma Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, consorzio nazionale RAEE che gestisce un terzo di tutti i piccoli elettrodomestici raccolti in Italia. «Questo è indice di una crescente sensibilità da parte dei cittadini che non gettano nel sacco dell’indifferenziata il vecchio aspirapolvere o il frullatore non funzionante, ma si assicurano che segua un corretto percorso di recupero affidandolo all’ecocentro comunale oppure portandolo in negozio».Nei primi nove mesi del 2014 la raccolta complessiva dei rifiuti elettronici si è attestata intorno alle 150mila tonnellate, poco al di sopra di quanto gestito nello stesso periodo dell’anno scorso. Sostanzialmente stabili i raggruppamenti R1 ed R2, ovvero frigoriferi e congelatori per il primo e forni, lavatrici e lavastoviglie per il secondo. In calo il raggruppamento R3, televisori e monitor: «Si sta esaurendo l’effetto digitale terrestre che ha portato al rinnovo degli apparecchi televisivi. Al posto dei pesanti televisori a tubo catodico, sono stati introdotti quelli a schermo piatto che oltre ad essere meno ingombranti pesano meno della metà dei precedenti», osserva Dezio. In crescita invece i RAEE più piccoli, ovvero quelli che appartengono al raggruppamento R4. «Ecolight ha registrato un incremento del 10% rispetto all’anno scorso, arrivando a gestire quasi a 11.500 tonnellate piccoli rifiuti elettronici», continua il direttore generale del consorzio. «Questa tipologia di rifiuti da sempre è quella più difficile da intercettare. Troppo spesso infatti cellulari, telecomandi, ma anche piccoli elettrodomestici per la cucina finiscono nel sacco della spazzatura indifferenziata quando non funzionano più. Come consorzio abbiamo investito molto per aumentare la sensibilità, progettando sistemi innovativi di raccolta».Ecolight ha infatti sviluppato dei cassonetti intelligenti per i piccoli RAEE che potessero rispondere alle esigenze dei cittadini-consumatori e di chi è chiamato a raccoglierli. Ricorda Dezio: «Nell’ambito del progetto europeo Identis WEEE, progetto inserito nel programma Life+, in collaborazione con il Gruppo Hera abbiamo studiato e dato vita ad una sperimentazione in Emilia Romagna che sta dando buoni frutti: in un anno sono state raccolte 24 tonnellate di piccoli RAEE. Inoltre, da questo progetto è nata una seconda iniziativa dedicata ai punti vendita con la realizzazione di cassonetti smart pensati per la raccolta di piccoli elettrodomestici e lampadine a risparmio energetico. I 10 cassonetti che sono stati posizionati a metà luglio in due mesi e mezzo hanno permesso la raccolta di oltre 2.200 pezzi tra vecchi cellulari, ferri da stiro e stampanti che non funzionano più, oltre a un centinaio di lampadine». Per quanto ancora parziali, i frutti sono positivi. Conclude il direttore di Ecolight: «La strada da fare è ancora molta, ma qualcosa si sta muovendo. Ecolight ha in programma il posizionamento di altri cassonetti intelligenti in prossimità di grandi punti vendita».
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il secondo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. È punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e tratta tutte le tipologie di Raee. http://www.ecolight.it.

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In un anno raccolte 14.400 tonnellate di cellulari e piccoli elettrodomestici da Ecolight

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 luglio 2014

cellulariIn occasione della presentazione del rapporto sociale, il consorzio per la gestione dei RAEE indica la via per aumentare i volumi: «Cassonetti automatizzati per rispondere all’Uno contro Zero. Portiamo i contenitori di RAEE più vicini ai consumatori, non solo nelle piazzole dedicate»Raccolta, recupero, conoscenza, ma soprattutto innovazione: l’azione di Ecolight nel corso del 2013 è stata caratterizzata da questi quattro elementi. Il consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche – RAEE – e delle pile e degli accumulatori a fine vita presenta il proprio rapporto sociale. Un documento che raccoglie l’azione di Ecolight in 12 mesi e che descrive l’impegno del consorzio per l’ambiente. «Il nostro impegno che non si è fermato alla sola gestione dei rifiuti, ma ha trovato concreta applicazione in un’attenta azione di recupero, nel sensibilizzare una maggiore conoscenza di questo tipo di rifiuti e nell’individuare soluzioni innovative che possano incrementare i quantitativi raccolti e migliorare la qualità dei rifiuti gestiti», premette il presidente di Ecolight, Walter Camarda. Un impegno che è stato rivolto al futuro. Prosegue Camarda: «Il 2013 ha visto anche l’avvio del lavoro per il recepimento della nuova direttiva europea in materia di RAEE; lavoro che è approdato nel marzo di quest’anno all’approvazione e pubblicazione del decreto che stabilisce le nuove linee guida di operatività e i nuovi obiettivi di raccolta. Ecolight è pronto a fare la propria parte e si è già attivato mettendo in campo una serie di iniziative per agevolare l’applicazione del principio dell’Uno contro Zero per gli esercizi commerciali della Grande distribuzione organizzata».I dati – Sul fronte della raccolta, nel 2013 il consorzio ha gestito quasi 20.500 tonnellate di RAEE – con un calo del 5% rispetto al 2012 -, raggiungendo elevati tassi di recupero che hanno sfiorato il 95 per cento in peso. La maggior parte dell’attività (il 70,4%) ha interessato il raggruppamento R4 dei RAEE: Ecolight ha gestito infatti quasi 14.400 tonnellate tra cellulari, piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo confermandosi così come il sistema collettivo di riferimento per questa tipologia di rifiuti. Sul fronte delle pile e degli accumulatori portatili, Ecolight ha raccolto oltre 1.200 tonnellate di pile e accumulatori, raddoppiando i quantitativi dell’anno precedente. Anche in questo caso, le percentuali di recupero hanno superato il 90% in peso.L’analisi – La gestione dei RAEE in Italia ha risentito per il secondo anno consecutivo di un calo dei quantitativi. I motivi vengono rimandati al perdurare di un momento economico difficile do0ve a fronte di meno consumi vengono prodotti anche meno rifiuti. Ecolight conferma però le preoccupazioni in merito all’attività di sciacallaggio cui i rifiuti elettronici sono sottoposte le isole ecologiche comunali e alla presenza di circuiti paralleli che operano al di fuori del sistema RAEE.Il futuro – Il nuovo decreto RAEE descrive la strada da seguire. Come spiega il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio: «Le novità che sono state introdotte mirano ad incrementare la raccolta dei RAEE per raggiungere gli obiettivi europei, ovvero il 45% dell’immesso sul mercato a partire dal 2016. Quota che diventerà il 65% dal 2019. Questo significa triplicare gli attuali volumi». Ecolight ha voluto anticipare il futuro rispondendo alle prescrizioni indicate dal principio dell’Uno contro Zero. «In vista dell’obbligo di ritiro gratuito dei piccoli elettrodomestici (con dimensioni fino a 25 cm) per i negozi con una superficie di vendita dedicata alle apparecchiature elettriche superiore ai 400 mq, il consorzio sta già studiando delle soluzioni mirate con la predisposizione di isole ecologiche automatizzate da posizionare in prossimità dei negozi. È questo un progetto che a breve partirà con l’intento di essere più vicini non solamente ai consumatori e alle aziende della distribuzione, ma anche all’ambiente»
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il secondo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. È punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e tratta tutte le tipologie di Raee. http://www.ecolight.it.

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Piccoli elettrodomestici: solo un R4 su cinque viene recuperato

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2012

Sono cellulari, frullatori, rasoi, telecomandi e anche giochi elettronici; piccoli oggetti di uso quotidiano che, non più funzionanti, rischiano di finire nel sacco nero della spazzatura. Tecnicamente sono RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), identificati con la sigla R4. La loro produzione è in costante crescita ma è difficile intercettarli. Secondo i dati del Centro di Coordinamento RAEE, ente che gestisce l’opera dei consorzi impegnati nella raccolta dei rifiuti elettronici, attraverso le stazioni ecologiche comunali lo scorso anno ne sono state raccolte e avviate a corretto recupero oltre 40mila tonnellate. Questo ha permesso di risparmiare circa 60mila tonnellate di anidride carbonica e 25.200 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) per la produzione di nuove materie prime. Un dato ancora troppo basso, se si pensa che la produzione annua di R4 è stimata nell’ordine delle 200mila tonnellate. Come fare? Occorrerebbe posizionare contenitori lungo le strade e in luoghi strategici, ma anche iniziare a prevedere una raccolta più evoluta, prossima e di facile utilizzo per il cittadino. È proprio questo l’obiettivo del progetto europeo IDENTIS WEEE (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for WEEE), coordinato dal Gruppo Hera, multiutility bolognese, insieme ai sistemi collettivi di tre nazioni: consorzio Ecolight per l’Italia, Fundación Ecolum per la Spagna e Associatia Environ per la Romania. «L’obiettivo dichiarato di questo progetto – precisa Roberto Barilli, direttore generale di Hera – è raddoppiare le quantità di raccolta dei RAEE con grande attenzione ai rifiuti del raggruppamento R4, costituiti da materiali recuperabili quasi al 95%».Le strade finora praticate non hanno portato a grandi risultati: «Se il conferimento nelle stazioni ecologiche continua ad interessare soprattutto i grandi elettrodomestici – osserva Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight – anche il canale dei negozi raggiunge per i piccoli elettrodomestici livelli molto bassi, nonostante questo sia stato attivato grazie al decreto Uno contro Uno che permette di consegnare gratuitamente al punto vendita il vecchio elettrodomestico quando si acquista un apparecchio nuovo di equivalente funzionalità. Considerandoli in peso, i piccoli elettrodomestici hanno superato appena le 100 tonnellate: poco più del 2% dei RAEE raccolti dai negozi nel 2011».
IDENTIS WEEE, progetto finanziato all’interno del programma “LIFE+ politica e governance ambientali” e che vede il supporto operativo di Techne scpa, si propone di sperimentare strumenti innovativi. Continua Barilli: «Entro la fine del 2012 saranno introdotti a Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo contenitori-prototipo per la raccolta di RAEE. La sperimentazione avverrà anche nelle zone di Saragozza (Spagna) e Bucarest (Romania). I nuovi ed innovativi contenitori stradali, una quarantina, saranno progettati e realizzati per poi essere dedicati alla raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e lampade a basso consumo. Nuovi contenitori in cui conferire grandi e piccoli elettrodomestici, televisori e computer saranno collocati in stazioni ecologiche, negozi e centri commerciali. È prevista anche una raccolta sperimentale di prossimità, presso le piazze e le vie, dedicata a tutti i RAEE attraverso una stazione mobile condotta da un operatore».
Insieme all’innovazione degli strumenti di raccolta, il progetto introduce il tema della tracciabilità dei RAEE. «I contenitori – conclude il direttore generale di Hera – saranno dotati di un nuovo sistema informativo. Dispositivi digitali innovativi permetteranno di risalire all’utente, determinare l’esatto quantitativo di RAEE conferito, tracciare il ciclo di vita del rifiuto, fornire informazioni sul prodotto e i materiali recuperabili, garantendo la trasparenza dell’intero processo di gestione».
Gruppo Hera E’ una delle maggiori multiutility italiane, attiva nella gestione dei servizi energetici, idrici e ambientali. Hera opera nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e Pesaro-Urbino e in alcuni comuni della provincia di Firenze. Nel territorio di riferimento il Gruppo serve circa 3 milioni di cittadini. http://www.gruppohera.it.

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Nuovo presidente Ecodom

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Maggio 2011

Si rinnova il Top Management di Ecodom, il Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici: Paolo Zocco Ramazzo è il nuovo Presidente e Paolo Falcioni il Vice-Presidente. Paolo Zocco Ramazzo, 46 anni, laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Milano, ricopre attualmente il ruolo di Senior Director Finance Controlling EMEA (Europe, Middle East and Africa) di Whirlpool, azienda leader nella produzione e distribuzione di elettrodomestici bianchi, uno dei Consorziati Fondatori di Ecodom. In Whirlpool dal 1991, ha svolto incarichi di responsabilità in ambito finanziario nelle aree di Planning & Analysis, Controlling and Consolidation. In particolare ha coordinato il programma di “Cost Leadership” a livello europeo, nel biennio 2009/2010. “Sono grato – dichiara il neopresidente – per la fiducia accordatami con questo incarico che accetto con entusiasmo e determinazione, consapevole delle sfide che ancora ci attendono, ma anche certo dell’unità, della forza e delle competenze dei membri del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Tecnico, del Direttore Generale e dello Staff di Ecodom. Voglio ringraziare il Presidente uscente, Piero Moscatelli, per lo straordinario lavoro svolto negli anni del suo mandato, sin dalla fondazione di Ecodom. In pochi anni abbiamo raggiunto ambiziosi traguardi nel campo della sostenibilità ambientale che, non dimentichiamolo, rappresenta la ragione stessa dell’esistenza del Consorzio”.
Paolo Falcioni, 45 anni, laureato in Ingegneria Elettronica all’Università di Ancona, attualmente riveste il ruolo di Responsabile della direzione di Technical Affairs di Indesit Company. In precedenza è stato Vice-Direttore Generale di CECED, l’organizzazione europea di Produttori di elettrodomestici, per cui ha gestito i contatti con la Commissione Europea. E’ autore di numerose pubblicazioni sui temi dell’industria degli elettrodomestici, dell’efficienza energetica e dell’Information Technology. Completano il Consiglio di Amministrazione di Ecodom Alberto Borroni (B/S/H/ Elettrodomestici), Mario Cipriani (Faber), Sergio Grasso (Candy Hoover Group), Marco Nardi (Nardi Elettrodomestici) e Fabrizio Romagnoli (Ariston Thermo).

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Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Ecodom, il Consorzio Italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici, nel 2010 ha trattato 89.100 tonnellate tra frigoriferi, condizionatori, scalda-acqua, lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe, pari a oltre il 36% di tutti i RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) gestiti sull’intero territorio nazionale. In dodici mesi Ecodom ha effettuato 42.660 trasporti,  42.575 dei quali hanno rispettato i tempi di ritiro concordati tra il Centro di Coordinamento RAEE e ANCI (con un livello di servizio pari al 99,8 %). Dagli elettrodomestici a fine vita trattati, Ecodom ha ricavato e riciclato:
–     58.340 tonnellate di ferro, quantità con cui si potrebbero realizzare cerchioni per oltre un milione di automobili;
–     1.655 tonnellate di rame, equivalenti al materiale necessario per rivestire circa 60 Statue della Libertà come quella di New York;
–     2.876 tonnellate di alluminio, che consentirebbero la realizzazione di oltre 215 milioni di lattine;
–     7.500 tonnellate di plastica, peso corrispondente a quello di circa 150 milioni di bottiglie da 1,5 litri.
Grazie al processo di trattamento realizzato dagli impianti selezionati da Ecodom, si è evitata l’immissione in atmosfera di circa 1 milione e 800 mila tonnellate di anidride carbonica (CO2), una quantità equivalente a quella che verrebbe assorbita in un anno da un bosco grande quanto l’intera provincia di Ancona.  Questi sono i dati che emergono dall’analisi conclusiva di tutto il 2010 condotta da Ecodom, che rispetto al 2009 (76.000 tonnellate) ha visto crescere del 17% la quantità di RAEE gestiti.
Sempre secondo i dati elaborati da Ecodom, utilizzare le materie prime (ferro, alluminio, rame e plastica) ottenute dal riciclo di 89.100 tonnellate di RAEE comporta inoltre un risparmio energetico di circa 181 milioni di kWh rispetto a quanto occorrerebbe per ottenere le stesse quantità di materie prime “vergini”.
La Lombardia è per Ecodom la regione più virtuosa d’Italia con 13.074 tonnellate di RAEE trattate, di cui 7.043 del Raggruppamento R1 e 6.031 del Raggruppamento R2 – pari a 26.347.000 kWh di energia risparmiata e 273.900 tonnellate di anidride carbonica evitate.

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Nuove etichette per elettrodomestici e altri prodotti

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2010

Con il voto dei deputati, di mercoledì, le etichette poste sugli elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici e forni dovranno fornire maggiori informazioni sul consumo energetico. Il Parlamento ha approvato un nuovo formato per l’etichetta di efficienza energetica dell’Unione europea che aggiunge alcune classi “più” alla comune scala dei colori. In futuro, qualsiasi pubblicità su promozioni dei prezzi o efficienza degli elettrodomestici, dovrà indicare la classe energetica del prodotto.   Con la nuova legislazione, il formato dell’etichetta tiene conto di tre nuove categorie energetiche che riflettono il progresso tecnologico, ma continua a mantenere fermo a 7 il numero totali delle classi. L’attuale scala va da “A” a “G”, in futuro potrà evolvere come segue:   – Se un nuovo prodotto consuma meno energia di quelli già disponibili, la classificazione è rivista in “A+” per cui la classe di minore efficienza energetica diventerà “F”  – Se un nuovo prodotto consuma ancora meno energia di quelli già disponibili, la classificazione sarà rivista in “A++” e la classe di minore efficienza energetica sarà “E”  – Infine, se un nuovo prodotto consuma ancora meno energia di quelli già disponibili, la classificazione sarà rivista in “A+++” mentre la classe di minore efficienza energetica sarà “D”  La scala cromatica – dal verde scuro per i dispositivi a maggiore efficienza energetica al rosso per quelli minore funzionalità – sarà adeguata di conseguenza così da avere la maggior efficienza segnalata con il verde scuro e la più bassa con il rosso.  La classe energetica e il dispositivo specifico da etichettare saranno determinati da un gruppo di lavoro della Commissione europea. Qualsiasi pubblicità che citi il consumo di energia o il prezzo di un modello specifico di un elettrodomestico deve indicarne anche la classe energetica. La réclame con queste ulteriori informazioni dovrebbe aiutare il consumatore a compiere una scelta basata sul potenziale risparmio energetico, in funzione di un taglio alla bolletta nel lungo periodo.  Disposizioni analoghe saranno applicate a qualsiasi documentazione tecnica come manuali e opuscoli di produzione, siano essi cartacei o consultabili in internet.

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A proposito di rifiuti elettrici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

Ecodom, nei primi tre mesi del 2010, ha raccolto in tutta Italia circa 18.300 tonnellate tra frigoriferi, condizionatori, scalda-acqua, lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe (i RAEE, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), da cui ha ricavato e riciclato 11.977 tonnellate di ferro, 339 tonnellate di rame, 588 tonnellate di alluminio e 1.520 tonnellate di plastica. Grazie al processo di trattamento realizzato dagli impianti selezionati da Ecodom, circa 332.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) non sono state immesse nell’atmosfera, e si è inoltre evitata la dispersione di una significativa quantità di gas che danneggiano lo strato di ozono.
Questi sono i dati che emergono da un’analisi condotta da Ecodom, il Consorzio Italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici, che nel 2009 aveva raccolto in tutta Italia circa 76.200 tonnellate di RAEE. Sempre secondo i dati analizzati da Ecodom, utilizzare le materie prime (ferro, alluminio, rame e plastica) ottenute dal riciclo di 18.300 tonnellate di elettrodomestici comporta inoltre un risparmio energetico di circa 37.441.000 di kWh rispetto a quanto occorrerebbe per ottenere le stesse quantità di materie prime “vergini”.

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Affittare casa per le vacanze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2009

In vista della stagione estiva e numerosi cittadini chiedono di sapere quali solo le regole per affittare una casa per le vacanze. Abbiamo predisposto un piccolo promemoria che riteniamo utile per quanti si apprestano a concludere un contratto di affitto estivo proprio per  evitare di… scottarsi!* la casa deve essere arredata, esclusa la biancheria;* fino a trenta giorni di locazione non c’e’ obbligo di registrare il contratto e di pagare la tassa di registrazione;* fino a trenta giorni di locazione non c’e’ obbligo di denuncia alla polizia (per l’affitto agli stranieri rimane l’obbligo di denuncia entro 48 ore);* il proprietario puo’ chiedere anticipatamente una somma forfettaria per acqua, luce, telefono e gas.* Prima di firmare il contratto:1. controllare l’elenco dei mobili e la loro integrita’;2. verificare  i consumi di luce, acqua, gas e telefono; 3. controllare il funzionamento degli elettrodomestici. Dopo la firma del contratto farsi rilasciare la ricevuta del pagamento.  (Primo Mastrantoni; segretario dell’Aduc)

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Sì alla nuova etichetta degli elettrodomestici

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 Maggio 2009

Una lettera aperta ai parlamentari che rappresentano l’Italia in Europa è stata inviata dall’Unione Nazionale Consumatori affinchè nella seduta plenaria del 6 maggio prossimo si voti a favore della Direttiva che modifica l’etichetta dei consumi energetici degli elettrodomestici. Attualmente, osserva l’Unione Consumatori, l’etichetta è composta da una scala “chiusa” che va dalla lettera A alla lettera G, secondo consumi crescenti. Ma grazie al progresso tecnologico, il risparmio energetico degli elettrodomestici è in continua evoluzione, tanto è vero che il 95% delle lavatrici è etichettato in classe A (bassi consumi), come pure il 95% di frigoriferi e congelatori (di cui il 35% in classe A+) e il 98% delle lavastoviglie.  “Continuare con la scala chiusa A-G –dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, significherebbe impedire al consumatore di apprezzare e scegliere elettrodomestici contrassegnati adeguatamente secondo il progresso tecnico e il risparmio di energia, ovvero con una scala dei consumi più ampia”.

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