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Posts Tagged ‘elettronici’

UE: Nuove regole per la sicurezza nei pagamenti elettronici

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

european-unionIl 23 Febbraio 2017 L’EBA (European Banking Authority) ha proposto dei nuovi requisiti per tutti i pagamenti elettronici nell’Unione Europea. Il motivo principale per cui sono state introdotte tali regole è per tutelare il consumatore sulle truffe online attraverso l’uso dei dati delle carte rubate (in effetti ad un ladro, per la maggior parte degli acquisti online, basterebbe avere Nome e Cognome dell’intestatario, il numero della carta e il codice CVV per ottenere l’autorizzazione da parte della banca alla transazione).E’ stato stimato che l’ammontare dei soldi rubati in questo modo nel 2013 in Europa, ammonti a €1.44 miliardi e che sia incrementato dell’ 8% dal 2012.Ciò che l’EBA ha proposto è una soglia per i pagamenti per cui, al di sotto dei 30€ non si applica alcuna delle nuove norme di sicurezza e per i pagamenti compresi tra i 30 e i 500€ le misure di sicurezza si applicano solo in base al tasso di frode stabilito dalla banca. L’Eba vorrebbe infatti che vengano applicate le nuove misure di sicurezza sulla base di quest’ultimo piuttosto che applicare lo stesso livello di sicurezza a tutti i pagamenti, e siccome solo le banche sanno quale sia il proprio tasso di frode e non vengono certo a dirlo a noi, sarà quasi impossibile per le Autorità verificare se le banche hanno infranto le regole.Questo ci lascia perplessi in quanto Associazione di consumatori, perché un elevato numero di transazioni effettuate dai consumatori, seppur di lieve entità, verrebbero escluse dalle nuove norme per la sicurezza.Si rende necessario quindi introdurre regole più sicure anche per le transazioni al di sotto dei 30€, come afferma Monique Goyens, Direttore Generale del Beuc (Organizzazione dei consumatori europei), per quale strana ragione dovrebbero esserne escluse?

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Rifiuti elettronici, la raccolta si fa in negozio

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

rifiuti elettroniciLa raccolta dei rifiuti elettronici di piccole dimensioni si fa più vicina ai cittadini. Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, ha posizionato due nuove EcoIsole intelligenti in corrispondenza dei punti vendita Sacchi Unieuro di Barzanò (LC), in via Privata G. Sacchi 2 e di Merate (LC), in via Turati 4. Qui è possibile conferire gratuitamente piccoli utensili ed elettrodomestici, cellulari, tablet, telecomandi e lampadine a risparmio energetico non più funzionanti. Lo scopo è incrementare la raccolta differenziata dei RAEE di piccole dimensioni al fine di tutelare maggiormente l’ambiente e di potenziare la sensibilità su questi rifiuti. «I rifiuti elettronici rappresentano un’importante risorsa: essendo riciclabili per oltre il 90% del loro peso, se correttamente raccolti e trattati possono fornire significativi volumi di materie prime e seconde come plastica, metalli e vetro», spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. «Con le EcoIsole abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sui rifiuti di piccole dimensioni che sono quelli più difficili da raccogliere: meno del 15% di questi rifiuti segue un corretto percorso di raccolta, recupero e smaltimento». In concreto, le Ecoisole rispondono a due esigenze importanti, prosegue Dezio: «Anzitutto, agevolano il cittadino-consumatore nel riciclare correttamente il proprio rifiuto. Infatti, essendo localizzate in aree commerciali ad alta frequentazione, sono facilmente raggiungibili. Inoltre, questo sistema riesce a dare una risposta concreta agli obblighi previsti dall’Uno contro Zero: i negozi con almeno 400 mq di superficie di vendita sono tenuti a ritirare i piccoli RAEE gratuitamente».
Con queste ultime due, salgono a 44 le EcoIsole posizionate da Ecolight in prossimità di centri commerciali e grandi punti vendita di Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio. Uno sforzo che ha portato solamente nei primi sei mesi di quest’anno a intercettare oltre 15 tonnellate di piccoli RAEE.«È un’iniziativa che conferma la volontà di promuovere i temi della salvaguardia ambientale e del risparmio energetico, che da tempo caratterizzano l’approccio di Sacchi Unieuro», spiega Agostino Salvioni, Responsabile Negozio Sacchi Unieuro. «I due punti vendita di Barzanò e Merate sono stati al centro di un’evoluzione green: dalla coibentazione delle strutture alla realizzazione di impianti fotovoltaici, ogni azione aveva al centro il rispetto per l’ambiente. Con le EcoIsole diamo un ulteriore segnale e un servizio concreto ai nostri clienti, nell’ottica di ampliare la sensibilità ecologica sui rifiuti elettronici».
Come funziona l’EcoIsola? L’EcoIsola è un cassonetto di dimensioni contenute (1,5×1,2×1,5 metri) interamente automatizzato. Per conferire il rifiuto, il consumatore deve indicare il tipo di prodotto da smaltire (se un piccolo elettrodomestico o una lampadina) e identificarsi strisciando la carta regionale dei servizi. Il cassonetto sblocca lo sportello indicato dove poter inserire il RAEE. A conferma dell’avvenuto conferimento, al termine viene rilasciato uno scontrino. Quando i contenitori interni sono pieni, la macchina avvisa i tecnici per lo svuotamento con un sms. I rifiuti conferiti vengono così tracciati dal momento del conferimento fino al trattamento e recupero, nell’intento di prevenire il traffico illegale dei RAEE. Inoltre, i cittadini avranno sempre la certezza che i materiali conferiti seguiranno la filiera corretta, con grande beneficio per l’ambiente. (foto: rifiuti elettronici)

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I piccoli rifiuti elettronici si portano in negozio

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

rifiuti elettroniciL’Uno contro Zero è legge. Dal 22 luglio si potranno portare in negozio i propri rifiuti elettronici di piccole dimensioni. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto 121 del 31 maggio 2016 che impone ai negozi con una superficie di vendita di almeno 400 mq il ritiro gratuito dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) con dimensioni fino a 25 cm, senza alcun obbligo di acquisto. «Già previsto nella normativa generale sui RAEE entrata in vigore due anni fa, con questo decreto l’Uno contro Zero diventa a tutti gli effetti operativo. Lo scopo è incrementare la raccolta di questi rifiuti in vista degli obiettivi europei: entro la fine di quest’anno dovremo arrivare a raccogliere il 45% di quanto immesso. Scopo è anche aumentare la sensibilità ambientale verso questo i rifiuti elettronici», osserva Giancarlo Dezio direttore generale di Ecolight, tra i principali consorzi nazionali no profit per la gestione dei RAEE. Cellulari, tablet, piccoli elettrodomestici ed elettroutensili di ridotte dimensioni che non funzionano più sono i rifiuti elettronici più difficili da intercettare: «Solamente il 14% segue un corretto iter di raccolta differenziata, trattamento e recupero; la parte restante viene spesso dimenticata in fondo a qualche cassetto o armadio, oppure nella peggiore delle ipotesi viene messa nel sacco dell’indifferenziata – aggiunge il direttore di Ecolight -. Questi rifiuti rappresentano anche una vera risorsa di materie prime seconde: il 95% può essere riciclato».Ad una maggiore facilità di conferimento per i piccoli RAEE corrisponde anche un maggiore impegno dei negozi. Ecolight ha anticipato i tempi mettendo a disposizione della Distribuzione una serie di strumenti per raccogliere i piccoli rifiuti elettronici. «Attraverso un progetto europeo sperimentale abbiamo sviluppato l’EcoIsola RAEE, un cassonetto intelligente dove conferire i RAEE di piccole dimensioni e lampadine a risparmio energetico che rientrano nella famiglia dei rifiuti elettronici. Si tratta di soluzioni studiate per essere posizionate nei centri commerciali e in prossimità dei grandi punti vendita», prosegue Dezio. Ad oggi, sono 42 le EcoIsole già attive che si trovano prevalentemente in Emilia Romagna – dove è stata fatta la sperimentazione del progetto europeo -, in Lombardia, in Veneto e nel Lazio. «Sono al vaglio altri posizionamenti», anticipa il direttore di Ecolight. «I dati di raccolta sono decisamente confortanti: nei soli primi sei mesi di quest’anno sono circa 15 le tonnellate raccolte; un valore significativo se consideriamo che 14 EcoIsole sono state posizionate tra gennaio e giugno 2016».
Ecolight ha sviluppato anche dei cassonetti specifici per la raccolta dei micro RAEE e delle lampadine a risparmio energetico appositamente da collocare all’interno dei centri commerciali. «Abbiamo ribaltato l’approccio: non sono più i cittadini che devono andare negli ecocentri comunali per conferire i rifiuti elettronici, ma sono le ecoisole che vanno dove si trova la gente. Inoltre queste soluzioni sollevano i negozi dalla compilazione di moduli, permettendo loro di rispondere agli obblighi di legge». (foto: rifiuti elettronici)

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Piccoli rifiuti elettronici: +11% l’anno scorso

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

rifiuti-elettroniciCresce la raccolta dei rifiuti elettronici di piccole dimensioni. Ecolight, consorzio no profit per la gestione dei RAEE e delle pile e accumulatori esausti, ha incrementato dell’11% la propria attività, passando da 14.300 a quasi 16mila tonnellate, arrivando a gestire oltre 20 milioni di pezzi tra piccoli elettrodomestici, cellulari e smartphone ed elettronica di consumo non più funzionanti. Questo il dato che emerge dal Rapporto Sociale 2014 di Ecolight, un documento che il consorzio ha voluto improntare alla condivisione perché «la dipendenza tra imprese e società civile implica infatti che le decisioni debbano seguire il principio del valore condiviso: la loro unione porta benefici per entrambi», osserva il presidente di Ecolight Walter Camarda.Nel complesso l’anno scorso Ecolight ha gestito circa 21mila tonnellate di RAEE raccogliendo tutte le tipologie di rifiuti elettronici: dai frigoriferi ai televisori, dalle lavatrici fino ai cellulari e alle sorgenti luminose. L’azione si è divisa in tre ambiti: innanzitutto, all’interno del sistema del Centro di Coordinamento RAEE. Fornendo il servizio ai 2.673 punti di prelievo affidati, Ecolight ha raccolto oltre 18.300 tonnellate di RAEE facendo 16.451 missioni nelle isole ecologiche di tutta Italia. Il Consorzio ha gestito quasi il 40% di tutti i rifiuti elettronici appartenenti al raggruppamento R4 e oltre il 30% delle sorgenti luminose (R5). Inoltre, in risposta a quanto previsto dal Decreto Ministeriale 65 del 2010 e dal Decreto Legislativo 49 del 2014, Ecolight ha erogato un servizio specifico dedicato alla Distribuzione: con circa 7mila missioni nei punti vendita ha gestito oltre 1.500 tonnellate di RAEE. Non certo ultimo, alle aziende è stata dedicata una grande attenzione potenziando il servizio Fai Spazio per la gestione dei rifiuti professionali. Il servizio, che garantisce una gestione rispettosa delle norme e dell’ambiente e una completa tracciabilità documentale, ha visto Ecolight effettuare 2mila missioni gestendo oltre mille tonnellate di rifiuti.Il dato più significativo arriva dalla gestione dei RAEE di piccole dimensioni che «sono quelli più difficili da intercettare», sottolinea Giancarlo Dezio direttore generale di Ecolight. «Si stima che solamente uno ogni cinque segua un corretto iter di gestione. È importante concentrare gli sforzi per incrementare la raccolta e il dato dell’attività svolta rappresenta un importante passo in avanti». Un passo in avanti che viene confermato anche dall’andamento nazionale nei primi cinque mesi del 2015 con una crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’importanza di effettuare una gestione di questi rifiuti deriva dal fatto che i piccoli RAEE sono recuperabili per oltre il 95% del loro peso. «Questo significa che, delle 16mila tonnellate che abbiamo gestito come consorzio, solamente 800 sono andate a smaltimento. La parte restante è stata lavorata per diventare materie prime seconde che sono state reimmesse nei cicli produttivi», continua Dezio. «I risultati che Ecolight ha raggiunto sono il frutto di un’intensa attività di raccolta e di sensibilizzazione al fine di incrementare i volumi. Operare con rifiuti di piccole dimensioni significa anche mettere in atto un’azione capillare, orientata all’efficienza e all’ottimizzazione delle risorse».

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Raccolta piccoli rifiuti elettronici, oltre 10 tonnellate nelle isole ecologiche intelligenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 dicembre 2014

rifiutiOltre 10 tonnellate di piccoli rifiuti elettronici conferiti da quasi 5mila persone. È questo il primo bilancio dei 21 cassonetti intelligenti dedicati ai piccoli RAEE che sono stati messi in alcune aree commerciali dell’Emilia Romagna da Ecolight in collaborazione con il Gruppo Hera. Il consorzio che si occupa della gestione dei rifiuti elettronici su scala nazionale ha dato vita ad un progetto per incrementare i volumi di raccolta dei RAEE di piccole dimensioni. «Partiamo da un dato: tra i piccoli RAEE solamente 1 su 5 segue una corretta gestione. Per lo più, telefonini, frullatori e radio quando rotti vengono chiusi in un qualche cassetto prima di essere messi nella raccolta indifferenziata. Visto che i cittadini fanno fatica a portare i loro piccoli RAEE all’isola ecologica, abbiamo voluto portare l’isola ecologica nelle zone dove maggiormente si concentra la gente, ovvero le grandi aree commerciali», spiega Giancarlo Dezio direttore generale del consorzio Ecolight. E i primi riscontri sono positivi: «Quasi 5mila persone hanno utilizzato i 21 cassonetti intelligenti – RAEEshop – finora posizionati, conferendo così oltre 10 tonnellate di rifiuti tra computer e prodotti informatici, elettrodomestici utilizzati in cucina per la preparazione dei cibi e telefonini», prosegue Dezio.L’iniziativa è frutto del progetto europeo Identis WEEE, cofinanziato dall’Unione Europea e inserito nel programma Life+, che avviato dal Gruppo Hera, Ecolight e dalla fondazione spagnola Ecolum si concluderà il prossimo anno. «Nella volontà di non lasciar cadere nel vuoto l’esperienza che stiamo maturando con il progetto europeo attraverso innovativi prototipi per la raccolta dei RAEE, abbiamo voluto sviluppare dei nuovi cassonetti che mantenessero la tracciabilità dei rifiuti conferiti e fossero interamente automatici», spiega Dezio.
I RAEEshop hanno infatti dimensioni relativamente ridotte (3x1x1,57 metri) e non necessitano della presenza di alcun operatore. L’accesso per il consumatore è estremamente semplice: basta identificarsi con la tessera sanitaria e, indicando il tipo di prodotto da smaltire, il cassonetto apre uno sportello dove mettere il rifiuto. Sono stati progettati per accogliere i RAEE di dimensioni ridotte, come cellulari e piccoli elettrodomestici oltre alle lampadine a risparmio energetico (ovvero i raggruppamenti R4 ed R5). I rifiuti conferiti vengono tracciati dal momento della loro raccolta fino allo loro trattamento e recupero. Quando i contenitori interni sono pieni, la macchina avvisa con un sms i tecnici Ecolight che procedono allo svuotamento attraverso il servizio di Hera.«I risultati positivi ottenuti in questi primi mesi di utilizzo ci hanno portato ad ampliare l’area di utilizzo – annuncia il direttore di Ecolight -. Presto altri cassonetti saranno posizionati in Veneto, nella zona di Padova e in Friuli nell’area di Trieste. Inoltre, sono in fase di valutazione altri posizionamenti sempre in Emilia Romagna grazie alla collaborazione instaurata con il Gruppo Hera». (rifiuti)

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Rifiuti elettronici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 ottobre 2014

rifiuti-elettroniciArrivano segnali positivi dopo tre anni di stallo nella raccolta dei rifiuti elettronici: sono aumentati i piccoli elettrodomestici riciclati. «In un quadro che è stanzialmente fermo, ci conforta il dato che ci arriva sulla raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e pc non più funzionanti: più 10%», afferma Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, consorzio nazionale RAEE che gestisce un terzo di tutti i piccoli elettrodomestici raccolti in Italia. «Questo è indice di una crescente sensibilità da parte dei cittadini che non gettano nel sacco dell’indifferenziata il vecchio aspirapolvere o il frullatore non funzionante, ma si assicurano che segua un corretto percorso di recupero affidandolo all’ecocentro comunale oppure portandolo in negozio».Nei primi nove mesi del 2014 la raccolta complessiva dei rifiuti elettronici si è attestata intorno alle 150mila tonnellate, poco al di sopra di quanto gestito nello stesso periodo dell’anno scorso. Sostanzialmente stabili i raggruppamenti R1 ed R2, ovvero frigoriferi e congelatori per il primo e forni, lavatrici e lavastoviglie per il secondo. In calo il raggruppamento R3, televisori e monitor: «Si sta esaurendo l’effetto digitale terrestre che ha portato al rinnovo degli apparecchi televisivi. Al posto dei pesanti televisori a tubo catodico, sono stati introdotti quelli a schermo piatto che oltre ad essere meno ingombranti pesano meno della metà dei precedenti», osserva Dezio. In crescita invece i RAEE più piccoli, ovvero quelli che appartengono al raggruppamento R4. «Ecolight ha registrato un incremento del 10% rispetto all’anno scorso, arrivando a gestire quasi a 11.500 tonnellate piccoli rifiuti elettronici», continua il direttore generale del consorzio. «Questa tipologia di rifiuti da sempre è quella più difficile da intercettare. Troppo spesso infatti cellulari, telecomandi, ma anche piccoli elettrodomestici per la cucina finiscono nel sacco della spazzatura indifferenziata quando non funzionano più. Come consorzio abbiamo investito molto per aumentare la sensibilità, progettando sistemi innovativi di raccolta».Ecolight ha infatti sviluppato dei cassonetti intelligenti per i piccoli RAEE che potessero rispondere alle esigenze dei cittadini-consumatori e di chi è chiamato a raccoglierli. Ricorda Dezio: «Nell’ambito del progetto europeo Identis WEEE, progetto inserito nel programma Life+, in collaborazione con il Gruppo Hera abbiamo studiato e dato vita ad una sperimentazione in Emilia Romagna che sta dando buoni frutti: in un anno sono state raccolte 24 tonnellate di piccoli RAEE. Inoltre, da questo progetto è nata una seconda iniziativa dedicata ai punti vendita con la realizzazione di cassonetti smart pensati per la raccolta di piccoli elettrodomestici e lampadine a risparmio energetico. I 10 cassonetti che sono stati posizionati a metà luglio in due mesi e mezzo hanno permesso la raccolta di oltre 2.200 pezzi tra vecchi cellulari, ferri da stiro e stampanti che non funzionano più, oltre a un centinaio di lampadine». Per quanto ancora parziali, i frutti sono positivi. Conclude il direttore di Ecolight: «La strada da fare è ancora molta, ma qualcosa si sta muovendo. Ecolight ha in programma il posizionamento di altri cassonetti intelligenti in prossimità di grandi punti vendita».
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il secondo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. È punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e tratta tutte le tipologie di Raee. http://www.ecolight.it.

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Aumento rifiuti elettronici

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2013

Dee

Dee (Photo credit: Adi Setiawan)

Secondo un rapporto supervisionato dall’ONU, i rifiuti elettrici ed elettronici generati ogni anno in tutto il mondo dovrebbero aumentare del 33% entro il 2017, per raggiungere ogni anno l’altezza di una montagna pesante 65,4 milioni tonnellate – quasi 200 volte l’Empire State Building. Per rendere l’idea, entro il 2017, in un anno, tutti i frigoriferi, televisori, telefoni cellulari, computer, schermi, giocattoli elettronici e tutti gli altri prodotti alla fine della vita, con una batteria o un cavo, se messi in fila corrisponderebbero a 40 milioni camion ossia la lunghezza di tre quarti dell’equatore.
Come detto l’equivalente del peso di quasi 200 Empire State Building o 11 volte la grande piramide di Giza, secondo quanto affermato dall’iniziativa per risolvere il problema dei rifiuti (“Risolvere il problema dei rifiuti elettronici”), un consorzio di organizzazioni dell’ONU, produttori, governi, ONG e scienziati.
Nel 2012, secondo una mappatura mondiale, circa 48,9 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici (DEE) erano presenti in tutto il mondo, per un totale procapite 8.89 per ogni uomo.
Tra i principali paesi, gli Stati Uniti sono il più grande generatore di DEE pro capite, con 29,8 kg. L’Unione europea si attesta su una media 19,2. Il Qatar ha l’impatto più grande del mondo, con 63 chilogrammi pro capite. Un indiano genera in media 2,25 chili di DEE, un brasiliano 7.1 e un cinese 5.4 chili.Cifre impressionanti che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dovrebbero far riflettere sullo stato di preparazione dei singoli paesi ad impatti ambientali così devastanti. Non ci pare, in particolare, che in Italia si sia avviato un dibattito serio per affrontare un problema che diventa sempre più grande giorno dopo giorno se si pensa che anche gli italiani sono grandi fruitori e “consumatori” di apparecchiature elettroniche di ogni tipo.

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Pagamenti elettronici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2013

Banca d'Italia

Banca d’Italia (Photo credit: Smeerch)

secondo i dati divulgati oggi da Bankitalia e in particolare nel rapporto “La Sepa e i suoi riflessi sul sistema dei pagamenti italiano”, in Italia l’uso del contante è nettamente preferito ai più moderni strumenti di pagamento. Nel 2012, infatti, ben l’83% delle transazioni complessive è stato eseguito in contante (la media europea è del 65%) e il numero delle operazioni pro capite annue effettuate con strumenti di pagamento diversi dal contante sono solo 71 (187 è la media europea e 194 quella dell’area euro).Per favorire la diffusione dell’utilizzo dei pagamenti elettronici nel nostro Paese, Maurizio Santacroce, Direttore della Business Unit Digital Games & Services di Sisal, commenta:“Secondo i dati evidenziati da Bankitalia, il nostro Paese è agli ultimi posti in merito all’uso dei pagamenti elettronici, ma ha grandi potenzialità di crescita, soprattutto se si guarda al futuro della moneta elettronica – dichiara Maurizio Santacroce Direttore, Divisione Digital Games & Services Sisal -. Nel 2013, secondo una nostra recente indagine, ben l’87% degli italiani si dichiara favorevole all’utilizzo di strumenti più moderni, con un trend di crescita. Bisogna quindi investire nell’infrastruttura tecnologica e oltre a quanto già previsto per la digitalizzazione delle Pubbliche amministrazioni, che entro il 31 dicembre 2015 dovranno essere in regola, è necessario affiancare anche quelli provenienti da soggetti privati. Solo in questo modo si possono ottenere risultati soddisfacenti e in questo ambito SisalPay ha previsto un forte investimento sulla propria rete per consentire ai cittadini di effettuare pagamenti utilizzando le carte di credito, debito e bancomat. Un passo che porterà la moneta elettronica nella vita quotidiana degli italiani”.

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Termometri elettronici: cautele

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 Mag 2012

“Quando è in gioco la nostra salute l’accuratezza nella misurazione è fondamentale”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in merito ai dubbi sollevati da alcuni medici sulla minore precisione degli attuali termometri elettronici rispetto ai classici al mercurio.
“I termometri al mercurio sono stati banditi nel 2009 -spiega Agostino Macrì, esperto di sanità pubblica dell’UNC- in quanto giudicati pericolosi in caso di rottura e nocivi per l’ambiente. Da allora sono in commercio solo quelli elettronici, la cui precisione può leggermente variare in base a diverse contingenze esterne, come temperatura e umidità”. “Sul sito del Ministero della Salute (www.gov.salute.it) -prosegue Macrì- alla sezione dispositivi medici, sono illustrate nel dettaglio le informazioni che il consumatore deve ottenere all’atto dell’acquisto del termometro. È fondamentale dunque leggere sul foglietto illustrativo: le modalità d’uso (per evitare di commettere errori nell’utilizzo), i dati relativi alla ditta produttrice, il marchio.

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Bcc: donazione libri

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

Trecento monografie storico-economiche sono state offerte dalla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia all’Università degli studi di Udine. Una donazione che arricchisce la già strutturata ed efficiente Biblioteca universitaria che, aperta 22 anni fa, vanta la presenza di oltre 80mila volumi e 3mila periodici elettronici con 600 abbonamenti attivi.
Andrea Cafarelli, docente di Storia economica, in conclusione dell’incontro, ha presentato due proposte prontamente accolte dalla Federazione: estendere anche alle singole Bcc la possibilità di mettere a disposizione della Biblioteca universitaria i volumi di interesse storico a loro disposizione; avviare un’operazione di conservazione dei documenti bancari e un censimento delle fonti d’archivio del Credito Cooperativo, in collaborazione con la Facoltà di economia e i propri studenti, per praticare una sorta di censimento e salvaguardare così un importante patrimonio storico colletttivo.

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Raccolta rifiuti elettrici ed elettronici

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

75.954 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici trattati in tutto il 2009, di cui 43.178 del raggruppamento R1 – frigoriferi, condizionatori, scalda acqua – e 32.776 del raggruppamento R2 – lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni – e 178.000 kg di gas dannosi per l’ozono intercettati e correttamente smaltiti: questi sono i risultati più evidenti che emergono dal Rapporto di Sostenibilità Ambientale 2009 di Ecodom, il principale Sistema Collettivo italiano sia per quota di mercato dei Produttori Consorziati sia per volumi trattati (gestisce il 40% in termini di peso di tutti i Raee raccolti in Italia).  Dalle 75.954 tonnellate di RAEE raccolte sono state riciclate 65.414 tonnellate di materiali, di cui 49.547 tonnellate di ferro, pari alla struttura del Golden Gate di San Francisco, 2.502 tonnellate di alluminio, quantità necessaria alla realizzazione di circa 180 milioni di lattine, 1.441 tonnellate di rame, pari a 1.000 km di canali per tetti e 6.814 tonnellate di plastica, necessarie per realizzare 2 milioni di sedie da giardino.  In termini ambientali, il beneficio derivante dal trattamento dei RAEE effettuato da Ecodom nel 2009  equivale alla potenziale creazione di un bosco grande quanto l’intera provincia di Milano, in grado di assorbire ogni anno 1.396.000 tonnellate di anidride carbonica. La quantità di gas ozono-lesivi intercettata e correttamente trattata è inoltre aumentata del 252% rispetto al 2008.  Il 59% dei RAEE raccolti appartengono al Nord Italia: la Lombardia, con 12.816 tonnellate di RAEE raccolte, guida la classifica delle regioni più virtuose, seguita da Piemonte con 9.855 tonnellate e dal Veneto con 7.325 tonnellate. Tra le Regioni del Centro Sud più attive nella raccolta dei RAEE, si segnalano la Toscana con 6.191 tonnellate e la Campania con 4.676 tonnellate raccolte.  Il 2009 è stato anche l’anno delle sperimentazioni artistiche, con I Temp(l)i cambiano, e sociali con il progetto Raee in Carcere.
La sfida 2010 è allineare gli standard qualitativi italiani a quelli europei; il nuovo obiettivo è perciò stato fissato a 60 g per kg di schiuma: tutti gli impianti sotto i 50 g non potranno rinnovare i contratti con Ecodom, mentre i fornitori che otterranno un risultato tra i 50 g e i 60 g verseranno un contributo per compensare l’impatto ambientale causato dalla performance non ottimale.

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Certificati elettronici

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

Secca la controreplica di Angelo Testa, presidente nazionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), al portavoce del ministro Renato Brunetta, Vittorio Pezzuto alle critiche di Snami e Smi sulle nuove modalità di trasmissione delle certificazioni di malattia, considerate dalle due sigle un’imposizione ai camici bianchi «Vorremmo sapere – dice Testa – con chi e quando è stata concordata la trasmissione elettronica all’Inps? Quando sono stati affrontati tutti i problemi e addirittura, risolti? Mi sembra giusto che a tali affermazioni, seguano le giuste assunzioni di responsabilità». Per quanto riguarda invece le affermazioni sugli incentivi percepiti dai medici di famiglia per informatizzarsi Testa precisa: «È possibile dire di tutto, ma da dove salta fuori che il medico percepisce nove euro a paziente come indennità di informatica? Magari fosse vero. Tra l’altro – dice ancora Testa – metterei in evidenza, in barba al dichiarato risparmio dei 500 milioni di euro, per rilasciare copia cartacea dei certificati e dell’avvenuta trasmissione agli aventi diritto, si continuerà a usare la carta, continuando in un comportamento altamente dispendioso ed antiecologico». Ma questo non viene detto «perché saranno i medici a rimetterci anche i costi della carta dei toner». Inoltre la risposta al rilievo dei due sindacati, secondo i quali molti medici non hanno strumenti adeguati per la trasmissione on line, non convince i medici dello Snami. «È veramente grottesca la storia dei call center. Per aiutare il medico anziano o nelle zone del paese dove non sarebbe possibile collegarsi alla rete, che sono moltissime e non pochissime questi call center raccoglierebbero i dati di ciascun certificato di malattia per poi elaborarlo a nome del medico in difficoltà. Sono sconvolto», conclude il presidente dello Snami, che invita a risparmiare piuttosto sulle auto blu e chiede al portavoce Pezzuto di smentire quanto affermato. (fonte doctor news)

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Rifiuti elettronici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

“Ancora una volta, il Governo si dimostra poco sensibile alle tematiche ambientali”, così l’On.le Scilipoti (Idv) con riferimento al D.L. 29.12.2009, n. 194, in discussione alla Camera dopo la fiducia del Senato, che ha rinviato per l’ennesima volta l’entrata in vigore delle norme sulla responsabilità individuale dei produttori di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE).“Secondo fonti dell’Unione europea – sostiene Scilipoti – i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sono in crescita a un tasso 3,5 volte superiore ai normali rifiuti urbani e, se trattati in maniera sbagliata, i RAEE costituiscono un rischio per l’ambiente e la salute, a causa della presenza di sostanze tossiche e nocive per l’uomo e l’ecosistema”. “In Italia – prosegue il deputato – la gestione dei RAEE non è ancora decollata, basti pensare che ancora non sono state determinate le tariffe per la copertura degli oneri e non è stato attivato il cosiddetto ‘1 contro 1’, cioè la possibilità di riconsegnare direttamente al negoziante un apparecchio vecchio per ogni nuovo prodotto acquistato”.“Questa ennesima proroga – conclude Scilipoti – consente ai produttori di non essere responsabili dello smaltimento dei propri rifiuti, alimentando così il rischio di traffici illeciti e di inquinamento ambientale, soprattutto adesso che l’introduzione del digitale terrestre nei programmi televisivi comporterà un aumento di rifiuti elettronici in tutto il Paese”.

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