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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘elettronico’

Utilizzo del registro elettronico ai tempi della DaD da parte del personale docente

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

“Strumento essenziale per lo svolgimento della didattica a distanza, ma inutile se richiesto dal dirigente scolastico per registrare le ore di lavoro domiciliare degli insegnanti o la presenza degli alunni alle video conferenze durante la sospensione delle lezioni” per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Preme ritornare ancora una volta sull’uso e utilizzo del registro elettronico. Sorprende, infatti, che ancora oggi ci siano situazioni, per fortuna poche, in cui il DS chieda ai docenti di “firmare” ogni giorno il registro elettronico principalmente per attestare la “presenza” a lavoro secondo l’orario tradizionale o, peggio, restare davanti al computer a operare per la didattica a distanza nelle ore e nelle classi secondo l’orario lavorativo in presenza.Ricordiamo che il Contratto collettivo nazionale vigente obbliga il solo personale Ata alla rilevazione della presenza a scuola mediante procedure elettroniche e informatiche. Per i docenti la rilevazione della presenza è indicata con l’apposizione della firma sul registro di classe, in cui sono rilevate anche le assenze e presenze degli alunni. Nella situazione attuale, però, tale adempimento, sia per alunni sia per i docenti, non è amministrativamente attuabile in quanto non vi è la presenza oggettiva nella scuola di alcun soggetto.La nota n. 388 del 17 marzo del Ministero dell’Istruzione, che dà indicazioni sulla didattica a distanza, richiama l’uso del registro elettronico non come strumento di controllo dell’operato dei docenti e di attestazione di “presenza” a lavoro secondo il proprio orario in presenza, bensì come strumento didattico per la “trasmissione ragionata di materiali didattici” e “di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente”. Inoltre, continua la nota, “occorre evitare sovrapposizioni e curare che il numero dei compiti assegnati sia concordato tra i docenti, in modo da scongiurare un eccessivo carico cognitivo. Per questo motivo il ruolo del registro elettronico è prezioso.”.
Nella stessa direzione la nota n. 278 del 6 marzo scorso. In essa viene ribadito che “le istituzioni scolastiche della scuola primaria e secondaria, nell’ambito della propria autonomia, attivano o potenziano modalità di apprendimento a distanza, ottimizzando le risorse didattiche del registro elettronico e utilizzando classi virtuali e altri strumenti e canali digitali per favorire la produzione e la condivisione di contenuti”.“È bene puntualizzare – afferma il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – alcuni aspetti, a nostro avviso fondamentali sull’uso del registro elettronico e sui doveri e obblighi di qualsiasi natura, contrattuale e di legge, da parte dei docenti sul suo utilizzo. Come è noto le scuole italiane non sono state chiuse ma si è realizzata la sola sospensione dell’attività didattica e i docenti sono impegnati, con professionalità e abnegazione, a continuare nel loro ruolo di educatori e formatori con nuove modalità, a distanza, indirizzati dal Ministero dell’Istruzione. Ad oggi però nessun decreto, circolare, nota ministeriale o Faq ministeriale impone ai docenti l’obbligo della firma sul registro elettronico rispettando l’orario di lezione che si aveva in presenza. Né indica tale firma come attestazione amministrativa di ‘presenza’ del lavoro giornaliero di ogni docente. Ogni richiesta diversa è mortificante per i docenti e completamente inutile didatticamente”.

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Scontrino elettronico al via

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Lo scontrino elettronico da oggi, 1° luglio, è realtà anche se le multe scatteranno tra sei mesi. Con la circolare n. 12 del 2019 la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro fornisce un’utile guida nella quale riepiloga le principali novità. Nel documento vengono fornite istruzioni su come ottenere rimborsi spese e detrazioni fiscali, sulle categorie esenti dal nuovo obbligo e su come cambieranno i controlli della Guardia di Finanza. Infine, si segnalano anche i nuovi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 15/E dello scorso 29 giugno sulla procedura web e sulla moratoria delle sanzioni comminate a partire dal 2020.

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Apparecchiatura gastroenterologa

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Un enteroscopio dotato di una sonda con sistema ottico è stato consegnato all’Unità operativa di Medicina I a indirizzo gastroenterologico. Potrà essere utilizzato per lo studio dell’intestino tenue, consentendo anche procedure operative Già punto di riferimento della provincia di Varese, l’Unità Operativa di Medicina I a indirizzo gastroenterologico dell’ospedale di Busto Arsizio mira all’eccellenza lombarda. La Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate ha consegnato ufficialmente questa mattina al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, Pietro Zoia, e al primario dell’Unità Operativa, Giordano Bernasconi, un enteroscopio dotato di una sonda con sistema ottico elettronico che potrà essere utilizzato per lo studio dell’intestino tenue, consentendo, oltre a precisazioni diagnostiche in un’area del corpo umano da sempre difficile da raggiungere, anche procedure operative come il trattamento endoscopico (e non chirurgico) di fonti emorragiche, l’esecuzione di prelievi bioptici, l’asportazione di polipi o la dilatazione di tratti ristretti del canale intestinale (ad esempio in pazienti con morbo di Crohn). In pratica, con questa apparecchiatura l’attività diagnostica può essere combinata con quella terapeutica-operatoria anche nel piccolo intestino, come avviene per lo stomaco e per il colon.Grazie a questo generoso gesto, l’ospedale di Busto Arsizio è il primo in provincia di Varese, e il terzo in Lombardia, ad essersi attrezzato con questa apparecchiatura che si aggiunge alla videocapsula endoscopica, una metodica introdotta nel presidio nel 2001 -una microtelecamera che viene ingerita dal paziente e registra le immagini del piccolo intestino- che ad oggi vanta una casistica di rilievo nel panorama italiano ed estero con 440 indagini complessivamente effettuate per una media di 70-80 esami l’anno.  Per enteroscopia si intende una procedura che consente allo specialista di raggiungere ed esplorare il piccolo intestino, cioè quel tratto compreso tra lo stomaco e il colon e lungo dai 3 ai 5 metri, accedendovi, a seconda dei casi, dall’esofago o dall’orifizio anale. L’apparecchiatura utilizza a questo fine una sonda flessibile del diametro inferiore a un centimetro dotata di una telecamera. A Busto Arsizio viene utilizzato un enteroscopio “a doppio pallone”, progettato in Giappone, un sistema che, grazie a due palloncini gonfiabili posti all’estremità della sonda, permette di avanzare facilmente lungo un percorso lungo e tortuoso com’è quello dell’intestino tenue. Lo strumento, oltre a consentire un’accurata analisi della mucosa intestinale, è dotato di un canale nel quale si possono inserire “accessori” per intervenire in loco. E questo avviene, ad esempio, in caso di sanguinamenti “oscuri”, di cui non si riesce a comprendere le origini con le tradizionali tecniche diagnostiche. È quindi possibile cicatrizzare la lesione interna nel corso dell’indagine. Oppure, in presenza di polipi: essi si possono asportare contestualmente all’esame. Inoltre, l’enteroscopio consente di eseguire prelievi di cellule di tessuto per l’esecuzione di un esame istologico (biopsia) e quindi diagnosticare un eventuale tumore nonché di trattare i restringimenti del canale intestinale dilatandolo (ad esempio, in pazienti con il morbo di Crohn).

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