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Elezioni 2018: Per i bookmaker Salvini Premier, ma il governo durerà poco

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Roma. La confusione è grande sotto il cielo e i bookmaker sembrano essere gli unici ad avere le idee chiare nel giorno dopo l’election day. Secondo i quotisti della sigla internazionale Softbet24 – che, tra l’altro, è prossima allo sbarco nel mercato delle scommesse online italiano con il sito Softbet24.it – il prossimo Premier sarà Matteo Salvini: nelle giocate appena aperte sul nuovo Presidente del Consiglio, come riporta Agipronews, il leader della Lega, forte del largo consenso elettorale del suo partito e della coalizione di centro destra, conduce i giochi a 1,50. È stato boom elettorale anche per il Movimento 5 Stelle, che ha oltrepassato il 32% delle preferenze: i pentastellati, però, dovranno per forza di cose scendere a compromessi se vorranno mandare il loro uomo a Palazzo Chigi. Luigi Di Maio è dato a 2,50.Non bisognerà aspettare molto per vedere la formazione di un nuovo esecutivo, ma si rischia di tornare alle urne in tempi brevi: questo lo scenario disegnato dai bookmaker. Si punta a 1,50 sul giuramento del nuovo Governo entro il prossimo 30 aprile, ma nella giocata sulla durata della legislatura l’opzione che prevale è una vita di un anno o giù di lì. Un nuovo voto nel 2019 viaggia a 1,90, la durata “naturale”, fino al 2023, è a quota altissima, 15 volte la scommessa. AG/Agipro.
Il responso delle urne, con il boom del Movimento 5 Stelle (che ha raccolto circa il 32,2% delle preferenze) e della Lega (capace di scavalcare Forza Italia in coalizione, sfiorando il 18%) non potrà che avere conseguenze anche sul mondo dei giochi, da tempo al centro di grandi discussioni politiche. Linee guida sul settore sono infatti state inserite nei singoli programmi elettorali dei due movimenti. In quello dei 5 Stelle, riferisce Agipronews, il gioco compare nella parte relativa alla salute, ergo l’area di intervento dei pentastellati riguarderebbe il contrasto ai fenomeni di dipendenza, sebbene non vengano indicati strumenti specifici. Si parla di «boom dell’azzardo» e di «selvaggia liberalizzazione» che hanno «spinto molte persone a sfidare la sorte per cercare una soluzione alla perdita di reddito». La soluzione indicata dai 5 Stelle è dunque «una strategia articolata per incidere sulla domanda, sull’offerta e anche sul controllo dell’illegalità». Fuori dalla stretta lettera del programma, in campagna elettorale, più volte i candidati grillini hanno sostenuto di voler finanziare la misura del reddito di cittadinanza attraverso un generico innalzamento delle tasse sul gioco d’azzardo.
Il partito di Matteo Salvini, invece, inserisce un paragrafo ad hoc sul gioco al capitolo sicurezza, nel quale vengono elencate le precise misure da adottare. Tra queste «l’introduzione di controlli fiscali più stringenti» e una “espulsione” delle slot dagli esercizi pubblici. Si parla infatti, come si legge su Agipronews, di «autorizzazione all’installazione delle slot machine solo in luoghi deputati». Misure più stringenti, inoltre, sono previste anche in tema di distanza di sale e apparecchi dai cosiddetti “luoghi sensibili” (scuole, chiese, centri di aggregazione giovanile), da innalzare fino a 1.000 metri, rispetto ai 500 previsti al momento da molte leggi regionali. Infine, il gioco appare anche al capitolo sport, ma come fonte di copertura finanziaria. Prelevando una percentuale da «scommesse e giochi» si andrebbero a coprire le spese di potenziamento e ammodernamento dell’impiantistica sportiva. AG/Agipro
(By Chiara Vicario Agipro s.r.l.)

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Elezioni 2018: la salute delle persone al centro dei programmi politici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

Nino CartabellottaLo scioglimento delle Camere da parte del Presidente Mattarella ha segnato la fine della XVII legislatura, che per la sanità è stata caratterizzata da un insolito paradosso. Da un lato, un’intensa attività legislativa e programmatoria ha posto numerose pietre miliari: dal decreto sui nuovi LEA alla legge sulla responsabilità professionale, dal decreto sull’obbligo vaccinale all’albo nazionale per i direttori generali, dal patto per la sanità digitale ai fondi per i farmaci innovativi, dal Piano Nazionale della Cronicità a quelli della Prevenzione e della Prevenzione vaccinale, dagli standard ospedalieri al decreto sui piani di rientro degli ospedali, dal biotestamento all’approvazione al fotofinish del DDL Lorenzin. Dall’altro, la legislatura è trascorsa sotto il segno di un imponente definanziamento che, oltre a determinare una progressiva retrocessione rispetto ad altri paesi Europei, sta mettendo seriamente a rischio l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, ma soprattutto testimonia uno scollamento tra le esigenze di finanza pubblica e la programmazione sanitaria. «afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE: “Considerato che la prossima legislatura sarà determinante per il destino del servizio sanitario nazionale, tutte le forze politiche devono essere consapevoli che estromettere la sanità dall’agenda di Governo non compromette solo la salute, ma soprattutto la dignità e la capacità dei cittadini di realizzare ambizioni e obiettivi che la stessa politica dovrebbe identificare come il ritorno degli investimenti in sanità».
Dal Rapporto GIMBE sulla sostenibilità del SSN e dalla successiva consultazione pubblica, ecco alcune proposte utili a tutte le forze politiche perché, indipendentemente dall’esito delle consultazioni, il prossimo esecutivo ha il dovere di avviare un concreto “piano di salvataggio” del SSN:
• mettere sempre la salute al centro di tutte le decisioni politiche (health in all policies)
• offrire ragionevoli certezze sulle risorse destinate alla sanità, mettendo fine alle periodiche revisioni al ribasso e rilanciando in maniera graduale e costante il finanziamento pubblico
• rimodulare il perimetro dei LEA al fine di garantire a tutte le persone servizi e prestazioni sanitarie ad elevato value, destinare quelle dal basso value alla spesa privata e impedire l’erogazione di prestazioni dal value negativo
• ridefinire i criteri di compartecipazione alla spesa sanitaria e gli oneri detraibili a fini IRPEF, tenendo conto del value delle prestazioni sanitarie
• avviare un piano nazionale di prevenzione e riduzione degli sprechi, per disinvestire e riallocare almeno 1 dei 2 euro sprecati ogni 10 spesi
• attuare un riordino legislativo della sanità integrativa
• potenziare le capacità di indirizzo e verifica del Ministero della Salute sulle Regioni
• rilanciare le politiche per il personale: rinnovi contrattuali, assunzioni, stabilizzazioni
• destinare almeno l’1% del fondo sanitario nazionale alla ricerca comparativa indipendente
«Come Fondazione GIMBE – conclude Cartabellotta – abbiamo il mandato etico di analizzare in maniera indipendente le criticità del servizio sanitario e di proporre soluzioni per la sua sostenibilità: ecco perché nell’ambito delle attività dell’Osservatorio GIMBE, i programmi elettorali di tutte le forze politiche saranno oggetto di analisi comparativa sulle proposte relative a sanità, welfare e ricerca, perché riteniamo che il nostro slogan “salute prima di tutto, sanità per tutti” sia condicio sine qua non, oltre che per il benessere delle persone, anche per la ripresa economica del Paese».
I risultati del monitoraggio saranno resi pubblici il 2 marzo 2018 a Bologna, in occasione della 13a Conferenza Nazionale GIMBE. (foto: Nino Cartabellotta)

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