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Posts Tagged ‘elezioni europee’

Elezioni europee del 2019: affluenza record trainata dai giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

L’affluenza alle elezioni europee è stata del 50,6%, la più alta dal 1994. 19 Stati membri hanno registrato un aumento dell’affluenza alle urne rispetto il 2014, in particolare Polonia, Romania, Spagna, Austria, Ungheria e Germania, nonché la Slovacchia e la Cechia, dove l’affluenza alle urne è tradizionalmente molto bassa. Nel frattempo, l’affluenza è diminuita in otto paesi, anche se per meno di 3 punti percentuali. Il voto è obbligatorio in cinque paesi: Belgio, Bulgaria, Lussemburgo, Cipro e Grecia. “L’aumento molto significativo della partecipazione alle elezioni europee di maggio dimostra che i cittadini, soprattutto le giovani generazioni, apprezzano i loro diritti democratici e credono che l’Unione europea sia più forte quando agisce all’unisono per rispondere alle loro preoccupazioni”, ha commentato David Sassoli, Presidente del neoeletto Parlamento.Anche la Brexit ha svolto un ruolo per il 22% degli intervistati che l’ha citata come fattore che ha influenzato la loro decisione di votare, almeno ‘in una certa misura’.I risultati mostrano che i cittadini sono stati motivati ad andare a votare alle elezioni europee del 2019 anche da un maggiore senso del dovere civico, da un crescente sentimento che il voto può veramente cambiare le cose, così come da un maggiore sostegno all’UE. A livello europeo, l’economia e la crescita (44%) e i cambiamenti climatici (37%) sono i principali motori del voto. Ragioni importanti dietro la decisione di andare a votare sono stati anche i diritti umani e la democrazia (37%), il modo in cui l’UE dovrebbe funzionare in futuro (36%) e l’immigrazione (34%). Mentre l’economia è stata la questione più importante per gli elettori in 16 Stati membri, il cambiamento climatico è stato in testa all’elenco in otto paesi.”Queste elezioni hanno visto un gruppo di elettori più giovani, europeisti e coinvolti votare in numero crescente. Questo si traduce in una maggiore legittimità per il Parlamento europeo e conferisce ai deputati europei il potere di approvare la nuova Commissione europea e di chiederne conto per i prossimi cinque anni”, ha dichiarato Sassoli.Più di due terzi degli intervistati (68%) in tutta l’UE28 ritiene che il loro paese abbia beneficiato dell’adesione all’UE, il livello più alto registrato dal 1983. Più della metà degli europei (56%) concorda inoltre sul fatto che la loro voce conta nell’UE, con un aumento di sette punti dal febbraio-marzo 2019 e il risultato più positivo per questo indicatore dal 2002.In termini di come gli elettori si sono informati sulle elezioni di quest’anno, il 44% degli intervistati ha ricordato di aver visto o sentito messaggi del Parlamento europeo che incoraggiavano i cittadini a votare. Questo è il valore più alto tra gli intervistati che hanno effettivamente votato alle elezioni (50%), ma anche per il 39% dei non votanti, che ricorda di aver visto o sentito elementi del messaggio di voto del Parlamento.Un risultato importante del sondaggio è che l’affluenza alle elezioni europee del 2019 è stata determinata in misura crescente da cittadini che non sempre o tradizionalmente votano, in quanto la percentuale relativa degli intervistati che affermano di “votare sempre” è diminuita di 6 punti rispetto al 2014. I risultati dell’indagine dimostrano il legame tra la convinzione dei cittadini che la loro voce è importante nell’UE e la loro partecipazione alle elezioni europee.

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Elezioni europee 2019: un elettorato pro-europeo e giovane con aspettative chiare

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Le elezioni europee del 2019 hanno visto un aumento significativo del numero di giovani che hanno espresso un voto pro UE, rivela un’indagine Eurobarometro commissionata dal Parlamento europeo e effettuata in tutti i 28 Stati membri. Nelle settimane successive alle elezioni, quasi 28.000 cittadini in tutta l’UE hanno risposto a domande sulla loro partecipazione alle elezioni europee e sulle ragioni che li hanno motivati a votare.
L’affluenza complessiva alle elezioni europee del 2019 è aumentata di 8 punti, raggiungendo il 50,6%, la più alta partecipazione dal 1994 e, per la prima volta dal 1979, un’inversione di tendenza nella partecipazione alle elezioni europee. Gli aumenti più significativi sono stati registrati in Polonia (+22 punti percentuali), Romania (+19 punti), Spagna (+17 punti), Austria (+15 punti) e Ungheria (+14 punti).
Il sondaggio suggerisce come l’affluenza alle urne sia aumentata grazie ai giovani e agli elettori che hanno votato per la prima volta. Il 42% dei cittadini di età 16/18-24 anni ha infatti risposto di essersi recato a votare. La partecipazione dei giovani è quindi aumentata del 50% rispetto al 2014, quando era stata di appena il 28%. Si registra inoltre l’aumento del 34% dell’affluenza degli elettori in fascia di età 25-39 anni, che è passata dal 35% del 2014 al 47% (+12 punti). La partecipazione al voto dei giovani e di chi ha votato per la prima volta supera gli aumenti di affluenza registrati per le altre fasce d’età.I primi risultati dell’Eurobarometro pubblicati venerdì dal Parlamento europeo mostrano che il sostegno dei cittadini all’Unione europea resta elevato: confermando i sondaggi pre-elettorali, il 68% degli intervistati (+1 punto percentuale rispetto a febbraio/marzo 2019) afferma che il loro paese ha tratto beneficio dall’appartenenza all’UE.Ancora più significativo per la legittimità democratica dell’UE è il forte aumento del numero di cittadini che ritengono che la loro voce conti nell’UE: il 56% degli intervistati condivide tale opinione, con un aumento di 7 punti da marzo 2019 e il risultato più alto da quando è stata posta questa domanda per la prima volta, nel 2002.
“Il Parlamento europeo e le sue elezioni sono entrati a far parte della normale vita democratica dei cittadini. Tuttavia, queste elezioni sono state più di una semplice espressione del dovere civico. I cittadini hanno votato perché erano a favore dell’UE, perché credono di poter cambiare le cose votando. Il Parlamento europeo deve ora essere all’altezza di queste aspettative”, ha sottolineato il Presidente Sassoli. In 27 Stati membri, i cittadini hanno votato principalmente perché lo considerano un dovere civico. Se sono presi in considerazione tutti i 28 Stati membri, un maggior numero di elettori si è recato alle urne perché a favore dell’UE rispetto al 2014, in particolare in Germania (39%, +14pp), Irlanda (27%, +15pp), Italia (23%, +14pp) e Spagna (23%, +15pp).
L’Eurobarometro post-elettorale ha anche analizzato le politiche che hanno indotto i cittadini a votare alle recenti elezioni europee. Le principali questioni che hanno avuto un impatto sulla decisione di votare sono state: l’economia e la crescita (44%), il cambiamento climatico (37%), e i diritti umani e la democrazia (37%). Il 36% degli intervistati ha citato “il modo in cui l’UE dovrebbe lavorare in futuro” come questione di primaria importanza. In 16 paesi, gli intervistati hanno citato l’economia e la crescita come ragione di voto più importante, mentre in 8 paesi i cittadini hanno indicato il cambiamento climatico.Questo sondaggio post-elettorale del Parlamento europeo è stata condotto come Eurobarometro 91.5. I 27.464 interpellati sono stati intervistati faccia a faccia da Kantar, per il Parlamento europeo, in tutti i 28 Stati membri, selezionati fra la popolazione generale con un’età pari o superiore ai 15 anni. Le domande sono state poi filtrate sui partecipanti in età di voto di 18 o più (eccetto 16 in Austria e Malta, e 17 in Grecia). Il sondaggio è stato svolto dal 7 al 26 giugno 2019.Una relazione completa e tutte le tabelle dei risultati e dei dati nazionali saranno pubblicate dal Parlamento europeo nel settembre 2019.

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Elezioni europee: populisti e falsi progressisti

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

By Vincenzo Brandi. “Lo scenario peggiore si è concretizzato” è il commento di Mauro Gemma nel suo articolo sull’esito delle ultime elezioni europee apparso sul sito della rivista “Marx21”. Gemma cerca di analizzare le cause del crollo del movimento 5 Stelle, che ha dimezzato la percentuale dei suoi voti rispetto alle precedenti politiche, ed del contemporaneo raddoppio della percentuale della Lega cresciuta fino ad oltre il 35%. Mette sotto accusa le ambiguità e la timidezza del movimento in materia di grandi opere inutili e l’incompetenza e la presunzione del giovane leader Di Maio. Prevede un possibile ulteriore cedimento dei 5 Stelle in materia di politica estera, anche sui due punti in cui avevano timidamente mostrato una capacità di autonomia: il non riconoscimento del golpista Guaidò quale presidente del Venezuela e l’accordo con la Cina per l’iniziativa Belt&Road. Gemma non è tenero nemmeno con l’autocompiacimento del PD (che in effetti ha leggermente aumentato la sua percentuale, ma senza riuscire ad intercettare i voti in uscita di milioni di elettori di 5 Stelle delusi che – secondo i primi sondaggi – si sono diretti essenzialmente verso l’astensione); e giustamente non considera significativi alcuni piccoli successi limitati di liste di sinistra come quella dei Comunisti di Rizzo, rimasti comunque sotto l’1%.
Gli amici Piero Pagliani, nei suoi interventi in rete, e Fulvio Grimaldi nel suo blog, esprimono concetti simili, ricordando anche l’approvazione del decreto sicurezza voluto dalla Lega che colpisce, non solo l’immigrazione clandestina, ma anche qualsiasi azione di dissenso pubblica. Ribadiscono i cedimenti del movimento in materia di grandi opere (TAP, TAV, Pedemontana, ILVA, ecc.) ed in materia di politica estera (sanzioni confermate a Venezuela, Russia, Siria, Iran; fedeltà alle politiche degli USA ed alla NATO). Denunciano una mancanza di strategia politica e di organizzazione sul territorio, sostituita da un illusorio affidarsi agli effetti taumaturgici della Rete. Prevedono gli effetti negativi di una prossima approvazione della Flat Tax, mentre – potrebbe aggiungersi – il cavallo di battaglia del movimento 5 Stelle, il “reddito di cittadinanza”, è affidato a risorse insufficienti, divorate anche dall’aumento delle spese per la Difesa (acquisto dei costosi ed inutili F-35, conferma del varo di costose navi da guerra come la “Trieste” costata più di un miliardo, conferma di missioni militari all’estero). Critiche simili vengono anche da un apprezzabile documento dei CARC.
Un punto comune a tutte queste analisi – certamente condivisibile – è che l’indubbia avanzata dei partiti “populisti” e “sovranisti”, che usano retoriche di “destra” (non solo in Italia con la Lega, ma anche in Gran Bretagna con Farage, in Francia con la Le Pen, in Ungheria con Orban che ha conquistato la maggioranza assoluta, in Grecia, ecc.) , non può trovare un reale polo alternativo nei partiti liberisti, filocapitalisti, filo-NATO, e sostenitori delle peggiori imposizioni finanziarie ed economiche della UE che soffocano in una morsa i paesi ed i popoli europei. Questi partiti si articolano in Popolari (come i partiti della Merkel o di Berlusconi), Liberali e Socialdemocratici (come il PD e la SPD tedesca), pronti ad allearsi tra loro per cercare di fermare la deriva populista ed anti-europeista. Né c’è da gioire per l’affermazione dei Verdi francesi o tedeschi. Piero e Fulvio ricordano quanto siano fedeli questi partiti alle politiche capitaliste liberiste e alle politiche guerrafondaie di USA e NATO. Basti ricordare il ruolo determinante giocato dai Verdi tedeschi, guidati dal ministro degli Esteri Fisher e dall’ex-sessantottino Cohn-Bendit, nella guerra alla Jugoslavia. Piero ricorda anche come questo partito, fortemente anti-comunista ed anti-russo, lodato dal finanziere Soros, si opponga (naturalmente per ragioni “ecologiche”) alla realizzazione del North Stream che porterebbe l’economico e abbondante gas russo in Europa.
In genere questi partiti pseudo-progressisti si pongono come fiore all’occhiello la loro politica dell’accoglienza dei migranti; ma la strumentalità e l’ipocrisia di questo atteggiamento è ormai smascherato agli occhi di gran parte degli Europei. Non si fa mai un’analisi seria e si tace sui motivi della migrazione, che sono lo sfruttamento neo-coloniale, il ricatto del debito, le guerre di aggressione e le sanzioni economiche (come quelle verso Libia, Siria, Somalia, Costa d’Avorio, Iran, Sudan, Afghanistan, ecc.), azioni di cui sono responsabili quelle stesse forze politiche filo-capitaliste che piangono sulla sorte dei migranti. Né si parla mai della povertà estrema di chi rimane in Africa ed Asia perché non è nemmeno in grado di spostarsi e del feroce sfruttamento di coloro che di fatto sono deportati nei paesi ricchi e sottoposti a ricatto economico, né delle inevitabili tensioni con i lavoratori europei che vedono in pericolo i loro diritti per la presenza di una massa di manovra formata da diseredati. Il risultato è che la questione è sempre più gestita dai movimenti “sovranisti” (Lega, Le Pen, Orban, ecc.) con le loro politiche sulla “sicurezza”.
A parere di chi scrive non bisogna però abbandonarsi allo sconforto. Il successo delle liste sovraniste non significa un generale ritorno del fascismo e del razzismo in Europa. Queste liste usufruiscono della disillusione di vasti settori, anche di proletariato e piccola borghesia, traditi dalle ex liste di sinistra divenute sostenitrici della grande finanza capitalista e delle soffocanti istituzioni liberiste europee. Il problema è come rilanciare il movimento verso il socialismo e la liberazione dei popoli (forte in Cina, Corea ed altri paesi dell’Asia, Africa ed America Latina) anche nei paesi occidentali dove la “sinistra” , salvo qualche modesta eccezione (forse i Comunisti Portoghesi e Cechi? Il KKE? Forse la Linke?), è rappresentata solo da qualche gruppetto autoreferenziale.
(articolo pubblicato sul numero di giugno della “Voce di GAMADI”)

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Dopo le elezioni europee può tornare una crisi finanziaria in Italia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Quando sui media imperversavano le ipotesi di una rottura dell’area Euro ed addirittura giravano notizie in base alle quali in Germania avevano già le rotatorie in funzione per la stampa fisica delle banconote in marchi, noi di Aduc scrivevamo che la crisi era perfettamente risolvibile e che sarebbe stata solo ed esclusivamente una scelta politica. Scrivevamo che non era una questione tecnica legata alla presunta insostenibilità dei debiti, ma solo una questione di scelta politica.
Il rischio poteva venire solo da un’assoluta incapacità politica di gestire la questione, ma ci sembrava altamente improbabile una rottura dell’area Euro perché la scelta era troppo costosa per tutti i politici che erano in gioco. Ritenevamo che una soluzione, alla fine, l’avrebbero trovata.In sintesi, mentre la grande maggioranza dei commentatori proponeva scenari catastrofici, noi sconsigliavamo fortemente di vendere i titoli di Stato Italiani (e per chi aveva il giusto profilo di rischio sottolineavamo come quei prezzi fossero un’occasione). Queste cose sono scritte e quindi chi vuole può tornare a leggerle sul web di Aduc.Oggi la situazione è molto diversa, ma non dal punto di vista delle variabili macro economiche bensì dal punto di vista politico. Esattamente lo stesso ragionamento che durante la crisi dell’Euro ci ha portato a ritenere altamente improbabile una rottura dell’area Euro, oggi ci porta a dire che le probabilità, pur restando molto contenute, non sono più irrilevanti.Ripetiamo, ancora oggi, che non è una questione di numeri, si tratta solo ed esclusivamente di dinamiche politiche. Mentre durante la crisi dell’Euro l’ipotesi di una rottura era politicamente insostenibile, oggi – specialmente in Italia – l’idea che lo stare dentro l’area Euro sia più svantaggioso che vantaggioso si sta facendo sempre più larga e potrebbe essere politicamente premiante cavalcarla, così come nel Regno Unito è stato premiante per una parte politica cavalcare la Brexit.
Non è questa la sede per valutare il merito della vicenda (ovvero la s/convenienza di un’uscita dell’Italia dall’Euro), ciò che desideriamo sottolineare è il cambiamento del contesto politico rispetto al 2010/12.
Nel nuovo scenario politico-istituzionale che si sta delineando, l’Italia potrebbe trovarsi in una situazione particolarmente delicata. Il 31 ottobre prossimo Mario Draghi completerà il suo mandato alla Banca Centrale. Fra i vari candidati che si fanno nei media (Jens Weidmann, Governatore della Bundesbank tedesca, il più probabile; Christine Lagarde, Presidente del Fondo Monetario Internazionale; Ewald Nowotny; Klaas Knot; Ardo Hansson; rispettivamente Austriaco, Olandese ed Estone) tutti hanno profili che – per usare un eufemismo – non sembrano favorevoli agli interessi italiani. I giochi per la successione lasciano spazio ancora a molte sorprese. Una vittoria francese potrebbe vedere una BCE meno ostile ad un prosecuzione delle logiche impostate da Mario Draghi.
E’ praticamente certo che il prossimo mandato del Governatore della BCE dovrà affrontare un periodo recessivo per l’economia mondiale (non sappiamo quando, ma sappiamo che questo ciclo economico mondiale è durato moltissimo e non potrà che terminare, come tutti gli altri cicli) e se la BCE facesse l’errore di inaugurare una politica monetaria all’insegna del “torniamo alla normalità” invece del “facciamo un passo avanti”, con una recessione alle porte o addirittura conclamate, esporrebbe l’Italia alla speculazione internazionale.
La vittoria di Matteo Salvini alle elezioni Europee non potrà che portare instabilità politica dal momento che l’attuale governo è nato in un contesto nel quale il peso politico dei due partiti che lo componevano era esattamente invertito.
I “sovranisti” che hanno vinto in Italia non hanno affatto sfondato a livello Europeo. Subito dopo le elezioni Salvini ha promesso un “piano da 30 miliardi” e la volontà di modificare le “regole vecchie” sui conti pubblici. Ma ha ricevuto come risposta sostanzialmente la minaccia delle sanzioni (che già sono state evitate all’ultimo momento).Si prospetta quindi un quadro composto da un possibile:
1) peggioramento dello scenario economico mondiale con ripercussioni su quello italiano (che da molti anni cresce meno quando gli altri crescono e perde di più quando gli altri perdono),
2) peggioramento della politica monetaria europea,
3) peggioramento delle tensioni politiche interne al governo,
4) peggioramento delle tensioni politiche fra governo e Commissione europea.
In questo contesto, bisogna capire se Salvini sceglierà di usare l’Europa come il “nemico esterno” sul quale far confluire lo scontento della sua base elettorale e puntare al suo successo politico attraverso un’operazione simile a quella compiuta nel Regno Unito, oppure se opterà per una linea più “moderata”. Al di là delle singole opinioni politiche e delle valutazioni dei singoli partiti, non sembra che si possa dire che lo scenario post Elezioni Europee sia migliorato per l’Italia nel suo complesso, almeno dal punto di vista delle possibili conseguenze sui mercati finanziari. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio)

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Risultati europee: Comparazioni con le elezioni precedenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

grafico proiezioni parlamnento europeo

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Prime proiezioni sulla composizione del nuovo Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

proiezioni europee 2019Sono basate su risultati finali o parziali in 26 paesi e su sondaggi in altri 2.Queste proiezioni si basano su:
– Risultati finali in 7 paesi: Cechia, Croazia, Cipro, Finlandia, Francia, Germania e Slovacchia.
– Risultati provvisori in 19 paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Ungheria, Slovenia, Spagna e Svezia.

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Elezioni europee: Il Pd in Sicilia fanalino di coda rispetto al resto del Paese

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

«Purtroppo ancora una volta la Sicilia di conferma in controtendenza rispetto all’importante risalita del Pd e il conseguente crollo dei Cinquestelle. Tutto questo nonostante le candidature di prestigio messe in campo. Ora si risolva subito la questione siciliana» A dirlo è Antonio Ferrante del Partito Democratico, commentando i dati delle elezioni Europee in Sicilia.
«La scarsissima affluenza – continua Ferrante – unita al risultato dei Cinquestelle e della Lega danno il senso dell’Aventino da parte dei nostri sostenitori, che per mesi hanno vissuto l’assenza del Pd in Sicilia. Dobbiamo essere grati ai nostri candidati perché grazie a loro abbiamo evitato una figura ancora peggiore».«Da militante del Pd e da siciliano – conclude Ferrante – voglio anche ringraziare i tanti amici e compagni che, in ogni Comune, hanno portato nelle case degli elettori la nostra lista, nonostante l’abbandono totale che hanno subito in tutto questo tempo. A loro dico: da oggi ripartiamo insieme per riprenderci il Pd e la Sicilia e dal Pd nazionale aspetto la risoluzione della questione siciliana una volta per tutte».

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Europee, Mollicone (FdI): “FdI unica novitá italiana al parlamento europeo. No al Nazareno europeo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

“Fratelli d’Italia raggiunge il 6,45% ed entra al Parlamento Europeo per la prima volta, rappresentando la sola novitá nel panorama politico italiano in Europa. Complimenti ai colleghi di gruppo del PiS polacco per il grande risultato raggiunto contro una coalizione di liste unita solo dal contrasto alla riforma dell’Europa in senso confederale. I dati parziali ci dicono che ‪per formare una maggioranza che escluda conservatori e sovranisti dovrebbero inventarsi un “Nazareno europeo” composto dalle frattaglie dei popolari, dai socialisti, dei liberali e dei Verdi. La maggioranza Frankenstein pur di non ridiscutere austerity e politiche migratorie…” È quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia per il Lazio.

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Elezioni Europee Dichiarazione del Decano CELI Heiner Bludau

Posted by fidest press agency su domenica, 19 Mag 2019

Tra il 23 e il 26 maggio, oltre 400 milioni di cittadini di 27 paesi europei saranno chiamati a votare per il nono Parlamento europeo. In considerazione del crescente euroscetticismo, dello spostamento a destra degli equilibri politici e del ritorno agli ideali nazionalistici in molte società europee, la Comunità delle Chiese protestanti in Europa, CPCE, ha invitato i suoi membri a votare. Il Decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, Heiner Bludau, condivide questo richiamo ed esprime la sua grande preoccupazione per la situazione in Italia e in Europa.“L’Europa è caratterizzata da una profonda crisi di identità. Occorrono decisioni importanti che possono essere prese solo su scala sovranazionale: rifugiati, migrazioni, cambiamenti climatici, uno sviluppo sostenibile dell’economia, aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche… sono fenomeni che colpiscono in particolare l’Italia, ma non sono solo problemi dell’Italia, bensì di tutta l’Europa. Sono problemi che devono essere affrontati insieme per poter trovare delle soluzioni comuni. Quella europea è una dimensione importante”. Secondo il decano Heiner Bludau, i paesi europei devono parlare con una sola voce se vogliono mantenere il loro peso politico. “I nazionalismi sono miopi, non offrono prospettive, non portano soluzioni per il futuro.” Negli ultimi 70 anni l’Europa è stata garante delle diversità e della pace e tale deve restare, anche se non è sempre facile prendere delle decisioni di comune accordo.Il decano è preoccupato per il crescente euro-scetticismo e per la prevista bassa affluenza alle urne. Secondo dei sondaggi effettuati in 14 Stati membri dell’UE, che rappresentano l’80% dei parlamentari europei, si stima che meno del 50% degli elettori si recherà alle urne. Non solo considerando le diverse problematiche ormai di portata globale, ma anche a causa del crescente populismo, dice Bludau, le elezioni europee del maggio 2019 sono importanti come forse mai è accaduto prima. “La democrazia è in pericolo e andare a votare è un importante sostegno alle garanzie democratiche”, sottolinea il decano della CELI.
La chiesa e i suoi membri devono assumersi le proprie responsabilità, assolvere il loro compito nella società. Nella dichiarazione finale della quarta seduta del XXII Sinodo di fine aprile, la Chiesa evangelica luterana in Italia si è impegnata in un’azione per la sostenibilità, l’ecologia e la giustizia sociale, ispirata dalla fede. Nello stesso tempo ha fatto una chiara confessione di colpa: “Confessiamo di aver peccato contro la buona intenzione di Dio di creare”, si legge nel primo punto della dichiarazione in cui la CELI definisce il suo impegno futuro. Il Decano Heiner Bludau: “La partecipazione alle elezioni corrisponde esattamente a questo impegno!”

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Elezioni europee, le proposte della Lipu per una maggiore tutela della biodiversità

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Proteggere i siti Natura 2000, riformare le politiche agricole in un’ottica di reale sostenibilità, invertire il declino delle specie, salvare i mari e gli oceani, combattere con efficacia i cambiamenti climatici, rafforzare i progetti di cultura ecologica, educazione e volontariato ambientale.Sono i sei grandi temi, con le relative proposte, che la Lipu-BirdLife Italia indirizza ai candidati alle elezioni del Parlamento europeo del prossimo 26 maggio. Un appuntamento cruciale per le sorti della natura del continente: di fronte alla scomparsa della natura, testimoniata dalla rarefazione degli uccelli marini e degli ambienti agricoli, degli insetti impollinatori e degli habitat naturali, è doveroso rafforzare le politiche di conservazione di specie e ambienti sulla scia delle buone politiche che l’Unione europea ha dimostrato di saper attuare nella legislatura 2014-2019, per esempio la difesa delle direttive Habitat e Uccelli o il sostegno ai programmi Life.Le proposte della Lipu (inserite in un documento pubblicato da oggi alla pagina http://www.lipu.it/pdf/Schede_manifesto.pdf) chiedono all’Europa la protezione della rete europea della biodiversità, la rete Natura 2000, attraverso una piena applicazione delle direttive Uccelli e Habitat, da attuarsi attraverso un adeguato stanziamento di fondi, la sinergia con le principali politiche comunitarie come agricoltura, pesca, energia e trasporti, nonché l’aumento delle connessioni ecologiche e la resilienza degli ecosistemi.
Quanto al tema cruciale dell’Agricoltura la Lipu chiede che si approvi una riforma della Pac post 2020 che veda lo stanziamento del 50% delle risorse a favore dell’ambiente e del clima, la fine del sostegno all’agricoltura intensiva e una procedura di approvazione dei pesticidi più rigorosa e trasparente, con il divieto di tutti i neonicotinoidi, del Glifosato e dei principi attivi impattanti sulla fauna selvatica.Altro capitolo fondamentale è il tema delle specie in declino, da combattere attraverso piani d’azione, il sostegno all’attività di monitoraggio delle specie protette dalle direttive, il sostegno a iniziative di riqualificazione ambientale e l’impegno per il ripristino della legalità in materia di bracconaggio e traffico illegale di specie animali. Ai futuri parlamentari la Lipu chiede anche maggiori tutele degli uccelli in tema di caccia e la promozione di una più decisa lotta al fenomeno del bracconaggio.Altri due capitoli essenziali delle proposte della Lipu sono la tutela del mare e la lotta ai cambiamenti climatici. In tema di mare, occorre una mappatura urgente per individuare i punti sensibili delle specie marine e degli habitat alle pressioni esercitate dalle attività umane, un’efficace gestione della rete Natura 2000 all’interno delle aree protette marine, il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre del 50% i rifiuti di plastica entro il 2020 e la garanzia che gli Stati membri applichino le norme di pesca per evitare catture accidentali di uccelli marini, cetacei e tartarughe.Sul fronte dei cambiamenti climatici la richiesta della Lipu è quella di un forte impegno per la riduzione di almeno il 55% dei gas a effetto serra, unitamente a un aumento del 40% dell’efficienza energetica e del 45% delle energie rinnovabili entro il 2030, pur minimizzando nel contempo gli impatti degli impianti sulla biodiversità.Infine, non certo per importanza, il tema della comunicazione e della cultura ecologica, per il quale occorre, tra le altre cose, che l’Unione europea adotti una strategia complessiva di valorizzazione della natura, che includa attività di comunicazione, promozione culturale, eventi, programmi educativi atti a coinvolgere più profondamente i cittadini e a rafforzare l’identità “ambientalista” dell’Unione europea.

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Elezioni europee: le proposte della comunità Papa Giovanni XXIII

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

«Abbiamo preparato un breve compendio che illustra la nostra visione per un’Europa bella e solidale e portiamo a tutti, in particolare ai candidati per le elezioni europee del prossimo 26 maggio, le proposte articolate che abbiamo maturato nel nostro cammino di condivisione con le persone più fragili e vulnerabili della nostra società». Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, illustra le proposte politiche ai candidati alle prossime elezioni europee. Proposte che partono dalla condivisione diretta della vita con gli ultimi, secondo la vocazione ereditata da don Benzi, l’inventore della casa famiglia. La pace positiva come priorità con l’istituzione di un Commissario europeo per la pace. L’accoglienza dei minori e della persone disabili. L’eradicazione della povertà e delle diseguaglianze con politiche del lavoro a misura dei più deboli e con la tassazione delle grandi transazioni finanziarie. Incentivare e favorire canali legali di migrazione tramite corridoi umanitari. Promuovere e sostenere la difesa della vita umana, in particolare nelle sue fasi di sviluppo più vulnerabili, dal concepimento, infanzia, maternità, malattia, disabilità, vecchiaia e fine vita. Abbandonare ogni forma di legalizzazione delle droghe leggere e pesanti. Eradicare il traffico di esseri umani e sostenere l’adozione del modello nordico in tutti gli stati membri che preveda sanzioni agli sfruttatori/clienti. Abolire l’ergastolo ostativo, incentivare le misure alternative al carcere e non permettere che esistano mai più bambini in carcere. Infine promuovere un nuovo modello di economia.
«Il nostro modello di società cui ci ispiriamo è quella che don Benzi chiamava la Società del gratuito. – continua Ramonda – In essa, ognuno detiene il bene dell’altro. Nel bene di tutti c’è anche il bene individuale per una visione inclusiva di società nella quale il lavoro, l’economia e l’organizzazione sociale sono al servizio della persona umana, soprattutto quando la sua vita è indifesa, fragile, debole, da sostenere. Dobbiamo partire dagli ultimi. Il motivo è semplice: se si parte dagli ultimi, allora si possono abbracciare ed aiutare tutti».Le idee sono illustrate in un breve pamphlet, in cui partendo da una breve analisi dei problemi si arriva a proposte politiche concrete che i candidati al prossimo parlamento europeo dovrebbero far loro.Per approfondire, si può scaricare il pamphlet al link: L’Europa in cui crediamo.

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EUROPA: Il presidente Anief interviene sul dibattito attuale in vista delle elezioni europee

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha preso parte all’importante incontro tenutosi presso il CNEL, per ribadire come sia necessario lavorare tutti insieme, affinché venga costruita un’identità europea, incentrata sui valori del passato, che investa sulla cultura e si apra alle altre culture, capace di far rifiorire un umanesimo rispettoso del diritto al lavoro e del conseguente sviluppo economico. Il presidente Pacifico ha partecipato nella delegazione Confedir per esprimere un giudizio su un testo base chiesto dal CESE, Comitato economico e sociale europeo, al CNEL sul futuro della UE. Presidente, avete condiviso il documento? “Certamente, il testo base è frutto di riflessioni condivise che approviamo, perché da sempre la nostra storia nazionale ha dimostrato come lo spazio euro-mediterraneo sia il nostro orizzonte comune”. Cosa avete chiesto? “Di inserire tre parole: cultura, uomo e lavoro”. Sembrano tre slogan…
“E in effetti dovrebbero esserlo. Infatti l’Europa deve ancora costruire una sua identità dopo il no a una Costituzione comune e deve riscoprire i suoi valori forgiati nel Duecento tra Carlo Magno e Federico II; inoltre deve investire sul suo patrimonio culturale, deve riaprire le frontiere al continente africano e asiatico. Altresì deve far rivivere la propria cultura, deve far rinascere un umanesimo rispettoso del diritto al lavoro e del conseguente sviluppo economico tra reddito di cittadinanza e salario minimo garantito, deve investire in istruzione dedicando il 30% del budget comunitario e fuori dal fiscal compact. Infine, ci deve ricordare Federico II, il suo “Liber augustalis”, il significato di una nazione che ha le chiavi dello sviluppo della società mondiale”.

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Europee. de Bertoldi (FdI): elezioni saranno occasione per rafforzare autorevolezza Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“La vicenda Tercas, con la Corte di Giustizia europea che ha dato ragione all’Italia, conferma che il 26 maggio bisogna voltare pagina, per ricostruire un’Europa che risponda al vero spirito dei trattati di Roma. Non quell’Europa che in questi anni ha voluto il Pd, nella quale l’Italia è stata ai margini e calpestata, ma in cui ritrovi la sua dignità e autorevolezza. Questo vale anche sul piano del sistema bancario, che dovrà essere il banco di prova della nostra Nazione e rispetto al quale dovrà pretendere parità di confronto e trattamento, come finora non è stato. Fratelli d’Italia dal 26 maggio porterà al Parlamento europeo queste istanze e questa nuova visione d’Europa, facendosi portavoce dei diritti della nostra Nazione”. Lo ha detto in Aula il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, nel corso della discussione sulla Legge europea.

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Elezioni europee, verso l’ora X

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Che impatto avranno le forze euroscettiche sul prossimo Parlamento europeo? Che maggioranza uscirà dalle urne e come le fake news sapranno e potranno incidere sul risultato elettorale? Di questo si è parlato all’incontro-dibattito organizzato il 5 aprile scorso da Parlamento europeo e Commissione europea al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia. Le elezioni europee del prossimo 23-26 maggio sono probabilmente le più importanti dal 1979 a oggi. Per la prima volta, in gioco c’è la stessa idea di Europa e di Unione europea per come la conosciamo. Quanto forte sarà l’avanzata dei partiti euroscettici? Quali i possibili equilibri del futuro Parlamento europeo in base ai dati attualmente disponibili? Come si prefigura e quando verrà nominata la prossima Commissione europea? Che ruolo possono giocare i social network per dare un’informazione il più possibile corretta e scevra da fake news? E cosa può fare ognuno di noi, semplici cittadini, per promuovere la partecipazione democratica alle prossime elezioni europee?
A 48 giorni dall’appuntamento elettorale l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e la Rappresentanza in Italia della Commissione europea organizzano un panel di discussione nell’ambito della campagna Stavoltavoto.eu, rivolta a incoraggiare la partecipazione al voto soprattutto fra gli elettori più giovani, quelli comunque chiamati a costruire l’Europa del futuro. L’evento si terrà venerdì 5 aprile dalle 17 alle 18 nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni.Valeria Fiore, responsabile dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Philipp Schulmeister, capo della Public Opinion Monitoring Unit del Parlamento europeo, e Beatrice Covassi, Rappresentante della Commissione europea in Italia, discuteranno con Laura Bononcini di Facebook in un incontro moderato da David Parenzo. All’evento parteciperà anche il caporedattore di Europhonica Andrea Fioravanti, che farà il punto sui prossimi progetti del network radiofonico, ed alcuni giovani del NID, il Nuovo Istituto di Design di Perugia, testimonial della campagna Stavoltavoto.eu.
Con StavoltaVoto.eu, il Parlamento europeo ha deciso di puntare sui giovani chiedendo loro di trasformarsi in ‘attivisti’ del voto. L’obiettivo di ognuno di questi volontari è quello di convincere più persone possibile a recarsi alle urne a maggio, il tutto organizzando eventi, aperitivi o creando grafiche ed oggetti proprio con l’obiettivo di incentivare la partecipazione, come fanno i giovani del NID di Perugia. https://www.stavoltavoto.eu/

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I 100 giorni dalle elezioni europee

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Milano Venerdì 15 febbraio a partire dalle 15:30, presso Cascina Cuccagna a Milano, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, organizza un evento legato alle prossime europee. A cento giorni dalle elezioni, i giornalisti potranno conoscere tutti gli strumenti a disposizione dei media per raccontare al meglio le elezioni (dati, sondaggi e proiezioni che il Parlamento metterà a disposizione, il processo di selezione dei candidati alla presidenza della Commissione europea e le opportunità di intervista). I giornalisti potranno inoltre confrontarsi con i protagonisti della campagna istituzionale StavoltaVoto.
Stavoltavoto.eu, la piattaforma voluta dal Parlamento europeo per le prossime elezioni, unisce decine di migliaia di cittadini in tutta Europa per contrastare l’astensionismo e vede l’Italia tra i Paesi più attivi. A partire dalle 17.30, decine di giovani che aderiscono alla piattaforma animeranno una serie di incontri faccia a faccia con i cittadini per mobilitarli al voto. Sul modello dello speed-date, racconteranno in pochi minuti perché hanno deciso di aderire alla campagna. “Il titolo dell’evento ‘Cento per cento’ – spiega Bruno Marasà, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano – evoca non solo quanti giorni mancano alle elezioni. Cento è anche il numero dei volontari, attivisti e influencer che interverranno nel corso della giornata e che si stanno mobilitando per una più alta affluenza alle urne.” La giornata rientra nella serie di incontri di avvicinamento alle europee del 26 maggio e prevede, in chiusura, un cocktail e l’intervento dell’attrice comica Annagaia Marchioro che tirerà le fila delle idee emerse.

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Elezioni europee e politica agricola comune

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

Con l’avvicinarsi delle elezioni europee – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – sta per entrare nel vivo il dibattito sulla prossima Politica Agricola Comune, ed è bene sottolineare che nella Pac 2021 – 2027 vi saranno dei criteri diversi rispetto a quelli vigenti. Ad avere particolare incidenza, infatti, saranno soprattutto le scelte strategiche che verranno assunte internamente dai diversi Paesi dell’U.E. A tal proposito – continua Tiso – auspichiamo si dia presto il via ad un tavolo politico che permetta a tutti gli attori del mondo agricolo di esprimere le proprie idee sulla struttura della prossima Politica Agricola Comune.Come Confeuro – continua Tiso – crediamo sia necessario puntare su un’agricoltura che favorisca il connubio tra strumenti tecnologici e qualità e sostenibilità delle produzioni; ed è per questo che insistiamo sull’agricoltura 4.0 e sull’applicazione di modelli agroecologici. Il nostro auspicio è anche che a guidare questo cambio di paradigma siano gli agricoltori under 40, i quali, se agevolati e tutelati da regimi fiscali ad hoc e da modalità di assegnazioni dei terreni agricoli favorevoli, potrebbero determinare il vero valore aggiunto del primario italiano dei prossimi anni. Il mondo agricolo – conclude Tiso – attende un forte segnale di discontinuità rispetto al passato e la Pac può essere l’occasione giusta per dimostrare attenzione e interesse verso tutti gli agricoltori e non solo per una loro parte di essi.

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Elezioni europee 2019: cosa fa l’Europa per me

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

Il sito web interattivo e multilingue “Cosa fa l’Europa per me”, realizzato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo, contiene centinaia di articoli di una pagina e di facile lettura che forniscono esempi dell’impatto positivo che l’UE ha sulla vita dei cittadini. Gli utenti possono facilmente trovare informazioni specifiche su ciò che l’Europa fa per la loro regione, la loro professione o il loro passatempo preferito.
Il sito mette a disposizione circa 1.800 articoli di una pagina per una lettura semplice, la condivisione o il riutilizzo come pagine web, o come file PDF. Gli articoli sono suddivisi in due sezioni principali. La prima, “Nella mia regione”, consente agli utenti e alle loro famiglie di selezionare il luogo in cui vivono o lavorano. Come è presente l’Europa nelle nostre città e regioni? Tale sezione comprende oltre 1.400 località in ogni parte dell’Unione europea.Tra gli esempi troviamo il progetto Giovanisì, realizzato in Toscana con l’aiuto dell’UE, che ha sostenuto oltre 230.000 giovani a diventare autonomi, promuovendo opportunità legate allo studio e alla formazione, il sostegno al loro inserimento nel mondo del lavoro e l’aiuto all’avvio di startup.Si parla anche delle iniziative dell’UE in favore delle piccole e medie imprese: nelle Marche, ad esempio, il prestito d’onore, ha contribuito a creare 1.355 nuove imprese e 3.300 nuovi posti di lavoro negli ultimi dieci anni, anche grazie a fondi europei per un importo di quasi 8 milioni di euro.In Puglia, il mercato interno dell’UE, con circa 500 milioni di consumatori, offre alle produzioni regionali la possibilità di ampliare il mercato. L’UE rappresenta il mercato di sbocco per oltre il 60% dei prodotti manifatturieri e per ben il 70% dei prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca pugliesi.La seconda sezione del sito, “Nella mia vita”, permette a ogni utente di scegliere tra 400 articoli che toccano gli aspetti importanti per i cittadini europei. Ad esempio, in che modo l’UE ha un impatto su famiglie, assistenza sanitaria, hobby, viaggi, sicurezza, scelte dei consumatori e diritti sociali? In che modo l’UE sostiene le persone nella loro vita professionale in decine di lavori, dagli apicoltori, agli autisti di autobus e ai produttori di birra? Che cosa fa l’UE per coloro che amano hobby come lo sport, la musica o la tv? Per questa sezione è disponibile anche una serie di podcast in un numero crescente di lingue.Gli articoli forniscono un’istantanea dell’operato dell’UE per i suoi cittadini – basata su esempi interessanti, con link a informazioni ulteriori – piuttosto che cercare di elencare tutto ciò che l’UE ha fatto negli anni.Tali articoli saranno integrati, in una terza sezione del sito, nello specifico da documenti informativi più esaustivi sulle politiche dell’UE. Questa sezione illustrerà alcuni dei risultati dell’attuale legislatura e le prospettive per il futuro, con particolare attenzione alle preoccupazioni e alle aspettative dell’opinione pubblica e dei cittadini in merito all’azione dell’UE.

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Manca un anno alle prossime elezioni europee

Posted by fidest press agency su sabato, 26 Mag 2018

A un anno da oggi, dal 23 al 26 maggio 2019, i cittadini UE in 27 Paesi voteranno per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento e aiuteranno a decidere chi guiderà la Commissione.In un incontro con la stampa ad un anno dalle elezioni europee, il Presidente Antonio Tajani ha annunciato l’avvio del conto alla rovescia per le elezioni europee del maggio 2019 per eleggere i 705 deputati del prossimo Parlamento europeo a suffragio universale diretto e, indirettamente, il Presidente della Commissione europea.Nel corso dei prossimi dodici mesi, il dibattito sul futuro dell’Europa coinvolgerà i cittadini a livello nazionale e locale in tutta l’Unione. Il Parlamento europeo è al centro del dibattito per scegliere l’Europa che desideriamo. Dal gennaio di quest’anno, i leader degli Stati membri dell’UE sono stati invitati a discutere con i deputati la loro visione dell’Europa.Nel frattempo, all’inizio di giugno, il Parlamento ospiterà a Strasburgo più di 8.000 giovani (in rappresentanza della prossima generazione) per raccogliere le loro speranze e i loro timori sull’Europa e discutere le prospettive future.Per la prima volta dal 2007, il 60% degli europei ritiene che l’appartenenza all’UE sia un fattore positivo per il proprio paese e il 67% ritiene che il proprio paese abbia tratto beneficio dall’adesione all’UE, la percentuale più elevata dal 1983.”Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro, sebbene il 50% degli europei si sia detto interessato alle elezioni europee, solo uno su tre è a conoscenza della data alla quale si svolgeranno. Entro maggio del prossimo anno, nessuno dovrebbe ignorare la data o le scelte principali da intraprendere per la futura direzione del nostro continente”.

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Commissario dell’UE Oettinger: adottare il bilancio dell’UE prima delle elezioni europee

Posted by fidest press agency su martedì, 22 Mag 2018

Nel corso di un dibattito svoltosi al Comitato europeo delle regioni a Bruxelles, gli esponenti politici regionali e locali e il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger, hanno chiesto che un accordo sul nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP), che stabilisce i massimali annui di spesa per tutte le politiche dell’UE per il periodo 2021-2027, sia raggiunto prima delle prossime elezioni europee del 2019, al fine di garantire la continuità del sostegno dell’UE per i cittadini e le imprese.I leader locali e regionali dell’UE appoggiano gli sforzi della Commissione europea volti ad aumentare gli investimenti nel settore dell’istruzione, della ricerca, della gioventù e della migrazione, nonché le misure proposte per ridurre la dipendenza del bilancio dell’UE dai contributi finanziari degli Stati membri. Al tempo stesso, i rappresentanti delle regioni e delle città sottolineano che la proposta di una riduzione del 10 % per la politica di coesione comprometterà la loro capacità di affrontare le disparità e di promuovere l’innovazione in tutte le comunità locali dell’Unione.I leader locali e regionali dell’UE hanno evidenziato, oltre alla necessità di disporre di finanziamenti adeguati, l’esigenza di definire in modo appropriato il ruolo delle regioni e delle città europee nell’attuazione della prossima generazione di tutte le politiche dell’UE, al fine di migliorare le sinergie e l’impatto di queste politiche. In questa prospettiva, un passo fondamentale sarà costituito dalle proposte della Commissione europea relative ai nuovi regolamenti sui fondi dell’UE, che si prevede saranno pubblicate tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.Il Presidente del Comitato europeo delle regioni, Karl-Heinz Lambertz, ha osservato che “Le priorità definite nel progetto di bilancio dell’UE sono quelle giuste, ma ciò che serve davvero è un bilancio dell’UE più consistente per un futuro dell’UE più ambizioso ed è per questo che il nostro Comitato chiede un aumento all’1,3 % dell’RNL dell’UE a 27. È un dato di fatto che l’Europa deve affrontare nuove sfide, come la migrazione e la difesa, ma ciò non deve avvenire a scapito della politica di coesione dell’UE. Fondamentalmente, si tratterà ora di vedere come i fondi saranno gestiti e di garantire che un accordo sia raggiunto presto affinché gli enti locali e regionali possano pianificare per il futuro . “Il commissario Oettinger ha preso atto delle preoccupazioni delle regioni e ha invitato i leader locali a mobilitarsi presso i loro governi nazionali al fine di garantire il sostegno per un bilancio dell’UE adeguato, invitando anche i membri del CdR a leggere le proposte della Commissione con la dovuta attenzione ai nuovi programmi: “I fondi di coesione sono importanti, ma non sono gli unici. Vi è la ricerca, che è realizzata anche nelle regioni, la protezione delle frontiere, per esempio, e la migrazione. Il raddoppio dei fondi per Erasmus +, è un’azione che riguarda i vostri figli, non i figli della Commissione! Così, quando fate i vostri calcoli, non mettete nel conto solo i fondi strutturali, ma considerate altri programmi che sono anch’essi significativi e importanti nella vostra attività quotidiana.”

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Elezioni europee 2019: il sistema degli “Spitzenkandidaten” non può essere revocato

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

Il PE respingerà i candidati a Presidente della Commissione che non siano stati “candidati principali” dei partiti politici europei
·Il sistema degli “Spitzenkandidaten” (candidato principale alla Presidenza della Commissione) si è rivelato un successo nel 2014
·I Commissari in carica potranno essere designati come “Spitzenkandidaten” prima delle elezioni UE
Il PE respingerà qualsiasi candidato a Presidente della Commissione che non sia stato nominato “candidato principale” dai partiti europei prima delle elezioni del 2019. Secondo i deputati, il cosiddetto sistema dei “candidati principali”, in cui i partiti politici europei, prima delle elezioni europee, designano ciascuno un candidato per la carica di Presidente della Commissione europea, non può essere revocato. Questo sistema è stato utilizzato per la prima volta nel 2014 per selezionare l’attuale Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker.
Il sistema degli “Spitzenkandidaten”, termine tedesco comunemente usato per indicare il “candidato principale”, deve essere quindi confermato per le prossime elezioni. Il Parlamento è infatti pronto a respingere qualsiasi candidato alla Presidenza della Commissione che non sia stato selezionato in questo modo.I deputati ritengono che nel 2014 il sistema si sia rivelato un successo, stabilendo un legame tra la scelta del Presidente della Commissione e l’esito delle elezioni europee, e sottolineano che le elezioni del 2019 saranno l’occasione per consolidare questa prassi.I Commissari in carica possono presentarsi come “candidati principali” prima delle elezioni UE. I deputati hanno adottato le proposte di modifica dell’accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea.Nella risoluzione, approvata con 457 voti favorevoli, 200 contrari e 20 astensioni, si chiede di:
· consentire ai Commissari UE in carica di candidarsi per l’elezione al Parlamento europeo e di essere designati dai partiti politici europei come “Spitzenkandidaten”, ovvero candidati principali, per l’incarico di Presidente della Commissione, senza dover prima richiedere un congedo non retribuito,
· obbligare il Presidente della Commissione a informare i deputati delle misure adottate per garantire che i Commissari candidati rispettino le norme in materia di indipendenza e integrità durante la campagna elettorale,
· esigere che i Commissari non utilizzino le risorse umane o materiali della Commissione per attività legate alla campagna elettorale.

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