Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Posts Tagged ‘eliminare’

Eliminare l’epatite C in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

“Il nostro Paese è sulla buona strada ma tutti dovremo impegnarci di più, e più a fondo, perché l’epatite C sia definitivamente eliminata”. Rappresentati delle società scientifiche, tra cui l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato AISF, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali SIMIT, la Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie SIMG, la Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze FeDerSerd, la Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria SIMSPe, la Società Italiana delle Patologie da Dipendenza SiPaD, la Società Italiana di Health Tecnology Assesment SiHTA, l’Associazione dei pazienti EpaC Onlus e rappresentanti delle istituzioni assieme per valutare “Il posizionamento dell’Italia nella corsa per l’eliminazione dell’epatite C” e per rilanciare un forte messaggio: “L’eliminazione dell’Hcv entro il 2030 sarà possibile solo se si interverrà ora!”. L’incontro è stato patrocinato dall’Istituto Superiore di Sanità, da SIMIT, FeDerSerd, SIMSPe e SIPaD e realizzato con il contributo non condizionato di Gilead Science. L’eliminazione dell’ epatite virale è un obiettivo comune di tutti i Paesi del mondo. L’argomento risulta già inserito nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Nel maggio 2016 anche l’Oms, approvando la strategia per il settore sanitario globale, ha suggerito l’eliminazione dell’epatite virale, considerata una minaccia per la salute pubblica, entro il 2030. Anche di questo ha trattato l’evento che è stato introdotto dai saluti istituzionali dell’onorevole Elena Carnevali e dei colleghi della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, gli onorevoli Fabiola Bologna e Claudio Pedrazzini, e dal direttore generale della prevenzione presso il Ministero della Salute, Giovanni Rezza. “L’eliminazione dell’epatite C’è un dovere per la sanità e un diritto per l’individuo”, è stato da ultimo sottolineato nel corso dell’evento che ha registrato anche le voci di Lucia Craxi, dell’Università di Palermo, membro del Comitato scientifico del Centro interdipartimentale di Ricerca Migrare, di Ivan Gardini, presidente di EpaC Onlus, e di Stefano Pieralli del consiglio direttivo dell’associazione Plus Opengroup. Sui tanti argomenti trattati, le associazioni dei pazienti e le società civili chiedono alla politica di continuare a mantenere alta l’attenzione sull’obiettivo dell’eliminazione dell’infezione da epatite C e alle Regioni piani efficienti mentre ai decisori e ai coordinatori di utilizzare appieno le risorse stanziate per gli screening. Il raggiungimento del traguardo tra screening e diagnosi deve essere considerato solo un punto dipartenza, all’efficienza degli screening deve corrispondere un rapido avviamento dei pazienti al trattamento.

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Eliminare il precariato

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

di Eleonora Evi e Laura Agea, EFDD – M5S Europa. Al Parlamento europeo è successo qualcosa di importante che costituisce un mattone per migliorare la vita di milioni di cittadini in tutta Europa e, in particolare, in Italia. Ci siamo battuti per oltre un anno e mezzo col fine di approvare una risoluzione che parlasse di abuso dei contratti a termine e che combattesse, scrivendolo nero su bianco, l’immenso problema del precariato. È l’ennesimo schiaffo ricevuto dalle folli politiche dei Governi italiani – di centrodestra e centrosinistra, dal Jobs Act in giù – che in questi anni hanno contribuito ad acuire il problema, colpevoli di aver reso il lavoro tanto flessibile da non consentire più alle persone di poter vivere una vita serena e di progettare un futuro. Il tasso di natalità italiano – oltre che naturalmente i numeri duri e crudi sulla povertà, sulla disoccupazione e sull’abuso di contratti a termine – è un indicatore preoccupante, nonché una spia, che dovrebbe rendere evidente come il sistema Paese sia oggettivamente malato.La risoluzione riconosce che il problema del precariato è, appunto, una piaga che espone chi ne è vittima ad un’enorme vulnerabilità sul piano socio economico. Un testo che potete scaricare qui in italiano, che prende forma e sostanza dalle numerosissime petizioni provenute da lavoratori precari della scuola, della sanità, della pubblica amministrazione, ma anche dal settore privato. È infatti un dato inequivocabile che in Unione Europea i precari siano in costante aumento, numeri che potrebbero portare il tessuto sociale comunitario a sfaldarsi lentamente ma inesorabilmente. Come se non bastasse, le statistiche sono state gravemente incrementate dalla evidente incidenza delle politiche di austerità imposte dai burocrati di Bruxelles, attenti solo e soltanto ai conti pubblici e non alle necessità delle milioni di persone che stanno invocando aiuto.C’è poi un collegamento diretto tra il lavoro precario e l’assenza di misure efficaci per prevenire e sanzionare gli abusi in materia di contratti a tempo determinato (nelle loro varie forme, come nel caso dell’Italia). Da questo punto di vista la Commissione Europea ha una responsabilità diretta, perché ha perso tempo, ha accumulato ritardi nelle procedure e, di fatto, ha consentito la reiterazione nella violazione dei diritti dei lavoratori. A riprova di questo dobbiamo segnalare come siano anni che la Corte di Giustizia dell’UE conferma che la normativa sul lavoro debba vedere i contratti a tempo indeterminato come la forma comune, non l’eccezione. E che i contratti a tempo determinato siano riconducibili solo alle specificità di alcuni settori e per determinate attività.In Italia siamo arrivati addirittura al caso limite in cui i lavoratori investiti da una sentenza favorevole da parte del giudice del lavoro (che li riconoscono come vittime), vengono licenziati. Questo ovviamente è inaccettabile, una mostruosità tra le tante a cui stiamo assistendo. Dobbiamo rimettere al centro il lavoro e dobbiamo farlo il più presto possibile, assieme alla stabilità e la dignità delle persone. E, soprattutto, è arrivato il momento di mettere in atto misure di protezione sociale realmente efficaci, come il reddito di cittadinanza, per fare sì che il tessuto sociale – già estremamente pronto da anni di folli politiche di austerità – non venga sfaldato. A dimostrazione della necessità e dell’urgenza per l’Italia di vedere implementate misure reali contro il precariato, eccovi i dati Eurostat sulla disoccupazione, che cala ovunque tranne che nel Bel Paese.

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Decaffeinati: sospetto di neoplasie

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

“E’ in arrivo dal Brasile un caffè che nasce già decaffeinato”. Così l’On. Dott. Domenico Scilipoti (IDV), con riferimento ad una pianta di caffè dell’Etiopia che già in natura, senza mutazioni genetiche, produce bacche con bassissimo contenuto di caffeina. “Presso l’Università brasiliana Unicamp affermano che non sono state prodotte artificialmente mutazioni del gene. Ricordiamo che la caffeina è una sostanza ad azione farmacologica tonica ed eccitante –  continua il deputato di Italia dei Valori – e che la decaffeinazione avviene attraverso un procedimento chimico (il caffè crudo viene trattato con un solvente, il cloruro di metilene). Ma il diclorometano (o cloruro di metilene) è ritenuto cancerogeno; inoltre, nel lavare il chicco di caffè per eliminare (non completamente) il solvente, si eliminano anche la maggior parte delle sostanze benefiche”. “Madre natura, dunque, ha pronta una soluzione naturale, senza manipolazioni umane – conclude l’On. Dott. Scilipoti (IDV) – è preferibile, per il bene di tutti, incentivare la ricerca a trovare soluzioni naturali, non OGM, anche per gli altri prodotti alimentari”.

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Eliminare le prefetture?

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

“Affermare l’inutilità dell’istituzione prefettizia è sbagliato” – queste le parole del Sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Casellati. “Condivido l’allarme lanciato dal prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi sulle gravi conseguenze legate all’eliminazione delle prefetture, importanti sentinelle del territorio a garanzia dei diritti civili e delle politiche per la sicurezza”.“È innegabile che la manovra economica sia complessa – continua la Senatrice – ma non si possono utilizzare frettolosi emendamenti su tematiche così importanti. I tagli al Bilancio sono necessari, ma le prefetture rappresentano un insostituibile anello di congiunzione tra lo Stato e gli Enti Locali”.

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La giustizia in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2010

Ogni carcere rispecchia le problematiche dello stato o nazione in cui si vive, si è detto, si dice e si dirà ancora, purtroppo, del fattore carcere in Italia. Ma quando in uno stato “democratico” come il nostro, un momento di emergenza si trasforma in quotidianità creando allarmismo, sfornando decreti legge solo per affievolire ed accontentare la massa pubblica che si appresta a votare per questo o per quel partito politico, diventa solo fine a se stesso.. e noi, colpevoli e non, diventiamo carne putrida da eliminare. Ma sono veramente tutti mafiosi quelli che vediamo sbattuti sulle prime pagine dei giornali? Certo i Giudici corrotti esistono, come in tante altre professioni. Il problema è che al giudice è affidato il peso di una vita. Un Giudice pur essendo una persona normale come noi, ha l’incarico di Giudicare e di condizionare il futuro di un essere umano. Per questo dovrebbe guardare, vagliare, scrutare, trovare prove certe e inconfutabili, sfiancare e sfiancarsi, e solo dopo aver fatto questo può sentirsi sereno nel giudizio, quale esso sia, sia in caso di condanna, che di assoluzione. Maggiore attenzione dovrebbero riservare a quei processi dove si decide la vita di un uomo, ma purtroppo capita assistere a condanne all’ergastolo senza prove certe e inoppugnabili. Le persone normali dovrebbero capire ed interrogarsi sulla veracità di tante sentenze, seguire più da vicino questo mondo sconosciuto a molti e pure così vicino e pronto a inghiottire tutti. (Rino Masellis e Gianni Lentini in sintesi) (fonte: Le urla dal silenzio).

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Nuova tecnica chirurgica per eliminare le aritmie

Posted by fidest press agency su domenica, 2 Maggio 2010

Una nuova tecnica chirurgica in cardiologia è stata eseguita il 20 aprile scorso all’ospedale “San Giuseppe” di Empoli. Nel laboratorio di elettrofisiologia dell’unità operativa di cardiologia dell’Asl 11 è stata effettuata la prima procedura di ablazione transcatetere di tachicardie senza il ricorso ad esposizione radioscopica. L’ablazione di tachicardie è un intervento che prevede l’inserimento all’interno del cuore di elettrocateteri attraverso i quali è possibile identificare i circuiti responsabili delle aritmie e distruggere il tessuto patologico garantendo una guarigione definitiva nella maggior parte dei casi. Normalmente per questo tipo di intervento è necessario l’impiego dei raggi X per il posizionamento ed il movimento degli elettrocateteri stessi, anche se l’esposizione dei pazienti a queste radiazioni rappresenta un problema clinico rilevante di tutte le tecniche di cardiologia interventistica, in quanto si associa ad un rischio non trascurabile di sviluppare nel tempo neoplasie maligne. Una procedura di ablazione transcatetere comporta un’esposizione media ai raggi X di 17 mSv, dose equivalente a circa 850 radiografie del torace. Grazie ad una nuova strumentazione recentemente acquisita dalla cardiologia di Empoli, però, è ora possibile eseguire l’ablazione transcatetere di tachicardie senza dover utilizzare i raggi X, con conseguente maggiore sicurezza sia per il paziente che per gli operatori sanitari.  La nuova tecnologia permette, infatti, di ricostruire una mappa virtuale tridimensionale del cuore all’interno della quale è possibile muovere gli elettrocateteri. La nuova  metodica, che attualmente viene impiegata soltanto in altri due ospedali italiani, il Policlinico Gemelli di Roma ed il Centro Cardiologico Monzino di Milano, permette pertanto di ottenere la guarigione dall’aritmia limitando al minimo i rischi stessi della procedura. (fig1)

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Mantovani (PdL): “Eliminare il doppio turno”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2010

“Altro che introduzione: il doppio turno andrebbe eliminato anche nelle competizioni comunali e provinciali”. Così afferma Mario Mantovani, già coordinatore di “Motore Azzurro”, dirigente nazionale PdL e Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in merito al dibattito in corso sui progetti di riforma per la legge elettorale.   “Gli Italiani non amano ritornare ai seggi a sole due settimane dalla prima votazione. Lo dimostrano i ballottaggi di questi anni. E’ capitato infatti che sindaci o presidenti di provincia –sottolinea Mantovani- siano stati eletti al secondo turno da una minoranza di cittadini, falsando il concetto stesso di democrazia che impone il diritto del popolo a scegliere, in maggioranza, da chi essere rappresentato”. Oltre alla spesa doppia, con il secondo turno si rischia, fatto ancor più grave, di consegnare Comuni e Province a candidati espressioni di una minoranza di cittadini: due soli esempi. Moncalieri ha eletto proprio oggi al ballottaggio il Sindaco con 14.155 voti, 1400 voti meno di quelli raccolti dal suo avversario solo due settimane fa che ne prese oltre 15.500. La Provincia di Rovigo lo scorso anno ha eletto il proprio Presidente al ballottaggio con 46.838 voti mentre al primo turno il candidato, poi sconfitto, ne raccolse oltre 70.000. “Tali situazioni non possono lasciarci indifferenti e per questo occorre aprire una seria riflessione sull’utilità dell’istituto del doppio turno nel Paese. Salvaguardare la governabilità degli Enti locali – conclude Mantovani – nel pieno rispetto della volontà degli elettori deve essere il principale obiettivo che la buona politica dovrebbe perseguire”.

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