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Mostra Elio Rizzo: “Il respiro della terra”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

rizzoMantova dal 1° al 20 aprile 2017 via Cappello 17 Galleria “Arianna Sartori” mostra: Elio Rizzo. Il respiro della terra. Inaugurazione: Sabato 1 aprile, ore 17.30. Sarà presente l’artista Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi. Per la prima volta a Mantova si potranno ammirare le opere dell’artista cosentino di nascita, di origine siciliana e romano di adozione Elio Rizzo.
“Pochi sono gli artisti che nella loro pittura mettono in gioco con coraggio e con onestà la loro visione della realtà e delle cose. Elio Rizzo è uno di questi: le sue ultime opere nascono dal sentire e dal fluire delle sue emozioni riproposte con la raffinata eleganza formale che, pochi, come Rizzo, sanno donare.
Si può affermare anzi che questa ultima produzione è il frutto di una nuova appassionata ricerca formale, l’eccellente strumento tecnico di cui Rizzo si avvale per organizzare un sistema estetico-filosofico.
La natura, la nebbia, l’uomo: tre grandi monadi di un microcosmo che nasce aggregando atomi di colta e raffinata pittura che dà origine alle realtà esistenti. È un’aggregazione bergsoniana del divenire reale ed oggettuale che porta ad una successiva disgregazione. È la filosofia minimalista che prende il sopravvento e i paesaggi diventano linee e porzioni di piani colorati diversamente, che procurano emozioni intensamente differenti pur restando pressoché fedeli alla realtà.
Non si esagera nel dire che Elio ha realmente – dopo quaranta anni di intensa ricerca pittorica – sistemizzato il suo mondo artistico. Un sistema che rimanda, come una eco nella memoria, a precise e imprescindibili immagini letterario-filosofiche.
La “sua” Natura così drammaticamente leopar-diane in quegli spazi interminati, in quei silenzi sovrumani, in quella quiete profondissima – è una sofferta riflessione sul senso dell’infinito che prende le mosse dal lucreziano De Rerum Natura, a cui è dedicata, non a caso, una delle tavole artisticamente più riuscite: Leopardi e Lucrezio. Dunque, Leopardi e Lucrezio della riflessione sull’Infinito, sulla natu-ra “triste e scoraggiante (dove) i piaceri sono ingannevoli, non vi è gioia assoluta, e anche da ciò che è fonte di piacere esala una sorta di amarezza che, in mezzo ai profumi e ai fiori, ci serra la gola”, come amava ricordare Bergson a proposito del poema lucreziano, ancora di serrata attualità.
È questo sentire, dove per poco il cor non si spaura, che dà vita agli acquerelli, alle tavole, alle punte d’oro – queste veri capolavori di alta conoscenza della tecnica e dei segreti delle regole del disegno e della luce. Già la luce. La luce nelle opere di Elio è una nebbia che deforma il reale e in cui si attua una trasformazione di un oggetto in un altro, come per esempio foglie o sterpaglie che prendono la forma di uccelli o di esseri umani. Ed ecco allora che tra la nebbia, sottile, leggera e impalpabile come le note di un concerto romantico, si intravede un uomo, una donna: e la dimensione della natura diviene come per incanto poetico dimensione del sogno. L’uomo-donna informe di Rizzo sembra panteisticamente partecipe del Tutto, della Natura, dell’Infinito. Ma tutto è consapevole del suo fluire, del suo essere, del suo esistere? Se si leggono, e “intelleggono”, le opere di Rizzo scopriamo che il suo uomo-donna sembra uscito dalla caverna di platoniana memoria. O forse è ancora là, prigioniero di una realtà non realtà che qualcuno verrà prima o poi a liberare. Ma il “filosofo/pittore/Rizzo” ci lascia senza risposta”. (by Consuelo Lollobrigida) (foto: rizzo)

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