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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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Energia: Tecno diventa azienda certificata Elite

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Londra. L’azienda ha ricevuto a Londra, durante la cerimonia ufficiale dell’Elite Day, il Certificato a testimonianza di una crescita superiore al 20 per cento l’anno negli ultimi due anni e un riconoscimento che conferma il percorso di crescita del Gruppo, oggi ancora più competitivo nell’ambito dei mercati internazionali e maggiormente visibile e attraente nei confronti di investitori e mercato.
L’azienda, fondata e guidata dall’imprenditore Giovanni Lombardi, è una Esco certificata dal 2005, specializzata in servizi di efficientamento energetico e produttivo, per la sostenibilità ambientale , attraverso l’innovazione di processo, ha vinto a maggio, per il secondo anno consecutivo, il Premio di Deloitte per le Best Managed Companies ed è stata selezionata come migliore azienda italiana 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award” per l’European Business Award.Tecno è stata tra le prime imprese a promuovere in Italia il servizio di Control Energy Management, conta oggi oltre 2900 aziende clienti in tutti i settori produttivi. Fondata nel 1999, è leader nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale in chiave di Industria 4.0. Con sedi in Italia, a Milano, Bologna e Napoli, e all’estero, a Berlino e Parigi, Tecno è un punto di riferimento anche nei processi digitali applicati a tutti i tipi di prodotti al servizio delle aziende. La digitalizzazione dei processi produttivi, infatti, rende possibile ai clienti migliorare ed efficientare la produttività e risparmiare tempo e risorse.
A maggio Deloitte ha premiato l’azienda, per il secondo anno consecutivo tra le Best Managed Companies italiane, e a dicembre il Premio European Business Award come migliore azienda italiana del 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award”. Nel ritirare il riconoscimento il Ceo di Tecno Claudio Colucci ha dichiarato: “È un traguardo importante, fondamentale per la nostra azienda. L’esperienza del percorso Elite ci ha permesso di crescere sia come team che singolarmente, proiettandoci nella dimensione ambiziosa a cui aspiriamo con una consapevolezza completa dei nostri mezzi e delle nostre capacità.
La crescita di fatturato ed utile pari al 20 per cento e l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo evidenziano il contributo del programma Elite alla nostra crescita.”

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Intact Technology Named to CRN’s 2019 Tech Elite 250

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Intact Technology, Inc., an IT Operations Management Consulting firm, announced today it has been named to the CRN® 2019 Tech Elite 250 list, honoring a select group of North American IT solution providers earning the highest number of advanced technical certifications, specializations, and partner program designations from the industry’s leading vendors.Since 1994, Intact has been recognized as a leader in creating solutions that help customers and their IT organizations unpack complexities, remove barriers, and have some fun along the way.The US-based company offers reliable and valuable IT services to Fortune 1000 companies and government agencies, offering innovative packaged solutions that combine both best-in-class implementation and next-generation managed services.“We’re fiercely committed to delivering the highest level of service to our customers and helping them achieve results that matter,” said Jesse White, President of Intact. “It takes a team of great people with growth mindsets and a voracious appetite to keep learning to build a company who goes beyond delivering services. Accolades such as this fuel our relentless focus on growth on improvement and finding ways to better serve our customers.”

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La Tipografica Varese entra in Elite

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

La Tipografica Varese, riferimento europeo nel mondo della stampa dei libri e realtà di rilievo del tessuto economico e sociale del territorio varesino, è entrata a far parte della comunità internazionale di Elite, il programma internazionale del London Stock Exchange Group nato in Borsa Italiana nel 2012 con la collaborazione di Confindustria e dedicato alle aziende ambiziose con un modello di business solido e una chiara strategia di crescita.
La Tipografica Varese, insieme ad altre 34 nuove società italiane, è stata ammessa al programma dedicato alle imprese ad alto potenziale di crescita. Le nuove aziende italiane che iniziano il percorso provengono da 9 diverse regioni e operano in differenti settori tra cui moda, industria e tecnologia.“Siamo molto contenti di dare il benvenuto a La Tipografica Varese in Elite, che ha raggiunto quota 1.000 società”, dichiara Luca Peyrano, Ceo di Elite. “Si tratta di un traguardo importante che rappresenta per noi un nuovo punto di partenza verso obiettivi ancora più ambiziosi. In soli sei anni Elite è diventato un programma globale che copre oltre 30 Paesi e che ha come obiettivo quello di accelerare il processo di crescita e internazionalizzazione delle aziende. Abbiamo definito un nuovo modello di relazione con gli imprenditori, dove le esigenze dell’impresa sono al centro e dove si privilegia il contenuto alla forma, la semplicità alla burocrazia. Abbiamo un atteggiamento neutrale e indipendente rispetto alle scelte di finanziamento e apertura al mercato dei capitali dal parte delle aziende siano esse la quotazione, l’emissione di un bond, l’apertura a un private equity. In Elite si viene prima di tutto per crescere e la finanza rimane al servizio delle idee e delle ambizioni di crescita dell’impresa”. “Siamo molto grati a Elite per l’occasione che ci offre”, spiega Gianandrea Redaelli, quarta generazione alla guida di La Tipografica Varese. “Il nostro ingresso in questa grande comunità internazionale è un’opportunità che siamo molto contenti di cogliere, perché sicuri che aprirà le porte a nuovi e numerosi incontri, sia con esperti che potranno esserci di supporto, sia con realtà di parti del mondo che per noi oggi sono ancora inesplorate, ma che vogliamo assolutamente scoprire e affrontare con la stessa prudenza e lo stesso coraggio che da sempre ci contraddistinguono. Sì, perché per noi Elite significa anche coraggio. Coraggio di affrontare il futuro con sguardo positivo e voglia di crescere: le aziende che oggi restano ferme saranno le prime aziende sconfitte domani. Invece il nostro obiettivo è continuare a stampare libri, per i prossimi 90 anni”.

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Il rapporto tra élite e popolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2018

La democrazia “in atto” rivelatasi negli ultimi due anni – a partire dal referendum sulla Brexit e dall’elezione di Trump per arrivare, passando per una serie di scampati pericoli di diverse elezioni europee, al referendum costituzionale ed alle elezioni italiane – ha alterato la direzione del rapporto tra élite e popolo, che ha tradizionalmente visto le prime orientare l’agenda politica attraverso l’offerta di un ventaglio ristretto di scelte cui il popolo attraverso il voto democratico poteva attribuire un peso decisionale.Condizione per legittimare la funzione orientatrice delle élite era la loro capacità di interpretare le esigenze della società, anche in termini evolutivi, ma soprattutto nel collocarle all’interno di un sistema di compatibilità capace garantire l’esercizio delle libertà fondamentali dell’individuo, dell’agire economico e delle relazioni internazionali. Compito che consisteva quindi nel definire i limiti delle scelte politiche compatibili con il mantenimento di quel sistema di compatibilità e nel rendere la società consapevole dell’importanza di rispettare questi limiti, attraverso un sistema ramificato e radicato di corpi intermedi e di partecipazione diffusa che consentiva la condivisione del patrimonio teorico-culturale e la sua prudente evoluzione.Questo sistema si basava sulla limitata contendibilità del mercato dell’offerta politica, in un sistema di democrazia “condizionata” dominata da un oligopolio di fatto di un numero ristretto (due o poco più) di partiti candidabili al governo, comunque coerenti con la tutela del sistema di compatibilità generali, al più diversificati rispetto all’intensità e alla direzione della loro prudente evoluzione.I ristretti margini di libertà concessi alle scelte politiche, anche per il naturale istinto di conservazione delle élite, rappresentava la più forte tutela della società dall’imprevedibilità e dall’irresponsabilità del pieno dispiegarsi del “terribile diritto” (mutuando la definizione di Cesare Beccaria del diritto di proprietà) costituito dall’esercizio universale del voto in un sistema democratico totalmente aperto.I fondamenti del sistema di democrazia “condizionata” sono progressivamente venuti meno a causa dello sgretolamento dell’oligopolio politico, sia per la crisi dei presupposti ideologici dei partiti tradizionali sia per la creazione di canali di formazione del consenso alternativi a quelli basati sui corpi intermedi e sulle forme di partecipazione diffusa istituzionalizzati.I nuovi partiti o comunque le nuove offerte politiche, come quelle di Trump o dei sostenitori della Brexit, hanno infatti privilegiato il rapporto diretto con il popolo, affermando un modello di democrazia diretta che programmaticamente ha invertito la direzione dell’offerta politica, alla ricerca di una presunta “volontà comune”, le cui esigenze vengono solleticate e assecondate invece che guidate e trasformate in proposte compatibili con l’equilibrio del sistema.Disintermediate e alimentate dall’amplificazione ansiosa e ansiogena di mezzi di comunicazione disarticolati e disorientati, le pulsioni emotive del popolo assurgono allo stato di assoluti, incuranti del sistema di compatibilità e limiti che salvaguardano un esercizio effettivo della libertà.In questo quadro la società si trova esposta alle ambizioni incontrollabili delle scelte politiche, non più vincolate nello sperimentare soluzioni che stravolgono gli equilibri tradizionali – nell’allocazione delle risorse, nei rapporti tra Stato e individui e nelle relazioni internazionali – per affermare presunti diritti e assecondare inquietudini esasperate dallo stesso dibattito politico.Nella difficoltà di recuperare la solidità del sistema precedente, si pone il problema di arginare i rischi di quello attuale, evitando la tentazione di assecondarlo, come sollecitato dalle pur oneste intenzioni di chi predica un ritorno alla capacità di “ascoltare il popolo, e riaffermando una visione umile della politica che rinunci a stabilire il suo primato sulla società.Per mettere in salvo la società dalla democrazia incontrollata che si sta affermando occorre sì ripartire dal basso, ma per recuperare una funzione propositiva dei corpi intermedi della società (rappresentativi del mondo del lavoro, imprenditoriale, dell’associazionismo sociale e culturale), oggi rifugiati in una funzione corporativa di organizzazione di richieste e tutele che alimenta una visione della società come soggetto passivo di servizi offerti dalla politica.Ma occorre anche rendere chiari i vincoli esterni all’azione politica determinabile dal voto popolare, attraverso il radicamento di automatismi che limitino lo spazio per stravolgimenti del sistema soprattutto nella sfera economica, salvaguardando la sostenibilità del debito pubblico e l’autonomia della politica monetaria e valutaria. Tali vincoli erano in gran parte impliciti nel sistema democratico “condizionato “che è entrato in crisi ma si tratta ora di renderli espliciti, sia nella cultura politica delle forze che intendono salvaguardare la società, sia nell’assetto istituzionale.L’appartenenza all’Unione Europea è un ancoraggio forte, l’unico in grado di resistere alla disordinata e spesso sconclusionata furia iconoclasta della nuova politica che, non a caso, brandisce le istanze nazionali e vagheggia approcci sovranisti.Anche l’integrazione europea andrebbe però non sovraccaricata di ambizioni politiche, foriere di un ulteriore eccesso di aspettative e conseguenti frustrazioni, ricordando la sua originaria vocazione volta alla creazione in primis di un mercato comune basato sulle quattro nozioni fondamentali di libertà (libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali) che costituiscono le migliori salvaguardie della società dai capricci di una democrazia incontrollata e disorientata.
Compatibile con questa visione è il rafforzamento del potere delle istituzioni europee, non soltanto ricercando una loro maggiore legittimità politica, ma anche salvaguardando la loro competenza e responsabilità su un piano “tecnico”. Si tratta di procedere attraverso equilibri progressivi, che sicuramente non sembrano rispondere immediatamente alla crescente ambizione della politica, ma che consentono quella dialettica tra società e istituzioni che una democrazia totalizzante rischia di travolgere. (fonte: NOTA ISRIL ON LINE N. 12 – 2018)

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La Di Leo Pietro SpA entra nel programma ELITE di Borsa Italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2016

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoC’è anche la Di Leo Pietro Spa, azienda nata nel 1860 ad Altamura e con sede a Matera, impegnata nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno, tra le trenta aziende italiane che oggi, nella sede di Borsa Italiana, a Milano, sono entrate ufficialmente a far parte di ELITE, l’innovativo programma per rendere le PMI italiane con alte potenzialità di crescita ancora più competitive e attraenti nei confronti degli investitori.Nato dalla collaborazione tra Borsa Italiana e le più importanti istituzioni e organizzazioni italiane (tra cui ABI, ministero dell’Economia e delle finanze, Sace, Confindustria, Bocconi), ELITE affianca le migliori PMI italiane in un percorso di sviluppo organizzativo e manageriale, e per facilitare l’internazionalizzazione.Le società certificate ELITE, infatti, oltre ad avere accesso a una selezionata community e internazionale di investitori, possono cogliere le opportunità di business e networking con private equity e investitori istituzionali, sistema bancario, imprenditori e management di gruppi quotati e con la rete di professionisti di Borsa Italiana al servizio dell’impresa.Con più di 40 dipendenti e uno stabilimento produttivo di circa 18.000 mq, la Di Leo Pietro Spa ha registrato nell’ultimo quinquennio una notevole crescita del fatturato: dai 10,5 milioni del 2010 ai 14,9 del 2015. Per consolidare il suo posizionamento nel segmento salutistico-integrale, nel quale è già leader di mercato in Puglia e Basilicata, l’azienda ha pianificato un investimento di 8,5 milioni di euro da completarsi nel 2018, per costruire un nuovo opificio di 6.000 metri quadri, avviare una nuova linea produttiva di biscotti ‘gluten free’ e potenziare gli impianti esistenti dedicati alla produzione di biscotti bio e vegani. L’azienda, inoltre, ha di recente completato il percorso volto all’eliminazione dell’olio di palma dai propri biscotti che, oggi, sono tutti ‘palm oil free’.«Abbiamo aderito a ELITE – spiega Pietro Di Leo, amministratore unico della Di Leo Pietro SpA – per valorizzare le nostre potenzialità, migliorare la governance aziendale e sviluppare nuovi rapporti commerciali e finanziari confrontandoci con realtà di diversi settori. L’esperienza formativa che faremo ci consentirà anche di valutare le modalità più opportune di accesso ai mercati di capitali per finanziare la nostra ulteriore crescita».
Nata nel 1860 ad Altamura, la Di Leo Pietro SpA l’azienda, con uno stabilimento produttivo di circa 18.000 mq (su un’area totale di 100.000 mq) a Matera, produce e commercializza una vasta gamma di prodotti da forno realizzati con la tecnica del ‘taglio filo’: biscotti tradizionali, frollini dal basso contenuto calorico o biologici con importanti proprietà nutrizionali, a ridotto contenuto di grassi e senza zuccheri aggiunti. La Di Leo Pietro, quarta azienda produttrice di biscotti in area 4 Nielsen e seconda in Puglia e Basilicata, ha ottenuto le certificazioni ISO 22000 – ISO 14001 – IFS che attestano la qualità dell’organizzazione; inoltre è stata una delle prime imprese del meridione ad aver ottenuto la BRC Global Standard Food, prestigiosa certificazione inglese di qualità, specifica del settore alimentare, nella categoria “A”, massimo riconoscimento ottenibile.

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“Con il programma Elite di Borsa Italiana puntiamo al mercato globale”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2016

Nicola VoltanRubàno (PD). Nicola Voltan, 42 anni, AD di Siav Spa, marchio storico dei più diffusi software e servizi per la gestione elettronica dei documenti e una delle poche aziende venete ammesse al programma Elite di Borsa Italiana (6 in tutto), presenta il programma di espansione di Siav che ha motivato l’adesione all’esclusivo circuito internazionale, studiato per le aziende in grado di mirare alla quotazione.
“Ho personalmente candidato Siav al progetto Elite di Borsa Italiana – dichiara Nicola Voltan – perché è una piattaforma che offre servizi utili al piano di crescita che abbiamo intrapreso per il prossimo triennio. Tra i nostri obiettivi, l’internazionalizzazione ha un ruolo primario e, in contemporanea, puntiamo al rafforzamento della presenza di Siav in diversi mercati verticali, anche attraverso partner, ai quali dedichiamo prodotti ad hoc, per esempio per l’ERP.”.
“L’azienda che mio padre Alfieri fondò nel 1990,- continua l’AD di Siav-, oggi è la prima impresa italiana nel suo settore, unica presente nel Magic Quadrant di Gartner per l’ECM, e da ben 7 anni, e tra le poche accreditate dall’Agenzia per l’Italia Digitale. A fine 2015, come abbiamo annunciato, ha segnato un +10%, pari a un fatturato di oltre 16 milioni fatto solo con la vendita di tecnologia documentale, caso più unico che raro nel nostro comparto, confermando una leadership conquistata con investimenti continui in innovazione per rispondere alle nuove tendenze, e spesso anticiparle.
L’ultima sfida sono le applicazioni per SmartWorker orientate non solo alla gestione dei documenti, ma anche delle informazioni peril Digital Workplace.
Elite ci piace in quanto offre la possibilità di stabilire collaborazioni con società che come noi vogliono essere aperte, dinamiche e competitive, ma soprattutto perché lo riteniamo un percorso ideale per le nostre strategie.
Non so dire al momento se al termine della collaborazione ci quoteremo, ma certamente siamo pronti per replicare il successo italiano nel mercato globale”.
Fondata nel 1990, Siav è un’azienda leader nel mercato ECM, con sede a Rubano (Padova), e altre sedi a Roma, Milano, Genova e Bologna.
Negli ultimi dieci anni ha più che raddoppiato il giro di affari, arrivando ad un organico di oltre 150 dipendenti. Il 2015 si è chiuso con un fatturato di oltre 16,6 milioni di euro con una crescita superiore al 10 %,
Siav è presente con i propri software, le proprie soluzioni documentali e un’offerta qualificata di servizi di Business Process Outsourcing in tutti i mercati verticali, oltre al Retail: Manufacturing, Finance, Utilities, Sanità privata e realizza il 55% del suo business nella Pubblica Amministrazione, con referenze come Banca d’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Sanità, Regioni, Multiutility, Province e Comuni. Siav è l’unica azienda italiana presente nel Magic Quadrant di Gartner per l’Enterprise Content Management, inoltre è tra le poche realtà accreditate dall’Agenzia per l’Italia Digitale per i servizi di Conservazione Digitale.
Alfieri Voltan, 64 anni, fondatore e attuale presidente, presiede anche la Fondazione Siav Academy ed è membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Amici dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Siav investe costantemente in Ricerca e Sviluppo, e collabora a numerosi progetti con primarie istituzioni accademiche nazionali e internazionali. (foto: Nicola Voltan)

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Capital elite manager donna 2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

La società milanese Atlantyca Entertainment nella persona dell’Amministratore Delegato Claudia Mazzucco riceve dalla Camera di Commercio China-Italia (CICC) il premio Capital elite manager donna 2010, come riconoscimento per il significativo lavoro svolto nella diffusione della creatività Made in Italy nel  mercato cinese. China Awards 2010 è un’iniziativa volta ad identificare realtà individuali o aziendali che, nel corso del 2010, hanno contribuito con la loro dedizione, visione globale e mission aziendale a valorizzare le relazioni d’affari fra Cina e Italia.
Protagonisti e premiati di questa nuova edizione insieme ad Atlantyca Entertainemt note aziende italiane del calibro di Byblos, Olivetti, Prada, Natuzzi, Mapei fra gli altri, esponenti dell’Italia che vince e stupisce all’estero.
La Camera di Commercio Italiana in Cina (CCIC) è un’associazione di operatori ed imprese italiane, libera ed elettiva, apolitica e senza finalità di lucro costituita nel luglio 1991.Quale membro della Camera di Commercio Europea in Cina, la CCIC fornisce contributi e supporto alla stessa per lo svolgimento del suo ruolo di tutela degli interessi delle società degli stati membri dell’Unione Europea.
Atlantyca Entertainment è stata fondata nel settembre del 2006 dal famoso editore e imprenditore Pietro Marietti che, con Elisabetta Dami, ha dato vita ad uno dei fenomeni editoriali di maggior successo nella letteratura per ragazzi: la famosissima collana di libri per bambini Geronimo Stilton.L’azienda, insieme al partner per la co-produzione Moonscoop, ha prodotto la serie animata “Geronimo Stilton” lanciata in tutta Europa nell’autunno del 2009. Le due aziende stanno attualmente producendo la Seconda Stagione. Atlantyca è partner di Moonscoop sia per la  co-produzione  che per la   distribuzione  (solo per l’Italia) della serie animata “Dive Olly Dive” (Stagione II). (claudia mazzucco)

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