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Berlusconi e i funzionari Usa di “terzo grado”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Silvio Berlusconi da Tripoli l’ha definita “una funzionaria di terzo grado”. In realtà Elizabeth Dibble a Roma era di fatto l’ambasciatore in carica. L’autrice e firmataria dei pesanti rapporti al Dipartimento di Stato, in cui il premier italiano è definito “politicamente debole, inefficace come leader europeo moderno”, incapacitato dai “selvaggi party notturni”, nonché “portavoce di Putin”, oggi è tornata a Washington. Dopo oltre due anni trascorsi alla guida della sede italiana  –  dalla nascita dell’attuale governo Berlusconi fino a ottobre  –  lei è stata promossa. Il suo incarico odierno: Deputy Assistant Secretary di Hillary Clinton. Da un mese la Dibble dirige al Dipartimento di Stato la sezione European and Eurasian Affairs. Ora fanno riferimento alla Dibble tutte le ambasciate Usa nell’Unione europea. Perciò il Dipartimento di Stato, sia pure in una giornata che vede la Clinton sulla difensiva per il ciclone-WikiLeaks, deve confermare che le valutazioni di Berlusconi sono state espresse “dalle fonti diplomatiche di massimo livello”.  C’è di più. Quei giudizi gravi, dai sospetti sulla vera natura dell’amicizia con Putin alla salute fisica del presidente del Consiglio, non sono pensieri personali della Dibble. Proprio come ha precisato l’ambasciatore David Thorne, quelle sono “analisi” (da non confondersi con le “politiche” elaborate a Washington). Ecco come definiscono il metodo seguito nella compilazione delle “analisi” al Dipartimento di Stato: “Informazioni e valutazioni sono state raccolte consultando anche membri del governo italiano, esponenti della coalizione di maggioranza, nonché gli ambienti imprenditoriali”. La Dibble è un personaggio molto noto a chiunque abbia frequentato l’ambasciata di Via Veneto. Nella sua permanenza dal 2008 al 2010 la sua carica ufficiale era Chief of Mission and Chargé d’Affaires. Cioè la più alta diplomatica di carriera a Roma, visto che gli ambasciatori americani sono di nomina politica e vengono scelti fuori dai ranghi del Dipartimento di Stato. Dunque lei era l’ambasciatore-vicario. Come spiega il suo profilo sul sito ufficiale del Dipartimento di Stato, la Dibble aveva “la direzione operativa di una sede con 800 dipendenti”. (Da repubblica Federico Rampini – 30 novembre 2010)

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