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Posts Tagged ‘elogio’

L’elogio alla vecchiaia di Vittorino Andreoli

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Modena domenica 24 marzo alle 17 BPER Forum Monzani lo psichiatra Vittorino Andreoli incontra i lettori. Nel suo ultimo libro “Il rumore delle parole” (Rizzoli) elogia una delle età più difficili dell’esistenza: “La vecchiaia è bella, perché non più legata alla prestazione. Non devi dimostrare niente”. Dopo essersi occupato per più di mezzo secolo di “matti” e di adolescenti, ora Andreoli esplora la vecchiaia, un’età considerata di poco conto e che invece, se valutata con il parametro della fragilità, è forse la più bella dell’esistenza, perché la più umana; lo fa nel suo ultimo libro “Il rumore delle parole” (Rizzoli). Per smascherare i pregiudizi di una società che continua a considerare l’anziano un peso o peggio ancora una difficoltà economica, Andreoli mette in scena un teatro della verità a tratti autobiografico. “Voglio che la mia vecchiaia si rappresenti in un teatro perché è crudele nascondere i vecchi che faticano a camminare o che stanno perdendo la memoria del presente e del passato, sentendosi abbandonati e senza alcun significato sociale. Io sogno un umanesimo della fragilità, dove la vecchiaia non sarà più una vergogna, ma la rappresentazione della condizione umana, del significato stesso dell’uomo nel mondo”.
Vittorino Andreoli è stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona – Soave ed è membro della New York Academy of Sciences. Tra le sue ultime opere pubblicate in BUR: Le nostre paure (2011), Elogio dell’errore (2012, con Giancarlo Provasi), Il denaro in testa (2012). Con Rizzoli ha pubblicato decine di saggi. Tra gli ultimi compare L’educazione (im)possibile (2014).

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Elogio della costituzione di Giovanni Maria Flick

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

Roma. Giovedì 7 Dicembre 2017 – ore 17.30 Più Libri Più Liberi • Sala Luna • La Nuvola, Roma (EUR) Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale dialoga con Silvia Truzzi, Giornalista de Il Fatto Quotidiano, a partire dal suo libro, pubblicato in occasione dei 70 anni della Costituzione italiana. Introdgiovanni maria flickuce Romano Cappelletto, Ufficio Stampa Paoline.Il libro, in una costante e fluido ondeggiare tra memoria e futuro, tra sfide e nuovi orizzonti di senso, tra puntualizzazioni scaturite da studio ed esperienza e analisi critica di questo momento storico, sociale e politico, è dedicato “a chi crede in una Costituzione attuale, ma da attuare”. Perché, pur in un momento storico spesso sovraccarico di tensioni, nella realtà di ogni giorno i valori ci sono, sono tanti, e la Costituzione da settant’anni li tutela e li promuove. Per questo è fondamentale conoscerla, viverla, attuarla e renderla attuale.
Quello del professor Flick non è tanto un saggio, quanto piuttosto, come recita il titolo, un elogio semplice e appassionato della Magna Carta della società italiana. L’autore ne ripercorre la storia, le sue origini, le motivazioni per cui è stata voluta e scritta. Ma, al tempo stesso, fa emergere anche la sua attualità, sollecitando l’impegno di tutti per una società che voglia dirsi davvero equa, giusta e solidale. Impegno di tutti ma soprattutto della politica, a cui, com’è nel suo stile, l’autore si rivolge con schiettezza nell’introduzione: “È un invito a tradurre questo impegno non nell’immobilismo; o al contrario in un progetto di troppo ambiziose riforme organiche, destinate al fallimento se non a secondi fini (come quello di banalizzare e di svuotare la Costituzione dall’interno). È un invito a tradurlo in alcuni interventi mirati e responsabili; a raccogliere e a sviluppare gli spunti positivi (anche se non molti) maturati nel dialogo e, da ultimo, nel confronto-scontro sulla riforma della Costituzione che da alcuni decenni, e soprattutto nell’ultimo tempo, hanno segnato il dibattito politico del nostro Paese”.
Nel senso dell’impegno per la conoscenza della Costituzione, va ricordato che è in libreria anche un altro libro dell’Autore, LaNostraCostituzione.it, frutto di un laboratorio didattico realizzato con gli studenti del Liceo Classico “Visconti” di Roma. Il testo è parte di un progetto didattico più ampio (v. http://www.lanostracostituzione.it).
Giovanni Maria Flick nasce a Ciriè (TO) nel 1940. Sposato, con tre figlie e sei nipoti, vive a Roma. Dopo la laurea in Giurisprudenza a ventitré anni viene chiamato a dirigere la Città dei ragazzi di Roma. Attualmente è professore emerito di Diritto penale all’università LUISS di Roma. È stato presidente onorario della Fondazione Museo della Shoah di Roma; è membro della commissione di studio del C.N.R. per l’Etica della ricerca e la Bioetica. Tra le sue numerose monografie: Diritto penale e credito. Problemi attuali e prospettive di soluzione: scritti 1980-1988 (1988); Lettera a un procuratore della Repubblica (1993); Oltre Tangentopoli? (1995); Giustizia vera per un Paese civile (1996); La globalizzazione dei diritti. Il contributo dell’Europa dal mercato ai valori (2004); Elogio della dignità (2015); Elogio del patrimonio (2016).

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Luigi Paolo Finizio Elogio dell’astrattismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 Mag 2012

62 pp., 10 Euro, ISBN 9788857509150 Mimesis Edizioni. Cos’altro può fornire un campo di assoluta libertà visiva, come può farlo nelle realtà del visibile, dei linguaggi visivi, il campo sempre disponibile ed incondizionato delle forme astratte? Le forme che ci rendono iconico l’aniconico, che ci dispongono all’invisibile tramite il visibile, che attraverso l’attenzione raccolta e consapevole dello sguardo possono volgerci alle traiettorie più nette del pensiero, come alle pieghe più involute dell’inconscio?….A fronte del corrente dominio ostensivo dell’immagine visiva, del suo mediato livellamento, la tante volte sollevata ermeticità dell’astrattismo, il suo necessario bisogno di commento risulta proprio il migliore antidoto immaginativo, l’idonea condizione a far sì che l’immagine torni a corroborarsi di pensiero, a stimolare il pensiero.
Luigi Paolo Finizio, critico e storico dell’arte, ha insegnato nell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, Napoli e Roma e ha tenuto corsi in varie Università italiane. Tra le sue pubblicazioni: L’immaginario geometrico, Napoli 1979; Produzione del senso e linguaggio, Roma 1980; Arte linguaggio e senso, Roma 1986; Il MAC napoletano, 1950-1954, Napoli 1990; L’astrattismo costruttivo-Suprematismo e Costruttivismo, Bari-Roma 1990; Dal neoplasticismo all’arte concreta, 1917-1937, Bari-Roma 1993; Moderno antimoderno-L’arte dei preraffaelliti nella cultura vittoriana, Napoli 2004; Avanguardia a Napoli-Undici dell’astrattismo, Napoli 2010. (Silvia Grossi)

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Maurizio Maggiani e l’elogio a Giuseppe Garibaldi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

“Giuseppe Garibaldi – scrive Maggiani – un Eroe Nazionale ma non solo, un Eroe che ha sempre lottato per gli interessi dei più deboli, per la Libertà dei popoli, per l’Uguaglianza dei Cittadini contro i soprusi e le angherie dei sovrani tiranni, che ha sempre lottato per la diffusione dell’istruzione e perchè fosse garantita a tutti senza distinzioni, un Eroe che ha sempre lottato contro l’ipocrisia e contro una politica fatta da interessi personali e non al servizio del Popolo sovrano. Un Eroe riconosciuto in tutto il mondo e da noi spesso non considerato, spesso insultato come evidenziano gli ultimi fatti di Vicenza dove alcuni teppistelli lo hanno denominato “Liberatore degli immondi”, spesso isolato perchè “Massone” senza considerare e distinguere quella massoneria che non può e non deve essere assimilata ad una odierna “P2” ma era una massoneria che lottava per diffondere a livello mondiale il trinomio “Libertà, Uguaglianza e Fratellanza”, isolato e deriso da una deriva intellettualoide di personaggi che diffondono idee di disuguaglianza e di discriminazione verso i cittadini più deboli, i più bisognosi o verso aree geografiche sempre sottoposte a vessazioni e tirannie ideologiche anche in tempi di presunta Democrazia. Garibaldi non era questo, Garibaldi era quell’Uomo che ricercava sempre la Verità ed era disposto a mettere a repentaglio la propria vita per lottare contro le falsità di un mondo che anche alla sua epoca dimostrava già i primi segni di decadimento. A Giuseppe Garibaldi dovremmo essere grati per aver diffuso quello spirito di Libertà ovunque e per essere sempre accomunato a quelle battaglie di libertà in ogni parte del mondo. Come ricorda Maurizio Maggiani quei popoli e quelle nazioni per le quali ha combattuto per la Libertà non dimenticano il suo nome, non dimenticano quell’Eroe e ancora oggi lo commemorano come Eroe che nel completo disinteresse ha combattuto per quelle cause. Giuseppe Garibaldi fu eletto la prima volta al parlamento piemontese nel 1848 rimase parlamentare fino al 1876 per ritirarsi definitivamente a Caprera dove morì. Egli utilizzò il parlamento della nuova Italia non per soddisfare ambizioni personali o per illeciti arricchimenti come fu per altri parlamentari, ma come cassa di risonanza per la divulgazione delle proprie idee. Egli si impegnò con generosità in battaglie sociali a favore delle classi povere e di quella parte della società meno privilegiata, soprattutto per le popolazioni del Sud dell’Italia a lui care. “Venite – egli diceva ai suoi volontari – o generosi cui da ribrezzo l’oppressione del giogo della servitù. Venite, io non posso offrirvi nè caserme nè munizioni: vi offro fame, freddo, sole, battaglie e morte. Chi ama la Patria mi segua” e migliaia di giovani e meno giovani lo seguivano. E se queste parole apparivano formidabili ai nemici, se sconvolgevano l’Italia , se infiammavano le vene , ciò accadeva perché in lui splendeva la luce del sincero altruismo, perché l’uomo che così parlava era l’incarnazione di un’epoca, di un intero popolo, che si ribellava agli oppressori stranieri e voleva risorgere nella Libertà. Anche i suoi alleati potenti temevano la sua lealtà, temevano la sua intransigenza di uomo giusto, temevano la sua incorruttibilità di uomo onesto e non gli perdonavano queste doti che lo ponevano al di sopra della mediocrità degli altri individui. Cavour soleva dire : “Come ci si può fidare di un potente che ama mangiare con la truppa o come accettare come capo supremo un uomo che invece di raccogliere onori e consensi, ama ritirarsi in un’isoletta come Caprera per coltivare la terra?”Inconcepibile certo per la personalità ambiziosa di Camillo Benso Conte di Cavour. Eppure sono proprio questi tratti che rendono Giuseppe Garibaldi un mito che oltrepassa la leggenda del guerriero, che segna, in maniera indelebile, tutto il periodo del Risorgimento . Questo è sempre stato forse il destino del Grande Eroe Giuseppe Garibaldi, il suo mito, la sua leggendaria ed ineguagliabile vita lo hanno sempre costretto a fare i conti con l’invidia e la gelosia ed ancora oggi il suo nome in alcuni “poveri uomini” suscita sentimenti di astio e ricordarlo disturba perchè soprattutto in un momento storico come il nostro ricordare le sue doti può creare imbarazzo e far pensare ed allora niente di meglio che lasciarlo cadere nel dimenticatoio quale Eroe, osannato nel resto del Mondo, ma dimenticato in Italia e perchè no attribuendogli anche qualche responsabilità dell’attuale situazione economico-politica. Tutto ciò mi rende triste ma ringrazio Giuseppe Garibaldi per quanto ha fatto e per aver tentato con la diffusione dei suoi Ideali di migliorare non solo l’Italia ma l’Umanità. Che nessuno osi offendere un nostro “Eroe” e che sorgano anche nelle nostre città dei novelli Garibaldi perchè oggi più che mai abbiamo bisogno di far risorgere quegli Ideali di Libertà ed Uguaglianza troppo spesso disattesi da una politica indifferente agli interessi dei più deboli.” (articolo segnalato da Maurizio Ferraioli)

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Elogio della scuola pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

Forlì 23 ottobre (ore 15,30) nell’area antistante la Coop di via Curiel. “Elogio della scuola pubblica”, questo il titolo dell’incontro promosso dal Dipartimento Scuola PD, Unione Territoriale di Forlì e Thomas Casadei, consigliere regionale e capogruppo PD in Commissione Scuola, Lavoro, Cultura e Sport. Rappresentanti del PD ascolteranno e discuteranno con i cittadini e gli insegnanti, con l’obiettivo di raccogliere proposte concrete per salvare l’istruzione pubblica. In mattinata Marco di Maio, segretario Pd Unione Territoriale  forlivese, sarà a Portico di Romagna per l’inaugurazione del Monumento ai caduti.
Sempre sabato 23 ottobre, un appuntamento di convivialità e divertimento. Alle ore 20,00, presso  il Circolo di Ricò (ex scuole elementari), dopo il saluto del Segretario Territoriale Marco Di Maio, saranno presenti anche i Consiglieri Comunali del Pd per incontrare iscritti e cittadini, durante la Pizzata di autofinanziamento organizzata dal Circolo Ricò-Gualdo. Per concludere piano bar e balli per tutti.
La scuola scende invece in piazza Garibaldi a Forlimpopoli, domenica 24 ottobre, a partire dalle ore 10, con l’iniziativa “La scuola è il futuro e il futuro non si taglia”, promossa dal circolo PD Forlimpopoli. Ci sarà “La scuola dei piccoli”, con laboratorio creativo, angolo delle favole, giochi e animazione e “La scuola a Forlimpopoli” tra tagli, inefficienze, e scadimenti della scuola pubblica, nell’epoca della riforma Gelmini. L’introduzione ed il coordinamento saranno affidati a Natascia Rossi, responsabile Area Formazione Politica Pd Forlimpopoli. Il segretario Pd Unione Territoriale  forlivese, Marco Di Maio saluterà con un intervento. Al dibattito parteciperanno: Thomas Casadei, consigliere regionale e capogruppo PD in Commissione Scuola, Lavoro, Cultura e Sport, Sara Pignatari, assessore alla pubblica Istruzione e Pari Opportunità Comune di Forlimpopoli, Elisa Bedei, insegnante precaria di scuole superiori. Inoltre docenti di scuole primarie e secondarie e studenti di scuole superiori. Al termine merenda per tutti. In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà nella sala consiliare.
Il Circolo di Santa Sofia, organizza, invece, per lunedì 25 ottobre, alle ore 20.30, presso il Centro Culturale Sandro Pertini, il dibattito su “Sanità e Servizi Associati in Alto Bidente” al quale daranno il loro contributo Tiziano Alessandrini, consigliere regionale Pd, Guglielmo Russo, vicepresidente della Provincia di Forlì-Cesena e Paola Zucchi membro del coordinamento provinciale Pd.

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Grandi manovre dentro e fuori i partiti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

«Credo siamo alla vigilia di un sommovimento di tutti i voti, tutte le opinioni. In questo quadro un partito deve costruire una proposta che sia accattivante per quest’elettorato che non è ideologizzato. Credo che questa sia la linea da seguire, un partito che interpreta con saggezza, realismo e la dovuta concretezza l’occasione che ha davanti. Ho qualche dubbio che questo accada se ci lasciamo andare alla poesia suggestiva di Vendola o al vernacolismo di Di Pietro. Sono due voci vicine al nostro partito ma non sono nelle nostre corde». Lo dichiara Marco Follini, durante la presentazione del suo libro «L’Elogio della pazienza» all’interno di SudCamp, la manifestazione organizzata da Enrico Letta e dalla sua Associazione TrecentoSessanta, in corso a Paestum.

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Gianluigi Falabrino ci ha lasciati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

Gianluigi Falabrino,  giornalista pubblicista, scrittore, storico della Pubblicità e docente universitario, è morto nella serata di ieri. Dal 1992 al 2001 ha fato parte del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Aveva 80 anni, compiuti proprio il 26 luglio. Gianluigi Falabrino, nato a Genova, è vissuto fino ai vent’anni a Trieste. Con Adriano Guerrini ha diretto “Diogene” (1959-1967), ha fatto parte del comitato direttivo di “Critica Sociale” (1968-1974, e ha diretto “Il Mondo Nuovo”, rivista di cultura politica (1994-95). Ha pubblicato saggi di storia del socialismo, storie della pubblicità (tra le quali  “Storia della pubblicità in Italia dal 1945 ad oggi” per Carocci; “Pubblicità serva padrona” per Il Sole 24 Ore Libri) e del design, Elogio della vita associata  (Sciascia, 1973) e altri piccoli libri di poesia. Notevole anche il saggio per Vallardi  “I comunisti mangiano i bambini” (storia dello slogan politico). Le altre opere: Kugluf e traslochi. Cronache di una marcia di confine (vienne pierre); Gli arabi in Italia (Vallardi);  La comunicazione d’impresa  (Carocci);  Gli arabi in Italia (Vallardi).
Franco Abruzzo ha dichiarato: “Piango la scomparsa di un amico e di un collega leale, sempre presente nei momenti difficili. Sul piano deontologico Gialuigi ha contribuito a scrivere diverse pagine significative della storia dell’Ordine di Milano”.

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“L’elogio della pazienza”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

Puccianiello di Caserta 7 maggio 2010 alle ore 18, presso il salone conferenze della Chiesa S.S.Nome di Maria, il mensile politico “L’ago e il Filo” e L’Associazione Carta’48 presentano il libro di Marco Follini “L’elogio della pazienza”. Un’interessante analisi della prassi politica della prima Repubblica, che si sofferma sull’importanza dell’attività politica, vista come paziente risoluzione dei problemi generali del Paese. Dopo i saluti di Franco De Michele dell’Associazione Carta’48 e l’introduzione di Carlo Marino, si confronteranno  con l’autore del libro: Marco de Marco Direttore del Corriere del Mezzogiorno, Stefano Graziano Direttore editoriale de “L’ago e il Filo”, Ottavio Lucarelli Redattore politico Repubblica Napoli e Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Gianni Molinari  caporedattore del Mattino di Caserta, Don Antonello Giannotti parroco della Chiesa S.S. Nome di Maria. (follini)

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L’elogio della coscienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

Genova 19 giugno 2009 ore 19,00 Oratorio di San Filippo Via Lomellini, 12  Presentazione del volume  di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI L’elogio della coscienza  La Verità interroga il cuore Intervengono: Senatore Gaetano Quagliariello  Presidente Vicario Gruppo Parlamentare PDL Senato  Prof. Angelo Campodonico Ordinario di Filosofia Morale Università degli Studi di Genova Saluto del: Signor Cardinale Sua Eminenza Reverendissima Angelo Bagnasco Arcivescovo di Genova e Presidente della  Conferenza Episcopale Italiana Modera: Dott.ssa Maria Antonietta Calabrò Giornalista del Corriere della Sera. È possibile che oggi la fede sia vissuta come un peso così grave da essere ritenuta sopportabile solo a nature particolarmente forti? Così grave da essere quasi una punizione? E perché l’uomo non è più capax Dei, ma avverte nel profondo quel male del vivere che è scacco della sua stessa tensione divina?  L’Elogio della coscienza è una raccolta inedita di saggi di Benedetto XVI. È, soprattutto, il respiro profondo del Cristianesimo che attraversa secoli e ideologie appunto perché “il dato essenziale, dal quale si deve partire, è e rimane la visione biblica dell’uomo, formulata in modo esemplare nei racconti della creazione. La Bibbia definisce l’essere l’umano, la sua essenza, che precede ogni storia e non si perde mai nella storia”. È un cammino, quello tracciato da Papa Ratzinger, cadenzato da diverse riflessioni, sulla coscienza, sul relativismo e la dignità della persona, sulla evangelizzazione, tutte tese a riportare l’uomo alla verità; quella verità che oggi è solo “esteriorità che ciascuno coglie dal suo punto di vista senza mai sapere in che misura coincida con l’oggetto in sé”, profondamente perduta in questo caos esteriore. Atto di rivoluzione è dunque ancora il Cristianesimo, unico “lievito della società”, per l’uomo e per ascoltare ancora tremulo il cuore umano pronunciare “et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te”.

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