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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘elusione’

Elusione lavorativa e sfruttamento, se ne parla alle Acli Napoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

napoliNapoli Si terrà venerdì 3 marzo a partire dalle 16.30 in Via del Fiumicello, 7 la seconda lezione della scuola di formazione sociopolitica delle Acli Napoli sul tema “Lavoro nero e lavori grigi. Le formule elusive ‘bianche’ come luogo dello sfruttamento lavorativo”.
Il tema dell’elusione nei contratti di lavoro verrà trattato da Fiore Giordano, formatore ed esperto del settore e Ilaria Vitiello, della segreteria regionale della Uil Campania.
“Con questo seminario formativo – ha dichiarato Gianvincenzo Nicodemo, presidente delle Acli provinciali di Napoli – intendiamo esplorare quella particolare forma di sfruttamento che si nasconde nella quotidianità di tanti rapporti di lavoro, dietro una facciata di regolarità formale”. L’elusione cosiddetta “bianca” si può nascondere infatti in tutte le tipologie contrattuali. Ad esempio, sottolinea Maurizio D’Ago, della presidenza provinciale delle Acli Napoli “è diffusa la pratica di far firmare al lavoratore una busta paga anche della metà di quello che viene effettivamente corrisposto, via via attraverso forme sempre più grigie, fino alle forme più intense di sfruttamento lavorativo, come il caporalato che sta vivendo una nuova stagione di sviluppo”. La scuola di formazione sociopolitica delle Acli Napoli è intitolata “Generare cambiamento nella complessità” ed è aperta a volontari, operatori sociali e persone impegnate nella politica e nel terzo settore. La scuola è gratuita ed è giunta alla seconda edizione.

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L’Unione Europea rischia di passare dalla padella alla brace

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

“Il presidente della Commissione Juncker sarebbe pronto a dimettersi e in pole per la successione ci sarebbe Katainen. In sintesi: l’ex premier lussemburghese Juncker che ha contribuito a creare un enorme sistema di elusione fiscale che ha tolto miliardi di euro di entrate agli Stati europei verrebbe sostituito dall’ex premier finlandese Katainen che chiese di ipotecare l’Acropoli e il Partenone di Atene in cambio degli aiuti alla Grecia. E il pericolo dell’Europa sarebbero i populisti?». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Il governo “forte con i deboli e debole con i forti”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

Silvio Berlusconi - Caricature

Image by DonkeyHotey via Flickr

Dopo decenni di evasione ed elusione fiscale più o meno tollerata, più o meno contrastata, il governo Berlusconi, procede verso il recupero di quelle risorse che servono a continuare a mantenere intatta la ricchezza ed il benessere delle classi privilegiate, di quelle corporazioni e di quelle caste che vivono di danaro pubblico, prelevato coercitivamente nel nome del popolo italiano al popolo italiano. Ci saremmo aspettati una manovra perequativa della contribuzione al mantenimento delle classi politica e burocratica, ovvero un forte abbattimento dei costi della casta politica, ma così non è stato. Il governo punta un coltello alla gola dei pensionati e pretende un contributo anche da loro, contributo che finisce direttamente nelle tasche della casta politico-burocratico-partitocratica. Invece di eliminare enti inutili e costosi, privilegi di casta inauditi ed impagabili, il governo decide di sottrarre ricchezza ai più deboli. Ma, è sin troppo facile essere forti con i deboli e deboli con i forti, mentre sarebbe molto più difficile essere giusti. E il governo Berlusconi ha deciso di essere ingiusto, profondamente ingiusto.
Il governo Berlusconi dimentica che un pensionato è stato lavoratore dipendente per una intera vita lavorativa e che i lavoratori dipendenti non possono eludere o evadere il fisco, per legge.
Il governo pretende ingiustamente altri danari da chi ha certamente pagato ogni singolo euro e/o lira della propria tassazione, fra le più alte del mondo occidentale, tassazione che è colpevole di essere quel cuneo fiscale che non fa la felicità degli imprenditori e nemmeno dei lavoratori, sottraendo seccamente ricchezza agli uni e agli altri e portando il mercato del lavoro italiano fuori dalla concorrenza internazionale con il resto del mondo produttivo.
Il governo Berlusconi, dimentica altresì che quegli ex lavoratori che sono oggi dei pensionati, hanno goduto dei più bassi salari di tutto il mondo occidentale, aggravando di fatto la loro condizione di “soggetto contrattuale debole”.
Ma Berlusconi pare dimenticare che il governo di uno stato democratico esiste esclusivamente per creare condizioni di perequazione, non per aggravarne le già gravi sperequazioni in essere, ancor di più rese serie dalla crisi economico-finanziaria che vede le aziende emigrare in massa in stati meglio governati e condotti, meno esosi e spreconi, più equi e sereni.
Silvio Berlusconi appartiene ad una categoria assolutamente differente da quella del popolo, egli è infatti componente di quella imprenditoria che, per legge ordinaria dello stato, è lasciata libera di evadere o meno la contribuzione fiscale, al contrario dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X – in sintesi)

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Social Watch: per uscire dalla crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2011

“Rimettere al centro i diritti e invertire l’attuale tendenza sembrano essere le uniche vie d’uscita”, osserva Nardi. “Un’inversione di marcia è assolutamente necessaria perché il Paese si rialzi dalla brutta caduta. Affinché riprenda ad andare nella direzione di uno sviluppo sociale equo”. Con un debito pubblico fuori controllo (oltre il 118%, il secondo in Europa dopo la Grecia) e forti tagli ai servizi essenziali, occorre che l’Italia faccia uno sforzo per aumentare le entrate nelle casse dello stato, intensificando la battaglia all’elusione e all’evasione fiscale e restituendo risorse agli enti locali. Secondo il Social Watch, si può uscire dalla crisi introducendo maggiore equità fiscale attraverso tre misure. In primis, un’imposta patrimoniale una tantum per far fronte alla crisi. L’imposta colpirebbe con un’aliquota del 5 per mille tutti i patrimoni al di sopra dei 5 milioni di euro. La coalizione propone inoltre di elevare l’aliquota della tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5% al livello medio europeo del 20%. La terza misura consiste in una tassa internazionale sulle transazioni finanziarie per ridurre la volatilità dei mercati finanziari e far pagare la crisi in primo luogo a chi ha causato la bolla speculativa esplosa nel 2008. Dalla tassa si possono ricavare anche risorse da destinare ai paesi in via di sviluppo e alla lotta contro i cambiamenti climatici. Il Social Watch chiede inoltre di estendere gli ammortizzatori sociali ai lavoratori precari; modificare le politiche migratorie, passando da un approccio basato su economia e sicurezza a un altro fondato su diritti e cittadinanza; assicurare maggiore eguaglianza tra uomo e donna con l’introduzione del cosiddetto bilancio di genere; rilanciare l’economia puntando su quella verde e sulle filiere locali. “La crescita che vogliamo”, conclude Nardi, “è quella dei diritti sociali e del benessere, prima che del PIL. Come dimostriamo da anni, le due cose non vanno di pari passo e dopo il salvataggio della finanza, per il quale sono state versate ingenti risorse pubbliche sottratte ai cittadini, è tempo per un nuovo patto sociale che riparta dalle persone.”

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RC auto. Obbligo a contrarre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

La decisione della Corte di Giustizia dell’Unione europea di respingere il ricorso presentato su istanza di alcune compagnie assicurative per l’abolizione dell’obbligo a contrarre la polizza RC auto rappresenta una vittoria per gli assicurati che, in caso contrario, sarebbero stati discriminati sulla base del territorio di appartenenza, dell’età e degli eventuali sinistri accaduti nel corso della loro storia assicurativa.Una decisa vittoria dei consumatori contrari alla caduta dell’obbligo e  dell’Isvap che aveva sanzionato le imprese ricorrenti sulla base dell’applicazione di tariffe che intendevano scoraggiare il consumatore dall’accesso alla copertura Rc auto. Adiconsum chiede che siano verificate le tariffe praticate all’utenza sull’intero territorio nazionale che devono rispondere ad esigenze di carattere puramente tecnico e che l’illecita elusione all’obbligo a contrarre, laddove riconosciuta, sia nuovamente sanzionata dall’Isvap come nel passato.

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