Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘embrione’

Pillola del giorno dopo

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

La tenace lotta di chi ha una visione confessionale dell’individuo e del mercato ha oggi registrato un punto a proprio vantaggio: il Comitato nazionale di bioetica (Cnb), sollecitato, ha espresso un parere favorevole per il diritto all’obiezione di coscienza di quei farmacisti che non intendono vendere la pillola del giorno dopo. Non ci interessa disquisire, come ha fatto il Cnb, se si tratti di embrione, zigote o che altro, lo lasciamo a chi crede di dover fare cosa pubblica dei propri convincimenti ideologici. A noi interessa il diritto dell’individuo a disporre del proprio corpo e delle proprie scelte quando queste ultime, non ledono altri individui e il codice. E non ci sembra che l’uso della pillola del giorno leda qualcuno. Ma, nel contempo, comprendiamo chi si possa sentire leso nella propria ideologia e, per questo, non lo fustighiamo o marginalizziamo impedendogli di vivere e manifestarsi. Per questo non siamo contrari a che un farmacista possa decidere di vendere o meno un farmaco in base alla propria coscienza, ma solo se questo non significhi limitazione di fatto del diritto di chi questo farmaco intende acquistarlo e utilizzarlo. Gia’ oggi, che l’obiezione di coscienza dei farmacisti non e’ prevista, reprerire la pillola del giorno dopo e’ un’impresa e per questo ci immaginiamo cosa potrebbesuccedere domani con l’istituzionalizzazione di questo diritto del farmacista. Perche’ questo non accada c’e’ solo un metodo: la pillola del giorno dopo deve essere venduta liberamente, senza ricetta medica e anche al di fuori delle farmacie, cosi’ come avviene per i farmaci generici. Pericoloso? Bah!! In Francia e’ anni che e’ cosi’ e non ci sembra che i nostri vicini d’Oltralpe ne abbiano risentito. Anzi.S cosi’ non fosse, ci ritroveremmo di fronte all’ennesimo tentativo di imporre con la violenza della legge il proprio convincimento ideologico a chi la pensa in modo diverso. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Genetica della Riproduzione Umana”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

E’ il tema al centro dell’incontro che si è tenuto all’Università di Torino, presso il Dipartimento di Scienze Ginecologiche e Ostetriche. Responsabile scientifico dell’evento è il Professor Alberto Revelli, Responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione presso il Dipartimento di Discipline Ginecologiche ed Ostetriche dell’Università di Torino; Presidente Onorario il Professor Marco Massobrio, Direttore del dipartimento di Discipline Ginecologiche e Ostetriche della Prima Clinica di Ostetricia e Ginecologia presso l’AO S’Anna di Torino.
Fra le tematiche più interessanti che sono state affrontate è la regolazione epigenetica degli embrioni in vitro è sicuramente una delle più affascinanti.  L’epigenetica aiuta a spiegare attraverso quali modalità alcuni geni modificati, cosiddetti imprinted, vengono espressi diversamente se trasmessi dal padre o, al contrario, se trasmessi dalla madre. Questi fenomeni di mutazioni, dovuti a particolari processi biochimici, possono determinare alcune patologie che si manifestano solo nei maschi o solo nelle femmine, a seconda del gene imprinted.
Le patologie osservate nei nati con tecniche di fecondazione in vitro possono essere rappresentate sia da sindromi rare che da disfunzioni e malattie frequenti come diabete, Alzheimer e autismo.
Nell’uomo tutto questo rientra nell’ipotesi di Barker, secondo cui insulti ambientali durante la gravidanza possono determinare, nel tempo, patologie croniche nell’adulto, come ipertensione, diabete, ictus e patologie cardiovascolari. Riportando questa teoria ad epoche ancora più precoci di sviluppo dell’individuo, si può sostenere che le tecniche di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) costituiscano una prima fonte di stress per il “sistema”. Quindi, prima ancora dell’impianto, la coltura in vitro potrebbe alterare lo sviluppo e determinare effetti a lungo termine nella prole.
Durante il convegno si è discusso dei pro e dei contro dello screening genetico degli embrioni umani prodotti in vitro. Univoci, oramai, i pareri sull’efficacia della PGD nel caso di patologie genetiche note; ancora aperto, invece, il dibattito sull’utilità di uno screening genetico pre-impianto.
Storicamente il PGS è stato utilizzato nell’ambito della PMA per le donne in età fertile avanzata, nei casi di fallimenti ripetuti dopo transfer di embrioni di buona qualità, nell’abortività ripetuta e nel caso di gravi patologie seminali. I primi studi, di dimensioni limitate, avevano confermato l’efficacia della tecnica; recentemente, invece, l’avvio di studi prospettici randomizzati e di sufficiente numerosità hanno fortemente messo in discussione la validità di tale metodica. In sintesi questo tipo di analisi ha mostrato alcune criticità e allo stato attuale lo screening pre-impianto non viene consigliato nella pratica routinaria, anche se nuove tecnologie stanno aprendo scenari più promettenti. In particolare, la tradizionale ibridizzazione in situ (FISH) potrebbe essere sostituita con tecniche che permettano l’analisi contemporanea dell’intero patrimonio cromosomico (comparative genomic hybridization).
Altra tematica innovativa che è stata affrontata nel corso dell’incontro è la genetica dell’ovocita umano e l’impiego dei globuli polari nell’analisi clinica. Nell’ovocita, durante il processo di meiosi, il materiale genetico (cromosomi) si divide in modo perfettamente uguale, mentre il restante materiale cellulare (massa citoplasmatica) si divide in modo asimmetrico. Ne derivano un ovocita di grande dimensioni ed una cellula molto piccola chiamata globulo polare.
Il primo globulo polare (PB1) viene espulso dall’ovocita al momento dell’ovulazione. Il secondo globulo polare (PB2), invece, non viene espulso fino al momento della fecondazione. La rimozione del primo globulo polare può pertanto essere utile per fornire una fonte di studio dell’ovocita e dell’embrione senza interferire con lo sviluppo dell’embrione. Per il meccanismo che caratterizza la maturazione nucleare della cellula uovo, l’analisi dei globuli polari consente di ottenere informazioni sulla condizione cromosomica dell’ovocita stesso e, poiché la maggior parte delle anomalie cromosomiche è di origine materna, lo studio dei cromosomi nei globuli polari rappresenta un valido strumento per identificare gli ovociti potenzialmente euploidi, quindi dotati delle migliori capacità di sviluppo. Questa diagnosi rappresenta una svolta nel campo della delicata questione della diagnosi pre-impianto dell’embrione.

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In un paese civile e cristiano

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Lettera al direttore. In un paese civile e cristiano, dove moltissima gente si agita al solo pensiero che siano tolti i crocifissi dalle aule scolastiche, in un paese civile e cristiano ove ha sede la Chiesa, come si risolve il problema di una mamma che dà alla luce un bambino e guadagna solo 500 euro al mese? E’ sin troppo ovvio. Interviene lo Stato del paese civile e cristiano e aiuta la mamma ad allevare dignitosamente il suo bambino. Se a qualcuno, infatti, venisse la crudele idea di togliere il piccolo alla madre, ci sarebbe una sollevazione popolare, e soprattutto la sollevazione indignata della Chiesa, la quale, se si agita al solo pensiero che si tocchi un embrione,  figurarsi se potrebbe mai accettare che si tocchi un bambino! Eppure i giudici del Tribunale di Trento hanno sottratto il bimbo appena nato alla povera mamma povera, come se fosse un cagnolino.  Nel bel paese civile e cristiano i crocifissi non si toccano, e gli embrioni neppure, i bambini sì, e pure le loro mammine, giacché contano meno degli embrioni e meno dei crocifissi di legno. (Miriam Della Croce)

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Dibattito filosofico sulla fisica quantistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2009

Roma 3 novembre 2009, a, alle ore 17,00, nell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà una conferenza sul tema: Il dibattito filosofico sulla fisica quantistica, nell’ambito del Master in Scienza e Fede, istituito dalla Facoltà di Filosofia dello stesso ateneo. L’ingresso è libero. Parlerà il Prof.Julio Moreno-Davila, dell’American Graduate School of Business (Svizzera). L’incontro fa parte della serie di conferenze “Le fondamenta della materia fisica”. Il rapporto tra Scienza e Fede è un tema con cui ci si confronta sempre più spesso. Da una parte gli incessanti sviluppi della scienza e della tecnica suscitano nuove e urgenti questioni etiche ed antropologiche. Dall’altra ci troviamo di fronte al pluralismo culturale e religioso, che suscita il bisogno di proporre punti di incontro verso il dialogo e la comune ricerca della verità. Per portare avanti questo dialogo è nato il Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, istituito dalla Facoltà di Filosofia, giunto al suo ottavo anno d’attività. Il Master è un corso di perfezionamento, rivolto a tutti coloro che, nel lavoro o nel quotidiano, vivono con attenzione i problemi e le implicazioni del rapporto tra la Fede e la Scienza.  Grazie alla sua struttura ciclica, il Master può accogliere all’inizio di ogni semestre l’iscrizione di nuovi studenti. L’obiettivo del Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum è sviluppare competenze teorico-culturali sul rapporto tra Scienza e Fede in generale, fornendo un’ampia e profonda formazione su ciò che tale rapporto significa nell’attualità.  Lo studente viene accompagnato attraverso un percorso formativo vario, approfondito ed entusiasmante che verte sui temi fondamentali dell’esistenza umana: dalla fisica alla filosofia, dall’astronomia alla storia dei rapporti fra scienza e religione; fino ad affrontare argomenti di grande attualità come la questione sull’embrione e le biotecnologie. Il Master in Scienza e Fede rientra nel quadro del Progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), portato avanti dall’Ateneo insieme ad altre cinque università pontificie: Lateranense, Gregoriana, Santa Croce, Salesiana e San Tommaso d’Aquino, sotto gli auspici del Pontificio Consiglio della Cultura e con il supporto della John Templeton Foundation.

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L’aborto e gli uomini della Chiesa

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Lettera al direttore. Sembra che l’aborto sia un problema che riguardi soprattutto gli uomini, e segnatamente gli uomini della Chiesa. Questi, infatti, non perdono occasione per parlarne. Adesso l’occasione è data dalla pillola Ru486. Renderebbe meno complicato l’aborto e gli ecclesiastici temono che le donne lo scambino per un giochino. Ai signori della Chiesa vorrei chiedere se ritengono ci sia la giusta proporzione tra il loro continuo parlare a favore dell’embrione, essere debole e indifeso, e il loro parlare a favore dei 100 milioni nel mondo di bambine, pure deboli e indifese, costrette a lavorare , metà delle quali impiegate in mansioni pericolose, e  moltissime delle quali obbligate a lavori forzati, o sfruttate nel commercio sessuale minorile (rapporto “Give girls a chance” – 11 giugno 2009). Vorrei chiedere loro se la vita di queste creature che soffrono pene indicibili, è meno importante della vita dell’embrione. Se l’importanza è la stessa, allora dovremmo sentir parlare di quelle bambine tante volte, quante volte sentiamo parlare degli embrioni. Allora il nostro Papa dovrebbe dire che chi sfrutta quelle innocenti, commette un crimine simile a quello di Caino, come fece Giovanni Paolo II nei riguardi delle donne che abortiscono. Oppure sfruttare, tormentare, e magari far morire anzi tempo quelle creature, è crimine meno grave dell’aborto? Vorrei infine chiedere se c’è la giusta proporzione tra il loro parlare a favore dell’embrione, e il loro parlare a favore delle donne che nel nostro Paese sono maltrattate, ferite, e uccise dagli uomini. (Francesca Ribeiro)

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