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Posts Tagged ‘emendamenti’

Scuola: Udir presenta emendamenti al Decreto su Reddito di cittadinanza e Quota 100

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Udir ha chiesto di consentire anche ai dirigenti dell’area dell’istruzione e della ricerca la possibilità di presentare domanda di pensionamento anticipata. In audizione a partire dalle 19.15 a Palazzo Madama, presso la XI Commissione del Senato della Repubblica, sono stati chiesti dalla delegazione una serie di emendamenti che vogliono tutelare anche il ruolo del capo d’istituto. A riportare le ragioni del sindacato Patrizia Costantini, DS abruzzese, e Pietro Perziani, dirigente in quiescenza ed esperto in relazioni sindacali. Particolare rilievo è stato dato alla questione del pensionamento anticipato, per cui da oggi è possibile presentare domanda, che potrebbe comportare anche una decurtazione dell’assegno pensionistico fino al 30%. Altri i temi trattati, nell’ottica della difesa dei beneficiari delle misure enunciate.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): chiediamo che le norme su quota 100 possano essere applicate anche per i dirigenti scolastici che dovrebbero, anzi, per la complessità del ruolo svolto, poter accedere con il massimo dei contributi anche prima dei 62 anni. Gli stessi stipendi dei dirigenti scolastici, ancora lontani dalla perequazione piena con gli altri dirigenti della stessa area, devono essere, almeno, allineati all’inflazione per il prossimo triennio come per il triennio precedente. Siamo convinti della forza delle azioni giuste e continuative. Ancora una volta siamo qui, a esporci davanti ai senatori, per portare in prim’ordine le nostre ragioni.
Tra i tanti emendamenti presentati, si segnala quello all’articolo 12, comma 10: “per il personale della dirigenza scolastica, ad ogni modo, si applicano ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, le disposizioni normative previgenti all’approvazione dell’articolo 24, della legge 22 dicembre 2011, n. 214 e successive modificazioni”, poiché il ruolo del DS, sia per l’acuto stress a cui è sottoposta la categoria sia per il pesante gap generazionale tra personale scolastico e discenti, necessita di un’apposita finestra che permetta l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole previgenti la riforma cosiddetta “Fornero”.
Per quanto riguarda la “Riduzione anzianità contributiva per accesso al pensionamento anticipato indipendente dall’età anagrafica. Decorrenza con finestre trimestrali”, all’art. 15, comma 4, si vuole sostituire le parole “comparto scuola ed AFAM” con le seguenti parole” comparto e dell’area dell’istruzione e della ricerca”, poiché “la modifica interessa tutto il personale dipendente e dirigente del nuovo comparto e area dell’istruzione e della ricerca considerato ad ogni modo l’errore presente nel testo normativo in riferimento anche del solo comparto scuola ed AFAM che non esiste più”.
Per Opzione Donna, art. 16, al comma 3, s’intende sostituire le parole “comparto scuola ed AFAM” con le seguenti parole” comparto e dell’area dell’istruzione e della ricerca”, comportando tale azione la motivazione su indicata. Per la Facoltà di riscatto periodi non coperti da contribuzione, art. 20, al comma 6, si vuole sostituire la parola “quarantacinquesimo” con “cinquantesimo”, così da estenderla a una platea maggiore di lavoratori interessati. Per l’Anticipo del TFS, art. 23, al comma 2, dopo le parole “comma 5” s’intende inserire le seguenti parole: “e comunque non superiore all’1,5%” per “tutelare i lavoratori e fissare un termine massimo per l’aliquota da definire nell’accordo quadro”. Ancora, al comma 5, si chiede di sostituire la parola “30.000” con “80.000”, per estendere l’importo finanziabile per l’erogazione della liquidazione. In ultimo, all’art. 24, Detassazione TFS, al comma 2, si vuole sostituire “50.000” con “76.000”, per allargare i beneficiari “in base a quanto definito dal presente decreto in termini di liquidazione media programmata da erogare”.

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Scuola: Dopo il richiamo del presidente Mattarella saltano 62 emendamenti approvati in Commissione al Decreto Semplificazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

Tra questi, quelli denunciati da Anief come dannosi e illegittimi, quali l’ulteriore proroga di un anno dell’aggiornamento delle GaE e il blocco di 5 anni dei trasferimenti per tutti i docenti, proprio nel giorno in cui il giovane sindacato ha aperto le pre-adesioni al ricorso a più di 12 mila docenti assunti il 1° settembre al terzo del FIT per partecipare alle procedure di trasferimento. Disco rosso dell’Aula di Palazzo Madama per tre richieste di modifica su quattro, tra cui quelli che riguardavano il settore scolastico. Anief plaude al Presidente della Repubblica: le norme sulle graduatorie provinciali, che dovevano essere aggiornate già nel 2018, e la mobilità bloccata per un quinquennio erano irricevibili. Marcello Pacifico (Anief): Chiederemo alla Camera di approvare leggi che risolvano la precarietà e garantiscano il diritto al lavoro e alla famiglia senza fughe in avanti irragionevoli e fuori dalla realtà. La politica risolva i problemi piuttosto che complicare la vita di famiglie e lavoratori, a partire dalla prossima sentenza della Consulta sul corso-concorso relativo a 500 presidi assunti da due anni, dando finalmente il via libera all’ammissione dei ricorrenti del bando 2011.

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Emendamenti Forza Italia sulla Scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

L’opposizione presenta ulteriori proposte salva-scuola: dopo le indicazioni di Anief, ricevuta in in audizione nei giorni scorsi, da Forza Italia vengono presentati importanti emendamenti al decreto Semplificazioni, il ddl n. 989 già approvato alla Camera, su cui presto si dovrà esprimere l’Aula di Palazzo Madama. Le richieste riguardano i dirigenti scolastici, il precariato eterno ed altri temi centrali per il miglioramento dell’offerta formativa rivolta alle nuove generazioni. Le modifiche verranno valutate e votate nelle prossime ore. Marcello Pacifico (Anief-Cisal) si appella al buon senso dei senatori: approvare questi emendamenti significherebbe legiferare a favore della scuola, di chi vi lavora e di chi vi si reca ogni giorno per formarsi. Anche perché la scuola ha bisogno estremo di nuovi presidi ed insegnanti, ma anche di docenti specializzati sul sostegno, considerando gli oltre 50 mila attuali posti vacanti, oltre ai precari storici curricolari da collocare in ruolo, come ci chiede l’Ue da tempo. E pure di una valutazione diversa dei capi d’istituto. In caso contrario, toccherà ai tribunali intervenire per mettere ordine dove il legislatore è mancato.

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Scuola: Decreto Semplificazione, emendamenti Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Anief chiede l’avvio di una fase di mobilità straordinaria per tutto il personale docente di ruolo.Con la scomparsa degli ambiti territoriali, serve semplificare nuovamente le procedure dei trasferimenti e dei passaggi di ruolo del personale docente e ripercorrere una mobilità straordinaria su tutti i posti vacanti in organico di diritto e di fatto senza fase alterne o algoritmi. Appare necessaria anche l’organizzazione di corsi abilitanti a costo zero per lo Stato rivolti al personale a tempo indeterminato per evitare pure situazioni di sovrannumerarietà. La proposta vuole essere una prima risposta alle domande poste dai docenti esiliati o immobilizzati dalla Buona scuola. Uno dei provvedimenti utili al miglioramento organizzativo dei nostri istituti scolastici è l’avvio di una fase di mobilità straordinaria rivolta a tutto il personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia: l’occasione è dovuta alla cancellazione degli ambiti territoriali prevista dalla Legge di Bilancio approvata dieci giorni fa alla Camera in via definitiva. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Approvando il nostro emendamento sull’apertura della mobilità a tutti i docenti già immessi in ruolo si semplifica il passaggio di tanti insegnanti assunti nell’ultimo biennio su ambito territoriale, sino ad oggi privati di certezze sulla loro collocazione.

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Scuola: Udir chiede emendamenti in Bilancio

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Si è svolto in Aran il settimo incontro dedicato alle trattative per il rinnovo di un contratto prossimo alla scadenza. Ancora lontana la parte economica, è stata illustrata una bozza di contratto che amplia le deleghe del DS in caso di sua assenza e maggiori tutele nei procedimenti disciplinari come richiesto dallo Snals.Il sindacato autonomo in linea con Udir ha anche chiesto di riportare alla contrattazione integrativa nazionale alcune materie che l’Aran ha posto tra le materie di confronto: i criteri per la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici; i criteri per la definizione e l’aggiornamento delle funzioni dirigenziali e le corrispondenti posizioni; i criteri per la mobilità interregionale; i criteri di individuazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative allo stress lavoro correlato; i criteri e le modalità dei procedimenti di valutazione dei dirigenti scolastici. La discussione si è concentrata sulle norme disciplinari e, in particolare, sulla recidiva e sulle sanzioni che essa comporta: è stato unanimemente richiesto di evitare qualsiasi automatismo nell’irrogazione di sanzioni più gravi. L’Aran ha posto una serie di veti sul trasferimento alla contrattazione di diverse materie riconducibili alle posizioni dirigenziali e alla valutazione. Per Udir tali veti sono irricevibili in un momento in cui il giovane sindacato ha chiesto al Parlamento con un emendamento specifico di: ripristinare il versamento della Ria dei presidi andati in quiescenza tra il 2012 e il 2015, provvedere alla completa perequazione della parte fissa della retribuzione di posizione già nell’attuale CCNL e sospendere gli effetti della valutazione nella determinazione della retribuzione di risultato.In sintonia con le nostre proposte quelle dello Snals, che ha preannunciato una posizione forte sul fronte economico, chiedendo di utilizzare, in analogia con il contratto di Comparto, parte dei fondi per la retribuzione premiale, così da alimentare la retribuzione di posizione. Il prossimo incontro avrà luogo il 28 novembre: nel frattempo l’amministrazione verrà sollecitata, affinché individui risorse utili a realizzare l’equiparazione della parte fissa della retribuzione di posizione a quella delle altre dirigenze.Gli emendamenti di Udir sono all’attenzione della V Commissione Bilancio della Camera per ripristinare il versamento della RIA dei presidi cessati dal servizio nel FUN per tutti i dirigenti scolastici in servizio e anticipare la perequazione esterna della parte fissa della retribuzione di posizione a partire dell’a.s. 2015/2016.

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Legge di stabilità: Anief presenta 100 emendamenti sulla scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Il ddl è stato assegnato alla V Commissione di Montecitorio dove si è definito l’iter da seguire e si è proceduto alla nomina dei relatori. La scadenza per la presentazione motivata delle modifiche è prevista per metà mese, poi dovranno pervenire entro il 20 e votate dal giorno dopo, l’approdo in Aula si dovrà realizzare entro il 28 novembre, dove di lì a breve si svolgerà la votazione finale. Tra gli emendamenti più importanti del giovane sindacato figurano quota 96 senza svantaggi, Ape social per tutti gli insegnanti, riscatto gratuito della laurea, stabilizzazione dei precari con 36 mesi, l’addio alle classi pollaio e ai posti in deroga su sostegno, la riapertura delle GaE, la conferma dei diplomati magistrale in ruolo, il via libera al doppio canale di reclutamento dalle graduatorie d’istituto, il tempo pieno al Sud, il ritorno ai moduli nella scuola primaria con il maestro specialista in inglese ed educazione motoria, l’introduzione del diritto nella scuola secondaria, l’obbligo scolastico fino a 18 anni, l’aggiornamento dell’indennità di vacanza contrattuale e parità di trattamento tra personale di ruolo e precario con l’introduzione della ricostruzione di carriera comprendente tutti i periodi di supplenza, l’inquadramento dei ricercatori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico, presidente Anief, annuncia che assieme a Cisal, chiederà di essere ascoltato dalla V Commissione Bilancio della Camera e che ribadirà le istanze al ministro della PA, Giulia Bongiorno, nel corso dell’incontro del 13 novembre alla Funzione Pubblica.

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Istruzione: Decreto Dignità, respinti tutti gli emendamenti salva-scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Si sta preparando il terreno al più grande licenziamento di dipendenti pubblici della storia della Repubblica italiana, avallando un concorso straordinario, voluto dai parlamentari delle Commissioni Cultura e Lavoro, che metterà in palio un numero di cattedre irrisorie, appena 12 mila a fronte di oltre 50 mila diplomati magistrali che lavorano stabilmente e ancora più laureati in Scienze della formazione primaria abbandonati al loro destino, con il risultato di scatenare una concorrenza spietata tra i docenti e costringere tutti gli esclusi al rivolgersi al tribunale per avere giustizia. Dopo le discussioni sulle richieste di modifica di ieri, terminate in piena notte, tutte sistematicamente bocciate per via del muro alzato dai parlamentari del M5S e della Lega, questa sera, alle ore 21.00, l’Aula passerà alle dichiarazioni di voto che non dovrebbero portare alcuna sorpresa. Pertanto, si può dire sin d’ora che la Camera dei Deputati perde l’opportunità di risolvere il problema del precariato, a partire da quello delle tante maestre e maestri della primaria e dell’infanzia che dopo anni e anni di supplenze, invece di vedere realizzata la loro stabilizzazione, dovranno riiniziare daccapo dalle graduatorie d’istituto che offrono l’opportunità di lavorare solo in 15-20 istituti. Eppure, l’opposizione ha presentato una serie di emendamenti specifici, ad iniziare dalla riapertura delle GaE per tutti gli abilitati, che avrebbero dato una valida risposta politica all’insignificante proroga di 120 giorni decisa dal governo per dare esecuzione delle sentenze sui diplomati magistrale a seguito della decisione del Consiglio di Stato.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Si sta certificando il licenziamento, dal prossimo 30 giugno, di tanti maestri che avevano già erano stati assorbiti nei ruoli delle Stato, a cui si vanno ad aggiungere altri 43 mila docenti della scuola dell’infanzia e primaria che hanno sottoscritto un contratto annuale da GaE. E poi ci sono tutti gli altri abilitati. Pensare di risolvere tutto questo con un ‘concorsino’ per 12 mila posti, appare l’ennesima manovra da fumo negli occhi. A questo punto, possiamo dire che il prossimo anno scolastico si ricorderà per essere tra i più disorganizzati e caotici. Con un decimo del personale della scuola precario, non può essere quella dei concorsi la strada da prendere. Ancora di più perché in grandissima parte i 100 mila insegnanti che vengono chiamati ogni anno per coprire altrettanti posti disponibili, sono già stati scelti, formati e abilitati all’insegnamento. Ci ritroveremo in alcuni corsi di studio, quali appunto la primaria e la scuola dell’infanzia, per non parlare del sostegno e di alcune aree geografiche, in una situazione di vuoti da riempire che getterà i presidi nello sconforto. Quella che sta prendendo il Parlamento è una soluzione che scontenta tutti e crea le basi per una guerra interna alla docenza italiana: nell’ideare il concorso straordinario ci si è dimenticati di pezzi interi di categorie, anche queste già abilitate, solo perché non hanno svolto 24 mesi di servizio oppure perché la scuola non è statale, come ha osservato pure il servizio studi del Parlamento analizzando proprio il Decreto Dignità, rappresenta una scelta che costerà carissima allo Stato: si va verso, in questo modo, uno dei più grandi ricorsi della storia della Repubblica italiana.

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Roma: Giunta approva emendamenti a progetto Bilancio previsione 2018-2020

Posted by fidest press agency su sabato, 23 dicembre 2017

campidoglioRoma La Giunta capitolina ha approvato due emendamenti alla proposta di Bilancio di previsione 2018-2020, attualmente in discussione in Assemblea Capitolina. I due provvedimenti prevedono una manovra complessiva sulla spesa in conto capitale, per gli investimenti in opere pubbliche, di oltre 55 milioni di euro.Il primo emendamento introduce alcune modifiche anche agli stanziamenti di parte corrente accogliendo mere rimodulazioni dei budget di Dipartimenti o Municipi, ad eccezione di un incremento di 500 mila euro del contributo triennale alla Fondazione Teatro dell’Opera che viene finanziato con una riduzione dell’accantonamento per spese legali.Quanto alle spese in conto capitale, vengono rimodulate a “saldo zero” alcune opere previste nel Piano investimenti per i Municipi XIV e XV e altre nell’ambito del Dipartimento mobilità e trasporti per finanziare uno stanziamento di circa 15,7 milioni, nell’annualità 2019, per il tracciato e il deposito Graniti della Linea C della Metropolitana.Nuove opere vengono invece previste nel 2018 grazie alla registrazione di ulteriori entrate, derivanti prevalentemente da fondi giubilari e oneri urbanistici a carico dei privati.I principali interventi finanziati con fondi giubilari, per un totale di circa 20,5 milioni, riguardano: manutenzione straordinaria via Aurelia (4,4 mln), riqualificazione del giardino di piazza Vittorio (2,5 mln), restauro di Villa Caffarelli (1,9 mln), riqualificazione di via XXIV Maggio (1,2 mln), riqualificazione via del Mascherino, via del Corridoio e Borgo Sant’Angelo (1,2 mln), realizzazione del Boulevard dei bambini (1,1 mln), restauro aree verdi limitrofe al Colosseo (901 mila euro), messa in sicurezza della via Francigena nord (900 mila euro), integrazione intervento di riqualificazione di via IV Novembre (810 mila euro), integrazione fondi per Colle Oppio (600 mila euro), secondo tratto di via della Mercede (600 mila euro).Ammontano invece a oltre 14 milioni di euro le entrate a scomputo degli oneri concessori di competenza del Dipartimento programmazione e attuazione urbanistica, vincolate alla realizzazione di opere di urbanizzazione già determinate.
Il secondo emendamento registra ulteriori entrate, prevalentemente derivanti da affrancazioni, contributi di costruzione e urbanizzazione, oneri da rilascio di condoni edilizi, per quasi 21 milioni di euro: circa 8 milioni sono destinati all’acquisto di nuovi autobus di linea mentre 12,9 milioni vanno ai Municipi, per investimenti su opere pubbliche come la riqualificazione delle scuole, la manutenzione stradale straordinaria e la cura del verde.

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In Commissione dichiarati inammissibili diversi emendamenti sulla Scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

senato-della-repubblica[1]Roma. I senatori hanno bocciato molti degli emendamenti al disegno di legge 2960 ispirati da Anief-Udir e presentati attraverso schieramenti politici di varia estrazione. Si va da alcune delle disposizioni per incrementare gli aumenti stipendiali dei presidi, all’assegnazione delle responsabilità sulla sicurezza degli edifici scolastici ai proprietari degli immobili e non più agli stessi ds. Niente da fare anche per l’istituzione di un corso riservato ai ricorrenti delle selezioni 2011 e 2015 per diventare dirigente scolastico, per l’ammissione in sovrannumero dei vicari dei presidi con 36 mesi di servizio quali reggenti a concorso per dirigente scolastici, per l’istituzione dell’insegnamento del diritto in tutte le classi del primo biennio delle superiori, per l’abolizione della chiamata diretta dei docenti, per alcune disposizione previste per l’uscita dei minori dalle scuole, per il necessario sblocco delle assunzioni Ata, delle supplenze e del potenziamento scolastico e per l’abolizione dell’obbligo delle vaccinazioni.
Marcello Pacifico (Anief-Udir): A questo punto, diverse delle questioni che non hanno trovato seguito in Parlamento passeranno all’esame dei giudici. In primis, della Consulta che dovrà esaminare la correttezza della procedura riservata a seguito dell’ultimo concorso a DS da cui sono stati esclusi i ricorrenti del 2011, seguito dei rilievi di incostituzionalità della norma ‘sanatoria’ mossi dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 3008/2017. Poi, i giudici del lavoro continueranno ad applicare le sentenze delle Sezioni unite della Cassazione in tema di parità di trattamento tra personale docente e di ruolo, risarcimenti, riconoscimento per intero di tutto il servizio pre-ruolo nelle ricostruzioni di carriera e nella mobilità, anche per i neoassunti. Infine, i tribunali amministrativi nell’inserimento in GaE o in Graduatoria d’istituto e nella partecipazione ai concorsi. Anief annuncia fin d’ora che chiederà la presentazione degli emendamenti in aula e alla Camera.Chi è precario ed è stufo può intanto decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Inoltre, in attesa che la giustizia europea faccia il suo corso, dopo che la Corte di Giustizia UE ha espresso perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Cassazione (sentenza n. 27384/2016), Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori di ruolo, ad iniziare dal recupero del primo “gradone” stipendiale.

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Banche: per il Governo verso criteri più larghi per gli indennizzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

salva bancheSecondo quanto dichiarato dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, il Governo è favorevole ad accogliere alcuni emendamenti al decreto banche per ampliare la platea dei risparmiatori che avranno accesso agli indennizzi automatici.
“Sono modifiche assolutamente insufficienti, ritocchi tecnici insignificanti che riguardano la definizione di reddito e l’anno della dichiarazione dei redditi che va considerato. Il punto vero che va modificato, invece, è quello che costringe il consumatore a dover scegliere preventivamente tra un indennizzo parziale e l’arbitrato” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ inaccettabile che il consumatore venga obbligato a decidere se vuole rinunciare ai propri diritti, accettando un rimborso massimo dell’80% o percorrere l’incognita dell’arbitrato” prosegue Dona. “Inoltre perché inserire nel calcolo dei 100.000 euro di patrimonio il valore nominale delle obbligazioni subordinate che ora sono carta straccia?” si chiede Dona.

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Giochi: Tutti gli emendamenti in commissione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2015

slot machinesROMA – Dall’aumento del prelievo su slot e VLT al divieto della pubblicità, oltre alla cancellazione della sanatoria per le agenzie collegate a bookmaker esteri e a un ritocco dei bandi di gara per scommesse, bingo e gioco online: come riporta Agipronews, sono queste le proposte di modifica presentate, in Commissione Bilancio, dai senatori di diversi schieramenti all’articolo 48 della legge di stabilità.
AUMENTO PRELIEVO SLOT E VLT – La senatrice Bencini (Misto), in diversi emendamenti, chiede di aumentare il prelievo fiscale sulle slot machine (da un minimo del 20% a un massimo del 50%, invece del 15% previsto dalla legge di stabilità) e di aumentare il prelievo sulle VLT (da un minimo del 10% a un massimo del 50%). Il senatore Endrizzi (M5S) chiede di ritoccare il prelievo erariale unico al 16% per le slot e al 6,5% sulle VLT. Anche il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (Cor) propone di intervenire sul preu delle slot e delle VLT, portandolo rispettivamente al 20% e al 7,5%, e di incrementare del 7% il fondo istituito per il gioco patologico. Stesso discorso per SEL, che propone di aumentare il prelievo sulle slot al 16,5% e sulle VLT al 7%.
TASSA SULLA FORTUNA AL 9% – Più complesso l’intervento proposto dal senatore Giuseppe Ruvolo (AL) che oltre al preu per le slot al 16%, propone di aumentare la tassa sulla fortuna al 9%. Inoltre, per il gioco del lotto e per i gratta e vinci, chiede che la percentuale di ridistribuzione delle vincite sia pari al 3%. Per il lotto e per i gratta e vinci, poi, propone una riduzione degli aggi rispettivamente dell’1,80% e dello 0,90% “del totale della raccolta di gioco a decorrere dal 1° gennaio 2016”. Le maggiori entrate saranno poi “destinate al fondo per la cura del gioco patologico”.
APPARECCHI NON COLLEGATI – Sugli apparecchi da intrattenimento, il senatore Ruvolo (AL) propone sanzioni per i titolari di qualsiasi negozio, “circolo o locale aperto al pubblico” nel quale sono installate slot o altri apparecchi non collegati alla rete statale che consentono “l’esercizio di gioco con vincite in denaro, anche se proposto sotto forma di gioco promozionale”. Ognuno di questi soggetti , riporta Agipronews, dovrà pagare il prelievo unificato previsto e un’aliquota del 6 per cento “su un imponibile medio forfetario giornaliero di euro 3.000” per ogni anno di presunta operatività degli apparecchi, oltre a una sanzione amministrativa di 20.000 euro “di cui non è ammesso il pagamento in misura ridotta”. E’ inoltre prevista la sospensione della licenza e, in caso di reiterazione delle violazioni, la sua revoca; in questo caso il soggetto sanzionato “non può ottenere il rilascio di nuove autorizzazione per pubblico esercizio per 10 anni”.
PREU ANCHE A SOGGETTI PRIVI DI CONCESSIONE – Imporre il prelievo erariale unico anche alle società di giochi prive di concessione statale: lo prevede un emendamento del senatore Santini (PD). Il Preu, secondo la proposta, deve essere versato da “chiunque, in assenza di concessione e dei titoli abilitativi previsti, effettua con qualunque mezzo, anche telematico, per conto proprio o di terzi, anche ubicati all’estero, giochi con vincite in denaro, concorsi, pronostici o scommesse”. Viene inoltre proposto un prelievo massimo del 60% per gli apparecchi “che si attivano con l’introduzione di moneta metallica ovvero con appositi di strumenti di pagamento elettronico”; un prelievo del 50% per apparecchi “che si attivano esclusivamente in presenza di un collegamento a un sistema di elaborazione della rete stessa”. Per scommesse (anche virtuali), giochi a quota fissa e a totalizzatore il prelievo proposto è del 20%, per il bingo il 42%.
SANATORIA CTD – Sopprimere il comma 3 dell’articolo 48 che prevede nuova sanatoria per le agenzie di scommesse collegate a bookmaker esteri. E’ quanto chiedono il senatore Endrizzi (M5S) e la senatrice Bencini (Misto). Endrizzi, poi, attraverso altre proposte di modifica chiede, “che i soggetti che non aderiscono alla procedura di regolarizzazione entro i termini previsti” sia “preclusa la possibilità di partecipare alla gara per l’attribuzione delle concessioni per la raccolta delle scommesse sportive, ippiche e non sportive”, prevista dalla manovra. Sempre sulla questione regolarizzazione-gara scommesse, la senatrice del Pd Lucrezia Ricchiuti, chiede che al bando possano partecipare i soggetti che aderiscono alla nuova sanatoria “purché la procedura di regolarizzazione sia avvenuta entro 30 giorni dell’entrata in vigore della legge”.
STABILE ORGANIZZAZIONE – La legge di stabilità prevede anche un intervento di banche e istituti di credito sui versamenti dei centri verso gli operatori esteri: dove è verificata la “stabile organizzazione” verrà applicata una “ritenuta d’acconto pari al 25 per cento” sugli importi “generalmente pagati con carte di credito e bonifici internazionali” dai gestori dei punti alle società estere: la senatrice Bencini chiede di innalzare la percentuale al 40%.
GARA SCOMMESSE – Sulla gara scommesse torna anche la senatrice Bencini chiedendo “di mettere a bando concessioni di cinque anni per 5 mila agenzia e 2 mila corner, e 500 diritti per bar e tabacchi”, mentre il senatore Endrizzi chiede , sempre all’interno del bando, sia specificato che “i punti vendita” devono essere ubicati “al di fuori dei centri storici e comunque ad una distanza non inferiore a 500 metri, misurata in base al percorso pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale”. Sempre il senatore grillino specifica, ancora modificando il comma che riguarda il bando scommesse, che “l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli provveda alla pubblicazione annuale di tutti i dati raccolti relativi al comparto giochi”. Due emendamenti di Mauro (Gal) e Gualdani (AP) propongono, inoltre, che, “per assicurare la massima concorrenzialità e parità di condizioni tra i partecipanti” al bando scommesse, i Monopoli predispongano “uno schema di contratto tipo recante le clausole minime dei contratti di commercializzazione di giochi”. E’, simmetricamente, dovere dei partecipanti al bando comunicare “l’intervenuta risoluzione senza addebito di indennità di qualsiasi loro contratto di commercializzazione di giochi precedentemente in vigore in Italia”.
GARA BINGO E GIOCO ONLINE – Per quanto riguarda il bando del bingo, la senatrice Bencini chiede di abbassare a 100 il numero delle concessioni messe a gara, con una base d’asta di 400mila euro, per una durata di sei anni. Anche per quanto riguarda il gioco online, propone di abbassare il numero a 50 o 90 concessioni.
DIVIETO TOTALE PER IL GIOCO – La senatrice Bencini, sottolinea Agipronews, chiede anche di sopprimere l’intero articolo 48 e di introdurre il divieto totale per il gioco (tranne lotto, lotterie e totocalcio).
DIVIETO DI PUBBLICITA’ – Il senatore Endrizzi (M5S) , prosegue Agipronews, propone il “divieto assoluto di qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di ogni comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in rete di raccolta, sia fisiche sia online, con la previsione di una sanzione amministrativa da 50mila a 500mila in caso di violazione del divieto”. In un’altra proposta di modifica simile Endrizzi chiede che “i proventi derivanti dalle sanzioni” siano “destinati alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco”. La stessa proposta è stata avanzata dalla senatrice Bencini (Misto).
ENTI LOCALI – Per quanto riguarda gli enti locali, il senatore Santini (PD) propone maggiore adesione, da parte di Regioni e Comuni, alle disposizioni statali in materia di gioco. “Nell’esercizio delle loro potestà normative e amministrative – si legge nell’emendamento – le Regioni e i Comuni conformano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni della presente legge, astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatorio nazionale”. Le intese tra Stato ed enti locali sono previste “in sede di Conferenza unificata”, attraverso la quale le Regioni possono accordarsi sulla distribuzione territoriali delle sale. In ogni caso, le intese dovranno “risultare tali da assicurare la possibilità di concessioni di gioco uniformi a livello statele e sull’interno territorio nazionale, nonché la salvaguardia dei loro valori patrimoniali”.
COLLABORAZIONE MONOPOLI – SVILUPPO ECONOMICO – Una collaborazione tra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Ministero dello sviluppo economico per individuare e contrastare “comportamenti elusivi del monopolio statale dei giochi pubblici”: è la proposta del senatore Santini (PD) a proposito di concorsi e operazioni a premio. Ferme restando le attribuzioni al Ministero dello sviluppo economico, che normalmente gestisce tali concorsi, “spettano alla Agenzia anche le funzioni di controllo sulle attività che costituiscono, per la mancanza di scopi promozionali, elusione della riserva dei giochi pubblici”. Per semplificare i compiti amministrativi il Ministero dello sviluppo economico dovrà trasmettere all’Agenzia la comunicazione preventiva dei avvio dei concorsi a premio; entro trenta giorni, poi, l’Agenzia dovrà dichiarare l’eventuale “coincidenza tra il concorso a premio e una attività di gioco riservato allo Stato”.
CESSIONE RETE – Sempre il senatore Endrizzi (M5S) chiede anche la soppressione della parte della legge di stabilità che prevede la cessione gratuita della rete di gestione e raccolta del gioco all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, alla scadenza della concessione.
REATI CONNESSI AL GIOCO – Aggiungere al dipartimento della pubblica sicurezza la “direzione centrale per la polizia per la prevenzione e la repressione dei reati connessi al gioco d’azzardo”: lo propone il senatore Endrizzi (M5S). Per l’istituzione – specifica ancora l’emendamento – è autorizzata “la spesa di 10 milioni di euro nel 2016, 12 milioni di euro nel 2017 e 15 milioni di euro a decorrere dal 2018”. Il funzionamento del dipartimento, riferisce Agipronews, sarà disciplinato con decreto “del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro della Giustizia, sentito il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti”.
IPPICA – “Il riordino urgente della disciplina delle scommesse ippiche a totalizzatore e a quota fissa, con l’adozione di uno specifico regolamento del Mef da adottarsi entro il 31 marzo 2016”: lo prevede un emendamento della senatrice Bianconi (AP). Una proposta di Marinello (AP), conclude Agipronews, prevede di stabilire il prelievo sulle scommesse sulle corse dei cavalli “all’8% del movimento netto”. Fino al 2018 e comunque “fino all’attuazione del riordino della disciplina sulle scommesse ippiche”, le risorse del settore “verranno integrate fino a un importo massimo pari al 3,50% della quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivanti dai giochi con vincita in denaro”.
(FP/Agipro Chiara Vicario)

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Manovra: disabili sotto tiro

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

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Le Federazioni delle associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH) fanno sentire, ancora una volta, la loro voce formalizzando alcuni emendamenti alla Manovra-bis all’esame del Parlamento. Gli emendamenti sono pochi ma determinati e chiari poiché si fondano sulla consolidata convinzione che siano, ancora una volta, sotto scacco le politiche sociali in una manovra che si preoccupa più di rassicurare i mercati finanziari che le famiglie e le persone con disabilità. Le Federazioni chiedono che il Parlamento dia un segnale diverso e preveda un finanziamento specifico per il Fondo per le politiche sociali. La copertura può derivare da un Piano straordinario di controllo sull’evasione fiscale (500mila controlli per tre anni) sulla falsariga di quello praticato negli ultimi anni contro i “falsi invalidi”. La riforma assistenziale in Italia si può e si deve fare, ma non certo con il vincolo immediato di recuperare 20 miliardi: non sarebbe una riforma, ma solo una graduatoria di tagli che nulla hanno a che vedere con il miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi alle persone. Le Federazioni chiedono di eliminare la riforma assistenziale dalle logiche di cassa, operando invece su una riforma fiscaleche non preveda solo la revisione delle agevolazioni, ma anche l’introduzione di meccanismi di sistema per contrastare l’evasione fiscale. Le Federazioni chiedono inoltre la soppressione dei tagli aggiuntivi agli enti locali che sarebbero la causa della cancellazione di tanti servizi alle persone e alle famiglie. Ma agli emendamenti si aggiunge un marcato sdegno delle Federazioni per le esternazioni del Ministro Calderoli che ha persino avanzato l’ipotesi di interventi restrittivi sulle pensioni di reversibilità e sulle indennità di accompagnamento. Una prospettiva inaccettabilea giudizio di FAND e FISH, poiché taglierebbe le uniche misure di sostengo oggi esistenti a favore della non autosufficienza, colpendo i cittadini più deboli. Nel sito FISH è disponibile l’elenco degli emendamenti inviati a tutti i gruppi parlamentari.

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Il partito del sud parte con 14 parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

14 parlamentari: 10 deputati e 4 senatori. E’ questa la consistenza del nascente partito per il Mezzogiorno che vedrà la luce il prossimo 14 Luglio a Bari dalle esperienze politiche di “Io Sud” di Adriana Poli Bortone, “Forza del Sud” di Gianfranco Miccichè e “Noi Sud” di Arturo Iannaccone.
“Vista anche la disponibilità del premier Berlusconi, sono già in fase di studio – annuncia Adriana Poli Bortone – numerosi emendamenti alla manovra finanziaria che saranno presentati a breve, perché così come è il provvedimento non contiene nulla di concreto per il Mezzogiorno. Le nostre battaglie andranno dall’introduzione della territorialità delle imposte alla tutela dell’agricoltura, che in Italia non può ridursi al problema volutamente non risolto delle quote latte del nord che procurano sistematicamente un danno alle finanze dello Stato e quindi ai cittadini, a partire da quelli del Sud”. b“Alla Costituente del nuovo soggetto politico – continua la senatrice – saranno inoltre presenti il capogruppo di Coesione Nazionale – Io Sud al Senato Pasquale Viespoli, e i rappresentanti di numerosi movimenti e associazioni del Meridione. Tra questi Tommaso Romano e Nino Sala del partito Tradizional popolare e Rocco Monaco dell’associazione dei consumatori Utelit Consum”. Alla Camera,oltre a Miccichè, i rappresentanti del nascente partito sono Giuseppe Fallica, Maurizio Iapicca, Ugo Grimaldi, Francesco Stagno D’Alcontres, Marco Pugliese e Giacomo Terranova di “Forza del sud” e Arturo Iannaccone, Elio Belcastro e Americo Porfida di “Noi sud”. Al Senato, oltre a Poli Bortone, si potrà contare anche su Salvo Fleres, Mario Ferrara e Roberto Centaro di “Forza del Sud.

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Manovra: de profundis per Cinecittà

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

“E’ vero che la manovra economica non tocca il FUS, tuttavia all’art.14 canta il de profundis per Cinecittà. Nasce una nuova Srl dai confini assai incerti: che sarà dei terreni? Che sarà del patrimonio? La lettura del testo fa pensare a un processo di ridimensionamenti inesorabili di uno dei luoghi salienti della cultura italiana e mondiale. Quello che non fecero i barbari faranno i berlusconiani? Presenteremo emendamenti a riguardo. Sopratutto, però, vogliamo capire che ne sarà del momento più magico del cinema italiano. Che vuol dire che finisce a Fintecna? L’articolo con i suoi commi da 6 a 14 non lascia adito a dubbi. A meno che, vi siano altri piani di lettura. Ma se fosse così qualcuno dovrebbe esplicitarli seriamente. Bene hanno fatto le organizzazioni sindacali a indire una mobilitazione per martedì prossimo. E noi faremo la nostra parte”. Lo afferma il senatore Pd Vincenzo Vita, vice presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama.

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Greenpeace: nuovo rapporto su rischi ogm

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Greenpeace accoglie molto positivamente il voto di oggi del Parlamento europeo che rafforza la proposta della Commissione UE per dare agli Stati Membri il diritto di vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio. Con questa scelta si riconosce l’importanza delle valutazioni ambientali come base per i bandi nazionali contro gli OGM e si permette alle Regioni di vietare la coltivazione di OGM. Fra gli emendamenti votati dal Parlamento spicca quello che rafforza la proposta della Commissione imponendo di considerare anche gli impatti di carattere ambientale per la predisposizione dei bandi nazionali degli OGM. Tra gli impatti previsti dal Parlamento europeo ci sono lo sviluppo della resistenza agli erbicidi e gli effetti negativi sulla biodiversità. Questi sono i temi trattati dal nuovo rapporto di Greenpeace, elaborato in collaborazione con GM Freeze: “Resistenza agli erbicidi e colture OGM. I problemi legati al glifosato”. Nel rapporto si evince che gli erbicidi come il Roundup, a base di glifosato – molecola largamente usata nelle coltivazioni di OGM resistenti agli erbicidi – sono collegati a casi di cancro, difetti neonatali, malattie neurologiche (incluso il Morbo di Parkinson) e inquinamento delle acque. Per l’elaborazione del rapporto, sono stati analizzati quasi 200 studi indipendenti e pubblicati, che dimostrano come erbicidi quali il Roundup, commercializzato dalla multinazionale agrochimica Monsanto come “sicuro”, sono lontani dal poter essere definiti innocui. Il rapporto si conclude ricordando che i sistemi agricoli di stampo industriale, nei quali le colture OGM e la chimica prosperano, sono profondamente insostenibili. “È arrivato il momento di mettere da parte glifosato e OGM, e di indirizzarsi verso un’agricoltura di stampo ecologico: la sola che ci consenta di affrontare le sfide che ci attendono, dall’insicurezza alimentare ai cambiamenti climatici” – conclude Ferrario.

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Senato: voto emendamenti Milleproroghe

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

“Mi auguro che i senatori delle Commissioni 1° e 5° che domani  cominceranno a votare gli emendamenti al Milleproroghe sappiano ascoltare quelle insistenti voci di forte dissenso che si levano sempre più numerose verso gli attuali organismi della rappresentanza militare, in particolare verso i Cocer.  Una nuova proroga degli attuali Cocer,  oltre che ingiustificata e ingiustificabile apparirebbe come l’ennesimo schiaffo in faccia dato dalla politica ai militari. Non è bastato tagliargli gli stipendi e bloccargli le indennità,  adesso ai militari gli si vuole togliere pure il diritto di eleggere i propri rappresentanti  e ciò potrebbe accadere se l’emendamento presentato dalla senatrice Bonfrisco dovesse essere approvato. Per scongiurare questa terribile evenienza, i cui effetti sarebbero disastrosi  per la tenuta democratica delle stesse Forze armate, e per  evidenziare la totale mancanza del carattere d’urgenza e di una credibile motivazione che possano giustificare un simile atto di arroganza, dopo aver scritto al Presidente della Repubblica lo scorso 23 dicembre, oggi ho rivolto un appello ai Presidenti delle Commissioni senatoriali e a tutti i loro membri affinché restituiscano ai circa 400.000 cittadini militari «quel diritto di voto che l’arroganza di pochi e il compiacente silenzio di molti gli vogliono nuovamente sottrarre».”   Lo dichiara Luca Marco Comellini , Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) in merito all’emendamento n. 1.273 a firma della senatrice Bonfrisco con il quale si chiede la proroga fino al 30 luglio 2012, del mandato dei consigli della rappreserntanza militare giàin regime di proroga fino al 30 luglio 2011.

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Consob a Milano?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

“Il Pd dice no, fermamente no, all’ipotesi di trasferire la Consob da Roma a Milano”. Così il senatore del Pd Raffaele Ranucci commenta la notizia degli emendamenti al cosiddetto dl milleproroghe, presentati da Esposito e Latronico, che prevedono il trasferimento della Consob.
“Lo spostamento chiesto già qualche mese fa dalla Lega non ha niente a che vedere con la funzionalità della Consob ma è parte di quel progetto leghista di espropriare Roma di tutte le Istituzioni funzionali alla vita democratica del Paese e di reimpiantarle nei territori governati dalla Lega al fine di poterle gestire attraverso un controllo autoritario e discriminatorio. Il preteso spostamento della Consob- spiega ancora Ranucci – risulterebbe traumatico sia sotto il profilo economico con spese folli da sostenere, sia sotto il profilo sociale visto che verrebbe mandato allo sbaraglio tutto il personale che attualmente vi lavora”. Ranucci annuncia quindi “la battaglia parlamentare del Pd contro questa ipotesi dannosissima per la Capitale” e ricorda anche che, in Senato, giace da molti mesi un’interrogazione cui il governo non si è mai degnato di rispondere nella quale si chiede se Berlusconi non ritenga opportuno intervenire per evitare la decentralizzazione della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa da Roma a Milano, eventualita’ che andrebbe a causare enormi danni nelle rilevanti interazioni con le altre istituzioni di riferimento, un grave nocumento per i lavoratori e un aggravio economico sul bilancio delle Commissione stessa”.

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Roma: contributi turistici

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2010

«Saranno gli stessi operatori, insieme alle commissioni Turismo e Bilancio del Comune, a studiare le modalità del piccolo contributo richiesto ai turisti che decideranno di recarsi al mare di Roma, ma questa è ancora una possibilità che stiamo studiando». A parlare il Vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. «Il contributo per i turisti che usufruiscono del mare della Capitale  – spiega Cutrufo – deriva da un emendamento del consiglio comunale a una delibera della giunta che io stesso ho presentato, alla quale sono stati fatti altri sei emendamenti, tutti del resto concordati e concertati con le categorie. Per chi usufruisce dei servizi balneari, si tratterà probabilmente di un importo di un euro, ma sarà una commissione di concertazione con le stesse categorie a stabilirlo. D’altronde questa proposta è giunta proprio da una categoria importante del settore, Assobalneari, che l’ha avanzata perché evidentemente ritiene che, per turisti che spendono mediamente tra i 50 ed i 55 euro tra servizi e ristorazione e decidano di fare anche un bagno al mare, un contributo di 1 euro sia un peso giusto. Stiamo parlando di una percentuale irrisoria che, ribadisco è ancora una possibilità, non ancora una certezza. Saranno gli stessi operatori, insieme alle commissioni Turismo e Bilancio, a stabilire anche le modalità per prelevare questo piccolo importo». Diverso invece il discorso per i musei: «Quello sui musei capitolini non è un emendamento ma un  passaggio approvato in prima battuta, per il quale è già in vigore l’aumento di 1 euro sull’ingresso. Il provvedimento non ha in alcun modo influito sull’afflusso di visitatori: il 15 agosto abbiamo registrato circa 4.000 mila ingressi nei musei capitolini rispetto ai 3000 dello scorso anno. Mentre, per ciò che riguarda i musei statali, ad ottobre probabilmente ci sarà un accordo per aumentare di un euro anche l’ingresso al Colosseo, che insieme ai Musei Vaticani, rimane il più visitato in assoluto».  «L’importante è iniziare a chiamare le cose con il proprio nome. Non bisogna infatti continuare a parlare di tassa, ma di un contributo, peraltro modesto, per i servizi che la città offre ai suoi 13 milioni di ospiti l’anno, che se pagano 2 o 3 euro, come avviene a Parigi, a New York, e in molte altre città, neanche se ne accorgono. E questa piccola somma sarà reinvestita per migliorare  l’accoglienza di Roma».

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Intercettazioni ed emendamenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

“Dopo la denuncia dell’Onu, appare ancora più evidente che gli emendamenti presentati dal ministro ombra della Giustizia sono specchietti per le allodole, pannicelli caldi che non spostano di una virgola l’inaccettabilità di questo provvedimento. Sono una miseria che non migliorano affatto, se non in minima parte, i tanti, troppi, aspetti osceni di questo provvedimento” lo dichiara Federico Palomba, capogruppo di IDV in commissione Giustizia alla Camera. “Pochissime delle considerazioni della magistratura e della stampa sono state recepite. Permane la grave limitazione delle indagini sui reati spia, l’impronta fortemente punitiva verso la stampa, gli editori e le gravi limitazioni temporali alla pubblicazione degli atti. Non si pone complessivamente rimedio alle gravi lacune per le indagini, questioni denunciate sia dal procuratore Grasso che dall’Anm” spiega Palomba. Italia dei Valori, nei 170 emendamenti che ha presentato, si è fatta carico di recepire le giuste osservazioni e istanze di magistrati, editori e giornalisti. Daremo battaglia per ottenere l’affossamento del ddl o la sua radicale trasformazione” conclude il capogruppo di IDV in Commissione Giustizia alla Camera.

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Disegno di legge sulle intercettazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

“Chiediamo l’immediato ritiro di questo disegno di legge, che riteniamo incostituzionale e illegittimo”. Questa l’unica soluzione prospettabile per Giuliano Girlando, responsabile per la giustizia dell’Italia dei Diritti, in merito al provvedimento sulle intercettazioni approdato ieri in Commissione Giustizia al Senato. Dodici gli emendamenti presentati dalla maggioranza. Modificato il testo in merito ai requisiti per la richiesta di intercettazioni: non più “evidenti indizi di colpevolezza”, ma “gravi indizi di reato”; previsto inoltre un inasprimento delle pene per i giornalisti che pubblicheranno le intercettazioni. “Il Governo ha cambiato la formulazione della legge, ma la sostanza resta la stessa – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – e cioè un pesante bavaglio messo sul lavoro di magistrati e giornalisti. Esprimiamo vicinanza all’Associazione Nazionale Magistrati e – conclude Girlando –  sosterremo la protesta organizzata dal sindacato dei giornalisti, perché questo ddl rappresenta una palese violazione del diritto di informare i cittadini”.

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