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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

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Giornata mondiale del malato

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2012

12 febbraio 2012. La giornata mondiale del malato, secondo le indicazioni del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, avrà come tema quest’anno i sacramenti della guarigione. La Giornata infatti pone l’accento sui sacramenti di guarigione, cioè sulla Penitenza e sull’Unzione degli infermi che si completano nella Comunione Eucaristica.
Il testo biblico scelto per la giornata è quello tratto dal Vangelo di San Luca concernente la guarigione di dieci lebbrosi (caitolo 17, vv 11-19). Ci viene indicato in particolare il versetto del Vangelo di San Luca (capitolo 17, v. 19):< Alzati e va’ ; la tua fede ti ha salvato ! >
Davanti al mistero della sofferenza, del pianto, del dolore nella vita dell’uomo, ci perdere nel disegno di Dio.
Si tratta di questo in sostanza: ci possiamo arrampicare finchè vogliamo, ma ad un certo punto ci dobbiamo fermare, perchè non c’è più strada. Se non il disegno di Dio ! Di fronte ad esso i nostri perchè debbono tacere, le nostre ribellioni debbono cadere. Dobbiamo soltanto adorare. Allora emerge la beatitudine. Emerge la gioia anche se si è ne dolore; ritorna la speranza, anche se si è nella notte; ritorna il sereno dopo la tragica e dolorosa tempesta. Tutto questo quando ci saremo concentratti non più nel nostro io, ma nel Dio che consola.

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In calo l’età delle neo-mamme

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

L’età media del concepimento tra le donne che si sottopongono a pma è scesa sotto i 35 anni. «C’è maggiore consapevolezza che il tempo è il primo nemico della fertilità», ricordano gli esperti del centro ProCrea di Lugano Diminuisce l’età delle coppie che diventano neo-genitori grazie alla procreazione medico assistita: solo nel 2010 l’età media delle mamme si è abbassata di un anno rispetto al 2009, scendendo per la prima volta sotto la soglia dei 35 anni. Il dato, in controtendenza rispetto all’aumento dell’età media di chi affronta la prima gravidanza, emerge dalle statistiche del centro svizzero di procreazione medico assistita ProCrea di Lugano, dove oltre l’80% delle coppie arriva dall’Italia.  Secondo i dati Istat 2008, il 5,7% dei nati ha avuto una madre con almeno 40 anni (si è passati dai 12.383 nati nel 1995 ai 32.578 nel 2008). Sempre nel 2008, l’età media della prima gravidanza in Italia si è assestata a 31,1 anni, circa un anno e mezzo in più rispetto al 1995 quando era 29,8.  Ringiovaniscono, invece, le coppie che realizzano il sogno della maternità rivolgendosi alla procreazione medico assistita.
Del resto, «l’età è il principale nemico della fertilità e questi dati lo dimostrano», sottolinea Michele Jemec, medico esperto in medicina della riproduzione di ProCrea. «Una donna viene considerata pienamente fertile fino a circa 30 anni, poi inizia una lenta fase di diminuzione della fertilità, fino ai 35 anni. Dopo i 40 anni, le possibilità di una gravidanza si abbassano notevolmente». E i dati di successo nei trattamenti di procreazione medico assistita lo confermano. Sulle circa 4mila coppie trattate negli ultimi tre anni dallo staff di ProCrea, le tecniche di medicina della riproduzione con cicli a fresco hanno dato esito ad una gravidanza in più del 50% dei casi nelle donne fino ai 30 anni; la percentuale di successo cala al 17% nella fascia di età tra i 40 ed i 42 anni. I passaggi intermedi oscillano dal 44% di successo tra i 31 e i 34 anni, al 39% a 35 e 36 anni fino al 28% dai 37 ai 39 anni. Del tutto simili i dati di successo con transfer di embrioni scongelati. «Sono risultati che si basano sulla diagnosi genetica che viene effettuata all’interno del centro e sulla scelta di percorsi personalizzati per ciascuna coppia», ricorda Jemec. «Risultati che ci hanno portato a festeggiare più di 1.300 bambini nati negli ultimi tre anni».
ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Imprese: escono dal tunnel della crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Le piccole imprese italiane sono al metro 59 nel “tunnel della crisi”. È quanto emerge da un’indagine di Fondazione Impresa su 1200 piccole imprese alle quali è stato chiesto dove si posizionerebbero se il tunnel della crisi fosse lungo 100 metri. Le piccole imprese in Italia si collocano mediamente al metro 59. Il giro di boa è stato superato ma manca ancora un lungo percorso da fare prima di uscire dalla crisi. Artigianato, Piccola Impresa e Servizi sono – nell’ordine – a 61,3, 60,3 e 59,9 metri. Soffre il Commercio che si colloca solo al metro 56. In termini di macro-aree il Nord Est è in testa quasi al metro 64, poi il Nord Ovest al metro 61,3. Indietro il Centro e il Sud Italia a 57 e 55,5 metri. La ripresa della domanda e degli ordini è per quasi il 64,9% dei piccoli imprenditori intervistati uno degli elementi principali che fanno vedere la fine del tunnel della crisi. Per il 27,7% una situazione economica generale migliore e appena per il 4,3% decisioni istituzionali più incisive. In particolare, nell’agenda delle priorità stilata dai piccoli imprenditori per il governo delle Regioni spicca al primo posto – con un punteggio di 8.6/10 – la necessità di semplificare e rendere più efficiente la macchina pubblica e, con 7,9 punti su 10, quella di sostenere reddito delle famiglie e occupazione. Inoltre, secondo i risultati dell’ “Osservatorio Congiunturale In Italia” elaborato da Fondazione Impresa, i primi sei mesi del 2010 sono stati caratterizzati da andamenti negativi nella produzione/domanda e nel fatturato (flessioni inferiori al punto percentuale) e da un calo consistente dell’occupazione (-2,3%). Il livello dei prezzi ha segnato un incremento superiore a +3%, mentre la propensione ad investire si è attestata attorno al 14%. Nelle previsioni per il prossimo semestre si prevede un incremento della produzione/domanda intorno al punto percentuale ed una crescita del fatturato superiore al +2%. Prosegue, tuttavia, anche nei prossimi sei mesi la contrazione del numero di addetti, anche se in modo più contenuta (-0,6%); il trend dei prezzi dovrebbe risultare meno accentuato (+1,5%) e dovrebbe mantenersi stabile la quota di investitori (13,7%). A livello settoriale le aziende dei servizi hanno accusato le contrazioni più rilevanti rispetto alla seconda parte del 2009, con flessioni della domanda e del fatturato rispettivamente pari a -2% e -1,6%. In questo settore si rileva la crescita dei prezzi più sostenuta (+4,4%), mentre la contrazione di addetti risulta essere la meno negativa (-1,2%). L’artigianato e la piccola impresa hanno registrato nel corso dei primi sei mesi del 2010 una leggera flessione dei volumi produttivi (rispettivamente -0,1% e -0,3%). Ciò tuttavia non ha condizionato l’andamento del fatturato che risulta addirittura in leggero progresso nei due settori (+0,5% e +0,2%). Pesante invece è stato il ridimensionamento del numero di addetti (flessioni intorno al -3% per entrambi), mentre negli investimenti la piccola impresa si è dimostrata più attiva (15%).  Il commercio, infine, a livello congiunturale ha evidenziato una contrazione della domanda pari a -0,8%, con una flessione del fatturato superiore al punto percentuale (-1,2%). Nell’occupazione la perdita di posti di lavoro si è attestata a -2,6%, mentre leggermente al di sopra della media nazionale è risultata la propensione ad investire (14,5%).
A livello previsionale, rispetto ai volumi di produzione/domanda e fatturato si prevedono significativi incrementi in tutti i settori. Continuano ad essere negativi, invece, i valori sull’occupazione, soprattutto per artigianato (-2,0%) e piccola impresa (-0,7%); settori, questi, che sembrano essersi assestati dopo gli scossoni dati dalla crisi economico-finanziaria ma praticando ristrutturazioni interne fondate su  importanti tagli delle persone impiegate. L’unico settore a segnare un dato previsionale positivo a livello occupazionale è quello dei servizi, pur prevedendo un timido +0,2%.
Secondo le dinamiche congiunturali per aree geografiche, il Nordest ed il Nordovest presentano andamenti meno negativi, con una buona ripresa degli ordini e dell’export e con prospettive di consolidamento di questi trend anche nel prossimo futuro. Al Centro e al Sud, invece, si evidenziano ancora alcune flessioni rispetto al semestre precedente nella produzione/domanda e nel fatturato, confermate su base annua, mentre in ripresa sono gli ordini, anche per i prossimi mesi. Nel Centro-Sud si evidenziano inoltre le maggiori difficoltà occupazionali, con flessioni consistenti a livello congiunturale e tendenziale.

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Le lingue europee

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Con l’ingresso dei  nuovi Stati sembra essersi ristretta anziché allargata la base linguistica attraverso la quale la Comunità europea informa i suoi cittadini. E’ questa l’impressione che ne traiamo da un progetto tenuto in massima parte riservato dove emerge che le lingue ufficiali e le varie forme di comunicazione saranno sempre più concentrate in tre lingue: francese, inglese e tedesco. Tale linea di tendenza vuole, in pratica, imprimere nei cittadini europei la convinzione che si potrà dialogare in Europa solo sulla base di un numero ristretto di lingue e, sotto sotto, il convincimento che si possa arrivare ad una o al massimo due. L’italiano e lo spagnolo e il portoghese, quindi, sono condannate ad essere solo un’espressione culturale ma non di uso pratico per l’uso corrente dei rapporti tra stati e cittadini. Lo stesso dicasi per le altre lingue. Questo lento ma inesorabile processo di sintesi linguistica ci pone seri problemi al nostro interno considerato il fatto che siamo poco adusi a praticare le lingue, date le ben note carenze rappresentate in tal senso dall’istruzione scolastica. Vi è persino il rischio, per quanto lo consideriamo allo stato remoto, che le nostre università si attrezzino per gli anni a venire su due possibilità: l’insegnamento in “dialetto locale” e in Inglese. In questo modo si abbandonerebbe del tutto la lingua italiana dai testi scolastici, diciamo a livello universitario. D’altra parte si sa già che molte pubblicazioni conservano la loro matrice  linguistica in Inglese, Francese e Tedesco ed in tal senso sono consultate anche dagli studiosi o discenti italiani.

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Calo del Desiderio Sessuale (HSDD)

Posted by fidest press agency su domenica, 23 maggio 2010

Un nuovo studio dal quale emerge che il numero di donne in età fertile affette dal Disturbo da Calo del Desiderio Sessuale (HSDD) che hanno riferito miglioramenti clinicamente significativi della loro condizione, è stato statisticamente superiore fra coloro che hanno assunto flibanserin 100mg rispetto al gruppo placebo. Flibanserin è una molecola, non a base di ormoni, sviluppata da Boehringer Ingelheim ed attualmente in fase sperimentale, rivolta alle donne in età fertile affette da Disturbo da Calo del Desiderio Sessuale (HSDD).  L’analisi combinata dei dati derivanti dagli studi di Fase III, i cui risultati sono stati presentati all’American Congress of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), ha riguardato più di 1.300 donne, tutte affette da Disturbo da Calo del Desiderio Sessuale (HSDD), una disfunzione caratterizzata da calo di desiderio sessuale associato a disagio e/o difficoltà di relazione interpersonale.  L’analisi dal punto di vista delle pazienti si è basata sui risultati degli Studi Clinici di Fase III esistenti, che dimostrano come flibanserin 100 mg, assunto una volta al giorno, la sera prima di andare a letto, abbia aumentato in modo rilevante il desiderio sessuale oltre ad aver ridotto notevolmente il disagio associato a HSDD. Il miglioramento è messo in evidenza dall’aumento significativo del numero di attività sessuali soddisfacenti. “Benché il Disturbo da Calo del Desiderio Sessuale colpisca migliaia di donne, spesso non viene riconosciuto o viene sottovalutato”, sostiene Paula Hall, psicoterapeuta del Regno Unito che opera nel campo dei disturbi sessuali e di relazione. “In entrambe le analisi di questi studi si riscontrano esiti positivi con flibanserin, e questo è veramente interessante in quanto può accendere la speranza in quelle donne che soffrono di questa disfunzione che comporta notevoli disagi”.

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Oggi vi parlo del mio libro

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2010

E’ titolato “Vulnus”. Qualcuno lo ha definito di fantascienza altri di narrativa e altri ancora è meglio non citarli. Su cosa si impernia la storia? Sul fatto che da una seduta psicanalitica emerge un passato, un lontano trascorso e che il trauma subito in un’altra vita si riverbera inevitabilmente in quella presente. Ma un momento. Stavo dimenticando di dirvi che il risveglio del nostro personaggio è nel tremila e passa dopo Cristo. Ovvero ben mille anni abbondanti dall’ultimo suo ricordo. A tratti si riaffacciano taluni eventi che l’hanno segnato in quella precedente esistenza e lo spingono a fare dei confronti con il presente. Ricorda, ad esempio, città popolose con bambini garruli per le vie, mamme che portano nel passeggino i loro bimbi e papà che non disdegnano di tirare con il figlio e i suoi compagni qualche calcio al pallone. Ora lo scenario è diverso. Le città, ben poche a dire il vero, sono un concentrato di altissimi palazzi e di un mondo esclusivamente di adulti. E i bambini, mi direte voi? Ci sono, certo, ma vivono altrove. Sono nati, per lo più, nei laboratori, coltivati in provetta e negli incubatori e, una volta, completata la fase formativa seguiti da assistenti, educatori ed educatrici sino a raggiungere la maturità e una professione. A questo punto possono andare ad abitare e a lavorare altrove. Vi è, quindi, un netto distacco tra l’età della crescita e della formazione e quella successiva. Non esiste, ovviamente, disoccupazione. Ognuno ha un suo preciso compito e il turn over non è legato all’età bensì alla morte. In pratica la morte è accettata come naturale conseguenza di uno status fisico che collassa per completamento del suo ciclo vitale. Non esiste la parola vecchio. Tutti conservano doti di efficienza e immutate capacità intellettive e il ciclo vitale è calcolato rigidamente intorno a 120 anni. Si può, ovviamente, morire prima ma non di malattia, ma per qualche incidente. Anche le parole “banca” e “carta moneta” non esistono. Ognuno ha un suo credito cumulabile in una carta elettronica e gestito da un chip e che si ricarica periodicamente e gestita da una centrale computerizzata. Assistenza sanitaria, alimenti, abitazione sono ad uso gratuito. Per la salute si fa molta prevenzione. Ogni anno è previsto un check-up per analizzare i valori e individuare eventuali anomalie. Non esistono prodotti farmaceutici poiché la loro prescrizione è nella dieta alimentare. Non esiste la proprietà. Tutto ciò che si usufruisce è utilizzato per il tempo che si vive. Non vi sono ricchi e poveri perché le risorse sono distribuite equamente e non esistono lavori che prevedono differenzazioni retributive. Ciò non di meno esistono due fasce d’impegno lavorativo: quello dedicato ai servizi e l’altro allo sviluppo di nuove tecnologie, reperimento e impiego risorse. I lavori più umili sono assegnati ai robot. Le donne, private della maternità, sentono la sensualità in modo diverso. In questo rapporto che divide Vulnus dal suo essere presente in una realtà così diversa dai suoi ricordi che lo ricacciano un millennio indietro si matura un confronto a tratti drammatico, nostalgico, ma anche denso di eventi e di interrogativi. E’ l’uomo che si confronta tra il suo presente e il suo passato e cerca di darsi un futuro partendo da questa nuova risposta evolutiva. (R.A.)

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