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L’emergente Mattia Sarti tra gli artisti italiani NFT della New York Art Week

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2022

Dal 5 all’11 settembre, a Times Square – New York, va in mostra Another Opera Call Fragile, il progetto su bellezza e fragilità umana di Mattia Sarti, artista italiano tra gli emergenti del panorama NFT selezionato da Art Innovation Gallery per la New York Art Week.La mostra di Art Innovation Gallery, presenterà una selezione di alcune tra le migliori opere di artisti tra i più noti in ambito “Crypto” mondiale e si inserisce nel fittissimo calendario di appuntamenti. Newyorkesi dedicati all’arte durante The Armory Show, uno degli eventi mondiali più esclusivi per l’arte contemporanea, in grado di richiamare migliaia di spettatori. Proprio in occasione della Art Week newyorkese, Mattia Sarti presenta ‘Another Opera Call Fragile’, opera digitale che invita gli spettatori a una riflessione sulla bellezza e la fragilità umana rendendoli complici di un’inaspettata esplosione dei soggetti protagonisti del video, come a ricordarci che tutto ciò che appartiene alla nostra vita è labile e in qualsiasi momento può andare in frantumi. L’opera incarna uno dei guilty pleasures più meschini dell’animo umano: godere della distruzione di ciò che è universalmente idolatrato.

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Fixed Income – La forza della sostenibilità per i mercati del debito emergente

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2022

A cura di Kate Griffiths, Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. L’aumento dei tassi di interesse globali e la volatilità dei mercati hanno gravato pesantemente sia sull’offerta che sulla domanda di obbligazioni, soprattutto nei mercati emergenti (ME). Tuttavia, c’è un segmento che ha sorpreso con la sua resilienza: la nostra ricerca mostra infatti che le obbligazioni orientate ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno continuato ad accrescere la loro popolarità tra emittenti e investitori.Ciò, più in generale, dovrebbe andare a sostegno del debito dei mercati emergenti, agevolando infine la strada verso uno sviluppo strutturale migliore di questa asset class.Nella prima metà del 2022, gli emittenti dei mercati emergenti hanno emesso un totale di 81,9 miliardi di dollari di obbligazioni con etichetta ESG, un aumento del 2% rispetto allo stesso periodo del 2021.La resilienza delle emissioni ESG a livello di mercati emergenti è in forte contrasto con ciò che accade nel più ampio universo del reddito fisso. Sui mercati emergenti, in generale, le emissioni sono diminuite del 48% (sebbene l’offerta in valuta locale asiatica abbia invertito la tendenza, crescendo di quasi un quarto). Nel frattempo, secondo Refinitiv, nel primo semestre dell’anno, l’emissione globale complessiva di debito è diminuita del 14% rispetto al 2021, attestandosi a 4.800 miliardi di dollari.Tendenzialmente, i mercati emergenti devono fare di più in relazione ai fattori ESG rispetto agli omologhi dei Paesi sviluppati, motivo per cui gli investitori apprezzano particolarmente l’emissione di loro prodotti ESG. Ciò a sua volta sostiene la domanda, il che può essere allettante per gli emittenti. A volte beneficiano anche di un “greenium” (ovvero della possibilità che gli investitori potrebbero essere disposti a pagare un premio aggiuntivo per tali obbligazioni), con conseguente riduzione dei rendimenti e, quindi, minori costi di finanziamento per gli emittenti.Le obbligazioni con etichetta ESG si sono dimostrate particolarmente popolari tra gli emittenti con rating investment grade (che hanno rappresentato oltre la metà delle emissioni complessive nei primi sei mesi dell’anno). Questi titoli possono così offrire agli investitori rendimenti paragonabili a quelli del debito high yield dei mercati sviluppati, ma con un rischio di credito significativamente migliore: una proposta particolarmente interessante in un momento di accentuata volatilità dei mercati e di rialzo dei tassi. Fonte: https://am.pictet/it/italy/articoli/2022/analisi-dei-mercati-e-asset-allocation/08/fixed-income–la-forza-della-sostenibilita-per-i-mercati-del-debito-emergente.

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Valutazioni troppo alte del rischio di default aprono nuove opportunità nel debito emergente

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

A cura di Robert Simpson, Co-Head of Emerging Hard Currency Debt di Pictet Asset Management. Raramente gli investitori nel debito dei mercati emergenti hanno dovuto affrontare un contesto economico e geopolitico più complesso di quello attuale. Tuttavia, dato che tali complessità costringono molti investitori a tenersi lontani da questa classe di attivi, si aprono opportunità di acquisto interessanti. Ciò emerge in maniera evidente osservando il modo in cui i mercati hanno scontato i rischi che gravano sui mercati emergenti (ME): il rischio di insolvenza del debito emergente è prezzato a livelli interessanti non solo storicamente, ma anche rispetto ad altre classi di attivi, non ultimo il credito corporate high yield.Tale modo di prezzare il rischio si lega principalmente all’elevata incertezza sul probabile percorso che seguiranno i tassi di interesse globali. I titoli di Stato dei mercati emergenti sono considerati particolarmente vulnerabili al contesto attuale dei tassi di interesse, dato il possibile sviluppo dei costi di finanziamento e il probabile impatto che esso avrà sulle condizioni di liquidità globali, come ad esempio sull’andamento dei flussi di capitale o sulla maggiore difficoltà nel ripagare il debito in dollari a causa del rafforzamento della moneta. Di certo, la forza con la quale i prezzi dei Treasury USA si sono mossi ha comportato un notevole aumento della volatilità del debito emergente: negli ultimi 12 mesi, i rendimenti dei titoli di Stato americani a dieci anni sono saliti di 148 punti base, raggiungendo il 3,03%. Allo stesso tempo, lo scenario è reso più complesso dalla frammentazione dei prezzi delle materie prime, in particolare dei generi alimentari e dell’energia, che pesano in modo consistente sul paniere dei consumi dei Paesi emergenti. Alcune economie emergenti, tuttavia, sono importanti produttori di materie prime e hanno quindi beneficiato dell’aumento dei prezzi, mentre altre riversano in condizioni di difficoltà. La domanda chiave che gli investitori devono affrontare ora è: in cosa differiscono le condizioni attuali rispetto al passato per giustificare questi prezzi di mercato esagerati? Una preoccupazione è che i livelli di debito dei ME restino molto più alti rispetto al periodo precedente la pandemia, e ai livelli toccati nel corso dei precedenti cicli monetari globali. Già solo basandosi su questo, l’aumento dei tassi di interesse rappresenterebbe un significativo fattore di rischio per il debito emergente. È però vero che ciò significherebbe ignorare in quale misura i Paesi emergenti sono stati in grado di emettere debito a rendimenti storicamente bassi negli ultimi anni e, in particolare, nel 2020, quando la pandemia ha fatto crollare i tassi di interesse globali a livelli mai visti in precedenza. Di conseguenza, questo debito viene restituito a tassi molto bassi e si prevede che i costi per farlo (come percentuale del PIL) diminuiranno ulteriormente nei prossimi anni. Ciò, a sua volta, rende altamente improbabile il rischio di un’insolvenza in blocco del debito sovrano dei mercati emergenti. Il rischio di default, invece, si concentra su crediti più piccoli e più deboli, con esigenze di finanziamento a breve termine elevate, nonché dipendenti dalle importazioni di cibo ed energia. All’interno delle varie regioni, Mozambico, Costa d’Avorio, India, Indonesia, Vietnam, Uzbekistan, Georgia, Panama, Repubblica Dominicana e Colombia dovrebbero mostrare le performance più solide, con tassi di crescita compresi tra il 3,9% e il 7,2% annuo. Si tratta di un risultato considerevolmente migliore rispetto alla migliore performance prevista per il mondo sviluppato (quella degli Stati Uniti, al 2,2%), nonché di un’inversione dell’immediata tendenza post-pandemica. Ciò è importante per diverse ragioni: in un momento in cui si prevede che i mercati sviluppati faranno fatica a crescere, la forza delle economie emergenti dovrebbe attirare flussi di capitale e quindi stimolare i mercati locali del debito. La storia dimostra che è importante scegliere il momento giusto per allocare il capitale. Tendenzialmente, gli investimenti effettuati in periodi di stress, quando la visibilità è bassa e il contesto macroeconomico e geopolitico è complesso, mostrano rendimenti a lungo termine più solidi di quelli fatti in un clima sereno, quando le valutazioni sono in genere più care. Su questa base, l’attuale contesto di mercato per il debito emergente pare propizio. Questa classe di attivi ha però un elevato grado di dispersione ed è quindi necessaria un’attenta analisi per evitare le insidie. L’attuale fase del ciclo e l’oculata selezione che proviene da un’attenta gestione attiva dovrebbero permettere, nei prossimi anni, di raccoglierne i frutti. (abstract) Fonte: https://am.pictet/it/italy/articoli/2022/analisi-dei-mercati-e-asset-allocation/06/valutazioni-troppo-alte-del-rischio-di-default-aprono-nuove-opportunita-nel-debito-emergente

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Fixed Income – ESG e debito emergente: adottare una prospettiva di lungo termine

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

A cura di Mary-Therese Barton, Head of Emerging Market Debt di Pictet Asset Management Gli investitori con esposizione al debito dei mercati emergenti hanno bisogno di comprendere l’impatto reale sulle economie in via di sviluppo di fattori a lungo termine come il cambiamento climatico e lo sviluppo del capitale umano.I governi di tutto il mondo stanno cercando di approfittare dei costi di finanziamento storicamente bassi per emettere debito sempre più a lunga scadenza – negli ultimi anni il Messico e l’Argentina sono riusciti persino a vendere bond secolari. Ciò presenta alcune nuove sfide agli investitori nel reddito fisso. Soprattutto per coloro che possiedono obbligazioni dei mercati emergenti.I detentori di obbligazioni non devono soltanto valutare i consueti fattori a breve termine, come i cicli politici, economici e delle materie prime, ma devono anche considerare l’impatto di tendenze a lungo termine, come il cambiamento climatico e lo sviluppo sociale. Entrambi possono influire profondamente sul merito creditizio.
Il nuovo contesto ha richiesto nuovi approcci nel modo di pensare agli investimenti. Le previsioni economiche e finanziarie devono essere riviste tenendo conto della situazione climatica. Nel frattempo, gli stessi scenari modellizzati del cambiamento climatico sono soggetti alle aspettative sulla futura innovazione tecnologica e sull’evoluzione del pensiero politico in questi Paesi. Il numero di elementi non fa che crescere man mano che gli investitori prendono coscienza del contributo attivo che possono apportare nel plasmare l’approccio dei governi nel rendere le loro economie sostenibili e a basse emissioni di carbonio.Nel 2015, circa il 17% del debito dei mercati emergenti in valuta forte aveva una scadenza di almeno 20 anni. All’inizio del 2021 tale percentuale è cresciuta al 27%. Anche il debito dei mercati emergenti denominato in valuta locale, che tende a essere a più breve scadenza, si è spostato più avanti lungo la curva: nello stesso periodo, infatti, la quota di debito in valuta locale con scadenza pari o superiore a cinque anni è aumentata di 11 punti percentuali fino al 58%. Questo cambiamento riflette la crescente domanda di rendimento da parte degli investitori in cerca di reddito. Allo stesso tempo, però, gli investitori in obbligazioni hanno riconosciuto l’importanza di assumere una visione a lungo termine sulle questioni ambientali. Ciò è evidente nell’appetito sia per i green bond – il cui capitale è destinato a progetti ambientali o legati al clima – sia, più in generale, per le obbligazioni che rientrano nell’universo ESG (fattori ambientali, sociali e di governance).I governi soddisfano volentieri questa domanda. Riconoscono sempre più la necessità di impegnarsi per mitigare il cambiamento climatico e, dato che le economie dei mercati emergenti rappresentano la metà della produzione mondiale, svolgono un ruolo significativo nel raggiungimento degli obiettivi globali in materia di emissioni di gas serra.
Tutto ciò implica un ruolo attivo degli investitori: non possono limitarsi ad allocare passivamente i fondi sulla base dei pesi all’interno dell’indice o reagire solo alle decisioni dei responsabili della politica. Gli investitori di maggior successo aiuteranno i governi a orientarsi verso un percorso che rafforzi i loro rating creditizi, offra loro il massimo accesso al mercato e migliori il patrimonio e il potenziale dei cittadini. Spiegando, ad esempio, come l’elettricità generata da turbine eoliche o quella solare possano rivelarsi più convenienti nel lungo termine, se finanziata da green bond, rispetto al carbone, apparentemente più economico, estratto da una miniera pagata con un debito convenzionale a rendimento più elevato. Oppure, mostrando come gli investimenti in combustibili fossili possano rivelarsi cattedrali nel deserto, man mano che questo tipo di risorse inquinanti verrà abbandonato in favore del passaggio verso una produzione di energia più pulita. O ancora che non investire abbastanza nell’istruzione costituirebbe un falso risparmio che nel lungo periodo non consentirà di sfruttare al meglio il capitale umano e che quindi deprimerà la produzione nazionale – come abbiamo fatto notare al governo sudafricano dopo gli incontri con i nostri partner degli enti benefici locali. A tal fine, nel 2020 la Banca mondiale ha redatto una guida puntuale su come gli emittenti sovrani possono migliorare il loro impegno con gli investitori sulle questioni ESG.

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Equity emergente: dove ricerchiamo le migliori opportunità

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

A cura di Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA SGR. Nonostante il rally degli ultimi mesi, l’universo azionario emergente continua ad offrire opportunità interessanti di investimento. Tuttavia, per coglierle appieno, a nostro avviso, è fondamentale utilizzare un approccio di investimento attivo spostando il radar d’azione dalla tradizionale composizione dell’indice emergente di riferimento verso titoli “value” e, in particolare, nelle small e mid cap. Riteniamo, infatti, che investire su questo mercato tramite strumenti passivi (come Etf) potrebbe non soltanto riflettere inadeguatamente l’enorme potenziale di crescita sottostante di queste economie, ma anche esporre l’investimento a rischi molto marcati di concentrazione a livello di paese, settore e titoli.
Circa il 30% dell’intero universo azionario emergente (come rappresentato dall’Indice MSCI EM) è, infatti, rappresentato da appena 7 titoli su un totale di 1380. Queste 7 società (Tsmc, Alibaba, Tencent, Meituan, Samsung Electronics, Naspers e Jd.com) sono tutte attive nel settore tecnologico in senso ampio (e-commerce, semiconduttori, sistemi pagamenti digitali, gaming, food delivery), sono per la maggior parte cinesi e sono tutte asiatiche, tranne Naspers (sudafricana) che però è in questa lista prevalentemente perché detiene indirettamente circa il 30% di Tencent. Se si scorre la lista si scopre poi che il successivo 48% dell’indice è rappresentato da 267 titoli mentre l’ultimo 25% del Msci Em è spalmato su ben 1124 aziende. La concentrazione, inoltre, non si limita ai singoli titoli ma si estende anche a livello geografico con più del 75% dell’intero indice rappresentato da appena 4 paesi (Cina, Sud Corea, Taiwan ed India) e l’intera Asia che da sola costituisce più dell’80% dell’Msci Em. È bene far notare inoltre come la Cina da sola pesi più del 40% dell’universo investibile e considerando i recenti Ipo a Hong Kong (come Kuaishou, il Tik Tok cinese) la situazione in futuro probabilmente peggiorerà. Anche a livello settoriale, i titoli tecnologici in senso allargato costituiscono ormai quasi il 40% dell’intero indice.In estrema sintesi, riteniamo che le valutazioni dei titoli tecnologici del Msci Em (un 30% abbondante dell’indice stesso come dicevamo) stiano già scontando tassi e aspettative di crescita forse eccessivamente ottimistiche. Per continuare a sovraperformare, questi giganti del tech dovranno continuare a battere le stime sempre più alte degli analisti, cosa che storicamente la maggior parte delle aziende non riesce a realizzare in modo continuativo. È utile inoltre ricordare che generalmente la sovraperformance dei primi 10-20 titoli di un indice non è destinata a perdurare nel tempo con il loro excess return che si appiattisce nel medio periodo.
Per queste ragioni nei nostri portafogli non abbiamo nessun titolo presente nella top 10 del MSCI EM, ad eccezione di Samsung Electronics che comunque, tra tutte le azioni tecnologiche globali, è forse quella più “value” in assoluto. Riteniamo che ci sia molto più valore inespresso nel restante universo emergente soprattutto tra le small e mid cap e in generale tra i titoli value che dovrebbero beneficare della ripartenza della crescita economica globale in uno scenario di reflazione post-pandemia. Queste società sono state chiaramente penalizzate dal peggioramento della congiuntura internazionale e in una prospettiva di riapertura delle economie offrono scenari molto attraenti in termini di crescita degli utili. Anche a livello geografico e settoriale il fondo AcomeA Paesi Emergenti non soffre degli stessi problemi dell’indice con gli investimenti in Asia che rappresentano il 55% del portafoglio (contro l’81% del benchmark) e una diversificazione settoriale ampia dove nessun settore pesa oltre il 16%. Le metriche principali del fondo AcomeA Paesi Emergenti continuano a riflettere un posizionamento marcatamente value, non soltanto nel confronto con l’indice generale MSCI EM, ma anche con lo stesso benchmark value dei mercati emergenti. In definitiva, riteniamo che le opportunità di investimento nei paesi emergenti siano ancora parecchie e che l’indice MSCI EM, così come è strutturato, non rispecchi appieno le potenzialità sottostanti di questi mercati.

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Debito emergente: dolcetto o scherzetto?

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Commento di Uday Patnaik, Head of Emerging Markets Debt di Legal & General Investment Management (LGIM). I mercati emergenti sono stati duramente colpiti dalla pandemia di Covid-19. Le chiusure economiche hanno richiesto pacchetti di stimolo significativi che, insieme a conseguenze sul piano dei ricavi dovute ai lockdown, hanno comportato ampi deficit fiscali.L’impatto sui rapporti debito / PIL è stato amplificato dalle contrazioni della produzione nazionale: il numeratore (deficit fiscale) è maggiore rispetto agli anni precedenti, mentre il denominatore è minore.Di conseguenza, le ultime proiezioni del FMI dal World Economic Outlook di ottobre 2020 mostrano che il rapporto debito pubblico / PIL nei mercati emergenti supererà il 60% del PIL entro la fine dell’anno, quasi il 10% di PIL in più rispetto al 2019, raggiungendo il suo livello più alto da almeno due decenni.Nonostante il fatto che un rapporto debito / PIL più elevato indichi che i profili di credito sono più deboli, concentrarsi solo su questo parametro fornisce un quadro nella migliore delle ipotesi parziale. È importante sottolineare che i mercati emergenti stanno rifinanziando questo debito a costi di prestito e tassi di riferimento ai minimi o quasi degli ultimi due decenni. Nel frattempo, l’incentivo per i mercati a continuare a rinnovare questo debito appare evidente nel differenziale di circa 400 punti base tra i rendimenti dei mercati emergenti e quelli sviluppati. Ciò è importante non solo dal punto di vista dei rendimenti, ma anche in considerazione di ciò che l’invecchiamento della popolazione implica per i flussi di cassa nei fondi pensione e nei prodotti assicurativi in molte economie avanzate.Guardando al futuro, gli investitori dovrebbero trarre conforto dal fatto che i risultati di crescita dei mercati emergenti negli anni a venire dovrebbero superare quelli delle economie avanzate. Ciò significa che in futuro il delta del debito emergente aumenterà probabilmente con un ritmo inferiore a quanto abbiamo visto nel 2020.

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Stati generali della musica emergente

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

Napoli, 10 e 11 Maggio 2019 Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali – Università di Napoli Federico II. Organizzato da MEI Meeting delle Etichette Indipendenti – Osservatorio Giovani (OTG) del Dipartimento di Scienze Sociali – Università di Napoli Federico II – DiscoDays – Napule’s Power con il patrocinio del Comune di Napoli, Agenzia Nazionale Giovani, ANCI, SIAE, Nuovo Imaie.
Ospite Andre’ Cayot del Ministero della Cultura Francese sul tema delle politiche pubbliche di sostegno alla creazione musicale.Con oltre duecento adesioni tra associazioni, etichette discografiche, addetti ai lavori, musicisti, promoter e festival, si svolgeranno, per la prima volta a Napoli, gli Stati Generali della Musica Emergente – Suoni Giovani del Sud.L’iniziativa partenopea nasce sull’onda del successo degli Stati Generali della Musica Emergente di Roma, ideati e organizzati dal Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza e Circuito Teatri ATCL Lazio, nella persona di Giordano Sangiorgi e Luca Fornari, con il patrocinio dell’Agenzia Nazionale Giovani e della Regione Lazio, Lazio Sound.
Durante l’ultima edizione degli SGdME è emersa l’esigenza di fare il punto sulle produzioni artistiche e gli scenari musicali che stanno caratterizzando il Sud Italia. L’idea è di aprire un confronto pubblico e raccogliere le istanze dei professionisti della musica coinvolti, tra i principali protagonisti dell’indotto di un processo economicamente sempre più rilevante nel nostro Paese. L’obiettivo è di redigere un Manifesto, individuando 10 Punti utili al “Rilancio del Suono Giovane del Sud, in Italia e in Europa” e promuovere una futura Legge sulla Musica Italiana. Il tema risulta particolarmente attuale anche in riferimento al dibattito scaturito in questi mesi su una possibile legge che regolamenti l’emissione radiofoniche dando una priorità alle produzioni italiane.
L’iniziativa è promossa anche da: AIA – Associazione Italiana Artisti, i promoter di Anat – Asmea, le Indies di AudioCoop, Campania Music Commission, i responsabili di Classic Rock On Air, il circuito di It Folk, Iuppiter.eu, Radio Marte, F2 Radio Lab, Startup Music Lab e Creative Lab Napoli, Rete dei Festival, Suono, Videometrò, Classic Rock, Freak Out, Vinile e Prog, i musicisti indipendenti associati di MIA e i club e le discoteche del SILB.

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Debito corporate emergente: un investimento possibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2015

asset1Quando il colosso cinese dell’e-commerce Alibaba si è affacciato per la prima volta sui mercati finanziari a novembre 2014 con un’emissione in USD da 8 miliardi, la domanda era così elevata che avrebbe potuto raccogliere sette volte tanto. Per alcuni, l’enorme successo dell’operazione è stata l’ennesima conferma dei progressi fatti dal debito corporate emergente. Per altri invece si è trattato delle prime avvisaglie della formazione di una bolla. Da allora, gli scettici si sono fatti più insistenti, ma non per questo la loro tesi è più robusta. L’elenco dei dubbi e dei timori si è sicuramente allungato. L’apprezzamento del dollaro americano, l’attesa di un rialzo dei tassi USA e lo scandalo che ha investito il gigante del petrolio brasiliano Petrobras potrebbero rendere la vita difficile agli emittenti corporate delle aree in via di sviluppo. Senza contare l’aumento delle emissioni in USD lanciate soprattutto da aziende latinoamericane e asiatiche. Dal 2000, il volume di obbligazioni dei Paesi emergenti denominate in dollari è raddoppiato toccando quota USD 4,5 miliardi, in parte proprio grazie ai bond societari.Tuttavia, a uno sguardo più attento, questo segmento non è così rischioso come potrebbe sembrare. Innanzitutto, sostenere che gli emittenti corporate dei Paesi in via di sviluppo saranno penalizzati da bilanci asimmetrici (caratterizzati da una non corrispondenza fra passività denominate in USD e proventi e attività denominati per lo più in valuta locale) è una generalizzazione eccessiva.La debolezza delle valute locali non implica necessariamente una maggiore instabilità finanziaria degli emittenti. Anzi, diverse aziende delle aree emergenti beneficiano del rialzo del dollaro. Le più avvantaggiate sembrano le società asiatiche, che rappresentano un’ampia fetta del mercato obbligazionario dei Paesi emergenti. Studi recenti rivelano infatti che circa il 22% del debito di tali società è denominato in USD, ma è espresso in dollari anche il 21% degli utili.Più in generale, le imprese attive nel settore minerario, nella produzione di zucchero e carne bovina e nell’industria della carta e della cellulosa generano i propri ricavi in dollari a fronte di una base di costi prevalentemente in valuta locale. Per tutti questi soggetti, un dollaro più forte può significare margini di profitto più alti.Ma persino le aziende con ricavi prevalentemente in valuta locale non sono necessariamente destinate a incontrare maggiori difficoltà nell’onorare i propri debiti.La maggior parte delle società dei Paesi emergenti che attingono al mercato obbligazionario in USD appartiene alla categoria investment grade. Ciò significa che molte adottano (con successo!) politiche di copertura valutaria difensive e trasparenti. Inoltre, parecchie aziende in cui investiamo sono in grado di riversare i maggiori costi del debito sui propri clienti senza subire un calo di fatturato.Oltre alle questioni valutarie, i detrattori dell’asset class citano anche la recente ondata di riduzioni dei rating e di casi di insolvenza. Eppure, anche in questo caso, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. L’aumento dei default e dei declassamenti ha riguardato per lo più Paesi e settori esposti alla debolezza dei prezzi delle commodity (Brasile, Russia ed energia).Inoltre, le riduzioni dei rating societari sono per lo più una conseguenza del downgrade degli emittenti sovrani o quasi-sovrani. In altre parole, diverse aziende russe sono state declassate solo perché la Russia è stata retrocessa alla categoria ‘junk’ (per maggiori dettagli si veda ‘In Wintry Russia, signs of a thaw’, marzo 2015 su http://www.pictet.com). Lo stesso vale per le società brasiliane: alcune sono state penalizzate dallo scandalo Petrobras. Escludendo l’effetto dei downgrade sovrani, i rialzi dei rating hanno superato i ribassi (1,6 : 1). Questa tendenza positiva è confermata anche dai parametri del credito. (foto asset)

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Musica indipendente ed emergente

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2012

Torna la classifica settimanale di gradimento delle radio locali e web radio per la musica indipendente ed emergente. Ecco la Indie Music Like: Grande successo per la nuova Top 100: podio invariato con in vetta il Teatro degli Orrori seguiti dai Negramaro e dai 99 Posse . Ecco la nuova puntata settimanale dell’Indice di Gradimento di oltre 400 tra radio locali e web radio nazionali: nei Top 10 il meglio della nuova scena indies del momento con i nuovi entrati Dente e Roberto Angelini e con Marta sui Tubi, Zibba coi Tiromancino, Mariposa, Missa e Diaframma. Nella Top 100 il meglio delle indies e degli emergenti, ma anche tantissime curiosita’ da leggere e ascoltare.
Dal 24 febbraio la Top 100 entrera’ nella Notte di Rai Isoradio che trasmettera’ settimanalmente nella Notte degli Indipendenti ogni sabato mattina dalle 0,30 alle 5,30 una selezione di 60 brani tratta dalla Top 100 della Indie Music Like del Mei, sempre a cura di Alessandro De Gerardis, con ospiti tra gli operatori del settore radiofonico e gli artisti in classifica. Insomma, una diffusione mai avuta prima per tutta la musica indipendente, emergente e autoprodotta nei canali della Radio Rai, delle Radio Locali, delle Web Radio e Web Tv, dei Siti e dei Blog con al centro tutte le novita’ e i punti di eccellenza e di qualita’ delle proposte appena uscite.
Ecco la Top Ten e la Top 100 della settimana:
1. Teatro degli Orrori – Io cerco te (La Tempesta Dischi) Ha superato le 100 mila visualizzazioni in pochi giorni il videoclip Io Cerco Te del Teatro degli Orrori che ha anticipato l`album Il Mondo Nuovo in uscita tra pochi giorni. http://youtu.be/P1ghFtc9Dxk
2. Negramaro – Londra brucia (Sugar) Il brano è il quinto estratto dall’ultimo album della band salentina capitanata da Giuliano Sangiorgi, Casa 69, pubblicato nel novembre del 2010 e certificato triplo disco di platino per le oltre 200 mila copie vendute. http://www.youtube.com/watch?v=GFYu_IZ9dUU&feature=player_embedded
3. 99 Posse “Cattivi guagliuni” (Novenove) Sale in vetta la band partenopea che fa il suo ritorno sulle scene con questo nuovo singolo “Cattivi guagliuni” accompagnato da un suggestivo videoclip girato dal regista Abel Ferrara http://www.youtube.com/watch?v=KrMXVrczs4E&ob=av2e
4. Marta sui Tubi – Coincidenze (Tamburi Usati). Direttamente in top ten il terzo singolo estratto dal fortunato album “Carne con gli occhi”. Ecco un link fotografico http://www.youtube.com/watch?v=jOD2oacOhwg
5. Dente – La settimana enigmatica (Ghost) Dente – Secondo singolo estratto da “Io tra di noi”, per Dente che sta spopolando nei concerti dal vivo, sempre sold out. Ed è per questo che per il nuovo video ha scelto le riprese del live di dicembre del Piper di Roma http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=N0SGnj_V00w
6. Zibba feat. Tiromancino “Una parte di te” (Volume!) Terzo posto per il ligure Zibba, vincitore del Premio Bindi e de L`Artista che non c`era 2011, che ha convinto pubblico e critica con l`album “Una cura per il freddo”. Il nuovo brano vede la collaborazione di Federico Zampaglione dei Tiromancino. http://www.youtube.com/watch?v=LmtrB6zXg2I
7. Mariposa “Tre mosse” (Trovarobato) Top Ten confermata per i Mariposa, il gruppo del Nonsense, che ritorna sul mercato con il nuovo album”Semmai Semiplay” per La Famosa Etichetta Trovarobato, dal quale è estratto il singolo di lancio “Tre mosse”. http://www.youtube.com/watch?v=Q-CEA_5SxBs
8. Missa – Maria è mia (Don`t worry) Dopo averle cantate a Fabri Fibra la giovanissima rapper stigmatizza con ironia e lucidità il fenomeno dei talent show e con affetto, ammirazione e un pizzico d`ironia, fa riferimento a Maria de Filippi: simbolo e regina del genere. http://www.youtube.com/watch?v=XmuOvgM50j4
9. Diaframma – Carta carbone (Diaframma Rec) Una valigia aperta, dove vengono riposte un vinile, una foto, una maglietta, una radiolina. Così inizia il video del pezzo Carta Carbone, tratto dall`ultimo lavoro dei Diaframma, “Niente di Serio”. La band fiorentina, capeggiata da Federico Fiumani, poeta, compositore, chitarrista, cantante dalla voce spigolosa, ritorna con 12 tracce inedite. http://www.youtube.com/watch?v=Q4jSJ3M2Yys
10. Roberto Angelini – L`era dell`apparenza (Fiori Rari) Cantautore, chitarrista acustico, polistrumentista, discografico indipendente, modellatore di plastilina, Roberto Angelini è un artista a tutto tondo. E’ uscito il 19 Gennaio 2012 in freedownload su http://www.fiorirari.com lìep omonimo.

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I temi economici dell’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

Essi in primo luogo individuano due concetti di libertà: libertà di concorrenza e libertà della concorrenza nel mercato interno emergente. Il tutto per rendere sostenibile, in primo luogo, il rispetto dell’ambiente e per una crescita economica equilibrata sulla stabilità dei prezzi a fronte di un coordinamento delle politiche economiche sociali, occupazionali e territoriali fondato sulla solidarietà degli Stati membri. Tali politiche possono rientrare solo attraverso adeguate azioni interne ed esterne. Appartengono al primo caso la sfera del mercato interno, la politica economica e monetaria e le altre politiche settoriali. Nel secondo occorre consolidare una politica economica comune, la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica, finanziaria e tecnica con i paesi terzi. In buona sostanza possiamo dire che per adottare una politica economica “fondata sullo stretto coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri, sul mercato interno e sulla definizione di obiettivi comuni, condotta conformemente al principio di una economia di mercato aperta e in libera concorrenza” occorre favorire una efficace allocazione delle risorse, sul versante della politica monetaria e del cambio e deve implicare il rispetto di principi direttivi identificati con quello di prezzi stabili, finanze pubbliche e condizioni monetarie sane e di una bilancia dei pagamenti sostenibile. Ma come si fa, a prescindere da quanto enuncia il Trattato – Costituzione europea, a conciliare i principali obiettivi monetari e finanziari dell’Unione sulla stabilità dei prezzi, il pareggio di bilancio e l’andamento ordinato della spesa pubblica se ognuno degli Stati membri rema per proprio conto indifferente alle politiche di gruppo? Non solo. La Costituzione economica europea non attribuisce una competenza esclusiva all’Unione nei settori economico-finanziari e lascia immutata la competenza esclusiva degli stati membri fatti salvi quattro dei cinque settori conferiti dalla Costituzione alla competenza esclusiva dell’Unione: 1) l’unione doganale; 2) la definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno; 3) una politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l’euro; 4) una politica commerciale comune. Ma anche queste competenze si scontrano con strumenti legislativi comunitari farraginosi in un quadro di riferimento estremamente variegato e complesso e che non si presta ad essere agevolmente ricondotto ad un contesto caratterizzato da organicità e sistematicità. Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Arzano music in festival

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Arzano (Napoli) 19 luglio – ore 20,30 villa comunale  in programma la prima edizione di Arzano music in festival. L’evento, organizzato dal Campus dello Spettacolo – Scuola di Alta formazione di canto, vedrà salire sul palco Ivana Spagna, sempre sensibile verso i giovani, MARYAM, giovane cantante emergente, Daniela Pedali (reduce da Sanremo e quest’anno premiata al Wind Music Awards), Lewis e, Gli Allievi Del Campus Dello Spettacolo. A presentare la serata JANPA. La serata rappresenta la prima tappa di un tour organizzato per premiare i migliori talenti del Campus.  L’Arzano Music in Festival è stato voluto fortemente dal Sindaco, il Dott. Giuseppe Antonio Fuschino e dall’Amministrazione comunale i quali affidano la direzione artistica ai direttori del Campus dello Spettacolo.   L’evento gode del patrocinio del Comune di Arzano. Direttori Artistici: il M° Luigi Pignalosa e il M° Angelo Valsiglio  http://www.campusdellospettacolo.com (655.. ivana)

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Sten+Lex: Portraits

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

Roma fino al 14/8/2010 via Reggio Emilia 32 c/d  Mondo Bizzarro Gallery Sten+Lex: tutti hanno visto il loro lavoro sulle facciate scrostate dei palazzi romani, sulle saracinesche di negozi chiusi da tempo, sui piloni dei cavalcavia. Dai piccoli stencil ironici che appaiono all’improvviso ai grandi lavori che colpiscono l’immaginazione e il cuore come e meglio degli elementi architettonici che li ospitano. L’apparente semplicità e l’innegabile freschezza del loro lavoro li ha resi estremamente popolari, sia tra la «popolazione civile», sia tra gli appassionati di street e urban art, tra i giovanissimi pischelli della periferia, e tra i galleristi alla ricerca dell’emergente. Nella loro carriera spiccano le commissioni istituzionali, per ultima (aprile 2010) un’opera su unità abitativa al quartiere romano della Garbatella, che rappresenta anche l’intervento di maggiori dimensioni realizzato dagli artisti (26 metri). Nel 2008 hanno partecipato, su invito del celebre artista britannico Banksy, al Can’s Festival di Londra e nel corso dei primi mesi del 2010 hanno avuto una mostra personale a Parigi, presso la Galerie Itinerrance, e una a Roma, presso la galleria CO2. Sempre nel 2010 la casa editrice Drago ha pubblicato una monografia sul loro lavoro. Sono stati ospiti di mostre collettive in tutto il mondo: a Milano, Brighton, Strasburgo, Palermo, Napoli, Berlino, Londra, New York, Parigi, Siena, Vienna e Dallas. La mostra presso la Mondo Bizzarro Gallery vedrà l’esposizione di pezzi creati per l’occasione, realizzati con la tecnica da loro inventata e battezzata Stencil poster, e dove ritratti di anonimi personaggi degli anni Sessanta-Ottanta decoreranno superfici tra le piu’ varie ma di uso comune (cartoni di detersivi, carta di giornale, banconote, francobolli, plastica). (sten lex)

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Sanremo premia “Uomini e Donne”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2010

Sanremo 29 maggio  presso il Teatro del Casino’ di Sanremo, l’Associazione “Danzare per la vita-Unicef” premia Miky Falcicchio e Stefania Cerminara come “Personaggi emergenti del 2010”. Meglio ancora,la bella corteggiatrice di Uomini e Donne, Stefania Cerminara riceverà il premio come “Faccia cinematografica emergente” mentre Miky Falcicchio, che ancora rimpiange di non aver avuto il tempo di corteggiare Alessia Fabiani anni fa,perché la tronista abbandonò il trono,riceve per il secondo anno a Sanremo il premio ‘Modello dell’anno’.Stefania Cerminara è al settimo cielo per questo premio ed afferma:” Spero mi porti fortuna, dopo un po’ di cortometraggi, scritti,recitati e diretti ora spero di fare il grande passo e girare una bella fiction o un film con il mio idolo,Gabriel Garko.”Uomini e Donne è stata una bella parentesi ma ora spero di poter coronare i miei sogni e diventare un’attrice  a tutto tondo”. Miky Falcicchio sta ultimando il suo quinto calendario intitolato ‘Devil’,e’ molto felice del premio ricevuto a Sanemo:’E’ il secondo anno che mi premiano.L’anno scorso per una mia campagna contro la pedofilia con Raffaella Fico e per un lavoro contro l’Aids fatto con Susy Fuccillo,quest’anno,invece, per il mio calendario ‘Passions’ dedicato a Madonna. Sono anni che presto la mia immagine per la lotta contro l’Aids e questo calendario per cui sono premiato me lo sono prodotto da solo’. I due giovani artisti ringraziano di cuore il loro amico manager Dottor Rosario Porzio che li sostiene e li incoraggia nella loro ascesa artistica.
‘Danzare Per La Vita-Unicef’ di Tony e Deyla Del Core durante la serata finale  premierà anche  il grande artista Dario Ballantini di “Striscia la Notizia” come’ Personaggio più significativo’. Dario sarà inoltre al Pala fiori di Sanremo (27, 28, 29 Maggio 2010)  con una sua Mostra personale e alle ore 17.00 del 29 Maggio incontrerà  i giornalisti per una conferenza stampa.

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Il valore della persona

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Il Presidente dei Cristiani per servire dr. Franco Previte rifacendosi alla cronaca di questi giorni riguardante l’omicidio “da parte della madre del proprio bimbo avvenuto a Genova-Sampierdarena, non ultimo né unico anche nella serie della “depressione post partum”, osserva: “non ci sorprendono più le  “mattanze” di questi gesti, ma ci meraviglia il silenzio delle Istituzioni verso una mancata soluzione del “bubbone malattia mentale”. E soggiunge: “Questo “andazzo” rischia di traghettare il n/s Paese, e quello che è più grave i giovani e gli adolescenti, verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del gelo sempre più emergente e dell’indifferenza cogente, da una metodologia che si va affermando autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge etico- sociale che considera a volte, la persona “un oggetto da spazzatura”. “E’ veramente inconcepibile e profondamente contraddittorio che in una società che tende costantemente e giustamente a riaffermare il valore della vita (no alla guerra, no alla pena di morte, no al terrorismo) la si neghi attraverso il tentativo di costruire un presunto diritto di “licenza di uccidere”, come pare sia prassi consolidata il lasciare persone psichicamente instabili al loro destino dalle Istituzioni che di questa “problematica” (la malattia mentale) ne hanno fatto da tempo, 31 anni, un totale disinteresse! Non essere sensibili a questi problemi e nello specifico a quello sopra accennato, significa deludere sempre più le aspettative della gente, che alterna a volte insoddisfazione ed a volte indifferenza simbolo inconfondibile di malessere”. La sua riflessione è rivolta ai media ma anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, ricordando che “l’obiettivo prioritario di ogni società civile è e resta il soddisfare il bisogno di salute attraverso la centralità del paziente ed il miglioramento del servizio offerto al fine di prevenire possibili “eventi avversi”, come nel caso di Genova, per individuare azioni di miglioramento in ogni comparto sanitario”. E precisa: “La depressione è parte integrante delle malattie mentali e la società “reclama” una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica, attesa da ben 31 anni, in questa non mala sanità, ma sanità malata! Tutto questo ci sgomenta perché non vediamo alcuna uscita da quel “tunnel tenebroso” costituito dalla carenza di iniziative per la riforma del bubbone “ malattia mentale”.Resta, purtroppo, una pia illusione la “soluzione”, che come tutte le illusioni, lasciano il posto alla delusione!” http://digilander.libero.it/

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MassenzioArte ai fotografi MArteLive

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Roma dal 21 al 31 Luglio alla galleria MassenzioArte, via del commercio 12 Collettiva fotografica. 21 luglio alle 19:00 verrà inaugurata la collettiva di quattro giovani fotografi che, hanno saputo suscitare l’interesse di una delle galleria partner del festival. La scelta è caduta su Silvia Benvenuto, Jacopo Quaranta, Antonello Petró e Veronica Gabriele in arte MOrgana L’edizione 2009 ha visto il palcoscenico dell’arte emergente in attività fino a Luglio. Si è conclusa infatti lo scorso fine settimana la nona edizione del MArteLive, in una due giorni ricca di creatività con i finalisti selezionati nel corso dei mesi scorsi in tutta Italia. Mentre si procede alla conta dei voti per decretare i vincitori delle 16 sezioni, ecco che già è stato assegnato uno dei premi extra per la sezione Fotografia offerto dagli Spazi MassenzioArte.

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