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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘emergenza’

In siberia è emergenza climatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Una squadra di Greenpeace Russia ha documentato i massicci incendi che stanno interessando la Grande foresta del Nord nella regione di Krasnoyarsk in Siberia.Nonostante le dichiarazioni delle autorità, l’intensità degli incendi non sta diminuendo e anzi, la distruzione di 4,3 milioni di ettari di foresta (una superficie equivalente a quella di Lombardia e Piemonte messi insieme) e l’emissione di oltre 166 milioni di tonnellate di anidride carbonica (più o meno quanto viene emesso in un anno da 36 milioni di auto), continua a minacciare il clima del Pianeta.Uno degli effetti collaterali di questa catastrofe è la produzione di “black carbon”, ovvero particelle nere che rischiano di finire nell’Artico e depositarsi sul ghiaccio riducendone l’albedo (il potere riflettente di una superficie) e facilitando così l’assorbimento di calore, contribuendo ulteriormente al riscaldamento globale.“Questi incendi avrebbero dovuto essere spenti immediatamente e invece sono stati ignorati. Ora la situazione è catastrofica e le conseguenze che avranno sul clima non sono una minaccia solo per la Russia, ma per l’intero Pianeta” dichiara Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. “La Russia dovrebbe fare di più per proteggere le proprie foreste, ad esempio fornendo finanziamenti sufficienti per la prevenzione e il monitoraggio degli incendi. La questione degli incendi che ogni anno consumano le foreste del mondo, come sta accadendo non solo in Russia ma anche in Indonesia, dovrebbe essere affrontata a livello internazionale durante i negoziati sul clima delle Nazioni Unite” conclude Borghi.
Ogni anno nella taiga si verificano alcuni incendi, ma le fiamme di questa estate hanno raggiunto dimensioni senza precedenti e molto probabilmente, a causa della situazione meteorologica, la situazione rimarrà catastrofica anche per le prossime due settimane.
In Russia, oltre il 90 per cento degli incendi avviene nelle cosiddette “zone di controllo”, ovvero aree in cui la legge non prevede che debbano essere spenti. Molti degli incendi che quest’anno stanno divampando nelle “zone di controllo” avrebbero potuto essere estinti in fase precoce, il che avrebbe ridotto significativamente l’area interessata dagli incendi e le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

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Scuola: Save the Children, povertà educativa vera emergenza silenziosa

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

“I nuovi dati diffusi oggi dall’Invalsi confermano che nel nostro Paese la povertà educativa è una vera emergenza silenziosa che mina alle radici il futuro di moltissimi bambini e bambine e che quindi non può e non deve più essere ignorata”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – commentando quanto emerso dal Rapporto sulle prove Invalsi 2019 presentate oggi alla Camera. “I divari territoriali che colpiscono i minori sono intollerabili ed è gravissimo che già dalle scuole primarie si consolidino le diseguaglianze che bloccano sul nascere la possibilità, per i più piccoli, di far fiorire i propri talenti e le proprie capacità. Purtroppo la rete dei servizi socio-educativi, ad oggi, fa ancora troppo poco per colmare queste distanze, anzi le accentua, visto che nelle zone del Paese dove la povertà educativa è più forte mancano i servizi per la prima infanzia, il tempo pieno a scuola ed altre opportunità di crescita indispensabili per il futuro dei bambini e degli adolescenti. È dunque fondamentale che il contrasto alla povertà educativa sia posto in cima alla lista delle priorità del governo se non vogliamo che nel nostro Paese il futuro delle nuove generazioni venga cancellato”, ha concluso Raffaela Milano.

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Soluzione emergenza rifiuti a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Roma. “Gli anziani di Roma esprimono il loro plauso per l’intesa trovata tra il Comune di Roma e la Regione Lazio in merito alla questione rifiuti”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “La mancata soluzione del problema avrebbe avuto un impatto pesante soprattutto sui soggetti più fragili, sugli anziani della capitale che in ragione delle loro magre pensioni hanno difficoltà a lasciare la città per andare in vacanza. L’intesa trovata dimostra come ispirandosi al bene dei cittadini la politica sia in grado di far prevalere il buon senso e trovare intese che vanno a vantaggio di tutti. Auspichiamo che con lo stesso spirito di servizio e approccio di collaborazione si possano trovare soluzioni di lungo periodo al problema rifiuti che assilla tante nostre città”.

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Emergenza relativa ai mezzi di soccorso

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2019

Roma 10 Luglio 2019 Ore 11:30 Presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Sala Azzurra (1 piano)Corso Vittorio Emanuele II, 349Federconsumatori, Società Italiana Sistema 118 e Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri sono estremamente preoccupate per la situazione in cui versano i mezzi di soccorso avanzato. In tutto il Paese assistiamo ad una diffusa demedicalizzazione dei mezzi di soccorso una privatizzazione del servizio secondo modalità di gestione e d’affidamento che accentuano differenze a livello regionale.Una situazione di disparità inaccettabile, che mina il diritto alla salute dei cittadini, specialmente in aree ad elevata concentrazione demografica.La scarsa disponibilità o il ritardo nell’invio dei mezzi, possono incidere significativamente sugli esiti dei soccorsi. Abbiamo deciso di rivendicare misure che garantiscano un adeguato, tempestivo e qualificato soccorso dei cittadini, uniforme su tutto il territorio nazionale.Interverranno: Dott. Filippo Anelli, Presidente Fnomceo;
Dott. Mario Balzanelli, Presidente SIS 118; Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori;
Avv. Carlo Spirito, Dipartimento Salute Federconsumatori.

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Rifiuti, emergenza in strada a Roma e progetto di discarica a Pian dell’Olmo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Legambiente “Tornano i cumuli di rifiuti tra le strade della Capitale con il picco di produzione estiva. Roma invece di Rifiuti Zero, è all’anno Zero sui Rifiuti” “No alla discarica di Pian dell’Olmo, peraltro troppo vicina al Tevere e all’area protetta regionale. Se iter fosse favorevole, il Comune dovrebbe fermarla dimostrandone l’inutilità, oggi ne giustifica l’esistenza con 1 milione di tonnellate di monnezza che vanno già in discariche e inceneritori altrove”In questi giorni i romani sono di nuovo alle prese con i cumuli di rifiuti abbandonati in strada, siamo nel puntuale picco estivo di produzione, periodo dell’anno che insieme alle feste natalizie mette a dura prova la pulizia delle strade, lo svuotamento dei cassonetti e quindi tutto il ciclo dei rifiuti.“Tornano i cumuli di rifiuti tra le strade della Capitale con il picco di produzione estiva – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – basta alzare lo sguardo per rendersi conto che la situazione ritorna a precipitare, senza svuotamento dei cassoni, senza spazzamento e con una città sporca. L’amministrazione comunale di Roma, invece di Rifiuti Zero, porta la capitale all’anno Zero sui Rifiuti: non c’è un ciclo corretto, non ci sono impianti per gestirlo, non c’è da oltre quattro mesi un assessore che abbia la responsabilità politica sui rifiuti ancora in capo alla Sindaca, non c’è economia circolare, non ci sono impianti per gestire le frazioni e non ci sono neanche progetti presentati, a partire da quelli per la biodigestione anaerobica dell’umido; l’unico progetto che sta facendo il suo iter di valutazione di impatto ambientale è l’ennesima discarica”. Da qualche giorno infatti, sono state convocate per il prossimo 24 giugno presso l’ufficio VIA della Regione, diverse amministrazioni comunali, asl, Arpa e municipi di Roma, per la procedura amministrativa di Valutazione di Impatto Ambientale ai senso del combinato disposto dell’art.27bis parte II del Decreto legge 152/2006 e del d.m. 52/2015 per il progetto “Piattaforma per lo smaltimento definitivo dei residui prodotti dal processo dell’End of Waste”: una discarica da 700.000 metri cubi e 45mila metri quadri contro la quale si schiera Legambiente.“No alla discarica di Pian dell’Olmo, peraltro troppo vicina al confine con il territorio protetto di un parco regionale, a poca distanza dal Tevere e a pochi passi dal reticolo fluviale secondario che vi si immette. Se la procedura amministrativa regionale dovesse sciaguratamente dar esito positivo, il Comune di Roma dovrebbe intervenire con un dissenso reale, non a chiacchiere; dissenso da dimostrare in primo luogo con una crescita veloce della raccolta differenziata che renda chiara l’inutilità di nuove grandi discariche. Il problema vero però, è che stiamo assistendo a un’assurda inerzia senza alcuna crescita determinata della percentuale di differenziata e un milione di tonnellate di monnezza che ogni anno Roma produce, vanno in discariche e inceneritori di altri territori, a gravare sulle condizioni ambientali di altri: in questo modo l’amministrazione capitolina che proclama l’obiettivo rifiuti zero, giustifica nei fatti i progetti per nuove grandi discariche e lascia spazi immensi alle illegalità nel ciclo dei rifiuti come l’abbandono su strada di inerti e ingombranti – conclude Roberto Scacchi -. Ci opponiamo con forza al progetto di questa discarica ma anche a quelli di parcheggi e aree che miracolosamente si dovrebbero trasformare in siti di trasferenza: senza miglioramento del ciclo complessivo i cittadini si ritroverebbero solo con nuovi ed enormi cumuli di rifiuti”.

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La cultura della prevenzione, l’incultura dell’emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Padova Venerdì 10 maggio 2019, ore 9.00-17.00 – Casa di reclusione di Padova giornata nazionale di studi. Apriranno i lavori il direttore della Casa di reclusione, Claudio Mazzeo, e il Provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per il Triveneto, Enrico Sbriglia. Coordinerà i lavori Adolfo Ceretti, Professore ordinario di Criminologia, Università di Milano-Bicocca, e Coordinatore Scientifico dell’Ufficio per la Mediazione Penale di Milano. Tra le sue pubblicazioni, Cosmologie violente, Oltre la paura e Il libro dell’incontro. Sono stati invitati a intervenire (siamo in attesa di una risposta) Francesco Basentini, magistrato, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica a Catanzaro, Impegnato in prima linea contro la’Ndrangheta.
È uno strano Paese, il nostro, dove la “difficoltà imprevista” diventa così prevista, da giustificare leggi cosiddette “emergenziali”. Manca la cultura del “pensarci prima”, ed è curioso che invece individualmente siamo tutti un po’ convinti che noi saremmo capaci di “pensarci prima”. E non a caso la domanda più ricorrente, quando le persone detenute portano la loro testimonianza agli studenti, è proprio “Non potevi pensarci prima?”. Ma se spesso non ci pensa prima lo Stato, se le Istituzioni sono così poco abituate a farlo, chi educherà i singoli cittadini, chi gli insegnerà che nessuno è “buono per sempre”, e che al Bene bisogna allenarsi, anche per mezzo della conoscenza del Male?
Gli attentati a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino hanno rappresentato il punto più alto dell’emergenza criminalità nel nostro Paese. E la risposta dello Stato ha preso un’unica direzione: repressione, 41-bis, effettiva sospensione dei diritti e, purtroppo, nessuna verità processuale, come sottolinea Fiammetta Borsellino: “Nella lotta alla mafia non mi piacciono le passerelle, e diffido degli slogan. Piuttosto, ci vogliono gesti concreti. Li aspettiamo ancora. Qualsiasi impegno nei confronti della lotta alla criminalità organizzata può essere efficace solo se svolto con la massima sobrietà. Nei gesti e nelle parole”.
Fiammetta Borsellino, figlia minore del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla Mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992, quando persero la vita anche i cinque agenti della scorta.

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Emergenza testosterone: è carente in tutta Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

La questione della carenza di farmaci nell’area endocrino-metabolica sul territorio, è diventato un problema sempre più complesso che compromette la continuità di cura per un numero sempre crescente di pazienti e comporta carichi gestionali aggiuntivi per gli operatori sanitari, a denunciarlo è Edoardo Guastamacchia, presidente AME Associazione Medici Endocrinologi.“Il reperimento dei farmaci a base di androgeni è sempre stato problematico ma oggi da più parti giungono segnalazioni, prosegue Guastamacchia, di mancata disponibilità su tutto il territorio italiano di questi farmaci: SUSTANON, TESTIM, TESTOGEL, TESTOVIRON, NEBID. Non conosciamo i motivi che ne determinano la carenza e chiediamo a AIFA un intervento affinchè possano essere nuovamente disponibili nelle farmacie di tutta Italia”.“Tali terapie, spiega Vito Giagulli, responsabile area andrologia AME, vengono utilizzate nelle condizioni di ipogonadismo maschile e come terapia di transizione nei soggetti con disforia di genere. Per ipogonadismo maschile si intende una condizione di inadeguato funzionamento dei testicoli, che determina l’insufficiente produzione di testosterone e una conseguente difettosa spermatogenesi. Dati della letteratura sulle condizioni cliniche che inducono nel maschio un quadro di ipogonadismo grave ci parlano di circa l’1% della popolazione, circa il 6% per l’ipogonadismo lieve sintomatico. La terapia con testosterone mira a sostituire il ruolo fisiologico dello steroide endogeno, proteggendo i pazienti dalle complicanze legate ad una condizione di carenza cronica (astenia, depressione, osteoporosi, insulino-resistenza, cardiopatia cronica, anemia, aumento massa grassa, diminuzione massa e forza muscolare, deficit cognitivo). I farmaci devono essere assunti in modo continuativo e sotto controllo di uno specialista endocrinologico o andrologo, conclude Giagulli.“Fino ad ora, riferisce Stefania Bonadonna, responsabile gruppo di lavoro disforia di genere AME, gli endocrinologi hanno cercato di aggirare la mancanza di questi farmaci proponendo altri preparati alternativi spesso, purtroppo, più costosi ma sicuramente con una farmacodinamica molto più aderente alla fisiologia secretiva del testosterone, ma oggi cominciano a mancare anche questi”.

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Allarme dei gastroenterologi: “la carenza di specialisti sta diventando un’emergenza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 aprile 2019

Mancano specialisti in gastroenterologia, un allarme che deve giungere al più presto alle orecchie delle istituzioni affinché possano essere messe in campo soluzioni per non privare i cittadini di queste figure professionali fondamentali. È questo l’argomento della tavola rotonda istituzionale ‘Carenza di specialisti: criticità e proposte’, durante il congresso nazionale delle malattie digestive, che quest’anno si è svolto all’Ergife Palace Hotel di Roma per festeggiare il suo 25° Anniversario. Un compleanno importante che vede unite tutte le società scientifiche gastroenterologiche (AIGO, SIED, SIGE, AISF, AISP, IG-IBD, SIGENP, SINGEM) e non gastroenterologiche (ADI, GISCoR, SICCR, SICO) che hanno interesse e si occupano a vario titolo di malattie dell’apparato digerente. “I reparti di gastroenterologia stanno chiudendo uno dopo l’altro – hanno detto i partecipanti alla tavola rotonda – e questo comporta lo spostamento dei pazienti verso le chirurgie e verso la medicina interna, con un aumento dei costi e un evidente peggioramento della qualità assistenziale, a tutto danno dei pazienti e dello stesso Ssn”.Un incontro di grande interesse per i giovani medici, per i pazienti e per la sopravvivenza ed il futuro della gastroenterologia e dell’endoscopia digestiva italiane, un rischio che peserebbe soprattutto sugli assistiti. Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti – moderati dalla presidente Fismad professoressa Maria Caterina Parodi – anche esponenti delle istituzioni nazionali e locali e il rappresentante degli specializzandi, a garanzia della massima interattività.A lanciare l’allarme sulla progressiva carenza di specialisti è la presidente FISMAD Maria Caterina Parodi: “Entro il 2022 andranno in pensione oltre 30 mila specialisti ospedalieri e 5 mila universitari e ambulatoriali convenzionati. Nel 2025 si arriverà ad un collasso del ‘sistema salute’ per l’assenza di quasi 17 mila specialisti, un crollo dovuto al mancato ricambio generazionale causato dall’imbuto formativo creatosi in questi anni. Sono 10 mila i laureati in medicina ogni anno, 6.934 sono stati i contratti di formazione specialistica nel 2018, con un aumento di 900 borse previsto nel 2019. Numeri insufficienti – sostiene Parodi – per ridurre il deficit atteso. Bisognerebbe evitare, innanzitutto, le numerose borse di studio che ogni anno vanno perse e far fronte alla fuga dei giovani specialisti che dal Sud si trasferiscono al Nord Italia o all’estero, sono ben 1000 specialisti all’anno”. Per quanto concerne i gastroenterologi, Parodi dichiara: “Nel 2020 mancheranno oltre 1200 specialisti solo per garantire l’attività endoscopica ambulatoriale esclusa la colonscopia di screening. I contratti di formazione post-laurea in gastroenterologia sono meno di 1/3 rispetto a quelli in chirurgia, medicina interna, cardiologia”.Secondo dati diffusi da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, l’Italia ha i medici più vecchi d’Europa, con il 54 per cento del totale che supera i 55 anni. È dunque evidente come il nostro paese sia particolarmente interessato ai problemi che pongono l’invecchiamento della popolazione professionale operante nel Servizio sanitario nazionale e il suo pensionamento, presente e futuro, considerando anche la recente introduzione della ‘quota 100’. Questo soprattutto a fronte delle criticità del sistema formativo post-lauream – le scuole di specializzazione – che non riescono a coprire il fabbisogno di medici. L’allarme ovviamente coinvolge anche la gastroenterologia, che da anni lamenta la copertura insufficiente per i bisogni della popolazione.

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L’emergenza idrica sta interessando il Nord del Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Sino ad ora ha impedito l’avvio dell’irrigazione, di questi giorni, in tutto il territorio in destra del fiume Sesia, in Piemonte.La portata del fiume Sesia, alla sezione di Gattinara, è complessivamente pari a circa 75 “moduli” (1 modulo = 100 litri al secondo) e con questa dotazione si dovrebbe far fronte all’irrigazione tanto della sponda sinistra novarese quanto di quella destra vercellese; per capire la criticità della situazione, basta un dato: per irrigare regolarmente il solo territorio vercellese, i canali dovrebbero avere una portata complessiva pari a 102 moduli di acqua!
Non solo: in base ai criteri di riparto, con l’attuale disponibilità spetterebbero alla sponda vercellese 15 moduli, da cui però dedurre la quota di deflusso minimo vitale che, di fatto, azzerano il prelievo.Pur essendo ancora prematuro parlare di danni alle colture, due elementi paiono oltremodo preoccupanti: non si prevedono precipitazioni consistenti e l’innevamento è minimo, tale da far ritenere che l’usuale aumento delle portate fluviali, dovuto allo scioglimento delle nevi, potrebbe avere quest’anno una durata ed un’entità veramente modeste.Le uniche aree irrigue del territorio della Baraggia Biellese e Vercellese, dove, allo stato attuale, si può avviare il servizio irriguo, sono quelle idricamente dipendenti dagli invasi sui torrenti Ostola, Ravasanella e Ingagna (al 100% delle proprie capacità di accumulo, grazie alle piogge intense dei mesi di Ottobre e Novembre scorsi); tali dotazioni dovrebbero riuscire a garantire sia i consumi potabili che irrigui ed il Deflusso Minimo Vitale.“E’ l’ennesima prova concreta dell’insostituibile funzione degli invasi nel contrasto alle conseguenze dei cambiamenti climatici” chiosa Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).“E’ necessario proseguire la programmazione degli interventi, avviata dal Piano Nazionale Invasi – conclude il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano – Al proposito, resta urgente la programmazione della fase realizzativa del nuovo bacino sul torrente Sessera, la cui progettazione esecutiva è prossima alla conclusione e che servirà proprio a sopperire alle croniche carenze idriche del fiume Sesia.”

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Pacifico: “Emergenza sostegno, trasformare tutti i posti in deroga in posti di diritto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Intervista a Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ai microfoni di Radio Cusano Campus: “Ogni anno si assiste al balletto delle supplenze e degli insegnanti, solo uno su due è di ruolo sul sostegno e le famiglie si rivolgono ai tribunali. Il governo stia a sentire le proposte concrete dei sindacati. Se per cinque anni un alunno ha assegnato un docente in deroga, quello non è più un posto in deroga. E poi bisogna pensare anche al futuro di questi ragazzi dopo la scuola”
Le pari opportunità fra studenti normodotati e disabili? Passano principalmente dai tribunali. Ne sa qualcosa Anief che, in questo senso, attiva e vince ricorsi. Se ne è parlato nel corso del programma radiofonico “A Ruota libera” di Radio Cusano Campus, a cui ha partecipato anche il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico. «Purtroppo il legislatore non ha aggiornato la normativa sugli organici di sostegno – ha sottolineato Pacifico, nel corso della trasmissione – e l’ultimo aggiornamento risale al 2013, alla legge Carlotta, che però fissava un tetto degli organici su numeri di dieci anni fa. È vero che ci sono state assunzioni, sia dopo la Buona scuola che nell’anno successivo, ma sono insufficienti. E comunque si tiene contro del limite stabilito da quell’aggiornamento. Qualcosa di anacronistico. Se si pensa che negli ultimi dodici anni è quasi raddoppiato nelle scuole il numero di nostri figli con una disabilità certificata anche grave. Bisogna trasformare tutti i posti in deroga in posti di diritto.»Soprattutto nel mondo della scuola l’Italia appare come il Paese delle deroghe infinite, anche in ambiti su cui non sarebbe possibile fare sconti, pure tra i banchi di scuola. «Purtroppo – ha fatto notare il presidente dell’Anief – ancora oggi in Italia il quaranta per cento degli organici su posti di sostegno viene dato in deroga. Nonostante il numero degli alunni con disabilità aumenti di seimila, settemila unità l’anno. Significa che quasi solo un insegnante su due è di ruolo per il sostegno e ogni anno c’è il balletto delle supplenze e degli insegnanti. I presidi chiedono quasi il doppio degli docenti che vengono effettivamente assegnati dagli uffici scolastici regionali e dal Ministero che, per ragioni di finanza pubblica, non li accontenta, nonostante le scuole abbiano tantissimi alunni con disabilità certificata. È così che le famiglie si rivolgono ai tribunali e presentano ricorsi, che noi di Anief facciamo gratuitamente, e ottengono giustizia dalle sentenze. Il paradosso più grande è che i tribunali, in presenza di una disabilità grave certificata, prevedono un rapporto uno a uno fra insegnante e alunno, mentre i presidi, che si ritrovano con gli organici ridotti, danno la metà delle ore dovute, o un quarto.»
Pacifico chiede alla maggioranza di mettere in pratica il programma di governo, ovvero il contratto stilato all’inizio della legislatura in cui Movimento Cinque Stelle e Lega si assumevano gli impegni comuni e imprescindibili. «Nel contratto di governo – osserva Pacifico – c’è un punto specifico che riguarda l’inclusione scolastica e c’è anche un ministro che se ne deve occupare. Alla maggioranza chiediamo di ascoltare, oltre alle associazioni di categoria, anche i sindacati che fanno proposte concrete. La prima proposta di Anief è trasformare tutti in posti in deroga in posti di diritto. Il concetto di posto in deroga deriva da esigenze straordinarie, ha senso per un anno. Se per cinque anni allo stesso alunno è assegnato lo stesso insegnante vuol dire che questo posto non dovrebbe essere in deroga. Bisogna, dunque, aumentare gli organici.» Non si assisterebbe più, così, a un inizio di scuola ritardato per i ragazzi con disabilità e a tutte le altre criticità del caso. «Attualmente è così – conclude il presidente dell’Anief – perché le supplenze si stabiliscono dopo le immissioni in ruolo, entro il 31 agosto e a volte anche oltre, e dopo le procedura di mobilità. Poi un altro problema è la mancanza di assistenti all’autonomia; alcuni Comuni sono carenti in questo senso. Un caso eclatante è avvenuto a Termini Imerese, dove un’alunna con la sindrome di Down non è stata sostenuta dall’assistenza per il trasporto e da tre anni non va a scuola. È un problema che sta molto a cuore ad Anief, gli studenti con disabilità sono trecentomila su otto milioni. Speriamo che il governo ci ascolti, non è solo una questione di posti di lavoro, si parla del futuro dei nostri ragazzi. Serve un’opera ulteriore di sensibilizzazione nei confronti delle famiglie, che molto spesso non conoscono i diritti dei loro figli. In Sicilia abbiamo coinvolto le associazioni di famiglie, annullando l’ultima circolare degli organici che per anni attribuiva sempre posti in deroga e siamo pronti a commissariare gli uffici scolastici se non faranno, come il Tar ha richiesto, un’analisi sull’effettiva esigenza dei posti. E poi sarebbero necessarie politiche sociali diverse, di coesione, con provvedimenti legislativi post-scuola, per sviluppare le competenze e le peculiarità di questi ragazzi.»

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Legislazione di emergenza in caso di Brexit senza accordo, a che punto siamo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 febbraio 2019

Finora la Commissione ha presentato 19 proposte legislative, sulle quali sono stati compiuti progressi significativi in seno al Parlamento europeo e al Consiglio, che ne hanno adottate o concordate 7. Dodici proposte devono ancora essere finalizzate dai colegislatori, che stanno procedendo speditamente. Sono anche stati adottati alcuni atti non legislativi, compresi 10 atti delegati, 6 atti di esecuzione e 3 decisioni della Commissione. Tutti i testi sono disponibili qui. Come sottolineato nelle precedenti comunicazioni della Commissione sui preparativi in vista della Brexit, le misure di emergenza non mitigheranno né potranno attenuare l’impatto complessivo di un mancato accordo, non compenseranno in alcun modo la mancanza di preparazione, né replicheranno tutti i vantaggi dell’appartenenza all’UE o le condizioni favorevoli di un eventuale periodo di transizione, come previsto nell’accordo di recesso. Queste proposte hanno un carattere temporaneo, una portata limitata e saranno adottate unilateralmente dall’UE; non si tratta di “mini accordi” e non sono state negoziate con il Regno Unito.Oltre a questa attività legislativa, la Commissione ha intensificato il proprio impegno ad informare proattivamente il pubblico sull’importanza di prepararsi ad una Brexit senza accordo. Ha pubblicato 88 avvisi e 3 comunicazioni dettagliate sui preparativi in vista della Brexit. Questa settimana ha inoltre intensificato l’attività informativa rivolta alle imprese dell’UE per quanto concerne dogane e imposte indirette.La Commissione continua a tenere dibattiti tecnici con i 27 Stati membri sia su questioni generali relative alle misure preparatorie e di emergenza che su questioni specifiche settoriali, giuridiche e amministrative.Tra gennaio e marzo 2019 la Segretaria generale aggiunta della Commissione Céline Gauer e un gruppo di funzionari della Commissione hanno programmato visite alle capitali dei 27 Stati membri per fornire i chiarimenti necessari sulle azioni preparatorie e di emergenza della Commissione e per discutere dei preparativi e dei piani di emergenza nazionali. Oggi si trovano in Lettonia. Finora le visite hanno evidenziato un elevato grado di preparazione degli Stati membri a tutte le eventualità.

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Consob: Indicazione Savona non risolve emergenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

“L’indicazione del professor Paolo Savona alla presidenza della Consob non risolve la situazione di emergenza in cui versa da tempo questa importante Istituzione. Certamente bisognerà fare chiarezza sulle sue presunte incompatibilità in base alla legge Madia e sulla non conferibilità dell’incarico allo stesso Savona in quanto ex amministratore di un fondo di investimento, Euklid, anche se dimissionario da tale carica. Ma è bene considerare che, comunque, saranno necessari alcuni mesi per ricostituire la piena funzionalità della Consob. Per questa ragione ho richiesto nuovamente ai presidenti della Commissione Finanze e Tesoro di Camera e Senato, un’urgente audizione dell’attuale presidente Genovese per accertare la piena e regolare funzionalità della Consob”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Demenza: un’emergenza socio-sanitaria con enormi implicazioni economiche

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Il termine demenza descrive una serie di sintomi cognitivi, comportamentali e psicologici che possono includere perdita di memoria, difficoltà di ragionamento e di comunicazione e cambiamenti della personalità, compromettendo le capacità di svolgere le normali attività quotidiane con conseguente perdita di autonomia. In Italia, secondo i dati del Ministero della Salute, i pazienti affetti da demenza sono oltre un milione (di cui circa 600.000 con malattia di Alzheimer) ed in continuo aumento per l’invecchiamento della popolazione. Circa 3 milioni di persone sono coinvolte direttamente o indirettamente nell’assistenza dei pazienti affetti da demenza, i cui costi socio-sanitari sono stimati tra i 10 e 12 miliardi di euro all’anno.«La demenza rappresenta una rilevante emergenza socio-sanitaria con enormi implicazioni economiche – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – e il suo impatto nei prossimi anni sarà condizionato, oltre che dall’invecchiamento della popolazione, anche da un’assistenza ad oggi non ottimale: infatti, se da un lato circa il 50% delle persone affette da demenza non riceve un supporto adeguato dopo la diagnosi, dall’altro 1 paziente su 3 non viene diagnosticato, impedendo alle famiglie ad accedere ai fondi per le disabilità».Nel nostro Paese esistono numerosi riferimenti normativi e iniziative finalizzate a migliorare l’assistenza dei pazienti con demenza: dal Piano nazionale demenze (PND) al tavolo di monitoraggio della sua implementazione; dall’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità alle “Linee di indirizzo nazionali sui Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) per le demenze” e alle “Linee di indirizzo nazionali sull’uso dei Sistemi informativi per caratterizzare il fenomeno delle demenze”.«A fronte dei vari documenti di programmazione e organizzazione sanitaria – continua il Presidente – non sono oggi disponibili per i professionisti sanitari, pazienti, familiari e caregiver linee guida nazionali aggiornate, mentre quelle regionali risultano obsolete secondo i criteri definiti dal nuovo Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG). In altri termini, manca una base scientifica condivisa per informare la costruzione dei PDTA a livello regionale e locale». Per questo la Fondazione GIMBE ha realizzato la sintesi in lingua italiana delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), aggiornate a giugno 2018, che saranno inserite nella sezione “Buone Pratiche” del SNLG.
Le linee guida NICE forniscono raccomandazioni relative a vari aspetti della gestione della demenza: dal coinvolgimento attivo dei pazienti alla valutazione iniziale in ambiti non specialistici e all’invio ai Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze; dal coordinamento dell’assistenza agli interventi sanitari per promuovere le funzioni cognitive, l’indipendenza e il benessere dei pazienti; dalla terapia farmacologica delle demenze da Alzheimer e non-Alzheimer ai farmaci che possono causare un deterioramento cognitivo; dal trattamento dei sintomi non cognitivi (ansia, depressione, disturbi del sonno) alla valutazione e trattamento di altre condizioni croniche (dolore, deficit sensoriali); dal supporto ai caregiver alla pianificazione anticipata dell’assistenza.«Fondamentale per l’implementazione delle raccomandazioni – puntualizza il Presidente – è l’identificazione di un unico professionista sanitario o sociale responsabile del coordinamento assistenziale dei pazienti affetti da demenza, i cui ruoli e responsabilità sono declinati in maniera molto precisa dalle linee guida».Numerose anche le raccomandazioni pratiche su accuratezza diagnostica dei vari test cognitivi, criteri di diagnosi differenziale tra demenza e delirium, interventi cognitivi e di formazione per i caregiver, oltre alla definizione delle priorità rilevanti per la ricerca, al fine di ampliare le conoscenze scientifiche per la gestione di questa condizione.«In attesa della elaborazione delle linee guida nazionali sulla demenza, già incluse nell’elenco delle priorità da parte del Comitato Strategico del SNLG – conclude Cartabellotta – auspichiamo che la versione italiana di questo autorevole documento del NICE rappresenti una base scientifica di riferimento, sia per la costruzione dei PDTA regionali e locali, sia per l’aggiornamento di professionisti sanitari e operatori sociali sia per la corretta informazione di pazienti, familiari e caregiver».Le Linee guida per la diagnosi, la terapia e il supporto dei pazienti affetti da demenza sono disponibili a: http://www.evidence.it/demenze.

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“Bombardamento Libia vera causa emergenza umanitaria”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

“Non accettiamo lezioni dai francesi che, come emerge dal carteggio pubblicato dal Dipartimento di Stato americano e mostrato oggi da Giorgia Meloni, prima bombardano la Libia per difendere il franco Cfa e poi ci fanno la morale sull’accoglienza. Le politiche francesi di sfruttamento dell’Africa sono la vera causa dell’emergenza umanitaria che stiamo vivendo”. Lo ha detto il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, intervenendo alla trasmissione “Studio 24″ su Rai News 24.”Stando ad un’informativa inviata da un funzionario Usa all’allora Segretario di Stato Usa Hillary Clinton – ha detto Donzelli – i francesi avrebbero bombardato Gheddafi per contrastare il suo progetto di creare una moneta panafricana per liberarsi dal franco coloniale, che la Francia tutt’oggi impone a 14 nazioni africane, e favorire così la loro autodeterminazione. La Francia prima sfrutta le nazioni povere e poi scarica su di noi la responsabilità dell’accoglienza. Ora l’unico modo per fermare le partenze ed evitare le morti in mare è un blocco navale al largo delle coste della Libia, chi non ha diritto di stare in Italia deve essere espulso: su questo saremo vigili e incalzeremo il governo. Le altre nazioni europee prima di riempirsi la bocca inizino a prendersi in carico gli immigrati come avevano promesso – ha concluso Donzelli – tutti vogliono insegnare come si fa accoglienza in Italia: facile essere accoglienti con i porti altrui”.

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Continua l’emergenza Pronto Soccorso a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Passa il tempo ma l’emergenza Pronto Soccorso della Capitale non cambia e, puntualmente, come ogni anno ci troviamo difronte ad una situazione a dir poco imbarazzante oltre che pericolosa per utenti e professionisti.Alle h 13.41 di ieri (dati Regione Lazio) ci troviamo ancora una volta in grave difficoltà nella gestione dei pazienti all’interno dei pronto soccorso maggiori della capitale con punte di 135 pazienti al Policlinico Umberto I° di cui 30 in attesa di ricovero, 137 a Tor Vergata di cui 46 in attesa, 133 al Gemelli di cui 57 in attesa di ricovero, 95 al San Camillo-Forlanini con 50 in attesa di ricovero, 111 al Sant’Andrea con 42 utenti in attesa di ricovero, al Policlinico Casilino 135 con 30 in attesa di ricovero e 102 al Pertini con 46 pazienti in attesa di posti letto. nei nosocomi romani abbiamo circa 1100 pazienti in trattamento di cui circa 400 in attesa di posto letto! A tutto questo aggiungiamo le 30-40 ambulanze ARES 118 che quotidianamente restano bloccate per ore all’ingresso dei nosocomi della Capitale, in attesa che si liberi la barella oramai tramutata in un “confortevole” posto letto, mettendo così a serio rischio sia l’incolumità dei cittadini e sia la pronta risposta del sistema di emergenza-urgenza verso le necessità richieste dalla cittadinanza. Sono anni che oramai denunciamo il disastro della sanità romana, le cui polveri sono state spesso nascoste sotto il tappeto da una giunta regionale che è stata capace solo di tagli indiscriminati, in nome di una rigidità dettata da una mera regola economica contrapponendosi in maniera tangibile ad un diritto sancito costituzionalmente. Questi tagli hanno avuto come normale conseguenza il blocco del turn over che ha sbarrato per 10 anni le assunzioni del personale del Comparto portandolo ai minimi storici e con una età superiore ai 51 anni di media. Da diverso tempo NurSind sta segnalando in tutti gli incontri istituzionali la cronica mancanza degli infermieri, ovvero la scarsità in primis di coloro che prestano la prima assistenza in caso di bisogno, e tutto ciò avviene senza che la Regione preveda delle soluzioni efficaci che non sia il solo magnificarsi con i proclami inutili nel fallimentare tentativo di risolvere questa spinosa situazione. Ed è cosi che per tirare a campare si accorpano o si chiudono le Unità Operative riducendo i posti letto (si dice razionalizzare…) costringendo inevitabilmente gli utenti alla sosta per diversi giorni nel pronto soccorso in situazioni promiscue dove la privacy e la dignità vengono in taluni casi calpestate. QUESTA NON È LA SANITA’ CHE VOGLIAMO. Soluzioni caro Zingaretti? Ad oggi il sistema è al collasso come gli operatori che ci lavorano. Quando si rimanda il raccolto, i frutti marciscono; ma quando si rimandano i problemi, essi non cessano di crescere. (Paulo Coelho) (Segretario Provinciale Stefano Barone)

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Save the Children: emergenza abitativa

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Un bambino su 7 (il 14%) in Italia, anche quest’anno affronta l’inverno in una condizione di grave disagio abitativo e il 15,2% delle famiglie non riuscirà a riscaldare adeguatamente la propria abitazione, con un picco del 27,8% tra le famiglie con figli minori in povertà relativa.È l’allarme che Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, lancia in questi giorni di emergenza gelo su tutto il territorio nazionale per sollecitare interventi urgenti ed adeguati per contrastare la grave condizione di povertà abitativa che spesso pregiudica la crescita di molti bambini ed adolescenti.In un Paese dove ben 1.2 milioni di minori e 702.000 famiglie con figli minorenni (10,9% della popolazione), vivono in povertà assoluta, quasi 1 minore su 6 (il 15,4% di bambini e adolescenti), vive in case con problemi strutturali quali umidità, tracce di muffa alle pareti, soffitti gocciolanti, infissi rotti, contro una media Ue del 14,3%.Sempre in merito al disagio abitativo, sono ben 650mila le famiglie iscritte da anni alle graduatorie per ottenere un alloggio di residenza pubblica e altrettanti nuclei familiari che versano in situazioni di estremo bisogno o che sono da tempo sotto sfratto. Nel solo 2017, il 90% delle quasi 60mila sentenze di sfratto aveva come motivazione la “morosità incolpevole” e in 32mila sfratti è intervenuta la forza pubblica. Sono moltissimi i bambini che, tra sfratti e sgomberi, hanno vissuto il trauma dell’allontanamento da casa, alla ricerca di un rifugio da parenti o in alloggi di fortuna, separati a volte da uno dei genitori, dagli amici, dalla scuola, dai giochi.Una situazione talmente critica da sollecitare l’intervento della Garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, che recentemente ha raccomandato che fosse garantito a bambini e ragazzi il diritto all’unità familiare, alla sicurezza sociale, legata alla disponibilità di un’abitazione alternativa adeguata, alla tutela della loro salute e del loro interesse alla continuità scolastica.Save the Children sottolinea anche, come le politiche abitative in Italia assorbano appena lo 0,1% della spesa sociale (rispetto al 2,1% della Germania e al 2,6% della Francia), un investimento troppo basso che non potrà sollevare una situazione di profonda sofferenza sociale che, da Nord a Sud, compromette le opportunità di crescita di migliaia di bambini e adolescenti.“Nei giorni scorsi è giustamente stato sollevato il problema delle scuole dove i bambini e i ragazzi sono lasciati al freddo. È bene ricordare che, per alcuni di loro, il problema della mancanza di riscaldamento riguarda anche la casa, con conseguenze gravi per la salute, le performance scolastiche, le relazioni familiari e sociali, influendo negativamente sulla loro crescita” sottolinea Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia Europa di Save the Children. “È necessario attuare misure di sostegno abitativo a favore, in primo luogo, di famiglie con minori e soggetti vulnerabili, come ad esempio rendere disponibili alloggi sfitti o inutilizzati, investire nella manutenzione, nella gestione e assegnazione delle case di edilizia pubblica, riutilizzo a fini abitativi del patrimonio immobiliare demaniale, fondo sociale per aiutare gli inquilini in affanno per pagare l’affitto. È inoltre indispensabile garantire l’accesso ai servizi sociali, sanitari ed educativi a tutti i bambini e la fornitura delle utenze quali acqua ed energia elettrica” conclude Raffaela Milano.

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Emergenza rifiuti a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

L’Associazione dei Direttori di Albergo di Roma e Lazio esprime attraverso il suo Presidente Manuel Libertucci profonda preoccupazione per il livello di allerta immondizia raggiunto nella città in questi giorni con l’incalzare delle pessime notizie pubblicate su tutti gli organi di informazione internazionale che dipingono la città di Roma in una condizione drammatica. I turisti ospiti negli alberghi in città in questi giorni rientrano nelle strutture chiedendo spiegazioni e rammaricati per il livello di degrado raggiunto nelle strade invase dalla spazzatura. Questa emergenza non fa altro che aggiungere ulteriori ombre sulla pessima comunicazione che nel tempo sembra distinguere la nostra città a discapito della sua reputazione e con chiare ed evidenti ricadute sul traffico turistico. È ben chiaro a tutti gli addetti ai lavori da tempo che l’offerta ricettiva cittadina non è costituita semplicemente dalle strutture alberghiere ma da quella giusta alchimia tra i servizi offerti nella città, il suo decoro, la sicurezza ed ovviamente anche poi dalla qualità del servizio erogato in albergo stesso. L’Associazione dei Direttori di Albergo chiede un intervento immediato e mirato da parte dell’amministrazione capitolina volta alla risoluzione di una emergenza che non può avere una ulteriore escalation che porterebbe ad una successiva emergenza igienico sanitaria gravissima.

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Buche a Roma: emergenza continua

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

“Con le piogge di questi giorni i rattoppi del ‘Piano Marshall’ varato dalla giunta Raggi, hanno vita breve. Cosi come gli impegni del vice-premier Di Maio e di Conte sui 180 milioni di euro da destinare alle strade della Capitale. I pochi interventi effettuati nei mesi scorsi si stanno sgretolando con i temporali. Sono sempre più numerose le segnalazioni di pericolo che ci vengono dai cittadini. La situazione delle strade di Roma è indecente. Siamo all’emergenza continua. Automobilisti, motociclisti e ciclisti, sempre più a rischio incolumità, sono costretti a pericolose gimkane. Chi invece non riesce ad evitare le pericolose trappole stradali fa i conti dei danni.
È da irresponsabili non intervenire immediatamente su situazioni di pericolo che mettono a rischio l’incolumità pubblica. Considerando che da oltre 2 anni la giunta Raggi non riesce a mettere a punto un piano di manutenzioni stradali, verrebbe da dire che siamo passati dall’operazione #StradeNuove a quella #Stradevintage”.Così in una nota il capogruppo del PD Capitolino Antongiulio Pelonzi.

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Emergenza: abusivismo edilizio

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

“Ogni volta che c’è una tragedia si torna a parlare dell’emergenza abusivismo edilizio. Che non è un’emergenza visto che in Italia ci sono oltre un milione di manufatti abusivi. Uno dei motivi che scatena le opere illegali, nessuno lo dice per paura di apparire politicamente scorretto, è l’eccesso di dirigismo, la sostanziale impossibilità di chiedere permessi e ottenere autorizzazioni in tempi ‘umani’, anche a causa di un vincolismo disordinato ed esasperato. La questione si divide in due parti: gli interventi per stroncare i 20mila abusi/anno che tuttora si realizzano e il metodo per mettere le mani su quelli del passato.
Sul primo quesito le risposte sono facili e immediate e il governo deve fare i suoi passi, decisi e subito. Sul secondo è necessario un grande piano nazionale per delocalizzare, cioè abbattere e consentire la ricostruzione in aree regolari, ammettendo la correità della pubblica amministrazione perché una casa non è un telo di merce contraffatta. Per arrivare al tetto servono anni ed è evidente che le autorità competenti si siano girate dall’altra parte per facilitare l’ultimazione delle opere. Occorre rivedere il regime dei suoli, stroncare la
speculazione fondiaria e consentire al comune cittadino di chiedere un permesso e avere una risposta rapida. Per le demolizioni inevitabili di edifici a rischio, come tutti quelli collocati nel letto dei fiumi, occorre varare un’autorità terza che liberi gli amministratori locali da responsabilità che non possono prendersi e dall’impossibilità economica di procedere materialmente agli abbattimenti e tuteli la vita di persone e famiglie”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia a Coffee Break.

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Seminario Rintracciare “l’emergente sociale”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Parma mercoledì 10 ottobre, alle ore 10, nell’Aula Magna “Angelo Scivoletto” di borgo Carissimi dell’Università di Parma Seminario Rintracciare ‘l’emergente sociale’. E’ organizzato da Vincenza Pellegrino, docente del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma.L’incontro, aperto a tutti gli interessati, consisterà in due conversazioni, con ampio spazio per il dibattito con il pubblico. Gino Mazzoli (Praxis, Reggio Emilia) converserà con Alain Ehrenberg (CNRS-Université Paris Descartes) sul tema La fatica di essere sé stessi e la tensione “possibile-impossibile”. Vulnerabilità e protezione sociale oggi.Successivamente Vincenza Pellegrino converserà con Mauro Magatti (Università Cattolica, Milano) sul tema: Abbondanza e paralisi. Scarsità e generatività. La crisi è ambivalente.A seguire, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, sono previsti due workshop in gruppi di discussione per approfondire concetti e parole nuove emersi. Grandi mutamenti sociali in atto modificano completamente le forme del legame sociale e delle relazioni di mutuo scambio, ma stentiamo a coglierne la direzione. Non basta ciò che discende dalla collazione tra gli sguardi specialistici novecenteschi, dalle letture parziali dei problemi, poiché le trasformazioni che l’umanità sta vivendo eccedono la possibilità di essere pensate appieno nei termini consueti, con le categorie analitiche e le operazioni logico-razionali che caratterizzano la nostra formazione.Un modo utile di navigare in mezzo a questi mutamenti sembra essere quello di ascoltare il fare quotidiano dei soggetti: ambiente, demografia, tecnologia propongono nodi che fatichiamo a pensare, tuttavia viviamo quotidianamente questa complessità, e in qualche modo già la manipoliamo mentalmente. Quali immaginari, spesso poco consapevoli, quali forme di rappresentazione del mondo ci aiutano oggi ad individuare l’emergente sociale? Il seminario propone alcuni scenari interpretativi dell’emergente sociale che forse sono in grado di togliere ansia al modo in cui stiamo nel mutamento sociale.

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