Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘emergenza’

A Gaeta parte “Blue Watcher”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Gaeta. Nell’ambito della campagna “Mare Mostro: un mare di plastica?”, lanciata nel 2016 a bordo della nave scuola Vespucci della Marina Militare, è stato firmato a Gaeta il protocollo d’intesa tra Comune Di Gaeta, Camera Di Commercio e Marevivo finalizzato alla realizzazione del progetto “BLUE WATCHER: Pescatori e Marevivo insieme per il mare”.
L’obiettivo é realizzare un piano di raccolta e di corretto smaltimento della marine litter che viene incidentalmente recuperata durante le attività di pesca. Il protocollo prevede anche attività di sensibilizzazione sui principali temi della marine litter, spazzatura marina, al fine di contribuire a diffondere consapevolezza sull’emergenza dell’inquinamento marino.
«Questo progetto é un ulteriore passo – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – per risolvere il problema della plastica che finisce nella rete dei pescatori sul quale anche il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, si è già espresso sostenendo che intende lavorare affinché i pescatori che trovano i rifiuti di plastica in mare possano portarli a terra, cosa che attualmente non è possibile per impedimenti burocratico amministrativi. La nostra associazione è fortemente impegnata a trovare soluzioni adeguate sulla marine litter, la spazzatura marina, che gravemente incide sulla salute dell’ecosistema marino. Ci auguriamo con questo progetto di raccogliere anche dati per poi avviare eventuali iniziative sul riciclo».«La firma del protocollo d’intesa rafforza la nostra politica di tutela ambientale e dell’ecosistema marino. In questi anni -dichiara il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano – abbiamo adottato tutte quelle misure per salvaguardare la risorsa mare e recentemente il Comune di Gaeta ha ottenuto dalla Provincia di Latina, in comodato d’uso, tre imbarcazioni per intensificare i controlli e salvaguardare le coste del Golfo di Gaeta».«Esprimo vivo apprezzamento – dichiara Mauro Zappia commissario straordinario della Camera di Commercio di Latina – per il progetto Blue Watcher al quale l’Ente camerale ha aderito con convinzione ed entusiasmo poiché rientra a pieno titolo nella cornice più ampia delle azioni a supporto dell’Economia del Mare e delle imprese che ne sono espressione, per le quali la Camera di commercio, anche attraverso la propria Azienda Speciale, è impegnata da anni in prima linea».

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Roma rifiuti urbani: “Raggiunto limite emergenza igienico-sanitaria”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

“La grave situazione che si sta determinando in queste ore nella gestione dei rifiuti della capitale è preoccupante.La raccolta va a giorni alterni e lo sciopero dei sindacati di categoria del 14 luglio rischia di aggravare ancora di più un quadro cittadino già allarmante. Ancora più inquietanti sono le forme di protesta cui cittadini esasperati hanno danno vita ieri nel quartiere Laurentino.Dopo gli sciagurati incendi di cassonetti e di cumuli di rifiuti delle settimane scorse questo episodio sembra dar vita ad un escalation di proteste che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini. A fronte di questa ennesima emergenza dal Campidoglio non sembrano essere state attivate procedure ed azioni in grado di arginare le criticità che i cittadini stanno denunciano da mesi. Con l’incombere del caldo, come andiamo affermando da settimane, i rischi di un peggioramento, anche carattere igienico-sanitario, rischiano di esasperare ulteriormente gli animi.Per questo motivo chiediamo alla sindaca Raggi di riferire con urgenza in aula sulle misure e i provvedimenti che l’amministrazione capitolina intende adottare per fronteggiare una situazione che si fa di ora in ora sempre più insopportabile.” Così in un nota il capogruppo del PD capitolino Antongiulio Pelonzi.

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“Liberi di curarsi: emergenza droga, sistema dei servizi, vuoto legislativo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Roma martedì 26 giugno alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, Fratelli d’Italia organizza in occasione della XXXII Giornata Mondiale dedicata alla Lotta alla Droga, istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite la Conferenza Stampa “Liberi di curarsi: emergenza droga, sistema dei servizi, vuoto legislativo”.
Interverranno la deputata Maria Teresa Bellucci, prima firmataria della Risoluzione sull’argomento che verrà presentata durante la conferenza, il Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Fabio Rampelli , Luciano Squillaci (Presidente Federazione Comunità Terapeutiche – Fict), Pietro Fausto D’Egidio (Presidente Federazione Italiana dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze – FeDerSerD), Biagio Sciortino (Coordinamento Nazionale dei Coordinamenti Regionali degli Enti Accreditati per le Dipendenze – Intercear), Padre Matteo Tagliaferri (Fondatore Comunità in Dialogo O.N.G.), Alessandro Diottasi (Fondatore Comunità Mondo Nuovo Onlus).

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L’emergenza in Italia resta l’Industria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“Cioè la produzione e la competitività del nostro sistema economico, non certo quello di gestire una “decrescita felice” che purtroppo con questi dati sarebbe letale”. È quanto dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso a fronte dei dati allarmanti diffusi oggi dall’Istat sulla produzione industriale in aprile.
“Siamo ancora oltre 20 punti sotto rispetto ai livelli precedenti la crisi del 2008, l’Italia è ultima tra le grandi economie europee nella capacita di recupero, mentre si profilano altre pericolose minacce per il nostro sistema produttivo: dalle guerre commerciali in atto, alimentate dalla politica daziaria americana e dalla perduranti sanzioni nei confronti di nostri importanti partner, come Russia e Iran, al netto aumento del prezzo del petrolio e di conseguenze delle altre fonti energetiche, alla crisi di alcuni paesi emergenti che potrebbe avere ulteriori riflessi negativi sul nostro export”.“Siamo – ha concluso Urso – in una situazione di forte criticità, il lascito dei governi delle sinistre si rivela pesantemente negativo, purtroppo non vi è nessun “tesoretto” da dilapidare, ma tanti problemi da affrontare con serietà e determinazione per dare fiducia e non ulteriori preoccupazioni al nostro sistema industriale. Il Contratto di programma ha bisogno di un nuovo capitolo “I” come Impresa, cioè industria, innovazione, infrastrutture. Una grande lettera “I” che ancora manca”.

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Emergenza dipendenze e vuoto politico

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

Luciano Squillaci, presidente FICT, a margine dell’incontro con i rappresentanti degli oltre 600 servizi per le dipendenze gestite dai Centri FICT a Bologna, ha affermato: “Il sistema dei servizi sulle dipendenze sta brancolando in un pericoloso vuoto legislativo e politico, mentre le droghe vecchie e nuove dilagano. Nelle dipendenze gli interlocutori politici ormai mancano in modo strutturale da oltre 7 anni. Qui non rischiamo più di perdere la partita contro le dipendenze: oggi rischiamo di non scendere proprio in campo! Un rischio che in parte è già realtà.”Squillaci menziona poi alcuni dati, “gli unici “ufficiali” che abbiamo – afferma – sono quelli delle ultime relazioni al Parlamento ed oggi li mettiamo a confronto con i dati dell’Osservatorio FICT: c’è una discrasia tra i dati del consumo e le risposte effettive che il sistema dei servizi pubblici e privato sociale riescono a dare. Secondo i dati del 2015, sappiamo che circa 460 mila persone in Italia hanno bisogno di trattamento terapeutico per una dipendenza, ma solo 140 mila vengono effettivamente trattati dai servizi e di questi 120 mila usano eroina come sostanza primaria. Parliamo di servizi in generale, perché poi in particolare agli enti del privato sociale, almeno per le vie “ufficiali”, arriva solo il 10% dell’utenza.
La FICT, come del resto molte altre realtà del privato sociale, lavora da oltre 10 anni con servizi specifici che mirano a rispondere ai bisogni legati a dipendenze alle quali un sistema ingessato, rimasto alla normativa degli anni 90, non riesce a raggiungere. E così nel 2017, dai dati dell’Osservatorio FICT, nei nostri servizi territoriali i Centri della Federazione hanno raggiunto oltre 56.547 mila persone con problemi di dipendenza da nuove sostanze di abuso, da farmaci, fino alle dipendenze cosiddette comportamentali, senza sostanza, prima su tutte il gioco d’azzardo.””Purtroppo però sono servizi che nessuno riconosce, perché la macchina legislativa, nel frattempo, non si è aggiornata al repentino mutamento delle dipendenze”. “Il sistema ufficiale, oggi, spiega Squillaci, riesce a rispondere solo alle dipendenze “classiche”, accogliendo una parte minoritaria del fenomeno.” Non solo, problemi di budget rendono anche difficoltoso il diritto alla cura: i dati del 2016 infatti ci mostrano come su 143 mila tossicodipendenti in carico presso i Servizi pubblici solo 15.563 hanno la possibilità di accedere alle comunità terapeutiche, ovvero circa l’11%. Dati che coincidono con le rilevazioni della FICT che ha contato nel 2017 circa 4.900 utenti presi in carico dai propri Centri attraverso i Servizi pubblici, circa il 30% di tutti gli utenti inviati nelle comunità. Numeri senza dubbio alti, rispetto al totale (un terzo delle prese in carico private), ma che rappresentano niente di fronte agli oltre 50mila contatti presi in carico su dipendenze altre.

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Scuola: Emergenza precariato

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Se non si inserisce nelle graduatorie ad esaurimento tutto il personale docente abilitato, si metterà a rischio il nuovo anno scolastico e le aule di giustizia si intaseranno di ricorsi. Serve, quindi, una soluzione urgente per evitare, in primis, il licenziamento di tante migliaia di maestre e maestri con diploma magistrale. I presupposti perché ciò avvenga ci sono tra l’altro tutti, considerando che nei giorni scorsi la totalità dei principali partiti che occupano le due Camere hanno espresso la loro vicinanza alle proteste veementi dei diplomati magistrale. Ma ora, all’attenzione dei parlamentari eletti nella XVIII legislatura deve corrispondere subito il favore del nuovo Esecutivo che si formerà nelle prossime ore. Senza attendere eventuali nuove elezioni. L’ultimo invito all’approvazione di un decreto legge è arrivato ieri in Aula, alla Camera, dall’on. Monica Ciaburro, appartenente a Fratelli d’Italia. Anief ha già predisposto una bozza di proposta a cui è stata accompagnata una nuova bozza che riguarda anche la trasformazione delle graduatorie di istituto in permanenti provinciali, nonché il loro utilizzo ai fini del reclutamento e l’accorpamento della prima e seconda fascia d’istituto. Nel frattempo, il sindacato ha anche chiesto al Miur di acconsentire alla sospensione dei ricorsi pendenti sull’inserimento in GaE, per via del ricorso depositato in Cassazione.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Fra un mese finiranno le lezioni scolastiche e molti insegnanti, anche della scuola superiore oltre che dell’infanzia e primaria, per via dell’adozione dell’Adunanza Plenaria del 20 dicembre scorso, rischiano seriamente di non essere più chiamati a settembre, andando a provocare, in tal modo, gravi pregiudizi della continuità didattica e ulteriori ricorsi risarcitori, mentre altri saranno licenziati nonostante abbiano superato l’anno di prova.

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Antibiotico-resistenza: l’emergenza continua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2018

Negli USA la chiamano ESKAPE gang: ne fanno parte sette microrganismi (Enterococcus spp, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter spp) capaci di selezionare, trasmettere, riprodurre mutazioni che permettono loro di “sfuggire” agli antibiotici. A questi e ad altri superbatteri si deve la diffusione del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza, ovvero la perdita di efficacia degli antibiotici e l’inquietante prospettiva del ritorno di malattie infettive che si pensavano sconfitte o sotto controllo.
Secondo l’European Centre for Disease Control (ECDC) ogni anno in Europa 25.000 persone muoiono a causa di infezioni da germi resistenti con un impegno finanziario vicino a 1,5 miliardi di euro. Nel mondo, sono circa 700.000 i decessi dovuti alle infezioni resistenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), prevede che, agli attuali tassi di incremento delle antibiotico-resistenze, da qui al 2050 i “superbug” saranno responsabili di almeno 10 milioni di decessi annui diventando la prima causa di morte al mondo.
A questa grande emergenza sanitaria, che minaccia la salute e le economie di tutti i Paesi, è dedicato il Corso di Formazione Professionale Continua “Antibiotico-Resistenze: un’emergenza globale. Il ruolo dei Media tra informazione e Formazione” promosso, insieme al Master “La Scienza nella Pratica Giornalistica” della Sapienza Università di Roma, dalla Fondazione Giovanni Lorenzini che consolida il proprio impegno nella diffusione della conoscenza scientifica e nella promozione della prevenzione nei confronti delle patologie a largo impatto sociale.
Uno studio di farmaco-epidemiologia condotto in sei grandi ospedali degli USA ha rivelato come il 60% dei pazienti al quarto giorno di ricovero sia esposto a un antibiotico, nel 30% dei casi prescritto in assenza di segni o sintomi di infezione e in poco più del 50% con un corretto work out microbiologico precedente la prescrizione.
In Italia, la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate in Europa e quasi sempre al di sopra della media europea. Nel nostro Paese Klebsiella pneumoniae carbapenemasi produttrice, considerato un superbatterio killer, è diventato in oltre il 50% dei casi resistente a tutti gli antibiotici. Le infezioni ospedaliere compaiono in circa 3 casi ogni 1.000 ricoveri acuti che avvengono in Italia, con un impatto sul Servizio Sanitario compreso tra i 72 e 96 milioni di euro.
L’aumento delle resistenze e la conseguente riduzione di efficacia degli antibiotici impatta soprattutto sulla terapia delle cosiddette ‘infezioni correlate alle pratiche assistenziali’, sia mediche sia chirurgiche, il 70% delle quali correlato all’invasività delle moderne procedure, che spesso indeboliscono le difese immunitarie dei pazienti pur prolungandone la vita. Uno studio di sorveglianza di recente pubblicato su JAMA, ha stimato che il 3% della popolazione adulta americana può definirsi immunodepresso, dato che per l’Italia si tradurrebbe in 1.500.000 di persone immunodepresse. Le strategie per controllare l’evoluzione dei fenomeni di resistenza agli antimicrobici richiedono quindi più livelli di attuazione all’interno delle organizzazioni sanitarie per acuti, nelle strutture di lungodegenza e nella medicina di comunità, dando priorità alla ricerca e all’innovazione.
A questi principi è ispirato il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020 messo a punto dal Governo italiano e pubblicato lo scorso novembre. Quattro le azioni strategiche indicate nel PNCAR per ridurre il tasso di infezioni da microrganismi resistenti agli antibiotici associate all’assistenza sanitaria ospedaliera e comunitaria: 1) sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni da microrganismi resistenti, nell’ambito sanitario umano e veterinario; 2) uso appropriato e sorveglianza del consumo di antibiotici, con una riduzione dell’impiego entro il 2020 superiore al 10% in ambito territoriale, e oltre il 5% in ambito ospedaliero, e un taglio oltre il 30% nel settore veterinario (rispetto ai livelli 2016); 3) potenziamento dei servizi diagnostici di microbiologia; 4) formazione degli operatori sanitari, educazione della popolazione e ricerca mirata.
Un’altra opportunità allo studio è quella di intervenire sull’ecologia del corpo umano, in particolare sul microbioma, il patrimonio genetico dei microrganismi normalmente presenti sul nostro corpo. Il processo della resistenza all’antibiotico ha modificato il modo di intendere il rapporto tra malattie infettive batteriche e, in parte, fungine e il microbioma umano, oggi rappresentato come un vero organo, le cui funzioni non sono ancora completamente conosciute.

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Emergenza sanità nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Nonostante l’indagine della società Demoskopika diffusa della Regione Lazio stabilisca che l’indice di performance sanitaria collochi il Lazio come prima tra le Regioni in piano di rientro, il problema delle lunghe liste d’attesa nel settore della sanità pubblica non è risolto. Per effettuare visite mediche in strutture pubbliche l’attesa media è ancora di 65 giorni, a fronte di un’offerta privata ben più rapida, circa 7 giorni di attesa per una visita e costi sempre meno distanti tra pubblico e privato.È quanto emerge dallo studio ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi sanitari Regionali’, condotto da Crea, commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni, che prende a riferimento un arco temporale che va dal 2014 al 2017. L’indagine, presentata a Roma, è stata effettuata su un campione di oltre 26 milioni di utenti, pari al 44% della popolazione totale, perché condotta sulla popolazione residente di 4 regioni: Lombardia, Veneto, Lazio e Campania; la ricerca prende in considerazione esclusivamente le prestazioni mediche senza esplicita indicazione di urgenza.
Nonostante i numerosi proclami politici della Regio Lazio e il fatto che sia uscita dal commissariamento, il cittadino si ritrova ancora a scontrarsi con tempi d’attesa eccessivamente lunghi. Ad esempio, per fare un ecocardiogramma o una ecografia alla tiroide bisogna attendere fino a quattro mesi. Ricorrendo al privato, dietro pagamento, le attese diventano di pochi giorni.Nel dettaglio delle prestazioni, i giorni di attesa della sanità pubblica sono estremamente lunghi: si va da 22,6 giorni per una Rx articolare a 96,2 per una colonscopia. Le stesse prestazioni registrano attese invece in intramoenia di 4,4 (Rx articolare) e 6,7 (colonscopia), privato convenzionato rispettivamente di 8,6 e 46,5; infine, privato a pagamento di 3,3 e 10,2.
Il fatto che i tempi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema sanitario nazionale siano così lunghi, comporta inevitabilmente una maggiore spesa nella sanità privata, che è salita a 35,2 miliardi di euro, da quanto riporta l’ultimo Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute. Inoltre, il Report sulla sanità in Italia rivela che, nell’ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie, ovvero 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente. Dato ancor più preoccupante è che per potersi curare si ricorra all’indebitamento o si dia fondo ai propri risparmi.Il diritto alla salute è un diritto fondamentale che va preservato ad ogni costo, soprattutto in ragione alle tasse che paghiamo, al diritto alla prevenzione che quindi non può essere rimandato per mesi.
CODICI, oltre ad assistere i cittadini con le varie campagne sulla sanità “Indignamoci”, “Riprendiamoci la salute”, “Piaghe da decubito”, ha aperto uno sportello dedicato alla malasanità dove gli utenti si potranno recare e presentare il loro caso.

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“Emergenza buche fa il primo ferito sul lavoro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

“Acilia: le buche della Raggi causano un ferito sul lavoro. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al Vigile che oggi alle 11,30 in via di Acilia, durante il suo servizio, mentre transennava una delle tante voragini che imperversano sulle strade romane è stato investito da un pirata della strada. Al di là di stigmatizzare l’automobilista che dopo l’investimento è fuggito, non possiamo rimanere silenti difronte a fatti simili. La Raggi vuole che i Vigili transennino tutte le buche di Roma, distraendoli dal loro compiti istituzionali, tale azione avrebbe un senso se le buche da ‘proteggere’ fossero poche ma la situazione è completamente fuori controllo. Non lo diciamo per fare della facile polemica, la realtà è toccabile con mano, anzi con ruota, una situazione così drammatica che non si è mai creata nel passato. La Raggi e tutto il M5S hanno sempre demonizzato gli interventi e l’operato delle precedenti giunte eseguivano interventi urgenti, cioè con ditte che dovevano sorvegliare le strade e tappare con immediatezza le buche. Oggi invece questa amministrazione pentastellata è del tutto incapace di fare bandi e assegnare appalti. Le promesse, i sogni e le bufale M5S sulle strade che hanno ‘rifatto da capo’ oggi si sono sciolte come la neve dei giorni scorsi e si rilevano piene di crateri. In conclusione non solo ‘sogni ma neanche solide realtà’: appalti fermi e non assegnati, lavori fatti male, Roma piena di buche e Vigili all’ospedale.” Così in una nota il consigliere del gruppo PD capitolino Antongiulio Pelonzi.

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Congresso Associazione di Neurologia dell’Emergenza-Urgenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Bologna. Si svolge dall’8 al 10 marzo il 3° Congresso Nazionale della Associazione di Neurologia dell’Emergenza-Urgenza (ANEU), società scientifica che aderisce alla Società Italiana di Neurologia (SIN), con l’obiettivo di definire ruoli e sottolineare l’importanza strategica delle figure neurologiche nell’approccio alle condizioni di Emergenza-Urgenza Neurologica in Pronto Soccorso, che spesso mette a dura prova gli aspetti organizzativi, gestionali e clinici delle risposte ai pazienti.
Basti pensare a come il neurologo sia tra le figure più richieste nell’attività quotidiana di un pronto soccorso: in Italia più del 30% delle chiamate in Pronto Soccorso interessa il neurologo e circa il 10% degli accessi ha come causa principale una patologia neurologica. Questo significa che la neurologia è una delle specialità mediche più richieste nei cosiddetti DEA (dipartimenti di emergenza e accettazione), e rende necessaria quindi una formazione continua di tutti gli operatori medico-sanitari coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico.
Nel corso del Congresso verranno trattate tematiche come le manifestazioni e lo stato epilettico, le urgenze neurologiche in gravidanza, le acuzie nella sclerosi multipla, le cefalee nell’emergenza-urgenza, e, infine, le vertigini. Si tratta di patologie che, in urgenza, possono presentare quadri particolari e diversi da caso a caso, così da mettere in difficoltà anche lo specialista più esperto.E a questo proposito ANEU lancerà, in occasione del Congresso di Bologna, il NEUday, la giornata di rilevazione su tutto il territorio nazionale delle prestazioni erogate dallo specialista neurologo in pronto soccorso. Questa iniziativa, che si svolgerà nella giornata del 21 Novembre, mira a rilevare la frequenza con cui il neurologo viene consultato in PS, confrontare le diagnosi di dimissione dal PS dei pazienti per cui è stato richiesto o non richiesto l’intervento del neurologo e confrontare gli outcome a breve termine dei pazienti per cui è stato richiesto o non richiesto l’intervento del neurologo.I risultati di questa iniziativa potranno fornire anche al grande pubblico informazioni utili su come evolve l’ambito neurologico in Italia.Durante l’evento sarà presentato la nuova edizione del volume sulla Neurologia dell’Emergenza-Urgenza: algoritmi decisionali (ed. G Micieli, D Consoli, A Cavallini e R Sterzi), interamente curato da neurologi aderenti all’ANEU, destinato a supportare lo specialista nel percorso diagnostico in situazioni di urgenze neurologiche, nonché a fornire un imprescindibile strumento di formazione e aggiornamento su tematiche assolutamente nuove e di estremo interesse, come le para e tetraplegie acute, urgenze in gravidanza, acuzie nei disturbi del movimento, attacchi ischemici transitori, disturbi funzionali acuti in neurologia ed altri.
Sarà possibile consultare la pubblicazione in formato elettronico grazie alla realizzazione di una app destinata a quanti operano nell’ambito dell’urgenza, non solo neurologica. Nella sua prima versione, l’app è stata scaricata ed usata da oltre 400 professionisti in prevalenza, ma non esclusivamente neurologi, comprendendo anche internisti e soprattutto medici d’urgenza.
Dal punto di vista della formazione, inoltre, l’ANEU sta contribuendo in maniera determinante alla programmazione di un Master sulle Emergenze nelle Malattie Neurologiche, promosso dalla SIN e realizzato in collaborazione con ISO (Italian Stroke Organization), la cui principale finalità è quella di dotare i neurologi che svolgeranno un’attività nell’ambito dell’urgenza (vascolare e altra) delle conoscenze e delle abilità pratiche per il trattamento tempestivo delle condizioni di emergenza in attesa e in preparazione dell’intervento dello specialista di settore (rianimatore, cardiologo, internista ect). Il progetto prevede, accanto alle classiche lezioni frontali, prove pratiche in ambito di simulazione in medicina.

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Etiopia: proclamato lo stato d’emergenza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 febbraio 2018

In seguito alla proclamazione dello stato d’emergenza in tutto il paese, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha messo in guardia la comunità internazionale sul pericolo di un intensificarsi delle persecuzioni e della repressione in Etiopia. Secondo l’APM, il nuovo stato di emergenza, proclamato a pochi mesi dalla fine del precedente stato di emergenza nella regione dell’Oromia, non servirà a garantire la pace e la stabilità, come sostiene il governo etiope, ma rischia di innescare solo ulteriori violenze. Durante i dieci mesi di stato di emergenza valido solo per la regione dell’Oromia e terminato nell’agosto del 2017 le forze di sicurezza hanno arrestato arbitrariamente più di 22.000 persone appartenenti al gruppo degli Oromo, di cui molti sono ancora in carcere.Il paese segnato da gravi violazioni dei diritti umani e da continua violenza non ha bisogno di un nuovo stato di emergenza ma di riforme, di diritto e di reale democrazia. L’APM si appella anche all’Unione Europea affinché condanni questa nuova limitazione dei diritti umani e continui, come fatto finora, a voltarsi dall’altra parte. Durante i 10 mesi di stato di emergenza terminato lo scorso agosto (ottobre 2016 – agosto 2017), l’UE ha fatto finta di non vedere il grave peggioramento della situazione dei diritti umani e sembra essersi accorta di quanto succedeva nel paese africano solamente nel febbraio 2018 quando grazie ad un’amnistia sono stati liberati centinaia di prigionieri politici. Lunedì 12 febbraio la cancelliera tedesca Angela Merkel ha sentito telefonicamente l’allora premier etiope Hailemariam Desalegn per congratularsi per la liberazione dei prigionieri politici e auspicando maggiori riforme. A meno di una settimana si temono ora nuove limitazioni della libertà di movimento, nell’uso di internet, dei social media e della telefonia mobile e nuovi arresti arbitrari.Lo scorso 15 febbraio il premier etiope Hailemariam Desalegn, in carica fin dal 2012, ha improvvisamente e a sorpresa rassegnato le dimissioni. Poco prima le forze di sicurezza del suo governo avevano represso nel sangue lo sciopero generale proclamato nello stato federale dell’Oromia causando almeno dieci morti e tredici feriti. Nonostante la politica di brutale repressione di ogni protesta, dal 2014 si susseguono le proteste di massa di Oromo e Amhara. Più di 2.000 persone sono morte durante le proteste e diverse migliaia di persone sono state arrestate arbitrariamente. Migliaia di persone risultano ancora arbitrariamente detenute nonostante la recente amnistia.La recente storia etiope è segnata da decenni di impunità, arresti arbitrari, tortura, massacri e omicidi politici. Se il paese intende veramente intraprendere la strada della pace duratura deve fare luce sul proprio passato e dare spazio alle organizzazioni per i diritti umani che finora sono state sistematicamente messe a tacere. Senza delle riforme che garantiscano lo stato di diritto e i fondamentali diritti umani continuerà anche la fuga in massa di persone appartenenti ai gruppi degli Oromo e degli Amhara. I 42 milioni di Oromo costituiscono il maggiore gruppo etnico dell’Etiopia ma subiscono da decenni una repressione sistematica che li spoglia dei loro diritti e priva della loro base esistenziale. Il malessere diffuso riguarda anche gli Amhara nel nord del paese e altri piccoli gruppi nel sud dell’Etiopia.

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Emergenza clima

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

Philippine climate“Il 2017 è stato il secondo anno più caldo di sempre in base ai dati della Nasa, preceduto soltanto dal 2016. Un record climatico assai negativo sul quale bisogna riflettere. Dal 1964 al 2017 le temperature globali medie sulla superficie sono salite di 0,17-0,18 °C a decennio. Nel 2017 si sono registrati record di eventi climatici a livello globale e anche l’Italia ha dovuto fare i conti con questi eventi che hanno messo in ginocchio la nostra economia e creato allarme per la tutela dell’ambiente – pensiamo al lago di Bracciano o al Po – per la difficoltà di garantire i servizi per i cittadini, e per i record di smog nelle città del nord”. Lo afferma in una nota la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola che aggiunge: “I numerosi incendi che si sono verificati hanno messo in seria difficoltà i vigili del fuoco e la macchina dei soccorsi e il Governo, anche in questa occasione, ha mostrato tutta la sua impreparazione ed inadeguatezza perché non ha saputo programmare risposte efficaci. E’ necessario mettere in campo delle politiche idonee: occorre intervenire sulla rete idrica che ha una dispersione non più accettabile, bisogna creare un progetto acque sia di contenimento di quelle piovane sia per il recupero di quelle reflue e bisogna al contempo ripulire tutte le nostre acque. Bisogna incentivare i cittadini a muoversi con i mezzi pubblici che devono però essere efficienti e incentivare l’utilizzo di piste ciclabili che siano però adeguate. Il prossimo governo avrà l’arduo compito di programmare e realizzare il futuro ambientale del nostro Paese. Forza Italia è consapevole che bisogna intervenire in maniera strutturale e che le prospettive di sviluppo della GreenEconomy – conclude la deputata azzurra – hanno bisogno di un contesto normativo stabile e chiaro”.

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Sicilia: 47 milioni di euro per pronto soccorso e aree emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

sicilia-regione-default-120718100156_bigPalermo. Un piano di investimenti per quasi 50 milioni di euro é stato approvato dall’assessore regionale alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza, nell’ambito del contributo per il ripiano delle perdite della GSA. Si tratta di interventi mirati principalmente all’emergenza e urgenza, che rispondono ai criteri individuati dal Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato tra le diverse progettualità e richieste delle Aziende del sistema sanitario regionale.
I fondi assegnati, per complessivi 47.603.000,00 euro, sono nella loro quasi totalità destinati alle unità operative di Pronto Soccorso ed all’emergenza-urgenza e consentiranno un primo piano di interventi previsti in questi delicatissimi settori Le aree interessate sono: Sciacca, Canicattì, Caltanissetta, Gela, Acireale, Paternò, Bronte, Militello V. C., Catania, Enna, Nicosia, Leonforte, Sant’Agata di Militello, Milazzo, Palermo, Vittoria, Ragusa, Avola, Siracusa, Trapani e Alcamo-Castelvetrano.Sono altresì finanziati, tra gli altri, il centro amianto di Augusta e l’unità spinale unipolare dell’Irccs Bonino Pulejo presso l’azienda Cannizzaro di Catania.”Per il governo Musumeci – ha dichiarato l’assessore alla Salute, Ruggero Razza – le unità di pronto soccorso e tutta l’area emergenza-urgenza rappresentano una priorità. Desidero rivolgere il compiacimento mio personale e dell’intero governo alla Direzione programmazione per il lavoro svolto, grazie al quale potranno essere avviate iniziative attese nel territorio. Va detto che la procedura é iniziata nei mesi scorsi e il governo ha condiviso e stimolato un criterio di selezione che partisse dalle aree di crisi”.
Razza ha inoltre evidenziato come “la difficile gestione delle unità di pronto soccorso sarà, assieme alla Rete ospedaliera, al centro dell’incontro con i direttori generali ed i commissari che si è tenuto oggi a Palermo”.

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Ostia: no a interventi emergenziali serve strategia di lungo respiro

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

ostia“Parlare di inviare o meno l’esercito in territori asfissiati dalla presenza criminale significa perdere di vista il vero nocciolo della questione. Non si può e non si deve trattare la situazione di Ostia e dell’intero litorale romano come un fatto ‘emergenziale’, nel senso che non si può ogni volta, in questo Paese, sollevare ‘casi’ legati alla pura apparenza mediatica occupandosi del ‘se’ e del ‘come’ attuare ‘singoli’ interventi per rispondere a ‘singoli’ eventi. Oggi parliamo di Ostia perché, purtroppo, una troupe televisiva è stata aggredita e questo ha riacceso i riflettori su una situazione estremamente preoccupante. Ma ci sono tante zone del Paese che rappresentano realtà da troppo tempo profondamente compromesse a livello sociale e di conseguenza sul piano della sicurezza e della legalità, e non trovano la giusta attenzione mediatica se non di fronte a singoli eclatanti episodi. Ciò che davvero serve è fissare delle priorità e attuare strategie di lungo respiro che garantiscano il reale e diffuso controllo del territorio, mettendo le Forze di polizia in condizione di operare per fronteggiare larghe sacche di ‘cultura dell’illegalità’ che si manifestano con violenze e prevaricazioni continue nella vita quotidiana dei cittadini. Ciò che davvero serve è darci i numeri e i mezzi per una efficace azione repressiva e di prevenzione tesa a difendere lo stato di diritto in luoghi dove c’è chi vive al di fuori delle regole del Paese”.Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, torna così sulla discussione che si è accesa dopo gli ultimi recenti episodi di criminalità ad Ostia e che, da ultimo, ha riguardato la possibilità o meno di inviare l’Esercito su quei territori. In proposito oggi anche il Capo della Polizia è tornato sulla vicenda spiegando: “La polizia non vuole la cooperazione dell’Esercito a Ostia? Assolutamente no, sono un convinto assertore che in questo Paese ognuno debba fare il suo al meglio unicuique suum”. “Le organizzazioni criminali del livello che quel territorio esprime – ha continuato Gabrielli – non si combattono con la presenza di pattuglie più o meno armate sulla strada ma con un’efficace presidio e controllo sul territorio ma soprattutto con un’efficace attività investigativa”. “Appena venti giorni fa – ha concluso Pianese – abbiamo ricordato come Ostia, con i suoi 226.000 abitanti, e ormai da tempo roccaforte di espressioni di delinquenza e criminalità di estremo rilievo, sia affidata al lavoro encomiabile ed eroico di un numero assolutamente insufficiente di poliziotti del locale Commissariato. Ecco, questo è il tema. Da qui bisogna partire se davvero si vuole parlare di ripristinare le civili condizioni di sicurezza e legalità nelle nostre città, sui nostri litorali, nei nostri entroterra”.

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Incendi Piemonte: E’ emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 28 ottobre 2017

vigilidelfuoco14“Non si arresta l’emergenza incendi sulle Alpi piemontesi, che continuano a bruciare senza sosta”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia, Vincenza Labriola, che aggiunge: “La continua e grave siccità non permette ai focolai divampati nei giorni scorsi di ridursi in modo apprezzabile. Anzi. Nelle ultime ore, altre fiamme hanno ripreso a bruciare i boschi alpini cuneesi e torinesi, provocando anche una vittima a Cantalupa, nel Pinerolese. Purtroppo – prosegue la deputata azzurra – non si vede un miglioramento significativo delle condizioni e resta lo stato di massima allerta. Una situazione che rende necessario mantenere la massima presenza di mezzi e persone. Il nostro Paese sta iniziando, a voler essere ottimisti, a subire un processo di desertificazione, e sembra che l’unica cosa che resta da fare al partito di maggioranza, dopo aver cancellato il Corpo Forestale dello Stato, non aver distribuito chirurgicamente le competenze e illuso di assumere ed esaurire la graduatoria dei vigili del fuoco, sia fare la danza della pioggia. Un pensiero a tutti i vigili del fuoco – conclude Labriola – e a tutti coloro che stanno lavorando attivamente con professionalità e cuore per fermare questa catastrofe”.

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«Le bombe sono cessate, ma l’emergenza è la stessa»

Posted by fidest press agency su martedì, 17 ottobre 2017

aleppoAleppo. Così il vicario apostolico di Aleppo, monsignor Georges Abou Khazen, scrive personalmente a decine di migliaia di Benefattori di Aiuto alla Chiesa che Soffre, descrivendo la drammatica situazione nella martoriata città siriana, dove per i cristiani «ogni aiuto può fare la differenza tra partire e rimanere».È in questa realtà che ACS sostiene da quasi tre anni il progetto Goccia di latte, che ogni mese assicura latte in polvere a 2850 bambini al di sotto dei 10 anni, appartenenti a 1500 famiglie cristiane. In questi giorni la Fondazione pontificia ha lanciato una nuova campagna per garantire il latte ai bambini nel 2018.«Un’iniziativa essenziale che si rivolge alle principali vittime del conflitto, i bambini – spiega il presule – Molti di loro sono infatti rimasti traumatizzati dalle violenze e tanti hanno perso dei familiari o addirittura dei compagni di scuola. Almeno così potranno crescere sani e forti». Una Goccia di latte è un contributo importante anche per i genitori, che hanno ritrovato la serenità di poter dare del latte ai propri figli. Con la svalutazione della lira siriana, tanti generi alimentari sono infatti divenuti beni di lusso. Incluso il latte in polvere il cui costo è di 3mila lire siriane a confezione. Una cifra che può sembrare modesta, ma che per molte famiglie è insostenibile, dal momento che uno stipendio medio è di appena 30mila lire siriane, 50 euro, e molti dei cristiani sono rimasti disoccupati a causa della guerra.La fine dei bombardamenti su Aleppo spinge alcune delle famiglie cristiane che hanno abbandonato la città a farvi ritorno. «Ma perché questo accada – scrive monsignor Abou Khazen ai Benefattori ACS – e affinché anche le altre famiglie restino, dobbiamo aiutarle. Un padre che non può dare da mangiare ai propri figli andrà ovunque pur di garantirglielo».Il sostegno concreto offerto ai cristiani siriani dai loro fratelli nella fede occidentali, è anche fonte di speranza. «È grazie al vostro aiuto se possiamo rimanere qui e sostenere la nostra povera gente. E così non ci sentiamo una minoranza piccola e perseguitata, ma parte di quella grande famiglia che è la Chiesa universale».

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Emergenza criminalità

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

Carcere Regina Coeli alla LungaraSe vado a ritroso nel tempo mi accorgo di un particolare che riguarda il comportamento criminale. Un tempo e potremmo fissarlo intorno agli anni 50-70 e soprattutto in Italia, il ladro rubava con destrezza ma non con violenza. Si faceva poco uso delle armi da fuoco e di più dell’arma bianca e di quelle improprie. Si cercava d’evitare il contatto diretto con le vittime designate preferendo certe ore notturne e strade isolate e poco illuminate. Oggi si favoriscono gli scontri diretti con inermi cittadini e con i poliziotti e si compiono rapine spesso a viso scoperto e indirizzandosi non solo verso banche ma anche presso negozi e abitazioni private. E tutte le volte le armi preferite sono quelle da fuoco e con una potenza a volte dirompente per i suoi effetti lesivi. Esiste spesso una sproporzione tra il fine che s’intende perseguire e i mezzi che si adottano per realizzarlo. Manca in buona sostanza, proprio questo rapporto tra causa ed effetto, la consapevolezza che la giustizia è una cosa seria e che in tal senso va presa da tutti, nessuno escluso. Tutto ciò se non vogliamo una delegiferazione di fatto che sta diventando già inquietante per le sue conseguenze se è vero, come è vero, che solo il 2% dei ladri d’appartamento è assicurato alla giustizia ed è il 3%, per gli scippatori, il 5% dei ladri d’auto e via di questo passo. Sono tutti numeri piccoli se non piccolissimi a fronte di una criminalità sempre più aggressiva e determinata.
E’ la stessa filiera della giustizia a segnare il passo come lo è il ruolo della magistratura inquirente e giudicante con tempi lungi, anzi lunghissimi, per una sentenza definitiva sia in sede civile sia penale.

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Sono saliti a 47 i casi di Chikungunya nel Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

zanzara tigrePer il centro nazionale sangue le conseguenze sul Sistema Trasfusionale a seguito dell’emergenza legata ai focolai di Chikungunya nel Lazio sono paragonabili a quelle di una maxi emergenza, sebbene non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. La rapida diffusione che sta avendo il virus, facilitato anche da condizioni climatiche favorevoli per le zanzare, ci pongono come Forza Italia l’obiettivo di mettere in campo politiche efficaci per dare risposte immediate sul cambiamento climatico”. Così Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia, intervenendo alla tre giorni azzurra organizzata da Antonio Tajani a Fiuggi.
“Chiediamo con forza al presidente Regionale Lazio Nicola Zingaretti – ha aggiunto – di prevedere una disinfestazione straordinaria delle scuole, dei parchi e tutti quei luoghi di aggregazione per evitare che i casi continuino a proliferare. Auspichiamo, inoltre, per il futuro della Capitale che la sindaca Virginia Raggi si svegli e agisca per il bene della comunità e non aspetti che le situazioni sfuggano di mano per dare poi la colpa a quella o quest’altra amministrazione. La cattiva gestione di Roma – ha concluso Labriola – non penalizzi la sua immagine nel mondo”.

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Scuola Nuovo anno al via: è sempre emergenza supplenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneSolo a Milano mancano 1.400 docenti di sostegno, quasi tutti alla primaria e alle medie: la maggior parte dei posti saranno affidati a docenti senza specializzazione. A Mantova sono assenti tra i 250 e i 300 docenti, appartenenti in prevalenza a matematica, italiano e sostegno. In Veneto scarseggiano i professori di Matematica e Scienze alle medie: a ben vedere ci sarebbero, ma sono quelli che hanno superato le prove suppletive del concorso a cattedra e ancora attendono di essere collocati in graduatoria. Anche in Liguria le cattedre di sostegno scoperte non mancano: dopo le nomine in ruolo restano vuote 603 cattedre di sostegno su 1.320. Ma sul sostegno ci sono realtà difficili anche al Sud: in Sicilia quasi 5mila posti in deroga che andranno in larghissima parte ai precari. Malgrado le rassicurazioni del Miur, inoltre, le 90mila supplenze annuali non verranno esaurite entro il prossimo 15 settembre. Preoccupa la situazione della Lombardia.Per il sindacato, largamente insufficiente è stata, per vincere la supplentite, la trasformazione di 16mila cattedre dall’organico di fatto a quello di diritto. Come se non non bastasse, tanti docenti supplenti assegnati alle classi a inizio anno dovranno cambiare sede. Questo accadrà perché ancora una volta gli Uffici Scolastici hanno pubblicato le liste provvisorie per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto a ridosso dell’inizio del nuovo anno. Anche il personale Ata ha i suoi problemi: la categoria è stata prima aggravata di carichi di lavoro della L. 107/2015 e dal recente decreto vaccini, poi danneggiata da un numero di assunzioni ridicolo (appena 6.200 a fronte di 18mila posti liberi) e infine beffata dall’ennesimo blocco di organici.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): A ben poco è servita la riforma della Buona Scuola. Come male organizzate sono state le 52mila immissioni in ruolo, visto che tra le 15mila e le 20mila sono andate perse perché gli abilitati della seconda fascia d’istituto sono stati lasciati fuori da GaE, peraltro nemmeno colpevolmente aggiornate. Eppure, rispetto al passato delle novità importanti ci sono: sono quelle che arrivano dai tribunali, nazionali e non. Le quali pongono sullo stesso piano i diritti del personale precario con quello di ruolo: va ricordato, soprattutto, il diritto al risarcimento per i supplenti con tre anni di servizio svolto. E anche quello stipendiale, emesso di recente dalla Cassazione. Sono principi rilevanti, che aprono la strada a molti altri ricorsi orientati all’effettiva parità tra personale precario e di ruolo, ancora diviso da norme che il nuovo contratto dovrà necessariamente rivedere.

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