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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Posts Tagged ‘emergenza’

Incendi Piemonte: E’ emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 28 ottobre 2017

vigilidelfuoco14“Non si arresta l’emergenza incendi sulle Alpi piemontesi, che continuano a bruciare senza sosta”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia, Vincenza Labriola, che aggiunge: “La continua e grave siccità non permette ai focolai divampati nei giorni scorsi di ridursi in modo apprezzabile. Anzi. Nelle ultime ore, altre fiamme hanno ripreso a bruciare i boschi alpini cuneesi e torinesi, provocando anche una vittima a Cantalupa, nel Pinerolese. Purtroppo – prosegue la deputata azzurra – non si vede un miglioramento significativo delle condizioni e resta lo stato di massima allerta. Una situazione che rende necessario mantenere la massima presenza di mezzi e persone. Il nostro Paese sta iniziando, a voler essere ottimisti, a subire un processo di desertificazione, e sembra che l’unica cosa che resta da fare al partito di maggioranza, dopo aver cancellato il Corpo Forestale dello Stato, non aver distribuito chirurgicamente le competenze e illuso di assumere ed esaurire la graduatoria dei vigili del fuoco, sia fare la danza della pioggia. Un pensiero a tutti i vigili del fuoco – conclude Labriola – e a tutti coloro che stanno lavorando attivamente con professionalità e cuore per fermare questa catastrofe”.

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«Le bombe sono cessate, ma l’emergenza è la stessa»

Posted by fidest press agency su martedì, 17 ottobre 2017

aleppoAleppo. Così il vicario apostolico di Aleppo, monsignor Georges Abou Khazen, scrive personalmente a decine di migliaia di Benefattori di Aiuto alla Chiesa che Soffre, descrivendo la drammatica situazione nella martoriata città siriana, dove per i cristiani «ogni aiuto può fare la differenza tra partire e rimanere».È in questa realtà che ACS sostiene da quasi tre anni il progetto Goccia di latte, che ogni mese assicura latte in polvere a 2850 bambini al di sotto dei 10 anni, appartenenti a 1500 famiglie cristiane. In questi giorni la Fondazione pontificia ha lanciato una nuova campagna per garantire il latte ai bambini nel 2018.«Un’iniziativa essenziale che si rivolge alle principali vittime del conflitto, i bambini – spiega il presule – Molti di loro sono infatti rimasti traumatizzati dalle violenze e tanti hanno perso dei familiari o addirittura dei compagni di scuola. Almeno così potranno crescere sani e forti». Una Goccia di latte è un contributo importante anche per i genitori, che hanno ritrovato la serenità di poter dare del latte ai propri figli. Con la svalutazione della lira siriana, tanti generi alimentari sono infatti divenuti beni di lusso. Incluso il latte in polvere il cui costo è di 3mila lire siriane a confezione. Una cifra che può sembrare modesta, ma che per molte famiglie è insostenibile, dal momento che uno stipendio medio è di appena 30mila lire siriane, 50 euro, e molti dei cristiani sono rimasti disoccupati a causa della guerra.La fine dei bombardamenti su Aleppo spinge alcune delle famiglie cristiane che hanno abbandonato la città a farvi ritorno. «Ma perché questo accada – scrive monsignor Abou Khazen ai Benefattori ACS – e affinché anche le altre famiglie restino, dobbiamo aiutarle. Un padre che non può dare da mangiare ai propri figli andrà ovunque pur di garantirglielo».Il sostegno concreto offerto ai cristiani siriani dai loro fratelli nella fede occidentali, è anche fonte di speranza. «È grazie al vostro aiuto se possiamo rimanere qui e sostenere la nostra povera gente. E così non ci sentiamo una minoranza piccola e perseguitata, ma parte di quella grande famiglia che è la Chiesa universale».

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Emergenza criminalità

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

Carcere Regina Coeli alla LungaraSe vado a ritroso nel tempo mi accorgo di un particolare che riguarda il comportamento criminale. Un tempo e potremmo fissarlo intorno agli anni 50-70 e soprattutto in Italia, il ladro rubava con destrezza ma non con violenza. Si faceva poco uso delle armi da fuoco e di più dell’arma bianca e di quelle improprie. Si cercava d’evitare il contatto diretto con le vittime designate preferendo certe ore notturne e strade isolate e poco illuminate. Oggi si favoriscono gli scontri diretti con inermi cittadini e con i poliziotti e si compiono rapine spesso a viso scoperto e indirizzandosi non solo verso banche ma anche presso negozi e abitazioni private. E tutte le volte le armi preferite sono quelle da fuoco e con una potenza a volte dirompente per i suoi effetti lesivi. Esiste spesso una sproporzione tra il fine che s’intende perseguire e i mezzi che si adottano per realizzarlo. Manca in buona sostanza, proprio questo rapporto tra causa ed effetto, la consapevolezza che la giustizia è una cosa seria e che in tal senso va presa da tutti, nessuno escluso. Tutto ciò se non vogliamo una delegiferazione di fatto che sta diventando già inquietante per le sue conseguenze se è vero, come è vero, che solo il 2% dei ladri d’appartamento è assicurato alla giustizia ed è il 3%, per gli scippatori, il 5% dei ladri d’auto e via di questo passo. Sono tutti numeri piccoli se non piccolissimi a fronte di una criminalità sempre più aggressiva e determinata.
E’ la stessa filiera della giustizia a segnare il passo come lo è il ruolo della magistratura inquirente e giudicante con tempi lungi, anzi lunghissimi, per una sentenza definitiva sia in sede civile sia penale.

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Sono saliti a 47 i casi di Chikungunya nel Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

zanzara tigrePer il centro nazionale sangue le conseguenze sul Sistema Trasfusionale a seguito dell’emergenza legata ai focolai di Chikungunya nel Lazio sono paragonabili a quelle di una maxi emergenza, sebbene non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. La rapida diffusione che sta avendo il virus, facilitato anche da condizioni climatiche favorevoli per le zanzare, ci pongono come Forza Italia l’obiettivo di mettere in campo politiche efficaci per dare risposte immediate sul cambiamento climatico”. Così Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia, intervenendo alla tre giorni azzurra organizzata da Antonio Tajani a Fiuggi.
“Chiediamo con forza al presidente Regionale Lazio Nicola Zingaretti – ha aggiunto – di prevedere una disinfestazione straordinaria delle scuole, dei parchi e tutti quei luoghi di aggregazione per evitare che i casi continuino a proliferare. Auspichiamo, inoltre, per il futuro della Capitale che la sindaca Virginia Raggi si svegli e agisca per il bene della comunità e non aspetti che le situazioni sfuggano di mano per dare poi la colpa a quella o quest’altra amministrazione. La cattiva gestione di Roma – ha concluso Labriola – non penalizzi la sua immagine nel mondo”.

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Scuola Nuovo anno al via: è sempre emergenza supplenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneSolo a Milano mancano 1.400 docenti di sostegno, quasi tutti alla primaria e alle medie: la maggior parte dei posti saranno affidati a docenti senza specializzazione. A Mantova sono assenti tra i 250 e i 300 docenti, appartenenti in prevalenza a matematica, italiano e sostegno. In Veneto scarseggiano i professori di Matematica e Scienze alle medie: a ben vedere ci sarebbero, ma sono quelli che hanno superato le prove suppletive del concorso a cattedra e ancora attendono di essere collocati in graduatoria. Anche in Liguria le cattedre di sostegno scoperte non mancano: dopo le nomine in ruolo restano vuote 603 cattedre di sostegno su 1.320. Ma sul sostegno ci sono realtà difficili anche al Sud: in Sicilia quasi 5mila posti in deroga che andranno in larghissima parte ai precari. Malgrado le rassicurazioni del Miur, inoltre, le 90mila supplenze annuali non verranno esaurite entro il prossimo 15 settembre. Preoccupa la situazione della Lombardia.Per il sindacato, largamente insufficiente è stata, per vincere la supplentite, la trasformazione di 16mila cattedre dall’organico di fatto a quello di diritto. Come se non non bastasse, tanti docenti supplenti assegnati alle classi a inizio anno dovranno cambiare sede. Questo accadrà perché ancora una volta gli Uffici Scolastici hanno pubblicato le liste provvisorie per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto a ridosso dell’inizio del nuovo anno. Anche il personale Ata ha i suoi problemi: la categoria è stata prima aggravata di carichi di lavoro della L. 107/2015 e dal recente decreto vaccini, poi danneggiata da un numero di assunzioni ridicolo (appena 6.200 a fronte di 18mila posti liberi) e infine beffata dall’ennesimo blocco di organici.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): A ben poco è servita la riforma della Buona Scuola. Come male organizzate sono state le 52mila immissioni in ruolo, visto che tra le 15mila e le 20mila sono andate perse perché gli abilitati della seconda fascia d’istituto sono stati lasciati fuori da GaE, peraltro nemmeno colpevolmente aggiornate. Eppure, rispetto al passato delle novità importanti ci sono: sono quelle che arrivano dai tribunali, nazionali e non. Le quali pongono sullo stesso piano i diritti del personale precario con quello di ruolo: va ricordato, soprattutto, il diritto al risarcimento per i supplenti con tre anni di servizio svolto. E anche quello stipendiale, emesso di recente dalla Cassazione. Sono principi rilevanti, che aprono la strada a molti altri ricorsi orientati all’effettiva parità tra personale precario e di ruolo, ancora diviso da norme che il nuovo contratto dovrà necessariamente rivedere.

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Campidoglio: operativo da settimane ampio e articolato piano per emergenza abitativa

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 agosto 2017

casa-vivaL’amministrazione capitolina ha messo a punto un ampio e articolato piano per superare il disagio abitativo. Al contrario dell’amministrazione regionale, non si è limitata a prevedere uno stanziamento di risorse, ma ha messo in campo una serie di interventi mirati. In quest’ottica i 40 milioni stanziati dalla giunta regionale del Lazio rappresentano una delle varie fonti di finanziamento del piano. L’obiettivo è fornire assistenza a circa 6.000 famiglie entro il 2019.
Si tratta di un risultato raggiungibile con una serie di strumenti diversificati, che prevedono un sostegno economico per la locazione sul mercato privato o l’assegnazione di nuove abitazioni: Buono casa e sostegno fragilità: 1.400 famiglie; Scorrimento graduatorie Erp: 1.200 assegnazioni; Frazionamenti immobili Erp: 1.200 alloggi; Contributo all’affitto: 1.000 nuclei familiari; Nuove abitazioni: acquisizione di 600 unità; autorecupero: 400 alloggi; beni sequestrati e confiscati alla criminalità: 300 abitazioni
Il piano, già approvato e operativo, anche il nuovo Servizio di assistenza e sostegno socio alloggiativo temporaneo (Sassat) per il diritto all’abitare delle persone in condizione di fragilità sociale. La sua attivazione è legata all’attuazione del Piano generale assistenziale alternativo ai Caat (Centri di assistenza alloggiativa temporanea) e si fonda sull’impiego economico dei risparmi derivanti proprio dalla loro chiusura, che ammontano a 12 milioni di euro già disponibili.
Viene, inoltre, istituita una Cabina di regia con i Dipartimenti coinvolti e i Municipi interessati si occuperà dell’attuazione e del monitoraggio del Piano. Grande attenzione sarà rivolta alla possibilità di utilizzare immobili del patrimonio disponibile e indisponibile di Roma Capitale e beni confiscati alla criminalità: entro il 30 ottobre 2017 si dovrà predisporre una mappatura degli immobili, con le stime economiche degli interventi manutentivi necessari a renderli abitabili.

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Roma: Emergenza pronto soccorso

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

pronto soccorso tor vergata“L’emergenza Pronto soccorso che denunciamo da mesi sta raggiungendo in questo periodo estivo il suo massimo picco di allarme. La nota ufficiale dell’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini che istituisce un’unità di crisi per grave sovraffollamento è sconcertante già nella premessa in cui si profila un pregiudizio della qualità e sicurezza dell’assistenza. Ciò che allarma di più, inoltre, è che potrebbe essere la traccia da seguire un po’ in tutti i nosocomi romani. Com’è possibile che, per far fronte all’ormai conclamata mancanza di posti letto, si disponga d’imperio, l’accoglienza in tutti i reparti di degenza anche dei pazienti in sovrannumero? Che vuol dire, letti nei corridoi? O che i reparti di degenza accettino i pazienti anche se non di stretta competenza specialistica? La situazione della sanità laziale sta ormai sfuggendo di mano, e se non bastassero i report negativi come quelli redatti dal Censis-Rbm dei giorni scorsi, a certificare il tracollo di un intero sistema ci sono i racconti quotidiani di cittadini e operatori allo stremo tra sopportazione e turni massacranti. Per non parlare del gravissimo episodio di Albano laziale collegato al numero unico per le emergenze.
Disposizioni come quelle lette nel documento del San Camillo sono l’anticamera della catastrofe, e il principale responsabile di questa rovina è il presidente Zingaretti assolutamente incapace in quasi cinque anni di evitare un’emergenza ormai strutturale. Il Ministro Lorenzin mandi gli ispettori direttamente a via Cristoforo Colombo per rimuovere il commissario ad acta Zingaretti e tutti i suoi nominati incompetenti in Asl e Ospedali ormai al collasso” E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Italia: emergenza idrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

VincenziPermane la “grande sete” su ampie zone del Paese, soprattutto al Nord, dove anche il lago Maggiore è sceso sotto la media stagionale, mentre gli altri grandi bacini stanno rapidamente avvicinandosi ai minimi storici. In Emilia Romagna, il Consorzio di bonifica Emilia Centrale ha dovuto sospendere, per la prima volta in 70 anni, la derivazione irrigua dal torrente Enza, in località Cerezzola, per garantire il minimo deflusso vitale in una situazione di portata estremamente ridotta in alveo.“Per capire la gravità della situazione, basta un dato: mediamente, alla vigilia del grande caldo, i bacini dell’Emilia Romagna contenevano complessivamente 16 milioni di metri cubi d’acqua; quest’anno erano poco più di 2… e non siamo ancora a metà della stagione irrigua!”: il commento è di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), nonché imprenditore agricolo modenese.Anche sulla pianura bolognese del Consorzio di bonifica Renana la pioggia è diminuita mediamente del 30%. Qui, come nelle altre parti d’Italia, è la professionalità e l’esperienza degli operatori consorziali, organizzati anche su turni di 24 ore, a garantire gli apporti idrici possibili per limitare i danni all’agricoltura.Un esempio di assoluto rilievo arriva dalla Toscana, dove la necessaria sospensione delle derivazioni irrigue a causa del basso livello idrico del lago di Massaciuccoli (la prosecuzione dei prelievi avrebbe provocato danni legati sia alla carenza d’acqua che alla probabile ingressione di acqua salata dal mare) avrebbe compromesso oltre 500 ettari di culture (mais, ortaggi…), comportando anche problemi ambientali, legati all’insufficiente ricambio delle acque. Il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord ha immediatamente proposto un’ipotesi alternativa: immettere nella rete irrigua acqua fresca, derivante non più dal lago, ma dal fiume Serchio mediante la riattivazione di un impianto idrovoro, dismesso in comune di Vecchiano. Grazie alla rapida convocazione del tavolo sull’emergenza idrica del lago Massaciuccoli (conosciuto nel mondo come “il lago di Puccini”), da parte della Regione Toscana, è stato possibile in pochi giorni esaminare e condividere la proposta, dando una risposta rapida ed efficace alle esigenze del mondo agricolo e del territorio: l’ente consortile, infatti, provvederà, oltre che alla riattivazione dell’impianto e quindi all’acqua per l’agricoltura, anche al monitoraggio della salinità delle acque lacustri.“E’ questa la capacità operativa e progettuale, la sussidiarietà legata alla vicinanza al territorio di cui andiamo orgogliosi – commenta Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Va anche sottolineata, l’efficacia del metodo concertativo da noi sostenuto e che ha visto tutti gli enti coinvolti impegnarsi per trovare soluzioni, in pochi giorni, ad una delle situazioni di crisi idrica, più gravi degli ultimi decenni in Toscana. Senza il contributo di tutti non sarebbe stato possibile.”

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Castel Fusano, il Campidoglio vara il piano per contrastare l’emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 luglio 2017

pineta castelfusano“La pineta di Castel Fusano rappresenta uno straordinario patrimonio di biodiversità e bellezza che noi vogliamo difendere e rilanciare. Per questo abbiamo approvato la Memoria di Giunta sul Piano d’interventi straordinari per fronteggiare l’emergenza e per creare un sistema di prevenzione”. Così in una nota Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.Il Piano elaborato e approvato dal Campidoglio prevede le seguenti misure:un investimento economico per incrementare le telecamere nella sala comando, per acquistare nuovi mezzi, autobotti e per migliorare i sistemi di prevenzione antincendio;
l’acquisto di dispositivi e la creazione di un’officina interna per la riparazione dei mezzi in economia;
l’incremento del personale del Servizio Giardini a cui si aggiungeranno in via straordinaria 30 manutentori del verde;
ripristino della recinzione compromessa;
nuove piantumazioni per la ripresa delle alberature e della macchia mediterranea;
riapertura del centro di educazione ambientale, dell’infopoint con la presenza di guide turistiche;
mano dura verso gli abusivi e situazioni di illegalità;
ulteriori interventi di bonifica vegetazionale e su aree di abbandono dei rifiuti.
“A queste azioni – conclude la Montanari – si aggiunge il nostro piano antincendio con un investimento economico che è passato da 236mila a 267mila euro. La sindaca Virginia Raggi ha anche firmato, a maggio, un’ordinanza per disporre il divieto nel territorio comunale di tutte le azioni che anche solo potenzialmente possono provocare incendi boschivi. A questo si aggiunge il lavoro costante di pulizia e sfalcio del verde che ogni settimana portiamo avanti, soprattutto sulle zone più a rischio”.

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Emergenza idrica nel Lazio: Codici annuncia esposto alla Procura di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

aceaCome tutte le crisi, anche quella idrica del lago di Bracciano ed il conseguente razionamento dell’acqua che coinvolgerà 1,5 milioni di romani a partire dal 28 luglio prossimo, rischia di diventare una mera bagarre politica tra accusatori ed accusati su un sistema, quello idrico, che pare ingestibile.
Rimpallo di responsabilità quindi tra Acea che afferma di aver lanciato l’allarme già in primavera, e che il provvedimento preso dalla Regione di razionare l’acqua sia inutile, in quanto allo stato attuale si prelevano dal lago giornalmente 86 mila metri cubi che determinano un abbassamento di 1,5 millimetri, a fronte di una profondità del lago di 164 metri.
Il Presidente del Parco di Bracciano, Lorenzetti afferma invece che il prelievo da parte di ACEA sul lago a partire dal gennaio 2016 avrebbe portato alla diminuzione del livello di 100 cm, incidendo dunque per il 90%. Ma a parte la siccità che è un fenomeno che esula dalla gestione e responsabilità umana nel breve periodo, non è invece che il livello del lago si sia abbassato notevolmente perché è stata utilizzata l’acqua potabile per l’agricoltura? I Consorzi di bonifica che si devono occupare della vigilanza e manutenzione dei corsi d’acqua sulla rete secondaria, attraverso interventi volti a realizzare e mantenere in efficienza un assetto territoriale idraulicamente sicuro, tutelando la conservazione delle risorse naturali, cosa fanno? Hanno adeguatamente vigilato a tempo debito, in modo da garantire che l’acqua per irrigare fosse sufficiente?
E la Regione, che a sua volta, supervisiona i Consorzi di bonifica, ha provveduto in tal senso? La soluzione avanzata dal Presidente della Regione Zingaretti, non può essere considerata tale, vogliamo considerarla una provocazione.Conferme in merito arrivano anche dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che ritiene incredibile che Roma rischi di rimanere senza acqua con le ottime fonti di cui dispone. Uno dei problemi maggiori che si hanno in Italia infatti è che a parte le dispersioni e gli sprechi, la metà del totale viene utilizzata in agricoltura, dove si usa anche l’acqua potabile, invece che utilizzare l’acqua piovana.
Sicuramente a parte gli interventi sulle tubature e la dispersione della rete idrica che è un colabrodo con dispersioni che arrivano fino al 44%, si renderà pertanto necessario, alla luce dei fenomeni relativi alla siccità che non saranno più emergenze date dalla contingenza, ma fenomeni a cui dovremo prepararci sempre più spesso, rimettere mano al Piano Regolatore degli Acquedotti del Lazio e censire con minuziosità i consumi ed i prelievi.Pertanto Codici annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per capire le responsabilità di chi è stato negligente nei suoi compiti.Si rendono necessari cambiamenti radicali per la gestione e il consumo della risorsa idrica nel Lazio, non lo svuotamento delle riserve, questo è il presupposto da cui partire, né tanto meno utilizzare l’acqua potabile per irrigare i campi.

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Invasione immigrati non significa emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

marco minniti“Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ieri ha detto in Parlamento che non ci sono le condizioni per chiedere lo stato di emergenza in merito all’invasione dei migranti che il nostro Paese sta subendo da mesi e mesi, salvo poi andare in Europa, lo ha fatto nelle scorse settimane, a dire che in Italia c’è un’emergenza. Si metta d’accordo con se stesso. I cittadini italiani non possono più sopportare indecisioni e improntitudine”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Dall’inizio del 2017 sulle nostre coste sono sbarcati oltre 93.292 migranti, il 16,79 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Dal 2014, cioè da quando la sinistra è al governo, sono sbarcati sulle nostre coste oltre 600mila disperati. È troppo facile dare la colpa al regolamento di Dublino e all’Europa cattiva. Ed è fuorviante richiamare gli errori delle missioni Triton e Sophia, su cui la stessa sinistra al governo, con Renzi premier, ha svenduto l’Italia. Cosa ormai assodata dopo le rivelazioni della Bonino e le conferme dello stesso Minniti.È invece importane conoscere i contenuti degli accordi che hanno portato l’Italia a diventare l’unico approdo di tutti i migranti del Mediterraneo, visto che il governo sta facendo carte false per cambiare i piani operativi di quelle missioni che ora sono diventate ‘sbagliate’, ricevendo solo porte in faccia.È importante poi conoscere i contenuti del Regolamento di condotta per i salvataggi in mare a cura delle Ong, visto che è evidente come il traffico degli ultimi mesi sia cambiato, e che i migranti vengono caricati direttamente su gommoni destinati ad affondare, che guidano loro stessi, e recuperati direttamente dalle navi delle Ong, senza la possibilità di incriminare gli scafisti.È importante aprire gli occhi di fronte alla drammatica realtà, e dichiarare lo stato di emergenza: non solo per adottare più agevolmente ogni misura urgente e utile per affrontare la catastrofe migratoria, ma, soprattutto, per assumersi la responsabilità politica di una questione che non può più essere scaricata sul territorio e sugli amministratori locali.Dal governo nessuna risposta degna di questo nome, nessuna trasparenza, nessuna chiarezza, solo una fuga irresponsabile dalla realtà. Sarà bene che il premier Gentiloni e il ministro Minniti tornino al più presto con i piedi per terrà per gestire con decisione, con azioni forti, un’emergenza senza fine. Blocco dei porti, blocco navale, regole stringenti per le Ong. Basta pannicelli caldi”, conclude Brunetta. (n.r. Con 600mila immigrati arrivati in Italia negli ultimi due anni dobbiamo aggiungere che non si tratta tanto di ospitarli ma di come gestirli tra lavoro che non c’è, abitazioni che mancano, assistenza sempre più carente, i terremoti e gli incendi che hanno messo in ginocchio gran parte dell’Italia e le risorse finanziarie che si sono ridotte all’osso.)

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Vesuvio: emergenza incendi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

vesuvioGiulia Pugliese: “Siamo da 10 giorni sul Vesuvio. Quasi tutto il Lichene che caratterizzava le colate laviche del Vesuvio è andato bruciato. Siamo riusciti a salvare parte del bosco dell’Avetrana ma alcuni lembi sono ancora a rischio. Bisogna intervenire con attività di bonifica”.“Il Lichene che caratterizzava le colate laviche storiche del Vesuvio è andato quasi tutto bruciato. Le colate laviche che si trovano nell’Atrio del Cavallo sono nere. Ad occhio possiamo dire che circa il 90 per cento del patrimonio ambientale è andato perso. Il fuoco è entrato in ogni angolo di bosco. Siamo riusciti a salvarne solo alcuni lembi. La Riserva Naturale Tirone Alto Vesuvio è andata quasi tutta bruciata. Siamo riusciti a salvare parte del bosco dell’Avetrana anche se alcuni lembi sono ancora a rischio. Bisogna intervenire con un’attività di bonifica del suolo per spegnere il fuoco anche sotto il terreno”. Dichiarazioni chiare quelle di Giulia Pugliese, una delle tre Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE, che opera sul Parco Nazionale del Vesuvio con attività escursionistiche e che da parecchi giorni è impegnata notte e giorni nei luoghi colpiti dagli incendi. “Siamo sul posto dall’8 Luglio, ben 10 giorni – ha proseguito Pugliese – durante i quali abbiamo scavato dei solchi, quando gli incendi si abbassavano, per delimitare le aree colpite da quelle non colpite e cercare di evitare il propagarsi dell’incendio. Quando poi le fiamme erano altissime, circa 10 metri, ovviamente c’è stato l’intervento esclusivo dei canadair. Il lavoro della Protezione Civile, con la quale siamo stati in stretto contatto, è stato davvero eccezionale, di grande impegno. Abbiamo fatto anche attività di presidio direzionando i mezzi dei vigili del Fuoco provenienti da più parti d’Italia, ad esempio dalla Puglia ma anche da Trieste. Ora urgono un’analisi botanica e geomorfologica. Ieri ad esempio avevo visto il Pino alzato ed invece sotto era praticamente morto. Abbiamo lottato, davvero. Dobbiamo pensare all’immediata sicurezza della sentieristica, dei percorsi naturalistici e dobbiamo farlo non tanto per il recupero del turismo ma soprattutto per evitare che possano verificarsi anche nei prossimi anni fenomeni di dissesto idrogeologico. Gran parte dei boschi è andata in fumo ”.

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Emergenza nazionale: salvare l’energia italiana dagli oneri in bolletta

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

energia elettricaRoma Il 13 luglio prossimo alle ore 9:00, presso l’Auletta dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati di Via di Campo Marzio n. 78, si terrà il Convegno “Salvare Energia salverà la società” promosso da OIC (Osservatorio Imprese e Consumatori), al quale prenderà parte anche Codici. Il Convegno affronterà diversi temi tra cui quello sul prezzo dell’energia al consumatore a noi molto caro, date le numerose segnalazioni che ci pervengono sulle bollette e le perplessità che il consumatore esprime sul costo di alcune delle voci che compongono la tariffa, e che non gli sono chiare. Dalla torta e dalle voci qui sotto riportate (fonte: Autorità per l’energia) possiamo vedere come l’ammontare della spesa per l’energia sia di 7,89cent, sommando la commercializzazione al dettaglio si arriva a 9,55cent. Però poi in bolletta ci sono tutta una serie di voci che nulla hanno a che vedere con la commodity, quali ad esempio, all’interno della voce “oneri generali di sistema” dove sono comprese anche le seguenti voci per cui tutti paghiamo: A2 (oneri nucleari), A3 (incentivi alle fonti rinnovabili), A4 (agevolazioni per il settore ferroviario), A5 (ricerca di sistema), Ae (agevolazioni alle industrie energivore), As(oneri per il bonus elettrico), UC4 (imprese elettriche minori), UC7 (promozione dell’efficienza energetica), MCT (enti locali che ospitano impianti nucleari). Alla voce imposte sono comprese le voci relative all’imposta di consumo (accisa) e all’imposta sul valore aggiunto (IVA). L’accisa si applica alla quantità di energia consumata, i clienti domestici con potenza fino a 3 kW, quella generalmente impegnata dalla maggior parte delle famiglie, godono di aliquote agevolate per la fornitura nell’abitazione di residenza anagrafica. L’IVA si applica sull’importo totale della bolletta. Attualmente, per le utenze domestiche è pari al 10%, per le utenze non domestiche è pari al 22%. (foto: energia elettrica1)

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Emergenza siccità

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

climate_changeIl fenomeno della siccità che si sta abbattendo intensamente in questi giorni sul nostro Paese va letto alla luce del cambiamento climatico globale e della variabilità delle precipitazioni, che si stanno accentuando sempre di più nel corso degli ultimi anni.Per limitare i danni derivanti all’agricoltura è indispensabile soccorrere tempestivamente con l’irrigazione le colture. Per tentare di ovviare alla penuria di acqua negli invasi, le aziende dovranno, quindi, essere dotate di impianti irrigui ad alta efficienza, calibrandone gli interventi in base alle fenofasi (le fasi di sviluppo delle colture) più sensibili alla carenza idrica. Grazie a tali accorgimenti, sarà possibile scongiurare il rischio di compromettere il raccolto dell’annata o dell’impianto stesso in caso di colture perenni.In tal senso la ricerca del CREA può apportare il suo contributo con una serie di conoscenze da tradursi in buone pratiche. Uno fra tutti, il progetto che sta per vedere la luce sull’agricoltura digitale. Si tratta di una vera e propria rivoluzione tecnica e culturale che utilizza le conoscenze già acquisite per raggiungere la sostenibilità, con pratiche agricole ad alto uso di informazioni. Ne deriverà, infatti, la realizzazione di DSS (Decision Support System), un sistema integrato di conoscenze teoriche, previsioni climatiche e informazioni provenienti da sensori (nel terreno 0 a contatto della vegetazione) e/o da radiometri trasportati da veicoli che si muovono in campo o che sorvolano il campo (a bordo di droni), il territorio (su velivoli leggeri), la regione (telerilevamento da satelliti). I DSS, quindi, si dimostrano uno strumento efficace di gestione della risorsa idrica, assistendo l’agricoltore nel dosare i volumi irrigui in funzione delle caratteristiche del suolo, della vegetazione e della sensibilità agli stress ambientali della specie coltivata.Inoltre, anche le specie vegetali dovranno adeguarsi all’insufficienza di acqua. Attualmente il miglioramento genetico non va ad individuare un singolo gene di resistenza alla siccità, ma i tratti distintivi (e le relative sequenze geniche) che consentono alle piante di produrre (o di resistere) in condizioni di carenza idrica. Tali tecniche però richiedono tempi di realizzazione non immediati.

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Rifiuti. Di Biase (PD):”Giunta M5S incapace di affrontare problema trascina Roma nell’emergenza”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

rifiuti“Roma sta scivolando giorno dopo giorno nell’emergenza rifiuti. I cittadini romani contestano da settimane la ‘monnezzopoli’ quotidiana. Non c’è quartiere senza cumuli di rifiuti adagiati in terra o nei pressi dei cassonetti ormai strabordanti e maleodoranti. Le cartoline che offre la capitale nel centro storico non sono migliori di quelle delle periferie. Una costante di degrado e sporcizia è l’elemento unificante di tutta la città.
Le ville storiche e le aree verdi cittadine ormai abbandonate a se stesse sono sempre più impraticabili.Questa desolante immagine della capitale è lo specchio di una giunta incapace ad affrontare i problemi di Roma. Dopo dieci mesi di governo M5S in Campidoglio il ‘To Rome with Love’ di Woody Allen è un lontano ricordo e le uniche ‘Vacanze romane’ sono quelle dell’amministrazione a 5 stelle del tutto assente e impreparata ad affrontare le sempre più numerose e pressanti emergenze quotidiane.” Così in una nota la capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase.

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Emergenza abitativa a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

soldi e casaRoma. “Considerato l’aumento emergenziale dei bisogni abitativi per le persone in fascia economica svantaggiata e la scarsità dell’ offerta di alloggi in affitto agevolato, dovuta sia alla rigidità del mercato che al concomitante venir meno dell’esperienza dei C.A.A.T, il PD ha presento quest’oggi in Assemblea Capitolina una mozione, di cui sono il primo firmatario insieme ai consiglieri Baglio- Piccolo- Pelonzi, per definire un nuovo strumento di intervento sulle politiche abitative. Chiediamo in sostanza il superamento dei C.A.A.T e l’istituzione di un’Agenzia Sociale della Locazione a Roma. Tale istituzione, attraverso la verifica puntuale dell’offerta di alloggi disponibili da parte dei piccoli proprietari, deve far incontrare l’offerta di chi intende mettere a disposizione il proprio alloggio tutelato anche da un fondo di garanzia, con l’esigenza abitativa dei cittadini economicamente svantaggiati a loro volta sostenuti dall’erogazione dei buoni casa. A tal proposito sarà necessario anche costituire un Tavolo inter-istituzionale per far si che anche tutti gli enti pubblici, come ad esempio le IPAB, mettano a disposizione i propri immobili. E’ quanto dichiara in una nota il consigliere del gruppo PD Assemblea Capitolina Marco Palumbo – primo firmatario della mozione.

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DL sull’emergenza terremoto

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

del rio graziano“Il decreto legge che il governo si appresta a fare deve contenere risposte chiare e nette sulla gestione dell’emergenza in Centro Italia. Perché se è vero che la nevicata è stata eccezionale, altrettanto vero è che le province, che sono state smantellate dal governo con una riforma che porta il nome del Ministro Delrio, tenevano i mezzi fermi per mancanza di operai. I mezzi erano fermi perché non esiste più l’organizzazione che può fornire le risposte necessarie e soprattutto con velocità. La riforma delle province ha smantellato un’organizzazione senza garantire un dopo. E’ stata un’azione arrogante e oggi quella stessa arroganza la rivediamo nelle guerre intestine del Pd, nell’accapigliamento interno al partito di governo concentrato solo su quando tornare al voto e non sul dare una risposta vera, seria e concreta alle popolazioni colpite. Mi fa rabbia non avere la possibilità di dare risposte ai miei conterranei che con dignità, sofferenza e senso del dolore mi hanno tante volte interrogato e a cui tante volte non ho saputo dare risposte. “
Così Fabrizio Di Stefano, deputato di Forza Italia, intervenendo in aula, dopo l’informativa urgente del governo sugli sviluppi della situazione di emergenza in Centro Italia.

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Emergenza neve e terremoto: attenzione alle false raccolte fondi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

internetLe continue scosse di terremoto e l’emergenza neve hanno messo in ginocchio l’intero Centro Italia, causando immani tragedie e situazioni di estremo disagio, anche per gli animali coinvolti.
Gli aiuti giungono da ogni angolo della penisola ma c’è chi, senza nessuna remora o scrupolo, approfitta anche di momenti come questo per ricavarne tornaconti personali.
E’ il caso di chi ha architettato una truffa proprio sfruttando questa emergenza e il buon cuore degli italiani.
L’inganno parte dal web: i truffatori, sui social, fingono di raccogliere fondi necessari per sistemare canili o altre situazioni a rischio, ma in realtà intascano tutte le donazioni. Il rischio di cadere vittima della truffa è alto: mentre le strutture a cui ci si riferisce versano realmente in una situazione di difficoltà, in seguito alle calamità che si sono abbattute su di esse, i conti correnti bancari indicati non corrispondono nè ai responsabili delle strutture, nè alle associazioni che le gestiscono. I malviventi, in questo modo, sono riusciti ad intascare cifre altissime e, poichè la truffa si diffode sui social, c’è il timore che le cifre aumentino a dismisura. L’Associazione Codici mette in allerta tutti i consumatori e suggerisce di non inviare alcun tipo di donazione se prima non si è sicuri della destinazione finale di quel denaro. L’unico modo per difendersi da questo genere di truffa è accertarsi che le strutture menzionate abbiamo realmente intrapreso una raccolta fondi per ricevere sostentamento e, solo in quel caso, procedere con la donazione.

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Emergenza neve in Centro Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2017

Torino. turbinaLa turbina messa a disposizione dalla Città metropolitana per le zone colpite dall’emergenza neve e terremoto in Centro Italia ha raggiunto, integrando la Colonna mobile regionale piemontese già presente in Abruzzo e nelle Marche, nella giornata di venerdì, Arquata del Tronto, la zona assegnatale per contribuire alla rimozione della neve dalle strade e il ripristino dei contatti con le frazioni isolate.L’altro Ieri la fresa sgombraneve “Fresia”, condotta da una squadra formata da un team dei servizi della Protezione civile e della Viabilità metropolitana torinese, ha lavorato ininterrottamente dalla prima mattina fino a sera, aprendo una via di comunicazione fra Arquata del Tronto e la frazione Colle, situata a 1115 metri slm, e liberando un tratto di circa 9 chilometri che ha consentito di raggiungere alcune aziende agricole.Ha quindi continuato a lavorare per aprire i collegamenti con un’altra frazione, Spelonga. Stamattina la fresa ha continuato in frazione Spelonga liberando completamente il paese e prosegue per aprire le strade in altre frazioni, fra cui Faete.La protezione civile della Città metropolitana di Torino ha lavorato, nello scorso autunno, per l’emergenza terremoto nel comune di Pieve Torina, dove ha dato supporto logistico e amministrativo all’attività comunale, contribuendo per esempio al ripristino della scuola in una tensostruttura, di una sede per il Municipio, alla gestione delle pratiche di agibilità, al funzionamento delle telecomunicazioni grazie all’Unità mobile. (foto: turbina)

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Emergenza gelo nelle aree terremotate

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

terremoto“Il gelo sta bloccando le condutture e dunque molte aziende di allevamento non riescono a dare da bere agli animali. L’emergenza è soprattutto per bovini , suini e pecore. Il terremoto di fine Ottobre ha causato lo spostamento delle falde acquifere. Dunque sorgenti che prima davano acqua adesso invece non la danno più perché si sono parzialmente prosciugate. Spesso gli allevatori prendevano acqua da tali sorgenti che invece oggi sono secche soprattutto per il cambiamento dell’assetto idrogeologico causato dal terremoto di Ottobre”. Lo ha dichiarato Raffaele Capponi, Consigliere Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche Italiane ed agronomo della Confederazione Italiana Agricoltori dell’Umbria. “Nelle zone terremotate ed in particolare in quelle dell’Umbria la vera emergenza è il gelo – ha proseguito Capponi – che sta creando seri problemi per l’approvvigionamento dell’acqua da parte degli allevatori . Il problema è serio”.
“La neve caduta in questi giorni sulle zone terremotate rientra nella normalità . Quando sarà terminata l’ondata di gelo e di neve sarà necessario ricontrollare i sentieri – ha concluso Capponi – ed in particolare quelli tra le gole delle montagne . Quando la neve si scioglierà potrebbero verificarsi frane e distacchi di rocce e dunque sarà necessario fare una radicale ricognizione dei luoghi e dei sentieri”.

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