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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘emergenza’

Sassoli: combattiamo l’emergenza con la solidarietà e la democrazia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo l’incontro con i leader dei gruppi politici.“Il nostro messaggio è chiaro: la democrazia continua a funzionare. Tutti gli organi del Parlamento sono al lavoro per affrontare l’emergenza del Covid-19. E tutti sono in grado di riunirsi, partecipare, dibattere, proporre e votare.Oggi abbiamo deciso di tenere una plenaria straordinaria dell’Europarlamento il 16 e 17 aprile, per votare i nuovi provvedimenti della Commissione per fronteggiare l’emergenza, per discutere e aggiornare la nostra posizione su come affrontare questa catastrofe. La democrazia continua a funzionare, anche con nuovi strumenti. E questo lo vogliamo sottolineare con forza.E a proposito di democrazia, mi è stato dato il mandato di inviare una lettera alla Commissione Europea, per chiedere come la Commissione intende muoversi di fronte alla legge approvata dal Parlamento ungherese e se questo non costituisca una grave violazione dell’Articolo 2 del Trattato, quello che parla dei nostri valori, fondati sulla democrazia e la libertà.L’Europa sta reagendo, mostra la potenza della sua azione e ancora molto verrà fatto soprattutto se parteciperete insieme a noi alla lotta per sconfiggere il virus.Come Parlamento abbiamo voluto dare un piccolo esempio: abbiamo dato in dotazione alle autorità di Bruxelles una nostra sede per la cura dei pazienti e una flotta di 100 autoveicoli. Siamo pronti a fare lo stesso per le sedi di Lussemburgo e Strasburgo se ne avranno bisogno.
Siamo l’Europa, la nostra forza si chiama solidarietà”.

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Commercialisti: Analisi del piano Ue anti Covid per sostenere l’economia nell’emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato la informativa periodica “Attività Internazionale”, una ricognizione sulle novità e gli sviluppi in ambito internazionale, su cui si è focalizzata maggiormente l’attenzione e l’analisi della categoria. Sotto i riflettori l’aggiornamento sulle diverse misure adottate per far fronte alla pandemia di coronavirus e alle ricadute sulle economie europee e mondiali che inevitabilmente si affiancano alla grave emergenza sanitaria in corso.Complessivamente, i finanziamenti a livello UE raggiungono i 93 miliardi di euro e sono allo studio nuove misure che consentirebbero di incrementarli ulteriormente. La Commissione europea sta lavorando in questi giorni alle modifiche alla bozza di bilancio comunitario per il 2021-2027 per sostenere il rilancio economico, mentre si discute anche del finanziamento e del funzionamento di un fondo di riassicurazione degli schemi nazionali di sostegno alla disoccupazione.Nell’ambito degli aiuti di Stato, è arrivata l’approvazione da parte della Commissione della garanzia concessa dallo Stato italiano a sostegno delle piccole e medie imprese colpite dall’emergenza con una moratoria dei debiti contratti presso le banche.
Un richiamo a porre particolare attenzione ai bilanci e alle comunicazioni al mercato sugli effetti della pandemia nei bilanci arriva dalle note ufficiali diramate nei giorni scorsi dal Comitato europeo per il coordinamento della vigilanza dei revisori legali e dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati contenenti linee guida e criteri generali da adottare nell’attuale situazione. Nell’informativa si analizza il lavoro del Comitato degli organismi europei di controllo delle attività di revisione contabile, CEAOB, che ha pubblicato un documento nel quale evidenzia le aree maggiormente significative alla luce dell’impatto del Covid-19 sulle revisioni contabili dei bilanci: Acquisizione di elementi probativi sufficienti e appropriati, Continuità aziendale, Eventi successivi, Reporting e comunicazione. Completa l’informativa una rassegna delle iniziative promosse dai diversi organismi di categoria in tutto il mondo con indicazioni, proposte e suggerimenti per sostenere le professioni e l’economia in questo difficile momento.L’informativa integrale è disponibile online sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (www.fondazionenazionalecommercialisti.it).

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Codici: l’emergenza Coronavirus non deve minare la tutela del paziente

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Mentre il Paese soffre e lotta per vincere la battaglia contro il Coronavirus, in Parlamento si discute del Cura Italia. Un decreto che riguarda anche la sanità, su cui si concentra l’intervento dell’associazione Codici, preoccupata per alcuni emendamenti che sono stati presentati. “In particolare – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ce n’è uno che propone di limitare la responsabilità dei medici e delle strutture sanitarie, sia pubbliche che private, alle sole condotte dolose. A nostro avviso non c’è alcun bisogno di ricorrere a questa iniziativa, perché la situazione è già emergenziale e come tale viene valutata dal giudice. Non vorremmo che dietro questo emendamento ci sia la volontà di sgravare le strutture da eventuali responsabilità. Riconosciamo il grande sforzo che stanno facendo medici e strutture, ma anche in questo momento così difficile e drammatico bisogna garantire la massima tutela del paziente e non lo si fa con emendamenti del genere. Come al solito, purtroppo, si scaricano sui cittadini le inefficienze dello Stato e della politica”.

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Non si ferma l’impegno di Amilon nell’affrontare l’emergenza COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Dopo il lancio della gift card solidale Save The Shopping che sostiene i negozi e gli ecommerce attualmente chiusi, la società italiana, parte del gruppo Zucchetti, leader nella distribuzione di gift card e voucher digitali in Italia e in Europa, lancia una nuova iniziativa a sostegno di tutti i comuni italiani, a seguito dell’emanazione dell’ultimo decreto governativo che prevede la consegna di buoni spesa e buoni acquisto alle famiglie più in difficoltà.Amilon ha deciso, infatti, di supportare i singoli comuni nell’erogazione dei buoni spesa, mettendo a loro disposizione, in modo totalmente gratuito, la propria tecnologia per fornire e consegnare in tutta Italia e in via digitale i buoni spesa delle principali catene di supermercati italiani.“La tecnologia può davvero svolgere un ruolo importante in questo momento e chiunque ente o azienda sia in grado di fornire un aiuto grazie al proprio business, può contribuire in modo significativo durante questa grave emergenza economico-sanitaria” ha dichiarato Andrea Verri, CEO e co-founder di Amilon.“Per questo motivo abbiamo deciso immediatamente di mettere a disposizione la nostra piattaforma ai comuni italiani e aiutarli nell’erogazione dei buoni spesa, così come previsto dal Governo” ha aggiunto Fabio Regazzoni, CEO e co-founder dell’azienda che ricorda come i buoni spesa siano immediatamente utilizzabili dopo l’acquisto. Inoltre, possono essere consegnati in pochi istanti ai beneficiari (tramite e-mail, messaggio o WhatsApp), stampati per eventuali consegne a mano o utilizzati per pagare direttamente in cassa dallo smartphone o tablet, oppure in forma cartacea.

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Emergenza Covid-19 e sospensione lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Sono circa 8 milioni 434 mila (il 65,8% del totale) i lavoratori dipendenti che in questo momento non lavorano, in larga parte perché interessati dal fermo imposto dai DPCM dell’11 e 22 marzo scorso, e successive modifiche (5mln e 717 mila unità, il 44,6%) e in altra misura perché sono in ferie obbligate o bloccati dalla sospensione volontaria delle attività (2mln e 717 mila, il 21,2%). I restanti 4 milioni 384 mila lavoratori dipendenti (il 34,2%), invece, continuano a lavorare: nel 17,2% dei casi principalmente o in via esclusiva da casa (2 mln 205 mila), in un altro 17% in sede (2 mln e 179 mila). Il blocco delle attività produttive, unito alla chiusura volontaria di altre, ha portato alla sospensione del 65,9% delle attività imprenditoriali italiane. È il quadro stimato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nel focus “Emergenza Covid-19: l’impatto su aziende e lavoratori secondo i Consulenti del Lavoro”, che riporta i risultati dell’indagine condotta tra il 23 e il 25 marzo 2020 su 4.463 iscritti all’Ordine, con l’obiettivo di valutare le conseguenze della pandemia sul tessuto produttivo italiano e sui suoi addetti ai lavori.

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Gli interventi delle istituzioni Ue per l’emergenza Coronavirus

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Venerdì 3 aprile a cominciare dalle 11:30 funzionari europei ed esperti del settore entreranno nel dettaglio dell’ampio ventaglio di aiuti che le istituzioni hanno messo in campo per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica.
Sono le azioni messe in campo dall’Unione europea per far fronte alla crisi sanitaria ed economica saranno al centro del seminario in diretta web organizzato da Parlamento e Commissione europea, con la collaborazione dell’agenzia FASI. Dagli interventi dalla Banca centrale europea alla sospensione del Patto di stabilità passando per il Coronavirus Response Investment Initiative
Prenderanno parte al dibattito:
· Carlo Corazza, Responsabile del Parlamento europeo in Italia
· Lauro Panella, Parlamento europeo
· Vito Borrelli, Capo facente funzioni della Rappresentanza in Italia della Commissione europea
· Raffaele Rinaldi, Responsabile Ufficio credito e sviluppo – ABI
· Sergio Silva Barradas, Responsabile pianificazione e coordinamento commerciale – Cassa depositi e prestiti
· Giuseppe Bronzino, Autorità di gestione dei programmi operativi comunitari – MISE
· Adelaide Mozzi, Consigliere per la governance economica – Commissione europea in Italia
· Marco Santarelli, Responsabile comunicazione Italia – BEI

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COVID-19: si affaccia una nuova emergenza: quella dei bambini rimasti senza un adulto di riferimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Con l’aumento dei ricoverati per COVID-19 si affaccia una nuova emergenza: quella dei bambini. Bambini rimasti senza un adulto di riferimento perché i genitori sono stati ricoverati. Ma anche bambini in ospedale a causa della malattia.Terre des Hommes, insieme alla Fondazione Geronimo Stilton, dopo aver collaborato per sostenere la Fondazione per l’Ospedale dei bambini Buzzi nella donazione di un primo ventilatore polmonare all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano, hanno deciso di avviare una raccolta fondi per sostenere due progetti prioritari. Il primo, il progetto Zumbimbi, è una struttura d’accoglienza per bambini dai 6 ai 14 anni lontani dai genitori e che devono trascorrere la quarantena in isolamento. Zumbimbi è realizzato in collaborazione con La Cordata, COMIN, Diaconia Valdese, Emergency e Comune di Milano. I fondi raccolti da Terre des Hommes e Fondazione Geronimo Stilton serviranno anche all’acquisto di attrezzature mediche indispensabili per l’Ospedale Buzzi che in queste tragiche ore deve far fronte non solo alle esigenze dei bambini ricoverati, ma anche di un crescente numero di adulti ricoverati nelle nuove sale di terapia intensiva.”Nei primi giorni di questa emergenza ci siamo spesso dimenticati dei bambini. Ma anche loro sono in una situazione estremamente difficile e dolorosa. Vivono un isolamento irreale dal contesto esterno, fanno fatica a decifrare i segni di quello che sta accadendo attorno a loro, sospesi in un limbo e in alcuni casi si ritrovano loro stessi vittima di un nemico invisibile, un virus di cui anche noi adulti sappiamo poco. Ma la situazione dei bambini privati dell’affetto dei loro genitori, costretti a vivere con la paura di perderli a causa della malattia, è terrificante,” dichiara Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes. “Con la creazione di questo fondo vogliamo garantire cure immediate, ma anche la risposta a quei bisogni di accoglienza, ascolto e protezione dei bambini che nei primi giorni di questa emergenza nessuno aveva considerato. Lo faremo con partner d’eccezione, sicuri di poter offrire i più alti standard di assistenza, sicurezza e protezione dell’infanzia. Ma dobbiamo fare in fretta.”Zumbimbi è una struttura residenziale riconvertita in luogo di accoglienza che ospiterà una decina di bambini tra i 6 e i 14 anni, i cui genitori sono in ospedale perché positivi al Coronavirus e che non hanno altri adulti di riferimento che possano prendersi cura di loro. In ottemperanza al protocollo sanitario, sarà un posto sicuro dove verrà garantita la quarantena in isolamento. Questo con l’obiettivo di assicurare a tutti loro una permanenza il più possibile serena nonostante la delicatezza di questa fase della loro vita e le ulteriori difficoltà imposte dalle regole dell’isolamento che prevedono che i bambini alloggino in camere singole e mantengano le distanze di sicurezza tra i loro e con l’equipe che si occuperà di loro, composta da operatori, educatori e psicologi.Fondazione Geronimo Stilton e Terre des Hommes si sono attivati per attrezzare al più presto la struttura e reperire donazioni che permettano di comprare tutto il necessario (a cominciare da tablet, lenzuola, salviette, camici, mascherine, guanti…) nonché per pagare il personale altamente qualificato che assisterà i bambini sia dal punto di vista psicologico che educativo.A sostegno della campagna di Emergenza COVID-19 di Fondazione per l’Ospedale dei bambini Buzzi verranno invece acquistate attrezzature per il controllo delle vie aeree difficili che i medici dell’Ospedale Buzzi hanno indicato come urgenze primarie, in primo luogo broncoscopi, laringoscopi e fibroscopi.

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Castelli, “Reddito di Emergenza e Reti territoriali di solidarietà”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Roma. “Esiste un pezzo di questo Paese che è rimasto nell’ombra, a cui oggi dobbiamo guardare. A questo pezzo di Paese dobbiamo allungare la mano e dire di non preoccuparsi, perché c’è lo Stato presente. In questa situazione di emergenza noi ci siamo.Purtroppo c’è chi si trova in situazioni particolari e forse, anche per paura di controlli, non ha chiesto il Reddito di Cittadinanza.
Nel Decreto di aprile allargheremo le forme di aiuti previste per l’emergenza anche a chi si trova in una situazione di indigenza. Stiamo ragionando di ampliare il contributo di 600 euro. Non vogliamo che scoppi il panico, per questo stiamo lavorando al Reddito di Emergenza”.E poi, riferendosi agli aiuti tramite i servizi sociali dei Comuni, ha aggiunto ”qualche giorno fa, come MoVimento 5 Stelle, in una riunione di maggioranza, abbiamo raccontato al Presidente Conte il sistema delle reti di solidarietà territoriale. Un sistema che mette assieme assistenti sociali, protezione civile e terzo settore. Sono realtà che lavorano assieme per raccogliere le esigenze dei cittadini in difficoltà. Con questo modello si possono evitare rabbia, sconforto, malessere e preoccupazione. Abbiamo fatto due cose, abbiamo anticipato da maggio a marzo il Fondo di Solidarietà Comunale, che è legato all’attività ordinaria dei Comuni. E in più abbiamo aggiunto 400 milioni per far attivare, ai Comuni, queste reti territoriali di solidarietà”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, durante una diretta Facebook con il Deputato Questore Francesco D’Uva.

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Il nuovo scenario di emergenza rischia di generare un forte stress psicologico

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

A lungo andare può avere serie conseguenze anche sulla salute. Per questo, noi di Soggetto Giuridico esprimiamo forte apprezzamento per iniziative come quella dell’Ordine degli psicologi, che si è attivato per fornire supporto sulla gestione della crisi alle autorità e ai cittadini, oltre a proporre un teleconsulto gratuito. In questi giorni sono numerose le offerte di sostegno. Anche la Società psicanalitica italiana ha infatti messo a disposizione un servizio di ascolto gratuito per problemi connessi all’emergenza coronavirus, mentre diverse sono le iniziative a livello regionale e locale.Noi di Soggetto Giuridico crediamo che per superare l’emergenza sia fondamentale la risposta psicologica che ogni cittadino saprà dare. Poter disporre di assistenza personalizzata è un servizio che in questa fase deve essere garantito. Come si è fatto per i medici, anche per gli psicologi laureati sarebbe opportuno procedere all’abilitazione automatica su richiesta degli interessati. Non solo perché ce n’è bisogno oggi, ma perché potrebbe essere ancora più necessario nei prossimi mesi, quando le persone dovranno affrontare le conseguenze economiche della crisi. Di fronte al veloce evolversi della crisi, crediamo anche necessaria una particolare attenzione alla comunicazione da parte delle istituzioni, evitando toni troppo rassicuranti e al contempo allarmismi ingiustificati. Siamo convinti che occorra trovare un giusto punto di equilibrio per combattere con successo l’emergenza e le sue conseguenze psicologiche. Rivolgiamo la stessa richiesta ai media, che nonostante i rischi stanno raccontando quanto succede nel nostro Paese: è importante che continuino a svolgere al meglio il loro lavoro cercando di evitare eccessi di qualunque tipo nell’esercizio del diritto di cronaca che è essenziale per ogni democrazia. (fonte: http://www.soggettogiuridico.it)

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Emergenza Covid-19: consulenze gratuite per manager e imprenditori

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Milano. Ai manager e imprenditori che stanno affrontando la sfida della contrazione e conversione del business dovuta al COVID-19 è arrivato il supporto di alcuni realtà tecnologiche che, per la durata dell’emergenza, si sono resi disponibili a fornire gratuitamente le proprie competenze nelle video-sessioni di 20 o 40 minuti ospitate dalla piattaforma.
A renderlo possibile è la partnership tra BeyondTheBox e YOURgroup che, proprio attraverso il servizio di “condivisione di competenze” on line di /BeyondTheBox, ha deciso di portare anche all’esterno il valore del Give First che ne è alla base.
YOURgroup, il primo gruppo di advisory operativa C-level in Italia, ha riunito alcuni dei suoi fractional manager in una taskforce a supporto degli imprenditori italiani in aree specifiche: cambiamento organizzativo, gestione finanziaria, finanziamenti bancari, digitalizzazione, gestione dei contenziosi, negoziazione dei contratti, budget e controllo di costi e margini, gestione del rischio, trasformazione e ottimizzazione della produzione e di reti commerciali.Il servizio è reso attraverso la tecnologia e l’intelligenza artificiale di /BeyondTheBox che permette all’utente di non dover cercare il contenuto adatto alla propria esigenza: è sufficiente scrivere di cosa si ha bisogno e la piattaforma fa il resto, in modo semplice, veloce e confidenziale.“L’obiettivo di /BeyondTheBox è attivare processi di creazione del valore attraverso la condivisione” ci racconta la CEO della startup Aleksandra Maravic. “Vogliamo dare agli imprenditori, che in questo momento stanno vivendo un momento difficilissimo, il contributo dell’esperienza dei più di 160 manager del Gruppo, per offrire un consulto su tematiche di gestione finanziaria, di risorse umane, di digitalizzazione, di sviluppo commerciale e di riduzione costi che in questa situazione possono essere vitali”, aggiunge Andrea Pietrini, Managing Partner di YOURgroup.Le sessioni con i partner della taskforce verranno offerte gratuitamente durante tutto il periodo dell’emergenza.

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Coronavirus: occhi puntati al Sud

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Desta forte preoccupazione l’allarme lanciato ieri dal Presidente della Regione Campania circa la carenza delle forniture essenziali per gli ospedali della regione. Un appello che, con modalità e tempi diversi, è stato condiviso da molte regioni del Mezzogiorno e che riteniamo non possa essere ignorato.Per questo, pur apprezzando lo sforzo profuso nell’affrontare l’emergenza nelle aree in cui il focolaio è più acuto e grave, facciamo appello al Ministro della Salute e al Ministro per il Sud e la coesione territoriale perché adottino al più presto tutte le misure necessarie ad evitare che la situazione del contagio si diffonda nel Mezzogiorno senza la prevenzione necessaria, producendo ancora maggiori danni e problemi nella aree più deboli del Paese.
Purtroppo le lunghe politiche di taglio al Sistema Sanitario Nazionale hanno comportato carenze e inefficienze, soprattutto al Sud. Non possiamo ignorare la grave crisi che, da anni, affligge le strutture ospedaliere di questa vasta area d’Italia, ma questo è il momento di agire con responsabilità per arginare i contagi e per prevenire l’emergenza al Sud. Fondi, dotazioni di dispositivi e apparecchiature mediche, ampliamento delle terapie intensive, tamponi: è necessario implementare un modello unitario per la medicina ai tempi del Covid-19, che non consenta alle disuguaglianze ataviche del Paese di creare ulteriori disparità in tema di cure e salute.

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Emergenza Coronavirus nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

L’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e L’unione medica Euro Mediterranea (UMEM) con il Movimento internazionale Transculturale inter professionale Uniti per Unire (UXU) continuano con il loro impegno costante in italia e nel mondo. Si è partiti dalla constatazione che tutti i paesi hanno sottovalutato l’emergenza #Coronavirus per motivi economici, politici e paura di dichiarare l’emergenza.
Possiamo dire che la porta d’ingresso del virus è diversa a seconda dell’etnia. Ad esempio per gli asiatici e gli europei c’è una porta aperta e con essi gli americani. Gli africani hanno queste porte chiuse e semichiuse e dipende dai recettori del virus per alcune popolazioni africane oltre al fatto che i loro sistemi sanitari sono al collasso. Prova ne è che i migranti passati dalla Libia non registrano contagiati perchè già erano in quarantena ed isolati dal mondo. Nei paesi in conflitto, invece, i servizi sanitari sono al collasso (con un 20% del personale medico e paramedico contagiato per mancanza di un’adeguata protezione) e non hanno laboratori sufficienti per fare abbastanza tamponi. I paesi Arabi maggiormente coinvolti sono: Arabia Saudita, Qatar, Libano,Tunisia, Egitto e Iraq.
A pagare un prezzo più alto sono i pazienti con età superiori a 75 anni con patologie pregresse. In Italia sono più di 250 i medici di origine straniera che hanno dato la loro disponibilità per sostenere il SSN Italiano e il prezzo pagato è stata la morte di 29 medici italiani di cui 3 di origine araba e 5280 contagiati. Per Foad Aodi Presidente Amsi e UMEM e Membro del Registro Esperti Fnomceo per sconfiggere l’emergenza ed evitare contagi da rientro occorre, innanzitutto, rallentare l’ansia, la depressione, la paura nella popolazione oramai stressata da gennaio.
“Il covid 19 ci ha dimostrato finora che è un virus ad altissima contagiosità e che in gran parte dei casi il decorso può essere asintomatico. L’unica cosa che sappiamo con certezza sono i decessi ma non abbiamo una percentuale reale di mortalità perchè i casi contagiati non sono tanti rispetto al numero della popolazione. Riteniamo opportuno in questa fase l’esecuzione dei tamponi a tappeto inizialmente per le persone più esposte, in particolare il personale sanitario, e, successivamente, a domicilio per il resto della popolazione cominciando dalle zone più colpite del nord italia. Di pari passo occorre investire sulla ricerca di laboratorio e per i tamponi è necessario reclutare microbiologi esperti e anche mettere in atto protocolli terapeutici approvati dall’Aifa. Lo affermano il portavoce dell’Amsi dr.Mihai Petre Baleanu di origine romena, la Coordinatrice del Dipartimento Medici Giovani Amsi la Dottoressa Artes Memelli di origine Albanese e il Segretario Generale Amsi Kamran Pakned di origine curda. http://www.amsimed.org

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Emergenza coronavirus e adolescenti resilienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

In 12 giorni oltre 3000 risposte, da parte di teenagers e giovani adulti all’indagine online di Laboratorio Adolescenza su come i giovani stanno vivendo l’emergenza coronavirus. Rispetto ai dati già diffusi la scorsa settimana (quando le risposte erano circa 1500) cresce nettamente non solo l’adesione concettuale alla norme di sicurezza indicate dal Governo e dal Ministero della Sanità, ma anche il rispetto individuale delle norme. Timori e prudenza crescono in relazione all’aumentare dell’età.La paura, dopo un’impennata iniziale, resta stabile, mentre la socialità in rete per le ragazze risulta un ottimo surrogato per mantenere le relazioni con il gruppo amicale, un po’ meno per i maschi che iniziano a soffrire maggiormente la solitudine.“Covid-19” rimane l’argomento principe di conversazione con i genitori, mentre perde terreno nelle chiacchiere con gli amici nelle quali prevale – evidentemente – il desiderio di evasione.Poche le differenze comportamentali in base alla geografia, appaiono comunque più prudenti e preoccupati ragazze e ragazzi del centro sud.“Passano i giorni, cresce la consapevolezza e la prudenza, ma senza panico e soprattutto – afferma Maurizio Tucci, Presidente di Laboratorio Adolescenza – i giovani stanno dimostrando di “reggere” l’isolamento forzato molto meglio di quanto ci saremmo potuti immaginare. L’impegno da parte delle scuole nel garantire in qualche modo la prosecuzione dell’attività didattica attraverso le piattaforme online, ma anche una maturità complessiva nell’affrontare l’emergenza ci stanno restituendo l’immagine di un’adolescenza più che confortante. La generazione “nata nell’ovatta” che, come quella dei loro genitori, non aveva mai dovuto affrontare emergenze vere, alla prova dei fatti sta dando un’ottima prova di sé. Questo, ad emergenza finita, dovrà indurre tutti noi a rivedere improvvisati cliché”.

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Emergenza sanitaria e attività degli ortodontisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Il decreto Ministeriale limita, infatti, l’attività clinica odontoiatrica unicamente alle prestazioni a carattere di urgenza o non differibili e invita a procrastinare tutte le altre, così da limitare le possibili occasioni di contagio e diffusione del virus. ASIO pertanto, come riportato dal decreto Ministeriale dello scorso 9 marzo ed in linea con le maggiori Società Scientifiche ed Associazioni di categoria, invita tutti i suoi SOCI a limitare l’attività clinica odontoiatrica unicamente alle prestazioni a carattere di urgenza o non differibili, procrastinando tutte le altre, così da ridurre le possibili occasioni di contagio e diffusione del virus. Queste in concreto saranno le modalità in caso di intervento urgente odontoiatrico:
1. Sarà effettuato un triage telefonico con il proprio specialista per verificare insieme il problema ortodontico in essere, nonché lo stato di salute del paziente stesso. Sarà richiesto al paziente se: presenta febbre (>37.5°C), raffreddore, tosse, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, mal di testa insorti negli ultimi 14 giorni
è stato in contatto con persone con questi sintomi negli ultimi 14 giorni
è stato in contatto con persone infette negli ultimi 14 giorni
proviene da aree a rischio al di fuori dal territorio nazionale
Se sintomatici, i pazienti dovranno rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia o chiamare il numero 1500 e possibilmente posizionarsi in uno stato di autoquarantena. Il trattamento odontoiatrico di tali pazienti, se possibile, deve essere procrastinato.
2. In corso di valutazione telefonica, se ritenuto utile, lo specialista potrà richiedere di inviare una fotografia o video del problema riscontrato al proprio apparecchio ortodontico. I sistemi e le applicazioni che utilizziamo quotidianamente (videochiamate, foto e video realizzati direttamente con il cellulare, ecc.) possono difatti essere particolarmente utili per comprendere la problematica a distanza e risolverla nel migliore dei modi
3. Qualora ne ravvisi lo stato di emergenza e la necessità di visitare il paziente, lo specialista programmerà per il paziente un appuntamento tale da evitare la presenza di più pazienti in contemporanea in sala d’attesa, così da rimanere a distanza corretta (almeno un metro) l’uno con l’altro, cercando di evitare accompagnatori non necessari
4. La sala d’attesa e gli ambienti extra clinici saranno predisposti secondo i rigidi protocolli emessi in questi giorni: un periodico e adeguato ricambio di aria, eliminando giornali, riviste, libri dalla sala d’attesa, disinfezione di ogni maniglia e superficie a contatto, fornendo al personale dispositivi di protezione (DPI) adeguati come mascherina, guanti, occhiali e camice monouso, ecc.
5. Mettere a disposizione del paziente, in sala d’attesa, un disinfettante alcolico e mascherine, e detergere, per ogni nuovo paziente, con soluzioni a base di alcool o di cloro tutte le superfici, maniglie o bottoni oggetto di contatto
6. Praticare, come di routine, tutte le norme di sterilizzazione nell’uso degli strumenti, minimizzando in particola modo l’impiego di strumenti rotanti e che prevedono nebulizzazione.
7. Nell’area clinica durante la fase pre-terapia e post terapia, saranno rigorosamente applicati i protocolli stilati ed inoltrati di recente dalle Associazioni e dagli Ordini di categoria

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In Italia mancano medici per affrontare l’emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

In Italia si laureano circa 10.000 medici laureati ogni anno, ma ad accoglierli ci sono soltanto 7.000 contratti nelle scuole di specialità. Il numero ridotto di posti disponibili fa sì che molti neolaureati scelgano di trasferirsi nei Paesi Europei vicini, “regalando” all’estero l’ingente investimento per la loro formazione. Inoltre, la scelta delle specializzazioni mediche vede una netta preferenza per indirizzi che permettono sbocchi di carriera anche nel privato, come chirurgia plastica, oculistica o dermatologia, mentre raccolgono poche preferenze le specialità legate all’emergenza come “Medicina d’urgenza” o “Anestesia e rianimazione”, che assegnano ogni anno rispettivamente solo il 32,8% e il 40,2% delle borse disponibili.A ciò si aggiunge l’elemento più preoccupante: più della metà dei medici sarà presto in pensione, mentre la popolazione italiana è in rapido invecchiamento e cresce la domanda sanitaria. Tra gli specialisti, secondo le previsioni Anaao-Assomed nel 2025 le carenze più gravi saranno quelle di medici di emergenza-urgenza (entro 5 anni ne mancheranno all’appello 4180), seguiti da pediatri (3323), medici di medicina interna (1828), anestesisti-rianimatori e terapia intensiva (1395), chirurghi (1274). Sono alcune evidenze dell’analisi “le cifre dei profili medici in Italia e l’impatto del coronavirus” di Randstad Research, il centro di ricerca del Gruppo Randstad dedicato al lavoro del futuro, che ha messo sotto la lente la scarsa preparazione del nostro sistema sanitario ad affrontare l’emergenza, raccogliendo le diverse previsioni di Anaao (sindacato dei medici dirigenti), Fimmg (Federazione medici di medicina generale), OCSE e altre istituzioni sul fabbisogno professionale. L’analisi sottolinea la grave carenza di medici, evidente da anni e purtroppo inascoltata, che l’Italia è chiamata ad affrontare al più presto di fronte all’impatto del coronavirus.
Oggi – rileva Randstad Research – nel nostro Paese si contano quasi 4 dottori ogni 1000 abitanti. I medici iscritti all’ordine nel complesso sono 403.454, un numero superiore rispetto alla media europea, ma più della metà di loro ha superato 55 anni, per un’età media di 51, cresciuta di 3 anni nell’ultimo decennio. Si stima un’uscita media del 40-45% di medici per la pensione nel decennio 2014-2023. Secondo le previsioni Anaao entro il 2025 verranno a mancare circa 52.000 medici ospedalieri, di cui 16.500 specialisti. Entro il 2030 ne potrebbero mancare oltre 80.000 unità, divisi tra 34mila medici di base e 47mila ospedalieri. E la preoccupazione non riguarda solo i medici, ma anche gli infermieri che sono 5,8 ogni 1000 persone, dato visibilmente inferiore alla media europea, pari a 8,5.L’Italia è un Paese anziano, il quarto nell’OCSE per aspettativa di vita e il secondo in Europa, che avrà bisogno di cure crescenti. Ma la spesa sanitaria resta inferiore alla media: in Italia si spende oggi soltanto l’8,8% del PIL in Sanità (il 10% in meno della media europea), con un incremento di poco più di 2 punti percentuali rispetto al 1988, quando la vita durava in media sette anni in meno.
Randstad Research mette in guardia che il fabbisogno di medici non subirà inversioni di rotta a breve, grazie alle spinte del digitale e dell’ecosostenibilità. I più recenti dati Excelsior confermano la filiera “salute e benessere” al primo posto per i fabbisogni occupazionali da qui al 2023. Nello specifico il più elevato tasso annuo di fabbisogno (con una crescita tra il 4 e il 4,1% all’anno) sarà del comparto “sanità ed assistenza sociale, per cui si prevede tra il 2019 e il 2023 una richiesta di servizi di cura tra le 406.000 e le 415.000 unità.

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E’ stato aperto oggi il primo albergo in Italia per far fronte all’emergenza Coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Rimini. La struttura, di proprietà della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, ha iniziato infatti ad accogliere i malati che hanno superato la fase più acuta e che, per ragioni di prudenza, non possono tornare a casa, sia le persone in isolamento che non hanno la possibilità di mantenere effettive distanze in casa dai familiari conviventi ed anche coloro che risultano positivi al coronavirus ma che si trovano lontani dalla loro residenza.Si tratta di un modello sperimentale, previsto nel recente decreto “Cura Italia” e che adesso veda la luce per la prima volta dopo aver seguito un attento protocollo messo a punto dall’ASL, dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con la Protezione Civile e la supervisione della Prefettura, allo scopo di alleggerire il carico degli ospedali della provincia di Rimini, tra le più colpite dall’emergenza Covid19. «E’ un modello che mi auguro possa essere replicato in altre parti d’Italia. E’ il tempo della responsabilità. Quando la Prefettura ci ha contattato abbiamo offerto immediatamente la nostra collaborazione alle Autorità, dando la disponibilità ad accogliere fino a 50 persone per volta», spiega Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Papa Giovanni XXIII, la Comunità che continua ad accogliere migliaia di persone fragili nelle 201 case famiglia in tutta Italia.
L’albergo della Papa Giovanni, l’Hotel Royal di Cattolica, ogni anno ospita i ragazzi e le famiglie per le vacanze. Ora la struttura è stata riconvertita in un ospedale da campo anti-Coronavirus. Le procedure di sicurezza sono state messe a punto con estrema precisione per garantire gli operatori della Papa Giovanni che si occuperanno di gestire i nuovi ospiti, che alloggeranno da soli in una camera con bagno e non avranno contatti diretti con gli operatori. Gli ambienti saranno igienizzati ed i materiali sanificati seguendo le stesse procedure previste per un ospedale.

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Coronavirus: Azzolina: anche nell’emergenza il personale ha diritto a ricongiungersi ai cari

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

“La mobilità andrà assolutamente avanti, il personale ha tutto il diritto di ricongiungersi con i propri cari”: sono le parole del ministero dell’Istruzione, a commento del decreto legge approvato d’urgenza dal Governo come risposta all’emergenza legata al Covid-19. Anief ritiene che vi sia una contraddizione tra l’auspicio della ministra e la decisione, presa dal Governo, di tenere fermi i docenti appena assunti ben cinque anni, anche cancellando le assegnazioni provvisorie: l’impressione è che a prevalere siano solo prese di posizione ideologiche, partitiche, che, alla resa dei conti, giocano con la vita familiare di migliaia di insegnanti.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non ha dubbi: “La politica deve garantire il diritto alla famiglia piuttosto che negarlo, specialmente quando non vi sono evidenti legami con la continuità didattica per la durata dei cicli di studio, per la stessa mobilità degli studenti, a fronte persino di procedure di reclutamento straordinarie nazionali. Perché se è vero che lo Stato ha deciso di dare la possibilità, giustamente, ai docenti precari di scegliere una provincia diversa dove essere assunti, non può fare pagare un prezzo altissimo in cambio, imponendo loro di rimanere confinati in quel territorio per non meno di 60 mesi. Se vi sono le condizioni, dopo l’anno di prova, per il rientro nella sede di residenza e il ricongiungimento familiare, con posti vacanti e disponibili nella classe di concorso di quei docenti, per quale motivo ci si deve ostinare a lasciarli anche a mille chilometri da casa?”.
Ha toccato diversi temi la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nell’illustrare le misure del decreto “cura Italia”, contenente misure di potenziamento del sistema sanitario e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese, approvato il 16 marzo e in procinto di essere pubblicato nella sua versione definitiva in Gazzetta Ufficiale: nel commentare i punti relativi alla scuola, tra i vari punti toccati, come la chiusura delle scuole, la ministra ha parlato anche di mobilità dei lavoratori, affermando che si deve essere pronti a far partire l’anno scolastico 2020/21. La rivista specializzata Orizzonte Scuola, dopo avere rimarcato l’espressione della ministra dell’Istruzione, sul diritto dei lavoratori della scuola “di ricongiungersi con i propri cari”, ha sottolineato il fatto che “la Azzolina non ha però fornito indicazioni specifiche sulle date di presentazione delle domande o della pubblicazione dell’ordinanza ministeriale che darà avvio alle operazioni per la presentazione delle istanze di trasferimento e passaggio”.

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Emergenza Covid-19: Da opposizione spirito collaborativo

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

“Sinceramente non capisco l’ostinazione con la quale la Regione Lazio, stavolta per bocca dell’assessore Alessio D’Amato, in una fase di pre emergenza, con l’opposizione animata da spirito collaborativo e costruttivo (non solo alla Pisana e nel Parlamento nazionale, ma anche nella ricerca diretta di Dispositivi di protezione individuale, nella autotassazione e nella raccolta fondi da destinare alle strutture sanitarie) continui a cercare lo scontro, in particolare favorendo i suoi amici della sanità privata e scartando due proposte di valenza squisitamente pubblica avanzate da noi nei giorni scorsi.

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Emergenza coronavirus e mobilità. Conseguenze del mancato rispetto

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

La necessaria premessa a quanto stiamo per dire è che il modo corretto di affrontare l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo è attenersi alle prescrizioni date dall’autorità sanitaria e rispettare le misure di contenimento destinate a prevenire il contagio e la maggior diffusione dell’epidemia.Devono quindi evitarsi al massimo gli spostamenti non necessari e rispettare le quarantene programmate al fine di evitare che altre persone si ammalino, eseguendo le prescrizioni stabilite dai provvedimenti che si sono susseguiti negli ultimi giorni.A tale proposito, l’art. 3, co. 4, D.L. 6/2020, prevede che “salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale”.
L’art. 650 c.p., intitolato <> a sua volta prevede che “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.L’inosservanza delle misure di contenimento previste dai provvedimenti di questi giorni, insomma, configura un reato, e dunque l’attivazione, in caso di denunzia da parte delle forze di polizia preposte al controllo, di un procedimento penale contro il trasgressore.
Le conseguenze non devono essere sottovalutate, poiché la condanna per un reato, sebbene minore, viene successivamente registrata nel certificato penale della persona che, da quel momento, diviene effettivamente un <>. Queste conseguenze sono in realtà coerenti con la gravità dei tempi che viviamo e, tuttavia, sono stati segnalati casi di persone che si stavano legittimamente muovendo, per lavoro, per dare assistenza a familiari non autosufficienti, per andare a comprare generi alimentari di prima necessità (e addirittura per andare dall’Avvocato!) che per un motivo o per un altro non siano stati in grado di dimostrare la legittimità dei motivi per cui erano fuori casa, e siano stati di conseguenza denunziati dall’autorità.In questi casi, le forze dell’ordine redigono un documento che si chiama “verbale di identificazione, di nomina di difensore e di elezione di domicilio” con cui identificano il trasgressore, gli chiedono di designare un proprio Difensore e di indicare un domicilio, ossia il luogo in cui poi gli verranno eseguite le notificazioni.Qualora la persona non sia in grado di nominare un Difensore di fiducia, verrà di seguito nominato un Difensore d’ufficio, tratto dagli appositi elenchi.Le forze dell’ordine rilasceranno una copia del documento al trasgressore, che resterà a ogni effetto a piede libero, e ne trasmetteranno l’originale alla Procura della Repubblica competente, che poi eserciterà l’azione penale. Esiste tuttavia una soluzione per evitare il procedimento penale e le due conseguenze molto negative per la vita della persona, e più precisamente l’oblazione.L’articolo 650 c.p. appartiene, infatti, alla famiglia delle c.d. “contravvenzioni” ossia reati minori che possono essere estinti (quindi senza consegue penali e senza iscrizione nel certificato penale) mediante il pagamento di una somma. È bene da subito specificare che tale somma è diversa dall’ammenda di euro 206 che viene inflitta per il reato in sé che, anzi, non deve essere pagata perché il suo pagamento costituisce esecuzione della pena, che a quel punto diviene irrevocabile.L’oblazione è prevista dagli art. 162, 162 bis c.p. e 141 disp. att. c.p.c.La relativa domanda può essere presentata anche senza l’assistenza dell’Avvocato direttamente alla Procura o al Giudice delle Indagini Preliminari competente.
Se la richiesta è presentata alla Procura, il PM la trasmette, con tutti gli atti e il proprio parere, al GIP. Qualora, invece, la domanda sia presentata direttamente al GIP, costui ne chiederà gli atti al PM unitamente al suo parere.Poiché l’art. 650 c.p. è punito alternativamente con l’arresto e l’ammenda l’oblazione non è automatica, bensì facoltativa (introdotta dalla L. 689/1981) e il GIP, pervenuta la richiesta, può respingerla o accoglierla con ordinanza e, in questo secondo caso, stabilire la somma da versare e un termine per il pagamento non superiore a dieci giorni, dandone avviso al trasgressore e al Difensore, se nominato.Solo a questo punto il pagamento non costituisce esecuzione della pena ma estinzione del reato!
Sebbene sembri la stessa cosa, risolvendosi comunque in un pagamento, è bene non confondere le cose vista la gravità delle conseguenze.Se però il GIP respinge la richiesta o se il trasgressore non chiede l’oblazione, il PM eserciterà l’azione penale e al cittadino sarà notificato un Decreto Penale di Condanna, ossia una condanna a tutti gli effetti che intima al pagamento della somma stabilita dal GIP.Anche in questo caso, la somma non va pagata, poiché costituirebbe esecuzione della pena, che diverrebbe irrevocabile.Entro quindici giorni dalla notifica del Decreto, il destinatario può proporre opposizione allo stesso (questa volta con l’obbligatoria assistenza dell’Avvocato), contestualmente chiedendo l’oblazione, e dunque rientrerebbe nella procedura sopra descritta. Se l’opposizione non viene presentata entro quindici giorni, il Decreto Penale diviene irrevocabile, e la condanna viene iscritta al casellario giudiziale. Il pagamento dell’oblazione determina l’estinzione del reato che, quindi, non verrà iscritto nel certificato penale del cittadino. Tutto questo, tuttavia, a condizione che il trasgressore non fosse consapevole di essere ammalato e stesso comunque violando la quarantena. In tale caso, infatti, in ragione dell’inciso “salvo che il fatto non costituisca più grave reato” potrebbe essere sottoposto a procedimento penale per il gravissimo delitto di cui all’art. 452 c.p. (Epidemia colposa): per tutti dunque, resta valido il primo consiglio di rispettare scrupolosamente le disposizioni sanitarie e rimanere isolati il più possibile, limitando gli spostamenti a solo quanto strettamente necessario.Sebbene nel caso descritto l’oblazione possa essere richiesta anche direttamente dal trasgressore, il consiglio è comunque quello di nominare un Difensore di fiducia, attesta l’estrema gravità delle conseguenze in caso di errore nelle procedure. (Marco Biagioli Avvocato, membro del Network Legale di Aduc, membro della Consulta Giuridica di UGL. In collaborazione con Caterina Caregnato Avvocato, Difensore d’Ufficio)

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Emergenza epidemiologica da COVID-19″: E le ostetriche?

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

All’art. 25 il bonus è riconosciuto a: “lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari” con evidente esclusione delle ostetriche – sottolineano i vertici nazionali della categoria ostetrica -. Le ostetriche – continuano i vertici nazionali FNOPO – non sono figlie di un dio minore, ma sono presenti ogni giorno sul “campo di battaglia”, sostengono il Ssn in questa grave situazione epidemiologica e non fanno mancare il necessario supporto e assistenza alle donne e ai loro neonati, anche quando mancano i dispostivi per la protezione individuale e sottoponendosi a turni massacranti per garantire appropriatezza e continuità assistenziale, pur consapevoli di rischiare la propria salute e quella delle loro famiglie. Il numero crescente di ostetriche attualmente contagiate e/o in isolamento è la dimostrazione che di fronte al pericolo le professioniste non si tirano mai indietro, ma anzi restano sul posto di lavoro, assistendo le gestanti positive al Covid 19 ricoverate anche nelle terapie intensive, nei reparti di malattie infettive o nei pronto soccorso.La categoria ostetrica sta dimostrando, quotidianamente, una grande capacità e competenza all’Italia la quale è ormai divenuta un esempio per gli altri Paesi colpiti dalla pandemia da COVID-19. La Federazione certa che tale dimenticanza presente nel decreto “Cura Italia” sia solo una mera conseguenza della fretta avuta nella concertazione e formulazione dei provvedimenti di questi giorni, confida nell’intervento del ministro affinché il decreto venga integrato prevedendo anche per le ostetriche, così come gli altri professionisti sul campo, il riconoscimento del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, previsto dall’articolo 23, comma 8 in alternativa alla prestazione di cui al comma 1, riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1000 euro, concludono i vertici FNOPO.

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