Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘emergenza’

Al Nord il paradosso italiano: dalla siccità all’emergenza idrogeologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Come in un film già visto, alcune zone del Nord Italia tornano a vivere l’incubo di un paradosso più volte denunciato: passare in pochi giorni dal rischio siccità all’emergenza idrogeologica; i dati dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche confermano i forti apporti pluviometrici, causa di criticità localizzate in Lombardia (straripati i torrenti Trallo, Boesio, Margorabbia, Broveda, Dovrana) ed in Veneto (accanto all’esondazione di alcuni corsi d’acqua minori, è preallarme per il bacino del fiume Livenza). Ne sono esempio il lago di Como, che dopo molte settimane è tornato a superare il dato medio stagionale (oggi è all’86,5% della capacità di riempimento) ed il lago Maggiore (addirittura a rischio esondazione in alcuni punti, essendo al 114,1% della capacità di riempimento); restano abbondantemente sopra la media anche i laghi di Garda (96,4% del riempimento) e d’Iseo (vicino al massimo storico con il 94,3% di riempimento). L’importanza delle piogge è evidente anche dall’andamento del fiume Po, le cui portate omogeneamente superiori allo scorso anno, sono invece altalenanti rispetto alla media storica, mantenendo comunque un deflusso per ora rassicurante.In grande ripresa sono i fiumi dell’Emilia Romagna (Savio, Secchia, Taro, Trebbia), tornati sopra la media dopo settimane di sofferenza idrica mentre, in Piemonte, Dora Baltea e Stura di Lanzo restano sotto le portate dell’anno scorso.In Veneto, resta deficitaria la situazione idrica dei fiumi Adige, ma soprattutto Brenta e Bacchiglione; sulla regione, nel mese di maggio, è caduto il 40% di pioggia in meno rispetto alla media.Analogo è il trend pluviometrico sull’Umbria dove, con 36.93 millimetri di pioggia, Maggio ha stabilito il record negativo del recente quinquennio.Al Sud sembra stabilizzarsi la situazione delle riserve idriche calabresi (in media con gli anni scorsi), mentre continuano ad assottigliarsi le disponibilità idriche in Puglia (calate di 2 milioni di metri cubi in una settimana ed oggi a -97,82 milioni rispetto all’anno scorso) e Basilicata (anche qui scese di circa 2 milioni di metri cubi in 7 giorni e con un deficit di circa 78 milioni rispetto al 2019, nonostante siano caduti oltre 35 millimetri di pioggia pochi giorni fa).“La fotografia, che si ricava da questi dati, è quella di un’Italia sempre più alla mercè della estremizzazione degli eventi atmosferici, causata dai cambiamenti climatici. È quindi indispensabile – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – che il Piano Rilancio preveda investimenti importanti per aumentare la resilienza dei territori. Al Governo offriamo migliaia di progetti definitivi ed esecutivi, redatti dai Consorzi di bonifica ed in attesa di finanziamento, capaci di garantire circa 50.000 posti di lavoro.”

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Emergenza alimentare per quattro milioni e mezzo di italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

La crisi economica determinata dalla pandemia sta avendo impatti devastanti sulle condizioni sociali di milioni di italiani. Si stimano circa 5 milioni di nuovi poveri e quattro milioni e mezzo di italiani rischiano di scivolare in una situazione di indigenza talmente grave da aprire un altro fronte: quello dell’emergenza alimentare.Per fronteggiare tale crisi, Up Day offre la propria disponibilità per replicare, estendendola a tutto il paese, l’esperienza virtuosa dello scorso aprile, a seguito dello stanziamento da parte del Governo di 400 milioni di Euro per l’acquisto di prodotti di prima necessità. In quell’occasione Up Day si è attivata immediatamente e oltre 30 Comuni in tutta Italia, da Torino a Bologna, da Cagliari a Latina, da Cesena a Foggia, sono stati supportati da Up Day con buoni alimentari solidali.In sostanza, Up Day ha anticipato la posta finanziaria necessaria a dare sollievo a decine di migliaia di cittadini in condizioni di grave disagio economico, emettendo buoni alimentari solidali al prezzo di costo e con una marginalità totalmente azzerata.In considerazione della fase delicata che il paese e milioni di cittadini con le loro famiglie si trovano a dover fronteggiare, partendo proprio dall’esperienza positiva dello scorso aprile, Up Day ritiene doveroso chiedere alle autorità competenti di ripetere tale esperienza per il tempo necessario a superare la “tempesta perfetta” che si è abbattuta sugli italiani, mettendo a disposizione, fin d’ora, tutte le sue competenze e strumenti tecnologici e finanziari.In linea con quanto promulgato da ANSEB, l’Associazione nazionale che rappresenta le società che emettono buoni pasto e buoni spesa, Up Day si impegna a scontare l’acquisto dei buoni di almeno il 10%, ossia l’IVA applicabile al valore facciale del buono alimentare solidale, di modo che l’operazione risulti a costo zero per il Comune ordinante rispetto alla legittimazione concessa ai beneficiari assegnatari del buono; ad applicare agli esercenti già convenzionati una commissione mai superiore al 5%, anche in presenza di accordi di convenzionamento con percentuali più elevate; a convenzionare a queste condizioni e in tempi estremamente rapidi i punti vendita interessati a partecipare alla operazione solidale del Governo e/o segnalati dal Comune ordinante i buoni spesa.

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Scuola: Assistenti tecnici assunti per l’emergenza Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Anief chiede di confermarli e di assumerne almeno uno ad istituto. Confermare, oltre il 30 giugno prossimo, tutti i mille assistenti tecnici informatici assunti nel mese di aprile per decisione del Governo, per meglio affrontare il piano di risposta, nelle scuole, al contagio di massa del Covid-19. E garantire che con il nuovo anno scolastico, con la fase emergenziale ancora in atto, vi sia un assistente tecnico in tutti gli 8.200 istituti scolastici, nessuno escluso. A chiederlo è il sindacato Anief, promotore al Senato di un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, su cui sta terminando di votare la VII commissione e che nel pomeriggio arriverà in Aula per la discussione generale. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ritiene che “con il coronavirus le condizioni e le necessità scolastiche sono cambiate, arrivando ad imporre la didattica a distanza, la quale potrebbe riproporsi anche in futuro. Per non parlare dell’esigenza per tante scuole di assicurare un livello tecnologico minimo, con risorse umane in grado di gestirlo al meglio e non in modo approssimativo”.Anief torna a chiedere l’assistenza tecnica in ogni scuola italiana: la richiesta del giovane sindacato deriva dalla sempre più massiccia presenza della componente digitale telematica nell’offerta formativa. La presenza stabile del personale tecnico in tutte le istituzioni le istituzioni scolastiche, anche quelle dell’infanzia, del primo ciclo e della secondaria di primo grado, dove sino ad oggi non era previsto.Al sindacato, si sono rivolti anche diversi assistenti tecnici assunti per pochi mesi per fare fronte all’emergenza Covid-19. Dai loro racconti si evince che è ampio e valido il supporto assicurato in queste settimane, assieme agli animatori digitali, a famiglie e ragazzi che hanno riscontrato difficoltà di collegamento alle piattaforme utilizzate per la didattica a distanza, oltre che per la gestione di software da parte sia dei docenti, sia del personale scolastico, sia degli studenti e delle loro famiglie. È bene che questo supporto tecnico non si disperda.

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“Affrontare l’emergenza e riorganizzare l’intero ciclo dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

Il Consorzio Valle Crati, rappresenta l’unico modello pubblico regionale di efficienza nella gestione delle discariche. Condivido l’indirizzo politico del Presidente della Giunta Regionale della Calabria On. Jole Santelli quando dichiara che per rompere il sistema dell’emergenza continua, bisogna dare vita a una fase di transizione, il tempo che serve per realizzare una nuova impiantistica che tenga conto delle indicazioni dell’Unione europea sull’economia circolare. L’obiettivo a lungo termine dovrà essere, come correttamente dichiara il Presidente Jole Santelli, quello di “Riorganizzare l’intero ciclo dei rifiuti in Calabria. Per realizzarlo, avremo bisogno di un sistema impiantistico alternativo e di non perdere altro tempo con soluzioni che si sono rivelate inefficaci e perfino controproducenti”.

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Emergenza anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

«C’è un’emergenza ignorata in questo momento in Italia, ed è quella che riguarda migliaia di persone non autosufficienti, la maggior parte dei quali “grandi anziani”, che attendono di poter accedere a una RSA e ai relativi servizi di cura e assistenza e sono impossibilitati a farlo. In questa fase infatti, sia i non autosufficienti che le loro famiglie si ritrovano in una specie di limbo, data l’assenza, nella maggior parte delle Regioni, di line guida sulle riaperture delle strutture residenziali che consentano a chi ne abbia bisogno di accedervi, sia dall’ospedale che dal proprio domicilio» lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani.
Eppure a oggi solo il Lazio, il Piemonte e la Toscana hanno emanato dei protocolli per la riapertura delle strutture – prosegue Messina – in Veneto e in Sardegna la situazione è a macchia di leopardo, mentre nel resto d’Italia ancora si resta fermi. Lanciamo un appello agli assessori competenti di tutte le Regioni affinché accelerino la riapertura delle strutture garantendo al tempo stesso la massima sicurezza e mettendo le RSA in condizioni tali da poter tutelare appieno la salute degli ospiti affinché non si debba mai più assistere a quanto accaduto negli ultimi mesi. Potrebbe essere opportuno creare delle strutture dedicate ai pazienti Covid e altre libere dal Covid superando le molte criticità legate alla gestione attuale. Non dimentichiamo che le già infinite liste d’attesa continuano ad allungarsi di giorno in giorno con il rischio di mandare in tilt il Sistema del welfare familiare. Occorre infatti ricordare che nel nostro Paese si stima che oltre un quinto delle persone con 65 anni e più abbia limitazioni funzionali gravi da necessitare assistenza personale a casa (20,1%) o in strutture residenziali quali residenze sanitarie assistenziali (RSA), residenze protette e altre analoghe (1,7%). E coloro che si trovano a casa vengono il più delle volte assistiti da familiari, spesso coetanei o comunque a loro volta anziani. Ci sono quasi 4 milioni di caregivers informali, ovvero figli e coniugi che si prendono cura di un anziano non autosufficiente, oggi più che mai bisognosi di andare avanti e di avere un adeguato supporto per ricominciare a vivere. Fondamentale, infine, ripristinare dei percorsi sicuri e protetti per consentire agli ospiti di incontrare nuovamente i propri cari, cosa indispensabile per la solo salute psichica.»

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Esami di stato ed emergenza sanitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Reso pubblico il Documento inviato dal Comitato Tecnico Scientifico al Ministero dell’Istruzione sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di stato nella scuola secondaria di secondo grado. Marcello Pacifico (Anief): “Nel documento del CTS ci sono delle criticità che ci preme evidenziare in modo che le misure che andrà ad adottare il Ministero tutelino effettivamente i diritti di tutti i soggetti interessati. Gli esami di stato in presenza devono essere svolti all’insegna della salvaguardia effettiva della salute di lavoratori e alunni”.L’Anief, sindacato da sempre attento alla tutela dei diritti dei lavoratori della scuola e degli alunni, analizza il documento prodotto dal Comitato Tecnico Scientifico e inviato al Ministero dell’Istruzione, reso pubblico ieri, evidenziando criticità, alcune di non poco rilievo, e avanzando proprie proposte di modifica e integrazione dello stesso che porterà all’attenzione del Ministero dell’Istruzione affinché gli esami di stato conclusivi della scuola secondaria, in questa particolare situazione di emergenza, si svolgano effettivamente in sicurezza e nel rispetto dei diritti di tutti.Il Comitato Tecnico Scientifico approfondisce, come primo punto della sua analisi, l’impatto degli spostamenti correlati all’effettuazione dell’esame di stato sulla motilità e invita, pertanto, il Ministero dell’Istruzione a predisporre un calendario di convocazione dei candidati scaglionato suggerendo, inoltre, “l’utilizzo del mezzo proprio”.Pur comprendendo le motivazioni alla base dell’indicazione di suggerire l’utilizzo di mezzo proprio per raggiungere la sede di svolgimento degli esami, secondo il sindacato Anief appare utile pensare anche a predisporre l’attivazione di protocolli specifici in grado di fornire alternative alla mobilità individuale. In tal senso, è necessario – soprattutto nelle grandi città – adottare tutte le misure che incentivino l’utilizzo dei mezzi pubblici, anche eventualmente organizzati ad hoc, garantendo, ovviamente, livelli adeguati di sicurezza per i fruitori. “Non dobbiamo dimenticare – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che la mobilità non riguarda esclusivamente i candidati ma anche i docenti, i Dirigenti Scolastici e tutto il personale ATA che saranno interessati dall’espletamento del complesso delle operazioni di svolgimento degli esami di stato in presenza e la cui mobilità non può essere “scaglionata”. Appare utile e non secondario, quindi, valutare in base all’effettiva realtà territoriale e al numero dei soggetti interessati la possibilità di organizzare anche mezzi di trasporto pubblico che, in sicurezza, garantiscano l’afflusso verso le scuole sede d’esame, non affidandosi esclusivamente all’utilizzo del mezzo di trasporto individuale”.

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La Regione Lombardia non riesce a gestire l’emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Nessun protocollo, solamente l’iniziativa lasciata in mano ai privati, con colpevole ritardo. Di fatto la Giunta ha abbandonato le imprese e i lavoratori già in crisi, scaricando direttamente su di loro il compito di organizzarsi al fine di tutelare la salute dei propri lavoratori e riprendere quindi la produzione in sicurezza” dichiara il consigliere regionale del M5S Lombardia Massimo De Rosa.
“Con le sue dichiarazioni l’assessore al Welfare Giulio Gallera continua a smentirsi. Uno spettacolo angosciante per i cittadini lombardi costretti ad assistere all’imbarazzante balletto di contraddizioni messo in piedi da chi invece avrebbe il compito di tutelarne la salute. Se, come sostiene l’assessore oggi, i test sierologici non potranno mai sostituire i test molecolari, i tamponi per intenderci, perché in Lombardia, a differenza di altre regioni d’Italia meno colpite dalla pandemia, i cittadini hanno dovuto attendere quasi due mesi una delibera che consentisse loro di effettuare il test per la rilevazione degli anticorpi la cui presenza è indice di avvenuto contatto con il virus Sars-Cov-2?” conclude De Rosa, che la scorsa settimana aveva interrogato Gallera durante il Consiglio Regionale.

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Emergenza Covid-19: nel futuro cure con anticorpi monoclonali, uno o più vaccini e condivisione globale dei dati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Non ci sarà un vaccino a breve, ma vogliamo portare in Italia la sperimentazione clinica e la produzione degli anticorpi monoclonali contro Covid-19”. Lo ha annunciato questa sera il genetista dell’Università di Roma Tor Vergata, il professor Giuseppe Novelli, durante il suo intervento nel webinar ‘Pandemia Covid-19: la strada per una cura. L’impatto scientifico, sociale ed economico dei vaccini e delle terapie, oggi e domani’ promosso da Edra e moderato dall’Onorevole Beatrice Lorenzin, già ministro della Salute. “Speriamo a breve di realizzare allo Spallanzani studi in vitro e poi la sperimentazione in 2-3 centri clinici su un gruppo di pazienti”, ha aggiunto Novelli. Dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, il professor Giuseppe Ippolito ha concordato sui tempi del vaccino: “Ci sono varie fasi di sperimentazione da rispettare, per questo i tempi non saranno così brevi”. Ippolito ha inoltre ricordato che “La scienza si fa con gli Open Data. In una pandemia i dati devono essere pubblici, non bisogna essere gelosi dei dati” e, ha aggiunto “le malattie infettive vanno combattute con modelli di governo, di prepardeness”. Pensiero condiviso anche Stefano Bertuzzi, CEO dell’American Society of Microbiology che ha portato l’esperienza USA.
Pier Paolo Pandolfi della Harvard Medical School di Boston ha evidenziato che “gli Stati Uniti hanno dato 450 mln di dollari all’azienda Moderna per sviluppare il vaccino contro Covid-19”. Attualmente è in fase II di sviluppo: “Questo vuol dire che le prime dosi ovviamente andranno agli americani e forse in Italia arriveranno tre anni dopo”.
“Questi interventi sottolineano che sul fronte delle azioni contro il virus e di prevenzione ci deve essere una linea nazionale, anzi continentale – ha aggiunto Beatrice Lorenzin -. Dobbiamo adeguare le nostre istituzioni sanitarie alle emergenze e alle sfide che ci sta ponendo un mondo sempre più globalizzato. Il tema degli Open Data lo portiamo avanti da anni e ci servirà per sviluppare la nostra ricerca clinica e sperimentale”.
Poi ha concluso: “Questo incontro ci dimostra come i decisori politici debbano creare da ponte tra il mondo della ricerca e il mondo della decisione. Oggi abbiamo fatto il punto su alcune questioni focali e strategiche che si spingono oltre il Covid- 19 e vanno verso la necessità di riorganizzare la nostra società e le politiche della scienza, che sono sempre di più politiche della nostra vita quotidiana”.

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Reddito di emergenza: Non dimentichiamo i poveri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Caritas Italiana ha auspicato sin dall’inizio la necessità di introdurre, in questa fase così delicata per il nostro paese, il Reddito di Emergenza (Rem) per non lasciare indietro nessuno, garantendo e tutelando tutti, quindi ogni persona, a partire da quelle più fragili e più deboli. Nella consapevolezza che – come ci ha ricordato Papa Francesco – “il conto più pesante della pandemia lo pagano i poveri”.Occorre dunque una misura straordinaria, a tempo, costruita per raggiungere, nel modo più semplice e rapido possibile, chiunque sia in difficoltà e non riceva altri interventi pubblici. A rafforzare la convinzione che una misura così disegnata sia urgente e importante sono le situazioni di bisogno che le Caritas intercettano quotidianamente sui territori da quando l’emergenza Covid-19 è esplosa: l’aumento considerevole di nuove famiglie e persone che si rivolgono ai nostri centri e servizi, condizioni di vulnerabilità che rischiano di far scivolare in povertà altre centinaia di migliaia di persone, se non si interverrà tempestivamente.Caritas Italiana si fa pertanto voce delle 218 Caritas diocesane che vivono con trepidazione l’attesa del nuovo Decreto governativo, che conterrà le indicazioni in materia di Rem. Esprime la propria preoccupazione sulle effettive caratteristiche che assumerà la misura in via di elaborazione, auspicando che vada nella giusta direzione. In ogni caso, come già fatto in passato, Caritas Italiana assicura la propria disponibilità a una piena collaborazione nei territori affinché l’attuazione del Rem si realizzi nel modo migliore possibile.

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Ancora una capriola da parte di Regione Lombardia, nella gestione dell’emergenza Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

A quanto risulta la Giunta regionale sarebbe intenzionata a rilasciare nelle prossime ore una delibera attraverso la quale aprire ai privati la possibilità di effettuare test sierologici, volti alla ricerca degli anticorpi attraverso i quali stabilire se si è entrati o meno in contatto con il virus Sars-CoV-2” dichiara il consigliere regionale Massimo De Rosa. “Fino a ieri bloccavano le iniziative dei loro stessi sindaci, oggi a quanto pare hanno cambiato idea. Sarà stata la nostra pressione politica? Saranno state le inchieste giornalistiche? La necessità di disinnescare l’effetto della pronuncia del Tar attesa per il 13 maggio? Oppure mettere una pezza all’acquisto, senza gara, di 50mila test Diasorin, per un valore di due milioni di euro?” domanda De Rosa, che sull’argomento ieri ha interrogato l’assessore Gallera ricevendo risposte elusive. “Ancora una volta l’interesse dei cittadini, la tutela della salute e la necessità di far ripartire il lavoro è subordinata ai pasticci dei vertici regionali. Come se non bastasse infatti i privati potranno effettuare i test senza un prezzo calmierato. Non solo i cittadini che dovessero risultare positivi, dovranno auto-isolarsi e auto-denunciarsi, finendo in coda alla lista di chi attende un tampone. Con tempi di attesa lunghissimi” conclude il portavoce pentastallato.

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Kenya: Emergenza Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

ActionAid, già impegnata in Italia nel sostegno concreto della popolazione colpita, scende in campo anche in Kenya per contrastare la diffusione dell’epidemia e ridurne il più possibile la gravità degli impatti, soprattutto nelle zone già schiacciate da fragilità economiche e ambientali. «Da quasi 50 anni – aggiunge – lavoriamo nelle aree più remote ed emarginate di questo Paese, ci siamo quindi resi subito conto della gravità della situazione, soprattutto nelle zone dove vivono comunità già vulnerabili e in condizioni di povertà, che rischiano di restare escluse dai provvedimenti governativi. Zone dove la fragilità sociale si associa anche alla mancanza di acqua potabile e di servizi igienici adeguati, strumenti fondamentali per la lotta all’epidemia». In Kenya, secondo i dati ufficiali del Paese, solo il 62% della popolazione ha accesso all’acqua pulita e solo il 31% a servizi igienico-sanitari. «Con queste cifre – sottolinea Raffaella Lebano – non è difficile immaginare come le più semplici e basilari misure di prevenzione, che tutti noi abbiamo da subito adottato per fermare il diffondersi dell’epidemia, siano impossibili da attuare. Una circostanza molto preoccupante anche alla luce del fatto che il sistema sanitario non è preparato ad affrontare l’emergenza: il numero dei posti letto è molto limitato e il rapporto tra il personale sanitario e la popolazione nelle contee più remote scende fino a 1 ogni 100.000 abitanti». «Inoltre, come, purtroppo, abbiamo sperimentato anche in Italia – aggiunge ActionAid Italia – le persone già fragili sono le più a rischio. In Kenya, senza un intervento immediato, a subire le conseguenze peggiori sarà chi vive in baraccopoli, chi svolge piccoli lavori di fortuna, donne e bambini. Le donne, in particolare, sono anche coloro che nel 64% dei casi si fanno carico dell’approvvigionamento di acqua, percorrendo anche diversi chilometri e sottraendo tempo alle attività quotidiane di lavoro nei campi, raccolta della legna, cura della casa e dei figli». Nonostante le misure istituite dal governo del Kenya, a livello locale, soprattutto nelle zone più remote, la situazione rischia di diventare molto critica, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico. Secondo i referenti di ActionAid del Paese, il Kenya subirà perdite finanziarie ed economiche particolarmente ingenti: «il lockdown e la conseguente chiusura dei mercati locali, unita alle infestazioni di locuste già in corso, aumenteranno i livelli di insicurezza alimentare e povertà, soprattutto per chi vive di attività agro-pastorali o svolge piccoli lavori di fortuna, ovvero circa l’80% della popolazione. Inoltre, la chiusura dei voli impedisce l’arrivo dei diserbanti necessari per contrastare l’espandersi delle invasioni di locuste, proprio nel momento di schiusa delle nuove uova e del formarsi dei nuovi sciami: la crisi climatica e la nuova ondata di sciami rischiano quindi di mettere ulteriormente in ginocchio i piccoli agricoltori e l’approvvigionamento alimentare di numerose famiglie». Per queste ragioni, ActionAid si è prontamente attivata per intervenire attraverso la campagna solidale “Senza acqua non possiamo fermarlo”. Grazie a sms e chiamate da rete fissa al numero solidale 45511, dal 1° maggio al 15 giugno, tutti potranno dare un contributo e sostenere l’iniziativa. I fondi raccolti sosterranno la fornitura di acqua potabile, la distribuzione di kit igienici, il sostegno e supporto alle famiglie più vulnerabili, informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione e le corrette pratiche igienico-sanitarie per oltre 25mila persone. Alla Campagna danno il loro supporto i testimonial di ActionAid – tra questi – l’attore e doppiatore Luca Ward che ha dato voce allo spot, il gruppo creativo The Jackal, l’attore e regista Francesco Mandelli, l’attore Fabio Troiano e l’attore Paolo Ruffini, la chef Cristina Bowerman, i ballerini Samuel Peron e Tania Bambaci, l’attrice Flora Canto.In Italia ActionAid con i suoi volontari e attivisti si è mobilitata nei primi giorni dell’emergenza Covid19 per dare aiuto immediato a 450 famiglie italiane e straniere di Milano e Napoli in difficoltà e senza accesso ai sussidi statali, fornendo cibo e presidi sanitari. Con il Fondo d’urgenza #Closed4women, ActionAid aiuta l’operatività dei centri antiviolenza e delle donne assistite, rafforzando il sistema di protezione delle donne che hanno subito violenza domestica e vivono nelle case rifugio. L’ong ha inoltre promosso la piattaforma comunitaria Covid19Italia.help: uno spazio web accessibile dove trovare concrete disponibilità di solidarietà e risposte concrete di supporto a chi è più fragile. «In questo periodo di forte crisi – conclude Raffaella Lebano – siamo subito intervenuti sia in Italia che all’estero per affrontare l’emergenza e dare risposte concrete di aiuto a chi è più fragile. Ci rendiamo conto che questo è un periodo di grande difficoltà per tutti, ma non dobbiamo dimenticarci che, nei contesti di crisi, le disuguaglianze aumentano e le persone già vulnerabili sono tra le più colpite, in Italia come nel resto del mondo. Non possiamo lasciarle sole». http://www.actionaid.it

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“Riprendere il lavoro”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

L’emergenza sanitaria Covid-19 si è abbattuta ormai da oltre due mesi e con forza inimmaginabile su ogni ambito della vita sociale ed economica della nostra città, incluso il comparto dello spettacolo dal vivo in tutte le sue più varie forme ed espressioni. Conseguentemente tutte le attività teatrali sono state sospese e probabilmente, per quanto riguarda la possibilità del pubblico di poter accedere agli spettacoli , non potranno essere riprese prima della fine di quest’anno se non addirittura agli inizi del prossimo. Tuttavia il Teatro Petruzzelli non cessa di essere un patrimonio culturale della collettività, da preservare, e tutti coloro che dentro vi operano hanno incessantemente cercato di affrontare questo difficile periodo con propositività, cercando di suggerire alla Direzione forme inedite e nuovi strumenti per raggiungere il pubblico ed esprimere la propria vicinanza. La nostra organizzazione sindacale, Fials-Cisal, esprime a tal proposito la ferma e assoluta contrarietà rispetto all’inconcepibile protrarsi a tempo indeterminato del blocco delle produzioni Liriche, Sinfoniche e di Balletto, nella convinzione che sia possibile, necessario e urgente intraprendere percorsi alternativi di produzione in grado di conciliare la tutela della salute con il diritto della società di poter usufruire liberamente di ogni forma di espressione culturale e salvaguardando in tal modo l’intero settore dello spettacolo dal vivo nelle sue molteplici specificità. Nel rispetto delle norme di legge che hanno sospeso l’attività degli spettacoli teatrali e di quelle contenute nell’ultimo DCPM dello scorso 26 aprile, che invece consentono “attività di registrazioni musicali e sonore”, chiediamo sia data la possibilità di riprendere il lavoro, nell’assoluto rispetto delle norme di sicurezza, finalizzandolo alla realizzazione di programmi da trasmettere in Tv e in Streaming e quindi di intraprendere da subito la sperimentazione di ogni nuova tecnologia esistente per progettare nuove forme di produzione culturale e nuove modalità di proporre al pubblico la cultura musicale. Noi vogliamo esserci, perché riteniamo doveroso che i valori veicolati dalla cultura, dall’arte e dalla musica siano posti al servizio dello sforzo collettivo del Paese, come tante volte è accaduto nei momenti di sofferenza e di incertezza della nostra storia.Noi vogliamo esserci, perché riteniamo intollerabile che l’intero settore lirico sinfonico venga silenziato senza alcun piano alternativo, e di fatto condannato all’irrilevanza, da parte del ministero che dovrebbe invece tutelarlo e valorizzarlo. Noi vogliamo esserci, perché riteniamo possibile sviluppare una progettualità innovativa ed efficace, compatibile con le attuali restrizioni, capace di affrontare questo tempo di crisi e di innescare un nuovo rilancio quando arriverà il momento di ripartire. Noi vogliamo e dobbiamo esserci: ci appelliamo alle nostre Istituzioni affinché promuovano e sollecitino un deciso cambio di rotta e una forte assunzione di responsabilità nei confronti di un settore fondamentale del nostro patrimonio culturale, delle sue migliaia di lavoratori, dell’indotto che ruota intorno ad esso, della sua imprescindibile valenza sociale e comunitaria.

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Tutele aggiuntive al personale impiegato nell’emergenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

È stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano e le Organizzazioni Sindacali FP Cgil, Cisl FP, Uil FPL, per l’individuazione e la destinazione di specifiche risorse finalizzate a remunerare le particolari condizioni dei lavoratori impegnati nell’emergenza Covid-19 negli Enti e Aziende del SSN. Un testo costruito grazie anche al coinvolgimento del Comitato di Settore Regioni-Sanità.Regioni e sindacati, con il protocollo, chiedono di riconoscere “la grande professionalità, la capacità di adattamento organizzativo e la dedizione al lavoro” degli operatori, attraverso un pacchetto di interventi “che incrementi in misura sensibile le risorse disponibili, anche con un ulteriore stanziamento da parte del Governo”, escludendo le risorse “dal computo dei limiti previsto dall’attuale art.23 comma 2 del D.Lgs. 75/2017 e dai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale”.
Regioni e sindacati del pubblico impiego elencano le leve retributive impiegabili, tra le quali: una particolare maggiorazione della produttività, a titolo di “progetto covid-19”, individuata previo passaggio in contrattazione integrativa; l’estensione di un’indennità di malattia infettiva a tutto il personale sanitario ed oss, con la richiesta di intervenire, da un punto di vista normativo, per permettere l’estensione dell’indennità a tutto il personale; infine, la possibilità di ampliare i reparti e i servizi destinatari dell’indennità di terapia intensiva e sub-intensiva, attraverso il confronto e la contrattazione regionale.Per rendere operative queste misure – proseguono le Regioni e le organizzazioni sindacali firmatarie del presente protocollo -, è stato condiviso “l’invio al Governo di una serie di proposte tra le quali, in particolare, alcuni emendamenti all’ex art.1 del Cura italia”.È stato inoltre richiesto “di dare compiuta attuazione a quanto previsto nel Patto per la Salute 2019-2021, prevedendo la possibilità per le Regioni in equilibrio economico, che hanno garantito i LEA e avviato il processo di adeguamento alle disposizioni di cui al DM 2 aprile 2015, n. 70, di destinare alla contrattazione integrativa risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste nel CCNL, nel limite del 2 per cento del monte salari regionale, rilevato nell’anno 2018, nonché ulteriori risorse aggiuntive di derivazione nazionale e comunitaria”.A tal fine, “risulta poi necessario per poter pienamente utilizzare le auspicate ulteriori risorse, che interventi finanziari di carattere europeo e nazionale per la gestione dell’emergenza, siano escluse dal computo dei limiti previsti dall’attuale art. 23 comma 2 del D.Lgs. 75/2017 e dai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale”.Si ritiene infine – concludono Regioni e Sindacati – che “debba essere previsto, in relazione all’eccezionalità dell’emergenza sanitaria in atto, un intervento normativo che tuteli tutto il personale coinvolto che ha operato nella fase emergenziale da responsabilità civili e penali, salvo il caso di condotte poste in essere con dolo o in ipotesi particolarmente qualificate di colpa grave”.

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36 strutture nate per gestire l’emergenza sanitaria

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

4 di queste sono in Italia.La superficie tecnologicamente in grado di rallentare la proliferazione di virus e batteri (in questo caso fino al 99%, secondo le norme internazionali ISO 22196) rallenta di molto lo sviluppo di infezioni nosocomiali.Secondo i dati pubblicati dall’AMNDO – Associazione Nazionale Medici delle Direzioni Ospedaliere – si stima che ogni anno in Italia un numero compreso tra il 5% e il 15% dei pazienti ricoverati in ospedale sviluppi almeno una ICA (Infezione Correlata all’Assistenza), causata proprio dalla permanenza nella struttura sanitaria; rischio a cui sono sottoposti anche medici, operatori sanitari e visitatori. Si calcola che in Italia vi siano un numero di casi tra 350.000 e 700.000 direttamente responsabili di circa 5000 decessi all’anno.

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Coronavirus e ‘Fase 2’, le nuove misure di contenimento e gestione dell’emergenza in vigore da oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

Con il DPCM 26/4/2020 sono state fissate le nuove regole di contenimento e gestione dell’emergenza COVID-19 per la cosiddetta “fase 2”, con applicazione su tutto il territorio nazionale da oggi 4 maggio fino al 17 maggio 2020.La novità più rilevante riguarda la mobilità che è consentita anche per incontrare “congiunti”, che il Governo nelle sue FAQ definisce come ”i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge). Il tutto, in ogni caso, sempre nel rispetto del divieto di assembramento e del distanziamento interpersonale di almeno un metro. Questi spostamenti, per essere precisi, rientrano tra quelli giustificati “per necessità”.Altra novità è la possibilità di svolgere individualmente, o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. E’ anche possibile accedere a parchi, ville e giardini pubblici rispettando il divieto di assembramento e le distanze si sicurezza.Poi, per quanto riguarda la ristorazione, viene concessa quella con asporto (oltre alla già concessa consegna a domicilio) con rispetto delle distanze e divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.Su tutto il territorio nazionale è obbligatorio l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico inclusi i mezzi di trasporto, e comunque in tutti i casi, anche all’aperto, in cui non sia possibile garantire il rispetto della distanza di sicurezza.E’ importante, riguardo a tutte le suddette novità compreso l’obbligo di uso delle mascherine, fare riferimento anche alle normative regionali e comunali che potrebbero essere più restrittive, come previsto dal Dpcm. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Emergenza coronavirus. Per ora e per dopo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Nei giorni scorsi una deputata di opposizione (Maria Teresa – FdI) se l’è presa contro le misure di potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale perché, a suo avviso, non c’era giustificazione per l’assunzione di nuovi veterinari. Giustamente le è stato fatto notare di aver detto delle corbellerie vista la funzione agro zootecnico alimentare di questi professionisti, più che mai in auge in questo momento emergenziale. A cui aggiungiamo che, secondo noi, di veterinari ce ne vorrebbero molti di più, anche e soprattutto nella Pubblica Amministrazione regionale e locale, perché il rapporto sanitario con il mondo zoologico va tutt’altro che sottovalutato, visto che molto problemi dell’umanità nascono proprio da un poco dinamico, salubre e non-specista rapporto con il mondo animale. Comunque, sperando che la nostra deputata faccia tesoro delle precisazioni che ha ricevuto, cogliamo l’occasione per ricordare che le carenze di professionisti molto importati nel nostro sistema pubblico riguarda diverse categorie.
Ogni volta che si solleva questo problema, la risposta media di un amministratore è che non ci sono fondi per farlo… motivazione “rituale” quanto incredibile per l‘ignoranza e superficialità che la ispira. Facciamo un esempio. Il geologo. Ogni qualvolta piove un po’ di più, l’area colpita dalle precipitazioni si trasforma, sistematicamente, in “area del disastro”, con frane, allagamenti, morti e distruzione; la vulnerabilità idrogeologica del territorio è resa così alta dal dilagare dell’abusivismo (seguito da condoni) e, in molti casi, dallo scempio che si è fatto della natura. Già nel 2017, l’Ordine nazionale dei geologi aveva diffuso un appello per “Un geologo in ogni Comune”… e ci sembra sia rimasto sulle loro carte. Un geologo per ogni area a rischio si potrebbe occupare del monitoraggio di fiumi e corsi d’acqua, del funzionamento e della implementazione dei sistemi di allerta delle popolazioni.Nel nostro Pianeta, incluso il nostro Paese che sembra proprio non essere tra quelli più geologicamente tranquilli, il geologo svolge una funzione importante quanto quella, per esempio in questo periodo, di un virologo.
E proprio ora che siamo nel pieno ciclone di una crisi virologica, quando i nostri governi e i nostri Parlamenti approvano leggi a raffica per far fronte all’emergenza… è proprio questo il momento per usare al massimo l’intelligenza dell’emergenza per non coprire col bitume solo la buca che si è aperta davanti ai piedi. Oltre quella di oggi, di buche ce ne sono tante altre, pronte a sgretolarsi come è accaduto col Covid-19.Quella delle buche che possono essere evitate dai geologi, al pari delle buche col pessimo rapporto zoologico che abbiamo col mondo animale, è uno dei tanti aspetti delle prossime voragini che si sono mostrate più volte.E invece, cosa accade? La deputata che “tuona” contro i veterinari e, come è già avvenuto in uno dei primo dpcm, il governatore e il legislatore che decidono di continuare a regalare i nostri soldi ad Alitalia. Con l’aggravante che mentre virologi, veterinari e geologi sono indispensabili per i loro apporto pubblico pagato da tutti noi contribuenti, Alitalia potrà risollevarsi solo con potenti iniezioni di mercato (anche quello che verrà… perché chi nega che non verrà è solo in malafede), mentre le iniezioni di denaro pubblico sono solo una vergogna! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Farmacisti Preparatori: al vostro fianco per gestire l’emergenza attuale

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Da sempre noi Farmacisti Preparatori siamo il vostro riferimento nel territorio: ascolto, vicinanza e professionalità sono i nostri capisaldi. Vi siamo accanto, con l’orgoglio di chi ha costruito un rapporto stretto con le persone ed ha condiviso valori importanti, per questo abbiamo cura di voi, della vostra salute e delle vostre famiglie. In questo momento storico la nostra vicinanza si esprime nell’essere partecipi ai piccoli e grandi problemi a cui diamo risposta anche grazie al continuo aggiornamento ed al lavoro di ricerca dei nostri laboratori. Abbiamo studiato appositamente dei consigli per la gestione della quotidianità in questo momento di crisi, in cui è necessario dare attenzione anche a quelle sfumature emotive che inevitabilmente sono presenti nella vita di tutti. Aumentare il benessere significa considerare un equilibrio che è costruito da azioni, soluzioni e percezioni; ecco perché il percorso che vi offriamo è costituito da 4 pilastri fondamentali: alimentazione ed integrazione, emozioni e riposo, movimento ed attività fisica, salute e bellezza della pelle.
Il vademecum proposto indica le buone pratiche per affrontare in maniera corretta la limitazione di movimento e il distanziamento sociale. Una sana alimentazione prevede il giusto apporto di nutrienti specifici, come ad esempio le vitamine che irrobustiscono il sistema immunitario; l’eventuale stress deve essere riconosciuto, dobbiamo gestirlo e combatterne i sintomi con i corretti comportamenti e il supporto di principi attivi naturali; alcuni semplici esercizi sono praticabili a casa anche in spazi ristretti e migliorano i problemi della sedentarietà, per esempio quelli inerenti al mal di schiena; la pelle del viso risente degli stati emotivi e della permanenza al chiuso, quella delle mani è stressata dai trattamenti frequenti per l’igiene e la disinfezione, va quindi curata e nutrita in maniera particolare. In questo momento storico, il rapporto tra comunità e farmacista si stringe, diviene vicinanza e comunione di intenti. Per questo vi proponiamo un insieme di buone pratiche che va oltre alle semplici istruzioni quotidiane. Questo tempo di crisi va gestito in modo ampio perché non basta dare il consiglio, ma è necessario entrare in empatia con le persone per comprenderne anche il disagio, fornendo quindi strumenti che possano servire ad un riequilibrio fisico e mentale. I Farmacisti Preparatori raccolgono questa sfida ed uniscono esperienza e ricerca ad affiancamento ed empatia. Contatta il Farmacista Preparatore più vicino al luogo in cui abiti, oppure entra nel sito, troverai la giusta risposta ma soprattutto quella vicinanza data da un approccio etico, innovatore e capace di unire accoglienza a comprensione per la gestione di un momento storico che richiede professionalità ma soprattutto umanità e dialogo.www.farmacistipreparatori.it
Chi sono i Farmacisti Preparatori: “Siamo un gruppo europeo unito dalla stessa etica professionale, che si pone come obiettivo l’ascolto dei bisogni e la vicinanza alla comunità. Il nostro scopo è essere accanto alle persone e offrire le soluzioni adeguate, ispirate all’antica tradizione farmaceutica evoluta con le più innovative tecnologie, frutto dell’unione tra scienza e natura. Come Farmacisti Preparatori siamo coinvolti in tutto il processo di creazione dei prodotti che portano il nostro nome a sigillo di garanzia. La collaborazione con il nostro laboratorio, in rete con università istituti di ricerca internazionali, ci permette di formulare in ecodesign prodotti sicuri ed efficaci. Ci facciamo portavoce della missione del farmacista: ascolto, condivisione ed approccio etico”. http://www.farmacistipreparatori.it

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Emergenza Coronavirus: Itas attiva nuove misure straordinarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

ITAS Mutua prosegue il suo impegno attraverso la realizzazione di misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus. E’ stato definito il riconoscimento della copertura diaria da ricovero anche a seguito di contagio da Covid-19 con l’ulteriore estensione anche in caso di quarantena domiciliare per tampone positivo per la quale viene riconosciuto un forfait straordinario.E’ stato stanziato dalla Compagnia un budget straordinario di 1,5 milioni di euro da destinare ai soci detentori di garanzia diaria da ricovero che sono o saranno costretti alla quarantena casalinga, se positivi al virus. Per quanto concerne le coperture Vita è stata inoltre dichiarata pienamente operante la garanzia di “copertura in caso di morte” anche in caso di decesso collegato a Covid 19 e derogata la carenza per i decessi collegati a tale evento.Già da alcune settimane sono già prorogati a 60 giorni i periodi di comporto per le polizze Rami Elementari e Vita alle quali si aggiunge la proroga, a 30 giorni, anche per il ramo Auto.

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Un’e-book di Liberascienza invita a riflettere sull’emergenza Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

L’associazione Liberascienza di Potenza partecipa al dibattito sulla pandemia causata dal coronavirus, proponendo, con il proprio consueto stile divulgativo, un approfondimento sulle tematiche legate all’emergenza da Covid-19. Lo fa attraverso il lancio, tramite i propri canali di comunicazione on line, dell’e-book dal titolo “Pensieri sospesi. Dialoghi per il tempo che verrà”, a cura di Pierluigi Argoneto. La pubblicazione è una raccolta di interviste a divulgatori, scienziati, intellettuali e giornalisti, legate in maniera più o meno diretta alla situazione di crisi sanitaria che il mondo sta affrontando, per raccontarla da punti di vista e prospettive diverse. L’e-book può essere scaricato gratuitamente sul sito di Liberascienza al seguente link: https://bit.ly/ZollettaLS.
Nelle scorse settimane Pierluigi Argoneto, divulgatore scientifico e scrittore, ha intervistato live, su Facebook, esperti in ambiti differenti, confrontandosi sui temi emersi dalla riflessione sulla pandemia di SARS-CoV-2 e sulla quarantena. Gli appuntamenti quotidiani, denominati “La Zolletta di Liberascienza”, poiché programmati all’ora del caffè pomeridiano, sono stati uno spunto per ragionare insieme al pubblico di attualità e scienza e per sottolineare l’importanza di stare nella società, condividere pensieri e crescere insieme. I video sono disponibili anche su YouTube, all’interno del canale di Liberascienza: https://bit.ly/2UHXRLF.
I 14 protagonisti delle interviste, raccolte e rielaborate nell’e-book, sono: Luigi Armignacco, Amedeo Balbi, Ernesto Belisario, Piero Bianucci, Paola Bonini, Francesca Buoninconti, Gilberto Corbellini, Cristina Da Rold, Domenico Dell’Edera, Pietro Greco, Costanza Jesurum, Luciano Monti, Daniele Palumbo e Rossella Panarese. Come il famoso caffè sospeso di Napoli, adesso i loro pensieri sono messi a disposizione, “sospesi” appunto, per chiunque voglia trarre spunto per ulteriori considerazioni o per capire meglio il momento storico che stiamo vivendo. Le riflessioni, al fine di facilitare la fruizione del lettore, sono state raggruppate in tre aree tematiche: l’uomo e la natura, l’uomo e gli altri, la voce dell’uomo.
Dal 2010 Liberascienza si occupa di raccontare il progresso del pensiero umano nel suo complesso, con le ripercussioni sociali ed economiche che ne derivano, e di rendere accessibile a quante più persone la cultura e la ricerca sviluppate in ogni campo del sapere, evidenziando le connessioni tra discipline diverse. Con questi stessi obiettivi l’associazione dal 2016 ha ideato e organizzato tre edizioni del Festival della Divulgazione (www.festivaldelladivulgazione.it), una manifestazione fatta di incontri, scambi e visioni, secondo un’idea che individua nella conoscenza il motore di sviluppo e miglioramento della società.

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Coronavirus: Lo sviluppatore lavorerà da remoto anche dopo l’emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Milano. L’emergenza Coronavirus ha cambiato in modo netto il modo di lavorare per moltissime persone. Tante aziende che non avevano sperimentato in alcun modo lo smart working si sono infatti trovare a dover improvvisare dall’oggi al domani delle forme importanti di lavoro agile, coordinando i propri dipendenti affinché lavorassero dalle proprie abitazioni.
Da svariate parti questa crisi planetaria è stata vista come un’opportunità per far capire alle aziende i concreti vantaggi dello smart working, come per esempio l’aumento della produttività, l’incremento della fiducia all’interno dei team, la garanzia di un lavoro ininterrotto e via dicendo.Ma cosa resterà di tutto questo una volta passata la crisi sanitaria in corso? Si tornerà alla normalità, oppure il remote working resterà una componente chiave? Nel caso degli sviluppatori informatici, molto probabilmente non assisteremo a netti passi indietro.A puntare il dito verso questa voglia di mantenere in essere i principi del lavoro da remoto è un’indagine condotta da Codemotion, la quale ha preso in esame oltre 2.000 sviluppatori tra developer d’azienda e liberi professionisti, in 30 Paesi diversi (con una larga fetta di intervistati provenienti da Italia, Germania e Spagna). Stando a questa survey, l’85% degli sviluppatori sostiene che il potenziamento dei servizi di remote working sarà la priorità massima per i prossimi mesi. Di più: la medesima percentuale si augura che il remote working resti come un elemento basilare del lavoro del developer.«L’emergenza Covid-19 ha portato l’ambiente lavorativo ben oltre le pareti degli uffici, dando una poderosa spinta allo smart working» spiega Carola Adami, co-founder e CEO della società di head hunting Adami&Associati, aggiungendo che «soprattutto nel caso delle aziende che hanno saputo utilizzare al meglio gli strumenti per il remote working, questa nuova modalità di lavoro diventerà fondamentale e irrinunciabile anche in futuro, quando la crisi sanitaria sarà alle nostre spalle». Il motivo è semplice: come sottolinea l’head hunter, «pur in un periodo delicato, sia i titolari d’azienda che i dipendenti stanno scoprendo i vantaggi del lavoro agile, e non può stupire che, tra i più entusiasti, ci siano proprio gli sviluppatori informatici».«La possibilità ormai comprovata di lavorare da remoto in modo efficace, e in certi casi in modo significativamente più produttivo» spiega l’head hunter «apre la porta a offerte di lavoro a livello internazionale, senza per questo dover pensare obbligatoriamente a un trasferimento. Uno sviluppatore talentuoso potrebbe infatti decidere di lavorare per uno dei più grandi poli tech del mondo, a San Francisco come a Berlino, senza considerare un trasloco: le nuove tecnologie e le norme sempre più accomodanti sul fronte dello smart working permettono di pensare al futuro del lavoro in questi termini».

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