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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘emergenza’

Nuova emergenza alimentare in Africa

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

I venti di guerra stanno mettendo a dura prova l’economia mondiale con effetti negativi, soprattutto sul continente africano. Secondo l’economista del South African Institute of International Affairs (SAIIA), Steven Gruzd, “l’insicurezza alimentare avrà conseguenze molto gravi a causa del conflitto in corso, considerato che la Russia è il maggiore esportatore di grano in Africa e l’Ucraina è al quinto posto”. A loro si deve quasi un terzo delle esportazioni di grano, orzo e semi di girasole. La produzione e l’export di questi beni sono in drammatica crisi non solo a causa dei danni diretti della guerra, dell’interruzione delle vie di comunicazione e dei porti, ma anche perché un’elevata quota delle terre ucraine potrebbe perdere la stagione delle semine. Molti campi sono stati abbandonati e non stanno arrivando dalla Russia i fertilizzanti necessari per la normale produzione.La Food and Agricultural Organization delle Nazioni Unite (Fao) giustamente lancia allarmi sulla sicurezza alimentare. Alla 32.ma Sessione della Conferenza Regionale per l’Africa, tenutasi a metà aprile a Malabo, capitale della Guinea Equatoriale, ha affermato che “il numero di persone che soffrono la fame nell’Africa sub sahariana è, dopo anni di declino, di nuovo in aumento. Secondo gli ultimi dati, 282 milioni di persone nel continente, in altre parole oltre un quinto della popolazione, non hanno cibo a sufficienza, con un aumento di 46 milioni rispetto al 2019”. L’Indice Fao dei prezzi alimentari ha raggiunto una media di 159,3 punti a marzo 2022, in aumento del 12,6% rispetto a febbraio, il livello massimo dal suo inizio nel 1990. Nello specifico, in un mese l’indice per i cereali è cresciuto del 17,1% e quello dell’olio vegetale del 23,2,%. A dire il vero, i prezzi delle materie prime agricole avevano preso a correre già prima della guerra in Ucraina. La “manina” della sempre presente e attiva speculazione finanziaria era ben visibile. David Beasley, direttore del World Food Programme ha avvisato che il conflitto può provocare “una catastrofe alimentare di portata globale, la peggiore crisi alimentare dalla seconda guerra mondiale”. Prima del 24 febbraio l’agenzia Onu nutriva 125 milioni di persone. Il 50% del grano acquistato dal Wfp era ucraino. Adesso deve tagliare le razioni a causa dell’aumento dei prezzi del cibo e del carburante. Infatti, come sostiene anche l’Ocse, la Russia fornisce circa il 19% del gas naturale mondiale e l’11% del petrolio. I prezzi dell’energia sono aumentati in modo preoccupante. Ad esempio, i prezzi spot del gas in Europa sono di 10 volte superiori rispetto a un anno fa, mentre il costo del petrolio è quasi raddoppiato nello stesso periodo. Beasley ha affermato che l’Ucraina è passata dall’essere “il granaio del mondo” ad avere essa stessa bisogno di pane. Lo stop dell’export di grano dall’Ucraina andrà a gravare soprattutto su quei Paesi dove è già diffusa la povertà. Per esempio, il Libano importa dall’Ucraina il 74% di grano per la propria sussistenza, l’Egitto il 30%, la Tunisia il 47,7%, la Libia il 43% e lo Yemen il 22%. Eritrea e Somalia dipendono interamente dalle importazioni di grano da Russia e Ucraina. Il dramma delle popolazioni dipendenti dall’import alimentare è stato evidenziato anche dal vice direttore della Fao, l’italiano Maurizio Martina, ricordando che 26 Paesi a basso livello di reddito, molti dei quali africani ma anche dell’Asia meridionale, dipendono da Russia e Ucraina per oltre la metà della loro importazione di cereali. Non si può, quindi, non condividere le raccomandazioni della Fao di tenere aperti i mercati dei beni alimentari e dei fertilizzanti e di rivedere le restrizioni al loro export, considerando le conseguenze delle sanzioni sulla vita di centinaia di milioni di persone. Si stima che quest’anno arriveranno nei Paesi più bisognosi 35 milioni di tonnellate di cereali in meno rispetto a quelli dello scorso anno. Sono già cominciate le file per il pane a Tunisi; l’Egitto ha riserve di grano per qualche mese e altri Paesi africani vedono lo spettro di inevitabili crisi alimentari. E’ opportuno ricordare che questi grandi importatori di grano in passato sono stati spesso teatro di rivolte popolari causate proprio dall’aumento dei prezzi del pane. Il problema, quindi, non è solo dei Paesi in guerra ma anche di tutti i Paesi occidentali che hanno dettato sanzioni senza valutarne appieno gli effetti negativi nelle altre parti del mondo. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Ancodis: se lo stato di emergenza è terminato il covid19 sembra non avere fine!

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2022

Dal primo aprile è terminato lo stato di emergenza che di fatto ha ridotto vincoli comportamentali e cancellato ogni forma di vera restrizione su tutto il territorio nazionale.Nelle scuole stiamo gradualmente tornando ad un’apparente normalità pur restando attive alcune azioni messe in campo per mitigare il rischio del contagio.Ma lo sappiamo bene che il virus continua a circolare in tutte le fasce di età, contagia anche più volte lo stesso soggetto, seppur – per fortuna – con numeri ridotti di ricoveri e di decessi.Nel nuovo Piano per la scuola 2021-2022 sono confermate alcune delle regole anticovid che prevedono l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (o di FFP2 in casi particolari), è raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro, si prescrivono nuove indicazioni sulla gestione dei casi positivi nello stesso gruppo classe e dei contatti stretti, è confermato l’obbligo vaccinale per il personale scolastico e il possesso del green pass base per l’accesso alle strutture del sistema nazionale di istruzione per tutti.In questo “ritorno” alla normalità, è facilmente verificabile che i casi positivi permangono in modo significativo sia tra gli alunni che tra il personale; infatti, il Ministro ha ritenuto di confermare che “I casi di contagio saranno trattati dalle istituzioni scolastiche, tramite il Referente Covid, secondo le collaudate procedure di gestione in collaborazione con le Autorità sanitarie territorialmente competenti.” Il Referente scolastico per il covid19 continua, perciò, ad avere un carico di lavoro specifico, ma giuridicamente e contrattualmente non riconosciuto, economicamente incerto poiché oggetto di determinazione in sede di contrattazione di istituto. Considerato che questo compito assegnato alle “sentinelle” del covid a scuola è stato confermato formalmente dal Ministro, i referenti scolastici per il covid19 iscritti ad Ancodis ritengono che non possano essere taciute le condizioni di lavoro né il tempo dedicato né la richiesta del riconoscimento del servizio reso nella vigilanza, nel controllo e per i diversi monitoraggi ancora oggi richiesti e svolti. “Ecco allora – dichiara il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – i referenti covid19 non possono accettare il silenzio delle Istituzioni e delle organizzazioni sindacali in merito al riconoscimento dell’importante lavoro che hanno svolto e continueranno a svolgere a tutela delle comunità scolastiche e chiedono che nel dibattito politico-sindacale sul rinnovo contrattuale si dia loro formalmente MERITATA attenzione”.

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Fine stato emergenza, nuove regole su obbligo vaccinale

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2022

Cessa dal primo aprile lo stato di emergenza sanitaria che ha accompagnato le diverse fasi della pandemia e volgono a conclusione anche il sistema a colori delle Regioni, l’esperienza del Commissario Straordinario e, in generale, l’organizzazione vista finora, anche se la capacità di intervento per la gestione dell’epidemia e di recrudescenze del virus viene preservata. La possibilità di ricorrere allo strumento delle Ordinanze, per fare un esempio, con misure derogatorie, non viene abbandonato fino a fine anno, pur con limitazioni. Per la gestione della campagna vaccinale e l’adozione di misure di contrato alla pandemia si prevede comunque la istituzione temporanea, fino a fine anno, di una Unità che potrà contare su parte del personale dell’ex Commissario e su altre risorse umane del Ministero. “L’UnitaÌ subentra in tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo al Commissario straordinario”. Con l’inizio del 2023 il tutto andrà in capo al Ministero della Salute, che fino a ottobre avrà anche la possibilità di effettuare nuove assunzioni, anche per continuare ad assicurare “gli approvvigionamenti di farmaci e vaccini e dispositivi”. Tra i suoi compiti istituzionali vedrà anche quello di contrasto alle emergenze sanitarie. Il Ministero può continuare ad adottare e aggiornare linee guida e protocolli per lo svolgimento in sicurezza delle attività.Vengono alleggerite le regole relative a isolamento e quarantena. Dal primo aprile, l’isolamento rimane per chi è positivo al Covid-19, fino all’accertamento della guarigione, con test antigenico o molecolare – basta l’esito negativo a determinarne la cessazione. Mentre, per i contatti stretti, indipendentemente dallo stato vaccinale, niente più quarantena: la richiesta è di applicare il regime di autosorveglianza, che consiste “nell’obbligo di indossare la FFP2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno”. L’eventuale tampone andrà effettuato solo alla “prima comparsa di sintomi” e, “se ancora sintomatici, al quinto giorno dall’ultimo contatto”. Con circolare del Ministero della salute verranno definite le modalità attuative. Alleggerite, in parallelo, anche le regole per nidi, asili e scuole, con un ruolo maggiore per l’autotest: dal 1° aprile, fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021-2022, la didattica a distanza è prevista solo per chi è positivo. Gli altri restano in classe, indipendentemente dall’aver effettuato o meno il vaccino. Con “almeno quattro casi di positività” si applicherà il regime di autosorveglianza per dieci giorni previsto in caso di contatti (con FFP2 e tampone alla prima comparsa dei sintomi). Il tampone potrà anche essere effettuato in autosomministrazione: in questo ultimo caso, l’esito negativo del test viene attestato con una autocertificazione.Come già anticipato, l’obbligo vaccinale per il personale sanitario viene esteso fino a fine dicembre, ma viene sanata, al contempo, la criticità relativa alla guarigione che era stata segnalata da questa testata: “In caso di intervenuta guarigione l’Ordine professionale territorialmente competente, su istanza dell’interessato, dispone la cessazione temporanea della sospensione, sino alla scadenza del termine in cui la vaccinazione è differita in base alle indicazioni contenute nelle circolari del Ministero della salute. La sospensione riprende efficacia automaticamente qualora l’interessato ometta di inviare all’Ordine professionale il certificato di vaccinazione entro e non oltre tre giorni dalla scadenza del termine di differimento».Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, fino al 30 aprile resta l’obbligo di FFP2 per aerei, navi, treni a lunga percorrenza, autobus inter-reginali, per il trasporto pubblico locale, regionale, scolastico, per funivie e cabinovie, per spettacoli in sale e locali di musica, per eventi e competizioni sportive. Sempre fino al 30 aprile resta l’obbligo di mascherine al chiuso, così come in discoteche (tranne quando si balla) e nelle scuole. Segnato, poi, il percorso per la progressiva eliminazione del Green Pass (base e rafforzato). Dal primo aprile decade l’utilizzo per accedere a: servizi alla persona, pubblici uffici, servizi postali, bancari, finanziari e attività commerciali. Mentre, fino al 30 aprile, servirà il GP Base per mense, ristorazione al chiuso (al banco o al tavolo), a eccezione di alberghi, per concorsi pubblici, corsi di formazione, eventi e competizioni sportive all’aperto. Ne resta l’obbligo per aerei, navi, treni ad alta percorrenza, autobus inter-regionali, autobus a noleggio con conducente. Una novità, che era stata già anticipata, riguarda poi gli over 50, per i quali resta in vigore l’obbligo vaccinale fino al 15 giugno, sanzioni comprese, ma per accedere al lavoro verrà richiesto solo il GP base. Per il personale scolastico senza vaccino viene esclusa l’attività in aula. Il green pass rafforzato, da vaccinazione o guarigione, sarà invece richiesto per: piscine e palestre al chiuso, convegni e congressi, centri culturali, sociali e ricreativi, al chiuso, feste, sale da gioco, sale da ballo, spettacoli e competizioni al chiuso. By Francesca Giani fonte Farmacista33

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“L’Emergenza in Democrazia. La Democrazia in Emergenza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2022

Parma. Si terrà mercoledì 30 marzo alle 11.30, su piattaforma Teams, il nuovo seminario del ciclo di incontri “L’Emergenza in Democrazia. La Democrazia in Emergenza. Questioni e problematiche aperte del XXI secolo”, organizzato dalla Cattedra di Diritto costituzionale (prof. Antonio D’Aloia) nell’ambito del corso trasversale di Cittadinanza e Costituzione.Ospite sarà Tommaso Greco, docente di Filosofia del Diritto all’Università di Pisa, autore del libro La legge della fiducia. Alle radici del diritto (Laterza, 2021), che parlerà del rapporto tra Diritto e Fiducia, della funzione ultima del Diritto, nonché dei suoi meccanismi intrinsechi.Dialogheranno con l’autore, Maria Zanichelli e Michele Tempesta, rispettivamente docente di Filosofia del Diritto e dottore di ricerca di Diritto costituzionale all’Università di Parma.

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Emergenza produttiva agroalimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2022

“L’intera filiera agroalimentare nazionale ha garantito cibo di qualità a prezzi ragionevoli agli italiani durante tutta la pandemia, nonostante i leciti timori e le difficoltà. Dinanzi a un’emergenza che riguarda i rincari energetici e dei carburanti, le difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime, come fertilizzanti e mangimi, dobbiamo necessariamente mettere in campo una serie di misure che abbiano impatto nell’immediato sulla pesca e agricoltura del nostro Paese. Ciò nel solco di quella transizione ecologica che il comparto primario sta già interpretando da protagonista e che deve essere reinterpretata nell’obiettivo di una maggiore autonomia produttiva nazionale”. Lo dichiarano i deputati Luciano Cillis e Gianpaolo Cassese, esponenti M5S in commissione Agricoltura, a margine del question time tenutosi oggi nell’Aula di Montecitorio.“Ringraziamo il ministro Patuanelli – proseguono – per la lucidità con cui sta affrontando questa fase drammatica per il comparto primario. Innanzitutto facendo una fotografia realtà delle nostre necessità produttive, agendo a livello diplomatico per diversificare i Paesi per l’approvvigionamento delle materie prime, convincendo l’Ungheria ad abbandonare il blocco ipotizzato sull’export sino alla revisione di alcuni regolamenti comunitari che sarà oggetto di discussione durante l’Agrifish della prossima settimana”.“A ciò si affiancano – aggiungono i deputati 5 Stelle – le tante misure che il Governo può mettere in campo autonomamente. Ci riferiamo alla rinegoziazione dei debiti con garanzie gratuite, alla moratoria dei mutui, al digestato equiparato, un contributo sui fertilizzanti, alla decontribuzione per dare maggiore liquidità alle imprese. Invitiamo, pertanto, il ministro Patuanelli e il Governo a lavorare su un decreto ad hoc, a cui saremo ben lieti di dare il nostro contributo per superare questa fase emergenziale drammatica che vive il comparto primario e per pianificare azioni strutturali per aumentare la produzione agroalimentare interna”

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I Consulenti del Lavoro si mobilitano per l’emergenza Ucraina

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Grande successo su tutto il territorio italiano per l’iniziativa avviata dal Consiglio nazionale dell’Ordine al fine di fronteggiare l’emergenza umanitaria conseguente al conflitto in Ucraina. Oltre 70 Consigli Provinciali hanno già messo a disposizione la professionalità dei propri iscritti sia per le procedure legate al rilascio dei permessi di soggiorno in favore dei cittadini ucraini che varcheranno i confini nazionali, sia per l’attuazione di misure di politiche attive per il loro collocamento nel mercato del lavoro italiano. Ci sono, poi, Consigli provinciali che hanno scelto di sostenere con una donazione un’associazione di aiuto ai rifugiati, di aprire uno sportello di ascolto e orientamento dedicati ai rifugiati, di realizzare corsi di lingua italiana per favorirne l’integrazione e di contribuire al loro sostentamento con la ricerca di alloggi e la raccolta di beni di prima necessità. Le attività dei CPO sono illustrate sul sito di Categoria. «Speriamo tutti in una celere conclusione del conflitto – ha affermato la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone ‒ che comunque non sarà immediatamente seguita dal ritorno in patria in tempi rapidi dei rifugiati. Per questo pensiamo di poter essere utili anche per la valutazione di opportunità di lavoro, necessarie per creare condizioni di sostentamento di lungo periodo. In questo saremo attivissimi sul territorio, vista la capillarità della presenza tramite la nostra agenzia per il lavoro, la Fondazione Consulenti per il Lavoro e i colleghi delegati».

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Crisi Ucraina: L’emergenza è anche sanitaria

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2022

L’invasione russa nel territorio ucraino porterà ad una catastrofe umanitaria. L’offensiva ha già colpito in modo tragico la popolazione, facendo registrare numerose vittime civili. Sono tanti gli enti sanitari e assistenziali che si stanno muovendo per dare sostegno alla popolazione duramente colpita dai bombardamenti che si susseguono ad ogni ora del giorno. «Le immagini a cui assistiamo – di cittadini inermi costretti a nascondersi nei bunker e nelle metropolitane – sono terribili e ci riportano ai giorni più bui della storia europea». Il premier Mario Draghi apre così l’informativa alla Camera per riferire sul conflitto russo-ucraino. Poi l’affondo: «L’Italia condanna con assoluta fermezza l’invasione, che giudichiamo inaccettabile. L’attacco è una gravissima violazione della sovranità di uno stato libero e democratico, dei trattati internazionali, e dei più fondamentali valori europei», ribadisce il premier. «Qualsiasi ulteriore escalation» del conflitto in Ucraina «potrebbe portare a una catastrofe umanitaria in Europa, con un bilancio significativo in termini di vittime e ulteriori danni ai già fragili sistemi sanitari», dichiara l’Oms Europa che ha ribadito la sua «più profonda preoccupazione per la sicurezza, la salute e il benessere di tutti i civili colpiti dalla crisi nel Paese». Anche il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, ha espresso preoccupazione per le conseguenze che potrebbero esserci in Europa e nel mondo intero. Gli ospedali sono in difficoltà a Kiev, sono stati bloccati gli interventi, anche quelli urgenti; sono state interrotte anche le cure urgenti come radioterapia e chemioterapia. «Il diritto alla salute e l’accesso ai servizi sanitari devono essere sempre tutelati, anche nei periodi di crisi – sottolinea l’Oms Europa – Gli operatori sanitari, gli ospedali e le altre strutture non devono mai essere un bersaglio e devono poter continuare a soddisfare i bisogni sanitari delle comunità. La protezione dei civili è un obbligo del diritto internazionale umanitario», rimarca l’Oms Europa. Secondo gli esperti, «la guerra potrebbe portare ad un disastro simile o peggiore del crollo del reattore di Chernobyl del 1986». «Il problema odierno – ha sottolineato all’ANSA, Damiano Rizzi, presidente di Soleterre – è che oggi il personale ospedaliero non si è presentato al lavoro. Tutti stanno cercando di mettere in sicurezza le famiglie. Questo impedisce oggi di fare interventi oltre che radioterapie e chemioterapie. Si tratta di pazienti che rischiano di morire. La guerra non ferma i tumori». Intanto, alcuni dei bambini malati e le loro famiglie (sei al momento), accolte nella casa di Soleterre, sono stati spostati in ospedale, nei rifugi anti bomba. «La prima cosa è mettere in sicurezza le persone. È una situazione difficile – ha precisato Rizzi – è difficile immaginare un bambino malato che si deve curare urgentemente e non può farlo». (fonte doctor33)

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Mostra “Fabbricare nell’emergenza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2022

Il prossimo venerdì 25 febbraio 2022 alle ore 18,30 presso la Real Academia de España en Roma avrà luogo l’evento di finissage della mostra “Fabbricare nell’emergenza – Il mondo maker e la sfida del COVID 19”.L’evento sarà aperto da un talk a cui prenderanno parte – oltre ad alcuni autori dei progetti – Cristian Fracassi, ingegnere inventore delle valvole stampate in 3D che hanno salvato la vita a molti durante la pandemia, Valentino Catricalà, Curatore SODA Gallery di Manchester e lecturer alla Manchester Metropolitan University, Rosella Siani, architetto e fondatrice del gruppo di fabbricazione digitale VAHA, e Ramon Rispoli, coordinatore scientifico del programma di ricerca internazionale “Actuar en la Emergencia”. Al termine dell’incontro, Michela Musto, architetto, CEO di The Spark Creative Hub e curatrice della mostra, ne farà una visita guidata. L’obiettivo di questa mostra è svelare il lavoro dei maker spagnoli e italiani e gettar luce su alcuni dei modi in cui il mondo della fabbricazione digitale si è mobilitato, dalla primavera del 2020 ad oggi, per far fronte all’emergenza pandemica.Questa mostra fa parte del programma di ricerca triennale “Agire nell’Emergenza”, ormai prossimo a compiere un anno di traiettoria, che ha già prodotto una serie di interessanti analisi riguardanti in generale la capacità di azione del design (nel suo senso più ampio di progetto), delle arti visive e delle scienze sociali di fronte alla sfida del Covid-19.

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Prezzi energia e non solo. Emergenza nazionale, subito!

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

“I prezzi dell’energia resteranno elevati a lungo”. L’altro giorno è stata la commissaria Ue all’energia, Kadri Simson nel corso di un’audizione alla commissione industria del Parlamento europeo. Oggi Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, che ha aggiunto come gli aumenti “si stanno estendendo a diverse categorie di beni e servizi”. E’ probabile, vista la difficile armonia dei politici, dell’informazione e degli informati italiani verso tutto ciò che non è italiano (figurati verso una signora dell’Estonia) che quanto detto dalla Simson non abbia avuto il dovuto rilievo… ma oggi, rincarando anche la dose, lo dice il nostrano Gentiloni … forse qualcuno ci farà più caso. Magari non solo per dichiarare che occorre fare qualcosa e talvolta proporre cose impossibili, ma per provvedimenti di emergenza nazionale che, al pari del covid, coinvolgano tutta l’amministrazione di Stato, Regioni e Comuni. Ché finora abbiamo visto interventi di alcuni miliardi da parte dello Stato per essenzialmente levare dalle bollette gli oneri di sistema. Bene, ma tutti sanno che sono insufficienti. E al di là dello Stato, proprio in questi giorni alcuni Comuni stanno spegnendo un po’ di luci per manifestare le loro preoccupazioni in materia… come se il problema non fosse già noto e le cose da fare non fossero la sensibilizzazione ma iniziative in soldoni….. L’emergenza nazionale per lo specifico bollette crediamo possa dare molto poco oltre quanto già fatto. Il problema è solo geopolitico ed un eventuale intervento dell’Italia è ininfluente . Per cui, come “suggerito” dal commissario Gentiloni, occorre intervenire sui rincari di prodotti e servizi già in atto per il rincaro dell’energia. E l’unico intervento che l’amministrazione centrale, regionale e locale possono fare è diminuire al massimo i propri aggi, Iva in particolare. Lo Stato dovrebbe prendere provvedimenti nazionali per quanto di propria diretta competenza, estendo altrettanto competenza ad amministrazioni regionali e locali. Un vuoto di introiti? Quasi sicuro. Ma unico metodo per non registrare un impoverimento generale della popolazione e uno sviluppo gigantesco delle inadempienze dei contribuenti verso il Fisco, con conseguente costoso sviluppo dei contenziosi con una controparte quasi per niente colpevole perché furba, ma colpevole perché impoverita. E, aggiungiamo, anche una buona occasione perché Stato ed amministrazione mettano mano in modo più energico per individuare e abolire i diffusi sprechi.François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Stato di emergenza e modifiche che riguardano la scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

L’Aula del Senato ha esaminato e concluso l’esame del provvedimento di conversione del DL 221/21 sulla Proroga degli stati di emergenza e del contenimento dell’epidemia Covid19 (A.S. 2488). Per l’ambito della Scuola le modifiche apportate sono contenute nell’articolo 13-bis: nello specifico, riguardano il possibile “acquisto di apparecchi di sanificazione, igienizzazione e purificazione dell’aria degli ambienti contenenti sistemi di filtraggio delle particelle e distruzione di microrganismi presenti nell’aria”. Si interviene anche sulle prestazioni lavorative “dei soggetti fragili e congedi parentali”, con il finanziamento utile a “garantire la sostituzione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario” cosiddetto Covid19; l’individuazione delle “patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali a decorrere dal 1° aprile 2022, la prestazione lavorativa è normalmente svolta, secondo la disciplina definita nei Contratti collettivi, ove presente, in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento”.

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Mario Tassone: la prima emergenza è la crisi della politica!

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2022

Mai una elezione del presidente della repubblica è avvenuta in un pesante clima di incertezza e di pressappochismo, come questa. Certo ci sono stati nel passato difficoltà e per alcune elezioni i tempi si sono dilatati. Ma in quel tempo c’era la politica e i partiti. Si confrontavano visioni, pensieri e scelte. Tesi, quindi, a confronto ma nello sfondo era ben saldo il minimo comune denominatore cioè l’interesse del Paese. Una rete protettiva. In questa fase la sospensione della democrazia e la trasformazione dei partiti in gruppi, movimenti a guida personale, pesano. Patrimoni di cultura e di storia sono stati dilapidati. Ormai non c’è il passato, non ci sono memorie a cui richiamarsi ma un presente occupato da leader senza futuro, tutto racchiuso in un arco temporale limitato che non offre prospettive, che nessuno ha interesse a costruire. Vediamo come andrà a finire questa elezione del presidente della repubblica. Ho auspicato che in questa fase, in cui ci sono moltissime emergenze, venga rieletto Mattarella. E fra le emergenze vi è la necessità del recupero della politica per affrancarci dal sequestro di esperti facitori di adesioni fideistiche, che uccidono la partecipazione e bloccano la crescita. Si parla oggi di rivedere la forma di stato introducendo il presidenzialismo. Per porre mano alle grandi riforme della Costituzione va eletta, assieme al Parlamento, una Assemblea Costituente. Pensare a riforme ampie con le procedure previste dalla Costituzione è illusorio. Il precedente delle Commissioni bicamerali che non hanno prodotto risultati è eloquente. Aver pensato, poi, di riformare la Costituzione con le leggi elettorali, ha indebolito le fondamenta del nostro ordinamento. Beninteso il ruolo e la centralità del Parlamento vanno garantiti. Bilanciamento dei poteri e controllo sono riferimenti essenziali per un corretto funzionamento delle istituzioni. Ma tutto questo non basta se non si mettono in condizione i cittadini di vivere, di partecipare e di pensare con la propria testa. Noi siamo per una riforma che si richiami al cancellierato tedesco e a un sistema elettorale proporzionale con le preferenze. Solo così si abbatterà la dittatura dei tanti avventizi, per favorire, con la formazione, la crescita del Paese. Il nodo da sciogliere è questo: il passaggio da una semi democrazia alla democrazia!

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L’energia è la vera emergenza che mina la ripresa

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2022

Oggi la vera emergenza che mina la ripresa economica italiana riguarda l’energia – ha dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, nel corso della Conferenza ‘Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Opportunità e rischi per le imprese’ promossa da ISPI, Assolombarda e SACE, svoltasi questa mattina.“Il prezzo dell’energia è in crescita rispetto al pre-Covid, con il gas naturale che registra il rincaro più impressionante: l’indice globale del gas naturale registra un aumento del +383% e, ancora più nel dettaglio, il prezzo del gas naturale europeo del +947%. L’Italia è uno tra i paesi dell’area euro che più rischia di essere penalizzato da questo shock energetico: secondo le simulazioni di Intesa Sanpaolo, nel 2022 la perdita di PIL dovrebbe raggiungere il mezzo punto percentuale, colpendo sia i consumi delle famiglie sia soprattutto gli investimenti delle imprese”.“La situazione è allarmante: le aziende sono strozzate dai prezzi al punto che si paventa il rischio di un arresto delle attività produttive in particolare per i settori più energivori come siderurgia, ceramiche, cartiere, vetrerie, e chimica. È quindi necessario intervenire con misure urgenti e, in questa direzione, come Sistema Confindustria abbiamo richiesto l’attivazione di una task force a Palazzo Chigi per affrontare l’emergenza e varare misure straordinarie”.“Francia e Germania stanno affrontando la questione con una strategia di politica industriale mirata. Il Governo italiano ha finora stanziato circa 8 miliardi di euro rivolgendosi principalmente alle famiglie in difficoltà. Serve fare di più. Serve una strategia di politica industriale che limiti gli effetti del caro energia nel breve, per esempio attraverso lo sfruttamento dei nostri giacimenti di gas per rilasciare al sistema industriale il gas a prezzi ragionevoli o attraverso interventi di agevolazione fiscale”.“E serve una visione di lungo periodo che affronti con efficacia la transizione energetica per raggiungere gli obiettivi del programma europeo “Fit for 55”, potenziare un mix eterogeneo di fonti e puntare all’indipendenza energetica” – ha concluso Alessandro Spada.

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Emergenza energia come il covid. On.Salvini, passi dalle parole ai fatti

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2022

Se si vuole evitare il peggio, sarebbe opportuno che il governo prenda in considerazione l’emergenza energia non solo come una delle tante questioni di cui occuparsi e, nello specifico, stornare poco più di una decina di miliardi per far fronte al rincaro delle bollette. Dall’energia dipende tutta l’economia domestica e produttiva e le riduzioni che si riescono ad avere sulle bollette non potranno frenare i prezzi di qualunque prodotto e servizio. Per questo abbiamo invitato il governo a prendere le decisioni del caso, al pari dell’emergenza covid.Fino ad oggi, però, anche da parte di autorevoli responsabili del governo, arrivano risposte basate solo per l’ampliamento dei provvedimenti tampone. Un segnale diverso è giunto dal leader della Lega, partito della maggioranza di governo, Matteo Salvini: “Chiediamo formalmente un tavolo nazionale…. sul tema caro-bollette luce e gas, una mazzata da 1.000 euro a famiglia e da 30 miliardi per negozi, artigiani e imprese. Insieme all’emergenza Covid, questa e’ la vera urgenza dei prossimi mesi. Ognuno deve portare idee e prendersi le proprie responsabilita’, i troppi no ideologici degli ultimi anni hanno bloccato e impoverito l’Italia. Chiedo al Presidente Draghi di convocare anche imprese e segretari di partito, famiglie e attivita’ produttive non aspettano”. Auspichiamo che non si tratti di una dichiarazione di fine anno, da mescolare e confondere con resoconti e auspici per il 2022. E’ strano che fino ad ora una così precisa richiesta non abbia ancora trovato risposta. Speriamo che l’on. Salvini non si limiti a dichiarare ma operi, anche e soprattutto attraverso la sua rappresentanza nel governo e in Parlamento, a tradurre la dichiarazione in atto concreto. Siamo già in ritardo, con le tariffe energetiche già aumentate e i primi riflessi su tutto il mercato. Non c’è tempo da perdere. By http://www.aduc.it

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Scuola: Quali emergenze per i lavoratori?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2021

Quali sono gli argomenti su cui i lavoratori della scuola chiedono con maggiore insistenza un intervento legislativo? La mobilità bloccata del personale scolastico, a partire da quella dei neo-assunti, ma anche le assunzioni da cambiare, le abilitazioni e specializzazioni da riattivare, la riduzione della burocrazia nella professione e attribuzione di tutte le ore di sostegno agli allievi disabili, la questione stipendiale e delle mancate indennità, la riforma dei profili professionali, l’anticipo pensionistico, la riapertura dei plessi chiusi, l’aumento delle quote di PIL da destinare alla scuola, la riduzione del numero di alunni per classe e la revisione delle norme a scuola per contrastare il Covid. Le emergenze sono state individuate durante il Talk Pulser Anief – Cisal – Cesi tenuto oggi dal segretario generale Anief Daniela Rosano e moderato dalla dottoressa Sabrina Pellerito, vice presidente Com. SOC Cesi, durante il quale sono stati presentati i risultati dell’inchiesta pubblica sulla scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali realizzata dalle stesse organizzazioni sindacali. I docenti chiedono anche “meno compiti burocratici”, ovvero procedere al contrario di quanto realizzato con il nuovo Pei: “questo consentirebbero di svolgere al meglio questa professione così delicata e spesso gravata da un eccesso di documentazione da preparare”. A questo proposito, ha continuato Rosano, “quasi la totalità degli intervistati ritiene indispensabile l’iniziativa gratuita ‘Non un’ora di meno’ per la corretta attribuzione delle ore di sostegno agli allievi disabili, intesa come diritto costituzionalmente”. Sulla questione salariale è unanime il parere degli intervistati intervenire andando a coprire il gap rispetto agli altri paesi europei. “Persino la Grecia rispetto a 30 anni fa ha incrementato la media degli stipendi di circa 30 punti percentuali – ha detto Rosano – ed è evidente, lo ha detto pure l’inchiesta, che in Italia gli stipendi bassi rendano poco attrattive la professione docente. È necessario garantire, suggeriscono le risposte degli interessati, delle indennità aggiuntive al personale scolastico. L’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente la tendenza ad operare in condizioni ambientali difficili, la necessità di studiare continuamente metodologie didattiche efficaci e da personalizzare in base alle esigenze dei singoli alunni, e questo contribuisce ad innalzare i già elevati rischi di incorrere in patologie da burnout. Il rischio da burnout deve portare il Ministero a diminuire l’età pensionabile. Come serve una riforma dei profili professionali per garantire il ripristino della progressione stipendiale di carriera”. Con il sondaggio si è chiesto anche un parere sul ritorno alla ‘Quota 96’ per le pensioni proposta da Anief. “La maggioranza si è dichiarata assolutamente d’accordo con l’anticipo pensionistico”.

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Anbi e l’emergenza climatica sui territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

Un tavolo permanente di confronto con le 5 Autorità di Bacino Distrettuale per proporre concrete soluzioni d’intervento alle Regioni, utilizzando la capacità progettuale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione che, dopo il ridimensionamento delle Province e delle Comunità Montane, sono rimasti l’unico “front office” di area vasta nel territorio: è quanto indica Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), per rispondere alla necessità di aumentare la resilienza delle comunità di fronte all’emergenza climatica.“Perché tale strategia sia adeguata alla velocità di incedere degli eventi meteo servono – prosegue Vincenzi, intervenuto a Torino ad un convegno organizzato da ANBI Piemonte – anche uno snellimento degli iter burocratici ed una visione omogenea delle Regioni, che individuino negli enti consortili, un partner privilegiato, destinando maggiori risorse alla manutenzione del territorio ed ampliandone, nel caso, le competenze nel quadro dell’Accordo Quadro del 2008.” “Non è possibile – insiste il Presidente di ANBI – che di fronte alle conseguenze spesso drammatiche della crisi climatica, l’Italia sia capace di spendere solo il 40% delle risorse comunitarie assegnate e che possono essere utilizzate a servizio del territorio. È necessario, in una logica di multifunzionalità, sviluppare anche le infrastrutture irrigue, affermando la funzione ambientale della gestione idrica in agricoltura. Contro la giustamente criticata pratica del blabla, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno messo in campo un Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, fatto di 858 progetti definitivi, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – conclude Vincenzi – sono stati ammessi a finanziamento progetti per circa 1 miliardo e 600 milioni, ma le risorse disponibili ammontano a solo 520 milioni. Serve uno sforzo comune per colmare questo gap, riducendo al contempo il divario fra Nord e Sud d’Italia anche nell’infrastrutturazione idraulica, ormai inserita tra gli asset strategici per il Paese.”

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Pandemia e pandemie, emergenza o convivenza?

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Roma – La “questione pandemia”: emergenza o convivenza? È possibile che il futuro possa obbligarci ad una sorta di coesistenza, o almeno di coabitazione, con sempre più “ravvicinate” e rinnovate crisi sanitarie pandemiche? Un’eventualità e un’ipotesi allarmanti e preoccupanti, ora che è di dominio pubblico il fatto che una volta superata l’emergenza da Covid-19, il domani potrebbe rivelarsi altrettanto complicato, con altri virus pronti a diventare pericolosi, pure se la scienza ha le armi giuste per prevenire e combattere. Pubblicato da Academ editore, a cura del dott. Gaetano Penocchio, Presidente della FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, coadiuvato dai giornalisti Roberto Messina e Carmelo Lentino, è in distribuzione un importante instant-book che fa luce sul tema, dal titolo “Pandemia e pandemie, emergenza o convivenza? Virus umani e animali, ambiente ed ecosistemi, gli studiosi spiegano quanto potrebbe attenderci”. Contiene interviste a vari studiosi e autorevoli personalità della Scienza, della Medicina e della Ricerca, come Arnaldo Caruso, Filippo Anelli, Canio Buonavoglia, Massimo Clementi, Massimo Ciccozzi, Daniela Corda, Marco Ferrazzoli, Antonio Limone, Stefano Marroni, Mario Tozzi. Ciò, in un momento in cui la buona informazione è fondamentale per approfondire, spiegare, divulgare e contrastare l’infodemia favorita dalle nuove tecnologie, da internet, dai social network, dalle chat di gruppo a velocità di trasmissione pressoché istantanea.L’uomo ha stravolto l’ambiente, è un fatto, creando terreno fecondo per infezioni emergenti. Ed è chiaro che, intanto, bisogna porre urgente rimedio a questa situazione, a cominciare dal “comunicarla”, dal farne conoscere entità, gravità e urgenza. Dominatore incontrastato dell’ecosistema, l’essere umano lo ha aggredito con violenze di ogni tipo. Lo ha contaminato, generando campo fertile per infezioni zoonotiche. Davanti ad una situazione così complessa, oltre il compito fondamentale di studio, prevenzione e cura esercitato dai Virologi, si evidenzia quello altrettanto determinante della Medicina veterinaria, accanto a quello della Medicina generale e chirurgica, e poi a quello degli Scienziati dell’ambiente. Tutti uniti, ci si augura, ora che il pericolo è chiaro, per porre rimedio all’attività distruttiva dell’uomo e cambiare il suo destino impedendo ai virus nuovi salti di specie e relative conseguenze, in un’ottica di salute unica in cui il benessere dell’uomo, degli animali e dell’ambiente, si confondano e completino. Pandemia e pandemie, emergenza o convivenza? Gaetano Penocchio, con Roberto Messina e Carmelo Lentino Pagine 120Euro 15 Academ Editore prenotabile su http://www.academeditore.it

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Emergenza alluvionale in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

“Negli ultimi anni stiamo registrando sempre con maggiore frequenza casi di dissesto geo-idrologico e allagamenti urbani che derivano principalmente da una mancata integrazione della pianificazione urbanistica regionale e comunale con la pianificazione a scala di bacino idrografico – ha proseguito Fiore – la sola azione in grado di consentire uno sviluppo territoriale con consumo di suolo netto (compensazione tra consumo di suolo e rinaturalizzazione delle superfici impermeabilizzate) compatibile e sostenibile con l’assetto geomorfologico e idraulico. Manca una visione che vada oltre il mandato elettorale e che definisca gli strumenti di pianificazione territoriali efficaci, in grado di attuare una politica di prevenzione e manutenzione per ridurre al minimo gli interventi di emergenza.Pochi giorni fa il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, con un video – messaggio ha promosso la campagna della Protezione Civile “Io non rischio”, in questa circostanza ha parlato di conoscenza dei pericoli naturali e della necessità di avere atteggiamenti consapevoli. In attesa che le istituzioni prendano un impegno concreto nei confronti della mitigazione di questi pericoli naturali, ai cittadini non restano che due strade: la rassegnazione o l’auto protezione”.E chiaro è anche, dalla Sicilia, il Presidente della SIGEA Sicilia, geologo Sergio Di Marco che è sul posto.“Le previsioni per i prossimi giorni indicano un ulteriore approfondimento del vortice di bassa pressione con il persistere della pioggia, delineando uno scenario fortemente preoccupante.Le mutate condizioni del clima – ha affermato il geologo Sergio Di Marco, Presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale sezione Sicilia – che hanno trasformato eventi metereologici eccezionali a cadenza pluridecennale in eventi frequenti che si manifestano anche più volte l’anno, richiedono un ulteriore sforzo e una progettazione che non sia solo di tipo emergenziale.La frequenza con cui si ripropongono le drammatiche scene a cui stiamo assistendo in queste ore dimostra inequivocabilmente che bisogna riprogettare lo sviluppo del territorio in un’ottica nuova cercando di rimediare ad errori di decenni di mancate e/o inappropriate pianificazioni territoriali.La fragilità del territorio etneo sta emergendo in tutta la sua drammaticità ed in particolare vorrei sottolineare come le situazioni di grave criticità si stiano manifestando non solo nelle aree maggiormente urbanizzate ma anche in quelle rurali, interessando interi bacini idrografici sia per ciò che concerne le conseguenze dei deflussi idrici di piena che la stabilità dei versanti.Ciò è segno che l’individuazione delle misure di prevenzione e mitigazione dei rischi non possono essere demandate ai singoli amministratori locali, ma richiedono una visione di insieme che attenzioni globalmente l’assetto idrogeologico e tutte le componenti che concorrono a definirlo.Come SIGEA Sicilia continueremo ad impegnarci nella salvaguardia della qualità dell’ambiente naturale ed antropizzato e nell’utilizzazione più responsabile del territorio e delle sue risorse, mettendo a disposizione degli enti preposti le nostre competenze e il nostro impegno”.

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Riforma rete di emergenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

Riteniamo, nell’interesse dei cittadini, il sistema debba essere fondato sui seguenti punti: 1) Garanzia della chiamata diretta alle centrali operative di risposta tramite il numero nazionale 118, senza inutili e dannose intermediazioni che dilatino i tempi di soccorso, pur preservando la concorrente presenza del numero 112; 2) Difesa e potenziamento delle centrali operative esistenti a base territoriale provinciale, munite dei più moderni sistemi di geolocalizzazione, con organizzazione dipartimentale di coordinamento partecipativa di tutte le professionalità coinvolte e delle realtà associative, di volontariato e di tutela, senza inutili e costose centralizzazioni regionali; 3) Affidamento esclusivo dei soccorsi primari a team specialistici medico-infermieristici evitando pericolosa dequalificazione del servizio; 4) Standard numerico minimo dei mezzi dedicati ai soccorsi primari tarato sul reale fabbisogno territoriale ed in ogni caso con la garanzia di legge di tempi massimi di attesa. Ci auguriamo che il Senato, prima di assumere una decisione in materia, ascolti il parere di Federconsumatori e Società Italiana Sistema 118, impegnate a tutelare il “diritto” dei cittadini ad un soccorso degno di questo nome e non a suoi tristi surrogati, come l’esperienza comune ci ha insegnato.

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“Il volontariato non vuole essere chiamato sono nell’emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2021

Il volontariato è diventato un fattore sociale irrinunciabile, da protagonisti dell’emergenza ad attori imprescindibili nella quotidianità. Nella pandemia stiamo stati presenti con i nostri volontari senza nessuno ci avesse convocati. E lo abbiamo fatto senza paura, ma non vogliamo più essere di contorno o subentrare nell’emergenza, ma partecipare dall’inizio a un processo di costruzione di una nuova sanità 2.0. Vogliamo essere partner affidabili e riconosciuti”. Sono le parole di Sergio Amadori, presidente dell’Ail, l’Associazione italiana leucemie, linfomi e mieloma, in occasione della due giorni del convegno ‘Curare è prendersi cura’ nel salone d’onore del CONI, sino ad oggi. “Dovevamo evitare gli ospedali perché luoghi del contagio, durante i primi mesi della pandemia- racconta Amadori- eppure abbiamo accompagnato i pazienti nei nosocomi, a fare le terapie, le visite di controllo ove possibili. Tutto questo nell’ambito della Oncoematologia è stato estremamente diluito, ridotto: I reparti adibiti sono stati saccheggiati di colleghi prestati all’emergenza”, denuncia il presidente. “Nonostante questo però siamo riusciti a tenere, ma ora dobbiamo rendere quello che un tempo era il migliore sistema del mondo in un sistema che deve rinascere, perché la pandemia ha scosso tutto il Servizio sanitario nazionale dalle fondamenta. La nostra attività ora- invoca Amadori- si declina con la formazione dei volontari, una migliore partecipazione e come motore di ripartenza nell’attuale realtà sociale ed economica”, conclude. (fonte agenzia Dire)

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Emergenza nel Nord dell’Etiopia

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2021

Con il conflitto che si estende nel nord dell’Etiopia, costringendo 300.000 persone ad abbandonare le proprie case e 1,7 milioni alla fame nelle province di Afar e Amhara, l’agenzia ONU World Food Programme (WFP) annuncia una mancanza di finanziamenti senza precedenti di 426 milioni di dollari per i suoi interventi in Etiopia. Il WFP lancia un appello per ricevere fondi utili a rispondere ai bisogni di 12 milioni di persone quest’anno.Questo mese il WFP ha cominciato a consegnare assistenza alimentare d’emergenza alle comunità nelle regioni al confine con il Tigray in guerra. In coordinamento con le autorità etiopi dei governi federali e regionali, il WFP prevede di raggiungere immediatamente 530.000 persone nell’Afar e 250.000 persone nell’Amhara, con l’intenzione di potenziare l’assistenza se aumentano i bisogni e nel caso vengano ricevuti finanziamenti.Nel Tigray la sicurezza alimentare continua a peggiorare, con il WFP e i suoi partner che faticano a rafforzare l’assistenza per rispondere agli urgenti bisogni alimentari di 5,2 milioni di persone nella regione. I rifornimenti di cibo del WFP e dei partner si erano quasi del tutto esauriti fino a ieri, quando il primo convoglio dopo oltre due settimane è entrato nella regione. Il convoglio del WFP di oltre 100 trasportava oltre 3.500 tonnellate di cibo e altri beni di primo soccorso, come carburante, beni sanitari e di protezione.“Il WFP saluta la collaborazione delle autorità locali e federali nell’Afar che ha assicurato che il nostro convoglio arrivasse senza incidenti nel Tigray”, ha detto Michael Dunford, Direttore regionale WFP per l’Africa orientale. “Ma serve molto di più e bisogna continuare questo momento, altrimenti non potremo sperare di consegnare cibo sufficiente ad evitare che milioni di persone soffrano ancora di più la fame”.Le squadre del WFP sul campo possono ora cominciare a consegnare e distribuire cibo nel Tigray. Il WFP raggiungerà fino a 3 milioni di persone nella regione, 900.000 in più da quando ha assunto la responsabilità delle operazioni nei due distretti delle zone di nord-ovest – Shire town e Tahtay Koraro – dai partner non governativi che si occupano di assistenza alimentare.“Il tempo stringe per milioni di persone nel Nord Etiopia e se non riceviamo finanziamenti aggiuntivi subito saremo costretti a ridurre le razioni o, peggio ancora, ad interrrompere le distribuzioni per circa 4 milioni di persone che stiamo cercando di raggiungere nell’Afar, nell’Amhara e nel Tigray nei prossimi mesi”, ha aggiunto Dunford.Oltre all’escalation dei combattimenti nel nord del paese, a rischio è la sicurezza alimentare di milioni di persone in tutta l’Etiopia a causa di una mancanza di finanziamenti senza precedenti per gli interventi del WFP nel paese. In tutta l’Etiopia, si stima che oltre 13,6 milioni di persone vivano nell’insicurezza alimentare a causa degli effetti prolungati di siccità, alluvioni, invasione di locuste, instabilità dei mercati e alti prezzi del cibo, e pandemia di Covid-19 – ulteriormente aggravati dal recente conflitto che si espande nelle zone settentrionali del paese.Il WFP ha bisogno di ulteriori 426 milioni di dollari per ampliare la sua risposta di assistenza alimentare d’emergenza per i prossimi sei mesi e per fornire soluzioni a lungo termine per la sicurezza alimentare alle popolazioni che stanno entrando nella stagione annuale “della fame”.

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