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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘emergenza’

Municipio X e la Caritas di Roma attivano un ricovero di emergenza con 15 posti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2023

Dal 18 gennaio è attivo un rifugio di emergenza per persone senza dimora negli spazi della parrocchia Santa Maria Regina Pacis a Ostia (piazza Regina Pacis, 13). La struttura, composta da tre tensostrutture attrezzate e riscaldate messe a disposizione da Croce Rossa Italiana, può ospitare ogni notte 15 persone garantendo anche la cena, la colazione e attività di animazione sociale.L’iniziativa della Caritas di Roma in collaborazione con il Municipio X di Roma, vede coinvolti anche i volontari delle parrocchie nelle prefetture 26 – 27 – 28 della Diocesi di Roma coordinati da operatori sociali professionali. Alla struttura è possibile accedere direttamente oppure attraverso i centri di ascolto parrocchiali e i servizi sociali del Municipio.La Caritas di Roma ha inoltre attivato il Servizio itinerante notturno: per segnalare situazioni di fragilità e pericolo si può scrivere all’indirizzo servizioitinerante@caritasroma.it o chiamare il numero 366.6349003.Per far fronte alle numerose richieste, inoltre, si invitatano le parrocchie e tutti i cittadini alla donazione di coperte e sacchi a pelo. È un gesto semplice ma può salvare una vita. Il punto di raccolta unico per tutta la città è l’Ostello “Don Luigi Di Liegro” in via Marsala, 109, aperto tutti i giorni dalle ore 8 alle 23.

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Scuola: Emergenza precari, Anief chiede di affrontarla con la Legge di Bilancio 2023

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2022

Cancellazione del precariato e riforma del reclutamento: sono due impellenze che salverebbero la scuola italiana da guai e che si potrebbero affrontare da subito, con degli emendamenti alla Legge di Bilancio 2023, appena “bollinata” e pronta per approdare alla Camera dove è attesa da una conversione in legge in tempi record per scongiurare l’esercizio provvisorio qualora si sconfinasse oltre il 31 dicembre: a farsi promotore dell’iniziativa è l’Anief, che plaude al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che solo ieri, durante la presentazione in Parlamento delle linee programmatiche del suo mandato a viale Trastevere, ha espresso la volontà di riformare il reclutamento degli insegnanti, considerati “il vero motore di tutta la comunità educante”. Il sindacalista autonomo ha ricordato anche che “esiste già una fase transitoria, che era stata pensata nel PNRR, ma solo per i posti di sostegno”, i docenti specializzati nella didattica rivolta agli alunni con disabilità. “Invece – ha concluso Pacifico – noi vogliamo utilizzarla anche su posti comuni e, certamente, sarà confermato nei ruoli solo chi, in seguito, conseguirà una abilitazione ed una specializzazione”.

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Emergenza Afghani, conferenza stampa della Rete Umanitaria con Salesiani per il Sociale

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2022

Il 6 dicembre a Roma, nella sala delle Bandiere della sede del Parlamento Europeo si terrà la conferenza stampa organizzata dalla Rete Umanitaria della società civile, fondata dalla giornalista Maria Grazia Mazzola di cui fanno parte, oltre a Salesiani per il Sociale APS anche il gruppo Abele, l’Unione Donne in Italia, le Chiese cristiane evangeliche Battiste, la cooperativa cooperativa ‘Una Città non basta’, l’associazione “Federico nel cuore”. Durante la conferenza stampa verranno presentate le storie dei 70 profughi messi in salvo nel corso di un anno.Per la rete di Salesiani per il Sociale APS, che si è fatta carico di 43 rifugiati (11 nuclei familiari), accogliere queste persone ha significato dar loro una casa sicura. Abbiamo inserito bambini e ragazzi nel percorso scolastico e nelle attività degli oratori, comprese quelle estive. Alcuni hanno avuto bisogno di interventi sanitari per patologie pregresse. Abbiamo sostenuto le famiglie nella ricerca di un lavoro per dare loro la stabilità necessaria per guardare al futuro con serenità. Nelle comunità i molti laici si sono lasciati coinvolgere in questa accoglienza solidale, aiutandoli nella gestione quotidiana della loro vita, sostenendoli nell’imparare la lingua, nell’integrarsi in un nuovo territorio. Rispondendo all’appello del Rettor Maggiore dei Salesiani che invitava ad accogliere gli afghani dopo la crisi di agosto 2021, la rete di Salesiani per il Sociale ha cercato di ripercorrere i passi di Don Bosco, che accoglieva i ragazzi che non avevano nessuno, offriva loro un luogo sicuro, una scuola dove imparare e un cortile dove crescere da amici: “Qui in Italia abbiamo trovato tante persone gentili che ci vogliono bene, il dentista che ci cura, la parrucchiera che ci taglia i capelli, chi ci accompagna a fare la spesa, chi ci invita a cena. è bello stare con voi, grazie” (Mahdi, accolto a Prato). “Testimoniamo un’impresa frutto di una sinergia virtuosa tra istituzioni e società civile. Con la rete di Salesiani per il Sociale, come i servi inutili del Vangelo, riconosciamo che abbiamo fatto quanto dovevamo fare. Ed è stato importante farlo insieme a tante persone e organizzazioni solidali con le vittime della crisi afghana, di cui in Italia dovremmo sentirci in qualche misura corresponsabili. Ora, insieme a queste persone e con il sostegno delle istituzioni, occorre guardare al presente e al futuro, soprattutto per i minori e i giovani coinvolti. Accogliere, proteggere, promuovere, integrare: questo significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuna di queste persone può apportare al processo di costruzione del futuro del nostro Paese”, dichiara Renato Cursi, Direttore Generale di Salesiani per il Sociale APS.

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Emergenze e revisione codice appalti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2022

“Tra lo spiccio modello Genova per la ricostruzione del ponte Morandi e le lentezze burocratiche, concausa della tragedia alluvionale di Senigallia, è necessario creare un sistema, che contemperi esigenze di controllo democratico e velocità di spesa, riducendo le possibilità di inutili rallentamenti nei lavori pubblici”: ad appellarsi al Governo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), alla vigilia dell’approvazione della riforma del Codice Appalti. Prosegue: “Oltre alle già complesse procedure istruttorie, l’iter autorizzativo è spesso rallentato dalla concertazione fra pubbliche amministrazioni, cui seguono gli inevitabili ricorsi in sede giudiziaria per l’attribuzione dell’appalto – In queste condizioni è evidente, perché in Italia ci vogliano almeno 10 anni per realizzare una grande opera.” “Per ciò – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – chiediamo l’istituzione di una procedura accelerata per le infrastrutture strategiche, tra cui devono rientrare a pieno titolo le opere idrauliche finalizzate al contrasto del dissesto idrogeologico, indispensabili a garantire le condizioni di sviluppo per il territorio ed il made in Italy agroalimentare. Nell’assoluto rispetto delle regole è necessario rispondere tempestivamente ad una crisi climatica, che non conosce rallentamenti; è indispensabile un forte richiamo ai valori della comunità ed al superiore interesse collettivo per superare egoismi di parte, ma è altrettanto importante che, laddove si operi una scelta, la si persegua con veloce determinazione, evitando inutili bizantinismi, che pregiudicano il futuro delle comunità. In campo idraulico – conclude il DG di ANBI – la lentezza burocratica mal si accompagna alle necessarie politiche di prevenzione, che non solo ridurrebbero costi economici e di vite umane, ma abbatterebbero il ricorso a stati d’emergenza che, a fronte dell’urgenza d’intervento, ovviamente scavalcano le consuete procedure di controllo. Anche in questo, prevenire è meglio che curare!”

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Ischia: Un’emergenza da oltre 50 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2022

“La tragedia che ha colpito la comunità ischitana colpisce l’Italia intera. Un’isola che solo a nominarla ci evoca mare, sole, natura amica vacanze e gioia è oggi costretta a piangere le sue vittime. Quello che per decenni è stato sistematicamente ignorato, il dissesto idrogeologico, si riprende i suoi spazi con gli interessi. Sono certo che i ministri Salvini e Giorgetti sapranno stimolare l’Ue ad aprire un nuovo capitolo, che preveda adeguati fondi europei da destinare a un territorio fragile, il più fragile del Continente e trascurato da oltre 50 anni. Consolidamento, riforestazione, prevenzione, agevolazioni per adeguamenti antisismici, lotta più efficace all’erosione delle coste, piani di sostituzione edilizia con premi di cubatura per liberare le aree geologicamente e paesaggisticamente critiche senza traumi per chi le abita. C’è molto da fare, di innovativo e urgente, per dare il segnale di una svolta. Intanto, un abbraccio solidale agli ischitani e ai campani così duramente colpiti”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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L’agricoltura italiana non soffre solo dei danni causati dall’emergenza

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2022

Ma anche di mali strutturali che non hanno ancora trovato una soluzione duratura – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Tra i principali ostacoli al pieno sviluppo del primo settore ci sono la politica miope dei prezzi riconosciuti ai coltivatori e la burocrazia, che nei casi peggiori mette a rischio la stessa sopravvivenza delle aziende. Nel foggiano, per esempio, la produzione di pomodori è diminuita quest’anno di tre milioni di quintali a causa di un accordo sul prezzo di vendita arrivato troppo tardi. Il paradosso è che la contrazione della produzione e delle superfici coltivate ha provocato un aumento del prezzo superiore a quello richiesto inizialmente dai coltivatori.Quanto invece sta accadendo in Sardegna, dove le aziende agricole attendono ancora i ristori per la siccità del 2017, è emblematico di come la burocrazia possa arrivare a mettere in pericolo le realtà produttive di un territorio – continua Tiso. Non possiamo nasconderci dietro alla crisi sanitaria e a quella economica seguita alla guerra in Ucraina. Questi sono problemi che ci affliggono da anni, che nonostante le ripetute promesse non sono mai stati affrontati in modo risolutivo.Se oggi i riflettori sono accesi sulle azioni più urgenti per arginare l’aumento dei costi, non bisogna dimenticare che senza una politica dei prezzi che riconosca agli agricoltori un’equa remunerazione e una vera semplificazione burocratica il nostro settore non potrà mai esprimere tutte le sue potenzialità. Il nuovo Governo è chiamato ad agire su un doppio binario, intervenendo per frenare il caro prezzi senza però dimenticare le misure di tipo strutturale, le sole che possono garantire la crescita nel medio e lungo periodo.

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È emergenza malattie croniche del fegato

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

“Le malattie croniche del fegato causano ogni anno 2 milioni di decessi nel mondo, 1 milione per la cirrosi e 1 per le epatiti acute e l’epatocarcinoma”, illustra Paolo Angeli, Direttore Clinica Medica V – Università di Padova.La cirrosi, in particolare, rappresenta la 13° causa di morte nel mondo e la 7° in Europa. “Negli ultimi anni abbiamo ridotto il tasso di mortalità per cirrosi soprattutto nei Paesi industrializzati. Abbiamo fatto molto bene anche in Regione Veneto con i tassi passati da oltre 35 ogni 100mila abitanti a 16 nei maschi e a 9 nelle donne. Una riduzione per tutte le eziologie, salvo una: la steatosi non alcolica. Si prevede che nel prossimo futuro ci sarà una pandemia di steatosi epatica non alcolica e di steatoepatite”, aggiunge Angeli che sottolinea la complessità della gestione della cirrosi, specie quando è scompensata. “Per pazienti che hanno una cirrosi scompensata c’è una drastica riduzione della sopravvivenza e un grande numero di ospedalizzazioni, basti pensare che per un paziente ricoverato la probabilità di esserlo nuovamente entro 30 giorni è vicina al 40% ed entro l’anno sfiora il 75%”.Per questi pazienti, sottolinea lo specialista, è urgente un modello di assistenza multidisciplinare affiancato da reti territoriali. Rete che la Regione Veneto ha istituito proprio quest’anno. “Disporre di una rete regionale significa garantire a tutti i cittadini tempestività, continuità e soprattutto l’equità di accesso alle cure”, aggiunge.

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Emergenza economica, emergenza giustizia, emergenza criminalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Siamo in piena emergenza a vari livelli. La crisi economica che stiamo vivendo è un’emergenza spaventosa: l’impoverimento, causato anche dagli anni di pandemia, è stato recentemente aggravato dalla crisi energetica, che sta avendo un effetto devastante sulla vita di tante famiglie. Il senso di precarietà che nasce dalla guerra in Ucraina aumenta ancora di più la paura nel futuro. Lo Stato, che dovrebbe essere a tutela e garante dei cittadini, viene da tempo percepito come un tiranno: da anni si subiscono passivamente scelte governative che gira e rigira, hanno avuto una ricaduta negativa maggiormente sul ceto medio-basso, la fascia sociale che invece avrebbe avuto necessità di maggiore supporto. La percezione che la giustizia sia inefficace, a causa della lungaggine dei processi, dell’ “l’incertezza” anziché la certezza della pena, fa crescere ancora di più la sfiducia nello Stato e nelle Istituzioni. Da tutto ciò trae costante beneficio e crescita l’altra emergenza, quella della criminalità organizzata, che è ormai così capillarmente diffusa da aver raggiunto con i suoi tentacoli ogni settore della vita sociale. La povertà purtroppo spinge verso la criminalità. E ciò che fa male e constatare che in alcuni contesti sia considerata benefattrice, poiché permette di “lavorare”, di guadagnare… e sono interessate da questo sporco giro non solo le attività imprenditoriali, ma anche le piccole attività commerciali e artigianali. È desolante, ma è necessario dirsele queste cose, è necessario parlarne, farle emergere per svegliare la coscienza di tutti. Non è più tempo di nascondere la polvere sotto il tappeto! Guardiamo in faccia la realtà e adoperiamoci a cambiare attraverso le singole scelte quotidiane! By Pino Masciari

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Contratti: Cgil Cisl Uil Fp, lavoratori Rsa in emergenza salariale, serve rinnovo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“Le lavoratrici e i lavoratori delle Rsa sono in piena emergenza salariale, a fronte di contratti fermi da anni e per effetto della crescita dell’inflazione. Le associazioni datoriali ARIS e AIOP aprano le trattative per il contratto delle RSA ARIS/AIOP atteso da più di due anni”. Così in una nota Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl replicano alle recenti dichiarazioni dei presidenti di Aris e Aiop, Virginio Beber e Barbara Cittadini, sull’impossibilità per le RSA in tutta Italia di far fronte agli aumenti determinati dal caro energia e che rischia di mettere a rischio il mantenimento delle strutture e la loro sostenibilità.La crescita dell’inflazione all’8,5%, aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “sta colpendo i prezzi di beni alimentari e di consumo, riducendo la capacità di spesa di queste lavoratrici e lavoratori che, con i contratti fermi nel peggiore dei casi al 2005 o nel migliore nel 2012, con stipendi che superano per alcune categorie di poco i 1.000 euro, sono ancora più drammaticamente colpiti dagli effetti del caro energia. Le lavoratrici e i lavoratori devono, come i loro datori di lavoro, far fronte agli aumenti dei costi alimentari ed energetici; non è una situazione sostenibile perché non hanno più capacità di spesa, ma di questo i due presidenti se ne dimenticano oramai da tempo, anche prima di questa crisi, opponendo di fatto un fermo rifiuto all’apertura del tavolo di trattativa per la definizione del nuovo contratto nazionale di lavoro”. Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono “ancora una volta ad ARIS e AIOP di aprire le trattative per il contratto delle RSA ARIS/AIOP che aspettiamo da più di due anni, con l’obiettivo di garantire salari adeguati e diritti, giuste tutele normative al personale, per contrastare insieme il dumping contrattuale e i contratti pirata. Vogliamo un contratto che riconosca diritti e professionalità necessari a garantire il mantenimento di un’assistenza adeguata e delle strutture; per arrivare a questo occorre che le due associazioni si fermino e comprendano che ciò dovrà accadere a partire da come loro garantiscono al proprio personale come poter continuare a recarsi al lavoro e come provvedere alla propria sopravvivenza. La nostra non è dietrologia, c’è troppo silenzio da parte delle due associazioni nei confronti dei lavoratori che, è bene ricordare, sono coloro che hanno permesso di mantenere aperte le loro strutture durante la pandemia e tuttora lo garantiscono, con estreme difficoltà soprattutto economiche”, concludono.

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L’emergenza idrica non è finita

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

“Senza interventi urgentissimi per calmierare i costi dell’energia sono a rischio anche la sicurezza idraulica dei territorio e la competitività del made in Italy agroalimentare”: a lanciare un nuovo appello è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che prosegue: “Non vogliamo essere additati come affamatori di popolo o affossatori dell’agricoltura italiana, ma dovendo per legge chiudere i bilanci in pareggio ed essendo più che quadruplicati i costi dell’energia per contenere le conseguenze della grave siccità ed alla vigilia di una stagione complessa per il rischio idrogeologico, ci appelliamo, affinché si intervenga a sostegno dei bilanci dei Consorzi di bonifica, altrimenti costretti a distribuire gli aumenti sui prossimi contributi consortili, incrementando la pressione economica sulle famiglie e sui prezzi delle derrate agricole.”“Vogliamo evitare una guerra fra poveri – gli fa eco Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – perché i Consorzi di bonifica sono organi di autogoverno del territorio, amministrati da cittadini, in gran parte agricoltori, che vivono le difficoltà quotidiane e sono impegnati nell’espletamento di funzioni di interesse pubblico, quali la gestione delle acque di superficie e la salvaguardia dalle alluvioni. La situazione è gravissima e nessuno ha la bacchetta magica. Ancora in questi giorni – prosegue il DG di ANBI – i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono impegnati a gestire, con la massima efficienza, la distribuzione dell’acqua alle campagne in una situazione di perdurante siccità e temperature eccezionalmente alte. Ciò ha finora comportato un incremento del 30% nei consumi complessivi, che generalmente si attestavano sui 600.000 megawattora annui. Congiuntura internazionale e speculazione stanno facendo lievitare anche le più fosche previsioni, che indicavano in circa 270 milioni di euro l’incremento di spesa.”È indispensabile che la questione idrica in tutte le sue complessità, potabili, energetiche, ambientali ed irrigue, torni al centro dell’attenzione e del dibattito politico di questi giorni.” Conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.

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Scuola: Emergenza Ata, mancano 100mila posti

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2022

L’anno scolastico si aprirà con il 25% dei posti dei Direttori dei servizi generali e amministrativi della scuola, quelli che una volta si chiamavano “segretari”, assegnati ad assistenti amministrativi e che quindi svolgeranno le delicate competenze del ruolo superiore in cambio di una “mancia”: si tratta di ben 1.779 su 7.517 Dsga totali. Di questi amministrativi, tre su quattro (1.357) continuano a essere condannati al precariato a vita perché non hanno conseguito il diploma la laurea: solo 422 sono infatti laureati. La carenza maggiore di Dsga, in base ai numeri comunicati dal ministero dell’Istruzione ai sindacati, si registra in Lombardia, con 453 posti vacanti; considerevole anche la mancanza di Dsga di ruolo in Piemonte (176), Veneto e Emilia Romagna (171), Lazio (159). Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “occorre attivare da subito i passaggi professionali, per garantire le immissioni in ruolo dei Dsga facenti funzione sui tanti posti vacanti, a partire dagli amministrativi che hanno svolto più di 36 mesi di servizio sul ruolo superiore. La procedura si potrebbe anche attuare con un concorso, specifico per nuovi Dsga, riservato a chi si trova in questa condizione. Cosa c’è ancora da aspettare, visto che i posti ci sono e questi assistenti hanno oramai acquisito alte professionalità sul campo? Come si fa a disperdere queste professionalità che hanno portato avanti egregiamente l’organizzazione amministrativa delle scuole per anni? Senza risposte del Governo, è chiaro che partirà la denuncia Anief al Comitato europeo dei diritti sociali”. La mancata stabilizzazione dei Dsga diventa ancora più grave si pensa che negli ultimi 12 anni, a seguito del dimensionamento Tremonti-Gelmini, sono stati tagliati 3.500 mila posti di Dsga. Quei posti, assieme alle sedie autonome e ai corrispettivi dirigenti scolastici, vanno riattivate. Ma la carenza di personale riguarda tutto il comparto Ata della scuola. Anief, con l’occasione, chiede al prossimo Governo di ripristinare anche altri 100 mila posti Ata: 60mila sono quelli tagliati nel 2008, 20mila su ruolo superiore AD e C, rispettivamente coordinatori amministrativi e dei collaboratori scolastici, previsti dal contratto nazionale da diversi anni ma mai attivati, 15mila accantonati per cooperative, 5mila tecnici negli istituti comprensivi.

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Inflazione: la vera emergenza del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2022

L’inflazione continua ad essere, assieme alle bollette di luce e gas, la principale emergenza del paese, con i prezzi che anche a luglio hanno fatto registrare rincari record. Un salasso che colpisce le famiglie italiane, indifese di fronte ad incrementi dei listini che si abbattono su settori indispensabili come alimentari e trasporti. Lo denuncia il Codacons, che ha elaborato uno studio per capire come l’inflazione registrata in Italia nei primi 7 mesi dell’anno si rifletta sui bilanci delle famiglie. Oggi il tasso di inflazione acquisita per il 2022 è pari secondo l’Istat al +6,7% – spiega l’associazione – Questo significa che, a parità di consumi, gli italiani subiscono nel corso dell’anno un aggravio di spesa pari a complessi +53,5 miliardi di euro per l’acquisto di beni e servizi rispetto al 2021, a causa proprio dell’aumento di prezzi e tariffe. Solo per la spesa alimentare, la cui inflazione acquisita è pari al +7,5% nel 2022, le famiglie spendono in totale quasi 10,9 miliardi di euro in più. Si apre poi il capitolo spinoso delle vacanze estive, con il settore del turismo colpito nell’ultimo mese da pesanti rincari e il comparto “trasporti” che registra a luglio tariffe in aumento del +13,9% su base annua. “Chi parte per andare in vacanza dovrà mettere mano quest’anno al portafogli – denuncia il Codacons – Solo per la voce trasporti una famiglia si ritrova oggi a subire un salasso pari in media a +481 euro annui rispetto al 2021. A luglio le tariffe dei biglietti aerei internazionali sono infatti salite del +160,2% su base annua, i traghetti del 9,1%, la benzina è aumentata del 22,3% e il gasolio del 30,9%. I pacchetti vacanza salgono del 5,7% mentre per dormire in un albergo si spende in media il 15,8% in più. Accelerano gli aumenti per bar e ristoranti, che a luglio hanno ritoccato i listini in media del +5%”. “Le vacanze estive del 2022 saranno ricordate come le più salate degli ultimi anni, con i prezzi e le tariffe del comparto schizzati alle stelle che rischiano di trasformare la villeggiatura in un lusso per ricchi e di impoverire ulteriormente una consistente fetta di popolazione”.

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“L’Italia vive un’emergenza nascosta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2022

Si tratta del dilagare delle droghe e delle dipendenze patologiche. Lo confermano i dati ufficiali, aggravati dalla pandemia, e i sempre più frequenti casi di cronaca, che coinvolgono persino neonati e bambini piccolissimi. Un fenomeno che il Governo continua a sottovalutare. Nella Giornata mondiale contro la droga, Fratelli d’Italia continua a chiedere un’inversione di rotta: serve un piano straordinario contro droghe e dipendenze, più aiuti al servizio pubblico e alle comunità terapeutiche, maggiori risorse per il fondo nazionale e massicce campagne di prevenzione. Rinnoviamo, infine, il nostro appello: discutere e approvare in Parlamento la proposta di FdI sulla riforma del sistema dei servizi, che prevede anche l’apertura di specifici servizi per le famiglie e i più giovani. Basta perdere tempo”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Anbi: Emergenza acqua in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2022

Se al Nord compaiono le prima autobotti per la distribuzione potabile, l’emergenza acqua sta rapidamente estendendosi al Centro Italia: è questo l’ulteriore dato di preoccupazione, che emerge dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche nella prima stagione, in cui si evidenziano in maniera massiva le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla Penisola. Esemplare è la situazione di quello, che “era” il secondo fiume della Toscana (il primo, l’Arno, ha flussi dimezzati rispetto alla media mensile e, in particolare, quasi 50.000 litri al secondo in meno rispetto al Giugno 2020) ridotto ormai ad uno stato torrentizio dopo mesi di sofferenza idrica: l’Ombrone registra attualmente una portata di 890 litri al secondo, quando il minimo per garantire la vita in alveo è indicato in l/s 2000! Nelle Marche, il fiume Sentino tocca già il minimo storico (-37 centimetri), registrato nell’Agosto 2021, anno considerato idricamente critico per la regione; anche Esino e Nera sono ai livelli più bassi del recente quinquennio, mentre gli invasi ancora trattengono volumi idrici superiori a quelli di 12 mesi fa.In Umbria, le scarse precipitazioni di Maggio trascinano livelli bassi nei corpi idrici della regione (gli invasi del lago Trasimeno e della diga Maroggia sono praticamente dimezzati rispetto agli anni scorsi), ma non solo: il fiume Tevere, nel suo tratto iniziale, registra il livello più basso (cm. 35) dal 1996.L’andamento deficitario del corso d’acqua tiberino prosegue nel Lazio, dove più grave, però, è la situazione dell’Aniene, ridotto ad una portata di circa 3.000 litri al secondo contro una media di oltre l/s 8.000; crolla anche la portata del Sacco, così come in calo sono i livelli dei laghi romani (Nemi scende a cm. 47 contro m.1,66 del Giugno 2021 e Bracciano ha un livello inferiore di 25 centimetri all’anno scorso).Al Nord “capitola” il delta del Po, “conquistato” ormai per 30 chilometri dalla risalita del cuneo salino, registrata a Goro con l’alta marea mentre, lungo tutta l’asta, il più importante fiume italiano è al di sotto dei minimi storici, registrando una “magra” epocale. In rapida decrescita sono anche i grandi laghi del Nord Italia (ad eccezione del Benaco), il cui bilancio idrico è deficitario: in una settimana, il Maggiore si è abbassato di 20 centimetri, il Lario di oltre 30 e l’Iseo di cm. 7; il lago Maggiore trattiene il 23,2% di acqua e con cm. -7,5 segna il record minimo dal 1946, mentre la portata erogata dal lago di Como nel fiume Adda ha toccato punte doppie rispetto agli afflussi da monte ed il riempimento del bacino è sceso in una settimana dal 54,7% al 30,6%. Restando in Lombardia, sono ormai completamente esaurite, con 2 mesi d’anticipo, le riserve di neve: quest’anno, per altro, la quantità nivale, normalmente presente in quota agli inizi di Giugno (738 milioni di metri cubi), non è mai stata raggiunta, toccando un picco massimo di soli 640 milioni di metri cubi. E’ questa la grande differenza con l’estate 2021 che, pur avendo presentato lunghi periodi con assenza di precipitazioni, poteva contare su una riserva di neve, che ad inizio Giugno era doppia rispetto alla media. Anche gli invasi idroelettrici sono ai minimi storici.In Valle d’Aosta, dove sono in leggero rialzo le portate della Dora Baltea e del torrente Lys, uno studio della Società Meteorologica ha certificato la grave condizione, in cui versano i ghiacciai del Grand Etrét (Valsavarenche) e Ciardoney (Val Soana): nel primo, l’accumulo di neve medio è di 127 centimetri, vale a dire il livello più basso finora registrato ed inferiore di circa il 62% rispetto alla media del periodo 2000-2021 (cm. 331) e dell’11% per quanto riguarda la normale densità; anche sul ghiacciaio Ciardoney, le misure di accumulo confermano la situazione di scarsità estrema con spessori di neve, che vanno da cm. 165 nel punto più elevato ad appena 25 centimetri nel settore mediano, cioè il 25% dei livelli generalmente rilevati, segnandoo il record negativo in tempi recenti.Stessa situazione (niente più neve sui monti e falde a secco) si registra in Veneto, dove il fiume Adige si mantiene su livelli minimi rispetto al passato così come gli altri corsi d’acqua della regione.Scendendo a Sud, a fare da cuscinetto con la grave situazione idrica, che si registra nell’Italia centro-settentrionale, è la Campania, dove permane il rischio di siccità nel bacino idrografico del Liri-Garigliano e Volturno, ma salgono i livelli idrometrici dei principali fiumi, anche se si segnalano in deciso calo i volumi dei bacini del Cilento.In Puglia, i bacini trattengono volumi d’acqua in linea con quelli del positivo 2021.Si differenzia altresì la vicina Basilicata, il cui volume di risorsa stoccata cala di oltre 16 milioni di metri cubi in 12 giorni, confermando la tendenza a consumare maggiori quantità d’acqua rispetto al 2021 (+ 5 milioni di metri cubi) a causa delle alte temperature.Infine, in questa annata idricamente straordinaria, la Sicilia è sorprendentemente al riparo dai rischi di un’estate “assetata”, grazie ai buoni livelli registrati nei bacini nel mese di maggio (+20% rispetto all’anno scorso).

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Roma: Incendio Tmb Malagrotta ed è già emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

“Come fu per gli incendi al Tmb Salario e a quello di Rocca Cencia, il rogo al Tmb di Malagrotta – anche questo probabilmente di origine dolosa – rischia di mettere in ginocchio la raccolta dei rifiuti a Roma. La situazione desta notevole preoccupazione: è già allarme diossina e il sindaco ha dovuto chiudere gli asili nel raggio di 6 chilometri. E’, insomma, doppio allarme: per la salute dei cittadini e per la questione ambientale collegata alla raccolta dei rifiuti. Quando divamparono le fiamme nel Tmb Salario a dicembre 2018, fu tutta una gara a chi scagliava per primo la pietra contro l’allora amministrazione Raggi: dandoci degli inetti, degli incapaci. Purtroppo oggi la storia si ripete: ma noi non faremo come loro, noi non getteremo la croce sull’attuale amministrazione, anzi ci rendiamo disponibili a cooperare per superare quanto prima l’emergenza. L’unica questione che ci sta a cuore è ora quella del ripristino dello stato dei luoghi, della salubrità della zona e soprattutto ci interessa capire come verrà ottimizzato lo sbocco della raccolta: sono proprio situazioni come queste che ci fanno capire quanto sia dannoso e pericoloso per la salute della cittadinanza costruire su un territorio già così vessato, quale è quello del XIII Municipio, il biodigestore anaerobico di Casal Selce. Servono soluzioni sostenibili e di buon senso, e servono subito: la giunta Gualtieri sul versante rifiuti non sta facendo proprio nulla nonostante abbiamo lasciato un piano industriale approvato e già finanziato con 340 milioni di euro, e la situazione per la Capitale non si sta mettendo affatto bene”. Così in una nota congiunta i consiglieri capitolini Daniele Diaco (M5S) e Antonio De Santis (Civica Raggi).

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Emergenza siccità in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2022

Si allarga anche al Centro Sud d’Italia l’allarme per l’emergenza siccità in questo torrido Maggio 2022. La preoccupante indicazione arriva dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. In particolare è Roma ad assumere il ruolo di “capitale” anche in questa poco invidiabile fotografia del Paese; alla stazione di rilevamento Lanciani, ad esempio, da inizio d’anno sono caduti 137 millimetri di pioggia contro una media, negli scorsi 16 anni, pari a mm. 357. In questo 2022 le piogge sono state scarse su tutto il Lazio: in alcune zone del litorale romano e del viterbese (Ladispoli, Cerveteri, Tarquinia, Viterbo) sono finora caduti meno di 100 millimetri di pioggia contro una media di mm. 300 (fonte: ARSIAL); analoga situazione di scarsità pluviometrica si registra in provincia di Latina. A risentire di questa situazione sono inevitabilmente i corpi idrici: il lago di Bracciano resta stabilmente 25 centimetri sotto i livelli del 2021; il fiume Tevere è circa un metro più basso dei livelli registrati negli ultimi anni, avvicinandosi a quelli rilevati nel siccitosissimo 2017; la portata del fiume Aniene è addirittura dimezzata rispetto alla media in anni recenti; peggiore degli anni scorsi è anche la condizione idrica dei fiumi Sacco e il Liri. Resta largamente insufficiente la condizione idrica nella confinante Toscana, soprattutto nelle zone meridionali della regione dove, in continuità con l’attiguo viterbese, il fiume Ombrone registra una portata (1,86 metri cubi al secondo) addirittura inferiore al Deflusso Minimo Vitale (mc./sec. 2,00), segnando uno dei picchi più bassi dei recenti 20 anni; nel mese di Maggio, infatti, le piogge sono state irrisorie, addirittura inferiori ai 10 millimetri su alcune zone del Grossetano e dell’Aretino. Analoga situazione di insufficienza idrica si segnala nel resto della regione dove l’Arno registra una “magra” pari a 11,20 metri cubi al secondo.Anche nelle Marche i livelli attuali dei corsi d’acqua si stanno avvicinando (in alcuni casi sono addirittura inferiori) a quelli largamente deficitari dello scorso anno; la differenza la fanno, per ora, i bacini, che continuano a contenere una quantità d’acqua superiore di 4 milioni di metri cubi rispetto all’anno scorso.“E’ la testimonianza evidente della funzione calmieratrice e di riserva idrica, che assumono gli invasi rispetto al territorio, divenuta fondamentale, oggi più che mai, come elemento di contrasto alle conseguenze dei cambiamenti climatici” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.Scendendo a Sud, calano le portate dei principali fiumi della Campania con il Garigliano in grave sofferenza.Continua ad essere deficitario il bilancio idrico nei bacini di Basilicata (calo di oltre 2 milioni di metri cubi in una settimana ed un gap negativo di quasi 26 milioni rispetto al 2021) e Puglia (- Mmc. 5.500.000 ca. in 7 giorni).Risalendo la Penisola, resta grave la condizione idrica in Emilia Romagna, dove è gravemente deficitario il bilancio idroclimatico (precipitazioni + evapotraspirazione) nel Ferrarese e nei bacini montani dal Parma al Trebbia, mentre i fiumi Enza e Secchia scendono al di sotto dei minimi storici.Continua a decrescere il fiume Po, scendendo in alcune zone (Cremona) sotto i minimi storici.In Veneto crescono, seppur in maniera insufficiente, i livelli dei fiumi Adige e Piave, ma contestualmente le altezze idrometriche di Brenta e Livenza sono inferiori di circa 2 metri a quelle dello scorso anno.Analogo andamento si registra in Lombardia dove la portata del fiume Adda cresce ma resta lontana dai livelli consueti per il periodo; le riserve idriche della regione sono complessivamente dimezzate rispetto alla media.In questo quadro si inserisce l’ulteriore decrescita dei livelli dei laghi Maggiore e di Garda; Lario ed Iseo invece registrano buone performance.A NordOvest, infine, calano i livelli dei fiumi piemontesi (unica eccezione, la Stura di Lanzo), mentre migliora la condizione dei corsi d’acqua in Valle d’Aosta, beneficiari dello scioglimento dei comunque scarsi manti nevosi.

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Nuova emergenza alimentare in Africa

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

I venti di guerra stanno mettendo a dura prova l’economia mondiale con effetti negativi, soprattutto sul continente africano. Secondo l’economista del South African Institute of International Affairs (SAIIA), Steven Gruzd, “l’insicurezza alimentare avrà conseguenze molto gravi a causa del conflitto in corso, considerato che la Russia è il maggiore esportatore di grano in Africa e l’Ucraina è al quinto posto”. A loro si deve quasi un terzo delle esportazioni di grano, orzo e semi di girasole. La produzione e l’export di questi beni sono in drammatica crisi non solo a causa dei danni diretti della guerra, dell’interruzione delle vie di comunicazione e dei porti, ma anche perché un’elevata quota delle terre ucraine potrebbe perdere la stagione delle semine. Molti campi sono stati abbandonati e non stanno arrivando dalla Russia i fertilizzanti necessari per la normale produzione.La Food and Agricultural Organization delle Nazioni Unite (Fao) giustamente lancia allarmi sulla sicurezza alimentare. Alla 32.ma Sessione della Conferenza Regionale per l’Africa, tenutasi a metà aprile a Malabo, capitale della Guinea Equatoriale, ha affermato che “il numero di persone che soffrono la fame nell’Africa sub sahariana è, dopo anni di declino, di nuovo in aumento. Secondo gli ultimi dati, 282 milioni di persone nel continente, in altre parole oltre un quinto della popolazione, non hanno cibo a sufficienza, con un aumento di 46 milioni rispetto al 2019”. L’Indice Fao dei prezzi alimentari ha raggiunto una media di 159,3 punti a marzo 2022, in aumento del 12,6% rispetto a febbraio, il livello massimo dal suo inizio nel 1990. Nello specifico, in un mese l’indice per i cereali è cresciuto del 17,1% e quello dell’olio vegetale del 23,2,%. A dire il vero, i prezzi delle materie prime agricole avevano preso a correre già prima della guerra in Ucraina. La “manina” della sempre presente e attiva speculazione finanziaria era ben visibile. David Beasley, direttore del World Food Programme ha avvisato che il conflitto può provocare “una catastrofe alimentare di portata globale, la peggiore crisi alimentare dalla seconda guerra mondiale”. Prima del 24 febbraio l’agenzia Onu nutriva 125 milioni di persone. Il 50% del grano acquistato dal Wfp era ucraino. Adesso deve tagliare le razioni a causa dell’aumento dei prezzi del cibo e del carburante. Infatti, come sostiene anche l’Ocse, la Russia fornisce circa il 19% del gas naturale mondiale e l’11% del petrolio. I prezzi dell’energia sono aumentati in modo preoccupante. Ad esempio, i prezzi spot del gas in Europa sono di 10 volte superiori rispetto a un anno fa, mentre il costo del petrolio è quasi raddoppiato nello stesso periodo. Beasley ha affermato che l’Ucraina è passata dall’essere “il granaio del mondo” ad avere essa stessa bisogno di pane. Lo stop dell’export di grano dall’Ucraina andrà a gravare soprattutto su quei Paesi dove è già diffusa la povertà. Per esempio, il Libano importa dall’Ucraina il 74% di grano per la propria sussistenza, l’Egitto il 30%, la Tunisia il 47,7%, la Libia il 43% e lo Yemen il 22%. Eritrea e Somalia dipendono interamente dalle importazioni di grano da Russia e Ucraina. Il dramma delle popolazioni dipendenti dall’import alimentare è stato evidenziato anche dal vice direttore della Fao, l’italiano Maurizio Martina, ricordando che 26 Paesi a basso livello di reddito, molti dei quali africani ma anche dell’Asia meridionale, dipendono da Russia e Ucraina per oltre la metà della loro importazione di cereali. Non si può, quindi, non condividere le raccomandazioni della Fao di tenere aperti i mercati dei beni alimentari e dei fertilizzanti e di rivedere le restrizioni al loro export, considerando le conseguenze delle sanzioni sulla vita di centinaia di milioni di persone. Si stima che quest’anno arriveranno nei Paesi più bisognosi 35 milioni di tonnellate di cereali in meno rispetto a quelli dello scorso anno. Sono già cominciate le file per il pane a Tunisi; l’Egitto ha riserve di grano per qualche mese e altri Paesi africani vedono lo spettro di inevitabili crisi alimentari. E’ opportuno ricordare che questi grandi importatori di grano in passato sono stati spesso teatro di rivolte popolari causate proprio dall’aumento dei prezzi del pane. Il problema, quindi, non è solo dei Paesi in guerra ma anche di tutti i Paesi occidentali che hanno dettato sanzioni senza valutarne appieno gli effetti negativi nelle altre parti del mondo. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Ancodis: se lo stato di emergenza è terminato il covid19 sembra non avere fine!

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2022

Dal primo aprile è terminato lo stato di emergenza che di fatto ha ridotto vincoli comportamentali e cancellato ogni forma di vera restrizione su tutto il territorio nazionale.Nelle scuole stiamo gradualmente tornando ad un’apparente normalità pur restando attive alcune azioni messe in campo per mitigare il rischio del contagio.Ma lo sappiamo bene che il virus continua a circolare in tutte le fasce di età, contagia anche più volte lo stesso soggetto, seppur – per fortuna – con numeri ridotti di ricoveri e di decessi.Nel nuovo Piano per la scuola 2021-2022 sono confermate alcune delle regole anticovid che prevedono l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (o di FFP2 in casi particolari), è raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro, si prescrivono nuove indicazioni sulla gestione dei casi positivi nello stesso gruppo classe e dei contatti stretti, è confermato l’obbligo vaccinale per il personale scolastico e il possesso del green pass base per l’accesso alle strutture del sistema nazionale di istruzione per tutti.In questo “ritorno” alla normalità, è facilmente verificabile che i casi positivi permangono in modo significativo sia tra gli alunni che tra il personale; infatti, il Ministro ha ritenuto di confermare che “I casi di contagio saranno trattati dalle istituzioni scolastiche, tramite il Referente Covid, secondo le collaudate procedure di gestione in collaborazione con le Autorità sanitarie territorialmente competenti.” Il Referente scolastico per il covid19 continua, perciò, ad avere un carico di lavoro specifico, ma giuridicamente e contrattualmente non riconosciuto, economicamente incerto poiché oggetto di determinazione in sede di contrattazione di istituto. Considerato che questo compito assegnato alle “sentinelle” del covid a scuola è stato confermato formalmente dal Ministro, i referenti scolastici per il covid19 iscritti ad Ancodis ritengono che non possano essere taciute le condizioni di lavoro né il tempo dedicato né la richiesta del riconoscimento del servizio reso nella vigilanza, nel controllo e per i diversi monitoraggi ancora oggi richiesti e svolti. “Ecco allora – dichiara il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – i referenti covid19 non possono accettare il silenzio delle Istituzioni e delle organizzazioni sindacali in merito al riconoscimento dell’importante lavoro che hanno svolto e continueranno a svolgere a tutela delle comunità scolastiche e chiedono che nel dibattito politico-sindacale sul rinnovo contrattuale si dia loro formalmente MERITATA attenzione”.

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Fine stato emergenza, nuove regole su obbligo vaccinale

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2022

Cessa dal primo aprile lo stato di emergenza sanitaria che ha accompagnato le diverse fasi della pandemia e volgono a conclusione anche il sistema a colori delle Regioni, l’esperienza del Commissario Straordinario e, in generale, l’organizzazione vista finora, anche se la capacità di intervento per la gestione dell’epidemia e di recrudescenze del virus viene preservata. La possibilità di ricorrere allo strumento delle Ordinanze, per fare un esempio, con misure derogatorie, non viene abbandonato fino a fine anno, pur con limitazioni. Per la gestione della campagna vaccinale e l’adozione di misure di contrato alla pandemia si prevede comunque la istituzione temporanea, fino a fine anno, di una Unità che potrà contare su parte del personale dell’ex Commissario e su altre risorse umane del Ministero. “L’UnitaÌ subentra in tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo al Commissario straordinario”. Con l’inizio del 2023 il tutto andrà in capo al Ministero della Salute, che fino a ottobre avrà anche la possibilità di effettuare nuove assunzioni, anche per continuare ad assicurare “gli approvvigionamenti di farmaci e vaccini e dispositivi”. Tra i suoi compiti istituzionali vedrà anche quello di contrasto alle emergenze sanitarie. Il Ministero può continuare ad adottare e aggiornare linee guida e protocolli per lo svolgimento in sicurezza delle attività.Vengono alleggerite le regole relative a isolamento e quarantena. Dal primo aprile, l’isolamento rimane per chi è positivo al Covid-19, fino all’accertamento della guarigione, con test antigenico o molecolare – basta l’esito negativo a determinarne la cessazione. Mentre, per i contatti stretti, indipendentemente dallo stato vaccinale, niente più quarantena: la richiesta è di applicare il regime di autosorveglianza, che consiste “nell’obbligo di indossare la FFP2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno”. L’eventuale tampone andrà effettuato solo alla “prima comparsa di sintomi” e, “se ancora sintomatici, al quinto giorno dall’ultimo contatto”. Con circolare del Ministero della salute verranno definite le modalità attuative. Alleggerite, in parallelo, anche le regole per nidi, asili e scuole, con un ruolo maggiore per l’autotest: dal 1° aprile, fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021-2022, la didattica a distanza è prevista solo per chi è positivo. Gli altri restano in classe, indipendentemente dall’aver effettuato o meno il vaccino. Con “almeno quattro casi di positività” si applicherà il regime di autosorveglianza per dieci giorni previsto in caso di contatti (con FFP2 e tampone alla prima comparsa dei sintomi). Il tampone potrà anche essere effettuato in autosomministrazione: in questo ultimo caso, l’esito negativo del test viene attestato con una autocertificazione.Come già anticipato, l’obbligo vaccinale per il personale sanitario viene esteso fino a fine dicembre, ma viene sanata, al contempo, la criticità relativa alla guarigione che era stata segnalata da questa testata: “In caso di intervenuta guarigione l’Ordine professionale territorialmente competente, su istanza dell’interessato, dispone la cessazione temporanea della sospensione, sino alla scadenza del termine in cui la vaccinazione è differita in base alle indicazioni contenute nelle circolari del Ministero della salute. La sospensione riprende efficacia automaticamente qualora l’interessato ometta di inviare all’Ordine professionale il certificato di vaccinazione entro e non oltre tre giorni dalla scadenza del termine di differimento».Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, fino al 30 aprile resta l’obbligo di FFP2 per aerei, navi, treni a lunga percorrenza, autobus inter-reginali, per il trasporto pubblico locale, regionale, scolastico, per funivie e cabinovie, per spettacoli in sale e locali di musica, per eventi e competizioni sportive. Sempre fino al 30 aprile resta l’obbligo di mascherine al chiuso, così come in discoteche (tranne quando si balla) e nelle scuole. Segnato, poi, il percorso per la progressiva eliminazione del Green Pass (base e rafforzato). Dal primo aprile decade l’utilizzo per accedere a: servizi alla persona, pubblici uffici, servizi postali, bancari, finanziari e attività commerciali. Mentre, fino al 30 aprile, servirà il GP Base per mense, ristorazione al chiuso (al banco o al tavolo), a eccezione di alberghi, per concorsi pubblici, corsi di formazione, eventi e competizioni sportive all’aperto. Ne resta l’obbligo per aerei, navi, treni ad alta percorrenza, autobus inter-regionali, autobus a noleggio con conducente. Una novità, che era stata già anticipata, riguarda poi gli over 50, per i quali resta in vigore l’obbligo vaccinale fino al 15 giugno, sanzioni comprese, ma per accedere al lavoro verrà richiesto solo il GP base. Per il personale scolastico senza vaccino viene esclusa l’attività in aula. Il green pass rafforzato, da vaccinazione o guarigione, sarà invece richiesto per: piscine e palestre al chiuso, convegni e congressi, centri culturali, sociali e ricreativi, al chiuso, feste, sale da gioco, sale da ballo, spettacoli e competizioni al chiuso. By Francesca Giani fonte Farmacista33

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“L’Emergenza in Democrazia. La Democrazia in Emergenza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2022

Parma. Si terrà mercoledì 30 marzo alle 11.30, su piattaforma Teams, il nuovo seminario del ciclo di incontri “L’Emergenza in Democrazia. La Democrazia in Emergenza. Questioni e problematiche aperte del XXI secolo”, organizzato dalla Cattedra di Diritto costituzionale (prof. Antonio D’Aloia) nell’ambito del corso trasversale di Cittadinanza e Costituzione.Ospite sarà Tommaso Greco, docente di Filosofia del Diritto all’Università di Pisa, autore del libro La legge della fiducia. Alle radici del diritto (Laterza, 2021), che parlerà del rapporto tra Diritto e Fiducia, della funzione ultima del Diritto, nonché dei suoi meccanismi intrinsechi.Dialogheranno con l’autore, Maria Zanichelli e Michele Tempesta, rispettivamente docente di Filosofia del Diritto e dottore di ricerca di Diritto costituzionale all’Università di Parma.

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