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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘emicrania’

Emicrania e anticorpi monoclonali

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Buone notizie per gli emicranici in cura con anticorpi monoclonali: AIFA ha tempestivamente accolto la richiesta, presentata ad aprile scorso dalla Società Italiana di Neurologia (SIN), in collaborazione con ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) e SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee), di rivedere il periodo di sospensione previsto nell’utilizzo degli anticorpi monoclonali anti-CGRP per la cura dell’emicrania in regime di rimborsabilità. nella seduta del 24 maggio la CTS di AIFA ha, infatti, ritenuto possibile prevedere la ripresa del trattamento nel momento in cui (a partire dal primo mese di sospensione) si dovessero ripresentare i criteri che ne hanno previsto la prima prescrizione ovvero almeno 8 episodi di emicrania con punteggio MIDAS ≥ 11. Finora, secondo quanto stabilito dall’ AIFA nella GU n. 182 del 21/07/2020, si prevedeva che al termine di 12 mesi di trattamento il paziente dovesse necessariamente sospendere il farmaco (in regime di rimborsabilità) per poi essere eventualmente trattato dopo 3 mesi dalla sospensione della terapia (ovvero dopo 4 mesi dall’ultima somministrazione) qualora si ripresentassero le caratteristiche che ne supportano la prescrivibilità. I dati scientifici su cui fondare l’individuazione di un periodo di tempo adeguato nel corso del quale il quale il paziente debba essere sottoposto alla somministrazione degli anticorpi anti CGRP non sono univoci e le poche evidenze disponibili in letteratura relativamente alle esperienze di “real life” mettono in evidenza un peggioramento graduale e progressivo dei pazienti emicranici a seguito della sospensione della terapia con anticorpi anti-CGRP, pur in assenza di un costante ritorno ai valori baseline. Tali dati risultano sovrapponibili alla esperienza clinica dei centri Cefalee italiani in quanto appare chiaro il peggioramento clinico cui vanno incontro i pazienti emicranici nei mesi in cui il trattamento con anticorpi monoclonali anti-CGRP viene sospeso. Fonte Ufficio stampa SIN: GAS Communication

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Giornata Nazionale del Mal di Testa

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2021

Oggi si celebra la Giornata Nazionale del Mal di Testa, promossa dalle tre Società scientifiche di riferimento, SIN (Società Italiana di Neurologia), ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) e SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) che, a causa del protrarsi dell’emergenza Covid-19, anche quest’anno hanno organizzato una campagna di sensibilizzazione di carattere “social” rivolta ai pazienti dal titolo “ 1 minuto per il tuo mal di testa”. Saranno disponibili 30 video interventi di giovani neurologi SISC e ANIRCEF, della durata di un minuto ciascuno, in cui verranno trattati argomenti relativi all’emicrania, alla cefalea di tipo tensivo e alla cefalea a grappolo, definitivi sulla base delle domande che più frequentemente gli specialisti ricevono dai pazienti: dai sintomi ai fattori scatenanti, dalla prevenzione alle possibilità diagnostiche fino alle più recenti opportunità terapeutiche. Secondo dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cefalea, chiamata anche mal di testa, colpisce 1 persona su 2 con episodi che si verificano almeno una volta l’anno. La patologia riguarda anche le fasce più giovani della popolazione: oltre il 40% dei ragazzi è colpito da cefalea mentre 10 bambini su 100 soffrono di emicrania, una forma comune di cefalea primaria.“Nel nostro Paese sono 6 milioni le persone che soffrono di emicrania, ossia il 12% della popolazione – commenta il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della SIN – Si tratta di numeri importanti per i quali una diagnosi precoce può davvero cambiare la progressione della malattia, poiché evita importanti conseguenze quali la cronicizzazione del disturbo e l’abuso di farmaci. Iniziative come la Giornata del Mal di Testa servono proprio a informare il paziente – e i suoi familiari – per renderlo consapevole delle azioni da intraprendere per contrastare la malattia e non rimanerne schiacciato”.L’impatto sulla qualità della vita di patologie cefaliche è stato riconosciuto in Italia anche a livello istituzionale.“Nel luglio 2020 – afferma il Prof. Piero Barbanti, Presidente ANIRCEF – il Parlamento ha finalmente approvato la proposta di legge con la quale la cefalea primaria cronica è stata riconosciuta come malattia sociale: si tratta di casi di cefalea accertati da almeno un anno, il cui effetto invalidante venga diagnosticato da uno specialista del settore presso un centro accreditato. Il mal di testa, infatti, è una patologia dolorosa e disabilitante e l’emicrania, in particolare, è stata identificata dall’OMS come la malattia che causa maggiore disabilità nella fascia di età tra 20 e 50 anni, ossia nel momento della vita in cui siamo più produttivi”. Esistono due grandi categorie: le cefalee primarie sono disturbi a se stanti non legati ad altre patologie e sono le più frequenti, mentre le cefalee secondarie dipendono da altre patologie, come, ad esempio, cefalea da trauma cranico e/o cervicale, da disturbi vascolari cerebrali (come l’ictus), da patologie del cranio non vascolari (come tumori cerebrali, ipertensione o ipotensione liquorale). A loro volta, le cefalee primarie comprendono l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo, la cefalea a grappolo e si distinguono per la tipologia del dolore, l’intensità, la collocazione nella testa, la durata, la frequenza e gli altri sintomi concomitanti.

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“Gli anticorpi monoclonali: una svolta nel trattamento dell’emicrania”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Venerdì 21 maggio alle 17.30, l’Accademia di Medicina di Torino riprende le proprie sedute in presenza ed in condizioni di massima sicurezza, pur continuandone la trasmissione via web, organizzando una riunione scientifica on line dal titolo “Gli anticorpi monoclonali: una svolta nel trattamento dell’emicrania”. Introduce l’incontro Adriano Chiò, Professore Ordinario di Neurologia presso l’Università di Torino e socio dell’Accademia di Medicina. Il relatore sarà Innocenzo Rainero, Professore Ordinario di Neurologia presso l’Università di Torino. L’emicrania è una malattia ad elevata prevalenza che colpisce i pazienti nelle fasi più produttive della loro vita. Nonostante i significativi passi in avanti nella comprensione dei meccanismi fisiopatologici della malattia, la maggior parte dei farmaci attualmente utilizzati non sono stati studiati in modo specifico per l’emicrania. Diversi studi negli animali da esperimento e nell’uomo hanno dimostrato che il neuropeptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) svolge un ruolo fondamentale nei circuiti centrali e periferici dell’emicrania. Sono stati messi a punto, pertanto, farmaci che agiscono direttamente sul CGRP o sul suo recettore per il trattamento della malattia. Negli studi clinici randomizzati, questi nuovi farmaci hanno dimostrato una elevata efficacia con un eccellente profilo di sicurezza. Il trattamento a lungo termine con i monoclonali anti-CGRP non ha evidenziato effetti collaterali di rilievo. I primi studi nella pratica clinica di routine (“real-word”) hanno confermato i risultati degli studi randomizzati, suggerendo che gli approcci terapeutici che bloccano la trasmissione a CGRP hanno le potenzialità per aprire una nuova era nel trattamento di prevenzione dell’emicrania.Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it, sia collegandosi da remoto a http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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Emicrania, ansia e depressione in epoca Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Secondo un recente studio a distanza di sei mesi la maggioranza dei pazienti, che hanno contratto un’infezione da Covid-19, presentano ancora dei sintomi. Ansia o depressione sono state segnalati nel 23% dei malati. Si tratta di due problemi di salute strettamente collegati all’emicrania. Inoltre la pandemia e il lockdown stanno rendendo più difficile la vita degli oltre 2 milioni e mezzo d’italiani che soffrono di emicrania con aura. Si tratta di una forma di cefalee primaria caratterizzata da forte mal di testa preceduta da sintomi neurologici visivi, sensitivi e motori.Per questo il portale emicraniaconaura.it organizza una diretta Facebook per pazienti, caregiver e giornalisti. Discuteremo di questi problemi con il dott. Giorgio Dalla Volta (Presidente della SISC – Società Italiana Studio delle Cefalee regionale della Lombardia, Direttore del Centro Cefalee dell’Istituto Clinico Città di Brescia-Gruppo San Donato e Responsabile scientifico del portale). Sarà possibile rivolgere domande direttamente al relatore. L’evento è il primo di un ciclo di dirette Facebook, dedicate all’emicrania, che si terranno nelle prossime settimane. Durante ogni incontro on line saranno affrontati diversi aspetti legati ad una malattia in aumento nel nostro Paese ma ancora ampliamente sottovalutata.

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L’impegno della società per l’emicrania

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Novartis, in occasione dell’evento divulgativo virtuale “L’impegno della società per l’emicrania. A che punto siamo oggi?”, promosso dall’azienda e rivolto ad un target nazionale di specialisti nella cura dell’emicrania per una migliore divulgazione ed informazione sulla gestione delle persone che ne soffrono, ha ribadito il suo impegno in questa direzione attraverso servizi e iniziative digitali specifiche, messe in campo negli ultimi mesi.Alla luce dell’approvazione della legge sul riconoscimento dell’emicrania quale malattia sociale e della recente rimborsabilità di alcuni trattamenti specifici per la prevenzione dell’emicrania, gli anticorpi monoclonali anti-CGRP, la gestione del paziente emicranico diventa un elemento fondamentale ai fini della migliore regolamentazione a livello nazionale, in cui ricoprono un ruolo chiave le attività di disease awareness e dei referral, attraverso la telemedicina e strumenti di monitoraggio della patologia, in particolare app e piattaforme digitali.L’emergenza sanitaria, in particolare durante il lock-down, ha portato all’utilizzo di soluzioni di telemedicina che in molte realtà hanno costituito delle forme vincenti di gestione del paziente con emicrania, rispondendo in alcuni casi anche criticità legate alla capacity dei centri di riferimento e favorendo la condivisione di competenze. Tra gli strumenti di monitoraggio dell’emicrania oggi disponibili, che consentono di semplificare il rapporto tra paziente e medico e che agiscono in un’ottica di consapevolezza della malattia e di empowerment da parte del paziente stesso, vi è la piattaforma digitale NoEmi.

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Scienza e genere: prevenzione dell’emicrania

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

Si è tenuta la web conference dedicata dal titolo “SCIENZA E GENERE. PROSPETTIVE A UN ANNO DAL PIANO NAZIONALE DI MEDICINA DI GENERE” promossa dal Centro Studi Americani in collaborazione con Novartis, che ha visto la partecipazione delle Istituzioni, di esperti clinici e di rappresentanti delle aziende.Il Piano nazionale ha introdotto per la prima volta in medicina il concetto di genere al fine di garantire in modo omogeneo sul territorio nazionale la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale, a sostegno di un approccio basato sulla “centralità del paziente” e sulla “personalizzazione delle terapie”. Per l’avvio, la gestione e il monitoraggio del piano è stato recentemente istituito l’Osservatorio dedicato alla Medicina di Genere, che contribuirà alla piena attuazione delle quattro aree di intervento previste dalla legge: percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; ricerca e innovazione; formazione e aggiornamento professionale; comunicazione e informazione.Durante la conferenza la Sen. Paola Boldrini, vicepresidente dem in commissione Sanità e firmataria di uno dei DDL relativi al riconoscimento dell’emicrania come malattia sociale ha sottolineato l’importanza di un approccio di genere in medicina e la necessità di dare ulteriore forza al Piano Nazionale, anche alla luce dell’emergenza sanitaria di questi ultimi mesi: dai primi dati disaggregati per genere promossi dall’ISS è emerso come il virus si adatti per incidenza, letalità e virulenza alle differenze di uomini e donne. Il Prof. Piero Barbanti, Direttore dell’Unità per la Terapia e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’Istituto San Raffaele Pisana e tra i relatori dell’evento, ha riportato la propria esperienza nell’ambito della gestione dell’emicrania.“L’emicrania è una malattia neurologica che colpisce soprattutto le donne, in un rapporto di 3 a 1, e che influisce negativamente su affetti, relazioni, attività scolastica e lavorativa – ha dichiarato il Prof. Barbanti. – Oggi è finalmente disponibile la prima cura specifica per la prevenzione dell’emicrania: gli anticorpi monoclonali anti-CGRP, che possono ridurre del 50% gli attacchi nel 60-70% dei pazienti, del 75% in un paziente su tre e nel 5-10% dei pazienti portano ad un miglioramento del 100%. Inoltre, sono in arrivo nuove terapie per l’emicrania che interiorizzano la componente di genere già nella fase sperimentale e nell’analisi epidemiologica, rappresentando un importante passo avanti nella personalizzazione e potenziamento del percorso di cura dei pazienti.”L’emicrania rappresenta quindi un esempio concreto di applicazione della Medicina di genere a partire dalla fase di ricerca, fino ai servizi di cura e ai percorsi terapeutici e di prevenzione personalizzati.

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I nutraceutici sono sempre più utilizzati nel trattamento dell’emicrania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Lo sono anche per quella con aura dove il consueto mal di testa è accompagnato da sintomi neurologici reversibili come disturbi della visione, del linguaggio e difficoltà motorie. E’ quanto emerso oggi durante un Teaching Course che si svolge nella seconda giornata del 34° congresso nazionale della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC). “Ben il 12% degli italiani ha sofferto almeno una volta nella vita di emicrania – afferma il dott. Giorgio Dalla Volta, del Consiglio Direttivo Nazionale della SISC, Direttore del Centro Cefalee dell’Istituto Clinico Città di Brescia (Gruppo San Donato) -. E’ quindi una malattia molto diffusa ma che risulta ancora sottovalutata. Negli ultimi anni diversi studi scientifici hanno dimostrato come i nutraceutici siano una valida opzione terapeutica. Oltre ad essere efficaci sono solitamente ben accettati perché i pazienti li considerano trattamenti meno invasivi rispetto ai farmaci antiepilettici, beta bloccanti o antidepressivi. Inoltre non presentano effetti collaterali e questo favorisce l’aderenza terapeutica che è uno dei maggiori problemi che noi specialisti dobbiamo affrontare. Si calcola che solo il 13% dei malati prende effettivamente la cura preventiva contro l’emicrania indicata dal neurologo”. Per il trattamento dell’emicrania con aura la ricerca italiana ha messo a punto il nutraceutico Aurastop. Si tratta di un prodotto naturale basato su sostanze estratte da due piante più l’aggiunta del magnesio. “Da tre anni è l’unica cura specifica contro l’aura emicranica che abbiamo a nostra disposizione – aggiunge il dott. Dalla Volta -. Se assunta regolarmente può bloccare il fenomeno elettrico celebrale che è alla base dei sintomi. Può così far regredire i disturbi visivi o sensitivi in soli pochi minuti e viene utilizzato non solo per contrastare gli episodi acuti ma anche come terapia preventiva della malattia”. Il congresso nazionale SICS si svolge in forma virtuale e affronta a 360° il tema delle cefalee in ogni fascia d’età: dai casi pediatrici alle forme e nella terza età. “La patologia può colpire tutti anche se è più frequente tra le donne tra i 25 e i 55 anni – conclude il dott. Dalla Volta -. Dopo i 65 anni gli attacchi di emicrania proseguono anche se è molto raro che l’emicrania cronica insorga per la prima volta in età così avanzata. Nei pazienti non più giovanissimi il quadro è complicato solitamente dalla presenza di altre patologie, come per esempio il diabete o l’ipertensione, che richiedono la somministrazione di farmaci. Quindi può essere auspicabile l’aggiunta di un nutraceutico nella terapia contro il mal di testa”.

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Gli italiani non conoscono l’emicrania con aura

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

E’ una particolare forma di mal di testa preceduta da specifici sintomi neurologici come fenomeni visivi, disturbi sensitivi e del linguaggio, difficoltà motorie e momentanea perdita della visione. Il 42% dei nostri concittadini non ne hai mai sentito parlare. Il 22% ritiene, erroneamente, che sia un’emicrania tipica dell’adolescenza mentre per il 25% interessa sole le donne nei giorni del ciclo mestruale. Un italiano su tre è convinto che per prevenirla sia necessario non abitare in zone molto trafficate o inquinate. Si tratta di una patologia molto diffusa e che colpisce oltre 2.5 milioni di uomini e donne nel nostro Paese. Risulta poi in crescita e infatti negli ultimi mesi ben il 69% degli italiani dichiara di aver sofferto di forti mal di testa. Di questi il 53% sostiene che siano stati causati dal forte stress dovuto alla pandemia da Covid-19 e da problemi personali o di lavoro. I dati emergono da un sondaggio svolto su oltre 3.600 persone e sono illustrati oggi in una conferenza stampa on line. Nell’incontro virtuale viene presentato anche il nuovo portale http://www.emicraniaconaura.it realizzato grazie al contributo di Aesculapius Farmaceutici. “Vogliamo offrire la prima guida on line interamente dedicata ad una patologia di cui si parla ancora poco in Italia e sulla quale il livello di conoscenza è scarso – afferma il dott. Giorgio Dalla Volta, del Consiglio Direttivo Nazionale della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), Responsabile Scientifico del portale e Direttore del Centro Cefalee dell’Istituto Clinico Città di Brescia (Gruppo San Donato) -. Sarà costantemente aggiornata con notizie e consigli e gli utenti potranno rivolgere direttamente agli esperti le loro domande su sintomi, diagnosi e rimedi. L’emicrania non può e non deve essere sottovalutata. Chi è colpito, in particolare da aura emicranica, deve rivolgersi sempre il prima possibile ad un neurologo o a un centro cefalee”. Sul portale ampio spazio è dedicato alle cure disponibili per pazienti e specialisti. “Oggi grazie alla ricerca medica siamo riusciti a mettere a punto un trattamento efficace in grado di contrastarla – aggiunge la dott.ssa Lidia Savi, già Direttrice del Centro Cefalee della AOU Città della Salute e della Scienza di Torino -. Si tratta di un particolare nutraceutico realizzato in Italia e che si chiama Aurastop. Diversi studi scientifici hanno dimostrato come sia in grado di offrire numerosi benefici sia se assunto in acuto al primo comparire dell’aura che come prevenzione cioè come terapia assunta tutti i giorni per tre o più mesi”.
In Italia il 12% della popolazione ha avuto almeno una volta nella vita un attacco di emicrania. Interessa soprattutto le donne, si manifesta principalmente tra i 25 e i 55 anni ma può colpire a qualsiasi età. Si calcola che il 5% degli adolescenti residenti nella Penisola soffre di emicrania con aura. “Non è un piccolo disturbo passeggero bensì una grave malattia spesso invalidante – prosegue la dott.ssa Savi -. Lo stress rimane la causa principale e infatti questi mesi, caratterizzati dalla pandemia e dal lockdown, sono stati particolarmente difficili per i nostri pazienti. E’ possibile contrastarla intervenendo anche su fattori modificabili come gli stili di vita. Solo il 53% degli italiani sa che il fumo di sigaretta ne favorisce l’insorgenza e quattro su dieci sono convinti che sia efficace limitare l’attività fisica. Al contrario lo sport, la cessazione del tabagismo e una dieta sana ed equilibrata possono combattere la malattia”. “Anche le alterazioni ritmo sonno-veglia o privazione del sonno influiscono sulla comparsa della patologia come giustamente sostiene l’oltre 40% degli intervistati – conclude il dott. Dalla Volta -. Possono influire inoltre la febbre, i lunghi viaggi soprattutto in aereo, influenza stagionale o altre patologie così come la familiarità. Rispetto alla popolazione generale i parenti di primo grado di pazienti emicranici hanno un rischio 1,4 volte più elevato di svilupparla. Sono quindi una categoria di persone da tenere sotto controllo e per le quali bisogna intervenire il prima possibile. I nutraceutici sono davvero un’arma in più in nostro possesso che di solito vengono ben accettati dai pazienti perché percepiti come cure più leggere e meno invasive rispetto a farmaci biologici, antiepilettici o antidepressivi”.

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Studio italiano sull’emicrania ha vinto il Wolff Award

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Uno studio italiano rivela i meccanismi che sottendono il fenomeno dell’allodinia cutanea nei pazienti emicranici e si aggiudica il “Wolff Award”, il più importante Premio Internazionale alla ricerca nell’ambito delle cefalee, che viene conferito per la prima volta al gruppo italiano della Società Italiana di Neurologia, da parte della Società Americana delle Cefalee. La ricerca è stata condotta dal Centro Cefalee della I Clinica Neurologica dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dal Centro Alti Studi di Risonanza Magnetica diretti dal professore Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia.Grazie alla scoperta del gruppo di neurologi campani è stato dimostrato che il sintomo dell’allodinia può essere previsto anche con tre anni di anticipo. Infatti, prima ancora che si sviluppi, i pazienti emicranici mostrano nel loro cervello delle anomalie in alcuni circuiti cerebrali che emergono attraverso la risonanza magnetica funzionale, così definita perché permette di studiare non solo la “forma” del cervello ma anche il suo “funzionamento”.
“L’allodinia – spiega il Prof. Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia – è quella sensazione dolorosa che porta il paziente con attacco di emicrania ad avvertire dolore anche per stimoli innocui, come pettinarsi, indossare gli occhiali, gli orecchini o la cravatta, toccarsi il volto o tenere i capelli legati. Dal punto di vista clinico, si tratta di un sintomo legato ad un peggiore andamento dell’emicrania, nel senso che la patologia tenderà alla cronicizzazione” L’emicrania è una patologia che presenta, purtroppo, non solo il sintomo del dolore del capo ma comprende anche un corteo di sintomi di accompagnamento come nausea, vomito, fastidio per la luce, per i rumori, per gli odori e l’allodinia che, quando presente, ha una funzione prognostica, segnalando un peggiore andamento dell’emicrania che tenderà alla cronicizzazione.I dati dello studio sono stati presentati nel corso della cerimonia di apertura del Congresso Internazionale della “International Headache Society” che si sarebbe dovuto svolgere a San Diego, ma che, causa pandemia da Covid-19, si è tenuto nei giorni scorsi in modalità virtuale ed a cui hanno partecipato i principali esperti mondiali in tema di cefalee.Per il momento, questo tipo di analisi avanzate sono possibili solo in pochissimi centri nei quali coesistono competenze sia nel campo dell’emicrania che dell’imaging avanzato; quindi non è quindi ancora possibile identificare su larga scala i pazienti destinati ad un peggiore andamento della loro emicrania con diversi anni di anticipo, ma l’identificazione di una alterazione dei circuiti cerebrali che sottende alla cronicizzazione del dolore, ha una enorme importanza per la comprensione dei meccanismi intrinseci del dolore. E questo potrebbe riguardare anche altri tipi di dolore oltre a quello dell’emicrania.
Il Wolff Award è un riconoscimento ambitissimo da tutti i ricercatori nel campo delle cefalee che si aggiunge al Premio Europeo Greppi conferito nel 2019 e testimonia ancora una volta la bontà del filone di ricerca dell’Università Campana e del lavoro dei ricercatori Antonio Russo, Alessandro Tessitore, Marcello Silvestro e Gioacchino Tedeschi

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Emicrania con aura

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

E’ una forma di mal di testa che si manifesta con forti attacchi preceduti da disturbi visivi, sensitivi e a volte da disturbi dell’eloquio, raramente motori e quasi sempre seguiti da forte dolore che può accompagnarsi a nausea e talvolta vomito. Si tratta dell’emicrania con aura e interessa oltre 1 milione e 700 mila italiani d’ogni fascia d’età. Questo grave problema di salute risulta in forte crescita nel nostro Paese. “L’aura associata all’emicrania colpisce oltre il 25% dei pazienti che soffrono di cefalea ma finora ha ricevuto scarsa attenzione negli studi clinici – sottolinea il dott. Giorgio Dalla Volta, del Consiglio Direttivo Nazionale della Societa’ Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) e Direttore del Centro Cefalee dell’Istituto Clinico Città di Brescia (Gruppo San Donato) -. Non esistono al momento altre molecole dedicate alla possibilità di modulare e gestire questo disturbo. E’un fenomeno elettrico che coinvolge alcune aree della corteccia cerebrale e non deve essere sottovalutato. L’emicrania con aura è estremamente invalidante perché impedisce al paziente di guidare o lavorare durante la perdita della vista e spaventa il paziente che teme ogni volta che possa essere un evento ischemico, essendo i sui sintomi sovrapponibili a quelli dell’ictus. La frequenza di solito è di poche crisi all’anno ma puo’ comparire anche piu’ volte alla settimana e recidivare per piu’ giorni consecutivi”. Uno studio italiano, recentemente pubblicato su Pain Research and Management, ha dimostrato l’efficacia di Aurastop. E’ un nutraceutico, oggetto anche di altri studi sulla prevenzione dell’emicrania, formato dagli estratti di due piante erbacee (il Partenio e la Griffonia) con l’aggiunta di magnesio, un minerale che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso. La ricerca ha valutato gli effetti di questo prodotto naturale confrontandolo con un gruppo di pazienti trattati con solo magnesio. “Aurastop ha ridotto di oltre il 50% la durata degli episodi di attacchi di aura – prosegue Dalla Volta -. Anche la disabilità legata al disturbo è risultata dimezzata e nel 35% degli attacchi non c’è stato bisogno di assumere farmaci analgesici. Risultati ottimi e migliori rispetto a quelli ottenuti con la semplice assunzione di magnesio. Infatti nei pazienti trattati con magnesio solo il 14% ha riscontrato una diminuzione dell’aura e nella quasi totalità dei casi si è reso necessario dover prendere ulteriori medicinali antidolorifici”. Lo studio ha chiaramente evidenziato come il beneficio clinico sia attribuibile all’azione sinergica dei tre componenti rispetto alle singole molecole. “Aurastop per essere efficace deve essere assunto ai primi sintomi del disturbo visivo – aggiunge il dott. Dalla Volta -. Somministrato nella fase acuta riduce la durata e la disabilità della spiacevole esperienza dell’aura. E diminuisce anche l’evenienza dell’attacco doloroso che quasi sempre si presenta in seguito. Inoltre agisce positivamente anche sulla prevenzione dell’emicrania, sia con aura che senza aura, se viene assunto due volte al giorno per tre o più mesi. L’aura emicranica e l’emicrania sono una seria patologia che impatta fortemente sulla salute di oltre 7 milioni di cittadini solo nel nostro Paese. Si calcola che in Italia, i costi diretti e indiretti generati dal disturbo neurologico siano più di 6 miliardi di euro ogni anno. Ciò è dovuto al fatto che si manifesta soprattutto tra i 25 e i 55 anni e quindi nel periodo della vita di maggiore produttività”. “La nutraceutica rappresenta una preziosa risorsa e merita di essere maggiormente studiata e presa in considerazione per il trattamento di malattie a grande diffusione – aggiunge la dott.ssa Lidia Savi, già Direttrice del Centro Cefalee della AOU Città della Salute e della Scienza di Torino -. Nel caso delle cefalee possiamo ricorrere all’uso di nutraceutici sia per i casi più lievi, in cui in genere sono l’unica terapia di profilassi, che per le forme più gravi che necessitano di terapie prolungate, in cui vengono più facilmente associati a terapie farmacologiche potenziandone l’effetto. Non sono percepiti come veri farmaci e ciò fa sentire il paziente meno “malato”. Inoltre non presentano effetti collaterali e quindi favoriscono una corretta aderenza terapeutica”.

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Acido acetilsalicilico per l’emicrania

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

L’uso di aspirina ad alte dosi per il trattamento dell’emicrania acuta e dell’aspirina a basso dosaggio per la prevenzione di attacchi ricorrenti è supportato dalle prove, secondo una revisione della letteratura pubblicata sull’American Journal of Medicine. «Gli attacchi di emicrania sono tra le patologie più comuni e più potenzialmente disabilitanti che i medici di base si trovano ad affrontare» afferma Bianca Biglione, del Charles E. Schmidt College of Medicine della Florida Atlantic University a Boca Raton, prima autrice dello studio.
«Per il trattamento dell’emicrania acuta e per la prevenzione di attacchi ricorrenti vi sono farmaci di provato beneficio, ma questi possono non essere utilizzabili dai pazienti senza assicurazione sanitaria o che devono integrare i pagamenti in maniera consistente, oppure possono essere scarsamente tollerati o anche controindicati» aggiunge.I ricercatori hanno esaminato le prove esistenti sull’uso dell’aspirina nel trattamento dell’emicrania acuta e nella prevenzione degli attacchi ricorrenti, giungendo alla conclusione che l’aspirina ad alte dosi (da 900 a 1.300 mg) assunta all’insorgenza dei sintomi è efficace e sicura per gestire l’emicrania acuta. Inoltre, una somministrazione quotidiana di aspirina a basso dosaggio (da 81 a 325 mg) può essere efficace e sicura per prevenire il mal di testa ricorrente.«Circa un paziente su 10 in ambito di cure primarie presenta mal di testa, e in tre casi su quattro si tratta di emicrania. L’aspirina è un medicinale prontamente disponibile senza prescrizione medica, è economico e, in base alla nostra revisione, ha dimostrato di essere efficace in molti pazienti con emicrania rispetto ad altre terapie alternative costose» concludono gli autori.
In un editoriale di accompagnamento, Joseph Alpert, della University of Arizona a Tucson, suggerisce che i medici tentino sempre questo regime di aspirina ad alta dose come terapia iniziale per il controllo dell’emicrania. Se l’aspirina funziona eliminando o migliorando il mal di testa, dovrebbero iniziare una terapia profilattica con lo stesso farmaco per vedere di riuscire a prevenirlo.
«Questo porterebbe a meno disabilità e perdite di giornate lavorative, problemi comuni negli Stati Uniti e nel resto del mondo» conclude l’editorialista. (fonte: farmacista33)

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Salute: emicrania, le donne ne soffrono di più, ma si curano di meno

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Quasi l’80% dei pazienti che soffrono di emicrania è costituito da donne, il 18,3% da uomini. L’esordio della malattia si registra in media a 21,4 anni di età per le donne contro i 26,1 anni degli uomini. La patologia si manifesta in maniera precoce, cioè prima dei 18 anni, per il 42,1% delle pazienti donne, rispetto al 26% degli emicranici uomini. È quanto emerge dalla ricerca «Vivere con l’emicrania» realizzata dal Censis con la sponsorizzazione di Eli Lilly, Novartis e Teva. Grazie alla collaborazione delle Società scientifiche che si occupano di emicrania e cefalea a grappolo e delle Associazioni dei pazienti è stato possibile interpellare un campione di 695 pazienti dai 18 ai 65 anni con diagnosi di emicrania ed è stato realizzato anche un focus sui pazienti colpiti da cefalea a grappolo, una forma non frequente di cefalea primaria particolarmente dolorosa.Le donne si trascurano e dilatano i tempi della diagnosi. L’emicrania è una patologia che tende ad essere trascurata e riconosciuta con ritardo. Il 58,9% dei pazienti si rivolge al medico entro un anno dalla comparsa dei primi sintomi (il 55,9% delle donne contro il 73,2% degli uomini), ma il 20,7% aspetta più di cinque anni. Sono le femmine a indugiare di più (il 23,3% contro il 9,4% dei maschi). Il tempo medio per arrivare a una diagnosi è di 7,1 anni: 7,8 anni per le donne, solo 4,1 anni per gli uomini. La patologia rimane quindi in molti casi non diagnosticata per molto tempo: il 28,1% dei pazienti ha avuto la diagnosi entro un anno dai primi sintomi, il 30,5% ha dovuto aspettare tra due e cinque anni, il 23,4% più di dieci anni.Una patologia dolorosa e penalizzante. La malattia appare più debilitante per le donne colpite, che definiscono «scadente» il proprio stato di salute nel 34,1% dei casi (contro il 15% degli uomini). Il 36,3% delle donne colpite soffre di emicrania cronica, cioè con più di 14 giornate di emicrania al mese (per gli uomini il dato scende al 29,9%). E il 47,9% delle donne soffre contemporaneamente di altre patologie (contro il 33,9% degli uomini). La durata media per singolo attacco, se non debitamente trattato, nel 46% dei casi è pari a 24-48 ore e nel 34% dura più di 48 ore. Sono le donne a lamentare gli attacchi più lunghi, con il 39,2% che soffre di attacchi che superano le 48 ore contro l’11,8% degli uomini. Si tratta di una patologia che impatta fortemente sulle attività quotidiane, in misura maggiore per le pazienti femmine. L’aspetto più penalizzante è considerato il dolore (per l’81,7% delle donne e il 72,4% degli uomini), seguito da stanchezza ed energie ridotte (rispettivamente per il 50,3% e il 44,1%). Sempre le femmine lamentano una riduzione delle attività sociali in misura maggiore rispetto ai maschi (il 42,9% contro il 21,3%) e a causa del mal di testa hanno più problemi di vario tipo: sul lavoro, il 39,7% delle donne, nello svolgimento dei propri compiti familiari e domestici, il 36,3%, ad occuparsi dei figli, il 18,7% (contro rispettivamente il 26,8%, il 18,1% e il 7,9% degli uomini). Il condizionamento esistenziale può essere ancora più penalizzante per coloro i cui sintomi si manifestano più precocemente: il tempo medio per arrivare a una diagnosi in questi casi è in media di 11,5 anni. Inoltre, chi ha avuto un esordio precoce (cioè prima dei 17 anni) descrive in misura maggiore un impatto negativo sul lavoro (il 43,9%, contro il 27,6% di chi aveva oltre 30 anni). Lo stesso vale per l’impatto negativo sulle attività sociali, citato dal 42,8% dei primi contro il 32,7% dei secondi.Questi sono i principali risultati contenuti nel volume «Vivere con l’emicrania», presentato oggi a Roma da Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e salute del Censis, e discusso da Paola Boldrini, Membro della 12ª Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, Maria Teresa Bressi, Coordinamento nazionale Associazioni malati cronici di Cittadinanza Attiva, Gianluca Coppola, Neurologo Ricercatore dell’Università Sapienza di Roma, Cherubino Di Lorenzo, Neurologo Centro Irccs-Fondazione Don Gnocchi, Alessandro Giua, Vice Presidente di Ouch Italia, Lara Merighi, Coordinatrice Al.Ce. Group Italia, Maria Rizzotti, Membro della 12ª Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, Pierpaolo Sileri, Viceministro del Ministero della Salute.

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L’emicrania: una patologia sottovalutata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Chi soffre di emicrania (il 12% della popolazione mondiale, secondo l’OMS) vive male per i sintomi a volte invalidanti e anche per il mancato riconoscimento sociale. In Italia sono almeno 7 milioni gli emicranici, la gran parte sottodiagnosticati e mal curati. I media parlano poco di questa patologia e il web amplifica notizie negative e diffonde bufale. Il Corso di Formazione Professionale “Non è solo un mal di testa. Il caso emicrania. Tra sottovalutazione e fake news”, promosso dal Master SGP ‘La Scienza nella Pratica Giornalistica’ della Sapienza Università di Roma con il contributo non condizionante di Lilly, accende i riflettori su questa drammatica malattia.L’Italia è leader nella ricerca sull’emicrania: adesso una svolta per i pazienti con l’arrivo di una classe di farmaci, gli anticorpi monoclonali anti-CGRP, selettivi e specifici per la prevenzione dell’attacco cefalalgico acuto.

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Casi di bambini e adolescenti colpiti da emicrania con aura

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

La scuola è iniziata da pochi mesi ma già insegnanti e genitori registrano casi di bambini e adolescenti colpiti da emicrania con aura. Questa particolare forma della malattia presenta sintomi come disturbi della vista, formicolii, difficoltà motorie e di linguaggio. Colpisce oltre il 5% dei giovanissimi italiani e ne rende difficile la vita quotidiana, in particolare quella scolastica, limita l’apprendimento oltre ad essere responsabile di molte assenze. “Il mal di testa non è solo un problema dell’adulto – afferma il prof. Cristiano Termine, docente di Neuropsichiatria Infantile dell’Università dell’Insubria -. La patologia si manifesta con attacchi dolorosi, spesso bilaterali e più brevi. Nel periodo che va da settembre a giugno i nostri ambulatori e studi si affollano di piccoli pazienti che non riescono più a svolgere le normali mansioni scolastiche a causa del dolore. Spesso siamo costretti ad intervenire in ritardo perché i genitori si rivolgono allo specialista solo quando la patologia non permette più di studiare con serenità. Invitiamo quindi tutti a non sottovalutare il disturbo e a rivolgersi tempestivamente ad un medico in caso di ripetuta comparsa dei sintomi”. Per trovare un rimedio efficace e privo di effetti collaterali è stato condotto uno studio in cinque centri italiani (La Sapienza Sant’Andrea di Roma, Ospedale Gaslini di Genova, Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, Ospedale Businco di Cagliari e l’Ospedale Universitario di Sassari). E’ stato utilizzato per 16 settimane un prodotto naturale combinando tre diverse sostanze: due piante, la griffonia (o fagiolo africano), il partenio (una pianta molto diffusa in Italia) più magnesio, chiamato Aurastop. “E’ una cura che ha una dimostrata sicurezza e soprattutto non presenta effetti collaterali rilevanti – aggiunge l’esperto -. Il trattamento con il prodotto ha dimostrato di ridurre del 50% il numero di episodi di mal di testa. Il nutraceutico deve essere assunto, per avere un effetto terapeutico, due volte al giorno. In particolare riscontriamo come i genitori siano più propensi e contenti di utilizzare un nutraceutico rispetto ad un farmaco tradizionale il quale va somministrato per molti mesi. Viene quindi considerato come una cura più leggera e meno invasiva. Questo favorisce l’aderenza alla terapia che rappresenta un grande problema quando bisogna trattare il mal di testa. Spesso, infatti, questo disturbo non viene considerato come una vera e propria malattia”. L’emicrania risulta in forte crescita in tutti i Paesi Occidentali e questo fenomeno interessa anche i giovanissimi. “I primi episodi si registrano sempre prima in quanto l’adolescenza è più precoce rispetto al passato – conclude il prof. Termine -. Diagnostichiamo emicrania con aura anche in bambini di 11 o 12 anni. Lo sviluppo precoce sta determinando un aumento dell’incidenza della malattia. Prima della pubertà colpisce in egual misura sia i maschi che le femmine. Dopo la comparsa del menarca le più interessate sono invece le giovanissime. Per questo è importante avere a disposizione diverse opzioni terapeutiche. Prodotti sicuri e di origine alimentare come Aurastop rappresentano quindi un’interessante alternativa. Le sue grandi potenzialità devono essere approfondite con ulteriori studi clinici”.

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Teva online con una campagna di sensibilizzazione sull’emicrania

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Tre donne, tre storie, una patologia e un claim: “ll diritto di passare in testa”. È questo il concept della campagna promossa da Teva Italia che ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’emicrania, una malattia neurologica che può essere davvero invalidante per chi ne è colpito in maniera grave. La campagna è partita a Bologna, in occasione del congresso della SIN – Società Italiana di Neurologia.Tre video raccontano le storie, o meglio, le non-storie di chi, a causa dell’emicrania, non ha potuto raggiungere importanti obiettivi nella vita: diventare la prima donna chef stellata, la prima presidente della Repubblica o la prima giocatrice di calcio a sollevare la Coppa del Mondo. Perché l’emicrania, a differenza di quanto comunemente si crede, è una patologia che può condizionare la vita lavorativa, familiare e il tempo libero. Sono storie di donne perché proprio le donne ne sono maggiormente colpite: in un rapporto 3 a 1. La campagna è stata realizzata in collaborazione con l’agenzia di Comunicazione Value Relations.“Informare e sensibilizzare quante più persone possibili sull’emicrania è il principale obiettivo della nostra campagna – ha dichiarato Roberta Bonardi, Senior Director Business Unit Innovative Teva Italia e GM Grecia. – Siamo partiti dall’ascolto delle persone con emicrania e da chi gli sta intorno. Per esempio, secondo l’ultima ricerca Censis, il tempo medio per arrivare alla diagnosi è di 7 anni e per il 90% di chi ne soffre l’emicrania è socialmente sottovalutata tanto da scuotere anche le fondamenta personali e familiari più resistenti. Una corretta informazione e formazione è dunque la chiave per agire e modificare il paradigma secondo il quale l’emicrania è “un semplice mal di testa”.“Volevamo una campagna di sensibilizzazione sull’emicrania con un punto nuovo e originale, che riuscisse finalmente a far luce sugli effetti ancora troppo spesso sottovalutati o sconosciuti. – Ha aggiunto Debora Orrico, Associate Director External & Corporate Communication di Teva Italia. – Per la sua diffusione ci siamo concentrati soprattutto sui canali digitali perché ci permettono l’interazione diretta con le persone che sono interessate al tema e che possono coinvolgere e interessare a loro volta altre persone. A oggi sono infatti oltre 35 milioni gli italiani attivi sulle piattaforme social, 31 milioni da mobile e il tempo speso “online”, su base quotidiana, è di poco inferiore alle 2 ore.” (Fonte we are social 2019)www.tevaitalia.it

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Chirurgia mini-invasiva per emicrania e cefalee

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Edoardo Raposio, docente di Chirurgia plastica all’Università di Parma, ha presentato nei giorni scorsi a Bologna, al 10° congresso della World Society for Reconstructive Microsurgery, le ricerche condotte a Parma sulla chirurgia mini-invasiva per emicranie e cefalee. Il prof. Raposio è stato moderatore e relatore (unico italiano) della sessione internazionale dedicata alla terapia chirurgica delle emicranie e cefalee muscolo-tensive, e ha potuto presentare alla platea (nel complesso quasi 1.500 chirurghi plastici e microchirurghi provenienti da università italiane e straniere) l’esperienza e il nuovo approccio terapeutico del gruppo di Parma, fondato sulla liberazione mini-invasiva di alcuni nervi la cui irritazione causa l’insorgenza degli attacchi.Recenti teorie relative alla patogenesi dell’emicrania e delle cefalee muscolo-tensive hanno infatti ipotizzato che queste, in molti casi, siano correlate a un meccanismo di ipereccitabilità e infiammazione neuronale dovuto alla compressione di alcuni nervi periferici cranio-facciali da parte di strutture vascolari o muscolari vicine, e che questi “trigger points”, o “punti scatenanti”, possano essere eliminati con la chirurgia mini-invasiva.Ecco dunque il nuovo approccio terapeutico illustrato dal prof. Raposio: un approccio che consiste nella legatura (in anestesia locale) di uno o più piccoli vasi sanguigni (senza alcuna conseguenza negativa) dello scalpo. Questi vasi, irritando i nervi vicini, vanno a scatenare gli attacchi di cefalea o emicrania, ottenendo un risultato positivo in oltre il 90% dei pazienti trattati.Queste ricerche sono state illustrate, sempre dal prof. Raposio, il mese scorso al Congresso annuale della Società Giapponese di Chirurgia Plastica (a Sapporo) e al Congresso annuale della Società Europea di Chirurgia Plastica (a Helsinki), suscitando un grande interesse.

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Emicrania con Aura: Un prodotto nutraceutico dimezza le crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

I nutraceutici, cioè quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute, sono sempre più utilizzati per la prevenzione e il trattamento di molte condizioni e patologie. Un prodotto a base di Partenio, 5idrossi-triptofano derivato dalla Griffonia e Magnesio, si è rivelato efficace per prevenire le crisi di aura emicranica e contrastare la cefalea che quasi sempre la segue. L’aura emicranica si manifesta con fenomeni visivi (flash, scotomi, offuscamento della vista), formicolii, e a volte difficoltà nel trovare le parole (afasia). Questi sintomi possono durare da pochi minuti fino a un’ora o più e lasciare una forte sensazione di disagio e spossatezza anche nelle 24 ore successive. Gli specialisti e i pazienti hanno oggi a disposizione un nutraceutico che si è dimostrato estremamente efficace nel ridurre la frequenza, l’intensità e la durata degli episodi non solo dell’aura ma anche dell’emicrania che ne segue. All’utilizzo dei nuovi nutraceutici nella cura di questi disturbi neurologici è dedicata una speciale sessione del IX Congresso Nazione della SINuT (Società Italiana di Nutraceutica)
“L’utilizzo del prodotto (Aurastop) determina una drastica riduzione degli episodi di aura nella quasi totalità dei casi – afferma il dott. Giorgio Dalla Volta, del Comitato Direttivo della Societa’ Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), Direttore del Centro Cefalee della Clinica Città di Brescia e relatore della sessione dell’evento bolognese -. La durata dell’aura è ridotta di più del 50% mentre il grado di disabilità è stato ridotto addirittura a un terzo. Quando si manifesta, l’aura è davvero un evento traumatico e scioccante. I pazienti, nei casi più eclatanti, sono convinti di essere colpiti da un ictus o da una altra grave malattia cerebro-vascolare. E questa percezione errata avviene nonostante il disturbo si ripresenti più volte nel corso dell’anno, a volte anche solo a distanza di pochi giorni. Il trattamento con il nutraceutico è privo di controindicazioni ed effetti collaterali e può così ridare una buona qualità di vita a chi lo assume”. “Dobbiamo ricordare che ad oggi non esiste nessuna molecola in commercio che sia stata progettata per bloccare l’aura. Fino ad ora noi clinici non avevamo presidi specifici per trattarla e potevamo solo contrastare la crisi alla comparsa dell’eventuale dolore emicranico con la somministrazione di farmaci analgesici o triptani. Adesso grazie a questo nutraceutico possiamo bloccare all’inizio l’insorgenza dell’aura e la conseguente crisi elettrica che avviene a livello celebrale. Possiamo inoltre evitare, ad un paziente su tre, la comparsa del dolore successivo e a chi compare ridurne l’intensità e rendere più efficace l’eventuale ricorso all’analgesico abituale, come evidenziano i risultati dello studio”. “Al Partenio, 5-HTP da Griffonia e Magnesio, è stata riconosciuta dalle Società Scientifiche italiane ed internazionali un’efficacia clinica nella prevenzione dell’emicrania” aggiunge Dalla Volta.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito l’emicrania fra le dieci malattie più disabilitanti. “E’ una patologia sociale che non può essere sottovaluta – conclude Dalla Volta -. In Italia circa 7 milioni di persone soffrono di emicrania e circa un paziente su quattro di questi sviluppa un’emicrania con aura e questo disturbo può diventare molto frequente e comparire anche più volte alla settimana. Occorre che la ricerca prosegua nella messa a punto di nuove soluzioni terapeutiche che rispondano in primis alla richiesta dei pazienti e cioè che siano molecole efficaci ma ben tollerate e i nutraceutici rispondono perfettamente a questo bisogno. Bambini o pazienti anziani, che assumono già tante altre medicine, possono utilizzare con tranquillità queste molecole naturali con beneficio evitando di ricorrere ad altri farmaci. Serve però fare chiarezza in questo variegato mondo dei nutraceutici e questo compito deve essere affidato alle Società Scientifiche che devono, attraverso le linee guida, indicare quali prodotti sono affidabili e quali no per il bene dei pazienti.”

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Emicrania episodica

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

I pazienti con emicrania episodica che hanno provato e fallito da due a quattro precedenti trattamenti preventivi, trattati con erenumab, una terapia mirata anti-Cgrp, hanno presentato in più del doppio dei casi una riduzione del 50% o più, del numero di giorni di emicrania. Sono alcuni dei dati dello studio Liberty pubblicato su Lancet. Lo annuncia una nota di Novartis in cui si sottolinea che i pazienti trattati con erenumab “hanno presentato un miglioramento significativo in tutti gli endpoint primari e secondari dello studio”. Erenumab, spiega l’azienda, è stato specificamente sviluppato per prevenire l’emicrania, mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP-R), il quale svolge un ruolo critico nella malattia.I dati dello studio dimostrano che, rispetto al placebo, dal basale all’ultimo mese di terapia (settimane 9-12): l’endpoint primario ha dimostrato che i pazienti trattati con erenumab hanno presentato in più del doppio dei casi una riduzione del 50% o più del numero di giorni di emicrania (30% vs 14%), i pazienti trattati con erenumab hanno presentato, in quasi il triplo dei casi, una riduzione di almeno il 75% dei giorni di emicrania (12% vs 4%); il 6% dei pazienti trattati con erenumab è risultato completamente libero da episodi di emicrania (numero di giorni di emicrania ridotto del 100%), rispetto a nessun paziente con placebo. Inoltre, i pazienti trattati con erenumab hanno riscontrato una sostanziale riduzione del numero di giorni mensili di emicrania (MMD, monthly migraine das) (1,8 MMD in meno vs 0,2), hanno sperimentato riduzioni significative del numero di giorni mensili di utilizzo dei farmaci per il trattamento acuto dell’emicrania (riduzione di 1,3 giorni vs aumento di 0,5). Nel complesso, la tollerabilità e la sicurezza sono state simili a quelle del placebo. «Questi risultati forniscono un’autentica speranza ai pazienti che da anni convivono con il dolore e la disabilità dell’emicrania mentre passano ripetutamente da un’opzione terapeutica all’altra, a causa della mancanza di efficacia o dell’insorgenza di effetti indesiderati intollerabili – afferma Uwe Reuter, Managing medical director presso la Charité Universitätsmedizin. I dati, commenta Danny Bar-Zohar, global head of Neuroscience Development presso Novartis Pharmaceuticals, «confermano erenumab come un’opzione terapeutica preventiva sicura ed efficace per i pazienti di tutto lo spettro dell’emicrania, compresi quelli che soffrono di forme particolarmente difficili da trattare. Questi pazienti meritano un’opzione di trattamento preventivo che permetta loro di essere maggiormente presenti sul lavoro, a casa e con gli amici. Con erenumab stiamo aprendo una nuova strada, mentre ridisegniamo la cura di questi pazienti emicranici che finora non sono riusciti a trovare terapie preventive efficaci». (fonte doctor33)

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Giornata Nazionale del Mal di Testa

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2016

emicraniaIl Mal di Testa nell’adulto può assumere circa 200 diverse forme racchiuse in due grandi categorie, cefalee primarie e cefalee secondarie. Tra le primarie la più diffusa è l’emicrania che rappresenta la terza malattia in termini di prevalenza e la sesta causa di disabilità al mondo. In Italia ne soffrono 7,2 milioni di persone, il 12% della popolazione in generale e ben il 18% di quella femminile.In occasione della Giornata Mondiale del Mal di Testa in programma per domani 14 maggio, la Società Italiana di Neurologia fa il punto della situazione sulle terapie per la cura di questi disturbi che spesso condizionano la vita di chi ne soffre.Negli ultimi anni la ricerca scientifica neurologica è molto impegnata sia per comprendere la patogenesi dell’emicrania sia per individuare le strategie più idonee non solo terapeutiche ma anche preventive.“Dal punto di vista patogenetico – afferma il Prof. Pietro Cortelli, Professore Ordinario di Neurologia e Direttore Scuola di specialità di Neurologia DIBINEM, Alma Mater Studiorum Università di Bologna IRCCS-ISNB – nel corso degli ultimi anni un numero crescente di studi con neuro-immagini svolte dal gruppo del Prof. Gioacchino Tedeschi dell’Università di Napoli, ha permesso una più approfondita conoscenza dei meccanismi di base delle cefalee ed in particolare dell’emicrania, identificando le regioni cerebrali coinvolte nel trasmettere l’insorgenza del dolore emicranico e dei sintomi associati. Da questi studi, infatti, è emerso che meccanismi di modulazione cerebrale modifichino l’ipersensibilità visiva, olfattiva e al dolore nei pazienti emicranici. Dal punto di vista terapeutico – prosegue il Prof. Cortelli – uno studio internazionale, a cui partecipa anche l’Italia, ha dato ottimi risultati sulla possibilità di prevenire gli attacchi di emicrania attraverso la somministrazione mensile di una terapia in grado di ridurre il numero di attacchi. Si tratta degli anticorpi contro il CGRP1, il recettore che ha assunto un ruolo chiave nell’insorgenza dell’emicrania”.Inoltre, tra i trattamenti non invasivi una nota di merito va alla neuro stimolazione esterna. Uno studio in doppio cieco indica l’efficacia e l’assenza di eventi avversi gravi e pericolosi per le tre modalità di neuro stimolazione non invasiva: stimolatore transcutaneo sopraorbitario, stimolazione magnetica transcranica e stimolatore esterno del nervo vago. Tra questi, la stimolazione del nervo vago è stata usata non solo nel trattamento acuto e preventivo dell’emicrania ma anche in quello della cefalea a grappolo.

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Emicrania: Un male da morire

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

emicraniaCi sono patologie che causano dolori talmente intensi da far desiderare chi ne è affetto di non voler più vivere: un “male da morire” così forte, da non essere un semplice modo di dire ma un’insostenibile condizione psico-fisica, tra l’altro scientificamente provata.
Chi soffre di emicrania è a rischio suicidio. È la sconcertante evidenza emersa recentemente dallo studio “Suicide risk in patients with migraine and comorbid fibromyalgia” (Liu HY, Fuh JL, Lin YY, Chen WT, Wang SJ. Neurology) pubblicato ad agosto sulla prestigiosa rivista “Neurology”, organo dell’American Academy of Neurology. Secondo gli studiosi di Taiwan infatti la tendenza al suicidio sarebbe molto più elevata nei soggetti emicranici: ben 1 soggetto su 9, equivalente all’11% degli emicranici cronici, ha infatti tentato almeno una volta il suicidio nella propria vita.Tale inclinazione appare ancora più preoccupante nei pazienti colpiti, oltre che da mal di testa, anche dalla cosiddetta “fibromialgia”, una condizione caratterizzata da dolori muscoloscheletrici diffusi, insonnia e depressione, la cui concomitanza con percentuale che balza al 17.6% (cioè 1 su 6). Terza malattia più diffusa del genere umano, l’emicrania è una malattia a tutti gli effetti invalidante al punto tale che come detto nei casi più disperati può causare istinti suicidi. «Le cause – dichiara il Prof. Piero Barbanti, Direttore Centro Cefalee IRCCS San Raffaele Pisana – vanno identificate nella presenza in questi soggetti di elevato stress, depressione, pessima qualità del sonno e disabilità sociale e lavorativa. Ma anche nel fatto che si tratta di malattie che “non si vedono” e spesso non sono capite o credute».Cosa consigliare allora ai pazienti cronici più esasperati? Il consiglio dell’esperto è di rivolgersi ad un medico con competenza specifica perché «le cure esistono – garantisce Barbanti – sono numerose ed in alcuni casi rivoluzionarie. Ad esempio l’uso nella prevenzione dell’emicrania di anticorpi monoclonali anti-CGRP, anticorpi intelligenti che bloccano una sostanza – CGRP – cruciale per la malattia. Una sorta di vaccino contro il dolore. I dati sembrano promettenti».
Il San Raffaele Pisana sarà uno dei primi centri al mondo a iniziare nel prossimo febbraio una sperimentazione clinica con tali anticorpi che sulla base dei dati preliminari appaiono efficaci, sicuri, tollerati e semplici da usare (una iniezione sottocutanea al mese per alcuni mesi). «Ma il secondo passo spetta alle istituzioni – conclude Barbanti – il dolore, così come stabilito dalle legge 38, deve essere riconosciuto, studiato e sempre curato. Questa bella speranza è ancora oggi spesso pesantemente disattesa».

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