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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘emigrati’

Oltre 9 mila italiani emigrati in Russia per lavoro nel primo semestre 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Dal 2019 la guardia frontiera del Servizio di sicurezza federale russo (FSB) ha iniziato a calcolare il numero dei cittadini stranieri che entrano nel Paese per i motivi di lavoro. Nei primi sei mesi del 2019 si sarebbero recati in Russia per il lavoro più di 9 mila italiani. Il servizio statistiche della Russia, Rosstat, ha aggiornato gli strumenti statistici per l’organizzazione da parte dell’FSB del monitoraggio di numero di cittadini stranieri che arrivano in Russia. Nel documento aggiornato, l’elenco dei motivi di soggiorno dichiarati è stato ampliato ed ora include anche “lavoro” e “studio”. Va precisato che il dato presentato fa riferimento ai controlli all’ingresso nella Federazione Russa, per cui viene ogni ingresso o uscita dal paese viene calcolato come dato singolo, tralasciando il fatto che una persona possa visitare il Paese più di una volta. I dati più precisi, saranno quelli resi noti a fine anno da ROSSTAT, l’istituto di statistica russa, che si basa sui registri del Ministero degli Interni, redatti a partire dalla registrazione del domicilio che ogni cittadino straniero temporaneamente in territorio russo è tenuto a effettuare. Quello che oggi sta vivendo l’Italia è un esodo pari a quello del Secondo dopoguerra. Un’emorragia di connazionali che lasciano il Paese, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per cercare condizioni migliori. Tuttavia questi dati raccontano soltanto parte del fenomeno, perché vanno incrociati con le altre statistiche anagrafiche dei maggiori Paesi europei. Da sottolineare che la destinazione Russia, oggi per la prima volta, si aggiunge alla lista ed ai numeri dell’Aire (cioè dell’Anagrafe degli italiani all’estero) anche se la prima destinazione resta la Germania (20mila italiani arrivati a inizio 2018), poi Regno Unito (18.517) e Francia (12.870), anche se con la Brexit le presenze in Uk sono scese del 25,2%.

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Tanti emigrati italiani quanti nell’immediato dopoguerra: oltre 250.000 l’anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

emigrazione-giovani-italiani-esteroL’emigrazione degli italiani all’estero, dopo gli intensi movimenti degli anni ’50 e ’60, è andato ridimensionandosi negli anni ’70 e fortemente riducendosi nei tre decenni successivi, fino a collocarsi al di sotto delle 40.000 unità annue. Invece, a partire dalla crisi del 2008 e specialmente nell’ultimo triennio, le partenze hanno ripreso vigore e, secondo stime, hanno raggiunto gli elevati livelli postbellici, quando erano poco meno di 300.000 l’anno gli italiani in uscita. Sotto l’impatto dell’ultima crisi economica, che l’Italia fa ancora fatica a superare, i trasferimenti all’estero hanno raggiunto le 102.000 unità nel 2015 e le 114.000 unità nel 2016, mentre i rientri si attestano sui 30.000 casi l’anno. A emigrare sono sempre più persone giovani con un livello di istruzione superiore. Tra gli italiani con più di 25 anni, registrati nel 2002 in uscita per l’estero, il 51% aveva la licenza media, il 37,1% il diploma e l’11,9% la laurea ma già nel 2013 l’Istat ha riscontrato una modifica radicale dei livelli di istruzione tra le persone in uscita: il 34,6% con la licenza media, il 34,8% con il diploma e il 30,0% con la laurea, per cui si può stimare che nel 2016, su 114.000 italiani emigrati, siano 39.000 i diplomati e 34.000 i laureati. Le destinazioni europee più ricorrenti sono la Germania e la Gran Bretagna; quindi, a seguire, l’Austria, il Belgio, la Francia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Svizzera (in Europa dove si indirizzano circa i tre quarti delle uscite) mentre, oltreoceano, l’Argentina, il Brasile, il Canada, gli Stati Uniti e il Venezuela.
Questi dati meritano già di per sè un’attenta considerazione anche perché ogni italiano che emigra rappresenta un investimento per il paese (oltre che per la famiglia): 90.000 euro un diplomato, 158.000 o 170.000 un laureato (rispettivamente laurea triennale o magistrale) e 228.000 un dottore di ricerca, come risulta da una ricerca congiunta condotta nel 2016 da Idos e dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” sulla base di dati Ocse. In realtà, i flussi effettivi sono ben più elevati rispetto a quelli registrati dalle anagrafi comunali, come risulta dagli archivi statistici dei paesi di destinazione, specialmente della Germania e della Gran Bretagna (un passaggio obbligato per chi voglia inserirsi in loco e provvedere alla registrazioni di un contratto, alla copertura previdenziale, all’acquisizione della residenza e così via). Come emerso in alcuni studi, rispetto ai dati dello Statistisches Bundesamt tedesco e del registro previdenziale britannico (National Insurance Number), le cancellazioni anagrafiche rilevate in Italia rappresentano appena un terzo degli italiani effettivamente iscritti. Pertanto, i dati dell’Istat sui trasferimenti all’estero dovrebbero essere aumentati almeno di 2,5 volte e di conseguenza nel 2016 si passerebbe da 114.000 cancellazioni a 285.000 trasferimenti all’estero, un livello pari ai flussi dell’immediato dopoguerra e a quelli di fine Ottocento. Peraltro, non va dimenticato che nella stessa Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero il numero dei nuovi registrati nel 2016 (225.663) è più alto rispetto ai dati Istat. Naturalmente, andrebbe effettuata una maggiorazione anche del numero degli espatriati ufficialmente nel 2008-2016, senz’altro superiore ai casi registrati (624.000).
Sono queste le conclusioni cui si giunge nel capitolo che il Dossier Statistico Immigrazione 2017, in uscita in autunno, dedica di consueto agli italiani nel mondo. Anche quest’anno il rapporto viene curato da Idos insieme al Centro Studi Confronti, con la richiesta di un sostegno dell’Otto per Mille della Tavola Valdese. I flussi degli italiani verso l’estero, così si conclude nel rapporto, meritano maggiore attenzione. Innanzi tutto sotto l’aspetto quantitativo, avendo raggiunto, se non superato, i livelli conosciuti dall’Italia quando si concepiva ancora come un paese di emigrazione. Ma va preso in considerazione anche l’aspetto qualitativo, perché è elevato il numero di diplomati e laureati coinvolti. Seppure in un contesto globalizzato la mobilità rappresenti una prospettiva normale, è necessario attuare una politica occupazionale più incisiva e occuparsi con maggiore concretezza dell’assistenza a quanti si sentono costretti a emigrare, assicurando loro in pieno il diritto di essere cittadini italiani, incluso il voto.

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Pietro Conti: Emigrati e immigrati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

Roma 14 gennaio alle ore 17.00 verrà presentata a, presso la sala Zanardelli del Complesso del Vittoriano, l’ultima pubblicazione del Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”: Emigranti e immigrati nelle rappresentazioni di fotografi e fotogiornalisti di Paola Corti, Editoriale Umbra.  Presentano il volume, alla presenza dell’autrice, Giancarlo Monina, docente all’Università di Roma Tre e Tiziana Grassi, giornalista e studiosa di migrazioni.
Tra le autorità  presenti Orfeo Goracci, Presidente del Consiglio Regionale dell’Emigrazione e Donatella Porzi, Assessore alla Cultura della Provincia di Perugia. L’evento è promosso dal Museo dell’Emigrazione Pietro Conti insieme all’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea. Si ringrazia per la collaborazione il Museo Nazionale dell’Emigrazione, il Consiglio Regionale dell’Emigrazione e la Provincia di Perugia.  Foto: italiani in Virginia, 1913.

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Appello a De Niro: salva il “tuo” Molise

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

Un disperato appello a Robert De Niro, il più illustre “emigrato” d’origine molisana, perché intervenga a favore della “sua” terra. In ballo c’è il rischio di una vera e propria devastazione del territorio molisano a causa dell’installazione di 5mila pale eoliche, alte da 120 a 140 metri, nei 4mila metri quadrati della regione. Non verrebbero risparmiati siti archeologici, paesaggistici e storici. A rivolgersi direttamente al celebre attore, che tra l’altro è iscritto alle liste elettorali italiane proprio nella molisana Ferrazzano, paese d’origine, è un cartello di settanta associazioni. In testa quelle delle emigrati sparsi per il mondo, con il sostegno del vescovo di Campobasso, Giancarlo Maria Bregantini (ex locride), preoccupate per il rischio che il piccolo e incontaminato Molise, con novanta aree tra Zone di protezione speciale (Zps) e Siti di interesse comunitario (Sic), si ritrovi un palo ogni 1,3 chilometri quadrati. Un primato poco invidiabile. Anche perché il Molise ha già dato: soltanto tra il 2008 e il 2009 ha avuto un tasso di crescita del settore eolico del 45%, dati Nomisma Energia. E con l’ultima legge regionale, che ha annullato i limiti di pali installabili sul territorio e cancellati i divieti di parchi eolici off-shore, l’invito ai progetti delle multinazionali è palese. “Sull’utilità dell’eolico possiamo discutere – sottolinea Gabriele Di Nucci, segretario dell’associazione “Forche Caudine”, lo storico circolo dei 43mila molisani a Roma. ”Ma è inaccettabile che i territori del Sud, e del Molise in particolare, debbano rappresentare la concentrazione degli appetiti, l’habitat ideale per decine di società, non sempre immacolate, pronte a realizzare impianti che andrebbero ad inficiare la sorte di tesori archeologici come Pietrabbondante e Sepino o delle centinaia di borghi medievali che caratterizzano lo sconosciuto Molise. A rischio c’è più della metà dei Comuni della regione”. “Abbiamo già incontrato De Niro nelle sue trasferte a Roma – continua Di Nucci. “E’ noto il suo impegno sociale, nonché la sua vicinanza all’Italia e alla sua terra d’origine, che ha visitato da bambino, condotto dal padre. Non vorremmo certo condurlo in un immenso parco eolico”.

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Omaggio a Man Ray

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Mag 2010

Reggio Emilia fino al 13/6/2010 Palazzo Casotti  Piazza Casotti –  Nell’ambito di Fotografia Europea 2010 a cura di Fondazione Marconi, Milano  Evento di spicco del nuovo percorso espositivo di Fotografia Europea sarà l’omaggio al grande fotografo Man Ray, realizzato in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano. Man Ray (Filadelfia 1890 – Parigi 1976), oltre che come pittore, creatore di oggetti e autore di film d’avanguardia, e’ conosciuto soprattutto come fotografo dada e surrealista. Il suo sguardo ipnotico ha trasfigurato tutto quello su cui si e’ posato, dagli oggetti alle persone, sia in ambito artistico che in quello della moda o del reportage.
Nato a Philadelphia nel 1890 da genitori ebrei di origine russa emigrati negli Stati Uniti, Man Ray (pseudonimo di Emmanuel Radnitzsky) entra negli anni Dieci in contatto con Alfred Stieglitz e gli ambienti dell’avanguardia artistica newyorchese. Dopo le prime opere di ispirazione cubista avvia la sperimentazione di varie tecniche – collage, sculture e assemblaggi, pittura ad aerografo – e inizia a dedicarsi alla fotografia. Insieme a Marcel Duchamp e’ il principale animatore del dadaismo newyorkese. http://www.fotografiaeuropea.it/

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Onorificenza a Giuseppe Scigliano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

Berlino 26 marzo ore 11,00 presso l’Ambasciata italiana si terrà la cerimonia di consegna dell’onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano de “l’ordine della stella della solidarietà” al Presidente del Comites di Hannover Dott. Giuseppe Scigliano e la nomina a Cavaliere della Repubblica italiana. E’ un attestato che premia anni di servizio e di dedizione a sostegno della grande famiglia di emigrati italiani che lavorano in Germania e che hanno avuto sempre dal neo cavaliere Scigliano una piena disponibilità per sostenere e cercare di risolvere i problemi che hanno dovuto affrontare. La sua competenza e la sua professionalità sono state doti riconosciute e tenute in debita considerazione dalle autorità tedesche che ne hanno fatto un punto di riferimento insostituibile per le problematiche attinenti l’emigrazione. Riunioni, convegni, dibattiti lo hanno visto protagonista e relatore. I suoi interventi hanno avuto gradito accesso nei media tedeschi per avvalersi di una presenza qualificata e autorevole. Un riconoscimento, quindi, che giunge naturale ma che non si esaurisce qui. Ciò che ha dato Giuseppe Scigliano va oltre per fermarsi nei cuori e nelle menti di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne le sue grandi doti.

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La voce degli emigrati italiani in Argentina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Norma Negro del Circolo San Miguel del Popolo della Libertà San Miguel, Provincia di Buenos Aires, Argentina ha rilasciato la seguente dichiarazione: “In vista della sconvolta situazione attuale che coinvolge tutti gli italiani residenti all’estero, gli aderenti al Circolo San Miguel del Popolo della Libertà vogliono manifestare che condividono pienamente l’opinione dell’On. Mirko Tremaglia, “padre” del voto che ci ha dato la qualifica di “italiani veri”, un diritto che ci era stato negato e che, grazie alle tante battaglie vinte dall’instancabile parlamentare, non deve essere assolutamente cancellato.   Non c’è dubbio che il sistema deve necessariamente essere perfezionato, non perché non sia corretto bensì perché dopo l’approvazione del diritto di voto agli italiani residenti all’estero sono apparsi subitamente dei furbetti capaci di creare i tranelli occorrenti per impadronirsi delle buste e piazzarsi sulle ambite poltrone in gioco, tanto quelle dei COMITES quanto quelle del Parlamento Italiano.  È necessario, pertanto, ridare al voto degli italiani all’estero il viso di civiltà che veramente ha.  Si deve studiare il sistema giusto che assicuri ai votanti segretezza e legalità, senza le opportunistiche interferenze degli ambiziosi furbetti, ma mai cancellato definitivamente.   Inoltre, gli aderenti al Circolo San Miguel del PdL ripudiano energicamente i comunicatori o pseudocomunicatori che, credendosi padroni dell’universo, vogliono gestire la vita e la volontà altrui sporcando pubblicamente perfino l’imagine di chi ha restituito loro la dignità di essere italiani e di chi da molti anni porta avanti la nobile missione di assistere i connazionali e di diffondere la lingua e la cultura italiana.   La sottoscritta, a nome proprio e degli aderenti al suddetto Circolo PdL, manifesta anche la solidarietà all’On. Aldo Di Biagio, Responsabile per l’Estero del Popolo della Libertà, e gli offre il più incondizionato appoggio affinché possa portare avanti con successo, senza maligni intaccamenti, la difficile missione che gli è stata incaricata dal Premier Silvio Berlusconi”.

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I 30 anni dell’associazione calabresi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

Lucerna, 5 dicembre 2009 alle ore 20.00presso la Horwerhalle di Horw, in Svizzera, L’On.Antonio Razzi, è ospite dell’Associazione Autonoma Calabrese di per festeggiare i 30 anni di intensa attività svolta dall’Associazione. L’On. Razzi sarà lieto di donare all’Associazione Autonoma Calabrese di Lucerna una targa ricordo della Camera dei Deputati; ringrazierà inoltre il Presidente Mario Arlia per le tante iniziative intraprese in tutti questi anni a favore dei connazionali emigrati in Svizzera, un lavoro costante e costruttivo che ha mantenuto sempre viva ed unita l’italianità all’estero. L’On. Antonio Razzi, lunedì 7 dicembre alle ore 16,15 parteciperà altresì, alla seduta del Consiglio degli Stati, che si terrà a Berna in Svizzera. L’On. Razzi, nella veste di Presidente della Bilaterale parlamentare Italia – Svizzera, inviterà il collega Sen. Filippo Lombardi, anch’egli Presidente della Bilaterale parlamentare Svizzera-Italia, alla riunione che si terrà a Roma il 23, 24 e 25 febbraio 2010.  Nel corso della medesima seduta l’On.Razzi, organizzerà per i suoi colleghi svizzeri, una visita guidata al centro dell’Aquila, in modo tale che qualora essi volessero partecipare alla raccolta fondi per il terremoto Abruzzo, potranno scegliere loro stessi un progetto concreto volto al rifacimento delle zone terremotate. L’On.Razzi ribadisce che un tale contributo sarebbe sicuramente apprezzato dai 500.000 italiani che vivono in Svizzera, dei quali oltre 25.000 sono abruzzesi, i quali nel corso del tempo hanno dimostrato lavorando sodo, di essersi integrati e di aver contribuito alla crescita della collettività elvetica.

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Gli italiani all’estero e i loro rappresentanti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

C’era una volta il Ministro degli italiani all’estero, che s’interessava moltissimo, ma combinava veramente poco, poi c`è stato un Viceministro, che s’interessava poco e non combinava nulla, ora abbiamo solo un Sottosegretario, che non s’interessa affatto e nemmeno risponde alle interpellanze provenienti da tutto il mondo. La morale di questa favola, che sembra un incubo per gli italiani all’estero, e’ che in queste ultime tre legislature, stiamo assistendo ad un coinvolgimento del Governo sempre meno incisivo sulle problematiche dei concittadini all’estero. La decisione più infelice e` stata l’elezione dei 18 Onorevoli nelle circoscrizioni estere, avvenuta in modo discutibile, che ha inviato al Senato ed alla Camera dei parlamentari, che non sono stati messi in grado o non sono in grado di combinare qualcosa di buono per i loro stessi elettori. Non solo, ma tra i carrozzoni governativi esiste ancora il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che avrebbe dovuto essere sostituito nel 2006 proprio dai suddetti 18 parlamentari, infatti molti suoi consiglieri si candidarono per questo motivo.  Questo ente e` costato e costa parecchio allo Stato italiano e non e` mai servito a niente, tranne come base di lancio per qualche aspirante politicante o come punto di ritrovo per qualche pettegola. Gli enti più discussi sono i Comites, comitati eletti tra i cittadini italiani residenti all’estero, con il compito principale di rappresentarli nei rapporti con le organizzazioni diplomatico-consolari. Ai Membri dei Comites vengono richiesti dei pareri, obbligatori ma non vincolanti, sulle spese o sui contributi che lo Stato italiano andrebbe a versare ad enti o ad aziende residenti nella circoscrizione. Se i pareri deliberati piacciono a tutti, i finanziamenti procedono con la responsabilità morale dei Comites, se invece i pareri non vanno bene all’apparato burocratico, essi vengono completamente ignorati, ma se i pareri non vanno bene ai diretti beneficiari dei contributi statali, partono le denuncie penali contro i Membri dei Comites, ritenuti qualificabili come Pubblici Ufficiali agli effetti civili e penali; in parole povere, se si permettono di dare un parere non favorevole a qualche tentata truffa ai danni dello Stato, saranno loro ad andare sotto processo e non il truffatore. A completare il quadro abbiamo i Patronati, costretti dalle procedure a dare un cattivo servizio ai pensionati, gli Enti gestori, frenati dalle lungaggini burocratiche ed i giornali effettivamente distribuiti presso la comunità italiana, con i finanziamenti ridotti perchè assorbiti da quelli che non vengono distribuiti affatto, ma beneficiano comunque dei contributi statali. In conclusione la politica per gli italiani all’estero si e` rivelata un fallimento e deve essere rivista, perche` gli sprechi e le inefficienze non solo non aiutano, ma offendono la stessa comunità degli italiani residenti all’estero. (Dott. Cesare Sassi Presidente Comites Miami) Fonte: http://www.LeNotizieUSA.com

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DL Abruzzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2009

“E’ stato accolto dal Governo l’ordine del giorno che lo impegna a valutare l’opportunità di riconoscere le garanzie e le concessioni anche agli immobili di proprietà dei cittadini italiani iscritti all’AIRE dei comuni colpiti degli eventi calamitosi, ovvero all’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata. Un passo importante, un riconoscimento che ci riempie di soddisfazioni e ci da certezze sull’impegno assunto dal nostro esecutivo a sostegno di una popolazione martoriata“. Lo dichiara Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del PdL„ Sono molti i connazionali iscritti all’Aire dei comuni colpiti dagli eventi sismici dello scorso 6 aprile, – continua Di Biagio – molti di questi sono emigrati in tempi lontani ed il loro legame con questa terra è, il più delle volte, rappresentato da una casa, spesso ereditata dalla propria famiglia, e che è un riferimento territoriale e familiare”.  “L’attenzione nei confronti di questi connazionali e le loro case distrutte durante il terremoto deve necessariamente essere forte – sottolinea Di Biagio – e con questa approvazione si è inteso confermare proprio questa attenzione”. “I nostri connazionali abruzzesi hanno manifestato una profonda e sincera solidarietà nei confronti dei loro conterranei colpiti dalla tragedia. Hanno organizzato campagne di solidarietà e di sensibilizzazione, raccogliendo fondi ed attivandosi ove fosse possibile. Ragion per cui riteniamo ancor più significativa l’attenzione che il Governo vuole dedicare alla questione. Questa approvazione – sottolinea – è una conferma di quanto tracciato nella comunicazione della Presidenza del Consiglio nella quale si specifica che anche le seconde case ubicate nel centro storico dell’Aquila e degli altri comuni colpiti dal sisma saranno ricostruite a spese dello Stato”. “Il provvedimento licenziato ieri dall’aula intende dare un sostegno a chi in questa tragedia ha perso molto e fa fatica a poter ricominciare, in questo aiuto da parte dello Stato non esistono differenze tra gli stessi cittadini italiani, uniti nel dolore e nella voglia di risollevarsi”.

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Terremoto: dichiarazione Aldo Di Biagio (pdl)

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2009

“Questo è un momento di dolore profondo per tutti gli italiani, un momento che deve vederci uniti nella solidarietà e nell’amore verso il prossimo, ragion per cui non può e non deve essere dato adito ad infruttuose polemiche sui soccorsi e sulle responsabilità”. Queste le parole di Aldo Di Biagio, deputato del PdL eletto in Europa, che oggi da Mosca, nell’ambito della missione imprenditoriale di questi giorni in Russia, segue costantemente i drammatici fatti di queste ore. “Gli italiani sono un popolo con un grande cuore e con una grossa forza d’animo – ha continuato – e per questo che chiedo a tutti i nostri connazionali di esprimere ancora una volta la loro solidarietà e la loro vicinanza alla regione abruzzese, dalla quale molti di loro sono emigrati in tempi lontani. Faccio appello segnatamente al mondo dell’associazionismo affinché vengano messi a disposizione tutti gli strumenti di sostegno economico, logistico e morale che servano a tamponare l’emergenza”.“Soltanto nell’unità il nostro Paese può trovare la sua forza – conclude Di Biagio – questo non è il momento delle lacrime, delle accuse o delle false strumentalizzazione, bisogna agire e farlo con rapidità perché tanti bambini, tanti anziani e disabili hanno bisogno di aiuto e tutti gli italiani hanno la forza e la volontà per poterlo fare”.

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Gli italiani all’estero vogliono vedere la Tv italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

“Sono ormai anni che i nostri connazionali all’estero, nel miraggio di poter vedere programmi e documentari italiani, continuano invece ad assistere a canali oscurati malgrado vi siano state sollecitazioni provenienti da più fronti rivolte alle istituzioni e agli stessi vertici Rai, che sembrano invece fuorviare sulla questione adducendo scusanti remote e talvolta mal concilianti con i dati oggettivi della questione”. Lo dichiarano Aldo Di Biagio e Guglielmo Picchi, deputati del PdL eletti in Europa annunciando una manifestazione che vedrà coinvolti i rappresentanti della comunità italiana all’estero, fuori al Palazzo San Macuto a Roma in concomitanza della riunione della Commissione di Vigilanza Rai per la ratifica della nomina di Paolo Garimberti nel pomeriggio di oggi. “La programmazione Rai rivolta agli italiani residenti all’estero continua ad essere oggetto di oscuramento soprattutto per quanto riguarda i maggiori eventi sportivi, – hanno continuato Di Biagio e Picchi – in virtù della mancata acquisizione, da parte dell’azienda pubblica, dei diritti di diffusione all’estero dei programmi”.“L’oscuramento della programmazione televisiva – hanno ribadito i deputati eletti all’estero – rivolta ai nostri connazionali comporta un deterioramento del diritto all’informazione, completa ed articolata, di ciascuno dei cittadini italiani residenti al di fuori dei confini nazionali. L’oscuramento comprometterebbe le dinamiche di valorizzazione della cultura italiana in terra straniera, poiché priverebbe i nostri connazionali, le cui attività e le cui idee rappresentano una delle principali espressioni del Made in Italy oltre confine, degli strumenti essenziali di informazione e di promozione”.  “Vogliamo sottoporre la questione, con tutta la sua urgenza e la sua rilevanza – hanno concluso i deputati del PdL – alla Commissione di Vigilanza Rai al fine di sollecitare una misura repentina ed adeguata per porre rimedio a questo pesante limite nel panorama dell’informazione e della cultura italiana. I nostri connazionali chiedono attenzione, e credo che su questi aspetti un intervento mirato sia più che opportuno”.

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