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L’Emilia Romagna celebra l’Anno internazionale del Cibo Italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Bologna sabato 4 agosto 2018 Turistica Emilia, ente di promo-commercializzazione turistica delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia – nel cuore della Food Valley italiana, in cui sono concentrati tra i migliori piatti e prodotti tipici – si festeggia con cene prelibate e assaggi delle migliori ricette artusiane. Era il 1891 quando Pellegrino Artusi pubblicò la prima edizione de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, raccogliendo 790 ricette e costruendo un manuale che ha delineato l’identità gastronomica nazionale. “Dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, ai salumi dop di Piacenza, pancetta, coppa e salame – spiega la presidente dei Destinazione Turistica Emilia Natalia Maramotti – siamo una terra dove il cibo racconta storie della nostra eredità millenaria. Fare turismo in Destinazione Turistica Emilia significa quindi gustare la vita, partendo dal cibo attraverso le storie che intorno al cibo hanno costruito la nostra comunità”.
Il 4 agosto al Castello di Bianello (RE), negli spazi del Ristorante Il Bianello, si degusta un menu ispirato al ricettario di Pellegrino Artusi. Minestra di passatelli, baccalà in salsa, salsa verde e Rosbiffe e Dolce Torino saranno serviti alle tavole degli ospiti dalle 19.00. In seguito si potrà assistere allo spettacolo teatrale “Incantadora, cucina e memorie di una filibustiera”, per poi lasciare spazio alle visite guidate nello splendido maniero a partire dalle 21.00. Una serata ricca e gustosa, sia dal punto di vista gastronomico che artistico-culturale. La prenotazione è obbligatoria entro il 31 luglio al numero: 0522 1751552. Il prezzo della cena è di 30 euro a persona.
Al Castello di Sarzano (RE) la serata comincia tra i colori del tramonto sotto la torre della fortezza, in compagnia dei vini del vitigno autoctono dei Colli di Scandiano e Canossa. La cena è allestita nella chiesa sconsacrata. Il menu è a base di: sformato di verdure di stagione con fonduta di Parmigiano, risotto con ragù di coniglio e cialda di Parmigiano, lombo di maiale ripieno con prosciutto, mozzarella e Parmigiano, torta di riso o zuppa inglese. Durante la cena, Simone Faloppa intratterrà gli ospiti con una performance artistica dedicata ad Artusi. Dalle 23.30 sarà possibile visitare il castello in notturna. La prenotazione è obbligatoria entro il 31 luglio al numero: 333 2110379. Il prezzo è di 25 euro.
Nel giardino della Casa del Correggio (RE) si degustano i piatti della tradizione descritti da Pellegrino Artusi in compagnia dell’Accademia Italiana della Cucina (delegazione Carpi-Correggio). Il menu è a base di tortellini alla bolognese, gnocchi, tagliatelle col prosciutto, coniglio arrosto, maiale arrostito nel latte, krapfen e budino di cioccolata. Il prezzo è di 45 euro a persona. Prenotazioni entro il 22 luglio al numero: 0522 631770.
Show cooking e Aperitivo Artusiano all’Agriturismo e ristorante Il Cavazzone, a Viano (RE), dalle 18.00 alle 20.00. Si comincia con lo show cooking dedicato alle ricette di Pellegrino Artusi dedicate alla pasta sfoglia all’uovo ed interpretate dalla cuoca, scrittrice e food blogger Ilaria Bertinelli. E si continua con la degustazione di ricette artusiane, come i tortelli, le carote fritte, salumi, Parmigiano Reggiano, erbazzone, abbinati ai pregiati vini di Monte delle Vigne. Alle 19.30 c’è la visita guidata all’acetaia con Giovanni Sidoli, che ha avviato l’acetaia del Cavazzone per la produzione di balsamico secondo il metodo della tradizione di famiglia. Ci sono barili in cui viene custodito l’aceto che hanno oltre 200 anni. La visita prosegue con il percorso museale, dove sono stati ricreati alcuni ambienti dedicati ai mestieri che caratterizzarono l’azienda agricola fino alla metà del secolo scorso. L’evento è su prenotazione obbligatoria entro il 2 agosto. Il prezzo è di 15 euro a persona. C’è anche la possibilità di cenare à la carte al ristorante, con sconto del 10%. Per informazioni, “Gusto Sapiens”: Agriturismo Il Cavazzone, Tel. 0522 986054. Un’indagine gastronomica attende chi il 4 agosto raggiungerà il Castello Pallavicino di Varano de’ Melegari (PR). Una serata sotto le stelle, organizzata in collaborazione con i Castelli del Ducato, che coinvolge gli ospiti in un’intrigante ricerca di indizi, per scoprire “La ricetta perfetta”, e poi conquistare un delizioso “assaggio artusiano” di salumi e vino locale. L’evento poi continua con la Sagra in Rocca, il festival di musica e stand gastronomici che si svolge nel castello e nel borgo. Si comincia alle 19.00. Il prezzo è di 15 euro a persona, 10 euro per i bambini. Dal bellissimo Castello di Gropparello (PC) si prende il sentiero panoramico che porta alla Masseria e dopo aver varcato un cancello in legno si arriva nel giardino di rose e ulivi. Qui viene allestita la cena ispirata al ricettario di Pellegrino Artusi: tortini di ricotta, risotto coi pomodori, arrosto di vitella al latte con sformato di pisello freschi, offelle di marmellata di mele rosse e cannella. I piatti sono abbinati ad ottimi vini. Il prezzo della cena è di 50 euro a persona. Occasione per ammirare il maniero e la splendida vallata percorrendo sentieri e passaggi.

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Eurosystem arriva in Emilia Romagna e in Toscana

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

La società, leader in Veneto e Friuli Venezia Giulia nelle soluzioni IT, amplia il proprio raggio di azione: con l’aggregazione della start-up SDTeam di Figline e Incisa Valdarno (FI) e di Estecom di Ferrara si affaccia sul mercato emiliano e toscano per proseguire nel cammino di crescita.«Le aggregazioni con SDTeam ed Estecom rappresentano una copertura ed un rafforzamento aziendale a livello territoriale, la possibilità di estendere il nostro “business model” su parchi clienti di aziende radicate in altre aree geografiche, con forze commerciali e tecniche che presidiano localmente le esigenze del mercato, il tutto in una logica di interscambio dove il valore aggiunto è dato da un gruppo dalle competenze integrate», spiega Gian Nello Piccoli, presidente di Eurosystem.Attiva da 17 anni, Estecom ha nove risorse interne e l’anno scorso ha avuto un volume di affari superiore ai 2 milioni di euro. Opera nel settore dell’ICT, nella progettazione e realizzazione di sistemi informativi con l’obiettivo di costruire e migliorare le infrastrutture informatiche di aziende e pubbliche amministrazioni integrandole con servizi e soluzioni ad alto contenuto tecnologico. È invece giovanissima la realtà toscana. SDTeam è una start-up che ha mosso i primi passi quest’anno, forte però di un’esperienza decennale delle persone che la guidano nello sviluppo di software per la gestione del noleggio e, in particolare, del noleggio di macchinari industriali, un settore di nicchia nel quale può vantare un software gestionale specifico. «È un settore di grande interesse e in forte evoluzione. La specificità di SDTeam merita di essere valorizzata e potenziata all’interno del gruppo Eurosystem», continua Piccoli. «L’aggregazione deve però essere vista sempre all’interno di una rete dove Eurosystem, Nordest Servizi e la stessa Estecom, grazie alla struttura focalizzata sulla ricerca e sviluppo di piattaforme tecnologiche d’avanguardia, possono dare nuovi spazi al know how di SDTeam. A beneficio di tutti».Sul fronte ferrarese, prosegue il presidente di Eurosystem, «l’aggregazione di Estecom ci permette di sviluppare ulteriormente la nostra presenza sul territorio emiliano-romagnolo. Il gruppo ha già una presenza nella zona di Bologna, questo ulteriore presidio di Ferrara ci permette un maggiore investimento economico e relazionale con il territorio stesso – nuove assunzioni sul posto, collaborazione con associazioni di categoria e tessuto imprenditoriale locale -, fondamentale per una vera integrazione e un maggiore ritorno in termini di opportunità e crescita».Sia il mercato emiliano, sia quello toscano sono aree particolarmente interessanti per l’innovazione. «Sono territori con un tessuto aziendale ricco e dove certamente la competition non manca. La consapevolezza della qualità della nostra proposta e della soddisfazione nel merito palesata dai nostri clienti ci rende certi di poter fare un ottimo lavoro anche in Emilia Romagna e Toscana», afferma Piccoli. Del resto qui si colloca uno dei vertici del “triangolo economico” descritto dalla Fondazione Edison (gli altri due vertici sono nell’area di Milano e nel Nord Est). Conclude: «Nell’ambito software questi territori possono fungere anche da Hub, ovvero punti da dove poter esportare in altre regioni le competenze tecniche e funzionali sviluppate dal gruppo». http://www.eurosystem.it

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Canapa: in Emilia-Romagna giro d’affari da 2,5 milioni di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Indica_SativaBologna venerdì 12 a domenica 14 maggio presso l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno con oltre 100 aziende da tutta Europa. Orari: venerdì dalle 11 alle 20, sabato dalle 11 alle 20.30, domenica dalle 11 alle 19.30, il biglietto intero per un ingresso costa 9 €, l’abbonamento ai tre giorni costa 15 €. Sono 32 i canapai e grow shop in Emilia-Romagna – 400 gli ettari di terreno coltivati – con un fatturato di 2,5 milioni di euro all’anno: la regione è seconda solo alla Lombardia. La pianta della canapa – antica risorsa naturale dai molteplici utilizzi – è il tema principale di incontri, dibattiti, e il fil rouge di appuntamenti musicali, rigorosamente reggae. L’evento – giunto alla sua quinta edizione, la terza a Bologna – ospita più di 100 aziende, metà delle quali straniere, provenienti soprattutto da Spagna e Olanda, ma anche da Francia, Gran Bretagna, Slovenia. Tra i diversi stand si possono conoscere le più recenti novità riguardanti le attrezzature e le tecnologie per la coltivazione (biologica, convenzionale, idroponica), i produttori dei concimi organici e minerali, le aziende che selezionano e producono semi e quelle del settore alimentare, della cosmetica e del benessere, dell’abbigliamento e dei prodotti per l’edilizia.
Nei campi italiani è boom di canapa. Negli ultimi tre anni si è registrato un aumento del 200 per cento dei terreni coltivati, dovuto al fatto che è diventata una materia sempre più utilizzata: nel 2016 in Italia gli ettari di terreno coltivati a canapa erano circa 3.000 (dati Coldiretti), oltre a 286 canapai e grow shop (130 nel 2003). In Emilia-Romagna di queste realtà commerciali se ne contano 32 (è seconda solo alla Lombardia) con un giro d’affari di circa 210 mila euro al mese e 2,5 milioni l’anno: “Un negozietto può fatturare fino a 5.000 euro al mese – spiega Luca Marola, portavoce del Coordinamento nazionale dei grow shop e titolare di Qui Canapa di Bologna – ma esistono anche franchising capaci di arrivare a 40 mila euro”. In regione sono 400 gli ettari di terreno coltivati per la canapa industriale, principalmente nelle province di Modena e Piacenza: poco o nulla se si pensa che per decenni l’Emilia-Romagna è stata uno dei tasselli principali della filiera canapicola italiana.
Nel 1940, con ben 90 mila ettari, l’Italia era il secondo produttore mondiale di canapa dopo la Russia: oggi i numero sono molto diversi, ma stiamo assistendo a un piccolo boom se si pensa che si tratta di una coltivazione praticamente scomparsa: la progressiva industrializzazione cha imposto sul mercato le fibre sintetiche, e la campagna internazionale contro gli stupefacenti ha “demonizzato” questa pianta. (foto: Indica_Sativa)

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Fibromialgia, Emilia Romagna prima Regione a fare luce sulla “malattia invisibile”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

bolognaBologna. Istituito dalla Regione Emilia Romagna un Gruppo tecnico di lavoro sulla fibromialgia: si tratta della prima Determina regionale in Italia su questa complessa patologia, che colpisce il 2-4% della popolazione generale; in Italia si stimano circa 900.000 fibromialgici, pazienti cosiddetti ‘invisibili’.
La fibromialgia, o sindrome fibromialgica (SFM), è una malattia molto frequente eppure difficile da riconoscere a causa dell’assenza di specifici esami in grado di certificarne i sintomi e il dolore, cronico e diffuso, che la caratterizza, e proprio per questo viene spesso definita “malattia invisibile”. Adesso, anche a seguito dell’acceso dibattito nazionale, nato per fare chiarezza sulla gestione di questa patologia che può creare serie invalidità, al quale hanno partecipato AMRER – Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna, Istituzioni regionali, clinici e cittadini, arriva la prima Determina a livello nazionale, pubblicata in questi giorni in Gazzetta Ufficiale, con la quale la Regione Emilia Romagna costituisce un Gruppo tecnico di lavoro dedicato alla fibromialgia. La risoluzione della Regione Emilia Romagna segue il recepimento da parte dell’Assessorato regionale alle pressanti richieste non solo da parte dell’Associazione pazienti ma anche da diversi gruppi di malati spontaneamente riunitisi, riguardo a un riconoscimento della sindrome fibromialgica sia per la presa in carico sia per l’invalidità che ne deriva.
Il Gruppo tecnico, composto da una squadra di 15 esperti, tra cui componenti dell’Associazione dei pazienti ed esperti delle tre Aree Vaste emiliano-romagnole, lavorerà a pieno ritmo fino al 31 dicembre prossimo.
«Questa determina della Regione Emilia Romagna non rappresenta la soluzione del problema, ma una concreta presa d’atto del bisogno dei pazienti e la volontà da parte dei decisori politici regionali di fornire risposte concrete e valide per realizzare una presa in carico appropriata al bisogno del malato – dichiara Daniele Conti, Responsabile Area Progetti AMRER – ad oggi le esperienze maturate sul territorio italiano sono state da un lato limitate a livello locale, mi riferisco alle esperienze delle Province di Trento e Bolzano, dall’altro legate ad impegni putativi di programmazione futura nei piani sociosanitari. Come Associazione apprezziamo la risposta concreta data dalla Regione Emilia Romagna; adesso dovremo lavorare sodo per raggiungere quanto prima proposte condivise e per fornire una presa in carico dei pazienti reale, appropriata ed efficace. L’urgenza di offrire una risposta concreta nasce anche dalla necessità di spezzare la catena di soluzioni a dir poco fantasiose che spopolano sul web e che espongono a rischi severi per la salute decine e decine di malati oltre a incidere negativamente a livello economico».
La fibromialgia, con una prevalenza del 2-4% nella popolazione generale, sembra prediligere il sesso femminile con un rapporto uomo-donna di 1:8 e un esordio tra i 25-35 anni per i maschi e per le femmine tra i 45 e i 55 anni. Il 15% delle visite specialistiche presso un ambulatorio reumatologico è erogato per pazienti con questa sindrome, che rappresenta anche il 5% delle visite presso un medico di medicina generale.
Il Gruppo tecnico di lavoro regionale nei prossimi mesi si adopererà per migliorare la conoscenza della malattia e la sua epidemiologia (incidenza e prevalenza), per stabilire l’appropriatezza diagnostica e dei trattamenti, per proporre percorsi e prestazioni assistenziali appropriati, e infine per programmare interventi di comunicazione e formazione per gli operatori, i pazienti e le loro famiglie.

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Hera: da BEI finanziamento di 300 milioni di euro

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2013

La Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Gruppo Hera hanno perfezionato a Milano una prima tranche di 200 milioni di un finanziamento complessivo approvato di 300 milioni, finalizzato a sostenere gli investimenti della multiutility italiana quotata alla Borsa di Milano.Nel dettaglio, il prestito della banca dell’Unione europea al Gruppo Hera, di cui fa parte la società AcegasAps, riguarda il programma di sviluppo 2012-2017 in una molteplicità di progetti su reti e impianti localizzati nelle regioni del Nord Est italiano: Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia.Il finanziamento rientra nelle politiche di attività tradizionali della BEI, sia per la tipicità industriale sia per le ricadute occupazionali, aspetto cruciale in questa fase per l’intera economia italiana. E’ infatti stimato che nel periodo di realizzazione del piano pluriennale di investimenti di Hera si verificheranno positivi riflessi sull’occupazione dell’indotto.L’operazione consolida la collaborazione della BEI con la multiutility, al cui capitale partecipano 180 comuni del Nord Est d’Italia: negli ultimi anni tra BEI e Hera sono state firmate altre due operazioni (per l’ambiente e il potenziamento della rete) per un totale di 305 milioni di euro.

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Consorzi e pubblica amministrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2012

Italiano: Po di Goro, ramo meridionale del Po ...

Italiano: Po di Goro, ramo meridionale del Po che delimita il comune di Ariano nel Polesine e la Regione Veneto dal comune di Mesola e la Regione Emilia-Romagna. Lavori di manutenzione sul letto del fiume ad opera di una draga. (Photo credit: Wikipedia)

“Nella Pubblica Amministrazione si registrano differenze di tempestività se si tiene presente il ritardo dell’avvio del Piano Irriguo Nazionale nelle regioni meridionali del Paese rispetto al Nord”: lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenendo a Castel Bolognese, nel ravennate, all’inaugurazione del nuovo impianto di distribuzione plurima (usi irriguo e potabile) delle acque del C.E.R., realizzato dal Consorzio di bonifica Romagna Occidentale, dove, viceversa, prende atto di efficienza e tempestività.
“Il rapporto con la Regione Emilia Romagna è – prosegue Gargano – un esempio, utile al territorio, di proficua valorizzazione delle sinergie istituzionali e dell’attività dei consorzi di bonifica; così come nell’applicazione del sistema irriguo “intelligente” Irriframe, i nuovi orizzonti di collaborazione, che si stanno aprendo per la manutenzione dei territori montani, pongono la Regione Emilia Romagna, come punto di riferimento a livello nazionale per il mondo della Bonifica. La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, che vivrà questo week-end il suo momento finale – conclude il Presidente A.N.B.I. – presenta quest’anno una grande novità: lo stretto rapporto fra consorzi di bonifica e sindaci, entrambi quotidiani “sportelli” per i cittadini. Forte di questa rinsaldata collaborazione con A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani), incontreremo il Ministro dell’Ambiente, Clini, per chiedere l’attenzione dovuta e le risorse, che sono ferme, per il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico, da noi redatto a partire dalle esigenze espresse da un territorio, la cui valorizzazione (turistica, agroalimentare, artistica…) non può che essere il perno della tanto auspicata crescita dell’Italia. I consorzi di bonifica, per le loro competenze, offrono risposte concrete a pre-requisiti per qualsiasi ipotesi di sviluppo: la sicurezza dalle acque e la loro disponibilità, oltre che la sensibile riduzione del rischio frane.”

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Giornate della bonifica e dell’acqua

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Cividale del Friuli, Friuli-Venezia Giulia, Italy

Cividale del Friuli, Friuli-Venezia Giulia, Italy (Photo credit: Wikipedia)

“Se le sporadiche piogge dei giorni scorsi hanno leggermente ristorato le campagne dell’ Italia settentrionale, restano irrisolte le grandi incognite sulle disponibilità idriche per l’ormai prossimo avvio delle irrigazioni, anticipate anche dalle temperature superiori alle medie.” Lo conferma l’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), segnalando che le situazioni più preoccupanti si registrano a Nordest dove, da settimane, le Unioni Regionali Bonifiche hanno lanciato preoccupate segnalazioni.
In Friuli Venezia Giulia, il fiume Tagliamento è sotto la media stagionale e non si segnalano riserve di neve sulle montagne; la falda si è notevolmente abbassata rispetto allo scorso anno: – 16 metri nella zona di Remanzacco e – 14 metri nel territorio di Cividale. Permanendo le attuali condizioni, sono state già preventivate riduzioni nel servizio irriguo con inevitabili ricadute sulle produzioni agricole.
Analoga la situazione nel Veneto, dove “mancano all’appello” oltre 140 millimetri di pioggia, cioè circa 140 litri d’acqua per metro quadrato. La falda nell’area centrale delle risorgive si abbassa di oltre un centimetro al giorno, vale a dire di circa mezzo metro al mese. Sulle Prealpi non c’è neve e in quota si registra un deficit del 67% nello spessore medio del manto nevoso, dato peggiore rispetto a quello di altri inverni con poca neve (1990, 2000, 2007). Le portate di tutti i principali corsi d’acqua della pianura veneta risultano nettamente inferiori ai valori medi mensili di lungo periodo. Le condizioni di magra più evidenti si osservano lungo i fiumi Brenta e Bacchiglione con una riduzione dei deflussi di oltre il 60%.
Giunta Regionale ed Autorità di Bacino Alto Adriatico hanno già attivato una struttura tecnica per individuare le linee guida atte a contemperare i molti interessi gravitanti sulla risorsa acqua.
“Ma va ricordato – precisa Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I.– che la legge stabilisce che, dopo l’uso umano, la priorità compete all’uso agricolo. Oggi è la festa di San Benedetto, patrono dei bonificatori: se, come tradizione, arriveranno le rondini è anche perché i consorzi di bonifica contribuiscono all’equilibrio ambientale del territorio.” Preoccupante è pure la situazione del fiume Adige, la cui portata si è dimostrata insufficiente ad impedire la risalita del cuneo salino, la cui azione mina la fertilità dei terreni; in ansia sono anche i risicoltori veronesi, giunti ormai alla vigilia dell’indispensabile pratica agronomica della sommersione dei campi.
Preoccupazione si registra anche in Piemonte e in Lombardia, soprattutto nelle zone vocate a riso e bisognose di grandi quantità d’acqua: il lago Maggiore, il cui livello è risalito di una ventina di centimetri a seguito di piogge, rimane infatti 60 centimetri sotto la media stagionale; ciò significa una carenza di 120 milioni di metri cubi d’acqua, cioè un terzo della capacità d’invaso. Tutti i grandi laghi del Nord Italia, pur in leggera ripresa, restano abbondantemente sotto le medie stagionali: lago di Garda: -30 centimetri; lago di Como: – 15 centimetri; lago d’Iseo: -30 centimetri. Meno allarmante, allo stato attuale, è la condizione del fiume Po, le cui portate, ancorchè fluttuanti, stanno godendo dello scioglimento delle “nevi basse”; il loro effetto, non essendo copiose quest’anno le riserve nivose montane, si esaurirà però nell’arco di un paio di mesi e poi ci si dovrà affidare solo a “Giove Pluvio”.
Situazione a rischio anche in Emilia Romagna dove, nell’area centrale, la falda ipodermica è scesa a tre metri dal piano campagna; la situazione idrica complessiva è inferiore alle medie stagionali.
Seppur in maniera non omogenea, ma le riserve idriche preoccupano anche in Toscana: le situazioni più gravi si registrano nelle zone centro meridionali dove, ad esempio, l’invaso del Bilancino, nell’area di Firenze, è ai minimi storici.
La situazione, invece, migliora man mano che si scende verso Sud per la presenza di invasi, che registrano un crescente accumulo idrico.

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Emilia-Romagna: Tremonti, manovra sciagurata

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

“In Emilia-Romagna la manovra di Tremonti sottrae in modo sciagurato 1 miliardo 100 milioni di euro alla finanza pubblica, 780 milioni solo alla Regione e il resto agli Enti locali, nei prossimi due anni. Ben 20 milioni di euro mancheranno agli enti locali della provincia di Forlì Cesena”. E’ quanto dichiara Marco di Maio del Pd.  E soggiunge: “Tagli drammatici che annullano o mettono in seria discussione tanti programmi e investimenti già avviati e decisi a livello locale e che riguardano servizi di vitale importanza per i cittadini, dal trasporto pubblico al welfare, al sostegno alle imprese. Deve essere chiaro che tutto ciò era evitabile. Se fossimo stati al governo avremmo affrontato in modo ben diverso la grave crisi economica e finanziaria che ha investito il nostro Paese al pari degli altri Stati europei. Prima di tutto, evitando di disperdere ingenti risorse, che il governo nazionale ha pensato bene di sottrarci appena insediatosi: 3 miliardi di euro che sono andati nell’operazione Alitalia, circa altri 3 miliardi di mancati introiti a causa della cancellazione dell’ICI, addirittura 5 miliardi in meno dovuti all’abolizione della norma – voluta dal governo di centrosinistra – sulla tracciabilità dei pagamenti. Avremmo anche chiesto di pagare il 5% – come avvenuto negli altri Paesi in casi analoghi – a chi recentemente ha fatto rientrare in Italia i capitali esportati illegalmente (100 miliardi di euro) versando allo Stato meno di un quarto o un quinto. Parliamo insomma di almeno 16 miliardi di euro che sarebbero stati nelle casse dello Stato, a dare ossigeno al sistema Italia. Il PD ha avanzato poi delle precise proposte che cambiavano di molto lo scenario della crisi. La liberalizzazione delle frequenze sul digitale terrestre e, in particolare, lo spostamento della pressione fiscale dai redditi da lavoro e imprese alle grandi rendite finanziarie, sono misure in grado di ristabilire una situazione di maggiore equità nel Paese e dare concrete prospettive di ripresa. Ma a queste e altre proposte del Partito Democratico è stato detto no e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Per noi la spesa pubblica non è uno spreco, ma la possibilità di garantire servizi essenziali ai cittadini. Va razionalizzata e non tagliata in modo indiscriminato. Ora riteniamo che i tagli odiosi e penalizzanti che stiamo subendo devono indurre gli Amministratori locali ad assumere una forte responsabilità nell’individuare le priorità, perché a pagare non siano i più deboli e per non mettere a rischio la tenuta sociale. Il Pd continuerà nella sua azione di denuncia e di azione di contrasto a queste azioni scellerate”.

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