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AMCO ha chiuso con successo un’emissione obbligazionaria senior unsecured

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Lo è per un importo nominale di €750 milioni con scadenza a 7 anni. La domanda generata è stata di €2 miliardi, con ordini ricevuti da più di 100 istituzioni, pari a circa 3 volte l’ammontare finale dell’emissione, a prova dell’elevato livello di interesse riscontrato sul mercato nazionale e internazionale. L’emissione conferma la capacità di AMCO di attrarre una base di investitori stabile, diversificata e di elevato standing. Il 49% dell’operazione è stata allocata ad asset manager, oltre a banche e istituzioni finanziarie. L’obbligazione con scadenza a 7 anni ha una cedola fissa annua dello 0,75% e un prezzo di emissione del 99.303%. Il regolamento è previsto per il 20 aprile 2021. I titoli saranno quotati al mercato regolamentato di Lussemburgo. La scadenza dell’obbligazione è fissata al 20 aprile 2028. A conferma del forte interesse ricevuto dall’operazione, l’obbligazione offre uno spread sul BTP di riferimento di 45 punti base, in linea con le altre obbligazioni di AMCO quotate sul mercato. L’emissione, dedicata a investitori istituzionali, ha un rating di BBB (Standard & Poor’s) e BBB- (Fitch). L’obbligazione è stata emessa all’interno dell’Euro Medium Term Note Programme di AMCO e ha l’obiettivo di diversificare il funding dell’azienda. Banca Akros, Citi, JP Morgan, UBS Investment Bank e UniCredit hanno agito come Joint Bookrunners. CRCCD e Clifford Chance hanno agito in qualità di advisor legali, rispettivamente per AMCO e per le banche.

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Emissione naturale geologica di metano in atmosfera

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Uno studio innovativo recentemente pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” di Nature, ha determinato la quantità di metano emessa da una singola manifestazione di gas naturale, una delle più grandi del pianeta, denominata Lusi, in Indonesia. L’indagine, che si basa sull’integrazione dei dati acquisiti sul terreno con dati satellitari, suggerirebbe che alcune stime delle emissioni globali di metano geologico basate sul carbonio-14 (radiocarbonio) sono sottostimate.Le emissioni geologiche di gas dai bacini sedimentari petroliferi rappresentano una componente naturale del budget atmosferico di metano.Tuttavia, la quantità globale di metano geologico rilasciata in atmosfera è oggetto di vari studi, alcuni in contrasto tra loro. Infatti, mentre le stime di tipo statistico, basate sui flussi misurati sul terreno, suggeriscono una emissione globale di circa 50 milioni di tonnellate di metano all’anno, altre stime, basate su analisi del radiocarbonio (carbonio-14) in carote di ghiaccio dell’era preindustriale, suggeriscono valori molto più bassi, tra 0,1 e 5,4 milioni di tonnellate all’anno. Lo studio ora pubblicato è stato condotto dal Center for Earth Evolution and Dynamics (CEED) dell’Università di Oslo (Norvegia) in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con il Netherlands Institute for Space Research di Utrecht (SRON) e con l’agenzia indonesiana Pusat Pengendalian Lumpur Sidoarjo (PPLS).I ricercatori hanno analizzato la spettacolare manifestazione di emissione di gas metano che si è sviluppata nel 2006 sull’isola di Giava, in Indonesia. L’area, soprannominata Lusi, ha continuato da allora ad emettere acqua, petrolio, gas e fango, con eruzioni in grado di espellere fino a 180.000 m3 di fango al giorno e pennacchi di vapore che raggiungono diverse decine di metri di altezza.
Lusi è un fenomeno geologico alimentato dalle elevate pressioni dei fluidi nelle rocce sedimentarie e dalle alte temperature derivanti dall’interazione con il vicino complesso vulcanico di Arjuno-Welirang. Si tratta, quindi, della manifestazione superficiale di un sistema ibrido sedimentario-idrotermale. Il gas che fuoriesce, ricco di anidride carbonica (CO2) e metano (CH4), viene espulso in atmosfera da due crateri centrali e da migliaia di punti di emissione minori (satellite seeps) che coprono un’area di 7,5 km2. Fino ad ora, la quantità di gas effettivamente rilasciata in atmosfera da questo sito era sconosciuta.
I risultati ottenuti dai ricercatori suggeriscono che la quantità di gas metano emessa da Lusi è proporzionalmente coerente con il livello di flusso di metano (il cosiddetto “fattore di emissione”) tipicamente rilasciato da altre manifestazioni simili di gas naturale terrestre come, ad esempio, i vulcani di fango. Ciò significa che se le misurazioni provenienti da questi siti venissero combinate a livello mondiale, le stime globali arriverebbero a indicare una emissione di metano geologico più vicina a quella definita con criteri statistici, basate sui flussi misurati sul terreno (dell’ordine di 50 milioni di tonnellate di metano all’anno), piuttosto che quella, praticamente irrisoria, basata sulle valutazioni effettuate con il radiocarbonio nelle carote di ghiaccio.

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“Green bond: il primo Btp verde italiano”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

A cura di Simon Bond, Direttore investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. L’emissione del primo green bond della Repubblica Italiana stimolerà la crescita del mercato dei green bond, secondo Columbia Threadneedle Investments. “Il successo del collocamento porterà altri emittenti a lanciare obbligazioni verdi”, dice Simon Bond, Direttore investimento responsabile di Columbia Threadneedle e gestore del fondo Threadneedle (Lux) European Social Bond. “Incoraggiamo altri stati a seguire l’esempio”. Il governo italiano ha emesso il primo BTp verde, seguendo altri stati come la Polonia, la Francia, il Belgio, l’Irlanda, i Paesi Bassi, la Germania e la Svezia, e anche il Regno Unito dovrebbe emettere un gilt verde quest’anno. L’interesse per il buono con scadenza 30 aprile 2045 e un volume totale di 8,5 miliardi di euro è stato enorme: il primo BTp green ha ricevuto offerte superiori agli 80 miliardi di euro dagli investitori. Simon Bond ha anche acquistato il bond verde del BTp per il portafoglio del fondo Threadneedle (Lux) European Social Bond. “Aiuterà soprattutto a garantire la liquidità del portafoglio – e allo stesso tempo a promuovere sviluppi positivi attraverso l’uso dei fondi”.Le obbligazioni verdi sono emesse da emittenti pubblici e società per finanziare progetti ambientali e climatici. Inoltre, le emissioni sociali (social bond) con un focus sugli sviluppi sociali e le obbligazioni sostenibili (sustainable bond) si sono affermate come una forma ibrida di obbligazioni verdi e sociali. Alla luce della tendenza generale verso l’investimento sostenibile, il segmento delle obbligazioni verdi, sociali e sostenibili è cresciuto rapidamente negli ultimi anni. Il volume delle nuove obbligazioni verdi, sostenibili e sociali emesse nel 2020 ha raggiunto i 520 miliardi di dollari, secondo Columbia Threadneedle. Ciò rappresenta un aumento di oltre 215 miliardi di dollari rispetto al 2019, compresi 160 miliardi di dollari in obbligazioni sociali, un aumento del 788% rispetto al 2019. Più della metà di queste obbligazioni sono specificamente progettate per mitigare gli effetti di Covid-19.L’aumento delle emissioni è in risposta alla crescente domanda. Secondo Columbia Threadneedle, la crescita e l’accettazione dei BTp verdi sarà anche aiutata dal fatto che questi titoli probabilmente non scambieranno a premio rispetto ai tradizionali titoli di Stato italiani. Bond: “Non ci aspettiamo che gli investitori debbano pagare un premio per le obbligazioni verdi”.
Come risultato della crescente domanda di obbligazioni verdi, sociali e sostenibili, gli investitori hanno ora investito oltre 1 miliardo di dollari nelle strategie di social bond gestite da Columbia Threadneedle in Europa. Il fondo Threadneedle (Lux) European Social Bond ha raggiunto il traguardo dei 300 milioni di euro di asset. Alla fine di agosto 2020 era ancora sotto i 200 milioni di euro. Per approfondire: Columbia Threadneedle ha recentemente pubblicato il rapporto annuale sull’impatto sociale del fondo Threadneedle (Lux) European Social Bond. Il documento fornisce informazioni sull’impatto sull’impatto sociale del fondo grazie alle obbligazioni detenute in portafoglio. Il rapporto è disponibile qui: 5ad01f8b-074f-431a-80ff-e092b368dd2d.pdf (threadneedle.com) (Inglese)

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L’emissione di radon dalle faglie dell’Etna: un nuovo pericolo da monitorare

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Maggio 2019

Le faglie dell’Etna rappresentano un triplice pericolo per le popolazioni: generano terremoti, fratturano il suolo ed emanano radon, un gas cancerogeno che può accumularsi nelle case rendendole insalubri. Lo studio, a firma INGV, è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Frontiers in Public Health”L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) da molti anni analizza su tutto il territorio nazionale il radon, un gas cancerogeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) colloca nel “gruppo 1”, ovvero tra i più pericolosi per la salute umana.Un territorio particolare è quello dell’Etna, sui cui fianchi affiorano numerose faglie che presentano una peculiarità: fratturano intensamente le rocce esse circostanti aumentando significativamente la loro permeabilità. Ciò consente ai fluidi e ai gas presenti nel sottosuolo di muoversi più liberamente in quelle zone fratturate, raggiungendo la superficie con più facilità. Tra questi gas, emerge in superficie anche il radon.L’INGV monitora il radon sull’Etna h24 attraverso una rete di sensori dislocati nel terreno in aree chiave per interpretare l’attività vulcanica e sismica, raffrontando questo dato con i numerosi altri segnali provenienti dalle fitte reti di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo (INGV-OE).Dal 2015, però, le analisi del radon sono state eseguite anche in aria e, in particolare, “indoor”, cioè all’interno delle abitazioni per verificare se il gas, non percepibile dai nostri sensi giacché inodore, incolore e insapore, assume concentrazioni pericolose per la salute umana.I primi risultati delle misure radon indoor sono stati appena pubblicati sulla rivista internazionale Frontiers in Public Health – Environmental Health, in un articolo scientifico intitolato “Preliminary Indoor Radon Measurements Near Faults Crossing Urban Areas of Mt. Etna Volcano (Italy)”, firmato da Marco Neri, Salvatore Giammanco e Anna Leonardi.Per tre anni sono state registrate misure continue da dodici sensori collocati in sette edifici ubicati sulle pendici meridionali e orientali del vulcano, nei territori di Giarre, Zafferana Etnea, Aci Catena, Aci Castello e Paternò.Il monitoraggio continuo su lungo periodo del radon indoor ha consentito ai ricercatori di “depurare” i segnali di concentrazione del radon dalle variazioni indotte dalle condizioni ambientali, a loro volta legate all’alternarsi delle stagioni.I sensori hanno rilevato concentrazioni medie annue spesso superiori a 100 Bq/m3 (Bequerel per metro cubo), che corrisponde al valore di primo livello di attenzione per esposizione media annuale raccomandato dall’OMS. In alcuni casi, tale concentrazione media è risultata maggiore di 300 Bq/m3, con punte superiori a 1000 Bq/m3 registrate per molti mesi consecutivamente. Questi dati completano i rilevamenti delle concentrazioni di radon misurate nei terreni dell’Etna negli anni passati, che hanno mostrato valori variabili da poche migliaia a oltre 70.000 Bq/m3.Lo studio documenta, inoltre, che le abitazioni con maggiore presenza di radon al loro interno sono ubicate in prossimità di faglie attive. In altre parole, più le case monitorate erano ubicate in prossimità delle faglie, più è risultata alta la concentrazione di radon al loro interno.Questo dato conferma, una volta di più, che la pericolosità delle faglie etnee è data non solo dalla loro sismogeneticità ma anche dalla loro permeabilità ai gas, consentendo la risalita del radon.In definitiva, l’articolo pubblicato su Frontiers in Public Health documenta un primo campionamento continuo e pluriennale del radon indoor, anche se riguarda un numero limitato di abitazioni. Tuttavia, i dati raccolti evidenziano un potenziale problema per la salute della popolazione etnea, che ammonta quasi a un milione di persone, e pertanto appare opportuno e utile approfondire ed estendere questo monitoraggio a un campione di edifici maggiormente corposo.Nell’insieme, quindi, un quadro generale che merita l’attenzione dei ricercatori che si occupano di valutare la salubrità degli ambienti abitati, anche considerando che il recente sisma del 26 dicembre 2018, colpendo pesantemente il versante sud-orientale dell’Etna, ha evidenziato ancora una volta la vulnerabilità del territorio etneo e la sua esposizione a fenomeni naturali di vario tipo.Link all’articolo: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpubh.2019.00105/full fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) dalla rivista internazionale Frontiers in Public Health – Environmental Health

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Il PE approva limiti di emissione per le macchine mobili non stradali

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo. Le proposte per aggiornare le norme di omologazione e i limiti di emissione europei per i motori a combustione interna per le macchine mobili non stradali, come tagliaerba, bulldozer, automotrici diesel e navi per la navigazione interna, sono state approvate martedì in via definitiva dai deputati.La proposta di regolamento era già stata concordata in modo informale con la Presidenza olandese del Consiglio. I motori a combustione interna delle macchine mobili non stradali producono circa il 15% di tutti i NOx e il 5% delle emissioni di particolato.”Siamo riusciti a raggiungere un accordo definitivo molto positivo: un importante equilibrio tra la tutela dell’ambiente e la competitività delle imprese europee”, ha dichiarato la relatrice Elisabetta Gardini (PPE, IT). La sua relazione è stata adottata con 623 voti favorevoli, 57 contrari e 27 astensioni.”Abbiamo ristretto ancora di più i limiti proposti dalla Commissione europea per le gamme di potenza di molti motori, ma abbiamo mantenuto un approccio abbastanza ragionevole per far sì che l’industria possa rispettare i nuovi requisiti in breve tempo; e questo era l’obiettivo più importante” ha aggiunto.
La normativa definisce alcune categorie di motori, che sono poi suddivisi in sotto-categorie in base alla gamma di potenza. Per ogni categoria, sono stabiliti i limiti di emissione per il monossido di carbonio (CO), gli idrocarburi (HC), gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato (PM), e le scadenze per la loro attuazione, a partire dal 2018.Rispetto alla direttiva vigente, il nuovo regolamento copre più tipi di motori, semplifica le procedure amministrative e migliora la sorveglianza del mercato. Le norme includono inoltre un nuovo sistema di monitoraggio delle che dovrebbe colmare il divario esistente tra i campioni delle emissioni verificate in laboratorio e quelle misurate nel mondo reale.

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Nuove tecnologie e sviluppo mercato

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2011

Diversamente da altre fonti di energia rinnovabili intermittenti come vento, sole e onde, le centrali geotermiche possono rilasciare una carica di base al sistema di energia elettrica e sono in grado di sostituirsi con successo alle centrali nucleari e a quelle alimentate a carbone. L’energia geotermica è una delle tecnologie disponibili più pulite e può produrre elettricità con un’emissione minima se non addirittura inesistente di gas a effetto serra. L’energia geotermica è principalmente generata da “reservoir” idrotermali situati a 2-3 km di profondità. Inoltre, questi serbatoi non sono presenti ovunque ma si concentrano principalmente nelle aree vulcaniche attive. Una nuova analisi condotta da Frost & Sullivan (http://www.technicalinsights.frost.com), intitolata “Geothermal Energy Generation: Technology Penetration and Roadmapping”, rivela che la nuova tecnica di trivellazione più promettente è la spallazione idrotermale che usa un fluido caldo ad alta pressione per micro fratturare la roccia e risciacquarla dal pozzo di trivellazione. I maggiori problemi che l’industria geotermica deve affrontare sono rappresentati dagli elevati costi iniziali e dai rischi coinvolti nello sviluppo dei progetti geotermici. I procedimenti consentiti rappresentano l’11% del costo totale dello sviluppo del processo geotermico prima che la trivellazione del primo pozzo inizi. Il passo successivo è la trivellazione, che solitamente rappresenta il 30% dei costi totali. Un solo pozzo può costare fino a 5 milioni di euro e ne servono sempre almeno due. Un’accurata esplorazione dei “reservoir” geotermici e una raccolta delle informazioni sulle loro proprietà sono fondamentali prima di iniziare la trivellazione. Il modo migliore per valutare un “reservoir” è perforare un pozzo per raggiungere le risorse geotermali e controllarne le proprietà. Dato che la trivellazione di pozzi geotermali profondi è molto costosa, la maggior parte degli sviluppatori non inizia a trivellare il primo foro senza avere un certo grado di certezza che saranno trovate delle risorse geotermali con un preciso indice di flusso a una precisa profondità. Altri fattori che ostacolano la crescita del mercato geotermico sono l’accesso limitato agli impianti di trivellazione e la mancanza di specialisti esperti per lo sviluppo di nuove tecnologie, che permettano l’utilizzo dell’energia geotermica sfruttando sistemi come gli EGS . La riduzione dei costi così come il tempo impiegato per la trivellazione sono elementi vitali per un ulteriore sviluppo dei sistemi EGS. La spallazione idrotermale sembra una tecnologia di trivellazione promettente che potrebbe soddisfare i requisiti summenzionati. Essa implica la trivellazione senza contatti, e quindi l’eliminazione del consumo dell’utensile causato dalle tecniche di trivellazione convenzionali aumentando così l’affidabilità delle attrezzature. Investitori e sviluppatori di questo settore dovrebbero puntare a un miglioramento delle tecnologie esistenti e allo sviluppo di nuovi sistemi per una trivellazione profonda e un’esplorazione dei “reservoir” geotermali. L’analisi “Geothermal Energy Generation: Technology Penetration and Roadmapping” fa parte della Technical Insights Subscription. Il gruppo di ricerca Technical Insights di Frost & Sullivan offre analisi tecnologica a livello internazionale fornendo una varietà di nuovi spunti tecnici, bollettini di informazione e servizi di ricerca.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, permette ai suoi clienti di accelerare la loro crescita e di raggiungere posizioni di rilievo in termini di progresso, innovazione e leadership di mercato. La Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre al Ceo e al suo team una ricerca accurata e dei modelli “best practice” da seguire per guidarli nella creazione, nella valutazione e nell’attuazione di significative strategie di crescita. Frost&Sullivan vanta oltre 50 anni di esperienza come partner delle prime 1000 società a livello globale, aziende emergenti e investitori di più di 40 uffici in sei continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, visita il nostro sito

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Un francobollo per Albertone

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Roma 26 ottobre 2010 alle ore 11.15 Biblioteca Teatrale SIAE Del Burcardo,  Via del Sudario, 44  (Traversa di Via di Torre Argentina) Presenzieranno:  Avv. Giorgio Assumma, Presidente della SIAE e Presidente Onorario della Fondazione Alberto Sordi.  Ing. Sergio Utili, Direttore della Fondazione Alberto Sordi Stefania Binetti, Responsabile delle Relazioni Esterne della Fondazione Alberto Sordi Francesca Fellini, nipote del regista e Alessandro Gassman, figlio dell’attore.
Da Giovedì 28 ottobre il mitico Alberto Sordi verrà celebrato con un’emissione filatelica limitata, realizzata da Poste Italiane su proposta della Fondazione Alberto Sordi. Un francobollo che farà parte di un trittico per celebrare tre grandi protagonisti del cinema italiano:  Alberto Sordi,  Vittorio Gassman e Federico Fellini. L’emissione sarà accompagnata inoltre da una brochure con i testi di: Gian Luigi Rondi, Tullio Kezich, Diletta D’Andrea Gassman, Sergio Utili (Direttore Fondazione Alberto Sordi), Stefania Binetti (Relazione esterne Fondazione Alberto Sordi).

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Mutui immobiliari. Aiuti dello Stato

Posted by fidest press agency su sabato, 21 agosto 2010

Il  prossimo 2 settembre entrerà in vigore il decreto del ministero dell’Economia che ha finalmente dato attuazione alla norma che consente di ottenere la sospensione delle rate dei mutui prima casa per le quali si possa dimostrare che non si e’ in grado di far fronte. Un decreto attesissimo, arrivato con un ritardo di più di due anni. La norma che ne aveva annunciato l’emissione e che aveva introdotto l’agevolazione costituendo un “fondo di solidarietà”, infatti, e’ la Finanziaria del 2008. Per capire come funziona il nostro Parlamento e come il Governo rispetta le proprie leggi, e’ utile ricordare alcune nostre iniziative in merito. A luglio del 2008, grazie alla sen. Donatella Poretti, avevamo fatto presentare un emendamento al decreto fiscale dell’epoca (dl 93/08) perche’ il ministero provvedesse all’emanazione del decreto entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione (126/2008) (3). L’emendamento non fu accolto. A ottobre sempre di quell’anno abbiamo risollecitato il ministro Giulio Tremonti e siamo stati ignorati (4). L’anno dopo, nel 2009, nella conversione in legge del successivo decreto fiscale (quello di fine anno, Dl 185/08)  apparve un comma (art.2 comma 5 sexies) che annunciava l’arrivo del decreto entro il 29 Marzo 2009… data che non fu rispettata. Siamo arrivati ad oggi dopo che, nel frattempo, l’Abi ha siglato un accordo con alcuni istituti perche’, a partire dal 1 febbraio 2010, si prestassero volontariamente alla sospensione delle rate dei mutui in presenza di difficolta’ documentate del mutuatario (5). Accordo tutt’ora in vigore a cui si aggiunge il nuovo decreto che, invece, obbliga le banche ad uniformarvisi. Per aiutare i risparmiatori, abbiamo approntato una scheda pratica: “Mutui per la casa di abitazione: chi puo’ ottenere la sospensione delle rate e come”. A cura di Rita Sabelli, responsabile dell’associazione per l’aggiornamento normativo- e’ consultabile a questo link sul nostro sito web: http://sosonline.aduc.it/scheda/mutui+casa+abitazione+chi+puo+ ottenere+sospensione _18033.php Una “curiosita’”: il link fornito dal ministero per tutte le informazioni non è ancora attivo (www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa) anche se mancano pochi giorni all’entrata in vigore del decreto. Curiosita’ che rende quindi importante la scheda pratica da noi redatta, perche’, chi ne avesse bisogno, possa essere pronto subito per ottenere questi benefici creditizi.

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Ricarica CartaSi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Nelle 40mila ricevitorie Sisal è disponibile il servizio di ricarica delle carte prepagate CartaSi, grazie all’accordo fra Sisal Holding Finanziaria e CartaSi S.p.A. Il titolare delle carte prepagate CartaSi potrà scegliere tra i diversi tagli di ricarica disponibili: 25, 50, 75, 100, 150 e 200 euro.  L’operazione di ricarica si conclude in pochi secondi con l’emissione della ricevuta da consegnare al cliente. Il servizio è disponibile in qualsiasi giorno della settimana negli orari di apertura delle ricevitorie. L’elenco delle ricevitorie Sisal attive è disponibile sul sito http://www.sisal.it. Il servizio di ricarica delle prepagate CartaSi incrementa i circa 350 servizi già attivi sulla rete Sisal, che vanno dalle Ricariche Cellulari alle Carte Telefoniche, dalla Tv Digitale ai Pagamenti, dai Servizi Finanziari al Ticketing ed ai Prodotti. Sisal non è solo gioco, è sempre più una rete al servizio di tutti i cittadini, che ormai da anni mette a disposizione del pubblico e delle aziende il proprio know-how tecnologico e la capillarità dei propri punti di vendita.
Questa nuova modalità di ricarica si aggiunge agli altri canali CartaSi: il web, gli SMS, gli sportelli bancari, gli ATM. Le carte prepagate, sempre più diffuse e apprezzate in Italia, non necessitano di un conto corrente di appoggio e non è previsto il pagamento di una quota annuale di gestione. Con le prepagate CartaSi, scelte in Italia da oltre 600.000 persone, è possibile fare acquisti in milioni di esercizi convenzionati, anche online, e prelevare denaro contante, in Italia e nel mondo. CartaSi emette e gestisce quattro tipologie di carte prepagate: la Eura, la più diffusa, è una carta nominativa; la Telethon, nata per sostenere la ricerca sulle malattie genetiche, la GiroCard, dedicata al centenario del Giro d’Italia (entrambe anonime) e infine la Club, disponibile sia in versione anonima, sia nominativa.

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Geronimo Stilton entra nella cornice di un francobollo

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2010

E’ stato emesso, il francobollo di Geronimo Stilton, il topo – giornalista nato dalla penna di Elisabetta Dami, che da anni racconta l’immaginaria città di Topazia.   Il francobollo del valore di 65 centesimi, fa parte delle emissioni celebrative di Europa 2010 e si inserisce nel progetto “Filatelia e Scuola”, promosso da Poste Italiane e regolamentato da un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con la Federazione fra le Società Filateliche Italiane.  Il progetto è mirato a sostenere tra i più giovani la cultura filatelica e risponde alle finalità educative della Scuola. Il francobollo infatti costituisce uno strumento didattico per lo sviluppo di attività culturali trasversali ed è capace di diffondere, al tempo stesso, conoscenze storiche, geografiche e artistiche.  Il personaggio ideato da Elisabetta Dami, rappresenta l’amico fidato di intere generazioni., Un tipo anzi un topo di altri tempi, insomma un vero gentil topo, Geronimo Stilton nei suoi libri racconta da ben 10 anni anni le divertentissime avventure ambientate nell’isola dei topi e  nella sua città Topazia, “missiioni impossibli” in cui  viene trascinato controvoglia dal nipotino Benjamin, dalla sorella Tea e dal cugino Trappola.   La vignetta dedicata al tema “libri per l’infanzia”  ritrae il famoso topo – giornalista nel suo tradizionale completo verde, in posa simpatica e irriverente, su una pila di libri. Sullo sfondo la città di Topazia. Il bozzetto è stato curato da Maria Carmela Perrini.  A commento dell’emissione verrà posto in vendita il bollettino illustrativo con articolo a firma di Geronimo Stilton.  Lo “Spazio Filatelia” di Poste Italiane, in Piazza San Silvestro, 20, utilizzerà il giorno dell’emissione uno speciale annullo filatelico dedicato.

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La Banca mondiale e i suoi finanziamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

La CRBM critica senza mezzi termini la decisione della Banca mondiale di fornire un finanziamento di 3,75 miliardi di dollari alla multinazionale sudafricana del settore estrattivo Eskom per la realizzazione della centrale a carbone di Medupi. Un impianto che, una volta attivo, provocherebbe impatti negativi molto pesanti sui terreni e sulle risorse idriche dell’area  interessata, contribuendo inoltre ai cambiamenti climatici tramite l’emissione di 30 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. Per alimentare il nuovo mega impianto, poi, in Sudafrica si apriranno 40 nuove miniere di carbone,  condannando così per i prossimi decenni il Paese alla dipendenza dal combustibile fossile più inquinante che si conosca. Nei giorni scorsi le comunità locali, tramite le organizzazioni Earthlife Africa e Ground Work, hanno inoltrato un reclamo formale all’Inspection Panel, l’organo ispettivo indipendente dell’istituzione di Washington, nel quale si contestano le nefaste conseguenze socio-ambientali del progetto. I sostenitori di Medupi affermano che l’opera faciliterà l’accesso all’energia elettrica da parte dei più poveri. Una tesi fortemente contestata dagli oppositori del progetto, tra cui lo stesso sindacato sudafricano, il COSATU, che invece pensano che la centrale andrà a beneficiare numerose  compagnie multinazionali particolarmente “energivore” e inquinanti che, grazie ad accordi ancora in vigore dal periodo dell’apartheid, spunteranno delle tariffe inferiori rispetto a quelle previste da Eskom per le famiglie più povere. “E’ uno scandalo che il nostro governo e quelli europei abbiano accettato di sostenere un progetto così contestato e che continuerà a perpetrare l’ingiustizia sociale in Sudafrica” ha dichiarato Elena Gerebizza della CRBM. “Invece di usare le proprie risorse finanziarie per aiutare lo sviluppo di progetti energetici a favore dei più poveri, e che facilitino la transizione verso un modello energetico a basse emissioni, la Banca continua a sussidiare lo sfruttamento dei combustibili fossili riconosciuti come estremamente negativi per il clima, l’ambiente e la lotta alla povertà. Agire in questa maniera è un po’ come cercare di spegnere un incendio con il petrolio” ha concluso la Gerebizza.

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Connessione impianto fotovoltaico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2010

Enerpoint Energy annuncia la connessione a fine dicembre 2009 dell’impianto fotovoltaico da 1 MWp situato a Monteparano (TA) e realizzato da Enerpoint S.p.A.  Composto complessivamente da 5.740 moduli fotovoltaici sarà in grado di produrre energia elettrica equivalente al fabbisogno di circa 500 famiglie. L’energia fotovoltaica prodotta eviterà l’emissione in atmosfera di circa 800 tonnellate annue di CO2. Grazie all’entrata in esercizio di questo impianto Enerpoint Energy raggiunge i 2 MWp di impianti collegati (il primo impianto da 1 MWp è stato infatti quello realizzato a Grottaglie, TA). Nel primo semestre 2010 Enerpoint Energy porterà a termine e collegherà ulteriori 5,5 MWp tra gli impianti in corso di realizzazione in Puglia e quelli sui tetti delle case in costruzione a L’Aquila.

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Energia Solare Applicata alle Auto

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Il mercato delle tecnologie solari nel settore auto e’ ad oggi ancora limitato a pannelli fotovoltaici per fornire aria condizionata al’interno della vettura. Nuove soluzioni tecnologiche non piu’ tese soltanto al confort sono, pero’, in arrivo e riguarderanno persino i motori. Questi argomenti sono oggetto di una recente ricerca di Frost & Sullivan (http://www.automotive.frost.com), Executive Analysis of the Market for Solar Technology Applications in the European Automotive Industry. Le tecnologie prese in esame sono le celle solari al polisilicone, thin film e di terza generazione. L’industria automobilistica e’ nel bel mezzo di una fase evolutiva in cui i motori a combustione interna saranno progressivamente rimpiazzati da motori a batteria. Il crescente interesse nei confronti di veicoli ad emissione zero, la maggior spesa degli Stati per i veicoli elettrici, e la lunga lista di prototipi gia’ in fase di studio punta verso un futuro dominato dai veicoli elettrici. “Le celle solari arriveranno presto a costare quanto le altre forme di energia di rete – spiega l’analista di Frost & Sullivan Roshan Devadoss -. La parita’ di rete si ottiene quando il costo dell’energia generata dalle celle solari equivale a quello generato usando il nucleare o gli idrocarburi. Una volta raggiunta questa parita’, le celle solari smetteranno di essere un maggior costo e porteranno alla creazione di soluzioni per le auto a basso prezzo”.Oltre ai costi, uno dei maggiori freni all’uso delle celle solari nell’industria automobilistica e’ il peso. I pannelli solari al polisilicone sono pesanti e quale peso inerte portano ad una riduzione nella prestazione e nella durata delle batterie solari nelle vetture elettriche e negli ibridi, cosi come l’efficienza energetica nelle vetture convenzionali. “I pannelli al polisilicone fanno aumentare il peso del veicolo e portano a maggiori costi operativi”, spiega Devadoss.Uno degli svantaggi di questa tecnologia e’ la bassa efficienza energetica. Bisogna, pero’, sottolineare che le celle solari thin film non comportano costi elevati dal punto di vista del design e la innata flessibilita’ consente di coprire superfici estese contrastando ccosi’ la bassa efficienza energetica. “La ricerca ha portato allo sviluppo di tecnologie thin film e di terza generazione piu’ leggere, robuste e flessibili, ma queste rimangono comunque meno efficienti del polisilicone”, conclude Devadoss.
Executive Analysis of the Market for Solar Technology Applications in the European Automotive Industry fa parte dell’Automotive & Transportation Growth Partnership Services programme, che include ricerche nei seguenti mercati: European Market Analysis for Low Speed Driver Assistance Applications, Strategic Analysis of European Automotive Interior Lighting Market, Strategic Analysis of European Automotive Exterior Lighting Market, and European Automotive Original Equipment DAS, ESP, Passive Safety and Rain Sensors Market.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di  crescita, innovazione e leadership di mercato. Il Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre ai manager e ai loro team una serie di strumenti quali ricerche e modelli di best practice che permettono l’identificazione, la valutazione e l’implementazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan ha oltre 45 anni di esperienza maturata lavorando per conto e in collaborazione con importanti societa’ a livello globale fra cui le prime 1000, aziende emergenti e investitori e vanta una rete di  piu’ di 40 uffici in cinque continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, si prega di visitare il sito http://www.frost.com

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Actionaid su G8 energia e bassa emissione

Posted by fidest press agency su martedì, 26 Maggio 2009

“Accogliamo con favore l’impegno dei Ministri dell’Energia del G8 per migliorare l’efficienza energetica e porre le basi per una piattaforma globale di tecnologie a bassa emissione, ma è necessaria una maggiore chiarezza su quali saranno queste tecnologie da utilizzare. Soluzioni energetiche come i biocarburanti di prima generazione infatti, non possono rappresentare la vera strada nella lotta contro i cambiamenti climatici e l’accesso all’energia nei Paesi in Via di Sviluppo”, dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, a conclusione del G8 dei Ministri dell’Energia svoltosi a Roma. L’industria dei biocarburanti – spiega ActionAid – è ormai considerata la principale causa della crisi dei prezzi che si è recentemente abbattuta sui mercati dei prodotti agricoli su scala globale. La corsa al soddisfacimento di target di consumo sempre più ambiziosi sui biocarburanti, negli USA e in Europa, ha sostanzialmente e persistentemente alterato i mercati globali dei prodotti agricoli. I paesi membri del G8, ad eccezione di Russia e Giappone, hanno attualmente la maggiore capacità produttiva in questo settore. Per questo motivo Actionaid chiede a questi paesi un’immediata moratoria su un’eventuale ulteriore espansione dell’utilizzo di biocarburanti provenienti da produzioni agroindustriali monoculturali. “L’impegno dei paesi del G8 a finanziare i paesi in via di sviluppo per attuare politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e risparmio energetico, deve essere addizionale rispetto agli impegni pregressi. Ricordiamo ad esempio che dei 182 miliardi di dollari complessivi che le istituzioni internazionali hanno stimato come necessari annualmente ai paesi in via di sviluppo per combattere efficacemente contro i cambiamenti climatici, solo 26 milioni di dollari sono stati ad oggi spesi nell’ambito i programmi di aiuto multilaterale”, conclude De Ponte.

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Soldà sul più grande impianto fotovoltaico del Veneto

Posted by fidest press agency su martedì, 26 Maggio 2009

“Tutti i grandi imprenditori dovrebbero investire nelle fonti di energia pulita, le uniche in grado di garantire risvolti positivi sia economici che ambientali”. Questo è quanto dichiarato da Roberto Soldà, vicepresidente del movimento Italia dei Diritti, riguardo alla nascita del più grande impianto fotovoltaico del Veneto. L’azienda produttrice di componenti meccaniche, “Athena”, ha inaugurato ieri ad Alonte (Vicenza) una struttura in grado di produrre dall’energia solare un milione di kWh all’ anno. Gli 11.502 moduli solari di ultima generazione garantiranno all’azienda un beneficio economico e consentiranno di eliminare ogni anno l’emissione in atmosfera di ben 584 mila chilogrammi di anidride carbonica. “Modelli del genere,  – ha continuato Soldà – che spesso restano sporadici, dovrebbero espandersi a macchia di leopardo nel nostro Paese. Quello di Alonte è un ottimo esempio da seguire, in quanto, oltre a tutelare il diritto alla salute dei cittadini, permette di rispettare l’ambiente. Sarebbe opportuno incentivare e promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili lungo tutto lo Stivale, favorendo così la rinascita di molte imprese, oltre che un miglioramento della qualità della vita”.

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