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Posts Tagged ‘emissioni’

La società di packaging sostenibile in metallo Eviosys supera l’obiettivo di riduzione di emissioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2022

L’imballaggio in metallo, il tipo di contenitore più riciclabile, ottiene oggi una spinta sostenibile: il principale produttore europeo Eviosys ha superato l’obiettivo di emissioni per la produzione nel 2021, riducendolo del 5,6%, quasi il doppio del target originale del 3% fissato dalla sua ambiziosa tabella di marcia verso il raggiungimento di zero emissioni. Poiché lattine e coperchi sono riciclabili all’infinito e godono dei più alti tassi di riciclaggio per gli imballaggi alimentari, la capacità di intervenire sull’impatto ambientale promette di inaugurare una nuova era nella sostenibilità. Il nuovo rapporto ESG di Eviosys, Preserve Together, rivela che l’azienda sta accelerando sulla decarbonizzazione, con importanti piani per ridurre l’impronta di carbonio delle sue lattine e dei suoi coperchi del 20% entro il 2027 (rispetto al 2020) sulla strada per arrivare a zero emissioni nette entro il 2050. Eviosys ha anche rivelato che punta a investire in tecnologie all’avanguardia per l’efficienza energetica, inclusi nuovi ossidanti, compressori e refrigeratori più efficienti. Inoltre, grazie al passaggio all’energia rinnovabile, Eviosys sta compiendo rapidi progressi nella riduzione delle emissioni Scope 1 e 2, (cioè quelle dirette, generate dall’azienda e indirette, generate dall’energia acquistata per le sue attività). La posizione strategica dei 44 stabilimenti di produzione di Eviosys in Europa e in Africa le permette di essere vicina ai suoi clienti, contribuendo a ridurre le emissioni di carbonio legate ai trasporti. In questo modo, Eviosys investe nelle stesse regioni dei suoi clienti, sostenendo l’occupazione e le comunità locali. Nei 10 anni fino al 2019, la quota di mercato degli imballaggi in metallo è cresciuta dell’8% (Statista) e si prevede che il segmento crescerà del 4% dal 2021 al 2026 (Mordor) poiché il 70% dei consumatori europei (Dollard) evita la plastica e le aziende di beni di largo consumo cercano alternative di imballaggio più sostenibili. Storicamente, uno dei principali ostacoli all’adozione di queste alternative è stato il vincolo a cui le aziende sono state sottoposte di produrre, riempire e riciclare materiali in volumi elevati, mentre gli imballaggi in metallo sono ampiamente ed economicamente riciclabili con una forte diffusione nelle catene di distribuzione esistenti. Eviosys punta anche ad aree di miglioramento in termini dell’inclusività, sia per la sua attività che per i suoi prodotti. Il rapporto ESG mette in evidenza anche OrbitTM, una chiusura rivoluzionaria brevettata e pluripremiata che riduce la coppia di apertura fino al 50% rispetto a una chiusura convenzionale, migliorando così la praticità dei loro prodotti per le persone con problemi di mobilità. Un ulteriore avanzamento nell’inclusione dovrebbe essere annunciato nelle prossime settimane.

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Fit for 55: obiettivo zero emissioni per auto e furgoni nel 2035

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2022

Parlamento europeo. Il Parlamento sostiene la revisione dei livelli di emissioni di CO2 per le autovetture nuove e i veicoli commerciali leggeri nuovi, parte del pacchetto “Pronti per il 55% nel 2030”. Il testo legislativo è stato approvato con 339 voti favorevoli, 249 contrari e 24 astensioni. Nel testo approvato, i deputati sostengono la proposta della Commissione di raggiungere una mobilità stradale a emissioni zero entro il 2035 con l’obiettivo, a livello europeo, di produrre autovetture nuove e i veicoli commerciali leggeri nuovi a zero emissioni. Gli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni per il 2030 sarebbero fissati, secondo la posizione del PE, al 55% per le automobili e al 50% per i furgoni.

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Ci restano 8 anni. 96 mesi. Circa 3mila giorni per ridurre di oltre la metà le emissioni di CO2 sulla terra

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Questo è il tempo che rimane, secondo gli scienziati, per ridurre di oltre la metà le emissioni di CO2, fermare la crisi dell’estinzione delle specie, ed evitare il collasso ecologico del Pianeta.Dobbiamo trasformare radicalmente le nostre società, e c’è un modo per farlo…L’Università di Harvard ha trovato una “regola d’oro” per trasformare la società: se una campagna nonviolenta riesce a mobilitare anche solo il 3,5% della popolazione, il cambiamento è praticamente garantito.Noi avaaziani siamo già 70 milioni, quasi l’1% della popolazione globale, e insieme a migliaia di altre organizzazioni e movimenti possiamo avvicinarci alla magica soglia del 3,5% della popolazione impegnata in questa urgente trasformazione! Inondazioni e incendi devastanti sono un chiaro segno che ci stiamo avvicinando sempre di più al punto di non ritorno del pianeta, il momento in cui cambiamenti improvvisi e violenti destabilizzeranno profondamente l’equilibrio dei sistemi di sostegno alla vita della Terra. Ma ogni giorno migliaia di persone cercano soluzioni e si uniscono a questa grande battaglia. Dobbiamo: Amplificare le voci degli indigeni, dei difensori in prima linea, dei giovani attivisti e delle coalizioni di genitori ai vertici globali e nelle stanze del potere; Difendere la democrazia ovunque, continuando a denunciare gli impatti tossici della disinformazione e lanciare un’imponente campagna per far assumere alle Big Tech le proprie responsabilità; Assumere decine di persone in svariate parti del mondo, che mobilitino avaaziani i in nuove lingue per espandere rapidamente il nostro movimento, specialmente nel Sud del mondo; Collaborare con altri movimenti coraggiosi, scienziati ed esperti di salute pubblica per potenziare la nostra cooperazione e raggiungere il massimo impatto. (n.r. Ma questo sforzo non va chiesto solo ai singoli individui ma anche ai governi inducendoli a ridurre le spese per gli armamenti e i conflitti armati nelle aree regionali del mondo).

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Città responsabili 70% emissioni antropiche, il 65% da consumo risorse naturali

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è l’occasione perfetta per sbloccare progetti fermi ed accelerare il percorso di transizione verso un modello di economia circolare, verso le Smart City avanzate e verso una maggiore sostenibilità ambientale. A metterlo in evidenza è Sensoworks, la startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme multilivello, secondo la quale il PNRR potrà dare un contributo significativo anche nel recupero delle nostre infrastrutture: ben 850.000 chilometri di strade, 2.200 gallerie, 21.100 ponti e 6.320 cavalcavia per cui ancora oggi non esistono dati certi. Non essendo peraltro mai stato funzionante il catasto delle strade non si può neanche conoscere con certezza il numero di ponti, viadotti e gallerie che hanno raggiunto livelli preoccupanti di degrado.Eppure è proprio in Italia che sta avanzando il progetto «Sensoworks Smart City» con le sue piattaforme software ed i dispositivi connessi —includendo lampioni intelligenti, automobili, wearables e smartphone— che interagiscono con le attività quotidiane della città, dallo «smart parking» alla raccolta dei rifiuti (smart waste management), dal supermercato intelligente allo «smart hospital».In tale ambito si stanno facendo passi da giganti: la scorsa settimana Sensoworks ha già presentato il suo primo «white paper» (www.sensoworks.com/white-paper-02). Il progetto è ambizioso, ma per la trasformazione economica e sociale in chiave sostenibile rimane fondamentale la messa in sicurezza delle infrastrutture, che devono corrispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini, e l’assoluta trasparenza dei processi.La startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale ha ragionato a 360 gradi, riuscendo a concepire piattaforme che chiudono il divario tra l’«IA» e lo «IoT», progettando non solo il software ma anche manufatti, spesso rivoluzionari.Nella sfida sulle città intelligenti l’Italia può ancora vincere la competizione e spiazzare la Cina che al momento detiene il primato mondiale con oltre la metà dei 1.200 progetti al mondo già finanziati. Ma certo resta da risolvere la questione delle infrastrutture.Le installazioni del nostro Paese di cui sappiamo qualcosa ammontano a non più di 65.000: delle altre infrastrutture, invece, non sappiamo quasi nulla. «Qui le nuove tecnologie potrebbero dare un contributo risolutivo, consentono interventi su larga scala ed in continuo, con acquisizione automatica dei dati e gestione da remoto, permettendo di monitorare grandezze fisiche, 24 ore su 24, 7 giorni su 7» aggiunge De Carlo.

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Emissioni nette pari a zero segnano l’inizio di una spinta mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

A cura di Andrea Carzana, Gestore azionario europeo di Columbia Threadneedle Investments. Il 2020 è stato un anno storico in termini di afflussi di capitali nei fondi incentrati sull’investimento responsabile (IR). Sebbene l’interesse per i fondi che adottano i principi IR sia stato alimentato dalla pandemia di Covid-19, la crescita non accenna a diminuire e dovrebbe durare molto più a lungo dell’impatto del virus. Secondo Calastone, nel solo mese di dicembre 2020 gli investitori hanno riversato GBP 1,1 miliardi in fondi azionari di diritto britannico a gestione attiva con focus IR. Si tratta all’incirca dell’ammontare confluito in queste strategie tra il 2015 e il 2018. Altrettanto ragguardevole è il fatto che questi 1,1 miliardi di sterline hanno costituito all’incirca i due terzi dei capitali investiti in tutte le strategie attive. Il totale di dicembre 2020 (GBP 1,7 miliardi) ha fatto segnare gli afflussi mensili più elevati dal luglio 2015. I trend dell’investimento responsabile e della sostenibilità stanno acquistando uno slancio straordinario. Tuttavia, le cifre complessive celano dinamiche di fondo importanti. Quella dell’IR è un’etichetta ampia che abbraccia molte strategie legate alla sostenibilità. Gran parte dei capitali investiti nel 2020 è confluita in fondi commercializzati come veicoli ESG (fattori ambientali, sociali e di governance), che si concentrano sulle performance degli emittenti rispetto a questi indicatori.Accade non di rado che gli investitori facciano confusione tra i fondi ESG e le strategie con risultati sostenibili, concludendo di essersi persi il “treno” dell’investimento in risultati sostenibili. Ma non è così. L’ESG è in crescita già da molti anni, ma solo nel 2020 gli investitori hanno cominciato per la prima volta a concentrarsi realmente sulle opportunità della transizione verso la neutralità carbonica.Gli impegni ambiziosi presi nel 2020 sono cruciali, ma il 2021 sarà l’anno finora più decisivo per la transizione verso la neutralità carbonica. Il 2021 è l’anno in cui i finanziamenti stanziati per realizzare l’azzeramento delle emissioni nette verranno messi a frutto. È lampante che saranno necessari capitali di gran lunga superiori a quelli annunciati dai governi per trasformare il modo in cui il mondo genera energia – l’attività responsabile dei tre quarti delle emissioni globali. Ad esempio, per raggiungere la neutralità carbonica nel 2050, la quota di auto elettriche sulle vendite totali dovrà salire dal 3% a più del 50% entro la fine di questo decennio, la produzione di idrogeno verde dovrà aumentare da 450mila tonnellate l’anno a 40 milioni e gli investimenti nell’elettricità pulita dovranno passare da USD 380 miliardi l’anno a USD 1.600 miliardi. Nei prossimi mesi, tuttavia, ci aspettiamo che due eventi chiave premano l’acceleratore sull’iniziativa delle emissioni nette pari a zero segnalando l’inizio di una spinta mondiale più coordinata in vista della scadenza del 2050. In primo luogo, a maggio l’Agenzia internazionale per l’energia pubblicherà il suo primo piano programmatico delineando il cammino che il settore globale dell’energia dovrà percorrere per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Le aziende di tutto il mondo vedranno in questo documento un modello di riferimento rispetto al quale misurare le proprie iniziative di transizione. Ciò è fondamentale perché gli obiettivi di neutralità carbonica delle singole imprese variano enormemente in termini di qualità e ambizione – alcune si sono impegnate a raggiungere la neutralità entro il 2030, altre solo nel 2060. Il coordinamento globale consentirà agli investitori di giudicare le società rispetto al gruppo dei pari in maniera più efficace, e ciò contribuirà a indirizzare i flussi di capitali. Il secondo evento chiave del 2021 avrà luogo a novembre, quando il Regno Unito ospiterà a Glasgow la Conferenza COP26 sul cambiamento climatico. In questa sede si punterà a coordinare i piani dei vari governi in tema di cambiamento climatico. La Conferenza eserciterà inoltre maggiori pressioni sui governi affinché tengano fede agli impegni già presi e li potenzino in vista del raggiungimento del traguardo 2050. La spinta ad azzerare le emissioni nette avrà implicazioni su tutte le società e gli investitori nei prossimi decenni. Alcuni settori, tra cui le major petrolifere con ingenti attività preesistenti, andranno incontro a grandi difficoltà. Altre società investono già da anni in tecnologie più verdi e sono ben posizionate in vista della transizione energetica.In ultima istanza, le aziende che si muoveranno in maniera coordinata per conseguire la neutralità climatica riceveranno investimenti sia pubblici che privati. Diventeranno più sostenibili, più resilienti e, pertanto, più promettenti nel lungo termine. Di conseguenza, potranno beneficiare di un minor costo del capitale rispetto alle concorrenti. La transizione globale verso l’azzeramento delle emissioni nette è appena cominciata, ma plasmerà l’agenda d’investimento per molti decenni a venire. Fonte http://www.columbiathreadneedle.it

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I droni per lo studio di emissioni vulcaniche inaccessibili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

Un team internazionale guidato dall’University College London (UCL, UK), che ha visto la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con il gruppo di ricerca di Vulcanologia del Dipartimento DiSTeM dell’Università di Palermo, ha sviluppato e utilizzato una nuova tecnologia basata sull’uso dei droni per la misura dei gas vulcanici emessi dai vulcani attivi, dimostrando così che anche nei vulcani inaccessibili e pericolosi come il Manam (in Papua Nuova Guinea), i droni rappresentano l’unico modo per realizzare importanti misure per caratterizzarne lo stato di attività in condizioni in sicurezza. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances dell’AAAS (American Association for the Advancement of Science). Questo progetto ha utilizzato tecnologie innovative, cioè droni (Unmanned Aerial System – UAS) con a bordo apparecchiature miniaturizzate di campionamento, per raccogliere misure di gas vulcanici presso i vulcani di Manam e Rabaul in Papua Nuova Guinea. Questi sono dei forti emettitori di gas, ma poco si sa su di loro perché i pennacchi sono di difficile accesso usando tecniche terrestri, specialmente in caso di eruzioni.ABOVE sta cambiando il modo in cui gli scienziati campionano le emissioni di gas vulcanici attraverso lo studio condotto nell’ambito del Deep Carbon Observatory, una comunità globale di scienziati impegnati in una ricerca decennale che punta a una migliore comprensione del ciclo naturale terreste del carbonio.Nel mese di maggio del 2019, un team internazionale di scienziati ha intrapreso un’ambiziosa campagna di misure presso i due vulcani in Papua Nuova Guinea, entrambi tra i più prodigiosi emettitori di anidride solforosa sulla Terra e tuttavia privi di qualsiasi misurazione della quantità di carbonio emessa nell’atmosfera.Il team comprende scienziati provenienti da Regno Unito, Italia, Stati Uniti, Papua Nuova Guinea, Svezia, Germania e Costa Rica. Il progetto unisce diversi gruppi che lavorano sulle misurazioni dei gas vulcanici tramite droni in tutto il mondo. I gruppi hanno schierato vari tipi di drone (ad ala fissa, ala rotante e sistemi combinati) dotati di sensori di gas, spettrometri e dispositivi di campionamento per acquisire misurazioni vicino alle emissioni di anidride carbonica e altri gas. Le diverse metodiche sono state comparate per verificarne gli ambiti di impiego ottimale.Il team italiano ha messo a disposizione la strumentazione geochimica sviluppata nei propri laboratori, per l’installazione a bordo di droni messi a punto da un team dell’Università di Bristol, sia ad ala fissa, più adeguati a voli su lunghe distanze e per fare misure di composizione attraversando i gas del plume, che ad ala rotante, più versatili per campionamento di gas in punti fissi. L’integrazione dei sistemi è stata effettuata in stretta collaborazione tra i due team. Già dalle fasi preliminari del progetto un drone ad ala rotante completo di sensoristica geochimica e altra strumentazione portatile, sono stati lasciati a disposizione dell’osservatorio vulcanologico di Papua Nuova Guinea, il Rabaul Volcanological Observatory.Utilizzando nuovi sensori di gas e spettrometri miniaturizzati, e progettando innovativi dispositivi di campionamento attivabili in maniera automatica, i ricercatori sono stati in grado di far volare droni fino a 2 km di altezza e 6 km di distanza e di raggiungere le inaccessibili aree dove eseguire le misurazioni.Infatti particolarmente impegnativa è stata la campagna sul vulcano Manam, che ha un diametro di 10 km e un’elevazione di 1800 m sul livello del mare, con gran parte delle zone sommitali totalmente inaccessibili. Si trova su un’isola a 13 km dalla costa nord-orientale della Papua Nuova Guinea.Questo vulcano era noto da misure satellitari essere uno tra i maggiori emettitori di anidride solforosa (SO2) al mondo, ma prima di questo progetto non si sapeva nulla sulla sua produzione di CO2, molto più difficile da misurare da lontano a causa delle alte concentrazioni nell’atmosfera di background.Infine, proprio il rapporto di abbondanza tra queste le specie CO2 e SO2 risulta essere fondamentale per determinare la probabilità del verificarsi di un’eruzione, perché correlata con la profondità nella quale il magma risiede, ed entrambe le specie sono state rilevate durante le campagne di misura.

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Legge UE sul clima: aumentare obiettivo di riduzione emissioni per il 2030 al 60%

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

Bruxrelles. Il Parlamento europeo chiede che tutti i Paesi UE diventino climaticamente neutri entro il 2050 e vuole obiettivi ambiziosi per il 2030 e il 2040, in una votazione sulla Legge UE sul clima. Giovedì, il Parlamento ha adottato il suo mandato negoziale sulla legge europea sul clima con 392 voti favorevoli, 161 contrari e 142 astensioni. La nuova legge mira a trasformare le promesse politiche, secondo cui l’UE raggiungerà la neutralità climatica entro il 2050, in un obbligo vincolante e a fornire ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare la trasformazione.I deputati insistono sul fatto che sia l’UE che tutti i singoli Stati membri devono diventare neutri sotto il profilo delle emissioni di carbonio entro il 2050 e che in seguito l’UE dovrà raggiungere l’obiettivo di “emissioni negative”. Chiedono inoltre finanziamenti sufficienti per raggiungere questi obiettivi.Entro il 31 maggio 2023 la Commissione deve proporre, mediante procedura legislativa ordinaria, una tabella di marcia a livello UE su come raggiungere la neutralità entro il 2050, per limitare l’aumento della temperatura globale, in conformità con l’accordo di Parigi. La tabella dovrà essere rivista dopo ogni bilancio a livello globale.I deputati vogliono anche istituire un Consiglio europeo per i cambiamenti climatici (ECCC) come organismo scientifico indipendente per valutare i progressi compiuti in tale direzione. L’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030 è del 40% rispetto al 1990. Nella sua proposta modificata di legge sul clima dell’UE, la Commissione europea ha proposto di aumentare questo obiettivo ad “almeno il 55%”, rispetto ai livelli registrati nel 1990. Oggi i deputati hanno alzato ulteriormente la posta, chiedendo una riduzione delle emissioni del 60% nel 2030, aggiungendo che gli obiettivi nazionali devono essere aumentati in modo equo ed efficiente in termini di costi. Vogliono anche che la Commissione proponga un obiettivo intermedio per il 2040, previa valutazione d’impatto, per garantire che l’UE sia sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo nel 2050.Infine, i deputati chiedono che l’UE e gli Stati membri eliminino gradualmente tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025, e sottolineano la necessità di continuare gli sforzi per combattere la povertà energetica.

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Inquinamento atmosferico: auto rispettino i limiti in condizioni di guida reali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Il Parlamento europeo ha adottato, con 485 voti favorevoli, 169 contrari e 42 astensioni, la sua posizione sulla proposta della Commissione di reintrodurre delle esenzioni legali (attraverso un cosiddetto fattore di conformità) sulle emissioni di ossido di azoto (NOx) delle autovetture leggere (Euro 5 ed Euro 6) per l’omologazione dei veicoli testati in condizioni di guida reali, al fine di conformarsi alla sentenza del Tribunale UE del 13 dicembre 2018.
In precedenza, i dati sulle emissioni delle automobili, come ad esempio i NOx, venivano ottenuti attraverso test in laboratorio. L’UE è la prima regione al mondo ad utilizzare i test sulle emissioni in condizioni di guida reale (RDE) per misurare gli inquinanti emessi dai veicoli durante la guida su strada. Tuttavia, le emissioni di questi veicoli in condizioni di guida reali tendono ad essere significativamente più elevate.Per affrontare le incertezze tecniche relative alle misurazioni ottenute attraverso i sistemi portatili di misurazione delle emissioni (Portable Emission Measurement Systems – PEMS), che misurano le emissioni dei motori durante il loro utilizzo, la Commissione ha introdotto il cosiddetto “fattore di conformità”, che consente di aumentare le emissioni in condizioni di guida reali per tenere conto di un margine di errore.Per ridurre le emissioni di NOx, il Parlamento vuole che il fattore di conformità sia abbassato annualmente, sulla base delle valutazioni del Centro comune di ricerca. Dopo una diminuzione immediata da 1,43 a 1,32, dovrebbe essere ulteriormente ridotto fino a cessare di essere applicato entro il 30 settembre 2022. In seguito, i dati dei test effettuati in condizioni di guida reali verrebbero utilizzati per determinare il rispetto dei limiti di emissione dell’UE, senza nessun aggiustamento.
La risoluzione legislativa chiede inoltre alla Commissione di stabilire entro giugno 2021 dei requisiti più severi per i sistemi portatili per i test RDE.

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Risparmi per le famiglie e riduzione delle emissioni di gas serra grazie a nuove norme sugli alimentatori esterni

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Gli alimentatori esterni sono adattatori utilizzati per convertire l’energia elettrica dell’alimentazione di rete in una tensione inferiore e sono molto comuni nelle case europee, con una media di dieci per famiglia e oltre 2 miliardi in totale nell’UE. Le nuove norme dell’UE renderanno questi alimentatori esterni più efficienti sotto il profilo energetico, allineandoli agli standard più elevati a livello mondiale. Si calcola che entro il 2030 le norme faranno risparmiare oltre 4 TWh/anno di energia elettrica, sufficienti ad alimentare l’intera Lettonia per un mese. Ciò consentirà di evitare oltre 1,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente l’anno di emissioni di gas a effetto serra.Gli alimentatori esterni sono utilizzati, ad esempio, nell’elettronica di consumo (smartphone, altoparlanti, sistemi audio, televisori), nei prodotti TIC (modem, router, portatili, tablet, display elettronici), nei piccoli apparecchi da cucina (frullatori, spremiagrumi) e nei prodotti per l’igiene personale (rasoi, spazzolini elettrici). Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile degli alimentatori esterni fa parte di un più ampio pacchetto di misure adottate lo scorso anno, composto da 10 regolamenti sulla progettazione ecocompatibile e 6 regolamenti sull’etichettatura energetica. Il pacchetto completo dovrebbe generare entro il 2030 un risparmio complessivo di 167 TWh di energia finale l’anno, equivalente al consumo energetico annuo della Danimarca. I risparmi cumulativi corrispondono a una riduzione di oltre 46 milioni di tonnellate di CO2 equivalente l’anno.

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BP emissioni zero 2050

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Commento di Legal & General Investment Management (LGIM) sulla decisione di BP di emissioni nette zero entro il 2050. “Gli annunci di oggi dimostrano il potere dell’engagement collaborativo e Legal & General Investment Management (LGIM) è lieta che la nostra prima shareholder proposal in BP abbia portato a risultati positivi. Le compagnie petrolifere e del gas hanno un ruolo importante da svolgere nella transizione energetica: incoraggiamo il settore a seguire il percorso segnato da BP fissando ambiziosi target per emissioni nette zero.”

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Adyen lancia la sua soluzione per l’emissione di carte

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Amsterdam. Adyen, la piattaforma internazionale di pagamento scelta da Aziende leader a livello mondiale, ha annunciato l’ampliamento della sua offerta con il servizio di emissione di carte. Adyen Issuing, questo il nome della soluzione, consentirà alle aziende clienti della piattaforma olandese di fornire carte virtuali e/o fisiche ai propri clienti. Le carte emesse da Adyen potranno essere utilizzate online, in-app, in store o essere integrate nei mobile wallet.Adyen Issuing soddisferà le più disparate esigenze dei clienti, offrendo loro la possibilità di emettere carte per svariati contesti d’uso: ad esempio, i marketplace potranno effettuare trasferimenti verso queste carte che, a loro volta, i clienti potranno utilizzare ovunque; oppure le agenzie di viaggio online avranno la possibilità di servirsi di carte virtuali per effettuare erogazioni a compagnie aeree e alberghi.Per le aziende le carte rappresentano una modalità molto efficace per connettersi con partner e clienti. Adyen Issuing potrà offrire loro numerosi vantaggi in questo senso:
● Una piattaforma globale unificata che offre ai propri clienti anche una soluzione di emissione di carte all’avanguardia, in grado di soddisfare le loro esigenze presenti e future.
● Una tecnologia API avanzata, che offre ai clienti il controllo sull’onboarding e la possibilità di personalizzare le carte con il proprio marchio.
● Potenti API in tempo reale che consentono ai clienti di essere integrati nel flusso di autorizzazione e di controllare l’esperienza del titolare della carta.
● Perfetta integrazione con l’acquiring di Adyen per ridurre i tempi di autorizzazione delle carte e aumentare la trasparenza del flusso di cassa.
● Le carte emesse dal cliente tramite Adyen sono mobile wallet friendly e possono essere utilizzate per l’acquisto online, in-app e in-store.

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Nuovi limiti alle emissioni di CO2 degli autocarri

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Bruxelles. Obiettivo vincolante di riduzione del 30% entro il 2030 per i nuovi veicoli pesanti Circa il 25% delle emissioni del trasporto su strada nell’UE proviene da camion e autocarri. Il primo regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di CO2 per camion e autocarri è stato approvato in via definitiva giovedì.La nuova legislazione, concordata in via informale con i ministri UE a febbraio, è stata adottata con 474 voti favorevoli, 47 contrari e 11 astensioni.Nel testo viene stabilito che le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti, quali camion e autocarri, dovranno essere ridotte del 30% entro il 2030, con un obiettivo intermedio di riduzione del 15% entro il 2025, rispetto ai valori emessi nel 2019.Sempre entro il 2025, i costruttori dovranno garantire che almeno il 2% della quota di mercato delle vendite di veicoli nuovi sia costituito da veicoli a basse o a zero emissioni, al fine di contrastare il costante aumento delle emissioni del traffico stradale, di cui circa un quarto è dovuto ai veicoli pesanti. Inoltre, in linea con l’accordo di Parigi, la Commissione europea dovrà proporre nel 2022 nuovi obiettivi per il periodo successivo al 2030.

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Il Parlamento approva i nuovi limiti sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

I deputati europei hanno approvato in via definitiva delle misure per ridurre le emissioni di gas serra di automobili e furgoni entro il 2030.
Deputati e i ministri UE hanno concordato un obiettivo più elevato (37,5%) di riduzione delle emissioni delle autovetture nuove entro il 2030, rispetto a quello proposto dalla Commissione europea (30%). La legislazione fissa inoltre un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per i nuovi furgoni (31%) entro il 2030.Il testo legislativo è stato adottato con 521 voti favorevoli, 63 voti contrari e 34 astensioni. E’ ora necessaria l’adozione formale del Consiglio UE, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.I produttori le cui emissioni medie superano i limiti dovranno pagare un’indennità. Entro il 2023, la Commissione europea dovrà valutare se destinare o meno tali importi a un fondo specifico per la transizione verso una mobilità a emissioni zero e per sostenere la formazione dei lavoratori del settore automobilistico.
La nuova legge prevede che l’intero ciclo di vita delle emissioni delle autovetture sia valutato a livello europeo. La Commissione dovrà inoltre valutare l’opportunità di disporre di una metodologia comune per la valutazione e di una comunicazione coerente dei dati entro il 2023. Se del caso, dovrebbe essere varata una normativa in materia.

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“Lotta alle emissioni: diesel da assolvere”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Oggi un’auto diesel “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a un veicolo “Euro 1”. Stessi progressi sono stati compiuti nel trasporto pesante, dove un motore “Euro VI” presenta emissioni 8 volte inferiori rispetto a uno omologato “Euro III”. Nei primi due mesi del 2019, inoltre, a un calo della quota di vetture diesel immatricolate, è corrisposto un aumento complessivo della CO2 media delle nuove auto vendute. Dati alla mano, oggi l’utilizzo del diesel di ultima generazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030, in modo socialmente ed economicamente sostenibile.
Il report intende, dati alla mano, fare chiarezza sul tema motorizzazioni ed emissioni climalteranti e inquinanti, e sfatare demagogie e pregiudizi nei confronti del diesel, sempre più spesso additato come la principale fonte dell’inquinamento urbano e delle emissioni climalteranti (GHG) con argomentazioni spesso non corrette che influenzano il dibattito pubblico e, in diversi casi, le scelte politiche in materia di mobilità che tendono ad allontanare il raggiungimento degli obiettivi ambientali.
Punto di partenza dell’analisi firmata da Unione Petrolifera è la considerazione che il parco auto italiano è tra i più vetusti a livello europeo e ciò incide fortemente sui livelli emissivi: oltre la metà del circolante ha un’età superiore ai 10 anni, rispetto al 36-39% di Paesi come Francia, Germania o Regno Unito.
Per ridurre realmente l’impatto ambientale del settore trasporti, l’unico strumento efficace è favorire il ricambio del parco auto con i modelli più recenti. Processo che oggi è rallentato da provvedimenti poco efficaci, come il bonus-malus che non tiene conto dell’impatto del binomio “veicolo-vettore energetico” nell’intero ciclo di vita, o da divieti e limitazioni alle auto “Euro 6D”, assolutamente ingiustificati da un punto di vista tecnico. Provvedimenti che ingenerano confusione nei consumatori e bloccano la sostituzione dei modelli vecchi con veicoli nuovi a bassissimo impatto ambientale.

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Nuovi buoni pasto e i vecchi?

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, in una nota ha reso noto che dal 6 agosto riprenderà, con un nuovo fornitore, il servizio di buoni pasto.”Ottima notizia, ma non basta! Ora deve anche risolvere il problema dei buoni inutilizzabili ancora in possesso dei dipendenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La soluzione più semplice è che i lavoratori possano convertire i buoni pasto vecchi con quelli nuovi, restituendo quelli inutilizzati al datore di lavoro ed ottenendo in cambio quelli del nuovo fornitore” prosegue Dona.”Attendiamo, quindi, provvedimenti ulteriori. Altrimenti, in caso di violazione dei diritti dei dipendenti, saremo costretti ad intraprendere una class action contro la Pubblica Amministrazione” conclude Dona.

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Clima: tagli più ampi alle emissioni di CO2 e finanziamenti per l’innovazione a basse emissioni

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Philippine climateStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Nuove regole UE per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra, attraverso il Sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS) saranno sottoposte a votazione finale martedì. Il progetto di legge, sul quale c’è già un accordo informale con i ministri dell’UE, prevede che la quantità totale di emissioni che le imprese UE possono produrre, messe all’asta ogni anno nel sistema ETS, sia ridotta più rapidamente. Inoltre, la capacità della riserva di stabilità del mercato ETS verrebbe raddoppiata con lo scopo di eliminare le quote di emissioni in eccesso e quindi di non far crollarne il prezzo.Per promuovere l’innovazione a basse emissioni di carbonio, la legge istituirebbe un “fondo di modernizzazione” per contribuire a migliorare i sistemi energetici degli Stati membri a basso reddito e un “fondo di innovazione” per sostenere le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e i progetti sull’innovazione a basse emissioni.Il sistema ETS dell’UE introduce una soglia massima alla quantità totale di gas a effetto serra che può essere emessa dai settori interessati dal sistema. All’interno di tale soglia, le imprese UE ricevono o acquistano “quote di emissioni” (ovvero permessi di emissione di CO2) che possono, se necessario, scambiare tra loro.La Commissione ha pubblicato il 15 luglio 2015 la sua proposta relativa alla fase IV dell’ETS. La proposta mira a conseguire l’obiettivo “minimo” UE di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% per il 2030, proteggendo allo stesso tempo l’industria europea dal rischio di “rilocalizzazione” (ovvero lo spostamento delle industrie inquinanti in Paesi terzi con limiti meno rigorosi) e promuovendo l’innovazione e la modernizzazione dell’industria e del settore energetico dell’UE nel corso dei dieci anni successivi al 2020.

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Obbligatorie dal 1° settembre prove nuove e più efficaci delle emissioni degli autoveicoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

europaBruxelles. A partire dal 1º settembre 2017, prima di poter circolare sulle strade europee i nuovi modelli di autoveicoli dovranno superare prove aggiornate più affidabili delle emissioni in condizioni di guida reali (“emissioni reali di guida”, Real Driving Emissions – RDE) nonché una prova di laboratorio migliorata (“procedura di prova per i veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale”, World Harmonised Light Vehicle Test Procedure – WLTP).
Prove delle emissioni più severe e precise: le emissioni di NOx e di particolato, che sono una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico, saranno misurate in maniera più affidabile in condizioni di guida reali (prova RDE). Questa prova andrà ad integrare una procedura di prova in laboratorio nuova e più realistica (prova WLTP) per tutte le emissioni, comprese quelle di CO2, e il consumo di carburante, nonché le emissioni di NOx e di altri inquinanti atmosferici. Entrambe le prove diventeranno obbligatorie dal settembre 2017 per tutti i nuovi modelli di autoveicoli e saranno introdotte gradualmente per tutti gli autoveicoli nuovi tra il 2018 e il 2019 (per ulteriori informazioni cfr. MEMO/17/2821).
Revisione completa del sistema di omologazione: una volta adottata, la proposta di regolamento che la Commissione ha presentato nel gennaio 2016 garantirà una maggiore qualità e indipendenza delle prove sui veicoli e un controllo più attento sugli autoveicoli già in circolazione e introdurrà la vigilanza dell’UE nell’intero sistema.
Norme sulla qualità dell’aria: gli Stati membri sono tenuti a rispettare i valori limite dell’UE per una serie di inquinanti, tra cui l’NO2, e a stabilire piani per la qualità dell’aria nelle zone o negli agglomerati in cui tali valori limite sono superati.
Mobilità a basse emissioni: la strategia europea per una mobilità a basse emissioni mira ad aumentare l’efficienza del sistema dei trasporti e ad accelerare la diffusione delle energie alternative a basse emissioni per i trasporti e la transizione verso veicoli a emissioni zero. Detta strategia si basa su una gamma di alternative energetiche a basse emissioni per le autovetture e gli autobus e pone l’accento sull’elettrificazione dei trasporti ferroviari e sull’impiego dei biocarburanti nei settori del trasporto aereo e del trasporto su gomma di merci e passeggeri. La Commissione prevede altresì di adottare entro novembre 2017 un piano d’azione riguardante un’infrastruttura per i combustibili alternativi allo scopo di diffondere maggiormente l’uso dei carburanti alternativi in Europa.
Al tempo stesso la Commissione segue con attenzione i provvedimenti adottati dagli Stati membri relativamente ai veicoli inquinanti già in circolazione.
Nel dicembre 2016 e nel maggio 2017 la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di otto Stati membri per violazione della normativa UE in materia di omologazione e continua a controllare se il diritto dell’Unione in materia sia correttamente applicato.
Inoltre la Commissione garantirà il rispetto delle norme sulla concorrenza e continuerà a lavorare affinché ai consumatori sia assicurato un trattamento equo.
La Commissione continua infine ad adoperarsi per assicurare l’applicazione delle norme UE in materia di qualità dell’aria tramite procedure di infrazione nei confronti dei 16 Stati membri che violano i valori limite dell’NO2.

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I deputati chiedono limiti più severi per le emissioni di gas serra

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

bruxelles-1Bruxelles Parlamento europeo. Una riforma del sistema di scambio delle quote di emissioni di carbonio dell’UE (ETS), che ha l’obiettivo di rafforzare i limiti alle emissioni di gas serra, sarà votata martedì. A tale scopo, i deputati propongono di ridurre ogni anno del 2,4% il numero dei “crediti di carbonio” (quote di emissione) disponibili sul mercato per farne aumentare il prezzo, e di raddoppiare la capacità della “riserva di mercato” di assorbire le quote in eccesso. Con i loro emendamenti, i deputati difendono l’incremento del cosiddetto “fattore di riduzione lineare” – la riduzione annuale di crediti da mettere all’asta, per ottenere riduzioni di carbonio pari al 2,4%, contro il 2,2% proposto dalla Commissione europea. I deputati chiedono anche l’aumento della capacità della riserva stabilizzatrice del mercato per assorbire i crediti in eccesso. Quando attivata, tale riserva potrebbe assorbire fino al 24% dei crediti in eccesso in ogni vendita annuale all’asta per i primi quattro anni, pari al doppio della sua capacità attuale. I deputati sono d’accordo anche che 800 milioni di quote dovrebbero essere rimosse dalla riserva stabilizzatrice del mercato a partire dal 1° gennaio 2021.

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Emissioni autoveicoli: Kathleen Van Brempt Presidente della commissione EMIS

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2016

AutoveloxMercoledì mattina, nel corso della riunione costitutiva della commissione d’inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (EMIS) ha avuto luogo l’elezione del Presidente e dei quattro vicepresidenti. Il mandato della commissione EMIS avrà la durata di un anno.I deputati hanno eletto il Presidente Kathleen Van Brempt (S&D, BE) per acclamazione. Van Brempt, a seguito dell’elezione, ha dichiarato: “Non vedo l’ora di lavorare con tutti in questa commissione d’inchiesta in modo efficiente. Dobbiamo garantire che la legislazione ambientale in vigore sia robusta, ambiziosa e a prova di proiettile, e che in secondo luogo sia correttamente applicata e rafforzata”.Sempre per acclamazione, la commissione ha eletto come vicepresidenti:
Ivo Belet (EPP, BE)
Mark Demesmaeker (ECR, BE)
Kateřina Konečná (GUE/NGL, CZ)
Karima Delli (Greens/EFA, FR)
La commissione indagherà su:
• la presunta omissione della Commissione sul monitoraggio dei test sulle automobili
• il presunto fallimento della Commissione e delle autorità degli Stati membri nell’agire in maniera appropriata ed efficace al fine di far rispettare l’applicazione del divieto esplicito sugli “impianti di manipolazione” e sui sistemi di scarico delle vetture
• la presunta omissione della Commissione sull’introduzione dei test sulle auto che rispecchiano le condizioni di guida nel mondo reale
• la presunta omissione degli Stati membri nello stabilire disposizioni sanzionatorie efficaci, proporzionate e dissuasive, applicabili ai produttori di automobili che commettono infrazioni
• stabilire se la Commissione e gli Stati membri abbiano avuto la prova dell’utilizzo di “sistemi difettosi” prima della rivelazione dello scandalo il 18 settembre 2015.
La commissione EMIS si riunirà nuovamente il 22 marzo dalle ore 15:00 alle ore 18:30.
Presiedono: Françoise Grossetête (EPP, FR) – Kathleen Van Brempt (S&D,BE)

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Il PE non pone il veto all’aggiornamento dei limiti delle emissioni per i veicoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

auto industryLa commissione ambiente del Parlamento europeo terrà un’audizione pubblica sulla procedura RDE il prossimo 23 febbraio. La risoluzione della commissione ambiente che raccomanda al PE di porre il veto al progetto di atto delegato della Commissione europea che istituisce la procedura per i test sulle emissioni degli autoveicoli in condizioni reali di guida (RDE) non ha ottenuto, mercoledì, la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento, necessaria per la sua approvazione.”Una trattativa intensa ha avuto luogo con i governi e la Commissione europea, dopo che la commissione ambiente ha sostenuto l’obiezione, alla quale poi la Commissione europea ha effettivamente dato seguito”, ha detto il Presidente della commissione ambiente Giovanni La Via (PPE, IT). “Ora abbiamo impegni chiari presi dalla Commissione europea: una clausola di revisione, con un calendario preciso, al fine di abbattere i valori massimi di emissione ai livelli che sono stati concordati dai co-legislatori e, nel lungo termine, una proposta di riforma del regime di omologazione UE per le auto, così come richiesto dal Parlamento”.”Accolgo quindi con favore la decisione responsabile della Plenaria, che permetterà di proseguire con la nuova procedura RDE, al fine di abbattere le emissioni di NOx delle automobili che, al momento, sono dal 400 al 500% oltre i limiti ufficiali. Abbiamo evitato incertezze, perché l’industria deve ora soddisfare scadenze rigorose, ma sostenibili. In Europa, avremo una migliore qualità dell’aria per i nostri cittadini senza perdere posti di lavoro “, ha concluso La Via.Secondo la Commissione europea, l’aumento temporaneo dei limiti, oggetto dell’obiezione votata oggi, è giustificato dalla necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS), così come i limiti tecnici per il miglioramento – nel breve termine – della performance, in condizioni reali di guida, del rilevamento delle emissioni per le autovetture a diesel attualmente prodotte. La proposta di risoluzione della commissione ambiente è stata respinta con 323 voti contrari, 317 in favore e 61 astensioni.

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