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Posts Tagged ‘emissioni’

Adyen lancia la sua soluzione per l’emissione di carte

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Amsterdam. Adyen, la piattaforma internazionale di pagamento scelta da Aziende leader a livello mondiale, ha annunciato l’ampliamento della sua offerta con il servizio di emissione di carte. Adyen Issuing, questo il nome della soluzione, consentirà alle aziende clienti della piattaforma olandese di fornire carte virtuali e/o fisiche ai propri clienti. Le carte emesse da Adyen potranno essere utilizzate online, in-app, in store o essere integrate nei mobile wallet.Adyen Issuing soddisferà le più disparate esigenze dei clienti, offrendo loro la possibilità di emettere carte per svariati contesti d’uso: ad esempio, i marketplace potranno effettuare trasferimenti verso queste carte che, a loro volta, i clienti potranno utilizzare ovunque; oppure le agenzie di viaggio online avranno la possibilità di servirsi di carte virtuali per effettuare erogazioni a compagnie aeree e alberghi.Per le aziende le carte rappresentano una modalità molto efficace per connettersi con partner e clienti. Adyen Issuing potrà offrire loro numerosi vantaggi in questo senso:
● Una piattaforma globale unificata che offre ai propri clienti anche una soluzione di emissione di carte all’avanguardia, in grado di soddisfare le loro esigenze presenti e future.
● Una tecnologia API avanzata, che offre ai clienti il controllo sull’onboarding e la possibilità di personalizzare le carte con il proprio marchio.
● Potenti API in tempo reale che consentono ai clienti di essere integrati nel flusso di autorizzazione e di controllare l’esperienza del titolare della carta.
● Perfetta integrazione con l’acquiring di Adyen per ridurre i tempi di autorizzazione delle carte e aumentare la trasparenza del flusso di cassa.
● Le carte emesse dal cliente tramite Adyen sono mobile wallet friendly e possono essere utilizzate per l’acquisto online, in-app e in-store.

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Nuovi limiti alle emissioni di CO2 degli autocarri

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Bruxelles. Obiettivo vincolante di riduzione del 30% entro il 2030 per i nuovi veicoli pesanti Circa il 25% delle emissioni del trasporto su strada nell’UE proviene da camion e autocarri. Il primo regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di CO2 per camion e autocarri è stato approvato in via definitiva giovedì.La nuova legislazione, concordata in via informale con i ministri UE a febbraio, è stata adottata con 474 voti favorevoli, 47 contrari e 11 astensioni.Nel testo viene stabilito che le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti, quali camion e autocarri, dovranno essere ridotte del 30% entro il 2030, con un obiettivo intermedio di riduzione del 15% entro il 2025, rispetto ai valori emessi nel 2019.Sempre entro il 2025, i costruttori dovranno garantire che almeno il 2% della quota di mercato delle vendite di veicoli nuovi sia costituito da veicoli a basse o a zero emissioni, al fine di contrastare il costante aumento delle emissioni del traffico stradale, di cui circa un quarto è dovuto ai veicoli pesanti. Inoltre, in linea con l’accordo di Parigi, la Commissione europea dovrà proporre nel 2022 nuovi obiettivi per il periodo successivo al 2030.

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Il Parlamento approva i nuovi limiti sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

I deputati europei hanno approvato in via definitiva delle misure per ridurre le emissioni di gas serra di automobili e furgoni entro il 2030.
Deputati e i ministri UE hanno concordato un obiettivo più elevato (37,5%) di riduzione delle emissioni delle autovetture nuove entro il 2030, rispetto a quello proposto dalla Commissione europea (30%). La legislazione fissa inoltre un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per i nuovi furgoni (31%) entro il 2030.Il testo legislativo è stato adottato con 521 voti favorevoli, 63 voti contrari e 34 astensioni. E’ ora necessaria l’adozione formale del Consiglio UE, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.I produttori le cui emissioni medie superano i limiti dovranno pagare un’indennità. Entro il 2023, la Commissione europea dovrà valutare se destinare o meno tali importi a un fondo specifico per la transizione verso una mobilità a emissioni zero e per sostenere la formazione dei lavoratori del settore automobilistico.
La nuova legge prevede che l’intero ciclo di vita delle emissioni delle autovetture sia valutato a livello europeo. La Commissione dovrà inoltre valutare l’opportunità di disporre di una metodologia comune per la valutazione e di una comunicazione coerente dei dati entro il 2023. Se del caso, dovrebbe essere varata una normativa in materia.

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“Lotta alle emissioni: diesel da assolvere”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Oggi un’auto diesel “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a un veicolo “Euro 1”. Stessi progressi sono stati compiuti nel trasporto pesante, dove un motore “Euro VI” presenta emissioni 8 volte inferiori rispetto a uno omologato “Euro III”. Nei primi due mesi del 2019, inoltre, a un calo della quota di vetture diesel immatricolate, è corrisposto un aumento complessivo della CO2 media delle nuove auto vendute. Dati alla mano, oggi l’utilizzo del diesel di ultima generazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030, in modo socialmente ed economicamente sostenibile.
Il report intende, dati alla mano, fare chiarezza sul tema motorizzazioni ed emissioni climalteranti e inquinanti, e sfatare demagogie e pregiudizi nei confronti del diesel, sempre più spesso additato come la principale fonte dell’inquinamento urbano e delle emissioni climalteranti (GHG) con argomentazioni spesso non corrette che influenzano il dibattito pubblico e, in diversi casi, le scelte politiche in materia di mobilità che tendono ad allontanare il raggiungimento degli obiettivi ambientali.
Punto di partenza dell’analisi firmata da Unione Petrolifera è la considerazione che il parco auto italiano è tra i più vetusti a livello europeo e ciò incide fortemente sui livelli emissivi: oltre la metà del circolante ha un’età superiore ai 10 anni, rispetto al 36-39% di Paesi come Francia, Germania o Regno Unito.
Per ridurre realmente l’impatto ambientale del settore trasporti, l’unico strumento efficace è favorire il ricambio del parco auto con i modelli più recenti. Processo che oggi è rallentato da provvedimenti poco efficaci, come il bonus-malus che non tiene conto dell’impatto del binomio “veicolo-vettore energetico” nell’intero ciclo di vita, o da divieti e limitazioni alle auto “Euro 6D”, assolutamente ingiustificati da un punto di vista tecnico. Provvedimenti che ingenerano confusione nei consumatori e bloccano la sostituzione dei modelli vecchi con veicoli nuovi a bassissimo impatto ambientale.

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Nuovi buoni pasto e i vecchi?

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, in una nota ha reso noto che dal 6 agosto riprenderà, con un nuovo fornitore, il servizio di buoni pasto.”Ottima notizia, ma non basta! Ora deve anche risolvere il problema dei buoni inutilizzabili ancora in possesso dei dipendenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La soluzione più semplice è che i lavoratori possano convertire i buoni pasto vecchi con quelli nuovi, restituendo quelli inutilizzati al datore di lavoro ed ottenendo in cambio quelli del nuovo fornitore” prosegue Dona.”Attendiamo, quindi, provvedimenti ulteriori. Altrimenti, in caso di violazione dei diritti dei dipendenti, saremo costretti ad intraprendere una class action contro la Pubblica Amministrazione” conclude Dona.

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Clima: tagli più ampi alle emissioni di CO2 e finanziamenti per l’innovazione a basse emissioni

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Philippine climateStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Nuove regole UE per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra, attraverso il Sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS) saranno sottoposte a votazione finale martedì. Il progetto di legge, sul quale c’è già un accordo informale con i ministri dell’UE, prevede che la quantità totale di emissioni che le imprese UE possono produrre, messe all’asta ogni anno nel sistema ETS, sia ridotta più rapidamente. Inoltre, la capacità della riserva di stabilità del mercato ETS verrebbe raddoppiata con lo scopo di eliminare le quote di emissioni in eccesso e quindi di non far crollarne il prezzo.Per promuovere l’innovazione a basse emissioni di carbonio, la legge istituirebbe un “fondo di modernizzazione” per contribuire a migliorare i sistemi energetici degli Stati membri a basso reddito e un “fondo di innovazione” per sostenere le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e i progetti sull’innovazione a basse emissioni.Il sistema ETS dell’UE introduce una soglia massima alla quantità totale di gas a effetto serra che può essere emessa dai settori interessati dal sistema. All’interno di tale soglia, le imprese UE ricevono o acquistano “quote di emissioni” (ovvero permessi di emissione di CO2) che possono, se necessario, scambiare tra loro.La Commissione ha pubblicato il 15 luglio 2015 la sua proposta relativa alla fase IV dell’ETS. La proposta mira a conseguire l’obiettivo “minimo” UE di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% per il 2030, proteggendo allo stesso tempo l’industria europea dal rischio di “rilocalizzazione” (ovvero lo spostamento delle industrie inquinanti in Paesi terzi con limiti meno rigorosi) e promuovendo l’innovazione e la modernizzazione dell’industria e del settore energetico dell’UE nel corso dei dieci anni successivi al 2020.

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Obbligatorie dal 1° settembre prove nuove e più efficaci delle emissioni degli autoveicoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

europaBruxelles. A partire dal 1º settembre 2017, prima di poter circolare sulle strade europee i nuovi modelli di autoveicoli dovranno superare prove aggiornate più affidabili delle emissioni in condizioni di guida reali (“emissioni reali di guida”, Real Driving Emissions – RDE) nonché una prova di laboratorio migliorata (“procedura di prova per i veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale”, World Harmonised Light Vehicle Test Procedure – WLTP).
Prove delle emissioni più severe e precise: le emissioni di NOx e di particolato, che sono una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico, saranno misurate in maniera più affidabile in condizioni di guida reali (prova RDE). Questa prova andrà ad integrare una procedura di prova in laboratorio nuova e più realistica (prova WLTP) per tutte le emissioni, comprese quelle di CO2, e il consumo di carburante, nonché le emissioni di NOx e di altri inquinanti atmosferici. Entrambe le prove diventeranno obbligatorie dal settembre 2017 per tutti i nuovi modelli di autoveicoli e saranno introdotte gradualmente per tutti gli autoveicoli nuovi tra il 2018 e il 2019 (per ulteriori informazioni cfr. MEMO/17/2821).
Revisione completa del sistema di omologazione: una volta adottata, la proposta di regolamento che la Commissione ha presentato nel gennaio 2016 garantirà una maggiore qualità e indipendenza delle prove sui veicoli e un controllo più attento sugli autoveicoli già in circolazione e introdurrà la vigilanza dell’UE nell’intero sistema.
Norme sulla qualità dell’aria: gli Stati membri sono tenuti a rispettare i valori limite dell’UE per una serie di inquinanti, tra cui l’NO2, e a stabilire piani per la qualità dell’aria nelle zone o negli agglomerati in cui tali valori limite sono superati.
Mobilità a basse emissioni: la strategia europea per una mobilità a basse emissioni mira ad aumentare l’efficienza del sistema dei trasporti e ad accelerare la diffusione delle energie alternative a basse emissioni per i trasporti e la transizione verso veicoli a emissioni zero. Detta strategia si basa su una gamma di alternative energetiche a basse emissioni per le autovetture e gli autobus e pone l’accento sull’elettrificazione dei trasporti ferroviari e sull’impiego dei biocarburanti nei settori del trasporto aereo e del trasporto su gomma di merci e passeggeri. La Commissione prevede altresì di adottare entro novembre 2017 un piano d’azione riguardante un’infrastruttura per i combustibili alternativi allo scopo di diffondere maggiormente l’uso dei carburanti alternativi in Europa.
Al tempo stesso la Commissione segue con attenzione i provvedimenti adottati dagli Stati membri relativamente ai veicoli inquinanti già in circolazione.
Nel dicembre 2016 e nel maggio 2017 la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di otto Stati membri per violazione della normativa UE in materia di omologazione e continua a controllare se il diritto dell’Unione in materia sia correttamente applicato.
Inoltre la Commissione garantirà il rispetto delle norme sulla concorrenza e continuerà a lavorare affinché ai consumatori sia assicurato un trattamento equo.
La Commissione continua infine ad adoperarsi per assicurare l’applicazione delle norme UE in materia di qualità dell’aria tramite procedure di infrazione nei confronti dei 16 Stati membri che violano i valori limite dell’NO2.

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I deputati chiedono limiti più severi per le emissioni di gas serra

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

bruxelles-1Bruxelles Parlamento europeo. Una riforma del sistema di scambio delle quote di emissioni di carbonio dell’UE (ETS), che ha l’obiettivo di rafforzare i limiti alle emissioni di gas serra, sarà votata martedì. A tale scopo, i deputati propongono di ridurre ogni anno del 2,4% il numero dei “crediti di carbonio” (quote di emissione) disponibili sul mercato per farne aumentare il prezzo, e di raddoppiare la capacità della “riserva di mercato” di assorbire le quote in eccesso. Con i loro emendamenti, i deputati difendono l’incremento del cosiddetto “fattore di riduzione lineare” – la riduzione annuale di crediti da mettere all’asta, per ottenere riduzioni di carbonio pari al 2,4%, contro il 2,2% proposto dalla Commissione europea. I deputati chiedono anche l’aumento della capacità della riserva stabilizzatrice del mercato per assorbire i crediti in eccesso. Quando attivata, tale riserva potrebbe assorbire fino al 24% dei crediti in eccesso in ogni vendita annuale all’asta per i primi quattro anni, pari al doppio della sua capacità attuale. I deputati sono d’accordo anche che 800 milioni di quote dovrebbero essere rimosse dalla riserva stabilizzatrice del mercato a partire dal 1° gennaio 2021.

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Emissioni autoveicoli: Kathleen Van Brempt Presidente della commissione EMIS

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2016

AutoveloxMercoledì mattina, nel corso della riunione costitutiva della commissione d’inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (EMIS) ha avuto luogo l’elezione del Presidente e dei quattro vicepresidenti. Il mandato della commissione EMIS avrà la durata di un anno.I deputati hanno eletto il Presidente Kathleen Van Brempt (S&D, BE) per acclamazione. Van Brempt, a seguito dell’elezione, ha dichiarato: “Non vedo l’ora di lavorare con tutti in questa commissione d’inchiesta in modo efficiente. Dobbiamo garantire che la legislazione ambientale in vigore sia robusta, ambiziosa e a prova di proiettile, e che in secondo luogo sia correttamente applicata e rafforzata”.Sempre per acclamazione, la commissione ha eletto come vicepresidenti:
Ivo Belet (EPP, BE)
Mark Demesmaeker (ECR, BE)
Kateřina Konečná (GUE/NGL, CZ)
Karima Delli (Greens/EFA, FR)
La commissione indagherà su:
• la presunta omissione della Commissione sul monitoraggio dei test sulle automobili
• il presunto fallimento della Commissione e delle autorità degli Stati membri nell’agire in maniera appropriata ed efficace al fine di far rispettare l’applicazione del divieto esplicito sugli “impianti di manipolazione” e sui sistemi di scarico delle vetture
• la presunta omissione della Commissione sull’introduzione dei test sulle auto che rispecchiano le condizioni di guida nel mondo reale
• la presunta omissione degli Stati membri nello stabilire disposizioni sanzionatorie efficaci, proporzionate e dissuasive, applicabili ai produttori di automobili che commettono infrazioni
• stabilire se la Commissione e gli Stati membri abbiano avuto la prova dell’utilizzo di “sistemi difettosi” prima della rivelazione dello scandalo il 18 settembre 2015.
La commissione EMIS si riunirà nuovamente il 22 marzo dalle ore 15:00 alle ore 18:30.
Presiedono: Françoise Grossetête (EPP, FR) – Kathleen Van Brempt (S&D,BE)

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Il PE non pone il veto all’aggiornamento dei limiti delle emissioni per i veicoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

auto industryLa commissione ambiente del Parlamento europeo terrà un’audizione pubblica sulla procedura RDE il prossimo 23 febbraio. La risoluzione della commissione ambiente che raccomanda al PE di porre il veto al progetto di atto delegato della Commissione europea che istituisce la procedura per i test sulle emissioni degli autoveicoli in condizioni reali di guida (RDE) non ha ottenuto, mercoledì, la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento, necessaria per la sua approvazione.”Una trattativa intensa ha avuto luogo con i governi e la Commissione europea, dopo che la commissione ambiente ha sostenuto l’obiezione, alla quale poi la Commissione europea ha effettivamente dato seguito”, ha detto il Presidente della commissione ambiente Giovanni La Via (PPE, IT). “Ora abbiamo impegni chiari presi dalla Commissione europea: una clausola di revisione, con un calendario preciso, al fine di abbattere i valori massimi di emissione ai livelli che sono stati concordati dai co-legislatori e, nel lungo termine, una proposta di riforma del regime di omologazione UE per le auto, così come richiesto dal Parlamento”.”Accolgo quindi con favore la decisione responsabile della Plenaria, che permetterà di proseguire con la nuova procedura RDE, al fine di abbattere le emissioni di NOx delle automobili che, al momento, sono dal 400 al 500% oltre i limiti ufficiali. Abbiamo evitato incertezze, perché l’industria deve ora soddisfare scadenze rigorose, ma sostenibili. In Europa, avremo una migliore qualità dell’aria per i nostri cittadini senza perdere posti di lavoro “, ha concluso La Via.Secondo la Commissione europea, l’aumento temporaneo dei limiti, oggetto dell’obiezione votata oggi, è giustificato dalla necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS), così come i limiti tecnici per il miglioramento – nel breve termine – della performance, in condizioni reali di guida, del rilevamento delle emissioni per le autovetture a diesel attualmente prodotte. La proposta di risoluzione della commissione ambiente è stata respinta con 323 voti contrari, 317 in favore e 61 astensioni.

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Emissioni diesel: voto sul veto ai nuovi limiti

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

dieselStrasburgo mercoledì 3 febbraio 2016. Una proposta di veto al progetto di decisione per aumentare i limiti delle emissioni del monossido di azoto (NOx) per i veicoli diesel fino al 110%, quando sarà introdotta la tanto attesa procedura dei test sulle emissioni in condizioni reali di guida (RDE), sarà posta in votazione mercoledì.La commissione per l’ambiente ritiene che il Parlamento dovrebbe approvare il veto perché la proposta della Commissione europea minerebbe l’applicazione degli standard UE esistenti. Questo tema è stato discusso durante la Plenaria di gennaio.
Nel frattempo, mercoledì 27 gennaio, in una risposta parallela alle richieste del Parlamento, la Commissione europea ha proposto una nuova norma sull’omologazione e sulla vigilanza del mercato dei veicoli, alla luce dello scandalo Volkswagen, per il quale i deputati hanno istituito una commissione d’inchiesta di 45 membri (EMIS).
Come parte di un pacchetto che introduce la procedura della prova RDE, sostenuto il 28 ottobre dagli Stati membri nella commissione tecnica per i veicoli (TCMV), la Commissione europea ha proposto di aumentare i limiti di emissione dell’NOx fino al 110%, per i nuovi modelli entro il settembre del 2017 e per i nuovi veicoli entro settembre 2019.In seguito, questa differenza deve essere ridotta del 50% – tenendo in considerazione i margini di errore tecnico – entro gennaio 2020 per tutti i nuovi modelli (entro il gennaio 2021 per tutti i nuovi veicoli).La nuova procedura RDE è progettata per rendere più realistici i test sulle emissioni, usando un dispositivo portatile che permetta di eseguirli in strada. L’attuale procedura in laboratorio consente varie vie d’uscita che i produttori di automobili hanno intrapreso per etichettare i loro prodotti come più puliti rispetto a quanto non lo siano in realtà.

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Scandalo Emissioni: Quale impatto per gli OEMs?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

“La Volkswagen ha ammesso di aver manipolato i test per le emissioni di alcuni modelli diesel facenti parte del gruppo e presenti sul mercato americano. Sembrava un brutto colpo per la casa di Wolsburg, ma tutto sommato circoscritto ad un mercato che storicamente non è mai stato quello di punta (soltanto il 6% del fatturato del gruppo proviene dal mercato USA). E invece no. A meno di ventiquattro ore dal primo annuncio ecco che lo scandalo travolge anche i mercati storici per VW. Si parla ora di cifre ben più ingenti, circa 11 milioni di vetture coinvolte e multe colossali per il gruppo, oltre che a possibili cause penali negli States. L’impatto nel breve termine è chiaro per Volkswagen: grosse perdite economiche, ma soprattutto una perdita di credibilità nei confronti dei consumatori che ora ci penseranno due volte prima di acquistare una nuova auto del gruppo tedesco. Specialmente negli Stati Uniti, i consumatori interessati alle auto VW hanno sempre visto questo brand come “eco-friendly” e reputato il gruppo tedesco come uno di quelli più coinvolti nelle politiche anti-inquinamento. Bisognerà capire come riconquistare la fiducia della gente, e le ammissioni e scuse senza cercare alibi del CEO Winterkorn sono il primo passo. Ma non può essere l’unico… Ma ora la questione sta avendo ripercussioni anche sugli altri produttori di veicoli, primi fra tutti gli altri due gruppi tedeschi, BMW e Daimler. I rispettivi uffici stampa si sono subito affrettati nel pubblicare comunicati stampa volti a rassicurare i loro clienti e della loro totale estraneità ai fatti del gruppo Volkswagen. Sarà sufficiente? Difficile dirlo, ma di sicuro l’immagine negativa prodotta da questo scandalo fa scattare nelle menti di tutti il dubbio che Volkswagen non sia l’unico gruppo ad adottare o ad aver adottato questi trucchi per passare i test per le emissioni, soprattutto nel mercato americano dove gli standard sono molto più rigidi che in Europa (31mg NOx contro 80mg in EU). Ciò che risulta evidente da questo scandalo, che è ben lontano dal risolversi, è che tutta l’industria automobilistica deve porsi nuove questioni da affrontare, prima fra tutti quella relativa a degli standard comuni e a livello globale per le emissioni. Questo ovviamente avrebbe ripercussioni su tutti gli OEMs ma quantomeno i consumatori vedrebbero un reale impegno dei produttori auto nel combattere l’inquinamento e le politiche del raggiro.”

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Libro: Muoversi in città Esperienze e idee per la mobilità nuova in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

atac trasporti romaDi Anna Donati e Francesco Petracchini. Mentre l’irrazionalità della mobilità urbana motorizzata favorisce l’emersione di nuove soluzioni in grado di fornire un servizio migliore, a minor costo, consentendo di decongestionare strade e liberare parcheggi, la rivoluzione digitale propone oggi la diffusione di forme evolute di carsharing e di una molteplicità di soluzioni tese ad ottimizzare l’uso dei veicoli aumentando il numero di passeggeri trasportati e le ore di utilizzo rispetto all’auto tradizionale di proprietà. Come si legge nel libro, “i dati riportati nel compendio statistico sul trasporto in Europa nel 2014, portano ad attribuire all’aviazione civile il 12,6% delle emissioni di gas serra del settore, al trasporto stradale il 71,9%, al trasporto ferroviario lo 0,6% e alla navigazione il 13,9% delle emissioni complessivamente attribuibili ai trasporti.”
E “maggiormente spostato sul trasporto su strada, risulta il peso delle emissioni settoriali registrate in Italia (dato 2012). Nel nostro paese l’aviazione civile contribuisce con il 9,6% alle emissioni di gas climalteranti, il trasporto su strada con l’81%, il trasporto ferroviario con lo 0,04%, la navigazione con l’8,8%.”
Tuttavia, per intervenire in maniera radicale sull’attuale mobilità, occorre una profonda conoscenza dell’evoluzione delle varie forme di trasporto, delle loro criticità, dei possibili varchi e opportunità che si aprono.
Muoversi in città parte dal passato e guarda al presente per ragionare sul futuro.La sinergia di tre rivoluzioni – sharing, connessione e propulsione elettrica – consentirà di ridurre drasticamente il numero di auto; in parallelo anche il trasporto pubblico evolverà fornendo servizi più efficienti e flessibili, consentendo ai cittadini di scegliere di volta in volta la soluzione più interessante.
Anche nel campo della movimentazione delle merci, oggi in Italia dominato dai camion, l’avanzata di soluzioni spinte di “smart manufacturing” e di tecnologie emergenti potrebbe portare a una ricollocazione di alcune imprese ed evitare nel medio lungo periodo la spedizione di prodotti in magazzini in giro per il mondo.Infine, il trasporto urbano delle merci, che oltre a contribuire a emissioni e congestione èresponsabile di un quarto delle emissioni climalteranti nelle città, affrontato con gli ingredienti della regolazione e dell’innovazione tecnologica, tende verso una logistica “smart”.
Nel volume sono analizzate le esperienze più significative degli enti locali, delle aziende del trasporto, delle imprese private del settore, dei progetti europei, delle associazioni che si occupano di mobilità.
Si presentano gli strumenti finanziari utilizzabili e si inquadrano le scelte di trasporto nel contesto delle strategie urbanistiche e della valutazione ambientale dei loro impatti.”Dopo l’entrata in vigore del decreto del Ministero per l’ambiente per la mobilità sostenibile nelle aree urbane (Gazzetta ufficiale n. 179 del 3 agosto 1998) nasce Euromobility, l’associazione dei mobility manager (www.euromobility. org). Secondo il decreto tutte le imprese e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti devono dotarsi di un mobility manager aziendale, per governare la domanda di spostamenti casa-lavoro, per promuovere forme di condivisione dell’auto e l’uso del trasporto collettivo.” (Cit.Muoversi in città)
Vengono sottolineati anche i punti critici della mobilità urbana odierna: i mezzi di trasporto collettivo obsoleti, il taglio delle risorse al trasporto pubblico, la carenza di investimenti per le reti tramviarie, metropolitane e ciclabili, l’esigenza di strumenti di governo di area vasta, la necessità di intervenire sulla logistica urbana delle merci, il bisogno di aggiornare il codice della strada da “autocentrico” verso la condivisione dello spazio, dei veicoli e dei servizi. “In Italia vi è una storica scarsa presenza di reti tramviarie, di linee metropolitane, di servizi ferroviari urbani e metropolitani, assenza che alimenta l’uso dell’automobile da parte dei cittadini per i propri spostamenti nelle aree urbane.(…). Dal confronto tra i dati e in relazione alla popolazione emerge un vero e proprio “spread” del trasporto pubblico su ferro in Italia rispetto all’Europa quantificato in un -52% di dotazione di reti metropolitane e un -68% di reti tramviarie.” (Cit. Muoversi in città)
Dalla raccolta e analisi dei dati sulla mobilità ai Piani urbani della mobilità sostenibile, dalla definizione delle linee strategiche per le città metropolitane allo smart ticketing, dall’analisi delle criticità dei pendolari alle azioni per “risparmiare traffico”, dalle innovazioni tecnologiche delle aziende ai processi di partecipazione dal basso.
Questo libro fornisce interessanti idee per affrontare le ambiziose sfide della mobilità urbana del futuro, un testo di riferimento che mancava su un tema così delicato e decisivo come quello dei trasporti. (Collana: Saggistica– Kyoto Books Formato 15×23 296 pagine 24,00 euroIsbn 978-88-6627-176-5)

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Le rivelazioni sulle emissioni diesel ‘truccate’ di Volkswagen potrebbero far arretrare il Gruppo per gli anni a venire

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2015

Volkswagen“Il Gruppo Volkswagen (VW), la casa automobilistica più grande al mondo, è stato accusato di aver falsificato i risultati delle emissioni con l’Environmental Protection Agency (EPA) negli Stati Uniti. Questo riguarda 482.000 modelli diesel del segmento medio che sono stati dotati di un software detto “defeat device”, il quale è stato in grado di ridurre le emissioni fino al 40% durante la prova delle emissioni rispetto al normale utilizzo. Dopo la rivelazione, Martin Winterkorn, AD del Gruppo Volkswagen, ha dovuto scusarsi per aver ingannato i clienti sui risultati EPA. Ciò ha sollevato un’ondata di domande il merito al rinnovo del suo status di amministratore delegato e a quale impatto le rivelazioni avranno sugli investimenti per 7 miliardi di dollari programmati nel mercato statunitense per aumentare le vendite. Dal 2012 VW sta lottando nel mercato statunitense. Le vendite negli Stati Uniti rappresentano oggi solo il 6% del fatturato del gruppo. Il significato di questa rivelazione tuttavia ha già visto i prezzi delle azioni crollare del 22% dal momento che il Gruppo potrebbe essere sanzionato per 18 miliardi di dollari, per non parlare dell’impatto mediatico negativo.”

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Aziende e energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2015

energie rinnovabiliLifeGate, punto di riferimento in Italia per lo sviluppo sostenibile, con LifeGate Energy offre alle imprese energia proveniente da fonti rinnovabili di origine certificata e gas naturale a Impatto Zero®.Nei primi 6 mesi del 2015, grazie alle imprese che hanno utilizzato l’energia rinnovabile di LifeGate Energy sono stati evitati oltre 9 milioni di Kg CO2, un dato paragonabile all’impatto ambientale generato dalla mobilità di oltre 6.900 autovetture diesel con una percorrenza media annua 10.000 km.LifeGate Energy offre alle aziende l’opportunità di agire in modo concreto nel rispetto dell’ambiente e allo stesso tempo di ottenere benefici in termini di ritorno di immagine e competitività.“Oggi le aziende mostrano una crescente propensione ad attuare strategie di sviluppo sostenibile, e LifeGate Energy offre loro una commodity energetica che va incontro alle esigenze dei nuovi consumatori consapevoli che si aspettano dalle imprese azioni concrete rispettose dell’ambiente.” afferma Enea Roveda, Amministratore Delegato di LifeGate. LifeGate Energy ha inoltre calcolato tutte le emissioni di CO2 legate alla produzione e alla distribuzione dell’energia rinnovabile e del gas naturale e le ha compensate con Impatto Zero®, mediante crediti di carbonio generati da progetti di efficienza energetica e da interventi di creazione e tutela di foreste in crescita in Italia e nel mondo.

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Emissioni CO2: automobili più pulite entro il 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2014

auto corssaIn base al disegno di legge in votazione martedì, il limite per le emissioni di CO2 per le autovetture nuove vendute nell’UE deve essere ridotto da 130 g/km nel 2015 a 95 g/km entro il 2020. Il testo, già informalmente concordato con i ministri dell’UE, spiana anche la strada al raggiungimento di ulteriori riduzioni dopo il 2020 e prevede l’introduzione di un nuovo protocollo di test delle emissioni che meglio rifletta le condizioni reali di guida.L’obiettivo di 95g/km entro il 2020 è la media massima autorizzata per le auto vendute nell’UE. Esso si applica ai fabbricanti che producono più di 1.000 veicoli all’anno.
Se la media delle emissioni di un determinato fabbricante superasse l’obiettivo, verrebbero applicate delle sanzioni, a meno che l’eccesso sia compensato da emissioni molto basse da altri modelli della gamma.

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Piccole Auto, Grandi ambizioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Il segmento delle microauto è destinato a diventare una delle principali fonti di reddito per oltre 30 partecipanti del mercato, incluse 7 tra le 10 maggiori case automobilistiche a livello globale. Messo alla prova dalle inasprite normative sulle emissioni e dai sempre più rigidi requisiti sulla sicurezza, l’intero mercato delle microauto da settore di nicchia si è evoluto al punto da qualificarsi persino per le prove d’urto dei veicoli. Una nuova analisi di Frost & Sullivan intitolata “Strategic Analysis of the European Microcars Market” (http://www.automotive.frost.com) rivela che più di 60 modelli base, fra cui quadricicli, verranno presentati sul mercato europeo entro il 2013. Inoltre, più di 19 modelli saranno lanciati dalle 7 grandi case automobilistiche nella nuova classe emergente dei veicoli sub A. Per il segmento dei veicoli sub A si prevede infatti una crescita più rapida rispetto a quella dei quadricicli grazie alle loro caratteristiche ed alla loro forte somiglianza con i veicoli del segmento A, quello delle citycar. L’analisi intitolata “Strategic Analysis of the European Microcars Market” fa parte del programma Automatve & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan che include anche la ricerca nei seguenti mercati: Sustainable and Innovative Personal Transport Solutions – Strategic Analysis of Carsharing Market in Europe, Analysis of the Market for Carsharing in North America, Strategic Analysis of Passenger Vehicle Market in Malaysia e Russian and CEE Automotive Industry Outlook.

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Francobolli celebrativi per i 150° dell’Unità d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

Un importante contributo al 150° anniversario dell’Unità d’Italia è offerto anche dalla filatelia con le splendide emissioni che riproducono la storia degli eventi più significativi. Con decreto del Presidente della Repubblica del 5 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2011, su proposta del Ministro dello Sviluppo economico, sono emessi otto francobolli del valore di euro 0,60 celebrativi del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, dedicati ai Protagonisti: Camillo Benso conte di Cavour, Carlo Cattaneo, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane, Vittorio Emanuele II, Clara Maffei e Cristina Trivulzio Belgiojoso, Vincenzo Gioberti. Ogni francobollo è inserito in un riquadro perforato posto al centro del foglietto; fuori dal riquadro, a sinistra, s’intravede in trasparenza lo stesso ritratto del personaggio presente nella vignetta, mentre a destra, prosegue l’opera riprodotta nella vignetta del francobollo dal bozzettista: Gaetano Ieluzzo. Stampati dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in rotocalcografia, su carta fluorescente per l’intero foglietto, in sei colori e con una tiratura di due milioni e cinquecentomila esemplari per ciascun francobollo.

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Riduzione delle emissioni di CO2

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Roma 31 marzo 2011, presso l’INEA, Via Nomentana 41,  a partire dalle ore 9:00. Punti di forza e di debolezza del sistema di investimenti del settore forestale negli Accordi volontari per la riduzione delle emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti. In Italia, da circa otto anni, vengono sottoscritti Accordi volontari per la compensazione delle emissioni di CO2 e l’incontro vuole essere l’occasione per conoscere il Mercato volontario dei crediti di carbonio. Quest’ultimo non solo contribuisce al processo di mitigazione dei cambiamenti climatici, ma può anche rappresentare un’opportunità in termini di gestione sostenibile del patrimonio forestale, di tutela ambientale e di sviluppo socioeconomico delle aree rurali e montane del nostro Paese. Il dialogo fra l’offerta di crediti di carbonio e la domanda di compensazione può fornire una risposta alle questioni ambientali, per chi realizza progetti agro-forestali, per chi emette CO2 e per la società civile.Sarà  presente Giuseppe Blasi, Direttore Generale Competitività per lo Sviluppo Rurale, del Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. L’evento si inserisce all’interno delle celebrazioni ufficiali dell’Anno Internazionale delle foreste, proclamato dalle Nazioni Unite.

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Ue deferisce Italia per inquinamento

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

“Il nostro Paese arriva sempre in ritardo rispetto agli altri, come ad esempio la Germania o l’Inghilterra, per non parlare dei Paesi scandinavi che addirittura sono arrivati in anticipo rispetto a quanto chiesto dall’Unione Europea per quanto riguarda la riduzione di emissioni”. Così esordisce Alberto Maria Vedova, responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, sulla decisione della Commissione europea che ha deferito l’Italia davanti alla Corte di Giustizia, per non aver affrontato opportunamente la questione delle emissioni eccessive di Pm10. La Lombardia è la regione maggiormente sotto accusa. “Milano dimostra, in particolare, di non volere assolutamente muovere un dito per risolvere la questione delle polveri sottili, le PM10. Misure ridicole come quelle dell’Ecopass ne sono la dimostrazione – continua Vedova -. I valori limite sono stati superati e si continua a percorrere questa strada sbagliata. Industrie, traffico, riscaldamenti domestici, fiume Olona, sono tanti i problemi che andrebbero affrontati, ma i soliti politici, che razzolano male e predicano bene, continuano a fare finta di niente e non danno soluzioni con misure radicali”. Si attende una sanzione di 800 milioni per il 2005, che potrebbe essere confermata anche per gli anni successivi, nonostante la smentita del Pirellone. “La multa arriverà e sarà salata. Speriamo che questo serva a risvegliare le coscienze e a trovare soluzioni immediate – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -. Inoltre, l’Italia è finita nel mirino di Bruxelles anche per non aver ancora preso le misure per proteggere il bacino del fiume Olona, in Lombardia, e sottoporre a trattamento tutte le acque reflue della zona, come le aveva ingiunto nel 2006 la Corte di Giustizia Ue. Come ha stabilito Bruxelles Roma ha due mesi per reagire, trascorsi i quali, in caso di inadempienza, potrebbero esserle applicate sanzioni pecuniarie’”.

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