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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘energetica’

Transizione energetica in Sardegna

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Dopo le dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte in occasione della sua visita in Sardegna, aumentano le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali sugli effetti di una transizione energetica non attentamente gestita.La Flaei Cisl, Federazione dei Lavoratori delle Aziende Elettriche, conferma che la decarbonizzazione dell’economia sia un obiettivo da perseguire, per preservare ambiente e territorio per le future generazioni. Ma questo processo non deve provocare ulteriori danni economici e sociali, soprattutto in realtà già duramente provate dalla crisi economica come appunto la Sardegna.“Noi valutiamo positivamente l’accelerazione della transizione dall’uso di carbone ad altre fonti energetiche per la produzione di elettricità dove ciò è possibile” dichiara il Segretario Generale della Flaei Cisl Salvatore Mancuso. “siamo infatti favorevoli e sosteniamo i progetti di trasformazione delle centrali a Carbone in impianti a gas metano, come si sta prospettando, anche in tempi rapidi, nelle centrali presenti nel continente italiano”.“Le dichiarazioni del Premier Conte ci preoccupano molto”, afferma Mario Marras, Segretario Generale della Flaei Cisl Sardegna. “mettere contemporaneamente in discussione l’arrivo del gas metano tramite dorsale e rigassificatori ed il rinvio motivato dell’uscita dal carbone nelle due centrali della Sardegna (Portoscuso e Fiumesanto) metterebbe immediatamente a rischio il tessuto produttivo industriale dell’intera regione, azzerando le possibilità di ripresa delle produzioni”. Eurallumina, Sider Alloys (ex Alcoa) come il tessuto industriale di Porto Torres sono strettamente connessi alla possibilità di avere energia elettrica e vapore a prezzi convenienti, con continuità e sicurezza di approvvigionamento. Se già da oggi non si prevede un percorso certo con tempi adeguati per la transizione energetica garantendo la sicurezza del sistema elettrico e le forniture al sistema industriale, si corre il serio rischio del tracollo immediato di buona parte del settore industriale Sardo.“La Flaei sollecita”, ribadiscono Salvatore Mancuso e Mario Marras “la convocazione presso il Ministero dello Sviluppo del nuovo incontro del tavolo Sardegna per proseguire il confronto sul processo di decarbonizzazione ed il conseguente aggiornamento del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) in base alle esigenze prioritarie di sviluppo della Regione Sardegna”.La Flaei Cisl, insieme a tutti gli altri soggetti sindacali, imprenditoriali e istituzionali, farà valere gli interessi della Sardegna e dei lavoratori del settore. La transizione energetica, che la Flaei vuole, non può essere causa di crisi, ma deve essere occasione di sviluppo e benessere.

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L’etichetta energetica obbligatoria: una “pietra miliare” per il settore della ristorazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

pordenone. Con l’utilizzo di apparecchiature ad alte prestazioni e a bassi consumi energetici (in classe A), i professionisti della ristorazione ridurranno al minimo l’impatto ambientale della loro attività e potranno investire i maggiori ricavi derivati in nuove opportunità di crescita per il loro business.Un frigorifero professionale può avere diverse certificazioni, ma la più importante è sicuramente quella che ne misura il consumo energetico. Fino ad oggi c’è stata l’E.C.E, l’Etichetta di Classificazione Energetica volontaria promossa esclusivamente dalle imprese costruttrici aderenti a cecedItalia.
Dal 1° luglio 2016, invece, l’etichettatura è diventata per legge obbligatoria e riguarda tutte le apparecchiature refrigerate professionali immesse sul mercato europeo (Regolamento Commissione UE 2015/1094/Ue). Si tratta di un grande cambiamento soprattutto per il professionista che, in fase di acquisto, può finalmente scegliere il prodotto in maniera consapevole e sostenibile, basandosi sui dati riportati sull’etichetta. Questa certificazione analizza e classifica il prodotto sulla base dei consumi energetici, del volume netto di stoccaggio e delle condizioni di lavoro (temperatura e umidità) a cui l’armadio refrigerato è in grado di conservare correttamente.L’adozione dell’etichettatura nel mondo della ristorazione, settore di sua natura fortemente energivoro, apporterà significativi benefici all’ambiente e alla bolletta energetica nazionale. Pensando nel lungo periodo, un comportamento sostenibile da parte degli operatori verso apparecchiature in classe A (massima efficienza) potrà addirittura trasformare il valore aggiunto dell’efficienza energetica in fonte di energia!Electrolux Professional, che da sempre promuove una refrigerazione responsabile, attenta all’ambiente e ai costi di gestione, risponde alla normativa presentandosi sul mercato con ecostoreHP . Questa nuova gamma di frigoriferi professionali si posizione a pieno titolo nella classe A dell’etichetta energetica, avendo conseguito i più alti punteggi in tutti i parametri analizzati per l’assegnazione del classe. “Con ecostoreHP, Electrolux si è impegnata ai massimi livelli per realizzare un prodotto rispettoso dell’ambiente e quindi capace di ridurre i consumi e evitare gli sprechi” – afferma Massimiliano Falcioni, Head of Refrigeration Category di Electrolux Professional. “Se si considera l’intenso uso a cui sono sottoposti i frigoriferi, accesi giorno e notte, si può comprendere ancora meglio l’importanza dei risparmi assicurati dalla nuova linea che consente di consumare fino all’80% in meno rispetto a pari modelli in classe G”.Il rispetto per l’ambiente è uno dei valori fondamentali di Electrolux e ne sostiene la visione in ciascuna fase del ciclo di vita del prodotto: dalla progettazione alla produzione, dall’installazione allo smaltimento. Tutte le soluzioni sono progettate per consumare il minimo in termini di energia, acqua e detergenti oltre a garantire le più basse emissioni nell’ambiente. Un impegno riconosciuto anche a livello internazionale: numerosi indici, come il Dow Jones World Index, collocano infatti il Gruppo ad alti livelli per la sua responsabilità sociale e ambientale.

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Efficienza energetica in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

energiaLa cultura aziendale dell’efficienza energetica in Italia è diffusa in modo relativamente uniforme in tutte le regioni, ma trova nel Nord del Paese il suo punto di maggiore affermazione. Nel Nord Italia, infatti, si trovano la metà (180 mila aziende) delle 360 mila imprese che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale, di cui 100 mila collocate nel Nord-Ovest e 80 mila nel Nord-Est. A dirlo sono i dati elaborati da Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della “white economy”, il ramo dell’economia relativo all’efficienza e alla riqualificazione energetica.Un’altra parte importante delle imprese “bianche” sono dislocate nel Sud Italia, dove ve ne sono circa 100 mila, mentre nel Centro Italia ve ne sono 80 mila.Analizzando i dati a livello delle singole regioni, Avvenia ha fotografato una realtà dell’efficienza energetica che vede Lombardia, Veneto e Lazio sul podio. A collocarsi al primo posto è proprio la Lombardia con oltre 66 mila aziende che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale. Al secondo posto nella classifica regionale di Avvenia per numero delle imprese “bianche” si colloca il Veneto con 39 mila imprese. Poi, al terzo posto, si colloca il Lazio che registra 34 mila imprese che puntano sull’efficienza energetica.
Nella classifica di Avvenia seguono poi l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la Toscana, la Campania e la Puglia, rispettivamente con 30, 27, 26, 22 e 21 mila imprese attente alle loro performance energetiche. Ottimo anche il posizionamento della Sicilia, con 20 mila, e delle Marche, con 11 mila imprese.Passando poi da un livello regionale ad un’analisi a livello provinciale, Avvenia ha poi messo in evidenza che il maggior numero di imprese che hanno puntato sull’efficienza energetica come nuovo modello di sviluppo sono distribuite in uguali proporzioni sia nella Capitale che nel Capoluogo lombardo.
Roma e Milano, con oltre 20 mila imprese “bianche” ciascuna, si collocano infatti al primo posto ex-aequo e guidano la classifica, seguite da Napoli con circa 14 mila imprese e Torino con poco più di 12 mila.A dare un ulteriore contributo all’affermazione di una cultura aziendale dell’efficienza energetica, secondo Avvenia (www.avvenia.com), è stata la nuova norma sulle Diagnosi Energetiche Obbligatorie (DEO) che impone alle grandi imprese specifici obblighi in materia di efficienza energetica. A doversi sottoporre entro il 5 dicembre 2015 ad un primo audit, da ripetersi poi ogni 4 anni, sono le realtà produttive più energivore, ma anche tutte le altre aziende stanno divendando più sensibili a questa tematica.«Sull’efficienza energetica l’Italia si dimostra così ancora una volta all’avanguardia. Anche i finanziamenti al settore stanno diventando una realtà importante del mercato finanziario, dove i classici squilibri Nord-Sud vengono superati e dove la “white economy” è ormai diventata patrimonio di tutti» commenta l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia che, creata nel 2001 con l’intento di fornire alle aziende e agli enti pubblici una risposta significativa per affrontare e risolvere in modo consapevole e sostenibile le problematiche legate all’efficienza energetica, ha sempre dimostrato una particolare attenzione ai meccanismi di innovazione tecnologica più adeguati per aumentare l’efficienza e la produttività di ogni specifico settore.

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Italia: efficienza energetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

energiaQuello dell’efficienza energetica è un settore dove l’Italia ha una indiscussa leadership tecnologica a livello europeo e mondiale. Lo conferma il bilancio dell’efficienza energetica tracciato da Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della White Economy, che osserva come nel 2014 l’Italia ha collocato sulle aste di quote europee di emissione oltre 61 milioni di quote EUA (European Union Allowances), ricavando oltre 361 milioni di euro.Queste aste sono un meccanismo di assegnazione delle quote di emissione valide per adempiere agli obblighi EU ETS (European Union Emissions Trading Scheme), un sistema per lo scambio di quote di emissione di gas serra finalizzato alla riduzione delle emissioni di CO2 nei settori energivori che è parte integrante del Pacchetto Clima-Energia, strategia comune europea che pone in stretta connessione l’efficienza energetica e le emissioni di gas ad effetto serra.La collocazione dell’Italia in questo contesto corrisponde a oltre 61 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, che costituiscono il 13,11% delle risorse generate dalle aste di quote EUA nel 2014. Insomma un’ottima performance dell’Italia che però, secondo gli analisti di Avvenia (www.avvenia.com), dovrà ancora continuare a investire sull’efficienza energetica per raggiungere gli obiettivi al 2020.
«Il nostro Paese ha conosciuto uno sviluppo considerevole e costante nel tempo dell’efficientamento energetico, il che non implica solo ridurre i costi e quindi una maggiore competitività delle imprese, ma anche rilanciare l’intera economia nazionale» puntualizza l’ingegnere Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia. Senza dimenticare che l’efficienza energetica è anche fondamentale sul piano ambientale per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e la lotta ai cambiamenti climatici. Analizzando poi i risparmi energetici conseguiti nel 2014, Avvenia osserva che il settore industriale ha raggiunto ottimi risultati. La maggior parte delle imprese ha infatti scommesso su innovazione, ricerca e qualità per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.Un orientamento che si rivela strategico tanto che, secondo le previsioni di Avvenia, la White Economy sarà in grado di generare quest’anno 100 miliardi di euro di valore aggiunto. E, oltre alla ricchezza, l’«economia bianca» produce anche lavoro: già oggi in Italia ci sono circa 2 milioni di «white jobs», un numero considerevole che secondo gli analisti di Avvenia è destinato ad aumentare di 200 mila lavoratori entro la fine del 2015. Dal bilancio tracciato da Avvenia emerge anche una elevata propensione all’efficientamento energetico in tutti i settori della nostra economia, da quelli tradizionali a quelli high tech, dall’agroalimentare alla chimica. Ma anche nel settore residenziale, dove nel 2014 sono stati raggiunti ottimi risultati, con molti progetti che hanno dato luogo a interventi di recupero e di riqualificazione degli edifici.
Secondo Avvenia, player chiave in questo settore, l’edilizia ha infatti sperimentato una radicale trasformazione grazie alle nuove tecnologie per l’efficienza energetica e potrebbe così diventare per l’Italia un volano per l’economia e per l’occupazione, a partire dai grandi gruppi bancari e dalle poste, fino ai musei e agli edifici pubblici, perché in questo settore anche la Pubblica Amministrazione può ottenere notevoli risparmi energetici ed economici.E Avvenia, proprio su questo fronte, si è impegnata a collaborare con la Pubblica Amministrazione rendendosi anche disponibile a finanziare progetti per migliorare l’efficienza energetica che consentano di implementare le esclusive metodologie di analisi firmate Avvenia, che rappresentano il fiore all’occhiello dell’industria italiana.

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Efficienza energetica e mercato immobiliare

Posted by fidest press agency su martedì, 24 febbraio 2015

mercato-immobiliareDisponibili i dati 2014 dell’indagine promossa da ENEA, I-Com e FIAIP sull’andamento del mercato immobiliare visto nella prospettiva dell’efficienza energetica e frutto delle elaborazioni delle risposte di oltre 1000 agenti immobiliari.
I risultati dell’indagine mostrano un quadro complessivo della situazione composita e, in parte, contrastante. Il mercato rimane evidentemente dominato da immobili di qualità energetica molto scadente (anche per l’evidente peso degli edifici vecchi nello lo stock immobiliare), sebbene nelle dinamiche di mercato di alcuni segmenti sembra aumentare il peso della qualità energetica, come nel caso degli immobili di pregio: il dato delle compravendite in questo segmento per gli immobili di classe A+ e A è passato al 10%, rispetto al 6% del 2013. Questa tendenza può essere letta come un incoraggiante segnale della crescente considerazione dell’efficienza energetica come elemento essenziale e imprescindibile di un edificio. Sarà dunque necessario trasferire questa consapevolezza anche alle categorie edilizie di minor pregio per capitalizzare il potenziale di efficientamento del settore immobiliare oggi ampiamente inespresso.Incoraggianti anche i dati relativi alle nuove costruzioni, crescendo sensibilmente nel 2014 il peso delle compravendite di immobili efficienti rispetto all’anno precedente. In calo però lo stesso dato per gli immobili ristrutturati, segno che l’efficienza energetica non è un elemento sufficientemente valorizzato nelle ristrutturazioni edilizie. Infatti, le compravendite 2014 di immobili nuovi si sono realizzate per edifici di classe A+, A e B nel 49% dei casi (erano il 40% nel 2013); lo stesso dato per gli immobili ristrutturati crolla al 6%, dimezzandosi rispetto al 2013.Anche il sentiment rispetto al tema dell’efficienza energetica degli attori del mercato immobiliare presenta luci ed ombre. Se da una parte aumenta la consapevolezza dell’importanza della variabile energetica di un edificio sia da parte di chi compra che di chi vende un immobile, lo strumento della certificazione energetica continua a non essere percepito come utile nell’orientare il mercato verso immobili efficienti. Peggiora infatti il dato della percezione dell’utilità dello strumento nella lettura comparata dei dati 2014 e 2013: questa criticità potrebbe essere in parte dovuta alle frequenti modifiche normative a livello nazionale e alla frammentazione della materia a livello regionale.Rimane comunque evidente la necessità di porre in essere azioni di sistema per rendere lo strumento della certificazione energetica maggiormente incisivo rispetto alle scelte di tutti gli attori della filiera del mercato immobiliare.

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Obbligo certificazione energetica degli edifici

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2013

La conversione in legge del Dl 63/2013, avvenuta con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 3/8/2013 della Legge 90/2013, ha confermato la vigenza della nuova certificazione energetica degli edifici APE (attestato di prestazione energetica) che va a sostituire l’ACE (attestato di certificazione energetica).
Le nostre norme, fino all’intervento di questo decreto, non erano conformi ai dettami europei e per questo motivo siamo stati sanzionati.
E’ stata recepita la Direttiva 2010/31/UE, sanando diverse procedure di infrazione che la Comunita’ Europea aveva avviato contro l’Italia per errati o incompleti recepimenti di Direttive. Procedure che lo scorso giugno sono sfociate in una sentenza di condanna della Corte di giustizia europea. Essenzialmente per la mancanza dell’obbligo di consegnare l’attestato energetico in caso di vendita o locazione di un immobile: le nostre norme, pur prevedendo l’obbligo di indicare in contratto di aver ricevuto informazioni e documentazione energetica sull’immobile, prevedevano una deroga per le locazioni se questa documentazione mancasse al momento della firma del contratto. Non solo, ma in caso di edifici con rendimento energetico basso, il proprietario poteva ovviare all’obbligo consegnando un’auto-dichiarazione di appartenenza alla classe energetica piu’ bassa, la “G”.
Dallo scorso 6 giugno e’ quindi in vigore l’obbligo di allegare ai contratti di compravendita immobiliare e di locazione (quelli nuovi) la nuova attestazione energetica denominata APE, pena la nullità dei contratti stessi.
Il decreto prevede un regime di transizione: fino all’emanazione dei decreti ministeriali che fissano i criteri di calcolo dei nuovi parametri tecnici a cui riferirsi (emanazione che dovrebbe avvenire entro Gennaio 2014), si puo’ redigere il documento riferendosi alle precedenti istruzioni tecniche (inclusa la vecchia certificazione ACE in corso di validita’ -dieci anni). In merito, lo scorso 25 giugno, il ministero dello Sviluppo Economico ha emesso una circolare.
Tutto risolto? Sembra di no. In questi giorni infuria la polemica su questo obbligo, soprattutto nei contratti di locazione, e alcune associazioni di categoria hanno chiesto al Governo di toglierlo, e di farlo in fretta. Un “déjà vu”: nel 2008, con il DL 112/08 venne abrogato l’obbligo che il legislatore aveva introdotto nel 2006 con il D.lgs.311/2006 [6]. A chi rimane in mano il cerino? Al cittadino che si trova di fronte al caos, spesso alimentato anche dalla disinformazione. Non entriamo nel merito su quanto sia o meno giusto dover sborsare dei soldi per munirsi di una certificazione che alcuni ritengono inutile. La direttiva europea c’e’, la si puo’ ignorare, la si puo’ accogliere, ma saltare da un “si’” ad un “no” ci sembra pessimo, anche perche’ le multe che vengono inflitte all’Italia, oltre alla brutta figura che ci fanno fare, vengono comunque pagate coi soldi dei contribuenti… e tanto vale pagare e fare bella figura, e non il contrario. Poi, se qualcuno in sede comunitaria riuscira’ a far levare questo obbligo, convincendo gli altri partner comunitari della sua inutilita’, ci adegueremo. L’importante e’ che il singolo cittadino abbia certezza del diritto…. ma, ed è questa l’ennesima dimostrazione, nel nostro Paese questa è una chimera.

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Efficienza energetica

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

Deutsch: Toronto: Direct Energy Centre

Image via Wikipedia

Bruxelles sta varando una nuova direttiva sull’efficienza energetica il cui contenuto è stato oggetto di un dibattito nel forum promosso dalla FCS presso l’Auditorium del GSE . Il rappresentante della Direzione energia della Commissione Europea, la Dott.ssa Gergana Miladinova, ha sottolineato che la nuova direttiva prevede norme più vincolanti nei confronti degli stati e delle imprese, per realizzare entro il 2020 significativi miglioramenti di efficienza energetica nella produzione, trasmissione e consumo. L’ENEA è intervenuta presentando i risultati dell’utilizzo dello strumento delle detrazioni fiscali del55%. Tale strumento, a costo zero per lo Stato, ha permesso a migliaia di famiglie di fare investimenti per migliorare l’efficienza della propria abitazione (nuove caldaie, doppi vetri, coibentazione, etc), positivi i risultati sull’occupazione ed a far emergere il lavoro nero. La Fondazione Consumo Sostenibile ha evidenziato i “buchi neri” del 55% che hanno riguardato sia gli edifici pubblici, per mancanza di risorse, che i condomini, per le difficoltà a prendere decisioni unanimi. E’ stato, quindi, posto in evidenza che il ricorso ai cosiddetti “contratti servizio energia”, stipulati con le ESCO, possono rappresentare “l’uovo di colombo” per recuperare efficienza energetica anche negli edifici pubblici e nei condomini. Questa formula consente infatti alle ESCO di realizzare gli investimenti di riqualificazione degli edifici, il cui costo è ripagato dal risparmio conseguito in bolletta. Vari interventi hanno sottolineato di chiedere al Governo di valorizzare questo strumento, che consente di sbloccare consistenti investimenti per migliorare l’efficienza energetica negli edifici pubblici e nei condomini. Anche la rete di trasmissione deve essere ottimizzata con nuovi investimenti per produrre maggiore efficienza, perché sulla bolletta del consumatore ricadono sia i costi delle inefficienze che i costi dell’ energia elettrica prodotta, che non può essere distribuita per strozzature o inefficienze sulla rete. Di particolare rilievo è stato l’intervento del Sottosegretario Tullio Fanelli il quale ha sottolineato che il provvedimento del 55% rientra nelle priorità del Governo e che erano in corso gli approfondimenti per la messa a punto del provvedimento. Nel dibattito è intervenuto anche l’ex Presidente dell’Autorità dell’Energia Alessandro Ortis, che ha delineato il quadro delle problematiche del settore energetico ed i relativi provvedimenti che sarà opportuno prendere, nonché il ruolo che le associazioni consumatori devono svolgere in tema di proposte e di informazione ai consumatori. A conclusione del Forum, Paolo Landi, ha ricordato che la FCS intende svolgere attività di ricerca e di approfondimento sui grandi temi del consumerismo e della responsabilità sociale dell’impresa, con particolare attenzione al livello dell’Unione Europea. Ha sottolineato inoltre che qualora il costo delle detrazioni fiscali fosse scaricato dal Governo sulle bollette del gas, sarebbe una ulteriore tassa indiretta a carico delle famiglie, dopo che gli esorbitanti costi degli incentivi al fotovoltaico e delle altre fonti rinnovabili sono stati scaricati sulla bolletta dell’energia elettrica).

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Efficienza energetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2011

La Fondazione Consumo Sostenibile, promuove un incontro per approfondire come l’Italia intende applicare la nuova direttiva sull’efficienza energetica. Al confronto sono presenti la Commissione Europea, Direzione energia, con la Dott.ssa Gergana Miladinova, il Sottosegretario all’Ambiente Tullio Fanelli, rappresentanti dei partiti On. Stefano Saglia e On. Federico Testa, rappresentanti dell’imprese, delle Associazioni dei Consumatori, dell’Autorità e del Ministero. L’incontro si terrà lunedì 5 Dicembre 2011 ore 14.30 presso il GSE viale maresciallo Pilsudsky, 91 ore 14.30.
Sull’efficienza energetica, sottolinea il Presidente della Fondazione Consumo Sostenibile Paolo Landi, siamo tutti coinvolti, lo sono le famiglie per contenere la spesa della bolletta energetica, lo sono le imprese e soprattutto lo sono gli edifici pubblici e condomini ove si registrano le maggiori inefficienze e sprechi sull’energia.
Sarà importante capire cosa intende fare il nuovo Governo, con quali incentivi e strumenti intende rispettare gli obiettivi della direttiva. Nell’incontro la FCS presenterà anche una proposta per conciliare la necessità di investimento sull’efficienza energetica e i vincoli e le difficoltà di bilancio, resi sempre più acuti dalla crisi economica. La Fondazione Consumo Sostenibile nasce, con la collaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori e Lega Consumatori, nel settembre 2011 da un idea di Paolo Landi con l’obiettivo di promuovere una cultura del consumo sostenibile, la responsabilità sociale d’impresa e la cooperazione internazionale. Prendendo ispirazione dal messaggio della lettera Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate” (n.66) si vuole sviluppare la creazione di un “centro”, di una “rete” (reale e virtuale allo stesso tempo) dove poter fare maturare i concetti di sostenibilità e responsabilità legati da una parte ai consumatori (un consumo responsabile) e dall’altra alle imprese (responsabilità sociale d’impresa) il tutto dentro la cornice dell’Unione Europea.

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Governo: rivedere programma nucleare

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

«Sulla scia di quanto sta succedendo nella comunità internazionale, nella quale si distinguono Paesi dalla lunga “tradizione” nucleare che stanno rivedendo le proprie politiche energetiche riflettendo sull’opportunità di utilizzare il nucleare da fissione come forma di approvvigionamento, auspichiamo che il Governo italiano assuma una posizione netta, decidendo di non proseguire con il progetto di costruzione di quattro nuove centrali a tecnologia EPR. Una tecnologia che va consegnata definitivamente alla storia, per i problemi di sicurezza e smaltimento delle scorie che continua a generare».  Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Andrea De Priamo.  «Un deciso cambio di rotta – ha auspicato il presidente De Priamo – per far decadere l’imminente quesito referendario, dirottare risorse nella ricerca tecnologica sul nucleare di IV generazione e da fusione e rafforzare così l’impegno per una maggiore autonomia energetica del nostro Paese, possibile attraverso un mix di fonti inclusivo delle energie rinnovabili, di politiche a sostegno della riduzione degli sprechi e dell’efficienza energetica».

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Gli Oscar dell’Industria Energetica premiano il CEO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Rafael Villaseca, amministratore delegato di Gas Natural Fenosa, è stato scelto tra più di 200 imprenditori come “CEO of the Year 2010” in occasione dell’edizione annuale dei Global Energy Awards indetti da Platts, agenzia di informazione leader mondiale nel campo dell’energia e delle materie prime.  Il riconoscimento, assegnato a fine 2010 a New York durante una cerimonia ufficiale alla quale hanno partecipato circa 500 imprenditori del settore energetico provenienti da tutto il mondo, è considerato a tutti gli effetti l’Oscar dell’Industria Energetica e ogni anno premia le imprese che si distinguono per leadership, innovazione e rendimento.  Il nome di Villaseca, 60 anni, amministratore delegato di Gas Natural Fenosa dal 2005, è stato selezionato da una giuria di esperti internazionali, tra cui Ministri dell’Energia, Autorità di Regolazione nazionali, alti dirigenti, legislatori e professori universitari, sulla base di criteri molto rigidi quali capacità di innovazione, visione strategica, decisione e leadership, nonché chiarezza di visione, discernimento e motivazione.  I Platts Global Energy Awards premiano più in generale Gas Natural Fenosa, che nel 2010 – per il secondo anno consecutivo – occupa la prima posizione nella classifica mondiale delle imprese nel settore del gas, la trentunesima posizione tra le imprese energetiche di Europa, Medio Oriente e Africa e la cinquantottesima nel mondo.
Il Premio “CEO of the Year 2010” assegnato a Villaseca conferma, quindi, l’importanza che attualmente l’Azienda riveste nel mercato energetico. Gas Natural Fenosa, infatti, è la più grande utility integrata di gas ed elettricità in Spagna e America Latina ed è presente nel mondo in ben 23 Paesi con un organico di circa 19 mila dipendenti e con oltre 20 milioni di clienti. Dal 2002 è il Gruppo è presente anche in Italia con tre Società – Gas Natural Italia Spa, Gas Natural Distribuzione Italia Spa e Gas Natural Vendita Italia Spa – ed ha all’attivo circa 420.000 utenti distribuiti in 7 Regioni e circa 200 Comuni del centro e sud Italia. (rafael)

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Riqualificazione energetica degli edifici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Adiconsum è profondamente contraria alla proposta del Governo di finanziarli con una nuova tassa sulle bollette del gas Adiconsum chiede alle Commissioni Parlamentari di esprimere parere negativo sulla proposta Nello schema di Decreto Legislativo n. 302, per l’Attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili” si prevede che le risorse per l’erogazione degli incentivi per gli interventi di incremento dell’efficienza energetica negli edifici, siano recuperate mediante contributi a valere sulle tariffe del gas naturale, già gravate, per oltre il 40%, da imposte e tasse nazionali e regionali. Ciò si aggiunge agli altri pesanti oneri che gravano sulle bollette elettriche per finanziare gli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. È iniquo che le risorse per la politica energetica dell’Italia siano caricati sulle spalle dei consumatori, anziché sulla fiscalità generale, poiché non tengono conto della progressività del reddito dei cittadini e sono pagati anche dai pensionati con il minimo di pensione.
I consumatori italiani sono stufi di fungere da Bancomat per le esigenze finanziarie del Governo e chiedono alle Commissioni Parlamentari, che stanno esaminando lo schema di Decreto del Governo, di esprimere parere negativo su questa iniqua norma.

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Bollette energetiche “al palo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

L’Autorità per l’energia ha annunciato che dal prossimo 1 gennaio le bollette elettriche caleranno dello 0,1%, mentre quelle del gas aumenteranno dell’1,3%. La motivazione viene individuata nell’aumento delle quotazioni petrolifere. Piccoli ritocchi che, per le famiglie, significherà un risparmio di 7 euro annui per la luce (spesa media 420 euro) e un aggravio di 37 euro annui per il gas (spesa media 1.050). Tutto a posto, aumenti fisiologici? No! Per noi e’ un pessimo segnale di una situazione che si trascina e che al momento non ha via d’uscita. Abbiamo a che fare con due mercati che sulla carta sono liberalizzati e la situazione di aumento del gas rispetto alla diminuzione dell’elettricità viene dai piu’ letta come una maggiore difficolta’ di un mercato rispetto all’altro. Questione che, pero’, a nostro avviso e’ piu’  grave. Logica ci insegna che a fronte di una liberalizzazione, e quindi al moltiplicarsi delle offerte per gli utenti, il mercato dovrebbe calare nei prezzi e farsi piu’ rigoglioso per offerte e qualita’. E questo non solo non accade per l’elettricita’ ma ha una direzione opposta per il gas. Di là delle oggettive difficoltà per gli approvvigionamenti nel mercato internazionale, crediamo si debba parlare di responsabilità, con tanto di nomi cognomi. Il cosiddetto mercato italiano liberalizzato ha due caratteristiche:
1 – e’ un luogo di battaglia di aziende che, in modo spesso truffaldino, cercano d catturare clienti raccontando balle o rifilando contratti a insaputa dei malcapitati. La nostra associazione funge da punto di raccolta di queste truffe, spesso con risvolti giudiziari e richiami della specifica Autorita’ che pero’, invece di raddrizzare la situazione, essendo diffusissima la pratica e l’immunita’, sembrano alimentare il malaffare;
2 – nella maggior parte dei casi la liberalizzazione e’ solo un modo per far guadagnare piu’ aziende (che va anche bene), ma senza che questo corrisponda ad un risparmio per gli utenti: i monopoli di fatto in determinate zone sono all’ordine del giorno; monopoli che sono quasi sempre gestiti da aziende a partecipazione pubblica (Comuni, etc) che, con gli utili azionari, si guardano bene dall’incidere sui costi al dettaglio del servizio.
Un Bubbone vero e proprio!! Dobbiamo rassegnarci? A nostro avviso sono possibili due rimedi:
1 – bloccare le truffe con pesanti interventi del’Autorita’ per l’energia e dell’Antitrust, supportate da un legislatore che dia loro piu’ forza sanzionatoria. Oggi, per comportamenti scorretti et similia, le rare multe che Aeeg e Antitrust comminano sono per importi ridicoli, spesso scontati quando inesistenti perche’ si accontentano dell’impegno dei colpevoli a non reiterare il loro business scorretto Se invece fossero sanzioni con percentuali di due cifre rispetto al fatturato delle aziende, queste aultime, prima di continuare a far rientrare le multe nel loro bilancio promozionale, ci penserebbero due volte;
2 – oltre alla “tradizionali” difficolta’ che un’azienda ha nel nostro Paese per attivarsi (che fine ha fatto “aprire un’azienda in un giorno”?), il grosso del problema sta nel monopolio territoriale: fintanto che le pubbliche amministrazioni (detentrici di quote azionarie anche di maggioranza nella varie spa di gestione) competeranno con le aziende private, queste ultime saranno sempre poco presenti a causa di un finto mercato che, per esempio, vede le amministrazioni locali nella doppia veste di controllori e controllati. Ma forse questo e’ solo un libro dei sogni… (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Miopia” energetica-ambientale

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Il Consiglio Regionale della Calabria, esprimendo parere negativo alle centrali a carbone di Montebello Ionico e Rossano Calabro, dimostra che la “Politica” non persegue finalità di sviluppo del Territorio e delle Comunità. Il diffuso luogo comune, che concepisce le centrali elettriche a carbone incompatibili con uno sviluppo sostenibile, continua ad allontanare l’Italia, e a maggior ragione il Meridione, dall’Europa e dalle opportunità di investimenti e occupazione. Gli altri Paesi Europei, al contrario, sfruttano adeguatamente (e in modo sostenibile) una fonte primaria come il carbone, che garantisce sicurezza energetica e un costo del Chilovattora compatibile con le esigenze economiche di Famiglie e Imprese. In Italia, invece, si preferisce continuare a opporsi pregiudizialmente a progetti tecnologicamente avanzati ed ambientalmente certificati dagli Enti preposti.  Con ciò, facendo pagare l’energia elettrica più cara d’Europa (35%). Gli stessi Oppositori del carbone, stranamente, nulla dicono su altri Settori molto più inquinanti. Produrre energia elettrica in maggiore quantità e a costi competitivi consentirebbe, tra l’altro, di sfruttare il trasporto automobilistico e ferroviario elettrificati.  Le Centrali a carbone previste in Calabria, dimostrano la falsità delle argomentazioni sostenute dai “no coke”: Impianti moderni che non solo garantiscono la diminuzione delle emissioni complessive di CO2, ma anche occupazione (diretta e indotta), oltre allo sviluppo dei Territori che li ospitano. Questo evidentemente non basta! I  tanti Giovani che vorrebbero lavorare e vivere dignitosamente in Calabria, continueranno ad emigrare, come i propri Padri e Nonni, per cercare lavoro dove non si rifiutano Impianti produttivi a prescindere.

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Fisco e riqualificazione energetica degli edifici

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

La decisione del Governo di non rinnovare le detrazioni fiscali del 55% dei costi sostenuti dai cittadini per la riqualificazione energetica degli edifici, rappresenta un atto di miopia politica che non tiene conto dei risultati sinora raggiunti da questo importante strumento di sviluppo sostenibile introdotto negli ultimi anni in Italia. Infatti, nei tre anni di vigenza delle detrazioni fiscali, questa misura è stata utilizzata da oltre 840mila famiglie o piccole imprese italiane, ha prodotto un giro d’affari di oltre 11 miliardi di euro, un risparmio energetico considerevole e una significativa riduzione delle emissioni inquinanti. Inoltre, ha contribuito in modo decisivo a sostenere, in un momento grave crisi economica, lo sviluppo e l’occupazione in questa importante filiera italiana di piccole e medie imprese, altamente qualificate in un settore strategico come quello dell’efficienza e del risparmio energetico. Il mancato rinnovo rallenta l’uscita dalla crisi, lo sviluppo dell’industria italiana e la riqualificazione del patrimonio edilizio del Paese. Il Governo non è riuscito a trovare i 400 milioni di euro per finanziare la proroga delle detrazioni fiscali. Eppure non sarebbe stato necessario, poiché, come ha bene evidenziato Enea in un recente studio, i 6.1 miliardi di detrazioni a carico dell’erario, sono ampiamente compensati dalle maggiori entrate per lo Stato prodotte dagli oltre 11 miliardi di investimenti indotti dall’incentivo. Infatti, se consideriamo il maggior gettito dell’IVA dovuto all’emersione del lavoro nero, ampiamente praticato in tutta Italia nel settore impiantistico ed edile, i contributi sociali e l’IRPEF di circa 50.000 nuovi lavoratori occupati, la maggiore tassazione derivante dagli utili delle imprese, il medesimo studio dell’Enea stima in oltre 10 miliardi il maggior introito per l’erario derivante dal mantenimento delle detrazioni fiscali. Senza considerare il contributo apportato dalla riduzione delle emissioni di CO2 che permetterà all’Italia di perseguire gli obiettivi dell’Unione Europea e di evitare al Paese il pagamento di pesanti sanzioni. Si chiede pertanto il ripristino di questa importante misura sino a ieri confermata da qualificati esponenti del Governo, che ha funzionato egregiamente incentivando in modo virtuoso un rilevante pezzo di economia, che ha prodotto risultati straordinari in termini di risparmio energetico e di contenimento dei gas serra, che ha permesso l’emersione del lavoro nero in un settore molto sensibile e che non grava sul bilancio dello Stato.

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Risparmio ed efficienza energetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

L’Unione europea ha aderito al Protocollo di Kyoto che ha fissato l’obiettivo del c.d. 20-20-20 che impegna i Paesi Membri ad una politica coerente. Due le strade da percorrere: efficienza energetica e fonti rinnovabili. Considerato che il costo di 1kWh risparmiato è di molto inferiore al medesimo kWh prodotto con fonti rinnovabili e che per risparmiare 1 kWh/anno in efficienza energetica occorrono 1,8 euro di investimento, mentre per produrre 1kWh/anno con pannelli fotovoltaici occorrono 5,0 euro di investimento, è chiaro che il risparmio energetico passa principalmente per l’efficienza energetica. L’efficienza energetica, ad avviso di Adiconsum, va messa al centro dell’azione del Governo e delle iniziative degli operatori e delle famiglie. Ecco quindi le proposte di Adiconsum per una rimodulazione degli incentivi del 55%:
1.    stabilizzazione della durata degli incentivi del 55% utile sia per le imprese per decidere e programmare gli investimenti nella ricerca che per le famiglie per ponderare e assumere le giuste decisioni sugli interventi da effettuare
2.    miglioramento degli incentivi del 55% introducendo la “portabilità” delle detrazioni fiscali dai diretti beneficiari alle ESCo (Energy service company), alle banche o agli operatori che effettuano gli investimenti, e la “finanziabilità” dei progetti da parte del sistema bancario
Inoltre ecco le proposte Adiconsum per le fonti rinnovabili:
finanziare la ricerca sulle nuove tecnologie
legare gli incentivi all’effettivo costo degli investimenti per evitare rendite ingiustificate
non concedere l’incentivo prima che sia completato l’allacciamento alla rete
no incentivi a impianti fotovoltaici in campo aperto, ma solo a quelli integrati su costruzioni.

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Efficienza energetica e fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Roma 26 ottobre 2010 – ore 14.30 – Viale Maresciallo Pilsudski 92 Presso Auditorium GSE (causa lavori l’accesso è da via Guidubaldo Del Monte 72) Seminario di Adiconsum  Efficienza energetica e fonti rinnovabili: Bilanci e prospettive Programma: Saluto di benvenuto: Nando Pasquali, A.D. GSE Apertura lavori: Riccardo Comini – Segretario Nazionale Adiconsum Interventi: L’incentivo del 55% sul risparmio energetico e le fonti rinnovabili Ing. Carlo Manna – Responsabile Ufficio Studi ENEA Le potenzialità di risparmio energetico negli edifici residenziali Ing. Renato Cremonesi – A.D. Cremonesi Consulenze Le proposte di Adiconsum sul 55% e sulla rimodulazione degli incentivi alle FER Pieraldo Isolani – responsabile settore Energia e Ambiente Adiconsum Tavola Rotonda: coordina Paolo Landi, Segretario generale Adiconsum On. Stefano Saglia – Sottosegretario Ministero Sviluppo Economico On. Federico Testa – Responsabile Dipartimento Energia Partito DemocraticoIng. Tullio Fanelli – Commissario Autorità per l‘energia elettrica e il gas Dott. Agostino Conte – Vice Presidente Comitato Energia Confindustria Dott. Tommaso Campanile – Resp.le Dip. Competitività e Ambiente CNA Dott. Giorgio Natalini Guerrini – Presidente Confartigianato Imprese Dott. Carlo Maria Martino – Giunta di Presidenza nazionale Confapi Conclusioni: Pietro Giordano – Segretario Nazionale Adiconsum

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Energetica: apre in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

«L’Italia è un Paese strategico per la crescita di Energetica, ed evidenzia una crescente richiesta del mercato alla quale stiamo rispondendo con commesse per 10Mw da installare entro giugno 2011». Con queste parole Renè Battistutti, amministratore delegato di Energetica Holding GmbH, ha inaugurato oggi alle 18.00 a Tavagnacco la sede italiana di una delle più brillanti aziende produttrici di fotovoltaico a livello europeo. Energetica, fondata da Battistutti e Christian Hillepod nel 1995 a Klagenfurt in Austria, oggi fattura quasi 35 milioni di euro e si pone come obiettivo di fatturare in Italia nel 2011 circa 20 milioni di euro. Già presente in Slovenia, Germania, Spagna, Francia, Grecia e Repubblica Ceca, Energetica asseconda il trend di crescita che ha visto un aumento del suo fatturato pari al 40% nell’ultimo triennio, portando i suoi servizi anche in Italia.
La direzione Italia infatti coordinerà l’area commerciale, alla quale si affiancheranno due aree tecniche: una dedicata allo sviluppo di progetti di impianti fotovoltaici. L’altra sarà invece punto di riferimento per le autorizzazioni per grandi impianti a terra e sui tetti. La struttura si completerà con l’assistenza post vendita. Per quanto riguarda i grandi impianti Energetica ha avviato, su tutto il territorio nazionale, la ricerca di tetti da affittare sui quali installare grandi impianti fotovoltaici. Questa offerta rivolta a tutte le imprese italiane i cui stabilimenti abbiano i necessari requisiti, come un minimo di 5.000mq di tetto.

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“Agire in tempo sulla politica energetica”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

L’Università di Harvard ha ospitato di recente una conferenza dal tema “Agire in tempo sulla politica energetica” nel corso della quale il direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini, ha presentato i nodi critici delle discussioni in corso sui cambiamenti climatici in ambito G8 ed ha segnalato l’urgenza di sviluppare una partnership efficace tra UE e USA per la promozione a livello globale delle tecnologie a basso contenuto di  carbonio.  A questo proposito, nel corso della conferenza è emersa con chiarezza la situazione di perdita di competitività degli Stati Uniti in materia di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie a basso contenuto di carbonio, e l’assenza di sforzi significativi per aumentare l’efficienza energetica. E la situazione non sembra poter cambiare a breve. Per gli americani, invece,  la congiuntura economica interna, e il tema dei cambiamenti climatici è percepito come un fattore di rallentamento della crescita, non come volano economico. D’altra parte si fa osservare che la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra dell’Unione Europea avrà efficacia solo se gli USA assumeranno analoghi impegni: infatti, l’impegno operosissimo (1% del PIL) dell’Europa per modificare il sistema energetico avrà un effetto simbolico sulla riduzione delle emissioni globali (2%), e solo un’iniziativa congiunta delle più forti economie (USA/Europa/Giappone) potrà dare risultati significativi.

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7 imprese per un ritorno alle origini

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

Nasce in Romagna il progetto di 7 aziende che hanno maturato negli anni un’ampia esperienza in “costruzioni a risparmio energetico”, e che hanno come obiettivo comune quello di riuscire a costruire spazi abitativi di qualità.  Un nuovo modo di fare edilizia, attraverso l’utilizzo di tecnologie e particolari tecnici studiati nei minimi dettagli come la scelta dei materiali, le soluzioni ingegneristiche ed impiantistiche più all’avanguardia, per ottenere una riduzione dei costi legati alla dispersione energetica. Tutto questo oggi è  possibile, grazie a 7 imprese che hanno deciso di lavorare insieme per cercare di comunicare ai consumatori che il recupero energetico parte dalle abitudini di tutti noi, e soprattutto dall’uso intelligente delle risorse e dei materiali. Una sfida importante dunque questa, poiché il concetto di risparmio energetico non appartiene ancora pienamente al nostro patrimonio culturale. 7 imprese guidate dal desiderio comune di un lavoro di qualità, 7 imprese per realizzare un’intera abitazione senza sprechi: dal tetto agli infissi, dalle installazioni elettriche alle pitture e agli impianti termoidraulici, dal cartongesso alle mura. Home per le costruzioni a secco in cartongesso, Lectron per le installazioni elettriche, SL Venturini per la bioedilizia, Martini Legnami per le strutture in legno, Rustichelli Color per le pitture naturali e i materiali isolanti, GZ Gentilini e Zappi per gli impianti termoidraulici, TBT2 per gli infissi, Compagnia delle Opere di Ravenna e Ferrara come coordinamento dell’iniziativa.  Le 7 imprese del territorio, saranno disponibili ad incontrare i consumatori e a dialogare con loro sui temi del risparmio energetico relativo alle abitazioni durante la Fiera biennale dell’artigianato di Lugo all’interno di uno stand dedicato, che verrà costruito proprio per “far toccare con mano” cosa significa realizzare edifici capaci di migliorare il benessere abitativo e la qualità della vita.

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Togo: Sicurezza energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2010

L’investimento azionario destinato all’acquisizione di una partecipazione del 20 percento in ContourGlobal Togo S.A. sostiene una delle priorità di IFC: investire nelle infrastrutture in Africa. ContourGlobal Togo S.A., che si è aggiudicata una concessione della durata di 25 anni da parte del Togo, si occuperà dello sviluppo della costruzione della gestione di una centrale elettrica termica a Lome.  La centrale la cui entrata in funzione è prevista per luglio 2010, inizierà a funzionare utilizzando olio combustibile pesante, e non appena disponibile si passerà al gas. La società statale del Togo, Compagnie Energie Electrique du Togo, che si occuperà della distribuzione, acquisterà tutta l’elettricità prodotta aiutando così a soddisfare il fabbisogno corrente del paese.  Bernard Sheahan, Direttore delle Infrastrutture di IFC, ha dichiarato “IFC è lieta di fornire il proprio supporto a uno sponsor globale dotato della capacità finanziaria, dell’esperienza tecnica, e dell’impegno necessari allo sviluppo di nuovi progetti per l’energia elettrica nell’Africa sub-sahariana. Si tratta del primo investimento del settore private nel Togo in oltre un decennio, e speriamo che il progetto spiani la strada per progetti simili, aiutando così a soddisfare il grande fabbisogno di infrastrutture nel paese e nella regione circostante.”
ContourGlobal è una società che si occupa dello sviluppo e della gestione dell’energia elettrica e dell’energia, ha la propria sede a New York City e conta 900 dipendenti circa in tutto il mondo con una capacità di oltre 1.300 MW in attività, in costruzione o nella fase attiva dello sviluppo in una serie diversa di mercati, tra cui America settentrionale e latina, Unione Europea, Ucraina, e Africa sub-sahariana. La Società è una delle maggiori società che si occupano dello sviluppo di energia elettrica in Africa, con progetti in costruzione o in corso di sviluppo in sei paesi, che comprendono Togo, Nigeria, Ruanda, Kenya, Mali e Costa d’Avorio. ContourGlobal sviluppa e gestisce attività combinate per la produzione di calore ed energia elettrica in tutto il mondo per enti statali e società multinazionali. La Società si concentra sia sui mercati ad alta crescita che in quelli sotto-serviti e nelle nicchie di mercato innovative nei mercati sviluppati, quali ad esempio l’energia rinnovabile e per centrali combinate per la produzione di calore ed energia elettrica. Per maggiori informazioni, visitare http://www.contourglobal.com.
IFC, un componente del World Bank Group, crea opportunità per le persone per poter sfuggire alla povertà e migliorare le loro vite. La Società patrocina la crescita economica sostenibile nei paesi in via di sviluppo sostenendo lo sviluppo del settore privato, rendendo disponibili i capitali per le aziende private, e fornendo servizi di consulenza e per la riduzione del rischio ad aziende e governi. I nostri nuovi investimenti hanno raggiunto i 14,5 miliardi di dollari USA nell’esercizio fiscale 2009, aiutando così a convogliare i capitali nei paesi in via di sviluppo nel periodo della crisi finanziaria. Per maggiori informazioni, visitare http://www.ifc.org.

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