Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘energetico’

La Grande Famiglia del Fotovoltaico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Da 35 anni il padovano Gruppo ESPE (www.espegroup.eu), con sede a San Pietro in Gu’, nel Distretto Industriale Fotovoltaico di Carmignano di Brenta, si sta ritagliando un ruolo di assoluto protagonista nel settore energetico.  Con una previsione di fatturato 2009 vicina ai 90 milioni di euro, 9 aziende attive della galassia ESPE, passando da 2 joint venture e dando lavoro ad un indotto produttivo di oltre 400 persone, si candidano come System Integrator di riferimento nel mercato energetico europeo. ESPE viene fondata nel 1974 a Carmignano di Brenta come azienda artigianale di Impianti Elettrici. Procede con continuità la propria crescita, che attraverso un forte consolidamento della compagine dei soci fondatori, la porta ad evolversi perdendo l’anima artigianale a favore di quella industriale.  Nel 1994 nasce quindi TECNOESPE Srl, attiva nel comparto dell’automazione industriale e di processo, società in grado di progettare e realizzare quadri elettrici e software dedicati ai più svariati settori di industry, offrire soluzioni complete, nuove e tecnologicamente avanzate. Nel frattempo ESPE esce da una logica più marcatamente nazionale ed estende le proprie attività in tutta Europa e anche al di fuori del vecchio continente.  L’apertura di nuovi mercati, come quelli dell’Europa dell’Est, si rivela una grande opportunità concretizzata nel 1995 con la fondazione a Timisoara, in Romania, della SC INSTALNIVIA COMP SRL.  Nel breve periodo, dal 2004 al 2009, prenderanno vita tre diverse aziende, che risulteranno fondamentali nel processo di integrazione delle competenze e delle aree di business del Gruppo.  Il mercato fotovoltaico oggi arrivato ad un parco installato rilevante per l’Italia, ha permesso lo sviluppo di società terziarie specializzate in Soluzioni per l’Energia, come  ESPE CONTROL, prima società in Italia nel suo genere, in grado di operare nella gestione professionale e specialistica della sicurezza e delle funzionalità di qualsiasi impianto energetico.

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Il cloud accademico

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2010

La prossima generazione di imprenditori e leader si differenzierà per la capacità di utilizzare la tecnologia in aree strategiche quali l’Information Management, Business Analytics, la gestione delle cartelle cliniche digitalizzate, il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente: è quanto ha dichiarato oggi IBM in occasione di una conferenza tenutasi a Manhattan che ha riunito più di 200 esponenti del mondo imprenditoriale e accademico. Per questo IBM ha reso disponibile una parte del suo portafoglio software in un ambiente di cloud computing, che consente ai docenti universitari di integrare più agevolmente la tecnologia nei loro programmi di studi.  La nuova offerta cloud offre agli atenei l’opportunità di utilizzare il software IBM gratuitamente, senza la necessità di occuparsi della sua installazione e manutenzione. Grazie al nuovo IBM Academic Skills Cloud, i professori potranno aiutare gli studenti a:  • apprendere le più avanzate competenze tecnologiche come la capacità di sviluppare software, di gestire in maniera avanzata le informazioni, il Web 2.0 e il cloud computing;  • accedere ai programmi di studio e ai corsi di IT da qualunque luogo, attraverso il proprio laptop o netbook; • differenziarsi dagli altri laureati grazie all’acquisizione di competenze IT chiave, per meglio competere nel mercato del lavoro. I docenti possono sfruttare le risorse fornite dal cloud per: • integrare rapidamente i nuovi corsi IT nel proprio programma di studi, indipendentemente dalla materia insegnata;  • condurre più agevolmente i programmi di gruppo e a distanza per gli studenti; • risparmiare in termini di infrastrutture tecnologiche, liberando così le risorse universitarie esistenti.

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Energia: motore di sviluppo per l’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2010

In un momento di crisi economica internazionale, un settore in evoluzione, qualora si creino le condizioni normative e di liberalizzazione del mercato, commenta l’On. Aldo Di Biagio, è quello dell’energia, che può diventare un motore di crescita e di sviluppo economico e sociale per il nostro Paese.  Il Governo è da sempre attento- ribadisce il deputato- con la sua azione a salvaguardare i posti di lavori, ponendosi anche a supporto del comparto industriale del paese che deve diventare il motore trainante per uscire dalla crisi economica che ci sta attanagliando. Sono convinto – continua –  che una legislazione nazionale, che attui le linee guida della comunità europea, possa conseguire obiettivi di efficienza e di risparmio energetico, indicare i criteri dei programmi nazionali di efficienza energetica sia per il settore industriale che per quello abitativo e terziario. Tutto questo sarebbe determinante per una maggiore diffusione della produzione di energia elettrica verde e avrebbe una la ricaduta positiva nel paese nel senso della  crescita di investimenti nel settore industriale e di crescita di un  indotto occupazionale specializzato.

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Il contesto energetico e la posizione dell’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

A livello globale il primo elemento che ha progressivamente acceso l’interesse economico verso le energie rinnovabili è evidentemente rappresentato dalla forte variabilità nelle quotazioni del prezzo del petrolio greggio come anche del gas naturale. In un contesto di progressivo “shortage” dell’offerta e di accentuata variabilità nei prezzi, la posizione dell’Italia sembra accentuare ulteriormente il problema energetico. Gli elementi di intrinseca fragilità del sistema energetico italiano (e di conseguenza, del sistema delle imprese rispetto ai costi energetici e alla conseguente competitività) possono essere rappresentati in tre fattori principali: la forte dipendenza energetica dell’Italia dall’estero, non solo in termini di petrolio, gas e derivati, ma anche di elettricità pura. la ridotta possibilità da parte del sistema energetico italiano, allo stato attuale, di attivare fonti energetiche alternative significative. elevati livelli dei costi dell’energia elettrica dovuti sia alle necessità di importazione massiccia a prezzi relativamente sfavorevoli che a condizioni fiscali interne particolarmente onerose associati ad una forte reattività dei prezzi stessi rispetto alla dinamica di prezzo delle materie prime. (fonte: j buon giorno impresa)

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La menzogna nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

Mentre la crisi mondiale ha inghiottito la profumata menzogna del progresso economico senza limiti, mentre il pianeta continua a rimandare le irrimandabili decisioni sul suo futuro energetico e ripropone la rassicurante menzogna dei “passi avanti”, l’Italia, o meglio, il governo Berlusconi offre come soluzione nazionale la menzogna verde dell’energia nucleare. Cosa importa se ancora non siamo stati in grado di risolvere i problemi legati al fallito esperimento atomico, di cui il territorio italiano porta ancora il peso. Cosa importa se un referendum storico ha già fatto sentire forte e chiara la voce del no dei cittadini italiani. Cosa importa se le risorse di combustibile consentiranno al nucleare vita breve, non solo a noi ma al mondo intero. Cosa importa se il problema delle scorie e della dismissione degli impianti è problema tanto grande da non poter essere definibile nemmeno dai tecnici e dagli scienziati. Cosa importa se l’Italia non possiede né il poco combustibile disponibile né il know-how necessario e si arrende nuovamente alla dipendenza dagli altri Stati. In questo libro, la voce lucida di due illustri fisici, Guido Cosenza dell’Università Federico II di Napoli e Luigi Sertorio dell’Università di Torino, ci consente di fare chiarezza una volta per tutte, e l’esperienza di Giulietto Chiesa ci aiuta a capire e intenzioni di chi pretende ancora una volta di decidere per noi. (pp. 128 – euro 12.00 da febbraio in libreria)
Giulietto Chiesa Già dirigente del PCI e corrispondente da Mosca per l’Unità e La Stampa, collabora con il quotidiano torinese. È stato parlamentare europeo (2004-2009) e ha fondato l’associazione Megachip, che dirige. Tra i suoi numerosi libri: Zero (2007) e La guerra infinita (2003); con Vauro, Il libretto rosso (2006) e Afghanistan anno zero (2001); con Marcello Villari, Superclan (2003). È stato promotore e co-sceneggiatore del film Zero, inchiesta sull’11 settembre (2008).
Guido Cosenza Già docente presso il Dipartimento di Scienze Fisiche dell’Università Federico II di Napoli, ha svolto ricerca nel campo delle particelle elementari. In libreria: La transizione  (2008); Lezioni di metodi matematici della fisica (2004-2006).
Luigi Sertorio Docente di Ecofisica alla Facoltà di Scienze dell’Università di Torino, ha lavorato al  CERN di Ginevra e nella Divisione Scientifica della NATO. È autore di oltre novanta pubblicazioni di fisica teorica. Tra i suoi libri: con Erika Renda, Ecofisica (2009) e Cento watt per il prossimo miliardo di anni (2008); Storia dell’abbondanza (2002).

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Approvvigionamento energetico

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

Alcoa è profondamente riconoscente per l’impegno profuso dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Governo, dai sindacati e dai propri dipendenti per trovare una soluzione al problema di un approvvigionamento energetico a condizioni competitive per i propri impianti produttivi di Fusina e Portovesme. Le azioni intraprese finora, inclusa la proposta di Decreto Legge del 22 Gennaio, sono state molto costruttive e tuttavia non sono sufficienti ad evitare la necessità di una fermata temporanea dei nostri impianti di alluminio primario di Fusina e Portovesme sino a che non vi sia una soluzione approvata dalla Commissione Europea. Poichè la Commissione Europea ha deciso che il regime tariffario vigente in Italia per gli impianti della società rappresenta un “Nuovo Aiuto di Stato illegale”, e dato che Alcoa dovrà rimborsare una somma di 300/400 milioni di Dollari, la società non può assumersi ulteriori rischi finanziari. Per assicurare ad Alcoa di poter operare nel quadro delle nuove misure proposte, è necessaria la certezza che le stesse vengano tradotte in legge e ottengano l’approvazione della Commissione Europea e questo processo richiederà verosimilmente diversi mesi.  Inoltre, il prezzo dell’energia elettrica ottenibile attraverso gli strumenti proposti dal Governo non permette di operare gli impianti in maniera redditizia e, al tempo stesso, di realizzare gli investimenti necessari al miglioramento della loro competitività.  Il miglior modo di procedere, e quello che fornisce la migliore opportunità per il futuro esercizio degli impianti, è la prosecuzione del processo di Cassa Integrazione unitamente ad una fermata temporanea degli impianti, effettuata in maniera ordinata, che pensiamo di completare entro il 6 febbraio. Alcoa si impegna a riavviare l’impianto di Portovesme se è stata effettuata una chiusura ordinata e se si è ottenuta una fornitura di energia accettabile ed economicamente sostenibile.

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Caffè-Scienza: Smuovere il risparmio energetico

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Firenze 28 gennaio 2010 ore 21:00 SMS-Rifredi, via Vittorio Emanuele 303,  con Giuseppe Grazzini (Dipartimento di Energetica, Università di Firenze) Valerio Parigi (FIAB-Firenze In Bici) Moderatore: Giovanni La Penna (Consiglio Nazionale delle Ricerche) Nella mobilità urbana e nei trasporti, nella costruzione di nuovi edifici, nella produzione su larga scala di energia sono disponibili tecnologie che permettono di risparmiare energia e di sfruttare forme di energia rinnovabili. Quali spinte ne frenano la diffusione? Quale ruolo possono avere la convinzione di singole persone, gruppi di opinione, movimenti politici, aziende e mercato nel muovere la società verso il risparmio energetico, verso lo sviluppo sostenibile o piuttosto verso il collasso?

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La vendita di McKinnon & Clarke

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

McKinnon & Clarke (M&C), azienda di consulenza nel settore energetico a livello mondiale, con sede a Fife, in Scozia, è stata venduta agli investitori di Lyceum Capital per 22 millioni di sterline. Società indipendente e tra le maggiori consulenti di energia in Europa, l’azienda è specializzata in materia di energia e di legislazione ambientale nei mercati regolamentati e non regolamentati di 21 paesi a livello mondiale. L’ultimo fatturato registrato da McKinnon & Clarke per il 2008/2009 è stato pari a 22.7 milioni di sterline e si prevede che entro il 2013 possa arrivare ai 60 milioni di sterline, in quanto sempre più organizzazioni si affideranno alla società di consulenza per riuscire ad ottimizzare l’approvvigionamento energetico e a gestire al meglio le complesse responsabilità ambientali. Un’importante strategia di acquisizione in Europa e in Australia contribuirà ulteriormente alla rapida crescita della società.

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Energetico o tranquillante per il Mae?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

Lettera al direttore. Da qualche mese ogni circostanza è buona per i dirigenti del MAE, per il Sottosegretario sen. Alfredo Mantica e per il governo italiano, per tranquillizzare gli utenti della rete consolare che la chiusura di 12 Uffici in Europa, 2 negli Stati Uniti, 2 in Australia ed il declassamento di 4 Consolati Generali, non comporteranno problemi nei servizi erogati, grazie al Consolato digitale utilizzabile tramite internet. Inoltre, come afferma il governo, “(..) per agevolare gli utenti e familiarizzare con questi servizi verranno utilizzati appositi totem,  computer volti a rendere possibile l’accesso ai servizi consolari a distanza anche  a coloro che non ne sono provvisti (computer) o non sono in grado di utilizzarlo. I totem saranno installati all’interno di sportelli consolari (ove sarà offerta l’assistenza di personale specializzato) ed eventualmente anche in altre strutture facenti capo al Ministero degli Esteri.(..)”.  Premesso che ben un quarto (un milione) degli iscritti all’AIRE sono emigrati ultrasessantacinquenni tradizionali utenti dei patronati che, dubitiamo, possano aver dimestichezza con un computer e quindi con internet, abbiamo già posto sia al MAE che al governo (purtroppo senza ricevere una risposta!) la domanda del perché non si sia incluso anche gli uffici dei patronati tra i luoghi dove collocare questi totem. Una domanda che non ci stancheremo mai di porre agli interessati tenendo conto del servizio che da sempre svolgono i patronati a favore delle comunità italiane nel mondo, anche in stretta collaborazione con la rete diplomatico-consolare. Ma perché i soli patronati del CE.PA. (Acli-Inas-Inca-Ital) dispongono all’estero di una rete capillare di ben oltre 600 sedi e quindi molto più diffusa sul territorio della stessa rete consolare. Con un’organizzazione che ha permesso loro, per esempio, anche quest’anno, di assistere ben 170’000 pensionati nel compilare  e restituire all’INPS i consueti modelli RED che invia annualmente l’Istituto previdenziale italiano. Chi e perché, a livello di Ministero degli Affari esteri e di governo, non vuole avvalersi del supporto gratuito dei patronati per far funzionare meglio la rete consolare? Una domanda che è stata posta anche ai responsabili degli Uffici consolari italiani nel corso della Seconda Giornata di mobilitazione mondiale organizzata il 10 dicembre dai sindacati dei pensionati Spi/CGIL-Fnp/CISL-UILP per presentare le rivendicazioni dei pensionati e degli anziani italiani residenti all’estero.  (Mario Castellengo Membro CGIE)

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Risparmio energetico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2009

Trieste 23 novembre dalle ore 9 nella sala Maggiore della Camera di Commercio interventi di relatori esperti, amministratori regionali del Friuli Venezia Giulia ed esponenti del Governo, tra cui il sottosegretario all’Ambiente, on. Roberto Menia, e il direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini. Di stretta attualità la questione sul tavolo del simposio organizzato dall’Ente camerale triestino: “oggi ridurre i consumi di energia è una necessità per le istituzioni, i cittadini e le aziende, tutti chiamati a rispondere alla sfida dello sviluppo sostenibile anche in vista della prossima Conferenza Onu di Copenhagen sui cambiamenti climatici (dicembre 2009) – dichiara Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio di Trieste. Non solo per salvaguardare l’ambiente, ma anche per essere competitivi sul mercato globale – continua il presidente – occorre puntare sullo sviluppo di nuove tecnologie e sull’adozione di nuovi strumenti di incentivazione”. La prima parte del convegno è dedicata al tema del risparmio energetico “a misura d’impresa”, con l’apporto di diversi contributi, tra cui quello dell’Agenzia per l’ambiente dell’ente camerale. In seguito si passano in rassegna alcune “case histories” aziendali di particolare rilievo a livello regionale e nazionale. La seconda parte dei lavori si concentra sugli strumenti e gli incentivi regionali e nazionali volti ad incrementare lo sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di fornire a tutti i partecipanti una panoramica completa dei vantaggi derivanti dal risparmio energetico inteso come opportunità e risorsa. Un’occasione importante per le aziende, ma anche per professionisti, tecnici, amministratori, docenti, studenti e ricercatori, interessati ad approfondire le proprie conoscenze sul tema della sostenibilità e sulle sue ricadute sotto il profilo economico, anche a fronte delle questioni poste dalla crisi a livello planetario.  Il convegno, in linea con l’impegno da sempre profuso dall’Ente camerale triestino in materia d’energia e ambiente, si prefigge di analizzare aspetti specifici di interesse del mondo produttivo: il miglioramento dell’efficienza energetica in ambito industriale, l’aggiornamento sulla certificazione energetica degli edifici e sulle incentivazioni previste per l’avvio di interventi e impianti atti a garantire l’efficienza energetica delle imprese.

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No alla centrale atomica in Sicilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Come riportato da talune fonti giornalistiche sembrerebbe che il  Ministro dello Sviluppo Economico, Scajola, abbia espresso il proposito di “stanziare” una centrale nucleare nel territorio della Città siciliana di  Termini Imerese, attualmente sede dello stabilimento SICILFIAT. A seguito di questa “notizia” anche il segretario generale dei metalmeccanici CGIL (Fiom) Gianni Rinaldini ha avvertito l’esigenza di intervenire, nel merito, e, in modo del tutto condivisibile, ha dichiarato, che l’infausta ipotesi ha rideterminato “uno stato di tensione e ulteriore preoccupazione tra i lavoratori dello stabilimento Fiat. La riconversione dall’auto al nucleare non soltanto è sbagliata, ma sarebbe persino paradossale per il futuro del paese”. Sempre a seguito delle succitate indiscrezioni anche il Presidente  Siciliano, Raffaele Lombardo è intervenuto nel merito della questione. Tuttavia il Presidente secondo una prassi ben consolidata si è subito dopo lasciato mano libero e ha sibillinamente aggiunto “Con tutto il rispetto per i tecnici del Ministero delle Attività produttive, abbiamo più volte ribadito le condizioni per la collocazione di centrali nucleari in Sicilia: assoluta sicurezza, notevole convenienza e pronuncia positiva delle popolazioni interessate. “Noi – è detto in un comunicato degli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti”, ribadiamo il nostro NO , senza riserve, sia nel merito che sulla sostanza della proposta di Claudio Scajola. Ricordiamo a chiunque coltivi simili o similari idee che portare il nucleare in Sicilia è un assurdo economico e logico. Dobbiamo rifiutare l’eventuale, ennesima “De-sicilianizzazione avanzata” anche in ambito energetico.

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La dipendenza energetica europea

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

La Commissione delle comunità europee già nel 2000 con il Libro verde “verso una strategia europea di sicurezza dell’approvvigionamento energetico” si era fatta carico di questo problema. Sta a noi constatare, dopo 5 anni, quanto poco, in tal senso, sia stato fatto. Non solo. La previsione di aumento dal 50 al 70% del peso delle importazioni nel fabbisogno energetico da qui al 2030 formulate dall’Agenzia Internazionale dell’energia lo stanno a dimostrare. Nello stesso periodo si prevede che le importazioni di petrolio della sola Cina saranno equivalenti alle attuali importazioni statunitensi. Se poi vi aggiungiamo le recenti dichiarazioni del Ministro saudita del petrolio secondo il quale le quotazioni del greggio non andranno al di sotto dei 40-50 dollari a barile le difficoltà europee si renderanno sempre maggiori nel settore dell’energia. Noi stiamo scontando una mancata politica comune dell’energia e ciò ci espone ad un ulteriore rischio di competitività in uno scenario internazionale che vede il Nord America saldamente leader dello sviluppo della tecnologia e l’Asia molto competitiva dal lato del fattore lavoro. Se poi facciamo, nello specifico, i conti in casa nostra ci rendiamo conto d’essere il Paese in Europa che ha la più bassa intensità energetica. Per questo motivo l’industria italiana ha spazi di manovra molto limitati per ottenere ulteriori risparmi. Pensiamo al protocollo di Kyoto. Ogni ulteriore riduzione del gas serra il suo costo è molto più costoso rispetto ad altri paesi europei che pur avevano un gap tecnologico nella produzione di energia e che sembrano oggi avere impegni più severi ma che in realtà perseguono con minori sforzi lo stesso obiettivo per cui l’Italia si è impegnata. Tale onere amplifica la vulnerabilità di un Paese come il nostro che dipende nella quasi totalità dalle importazioni di energia e che detiene fra i Paesi europei il più alto tasso di dipendenza dal petrolio. Questo aspetto ci impone la necessità di ricercare soluzioni nel breve periodo, sull’esempio dell’esperienza dei nostri partners europei che oggi perseguono singolarmente la soddisfazione delle esigenze dei propri cittadini attraverso politiche energetiche nazionali che suppliscono alla mancanza di una politica energetica europea. L’Italia manca un ritardo su questo fronte e la situazione attuale ve3de aziende e utenti accomunati dalla insoddisfazione per l’attuale stato delle cose.

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Miscela rock festival

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

Romano Canavese (TO) 4/5/6 settembre 2009 Piazza Bachelet  Settimo anno per il Miscela rock festival. il  Non è un concorso a premi, non è un Contest, ma un festival dove Miscela mette a disposizione un service di ottima qualità con 20000 Watt di potenza, un palco di 12 metri e l’ospitality agli artisti. Di conseguenza, tutti sono trattati allo stesso modo e non ci sono artisti ospiti o artisti privilegiati rispetto ad altri, ma l’esclusivo piacere di fare parte di una comunità in sintonia. Tre giorni di grandi appuntamenti a impatto zero! L’associazione Miscela propone infatti un festival più attento al rispetto dell’ambiente grazie all’utilizzo di materiale plastic-free per la distribuzione di bevande e alimenti, un impianto fotovoltaico per il risparmio energetico, la piantagione di nuovi alberi per la rigenerazione dell’ossigeno e garantendo un accurato servizio di raccolta rifiuti differenziata durante tutto l’evento. Come sempre un ricco e variegato calendario di concerti completamente gratuiti che quest’anno vedrà salire gli artisti sul nuovo palco allestito nella piazza ospitante.

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Lo stimolo verde secondo ENEA

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

La crisi economica ha fatto diminuire temporaneamente le emissioni (con un calo in atto del 6% all’anno per il 2008-2009) e allentato la pressione sulle risorse, ma non per questo si deve insistere meno sulle soluzioni per ridurre la CO2 e perseguire l’indipendenza energetica. Anzi: proprio in queste soluzioni va cercata la strada per il rilancio dell’economia. Nell’ ultimo rapporto ENEA, “Energia e ambiente 2008” presentato ieri si parla dell’opportunità di un “green stimolus” fatto soprattutto di investimenti in nuove tecnologie per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, ma anche della necessità di “equilibrare il mix energetico” inserendo anche l’atomo a fianco delle rinnovabili. Le strade da seguire in ordine di efficacia e realizzabilità, secondo il rapporto: efficienza energetica, rinnovabili, cattura della CO2 e nucleare. Un ordine di priorità giustificato dai dati forniti dal rapporto, come quello dei costi di abbattimento della CO2 delle varie soluzioni: con le tecnologie per l’efficienza che sono le uniche a costo negativo, cioè che fanno subito guadagnare anziché spendere. L’efficienza energetica negli usi finali, spiega l’ENEA, potrebbe da sola contribuire per il 40% al raggiungimento degli obiettivi europei del 2020: con un contributo, del 10% dall’industria e del 14 dai trasporti e del 16% dal residenziale, responsabile del 30% dei consumi energetici italiani. Da questo punto di vista è fondamentale integrare nell’edilizia le nuove tecnologie e le fonti rinnovabili ( “una buona occasione il Piano Casa”, si sottolinea), ma anche pianificare a livello più ampio, di quartiere e non di singolo edificio. Un esempio interessante di quel che si può fare: le “vertical farms”, come quella che ENEA sta proponendo per Milano nella sede dell’Expo 2015. (…) (GM)  http://www.qualenergia.it/ view.php?id=891& contenuto= Documento

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Prodotti Otisper per i progetti in Cina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

Farmington, Connecticut,  La joint venture Xizi Otis della Otis Elevator Company si è aggiudicata un nuovo contratto da parte di Longfor Properties, un primario sviluppatore di proprietà immobiliari in Cina. Xizi Otis consegnerà ed installerà 442 ascensori e 10 scale mobili per progetti residenziali e commerciali in quattro città. L’ordine, che comprende gli ascensori Gen2(R) a risparmio energetico con unità di azionamento ReGen(TM), è il secondo che Longfor Properties assegna a Xizi Otis, la maggiore delle joint venture di Otis in Cina. Otis è una unità della United Technologies Corporation (NYSE: UTX).  Per questo nuovo contratto, Xizi Otis fornirà a Longfor Properties una serie di ascensori che comprende i sistemi Gen2 senza cabina ed altri sistemi efficienti dal punto di vista energetico e privi di ingranaggi dotati di macchinari con magnete permanente e delle tecnologia ReGen per le unità di azionamento. Le unità saranno installate in edifici residenziali e per uffici a Pechino e nelle tre città della Cina occidentale di Chongqing, Chengdu e Xi’an. Nel 2007, Longfor Properties aveva assegnato a Xizi Otis un contratto per 344 ascensori e scale mobili destinati a progetti a Chongqing, Chengdu e Pechino.  Gli ascensori Gen2 utilizzano cinghie di acciaio rivestite in poliuretano e riducono il consumo di energia fino al 50 percento rispetto ai sistemi convenzionali. In combinazione con le unità di azionamento ReGen, il sistema Gen2 consente di avere risparmi di energia fino al 75 percento. Le unità di azionamento ReGen catturano l’energia che solitamente viene dispersa sotto forma di calore dagli impianti degli ascensori e la reimmettono nella rete elettrica interna dell’edificio rendendola disponibile per altri sistemi che sono collegati a tale rete, come ad esempio l’illuminazione.  Otis è impegnata ad aprire la strada ad un futuro più verde grazie alla riduzione dei consumi di energia per l’intero ciclo operativo dei propri prodotti. Oltre all’offerta di soluzioni per il risparmio energetico, Otis continua e ridurre al minimo l’impatto ambientale dei propri processi e delle procedure di produzione grazie alla riduzione del consumo di energia e di acqua. Otis ha ricevuto di recente da parte dello U.S. Green Building Council la certificazione Gold-level Leadership in Energy and Environmental Design (LEED) per il centro uffici della Otis Elevator Company TEDA in Cina. Situato nel Tianjin Economic-Technological Development Area (TEDA), il sito del centro Otis TEDA comprende anche impianti per la produzione di ascensori verdi che comprendono il sistema Gen2. Il sito integra tecnologie avanzate per ridurre il consumo di energia per ridurre il consumo di energia di almeno il 25 percento rispetto ai metodi ed ai materiali di costruzione convenzionali.  Otis Elevator Company è la più grande società al mondo per la produzione e la manutenzione di prodotti per lo spostamento di persone, tra cui ascensori, scale mobili e marciapiedi mobili. Con sede principale a Farmington, Connecticut, Otis conta 64.000 dipendenti, distribuisce prodotti e servizi in più di 200 paesi e territori ed effettua la manutenzione di 1,6 milioni di ascensori e scale mobili nel mondo. United Technologies Corp., con sede ad Hartford, Connecticut, è una società diversificata che offre prodotti e servizi di alta tecnologia per il settore edile e aerospaziale.

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La sicurezza energetica nazionale è una priorità

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

“La sicurezza energetica del Paese deve essere tutelata in ogni sede e il gasdotto TAG è un asset strategico per l’approvvigionamento energetico italiano”. È quanto sostiene Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, auspicando che il Governo difenda efficacemente in Europa gli interessi nazionali nel settore energetico. “Il settore energetico -conclude Dona- è strategico per la sicurezza nazionale ed il TAG costituisce un gasdotto di vitale importanza non solo per l’Italia, ma anche per l’Austria e la Slovenia. Non a caso recentemente le Authorities di Italia ed Austria ne hanno chiesto il potenziamento”.

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