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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘energia elettrica’

Autoconsumo: in Italia l’energia elettrica non immessa in rete è pari al 22% della produzione

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

«Si sta passando da un modello di produzione centralizzata, distribuzione complessa ed inefficiente e miliardi di punti di connessione, ad un’organizzazione più leggera, agile e responsabile, in cui i consumatori sono anche produttori» spiega l’ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca), leader mondiale nel settore solare industriale, con al suo attivo contratti per la generazione di energia elettrica per oltre 400 MW di potenza generata attraverso il sole in ben 678 località, tra siti industriali ed edifici commerciali, dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone, l’Australia e parte dell’Africa.A livello nazionale il mercato del fotovoltaico sta così entrando in una fase di maturazione: dalle offerte chiavi in mano ai «bitcoin dell’energia» fino ai servizi più ambiziosi come i «Corporate Green PPA di Solar Power Network» che rendono la transizione energetica non più un mero passaggio da fossili a rinnovabili ma una vera riorganizzazione della produzione e del consumo.Già ad oggi l’Italia conta con 800.000 impianti fotovoltaici in esercizio per una potenza installata di 22.000 MW ed una produzione complessiva di 26,8 TWh.«La generazione solare distribuita avrà per il mondo dell’energia lo stesso ruolo che gli smartphone hanno avuto e stanno avendo le TLC» assicura l’ingegner Peter Goodman.Ma la vera novità del 2019 è rappresentata dalla proposta di Solar Power Network che attraverso l’innovativo strumento del GPPA (Green Power Purchasing Agreement) consente di concretizzare una nuova forma di comodato d’uso degli impianti con l’unico vincolo dell’acquisto per un certo periodo dell’energia elettrica autoprodotta ad un prezzo più economico di quello precedente da rete, l’autofinanziamento (l’impianto si ripaga con l’acquisto dell’energia stessa) ed il risultato finale di reti che diventano private, perché dopo 10 o 15 anni l’impianto diventa di proprietà dell’azienda.Insomma con l’arrivo della multinazionale canadese vi è fermento a livello di offerta aziendale di fotovoltaico. Il modello di business di Solar Power Network (SPN) è proprio quello di realizzare gli impianti fotovoltaici per “autoconsumo”, con la formula del GPPA che consente al cliente di veder realizzato gratuitamente l’impianto sulla base delle proprie esigenze energetiche, attraverso l’acquisto mensile dell’energia prodotta dall’impianto, ad un prezzo più basso di almeno il 20% di quella precedentemente acquistata dalla rete.Si può passare all’energia rinnovabile a costo zero, senza assumersi l’onere dell’acquisto ed installazione di pannelli solari o quant’altro e dopo appena 10 anni il cliente può decidere di riscattare l’impianto, pagando il 20% del suo valore iniziale, o di proseguire nell’acquisto dell’energia per altri 5 anni ed ottenere così senza oneri la piena proprietà dell’impianto.«Ma non è solo una questione meramente economica» puntualizza Giorgio Mottironi, senior partner di BAngels, società che supporta Solar Power Network nello sviluppo del mercato italiano, «Oggi -prosegue Mottironi- scegliere il solare, per le industrie e le corporate, è una responsabilità per la dimensione sociale ed ambientale in cui operano: non esiste altra via più rapida ed efficace per ridurre il proprio impatto in termini di emissioni di CO2 o climalteranti e dare una veste completamente diversa al modo in cui si può essere percepiti dal mercato e dai consumatori».In Italia lo spazio per crescere è ampio e sul fronte dell’autoconsumo i numeri sono molto promettenti. L’energia elettrica non immessa nella rete di trasmissione o di distribuzione ma utilizzata nel luogo di produzione è pari al 22% della produzione complessiva degli impianti fotovoltaici, con una crescita annuale del 2,5% secondo le stime di Solar Power Network.È proprio con questo schema di sviluppo che negli ultimi 10 anni, in tutto il mondo -dagli Stati Uniti al Canada, dal Giappone all’Australia passando anche per l’Africa- Solar Power Network ha ridefinito il modo per le aziende di integrare il solare all’interno delle loro strategie energetiche, rimodulando i parametri ingegneristici ed economici ed approfondendo i parametri normativi per essere in grado di massimizzare l’abbattimento dei costi, la riduzione delle emissioni e la percezione di affidabilità ed immagine aziendale.«Negli ultimi mesi ci siamo dedicati a sviluppare per un’importante gruppo industriale presente in tutto il mondo un piano di realizzazione di impianti fotovoltaici per autoconsumo che permetterà in 18 mesi abbattere drasticamente le loro emissioni: uno sforzo che potrà arrivare ad impattare, in termini di riduzioni di CO2, per quasi il 2,5% di tutte le emissioni di cui i Paesi del G7 sono responsabili per produrre l’energia elettrica da fonti non rinnovabili» rivela l’ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca).

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Arriva una nuova stangata sulle bollette dell’energia elettrica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

La multinazionale canadese Solar Power Network, impegnata nella costruzione di una rete globale di imprese green, lancia l’allarme per l’Italia: in arrivo una nuova stangata sulle bollette dell’energia elettrica delle aziende Italiane proprio nel momento di picco dei consumi.
(AJ-Com.Net) In un momento delicatissimo per le finanze italiane e per la trattativa che riguarda il nostro indebitamento e deficit, la crescita dei prezzi del petrolio potrà ulteriormente pesare sul nostro PIL a causa della nostra dipendenza dalla fonti fossili per produrre energia.Le tensioni geopolitche tra Iran e USA fanno nuovamente schizzare i prezzi del petrolio verso l’alto: Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca), che dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l’Australia ha già cambiato il mercato del fotovoltaico in tutto il mondo, traccia un bilancio sulla situazione.Gli ultimi venti di guerra si vanno ad aggiungere ad una situazione estremamente stressata per il greggio dopo gli assalti ed affondamenti delle petroliere a largo dell’Oman tra Emirati Arabi e Iran.La multinazionale canadese Solar Power Network, impegnata nella costruzione di una rete globale di imprese green, lancia dunque l’allarme per l’Italia: «Tutto il mondo sta cercando di affidarsi sempre di più alle rinnovabili ed in momenti come questo emerge il valore strategico del solare per una crescita economica sostenibile del sistema industriale. Poter far affidamento ad una propria ed indipendente fonte di approvvigionamento è l’unica arma di stabilità per navigare attraverso sconvolgimenti o dinamiche non controllabili neanche a livello Nazionale. Il solare è fulcro di questa unicamente efficace difesa» sottolinea l’ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network.Gli analisti di Solar Power Network confermano come in queste situazioni il mercato finanziario globale tende ad agire, in realtà in modo oramai molto ovvio e prevedibile, in due modi: il primo è caratterizzato da un sensibile aumento dei prezzi del greggio, principale attore coinvolto, il secondo è rappresentato da un correlato aumento di tutti i beni considerati rifugio per gli investitori. La prima tangibile conseguenza è quella di un aumento dei prezzi dell’energia, soprattutto in un Paese come l’Italia, ove il mercato è strettamente legato al prezzo delle materie prime essendo il 60% della generazione elettrica basata su combustibili fossili, tra i quali, il principale, il gas naturale.
Ma l’effetto più devastante è rappresentato però dalla tipologia di relazione tra i prezzi del petrolio e gli indicatori macroeconomici di un Paese. Mentre la direzione di casualità é provata lungo la direzione aumento prezzo del greggio, aumento prezzo dell’energia, rallentamento della crescita del PIL in tutti i Paesi, purtroppo non si può affermare il contrario, ovvero una riduzione dei prezzi del petrolio non avrà effetti benefici di stesse proporzioni. Si può affermare che le dinamiche dei prezzi del petrolio non hanno effetti simmetrici sull’economia.«Una volta aumentati i prezzi del petrolio è quindi illusorio aspettarsi che gli effetti negativi di riflesso sull’economia reale, retrocedano con la stessa velocità o ampiezza al momento del ribasso» commenta Peter Goodman.E’ ciò ancor più vero in dimensioni economiche come l’Italia dove vi è un’elevata dipendenza dalle fonti fossili per la produzione dell’energia, soprattutto distribuita dalla rete.
«L’indipendenza ottenibile grazie al solare è la miglior arma di difesa e di linearizzazione delle dinamiche macroeconomiche, il metodo più rapido per mettere una barriera tra i propri obiettivi e tutto ciò che improvvisamente può allontanarli» conclude presidente e ceo di Solar Power Network. (by AJ-Com.Net)

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Energia elettrica e gas: in arrivo i nuovi contatori ‘intelligenti’

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2017

energiaLo scorso 2 Dicembre E-distribuzione, la nuova società di distribuzione dell’Enel, ha presentato all’Autorità per l’energia ed il gas il piano di messa in servizio dei nuovi contatori elettronici “smart metering 2G” che si svolgerà probabilmente nel primo semestre 2017 con sostituzione massiva dei vecchi contatori di prima generazione presenti nelle nostre case e installati a partire dal biennio 2000/2001.
Lo stesso faranno o sono in procinto di fare tutti gli altri distributori locali in ottemperanza a quanto disposto dall’Autorità stessa in vista degli obblighi di legge sul cambio dei contatori.A livello normativo tutto è partito con una direttiva europea recepita in Italia nel 2014 e poi attuata da disposizioni dell’Autorità garante per l’energia ed il gas che hanno definito le caratteristiche tecniche dei contatori e le modalità di misurazione.Nell’ambito energia elettrica i nuovi contatori ricalcano in parte quelli attuali, con la comunicazione a distanza dei consumi reali tramite un sistema di tele-gestione. Nell’ambito di forniture di gas invece si tratta di una radicale novità, a parte qualche locale sperimentazione di contatori intelligenti.Le principali caratteristiche dei nuovi contatori sono:
– la possibilità di ottenere sempre fatturazioni calcolate su consumi reali;
– rilevazione dei consumi dettagliati ogni 15 minuti con dato disponibile sul display (energy footprint) e, eventualmente, dell’energia elettrica prodotta immessa in rete;
– rilevazione continua della potenza;
– rilevazione delle eventuali interruzioni di fornitura;
– memorizzazione di informazioni contrattuali;
– dati del display personalizzabili e trasferibili su dispositivi esterni.
Il primo punto è importante perché finalmente vengono eliminate -novità rilevante soprattutto nell’ambito gas- fatturazioni di acconto effettuate sulla base di consumi presunti, spesso causa di problematiche relative ai conguagli (consumi alti da pagare tutti insieme magari anche a causa di ritardi nella fatturazione oppure, per contro, crediti causati da acconti eccessivi). Altra novità è la conseguente maggiore facilità di cambio fornitore o di voltura, possibili con passaggi (switching) più veloci effettuabili anche in corso del mese. Saranno possibili anche nuove forme di prepagamento della fornitura elettrica collegate a nuove e più personalizzate offerte che tengano conto del consumo per fasce orarie.Teoricamente per l’utente dovrebbe divenir possibile monitorare ora per ora il consumo di elettricità e gas in modo da individuare le fasce orarie di maggior consumo e valutare meglio le condizioni economiche del proprio contratto e di eventuali nuove offerte.L’introduzione dei nuovi contatori, per disposizione del Garante, non dovrà far venir meno in alcun modo la funzionalità di quelli vecchi (di prima generazione) finché gli stessi saranno in esercizio.La sostituzione inoltre sarà gratuita, effettuata da personale riconoscibile attraverso un tesserino. Per l’utente non sarà necessario presenziare alla sostituzione se non nei casi ove il contatore non fosse facilmente accessibile. Della sostituzione verrà dato avviso preventivo almeno cinque giorni prima sulle vie e sugli immobili interessati.

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Energia elettrica e passaggio obbligato al mercato libero dal 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

energia-elettricaDal 2018 non ci saranno più i contratti di maggior tutela nel settore energia elettrica e gas, ovvero quei contratti le cui condizioni -economiche e non- vengono fissate dall’Autorità garante competente, contrapposti ai contratti del mercato libero che invece, per loro definizione, hanno condizioni fissate dai venditori.Il Garante per l’energia ed il gas ha voluto introdurre per i clienti del settore energia elettrica attualmente in maggior tutela e che non hanno dimestichezza col mercato libero, di testare quest’ultimo con un contratto “ponte”, una fornitura transitoria, che aiuti il passaggio al mercato libero che poi sarà l’unico esistente, con un contratto-tipo denominato “Tutela simile” sottoscrivibile a partire dal 1 Gennaio 2017.Più precisamente la “Tutela Simile” è un ambiente di negoziazione sorvegliato in cui il cliente finale è messo in grado di acquisire la capacità di operare nel mercato libero, individuando l’offerta preferita tra quelle di una pluralità di venditori “qualificati”, scelti dall’Autorità garante a questo scopo. I prezzi offerti sono presentati in modo da essere comparabili tra loro e con quelli del contratto di maggior tutela.Caratteristiche del contratto
Ogni venditore/gestore scelto dall’Autorità garante può fissare libere condizioni contrattuali nel rispetto di quelle minime fissate dall’Autorità stessa, che sono:
– durata annuale senza rinnovo automatico;
– nessun servizio aggiuntivo;
– prezzo predefinito con struttura analoga a quello della maggior tutela, con parte dei costi fissati dall’Autorità garante (aggiornamento trimestrale);
Il venditore deve pubblicizzare ed erogare, all’atto dell’attivazione della fornitura, un bonus una tantum da accreditare poi sulla prima fattura. Attualmente risulta che i venditori “accreditati” siano 27, con bonus che variano da 10 a 115 euro.Sul contratto devono esserci queste informazioni minime:
– oggetto (specifica che si tratta di un contratto di “Tutela simile”);
– durata e condizioni applicate alla scadenza (1 anno senza rinnovo automatico, vedi anche la sezione “cessazione del contratto”);
– data di avvio della fornitura;
– informazioni sul diritto di recesso e sulla cessazione della fornitura;
– informazioni sui reclami, su come richiedere informazioni e sulle conciliazioni;
– informazioni sulle modalità di risoluzione delle controversie;
– informazioni sulla fatturazione, sui tempi e modi di pagamento, sugli interessi di mora applicabili; a ritardi di pagamento oltre 10 giorni, sulle rateizzazioni;
– informazioni sulla sospensione della fornitura con riduzione di potenza;
– informazioni sulla risoluzione del contratto;
– dettagli sul deposito cauzionale e altre forme di garanzia.
Le fatture vengono emesse in formato elettronico o con un altro formato alternativo che il venditore/gestore deve proporre. Alla scelta della fatturazione elettronica deve essere abbinato uno sconto, in ogni caso. Il pagamento deve poter avvenire secondo modalità diverse, da scegliere, delle quali almeno una deve essere gratuita. Il termine di scadenza non può essere inferiore a 20 giorni dall’emissione. E’ molto importante, per fare una buona scelta, consultare anche la “Scheda di confrontabilità per clienti finali domestici” che consente di comparare il costo totale dell’offerta rispetto a quello del contratto “base” di maggior tutela. Si tratta di una scheda, lo ricordiamo, che deve essere SEMPRE fornita dai venditori, anche quando si sottoscrive un normale contratto del mercato libero.
Possono sottoscrivere il contratto tutti i consumatori ancora in maggior tutela e quelli che ne avrebbero diritto in caso di nuova attivazione o voltura, a partire dal 1/1/2017 fino al termine del servizio di maggior tutela, ancora da definire, e comunque non oltre il 30/6/2018.L’accesso avviene unicamente dal portale http://www.portaletutelasimile.it tramite la sezione “Offerte”, dove sono raccolte le proposte dei venditori accreditati che l’utente può sottoscrivere, sotto forma di contratti a distanza, direttamente e senza intermediazione.
Per i clienti ci sarà anche la possibilità di accedere alla Tutela Simile mediante l’intermediazione di soggetti ‘facilitatori” che devono accreditarsi presso l’Autorità e i cui dati si trovano sul sito dell’Autorità stessa.All’utente viene rilasciato un codice di prenotazione che può essere utilizzato nei successivi 15 giorni. Dopo la sottoscrizione l’utente può esercitare il diritto di recesso (entro 14 giorni) oppure passare comunque al mercato libero (con lo stesso venditore con cui ha sottoscritto il “Tutela Simile” o con un altro) in qualunque momento.Il contratto di “Tutela Simile” può essere sottoscritto una sola volta a meno che il venditore non perda i requisiti per sostenerlo; in questo caso infatti l’utente sarà avvisato e potrà sottoscriverlo con altro venditore oppure passare direttamente al mercato libero.Si fa presente che la sottoscrizione non è obbligatoria, ovviamente, ma per chi fosse attualmente sotto la maggior tutela è bene sapere che nel corso del 2018 sarà comunque obbligatorio cambiare contratto e passare al mercato libero.Si premette che l’utente può rescindere dal contratto in qualunque momento per passare al mercato libero, perdendo proporzionalmente una parte del bonus una tantum percepito (a meno che la rescissione non sia conseguente ad un reclamo per il quale non è giunta risposta).In ogni caso il contratto, come già detto, ha una scadenza naturale di un anno, senza rinnovo automatico. Entro il terzo mese antecedente la scadenza il venditore deve inviare all’utente una comunicazione specificando:
– la data di termine del contratto;
– la possibilità di aderire ad un’offerta del mercato libero dello stesso venditore o di un altro liberamente scelto;
– l’informazione che nel caso in cui non venga sottoscritto alcun contratto scatteranno le condizioni del mercato libero fissate dall’Autorità garante.
Attenzione a questo ultimo punto perché se alla scadenza l’utente non fa nulla, scattano condizioni contrattuali applicate dal venditore scelto sul mercato libero secondo una struttura standard che sarà definita dall’Autorità garante. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Manovra: Ferrari Aggradi: Robin Tax

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2011

supercortemaggiore

Image by Paolo Margari via Flickr

“Ci riconosciamo nelle posizioni espresse dai Presidenti dell’Autorita Energia Elettrica e Gas e della Corte dei Conti circa gli effetti indesiderati che potrebbero derivare dall’applicazione della Robin Tax” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli-Assoenergia, associazione di categoria che raggruppa le imprese che operano nella commercializzazione dei carburanti, dei combustibili, nella trasformazione razionale dei combustibili in energia e nella produzione delle energie rinnovabili, che gia’ nei giorni scorsi aveva espresso la propria netta contrarieta’ all’aumento dell’addizionale Ires che, con la nuova manovra arriva addirittura al 10,5 per cento. “Ribadiamo con forza – prosegue Ferrari Aggradi – la nostra contrarieta’ ad una misura che rischia di mettere in ginocchio l’intero settore energetico del Paese con gravissime ripercussioni sul piano occupazionale e sullo sviluppo dello stesso. Questo – precisa Ferrari Aggradi – senza contare i palesi profili di incostituzionalita’ della norma. In particolare, l’eventuale inasprimento della tassa finira’ per assestare un colpo difficilmente assorbibile da parte delle p.m.i. che assicurano la distribuzione e la commercializzazione di prodotti petroliferi garantendo la pluralita’ dell’offerta. Imprese stremate dal fatto che stanno sostenendo interi pezzi dell’economia del Paese attraverso dilazioni finanziarie che esorbitano le normali pratiche commerciali causa il protrarsi della congiuntura economica. Imprese che comprano e rivendono al miglior prezzo in un mercato fortemente competitivo, i cui bilanci sono gonfiati per oltre il 60% da accise che versano anticipatamente allo Stato, gravate da un elevatissimo rischio credito, che non possono, in quanto price takers, traslare alcunche’ e che, strutturalmente, non possono soddisfare le richieste di controllo antitraslazione dell’Autorita’ che provocano l’aggravio di costi amministrativi insostenibili quanto inutili. E’ ora di prestare attenzione e di tutelare anche gli “invisibili”, quelle migliaia di imprenditori che, a costo di grandi sacrifici, silenziosamente, fanno il proprio dovere. Ci auguriamo – conclude Ferrari Aggradi – che il Governo elimini o quanto meno escluda dalla Robin Tax le p.m.i di natura commerciale per consentire la sopravvivenza di questo importante segmento e per il rilancio degli investimenti nel settore, pressoche’ bloccati dal 2008, anno della sua introduzione, anche al fine di evitare interminabili contenziosi giudiziari”. (Franco Ferrari Aggradi Presidente Assopetroli-Assoenergia)

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Accordo per lo sviluppo delle biomasse

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Enel Green Power e Generali hanno finalizzato l’accordo con Terrae, la Società che ha lo scopo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero, e ANB – Associazione Nazionale dei Bieticoltori, per l’acquisizione di una quota del 15% ciascuno del capitale sociale di Terrae.
Viene così collocato il 30% del capitale sociale della società che ha come suo obiettivo la promozione e lo sviluppo di progetti per la generazione di energia elettrica da biomasse, alimentati da filiere locali. L’acquisizione delle quote fa seguito agli accordi siglati tra i partner, finalizzati alla promozione congiunta di progetti di generazione elettrica da biomasse, con l’obiettivo di riunire in un unico soggetto tre componenti indispensabili: quella agricola, che dispone delle filiere per la produzione da biomasse, quella industriale, per gestire la generazione di energia, e quella finanziaria, per garantire il sostegno alla realizzazione dei progetti di investimento. L’ingresso nella compagine sociale di Terrae consentirà ad Enel Green Power – in qualità di partner industriale – l’accesso diretto alla filiera agro-energetica, con significative sinergie per l’approvvigionamento della biomassa, ed un contatto diretto con il know-how agronomico di associazioni e consorzi, applicato alle colture da biomassa. L’accordo prevede, inoltre, una partecipazione di controllo di Enel Green Power nelle società di scopo appositamente costituite per lo sviluppo delle iniziative di carattere industriale di taglia maggiore. Il piano industriale di Terrae è indirizzato prevalentemente alla realizzazione e gestione di progetti di generazione elettrica da biomassa sulla base di intese di filiera, prevedendo comunque la possibilità di realizzare progetti basati sulle altre tecnologie a fonte rinnovabile, anche a carattere sperimentale.

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Mercato energia elettrica

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2011

La UE ha emesso, nei confronti dell’Italia, una procedura d’infrazione in riferimento alla direttiva 2009/72/CE relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, chiedendo la liberalizzazione senza tutele. L’applicazione della tutela dei piccoli consumatori prevista in tale Direttiva è stata con la legge n. 125 del 2007 che ha affidato all’Autorità per l’Energia il compito di definire le condizioni commerciali minime ed il prezzo del kwh, determinandolo sulla base dei costi di acquisto dell’Acquirente Unico nel mercato all’ingrosso dell’elettricità. Questo prezzo è garantito ai consumatori domestici ed alle piccole imprese che non hanno scelto il mercato libero, mentre, per gli oltre 4,4 milioni che hanno scelto un venditore del mercato libero si applica il prezzo e le condizioni commerciali del tipo di offerta prescelta. A questi consumatori è garantita, come tutela, la sola possibilità di ritorno al mercato tutelato, cioè alle condizioni economiche definite dall’Autorità. Questa tutela verrebbe eliminata dal Decreto Legislativo che dovrebbe essere emanato nel prossimo Consiglio dei Ministri. Lo schema del Decreto Legislativo prevede per i consumatori con contratti nel mercato libero l’impossibilità del ritorno nel mercato tutelato e, quindi, la progressiva eliminazione di ogni tutela per i consumatori domestici. Tutela estremamente necessaria, perché il mercato elettrico italiano è caratterizzato da ben 21 offerte su 24 di vendita nel mercato libero, con una spesa annua superiore a quella con l’applicazione dei prezzi determinati dall’Autorità. Queste offerte sono accompagnate da pratiche commerciali scorrette, proposte e pubblicità ingannevoli e una gestione dei reclami vessatoria o, comunque, inaccettabile.
Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori, tutte aderenti al CNCU hanno chiesto, invece, di riaffermare la piena validità del regime di tutela dei consumatori domestici realizzato in Italia per il settore elettrico prevedendo un analogo sviluppo per il settore del gas. La regolazione dei regimi di tutela va mantenuta in capo all’Autorità per l’energia e il gas al fine di consentirne il dinamico adeguamento alle condizioni di mercato, alle future innovazioni tecnologie e per garantire la sicurezza delle forniture. Pertanto le Associazioni chiedono anche al Governo di sostenere questa posizione e difendere la legge del 2007 presso la Commissione Europea, poiché l’energia è un bene comune e di vitale importanza per il sistema Paese. È necessario pertanto garantire trasparenza ed efficienza dell’intero sistema, garantendo una corretta concorrenza e la tutela dei consumatori.

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Energia elettrica: interruzioni e indennizzi automatici

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

E’ stata pubblicata oggi una nuova scheda pratica su “Energia elettrica: interruzioni di fornitura e indennizzi automatici”. A cura di Rita Sabelli, responsabile Aduc per l’aggiornamento normativo. E’ una guida per capire come, quando e quanto i gestori di energia elettrica devono ottemperare, anche e soprattutto in considerazione che i rimborsi devono essere automatici e non richiesti dagli utenti e che, quasi sempre, non lo fanno. L’Autorita’ per l’energia ed il gas ha stabilito delle regole che prevedono obblighi di registrazione delle riduzioni e il rispetto di standard di qualita’ ben precisi, con varie delibere. L’entrata in vigore di queste regolamentazioni e’ progressiva e fissata, per l’arco temporale 2009/2013, a seconda del numero di utenti serviti dal singolo distributore. Ad oggi i grossi distributori -con piu’ di 100.000 clienti in bassa tensione- sono gia’ coinvolti. Segue l’indice: – Le interruzioni di fornitura di energia Si ha un’interruzione quando la tensione al punto di consegna per il cliente finale e’ inferiore all’1% di quella dichiarata.  Per le interruzioni con preavviso Per qualsiasi tipo di interruzione Standard di tempo massimo per il ripristino della fornitura – tabella Indennizzi automatici – tabella  Gli indennizzi sono erogati dal venditore di energia in bolletta entro il primo ciclo di fatturazione utile  Nei casi di interruzioni prolungate che abbiano interessato piu’ di 2 milioni di utenti finali su base nazionale. Qui la schedapratica completa: http://sosonline.aduc.it/scheda/energia+elettrica+ interruzioni+ fornitura+indennizzi_17250.php

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Aria calda in energia elettrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

Cento (Ferrara) – Turbec Spa, azienda italiana con sede a Cento (Ferrara), produttrice di microturbine ad altissima tecnologia e la cui compagine societaria appartiene, attraverso la controllante Turboenergy Srl, per il 75% a industriali italiani e per il 25% al gruppo Ansaldo Energia, ha di recente tagliato un nuovo importante traguardo, iniziando l’installazione di innovativi sistemi a combustione esterna “turbina e caldaia cogenerativa”. Risultato di una ricerca durata tre anni, realizzata in collaborazione con il Ministero italiano dell’Ambiente, questi sistemi sono basati su una microturbina (derivata da macchina con alimentazione a metano), in cui la camera di combustione è stata tolta ed è stato inserito uno scambiatore ad aria calda predisposta in una caldaia a biomassa.  In sostanza, Turbec ha introdotto una vera e propria “rivoluzione” tecnologica, essendo riuscita a trasformare il calore prodotto in caldaia in energia elettrica, attraverso un semplice processo di scambio termico aria-aria. “Ancora una volta la nostra idea si trasforma in realtà – commenta il presidente di Turbec ing. Mauri -; grazie alla determinazione del gruppo e alla sinergia con partner strategici, siamo riusciti ad arrivare per primi all’industrializzazione di un sistema facile e gestibile per la conversione del calore in energia elettrica”.  Una dimostrazione, secondo Mauri, “che in Italia, nonostante la difficile situazione dell’economia, abbiamo le risorse intellettuali e tecnologiche per innovare e per creare prodotti nuovi con importanti sbocchi di mercato”.  I primi esemplari dell’impianto sono stati acquistati dalla società toscana TEP (Pisa) e dalla municipalizzata VERITAS di Mestre (Venezia).  “Il lavoro da fare è ancora molto – commenta il presidente Turbec -, ma grazie alla continua ed assidua spinta del nostro reparto di ricerca e sviluppo e agli ingenti investimenti fatti, siamo certi di poter arrivare a un prodotto unico al mondo per questa tipologia di conversione energetica e per questi livelli di efficienza”.

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La rete di trasmissione dell’energia elettrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2009

Roma 4 giugno 2009 – ore 9.30 Viale Maresciallo Pilsudski, 92 Auditorium GSE Programma Ore 9.30 – Registrazione partecipanti Ore 10.00 – Apertura dei lavori Indirizzo di saluto – Nando Pasquali, A.D. GS Introduzione Lorenzo Miozzi, presidente di Consumers’ Forum Presentazione dei risultati della Ricerca a cura di Pia Saraceno, A.D. Ref.  Ore 11.00 – Discutono dei risultati della Ricerca Guido Bortoni, Direttore Dipartimento Energia Ministero Sviluppo Economico Stefano Conti, Direttore Affari istituzionali di Terna Carlo De Masi, segretario generale FLAEI CISL Massimo Ricci, direttore Direzione mercati AEEG Paolo Piccari, segretario nazionale UNC Fabio Bulgarelli, responsabile Affari Regolamentari ENEL Giampaolo Russo, Direttore Affari Istituzionali e Regolamentari EDISON Paolo Landi, segretario generale ADICONSUM Biagio Longo, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne, a2a Moderatore: Diego Gavagnin, direttore Quotidiano Energia Conclusioni Carlo Andrea Bollino, Presidente GSE

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Crisi: 4 miliardi per le infrastrutture energetiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 Maggio 2009

I gasdotti che collegano l’Italia con la Grecia e l’Algeria, il cavo elettrico sottomarino tra la Sicilia e Calabria, l’interconnessione con Malta e l’impianto di stoccaggio di CO2 di Porto Tolle, sono alcuni dei 43 progetti che usufruiranno dei 3,98 miliardi di euro stanziati dall’UE per le infrastrutture energetiche nell’ambito del piano di ripresa economica. Il Parlamento ha adottato il regolamento che definisce i criteri del cofinanziamento UE e l’elenco dei progetti sostenuti.  Dei 3,98 miliardi di euro stanziati, la gran parte – 2,365 miliardi (contro 1,75 proposti dalla Commissione) – sarà destinata alle infrastrutture per il gas e per l’energia elettrica. Per quanto riguarda il gas (1,44 miliardi di euro), tra i 18 progetti selezionati figurano i gasdotti che collegano l’Italia alla Grecia (ITGI – Poseidon, 100 milioni di euro) e all’Algeria (GALSI, 120 milioni di euro). Quest’ultimo progetto non era incluso nella proposta originale della Commissione). Il Nabucco potrà contare su 200 milioni di euro, lo stesso importo destinato al rafforzamento di un’interconnessione tra Africa, Spagna e Francia e a quella tra Francia e Belgio. Per quanto riguarda l’energia elettrica (910 milioni di euro), tra i nove progetti selezionati figurano il cavo sottomarino che unisce la Sicilia con l’Italia continentale (110 milioni di euro) e l’interconnessione con Malta (20 milioni), non inclusa nella proposta iniziale della Commissione. Per l’interconnessione Francia- Spagna sono previsti 225 milioni di euro. I dieci progetti per la cattura e lo stoccaggio di carbonio potranno contare su 1,05 miliardi di euro. Tra i beneficiari figura l’impianto di Porto Tolle (assente nella proposta della Commissione) che potrà contare su 100 milioni. Infine, 565 milioni di euro sono destinati a taluni parchi eolici offshore in Nord Europa. Gli stanziamenti comunitari previsti dal piano di ripresa coprono il 50% dei costi ammissibili delle infrastrutture relative alle interconnessioni per gas e energia elettrica e ai progetti eolici offshore. Per la cattura e lo stoccaggio di carbonio, invece, il cofinanziamento UE ammonta all’80%. Il compromesso prevede che la Commissione dovrà sorvegliare l’attuazione del programma e pubblicare una relazione annuale che contempli anche le proposte di finanziamento per l’anno successivo. Se la relazione del marzo 2010 identifica seri rischi d’attuazione, la Commissione dovrà proporre progetti supplementari. Su iniziativa dei deputati, la Commissione ha espresso l’intenzione, se necessario, di proporre il ricorso ai fondi inutilizzati alla fine del 2010 per progetti connessi all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili

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Energia: positivo il gemellaggio Italia-Ucraina

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2009

“L’ Autorità italiana per l’energia elettrica e il gas, presieduta da Alessandro Ortis, ha ottenuto un importante risultato per la regolazione del settore energetico, che sarà fondamentale per lo sviluppo e il consolidamento degli scambi tra i vari mercati europei”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, esprimendo vivo apprezzamento per l’attività svolta dalla nostra Autorità, su incarico della Commissione europea, per favorire l’armonizzazione regolatoria tra il sistema elettrico ucraino e quello europeo.   “Auspichiamo vivamente – conclude Dona – che anche il progetto di gemellaggio tra il regolatore ucraino e l’autorità per l’energia italiana previsto per il settore del gas dia lo stesso risultato poiché buona parte del metano necessario all’ Italia passa attraverso l’Ucraina”.

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