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Posts Tagged ‘energia nucleare’

Energia nucleare? Per il Prof. Baracca: “È una tecnologia costosa, poco salubre per l’uomo e l’ambiente, da abbandonare”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 agosto 2016

Angelo Baracca, docente emerito di Fisica Teorica dell’Università di Firenze, autore di numerose pubblicazioni sul nucleare, tra le quali, Scram ovvero la fine del nucleare (scritto nel 2011 con Giorgio Ferrari Ruffino), L’ Italia torna al nucleare. I costi, i rischi, le bugie (2008), A volte ritornano: il nucleare. La proliferazione nucleare, ieri, oggi e soprattutto domani (2005), da tempo impegnato sul tema dell’impiego sia militare che civile del nucleare, intervistato dalla redazione di Pro\Versi, piattaforma di dibattito online, sfata alcuni luoghi comuni sulla convenienza di un ritorno al nucleare e, anzi, sostiene con forza la necessità di abbandonarlo definitivamente. Alla domanda se l’impiego civile del nucleare contribuisca alla riduzione del gas serra e del CO2, il prof. Baracca afferma che si tratta di una fandonia sfatata da vent’anni: “Vero è che nello stadio attuale di sviluppo […] le emissioni complessive sono inferiori rispetto ad altre fonti di energia, ma […] se potessero svilupparsi massicci programmi nucleari lo sfruttamento di minerali più poveri di uranio porterebbe ad un aumento delle emissioni complessive”. Né vi sono dubbi, secondo Angelo Baracca, riguardo alla rischiosità dell’impiego massiccio del nucleare: “anche durante l’esercizio normale le centrali nucleari rilasciano emissioni radioattive. Le indagini epidemiologiche effettuate dimostrano nelle popolazioni che vivono nelle zone prossime alle centrali nucleari un aumento vari tipi di malattie, tra le quali tumori”. I rischi sono aggravati anche dalla difficoltà di trattare le scorie: “Dopo 60 anni dal decollo dell’energia nucleare nessun paese ha ancora realizzato un deposito nazionale definitivo per i residui radioattivi. Decine di migliaia di tonnellate di combustibile esaurito si accumulano pericolosamente in piscine. Ormai solo la Francia esegue il ritrattamento, producendo, altre a scorie radioattive pericolosissime, ulteriore plutonio”. Ulteriore pericolo deriva dalla probabilità che si verifichino incidenti alle centrali nucleari. C’è la “probabilità di un incidente grave ogni 7-8 anni”. Il prof. Baracca nega, inoltre la convenienza di un ritorno alla politica energetica del nucleare da un punto di vista dei costi dell’energia: “l’energia nucleare non è competitiva, mentre i costi delle rinnovabili sono in picchiata. I tempi di costruzione delle centrali si allungano, i costi lievitano e grandi capitali devono essere immobilizzati per tempi lunghi e non prevedibili” (foto: energia)

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Marcoulle: combustibile radioattivo

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

Centrale Nucleare?

Image by MauronB via Flickr

A seguito dell’incidente avvenuto presso l’impianto per il trattamento del combustibile radioattivo di Marcoule in Francia, Greenpeace chiede alle autorità francesi completa trasparenza sull’accaduto e denuncia il fatto che la parte del sito coinvolta nell’incidente non è tra quelle che sono state sottoposte agli stress test europei. «L’impianto in cui si è verificata l’esplosione non è nella lista di quelli per i quali il Governo francese aveva richiesto gli stress test e non ha ricevuto alcuna ispezione dall’ Autorità per la Sicurezza Nucleare europea- commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace Italia – Questo dimostra come la sicurezza dell’industria nucleare sia solo una promessa continuamente disattesa e che i nuovi standard di sicurezza richiesti dopo l’incidente di Fukushima sono lontani da coprire l’intera filiera del nucleare.” La Francia, come la Germania e il Giappone, deve subito prendere la decisione di uscire gradualmente dal nucleare e investire in risparmio energetico ed energie rinnovabili che possono fornire energia sufficiente a coprire il fabbisogno dello sviluppo globale. Greenpeace ha presentato in Giappone il rapporto “Energy [R]evolution”, che dimostra come il Paese del Sol Levante sia in grado di abbandonare l’energia nucleare già dal 2012, senza venire meno ai propri obiettivi di riduzione di CO2.

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Energia nucleare e tecnologie

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

Pavia Martedì 2 febbraio 2010 – ore 11,30via Aselli, 41  presso la sede del LENA conferenza stampa  sul Nuovo accordo quadro tra il Laboratorio Energia Nucleare Applicata LENA e l’Ufficio scolastico Provinciale di Pavia per far conoscere agli studenti delle scuole superiori il reattore nucleare e il ciclotrone dell’Università di Pavia e proporre lezioni di approfondimento sull’Energia Nucleare e sull’impiego delle Tecnologie Nucleari.Il LENA (Laboratorio Energia Nucleare Applicata) è un Centro Servizi Interdipartimentale dell’Università degli Studi di Pavia che gestisce un reattore nucleare di ricerca, un ciclotrone per la produzione di radioisotopi e altre sorgenti di radiazioni ionizzanti per lo svolgimento, tra le altre, di attività di didattica e di formazione. Da diversi anni il LENA ospita in visita didattica studenti provenienti da scuole di diverso ordine e grado e, nel corso degli ultimi anni, ha ospitato in visita circa 900 studenti all’anno. Nell’ambito dei compiti istituzionali dell’Università di promuovere la diffusione della conoscenza scientifica e tecnologica e dell’Ufficio Scolastico Provinciale  che si propine quale supporto all’autonomia scolastica, i due Enti hanno concordato di stipulare un Accordo Quadro. In base all’accordo il LENA si impegna a: 1)  ospitare in visita didattica studenti provenienti da Istituti Scolastici della provincia di Pavia 2) svolgere, su richiesta, lezioni presso gli stessi Istituti Scolastici  relative all’Energia Nucleare e all’impiego delle Tecnologie Nucleari in ambito industriale, ambientale, alimentare e di ricerca. Le visite didattiche presso il LENA si comporranno di due fasi: durante la prima fase verranno illustrati agli studenti, mediante una lezione frontale, i principi di funzionamento dei reattori nucleari e le applicazioni dell’energia nucleare in campo energetico, medicale e industriale. La seconda fase prevederà l’accesso alla Sala del Reattore con la possibilità di vedere la Sala Controllo e il reattore in tutti i suoi componenti.

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Energia nucleare al caffè-scienza fiorentino

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 Mag 2009

Firenze 7 maggio 2009, ore 21:00 SMS-Rifredi, via Vittorio Emanuele 303, 7 sarà l’ultimo appuntamento della stagione per il caffè-scienza fiorentino, con un dibattito quanto mai attuale sul tema dell’energia nucleare: L’energia nucleare e’ diventata sicura?  con  Angelo Baracca (Dipartimento di Fisica, Universita’ di Firenze)  Giuliano Saccenti (ex direttore del Centro di Ricerca Termica e Nucleare dell’Enel, Pisa) Moderatore: Giampaolo Manfrida (Dipartimento di Energetica, Universita’ di Firenze). Il costo crescente del petrolio ha riportato sull’agenda politica  il dibattito sul nucleare. Nella realta’, a prescindere dai tempi  e dalle motivazioni della politica, le problematiche dell’energia,  della sua compatibilita’ ambientale e del possibile ricorso al  nucleare fanno parte dei “problemi globali”: diversi soggetti  industriali, anche italiani, sono gia’ impegnati sul campo ed esiste  sicuramente una necessita’ di conoscenza e di formazione per  affrontare nel modo corretto gli aspetti sia di progettazione che  di conduzione e gestione.   Il problema della sicurezza e della gestione delle scorie resta al  fondo della questione dello sfruttamento dell’energia nucleare: l’incontro si propone di fare il punto della situazione.

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L’indebitamento di Enel

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

Crescerebbe ulteriormente di oltre 30 miliardi di euro, se la società desse seguito alle dichiarazioni di nuovi investimenti sul nucleare. È quanto emerge dal rapporto finanziario “ENEL: prospettive e rischi degli investimenti in energia nucleare” elaborato dal Prof. Stephen Thomas dell’Università di Greenwich e commissionato da Greenpeace Italia e Fondazione Culturale Responsabilità Etica. Questo studio analizza il rapporto tra il debito finanziario della società e i progetti espansionistici nel nucleare. Enel, che questa settimana approverà il bilancio dell’esercizio 2008, presenta – com’è noto – debiti finanziari per 50 miliardi di euro. Con l’acquisto di un’ulteriore quota di Endesa nel 2009, l’indebitamento finanziario della società è salito a 61 miliardi di euro, quadruplicandosi in meno di due anni. Standard & Poor’s, la principale società di rating internazionale, ha annunciato che il debito di ENEL sarebbe tenuto sotto osservazione con “implicazioni negative”. Nonostante il forte indebitamento, ENEL ha manifestato l’intenzione di espandere il suo impegno nel nucleare – in Italia e all’estero – e questo comporterà costosi e rischiosi investimenti. Il rapporto commissionato da Greenpeace stima in 31,5 miliardi il costo degli ulteriori investimenti di Enel nel nucleare. Solo in Italia, infatti, i quattro reattori EPR, che Enel progetta di costruire in seguito all’accordo di collaborazione con EDF, costeranno circa 25 miliardi di euro.  “Come emerge dal rapporto, l’attuale debito finanziario dell’Enel, anche a seguito delle previste cessioni, rimarrà circa doppio rispetto a quello di EDF, il colosso elettrico francese recentemente coinvolto per spionaggio ai danni di Greenpeace” afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace “come è possibile aumentare di oltre 30 miliardi di euro questo indebitamento con ulteriori investimenti nel nucleare? “Un chiaro segnale dell’attuale politica di Enel è che, tra gli interventi decisi per finanziare i propri piani, Enel abbia deciso di vendere quote di Enel Green Power, la divisione specializzata in energie rinnovabili”, sostiene Andrea Lepore, campagna Clima di Greenpeace. “Peccato che proprio questo comparto presenti una redditività pari a tre volte quella generale del gruppo”. “Chiediamo a Enel di rivedere profondamente le sue scelte sul nucleare e di non sacrificare quote di Enel Green Power, incrementando gli investimenti nelle fonti rinnovabili” conclude Lepore.

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Aumenta la Domanda di Energia Nucleare in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

La crescente necessita’ di costruire nuovi impianti energetici e’ dettata dal numero di impianti antiquati attualmente presente in Europa. Si stima che entro il 2020 sia necessario aggiungere una capacita’ di circa 300GW. In aggiunta, le condizioni imposte dalle regole europee sulle emissioni, EU Emission Trading Scheme (EU ETS) si faranno ancora piu’ stringenti nel 2013 quando entreranno la FaseIII. Di fronte a questo scenario, l’energia nucleare diverra’ un’attraente alternativa e ci si aspetta che torni a far parte dei piani di molti Paesi che sono stati finora restii all’uso di questa forma di energia. Gli impianti di energia nucleare necessitano di investimenti iniziali molto alti, ma non sono stati colpiti in maniera significativa dalla crisi finanziaria visto che di base questi sono investimenti di lungo termine (in Europa sono necessari di solito tra gli 8 e i 10 anni per la costruzione di un impianto).  Va, inoltre, sottolineato che questi investimenti hanno oggi grande supporto politico in particolare a seguito delle dispute sul gas tra Ucraina e Russia, rendendo le prospettive per il nucleare particolarmente concrete nell’Europa dell’Est. Il numero di reattori nucleari in Europa tocco’ il massimo storico nel 1989 quando ce ne erano in funzione 177. L’anno scorso, erano 145 i reattori operativi in Europa e l’energia nucleare rappresentava circa il 30% nel mix totale di energia elettrica prodotta. Grazie tuttavia al crescente supporto politico  e al numero di progetti pianificati e in attesa di sviluppo, ci si aspetta che questo numero crescera’ in maniera significativa introducendo di fatto un periodo di rinascita per l’energia nucleare. Ma vediamo cosa sta accadendo nei diversi Paesi europei. Dopo anni di stallo, la Finlandia ha riaperto il discorso del nucleare nel 2005 con la costruzione del terzo reattore nell’impianto di Olkiluoto, primo nuovo impianto dopo una pausa di 15 anni in Europa Occidentale. Questa ripresa continua oggi con la Francia e la costruzione del nuovo reattore Flamanville 3 e la painificazione di nuove unita’. Nel dicembre 2008, le autorita’ slovacche hanno ripreso la costruzione di due unita’ nel sito di Mochovce e la Bulgaria ha iniziato la costruzione a Belene. La Svezia sta rivalutando un bando di circa trent’anni nella costruzione di nuovi impianti nucleari. E c’e’ una lunga lista di Paesi, Regno Unito, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Lettonia, che hanno annunciato la costruzione di centrali nucleari. Anche l’Italia ha deciso di reintrodurre il nucleare e l’obiettivo e’ quello di costruire la prima nuova centrale entro il 2013. L’Italia fu uno dei primi Paesi ad adottare l’energia nucleare e negli anni Settanta era sicuramente uno dei piu’ grandi produttori al mondo di energia nucleare. Tuttavia, nel 1987, dopo il disastro di Chernobyl, con un referendum il nucleare fu messo al bando. Di conseguenza, nelle ultime due decadi, l’Italia e’ diventata assolutamente dipendente dalle importazioni di energia e alcune di queste sono di energia nucleare proveniente da altri Paesi.
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