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Posts Tagged ‘energia verde’

Energia verde? Impariamo dalle piante

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

Well ridged hectare of land for cassava establ...

Well ridged hectare of land for cassava establishment (Photo credit: IITA Image Library)

Dalla fotosintesi delle piante la potrebbe arrivare la soluzione per la produzione di combustibile totalmente zero emission.
In uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Angewandte Chemie, Leonardo Guidoni, responsabile scientifico del progetto europeo (ERC) MultiscaleChemBio coordinato dalla Sapienza, insieme agli assegnisti di ricerca Daniele Bovi e Daniele Narzi, hanno rivelato, attraverso simulazioni effettuate su supercalcolatori, alcuni dettagli molecolari alla base del meccanismo della fotosintesi clorofilliana che potrebbero rivelarsi utili alla produzione di energia verde.
Lo studio, che ha connotazioni prettamente multidisciplinari tra Chimica, Fisica e Biologia, ha consentito, infatti, di individuare il possibile canale attraverso cui l’acqua giunge al centro di reazione.
Una delle possibili chiavi per la soluzione al problema del riscaldamento globale è rappresentata dalla possibilità di ricavare combustibile a zero emissioni di CO2, come ad esempio l’idrogeno, direttamente dall’energia solare e dall’acqua. In quest’ambito riveste particolare importanza la cosiddetta Fotosintesi Artificiale, ossia il tentativo di riprodurre i processi di conversione energetica che avvengono nelle piante utilizzando materiali sintetici per la produzione di energia pulita su larga scala. L’idrogeno prodotto, attraverso l’utilizzo di vere e proprie foglie artificiali, può essere in seguito usato come reagente nelle celle a combustibile (fuel cells).
Già da due miliardi e mezzo di anni, piante, alghe e alcuni tipi di batteri sfruttano la radiazione solare come loro primaria fonte di energia, assorbendo la luce e convertendola in energia chimica attraverso il processo della fotosintesi. Per svolgere questo compito utilizzano un complesso sistema biochimico formato da proteine, clorofille, carotenoidi e metalli di transizione chiamato Fotosistema II, rimasto pressoché immutato durante miliardi di anni di evoluzione. Utilizzando la luce come fonte energetica il Fotosistema II è in grado di compiere l’elettrolisi dell’acqua, ovvero la scissione di questa nelle sue componenti, ed immagazzinare energia sotto forma di molecole organiche (ATP, glucosio). Come effetto secondario la stessa macchina molecolare produce l’ossigeno che ha arricchito nel corso degli anni l’atmosfera terrestre, rendendo possibile l’evoluzione di organismi che utilizzano un metabolismo aerobico come gli esseri umani. La comprensione dettagliata del funzionamento di questo complesso sistema molecolare è utile non solo per svelare i segreti della fotosintesi naturale, ma per aprire nuove strade allo sviluppo di tecnologie atte alla produzione di energie rinnovabili che possano imitare la strategia adottata dagli organismi fotosintetici che si trovano in natura.
Per caratterizzare una delle prime fasi di questo processo i ricercatori hanno sfruttato metodi di Meccanica Quantistica attraverso l’utilizzo di supercalcolatori scientifici nazionali (centro di calcolo dell’Università dell’Aquila e CINECA, Bologna) ed internazionali. Lo studio ha permesso, inoltre, di razionalizzare numerosi esperimenti storici di spettroscopia effettuati a partire dagli anni novanta, la cui interpretazione è stata a lungo motivo di dibattito all’interno della comunità scientifica. Alla luce di questi risultati verrà studiato in dettaglio l’intero ciclo catalitico del Fotosistema II parallelamente allo studio di materiali inorganici “biomimetici” che potrebbero aprire promettenti strade per la produzione di energia pulita dal sole. Il progetto ha come istituzione partner l’Università degli Studi de L’Aquila.

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Accordo Enel per l’energia verde

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2010

Fulvio Conti, Amministratore delegato e Direttore generale di Enel, e Sergio Marini, Presidente di Coldiretti, hanno firmato un protocollo di intesa per collaborare nella realizzazione di progetti agro energetici finalizzati alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e, in particolare, da biogas e biomasse solide di origine agricola. Questa collaborazione sarà in grado di valorizzare modelli di produzione sostenibili – alimentati da accordi di filiera – e di promuovere tecnologie innovative, con importanti ricadute sui sistemi economici locali, anche attraverso specifici progetti di ricerca. In particolare, Enel Green Power, per Enel, e Consorzi Agrari d’Italia, quale soggetto indicato da Coldiretti, svilupperanno congiuntamente progetti mirati a favorire lo sviluppo di filiere agro energetiche locali, secondo un modello di generazione di energia distribuita da biomasse, in modo da sostenere lo sviluppo di veri e propri distretti agroenergetici. A tale scopo,  verrà creata una nuova joint venture –  partecipata al 51% da Enel Green Power e al 49% da CAI – che sarà dedicata prevalentemente alla promozione e all’implementazione di progetti di generazione di energia elettrica da biomassa solida da filiera nazionale, e che potrà sviluppare anche progetti fotovoltaici su tetti e  terreni dei Consorzi Agrari. I singoli progetti a biomassa saranno messi a punto attraverso società di progetto dedicate, partecipate integralmente dalla nuova joint venture. I partner svilupperanno le iniziative scegliendo le filiere più adatte ed inserendole nel contesto geografico migliore per la valorizzazione e l’integrazione con le economie locali, facendo leva sulla leadership tecnologica di Enel Green Power nel settore delle rinnovabili, riconosciuta a livello mondiale,  e sulla capacità di CAI di strutturare accordi di filiera per l’approvvigionamento delle biomasse.

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Reattori nucleari

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

“Obama è un esempio”, ha proclamato con grande soddisfazione il nostro ministro Scajola. Non pare vero a molti di poter dimostrare la bontà della scelta nucleare erigendo come vessillo il  presidente statunitense, sino a non molto tempo fa “utilizzato” da altri come simbolo della green economy. Cos’è successo? Nulla di trascendentale in realtà. Considerare il nucleare come una forma di energia “verde” è un atteggiamento diffuso. Spesso si citano personaggi dell’ambientalismo che si sono arresi di fronte all’inevitabilità delle emissioni di CO2 e che hanno visto nel nucleare non la soluzione migliore ma la meno peggiore, pur di evitare che le variazioni climatiche ci portino a situazioni ingovernabili. Il nostro governo, va subito detto, a queste variazioni non crede, pertanto la sua scelta e’ di altro tipo. Ma torniamo ad Obama e alla notizia dell’annuciato finanziamento di 8,3 miliardi di dollari, pari a 6 miliardi di euro, al nucleare. Per prima cosa stiamo parlando di una legge approvata nel 2005 da Bush per riavviare il nucleare negli USA dopo trent’anni di stasi, stasi provocata non da un referendum ma dall’evidenza dell’incapacita’ di questa tecnologia a sopravvivere in una economia di mercato, senza finanziamenti statali. La legge del 2005 conteneva nuove disposizioni che comprendevano garanzie di prestito, copertura da parte del governo di costi eventualmente causati da ritardi nella concessione di licenze o nulla osta di produzione, crediti di imposta ed altre detrazioni fiscali. Nonostante queste facilitazioni sinora non è stato aperto nessun  nuovo cantiere.  Obama, nell’ambtio di questa legge, ha annunciato garanzie federali per 6 miliardi di euro a favore di una delle società che ha gia’ chiesto di poter procedere alla costruzione di nuovi reattori, in particolare alla Southern Company che ha due progetti in Georgia. Il prestito dovrebbe coprire al massimo il 70% della spesa che è stimata in 6,8 miliardi di dollari.  Si tratta di due reattori più piccoli degli EPR francesi, gli AP1000 Westinghouse, modello che comprende alcune parti progettate in Italia dall’Ansaldo. Non può non sfuggire l’intento statunitense di dare una mano alla propria industria di fronte alla possibilità di competere nelle gare internazionali contro la francese Areva. Emerge comunque un dato di fatto: la tecnologia nucleare, mezzo secolo dopo il suo ingresso nei mercati commerciali, e nonostante sussidi di vari miliardi, per ogni nuovo progetto continua a richiedere ed ottenere il sostegno dello Stato. (Roberto M. Beati i costruttori di pace)

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Energia verde per le auto elettriche

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Bruxelles, Mettere sulla strada le automobili elettriche potrebbe aumentare le emissioni di CO2 a meno che non siano alimentate a energia verde. È quanto afferma un nuovo rapporto indipendente commissionato congiuntamente da Greenpeace, Friends of the Earth Europe e Transport & Environment. Le organizzazioni ambientaliste chiedono obiettivi nazionali per le rinnovabili che assicurino che i veicoli elettrici siano realmente a ‘zero emissioni’. Il rapporto, scritto dalla società di consulenza CE Delft, viene lanciato alla vigilia della riunione dei Ministri europei dell’Industria, il 9 febbraio a San Sebastián, in Spagna. In tale occasione è infatti previsto l’annuncio di un piano d’azione dell’Unione Europea per le auto elettriche. “Le automobili elettriche sono un importante strumento per la transizione verso un modello di trasporto sostenibile – afferma Andrea Lepore, responsabile della campagna Clima di Greenpeace – ma il loro sviluppo deve essere accompagnato da un adeguato impegno per garantire la loro alimentazione con energie rinnovabili”. Secondo il rapporto, dal titolo “Energia verde per le auto elettriche”, la normativa europea in materia di emissioni dalle automobili è inadatta perché il meccanismo dei “super crediti” consente ai produttori di usare la vendita di veicoli elettrici per compensare la continua produzione di automobili a elevate emissioni: per ogni auto elettrica venduta, i costruttori possono vendere oltre tre veicoli ad alta emissione senza conteggiarli ai fini del calcolo delle emissioni di CO2. Un aumento del 10% nelle vendite di auto elettriche potrebbe portare in Europa a un aumento del 20% delle emissioni di CO2 nel settore automobilistico. Le organizzazioni ambientaliste chiedono che i “super-crediti” siano eliminati nelle attuali e future normative sulle emissioni di CO2, a partire da quella, ora in discussione, per la regolamentazione delle emissioni dei furgoni. Inoltre, tutte le auto elettriche vendute sul mercato europeo dovranno essere dotate dei cosiddetti  “contatori intelligenti”, strumenti che consentono ai veicoli di essere in carica solo quando sono disponibili eccedenze di energia, per lo più da fonti rinnovabili.

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