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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘energie’

L’Europe de l’Énergie: une chance pour les Français

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

paris

Paris. Parmi les nouvelles frontières de l’intégration européenne, il y en a une qui avance : l’Europe de l’Énergie, certes incomplète et imparfaite, mais réelle et bénéfique. Dans cette tribune, Yves Bertoncini, directeur de l’Institut Jacques Delors, et Thomas Pellerin-Carlin, chercheur à l’Institut Jacques Delors, analysent les réussites et les avancées de l’Europe de l’Énergie, qui vise à assurer la sécurité énergétique de l’Europe, combattre le dérèglement climatique et maîtriser la facture énergétique en créant une véritable politique énergétique commune. Parmi les succès marquants de l’Europe de l’Énergie, on compte: la réduction des émissions de gaz à effet de serre en Europe, qui protège les Français d’un déréglement climatique catastrophique;
l’amélioration de l’efficacité énergétique, ce qui rend le continent plus indépendant et permet aux Européens de gagner du pouvoir d’achat;
le rapprochement de l’objectif de 20% d’énergies renouvelables dans le bouquet européen, ce qui crée des centaines de milliers d’emplois.
Si le nouveau Président de la République tient à protéger les Français contre l’insécurité énergétique,
la pollution de l’air, le changement climatique ou la faillite annoncée du système énergétique hérité des choix des années 1960, il devra s’engager pour une Europe de l’Énergie ambitieuse. Dans le secteur de l’énergie comme dans d’autres, le véritable patriotisme français consiste à engager la France en Europe.

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De l’énergie propre pour tous les Européens : passez aux actes!

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

energieIl y a deux ans, le 25 février 2015, la Commission européenne a opté pour l’approche globale de l’Union de l’énergie, approche promue par l’Institut Jacques Delors. Les propositions clés qui détermineront l’avenir énergétique de l’Europe sont désormais sur la table et les décideurs doivent se mettre d’accord sur un « accord global sur l’Union de l’énergie » qui serve les intérêts des citoyens européens.
Pour cela, la Commission européenne doit agir en tant que régulateur et financeur, mais également comme un acteur dynamique coopérant avec des entreprises, ONG et des élus tournés vers l’avenir pour passer aux actes et démontrer les avantages concrets de l’énergie propre pour tous. (photo: ènergie)

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Energie fossili e rinnovabili. Abolire i sussidi e diminuire le tasse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

fossiliUn programma che punti sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili non puo’ che essere condiviso, considerato l’impatto che le fonti fossili (carbone e petrolio) hanno sull’ambiente e sulla nostra salute.
La presenza dello Stato attraverso le istituzioni pubbliche (Universita’, CNR, ecc.) di ricerca e’ auspicabile, anche in collaborazione con istituti privati, dopodiche’ le imprese dovrebbero camminare sulle proprie gambe senza i sussidi, diretti o indiretti, delle finanze pubbliche.I sussidi pubblici, soldi del contribuente, ammontano a 15 miliardi per le fonti fossili e 13 miliardi per le rinnovabili. In totale 28 miliardi che escono dalle tasche del cittadino contribuente ai quali si aggiungono quelli del cittadino utente quando paga il consumo elettrico con la bolletta. I 28 miliardi di sussidi potrebbero essere utilizzati per diminuire le tasse o il debito pubblico, con beneficio per il cittadini e le casse dello Stato, che poi siamo noi, ma l’attuale, e i precedenti governi, non sono orientati in questo senso, sicche’ siamo oberati di tasse e di debito pubblico.Leggiamo sul blog di Beppe Grillo, che il Movimento5stelle ha predisposto un programma che si riassume nella domanda “Sei d’accordo con lo spostamento degli incentivi statali dalle fonti fossili alla efficienza energetica e alle fonti rinnovabili?”(1).
La proposta e’ illustrato da Paolo Rocco Visentini, presidente di Italia Solare. Visto lo scetticismo che ci pervade, siamo andati a vedere chi e’ il signor Visentini e abbiamo scoperto che e’ anche presidente della societa’ Enerpoint che vende pannelli e impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e pompe di calore. Questa informazione non la troviamo sul blog di Beppe Grillo di cui sopra.
Insomma, il signor Visentini illustra un programma per trasferire i sussidi statali, cioe’ i nostri soldi, dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, settore nel quale opera la sua azienda. Si chiama conflitto d’interessi. A spese del contribuente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Salviamo il futuro delle energie pulite!

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Roma mercoledì 18 Aprile, ore 11.00 Piazza Montecitorio. Le fonti rinnovabili stanno cambiando il sistema energetico italiano. Gli effetti positivi di questa “rivoluzione” sono sempre più evidenti: dalle rinnovabili proviene il 26,6% dell’energia elettrica prodotta nel 2011; si sono ridotte le emissioni di CO2; il settore ha creato più di 100 mila nuovi posti di lavoro; si è dato impulso alla “green economy”, alla ricerca, all’innovazione tecnologica. L’Italia ha cominciato a camminare sulla strada giusta, verso la costruzione di un nuovo modello di approvvigionamento energetico, basato su una più ampia autosufficienza e sulla salvaguardia dell’ambiente. Questa prospettiva è in pericolo! La contrastano i grandi interessi del petrolio, del carbone, del gas. Fanno credere all’opinione pubblica che gli incentivi per le rinnovabili siano responsabili degli alti costi dell’energia, nascondendo i vantaggi che i cittadini, le aziende, l’ambiente, avranno dalla crescita di fonti energetiche pulite, efficienti e distribuite sul territorio. Per capire quanto tutto questo sia falso bastano le conclusioni di un recente studio della Bocconi: il bilancio benefici-costi delle rinnovabili, per i prossimi venti anni, registrerà un attivo 76 miliardi di euro. Così, dal Governo si annunciano tagli drastici agli incentivi per il fotovoltaico e per tutte le altre fonti rinnovabili. Si vorrebbe anche introdurre tetti annui di spesa per ogni tipologia di impianto che non sia domestico, scoraggiando gli investimenti.
In tutto il mondo lo sviluppo delle energie rinnovabili rappresenta una frontiera decisiva di innovazione tecnologica, e di ecosostenibilità dello sviluppo. A maggior ragione lo è per un paese come il nostro, fortemente dipendente dalla importazione di petrolio e di gas. Per questo noi, Ecologisti Democratici, chiediamo che le energie pulite non siano fermate! E chiediamo che il futuro energetico del nostro Paese sia programmato attraverso un confronto trasparente con le parti interessate e una seria analisi costi/benefici.

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Sostegno energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Oltre trenta importanti intellettuali italiani, fra cui Giorgio Ruffolo, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Carlo Ripa di Meana,Giancarlo Amendola, Tullio Pericoli, Alberto Asor Rosa, hanno sottoscritto un appello al Presidente Monti affinché i decreti sulle rinnovabili, presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, rispettino le intenzioni originarie, eliminando le speculazioni e gli eccessi di incentivi. L’attuale formulazione, che prevede il 35% di sola energia elettrica, potrebbe portare alla triplicazione degli impianti eolici, impianti che hanno già contribuito alla devastazione di troppe delle superstiti bellezze della Nazione. In accordo con i criteri di efficienza energetica, gli obiettivi i da raggiungere devono essere una percentuale dei consumi energetici finali e non obbligatoriamente delle percentuali della produzione elettrica.Sostengono gli intellettuali: “Nelle premesse del decreto, il Governo riconosce finalmente che è stato sbagliato privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori delle rinnovabili termiche, della cogenerazione, dei trasporti e dell’efficienza energetica,settori assai più vantaggiosi in termini economici, di minor impatto ambientale e di maggior ricaduta sull’economia nazionale (…). Temiamo, però, Signor Presidente del Consiglio che le misure definitive che verranno adottate non risultino coerenti con le premesse del decreto e che lascino spazio a interpretazioni ambigue. Temiamo soprattuttoinsidiose marce indietro, sull’onda delle scontate contestazioni di coloro che per anni hanno goduto delle rendite speculative riservate a due sole fonti, l’eolico e il fotovoltaico, le più conosciute fra tutte le rinnovabili ma anche le più discutibili, in termini di risultati e di costi a carico della collettività.” Il Decreto odierno sembra giustificare una parte di questi timori. Infine i firmatari auspicano una più rigorosa limitazione dei siti adatti a ospitare le torri eoliche, in analogia col recente provvedimento per l’esclusione degli incentivi ai pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli.

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Corso di Europrogettazione sui Finanziamenti Europei per il Mediterraneo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Bruxelles, 14 – 18 maggio 2012 VIII EDIZIONE a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana Nell’attuale periodo d’instabilità economica, l’Unione europea si è riproposta l’obiettivo di rilanciare alcuni settori chiave per ciascuno dei Paesi membri, come il turismo, le PMI e le energie rinnovabili, oltre a consolidare la cooperazione tra i Paesi europei con quelli confinanti. Ottenere i fondi messi a disposizione dalla Commissione europea richiede, tuttavia, una conoscenza approfondita delle tecniche di europrogettazione, nonché una buona capacità di sapersi orientare tra le diverse opportunità di finanziamento offerte. La Camera di Commercio Belgo-Italiana, da oltre dieci anni impegnata nel campo dell’Europrogettazione, organizza, con il supporto del Ministero italiano dello Sviluppo Economico, l’ottava edizione del Corso di Europrogettazione sui Finanziamenti Europei per il Mediterraneo che si svolgerà a Bruxelles dal 14 al 18 maggio 2012.Il corso, certificato ISO 9001, ha l’obiettivo di fornire le conoscenze e gli strumenti utili per la redazione di progetti in risposta a bandi europei di finanziamento destinati al potenziamento della competitività, della crescita e della coesione territoriale nel bacino del Mediterraneo. Suddivisi in team di lavoro, i partecipanti svilupperanno tutte le fasi di creazione di un progetto ed avranno l’opportunità di prendere parte a seminari con esperti del settore.Al termine della formazione, i partecipanti potranno beneficiare di tre mesi di consulenzagratuita su progetti europei da parte dell’Ufficio Europa della Camera di Commercio BelgoItaliana impegnato, tra le varie attività, in programmi di cooperazione internazionale con il Canada, con le Camere di Commercio di Argentina e India, ed in Medio Oriente.Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo in allegato ed inviarlo, con tutta la documentazione indicata, per e-mail o per fax, entro il 13 aprile 2012. Si accetteranno candidature pervenute dopo la data di scadenza soltanto in base alla disponibilità dei posti.
Per il programma completo, la lista dei docenti e le informazioni pratiche sul corso, è possibile consultare il sito http://www.euro-mediterraneo.eu oppure contattare la dott.ssa Lucia Sinigaglia all’indirizzo e-mail info@euro-mediterraneo.eu o al numero 0032 2 609 00 81.

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Collaborazione e cooperazione con il Kazakhstan

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2011

Camera di Commercio di Bari. Nel 2010 l’export di Bari e della sua provincia verso il Kazakhstan è stato di 3 milioni e 500mila euro circa, prevalentemente macchine ed apparecchiature meccaniche. L’import è stato nello stesso periodo di 1 milione e 555 mila euro. Si tratta solo di prodotti agricoli. La Puglia e Bari hanno tanto altro da offrire a questo Paese, in termini non solo di export ma di collaborazione e di cooperazione. E’ quanto è emerso stamani durante l’evento con la Repubblica del Kazakhstan promosso ed ospitato dalla Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con Ia Confapi Bari Bat, ISIAMED Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo e Confindustria Bari e Bat, dedicato alla celebrazione congiunta dei 20 anni di Indipendenza del Kazakhstan e dei 150 anni di Unità d’Italia.La giornata si è articolata in due momenti: quello istituzionale, con una visita presso la sede del Consiglio Regionale e quello di natura economica alla Camera di Commercio di Bari, dove S.E. Khamzayev ha incontrato gli imprenditori, sottolineando l’importanza dell’iniziativa e le sue grandi potenzialità per approfondire i rapporti e le relazioni economiche e culturali a vantaggio delle piccole e medie imprese. “Abbiamo intenzione di aprire a Bari un ufficio consolare – ha poi dichiarato S.E. Khamzayev – che si occuperà dello sviluppo e della cooperazione tra Italia e Kazakhstan”.Bari e la Puglia (con le Marche e l’Emilia Romagna) rappresentano la terza tappa di un tour attraverso le realtà regionali che il governo di Astana, con S.E. Almaz Khamzayev Ambasciatore in Italia, ha giudicato più interessanti per stringere rapporti a livello istituzionale, economico e culturale.”I processi di internazionalizzazione, in qualsiasi modo si manifestino, possono essere meglio attuati facendo massa critica. A tutti i livelli.”, ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi. “Di qui l’importanza dei sistemi territoriali e dei loro attori, prima fra tutti la Regione, che insieme alle Camere di Commercio, alle associazioni di categoria, agli altri enti locali ed alle università, stanno scrivendo una pagina nuova per uno sviluppo più competitivo ma anche più cooperativo del nostro territorio”.“Assieme ai nostri partner faremo il possibile per promuovere e incentivare la presenza e le attività delle aziende italiane in Kazakhstan, già ad un ottimo livello, affinché sia capace di connotarsi in uno scambio alla pari, che produca cooperazione e benessere grazie al partenariato tra i due Paesi”, ha dichiarato Erasmo Antro presidente di Confapi Bari e Bat, nonché vice presidente della Camera di Commercio di Bari. E’ poi intervenuta Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo della Regione Puglia: “Siamo convinti che le straordinarie ricchezze del Kazakhstan potranno avvicinare questo grande Paese, che fa da cerniera tra due macroaree, quella europea e asiatica, al nostro”.
Importante è stato inoltre il contributo del responsabile Finanza Sovranazionale di SIMEST, Castronovo, del dirigente di Bonatti SpA e della Camera di Commercio Italo-Kazaka Santelli, che hanno illustrato i progetti italiani in corso nel grande paese centroasiatico, nel settore agroalimentare, della logistica e trasporti, dell’Oil&Gas e poi ancora di Pasquale Casillo presidente del gruppo agroalimentare omonimo, grande acquirente di grano sui mercati internazionali ed importante operatore nel settore delle energie rinnovabili. Si è trattato in sostanza di una prima manifestazione, alla quale la nuova sezione regionale pugliese ISIAMED darà seguito, con la collaborazione dei partners locali, per eventi settoriali specialistici di approfondimento. A margine della giornata ISIAMED ha sottoscritto due protocolli d’intesa, rispettivamente con Confapi Bari e Bat ed il Corpo Consolare di Puglia Basilicata e Molise, per lo svolgimento di attività comuni sul nostro territorio e relative ai paesi Asia e Mediterraneo. (Kazac)

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Lo stato sociale in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2011

Abbiamo per decenni costruito, passo dopo passo, uno stato sociale garantista dei diritti umani, dei valori che da essi emergono nel lavoro, in quiescenza, nello studio, nell’amministrazione della giustizia e nella cosa pubblica. Ora questo “peso” che lo Stato si era impegnato a sostenere attraverso un’equa distribuzione delle risorse è venuto meno perché vi è stato un intoppo lungo la circolarità dei procedimenti messi in atto. Sono state perse energie importanti perché sono venute meno le tutele per la lotta all’evasione, per il mancato controllo del sistema distributivo per via della corruzione, per gli sprechi, per un sistema anomalo di ammortizzatori sociali che hanno fatto crescere a dismisura il mercato occupazionale ma privandolo di efficienza, funzionalità, di effettiva necessità, per aver favorito gli interessi partigiani rappresentati dalle lobby corporative. Ora si sta cercando un rimedio peggiore del male perché non si riesce a scrollarsi di dosso il peso degli abusi e non si trova altra strada che ridurre il sistema delle garanzie sociali e provocando, di fatto, un grave arretramento sul terreno dei valori che ruotano attorno alla persona.
Ora questa debacle sociale si può contenere, se non neutralizzare del tutto, “inventando” un nuovo modo di convivere, di gestire i rapporti interumani, di conferire tutele in senso lato. Come fare? Occorre innanzitutto partire dal presupposto che se esiste un diritto alla vita, universalmente riconosciuto, esso non può prescindere da quello altrettanto importante del diritto a vivere. Ciò significa che chi nasce deve aver assicurato un’assistenza, un’istruzione, un lavoro, ad alimentarsi a prescindere dei suoi natali. Se facciamo derivare questo precetto nella gestione delle rispettive forme di tutela pensiamo ad esempio al lavoro. Oggi presenta più ombre che luci e non mi riferisco solo ai giovani che stentano a trovare un impiego o più in generale ai disoccupati e poi ai cassa integrati, ai precari, ai bassi redditi, ai rischi per l’impiego e via di questo passo. E poi sullo sfondo emerge sempre quel conflitto legato al turn over. E allora sostituiamo l’attuale sistema previdenziale trasformandolo in assicurativo con una rendita che si può incominciare a percepire dopo i 10 anni di lavoro e pari al 20% della media stipendiale. Non più, quindi, una scadenza prefissata per andare in pensione ma la possibilità di cambiare lavoro in ragione delle proprie condizioni fisiche. E’ quanto emerge da uno studio di fattibilità condotto dalla Fidest. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La crisi riguarda tutto il sistema

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2011

Il dibattito in Parlamento sull’emergenza economica è stato per tutte le parti in campo un evento di stampo «provinciale». Si è perso ancora una volta un appuntamento importante con la storia.
La crisi globale è stata menzionata come un fantasma di comodo per poi ricorrere alle solite polemiche e ai fatti di casa nostra. Secondo noi invece bisogna partire dalle dinamiche globali della crisi perché soltanto in questo modo si possono trovare soluzioni efficaci e sinergie. Non si tratta di parlare della storia partendo sempre dal peccato originale! Ma non si possono ignorare le cause scatenanti di una crisi globale ancora in escalation e limitarsi a generiche considerazioni sulla situazione italiana. Bisogna sempre incominciare dalla testa e non dai piedi se si vogliono affrontare alle radici i problemi. Prima di tutto riconosciamo che la crisi è del sistema finanziario internazionale e non solo dei singoli Stati, dei loro bilanci e del loro debito pubblico. Purtroppo il concerto degli Stati ha avuto la grande responsabilità di sottomettersi alla volontà dei mercati e non vincolare la finanza internazionale a regole e controlli. La devastazione generata dalla crisi finanziaria e bancaria ha sollecitato una politica di salvataggi che è costatata agli Usa e all’Europa più di 5.000 miliardi di dollari. Ciò, insieme al crollo del commercio e della produzione mondiali, ha fatto lievitare il debito pubblico degli Stati occidentali di circa 20%. In alcuni paesi, tra cui l’Italia, con debolezze strutturali più forti (una lenta modernizzazione, una bassa ricerca tecnologica, un burocratismo asfissiante, una corruzione diffusa, ecc) i vecchi nodi e i problemi sono esplosi in modo più dirompente. Il bailout è stato fatto nei modi più incompetenti e isterici possibili. Non si è chiamato in causa il «curatore fallimentare» per separare i titoli buoni da quelli tossici e riformare l’intero sistema. Tutto è stato salvato, anche la bolla dei derivati che si aggirava intorno ai 700.000 miliardi di dollari. Si è tanto parlato di una nuova Bretton Woods, di una grande riforma di sistema. È rimasta sulla carta e si è progressivamente diluita e persa sui tavoli del G 20. Questa finanza internazionale, gonfia di liquidità, rischia di provocare un’altra crisi sistemica. È una speculazione senza patria che trascina i mercati oggi contro l’Italia o la Spagna, domani contro l’euro e gli Usa e, perché no, anche la Germania. Il necessario new deal globale di stampo rooseveltiano, secondo noi, esige una visibilità delle autorità degli Stati e della politica mondiale. Se ciò è vero, urgente diventa la realizzazione politica dell’Europa. Non basta la moneta unica. Occorrono politiche economiche europee che portino crescita ma anche sacrifici da parte di tutti i suoi membri. Come la Germania ha investito nell’integrazione e nello sviluppo delle sue regioni dell’Est dopo la caduta del Muro, così l’Europa non può permettere la deriva dei suoi Mezzogiorno. Certo non si potrà accettare ulteriormente che i lavoratori tedeschi vadano in pensione a 65 anni e quelli di altri paesi no. In quest’ottica il nostro paese può progettare gli interventi necessari per risolvere le emergenze e per avviare la ripresa. Il nostro debito pubblico di 1.900 miliardi di euro pari al 120% del Pil è un macigno che ci trascina a fondo. Soltanto l’aumento del famoso spread Btp-Bund tedeschi di 400 punti inciderà in tempi brevi per più di 10 miliardi di euro sullo stock di interessi. Si consideri che da oggi alla fine del 2012 i titoli del Tesoro in scadenza ammontano a ben oltre 300 miliardi di euro. Ciò annulla ogni taglio apportato al bilancio. Se il debito italiano è di dimensioni straordinarie, le misure da adottare necessariamente devono essere straordinarie. Responsabilmente si deve abbattere in tempi brevi almeno il 20% del debito pubblico. Certamente non lo si può fare soltanto con interventi convenzionali o lineari. Noi riteniamo che una patrimoniale non sia più evitabile. Non la si consideri come una bestemmia. Essa dovrà essere ripartita tra i redditi e i patrimoni più alti ed affiancata dall’alienazione straordinaria e rapida del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata. E da una rinvigorita lotta alla grande evasione fiscale e contributiva. Nel contempo si dovranno sostenere i redditi degli strati sociali più disagiati per incentivare i consumi. Bisognerà agevolare fiscalmente le Pmi produttive e accelerare la realizzazione di tutte le grandi opere già finanziate e i pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche. Imprese e fornitori avanzano più di 60 miliardi di euro! Alcuni propongono di alienare il patrimonio dello Stato valutato in circa 700 miliardi. Una parte significativa di questo patrimonio può essere invece messa a garanzia di un fondo per gli investimenti in infrastrutture, in nuove tecnologie e ricerca. La ripresa produttiva resta la nostra sfida più grande. A chi si oppone a queste misure di fiscalità straordinaria consigliamo la lettura del recente documento dell’Onu «The global social crisis» sui rischi di una vasta, incontrollata e generalizzata rivolta sociale prodotta dalla recessione economica irrisolta che morde le popolazioni più deboli e più povere. Potrebbe costarci molto di più di una patrimoniale! (di Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia del governo Prodi e Paolo Raimondi Economista da ItaliaOggi del 6/8/2011)

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Successo di Decoder Campus

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Roma. Di Simona Rocchi. Grande successo per la seconda edizione del Decoder Campus. Tre giorni ricchi di incontri e dibattiti con grandi personalità della politica nazionale, rappresentanti della società, associazioni e cittadini. Democrazia Viva, promotrice dell’evento, ha messo a disposizione tutte le sue energie con l’obiettivo di garantire l’accoglienza degli ospiti e dei moltissimi appassionati di politica. Obiettivo centrato con grande soddisfazione e complimenti da ogni parte.
Nella splendida cornice del Parco dell’Acqua Santa, ad Olevano Romano, Decoder Campus ha presentato le sfide per i prossimi anni: un’Italia migliore, una politica a portata di uomo, un’economia come garanzia di lavoro e un futuro per le nuove generazioni. Una sfida che gli ospiti, Massimo D’Alema, Guido Milana, David Sassoli, Leoluca Orlando, Angelo Bonelli, Debora Serracchiani, S.E. Mons. Domenico Sigalini, e Roberto Gualtieri hanno accolto con grande entusiasmo, con la promessa di lavorare verso questa direzione. Sfida di grande importanza quella presentata sabato 9 luglio tra i sindaci del comprensorio della Valle dell’Aniene, i rappresentanti della Regione, Luciano Ciocchetti, Claudio Mancini, e della Provincia di Roma, Daniele Leodori. Nella frescura offerta dal parco si elevato un acceso dibattito sulle scelte del governo con la nuova manovra finanziaria. Il tema dei tagli che indeboliscono gli enti locali, rendendo impossibile ai sindaci di garantire i servizi ai cittadini, è stato il leitmotiv della discussione che ha portato ad adottare un’idea univoca di una lotta serrata contro le scelte pessime di una manovra non condivisa dalle regioni e province. Ottimo risultato è stato registrato in termini di partecipazione. Molti i cittadini incuriositi dai grandi nomi che hanno seguito con attenzione i dibattiti. Del resto, Decoder Campus nasce proprio con questo spirito di garantire una informare accurata su determinate tematiche e fornire una lettura semplice e chiara dei maggiori problemi sociali. Musica, divertimento e buona cucina hanno contornato i giorni del Campus, rendendolo un’esperienza unica in tutto il territorio della Provincia di Roma. (Simona Rocchi)

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Manovra: Norme su forniture energia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Secondo la nuova clausola, “a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010”. Si tratta di una decisione impressionante nella sua imbecillità, stupisce che per decreto non si sia stabilito anche che dal mese prossimo diminuiscano le emissioni di CO2, il prezzo della benzina e quello della panna montata. O che i 204 operai della Bessel di Santa Maria Hoè (Lecco) siano rintegrati in fabbrica e che la la Candy sospenda il trasferimento della produzione in Cina. Siamo in un momento di transizione energetica, con un comparto fra i pochissimi che genera fatturato e posti di lavoro ed attrae investimenti, già danneggiato dai recenti “stop and go” sugli incentivi, in attesa di quelli nuovi per le fonti di calore, sempre guardato con titubanza dall’estero per l’inaffidabilità delle sue leggi ed ecco che un ministro detto della semplificazione semplifica talmente la realtà da sconfinare nel mondo della fantasia, aimè la fantasia al potere! Gli oneri in bolletta non si abbassano per decreto, si abbassano con una azione politica intelligente e lungimirante basata sulla conoscenza del sistema elettrico, non su fantasie. Questo governo non ha mai avuto una strategia energetica, solo parole d’ordine e slogan. Ma con gli slogan non si governa si prende in giro la gente. Se in questo governo esiste qualcuno dotato di un minimo di raziocinio, per favore batta un colpo. (Roberto Meregalli)

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Roma: Investimenti per sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Roma. «Il maxi-emendamento al bilancio capitolino approvato dalla Giunta Alemanno, che stanzia oltre 11 milioni per l’ambiente, rafforza le politiche di sviluppo già messe in campo per vincere le sfide di una città moderna e ambientalmente sostenibile. In particolare, confermiamo la decisione di investire nel settore delle energie rinnovabili e della mobilità ecologica, realizzando quanto previsto dal Piano di azione per le energie sostenibili. Con gli stanziamenti previsti per il recupero di Tevere e Aniene, quelli per il restauro delle Ville storiche e quelli per la riforestazione di Ponte di Nona, saremo in grado di rafforzare gli ecosistemi naturalistici, migliorare la fruibilità del verde urbano e ridurre ulteriormente l’inquinamento atmosferico. L’approvazione del maxi-emendamento conferma, insomma, l’impegno di questa Amministrazione per realizzare programmi di incentivazione ad uno sviluppo della città che sia sempre sostenibile ed attento alla tutela dell’ambiente». Lo ha dichiarato Marco Visconti, assessore all’ambiente di Roma Capitale.

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Congresso nazionale Anbi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2011

Roma, mercoledì 13 e giovedì 14 luglio 2011, l’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) organizzerà, il Congresso Internazionale “Acqua: irrigazione, energie rinnovabili, ambiente. la sfida dei consorzi di bonifica”; ne sarà sede il Centro Congressi dell’Hotel Parco dei Principi. Particolarmente qualificato si annuncia il parterre scientifico, composto da docenti universitari ed esperti di chiara fama; numerose anche le Autorità annunciate, tra cui il Ministro, Francesco Saverio Romano. I lavori saranno anticipati, nella mattinata del 13, da una conferenza stampa per la presentazione deidati di una nuova ricerca demoscopica sulla percezione della funzione dell’acqua in agricoltura.Sarà anche l’occasione per fare il punto sul processo di realizzazione del progetto IRRIFRAME, ormai in fase attuativa. Nel pomeriggio di giovedì 14 è invece prevista l’Assemblea elettiva dell’ANBI. Contando possiate annotare tali appuntamenti tra gli impegni professionali, porgiamo cordiali saluti.

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Fondi per le energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

«Le fonti rinnovabili rappresentano una grande opportunità per le aziende agricole, un’evoluzione verso forme di agricoltura economicamente sostenibile e multifunzionale, più flessibile rispetto alle oscillazioni dei mercati e capaci di produrre redditi non trascurabili», ha affermato Giorgio Giacomello, presidente di Fedagri-Confcooperative Fvg, nel corso di un recente convegno organizzato a Codroipo dall’associazione, in collaborazione con la società Nexus, spin off dell’Università di Udine. Fra le soluzioni possibili, il biogas offre particolari vantaggi per la sua perfetta complementarietà con le attività agricole tradizionali. L’ha messo in evidenza l’economista agrario Mario Gregori, docente dell’Università di Udine. La tariffa unica onnicomprensiva garantisce di pianificare il ritorno economico dell’impianto in un periodo di 15 anni: in particolare, l’utilizzo di mais insilato per la produzione di biogas ha una resa economica di 4 volte superiore rispetto a quello della sua vendita come alimento zootecnico. Fino a oggi, però, in Friuli Vg questo tipo di impiego non ha trovato adeguato sviluppo, con solo 4 impianti a biogas attivi in regione dei 273 totali in Italia. Con la pubblicazione del Bando Misura 311 del Psr, finalizzato alla diversificazione delle imprese agricole verso attività maggiormente remunerative, la Regione ha destinato 5,5 milioni di euro per gli impianti energetici aziendali. I finanziamenti favoriranno i piccoli impianti (con un massimo di 500 Kw di potenza), alimentati con sottoprodotti di origine agricola (reflui zootecnici, residui di potatura) e/o sottoprodotti di origine forestale (scarti del bosco), fino a una cifra massima di 200mila euro ciascuno, con un aiuto che interverrà fino a un tetto pari al 50 per cento del costo dell’impianto. «Una reale opportunità che, per essere colta, richiede lo sforzo congiunto di più agricoltori – spiega Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg -. Sia l’entità dell’investimento che le superfici agricole necessarie per disporre di sufficienti quantitativi di biomasse, rendono ideale la gestione cooperativa di impianti di questo tipo. Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione, contiamo di poter aggregare diverse aziende attorno a vari progetti. Una strada su cui vogliamo fare da modello di riferimento; una delle vie da percorrere per restituire redditività e adeguati margini alle imprese agricole», conclude Galluà.

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Greenpeace su rinnovabili

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

In riferimento al tavolo tecnico dei ministri Romani, Prestigiacomo e Galan con alcuni dei rappresentanti associativi e istituzionali del settore delle energie rinnovabili, previsto per oggi, Greenpeace chiede al Governo di operare con la massima celerità per far ripartire un settore in stallo da settimane, a seguito dello sciagurato “decreto ammazza rinnovabili”. “I ministri Romani, Prestigiacomo e Galan non possono perdere un istante di più –  afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace -. Mercoledì è stata approvata all’unanimità, alla Camera, una mozione che impegna il Governo a smentire il contenuto del decreto, con cui si voleva mettere in ginocchio il settore delle rinnovabili, che vale l’1% del PIL nazionale, e aprire la porta al nucleare in Italia. Non esistono motivazioni valide per non accogliere immediatamente quella mozione e tradurla in decreto”. “Il governo – prosegue Onufrio – vuole creare un clima per far scappare imprese e investimenti dal settore delle rinnovabili, che invece va sostenuto sia per ragioni ambientali, che occupazionali e di sicurezza energetica”. Greenpeace ricorda, infine, come i tagli previsti da Romani, nominalmente per ridurre gli oneri in bolletta ai consumatori (2,7 miliardi di euro), non compensano: – il mancato gettito fiscale che verrà dalla depressione della produzione di energia rinnovabile (che oggi vale più dell’1% del PIL nazionale, quasi 14 miliardi di euro): un valore potenzialmente pari a 6 miliardi; – le sanzioni comunitarie in cui rischia di incorrere il nostro paese, nel 2020, per la mancata riduzione delle emissioni e per il mancato raggiungimento degli obiettivi sulle rinnovabili: 4,8 miliardi di euro; – i costi della cassa integrazione cui andranno incontro migliaia di lavoratori (e purtroppo molti altri non si avvarranno neppure di questo ammortizzatore): già stimabili in 7 milioni al mese, a partire dai prossimi giorni; – le spese sanitarie per il peggioramento del clima che verrà dall’incremento di produzione d’energia da fonti fossili.Il potenziale di sviluppo delle rinnovabili nel settore elettrico in Italia al 2020 è ben maggiore di quello previsto nel piano del governo e – secondo lo scenario Energy Revolution elaborato da Greenpeace – sarebbe possibile raggiungere nel 2020 una quota della produzione del 34%, quella che già oggi esiste in Spagna.

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Nasce il portale “Italia in Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Ciao, Italia! – Live from Italy

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“Il portale http://www.italiaineuropa.com, piattaforma di idee e di confronto per gli amici di Fli in Europa nasce nel giorno in cui l’Italia tutta celebra se stessa e la sua unità nazionale. Una premessa ambiziosa e responsabile che riflette la nuova idea di guardare al progetto Italia, e la volontà di costruirlo con energie nuove e valide”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato Fli in una nota. “Il portale, che verrà inaugurato da un messaggio video di Italo Bocchino, vicepresidente Fli, sarà il punto di incontro tra il Paese e coloro che sono residenti oltre confine – spiega – il punto di approdo di progetti e pensieri, nonché il luogo di approfondimento di tematiche rilevanti per l’Italia”. “Alla base del progetto vi sono connazionali che hanno a cuore le sorti del Paese e credono nel progetto di rinascita introdotto da Futuro e Libertà – conclude- uomini e donne della società civile della nuova Europa che credono che una nuova Italia sia ancora possibile”.

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Idrogeno ed energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

The Italian politician Nichi Vendola at the Na...

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Bari, 31 gennaio 2011 alle ore 11:00, nella Sala delle Videoconferenze del Politecnico di Bari (Via Amendola, 126/b), in un’apposita conferenza stampa a cui parteciperanno il Rettore del Politecnico di Bari, Nicola Costantino, il Presidente della Fondazione H2U – the Hydrogen University, Nicola Conenna e il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.al Politecnico di Bari, alla presenza del Presidente della Regione Puglia, on. Nichi Vendola ci sarà la firma degli accordi nei settori inerenti l’impiego di idrogeno derivante da fonti di energia rinnovabili e dell’efficienza energetica. Costituiranno gli elementi portanti di un accordo scientifico triennale, rinnovabile, che il Politecnico di Bari e la Fondazione H2U – the Hydrogen University,
Il protocollo di intesa determinerà da subito l’avvio di una sperimentazione, già in fase avanzata di progettazione, relativa all’uso di  motori a combustione interna alimentati con una miscela di metano ed idrogeno (idrometano). Le prove sperimentali coinvolgeranno da subito alcune aziende pugliesi interessate ad investire su queste tematiche e presso le quali si svolgeranno le prove sui motori alimentati ad idrometano. L’impegno coinvolgerà anche gli studenti del Politecnico a cominciare con lo svolgimento di una  tesi di laurea su motori a combustione interna alimentati con idrometano. L’impiego dell’idrometano è un tema di particolare attualità, anche alla luce delle politiche di riduzione delle emissioni climalteranti in atmosfera. Nel febbraio prossimo è infatti prevista l’entrata in vigore del Regolamento Europeo sull’immatricolazione di veicoli alimentati ad idrogeno e miscele metano idrogeno, inoltre alla fine del 2011 scadrà il primo Protocollo di Kyoto che sarà ridiscusso e nuovamente approvato nella Conferenza ONU di Durban (Sudafrica).
Per l’occasione saranno esposte autovetture modificate per essere alimentate ad Idrogeno ed Idrometano.

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Liberiamo le energie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

Torino 29 gennaio, a partire dalle ore 10.00, al Palaisozaki di Torino. Davide GARIGLIO ha scelto il Magazzino di Gilgamesch in Piazza Moncenisio, zona Parella, da dove è iniziata la sua avventura politica. Una delle tante ‘periferie’ di Torino, ma anche uno dei luoghi di ritrovo più amati dai giovani torinesi: qui ha annunciato di aver raggiunto e superato il numero delle firme necessarie a candidarsi alle primarie del centrosinistra. “Abbiamo ottenuto questo straordinario risultato mettendoci in questa sfida senza rete protettiva, senza padrini, senza signori delle tessere ma con la forza delle nostre idee e delle persone che credono nel nostro progetto, con la rete del nostro movimento, il movimento nuove energie torinesi-NET. Ora il PD non ha un solo candidato”. “Con la mia candidatura alle primarie vogliamo dare voce e rappresentare l’orgoglio del nostro popolo del PD.  Dopo i confronti interni dei candidati nei circoli del PD è il momento di aprirsi alla citta’. Il PD, la coalizione, le espressioni della societa’ civile che lo vogliano fare, invitino me e Fassino (e se ci saranno altri candidati ufficiali anche loro) a dei confronti pubblici per far conoscere a tutti i torinesi le nostre visioni e i nostri progetti di città. Trasformiamo le primarie in una grande occasione di dibattito pubblico sul futuro della città”. Davide GARIGLIO ha annunciato per i mese di febbraio l’organizzazione di eventi a tema (ambiente, lavoro e impresa, formazione e welfare, mobilità) e incontri in tutti i quartieri per rispondere alle domande che i cittadini hanno posto attraverso le videodomande realizzate dai giovani volontari del movimento NET.

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Mostra “Energie”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Roma 4 dicembre 2010 dalle 18.00 alle 22.00 mostra “Energie” a Palazzo Margutta. La mostra si protrarrà  fino al 12 dicembre 2010: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (chiuso lunedì mattina).
Con la pittura di Echeoni e Solange un’esposizione tutta da vedere che mette a confronto due artisti diversi accomunati dall’esser nati sotto il segno dell’arte considerata nelle sue varie sfaccettature – il Maestro Elvino Echeoni e il sensitivo Solange – i quali, pur mantenendo un proprio linguaggio creativo, riescono ad esprimersi con forza ed energia.
Elvino Echeoni – pittore, scultore, incisore, restauratore, scenografo ma anche designer, musicista, compositore e autore di testi – conosciuto e amato dal grande pubblico e dalla critica per l’utilizzo di tonalità intense, sia con i tramonti sognanti che con i momenti musicali, riesce a dar vita a un’esplosione di colori in cui l’elemento cromatico, intenso e travolgente, sembra vibrare al punto da creare un’energia vitale.
Solange, per la prima volta nella storica via dell’arte, presenta al grande pubblico lavori incentrati sugli amati segni zodiacali e, con mano sicura e originale, riesce a interpretare quell’energia astrale che ha sempre accompagnato questo personaggio, conosciuto nel mondo dello spettacolo per le sue innumerevoli performance da sensitivo. E non è affatto un caso se a tenerlo a battesimo in questa nuova avventura artistica nella Capitale è il Maestro Elvino Echeoni, uno tra più rappresentativi pittori della storica via Margutta, che si è detto “pronto a scommettere che Solange sarà una clamorosa rivelazione per tutti gli appassionati dell’arte”.  (www.ilmondodellarte.com) (quadri)

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Energie alternative: decolla l’energia geotermica

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

E’ una fonte energetica permanente generata dal calore naturale inesauribile del pianeta. Puo’ essere considerata energia pulita, ed è superiore per capacita’ produttive rispetto al solare e all’eolico. E’ l’energia geotermica che sta assumendo un ruolo sempre piu’ di rilievo nella sfida per la ricerca di fonti energetiche alternative. Oggi, dalla geotermia si produce soltanto l’1% dell’energia globale. Tuttavia, c’e’ da dire che in oltre 20 Paesi ci sono progetti di produzione in cantiere. E l’Italia ha un grande potenziale. In particolare, il Nord Ovest della Penisola e la costa centro occidentale sono considerati aree di grande interesse. D’altra parte, l’Italia e’ il Paese in cui l’energia geotermica fu scoperta e utilizzata per la prima volta. Fonte naturale e inesauribile, ma allora qual e’ la ragione per cui la produzione e’ cosi’ limitata? Secondo Frost & Sullivan, lo si deve soprattutto agli esorbitanti costi iniziali. Tuttavia, visti i prezzi elevati del petrolio e la preoccupazione per i gas serra, l’energia geotermica e’ oggi oggetto di grande interesse. Inoltre, c’e’ da dire che i costi di questa nuova fonte di energia sono oggi comunque in calo, in controtendenza con le forme di energia convenzionale. I costi maggiori sono dovuti alle spese di trivellazione del suolo per l’estrazione dei getti di acqua calda. Tuttavia, recenti ricerche dimostrano che i costi sono comparabili a quelli delle industrie del petrolio e del gas. Non soltanto. I costi di generazione dell’energia geotermica sono destinati a diminuire. Erano compresi tra i 50 e i 150 euro per MWh nel 2005 e si prevede che scendano tra i 40 e 100 euro per MWh nel 2010 e tra i 40 e gli 80 euro per MWh nel 2020. L’interesse nei confronti dell’energia geotermica continuera’, ovviamente, a crescere man mano che i costi di produzione scenderanno.Gia’ presenti in Europa, gli impianti geotermici sono infatti una realta’ in Islanda, Grecia, Italia, Turchia, Germania e Austria. Per l’Italia, come accennato, le aree a maggiore potenzialita’ sono il Nord Ovest e la costa centro occidentale. Interessanti anche le regioni occidentali della Turchia e diverse aree di Portogallo, Spagna, Francia e Germania.In Islanda, l’85% delle case sono riscaldate grazie all’energia, che e’ anche responsabile della produzione del 30% dell’elettricita’. Il mercato italiano dell’energia geotermica e’ anche in fase di maturazione, con una capacita’ installata che si stima debba raggiungere i 1200 – 1550 MWe nel 2020. In Germania le stime piu’ recenti suggeriscono che ci siano quasi 150 impianti di generazione e piu’ di 4 miliardi di euro investiti nelle condutture. Lo Stato tedesco sta cercando di stimolare l’industria con una serie di pacchetti legislativi tesi a favorire il finanziamento dei progetti di creazione degli impianti.
I benefici del calore geotermico sono stati riconosciuti perfino da antiche culture in molte parti del pianeta. La sua capacita’ di produrre energia elettrica fu pero’, scoperta soltanto un secolo fa dal principe Piero Minori Conti. Da allora, con l’evoluzione della scienza e della tecnologia, due metodi di produzione d’energia si sono distinti, permettendo di generare sia elettricita’ sia calore.
Il primo metodo, Engineered Geothermal Systems (EGS), produce energia grazie alla trivellazione di due linee parallele verso il centro della terra. Una linea spinge acqua verso il centro della terra mentre l’altra linea e’ usata per estrarre l’acqua e il vapore risultanti dal riscaldamento a piu’ di 200°C. Il vapore e’ usato per far funzionare una turbina, mentre l’acqua calda e’ usata per riscaldare case e unita’ industriali.Il secondo metodo, Organic Rankine Cycle, usa invece un sistema di pozzi di profondita’ che separano il vapore dall’acqua calda pressurizzata. Il vapore e l’acqua calda sono separati e usati per far funzionare le turbine degli impianti di generazione. Una volta che il fluido geotermico si e’ raffreddato, questo viene immesso di nuovo nel sistema, dove viene riscaldato e pronto a essere riutilizzato

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