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Posts Tagged ‘enrico mentana’

Caso Silvia Romano: Siamo tornati alle tristi consuetudini pre-Covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

La volontà di essere moralmente vicini e la coesione popolare che ha caratterizzato la prima parte della pandemia sono già finite. Viene da chiedersi se sia stata solo un’illusione oppure, semplicemente, sia durata poco, come gran parte delle cose delle società contemporanea.Siamo tornati all’Italia litigiosa e cinica, che troppo spesso ha la meglio su quella pensante e riflessiva. Perché quando si leggono determinati paragoni viene da chiedersi se davvero arrivano da persone che hanno ragionato sui propri pensieri.
Da annoverare in questa non invidiabile lista è il ritorno in Italia di Silvia Romano, la volontaria milanese che nel 2018 era stata rapita in Kenya e consegnata al gruppo jihadista salafita somalo al-Shabaab. Le prime immagini hanno colto la ragazza con un abito integrale islamico di colore verde, segno di una conversione resa nota poco dopo dalla diretta interessata.Da lì il tritacarne mediatico è stato acceso ed è sfociato addirittura nella domanda: “Perché l’Italia ha trattato per Silvia Romano e per Aldo Moro no?”Un paragone inesistente, ma forse “capibile” per una coincidenza temporale, non certo nella forma o nella sostanza: Silvia Romano, infatti, è atterrata a Roma il 10 maggio, il giorno dopo il 42esimo anniversario dell’uccisione del presidente della Democrazia Cristiana.Un paragone che non trova neanche una coincidenza temporale è quello fatto da Simone Angelosante, consigliere regionale della Lega e sindaco di Ovindoli (Abruzzo), e da Alessandro Sallusti, direttore responsabile del quotidiano il Giornale.Il politico del Carroccio ha scritto sui social: “Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”.Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Sallusti: “Silvia è tornata, bene ma è stato come vedere tornare un prigioniero dei campi di concentramento orgogliosamente vestito da nazista. Non capisco, non capirò mai”.Frasi raggelanti, che sono state commentate anche da Enrico Mentana:“A tutti quelli che in queste ore fanno orrendi e insensati paragoni con chi tornò da Auschwitz (come quel consigliere regionale leghista che ha scritto “avete sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”) voglio solo sommessamente ricordare che il campo di Auschwitz sorgeva nella cattolicissima Polonia, e che lo stesso Hitler era cattolico battezzato e cresimato. Provate a riformulare il paragone ora”.Chi sperava che le polemiche fossero finite si sbagliava di grosso, perché al direttore del tg di La7 è seguita la replica dell’ambasciata della Polonia in Italia, quella stessa Polonia che appena si parla di Auschwitz, sente il bisogno fisiologico di intervenire: “È vero che la Polonia ai tempi della Seconda guerra mondiale era molto cattolica. Ė necessario però, sempre e soprattutto, sottolineare che durante quel conflitto globale la Polonia ERA OCCUPATA DAI NAZISTI, quindi ogni affermazione che può suggerire o far presupporre che Auschwitz era stato costruito in Polonia, perché essa era cattolicissima, mettendo quindi in relazioni questi due elementi, è PROFONDAMENTE SBAGLIATO, INGIUSTO e INGIUSTIFICATO. Il più grande campo di concentramento è stato localizzato in Polonia, ma certo non per questa ragione, ma piuttosto è in Polonia che viveva il maggior numero di ebrei in Europa e che la posizione era facilmente raggiungibile da trasporti da tutti i territori occupati dai nazisti”. Il ritorno a casa di una missionaria rapita non ha alcun legame con i sopravvissuti ai campi di sterminio. Anche solo dover ribadire ci dà la misura del dibattito pubblico nel nostro paese. (n.r. Ci dispiace che un giornalista della levatura di Mentana si sia fatto coinvolgere in una serie di commenti sul caso Romano decisamente fuori luogo in specie riguardo il parallelismo tra la sua prigionia  e i  campi di sterminio nazisti in Polonia).

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I direttori preferiti da Radio e TV

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

È Enrico Mentana, il direttore più citato dai media nel mese di ottobre con oltre 400 menzioni, seguito da Alessandro Sallusti a quota 266, mentre sul terzo gradino del podio c’è Marco Travaglio che si ferma a 237citazioni. A mettere in evidenza questi dati è il monitoraggio svolto da Mediamonitor.it sulle principali radio e tv nazionali e le maggiori emittenti locali, utilizzando tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 30 anni nella fornitura di soluzioni per la gestione dei contenuti provenienti dal parlato. Il primato di Mentana, famoso per le maratone elettorali, è dovuto anche alla sua peculiarità: è l’unico direttore a condurre le edizioni di punta del suo telegiornale. In quarta posizione della classifica stilata da Mediamonitor.it dei direttori più citati da tv e radio troviamo Maurizio Belpietro de La Verità che si ferma a 209 menzioni. Al quinto posto troviamo la prima radio: Massimo Giannini, direttore di Radio Capital, con 186 menzioni è il più citato tra i responsabili editoriali di emittenti radiofoniche, anche grazie alla sua trasmissione quotidiana condotta sull’emittente da lui diretta. Al sesto posto si posiziona Fabio Tamburini (186), direttore del Sole 24 Ore, il principale quotidiano economico italiano, mentre settimo è Claudio Cerasa de Il Foglio Quotidiano (106). Al terzultimo posto, con 94 menzioni, c’è Michele Brambilla del Quotidiano Nazionale mentre a chiudere la top ten sono Antonio di Biella di Rai News (87) e Pietro Senaldi (79) di Libero.
Ma come si classificano i direttori dei grandi quotidiani? Bisogna scendere fino all’11 posizione per trovare Maurizio Molinari de La Stampa che si ferma a 68 citazioni seguito a ruota da Marco Tarquinio di Avvenire (65) e Carlo Verdelli de La Repubblica (63). Più defilato Luciano Fontana de il Corriere della Sera che con 49 citazioni guadagna la quattordicesima posizione. Subito alle sue spalle, in quindicesima posizione, una “sorpresa”: Gaetano Pedullà (38), direttore de LaNotiziaGiornale.it, quotidiano online molto vicino al Movimento 5 Stelle.

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I sondaggi elettorali di La7

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Enrico Mentana

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Ogni lunedì sera il direttore di La7 Enrico Mentana ci delizia, tra l’altro, nel ragguagliarci sui sondaggi d’opinione sui i partiti e il loro saliscendi nei gradimenti popolari. E’ una nota, senza dubbio interessante. Lo è in quanto mostra quanto gli italiani siano duri d’orecchi ed anche di qualcosa d’altro nell’essere reattivi ad un andazzo, dei partiti, alquanto discutibile. Ma forse sono io troppo “ideologicamente impegnato” per non comprendere tale comportamento. Forse. Eppure se mi limito ai fatti ritengo che i più tartassati da questa manovra “montiana” sono tutti i lavoratori che percepiscono redditi medio bassi. E mi chiedo: quanti sono in Italia? Penso non meno di 40 milioni, con le loro famiglie e figli e nonni, ovvero tre quarti della popolazione. Tutti costoro, o la loro gran parte, sembrano essere contenti della cura che è stata prescritta dal cattedratico Monti e a pensarci bene mi sembra che in tutto ciò si stia facendo del masochismo. Ma sia ben chiaro. La crisi è grave e ognuno di noi è chiamato a fare il suo dovere, indubbiamente. Ma per noi italiani il discorso è diverso. Vi è a chi, all’idea di dare un contributo, gli si rivolta lo stomaco. Lo sono indubbiamente Berlusconi e compagni che, si dice, nella trattativa segreta tra pd e pdl e terzo polo, si sono fatti assicurare che non sarebbero state trattate, ad esempio, le frequenze Tv e altre cosucce del genere. E qui parliamo di benefici dell’ordine di svariati miliardi di euro. E gli addetti ai lavori ci dicono che non finisce qui. Nel mazzo ci sono anche centinaia di collaboratori ministeriali superpagati presi in carica dal precedente governo, ma a spese dello Stato, ovviamente. C’è chi da certosino ha tentato di fare qualche conto sull’allegra amministrazione del passato governo ed è venuto fuori una cifra alquanto ragguardevole, diciamo intorno ai 10 miliardi di euro. Tutto questo, e molto altro, il governo Monti si è guardato bene di recuperarlo, pena la caduta del suo esecutivo, se ci avesse provato. Un discorso che avrebbe dovuto spingere gli elettori a lanciare, attraverso tali sondaggi, un segnale inequivocabile sfiduciando quei partiti che continuano a farsi beffa dei “poveri italiani” facendoli passare per dei gaudenti che affollano i ristoranti e tengono la barca da 20 metri ancorata nei porti turistici italiani e stranieri. Avremmo dovuto dire a Monti: la nostra fiducia è al 10%, ovvero l’equivalente di tutta la cerchia degli amici e dei finti “nemici” del berlusconismo e al Pd, al Pdl e al terzo polo: non vi meritate più del 5% ciascuno. Per contro dare credito all’Italia dei Valori portandolo al 30% dei consensi e un altro 20% a tutti coloro che, come Grillo, mostrano una maggiore sensibilità verso una politica meno ingessata sui valori del capitalismo e delle sue logiche perverse. Se così fosse sono certo che i signori che oggi ci tartassano sarebbero capaci d’inventarsi un modo per non andare più a votare. Ma come si vede, non ne hanno bisogno. In Italia ci sono gli “gnoccoloni” a salvarli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Mentana in Rai?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Enrico Mentana

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“Non escludo che Lei e Garimberti chiamino Mentana, avrebbero tutto il mio appoggio. Dopo Minzolini ci vorrebbe un direttore che faccia il TG1 e riacquisti la credibilità che aveva prima. Mentana è perfetto” Lo ha dichiarato alla Zanzara su Radio 24, il consigliere d’amministrazione Rai, Nino Rizzo Nervo. “Maccariè un grande professionista, è in quota al Pdl, ma il 4 gennaio va in pensione e il TG1 deve riacquistare autorevolezza. Per per questo ha bisogno di continuità. Comunque in Consiglio mi hanno detto che non ci saranno proroghe su Maccari”.- continua il consigliere alla Zanzara – Su Lucia Annunziata che venerdì conclude la sua striscia in Rai, “La Lei chiude il programma di Lucia Annunziata. E’ un errore. Mi auguro sia solo una sospensione per far prendere fiato a Lucia per riprendere poi, dopo le feste di Natale”. Sulla sua promessa delle dimissioni dal Cda Rai, Rizzo Nervo commenta: “Ho votato per la destituzione di Minzolini, ma nello stesso tempo contro la nomina di Maccari. Mi sarei dimesso se avessero proposto un unico voto. E’ stato fatto quello che ho chiesto cioè il trasferimento di Minzolini perché è un obbligo di legge.” Ma nomina di Maccari? “A me del centro sinistra non me ne frega nulla, io ragiono con la mia testa. Sono stato designato dal Gruppo Parlamentare del PD perché così stabilisce la legge. Dopo di che, una volta nominato nel consiglio di amministrazione, decido con la mia testa e non chiedo niente a nessuno” (Maria Luisa Chioda)

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“Il centro e il pd”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Roma 17 novembre 2010, alle ore 17.00, presso la Sala “Capranichetta” (Piazza Montecitorio 125), a, si svolgerà la presentazione del libro “Il centro e il pd” (Rubbettino Editore) di Giorgio Merlo (Deputato PD, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai).  Partecipano Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini e Franco Marini.  Modera Enrico Mentana.

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