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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘enti pubblici’

Bandi UE: APSTI e AssoEPI insieme per aiutare imprese ed enti pubblici

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Contribuire alla diffusione di una cultura dell’europrogettazione e sostenere la partecipazione di enti pubblici, imprese, professionisti a bandi europei, nazionali e regionali promuovendo un approccio professionale soprattutto nella fase progettuale. Un approccio in grado di garantire tassi di successo significativi, proprio a partire dall’ambito internazionale. È questo il cuore della convenzione sottoscritta tra l’Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani (APSTI) e l’Associazione Europrogettisti Italiani (AssoEPI). APSTI contribuisce, attraverso la rete di parchi scientifici e tecnologici ad essa associati, allo sviluppo della filiera dell’innovazione nazionale, valorizzando il patrimonio di competenze scientifiche, tecnologiche e organizzative presenti nei parchi. AssoEPI promuove la diffusione, in Italia, della cultura dell’europrogettazione di qualità puntando a essere un centro di riferimento per quanti sono interessati ai fondi europei, sia a gestione diretta che indiretta.
“L’incontro tra le nostre due realtà – sottolineano Fabrizio Conicella e Sergio Praderio, presidenti, rispettivamente, di APSTI e AssoEPI – poggia su sinergie operative molto concrete e su una visione comune verso tematiche progettuali innovative ed europee. La partecipazione a bandi UE, nazionali e regionali per lo sviluppo di progetti da parte di istituzioni e imprese è un’attività rilevante nel settore della ricerca e dell’innovazione. Per riuscire a ottenere dei tassi di successo significativi, in particolare proprio nell’ambito dei fondi europei consideriamo indispensabile un approccio professionale, soprattutto in fase di progetto. Da qui nasce la partnership che punta a diffondere una cultura dell’europrogettazione di qualità tra euro progettisti, enti pubblici e privati, professionisti e anche verso quei potenziali beneficiari, a partire delle imprese, che hanno meno dimestichezza con le regole della partecipazione ai bandi UE e della conseguente implementazione e rendicontazione dei finanziamenti ricevuti”.

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Telelavoro: un Bando da 291.000 euro per incentivarlo tra gli enti pubblici

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2016

torinoTorino. Pubblicato il Bando regionale per introdurre o rafforzare il telelavoro nelle pubbliche amministrazioni piemontesi, verranno concessi fino a 291.000 euro. «La Regione Piemonte così vuole sensibilizzare il territorio all’utilizzo di nuove formule organizzative di lavoro decentrato, strumenti utili alla condivisione dei tempi di vita e di lavoro» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte. Il Bando rimarrà aperto fino al 18 ottobre 2016 alle ore 12.00.
Il telelavoro è stato introdotto nel pubblico impiego dall’art. 4 della legge numero 191 del 16 giugno 1998 il quale prevede che le amministrazioni pubbliche potessero avvalersi di forme di lavoro a distanza, allo scopo di razionalizzare l’organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l’impiego flessibile delle risorse umane.
«La Regione Piemonte gode di un’esperienza decennale in questo ambito e ha messo a disposizione degli altri enti regionali le proprie competenze fornendo un supporto operativo gratuito per il trasferimento della buona pratica e la contestualizzazione del modello organizzativo del telelavoro nell’ente ricevente» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
«Il telelavoro risponde alle esigenze di quelle categorie di lavoratrici e lavoratori in situazione di disagio a causa di disabilità psicofisica o con minori e/o familiari bisognosi di assistenza o per l’eccessiva lontananza della propria abitazione dal luogo di lavoro; è utile per razionalizzare e adeguare l’organizzazione del lavoro a seguito dell’introduzione delle nuove tecnologie e reti di comunicazione pubblica, realizzando economie di gestione; serve per assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori la scelta di una diversa modalità di prestazione del lavoro; promuove una mobilità sostenibile tramite la riduzione degli spostamenti casa-lavoro-casa, nell’ottica di una politica ambientale sensibile alla diminuzione del traffico in termini di volumi e percorrenze» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
La Regione Piemonte ha anche promosso una mappatura dell’applicazione delle forme di lavoro a distanza tra gli enti pubblici piemontesi. Circa trecento enti tra Comuni, unioni montane, ASL, scuole, agenzie, enti gestori delle funzioni socio-assistenziali, province, Città Metropolitana e enti vari hanno risposto al questionario messo a disposizione. La situazione non è positiva: il numero delle pubbliche amministrazioni che hanno dato attuazione al contesto normativo è ancora basso.
Dei circa 200 comuni che hanno risposto al questionario solo 11 dichiarano di essersi già dotati del “Piano per l’utilizzo del telelavoro”, ma solo Torino e Novi Ligure hanno già dipendenti che usufruiscono della possibilità: i dipendenti comunali di Torino in telelavoro sono 44 e rappresentano lo 0,5% del totale; a Novi Ligure i dipendenti comunali in telelavoro sono 3 e rappresentano 1,5% del totale.Le Province che si sono dotate del Piano per l’utilizzo del telelavoro sono quelle di Biella, Cuneo e la Città Metropolitana. I dipendenti in telelavoro a Biella sono 2 e rappresentano 1,82% del totale; a Cuneo nonostante la possibilità non ci sono dipendenti in telelavoro; Città Metropolitana ha 18 lavoratori in telelavoro, ovvero 1.5% sul totale dei dipendenti. Monica Cerutti, Assessora alle Pari Opportunità – Regione Piemonte

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Oscar di Bilancio della P. Amministrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Il premio è dedicato a quelle Regioni, Comuni e Province che hanno presentato la migliore rendicontazione economica, sociale ed ambientale, attuando nel contempo efficaci politiche di comunicazione. La Pubblica Amministrazione trova negli Oscar un’occasione unica per mostrare e valorizzare il lavoro dei suoi funzionari e amministratori, dimostrando come in Italia vi siano tanti enti pubblici efficienti impegnati a redigere bilanci chiari e trasparenti. Questo premio rappresenta una vetrina prestigiosa per tutti quegli enti locali che sanno trasformare l’obbligo della redazione del bilancio in uno strumento efficace di comunicazioni con i propri referenti, a partire dai cittadini.

Il Premio è diviso in quattro categorie: Oscar di Bilancio Regioni; Oscar di Bilancio Province; Oscar di Bilancio Comuni Capoluoghi di Provincia; Oscar di Bilancio Comuni non Capoluoghi di Provincia. Lo scorso anno i vincitori sono stati laProvincia di Pordenone e i Comuni di Bologna e Sesto Fiorentino, mentre, causa il limitato numero di partecipanti a questa categoria, alla Regione Veneto è stata assegnata una menzione d’onore. L’Oscar di Bilancio Pubblica Amministrazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Il Premio è promosso e gestito dalla FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, in collaborazione con AIAF – Associazione Italiana Analisti Finanziari, ASSIREVI – Associazione Italiana Revisori Contabili, CNDCEC – Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli esperti Contabili, CORTE DEI CONTI, GBS – Gruppo di studio per il Bilancio Sociale,RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO, SOCIETÀ ITALIANA DI ECONOMIA PUBBLICA e Il GRUPPO 24 ORE. L’Oscar ha ilpatrocinio e il contributo di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e il patrocinio della CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME e di UPI – Unione Province Italiane. La partecipazione al Premio è gratuita e a tutti i partecipanti viene inviata una pergamena che certifica la partecipazione.

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Contratto personale enti pubblici non economici

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2010

E’ stato firmato all’Aran il contratto del quadriennio normativo 2006/2009 e biennio economico 2006/2007 per i 2800 dirigenti e 2600 professionisti degli enti pubblici non economici e delle agenzie fiscali. Il contratto prevede un aumento stipendiale di 141 euro mensili per i dirigenti di seconda fascia e 181 euro per quelli di prima. Per quanto riguarda il trattamento economico accessorio, coerentemente con le previsioni del decreto legislativo n. 150/2009 ( Riforma Brunetta), la parte preponderante delle risorse e’ stata finalizzata alla retribuzione di risultato, collegata al raggiungimento degli obiettivi connessi all’incarico dirigenziale.  “Sono soddisfatto per la chiusura del contratto dei dirigenti e i professionisti degli enti pubblici non economici e agenzie fiscali – ha dichiarato il commissario dell’ARAN, Antonio Naddeo – e  in particolare per la firma  da parte di tutte le organizzazioni sindacali. La chiusura di questi ultimi contratti riferiti al vecchio modello contrattuale ci permettera’ di concentrarci sull’apertura delle trattative in base al  nuovo modello contrattuale secondo le indicazioni del ministro Brunetta.”

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Precari del pubblico impiego “i soldi ci sono e i posti anche”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2009

Dichiarazione di Margherita Recaldini Segreteria nazionale SdL intercategoriale: “Non passa giorno senza che lo scoppiettante ministro Brunetta ci lasci a digiuno di una delle sue tanto propagandistiche quanto approssimative dichiarazioni. Una delle più recenti riguarda la stabilizzazione delle centinaia di migliaia di precari del pubblico impiego,che attendono una chiara definizione delle modalità con cui potrebbero o dovrebbero essere stabilizzati. Già sulla quantificazione dei precari siamo alla solita mistificazione: secondo le stime del ministro sarebbero solo 15.746 quelli in possesso dei requisiti nei circa 4 mila enti che hanno risposto al suo questionario. Sorprendenti poi le dichiarazioni di Brunetta sulla possibilità reale di stabilizzazione: “i processi di regolarizzazione sono stati fatti bene e in abbondanza dalle amministrazioni. Potrebbero continuare a farlo perché i soldi ci sono, ma non si capisce – dice il ministro – perché non lo fanno”. E rivolgendosi direttamente agli enti pubblici afferma: “Prendeteli, oppure dite che non li volete più”. Un’affermazione da prendere al balzo dal momento che i vari enti pubblici, molti dei quali hanno interrotto i processi di stabilizzazione, stanno trincerandosi dietro veri o presunti impedimenti, derivanti da norme nazionali di dubbia interpretazione, oltre che dietro la tradizionale mancanza di risorse in conseguenza dei tagli. Delle due l’una : o mente Brunetta o mentono le pubbliche amministrazioni. In ogni caso è giunto il momento di fare chiarezza: i precari hanno la possibilità di verificare che cosa ha risposto la propria amministrazione al questionario di Brunetta chiedendolo direttamente al proprio ente. Non possono essere proprio loro, in un momento di crisi da tutti riconosciuta, a pagare eventuali inadempienze di amministratori e dirigenti. I precari sono avvisati: è il momento di far sentire la propria voce e di stilare in proprio le liste delle lavoratrici e dei lavoratori da stabilizzare confrontandole con quelle redatte dalla propria amministrazione!

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