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Posts Tagged ‘entrate tributarie’

Pressione fiscale sempre inchiodata sopra il 43% per altri cinque anni

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

tasseNon accennerà a calare, fatta eccezione per lievissime riduzioni in alcuni anni, il peso delle tasse sulle famiglie e imprese italiane tra il 2014 e il 2018. Quest’anno il macigno tributario resterà al 43,3% del pil, restando allo stesso livello del 2013, salirà fino al 43,4% l’anno prossimo e schizzerà fino al 43,6% nel 2016; poi una impalpabile diminuzione: 43,3% nel 2017 e 43,2% nel 2018. Cinque anni di pressione fiscale insostenibile provocata da un aumento delle entrate tributarie, nel quinquennio, di oltre 45 miliardi di euro Questi i dati principali di un’analisi del Centro studi di Unimpresa. Il rapporto dell’associazione, che ha preso in esame la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata il 30 settembre dal consiglio dei ministri, rivela che il peso del fisco ​sull’economia ​​resterà sempre a quote record, salendo molto più velocemente rispetto all’andamento del prodotto interno lordo.
​Un livello di pressione fiscale costantemente alto, dunque quello programmato dal governo di Matteo Renzi, che è la conseguenza della crescita delle entrate tributarie: il gettito correrà molto più del pil e aumenterà, complessivamente, tra il 2014 e il 2018, di 45,7 miliardi.​ Nel dettaglio, rispetto al 2013 alla fine di quest’anno lo Stato incasserà 1,6 miliardi in più da imprese e famiglie che assicureranno un gettito di 487,5 miliardi di euro. In termini percentuali si tratta di un incremento lieve, lo 0,34% in più, ma che va nella direzione opposta rispetto all’andamento dell’economia, prevista in calo dello 0,3% secondo il Def approvato dal Governo. Una doppia velocità che si registra costantemente anche nelle previsioni degli anni successivi. Il gettito tributario nel 2015 arriverà a 493,7 miliardi in aumento di 6,2 miliardi rispetto a quest’anno: tasse in crescita dell’1,27%, mentre il pil dovrebbe salire solo dello 0,5%. Nel 2016 lo Stato incasserà 507,9 miliardi di euro con un incremento di 14,1 miliardi sull’anno precedente: in termini percentuali la crescita delle imposte è pari al 2,88% che va raffrontata con lo 0,8% della crescita economica. Nel 2017 la situazione è sostanzialmente identica: grazie a un incremento di 11,1 miliardi sul 2016, il gettito tributario arriverà a 519,1 miliardi in aumento del 2,19% e col pil in crescita dell’1,1%. Chiude il conto il 2018, quando le tasse versate da aziende e cittadini nelle casse dello Stato saranno pari a 531,6 miliardi in aumento di 12,5 miliardi sull’anno precedente: vale a dire +2,42% e pil più lento all’1,2%. Nel quinquennio 2014-2018 le tasse pagate dai contribuenti in Italia arriverebbe a toccare 2.540,1 miliardi di euro.

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Giochi, entrate tributarie

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

Fra gennaio e maggio 2011 le entrate erariali totali relative ai giochi (che includono varie imposte classificate sia come entrate erariali dirette sia indirette), come riprota Agipronews,sono risultate 5.826 milioni di euro (+880 milioni di euro sul 2010, pari a +17,8%), considerando solo le imposte indirette il gettito delle attività da gioco (lotto, lotterie e delle altre attività di gioco) è di 5.584 milioni di euro (+904 milioni di euro, pari a +19,3%). È quanto si legge nel bollettino del Dipartimento delle Finanze. Hanno contribuito alla significativa crescita delle entrate relative ai giochi in particolare i proventi del lotto per 2.821 milioni di euro (+818 milioni di euro, pari a +40,8%) e quelli degli apparecchi e congegni di gioco per 1.590 milioni di euro (+147 milioni di euro, pari a +10,2%). Nel complesso, le entrate derivanti da lotto, lotterie e altre attività di gioco fra gennaio e maggio 2011, incidono sull’Erario per il 3,1%.

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Fisco: entrate tributarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Mag 2011

Nel primo trimestre 2011 le entrate tributarie, secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle entrate, ammontano a 87,4 miliardi di euro con un 4,6 per cento sul primo trimestre 2010. Positivo il risultato delle imposte dirette, che sono cresciute del 4,3 per cento ( 1.959 milioni di euro) sul primo trimestre 2010. (fonte Buon Giorno Impresa)

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Debito pubblico: L’Italia affonda

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2009

Bankitalia comunica che il debito pubblico continua a salire: a ottobre ha raggiunto 1.801,635 miliardi di euro, contro i 1.786,842 miliardi di settembre. L’aumento è del 5,39% nei primi cinque mesi. Nello stesso periodo le entrate tributarie hanno avuto un calo del 3,2%.  “La ripresa appare sempre più dipendente dalla spesa pubblica – osserva Alessandro Massari, della direzione nazionale di Rqadicali Italiani – e questo, più in generale, è l’aspetto più grave del problema”.  Nel terzo trimestre di quest’anno, il PIL ha perso circa il 6% rispetto al primo trimestre 2008. Da quella data i consumi delle famiglie si sono ridotti del 2,2%, mentre sono crollati gli investimenti (-15,5%) e le esportazioni (-22%). Solo la spesa pubblica corrente, che comprende il sostegno al reddito e gli aiuti all’economia, è cresciuta del 2%. La spesa pubblica ha svolto quindi una funzione anticiclica, contribuendo a far crescere il PIL dello 0,6% rispetto al secondo trimestre, dopo 15 mesi di variazioni negative. Questo “topolino” è stato partorito dalla montagna del debito pubblico che, secondo dati, nel 2009 raggiungerà il 115% del PIL contro il 106% del 2008.  “Senza riforme strutturali – afferma Massari – come l’innalzamento dell’età pensionistica, l’abbandono del criterio della spesa storica per il finanziamento delle pubbliche amministrazioni, la razionalizzazione della spesa sanitaria, una manovra di bilancio che faccia capire (in primo luogo ai parlamentari) come e perché si spendono i soldi pubblici, l’Italia rischia di rimanere ai margini del corso economico, sociale e politica in atto nel mondo”.  “Si guardi agli USA – prosegue l’esponenete radicale – Obama ha prima sostenuto con denaro pubblico le banche, ma subito dopo ha iniziato un piano di rientro entro il 2012 e ha approfittato della crisi per governare davvero, ad esempio con la riforma epocale dell’assicurazione sanitaria per tutti, impensabile sino a pochi anni fa”  “Se in Italia non si troverà il coraggio per le riforme strutturali, non avremo mai quell’avanzo primario necessario alla riduzione del debito pubblico, con il rischio serio di perdere il treno verso il risanamento, il benessere, la modernità. Prevarranno i paesi più dinamici, non necessariamente le democrazie. Essi estenderanno la propria influenza sul mondo e gli altri saranno inevitabilmente destinati al declino”.  “Mentre tutti stanno a guardare – conclude Massari – l’Italia affonda”.

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Calo entrate tributarie

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2009

“Il crollo delle entrate tributarie non si può giustificare con gli effetti della crisi e con i conseguenti licenziamenti, in quanto l’unica voce che tiene e fa registrare addirittura un leggero incremento in controtendenza con i presunti effetti della crisi è proprio l’Irpef da lavoro dipendente”, così Stefania Lucchini, dell’Esecutivo Nazionale RdB CUB Agenzie Fiscali su dati fiscali del primo bimestre 2009 resi noti dalla Banca d’Italia. “A calare  sono invece i versamenti dei lavoratori autonomi e quelli delle imprese, e questo disastro tributario è la logica conseguenza di politiche tese a depotenziare l’operato del Fisco”. “In pochi mesi infatti il governo ha smantellato l’apparato di leggi e misure anti-evasione predisposte negli anni passati  – prosegue Lucchini – ha poi  tagliato gli  incentivi dei lavoratori del Fisco, ha azzerato il salario di produttività, bloccato  le  carriere,  ridotto le dotazioni organiche. E poiché l’Agenzia delle Entrate funzionava troppo bene, si sta operando per riorganizzarla, determinandone un  immobilismo forzato e  lunghi periodi di inattività nei processi di contrasto all’evasione e al sommerso. Così  l’anno 2009 passerà alla storia come quello in cui è aumentata sempre più l’iniqua distribuzione del reddito fra evasori e lavoratori dipendenti tartassati”. “Convertendo in spesa sociale le minori entrate del primo bimestre 2009, stimate in 4,3 miliardi, si otterrebbe una parte rilevante dei soldi necessari a riparare i danni del sisma in Abruzzo, quantificati in 12 miliardi dal Ministero degli Interni. E i lavoratori del Fisco vorrebbero poter lavorare per recuperare queste risorse, conclude la sindacalista RdB CUB.

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