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Strage di Bologna: quali segreti ancora nasconde?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

strage bologna“Ho aspettato che passasse l’anniversario per rispetto dei parenti delle vittime e per non finire nella grancassa delle dichiarazioni ufficiali dense di retorica e ipocrisia. La strage di Bologna è una ferita ancora aperta nella coscienza nazionale e per questa ragione, sono qui a chiedere che venga rispettata l’urgenza di verità sulla strage di Bologna e lo faccio, non come esponente di una parte politica, ma come ex consulente della Commissione Mitrokhin e prima ancora come collaboratore in Commissione Stragi del compianto Enzo Fragalà, avendo seguito tutte le audizioni e letto tutte le carte arrivate in Commissione anche grazie al lavoro dal consulente e giornalista Giampaolo Pellizzaro che su Bologna fece un ‘ottimo lavoro insieme a Fragalà e Raisi. Da quelle carte, già in quegli anni, emerse la presenza di uomini di Carlos “lo Sciacallo” a Bologna e la volontà degli apparati di Polizia, da subito, di seguire quella pista segnalata anche dai servizi tedeschi ma, anzi, la frenesia di denunciare la strage “nera”. Alla luce di quanto rivelato- grazie allo scoop di Gianmarco Chiocci e del Tempo- circa le carte del Colonnello Giovannone che risulterebbero inspiegabilmente ancora secretate nonostante la propaganda renziana sugli archivi trasparenti, si consoliderebbe in maniera inequivocabile, la pista palestinese attraverso la rete Separat di Carlos: una forma di terrorismo “interinale” per punire l’Italia che si era permessa di non rispettare il “Lodo Moro” con i palestinesi. Tutte tessere di un mosaico ormai chiarissimo ed evidente, confermato in passato da Francesco Cossiga proprio in Commissione Stragi e in altre occasioni che dichiarò di essersi sbagliato sulla matrice della strage. Con le nuove rilevanze la strage di Bologna sarebbe stata la rappresaglia dell’ala estremista del FPLP per l’arresto del loro responsabile militare, Abu Anzeh Saleh, e dei tre autonomi italiani che trasportavano i lanciamissili sovietici per conto dei palestinesi. Da quanto apparso sui giornali Stefano Giovannone avvisò gli apparati dello Stato di questo pericolo e i suoi report hanno una micidiale concordanza di tempi con la strage. Il Sisde si attivò proprio su indicazione di questa minaccia. Poi la strage. L’urgenza di verità è assoluta. Lo dobbiamo alle vittime innocenti della Strage, a chi è stato ingiustamente condannato per essa e a chi, come Enzo Fragalà, si è battuto sempre per la verità documentata e non per quella processuale di comodo senza mandanti e senza movente. Lancio un appello al Presidente Gentiloni affinché quelle carte vengano desecretate e messe subito a disposizione della magistratura per arrivare finalmente ad una verità storica e giudiziaria condivisa”. E’ quanto dichiara il responsabile Comunicazione di Fdi-An Federico Mollicone già consulente della commissione Mitrokhin.

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Esequie Fragalà: omelia arcivescovo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Palermo 1/3/2010. S.E. Mons. Paolo Romeo Arcivescovo Metropolita di Palermo: “Rimaniamo ancora profondamente scossi, sgomenti, dinanzi al tragico fatto che ha sconvolto la nostra Città lo scorso martedì: la barbara e feroce aggressione dell’Avvocato Enzo Fragalà, vile attentato che lo ha portato, dopo tre giorni di sofferenza, alla morte. Rimaniamo senza parole considerando la brutalità del fatto e l’accanimento dell’aggressore, che, non ha lesinato, a sprangate, di scagliare un’inaudita violenza sul penalista di cui oggi noi tutti – stringendoci con affetto e commozione attorno ai suoi cari – piangiamo la scomparsa. Rimaniamo in questo silenzio che rispetta il dolore della famiglia, dei parenti, degli amici, di quanti lo hanno conosciuto nella sua attività professionale e nel suo impegno politico. Stiamo in questo silenzio che è squarciato dal pianto, e si alimenta del ricordo di quanto l’uomo Fragalà ha vissuto, ricevuto e donato nella sua giornata terrena conclusasi così tragicamente lo scorso venerdì.  Un silenzio che, tuttavia, non può non farci chiedere il perché  di tanta violenza. È un silenzio, questo, che Dio ben conosce. È il Dio della Risurrezione – dunque – che ci convoca ancora una volta, oggi, qui nella Chiesa Cattedrale, nel cuore ecclesiale della nostra amata Città.  Dio risponde non tace. Risponde con una Parola di consolazione. Dio pronuncia, sul nostro pianto, una Parola di speranza. Quello stesso Dio interpellato dalla voce del nostro lutto, proveniente oggi da tutte le componenti della nostra società, ribatte: questo pianto, come in tante altre tragiche occasioni, si apre ad una speranza, alla speranza che le fatiche della vita abbiano un compenso definitivo nell’eternità preparata dal Signore per noi nella Patria celeste. Penso che nella mente e nel cuore di quanti hanno conosciuto l’Avvocato Fragalà, il nostro fratello Enzo, sia presente, oggi come in tutti i momenti della vita che egli ha condiviso, il suo impegno, la sua passione umana, professionale, politica. Del nostro fratello Enzo ci ferisce la triste e deplorevole evoluzione degli avvenimenti. È solo l’epilogo, efferato e assolutamente riprovevole, della sua vita. La sua vita va ricordata per quella ricchezza che gli è stata consegnata e che egli ha inteso mettere a disposizione della società. Dalla barbara uccisione di un uomo che è stato al servizio di questa nostra società, siamo tutti ancora più spronati a vivere le responsabilità di quanto ci viene ogni giorno consegnato, a livello politico e amministrativo, a livello ecclesiale e di fede, a livello di un più comune impegno per la pacifica e solidale convivenza, che tutti ci interpella. Il nostro convenire qui, stringendoci per l’ultima volta attorno all’amico e al fratello Enzo, può e deve spronare questa Città di Palermo, qui rappresentata dalle componenti di tutti gli organismi della Pubblica Amministrazione, e questo nostro amato Paese, qui rappresentato dalle più alte Istituzioni dello Stato guidate dai Presidenti del Senato e della Camera, a non dimenticare che la giustizia e la legalità come pure la difesa dei valori e della dignità umana vanno perseguite ad ogni costo e pur in mezzo alle minacciose resistenze di quegli operatori di iniquità che non esitano a seminare terrore con la loro azione delittuosa. Carissimi fratelli e sorelle, c’è una morte – come quella del nostro fratello Enzo – che ci sconvolge per l’esecrabile efferatezza, più sensibilmente palpabile perché riportata nei dettagli sui media. Una morte frutto di violenza insensata e spregiudicata, che potrebbe persino avere una pericolosa connotazione di arrogante sfregio alle Istituzioni ed allo Stato di diritto, visto che si è consumata nei pressi del cuore dell’attività giudiziaria della Città, il Palazzo di Giustizia. Un omicidio così efferato, come quello del nostro amico e fratello Enzo, appare generato entro il contesto di un pericolosissimo decadimento civile e morale. Si nutre di un clima in cui, malgrado i lodevoli traguardi raggiunti nella lotta alla criminalità organizzata, si continua a respirare purtroppo sopraffazione e violenza. È triste, ma è come se tanti omicidi venissero consumati ogni giorno nel cuore di quanti vivono e respirano questa società che sembra non avere come bussola maestra del suo pensare e del suo agire l’attenzione costante alla dignità della persona umana. Tutti rifiutiamo che l’atto dell’aggressore dell’Avvocato Fragalà possa essere l’ultima scena, l’ultima parola. Tutti sentiamo il bisogno di riappropriarci di quanto ci appartiene, e di quanto, con simili azioni omicide, ci viene ancora una volta strappato. C’è per questo una speranza, che Dio ha posto nel cuore di ciascuno di noi.       Chiediamo a Maria Santissima di accompagnare il nostro caro fratello Enzo davanti al cospetto di Dio, giusto giudice e doni a tutti noi e soprattutto ai suoi familiari, il suo conforto, nella certezza che ora Enzo vede faccia a faccia il volto di Dio e che lo rincontreremo nella pienezza della vita”. (in sintesi)

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La morte di Enzo Fragalà

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

L’avvocato palermitano, come è noto, è stato vittima di un’aggressione selvaggia da uno sconosciuto che ha poi fatto perdere le sue tracce. Per tre giorni è rimasto in agonia. Gli Indipendentisti FNS nel rendere gli onori dovuti alla figura di gentiluomo e al ruolo di giurista svolto da Enzo Fragalà nella politica e nella professione, ribadiscono “l’esigenza che le indagini per individuare l’assassino (o gli assassini) vengano svolte a 360 gradi, anche con l’apporto dei Servizi Segreti, se necessario. La verità va cercata e trovata ad ogni costo”. “Quello di Enzo Fragalà – si precisa in una nota del Fns – è stato, infatti, un omicidio che offende e colpisce, oltre che i familiari, tutto il Popolo Siciliano ed anche tutta la Società civile. Un delitto efferato che, se dovesse rimanere impunito, aprirebbe la porta a tutta una serie di barbarie e di violenze intollerabili. E’ uno di quei delitti, questo, in cui la giustizia dovrebbe avere anche il requisito della esemplarità. A sua volta il Ministro Altero Matteoli ha rilasciato la seguente dichiarazione: ““Ci ha lasciato un galantuomo, un professionista stimato, un politico apprezzato che ha servito con passione gli ideali e i valori della destra politica”. “Auspico – aggiunge Matteoli – che la magistratura  e le forze dell’ordine riescano rapidamente ad assicurare alla giustizia il responsabile di questo incredibile assassinio. Alla moglie  e ai figli desidero far giungere le più sentite condoglianze e i sentimenti di vicinanza al loro dolore”. L’on.le Aldo Di Biagio dichiara: ““Enzo Fragala’ si è spento e la notizia ci ha colti  con profondo dolore. In questo momento terribile sono vicino alla famiglia, alla quale esprimo il mio sincero cordoglio”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, deputato del PdL. “Il rammarico assume dei toni ancora più forti ed insopportabili perché la tragedia di questo uomo è figlia della barbarie perpetrata da infami. L’auspicio è che gli inquirenti facciano luce su quanto accaduto e scovino i reali responsabili dell’accaduto dando giustizia ad una famiglia lacerata dal dolore”.

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