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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘epatite’

Tatuaggi e piercing

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2015

tatuaggio-pettoTatuaggi e piercing sono sempre più amati dai giovanissimi, una tendenza che non teme crisi ma che, considerate ‘pratiche ornamentali’, sono talvolta effettuate con leggerezza. Una recente ricerca condotta dall’Università di Tor Vergata su 2500 studenti liceali coinvolti con questionario anonimo, ha rilevato come il 24% di essi abbia avuto complicanze infettive; solo il 17% ha firmato un consenso informato; e uno scarno 54% è sicuro della sterilità degli strumenti che sono stati utilizzati.
Scopo della ricerca è quello di informare gli adolescenti che l’esecuzione di ornamenti estetici in locali non certificati senza rispetto delle norme igieniche, oppure pratiche fai da te con strumenti artigianali inadeguati, possono essere veicoli di trasmissione di malattie infettive, per via ematica. In particolare, ad esempio, quelle prodotte dal virus dell’epatite B e C – HBV e HCV – e dal virus dell’AIDS – HIV -, che a volte sono causa di morte; inoltre, da recenti studi scientifici, è stato rilevato come l’inoculazione nella cute di sostanze chimiche non controllate costituisca un rischio di reazioni indesiderate di tipo tossicologico o di sensibilizzazione allergica.
“Se l’80% dei ragazzi ha affermato di essere a conoscenza dei rischi d’infezione, solo il 5% è informato correttamente sulle malattie che possono essere trasmesse” spiega la dottoressa Carla Di Stefano, autrice dell’indagine e ricercatrice all’Università di Tor Vergata “Eppure il 27% del campione ha dichiarato di avere almeno un piercing, il 20% sfoggia un tatuaggio e sono ancora di più gli ‘aspiranti’: il 20% degli intervistati ha dichiarato l’intenzione di farsi un piercing e il 32% di ornare la pelle con un tatuaggio”.
L’epatite virale è un’infiammazione del fegato causata dall’infezione, silente o sintomatica, da parte di alcuni virus tipici del tessuto epatico ma solo alcuni di essi – HBV, HCV, HDV – possono stabilirsi nell’organismo in modo persistente, causando danni cronici al fegato. Nella forma acuta, la malattia si manifesta con disturbi di tipo influenzale, spesso asintomatico, mentre nella sua forma cronica, l’infiammazione permanente del tessuto epatico è dovuta all’incapacità del sistema immunitario di eliminare il virus epatitico. Inoltre, nella metà circa dei pazienti l’infezione cronica causa lesioni progressive del fegato e una parte di questi pazienti può sviluppare la cirrosi – o cicatrizzazione del fegato. L’Italia detiene la maglia nera rispetto alla media europea che si aggira tra lo 0,1 e l’1% della popolazione con un tasso d’incidenza variabile tra il 2-3% e 1milione 200mila persone affette dal virus in forma cronica. Sempre nel nostro Paese, la cirrosi è la quinta causa di morte con circa quindicimila decessi l’anno e oltre seimila sono i pazienti che muoiono per carcinoma del fegato.Proprio In questi giorni, molti studiosi hanno puntato i riflettori sullo studio – ”Association of tattooing and hepatitis C virus infection: a multicenter case control study” – pubblicato sulla rivista Hepatology, dove si dimostra come l’infezione da HCV principalmente si trasmetta attraverso a) il riutilizzo di aghi monouso, b) la non sterilizzazione di materiali, c) il riutilizzo d’inchiostro contaminato con sangue infetto. “Il dato scientificamente più interessante” commenta la Di Stefano “sta nei tempi di sopravvivenza del virus rilevati negli aghi e nell’inchiostro, variabile da pochi giorni nell’ambiente a quasi un mese nell’anestetico: dato ancor più preoccupante se incrociato con la scelta degli adolescenti verso locali spesso economici e non a norma di legge”.“Per quello che riguarda tatuaggi e piercing non ci sono casistiche da procedure effettuate in studi professionali ma il rischio aumenta quando tali procedure vengono eseguite talora da principianti, in strutture con scarse condizioni igieniche e sterilità degli strumenti o con strumenti improvvisati – corde di chitarra, graffette o aghi da cucito – ma anche nelle carceri o in situazioni non regolate come l’ambiente domestico” interviene il Professor Vincenzo Bruzzese, Presidente Nazionale del Congresso della SIGR dove è presentata la ricerca.“In conclusione, a partire dalla fine degli anni ’90”, avverte infine la dottoressa Carla Di Stefano “questo problema è stato più volte messo in evidenza in Italia attraverso i dati della Sorveglianza delle epatiti virali acute – la Seieva. Recentemente è stato stimato che nel nostro Paese una quota di casi di epatite C acuta superiore al 10% è attribuibile ai trattamenti estetici; inoltre, una volta esclusi i tossicodipendenti dall’analisi, si può stimare che coloro i quali si sottopongono a un tatuaggio hanno un rischio 3,4 volte più alto di contrarre l’epatite C rispetto a chi non ci si sottopone. Analogamente, per quanto riguarda il piercing, il rischio di contarrre l’epatite C è 2,7 volte maggiore rispetto a chi non se lo fa applicare”. Dai dati dei ricercatori italiani presentati al 2° Congresso Nazionale SIGR emerge quindi la necessità di un maggiore sforzo per incoraggiare l’utilizzo di materiale monouso e la corretta sterilizzazione degli strumenti utilizzati durante queste procedure, aumentandone il monitoraggio. Informare con continuità che il far ricorso a strutture temporanee, come quelle che compaiono durante i mesi estivi nelle località balneari, aumenta il rischio di contagio perché si tratta di situazioni svincolate dai normali controlli. Per questi motivi, si evince la necessità, da parte degli addetti ai lavori, di promuovere interventi di educazione alla salute già nella scuola secondaria di primo grado.

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Alleanza Contro l’Epatite nasce dalla volontà di FIRE Onlus – Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia – ed EpaC

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2015

epatite COnlus – Associazione di pazienti epatopatici. L’obiettivo comune è quello di attuare anche in Italia i contenuti della Risoluzione OMS WHA 63.18 del 21 maggio 2010, che ha riconosciuto per la prima volta l’epatite virale come un problema sanitario di impatto globale.
In Italia, le epatiti virali costituiscono una vera e propria emergenza sanitaria, soprattutto l’epatite C. Dati ISTAT 2008 riferiti al contesto nazionale indicano più di 20.000 decessi/anno a causa di epatite cronica, cirrosi o tumore del fegato, evidenziando l’impatto che l’epatite ha sul Sistema Sanitario Nazionale, sulla società e sulle famiglie italiane, sui singoli individui affetti da epatite e dalle sue terribili complicanze.Alleanza Contro l’Epatite ha messo a punto un manifesto di 10 punti che ritiene prioritari per ridurre il peso sociale ed economico delle epatiti virali in Italia. Per dare forza alle nostre richieste chiediamo a tutti di leggere e sottoscrivere il nostro manifesto.Ad oggi il lavoro di Alleanza Contro l’Epatite ha già ottenuto i primi importanti risultati, tra cui:la formalizzazione della Celebrazione Italiana della Giornata Mondiale delle Epatiti in data 29 novembre;l’attivazione del Gruppo di Lavoro per la Prevenzione delle Epatiti presso il Ministero della Salute, con lo scopo di individuare ed implementare strategie condivise e coerenti con le indicazioni fornite dall’OMS in merito alla prevenzione delle epatiti;tramite contributo e consulenza di EpaC e AISF, l’approvazione della rimborsabilità dei nuovi farmaci ad azione diretta anti-HCV genotipo 1 nella prima seduta di discussione del Comitato Prezzi e Rimborso di AIFA. Alcune Regioni hanno già emesso le delibere sulle modalità di erogazione della triplice terapia. Nella pagina dedicata sono indicate le delibere e i centri identificati, che verranno aggiornati non appena saranno resi disponibili.

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Cura epatite C: Perchè non siamo tutti indiani?

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

epatite CIl farmaco della Gilead per curare l’epatite C (efficacia al 97%), non potra’ essere brevettato in India. Le autorita’ hanno negato le autorizzazioni e la causa farmaceutica ha firmato diversi accordi volontari di licenza con produttori di farmaci generici in quel Paese, incluse le restrizioni dei Paesi che potranno avere accesso a questa versione generica, che costera’ 1 Usd a compressa rispetto ai 1.000 Usd del prodotto venduto sotto l’egida del brevetto (http://www.aduc.it/notizia/epatite+no+al+brevetto+farmaco+000+ usd+si+produrra _130587.php).
In Italia ogni compressa costa circa 600,00 euro e per un ciclo completo di terapia si va intorno ai 60.000,00 euro, per cui il nostro Servizio Sanitario, dopo un accordo con la Gilead (http://www.ansa.it/saluteebenessere/ notizie/rubriche/salute/2014/09/30/epatite-c-aifa-accordo-per-rimborso-nuovo-farmaco_1aad1719-ff69-456e-8ad8-c4ff91a3a80f.html), ne ha previsto l’uso per un numero limitato di malati (1,5 milioni sono i portatori di questo virus), che pare sia di 30.000. A fronte del rifiuto delle autorita’ dell’India e della disponibilita’/flessibilita’ della casa farmaceutica a modulare il prezzo anche al di fuori della brevettabilita’, ci domandiamo perche’ non possiamo essere tutti indiani. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Epatite: contro il muro del silenzio

Posted by fidest press agency su martedì, 25 novembre 2014

epatite-CÈ per questo motivo che MA Provider, in qualità di segreteria organizzativa di Alleanza Contro l’Epatite, con il supporto incondizionato di AbbVie S.r.l., ha bandito il primo video Contest ACE 2014, per sensibilizzare il grande pubblico sul tema delle epatiti. L’iniziativa, dal titolo “Epatite C: crederCi, guarire, rinascere”, è aperta a videomaker professionisti e non, pazienti, medici e operatori sanitari.
I video devono rappresentare come l’epatite C sia una malattia cronica altamente insidiosa, debilitante e fonte di discriminazione sociale, ma per la quale in un futuro molto prossimo la possibilità di guarire è una realtà, non più solo un sogno.
“Il contest video fa parte di una più ampia opera di sensibilizzazione generale su una malattia molto diffusa in Italia, ma troppo spesso ignorata, che Alleanza Contro l’Epatite ha messo in atto sin dalla sua nascita, vedendo la partecipazione dei medici specialisti ed in particolare dei pazienti, che hanno vissuto o ancora vivono la malattia” afferma Ivan Gardini, Presidente di EpaC Onlus. “In una società che corre, fatta di immagini in movimento, di suoni e di tutta una serie di percezioni, il mezzo del video può sicuramente fornire una completa informazione di cosa realmente è l’epatite, sensibilizzando lo spettatore al problema e allo stesso tempo trasmettendogli anche ciò che provano i pazienti. L’arrivo dei nuovi farmaci costituisce sicuramente un sogno per migliaia di pazienti ed è per questo che il tema del video contest vuole portare con sé un messaggio positivo e di speranza”
Al concorso sono ammessi video che sviluppino il tema con la massima libertà espressiva (in bianco e nero o a colori e con tecnica di montaggio a piacimento) ed è aperto a chiunque voglia parteciparvi. I requisiti delle opere. Saranno accettate produzioni con una durata di massimo un minuto: dovranno essere obbligatoriamente originali, mai utilizzate in altre occasioni. I video, in formato Mpeg2 PAL, dovranno pervenire (tramite piattaforma WeTransfer) a videocontestace@alleanzacontroepatite.it, o su DVD da spedire presso: MA Provider S.r.l., Via Marradi 3, 20123 – Milano, che è anche la segreteria organizzativa del premio. Gli autori del video dovranno inviare alla segreteria la scheda di iscrizione (scaricabile dall’apposita sezione del sito http://www.alleanzacontroepatite.it) insieme al video e ad un Curriculum Vitae.
Tra il 26 dicembre 2014 ed il 10 gennaio 2015 una Giuria, composta da due esperti del settore video (Anna Gorio e Tonino Curagi) e da quattro esperti di epatiti (prof. Stefano Fagiuoli, Ivan Gardini, prof. Antonio Gasbarrini e dott. Marco Marzioni) si riunirà per dare una votazione alle opere pervenute, che saranno successivamente pubblicate in un’apposita sezione del sito http://www.alleanzacontroepatite.it, a disposizione del pubblico per le votazioni della giuria popolare dal 12 gennaio 2015 al 12 febbraio 2015. Per ogni opera il punteggio della giuria sarà sommato ai voti del pubblico. I video che otterranno il maggior numero di voti saranno premiati e proiettati in occasione dell’evento conclusivo previsto in febbraio 2015 a Roma: al primo classificato verrà assegnato un premio di 3500 €, al secondo di 1000 € e al terzo di 500 €. La scadenza per le adesioni è fissata alla mezzanotte del 25 dicembre 2014.Alleanza Contro l’Epatite nasce da due onlus che sono espressione diretta della comunità medico-scientifica e dei pazienti, FIRE Onlus – Fondazione Italiana per la Ricerca in Egtologia – ed Epac Onlus – Associazione di pazienti epatopatici. L’obiettivo comune è quello di attuare anche in Italia i contenuti della Risoluzione OMS WHA 63.18 del 21 maggio 2010}, che ha riconosciuto per la prima volta l’epatite virale come un problema sanitario di impatto globale. Considerato il momento storico particolarmente importante per migliaia di pazienti con l’epatite, EpaC Onlus e FIRE Onlus, con il supporto scientifico di AISF – Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, hanno deciso di dare vita ad una storica alleanza fondata su obiettivi comuni: sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sulla rilevanza e sulla necessità di attenzione alle epatiti e alle malattie del fegato.

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Trattamento epatite cronica

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2014

(PRINCETON, N.J. Bristol-Myers Squibb ha annunciato che l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha validato la richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio (MAA, Marketing Authorization Application) per l’utilizzo di daclatasvir (DCV), un inibitore sperimentale del complesso NS5A, per il trattamento di pazienti adulti con epatite C cronica (HCV) con malattia epatica compensata, che include i genotipi 1, 2, 3 e 4. La richiesta mira all’approvazione di daclatasvir per l’uso combinato con altri farmaci, incluso sofosbuvir, per il trattamento dell’epatite C cronica. La validazione della MAA segna l’inizio di un processo di revisione regolatoria accelerata per DCV, che ha il potenziale, quando utilizzato in combinazione con altri farmaci, di colmare una grande necessità medica non soddisfatta nell’ambito dell’Unione Europea (UE), dove si stima che 9 milioni di persone siano affette da epatite C.i
“Il nostro vasto programma di studi clinici ha dimostrato che daclatasvir ha un potenziale utilizzo come farmaco di base in regimi di trattamento multiplo dell’HCV – afferma Brian Daniels, MD, senior vice president del Global Development and Medical Affairs, Research and Development di Bristol-Myers Squibb -. Se daclatasvir verrà approvato, ci impegneremo per assicurarne la disponibilità a pazienti con opzioni terapeutiche limitate e collaboreremo con le autorità sanitarie dell’UE per assicurare che l’accesso al farmaco sia ottenuto il più velocemente possibile”. Nell’Unione Europea il peso della malattia epatica e di altre comorbilità legate all’infezione di HCV è significativo, con un ampio numero di pazienti con urgente bisogno di nuove opzioni terapeutiche.ii A causa della natura progressiva dell’HCV, possono trascorrere decenni prima che i pazienti diventino sintomatici. Molti di questi pazienti invecchiando sviluppano la malattia epatica, rendendo molto più difficile il trattamento con le terapie standard disponibili a base di interferone e ribavirina, in combinazione o meno con un inibitore della proteasi. iii L’epatite virale è stata inoltre indicata quale causa dell’aumentata incidenza di carcinoma epatocellulare (HCC) in Europa. iv
La richiesta all’EMA è sostenuta da dati di molteplici studi su daclatasvir con altre terapie per l’HCV. Ad oggi, DCV è stato studiato su oltre 5.500 pazienti in una serie di regimi tutti orali e con l’attuale standard di cura a base di interferone. Oltre a dimostrare la potenza pan-genotipica in vitro, DCV ha mostrato un basso profilo di interazione farmaco-farmaco, che supporta il suo potenziale uso in regimi a trattamento multiplo e in pazienti con comorbilità. Finora, negli studi clinici con DCV, non sono stati evidenziati segnali di sicurezza clinicamente rilevanti e DCV è stato in genere ben tollerato in tutti i regimi studiati e in tutti i tipi di pazienti. La sottomissione in UE segue il recente filing regolatorio di Bristol-Myers Squibb in Giappone per l’approvazione di un regime a base di DCV per il trattamento di pazienti con HCV con genotipo 1b.

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Giornata mondiale delle Epatiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2011

English: Human Liver Bahasa Indonesia: Hati Ma...

Image via Wikipedia

La giornata è stata scandita da due eventi: in mattinata la “Conferenza sulle Epatiti” organizzata dal Ministero della Salute, e nel pomeriggio la “Rome Celebration” in collaborazione tra il Comune di Roma e Alleanza contro l’Epatite, presso la Sala Protomoteca del Campidoglio. Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus, Associazione di pazienti epatopatici, che, alla Conferenza sulle Epatiti, ha presentato una sintesi del progetto “prevenzione epatite” finanziato dal Centro Nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattia (CCM), afferma: ‘’Con la risoluzione 63.18 sulle epatiti, l’OMS chiede agli stati membri di ufficializzare e celebrare la giornata mondiale sull’epatite. E’ stata riconosciuta e premiata l’insistenza di centinaia di associazioni sparse in tutto il mondo che hanno chiesto a gran voce impegni chiari e precisi per ridurre il peso economico e sociale di questa temibile patologia. L’associazione EpaC onlus, che tutela i malati di epatite virale italiani, plaude a questa prima giornata organizzata dal Ministero della Salute in collaborazione con Società scientifiche, Istituzioni e Associazioni di pazienti. Nel nostro paese, l’epatite coinvolge 4-5 milioni di persone, contando pazienti e familiari. Stiamo vivendo un momento importante e delicato per la cura del malati di epatite virale: anno prossimo saranno commercializzati nuovi farmaci innovativi per curare gran parte dei pazienti. L’impatto economico sarà particolarmente elevato, e potrebbe condizionare l’accesso alle cure per molti ammalati. Per molti pazienti – quelli più a rischio – provare i nuovi farmaci è fondamentale: può fare la differenza tra vivere o morire. Parliamo di pazienti con cirrosi avanzate, in lista per il trapianto, trapiantati di fegato, coinfetti con HIV. Decine di migliaia di persone, un vero esercito. I nuovi farmaci devono essere approvati dall’Agenzia del Farmaco con urgenza. Non è tollerabile che in altri paesi come America, Canada, Germania,Inghilterra, e anche Spagna i pazienti si possano già curare con questi farmaci e in Italia no. L’epatite può evolvere in cirrosi e cancro del fegato. Nonostante la crisi mondiale, dobbiamo fare subito qualcosa per mettere nelle migliori condizioni i medici di prescrivere le cure più appropriate e i pazienti di poter disporre delle terapie migliori come diritto riconosciuto. E’ quindi arrivato il momento di agire e dare spazio ad una patologia da sempre trascurata. Serve con urgenza un piano sulle epatiti virali, coordinato dalle Istituzioni, che includa attività sull’informazione, prevenzione, cura e ricerca.’’ Alla “Conferenza sulle Epatiti” sono intervenuti il prof. Raffaele Bruno, il prof. Antonio Craxì ed il prof. Stefano Fagiuoli per illustrare rispettivamente i dati epidemiologici, la storia naturale ed i costi associati delle malattie epatiche in Italia. Il prof. Raffaele Bruno Segretario dell’AISF (Associazione Italiana Studio Fegato) commenta che le motivazione che hanno indotto l’AISF alla produzione del Libro Bianco ed enfatizza i dati epidemiologici riguardanti l’epatite B e C: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità il 19 Maggio 2010 ha riconosciuto per la prima volta l’epatite virale come un problema sanitario di impatto globale e ha approvato la prima risoluzione sull’epatite, al fine di creare un forte sistema di collaborazione tra gli Stati nella lotta a questa priorità sanitaria e che il TECHNICAL REPORT Hepatitis B and C in the EU neighbourhood: prevalence, burden of disease and screening policies September 2010 riporta che l’Italia è il paese europeo con il maggior numero di soggetti HCV positivi e detiene il triste primato di mortalità in Europa per tumore primitivo del fegato (HCC). Globalmente le malattie di fegato incidono per il 5% dei rimborsi spettanti alle regioni per l’attività ospedaliera per una remunerazione teorica superiore al miliardo di euro. Questo è quanto emerge dal LIBRO BIANCO AISF 2011. Questi numeri fanno capire quanto siano onerosi per il nostro SSN i ricoveri per malattie di fegato. La gestione dei pazienti epatologici è caratterizzata da un’ampia variabilità territoriale. Come dimostrato dalla “Analisi di variabilità delle prestazioni ospedaliere. Dati SDO 2008” il tasso di ospedalizzazione per 100.000 abitanti varia da meno dello 0,5 del Piemonte al 3,2 della Campania con un’ulteriore disomogeneità nelle diverse aggregazioni territoriali. Queste differenze riflettono, oltre alla ovvia variabilità degli approcci clinici, l’esistenza di contesti organizzativi molto diversi.’’ Il Dr. Stefano Fagiuoli, che ha condotto lo studio COME, afferma: ‘’Per chi come noi spende le sue giornate nel cercare di contribuire alla gestione delle problematiche cliniche di pazienti epatopatici ed in particolare di quelli affetti da epatopatie croniche HBV e HCV, è cruciale poter contare sul riconoscimento istituzionale che le malattie del fegato rientrano nelle priorità di allocazione delle risorse in sanità. Il presupposto affinché ciò avvenga non può non basarsi sull’inclusione di tali patologie nel PSN. Detto ciò, è certamente una piena responsabilità di noi clinici dedicare in massimo sforzo per ottimizzare la gestione di tali patologie complesse. I dati dello studio COME (COsti delle Malattie Epatiche), che stiamo attualmente elaborando, indicano chiaramente che i costi di gestione delle malattie epatiche (in particolare quelle virali) si incrementano in
modo esponenziale con l’aggravarsi della patologia. Diventa pertanto prioritaria un strategia volta all’identificazione precoce della malattia, per un precoce e diffuso trattamento mirato a prevenirne l’evoluzione. Si tratta di modificare l’ottica fin qui dominante, che identifica l’assistenza sanitaria come una spesa: ritengo sia già giunto da tempo il momento di considerarla invece un investimento in salute. Infine, il nostro studio è volto anche a dimostrare che in tutte le analisi relative ai costi non deve essere considerato il solo costo diretto delle cure, bensì va incluso tutto il complesso dei cosiddetti costi indiretti (perdita di produttività, di reddito, di tempoe qualità della vita del paziente e dei congiunti che lo assistono): solo con una ottica di lungo periodo ed un’attenta analisi globale dei costi e dell’outcome si potrà immaginare una soluzione adeguata al problema delle malattie di fegato virus correlate.’’ Nel pomeriggio, la Rome Celebration ha invece voluto essere un incontro tra medici, pazienti ed Istituzioni, organizzata da ACE ed il Comune di Roma, alla presenza dell’onorevole Marco Siclari, Vice Presidente della Speciale per le Politiche Sanitarie del Comune di Roma, in rappresentanza del Sindaco Gianni Alemanno e della Governatrice Polverini. L’onorevole Siclari ha asserito: “Oggi più che mai per noi amministratori è fondamentale tenere un filo diretto con i protagonisti del mondo della salute, poiché l’obiettivo del medico è lo stesso dell’amministratore: migliorare la qualità di vita e lo stato di salute dei cittadini. E’ evidente come le ricerche dell’Associazione permettano di indagare approfonditamente lo stato di salute dei cittadini e di evidenziare dove la politica debba intervenire per migliorare il servizio e ottimizzare la prevenzione. Inoltre, un dialogo costante tra l’amministratore e il medico permette alla politica di lavorare sui dati aggiornati e concreti di chi è a contatto con i cittadini ogni giorno. Ben venga pertanto questa iniziativa in cui si fa prevenzione e che facilita il dialogo continuo tra le parti. Lodevole è l’impegno di chi ha svolto questo progetto, completato anche dalla scelta di approfondire il rapporto di collaborazione con chi amministra.”Ad aprire l’incontro, dopo i saluti delle Istituzioni, il prof. Antonio Gasbarrini, Presidente FIRE Onlus, e Ivan Gardini hanno spiegato il Significato della Giornata mondiale dell’Epatite e hanno presentato ai presenti l’Alleanza contro l’Epatite.

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Combattere l’epatite

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

in Senato, è stato presentato l’accordo tra il Prof. Antonio Gasbarrini, Presidente FIRE Onlus (Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia), e Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus (Associazione di pazienti), alla presenza del Sen. Antonio Tomassini, Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, ed di altri Illustri esponenti del mondo della Salute.
Le due Onlus sono espressione diretta della comunità scientifica e dei pazienti. Considerato il momento storico particolarmente importante per migliaia di pazienti con l’epatite, hanno deciso di realizzare un Manifesto, dando vita ad un’alleanza fondata su obiettivi comuni: sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni sulla rilevanza e sulla necessità di attenzione sulle epatiti e malattie del fegato. “I dati epidemiologici italiani sulle epatiti e sulle conseguenti complicanze rendono necessari interventi mirati a sostegno degli ammalati” afferma il Senatore Antonio Tomassini. “La XII Commissione Igiene e Sanità del Senato (e l’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione) considerano questa lotta un impegno che merita attenzione particolare da parte delle Istituzioni, come dimostrato nell’audizione di oggi. È quindi indispensabile attivarsi in varie direzioni, dalla prevenzione alla ricerca al supporto alle famiglie: la nascita di un sodalizio tra medici specialisti e pazienti epatopatici costituisce il miglior avvio auspicabile di un percorso al quale le Istituzioni plaudono con grande interesse”.
Nel quantificare l’impatto delle malattie epatiche sul Servizio Sanitario Nazionale appare evidente la rilevanza sia in termini numerici che in termini epidemiologici delle malattie del fegato. Globalmente le malattie di fegato incidono per il 5% dei rimborsi spettanti alle Regioni per l’attività ospedaliera per una remunerazione teorica superiore al miliardo di euro. Questo è quanto emerge dal ‘Libro Bianco AISF 2011: Proposta per un piano nazionale per il controllo delle malattie epatiche’. “Questi numeri fanno capire quanto siano onerosi per il nostro SSN i ricoveri per malattie di fegato.” – sottolinea Raffaele Bruno, Presidente dell’AISF (Associazione Italiana Studio Fegato) – “La gestione dei pazienti epatologici è caratterizzata da un’ampia variabilità territoriale. Come dimostrato dalla ‘Analisi di variabilità delle prestazioni ospedaliere. Dati SDO 2008’, il tasso di ospedalizzazione per 100.000 abitanti varia da meno dello 0,5 del Piemonte al 3,2 della Campania con un’ulteriore disomogeneità nelle diverse aggregazioni territoriali. Queste differenze riflettono, oltre alla ovvia variabilità degli approcci clinici, l’esistenza di contesti organizzativi molto diversi.”
Il Presidente FIRE Onlus, Prof. Antonio Gasbarrini, professore ordinario di Gastroenterologia all’Università Cattolica di Roma, sostiene: “Diventa fondamentale aumentare la consapevolezza delle Istituzioni e dei cittadini sul problema delle infezioni virali da virus B e C nel nostro Paese. L’Italia infatti ha il primato europeo nell’infezione da virus C con oltre 1.5 milioni di persone infette e tra le più elevate mortalità europee per quanto riguarda cirrosi epatica e tumore del fegato da epatite C o B. Tali infezioni virali inoltre sono la causa di oltre il 70% dei trapianti di fegato e combatterle porterebbe ad un crollo dell’uso di organi per tale patologia. La nostra attenzione verso tali infezioni è ancor più fondamentale in questo periodo storico dove si possono rendere disponibili organi per altre indicazioni. Infine la disponibilità di nuove terapie per l’epatite C che possono eliminare il virus in oltre il 70% dei pazienti, rende cruciale l’innalzamento del livello di attenzione delle Istituzioni verso questa terribile epidemia silenziosa che tanti morti ha e sta determinando tra i nostri concittadini”.Il Presidente EpaC Onlus, Ivan Gardini, spiega “le nuove terapie innovative per curare l’epatite C – oltre ad aumentare i tassi di guarigione – eleveranno sensibilmente il costo della terapia. Si parla di cifre importanti e, in presenza di mancanza di risorse, i medici potrebbero essere costretti verosimilmente a selezionare il paziente da curare. Far slittare e rimandare terapie, dal nostro punto di vista, può risultare in una lesione del diritto alla salute. In un tale scenario non si può neppure escludere che la scarsità di fondi possa costituire la base di costose e snervanti migrazioni dei pazienti in cerca del medico in grado di prescrivere la terapia. Una caccia al tesoro in piena regola che va evitata. Il desiderio dell’Associazione è che siano stanziate le risorse per curare tutti i pazienti eleggibili alle cure, creando una parità di accesso al trattamento, al netto della discrezionalità del medico, ovvero nel rispetto delle scelte mediche operate dal professionista. Per questa ragione, insieme a FIRE Onlus, abbiamo dato vita all’Alleanza contro l’Epatite, e a un Manifesto che, basandosi sulla risoluzione OMS 63.18, richiede per l’Italia un piano d’azione urgente per ridurre il peso sociale delle epatiti virali. Invitiamo tutti gli Italiani sensibili a questo problema a sottoscrivere il Manifesto ACE al sito http://www.alleanzacontroepatite.it”.
“I dati inerenti la diffusione delle infezioni virali da virus b e c, il loro impatto in termini di costi sul Servizio Sanitario Nazionale, nonché sullo stato di salute e sulla qualità di vita dei cittadini, rappresentano tutti elementi che rendono improcrastinabile, su questo tema, una risposta organica da parte delle istituzioni in termini di politiche sociali e sanitarie. Consideriamo necessario che sia riconosciuta a tali infezioni virali una specifica rilevanza in termini di programmazione socio-sanitaria ai diversi livelli: nazionali, regionali e locali. Evidenziamo come l’ultimo Piano Sanitario Nazionale 2011- 2013 non sembra rispondere adeguatamente a quest’esigenza. Questo, dal nostro punto di vista, il primo passo per garantire ai cittadini la presa in carico e l’accesso alle prestazioni, che deve essere tempestivo, uniforme su tutto il territorio nazionale e caratterizzato da un alto tasso di innovazione”. Tiene a precisare Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale CnAMC – Cittadinanzattiva
Anche il Dr. Giorgio Barbarini, responsabile dell’Unità Semplice “Diagnosi e cura delle malattie infettive nei soggetti tossicodipendenti” presso il Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali della Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia, e Componente del Comitato Scientifico Nazionale di FeDerSerD (Federazione dei SerD italiani), a nome di FeDerSerd sottoscrive il Manifesto di ACE.

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Finanziamento progetto ricerca

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2011

Islet Cells - cellules des îlots

Image by http://www.cihr-irsc.gc.ca via Flickr

Trieste. 500 mila euro dal Miur: 34 anni, modenese, Giovanni Bussi ha conquistato un importante finanziamento dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con il bando Firb. Il giovane ricercatore della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste coordinerà un progetto di ricerca per indagare le proprietà, a livello molecolare, dell’acido ribonucleico (RNA): la comprensione delle funzioni dell’RNA rappresenta una questione chiave nello studio di molte malattie, tra cui il cancro e l’epatite, e può aprire la strada a possibili applicazioni nel campo della biomedicina.
L’acido ribonucleico (RNA) è una delle molecole più affascinanti nelle scienze della vita e sta assumendo un’enorme importanza nel campo della biologia molecolare per le diverse funzioni biologiche cui assolve. Come il DNA, suo cugino più famoso, l’RNA è in grado di trasmettere e memorizzare le informazioni genetiche (RNA messaggero e RNA virale) mentre, analogamente alle proteine, può catalizzare reazioni chimiche. Inoltre trasporta direttamente il genoma dei virus – tra cui l’HIV, l’epatite, la dengue e l’influenza – e ha un ruolo cruciale nella regolazione dell’espressione genica.
Obiettivo di Giovanni Bussi è studiare, grazie alle simulazioni al computer, piccole molecole di RNA e in particolare due processi che sono cruciali per capirne le funzioni e il suo metabolismo: l’interazioni RNA-elicasi e l’azione dei riboswitch, o riboregolatori.Le elicasi sono enzimi in grado di rompere la struttura a doppia elica dell’RNA consentendo così il trasferimento delle informazioni genetiche. «L’interazione tra l’RNA e le elicasi è cruciale per esempio per la replicazione del virus dell’epatite C – precisa Bussi -. In questo caso, infatti, l’informazione genetica del virus è contenuta nell’RNA e il ruolo dell’elicasi è quello di srotolare l’RNA virale, permettendo così al virus di replicarsi all’interno dell’organismo ospite. Comprendere questo meccanismo potrebbe permettere lo sviluppo di nuovi antivirali, farmaci in grado di bloccare l’azione dell’elicasi e quindi la copia del materiale genetico virale».
I riboswitch sono invece piccole porzioni di RNA messaggero che regolano l’attività genica controllando come viene trasportato il corredo genetico dal DNA alle proteine. Questi riboregolatori hanno la capacità di riconoscere la presenza di altre molecole nella cellula e, cambiando conformazione, di inibire la trascrizione di un gene o la sintesi di una proteina. Per esempio i batteri utilizzano questo meccanismo per controllare la quantità di vitamina B12 presente nella cellula: se in eccesso, un riboswitch “spegne” il gene che la produce. «In altre parole, i riboregolatori, cambiando forma, inceppano in maniera controllata l’ingranaggio che trasmette le informazioni genetiche. Si tratta di un meccanismo di controllo molto primitivo, che viene utilizzato soprattutto da organismi semplici come i batteri. Per questo, capire come agiscono può essere determinante per lo sviluppo di farmaci antibatterici capaci di ingannare i riboswitch delle cellule batteriche compromettendone il funzionamento» spiega Giovanni Bussi.

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Trattamento dell’epatite B

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

II 99% dei pazienti in cura con entecavir, molecola di nuova generazione e antivirale orale per il trattamento dell’epatite B cronica, non ha sviluppato resistenza al virus nel corso di cinque anni di terapia. Il tasso di probabilità cumulativa di resistenza è infatti attorno all’1%, risultato mai raggiunto nella storia farmacologica di questa malattia cronica, nei pazienti che non hanno seguito alcun trattamento con antivirali orali in precedenza. I dati confermano l’alta barriera genetica di entecavir e il bassissimo rischio di sviluppare resistenza. Infatti, per sfuggire ad entecavir il virus dell’epatite B cronica deve sviluppare almeno tre mutazioni. Al contrario, per gli altri antivirali oggi disponibili la perdita di efficacia si sviluppa con una o due sole mutazioni del virus. Queste importanti notizie giungono dal più autorevole appuntamento di epatologia in Europa in corso a Milano, il 43° congresso della European Association for the Study of the Liver (EASL). Per Alfredo Alberti, professore di Medicina Interna e Gastroenterologia dell’Università di Padova, “I risultati confermano la potenza di entecavir e l’efficacia a lungo termine, dati essenziali per impostare una strategia iniziale di trattamento e superare i timori di insorgenza di resistenze comuni con le terapie disponibili fino ad oggi. Questo significa poter iniziare a trattare i pazienti prima e meglio, così da ridurre i rischi di insorgenza di cirrosi o di epatocarcinoma.”

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Epatite cronica E, primi risultati con i farmaci

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Non esiste ancora un trattamento universalmente accettato per l’epatite cronica causata dal virus epatitico E (Hev). Due spunti interessanti sono apparsi in contemporanea sul sito web degli Annals of Internal Medicine. Il primo lavoro – una “brief communication” divulgata da Vincent Mallet, institut Cochin, université Paris Descartes e collaboratori – riporta i risultati del trattamento con ribavirina (12 mg/kg di peso corporeo al giorno per 12 settimane) su due pazienti con epatite cronica E confermata alla biopsia: si trattava di un soggetto sottoposto a trapianto di rene e pancreas e di un paziente con linfocitopenia idiopatica CD4 T. Entrambi i pazienti sono andati incontro alla normalizzazione dei test della funzione epatica dopo due settimane di terapia e a clearance di Hev dopo quattro settimane. Per l’intero periodo di follow-up (di 3 e 2 mesi rispettivamente) i livelli di Rna virale si sono mantenuti bassi, al punto da non essere identificabili mentre gli effetti collaterali sono stati giudicati di leggera entità. Diversa, invece, la strategia terapeutica adottata da Laurent Alric e collaboratori dell’Ospedale universitario di Tolosa. In una “Lettera” alla rivista gli autori descrivono un caso di infezione cronica da Hev trattata con successo con interferone pegilato alfa. Secondo i clinici francesi si tratta, inoltre, del primo report di infezione cronica da Hev in un paziente immunocompromesso ma non sottoposto a terapia immunosoppressiva o positivo al virus Hiv. Il paziente in questione era un uomo di 57 anni affetto da leucemia a cellule capellute non trattata perchè indolente. La biopsia ha confermato la presenza di una leggera epatite lobulare, senza fibrosi: dopo un anno di follow-up senza terapia, è stato instaurato un trattamento di tre mesi con interferone pegilato-alfa 2b (1 microgrammo/Kg di peso corporeo per settimana). Le concentrazioni di Hev Rna nel siero si sono ridotte dal valore basale di 5,6 log10 copie/mL a 2,4 log10 dopo 2 settimane di terapia. Il paziente ha ottenuto una risposta virologica completa in settimana 4. In settimana 7, gli enzimi epatici sono rimasti entro i limiti della norma mentre l’Hev Rna non era identificabile nelle feci. Dopo cinque mesi dall’interruzione del trattamento, i livelli di Rna virale nel siero erano inferiori al valore minimo per l’identificazione. Ann Intern Med,  2010 Jun 14. [Epub ahead of print] (fonte doctor news)

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Epatite cronica B: identikit

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2010

La maggioranza dei pazienti europei affetti da epatite cronica B sono HBeAg negativi, caucasici, di sesso maschile e con significativi segni istologici di malattia epatica. La fotografia sulle caratteristiche dell’infezione virale e sulle tecniche di gestione in quattro Paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Italia) è frutto di un’indagine condotta nel 2006 da Thomas Berg e collaboratori della Clinica universitaria di Lipsia (Germania) con la partecipazione di 200 medici per un totale di 2.023 pazienti affetti da infezione cronica da Hbv. Vediamo i dati in sequenza. La maggior parte dei pazienti sono uomini (69%), il 64% con HbeAg negativo, spesso con evidenza di una malattia significativa (53%): nel 35% dei casi è già presente una fibrosi di grado moderato, nel 14% una cirrosi compensata e nel 4% una cirrosi non compensata. Tra i 1.665 pazienti con la sola infezione da Hbv, 1.184 (71%) erano ancora in trattamento per epatite cronica B. Al momento dell’instaurazione della terapia, il 70% dei soggetti HBeAg-positivi aveva livelli sierici pre-trattamento di Hbv Dna </= 9 log(10) copie/mL e di alanina aminotransferasi (Alt) >/= 2 x Uln (limite superiore della norma) mentre l’81% dei casi HBeAg-negativi mostrava livelli di Hbv Dna </= 7 log(10) copie/mL. Fra i pazienti non trattati, invece, i livelli di Hbv Dna e di Alt erano rispettivamente </= 5 log(10) e < 2 x Uln. In questo gruppo, infine, il 48% dei soggetti HBeAg-positivi e l’84% di quelli HBeAg-negativi non presentava fibrosi epatica o, in caso contrario, era comunque di grado leggero.

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Giornata mondiale dell’epatite

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2010

“Rappresenta una possibilità in più per conoscere e approfondire le malattie del fegato e per sottoporsi a screening.  Un’opportunità resa possibile grazie ai medici ed ai volontari specializzati che hanno messo a disposizione il loro tempo, la loro professionalità, ma soprattutto la loro solidarietà a servizio della collettività ed ai quali è doveroso rivolgere un sentito grazie, con l’augurio e la viva speranza che iniziative simili continuino a ripetersi e trovino sempre l’entusiasmo e il forte spirito motivazionale che consentono il coinvolgimento degli altri” – lo dichiarano in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma e membro della commissione politiche sanitarie, che ha partecipato alla giornata mondiale dell’epatite in Piazza Montecitorio facendo visita alla struttura gazebo allestita per l’occasione e sottoponendosi al controllo delle transaminasi e Fernando Aiuti, Presidente della Commissione politiche sanitarie del Comune di Roma.  “Lo stile di vita e le abitudini alimentari influiscono sullo stato di salute di noi tutti -continuano i due esponenti del Pdl – ed è proprio per questo che lanciamo un appello ai più giovani affinché evitino il consumo di alcool che può danneggiare il fegato in modo irreversibile.”

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Giornata mondiale dell’epatite

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2010

Roma 19 maggio 2010 Giornata Mondiale dell’Epatite. A Roma in Piazza di Monte Citorio mercoledì 19 maggio, un evento informativo e di screening promosso dall’Associazione EpaC Onlus e realizzato con medici volontari specializzati nelle epatiti e malattie del fegato. Invitati anche i parlamentari italiani, che potranno sottoporsi al controllo delle transaminasi per contribuire a promuovere nell’opinione pubblica una maggiore attenzione alla salute del fegato e una maggiore sensibilità alle problematiche vissute dai pazienti e dai loro familiari.
Nel mondo 500 milioni di persone, circa 1 persona su 12, sono venute a contatto con i virus dell’epatite B o C, un numero di pazienti 10 volte superiore rispetto a quelli affetti dal virus HIV (AIDS). Si stima che in Italia vivano circa 2 milioni di persone con infezione cronica da virus epatitici HBV e HCV. Mercoledì 19 maggio 2010, in occasione della Giornata Mondiale dell’Epatite promossa dalla World Hepatitis Alliance, l’Associazione EpaC Onlus, la principale associazione di riferimento in Italia per i malati di epatite, organizza una giornata di informazione e screening a Roma in Piazza di Monte Citorio, di fronte al Parlamento, dalle 10 alle 17. Medici volontari specializzati nella cura delle epatiti e delle malattie del fegato saranno a disposizione per fornire informazioni sulla prevenzione e la cura della malattia ed effettuare il controllo delle transaminasi. EpaC Onlus ha invitato i parlamentari italiani ad aderire all’iniziativa per stimolare l’opinione pubblica a una maggiore attenzione alla salute del fegato e al problema socio-sanitario delle epatiti.
Le epatiti B e C costituiscono un vera e propria “emergenza sommersa” con impatto sulla salute pubblica. L’epatite B, nonostante la vaccinazione obbligatoria in Italia dal 1991, non è scomparsa e rappresenta ancora un problema rilevante. L’epatite C non può essere prevenuta con la vaccinazione, anche se è possibile rallentarne la diffusione con appropriate misure igienico-sanitarie e di stile di vita. Prevenire nuove infezioni e scoprire in tempo la malattia attraverso una diagnosi precoce sono importanti obiettivi per vincere la battaglia contro l’epatite.  La Giornata Mondiale dell’Epatite, lanciata nel 2008 e coordinata dalla World Hepatitis Alliance, ha come scopo la promozione di una maggiore consapevolezza e informazione sulla malattia e sui bisogni legati a questa epidemia globale. “Sono io il numero 12?” è la campagna di informazione e sensibilizzazione globale promossa dalle oltre 280 Associazioni nel mondo che operano a tutela dei malati di epatite B o C. In Italia la Giornata è coordinata dall’Associazione EpaC Onlus, che è anche tra i partecipanti, insieme alle società scientifiche di riferimento del settore[i], del convegno “Epatiti Summit 2010.

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Giornata Mondiale dell’Epatite

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2010

Roma 19 maggio 2010 dalle 10 alle 17. in Piazza di Monte Citorio, di fronte al Parlamento, in occasione della Giornata Mondiale dell’Epatite promossa dalla World Hepatitis Alliance, l’Associazione EpaC Onlus, la principale associazione di riferimento in Italia per i malati di epatite, si organizza una giornata di informazione e screening a Medici volontari specializzati nella cura delle epatiti e delle malattie del fegato. Saranno a disposizione per fornire informazioni sulla prevenzione e la cura della malattia ed effettuare il controllo delle transaminasi. EpaC Onlus ha invitato i parlamentari italiani ad aderire all’iniziativa per stimolare l’opinione pubblica a una maggiore attenzione alla salute del fegato e al problema socio-sanitario delle epatiti. L’iniziativa di informazione e screening in Piazza Monte Citorio è patrocinata dalla Regione Lazio, dalla Provincia e dal Comune di Roma, dalla ASL Roma A, da AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi & Endoscopisti Digestivi Ospedalieri), AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e CLEO (Club Epatologi Ospedalieri). (La Redazione di EpaC onlus)

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Epatite, appello di Epac al governo italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2009

Un persona ogni 30 secondi nel mondo muore a causa dell’epatite. Epac, la principale associazione di riferimento in Italia per le persone colpite da questa malattia, ha chiesto oggi al governo italiano di non sottovalutare la condizione di 500 milioni di persone che nel mondo vivono con l’epatite B o C. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) potrebbe infatti cancellare dall’agenda dell’imminente Assemblea Mondiale della Sanità (World Health Assembly), che si svolgerà a Ginevra dal 18 al 27 maggio, un’urgente risoluzione sull’epatite virale che era stata inizialmente prevista in calendario. Ciò a causa degli sforzi richiesti per far fronte alla diffusione dell’influenza ‘A’. Rischia quindi di non essere discussa fino al 2010 la risoluzione già schedulata (‘Proposal for the Establishment of a World Day for the Struggle against Viral Hepatitis and other issues relating to the Disease’) che ha l’obiettivo di incrementare gli sforzi di tutti i Paesi per combattere la malattia. La notizia giunge proprio alla vigilia della Giornata Mondiale dell’epatite che si celebra il 19 maggio. Charles Gore, presidente della World Hepatitis Alliance, una Organizzazione No Profit che rappresenta oltre 200 Associazioni nel mondo che tutelano i malati di epatite B e epatite C, ha spiegato che, al di là degli sforzi necessari per fermare l’influenza ‘A’, i responsabili della salute globale non possono più permettersi di ignorare la condizione delle persone colpite da epatite. “L’epatite virale non ha mai goduto della giusta attenzione e le conseguenze sono state disastrose – ha commentato Charles Gore -. Se l’Assemblea mondiale della salute deciderà di posticipare la risoluzione sull’epatite virale, un milione di persone morirà prima che venga adottato un approccio coordinato dai leader mondiali”. Da quando i virus dell’epatite B e C sono stati scoperti rispettivamente nel 1967 e nel 1988, non c’è stata una sola risoluzione dell’OMS che abbia pienamente indirizzato gli sforzi per combattere l’epidemia globale. “In Italia – afferma Ivan Gardini, presidente di Epac Onlus – si registrano oltre 20.000 decessi ogni anno per malattie del fegato, in larghissima parte causati dalle complicazione dei virus dell’epatite. Siamo uno dei Paesi occidentali con il più alto tasso di mortalità e detentori di questo triste primato in Europa.”

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La campagna mondiale sull’epatite

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2009

Il 19 maggio 2009, in tutto il pianeta continua la campagna mondiale sull’epatite. E’ una malattia che colpisce 500 milioni di persone e ne uccide un milione e mezzo ogni anno. In Italia EpaC onlus aderisce al progetto.  Oltre 200 associazioni di pazienti nel mondo coordinate dal World Hepatitis Alliance, puntano sullo slogan “Sono io il numero 12?”(www.aminumber12.org) per incrementare la consapevolezza di un dato quasi sconosciuto: nel mondo, si stima che una persona su 12 ha l’epatite B o l’epatite C ma la maggiore parte non lo sa ancora.  La campagna informativa “Sono io il numero 12?” sarà celebrata in 55 nazioni, da Sydney alla Serbia e da Beijing a Buenos Aires. Si tratta di una nuovissima iniziativa gestita interamente dalle Associazioni di pazienti. La giornata è stata organizzata per sottolineare la generale mancanza di consapevolezza sul questo problema socio-sanitario ma anche sulla mancanza di volontà politica di attuare strategie sanitarie di informazione e prevenzione così come sono state già pianificate per l’HIV/AIDS, tubercolosi e malaria, nonostante i numeri sulla mortalità siano sovrapponibili o anche superiori a quelli di queste malattie.  La campagna dello scorso anno contro ha ottenuto l’appoggio di organizzazioni di alto profilo incluse Mèdicines sans Frontières, GAVI Alliance e Pan American Health Organisation. Ora anche l’Asian Liver Centre” e “l’Asia and Pacifc Alliance to eliminate Viral Hepatitis” (APAVH) si sono aggiunti al gruppo di organizzazioni internazionali che supportano i progetti della WHA. Samuel So, segretario esecutivo della APAVH, ha detto che l’associazione “sostiene l’impegno della World Hepatitis Alliance nello sforzo di unirsi nella lotta contro questa malattia in risposta al fatto che rispetto all’epatite virale cronica non sono stati ancora raggiunti né il livello di consapevolezza né la volontà politica di sconfiggerla a differenza di quanto avvenuto con l’HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria”.
La Giornata mondiale dell’ epatite è coordinata dalla World Hepatitis Alliance, una Organizzazione No Profit  che rappresenta oltre 200 Associazioni nel mondo che tutelano i malati di epatite B e epatite C. Il Consiglio Direttivo è formato da  gruppi di pazienti di sette aree geografiche: Europa, Mediterraneo dell’est, Nord Africa, Nord America, Sud America, Australia e Pacifico dell’ovest.
In Italia: Associazione EpaC In Italia, EpaC onlus è di fatto la principale associazione di riferimento per i malati di epatite. Svolge attività di counselling, informazione, prevenzione e offre il suo contributo alla ricerca. EpaC onlus sostiene le attività della giornata mondiale sulle epatiti, poiché membro fondatore della European Liver Patient Association (ELPA) uno dei 7 membri del World Hepatitis Alliance. Ulteriori informazioni sulla giornata mondiale saranno rese disponibili al sito internet http://www.epac.it

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