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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘epidemiologico’

AIDS: Parte da Roma la rivoluzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Roma fino al 20 luglio circa 7.000 specialisti di tutto il mondo sono chiamati a confrontarsi sulla prima “patologia globale”. a 30 anni esatti dall’inizio dell’epidemia. A 30 anni dall’esplosione dell’AIDS, per la prima volta si vede all’orizzonte la possibilità di “spegnere” l’epidemia: parte da Roma, dove comincia oggi IAS (International AIDS Society – Conference on Pathogenesis, Treatment and Prevention of HIV Infection) 2011, il più importante appuntamento scientifico a livello mondiale dedicato all’AIDS, la rivoluzione che, unendo insieme farmaci e prevenzione, con un impiego più precoce delle terapie antiretrovirali, permette di abbattere la carica virale delle persone infette, ridurre la carica complessiva di virus circolante all’interno delle comunità e diminuire drasticamente il rischio di trasmissione del virus. E grazie all’avvento di terapie antiretrovirali sempre più potenti, torna d’attualità anche l’obiettivo dell’eradicazione completa dell’HIV.
Era infatti il 5 giugno 1981 quando dagli USA arrivarono le prime informazioni su alcuni insoliti casi di polmonite in giovani bianchi americani: da allora, l’HIV ha infettato oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo, oltre 25 milioni di persone sono morte di AIDS e circa 33 milioni convivono attualmente con l’HIV.Quindici anni fa l’avvento delle terapie antiretrovirali di combinazione ha modificato il corso della malattia e oggi, almeno nei Paesi a economia avanzata, l’aspettativa di vita di un paziente in terapia è comparabile a quella del resto della popolazione.
In Italia sono stimate da 143.000 a 165.000 persone HIV positive e di queste oltre 22.000 con AIDS. “L’AIDS non è affatto sotto controllo” – afferma Massimo Andreoni, Professore Ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Roma Tor Vergata È il fenomeno dei late presenters, ovvero persone che si percepiscono immuni e non fanno il test. “Nell’agenda della comunicazione l’AIDS ha subito negli ultimi anni un black-out che ha contribuito a dare forma all’attuale aspetto epidemiologico con cui si presenta l’infezione da HIV” – afferma Marco Borderi, Dirigente Medico I livello U.O. Malattie Infettive dell’A.O. Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna e Direttore HAART. Ma insieme ai problemi legati alla diagnosi tardiva, i medici devono confrontarsi anche con quelli legati all’aumento della sopravvivenza. La cronicizzazione della malattia ne ha fatto emergere anche aspetti prima poco valutati, come quello infiammatorio. Le numerose terapie antiretrovirali oggi disponibili permettono di gestire le comorbilità e di affrontare le diverse tipologie di pazienti, adattando la combinazione migliore al paziente a seconda che arrivi alla diagnosi in fase avanzata o precoce. Inoltre la terapia precoce, con l’uso anticipato dei farmaci antiretrovirali, si sta rivelando parte integrante della prevenzione. Proprio nel corso di IAS 2011 vengono presentati nuovi dati di efficacia a lungo termine (5 anni) di raltegravir in confronto con efavirenz, che dimostrano come il 69% dei pazienti in terapia con raltegravir abbia mantenuto la soppressione dei livelli di carica virale al di sotto di 50 copie/mL e abbiano inoltre registrato un aumento maggiore dei CD4. Nelle giornate romane in definitiva si celebra il grande mutamento di prospettiva avvenuto nell’arco di questi 30 anni anche grazie al contributo e all’impegno di aziende come la MSD, che ha plasmato l’approccio terapeutico contro l’infezione dell’HIV, mettendo a disposizione dei pazienti i capostipiti di tre delle classi di farmaci antiretrovirali: il primo inibitore della proteasi, il primo inibitore della transcrittasi inversa e – con raltegravir – il primo inibitore dell’integrasi.

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Il Laboratorio Europeo dell’ISS studia il focolaio epidemico tedesco

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

(NewsMedia, Silvana Stazzone) Per lo studio identificativo del ceppo batterico, di un tipo di Escherichia coli, che sta causando allarme epidemico in Europa e non poche preoccupazioni anche in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità, ISS, è pienamente coinvolto nelle indagini sul decorso dell’epidemia, in quanto è la sede del Laboratorio Europeo di Riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, come da richiesta della Direzione Generale di Sanità Pubblica della Commissione Europea (DG Sanco). In particolare, nell’ISS è stato rapidamente messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori Nazionali di Riferimento degli Stati Membri EU e, a livello nazionale, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti. Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Prof Enrico Garaci avverte:”Non è consigliabile la terapia antibiotica” per la cura dell’infezione intestinale causata dall’E.coli. In relazione al ceppo analizzato, il Presidente dell’ISS Garaci precisa: “Il fatto che il ceppo epidemico sia resistente a molti antibiotici non costituisce un fattore di rischio: per questa particolare infezione, infatti, la terapia antibiotica non è consigliata e, anzi, può risultare controproducente, causando un aumento del rilascio della tossina nel lume intestinale da parte dei batteri uccisi dall’antibiotico, con conseguente aumento della concentrazione di tossina nel sangue e aumento del danno renale”.Il Laboratorio dell’ISS, insieme al Laboratorio di Riferimento Europeo per il settore medico a Copenaghen, ha anche analizzato i caratteri di patogenicità del batterio responsabile del focolaio epidemico in Germania, stabilendo che si tratta di una variante rispetto a quelli classici associati alla SEU (Sindrome Emolitico Uremica) soprattutto nei bambini.
Il Ministero della Salute comunica le norme di prevenzione all’infezione di questo batterio, da applicare senza allarmismi e come normale prassi igienica con particolare attenzione al lavaggio della frutta e verdura e delle mani:
Non è giustificato l’allarmismo verso il consumo in Italia di ortaggi crudi, visto anche che le indagini di laboratorio non hanno supportato l’ipotesi dei vegetali contaminati quale fonte di infezione.
Le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare sono sufficienti a evitare infezioni:
1) lavarsi frequentemente le mani dopo aver maneggiato alimenti,
2) lavare a fondo le verdure,
3) evitare il consumo di carne cruda,
4) lavare bene coltelli, taglieri e altri utensili usati per la preparazione dei cibi, evitando di utilizzare senza lavare lo stesso tagliere e/o utensile per più alimenti,
5) lavare bene le mani prima di manipolare i cibi e dopo aver usato la toilette.
Le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica rivolgersi al proprio medico. (Silvana Stazzone)

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Sperimentazione clinica e professioni sanitarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Approvato, su proposta del Ministro Ferruccio Fazio, dal Consiglio dei ministri del 10 marzo, un disegno di legge per la riforma della sperimentazione clinica dei medicinali, riordino degli albi e degli ordini professionali, avvio del fascicolo sanitario elettronico per tutti i cittadini. L’attuazione delle norme sulla sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano dovrà attuarsi entro nove mesi dall’entrata in vigore della legge delega, attraverso l’emanazione di uno o più decreti legislativi, acquisito il parere della Conferenza delle Regioni. I decreti dovranno prevedere il riordino, l’individuazione, nonché la riduzione, del numero dei comitati etici con predisposizione di criteri di certificazione, prevedendo in ogni caso almeno un comitato etico per ogni Regione e tenendo in considerazione il numero di Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico presenti; meccanismi di valutazione delle performance delle aziende sanitarie pubbliche nell’ambito delle sperimentazioni cliniche; l’istituzione di un portale di consultazione per il cittadino. Sulle professioni sanitarie, si prevede, con una delega al governo, il riordino della disciplina degli Albi, degli Ordini, e delle relative Federazioni nazionali, dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei farmacisti e dei medici veterinari che saranno soggette alla vigilanza del ministero della Salute. Saranno rafforzati i codici deontologici, la formazione e l’aggiornamento professionale. Si prevede infine il riordino delle attività idrotermali e la promozione del turismo termale. Verrà istituito per ogni cittadino il Fascicolo sanitario elettronico (Fse), fino ad oggi non disciplinato a livello nazionale da norme di carattere primario o secondario. Il Fascicolo, definito come “l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi riguardanti l’assistito”, verrà istituito dalle Regioni nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali a fini non solo di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, ma anche di studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico.

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Adolescenti e sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Presentato oggi, 23 febbraio, nel corso di un incontro sul tema Adolescenti e sostanze psicoattive svoltosi a Bologna, uno studio sui percorsi che possono condurre all’uso di sostanze psicoattive, realizzato dall’Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze patologiche dell’Azienda USL di Bologna. Lo studio parte dal dato, ormai acquisito in letteratura, che le prime esperienze nell’utilizzo di sostanze illegali si verificano attorno agli 11-12 anni di età. La percentuale di ragazzi che utilizzano o hanno utilizzato almeno una volta nella vita sostanze illegali cresce nettamente a partire dai 16 anni, per toccare anche il 40% dei giovani attorno ai 18 anni, e cala successivamente, a partire dai 25 anni.   La ricerca dell’Osservatorio non è uno studio di prevalenza, quindi non misura il fenomeno, ma si occupa dei fattori di rischio e dei fattori protettivi rispetto all’uso di sostanze psicoattive nella fascia di età compresa tra i 13 e i 16 anni. Particolare attenzione è dedicata alla  descrizione dei significati attribuiti all’uso o al non uso delle stesse sostanze, alla percezione del rischio, alle motivazioni, all’età media del primo uso. Allo studio hanno partecipato 7 scuole medie superiori e 1 scuola media inferiore di Bologna. Sono stati intervistati 1.300 giovani tra i 13 e 16 anni di età, scelti in modo casuale e non rappresentativi di un campione statistico della popolazione giovanile. Il 16% degli intervistati ha 13 anni, il 46% 14 anni, il 29% 15 anni, il 9% 16 anni. Poco più della metà di essi, il 54%, è rappresentato da ragazze. L’8% dei giovani intervistati dispone di oltre 50 euro al mese, il 19% abita con un solo genitore, nell’82% dei casi entrambi i genitori lavorano. Sui 1.300 adolescenti oggetto dello studio, 1.210 (93%) non hanno mai fatto uso di sostanze illecite nel corso dell’ultimo anno, 403 (31%) hanno fumato sigarette almeno una volta, 332 (26%) hanno bevuto alcolici e 90 (7%), hanno utilizzato almeno una volta una sostanza illecita (per 85 di essi cannabis). Confrontando questi dati con quelli dell’indagine Espad 2007, riguardante il consumo di sigarette, alcol e sostanze tra i giovani di età tra 15 e 16 anni, e condotta su 35 mila studenti italiani, la percentuale di adolescenti bolognesi che usa tabacco, 37,9%, è all’incirca sovrapponibile a quella dei coetanei di tutta Italia, 37%. Più basse, invece, le percentuali di ragazzi bolognesi che fanno uso di alcol (20,9% contro 27%), di cannabis (11,3% contro 19%) e di altre sostanze illecite (1,4% contro 9%).   Tra le motivazioni principali che hanno spinto i 403 adolescenti bolognesi ad accendere almeno una sigaretta, la curiosità, il piacere e l’emulazione. I 332 adolescenti che hanno bevuto alcolici hanno dichiarato di averlo fatto per divertimento, desiderio di socializzare e curiosità, mentre tra i 90 ragazzi che hanno provato sostanze illegali prevalgono curiosità, desiderio di socializzare e il piacere derivante dall’uso della sostanza. Sul fronte della percezione del rischio, circa un terzo dei ragazzi intervistati è convinto che l’uso di sostanze illecite provochi danni neurologici, altrettanti pensano che causi danni fisici, il 19% disturbi psichici, ma i danni più temuti sono rappresentati in assoluto dalla dipendenza fisica e dalla morte. In generale, le sostanze illegali più presenti sui media come cocaina, eroina, crack ed exstasy sono percepite come molto pericolose. Le sostanze legali, invece, sono considerate pressoché innocue, soprattutto il tabacco. Per quanto riguarda l’età di primo uso di sostanze, lecite e illecite, gli intervistati hanno dichiarato di aver bevuto alcol per la prima volta a 13 anni, di aver acceso la prima sigaretta attorno ai 13 anni e mezzo e di aver fumato cannabis a 14. Chi ha usato sostanze illegali, ha iniziato prima a fumare tabacco. Infine, per 184 adolescenti, pari al 14% degli intervistati, si è verificato nel corso dell’ultimo anno almeno un episodio di alterazione alcolica.  La maggiore disponibilità di denaro sembra giocare un ruolo nel consumo di sostanze. Gli intervistati che dispongono di più di 50 euro al mese hanno il 67% di probabilità di usare sostanze, percentuale che si abbassa di oltre la metà, scendendo al 32%, per chi può contare su una cifra mensile inferiore a 11 euro.

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Piano di indirizzo per la riabilitazione

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Roma 27 luglio, alle ore 11.00, presso l’Auditorium del Ministero della Salute (Lungotevere Ripa, 1) sarà presentato il Piano di indirizzo per la riabilitazione. All’evento parteciperà anche il presidente di AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) Onlus Mario Melazzini, membro del Gruppo di lavoro sulla riabilitazione in qualità di esperto. Gruppo di lavoro sulla riabilitazione che si è insediato nel novembre dello scorso anno ed è presieduto dal sottosegretario Francesca Martini. Tra le sue competenze, aggiornare – in collaborazione con le Regioni – le linee guida per le attività di riabilitazione, «tenendo conto dei seguenti criteri – si legge nel sito del Ministero della Salute -: a) la valutazione dei bisogni in materia di riabilitazione relativi alle varie aree del Paese e commisurati al quadro epidemiologico, riferito ad approccio per patologia;
b) la valutazione della suddivisione della spesa sanitaria rispetto alla distribuzione di servizi tra ospedale e territorio e al rapporto costi/benefici; c) l’erogazione di prestazioni riabilitative appropriate sulla base degli effettivi fabbisogni nell’ambito delle risorse già programmate dal Fondo Sanitario Nazionale;d) lo studio e l’eventuale messa in rete dei modelli organizzativi delle varie regioni che si sono dimostrati allo stato meglio rispondenti ai succitati obiettivi». Anche il Piano che verrà presentato domani, dunque, si inserisce nel contesto delle finalità e degli obiettivi per i quali il Gruppo di Lavoro è stato istituito.

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Fratture vertebrali

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2010

Ferrara 4 e 5 giugno 2010 presso la Sala dei Congressi delle Fiere di Ferrara. Il Congresso, organizzato dal Professor Leo Massari, Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Ferrara, rappresenta l’occasione per affrontare l’argomento delle lesioni della colonna vertebrale dal punto di vista epidemiologico, diagnostico e degli approcci terapeutici, da quelli farmacologici a quelli chirurgici.  Il Congresso è articolato in 5 sessioni nelle quali si parlerà della epidemiologia e della diagnostica delle fratture vertebrali, delle lesioni spinali, delle fratture del rachide cervicale, delle fratture del rachide toraco-lombare e lombare, nonché delle fratture vertebrali da fragilità. Sabato 5 giugno, in particolare, il Professor Massari parlerà delle fratture da fragilità causate da osteoporosi, problema assai diffuso (in Italia ogni anno si verificano oltre 100.000 casi), in particolar modo tra le donne in età post-menopausale. L’osteoporosi si manifesta con un andamento cronico e con una elevata predisposizione alle fratture in quanto l’osso diminuisce di consistenza, diventa poroso e quindi fragile. Il progressivo invecchiamento della popolazione, specie nei Paesi più sviluppati, unito alle aumentate esigenze funzionali fanno sì che le problematiche mediche legate alle patologie discali abbiano subito un vertiginoso incremento in termini numerici e non solo.  Presso la clinica di Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Ferrara, il Professor Massari e la sua equipe eseguono circa 70 interventi all’anno di cifoplastica a cui si aggiungono i circa 65-70 interventi di chirurgia vertebrale “maggiore” di stabilizzazione per fratture, patologie degenerative o tumorali. Numeri che esprimono la bontà dei risultati ottenuti, consistenti principalmente nella risoluzione della sintomatologia dolorosa, anche nei casi di crolli di più corpi vertebrali.
La cifoplastica con palloncino è un intervento della durata di circa mezz’ora che viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda del paziente e della sede della frattura. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione qualche ora, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono quasi subito. I vantaggi correlati a questa tecnica chirurgica sono numerosi: dalla rapidità con cui viene restituita la mobilità al paziente, ai notevoli risparmi economico-sociali rispetto alle cure tradizionali. Vengono infatti evitati i costi di ospedalizzazione, riabilitazione e cura farmacologica del dolore.  Finora, in tutto il mondo, sono state trattate con la tecnica della cifoplastica con palloncino più di 600.000 fratture su oltre 450.000 pazienti. Secondo un recente Studio pubblicato nel febbraio 2009 su The Lancet che ha coinvolto 300 pazienti di 21 centri clinici di otto Paesi, i pazienti sottoposti alla cifoplastica con palloncino, a un mese dall’intervento, hanno manifestato, rispetto a coloro che hanno ricevuto solo trattamenti conservativi, un miglioramento più marcato con un recupero più rapido della funzionalità e della mobilità e una maggiore riduzione del dolore. Benefici che si sono mantenuti costanti sull’arco di 12 mesi.

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Cuore, aggiornata la carta del rischio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Di Nicola Miglino. Dopo aver valutato i dati epidemiologici degli ultimi 10 anni, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha aggiornato la carta del rischio cardiovascolare. Secondo quanto annunciato nell’ambito della IV Conferenza nazionale sulla prevenzione cardiovascolare in Italia, appena conclusasi ieri a Roma e promossa da Anmco, Fondazione “Per il tuo cuore”- Hcf e Iss, l’aggiornamento è stato possibile grazie all’inclusione nel database del “Progetto Cuore” della coorte dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare arruolata nel 1998. Ciò ha permesso di arrivare a un numero complessivo di soggetti monitorati pari a 10.233 uomini e 15.895 donne di età compresa tra i 35 e i 74 anni, sui quali sono stati raccolti e validati 932 eventi coronarici (233 fatali) e 471 cerebrovascolari (152 fatali) occorsi in un tempo mediano di 10 anni. L’aggiornamento della carta contiene un quinquennio in più (70-74 anni) rispetto alla precedente effettuata nel 2003.
«Dai dati – si legge in una nota Iss – emerge che, dal 1998 al 2008, negli uomini si rileva un aumento significativo di obesità, dal 19% al 25% , e sindrome metabolica, dal 24 al 28%. Si riduce fortunatamente l’abitudine al fumo, dal 31% al 24%, mentre nelle donne obesità, sindrome metabolica e diabete rimangono ai livelli, pur sempre alti, del ’98, ovvero, rispettivamente 24, 22 e 8%».Le variazioni riguardano in modo particolare il livello socio-economico più basso, dove si raddoppiano i valori della prevalenza di diabete (16% nel livello socio-economico più basso, 6% in quello più elevato), sindrome metabolica (33% vs 17%), obesità (32% vs 19%),  la prevalenza di ipertesi non trattati rimane alta (24% contro il 18%) e l’abitudine al fumo rimane elevata (23%). È stato possibile costruire funzioni di rischio specifiche per uomini e donne e per fasce di età 35-54 anni e 55-74 anni (età, pressione arteriosa sistolica, colesterolemia – compreso il ruolo protettivo del c-Hdl -abitudine al fumo e diabete). Sono in corso analisi di approfondimento per valutare il ruolo predittivo della glicemia considerata come fattore continuo. (fonte doctor news)

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Rapporto 2008 sulle dipendenze in area metropolitana

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

Bologna 6 Novembre 2009 ore 9.00 – 14.00 Via Altura, 3,  Aula Magna Ospedale Bellaria, Padiglione Tinozzi. Rapporto ad iniziativa di Gabriele Cavazza – Vice Direttore Sanitario Ausl di Bologna e Luigi Tagliabue – Direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche. Introduce i lavori Giuseppe Cervino – Coordinatore Commissione di Monitoraggio dell’Accordo di Sistema sul sistema dei servizi sulle dipendenze patologiche. Seguono: Raimondo Maria Pavarin – Responsabile Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche Il quadro epidemiologico: gli elementi di novità nell’area metropolitana di Bologna, Giovanni Guescini – Responsabile SERT San Lazzaro di Savena Stato dell’arte ed evoluzione del trattamento dei disturbi da uso di sostanze, Michelina Ruo – Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche Andamento storico dell’utenza nei servizi, Silvia Marani – Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche Problemi alcol-correlati,  Samantha Sanchini – Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche Indicatori di qualità e valutazione dell’efficacia dei trattamenti, Elsa Turino – Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche Il centro di documentazione sulle droghe. Enti accreditati Claudia Bianchi – Centro Accoglienza La Rupe Alessandro Dionigi – Coordinatore Il Pettirosso (Consorzio CEIS) Dalla Comunità Terapeutica residenziale ai nuovi scenari di intervento: una fotografia di insieme del sistema integrato in area metropolitana Monica Brandoli – Comune di Bologna Settore Coordinamento Sociale e Salute Ufficio Città Sane e Promozione del Benessere Persone con problemi correlati all’uso di sostanze e riorganizzazione dei Servizi sociali comunali Mila Ferri – Dirigente area Dipendenze – Servizio Salute mentale, dipendenze patologiche, salute nelle carceri – Assessorato Politiche per la salute – Regione Emilia-Romagna

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Neuromed tra i migliori centri di ricerca in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

ricercaL’attività di ricerca dell’Istituto è tesa a individuare le basi molecolari e genetiche per la diagnosi e cura delle malattie del sistema nervoso centrale e periferico. In particolare, l’attività di ricerca si concentra prevalentemente nel campo della biologia cellulare e molecolare e in quello della neurofisiologia e della neurofarmacologia. Le linee di ricerca rivolte allo studio molecolare riguardano tematiche di indubbio interesse per la clinica, nella logica di sviluppare anche la ricerca traslazionale su argomenti che, non a caso, hanno larga rappresentazione in review articles, nelle riviste mediche generali e biotech di maggiore rilevanza. Risultati significativi sono stati ottenuti a seguito della patogenesi genetico-molecolare delle malattie vascolari e di studi di diagnostica e caratterizzazione molecolare di neoplasie del SNC, di studi epidemiologico-genetici e molecolari dei pazienti affetti da malattie ereditarie del SNC (Morbo di Huntington, parkinsonismo familiare ecc.), di studi rivolti alla caratterizzazione neurofisiologica dei disturbi del movimento e delle aree epilettogene.  Estremamente positiva è stata la ricerca Neurovascolare del Neuromed, focalizzata a chiarire importanti  questioni riguardanti i fattori di rischio ed il trattamento delle malattie cerebrovascolari acute e croniche con particolare attenzione all’ictus cerebrale. L’attività di ricerca neurovascolare non si ferma solo ad un piano di investigazione clinica ma è anche concentrata a definire nuovi bersagli molecolari da utilizzare nelle terapie del  prossimo futuro. Egualmente di altissimo livello le attività di ricerca svolte sugli mGlu, i recettori metabotropici del glutammato bersaglio di nuovi farmaci innovativi e le ricerche sui neurotrasmettitore GABA che sono responsabili della normale attività inibitoria nel sistema nervoso centrale. Alcuni lavori svolti nei laboratori del Neuromed mostrano che tali recettori sono meno efficaci nell’epilessia del lobo temporale rispetto agli individui normali determinando potenzialmente un’ipereccitabilità del tessuto nervoso che può portare all’epilessia. (ricerca)

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Inquinamento, anziani e salute

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Uno studio epidemiologico della Stanford University (USA), durato 12 anni in 183 citta’, ha analizzato il volume delle cure mediche di milioni di americani dai 65 agli 84 anni. Lo studio dimostra chiaramente la nocivita’ dell’inquinamento atmosferico poiche’ emerge una stretta correlazione tra la qualita’ dell’aria e i costi sanitari. I ricoveri ospedalieri per insufficienza respiratoria sono il 19% in piu’ nelle citta’ inquinate rispetto a quelle con basso inquinamento. I risultati dovrebbero far riflettere i nostri legislatori -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc- che approvano provvedimenti restrittivi sul fumo. Che le esalazioni del tabacco facciano male e’ indubbio, cosi’ come e’ sacrosanto il diritto dei non fumatori a tutelare la propria salute dal fumo dei fumatori, purtroppo non registriamo analoga attenzione nei confronti dell’inquinamento da gas di scarico delle automobili. Ultimo esempioriguarda la Capitale d’Italia, dove un timido tentativo di limitare il traffico nel centro e’ naufragato per l’opposizione dei commercianti. Insomma sono sempre gli interessi economici di questa o quella lobby che dettano legge. Una di queste lobby e’ proprio lo Stato che mentre si appresta a varare una legislazione piu’ severa, dall’altra detiene il monopolio dei tabacchi, con una imposizione fiscale che raggiunge il 75% del valore di un pacchetto di sigarette. Insomma il denaro non ha odore, neanche di tabacco! Le riforme strutturali in Italia. L’economia nazionale si sta imballando proprio perché non è in grado di imbrigliare le crescenti spese derivanti da voci di bilancio che non sembrano comprimibili senza provocare forti reazioni popolari. Eppure esiste, come emerge chiaro da un progetto messo a punto dai Centri studi della Fidest, una soluzione cercando di risolvere il problema pensando in modo diverso al come lo abbiamo germinato. In altre parole se pensiamo, ad esempio, alla sanità ed analizziamo le spese ci accorgiamo che esse incidono in misura notevole sui costi di gestione e sui prodotti farmaceutici. Se, quindi, noi riduciamo i vari passaggi, oggi richiesti per l’assistenza sanitaria di base, determiniamo un abbassamento notevole del rapporto costi generali/prestazioni effettuate. Dobbiamo, quindi, ragionare in modo diverso per darci un approccio semplificato per l’assistenza sanitaria dando più contenuto al ruolo del medico di base e permettendogli di interagire in tutte le situazioni in cui i propri pazienti abbisognano ora di visite specialistiche ora di ricoveri ospedalieri, ora di terapie particolari, ecc. Tutto ciò cosa può significare? Senza dubbio una minore prescrizione di farmaci o l’uso, in alternativa, di prodotti omeopatici o fitofarmaci o altre soluzioni che possono andare a combinarsi con la propria dieta alimentare. Ma è tutta la filiera assistenziale che, se meglio seguita dal medico di base, consente la contrazione delle spese sanitarie evitando la duplicazione o il ripetersi di accertamenti diagnostici in tempi brevi e per i quali è comprovata la inutilità. E’ una strada percorribile se non ci fossero interessi lobbistici che tendono a far lievitare la spesa sanitaria per poter emungere da essa congrui profitti. E questi interessi sono tanto potenti che ogni possibile riforma è destinata al fallimento se prevede economie di gestione andando a ricadere sull’uso dei prodotti farmaceutici e sui tanti interessi privati messi a punto con il solo scopo di attrarre risorse pubbliche sotto l’egida del servizio costoso, ma con prestazioni mediocri e che prevedono, altresì, interventi ripetitivi.

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