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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘equilibri’

Lo sviluppo sostenibile e il cambiamento degli attuali equilibri

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

La comunità internazionale è in grado di realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile che si è prefissata entro il 2030, ma ciò avverrà solo attraverso un cambiamento profondo degli equilibri attuali. E’ necessario infatti garantire un volume adeguato di investimenti pubblici che possano orientare l’economia globale su un percorso espansivo, afferma il Rapporto sul Commercio e lo Sviluppo 2019 dell’UNCTAD.Il rapporto propone di rilanciare le misure di politica economica adottate con successo ai tempi della grande depressione, e di farlo su scala globale. Un Global Green New Deal offrirebbe, secondo l’UNCTAD, il quadro di riferimento adeguato per superare il decennio di austerità e di insicurezza che ha fatto seguito alla crisi finanziaria del 2007/2008, contribuirebbe inoltre a generare una distribuzione dei redditi più equa ed a invertire il trend di degrado ambientale in essere. Il rapporto propone una serie di misure che possano facilitare il finanziamento di un tale accordo.
Il cambiamento climatico in corso sta già causando gravissimi danni e rappresenta ad oggi una reale minaccia esistenziale. Decarbonizzare l’economia richiede un aumento significativo degli investimenti pubblici, diretti in particolare ai sistemi di trasporto, all’energia ed alla produzione alimentare. Ciò dovrà essere sostenuto da politiche industriali efficaci, da sussidi mirati, incentivi fiscali e prestiti facilitati nonché da crescenti investimenti in ricerca, sviluppo ed adattamento tecnologico.
Il rapporto stabilisce una tabella di marcia che possa portare i tassi di crescita nelle economie avanzate, dall’attuale 1% all’1,5%. Per le economie in via di sviluppo, esclusa la Cina, i guadagni saranno maggiori, compresi tra l’1,5% ed il 2% annuo.Ma saremo davvero in grado di conciliare crescita economica e tutela dell’ambiente?
Un aumento annuo degli investimenti “verdi” pari a circa il 2% della produzione globale – 1,7 trilioni di dollari, cioè solo un terzo di quanto attualmente speso per sovvenzionare l’utilizzo di combustibili fossili – potrebbe, secondo l’UNCTAD, generare un aumento netto dell’occupazione globale pari ad almeno 170 milioni di posti di lavoro, oltre a garantire un’industrializzazione più pulita nei paesi in via di sviluppo ed una riduzione complessiva delle emissioni di carbonio in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.Ma il rapporto sottolinea anche come aumentare gli investimenti in maniera da sradicare la povertà e realizzare gli obiettivi in materia di nutrizione, salute ed istruzione imponga oneri finanziari impossibili da assolvere nel contesto attuale per molti paesi in via di sviluppo. Riformare profondamente il sistema commerciale, finanziario e monetario a livello internazionale è dunque di primaria importanza per realizzare l’Agenda 2030.
Le scelte di politica economica adottate nell’ultimo quarto di secolo ed in molti casi dettate dagli interessi del settore privato, infatti, non ci hanno condotto su un sentiero di crescita sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. Il rapporto mette in discussione l’idea di continuare a battere la stessa strada e di finanziare lo sviluppo con gli stessi strumenti che hanno favorito l’indebolimento del tessuto economico conducendoci alla crisi del 2007/2008.
Al contrario, l’UNCTAD propone di porre il settore pubblico al centro della sfida per il finanziamento del Global Green New Deal ed invita la comunità internazionale a costruire il consenso necessario alla realizzazione di questo obbiettivo.

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La politica della rissa e della dialettica

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

La necessità è di determinare una forte e costruttiva dialettica nei e tra i partiti che oggi compongono il quadro politico complessivo italiano. Le battute tra i politici, che più di frequente si stanno rincorrendo di questi tempi, hanno perso il loro patrimonio ideale e storico inteso a favorire l’indivi-duazione di quei valori fondanti in cui i cittadini si possono riconoscere. Ed è questo un grosso limite che rende un pessimo servizio al rispetto che si deve alla politica come banco di prova di un vivere comune dosando gli interessi di parte all’armonizzazione di quelli più generali. Il saper distinguere la politica delle piccole cose dai grandi temi della società non è un’impresa facile ma è necessario provarci per alzare il tono del rapporto politico all’interno e all’esterno dei rispettivi equilibri partitici.
Se questo è il quanto espresso dai nostri desiderati dobbiamo anche convincerci ad una più corretta ricostruzione del nostro passato e al senso che oggi dobbiamo dare di esso per comprendere meglio la missione-guida esercitata dai partiti nella loro continuità ideale storica. Solo se la strada è stata ben tracciata oggi è possibile affrontare con serenità, o se vogliamo con minore affanno, per giungere ad un assetto dell’intero sistema di funzioni pubbliche, alla conseguente riorganizzazione dell’apparato centrale dello Stato, alla nuova organiz-zazione del potere locale. In tutto ciò non vi sono meriti ascrivibili in assoluto a una parte politica rispetto a un’altra, quanto alla consapevolezza che, pur tenendo viva una dialettica politica a volte aspra ma pur sempre contenuta nell’alveo di un impegno e di una passione che non prescinda dai valori condivisi, sta proprio nel contributo di tutti, nelle loro diversità, il merito di veder crescere la democrazia e la civiltà di un popolo. (Riccardo Alfonso)

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Mozione del Comitato nazionale di Radicali Italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Roma dal 1° al 3 luglio presso la sede di via di Torre Argentina. Al termine dei lavori i radicali hanno stilato la seguente mozione: (in sintesi)
“Siamo sempre più di fronte a una crisi politica da lungo tempo denunciata dai Radicali. E’ una crisi del Governo, della sua maggioranza ma è anche una crisi delle opposizioni dedite a una restaurazione proporzionalista, a ripetitivi appelli alle soluzioni d’emergenza in stile unità nazionale, o, in alternativa, a insistenti sollecitazioni allo scioglimento delle Camere. Non è una crisi di legislatura, è una crisi di regime, dalla quale non si può uscire chiudendosi all’interno dei recinti dei propri partiti e degli equilibri e rapporti partitocratici, veri ghetti di potere sempre più distanti e avulsi dal sentimento e dalle speranze dell’opinione pubblica. Se ne può uscire avendo il coraggio di aprire un dibattito a tutto campo, che coinvolga l’intero Paese, sull’assenza di democrazia, la
sistematica e consapevole violazione da parte delle istituzioni della loro stessa legalità costitutiva, sul soffocamento da parte dei detentori del potere politico dei principi e delle garanzie dello Stato di diritto.
L’elettorato ne è ha stato consapevole e ha dato una manifestazione delle proprie esigenze di cambiamento, espresse in forma diversificata secondo le possibilità che gli sono state offerte nelle recenti elezioni amministrative come nei referendum: una manifestazione per molti versi
analoga alle rivolte democratiche dei popoli dell’Euromediterraneo. L’unica risposta strutturale a queste esigenze e a queste giustificate manifestazioni di rivolta può essere data finalmente dalla riconquista e dal funzionamento degli strumenti della democrazia, che presuppongono i requisiti, fin qui sistematicamente negati, dell’informazione, del diritto alla verità e alla conoscenza da parte del popolo.
Emblematico del patente stato di illegalità anti-democratica in cui si trova l’intera Repubblica italiana è il caso della giustizia e delle carceri. E’ una questione di legalità, di giustizia.
Il Comitato si rivolge all’intero Movimento affinché si intensifichino e moltiplichino nel Paese le mobilitazioni perché l’Italia torni ad essere una democrazia, a partire da un’amnistia che sia innanzitutto amnistia per la Repubblica e il suo stato di flagrante delinquenza professionale.
Impegna gli organi dirigenti ad investire l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nell’ambito della campagna “InformeRai” e attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini e di altre realtà politiche e sociali, circa l’urgenza che si affermi finalmente il diritto degli italiani a poter approfondire e confrontare le diverse proposte politiche sui tanti temi sinora nascosti dal servizio pubblico.
il Comitato impegna gli organi dirigenti, anche in sostegno alle decisioni del prossimo Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito e in collaborazione
con gli altri soggetti dell’area, alla preparazione e alla convocazione per settembre di un grande appuntamento anti-proibizionista che, facendo il punto dei costi politici, legali, sanitari ed economici delle proibizioni, consenta l’elaborazione di obiettivi di lotta e valuti l’esistenza di condizioni che consentano il ricorso a referendum locali o nazionali contro la legge Fini-Giovanardi e l’attivazione delle giurisdizioni internazionali in materia di diritti umani.
Il Comitato rilancia la campagna promossa da Radicali italiani e dall’Ancot – con l’importante adesione del Coordinamento libere associazioni professionali (Colap), perché sia calendarizzata e discussa la proposta di legge radicale per il diritto alla restituzione dei contributi previdenziali versati che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico (cd contributi silenti).
Il Comitato si rivolge a tutti coloro che potranno essere raggiunti da questo messaggio
affinché sostengano e finanzino le iniziative e le campagne del Movimento”.

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Manifestazione a difesa della costituzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Manifestazione nazionale del 12 marzo a difesa della Costituzione. L’Associazione “Carta 48”, nata per la promozione e difesa dei valori della nostra Carta Costituzionale, aderisce alla manifestazione. Gli attacchi costanti e pressanti  all’indipendenza della magistratura, alla libera informazione, alle conquiste del  mondo del lavoro, l’insofferenza per gli equilibri e le garanzie assicurati dalla Carta Costituzionale prefigurano scenari inquietanti e la necessità di una grande mobilitazione delle coscienze a difesa delle nostre conquiste democratiche.   In particolare occorre riaffermare il ruolo centrale della scuola pubblica, difenderla dalle irresponsabili ed interessate considerazioni di chi – per responsabilità di governo – dovrebbe invece tutelarla e, sopratutto, riconoscere la essenziale funzione dei docenti i quali, in condizioni penose per tagli di risorse, assicurano il concreto diritto allo studio.   “Carta 48” ritiene che, di là del grande valore civile di questa manifestazione, occorra una mobilitazione permanente, parlare alla gente, in particolare ai giovani, per spiegare come i valori della nostra Carta Costituzionale siano affidati alla tutela ed al rispetto di tutti.   Per questo siamo impegnati, in particolare in questo mese di marzo, insieme ad altre Associazioni, all’Università, al Sindacato ed agli Insegnanti a parlare nelle Scuole, nelle piazze e nelle librerie di Carta Costituzionale, Unità d’Italia e della nostra Repubblica e di come occorra, con la forza di una straordinaria partecipazione democratica, respingere le mani che si allungano sulla nostra Costituzione.

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Federalismo e voto bicamerale

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

“Ormai è tutto strumentale: secondo l’opposizione qualsiasi cosa accada il governo dovrebbe dimettersi. Di strumentale stavolta c’è il voto della Bicamerale, espresso da una commissione che non rispecchia più l’iniziale proporzionalità degli attuali gruppi parlamentari e che non rispetta gli equilibri tra maggioranza ed minoranza. Anche coloro che inizialmente erano favorevoli hanno votato contro per chiari fini politici. Praticamente, si è trattato di un voto con esito scontato che, comunque, ha valore meramente consultivo e non vincolante per le decisioni che il governo intende assumere”. Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

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Movimento per il Sud: auguri agli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

In occasione dell’augurio di un felice e soddisfacente anno nuovo, il Presidente del Movimento per il Sud, Antonino Calì, in una nota ha voluto esprimere il suo pensiero sugli ultimi 20 anni di politica italiana, lanciando un chiaro messaggio anche a proposito del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. << Con le vicende del ’92 – afferma Calì – l’Italia ha subito un brusco scombussolamento politico-sociale dal quale ancora non si è ripresa. Lo scardinamento del sistema politico di fine anni ’80 ha rotto tutti gli equilibri che, per mezzo dell’assetto politico-sociale più affidabile dall’era post-borbonica in poi, la Democrazia Cristiana aveva promosso e consolidato in quasi 50 anni di storia italiana. Ancora oggi gli italiani assistono al propagarsi di quell’esplosione politica che, strumentalizzata dalla sinistra italiana (e non solo), è stata architettata con cura ed aggravata dalle infami stragi di mafia dello stesso anno. All’alba del 150° anniversario dell’Unità d’Italia – continua Calì – oggi quale Nazione si accinge a preparare tale evento e quale società si affaccia alle nuove necessità sociali euromediterranee? Il risultato è che, in questo ventennio, si è tentato di edificare un nuovo sistema politico in grado di governare il Belpaese, imposto con un bipolarismo muscolare che ha snaturato l’essenza socio-politica italiana e promosso da chi detiene il potere economico e mediatico in Italia. La connivenza di variegate culture ed ideologie nel tessuto sociale italiano non consentono, a mio parere, la sussistenza di un sistema politico dipartitico e bipolare. L’Italia è un Paese che presenta ideologie, culture e vocazioni diverse che devono essere tutte democraticamente tutelate e rappresentate. Dal ’92 ad oggi non è assolutamente finita tangentopoli. Tangenti e clientelismo, oltremodo, hanno avuto uno sviluppo smisurato: si è passati dal contorto sistema socialista-democristiano all’ancor più contorto sistema clientelare dell’odierna oligarchia politica. Negli anni ’80, però, si riusciva anche solo a partecipare a concorsi pubblici e sperare in un posto di lavoro.  Quest’anno verranno spese ingenti forze per l’organizzazione di manifestazioni celebrative del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ma quale Italia troviamo oggi dopo un secolo e mezzo di menzogne, silenzi e sorprusi? L’Italia del nuovo millennio è quella di Bossi e Berlusconi? E’ quella dei governi presi alla gola da quei padani che 150 anni fa, per rimpinguare le casse del Piemonte hanno saccheggiato e stuprato il fiorente e ricchissimo Sud borbonico? Ecco! Questa è l’Italia di oggi e questo è il motivo per cui non posso non ricordare a tutto il popolo meridionale che siamo in procinto di festeggiare i 150 anni di un’Italia unita a spese del Sud. Questi sono i 150 anni dell’olocausto meridionale. Ormai l’Italia c’è e ce la teniamo, ma non dimentichiamoci di quanto è stato compiuto da quelle genti che, dopo essersi arricchite e civilizzate grazie al saccheggio del Sud, oggi ci definiscono razza inferiore e vorrebbero pure separarsi dal resto della Nazione. Noi crediamo nella Costituzione italiana e nei valori che da Essa vengono espressi. Noi crediamo in un’Italia a vocazione europeistica ma che deve, per natura, storia e rispetto, guardare verso Sud, verso quella parte della penisola che, da 150 anni, ha dato il sangue per il bene di tutti >>

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Lettera a Donna Assunta Almirante

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

Lettera al direttore. “Signora Almirante o meglio Donna Assunta, è vero che Suo Marito si è battuto storicamente per i valori che mancano ancor di più ora in questa Società, e dell’Altissima sua moralità. Ora critica aspramente Gianfranco Fini, successore di Suo Marito. Sta con Storace per difendere Berlusconi. Non sente da Lassù che c’è una voce che Le dice: Stai sbagliando Assunta. E’ Fini con il suo seguito che cerca sempre la strada del rinnovamento per migliorare la Società e trovare quegli equilibri che sempre suo marito intuiva e applicava. Comprendo che il suo passato è stato il migliore periodo della sua vita, ma siccome Lei è ancora, per fortuna viva e vegeta, e auguro a Lei di continuare per molti anni, deve orientarsi ed entrare di più nelle esigenze attuali della Società mantenendo i valori che anche Lei insegna. Fini, se non mi sbaglierò, sta interpretando benissimo il ruolo lasciatogli da Almirante perchè Suo Marito,con La propria intelligenza, non si sarebbe fermato nell’innovazione, come invece mi sembra  sia rimasta prigioniera Lei. Tanti auguri. Cordialmente. (Gianni Miotti)

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Quando I politici si mettono a giocare

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

Dichiarazione di Marco Cappato, del Comitato nazionale di Radicali italiani La condizione di sfascio e di crisi politica, economica e sociale del nostro Paese è aggravata non soltanto dall’inerzia impotente di una maggioranza occupata da faide interne e guerra di dossier, ma anche dal comportamento delle opposizioni ufficiali –cioè quelle alle quali non è negato l’accesso alle televisioni, come invece accade a noi Radicali- che si dimostrano incapaci di esprimere un’alternativa. Il fatto che le opposizioni non trovino niente di meglio da fare che esercitarsi con la fantasia su nomi e equilibri di ipotetiche maggioranze futuribili-da incollare assieme dopo ancor più ipotetiche crisi di governo, magari per realizzare l’ennesima controriforma elettorale all’italiana- è il segno dell’autoriduzione a un ruolo subalterno alla maggioranza che c’è oggi. Come Radicali continuiamo ostinatamente a proporre di usare questa legislatura per fare del Parlamento italiano il terminale istituzionale di lotte sociali non più rinviabili, pena l’aggravarsi del connotato criminale dello Stato italiano. Di tali lotte, la prima e la più urgente riguarda lo stato comatoso di una giustizia del tutto fuorilegge e contraria a ogni standard europeo e internazionale, che ha come appendice la tortura sistematicamente praticata nelle carceri italiane. Affinché vi sia almeno la consapevolezza di quanto sta accadendo nel nostro Paese, c’è da augurarsi che in queste ultime ore possa aumentare il numero dei Parlamentari, di qualsiasi parte politica, che decidono di cogliere l’occasione offerta dall’iniziativa del “Ferragosto in carcere” promossa da Rita Bernardini e da Radicali italiani.

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Contro il decreto salva-liste

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Bruxelles 13 marzo 2010 ore 11:00 davanti l’Ambasciata d’Italia  Rue Émile Claus 28  Anche noi, Italiane ed Italiani del Belgio, manifestiamo contro il “Decreto interpretativo” salva-liste, che ha preteso di reinterpretare le norme elettorali per riammettere delle liste filogovernative alle elezioni regionali del Lazio e della Lombardia, nonostante tali liste non siano state presentate nei tempi previsti o non abbiano raccolto il numero di firme regolari.  Questo decreto è di una gravità inaudita. Non si può istituire un “diritto dei molti” contro il diritto di tutti, non si possono modificare le regole quando il gioco è aperto per adattarle alle convenienze del più forte. Manifestiamo e protestiamo perché siamo indignati e preoccupati per un atto che minaccia fortemente gli equilibri costituzionali, aggredisce la democrazia e crea un precedente pericoloso per il nostro Paese, con una deriva autoritaria sempre più accentuata, per colpa del governo Berlusconi e di chi lo sostiene.Siamo per la legalità e lo stato di diritto. Per la medesima ragione, chiediamo legalità e diritto per gli Italiani all’estero. In attesa che la magistratura faccia piena chiarezza sul caso Di Girolamo, accusato di essere stato eletto al Senato nel 2008 nella Circoscrizione Estero – Europa con i voti della ‘ndrangheta e la complicità dell’Ambasciata d’Italia in Belgio, chiediamo politiche di rappresentanza coraggiose e trasparenti che rispondano agli effettivi bisogni ed interessi degli Italiani all’estero, e alla loro evoluzione culturale e sociale. Contro i tagli ai servizi per gli Italiani all’estero e contro ogni tipo di brogli e manipolazioni elettorali, chiediamo che ci venga garantito il diritto di partecipare davvero alla vita politica del nostro Paese, attraverso un voto veramente libero, personale e segreto, e senza dover necessariamente rientrare in Italia.
La comunità italiana del Belgio per la Costituzione e la legalità è composta da: ANPI Belgio, Associazione Cultuale Antonio Gramsci Bruxelles, Associazione per la Sinistra Bruxelles, CGIL Segretariato Europa, Federazione Comunista del Belgio (PRC-PdCI), Istituto Ferdinando Santi Belgio, Italia dei Valori Belgio, La Casa del Popolo Bruxelles, Lo Sbarco Bruxelles, Partito Democratico Bruxelles, Popolo Viola, PSI Belgio, Radicali Italiani, Sinistra Ecologia e Libertà Belgio

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Nuovi equilibri oltre la crisi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

Milano 17 Novembre 2009 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 presso l’Aula Rogers del Politecnico di Milano Campus Leonardo, Via Ampère 2,  promosso dall’Osservatorio ICT Strategic Sourcing della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con le associazioni Aused, ClubTI e itSMF, si tiene un convegno con la presentazione dei risultati della Ricerca 2009 che si è posta i seguenti obiettivi: fornire un quadro dei nuovi orientamenti nelle scelte di ICT Sourcing nel contesto economico attuale; comprendere l’orientamento di fornitori e clienti di servizi ICT rispetto ai nuovi modelli di offerta “as a Service” (quali ad esempio SaaS e Cloud Computing), con particolare riferimento alle motivazioni, ai driver di diffusione e al possibile impatto sui differenziali competitivi.  La presentazione dei risultati della Ricerca sarà seguita da Tavole Rotonde durante le quali interverranno autorevoli CIO e alcuni dei principali player dell’offerta di servizi ICT.   L’edizione 2009 dell’Osservatorio è realizzata con il supporto di: Accenture, EMC, EngO, IBM, Nolan Norton. Programma Introduce e presiede
Umberto Bertelè, Presidente School of Management Politecnico di Milano  9.40 Apertura lavori
Marco Cipelletti, Vice Presidente itSMF e CIO Cemat Erminio Seveso, Presidente Aused  10.00 I risultati della Ricerca Mariano Corso, Responsabile Scientifico Osservatorio ICT Strategic Sourcing Politecnico di Milano  10.30 L’ICT Outsourcing come motore del cambiamento Mauro Viacava, CIO Barilla Holding  11.00 Tavola Rotonda  L’impatto della crisi sulle scelte di make or buy nell’ICT  Felice Cesana, Amministratore Delegato Nolan Norton Italia  Sante Dotto, Direttore Sistemi Informativi Consip Stefano Patarnello, Strategic Outsourcing Business Line Executive IBM Italia Massimo Pernigotti, CIO Edison Carlo Polese, CIO Parmalat  Paolo Torelli, Responsabile Servizi e Tecnologie Sistema Informativo Credem  12.00 Tavola Rotonda  L’orientamento rispetto ai modelli di offerta dei servizi ICT “as a Service”  Massimiliano Baga, Direzione Applicazioni Core Banking e Governo UBI Sistemi e Servizi Gabriele Corno, Amministratore Delegato EngO  Marco Moretti, CIO Italcogim Energie Renzo Passera, Head of Business Change & IT Zurich Italy Marco Rocco, Technology Solution Director EMC Italy  Marco Zanussi, CIO e HR Corporate Director Gruppo Mossi & Ghisolfi  13.00 Chiusura del Convegno

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Percorsi della tecnologia

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2009

Pavia 9 ottobre Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria, dove verrà inaugurata, nel corso del convegno, la mostra bibliografica La bottega delle invenzioni. Percorsi della tecnologia: secoli XVI-XVIII. E’ il primo dei due convegni.  il primo, dal titolo Russia: high-tech ed energia. Le strategie e le regole,  Relazioni economiche ed equilibri politici e il secondo a Lodi, venerdì 23 ottobre e avrà come titolo Russia e oltre. Scenari strategici, opportunità imprenditoriali. E’ stata realizzata in ricordo del trentesimo anniversario della scomparsa di Vittorio Beonio-Brocchieri, professore emerito della Facoltà di Scienze Politiche e lodigiano insigne. L’iniziativa è stata promossa dalla  Facoltà  di Scienze Politiche dell’Università di Pavia e il Forum sulla Internazionalizzazione della Piccola e Media Impresa (in collaborazione con il Centro Studi per i Popoli Extra-europei “Cesare Bonacossa” e con il Centro Studi “Beonio-Brocchieri”, con il sostegno della Camera di Commercio di Lodi e l’adesione della Fondazione Banca Popolare di Lodi). Sul tema Russia e oltre si aprirà la discussione su: “Relazioni economiche ed equilibri politici”, un’iniziativa  dedicata all’analisi della complessa situazione politica ed economica che caratterizza attualmente la Russia e l’area centro asiatica, situazione contraddistinta dalla presenza rilevante delle repubbliche ex sovietiche (in particolare Kazakhstan e Kyrgyzistan). Nel proseguire le linee di indagine delineate nei precedenti incontri svolti in collaborazione anche con l’Università della Repubblica di San Marino – Cina: sfida o risorsa? (Pavia, 22 maggio 2007); India: ascesa di un gigante democratico (Pavia – Vigevano, 21-22 aprile 2008); Cina e oltre. Piccola e media impresa tra innovazione e internazionalizzazione (Lodi, 10 ottobre 2008); Tecnologia, impresa e territorio (San Marino, 15-16 maggio 2009) –, l’iniziativa intende fornire una conoscenza più articolata di un’area del mondo fondamentale dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, e quanto mai rilevante da un punto di vista geopolitico, a motivo del rinnovato protagonismo che la Russia di oggi sembra proporsi di giocare sullo scenario planetario. Le problematiche economico-commerciali non esauriscono infatti l’interesse per questo grande paese. Sebbene non sia più attore principale di un mondo bipolare, la Russia rimane una grande potenza regionale, capace di estendere la propria influenza su uno scenario vastissimo, soprattutto nelle zone instabili tanto del Medio Oriente e dell’Asia centrale e meridionale quanto nell’America Latina.  I due convegni mirano a offrire un percorso di integrazione delle competenze scientifiche e accademiche con quelle di imprese e istituzioni che operano in campo internazionale, fornendo in questo modo una pluralità di prospettive di analisi.

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Le ragioni della fede

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Esistono numerosi studi psicologici e sessuologici che ci dicono di un diffuso livello di sofferenza soggettiva, che si coniuga anche con l’edonismo imperante e l’attitudine a divertirsi che è un po’ il segno dei nostri tempi.  Questi sentimenti producono o possono produrre risposte molto pericolose.  Le forme della vita sociale non sono possibili, non reggono la disgregazione più di tanto. Le fasi anomiche producono altri assetti, altre soluzioni ed altri equilibri. Noi siamo passati attraverso gli anni ’70 ed ’80 dove gli assetti precedenti hanno traballato, nella prima metà degli anni ’90 è apparsa l’idea abbagliante della globalizzazione che sembrava, come disse Fukuyama, la fine della storia: con la caduta del socialismo reale si trattava semplicemente di espandere la società di mercato occidentale in tutto il mondo, Tale profezia fu sicuramente sbagliata. Oggi ci troviamo in un mondo estremamente complicato, pieno di tensioni e di problemi. E la domanda, che a questo punto ci chiediamo, pur nella sua evidenza, cosa ci resta immutato ed immutabile nel suo fondo? La fede, ovviamente. Ma la fede va in qualche modo “risvegliata” perché spesso la intorpidiamo con i nostri falsi idoli e la releghiamo troppo in fondo ai nostri cuori e pensieri. Per rispondere a tali aspettative occorre essere molto attenti a leggere questi processi. In ogni caso c’è il rischio che l’aspetto positivo della crisi degli assetti societari, cioè l’opportunità di estendere su una scala più ampia e addirittura globale un livello di maggiore benessere, lo stato di diritto, la democrazia, la convivenza tra le culture, cioè quelli che erano gli aspetti positivi della “globalizzazione”, rimangano semplicemente dei rapidi sogni presto dimenticati di fronte alla durezza della storia e alla difficoltà di costruire forme di vita sopranazionali che possano conservare questi elementi.

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I segreti di Stato, quelli di fatto ed i poteri occulti

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2009

Emergono al di là delle risposte direttamente “istituzionali” dei problemi di controllo sociale, di avvicendamento generazionale e di aspetti diversi di quelli dei terrorismi patriottico-indipendentistici. Sono tutti rischi che attentano alla democrazia, nella sua incessante ricerca di equilibri tra libertà e solidarietà, tra sicurezza e vulnerabilità. Sono, d’altra parte, da sempre esistiti ed in ogni area geografica dei reati che sono rimasti impuniti siano essi di carattere privato o di delinquenza organizzata in cosche malavitose o di natura politica come è stato l’assassinio del Presidente Kennedy e in Italia di Moro. Ciò che fa specie e che questi reati si possano commettere con la complicità di quella parte delle istituzioni che con un termine un po’ ambiguo definiamo “deviate”. Ma deviate da chi e per quali fini, non è sempre del tutto chiaro. Ricordiamo, in proposito quanto è emerso dal documento ufficiale del 1988 da parte della I Commissione della Camera dei Deputati presieduta da Labriola intitolato: “Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva relativa alla materia dei servizi di informazione e sicurezza” Un passo di questo atto ci sembra significativo là dove è scritto: “che alcune strutture sono avvolte da riservatezza particolarissima e che nemmeno un’indagine conoscitiva del Parlamento è in grado di perforare.” Sono dichiarazioni, indubbiamente, gravissime perché lasciano presupporre un potere occulto superiore alle istituzioni ma che le attraversa e le compenetra. Lo stesso documento afferma che si tratta di un “uso dei servizi che, alla luce della legge e con buona pace di certi sostenitori dello Stato etico, costituisce una vera e propria deviazione dei compiti istituzionali non meno grave di quelle più note e più esecrate. E’ questa la cornice entro la quale si stanno muovendo fatti criminosi che ci richiamano i delitti più recenti da D’Antona a Biagi. Certo è che la magistratura non è riuscita a risolvere alcuni pesanti episodi terroristici e il Parlamento rimane in merito sul vago. In effetti la stessa società, e non solo lo Stato al suo interno, può essere “doppia” pro o contra il diritto vigente, schierarsi per il rispetto di quest’ultimo o per il ricorso al sommerso illegale.

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