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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Pensioni: tra equilibrio e sostenibilità sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

“La Legge Fornero ha tratti di insostenibilità sociale, se pensiamo al tema degli esodati e delle salvaguardie, e cioè di chi ha visto rompere attraverso una legge i propri progetti di vita e di pensionamento, e questo va certamente sanato. D’altra parte, però, la Fornero mette in sicurezza la sostenibilità economica. Ci vuole, quindi, un giusto equilibrio, come era scritto nel programma condiviso del centrodestra, tra sostenibilità sociale e sostenibilità economico-finanziaria”.Così il deputato di Forza Italia Renato Brunetta, in un’intervista a Radio Anch’io.
“Non è certamente – prosegue – con quota 100, ed è per questo che critico l’approccio dell’attuale governo, che si dà un giusto equilibrio tra sostenibilità sociale e sostenibilità economica. Perché con quota 100, vale a dire la somma tra anni di contribuzione e d’età, si producono squilibri interni al mondo del lavoro”.“Quota 100 – prosegue ancora – è un modo semplice e propagandistico per risolvere un problema assolutamente complesso. E su questo mi sento di dare in parte ragione al Presidente dell’Inps Boeri. Una quota 100 realizzata semplicisticamente produrrebbe non solo più danni che benefici, ma avrebbe costi enormi, tra i 10 e i 12 miliardi di euro. Meno propaganda, da questo punto di vista, meno semplificazione e più attenzione ai conti e ai costi”.“Qualsiasi manipolazione della Legge Fornero – conclude – senza troppa attenzione non solo produrrebbe allarme sociale, e sarebbe cioè più il danno che il beneficio, ma produrrebbe poi allarme sui mercati, perché vorrebbe dire che nuovamente i conti italiani sarebbero a rischio. E anche di questo dobbiamo tenere conto. Non viviamo sotto una campana di vetro. Qualsiasi nostra azione, in termini di politica economica, che sia sulle pensioni, sul mondo del lavoro, sull’irrigidimento rispetto alle delocalizzazioni, rispetto ai contratti a termine, tutto quello che si fa nel nostro Paese ovviamente, in un mondo interconnesso, viene visto dall’estero e viene giudicato. E siccome il nostro è un Paese altamente indebitato risulta facile dire, da parte dei mercati, degli investitori, dei fondi internazionali, ‘questa Italia non ci piace, questa Italia è a rischio, questa Italia non vede bene chi investe in Italia stessa, e quindi meglio starne alla larga’”.

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La maggior parte delle più diffuse patologie non trasmissibili ruotano intorno al complesso equilibrio degli ormoni

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Bruxelles. Basti pensare ad obesità, malattie metaboliche, diabete, osteoporosi, tumori ormono-sensibili, fertilità e malattie rare. La centralità dell’endocrinologia è frutto di una migliore ricerca e di una eccellenza clinica che ha caratterizzato gli ultimi anni. Nell’era che vede la centralità del paziente nel processo di cura si affianca una specialità dal raggio di azione sempre più ampio e nevralgico. Dimostrato anche da uno sviluppo delle scuole di specializzazione che pone l’endocrinologia europea tra le migliori al mondo.Per la prima volta nella sua storia, e in occasione del decennale della sua fondazione la Società Europea di Endocrinologia si presenta al Parlamento Europeo per un incontro unico nel suo genere. “Abbiamo l’onore e l’onere di rappresentare i 16˙000 endocrinologi europei e i milioni di pazienti endocrinopatici solo nel nostro Paese presso le Istituzioni Europee. Il nostro compito sarà quello di far comprendere appieno all’Europa il ruolo degli ormoni nella salute delle persone e l’importanza delle malattie endocrine non solo per quello che riguarda l’assistenza ai malati con patologie tiroidee, ipofisarie, surrenaliche, testicolari, ovariche, diabete mellito, osteoporosi, ipercolesterolemie, ma anche per l’enorme rilevanza che la ricerca può avere in questi ambiti. In qualità di presidente eletto della Società starà poi a me delineare le aree specifiche nelle quali la Società Europea di Endocrinologia, nel suo biennio di gestione italiano, potrà portare i maggiori contributi alle agende delle istituzioni Europee. Ci proponiamo che questo sia solo il primo di una serie di incontri di un tavolo congiunto in cui tutti gli aspetti del mondo clinico, assistenziale e di ricerca che ruotano attorno agli equilibri ormonali, vengano affrontati a livello europeo con il coinvolgimento e il supporto degli esperti che la nostra Società scientifica annovera al suo interno” ha dichiarato il Professor Andrea Giustina, Presidente Eletto della Società Europea di Endocrinologia.
Tra i principali obiettivi del suo incarico, il Prof. Giustina pone il rafforzamento della presenza italiana nell’ambito dei programmi di ricerca europei lavorando a sempre più stretto contatto con le Istituzioni nazionali e continentali, lo sviluppo di iniziative dedicate ai giovani endocrinologi per facilitarne la mobilità in Europa aumentando anche l’attrattività italiana per ricercatori che dall’estero vogliano crescere presso le Istituzioni di eccellenza del Paese ed infine la promozione di un vero core curriculum pan-europeo che superi le storiche disparità tra le differenti nazioni.La Società Europea di Endocrinologia è stata creata per promuovere la ricerca di pubblica utilità, l’educazione e la pratica clinica in endocrinologia, per l’organizzazione di conferenze, corsi di formazione e pubblicazioni, e sensibilizzare l’opinione pubblica, di concerto con i legislatori nazionali e internazionali su tutte le tematiche in campo endocrino e metabolico.
Le principali attività includono l’organizzazione dell’annuale Congresso Europeo di Endocrinologia oramai punto di riferimento e di incontro imprescindibile per gli endocrinologi europei. ESE organizza anche una serie di laurea. ESE ha cinque riviste ufficiali: European Journal of Endocrinology, Journal of Endocrinology, Journal of Molecular Endocrinology, Cancer endocrino-correlati e un interdisciplinare Open Access Journal, Endocrine Connections, lanciato nel 2012. Tra di loro, le riviste coprono l’intero spettro di endocrinologia e aiuto per aumentare il profilo di europei endocrinologia.La Società Europea di Endocrinologia è stata registrata presso la Charity Commission il 7 aprile 2008.Il Prof.Andrea Giustina sarà in carica per il prossimo biennio dal 2019 al 2021.

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Equilibrio demografico. Senza ci condanniamo al suicidio

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

Onu palaceNew York. I dati ONU sono espliciti. Oggi siamo 7 miliardi e mezzo. Un miliardo in piu’ entro il 2030. Quasi 10 nel 2050 e 11,2 nel 2100. Ovviamente, a parte gli Usa, gli incrementi sono tutti nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, con la Nigeria al top e l’India che supererà la Cina. Vari i trend, incluso l’altalenare dell’Europa, oggi in crescita, domani in calo.
Ne prendiamo atto e andiamo avanti come capita, o la politica ha un senso e un’utilita’ anche in questo ambito? La domanda non e’ semplice, visto che i binomi politica/ideologia e politica/religione sono purtroppo all’ordine del giorno. E tra ideologia e religione fanno a cazzotti a chi propone -spesso con metodi violenti e coercitivi delle liberta’ degli individui- di fare piu’ figli per la famiglia, la nazione, il proprio dio, l’economia, l’argine contro i migranti di vario tipo (rifugiati ed economici). Lo vediamo con tanti discorsi e allarmi e politiche: da quella nostrana sugli 800 euro regalati a chi figlia, a chi con atti terroristici vorrebbe obbligare tutti a sposare la sua religione che lui interpreta come macchina per far figli. Metodi diversi, ma finalita’ simili (dobbiamo far finta che non e’ cosi?). Entrambe -a nostro avviso- ci portano al suicidio. Tutti: Nazioni e Continenti. Oppure vuol dire che nel mondo sono in diversi che si sono
inventati, per esempio: la sovrapopolazione, l’effetto serra con conseguente scombussolamento climatico, l’urbanesimo sconclusionato, etc.. Tutte situazioni a cui sicuramente non giova l’aumento della popolazione.
Non che facendo meno figli automaticamente si migliora la situazione, ma va da se’ che se dobbiamo concepire politiche per 7 miliardi o per 10 miliardi di persone, l’impegno e la spesa e’ diversa. E visto che in questi anni in cui abbiamo una migliore percezione e migliori dati sulla situazione mondiale, la situazione e’ peggiorata, questo vuole dire che non abbiamo una buona capacita’ in merito. Quindi: e’ meglio farsi meno male o si preferisce rincorrere le proprie ideologie del passato, nate quando la terra era creduta piatta?Purtroppo la rincorsa di cui sopra, che coinvolge anche coloro che lo fanno solo per difendere un presunto valore prioritario economico e umano dell’italianita’, e’ all’ordine del giorno. Soprattutto perche’ la maggior parte delle persone, in Italia e nel resto del mondo, preferisce -con la non-partecipazione- a delegare tutto alle maggioranze di quella (grossomodo) meta’ degli elettori che partecipa col voto alla formazione dei governi e delle amministrazioni. Siamo quindi in uno sbando che diventa sempre piu’ tale, dove tutto regge grazie al fatto che le piu’ o meno solide democrazie ed istituzioni occidentali (ONU in primis) continuano ad essere dominanti pur con tutti i difetti possibili ed immaginabili. Crediamo che occorra agire per un contenimento demografico tendente al ribasso. Una simile politica non potrebbe mai avere un effetto immediato, ma dovrebbe essere una tendenza di lungo respiro, i cui effetti positivi li vedremo solo molto in la’ nel tempo. E solo se, in contemporanea, gli altri problemi che stanno distruggendo il Pianeta verranno affrontati di petto. Vediamo sul pratico del nostro quotidiano. Un solo esempio. La scellerata scelta di regalare 800 euro per ogni figlio nato in Italia, portera’ ad un aumento della popolazione. Ma se si vogliono aiutare le famiglie, perche’ non si danno agevolazioni su consumi e utenze a chiunque, sganciandoli dalla prolificita’? Certo, cosi’ si conquistano meno voti sull’onda della presunta popolarita’ del provvedimento, ma cosa diremo ai figli fatti in piu’ quando fra qualche anno prenderanno atto della precarieta’ della loro condizione di cittadini e lavoratori, aggravata dal fatto che insieme a quelli nati sul territorio ci saranno anche quelli arrivati in fuga da parti piu’ disgraziate del mondo, persone alle quali non e’ possibile opporre resistenze o chiusure, che’ altrimenti ci si ritorcono contro, sia sul nostro specifico territorio che su quello europeo e mondiale? Le uniche politiche possibili devono e possono essere concepite a livello mondiale, cercando in esse -grazie anche a indicazioni e aiuti degli organismi europei e mondiali- di individuare il nostro specifico ruolo… ed e’ qui che conterebbe l’italianita’, non certo nel contrapporla alla richiesta di aiuto e di collaborazione del resto del mondo. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Tassi di interesse a un punto di svolta

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

tassi interesseLondra. I tassi di interesse globali vedranno una svolta decisiva nel corso del 2017. E’ quanto risulta dall’ultima ricerca di ETF Securities, uno dei provider indipendenti più importanti al mondo di Exchange Traded Products (ETP).Dopo circa un decennio nel quale i tassi di interesse sono stati mantenuti artificialmente a livelli minimi, le banche centrali potrebbero finalmente adottare un approccio più equilibrato per stabilire la traiettoria dei tassi di interesse, senza farsi condizionare dall’instabilità politica ed economica.James Butterfill, Head of Research per ETF Securities, afferma: “Dopo un periodo senza precedenti di politica monetaria accomodante, la velocità alla quale ci stiamo avvicinando a questa svolta e l’intensità con la quale le banche centrali possono normalizzare i tassi di interesse dipendono da un insieme di fattori di rischio ormai imminenti.
La crescita dei movimenti populisti e il potenziale ribaltamento del trend della globalizzazione potrebbero alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche che a loro volta potrebbero bloccare il ritorno alla “normalità” delle banche centrali. In aggiunta, la Federal Reserve americana si è già dimostrata fin troppo lenta nell’adottare una politica restrittiva e, con un elevato debito pubblico, il ritorno alla “normalità” delle banche centrali sarà molto complesso. Riteniamo che l’esito più probabile sarà un’ulteriore cauta contrazione della politica monetaria da parte delle banche centrali nel 2017 e 2018, che altrimenti rischiano di cadere dietro la curva e di dover effettuare tagli in maniera più aggressiva nelle fasi successive del ciclo.”
ETF Securities prevede che la Bank of England alzerà i tassi nel 2017, senza però rinunciare agli stimoli per l’economia. Questa decisione rappresenterà un’opportunità per la sterlina inglese, attualmente la moneta più sottovalutata tra quelle dei paesi del G10, dal momento che gli investitori stanno chiudendo le loro posizioni corte.
ETF Securities non prevede un “taper tantrum” e, a differenza della reazione del mercato degli Stati Uniti nel 2013, ritiene che il mercato azionario europeo potrà trarre vantaggio dalla ripresa economica.
James butterfillETF Securities ha individuato le compagnie più vulnerabili ai rialzi dei tassi di interesse osservando le società con il debito più alto e pertanto caute nei confronti dei titoli azionari large cap inglesi e alle small cap statunitensi.“Il Regno Unito ha visto un sostanziale deterioramento nel suo rapporto di copertura degli interessi – una misura della capacità delle compagnie di gestire i loro debiti– sceso da 9x nel 2012 a solo 3.4x oggi. Un valore al di sotto di 1.5x è sintomo di una compagnia malsana che ha problemi a gestire il debito. Il FTSE 100 mostra un rapporto più basso del FTSE 250 e, in questo, i settori immobiliari e delle risorse appaiono particolarmente vulnerabili.
“Negli Stati Uniti, le coperture sugli interessi delle società più piccole sono diverse da quelle delle large cap. I Real Estate Investment Trusts (REITS) sono il gruppo di compagnie incluse nello S&P 500 più chiaramente vulnerabili al rialzo dei tassi di interesse, ma anche il settore del petrolio e quello del gas risultano deboli, soprattutto dopo un anno in cui i prezzi del petrolio sono stati davvero bassi,” ha commentato.
ETF Securities evidenzia che le obbligazioni inflation linked sono attraenti nei periodi di ripresa economica e inflazione. Questi strumenti inoltre hanno performato meglio di tutte le altre asset class negli ultimi 10 anni, per questo motivo si prevede che l’appetito degli investitori crescerà di conseguenza. (foto: tassi interesse, James butterfill)

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“La dieta del sorriso: La mia vita, i miei segreti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

alainÈ uscito da poco in tutte le librerie “La dieta del sorriso. La mia vita, i miei segreti” (Cairo, 2015), l’ultimo libro del guru delle diete e delle erbe Alain Mességué che contemporaneamente ha aperto nuova ed esclusiva Spa presso il Parkhotel Delta Ascona (Canton Ticino, Svizzera), punto d’arrivo di 40 anni di carriera in cui il maestro ha sempre cercato di perfezionare e accrescere le conoscenze e le tecniche impiegate.All’interno della struttura, l’unica in cui opera Mességué, è possibile seguire i trattamenti studiati in base alle necessità individuali e secondo le disposizioni dello stesso Mességué, in una serie di percorsi in cui le medicine alternative vengono applicate con grande equilibrio.La salute è un bene prezioso che va protetto e conservato. Una filosofia di vita per Alain Mességué che, da ben quarant’anni, utilizza le erbe per eliminare le tossine e ristabilire il delicato equilibrio tra corpo e mente. Un’armonia che il metodo Alain Mességué mira a ripristinare tramite il sinergico utilizzo di tecniche e strumenti propri della fitoterapia, della medicina occidentale, dell’estetica e della fisioterapia.
Disintossicazione dell’organismo grazie alle virtù scientificamente provate delle erbe medicinali, ricerca di un’alimentazione sana ed equilibrata con ingredienti genuini, freschi e a km 0, trattamenti estetici e rilassanti per menuritrovare la via verso una migliore forma fisica e psichica, lontani dallo stress che caratterizza la quotidianità, sono le basi del rinomato metodo Alain Mességué. Grazie a questo metodo, l’antichissima sapienza della natura e delle erbe si sposa con le più avanzate tecnologie. Ecco allora che approfonditi check up si accompagnano a pediluvi e maniluvi, cataplasmi, decotti e tisane. Un’attenzione particolare è data anche all’alimentazione: i menu sono preparati con prodotti freschi e di stagione e sono sempre perfettamente equilibrati, per ottenere una corretta dieta alimentare senza però togliere il piacere della tavola.
Nel suo libro “La dieta del sorriso”, Mességué ancora una volta stupisce i suoi lettori: l’uomo imprevedibile che tutti conoscono restituisce un’immagine di sé più intima, ripercorrendo alcune tappe della sua vita professionale rilette con lo spirito e l’ironia che lo contraddistinguono. Oltre quarant’anni di carriera – ma lui preferirebbe forse parlare di “missione” – riassunti in rapidi tocchi e in episodi che acquistano qui un particolare significato, aiutando a comprendere l’uomo Mességué.
Ma non si tratta di un’autobiografia. È quasi un bilancio umano, che l’autore fa e offre generosamente al suo pubblico e, soprattutto, a suo figlio. È infatti da una chiacchierata con lui che nasce l’idea di ricostruire in punti la sua vita fino a qui, splendido soggetto per un libro di avventura.Anche attraverso le testimonianze dei suoi ospiti illustri si scopre così che, dietro al professionista noto a tutti, si nasconde un uomo coraggioso, instancabile e generoso che dà suggerimenti e consigli per aiutarci a stare bene mangiando meglio, regala ricette che mescolano ingredienti sani e sorprendenti, sfata credenze e false convinzioni sull’alimentazione e sui trucchi per dimagrire. (foto: alain, menu)

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La cattiva scuola? Un mondo alla rovescia…

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2015

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cStiamo parlando della scuola “dall’altra parte”, quella degli alunni, essenzialmente delle scuole elementari, e rispettivi genitori. Quella che non scende in piazza contro 3 miliardi di investimenti e centomila nuove assunzioni tacciandoli di distruzione della scuola pubblica… ma questo e’ un discorso che qui non affrontiamo perche’ ora ci interessa altro.Riflessioni, dubbi e prospettive, essenzialmente a livello culturale, che nascono da diretta esperienza dello scrivente, utente, con la propria figliola, dell’obbligatorio e pubblico servizio della scuola.Il contesto e’ una scuola elementare dove un increscioso episodio ha turbato il tranquillo scorrere quotidiano fatto di belle recite, belle gite, belle mostre del libro, genitori che si incontrano e parlano fra di loro delle proprie esperienze, ma anche lamentele per gli zaini troppo pensanti, per i troppi compiti a casa dopo otto ore di scuola, per il cibo della mensa che non piace, per le ore di ginnastica spesso saltate nonche’ palestre (e non solo) che fanno finta di essere tali, per didattiche talvolta inutili (relativamente per colpa degli insegnanti)… insomma la piu’ o meno quotidianita’ di molte scuole pubbliche italiane.L’episodio turbatore e’ stato risolto tra insegnanti -che hanno ammesso di aver commesso una leggerezza- e genitori. A livello didattico e politico piu’ generale, ne vedremo le conseguenze se, come e quando il ministero dara’ una risposta ad una interrogazione parlamentare depositata in merito al Senato.L’episodio turbatore ci interessa dal punto di vista di analisi culturale e pratica della legalita’, che nello specifico era stata violata e, sempre nello specifico, poi ripristinata. Una legalita’ di primaria importanza per il cittadino insegnante e per il cittadino genitore; nel primo caso -insegnanti- perche’ veniva messo in discussione il loro esercizio della missione/lavoro; nel secondo caso -genitori- perche’ si tratta, con rare eccezioni, di come vengono trattati i loro figli, le persone a cui tengono di piu’ e per cui sono disposti a tutto.Lo scrivente, responsabile di questo richiamo alla legalita’, e’ stato maltrattato da alcuni genitori, anche personalmente, mentre accompagnava la figliola all’ingresso della scuola. “Come ti e’ venuto in mente di fare una cosa del genere…” e altre parole ed epiteti irripetibili. Altri genitori, piu’ “civilmente”, hanno smesso di salutarlo come sempre facevano. A parte coloro che, nonostante l’evidenza e le ammissioni dei responsabili, hanno sostenuto che non si trattava di illegalita’, questi, e altri ancora, si sono ufficialmente pronunciati a favore del mantenimento dell’illegalita’ (“si fa cosi’ da sempre e nessuno ha mai detto nulla…”) o sull’inopportunita’ del metodo di questa richiesta di legalita’ (“i panni sporchi si lavano in casa…”), fino ad esternazioni che noi giudichiamo razziste e sgradevoli (“non sarebbe successo nulla se l’atto illecito, invece che a vantaggio di bimbi di religione cattolica, fosse stato commesso a vantaggio di bimbi figli di immigrati, perche’ ora e’ di moda l’integrazione…”). Mentre altri, condividendo il richiamo e il metodo, hanno preferito non pronunciarsi, col silenzio o con l’assenza al momento ufficiale di confronto (“tanto non serve a nulla…”, “e’ meglio che non mi esponga….”, “temo ritorsioni sul mio bambino…”). Alcune cose importanti per capire il contesto e, in seguito, le conclusioni che ne traiamo: il preside della scuola, che aveva convocato il momento ufficiale di confronto, a quest’ultimo non si e’ fatto vedere e non ha inviato nessun messaggio (lettera di protesta di buona parte dei partecipanti gia’ inviata) (4); non solo, ma come riferito dagli insegnanti, il preside aveva chiesto, visto il clima di quella che lui reputava tensione, di non effettuare un’uscita esterna della specifica classe ad un’iniziativa sportiva in un parco pubblico, richiesta -che per fortuna di tutti- gli insegnanti non hanno seguito…. cosa ci sia nella testa di questo dirigente scolastico non lo sappiamo, ma purtroppo avvalora posizioni di genitori tipo “temo ritorsioni sul mio bambino…”…
Abbiamo titolato “un mondo alla rovescia”. Cioe’, chi chiede legalita’ e’ visto male. E’ come accade, per esempio, a chi, in un gruppo di persone, viene indicato come contribuente fiscale in regola e meticoloso… come minimo viene valutato come un povero fesso. Oppure -ancora- come chi, in automobile, perde ore nella ricerca di un parcheggio e non lascia il mezzo dove gli torna meglio pur in dispregio delle piu’ elementari norme civiche e del codice della strada, e si arrabbia anche con chi gli fa notare che quel “parcheggio” per esempio impedisca il passaggio sulle strisce di una carrozzella o di un passeggino.
Non solo. Ma chi chiede legalita’ e’ considerato un turbatore del presunto equilibrio di tranquillita’ raggiunto. Equilibrio in cui c’e’ un misto di vere e proprie condotte di vita basate sull’illegalita’ e -piu’ frequente- di comportamenti basati sul lasciar perdere, adattamento e modellamento -pur con un pizzico di disagio- all’illegalita’. Del resto, il nostro non e’ un Paese in cui ci sono cartelli, anche e soprattutto apposti dalle autorita’, del tipo “E’ assolutamente vietato fumare”? Se l’autorita’ evoca il divieto presentandolo in modo rafforzativo, e’ conseguenza che il divieto di per se’ non viene giudicato degno di rispetto da parte della stessa autorita’… perche’ quindi stupirsi se il cittadino “dimentica” di esser tale e per necessita’, vezzo, abitudine, serenita’ e tranquillita’ decide di essere come l’autorita’?
Bene. Noi continuiamo a stupirci. E ad agire di conseguenza. Proprio ieri, due scolaresche di un istituto superiore fiorentino sono venute in visita alla nostra sede nazionale, sempre a Firenze. Una quarantina di ragazzi e ragazze per vedere come funziona un’associazione per i diritti degli utenti e consumatori. Farci domande, toccare dal vivo il nostro impegno e sentire le nostre voci, le nostre storie, le nostre valutazioni, a confronto con la loro quotidianita’ di giovani utenti e consumatori. Una delle insegnanti che le accompagnava ha detto: “Questo e’ un presidio di legalita’, qui trovate persone, iniziative e informazione dedicati al rispetto della legge, anche e soprattutto da parte di coloro che sono preposti ad applicazione e rispetto di questa legge. Nonche’ impegno per cambiare cio’ che impedisce questo rispetto e per affermare nuove legalita’”.
Conclusione.Nel mondo -a nostro avviso- alla rovescia che abbiamo descritto sopra, siamo sempre attanagliati dal dubbio metodico, dal pessimismo della ragione che si mescola all’ottimismo dell’azione. Per questo non possiamo non domandarci: siamo forse noi alla rovescia? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La grande tradizione dell’Italia comunitaria

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2013

L’Italia, non dimentichiamolo, è tra i paesi fondatori dell’Unione europea. Essa è la custode dell’originale spirito europeistico. Il suo ruolo è ancora più importante oggi perché assume un significato più diretto, naturale e immediato con le nazioni mediterranee e medio orientali e che essa considera per nulla “marginali” nella politica estera comunitaria e nazionale. E’ l’Italia di ieri e di oggi che ha avvertito e continua a farlo nel presente l’esigenza di dare ai paesi della sponda Sud del Mediterraneo una loro convinta partecipazione alla nuova grande Comunità europea. Questa non è solo una lezione magistrale di vita, ma è anche una costante nell’insegnamento che va giustamente ripreso e rilevato di continuo nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Se noi vogliamo uscire dalle nostre chiusure territoriali grandi o piccole che siano dobbiamo incominciare ad essere multietnici e multiculturali proprio nei luoghi dove il sapere viene aperto alla conoscenza e dove i giovani si misurano nella ricerca costante di una loro identità unitaria sia pure commisurata alle loro differenti tradizioni e al rispetto e alla conservazione di esse. Ciò non deve, tuttavia, far perdere di vista il grande carico di equilibrio che si aggiunge sulle spalle dei futuri go-vernanti della grande Europa, per evitare il pericolo di egemonie di ruoli attorno a paesi in grado di eser-citare forti attrazioni, come ad esempio la Germania rispetto ai paesi dell’Est, e quindi a favore di una politica est-ovest, a scapito dell’equilibrato rapporto generale, ma soprattutto nord-sud. (Riccardo Alfonso)

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Il Bullismo tra valori e regole

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Da più tempo, ormai, mentre il pubblico svela i limiti della frammentarismo dei centri decisionali, mentre sul piano culturale si afferma la dimensione dello spettacolo, dell’immagine che fa notizia, si consuma in un giorno e lascia sempre meno spazio all’analisi e alla riflessione, si impoverisce e degrada la qualità della vita e delle persone, il quotidiano scade spesso nella violenza. Violenza in alcuni spettacoli e nella pubblicità, nelle proteste di piazza, nelle miserevoli condizioni delle periferie, sull’ambiente; violenza della velocità sfrenata su strada, dell’intolleranza e del razzismo. Sintomo di questi e altri mali profondi della società postmoderna, della frattura nella continuità con il passato e le sue regole e del non averle saputo rinnovare, adeguandole alle nuove necessità sociali a valenza universale, il bullismo individuale e di gruppo, il bullismo a scuola.
La scuola – e la famiglia dalla struttura destabilizzata – ha risentito in particolare dei legami sociali deboli, dell’inconsistenza dell’autorità, della riduzione del senso civico, delle riforme continue e trova difficoltà ad orientarsi e ad orientare, mentre il problema serio e grave del bullismo, del misconoscimento delle regole per il tutto lecito ci richiama alle responsabilità di una situazione di emergenza. Emergenza che chiama in campo tutte le istituzioni ad un ruolo di umanizzazione e civilizzazione credibili ed efficaci e, in particolare, la scuola: per la ricerca delle cause, per il controllo degli effetti perversi, la condivisione del disagio. E, passo dopo passo, per percorrere il cammino del diritto dovere di educare e recuperare le capacità comunque presenti in ogni alunno, con responsabilità, speranza e fiducia nelle sue risorse e nel proprio impegno e stabilendo il necessario equilibrio tra libertà e disciplina. Documento elaborato da Ciani Vittorio per l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio.(Franco Inglese, direttore generale)

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Nuovo equilibrio tra economia libera di mercato e stato sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

“Ci confrontiamo ormai quotidianamente con la crisi di quel progetto europeo che ha rappresentato la più grande invenzione politica della seconda metà del Novecento, sprigionando dinamismo e potenzialità in tale misura da imporsi come punto di riferimento, se non come modello, ben oltre i confini dell’Europa”. E’ partendo da questa considerazione che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera inviata al direttore della rivista “Reset”, Giancarlo Bosetti, ha affrontato il tema dei grandi mutamenti avvenuti all’indomani della seconda guerra mondiale e del 1989: “Siamo ora giunti, in special modo in Europa, a un terzo appuntamento con la storia: quello del calare – approfondendolo come non mai – il nostro processo di integrazione nel contesto di una fase critica della globalizzazione. Ed è vero che questa volta le leadership europee appaiono invece in grande affanno a raccogliere la sfida, innanzitutto nei suoi termini di crisi incalzante dell’euro; appaiono palesemente inadeguate anche a causa di un generale arretramento culturale e di un impoverimento della vita politica democratica, che hanno congiurato nel provocare fatali ripiegamenti su meschini e anacronistici orizzonti e pregiudizi nazionali”.Facendo riferimento agli insegnamenti e all’eredità di Luigi Einaudi, il Presidente Napolitano ha scritto: “Particolarmente acuta è oggi per le forze riformiste l’esigenza di perseguire nuovi equilibri, sul piano delle politiche economiche e sociali, tra i condizionamenti ineludibili della competizione in un mondo radicalmente cambiato e valori di giustizia e di benessere popolare, divenuti concrete conquiste in termini di diritti e garanzie attraverso la costruzione di sistemi di Welfare State in Italia e in Europa”. Il Presidente ha poi affrontato la questione del confine fra un’economia libera di mercato ed uno Stato sociale, ricordando che “con i Trattati di Roma del 1957 e la nascita del Mercato Comune, furono riconosciuti e assunti dall’Italia i fondamenti dell’economia di mercato, i principi della libera circolazione (merci, persone, servizi e capitali), le regole della concorrenza”. Ha sottolineato il Capo dello Stato: “Ora che a minare la sostenibilità di quella grande e irrinunciabile conquista che è stata la creazione dell’euro concorre fortemente la crisi dei debiti sovrani di diversi Stati tra i quali l’Italia, è diventata ineludibile una profonda, accurata operazione di riduzione e selezione della spesa pubblica, anche in funzione di un processo di sburocratizzazione e risanamento degli apparati istituzionali e del loro modus operandi”. “Tale discorso – ha rilevato il Presidente Napolitano – non può non investire le degenerazioni parassitarie del ‘Welfare all’italiana’, rifondando motivazioni, obiettivi e limiti delle politiche sociali, ovvero rimodellandole in coerenza con l’epoca della competizione globale e con le sfide che essa pone all’Italia”.Per il Capo dello Stato “non possiamo ormai che riflettere sull’Italia guardando all’Europa: anche così tornando a incontrare Einaudi, come grande anticipatore e assertore di quella prospettiva di unione federale dell’Europa che oggi siamo chiamati a rilanciare mirando con coraggio einaudiano al più coerente superamento del dogma e del limite delle sovranità nazionali”. (fonte: http://www.criticasociale.net)

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Approvato bilancio comune Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Roma-campidoglio

Image via Wikipedia

L’Assemblea capitolina ha approvato con 28 voti favorevoli, 17 contrari e una astensione, il bilancio di previsione 2011. La manovra assomma a oltre 6,8 miliardi di euro: oltre 4 miliardi e mezzo relativi alla parte corrente e quasi 2 miliardi per il Piano Investimenti. A questi, vanno sommati ulteriori 3 miliardi circa di euro per gli investimenti con fondi privati (project financing) per un totale globale di 9,8 miliardi di euro circa.
L’equilibrio tra entrate e spese è stato raggiunto attraverso una manovra di 388 milioni di euro: circa 290 inerenti la gestione delle entrate (fra cui 75 milioni di incassi stimati dal contributo di soggiorno e 25 derivanti dall’attività di recupero e lotta all’evasione fiscale, in primo luogo dell’ICI) e da circa 98 milioni di minori spese, per effetto di risparmi per 27 milioni sul personale (efficientamento dei contributi Irap), e della razionalizzazione degli oneri per beni e servizi in gran parte assicurata dall’attività svolta dalla Centrale Unica per gli acquisti (CUA).
Il pareggio di bilancio, reso, tra l’altro, particolarmente difficile dalla riduzione del trasferimenti statali imposti quest’anno dalla manovra di finanza pubblica del Governo (-152,60 mln) consente di mantenere inalterato il livello dei servizi destinati alla Città senza introdurre nuove tasse e prevedendo, pur nella linea di rigore che ha caratterizzato i precedenti esercizi finanziari della Giunta Alemanno, specifici investimenti anche per il rilancio dello sviluppo economico di Roma Capitale. Grazie al maxiemendamento, approvato dall’Assemblea capitolina su proposta della Giunta, il bilancio di previsione 2011 si è arricchito, con il passaggio in Aula, di ulteriori stanziamenti sia per la spesa corrente (circa 49 mln di euro), sia per la parte investimenti (circa 50 mln di euro comprensivi di 8 mln destinati a finanziare il Piano per gli investimenti dei Municipi). A questi si aggiunge la rimodulazione di circa 94 mln di euro di spese per metropolitane, grandi opere, interventi di edilizia residenziale pubblica e centri anziani (18,3 mln di euro), il welfare e i servizi sociali (16,6 mln di euro) e il contribuito di 3 mln di euro necessario a sostenere la candidatura per le Olimpiadi del 2020 che rappresentano il pilastro di riferimento per l’avvio del Progetto Strategico di Sviluppo della Città.
Il Pieno utilizzo della Centrale Unica per gli Acquisti consentirà di realizzare risparmi per circa 40 mln di euro nel 2011 e di 70 mln a regime come obiettivo ottimale nell’arco del triennio 2011-2013, ampliando gli interventi già realizzati lo scorso anno su tutti i settori merceologici (affitti di immobili, spese di riscaldamento ed elettricità, illuminazione pubblica, materiali per la pulizia e di cancelleria, opere tipografiche, arredi nonché spese postali e per corrieri). L’efficientamento della macchina amministrativa è stato accompagnato da una riduzione degli oneri fiscali inerenti il trattamento del personale (27 mln di euro).
Per effetto delle importanti misure adottate è stato possibile rifinanziare la spesa dei dipartimenti mantenendo inalterato il livello dei servizi erogati alla cittadinanza.
Queste, in sintesi, le principali voci di finanziamento:
Per Lavori Pubblici e manutenzione di strade e scuole sono previsti investimenti per 637 mln di euro da destinare alla manutenzione stradale e ad altri interventi per la viabilità inter-municipale (308 mln).
Nei trasporti sono programmate spese per investimenti per circa 3 mld di euro (finanziamento metro, corridoi per la mobilità e tramvie, spostamento del Tram 8 a Piazza Venezia e incentivi per il trasporto pubblico non di linea).
L’Urbanistica realizzerà investimenti per 372 mln.
Lo sport riceverà 7 mln di euro per la manutenzione degli impianti destinati allo sport di base ai quali vanno sommati, come detto, 3 milioni di euro nel triennio per la candidatura per le Olimpiadi del 2020.
Per quanto riguarda il settore ambiente sono previsti investimenti per 80 mln di euro di cui 37 andranno, fra l’altro, alla manutenzione straordinaria del verde e altri 20,6 a parchi, ville storiche, piste ciclabili nonché al finanziamento della gara sul verde.
Il Turismo sarà alimentato dal 5% delle some incassate attraverso il contribuito di soggiorno (75,5 mln di euro nell’anno in corso).
La spesa sociale 2011 dell’amministrazione capitolina ammonterà nel complesso a 313 mln di euro, oltre ai 136 mln gestiti dai municipi.
Per la scuola è stato previsto uno stanziamento complessivo di 177 mln che serviranno, tra l’altro, ad ampliare l’offerta degli asili nido con 1.175 nuovi posti e agli sconti riservati alle famiglie (family card).
Nel comparto della cultura vengono confermate le risorse necessarie al funzionamento di tutte le istituzioni culturali (Palaexpo 10 mln di euro, Fondazione Cinema di Roma per 1,15 mln, Auditorium 4,75 mln, santa Cecilia per 3,25 mln, Teatro di Roma 3,1 mln, Macro 2 mln, 1,3 mln per il triennio per il Museo della Shoah, Teatro Valle 1,3 mln per la stagione 2011/2012 e 824.000 euro per restauri del patrimonio monumentale).
Alle attività produttive andranno 25 mln di euro (18 mln per il nuovo centro ingrosso fiori alla Magliana).
Infine, il settore Patrimonio e Casa sarà caratterizzato da dismissioni con vendita agli inquilini delle Case di edilizia residenziale pubblica per oltre 300 mln di euro nel triennio, cui si aggiungono circa 20 mln di euro di recupero sugli affitti delle case popolari e degli oneri accessori. È quanto rende noto l’Assessorato al Bilancio di Roma Capitale.

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Sindaci forza del sud: maggiore autonomia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

“I Sindaci di Forza del Sud condividono pianamente la formazione di gruppi parlamentari – a dichiararlo Giuseppe Siviglia Sindaco di San Giuseppe Jato e Coordinatore Regionale della Conferenza dei Sindaci – Finalmente le nostre aspettative si concretizzano e le ragioni del Sud verranno riscattate; siamo sicuri che attraverso i nostri rappresentanti parlamentari di poter avere anche noi voce a Roma per rappresentare da uomini impegnati in prima linea le vere esigenze del territorio al fine di stabilire un equilibrio fra nord e Sud per mettere in moto la nostra economia in parte soffocata dalle prepotenze della lega”.

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Angelino Alfano segretario Pdl

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

“All’On. Angelino Alfano facciamo i migliori pensieri augurali per il prestigioso incarico di segretario politico del PDL”. Così il segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale e Vice-presidente Vicario di Iniziativa Responsabile, On. Domenico Scilipoti, al nuovo segretario del Popolo della Libertà. “Uomo probo e corretto e politico capace Ha svolto con equilibrio il compito di Ministro della Giustizia:”.(Dott. Giuseppe Cuschera)

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Karel Capek: Racconti dall’una e dall’altra tasca

Posted by fidest press agency su domenica, 22 maggio 2011

Karel Capek è forse l’artista più rappresentativo e, per molti aspetti, emblematico della Praga Felix e inquieta fra le due guerre. Un po’ avanguardista, un po’ impegnato, lo scrittore ceco sperimenta, infatti, quasi ogni genere letterario. É il caso di questi racconti noir, piccoli capolavori di attenta descrizione psicologica e sottile ironia, dove tonalità e sapori da vecchia Europa si mescolano, con sapiente equilibrio, ai qui pro quo tipici di ogni buon poliziesco metropolitano. Pagine 144 Euro 8,00 Codice 21655Z EAN 978-88-425-4806-5 Mursia editore.

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Amministrative e strapotere mediatico

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

“Nessun esposto, per quanto giusto e sacrosanto, basterà mai in questo paese a fare giustizia di un presidente del Consiglio a reti unificate, straripante e tracotante. Possiamo fare tutti i ricorsi che vogliamo, rivolgerci al presidente della Repubblica o persino al Papa, ma non ne caveremo un ragno dal buco” lo dichiara Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV . “Non c’è potere in Italia che possa ricondurre una campagna elettorale in una condizione di equilibrio, perché con questo presidente del Consiglio, che controlla la tv pubblica e privata, invadendo le case con frasi violente ed aggressioni verbali senza esclusione di colpi, che si fa beffa delle regole, l’Italia vive una situazione di democrazia malata, come Italia dei Valori denuncia da tempo immemorabile” aggiunge Donadi. “Questo dovranno tenere a mente i cittadini chiamati al voto. Sono loro ad avere in mano in mano l’unico potere per fermare la violenza e la tracotanza di questo presidente del Consiglio. Con il loro voto potranno scegliere non solo i loro nuovi amministratori e sindaci ma anche di ribellarsi allo strapotere mediatico arrogante e tracotante del premier” conclude il presidente dei deputati IDV.

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Convegno internazionale SedNet

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Venezia dal 6 al 9 aprile a il convegno internazionale SedNet “Sediments and Biodiversity: bridging the gap between science and policy” Secondo una stima approssimativa, si valuta che ogni anno il mantenimento dei porti europei richieda il dragaggio e la gestione di 200 milioni di metri cubi di sedimento, più o meno contaminato. Sempre di più oggi è necessario adottare approcci e soluzioni sostenibili, che traguardino il migliore equilibrio fra valori ambientali e socio-economici e considerino ovunque possibile il sedimento come “risorsa” e non come “rifiuto”, consentendo la realizzazione di progetti integrati che favoriscano il riuso dei materiali movimentati e la valorizzazione territoriale delle aree in cui sono attuati gli interventi. Nato nel 2002, il network internazionale SedNet opera per la diffusione delle conoscenze tecnico-scientifiche per una corretta gestione dei sedimenti a scala di bacino ed in ambito marino costiero e la sensibilizzazione dei decisori sulla problematica della gestione dei sedimenti in tutti i suoi aspetti.Il congresso è articolato in 2 parti: una parte con Sessioni Speciali (ambiti aperti al pubblico, ma chiusi nella struttura dei relatori), in cui sviluppare e focalizzare temi e messaggi, ed una parte più tradizionale, in forma di Conferenza aperta a coloro che hanno sottomesso abstracts. Gli argomenti delle 4 Sessioni Speciali sono:
• Dragaggio sostenibile dei porti del Mediterraneo: il futuro del sediment management.
• I sedimenti e i cambiamenti climatici.
• Criteri di valutazione dei materiali dragati: situazione attuale e prospettive future.
• L’importanza dei sedimenti per la biodiversità.La prima sessione, organizzata da ISPRA e da Thetis S.p.A., unici soggetti italiani parte del network SedNet,  riguarda il tema caldissimo, in particolare per i porti italiani, della gestione in modalità ambientalmente ed economicamente sostenibile dei sedimenti dragati. La sessione vede il supporto e la partecipazione di numerosi Enti, Amministrazioni, Agenzie, Organizzazioni nazionali e internazionali, fra cui diverse autorità portuali, e si concluderà con una ampia tavola rotonda. Gli obiettivi della sessione si possono sintetizzare in:
• Definire il quadro generale della situazione e delle necessità a scala di singolo paese e di bacino mediterraneo;
• Presentare e discutere il ruolo e l’importanza del dragaggio, di sviluppo e di manutenzione, per lo sviluppo sostenibile dei porti e l’implementazione della Integrated Maritime Policy (COM(2007) 575 final and SEC(2007) 1278);
• Esaminare la normativa vigente a livello comunitario e nei vari paesi e valutarne differenze e necessità di armonizzazione;
• Esaminare e comparare approcci e soluzioni adottate nei vari paesi e discutere come promuovere la diffusione di Best Management Practices;
• Individuare le principali questioni aperte e formulare raccomandazioni per il futuro.Al congresso sarà  collegata una piccola parte di exhibition per dare la possibilità  a soggetti vari (porti, amministrazioni, agenzie, società, consulenti) di presentarsi e favorire la conoscenza reciproca.

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Bilancio e sviluppo comune di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

“Il segnale lanciato dall’agenzia internazionale del credito Fitch servirà certamente da stimolo soprattutto nella riduzione dei costi di funzionamento dell’intero apparato, ma appare evidente come i risultati economici e finanziari raggiunti  dalla Giunta Alemanno siano innegabili. Grazie al piano di rientro, infatti, Roma è stata salvata dal dissesto economico e finanziario che incombeva su un bilancio, ereditato al 28 aprile del 2008,  con un debito di oltre 12 mila miliardi di euro” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori (PdL), consigliere di Roma Capitale. “Il nuovo equilibrio economico prodotto dall’approvazione del bilancio capitolino ha portato al conseguimento di numerosi obiettivi come: la lotta all’evasione fiscale, dalla quale si sono già incassati oltre 21 milioni di euro grazie al recupero di tributi evasi; la lotta agli sprechi, con un risparmio cumulato atteso per il 2012 da 153 a 200 milioni di euro; la rinegoziazione dei contratti, grazie ai quali si sono già risparmiati 4,1 milioni di euro annui tra affitti e contratti di servizio  ed è stata bandita la gara dei servizi di pulizia con un risparmio atteso fra i 2 e  i 4 milioni di euro annui;  il concordato sulle multe, al quale hanno aderito 105.696 romani, con un incasso di circa 30 milioni di euro; la revisione della Corporate Governance, che prevede controlli sulle società partecipate , la revisione dei contratti di servizio con le aziende partecipate, la rivisitazione delle remunerazioni dei manager pubblici; la creazione della holding Roma Capitale, che prevederà risparmi attraverso la centralizzazione di funzioni comuni e lo sfruttamento di agevolazioni fiscali sulle società partecipate” – conclude Santori.

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Umanesimo sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

La tensione tra Fiat e maestranze più che un conflitto sindacale o politico è uno scontro tra sordi che non tentano nemmeno di mediare le due posizioni per trovare il giusto  equilibrio in grado di soddisfare le parti con reciprocità di rinunce.
•    Merchionne sbaglia perché non riconosce i diritti acquisiti e pretende esercitare un controllo che non trova giustificazioni se non nella esasperata  difesa della proprietà.
•    Sbaglia la FIOMM  perché non avanza le giuste richieste e non formula alternative, ma cade nell’errore che da 60 anni commette la sinistra estrema che pretende “tutto e subito” senza cedimenti alla luce di una crisi che sta travolgendo l’economia occidentale e segna il fallimento del “capitalismo assoluto” sostenuto da una ideologia liberista che lede la dignità stessa dei lavoratori.
•    Sbagliano i sindacati aderenti alle richieste di Merchionne perché hanno abbandonato il loro ruolo istituzionale.
•    Sbaglia questo governo perché sostiene le parti della grande proprietà e non sa rivolgere l’attenzione all’uomo e alla sua specificità che si focalizza nel lavoro.
•    Sbaglia la Chiesa che ormai platealmente sostiene il liberismo di questo governo per mantenere i privilegi che le sono stati accordati, proprio al fine di ottenerne il consenso.
Non viene tenuto in nessun conto l’Umanesimo Sociale  che dovrebbe soddisfare tutte  le parti, contenendo gli eccessi e mediando le soluzioni. L’Umanesimo coinvolge l’uomo nella sua dignità e  trova  nella società civile e democratica la fonte della sua convinzione che il lavoro costituisce una fondamentale dimensione dell’esistenza umana sulla terra. Figlio legittimo dell’Umanesimo integrale, completo e totale, descritto da Jacques Maritain ed esaltato nella Populorum Progressio di Paolo VI, condiziona i rapporti di ciascun uomo in relazione al rapporto con gli altri uomini. L’aspetto sociale colloca l’uomo al centro della storia umana, senza discriminazioni, nella parità di diritti e doveri.  Nel nostro tempo diventa sempre più rilevante il ruolo del lavoro umano, come fattore produttivo delle ricchezze immateriali e materiali; diventa, inoltre, evidente come il lavoro di un uomo si intrecci naturalmente con quello di altri uomini. Oggi più che mai lavorare è un lavorare con gli altri e un lavorare per gli altri: è un fare qualcosa per qualcuno. Il lavoro è tanto più fecondo e produttivo, quanto più l’uomo è capace di conoscere le potenzialità produttive della terra e di leggere in profondità i bisogni dell’altro uomo, per il quale il lavoro è fatto. Nel progetto dell’Umanesimo Sociale    ogni uomo è chiamato al suo sviluppo, e, coerentemente lo sviluppo umano di ciascun uomo costituisce e deve costituire il progresso, che resta così vincolato allo sviluppo. Il prestatore d’opera deve rimanere padrone assoluto di se stesso e del suo lavoro e non può essere ridotto al succedaneo di una macchina, né il lavoro ridotto a merce che segue l’andamento e le regole del mercato. Quando opera in una fabbrica il prodotto realizzato è una sua opera, il frutto del suo essere uomo che lavora. Le grandi, medio e piccole aziende devono trattare il livello umano come  prioritario , senza mortificarne lo spirito alla luce di un maggior utile da spremere al lavoro sotto forma di sfruttamento. Affidare ad una equipe di operai l’appalto di produrre un determinato numero di beni a fronte del salario garantito e remunerare adeguatamente una maggior produzione, anche se realizzata in orari di straordinario, rappresenterebbe una presa di coscienza del prestatore d’opera e un  riconoscimento della dignità del suo lavoro. Il controllo di qualità resterebbe in mano all’azienda, ma il controllo del lavoro e i suoi ritmi tornerebbe in mano agli stessi prestatori d’opera, che si sentirebbero artefici del loro lavoro e del loro successo. (Rosario Amico Roxas)

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La catena alimentare

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2011

Un interessante saggio edito dalla Fidest qualche anno fa era incentrato sulle ragioni che possono spingere gli esseri umani ad uccidere i propri simili e le altre specie viventi e a distruggere sistematicamente l’ecosistema. Due furono le tesi sostenute. La prima fu che essendo l’uomo al vertice della catena alimentare occorresse un elemento di autodistruzione controllato che ne limitasse la prolificità. In natura, infatti, questo equilibrio tra specie diverse è proprio stabilito dalla legge della sopravvivenza uccidendo le specie meno dotate. La seconda ipotesi si allacciava alla prima ipotizzando la possibilità che esistesse una programmazione controllata che partisse dal codice genetico e si concretizzasse invertendo i valori etici. In altre parole per questi soggetti il concetto di morale era capovolto. Per essi era morale uccidere e non viceversa. Ciò potrebbe spiegare come la maggior parte degli esseri viventi non uccide e non ha mai ucciso, mentre per una, sia pur limitata, componente è l’esatto contrario. Vi sono state poi delle varianti culturali richiamate dalle grandi figure filosofiche da Platone in poi (vedasi la Repubblica Ideale) dove, ad esempio, la guerra è considerata il fatto fondamentale della vita politica e tanto che sia Platone sia Aristotele non escludevano la presenza permanente della letalità militare. Riflessione che è stata ripresa sia da Macchiavelli sia Thomas Hobbes nel Leviatano e ancora da John Locke nei “Due trattati del governo”. Jean-Jacques Rosseau nel suo “Contratto sociale” fu ancora più esplicito affermando che “Quando il principe gli dice: “Occorre allo stato che tu muoia, egli deve morire; perché (…) la sua vita non è più soltanto un beneficio della natura, ma un dono condizionale dello Stato.” Che dire poi quando l’atto di uccidere diventa il motivo conduttore per la nascita di una grande nazione? E’ la storia degli Stati Uniti. Si impose l’integrazione nazionale con una guerra civile uccidendo circa 75mila confederati e 140mila dell’Unione e altre morti si ebbero per il controllo delle Hawai, di Puerto Rico, Guam e Filippine e via di questo passo, ma con un crescendo impressionante. Oggi gli Stati Uniti hanno accresciuto la loro capacità ad uccidere sino ad abbracciare il mondo intero. Dispone di un milione e mezzo di uomini e donne in armi e di 23mila pianificatori del Pentagono che costituiscono la punta di diamante di una macchina di guerra tra le più avanzate nel mondo. E non è ancora tutto. A livello tecnologico la forza d’uccidere si è affinata oltremodo concependola dall’ingegno umano tanto che taluni scienziati paventano la possibilità che si possa creare un virus letale per ridurre la popolazione mondiale. E intanto già si lasciano morire nel mondo milioni di bambini per denutrizione e mancanza di assistenza sanitaria. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Derby di Milano, perfetto equilibrio

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

Il derby di Milano, big match della 12° giornata di campionato, divide totalmente tifosi e scommettitori. I dati di raccolta Sisal Matchpoint sulla partitissima di San Siro vedono il 34% delle giocate sul Milan e il 34% sull’Inter, mentre un pari, che manca dal 2004, è previsto dal rimanente 32%.  Anche i quotisti non sanno con chi schierarsi: le quote Matchpoint riflettono un equilibrio pressoché totale, con nerazzurri a 2.65 e rossoneri a 2.7. Chi scommette sul risultato esatto prova invece il classico 1-1 (a 6.5) o un più emozionante 2-2 (a 16).

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La medicina estetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 agosto 2010

Essa nasce dall’intuizione che l’uomo è sano quando è in armonia con le differenti fasi della propria vita, con il proprio aspetto fisico ed equilibrio mentale, con il proprio inserimento sociale ed ambientale. Una medicina ispirata a garantire la salute dell’individuo nella sua globalità sia attraverso il coordinamento e l’integrazione delle più diverse e settoriali attività specialistiche, sia attraverso la promozione di una moderna ed articolata ricerca scientifica. Il suo scopo ultimo è d’ampio respiro. Tende a promuovere e stimolare la costruzione e la ricostruzione di una armonia e di un equilibrio individuale attraverso l’attivazione di un programma di medicina educativa, sociale, preventiva e correttiva, curativa e riabilitativa.

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