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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘equità sociale’

Costi della politica: la mia lettera aperta a Mario Monti

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2012

Italiano: L'On. Antonio Di Pietro, Presidente ...

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Lettera aperta di Antonio Di Pietro a Monti: Illustrissimo Professor Monti, come certamente Ella ricorderà, i Gruppi Parlamentari dell’Italia dei Valori hanno inteso conferire a Lei ed al Suo Governo una fiducia motivata, formalmente depositata in Parlamento, fondata su contenuti chiari, precisi ed inequivocabili. Parte essenziale della nostra fiducia era basata sulla significativa decurtazione dei costi della politica e sull’equità sociale. L’opera di razionalizzazione istituzionale rappresenta, infatti, una “questione di credibilità” dinanzi all’Italia e non solo si rivela urgente sotto il profilo finanziario, ma si rende necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, vista la delicata fase che sta attraversando il Paese.
Nell’ambito delle Sue comunicazioni programmatiche, Lei ebbe a dichiarare che: «Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini, sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi». Tale ineludibilità, Illustre Presidente, implica necessariamente un immediato, efficace e reale intervento in tal senso, partendo da tutto ciò che è possibile fare subito dando così al Paese il buon esempio. Le nostre proposte sono:
– Soppressione immediata delle Province con compiti, funzioni e personale dipendente da affidare a Comuni e Regioni;
– Diminuzione del numero dei deputati e dei senatori (complessivamente a 500), dei componenti dei consigli e delle giunte regionali;
– Riduzione di tutti i consigli di amministrazione delle società pubbliche mentre in quelle che hanno fatturati minimi vanno sciolti o ridotti ad un solo componente;
– Riduzione dell’indennità e soppressione degli assegni vitalizi per i membri del Parlamento e dei consiglieri regionali, nonché il contestuale incremento delle dotazioni del fondo nazionale per le politiche sociali;
– Modifiche al rimborso delle spese per consultazioni elettorali;
– Soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, per la riduzione dei costi della politica;
– Soppressione dei rimborsi delle spese di viaggio e di trasporto per i parlamentari cessati dal mandato;
– Modifiche con tagli sostanziali alle sedi di rappresentanza delle regioni all’estero e all’istituzione di un ‘Palazzo Italia’ a Bruxelles;
– Taglio radicale della dotazione e l’uso di autovetture di servizio delle pubbliche amministrazioni;
E’ importante che la parola “equità” da Lei usata trovi una coerenza tra il dire e il fare del governo, in particolare sulla riduzione dei costi della politica, anche con provvedimenti legislativi urgenti. Questo, nella piena consapevolezza che i cittadini, martoriati ed angosciati dalla perdurante crisi economica e dall’ultima manovra finanziaria, possano riscontrare un cenno di dignità da parte delle Istituzioni repubblicane. Sappiamo bene che alcuni provvedimenti non rientrano nelle competenze del governo, ma la maggior parte di essi possono essere presi in considerazione.

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Italiani povera gente

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2011

Questa sera gli italiani usciranno più poveri, più rassegnati, più delusi, ma anche qualcuno di loro più arrabbiato e tradito. Abbiamo riportato cronologicamente quanti ci hanno scritto incominciando a chiedersi cose si stava tramando alle loro spalle e, via via, una consapevolezza sempre più amara e, per molti, drammatica. L’ultimo in ordine di tempo è la lettera pubblica che il sindacato di polizia Coisp a reso ai media e indirizzata al presidente della Repubblica e che così si esprime nella sua chiusa: “Le Forze di Polizia sono pronte a fare le loro parte in un momento congiunturale così difficile – conclude Franco Maccari – ma non sono pronte a essere agnello sacrificale sull’altare di una crisi che non ha origine dal basso, che non è stata creata dai dipendenti pubblici, ma la cui radice è evidentemente in una politica incapace di guidare un Paese”.
La mia impressione che siamo tutti prigionieri di un sistema che ha mandato gli italiani al macello in nome di un rigore che è solo pretestuoso per nascondere la salvaguardia dei propri privilegi e quelli dei loro amici o sostenitori prezzolati. E’ mancato il coraggio della franchezza allorchè già mesi fa quanto stava accadendo era nell’aria e si poteva con più ponderatezza e serenità di giudizio porvi mano. E questo è costato oggi, in termini economici, con la volatilità delle borse, ben 30 miliardi di euro sul maggior costo del debito pubblico, e peggio sarebbe andato se non fosse intervenuta la Bce e con il “ricatto” che se non ci pieghiamo alle sue condizioni ci avrebbe tolto il sostegno. Già con la precedente manovra avevo evidenziato la mia perplessità sui contenuti e che la fretta di approvarla, comunque, sta ora rendendo ancora più tragico, quanto è in corso d’opera. E ancora una volta ci troviamo sotto ricatto: o fare o mandare a catafascio il paese. Ma tutti già pensano alle loro convenienze elettorali, a scaricare il malfatto agli altri, a crearsi una base di consenso clientelare in barba ad una politica perequativa, ad una equa ridistribuzione delle risorse e far pagare la crisi innanzitutto a coloro che per pavidità potevano e non hanno voluto porvi riparo anzitempo. Da qui l’innaturale coalizione che vede industriali e sindacati dei lavoratori uniti nel mazzolare le classi più deboli, e che così abbandonate si sentono incapaci di organizzarsi da sole e accumulando solo tanta frustrazione e impotenza. E’ questa la cruda e dura realtà che stiamo vivendo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Piano famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

«Il Piano famiglia, licenziato oggi dall’Assemblea dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, rappresenta sicuramente un prezioso passo in avanti» osserva Francesco Belletti, presidente del Forum. «E’ un Piano con il quale ci sentiamo in sintonia in fatto di obbiettivi e strumenti per raggiungerli e che finalmente definisce le caratteristiche di un intervento a favore della famiglia (soggettività sociale, politiche specifiche e dirette, sussidiarietà, equità sociale…). Parole che ritroviamo tra i principi animatori che hanno guidato l’azione del Forum in questi anni e che abbiamo portato alla Conferenza della famiglia dello scorso anno. «Ma i piani, oltre ad essere elaborati devono anche essere applicati. Ed è qui che attendiamo le Istituzioni e la politica che di famiglia parlano molto e alla famiglia promettono molto. Ora non c’è più l’alibi dell’indecisione sulla strada da prendere: il Piano la traccia e detta le priorità. Il governo fissi il calendario, trovi i fondi e indichi le modalità per cominciare a dare concretezza ai contenuti del Piano che del resto sono largamente condivisi. «Due sono gli appuntamenti che costituiranno un immediato banco di prova della volontà del governo: l’approvazione formale del Piano e soprattutto la riforma del sistema fiscale. Cose da fare nel giro non di mesi ma di settimane» conclude Belletti. «Sul fisco, in particolare, la volontà dichiarata è di arrivare al varo di quella che costituisce la riforma delle riforme entro l’estate. Il modo di rendere il nuovo fisco più giusto con le famiglie è stato già indicato alla Conferenza di Milano che ha condiviso la proposta del FattoreFamiglia, una proposta che ha anche superato a pieni voti la verifica dei tecnici del settore e perfino dei tavoli di Tremonti per la semplificazione fiscale. Ebbene, procedere in questa direzione è solo questione di volontà politica».

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