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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘equitalia’

Liberati da Equitalia/ADER

Posted by fidest press agency su domenica, 24 febbraio 2019

Edito da Bruno Editore. E’ scritto da Carmine Carlo e già best seller Amazon, torna in versione aggiornata, scaricabile gratuitamente in formato ebook sul circuito di Amazon Kindle Unlimited.L’edizione aggiornata del volume, a cui si aggiunge ora un capitolo, consegna a imprenditori e professionisti le “Tecniche e le Strategie per difendersi da Equitalia/ADER anche senza un avvocato”, e si compone di 11 capitoli.
Il volume, nel corso del 2018, ha aiutato oltre 1174 imprenditori e professionisti a risolvere i propri sospesi con ex Equitalia, fornendo tutte le informazioni necessarie per tutelare il proprio patrimonio e la propria azienda.
“Liberati da Equitalia/AER” edizione 2019 spiega la più recente giurisprudenza di settore della Corte di Cassazione e gli ultimi interventi normativi del Governo relativi a “Pace Fiscale”, “Rottamazione Ter”, “Saldo e Stralcio delle cartelle esattoriali”, tutti contenuti nel Decreto Fiscale n° 119/2018 (Legge n° 136/2118) e nella Legge di Bilancio n° 145 del 30 Dicembre 2018.
Carmine Carlo, specializzato in Diritto Tributario Internazionale presso l’Università Bocconi di Milano e successivamente in Fiscalità Internazionale e Fiscalità Finanziaria e delle Operazioni Straordinarie di Imprese, è uno dei soci fondatori di CFC Legal, la prima azienda legale in Italia a fornire consulenza e assistenza in procedimenti giudiziali e stragiudiziali a difesa di contribuenti, imprenditori e aziende dall’azione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Equitalia che fu, che e’, che sara’ e la propaganda falsata contro i cittadini onesti

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

equitaliaDal 1 luglio Equitalia non sara’ piu’ operativa, sostituita da un’apposita sezione dell’Agenzia delle Entrate (“Agenzia delle entrate-riscossione”) che subentra in tutto e per tutto nelle sue funzioni, utilizzando gli stessi strumenti e normative e con alcuni poteri potenziati. Alcuni Comuni hanno gia’ provveduto a farsi delle “piccole Equitalia”, ma tanti altri continueranno ad usufruire dei servizi di questo nuovo organismo: riscossione tasse nazionali ed entrate tributarie e patrimoniali di Comuni, Province e societa’ partecipate.
Per noi contribuenti direttamente non cambia nulla, ma cambia un po’ per lo Stato che, con questi nuovi poteri potra’ risparmiare in tempo e denaro, un risparmio che quindi ha un riflesso sui conti pubblici e su tutti noi.
Questo cambiamento ha avuto un riflesso negativo su alcuni media che, spinti da gruppi politici che talvolta -a nostro avviso- estremizzano anche cio’ che sarebbe opportuno non fosse fatto (per tutti, contribuenti inclusi), hanno creato un po’ di preoccupazione e allarmismo. L’allarmismo e’ di questo tipo: Equitalia potra’ mettere il naso nei nostri conti correnti….. intrusione, pero’, che e’ tale da 12 anni (qualcuno fa il fesso o non lo sapeva?) e che, 12 anni fa come oggi e come domani, chi ritiene di dover contestare puo’ sempre farlo rivolgendosi ai giudici. Fino al 1 luglio prossimo l’agente riscossore si rivolgeva genericamente alla banca, senza poter subito sapere se nei conti del debitore c’era o meno disponibilita’, e partiva un tira e molla costoso in tempo e denaro (che comunque alla fine veniva fatto pagare al debitore). Dal 1 luglio, essendo Equitalia a tutti gli effetti una branca dell’Agenzia delle Entrate, puo’ pretendere dalla banca
di comunicare la situazione dei conti del presunto debitore. E quest’ultimo, ovviamente, prima che possa avvenire il pagamento puo’ utilizzare tutti gli strumenti di opposizione e contestazione previste dalla legge. E questa un’aggressione, o non piuttosto un semplificazione delle procedure? Noi optiamo per la seconda ipotesi. Anche perche’ non partiamo -come alcuni, tra coloro che fanno allarmismo- dal presupposto che se si devono dei soldi alla pubblica amministrazione, questo sia di per se’ un fatto negativo e lo Stato sia ladro e il presunto debitore vessato e violentato. Non potremmo pensare altrimenti se continuiamo a mettere al primo posto di qualunque nostra azione certezza dei diritti e delle pene.
Siamo per questo complici dello Stato vampiro? Noi continuiamo ad essere in prima fila a difendere il contribuente vessato e impropriamente debitore, magari foss’anche solo per la burocrazia dello Stato. Infatti, quando un utente si rivolge a noi per chiedere un consiglio, e’ nostra cura, dopo un’analisi della situazione, prospettare modi, costi e tempi di intervento, sottolineando la nostra disponibilita’ a supportarlo solo se intravediamo esiti positivi del ricorso, perche’ riteniamo che lo Stato sia inadempiente, vessatorio e/o esoso. Le urla al complotto, alla vessatorieta’ che e’ sempre tale perche’ proviene da parte di un’autorita’ pubblica, le lasciamo a chi -a nostro avviso- inganna i cittadini, caricandoli di aspettative irrealizzabili che -forse- potranno servire a questi ingannatori per temporaneamente alimentare le loro fortune. Situazione -per noi- drammatica e tragica, che e’ ben altro che stare dalla parte del cittadino onesto… che non vuoldire passivo, anzi!! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Rottamazione Equitalia: “Attenti alla trappola, aderire potrebbe essere un rischio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

equitalia1Rocco Guerriero, Presidente CesConsumatori, in base alle recenti disposizioni di abolizione di Equitalia lancia un grido di allarme:”Attenti alla trappola. Aderire alla rottamazione delle cartelle Equitalia senza un’attenta valutazione potrebbe essere un rischio”. Il D.L. n. 193/2016 (collegato alla legge di Bilancio 2017) all’articolo 6 individua termini e modalità per addivenire alla c.d. “definizione agevolata” dei ruoli esattoriali. In estrema sintesi viene data la possibilità di provvedere all’estinzione di un proprio debito con il Fisco, senza versare le sanzioni e gli interessi mora. C’è tempo fino al 31 marzo 2017 per presentare l’istanza e ieri Equitalia ha informato che in meno di due mesi sono state già presentate oltre 100 mila domande. Approfondiamo l’argomento con Rocco Guerriero, presidente nazionale della Cesconsumatori, associazione specializzata in materia di indebitamento che subito avverte “Aderire senza un’attenta valutazione potrebbe essere un rischio. Dietro la rottamazione si nascondono mille insidie e nella maggior parte dei casi non è affatto conveniente”. Rottamare. A chi conviene? “Conviene certamente a chi ha piccoli debiti o chi ha già perso in giudizio. In tutti gli altri casi consigliamo di fare un calcolo preventivo sulla somma che realmente si andrà a rottamare”. Quali sono gli elementi negativi della rottamazione? “E’ pur vero che si avrà un risparmio, non sempre consistente, ma è altrettanto vero che il debito dovrà essere pagato in soli 14 mesi versando il 70% del debito già entro novembre 2017. Inoltre chi ha giudizi pendenti dovrà rinunciare a tutte le azioni in corso. In ultimo confermo che verranno eliminate sanzioni e interessi ma nel contempo verranno conservati interessi di ritardata iscrizione a ruolo, l’aggio, le eventuali spese maturate a seguito di avvio di procedura esecutiva, le spese di notifica”. Altri punti a sfavore? “Se ho una rateizzazione in corso a 72 o a 120 mesi e verso la 1° rata della rottamazione senza riuscire a pagare le restanti rate, decadrò sia dalla rottamazione che equitaliadalla precedente rateizzazione. Inoltre le scadenze sono perentorie: ritardare anche solo di un giorno il pagamento di una delle 5 rate vorrà dire decadere immediatamente dalla rottamazione”. In conclusione qual’è il suo consiglio? “Il contribuente ha tempo fino al 31 marzo per inviare la domanda ed Equitalia avrà tempo fino al 31 maggio per comunicare la somma che andrà pagata. Se il calcolo non sarà conveniente non ci si potrà più tirare indietro. Quindi consiglio di aderire solo se la somma abbattuta è davvero notevole e per saperlo è fondamentale affidarsi ad esperti che faranno prima un calcolo della somma che si andrà realmente ad abbattere”. Come funziona il vostro servizio? “In queste settimane ho notato il proliferare di associazioni e di nuove società che eseguono i calcoli richiedendo somme fuori mercato. CesConsumatori, da anni attenta alla tutela del contribuente, ha deciso di proseguire per la propria strada eseguendo il calcolo in forma totalmente gratuita per gli associati. Chi non è associato potrà farlo pagando una quota annua di soli 10 euro che oltre a questa pratica garantiranno una tutela, assistenza e consulenze gratuite su qualsiasi problema per 365 giorni”. Inoltre non ci limitiamo solo al calcolo per la rottamazione ma prima analizziamo tutta la posizione debitoria con Equitalia evidenziando eventuali cartelle invalide (es. prescritte) dove riteniamo non debba farsi domanda di rottamazione. Successivamente solo sulle cartelle valide eseguiremo il calcolo e solo se l’associato riterrà la rottamazione conveniente presenteremo la relativa istanza”. (foto: equitalia)

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Tasse: Le roi est mort, vive le roi! Da Equitalia ad Agenzia delle Entrate

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

EquitaliaCon l’approvazione definitiva del decreto fiscale, diciamo addio ad Equitalia e “benvenuto” al nuovo ente pubblico Agenzia delle Entrate – Riscossione. Cosa cambia per i cittadini? Ci pare cambi poco. Le tasse non pagate saranno comunque riscosse dal nuovo ente, ovviamente resteranno le sanzioni per l’evasione, così come gli interessi dovuti: saranno diminuiti? Aumentati? E l’aggio, cioè il compenso che la società Equitalia riceveva per l’attività di riscossione sarà eliminato? A logica sì, ma per avere le risposte a queste domande dovremo attendere lo Statuto del nuovo ente, che sarà contenuto in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che sarà emanato fra il 30 aprile e il 1 luglio 2017.Lo stesso decreto fiscale licenzia poi definitivamente la possibilità di rottamare le cartelle esattoriali, con qualche differenza rispetto alle previsioni contenute nel decreto legge. Più nel dettaglio, queste le novità:si estendono temporalmente i crediti rottamabili: saranno incluse le somme iscritte a ruolo fino al 31 dicembre 2016slitta la data di adesione alla rottamazione: la domanda potrà essere presentata entro il 31 marzo 2017; aumenta il numero di rate possibili, che passa da 4 a 5 (luglio, settembre e novembre 2017 – per il 70% dell’importo dovuto) e aprile e settembre 2018);per le somme iscritte a ruolo nel 2016 per le quali il debitore non ha ancora ricevuto la cartella esattoriale, Equitalia o il diverso agente della riscossione invierà – entro il 28 febbraio 2017 – una lettera di posta ordinaria al debitore con l’indicazione dei carichi affidati;
in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento di una rata, il debitore potrà comunque richiedere un piano di rateizzazione “ordinario” (includente cioè le sanzioni e gli interessi di mora) se al momento della presentazione della domanda di rottamazione non erano ancora trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale o dell’avviso di accertamento;
chi presenta domanda di rottamazione e aveva in corso un piano di dilazione, deve continuare a pagare le rate fino a dicembre 2016, ma può (deve?) sospendere i pagamenti dal 1 gennaio 2017 fino al momento in cui Equitalia comunicherà l’ammontare complessivo delle somme dovute;
si potranno rottamare anche le cartelle già oggetto di un procedimento di esdebitazione (sovraindebitamento). Dalla lettura della norma, parrebbe che la rottamazione sia applicabile ai soli piani del consumatore non ancora omologati;
il decreto fiscale riconosce poi la possibilità di una mini-rottamazione anche per le somme riscosse direttamente o tramite altri agenti di riscossione da parte di regioni, province, città metropolitane e comuni. Ognuno di questi enti potrà (non dovrà) stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, l’esclusione delle sanzioni (e non anche degli interessi), stabilendo numero di rate possibili e relativa scadenza, modalità e termini di presentazione della domanda di rottamazioneL’intenzione parrebbe essere quella dell’inizio di un nuovo corso, con un colpo di spugna al passato.Per l’esito dovremo ovviamente attendere la creazione del nuovo ente di riscossione e i dati relativi alle rottamazioni richieste.A chi guarda alla rottamazione come una via possibile, suggeriamo comunque cautela:
prima di tutto verificare la situazione debitoria relativa alle cartelle già notificate ed informarsi personalmente sulle somme iscritte a ruolo nel 2016 e ancora non notificate;
chi ha già in corso una rateizzazione, dovrà poi valutare con attenzione la liquidità disponibile per garantire il pagamento delle 5 rate, poiché in caso di ritardo nel pagamento si perde il diritto alla rottamazione e non si tornare al piano di rientro già convenuto;
chi ha contenziosi in corso, per accedere alla rottamazione deve rinunciare al giudizio. Sarà quindi indispensabile verificare la fondatezza della propria causa e le possibilità di successo, prima di rinunciarvi;
per i debiti prossimi alla prescrizione, occorre valutare attentamente se aderire o meno alla rottamazione delle cartelle esattoriali (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Il bluff di Renzi: Equitalia cambia solo nome, i pignoramenti rimangono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

EquitaliaSe la minestra è rancida non basta cambiare l’etichetta sul barattolo per renderla commestibile. Il governo, su Equitalia, sceglie il principio gattopardesco del ‘tutto cambi per non cambiare nulla’. Sparisce il riscossore di Stato? No, sparisce il nome, ma resta un soggetto non integrato ed esterno all’Agenzia delle entrate che eredita e incorpora tutto il carrozzone Equitalia, che si prende baracca, burattini (e burattinai), compresi i famigerati aggi e gli spietati obiettivi quantitativi di riscossione.Al di là della sanatoria sulle vecchie cartelle, senza una modifica strutturale delle norme rimarranno balzelli pesantissimi sui nuovi ruoli e rimarrà lo sbilanciamento delle prerogative nel rapporto cittadino-fisco. Il M5S ha presentato una proposta di legge in tal senso, a prima firma Carlo Sibilia accanto a quella di Azzurra Cancelleri, che abolisce davvero Equitalia e che riporta le funzioni in seno ad Agenzia delle Entrate. Con il decreto del governo, invece, dal 2017 ci saranno le stesse problematiche che ci sono oggi: resterà il carrozzone clientelare, resteranno i favori agli amici degli amici, le cartelle insabbiate e quelle pazze, le ganasce facili e i pignoramenti veloci.E tempo qualche mese, i cittadini chiederanno l’abolizione anche di Agenzia delle entrate-Riscossione. La sanatoria delle cartelle, poi, è un condono per i grandi evasori, perché saltano le sanzioni. Un vero favore a chi non dichiara affatto (tipico dei furbetti, mentre invece l’artigiano che non ce la fa a pagare, di norma dichiara ma non versa). Inoltre, una rateazione così serrata, in appena quattro soluzioni al massimo, non può essere allettante per professionisti e piccole imprese che comunque hanno problemi di liquidità. Mentre non rappresenta un problema per i grandi soggetti che evadono in modo fraudolento cifre molto alte. Al premier piacerebbe copiare il M5S. Ma non può, perché ha le mani legate da lobby e potentati. La propaganda non funziona, gli italiani non abboccano. Noi invece andremo al governo, e renderemo finalmente lo Stato a misura di cittadino. (fonte: blog grillo)

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Equitalia e gli escamotages renziani

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2016

Equitalia“Nel maldestro tentativo di evitare la sconfitta al referendum costituzionale Renzi se ne è inventata un’altra: l’abolizione di Equitalia. Nel solco della tradizione, per non smentire la prevalenza della propaganda sulla sostanza, lancia messaggi senza essere davvero credibile sull’abrogazione di quegli interessi di mora e di quelle sanzioni volute dallo Stato e applicate da Equitalia come da qualunque altro soggetto adibito alle riscossioni che dovesse sostituirla. Cittadini, imprenditori e famiglie non vogliono sensazionali titoli dei giornali ma vogliono sapere che fine faranno le cartelle con numeri stratosferici che danno l’idea di un veto è proprio Stato usuraio. Ma su questo, sulle notizie concrete, cala il velo del silenzio governativo perché l’unico obiettivo oggi è imbrogliare le carte, imbonire i cittadini per far vincere il Sì”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Equitalia: Scomparirà?

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Mag 2016

Equitalia“Meglio un morto a casa che Equitalia all’uscio”, si sente dire. Equitalia e’ sinonimo di fisco, o meglio di agente che riscuote le tasse. Uno spauracchio per i contribuenti che paventano ipoteche immobiliari e intromissioni nei propri conti correnti, insomma una sciagura. Figuriamoci con quanta gioia e’ stata accolta la notizia, data dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dell’ abolizione di Equitalia. Cerchiamo di ragionare.
Equitalia e’ il braccio armato della Agenzia delle Entrate per le tasse e, di altri enti, per esempio, i Comuni per le multe e le Regioni per il bollo auto. Non scompariranno le tasse, ne’ le multe, ne il bollo auto (almeno che quest’ultimo diventi accisa, cioe’ tassa sui carburanti). E’ possibile che Equitalia si trasformi in una articolazione interna alla Agenzia delle Entrate, ma un struttura di riscossione rimarra’, probabilmente cambiera’ nome. Quanto ai rapporti con i contribuenti non ci sembra che siano dei migliori, ma di questo ne abbiamo gia’ scritto. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Abolizione Equitalia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 luglio 2014

Equitalia“E’ da tempo che sosteniamo la necessità di abolire Equitalia chiedendo anche lumi sui suicidi e sulle imprese costrette a chiudere a causa delle cartelle esattoriali della società il cui costo del denaro rasenta il tasso di usura. Equitalia è lo strumento attraverso cui lo Stato di de-responsabilizza davanti alle famiglie e alle imprese. Molti partiti ne hanno chiesto l’abrogazione. Noi diciamo ‘se non ora quando?’ Chi impedirà l’approvazione di questa pdl o il suo esame, non avrà più legittimità di profferire verbo davanti agli italiani”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Massimo Corsaro, componente della commissione Bilancio, intervenendo in aula a sostegno della pdl Soppressione della società Equitalia Spa, presentata dal Movimento 5 Stelle.

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Stop Equitalia! In caso fermo amministrativo illegittimo perché relativo a tributi prescritti deve pagare i danni per lite temeraria al cittadino che si trova l’auto bloccata dalle ganasce fiscali

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2014

Risarcita in via equitativa l’insegnante che a causa dell’erroneo provvedimento risulta avere difficoltà per raggiungere il posto di lavoro. Per la responsabilità aggravata è sufficiente provare la scarsa prudenza dell’esattore e non il dolo o la colpa grave È proprio il caso di dirlo: un brutto, ennesimo stop per Equitalia viene dalla sentenza n. 182 del 23 dicembre 2013 della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso che ha ritenuto giusto condannare per lite temeraria l’esattore, ordinando il risarcimento in via equitativa ad un contribuente cui era stato emesso un provvedimento di fermo amministrativo illegittimo perché relativo a crediti prescritti.
Nel caso di specie, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, i giudici tributari hanno accolto il ricorso di un’insegnante che era stata messa in difficoltà a raggiungere il posto di lavoro a seguito del blocco fiscale della sua automobile a causa del mancato pagamento di alcune cartelle per crediti Inps nonostante tale richiesta fosse ormai prescritta, essendo decorsi, addirittura, oltre dieci anni.
La corte molisana ha quindi disposto l’annullamento dell’atto impositivo e ha anche concesso il risarcimento dei danni subiti a causa delle difficoltà conseguenti al mancato uso della propria automobile rilevando che ai fini della sussistenza della responsabilità per lite temeraria, stabilita dall’articolo 96 del Codice di Procedura Civile, dell’agente della riscossione che esegua il fermo di un autoveicolo per un credito tributario già prescritto, non si richiede né il dolo né la colpa grave, ma trattandosi di misura cautelare è sufficiente il difetto della normale prudenza, agevolmente configurabile nell’ipotesi in cui la prescrizione sia rilevabile dallo stesso provvedimento notificato al contribuente.
Ma v’è di più, per i giudici, la liquidazione del danno da lite temeraria può essere effettuata secondo equità dal giudice (anche tributario) poiché è costituito non già dalla lesione della posizione materiale della parte vittoriosa, ma dagli oneri di ogni genere che essa abbia dovuto affrontare per essere stata costretta a contrastare l’ingiustificata pretesa della parte avversa e dai disagi sopportati per effetto di quella iniziativa, danni desumibili dalla comune esperienza. Nella fattispecie, l’agente per la riscossione è stato condannato, quindi, non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche a versare 500 euro extra.

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Equitalia: notifiche

Posted by fidest press agency su martedì, 21 gennaio 2014

Dopo le recenti sentenze di alcuni corti tributarie, tra cui quella regionale di Lecce che hanno annullato alcune cartelle esattoriali, si è riacceso prepotentemente il dibattito circa un tema caldo per tutti i contribuenti, ossia la notifica diretta per posta da parte di Equitalia. Con il seguente articolo scritto a due mani dagli avvocati tributaristi Maurizio Villani e Idalisa Lamorgese, e pubblicato in anteprima dallo “Sportello dei Diritti”, invitiamo i professionisti ed i giudici tributari a sollevare la questione di incostituzionalità, anche d’ufficio, in merito alla notifica diretta per posta da parte di Equitalia, qualora non si ritenga la procedura totalmente illegittima per inesistenza della notifica stessa, come rilevato da molte Commissioni tributarie. In definitiva, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, su questa spinosa e delicata questione sarebbe opportuno fare intervenire la Corte Costituzionale, con le eccezioni segnalate dai due tributaristi, in modo da avere un pronunciamento definitivo sulla legittimità o meno di tale procedura.

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Cartella di pagamento di Equitalia nulla se notificata con raccomandata ar.

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Sulla scia di altri precedenti giurisprudenziali in materia di notifica a mezzo posta della cartella di pagamento Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, segnala la sentenza n. 247/2013 della Corte Tributaria Provinciale di Roma che ha stabilito che è nulla la cartella di pagamento Irpef notificata dal concessionario della riscossione con raccomandata con ricevuta di ritorno.
Nel caso di specie è stato accolto il ricorso di una contribuente che chiedeva l’annullamento della cartella di pagamento notificata da Equitalia a mezzo del servizio postale.
Per i giudici della corte capitolina, la cartella di pagamento al pari degli altri avvisi non è un atto processuale e, come tale, non può essere oggetto di invio mediante raccomandata. Ciò perché, dallo sviluppo normativo che ha portato all’attuale formulazione della norma, si evince che per la notifica a mezzo posta il legislatore in un primo momento aveva previsto che fosse fatta direttamente da parte dell’esattore che provvedeva all’invio della raccomandata con avviso di ricevimento secondo due fasi procedimentali distinte ovvero consegna materiale della cartella dal concessionario – esattore all’agente postale e successivamente notifica da parte dell’agente postale che agisce come ausiliario dell’agente notificatore, mentre a far data dal 01/07/1999 l’intenzione del legislatore e’ stata quella di escludere l’esattore oggi concessionario dalla notificazione mediante servizio postale e conseguentemente l’agente della riscossione non può consegnare materialmente la cartella all’agente postale secondo le fasi sopra descritte, ma deve avvalersi degli ufficiali della riscossione (di cui al d. lgs. n. 112 del 13/0411999) o di altri soggetti abilitati nelle forme previste dalla legge per eseguire la notifica per il tramite del servizio postale.

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Contribuenti vessati da Equitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Importante sentenza della Corte Costituzionale del 19 novembre 2012 sulla notifica delle cartelle esattoriali a soggetti risultati irreperibili. Il commento dell’avvocato Villani. Lo “Sportello dei Diritti”, da sempre attento ai diritti dei contribuenti, ritiene opportuno riportare all’attenzione, una significativa e recentissima sentenza della Corte Costituzionale, la n. 258 del 19 novembre scorso, sfuggita ai più, sulla notificazione delle cartelle esattoriali ed in particolare nel non raro caso di notifica per irreperibilità del soggetto destinatario, attraverso un pregevole ed importante commento del tributarista avvocato Maurizio Villani che ripercorre, attraverso un ampio excursus, la materia della notificazione di tali atti in caso di irreperibilità del contribuente.
Di seguito, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che condivide pienamente l’assunto secondo cui l’intervento della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la procedura specifica per la notifica di cartelle esattoriali, prevista in casi di irreperibilità, che era estremamente penalizzante per il contribuente destinatario dell’atto è da apprezzare non solo perché parifica le modalità di notificazione sia per gli accertamenti che per le cartelle esattoriali ma, soprattutto, perché non limita il diritto di difesa del contribuente, consentendogli una maggiore possibilità di conoscenza degli atti, nel rispetto soprattutto dei principi dello Statuto del contribuente (art. 6, comma 1, della Legge 27 luglio 2000 n. 212).
La diversità della disciplina sussistente prima dell’intervento della Corte Costituzionale di una medesima situazione (notificazione a soggetto “relativamente irreperibile”) non è apparsa alla Consulta riconducibile ad alcuna ragionevole ratio, con violazione dell’art. 3 della Costituzione.

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Equitalia e trasparenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2013

La trasparenza è essenziale in tutti gli atti amministrativi, tanto più in quelli impositivi ed esattoriali. Lo ribadisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15188 del 18 giugno 2013, secondo cui dev’essere annullata la cartella esattoriale se non risulta essere chiara al suo interno la causale delle somme avanzate dall’Erario. Ma v’è di più, per la Suprema Corte è del tutto irrilevante la conoscenza da parte del contribuente del suo debito con il Fisco.
Nel caso di specie, la sesta sezione tributaria della Corte di legittimità nel rigettare un ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate, ha ricordato che in ipotesi di liquidazione di imposta, ai sensi degli artt.36 bis del dpr n.600/1973 o 54 bís del dpr n.633/1972, la cartella di pagamento costituisce l’atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere adeguatamente motivata.Peraltro evidenzia Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” che i giudici del Palazzaccio, hanno ribadito che la cartella esattoriale deve contenere indicazioni sufficienti a consentire alla contribuente l’agevole identificazione della causale delle somme pretese dall’amministrazione finanziaria. Non sussiste alcuna equipollenza tra la corretta indicazione di tali elementi nell’atto impugnato e la conoscenza che, di fatto, di essi abbia avuto il contribuente, «giacché nessuna equipollenza assume rilievo, essendo piuttosto necessario il corretto adempimento dell’obbligo di motivazione del ruolo e della cartella».

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Equitalia: nullo l’accertamento per la determinazione del reddito basato con criteri presuntivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Vittime di Equitalia attenzione. L’agenzia di debito che con le sue cartelle esattoriali non fa dormire sonni tranquilli a numerosi italiani non può considerare idoneo il coefficiente di valutazione (elaborato in ragione della capacità di spesa sottesa alla gestione ed al mantenimento dell’abitazione) a costituire fonte sicura di rilevamento della capacità contributiva in relazione all’ annualità d’imposta attualmente in esame, perché quell’immobile, acquistato dal contribuente in anni lontani e sicuramente in condizioni economiche più floride, rispecchia la capacità di spesa di quell’ epoca ormai lontana. A sollevare il caso dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, era stato un commerciante di Lecce.L’Agenzia delle Entrate del luogo aveva notificato all’esercente il commercio al dettaglio di confezioni, l’avviso di accertamento con il quale determinava, per l’anno 2005, un maggior reddito, rispetto a quello dichiarato irrogando contestualmente le relative sanzioni. L’Ufficio, prendendo le mosse dalla omessa dichiarazione annuale IVA, perveniva ad emettere il predetto accertamento basandosi sulla presunta capacità di spesa desunta dal possesso di due autovetture, da un immobile costituente l’abitazione del contribuente e dalle spese per utenze elettriche.
La Commissione Tributaria Provinciale di Lecce in definitiva annullava l’avviso di accertamento impugnato perché l’Ufficio non ha valutato correttamente la concreta situazione economica del contribuente al fine di individuarne la reale capacità contributiva perché quei beni mobili ed immobili erano stati acquistati dal contribuente “ in anni lontani e sicuramente in condizioni economiche più floride, rispecchia la capacità di spesa di quell’ epoca ormai lontana “. Ad evidenziarlo è Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a seguito della lettura della sentenza numero n. 375 della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce.

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Equitalia non può iscrivere l’ipoteca per un debito inferiore ad 8mila euro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

Buone notizie per i contribuenti. E’ illegittima l’adozione da parte dell’Equitalia – Agente della Riscossione – della misura cautelare dell’iscrizione ipotecaria laddove l’importo a ruolo rechi un debito inferiore alla soglia di Euro 8.000,00 prescritta dalla disciplina del D.P.R. 602/1973. Ad evidenziarlo è Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a seguito della lettura della sentenza n. 5771 delle sezioni unite della Cassazione del 12 aprile 2012.Sul punto, va ricordato che la Corte di Cassazione con sentenza n. 2053/2006 ha osservato che essendo l’ipoteca, al pari del fermo amministrativo, preordinata all’espropriazione forzata, quando sia decorso un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione può essere avviata e, di conseguenza, l’iscrizione ipotecaria può essere eseguita solo dopo la notifica di intimazione di pagamento di cui al secondo comma dell’art. 50 del D.P.R. 602/1973, in quanto la mancata attivazione della fase espropriativa nel termine annuale fissato dalla predetta disposizione determina il venir meno della capacità del ruolo a valere come titolo esecutivo, essendo la sua efficacia sospesa ex lege sino a quando non è ripristinata dalla notificazione dell’intimazione ad adempiere. Inoltre la stessa Corte con sentenza n. 4077 del 2010, già citata, ha dichiarato illegittime le ipoteche iscritte sugli immobili per i debiti di importo inferiore agli 8.000 Euro. La pronuncia della Corte suprema è stata poi recepita in un decreto legge (art. 3, comma 2ter, del D.L. 25 marzo 2010, n. 40, convertito in L. 22 maggio 2010, n. 73).
Alla luce di tale importante precedente, poiché ancora oggi ci sono centinaia di migliaia di ipoteche sugli immobili che pur essendo sotto la soglia degli 8mila euro non vengono cancellate dall’agente di riscossione così come richiede la legge, Giovanni D’Agata, chiede l’intervento immediato del Governo e del Ministro della Giustizia per porre fine a queste paradosso introducendo maggiori controlli per il rispetto dei diritti dei contribuenti.

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Equitalia e cartelle esattoriali

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Ancora più cautele per i consumatori. Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sono molteplici, infatti, le sentenze che attribuiscono un sempre più stringente dovere di trasparenza a carico delle società incaricate della riscossione nazionale dei tributi. La mancata indicazione del procedimento di computo degli interessi e delle singole aliquote su base annuale, rende nulla la cartella esattoriale. E’ quanto disposto dalla Corte di Cassazione, con la sentenza 21 marzo 2012, n. 4516. Il caso riguardava un contribuente il quale aveva impugnato la cartella di pagamento con cui l’Ufficio di Padova aveva iscritto a ruolo le somme riportate in un avviso d’accertamento, oltre interessi. Il ricorso è stato accolto dalla CTP, e su ricorso di Equitalia Polis S.p.A., tale decisione è stata poi impugnata dinanzi alla CTR del Veneto, la quale ha statuito che la mancata sottoscrizione ed indicazione del responsabile del procedimento non invalidava la cartella, aggiungendo inoltre che l’omessa indicazione delle modalità di calcolo degli interessi, riportati solo nel totale, violava il diritto di difesa del contribuente e pertanto rendeva parzialmente illegittima la cartella.
Avverso tali sentenze, il contribuente e l’Agenzia delle Entrate hanno proposto ricorso in Cassazione.
Gli ermellini hanno respinto l’eccezione sollevata dal contribuente circa l’obbligo per l’ufficio di indicare il responsabile del procedimento visto che l’art. 7 della legge n. 212/2000, pur qualificando “tassativo” l’obbligo dell’indicazione del responsabile del procedimento negli atti dell’Amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione, non indica, in alcun modo, la sanzione connessa alla sua violazione.
D’altra parte, con l’unico motivo dedotto, il Fisco ha censurato che, nell’annullare la cartella esattoriale nella parte relativa agli interessi, i giudici d’appello avrebbero disatteso il principio secondo cui la cartella esattoriale notificata a seguito di accertamenti definitivi non necessita di motivazione, anche “nella parte relativa al calcolo degli interessi disciplinato puntualmente dall’art. 20 DPR n. 602/73”.
I giudici di legittimità, hanno giudicato inammissibile tale motivo di ricorso. In particolare, è stata condivisa la decisione dei giudici d’appello, secondo i quali “nella cartella viene riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza essere indicato come si è arrivati a tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle varie annualità che nella fattispecie, vale sottolinearlo, essendo l’accertamento riferito all’anno d’imposta 1983, sono più di 23 anni calcolati”.
Sulla scorta di tali argomentazioni, l’operato dell’ufficio era ricostruibile “attraverso difficili indagini dovute anche alla vetustà della questione” che non competevano al contribuente che subiva in tal modo, una violazione del suo diritto di difesa.
Ha sostenuto la Suprema Corte a tal proposito, di alcun pregio sono state valutate le considerazioni svolte da parte ricorrente circa la non necessità della motivazione della cartella derivante da una sentenza passata in giudicato, né dal richiamo all’art. 20 del dPR n. 602 del 1973, essendo rilevante non la spettanza degli interessi, bensì il modo con cui è stato computato il totale contenuto nella cartella.
In conformità con la giurisprudenza di legittimità, secondo cui i motivi per i quali si richiede la cassazione devono presentare, a pena d’inammissibilità, i caratteri di specificità, completezza e riferibilità alla decisione impugnata (Cass. n. 17125 del 2007), tale motivo è stato, quindi, dichiarato inammissibile.

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Equitalia: sarà possibile rateizzare i propri debiti in maniera flessibile

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

Un primo timido segnale di avvicinamento alle esigenze dei cittadini ed imprese nel campo del pagamento di sanzioni e tributi potrebbe giungere dalla bozza del decreto legge sulle “semplificazioni” ora all’esame del Governo. A sostenerlo è Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che si augura che tale norma diventi effettiva per concedere un po’ di sollievo alle famiglie ed aziende italiane già alle prese con i problemi quotidiani aggravati dalla perdurante crisi economica.
Secondo quanto è dato apprendere, i titolari di debiti tributari avranno la possibilità di rateizzare i propri debiti in maniera flessibile, oltre a chiedere la dilazione dei pagamenti in caso di decadenza dalla rateazione.
Nella bozza è, infatti, contenuta una norma secondo cui “Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno”. Una volta ricevuta l’istanza di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca “solo nel caso di mancato accoglimento dell’istanza, ovvero di decadenza”.I piani di rateazione a rata costante, già emessi alla data di entrata in vigore del presente decreto, “non sono soggetti a modificazioni, salvo il caso di proroga” ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 602 del 1973.

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Equitalia e attentati

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2012

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activ...

“E’ estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, commentando quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog nel post “I botti di fine anno di Equitalia”, in cui sostiene che “se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni”. Secondo Serracchiani “c’è sicuramente più di una riflessione da fare su Equitalia, ad esempio sui tassi di interesse raggiunti dalle cartelle esattoriali, sulla messa all’asta delle prime case o sull’impossibilità per le imprese di compensare debiti e crediti con lo Stato. Ma da qui ad accreditare in modo strisciante il concetto che gli attentati dinamitardi sono un fenomeno ’da capire’ – sottolinea – corre la stessa distanza che c’è tra la protesta civile e il lancio delle molotov”. Per l’esponente democratica “fomentare i sentimenti più torbidi e potenzialmente violenti per fare consenso è una tattica già sperimentata dalla Lega, ed evidentemente piace anche a Beppe Grillo dato che, dopo aver sponsorizzato i cartelli anticasta di schietta ispirazione razzista, ora sembra adombrare il giustificazionismo dei bombaroli: è un peccato anche perché l’ex comico si poteva ritagliare un ruolo più propositivo di quanto non sia cavalcare banalmente il malcontento”. Quanto alla proposta di cambiare la Costituzione lanciata da Grillo, Serracchiani osserva che “si tratta di un ritornello simile a quello che ripete da anni Berlusconi”.(n.r. cara onorevole, qui non si tratta di plaudire su un attentato. Ci mancherebbe. Ma ciò che ha detto Grillo è sulla bocca di non pochi italiani. Equitalia è “odiosa” perchè, come al solito, colpisce i più deboli ed è, nel suo agire, disumana. Questa “crudeltà” stimola una reazione ed è come dire “chi la fa l’aspetta”.)

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Equitalia e il debito delle famiglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

Preso atto che gli aggiustamenti dei mesi scorsi, se così vogliamo chiamarli, tra contribuenti ed Equitalia hanno prodotto risultati scarsissimi, considerato l’entità importante del debito complessivo delle Famiglie e delle Imprese raggiunti da cartelle esattoriali, ritengo che su questa vicenda c’è urgenza di fare un ragionamento particolare perché la situazione è tale da costituire una vera e propria emergenza economica. Le difficoltà delle imprese per l’accesso al credito e i ritardi gravissimi nei pagamenti degli Enti Pubblici alle imprese hanno generato in questi ultimi anni forti dilazioni nei pagamenti delle imposte e tasse più per continuare a sopravvivere e non certo per la volontà di non pagare quanto dovuto. I debiti con l’Erario hanno causato inoltre l’esclusione delle imprese da molti bandi di gara nella pubblica amministrazione aggravando di fatto una situazione economica del nostro tessuto imprenditoriale che è già difficile per la grave crisi provocata da “altri”. Alla luce di quanto sopra ritengo che un po’ tutti dovremmo pensare concretamente a come uscire da questa situazione di impasse che sta causando chiusure di molte piccole aziende e molte situazioni difficili in tantissime famiglie. Per far fronte a questa situazione sono necessarie misure urgenti che potrebbero alleviare il peso del debito fiscale affinchè non sia la causa primaria di chiusura per tanti piccoli imprenditori e motivo di disperazione per tanti nostri concittadini. La soluzione potrebbe essere la seguente: procedere all’incasso dei debiti fiscali maturati e conclamati, con tutti gli Enti Pubblici al 31 12 2010 concedendo a chi necessita un piano di ammortamento congruo, eliminando completamente sanzioni, aggi, balzelli e aumentando gli importi dei soli interessi legali maturati. Dare inoltre nei pagamenti la possibilità di scontare eventuali crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione. Un’operazione del genere potrebbe effettivamente essere definita un provvedimento di crescita economica in una fase di stallo come quella attuale, eliminando di fatto tutto un contenzioso che si trascina da anni e anni con Equitalia. L’obiettivo non è quello di tutelare gli evasori ma è quello che i cittadini paghino tutti per pagare meno. Questo per quanto di mia conoscenza è un problema a cui non si è dato o non si vuole dare la giusta importanza perchè gli incaricati di eseguire gli incassi e la Politica non hanno compreso minimamente lo stato di disagio, l’impossibilità di molti , il grande stress e la depressione che procura all’interno delle nostre famiglie incappate in questa spirale. Spero che queste criticità nel 2012 vengano affrontate nella giusta misura anche per eliminare quelle dicerie di tantissimi nostri concittadini più indigenti che di fatto si sentono dei veri perseguitati da parte della società esattrice. Il rapporto tra Stato e Cittadino, è interesse di tutti, deve continuare ad essere collaborativo. Spero che chi di dovere, Politici, Associazioni e Sindacati diano il giusto peso a queste proposte sicuramente semplici ma certamente esaustive e condivise da tantissimi. (Salvatore Lucà – Consigliere Provinciale)

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Pacco bomba direttore Equitalia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2011

«Un atto scellerato, vile, i cui colpevoli devono essere identificati al più presto e puniti. Al direttore della filiale di Equitalia, Marco Cuccagna, ferito nell’esplosione, esprimo la massima vicinanza e la solidarietà della cittadinanza e delle istituzioni capitoline. L’ipotesi che possa trattarsi di un gesto non isolato è un invito per tutti a non abbassare la guardia. Confido che l’attività investigativa delle forze dell’ordine, assicurando i responsabili di questo atto terroristico alla giustizia, possa permettere alla città di vivere il Natale in un clima di serenità». Lo dichiara il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, appena appreso del pacco bomba esploso nell’agenzia di Equitalia di Via Millevoi.

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